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Attualità - Politica - Cronaca - Turismo - Cultura - Economia

Anno IV - Numero 8/15 maggio 2011 € 0,50 COPIA OMAGGIO

Abracadabra. Il mare è pulito!

Buontempo rilancia l’autonomia

Fiumicino, machismo e politica

Migliorano le condizioni dell’inquinamento marino, complice il taglio dei parametri di rilevazione voluto dalla UE. Il risultato è stupefacente, il mare del Lazio risulta meno inquinato

“La delibera approvata dal Campidoglio non scrive la parola fine al progetto di Ostia Comune. Un progetto che abbiamo intenzione di rilanciare con le forze sane del territorio”

La denuncia parte dal consigliere Vona del PD. “E’ una realtà del nostro sistema distorto e unidirezionale che ben viene rappresentato dall’amministrazione comunale di Fiumicino”

Il significato e il messaggio delle nostre visioni notturne, frutto di desideri nascosti e ricordi lontani Tra sogno e realtà. Durante il sonno il pensiero regridisce a un anno d’età e il linguaggio si trasforma in immagini. La scienza e la cabala si contendono il primato notturno. Ma quali sono i sogni e gli incubi di chi vive sul litorale? Paura di perdere il lavo, volti sconosciuti incontrati di sfuggita durante il viaggio in treno o in metro e non mancano neppure Roma e Lazio, icone calcistiche del Mare di Roma. Scagnetti a pag. 16 e 17

Amministrative

Il Duce irrompe nelle elezioni comunali, aperta un’indagine per apologia di fascismo Bove a pag. 6

Abusivismo

Toponomastica oscurata da cartelloni pubblicitari sulle curve, sulle intersezioni, negli spartitraffico

Belvisi a pag. 13


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Primo Piano

15 maggio 2011

Il mago dei sismi

Le premonizioni di Raffaele Bendandi, risalenti a circa 50 anni fa: a rischio i giorni a ridosso dell’11 maggio 2011, ma soprattutto del 5 aprile del 2012

Un curriculum di tutto rispetto quello di Raffaele Bendandi, l’uomo che prevedeva i terremoti. Nato il 17 ottobre del 1893 a Faenza, dopo il sisma di Messina e Reggio Calabria del 1908, si appassiona allo studio dei terremoti con l’intento primario di giungere ad una loro possibile previsione. Di umile famiglia, artigiano e in gran parte autodidatta, non frequenta nessuna università, non consegue alcun titolo, scarse e occasionali le frequentazioni con altri scienziati. Ma le sue intuizioni, le sue scoperte e le sue previsioni sono davvero degne di nota. La scienza di inizio ‘900, infatti, muoveva solo allora i primi passi nella geologia, tanto che l’età della terra si calcolava ancora in pochi milioni di anni, piuttosto che miliardi. Le scoperte sull’atomo e sulla radioattività erano in divenire, ed ancora, non si sapeva cosa bruciasse nel sole. E solo nel 1912 Wegener pubblicò la sua teoria sulla deriva dei continenti. (E.B.)

di Enzo Bianciardi

Scienza&Superstizione L’ultimo miracolo di Bendandi è del 1976: la previsione del terremoto del Friuli. Le autorità ignorarono però il suo allarme e lo allontanarono, definendolo un ciarlatano. Eppure la storia ha dato una risposta diversa: Bendandi non era un ciarlatano, ma uno scienziato scrupoloso e intuitivo. Probabilmente non è mai riuscito a trovare un vero metodo per prevedere i terremoti, semplicemente perché non esiste. I terremoti possono avere varie origini, da movimenti tettonici, risalite magmatiche, eruzioni vulcaniche, crolli sotterranei, frane sottomarine, ma Bendandi aveva intuito qualcosa di geniale, di attuale e veritiero. Dopo le profezie di Nostradamus si passa alle sue. Un confine sottilissimo quello tra la scienza e la superstizione, soprattutto in questo caso. La stranezza sta nel fatto che le previsioni di Bendandi sono tutte di una precisione impressionante per quanto riguarda il periodo in cui il sisma avviene, ma ciò che non ha reso attendibile la sua teoria è che non era così preciso sul dove sarebbe previsto l'evento sismico. Roma e il suo hinterland saranno devastate da un terremoto di notevoli proporzioni per l'11 maggio 2011 e da un altro sisma di dimensioni apocalittiche tra il 5 e il 6 aprile 2012. Anno che si fa coincidere con le profezie dei Maya. (E.B.)

U

n terremoto che sconvolge il litorale. Una previsione terribile che non preoccupa però i sismologhi italiani. I terremoti allo stato attuale non si possono prevedere. Ma a chi risiede nella cintura romana, leggere le premonizioni di Raffaele Bendandi desta preoccupazione. Allarme ingiustificato? Analizziamo i fatti: il sismologo Raffaele Bendandi, vissuto tra il 1893 e il 1979, era convinto di essere in grado di prevedere i terremoti. Proprio come Giampaolo Giuliani, che aveva previsto la catastrofe dell’Aquila di due anni fa. Ne avrebbe previsti due: uno nella zona di Roma l’11 maggio 2011 (o nei giorni immediatamente successivi) e uno ancora più distruttivo il 5 o 6 aprile 2012. Tra i documenti presi in considerazione, un video degli anni ‘60 in cui Bendandi nel corso del telegiornale affermava: «L’origine dei terremoti è prettamente cosmica. Secondo dati da me raccolti e controllati il sisma avviene quando nel giro mensile di una rivoluzione lunare l’azione del nostro satellite va a sommarsi a quella degli altri pianeti». A quel punto l’intervistatore chiedeva: «Quindi sarebbero prevedibili i terremoti?». E Bendandi replicava: «Prevedibili con esattezza». L’idea era che, così come il mare si muoveva assecondando l’attrazione esercitata dalla Luna, lo stesso avvenisse anche per la crosta terrestre. La Luna, il Sole e gli altri pianeti del sistema solare provocherebbero, in sostanza, rigonfiamenti

