Page 22

22

Cultura

15 maggio 2011

Nave imperiale ritrovata durante gli scavi. Canapini in polemica con il Ministro

Antichi romani contro il Ponte della Scafa Progetto da cambiare di nuovo Insorgono residenti e opposizioni

di Christian Belvisi

Q

uando lo sviluppo e la storia di una città si mescolano, il rischio è quello di non arrivare a nulla. E’ quanto accaduto qualche giorno fa a Fiumicino, dove durante gli indispensabili lavori di rifacimento del Ponte della Scafa, è affiorata tra lo stupore generale la fiancata destra di un’antica nave imperiale. Una scoperta stupefacente, che in qualche modo fa capire dove potesse essere anticamente la linea di costa, ossia circa quattro chilometri più all’interno di quella attuale. «La scoperta è una novità - ha spiegato Anna Maria Moretti, sovrintendente archeologico di Roma e Ostia Antica - perché a questa profondità, 4 metri dal piano attuale di campagna, non è mai capitato di trovare un'imbarcazione ma solo stratificazioni o una struttura. Al momento sono affiorati 11 metri di fiancata, né la poppa né la prua ma ci sono resti di cordami. Il restauro è delicatissimo. La barca è costantemente ricoperta d'acqua per non far seccare il legno, e il relitto va trattato con una

metodologia sofisticata». E nonostante le parole di congratulazioni del Ministro ai Beni Culturali Giancarlo Galan, intervenuto sul posto del ritrovamento per rendersi conto di quanto accaduto, all’amministrazione comunale di Fiumicino i conti proprio non tornano. Basta ascoltare le parole del sindaco, Mario Canapini. «E’ indubbio che l’area archeologica con la città di Ostia ed i Porti Imperiali di Claudio e Traiano abbiano un valore storico culturale di livello mondiale, tuttavia va anche rilevato che il Ministero dei Beni Culturali nulla ha fatto in

Il San Giuseppe Due resta a casa Trovato l’accordo con la Marina Il comune di Anzio e la Marina Militare Italiana hanno sottoscritto l’accordo che consentirà di custodire ad Anzio, presso la sezione velica, la storica imbarcazione “San Giuseppe Due” con la quale il Comandante Ajmone Cat, deceduto nel 2007, aveva raggiunto le acque antartiche nel 1969, salpando dal porto di Anzio, con un equipaggio

formato anche da uomini della Marina Militare. Un accordo che consentirà l’utilizzo della nave (in ristrutturazione all’interno dei cantieri di Peppino e Paolo Gallinari), grande 16 metri ed armata con due vele latine, per le uscite in mare degli studenti degli istituti scolastici della città, lo svolgimento di attività velica, nonché approfondimenti sul-

passato per promuovere e valorizzare questo immenso patrimonio. Per rendersene conto è sufficiente collegarsi al sito del Ministero, dove si può ancora oggi leggere che il Museo delle Navi, rivenute durante la costruzione del Leonardo Da Vinci alla fine degli anni ’50, risulta “temporaneamente” chiuso addirittura dal 2002. Ci auguriamo che questo rinvenimento non provochi ritardi eccessivi nella realizzazione di un’opera da molti anni attesa e che il Ministro Galan voglia sostenere un progetto di valorizzazione di tutta l’area archeologica». le problematiche dell’ambiente marino mediante lo svolgimento di conferenze e programmi di studio. «La famiglia di Ajmone Cat ha ceduto l’imbarcazione alla Marina – spiega l’assessore alla Cultura Umberto Succi – e grazie a questo accordo la terremo ad Anzio. Il 27 giugno, in occasione della ricorrenza del viaggio in Antartide, organizzeremo un evento per spiegare ai ragazzi delle scuole ed alla città quale sarà il destino del San Giuseppe Due».

Verrà cambiato il progetto del ponte della Scafa. Ma quanti anni i cittadini di Ostia e Fiumicino diretti in aeroporto dovranno attendere prima di vedere l’inizio dei lavori? Difficile dirlo, soprattutto dopo i ritrovamenti archeologici effettuati nel corso degli scavi preventivi sulle aree che riguarderanno le nuove opere stradali del viadotto di via della Scafa. L’inizio dei lavori però sarà probabilmente posticipato almeno sino a conclusione della campagna di scavo. «Oggi i cittadini di Ostia e Fiumicino – recitano le opposizioni - sanno di essere stati presi in giro per anni: il ponte faraonico, alto 20 metri dal costo di oltre 40 milioni di euro, rischia di saltare per la mancanza di lungimiranza di chi ha rinunciato al progetto iniziale di semplice raddoppio del ponte attuale. Un progetto abbandonato per il suo presunto impatto sui beni archeologici. Ed ora le autorizzazioni ambientali e archeologiche dovranno essere riconsiderate ed il progetto dovrà essere rivisto». (E.B.)

Reporter News 8  

La Voce del Mare di Roma. Attualità, cronaca, politica, inchieste, approfondimenti, turismo, cultura, economia, cucina, curiosità

Advertisement