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Cronaca

15 maggio 2011

E’ fatta: Ostia è il primo comune dell’area metropolitana di Roma Capitale

Quando autonomia è sinonimo di libertà Nuovi poteri su urbanistica, commercio, verde pubblico e demanio marittimo di Enzo Bianciardi

O

stia diventa “comune”, esattamente il primo dell’area metropolitana di Roma Capitale. Non è un divorzio da Roma, ma una separazione di poteri e responsabilità che dovrebbe promuovere il litorale. Di sicuro, come ha sottolineato poi il sindaco Gianni Alemanno si è trattato di un «un passo storico, fondamentale per il rapporto tra Roma e Ostia. Una delibera importante e di sostanza, non un topolino, o una delibera vuota come l’hanno definita le opposizioni. Partiremo da Ostia per rivedere il decentramento dei Municipi». Ostia, dunque, come apripista dell’area metropolitana di Roma, anche se le incertezze e le domande irrisolte non mancano, a parti-

re, dai fondi a disposizione per il governo del territorio che resteranno gli stessi, passaggio che ha consentito all’opposizione di rilevare che l’intera operazione appare più come un intervento di restyling di facciata piuttosto che un impegno concreto. In sostanza, al Municipio arrivano le competenze ma non certo i soldi per farvi fronte: morale, a

Buontempo rilancia: «Non fermiamoci adesso» Il fantasma di Ostia comune, dopo due referendum bocciati dalle urne, torna anche in questa occasione ad agitare i sonni dei nuovi autonomisti. Lo agita il presidente de “La Destra” Teodoro Buontempo, ex deputato eletto 4 volte nel collegio di Ostia, secondo il quale «la delibera approvata dal Campidoglio non scrive la parola fine al progetto di Ostia Comune. Un progetto che abbiamo intenzione di rilanciare con le forze sane del territorio, ormai stanche di dover assistere ad una Ostia a due marce, quella degli amici dei politici con il vento in poppa e quella, invece, dei cittadini comuni privi dei servizi essenziali, costretti a sottoporsi a un calvario quotidiano per raggiungere la città ed a vivere in una pericolosa insicurezza». (E.B.)

rimetterci, comunque vada, saranno i cittadini. Il regolamento licenziato dall’aula Giulio Cesare infatti trasferisce al XIII municipio nuovi poteri che vanno dall’urbanistica al commercio, passando per la gestione del verde e il demanio marittimo. Il municipio avrà, inoltre, la possibilità di approvare un bilancio di previsione in relazione alle

attuali risorse finanziarie dei dipartimenti comunali a disposizione per il litorale. Altro punto interessante è rappresentato dalla formazione di una Commissione bilaterale a cui prenderanno parte consiglieri comunali e municipali, chiamati a discutere le decisioni che riguardano Ostia e l’hinterland di Acilia. Lo stesso Vizzani potrà partecipare a riunioni di Giunta sulle scelte future del Campidoglio che riguardano Ostia. «Da un parere non vincolante - spiega Vizzani - siamo passati ad una partecipazione attiva alle scelte strategiche che riguardano il Lido ed anzi, il nuovo municipio potrà essere anche protagonista, proponendo direttamente le future scelte». Al XIII passerà anche la competenza sul demanio marittimo (rilascio delle concessioni) e la stesura del Pua.

La storia

Un anno fa si muovono i primi passi Una storia, quella dell’autonomia di Ostia, che parte da lontano. Il primo atto era stata una delibera di Giunta del 24 novembre 2009 che il Consiglio comunale ha poi impiegato più di anno per tradurre in un atto concreto, dopo una votazione ad oltranza caratterizzata dai cosiddetti “pianisti” e conclusa solo alle tre di notte. «Si apre una stagione nuova e fondamentale per il XIII Municipio - ha spiegato Giacomo Vizzani, Presidente XIII Municipio – tanto che abbiamo portato a termine un altro dei punti della campagna elettorale inseriti nel programma di governo. Ora, occorre lavorare insieme, nell’interesse della cittadinanza. Il decentramento amministrativo è l’equilibrio esatto e rappresenta una giusta autonomia che ci permette di avere i vantaggi di un comune autonomo e quelli di far parte del sistema Roma Capitale». Insomma, un risultato storico. La vita di Ostia riparte da qui. (E.B.)

Voglia di crescita tra luci ed ombre Paura per l’aumento di tasse locali Infinite le novità in programma con l’autonomia di Ostia dal comune di Roma. In tema di abusivismo il XIII Municipio potrà decidere le ordinanze di demolizione, mentre nel commercio verranno definite le fasce orarie di apertura dei negozi e degli uffici pubblici. Inoltre, altra novità di rilievo, la Giunta capitolina, verificata la compatibilità di bilancio, determina annualmente le maggiori entrate tributarie ed extratributarie, accertate e riscosse nel Municipio, che saranno attribuite al Municipio stesso per la ge-

stione. Un passaggio che appare come una sorta di autogestione, che cosa si vuol dire con «nuove entrate»? Il Municipio non può certo avere capacità impositiva, per cui, si tratterebbe di gestione più attenta del territorio, impedendo abusi ed evasioni, grazie ad un controllo del territorio più diretto. Oppure, questa frase sibillina rappresenta il via libera per l’imposizione di nuovi balzelli locali, quali: parcheggi a pagamento, occupazione di suolo pubblico maggiorata, servizi a pagamento. In definitiva, però, si trat-

ta di un’autonomia amministrativa che supera in maniera consistente quella concessa una prima volta nel 1992, con l’allora presidente Marco Pannella che durante i suoi cento giorni di governo s’impuntò con il sindaco Carraro, ottenendo un regolamento speciale per il litorale. Il decentramento per il XIII Municipio, comunque, è solo il primo passo verso un nuovo decentramento municipale che dovrà essere completato con il secondo Decreto attuativo su Roma Capitale, dopo la riperimetrazione dei Municipi. (E.B.)

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