della superficie terrestre e, quando le loro forze si sommano, scatenerebbero i movimenti tellurici, proprio come accade alle masse liquide degli oceani. Il fenomeno delle maree era già da tempo immemorabile associato alla luna; ma l’idea che questa, insieme agli altri corpi del sistema solare, potesse attrarre la crosta terrestre e deformarla fino a generare terremoti, a quel tempo era abbastanza avveniristica. Una prova che queste intuizioni avessero un fondamento la verificò lo stesso Bendandi quando, spulciando tra i suoi appunti di qualche anno prima, trovò che si era realizzata una sua previsione del terremoto della Marsica, che risaliva all’ottobre del 1914. Il sisma di Avezzano ebbe luogo infatti alcuni mesi dopo, il 13 gennaio 1915. Bendandi decise quindi di approfondire i suoi studi, raccogliere dati e procedere ad osservazioni sistematiche del movimento dei corpi celesti, utilizzando spesso strumenti da lui stesso costruiti. Alcuni di questi furono poi distrutti dallo stesso Bendandi pochi anni prima della sua morte. La sua fama raggiunse il culmine quando, il 23 novembre 1923 davanti ad un notaio a Faenza, fece una previsione su un terremoto che si sarebbe verificato nelle Marche il 2 gennaio 1924. Il terremoto si verificò davvero, ma due giorni dopo. Da allora la scienza iniziò a prendere in considerazione le sue ipotesi, ma il “feeling” durò poco, tanto che gli studiosi lo costrinsero a ritirarsi dalla vita pubblica. Oggi però, le sue teorie, risuonano nel Mare di Roma. Nella speranza che si tratti di un bluff.

Nell’antica Roma la principale accusa rivolta ai cristiani era di provocare i terremoti

Quando la terra tremava era un presagio di sventura e un segno della collera degli dei. I terremoti colpirono la Città Eterna nel 442 d.C., nel 467 e soprattutto nel 476, anno in cui pare che Roma abbia tremato per 40 giorni di seguito. Neppure l’Anfiteatro Flavio restò immune dal violento sisma dell’801, quando crollarono parecchie colonne del portico superiore e parte delle gradinate. Riportarono forti danni anche la basilica di San Paolo fuori le Mura e la chiesa di Santa Petronilla sull’Ardeatina. • Il terremoto del 443 Nei fasti «Vindobonenses Posteriores» si ricorda che, sotto il consolato di Massimo e Paterio (anno 443), Roma fu colpita da un terremoto che fece crollare statue e i «portici nuovi», forse da identificare con le due parti del portico del Teatro di Pompeo, che Diocleziano e Massimiano fecero restaurare. A questo terremoto è stata inoltre attribuita la responsabilità di un crollo nella navata maggiore di S. Paolo fuori le mura • Il terremoto del 484 o 508 Un'epigrafe conservata all'interno dell'Anfiteatro Flavio attesta restauri all'arena e al podio, in seguito a uno spaventoso terremoto. Certo è che nel 444 o 445, quando si celebrò un festeggiamento a Valentiniano III, l'edificio risultava integro, mentre nel 519, in occasione di giochi pubblici documentati da fonti coeve, il portico già non esisteva più e una parte delle gradinate era fortemente deteriorata • Il terremoto dell’801 Il Liber pontificalis, nella vita di Leone III, ricorda: «Nella nona indizione, a causa dei nostri peccati, avvenne improvvisamente un terremoto il 30 aprile, la chiesa di S. Paolo Apostolo fu scossa dal terremoto e i suoi tetti crollarono. Il grande ed illustre pontefice vedendo ciò ebbe grande dolore e prese a lamentarsi sia per le suppellettili d'argento, sia per le altre suppellettili che nella chiesa andarono distrutte o rovinate». • Il terremoto del 1349 Il terremoto del 9 settembre 1349 è stato uno dei più importanti terremoti storici con origine nell'Appennino centrale e probabilmente dell'evento sismico più fortemente risentito in Roma di cui si ha notizia. Secondo la testimonianza di Matteo Villani (sec. XIV), i danni in Roma furono decisamente consistenti, almeno su alcuni edifici di rilievo: «[i terremoti] feciono cadere il campanile della chiesa grande di San Pagolo, con parte della nobile torre delle Milizie, e la torre del Conte, lasciando in molte parti di Roma memoria delle sue rovine».


Primo Piano

15 maggio 2011

Il Mare di Roma deve fare i conti con la faglia sottomarina di Anzio

«Prevedere i terremoti è impossibile» di Mario Scagnetti (mario.scagnetti@reporternews.it)

«P

revedere un terremoto è impossibile. Dire prima con esattezza la zona, l’ora, il giorno e la forza di un sisma oggi non è possibile. La natura è molto complessa e i fenomeni che generano i terremoti più forti durano secoli. Il margine di errore di una previsione oscilla tra i 10 e i 50 anni». Parola di scienziato, parola di Alessandro Amato, dirigente e ricercatore della sede di Roma dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia. In poche parole uno dei massimi esperti della massima autorità nazionale in campo di terremoti. Nessuno meglio di lui quindi può smentire il sisma dell’11 maggio 2011. «Questa data non esisteva neppure per Raffaele Bendandi. Non c’era tra le sue carte e non so né perché né dove è nata questa voce. Di sicuro posso dire che in Italia ogni giorno ci sono tra i 20 e i 50 sismi, ma non sempre si avvertono». Un terremoto, infatti, per essere ascoltato a “orecchio nudo” dall’uomo deve sprigionare una forza di magnitudo 2.5. E per fortuna nella maggior parte dei casi non è così. Sgombrato il campo dalle credenze e

dalle leggende del web è il momento di lasciar parlare la scienza: «La città di Roma non ha un rischio sismico molto elevato – sottolinea Alessandro Amato – perché è lontana dalle faglie più importanti, come quelle dell’Appennino. La Capitale al massimo risente dei terremoti dei Colli Albani, una zona sismica nota a causa della presenza dell’antico vulcano ma comunque

molto limitata, dove sono stati registrati sismi di magnitudo 4-4,5. Non si tratta di una forza elevata, anche se sufficiente per essere avvertita dalla popolazione». Stesso discorso anche per il Mare di Roma, che quindi sembrerebbe essere al riparo da importanti e distruttivi terremoti. Sembrerebbe perché il litorale deve fare i conti con la faglia che si trova a largo della costa di An-

zio. Una faglia avvolta nel mistero, che nel 2005 ha manifestato la sua presenza per fortuna senza eccessivi danni. «E’ una zona poco nota – conclude Alessandro Amato – perché i terremoti sono rari e perché la faglia si trova molto lontana dalla costa. Non abbiamo ancora i sistemi per effettuare uno studio sottomarino permanente, che tra l’altro è molto costosi».

Dalle sede centrale di Roma l’allarme arriva alla Protezione Civile in due minuti

Niente sfugge all’occhio dell’Istituto di Geofisica Lo Stivale ogni giorno tre dalle 20 alle 50 volte. Ma la maggior parte di questi terremoti non raggiunge la magnitudo di 2.5 e quindi non è percepibile all’orecchio umano. Alla strumentazione dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia d’Italia, che ha la sua sede centrale a

Roma, però non sfugge nulla. i ricercatori dell’istituto sono costantemente incollati con gli occhi ai monitor del sistema centralizzato da cui vegliano sulla stabilità delle faglie italiane. Ogni giorno dell’anno – anche Natale, Pasqua e Capodanno – ci sono almeno tre persone che controlla-

no in tempo reale quanto accade dalla sala operativa di Roma. L’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, comunque, ha sedi sparse in tutto il Belpaese e le principali sono quelle di Milano, Bologna, Pisa, Napoli, Catania e Palermo. Oltre a diversi distaccamenti. Tutta l’Italia è mo-

nitorata e quanto accade non può sfuggire all’occhio vigile dei ricercatori, che in caso di terremoto sono in grado di mettersi in contatto con la sezione locale della Protezione Civile nel giro di uno o due minuti. L’unica cosa impossibile da fare è prevedere il terremoto. (M.S.)

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Il litorale non è a prova di sisma La frequenza con cui la Terra trema comunque è bassa

Roma e il suo mare si trovano al di sopra di faglie sismiche attivabili, anche se piccole e in grado di originari terremoti con minore frequenza rispetto al resto d’Italia. Nonostante questo, comunque, non si può parlare di una zona completamente asismica, perché intorno ci sono faglie comunque importanti. «Per essere chiari non è possibile escludere a priori il verificarsi di un sisma ma lungo la dorsale appenninica la frequenza con cui trema la Terra è più alta e le faglie sono più importanti» spiega Alessandro Amato dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia per frenare subito qualsiasi forma di allarmismo. La Capitale e le città di Anzio, Nettuno, Ardea, Pomezia, Ostia e Fiumicino quindi non devono avere paura dell’11 maggio 2011 e possono stare abbastanza tranquille anche per il futuro. La mappatura laziale delle zone maggiormente a rischio terremoti, infatti, vede in testa alla classifica tutte le città che si trovano in provincia di Frosinone e di Rieti, soprattutto a causa della vicinanza con l’Abruzzo. (M.S.)

E se invece fosse tutto vero? Nostradamus si schiera dalla parte della catastrofe E se invece fosse tutto vero? E se le previsioni di grandi terremoti a Roma e sul litorale nel 2011 e nel 2012 fossero sbagliate solo di qualche giorno? La scienza nega: prevedere i terremoti è impossibile, Bendandi non ha mai parlato di queste due date. Eppure l’esoterismo è tutto schierato dalla parte del grande sisma che farà tremare la Capitale e il suo mare. Certo la scienza ha più autorevolezza ma non va dimenticata la posizione di chi invece preferisce affidarsi a premonizioni e intuizioni, e allora per tutti coloro

che sono in preda al panico perché l’esoterismo non mente ecco un altro elemento di estrema importanza a supporto della loro teoria: le quartine di Nostradamus, che in fatto di creare allarme e preoccupazioni non sono seconde a nessuno. «Il sole dentro i venti gradi del Toro così forte la terra trema, il grande teatro riempito crollerà. L’aria, Cielo e Terra, oscurati e turbati. Quando l’infedele Dio e i santi invocherà». Si tratta della IX Centuria, quartina 87, di Nostradamus, che interpretata fornisce ulteriori elemen-

ti a suffragio della tesi sismica. I 20 gradi del Toro corrispondono all’11 maggio, mentre il grande teatro citato potrebbe essere rappresentato dal Colosseo, dunque Roma. Infine ci si mette pure la statistica, che ricorda come i terremoti più cruenti avvengano sempre nel mese di maggio. Ecco qualche esempio: 27 maggio 1995 in Russia, 30 maggio 1990 nel Perù Settentrionale, 26 maggio 1983 in Giappone, 6 maggio 1976 in Friuli e così via fino al sisma del 20 maggio 526 di Antiochia, Siria. A guardare la faccen-

da da quest’altro punto di vista viene quasi da dire: «Ma allora è tut-

to vero». Allora, non resta che sperare nella ragione della scienza.


Primo Piano

15 maggio 2011

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Paola Lagorio, direttore dell’Osservatorio Geofisico Bendandi, smentisce le voci sulla profezia

«Una leggenda metropolitana» Allarmismi ingiustificati, privi di qualsiasi fondamento. Questo il messaggio lanciato in questi giorni dal Presidente dell'Associazione Bendandiana, nonchè Direttore dell'Osservatorio Geofisico Bendandi, Paola Lagorio. Lo scienziato di Faenza non ha mai previsto un terremoto a Roma per l’11 maggio. E tanto scalpore, a detta della responsabile dell’Osservatorio, non merita risposte. «Quella frase at-

tribuita a Bendandi è una leggenda metropolitana. Questa attribuzione è stata ripetutamente smentita da questo Osservatorio e tali smentite pubblicate dalla stampa nazionale ed internazionale. Meraviglia quindi che un consenso così prestigioso venga tenuto senza neppure peritarsi di controllare, anche solo tramite una telefonata, alla fonte che conserva i documenti autentici di Bendandi contribuendo ad

alimentare una leggenda metropolitana. Meraviglia ancor più – continua la dottoressa Lagorio - che questo venga attuato da ricercatori che hanno dovere primo andare

alle fonti. Se è' sicuramente corretto fare opera di diffusione della cultura delle scienze della terra, questo però' non deve avvenire attraverso la distorsione di fatti storici che al-

tro non farebbe che alimentare, tautologicamente, la nascita di leggende». Parole confermate anche da Giampaolo Giuliani, il ricercatore dell'Istituto nazionale di Fisica nucleare noto alle cronache per aver previsto il terremoto che il 6 aprile 2009 colpì l'Abruzzo, che oggi getta acqua sul fuoco. «Da mesi lavoro sui carteggi del Bendandi relativi agli anni 2010, 2011 e 2012 e la capitale non è mai citata. Neanche la data dell'11 maggio corrisponde. Semmai i calcoli dello studioso parlano di un evento sismico di dimensioni catastrofiche atteso il prossimo 10 giugno. Ma il luogo resta imprecisato». (C.B.)

Migliaia di persone si scambiano preoccupazioni e consigli su come evitare la catastrofe

La psicosi collettiva corre sul web

di Cosimo Bove (cosimo.bove@reporternews.it)

L

a psicosi corre sul web. Premonizione geniale o bufala colossale poco importa. L’annuncio di un possibile terremoto in grado di devastare Roma ed il suo hinterland nei giorni immediatamente a ridosso dell’11 maggio, ha gettato nel panico gli internauti. E la psicosi collettiva ha come teatro il social network più conosciuto ed usato del momento: Facebook. Decine i gruppi di utenti che si confrontano e si scambiano ansie e consigli per quel fatidico giorno. C’è chi ci scherza su, ma neanche troppo. Quasi che l’umanità abbia il bisogno di aspettare un’apocalisse: prima era stata la profezia dei Maya sulla fine del mondo fissata al 21 dicembre 2012, ora quella di Bendandi sul devastante terremoto in grado di distruggere la capitale. Paure di moda che

si susseguono. E sono già oltre 60 le pagine su Facebook dedicate al sisma romano. C'è chi fa gli scongiuri e chi agita invece lo spauracchio del sisma con video, prove inconfutabili (o quasi) e conferme della teoria di Bendandi, meglio noto come l'uomo dei terremoti. E le proposte sono infinite: qualcuno

propone di marinare la scuola, altri si danno appuntamento per sit in o scampagnate nei parchi. Qualcuno, preso da un impeto di goliardia, diffonde trovate strampalate, cercando di esorcizzare la paura lanciando l’idea di un’orgia virtuale proprio per quel giorno, o di una sbronza colossale proprio poche ore prima del ter-

remoto. I luoghi scelti dai cybernauti romani per evitare pericoli sono il Circo Massimo, Villa Pamphilj e Villa Carpegna, magari anche solo per fare un pic nic in compagnia di amici. «Munitevi di sacco a pelo, cibo e bevande che possano allietarvi il trapasso», spiegano nella maggior parte dei gruppi formati ne-

gli ultimi giorni. C’è chi ci scherza su, per sdrammatizzare, ironizzando sulle paure di molti: «Va bene, tanto abito a Milano». Altri invece iniziano ad avere dei dubbi man mano che i giorni sul calendario si susseguono gli uni agli altri: «Questi giorni di paura si avvicinano, ho già l'ansia, non so a chi credere». Reazioni che hanno scatenato anche la curiosità degli psicologi, che a questa psicosi collettiva hanno velocemente dato una spiegazione razionale: «Rappresentano semplicemente – spiega Paolo De Nardis, ordinario di Sociologia all’Università La Sapienza di Roma - un surrogato delle nostre paure e dei problemi reali di fronte ai quali ci sentiamo impotenti». E quale pretesto migliore di un terremoto per sfogare le proprie ansie? Resta da capire, passata la settimana di passione dell’11 maggio, su cosa si potrà sfogare le proprie frustrazioni.


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Politica Fiumicino

«Più donne In consiglio» Più quote rosa in Giunta ed in consiglio comunale per restituire alle donne la dignità più volte reclamata dal ministro alle Pari Opportunità Mara Carfagna. A chiederlo è Alessandra Vona, consigliere comunale del Partito Democratico di Fiumicino. «È assurdo che nel 2011 si debba ricorrere a una legge, ferrea, per garantire l’accesso alle donne nei consigli comunali. – chiosa il consigliere - Purtroppo il machismo politico è una realtà del nostro sistema distorto e unidirezionale che ben viene rappresentato dall’amministrazione comunale di Fiumicino che solo in corsa, dopo le vibranti proteste del Pd, ha corretto il tiro integrando nella squadra tutta al maschile due assessori donna. E non è un caso che sia proprio il Pd l’unica forza politica composta al cinquanta per cento da esponenti del cosiddetto gentil sesso». Ma il consigliere Vona alza il tiro, sperando che qualcosa possa cambiare già dal prossimo futuro, e che le donne a Fiumicino possano avere più spazio in politica. «Mi auguro come donna e come rappresentante istituzionale che già dalla prossima legislatura si possa dare vita a una nuova fase della politica, con un coinvolgimento più attivo delle donne in consiglio e in giunta».

15 maggio 2011

Pomezia, diffusi a macchia d’olio centinaia di manifesti con Mussolini come testimonial

Il Duce irrompe nelle elezioni comunali Gianluca Caprasecca, candidato della lista Città Nuove, legata a Renata Polverini, nel mirino. Chiesta l’apertura di un’indagine per apologia di fascismo di Cosimo Bove (cosimo.bove@reporternews.it)

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ifficile non restare senza parole di fronte all’ultima provocazione elettorale andata in scena a Pomezia. Centinaia di manifesti con l’immagine di Benito Mussolini sono stati affissi per la città dal candidato Gianluca Caprasecca, della Lista Città Nuove, promossa dal Presidente della Regione Lazio Renata Polverini. E la motivazione è scritta proprio sui manifesti. «Rispetto e onore», lo slogan scelto dal candidato, che aggiunge: «Lui ha fondato Pomezia, a noi il compito di farla crescere». In molti sono sbiancati di fronte alla scelta di un testimonial tanto particolare, increduli per strada davanti ai manifesti con l’immagine del Duce. Al punto che la stessa Governatrice del Lazio si è mostrata perplessa di fronte a quanto riferitole dai giornalisti al termine di una conferenza stampa. «Spero non sia vero», il suo primo commento. Poi, messa di fronte alla realtà, ha assi-

curato: «Prenderemo i provvedimenti che dobbiamo prendere e faremo ritirare immediatamente questo materiale». Inutile aggiungere altro. La scelta di Caprasecca d’altronde, non poteva passare inosservata. A livello di marketing il prodotto ha avuto la visibilità cercata, ma le reazioni non lasciano spazio a dubbi. Sulla vicenda è intervenuto nei giorni scorsi il consigliere regionale del Pd, Tonino D’Annibale, tra i più duri oppositori del manifesto pro Mussolini, chiedendo di aprire un’inda-

gine per il reato di apologia di f a s c i s m o. «Chi pubblicamente e s a l t a esponenti, principi, fatti o metodi del fascismo, oppure le sue finalità antidemocratiche - spiega D’Annibale

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Tratt. In sede

- viola la legge n. 645 del 20 Giugno 1952 e incorre in pene detentive e sanzioni pecuniarie. In pratica commette un reato che molti sembrano non ricordare più: apologia del fascismo. Il responsabile che ha fatto affiggere a Pomezia quegli indegni manifesti con l’effige del duce, proprio a pochi giorni dal 25 aprile, ha di fatto commesso questo reato. Consiglio quindi alla Presidente Polverini, oltre ai manifesti, di rimuovere anche esponenti a lei riconducibili che inneggiano a un passato che si vuole vedere per sempre alle spalle». E lanciare una campagna elettorale scegliendo come testimonial Benito Mussolini, comunque la si pensi su una questione tanto spinosa quanto controversa, non è forse il modo migliore per gettarsi alle spalle un passato che rischia così di non essere dimenticato mai.

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Politica

15 maggio 2011

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Tirocchi e Massari lasciano il Pd per l’Mpa. Chiavetta: «Volevano assessorati e dirigenti»

Si gioca a baseball in consiglio comunale La maggioranza scopre le carte contro i due ex dissidenti. «Tuteliamo la città e non piccoli interessi di bottega». Il segretario Menghini: «Si dicevano pronti a tutto per difendere il Sindaco» di Mario Scagnetti (mario.scagnetti@reporternews.it)

«T

irocchi aveva promesso di usare una mazza da baseball contro chi avesse provato a delegittimare Chiavetta. Oggi sono io che vorrei presentarmi in consiglio comunale con una mazza da baseball e l’obiettivo sarebbe chiaro». Parole e aneddoti di Giacomo Menghini, segretario del Partito Democratico di Nettuno, che mettono definitivamente fine al quadrilatero delle polemiche tra lo stesso Pd, il sindaco Alessio Chiavetta e i due consiglieri dissidenti Piero Tirocchi e Simone Massari. A parte l’immagine chiaramente provoca-

toria ed evocativa della mazza da baseball lo scontro è stato parecchio duro e ha rischiato di far vacillare la maggioranza della città del Tridente. «Ma adesso basta. Non sono più disposto ad accettare lezioni di moralità da certe persone». Questa volta a parlare è il primo cittadino Alessio Chiavetta, mentre i destinatari dell’affermazione sono di nuovo Massari e Tirocchi, che nel frattempo hanno abbandonato il Pd e sono entrati nel Movimento per le Autonomie, iniziando subito un ragionamento politico con Fli e Udc per la creazione di un Terzo Polo forte e compatto. Proprio il ragionamento politico è mancato nell’ambito della polemica interna alla maggioranza nettunese.

Il caso è esploso quando i due dissidenti hanno cominciato a chiedere le dimissioni dell’assessore ai Lavori Pubblici Catia Baldetti, colpevole a loro dire di far perdere milioni di euro di finanziamenti regionali al Comune a causa della sua inadeguatezza al ruolo e di quella dei suoi più stretti collaboratori. Il Partito Democratico, l’Api e l’Italia dei Valori, insieme compongono la maggioranza nettunese,

in un primo momento hanno abbozzato, poi hanno risposto per le rime e ora hanno deciso di scoprire tutte le carte. «Ci sono un documento protocollato al Comune e una richiesta arrivata durante il i lavori del congresso del Pd dello scorso anno – conclude Alessio Chiavetta – con i quali sono state dettate condizioni chiare. Tirocchi e Massari volevano assessorato e dirigente all’area Am-

biente e Sanità, il dirigente ai Lavori pubblici e la gestione dell’ufficio Manutenzione. Ma il loro non è il modo corretto di fare politica. Siamo pronti ad accettare sia il dibattito che il confronto dialettico, ma così non va bene». Punto e basta. Anche perché c’è una città da mandare avanti. Una città, Nettuno, che ha vissuto anni bui e difficili ma che adesso è sul punto di rialzarsi.

Parte tra le polemiche la Consulta Giovanile

Pdl a caccia di unità d’intenti

poni – ha cercato addirittura di far partecipare i gruppi partitici giovanili, ma sul nostro territorio non esistono realtà del genere ad eccezione di qualche comunicato e di qualche iniziativa individuale. La Consulta non è partita con il piede giusto ma faccio affidamento al buon senso e alla coscienza dei ragazzi affinché questo strumento di partecipazione non venga usato in maniera distorta». La Consulta Giovanile di Anzio non è questo. La Consulta Giovanile di Anzio è un organo istituito per permettere alle nuove generazioni di decidere del futuro della città.

Lavori in corso all’interno del Popolo della Libertà a Nettuno. Nei giorni scorsi all’interno del Tennis club di Villa Borghese, la riunione del partito presieduto da Silvio Berlusconi. Presenti in sala, Stefano Zappalà, Marco Mattei, Roberta Angelilli, Fabio e Vincenzo Capolei, ed Enrica Vaccari. Un incontro per rilanciare le ambizioni del partito in vista delle eleioni comunali del 2013 e tracciare il profilo di un leader in grado di calamitare su di sè voti e preferenze. «Sarebbee opportuno dare vita alle primarie per scegliere il candidato politico», la proposta di Capolei. Proposta che però sarebbe stata digerita in malo modo da alcuni rappresentanti del partito, convinti di avere le chiavi del successo per le prossime elezioni. E, nella bagarre scaturita dalla lista di possibili candidati, pare che ci sia da gestire anche la voglia dell’ex sindaco Vittorio Marzoli di rimettersi in gioco come candidato alla poltrona di primo cittadino. Qualcosa si sta muovendo dunque, ma un’unità di intenti sembra essere ancora lontana. (C.B.)

Appena nata è già vittima di polemiche, spaccature e pressioni politiche. Che invece sarebbero dovute restare al di fuori di ogni decisione e progetto. La Consulta Giovanili di Anzio non ha cominciato con il piede giusto e subito c’è stato uno scontro tra il presidente Andrea Battiata e l’associazione culturale Libertà e Azione, tra i promotori dell’iniziativa. A cercare di fare chiarezza e riportare il progetto nei binari giusti ci pensa Roberto Giacoponi, delegato alle Politiche giovanile del Sindaco e consigliere comunale de La Destra. «Il progetto della Con-

sulta Giovanile è stato protocollato da me e da Attoni il 23 maggio del 2008, dopo essere stato un punto importante del programma elettorale de La Destra. Il 17 luglio dello stesso anno è stato votato all’unanimità dall’assise neroniana ma alcuni consiglieri non ha visto subito di buon occhio l’iniziativa. E in fase di stesura del regolamento sono stati cambiati numerosi aspetti». E fin qui è storia nota, ma adesso arriva il bello: «Alcuni personaggi politici hanno esercitato eccessive pressioni politiche senza alcuna decenza etica e morale. Qualcuno – conclude Roberto Giaco-


Cronaca

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15 maggio 2011

Da Civitavecchia a Nettuno aumentano i chilometri di costa balneabili

Acqua pulita, ma è un bluff La direttiva dell’Unione Europea meno fiscale nella valutazione

Anzio

Bandiera Blu per la seconda volta consecutiva

di Enzo Bianciardi

L’

estate è partita. Mentre resta ancora senza soluzioni il nodo del traffico sulle arterie dirette al mare, migliorano le condizioni dell’inquinamento marino, complice il taglio dei parametri di rilevazione voluto dalla UE. Il risultato è stupefacente, il mare del Lazio risulta meno inquinato, tanto che sono tornati balneabili circa dieci chilometri d’arenile. Ha avuto inizio, infatti, l’applicazione della direttiva comunitaria sulla gestione della qualità delle acque di balneazione. I dati dell’Assessorato regionale all’Ambiente hanno evidenziato, infatti, che in relazione al nuovo metodo comunitario di rilevamento dell’inquinamento, nel Lazio su 361 chilometri di costa complessiva ben 277 sono stati dichiarati balneabili, da cui, scartando le foci di fiumi e canali e le aree portuali, il divieto di fare il bagno per inquinamento riguarda solo 11 chilometri in tutto. Nel 2010 i divieti per fattori microbiologici e chimicofisici riguardarono invece circa 20 chilometri di battigia nel Lazio, per cui, conti alla mano, avremo a disposizione oltre 9 chilometri in più. I miglioramenti più evidenti sono stati possibili grazie all’adozione del nuovo meccanismo di rilevazione dell’in-

quinamento in mare e sono stati registrati proprio lungo la costa della provincia romana. Dai confini di Civitavecchia sino a quelli di Nettuno la spiaggia recuperata all’inquinamento supera infatti gli 8

chilometri. Mentre l’anno scorso ad essere vietati ai bagni erano oltre 12 chilometri d’arenile, quest’estate i divieti permangono solo su 4 chilometri. Situazione migliore soprattutto a Ladispoli ed alla foce dell’Arrone, tra Fregene e Maccarese. La nuova direttiva comunitaria individua, nel particolare, soltanto due indicatori di contaminazione fecale di provata rilevanza sanitaria, contrariamente al vecchio sistema nel quale i parametri da valu-

tare erano una ventina. Le acque di balneazione saranno comunque classificate in quattro classi di qualità: eccellente, buona, sufficiente e scarsa, sulla base delle densità degli indicatori microbiologici. La riduzione dei parametri da monitorare, oltre a determinare una semplificazione dell’attività e una riduzione significativa dei costi, permetterà, inoltre,di focalizzare l’attività di controllo in quei tratti di costa che risultano particolarmente critici.

Anzio per il secondo anno consecutivo si conferma come l’unica città della provincia di Roma a conquistare la Bandiera Blu della Fee. Un premio alle scelte dell’amministrazione comunale in tema di materia ambientale. «All’indomani della presentazione della raccolta differenziata porta a porta - spiega l’assessore alle Politiche Ambientali e Sanitarie, Patrizio Placidi - unico Comune della Provincia di Roma, saremo presenti presso la Presidenza del Consiglio per raccogliere i frutti di un anno di lavoro per rendere più vivibile ed appetibile la nostra Città». Tra i comuni del litorale pontino invece, ad essere premiati dovrebbero essere Sabaudia, Formia e Sperlonga, con l’esclusione eccellente di Gaeta, che lo scorso anno aveva ricevuto il riconoscimento della Fee. Per Anzio ovviamente, già Bandiera Blu per sei volte tra il 2003 ed il 2010, questo premio è un importante riconoscimento nella ristretta èlite dei Comuni rivieraschi italiani che hanno conquistato l’ambito riconoscimento, fondamentale per promuovere lo sviluppo turistico della città neroniana.


Cronaca

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Terranova e Labrador veglieranno sulla sicurezza dei bagnanti del litorale durante l’estate

Baywatch a quattro zampe sulla riva I cani delle associazioni di salvataggio pronti a recuperare turisti in difficoltà

vamento, sezione di Anzio e Nettuno, della Protezione civile, che lo scorso anno avevano vigilato sulla zona di Cretarossa (la più a rischio), garantendo la loro presenza ai bagnanti con una torretta di avvistamento, un pattino di salvataggio, un primo pronto soccorso con il defibrillatore semiautomatico. Insomma quest’anno, se un bagnino a quattro zampe vi verrà incontro sulla spiaggia, non scappate. Potrebbe salvarvi la vita.

Lido di Ostia

Ambulanze e presidi salva vita Estate sicura in anticipo. Il XIII Municipio in un summit con la Asl Rm D ha delineato le linee guida del servizio. Dell’argomento si è discusso nel corso della riunione dell’Osservatorio socio-sanitario del XIII, dove si sono stabilite le fasi principale del nuovo piano di sicurezza. Il servizio “Estate sicura” partirà il prossimo 1 giugno, con la dislocazione sul lungomare di quattro ambulanze (con a bordo un medico, un infermiere e l’apparato per la rianimazione) e individuazione delle postazioni fisse nelle aree di Ostia Ponente, Levante, Capocotta e Castelporziano. A riguardo, è stata raggiunta l’intesa tra amministrazione municipale e la Asl RmD per la riapertura dei presidi sanitari sulla spiaggia di Castelporziano. Ambulatori attrezzati per un primo soccorso, nei cui pressi sarà posizionata anche un ambulanza a disposizione degli oltre diecimila utenti di Castelporziano e Capocotta. La ripresa del dialogo con la Asl poi, diviene un tema da sviluppare. «E’un’ intesa che mira alla garanzia della salute dei cittadini. - affermano i consigliere municipali Marinelli e Zaccaria - Nei prossimi giorni sarà pronto un vademecum per i cittadini che saranno informati sui presidi sanitari posizionati sul territorio, un vademecum che sarà reso noto alla stampa, distribuito negli alberghi e negli stabilimenti». (E.B.)

Tassa di soggiorno

Aumenti dei costi sulla riva di Cosimo Bove (cosimo.bove@reporternews.it)

B

agnini a quattro zampe a difesa del litorale romano. Da Nettuno a Fiumicino una schiera di cani Terranova e Labrador vigilerà anche quest’anno sulla sicurezza dei bagnanti in vacanza sulle spiagge romane. Angeli custodi che assieme ai volontari delle associazioni si riverseranno sulla sabbia per la gioia dei più piccoli. Tra coloro che da circa 12 anni si occupano della sicurezza dei bagnanti, i componenti dell’associazione K9 Rescue, Nucleo emergenza costiera unità cinofile. «In totale lavorano con noi 23 cani – racconta Marco Negri, presidente della K9 Rescue – soprattutto Terranova e Labrador, ma anche un Boxer ed un Rottweiler. L’importante è che si tratti di cani con un peso minimo di 30 chili, ma è chia-

ro che alcune razze rispetto ad altre sono più portate per questo genere di attività». E nel corso della sua esperienza, Marco Negri ha provato sulla sua pelle la bontà del lavoro svolto da questi bagnini a quattro zampe. «E’ vero, circa quattro anni fa – racconta – ho avuto dei problemi in acqua e sono stato salvato da uno dei miei cani. Ma non ho mai dubitato delle loro capacità». Mancano ormai solo dei dettagli alla definizione di un accordo tra la Regione Lazio e le associazioni per la partenza del progetto “Mare Sicuro”, che già lo scorso anno aveva visto la partecipazione di circa 400 volontari appartenenti alle 72 associazioni presenti sul territorio. Nella zona di Ostia ancora una volta, sorvegliata speciale sarà la zona antistante la pineta di Castelfusano, dove cani e conduttori brevettati come assistenti bagnanti pattuglieranno l’area per evi-

tare problemi. Le unità cinofile avranno una postazione in spiaggia, e saranno in costante contatto con le motovedette in pattugliamento delle capitanerie di porto, che potranno, in caso di necessità, imbarcarle per prestare soccorsi in cui si rende necessario il loro operato. Ogni unità, formata da una coppia uomo/cane, è infatti in grado da sola di trainare a riva, anche a grandi distanze, fino a 3 persone contemporaneamente, entrando in azione da qualsiasi mezzo, inclusi gli elicotteri e le motovedette della Guardia Costiera. Stesso discorso nella zona compresa tra Torvajanica ed Anzio, dove i volontari dell’associazione K9 Rescue faranno del loro meglio per evitare sorprese poco gradite ai bagnanti. Verrà infine replicato, con tutta probabilità, il lavoro svolto nella zona del litorale sud dai componenti della Società nazionale di sal-

Paura per aumenti di costo sulle spiagge di Ostia a causa della tassa di soggiorno imposta ai turisti dal sindaco Alemanno. I 50 mila euro che dovrebbero venire da questa nuova tassa verranno versati dagli imprenditori balneari: 641 euro per ognuno dei 78 impianti presenti. E qualche perplessità è stata sollevata in queste ore dagli esponenti del Pd di Ostia. «Temiamo - spiega Antonio Caliendo, vice capogruppo del XIII Municipio - che la cifra sarà assorbita nel corso della stagione con aumenti delle tariffe sui servizi offerti, facendo pagare così ai bagnanti la scelta di fare cassa proprio nel settore del turismo, che dovrebbe essere il volano dell’economia della Capitale e della stagione estiva del territorio».


Cronaca

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Il Centro Trasfusionale del Riuniti rischia di chiudere. Scoppia la polemica da destra a sinistra

Il sangue non si tocca

«Non toccate il Centro Trasfusionale del Riuniti». Questo il grido d’allarme lanciata dal consigliere comunale e provinciale del Pdl Romeo De Angelis, dai responsabile regionali di Sel Claudio Pelagallo e Ileana Piazzoni e dal segretario laziale dell’associazione Cittadinanzattiva Giuseppe Scaramuccia. La struttura dell’ospedale di Anzio e Nettuno è finita nel mirino dei ta-

gli della Regione Lazio, decisi per tenere sotto controlli i costi e abbattere la spesa sanitaria. Ma il Centro Trasfusionale è troppo importante per il territorio anziate e nettunese e per l’intero distretto della Asl RmH che si espande nella zona del Mare di Roma. «Chiudere il Centro Trasfusionale significa lasciare senza sangue anche il Sant’Anna di Pomezia. Significa

mettere a rischio la salute dei cittadini. In caso di urgenza, infatti, il pronto soccorso del Riuniti dovrebbe aspettare il sangue in arrivo da Velletri, che dista ben 40 chilometri». I consiglieri comunali De Angelis, Zucchini e Rocchetti, invece, hanno chiesto un consiglio comunale straordinario per affrontare la questione e lanciare un messaggio univoco. (G.C.)

Il Sant’Anna di Pomezia è salvo. Ma è stata necessaria l’apertura di un tavolo tecnico

Nel bene e nel male

Per tre righe si rischia la salute Nell’autorizzazione all’attività del 2009 la Regione aveva dimenticato il diritto ai fondi di Gianluca Contiero

L

a clinica Sant’Anna è salva. La scure che pendeva sulla struttura ospedaliera che serve i territori comunali di Ardea e Pomezia è stata alzata proprio sul filo di lana, appena un giorno prima della deadline stabilita dalla proprietà, che aveva indicato il 7 maggio come data ultima per tenere l’ospedale aperto senza i soldi della Asl RmH e della Regione Lazio. Ma il 5 sono stati sbloccati i fondi e il 6 erano già disponibili. Tutti felici e contenti quindi. Soprattutto il personale medico e infermieristico che ha salvato il posto di lavoro e i residenti delle due città del Mare di Roma, che possono ancora contare su un nosocomio e un pronto soccorso per le emergenze. Ma perché si è arrivata a questo punto? Perché è stato necessario l’intervento congiunto dei Sindaci Carlo Eufemi ed Enrico De Fusco? Perché si è rischiato di far chiudere l’unico ospedale compreso tra il Grassi

di Ostia e il Riuniti di Anzio e Nettuno? Tutte domande lecite, visto che il Sant’Anna serve un’utenza di 110mila residenti d’inverno e 300mila persone,

turisti compresi, durante l’estate. Ad essere sconvolgente è la risposta: mancavano tre righe a un documento del 2009 con il quale la Pisana autorizzava di nuo-

vo la clinica pometina a riprendere l’attività, dopo che erano stati riscontrati alcuni problemi che impedivano il proseguo del lavoro quotidiano, ma non riconosceva il diritto all’accreditamento. «Tre righe in cui bisogna semplicemente scrivere che in quell’atto era implicita anche l’erogazione dei fondi da parte nostra» spiega il Direttore Generale della Asl RmH Alessandro Cipolla. E quelle poche parole scritte su carta intestata della Regione Lazio sono arrivate proprio quando la proprietà del Sant’Anna era agli sgoccioli con il pagamento degli stipendi. Certo tutto è bene quel che finisce bene, ma la vicenda è senza dubbio esplicativa del caos sanitario in cui versa la Pisana. Certo i problemi sono numerosi, il debito è enorme e bisogna razionalizzare le risorse, ma non è pensabile cancellare 250 posti di lavoro e lasciare senza cure ben 300mila persone, l’estate ormai è alle porte, perché mancano tre righe e un timbro su un foglio di carta.

Renata Polverini

Carlo Eufemi

Enrico De Fusco


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Cronaca

15 maggio 2011

E’ fatta: Ostia è il primo comune dell’area metropolitana di Roma Capitale

Quando autonomia è sinonimo di libertà Nuovi poteri su urbanistica, commercio, verde pubblico e demanio marittimo di Enzo Bianciardi

O

stia diventa “comune”, esattamente il primo dell’area metropolitana di Roma Capitale. Non è un divorzio da Roma, ma una separazione di poteri e responsabilità che dovrebbe promuovere il litorale. Di sicuro, come ha sottolineato poi il sindaco Gianni Alemanno si è trattato di un «un passo storico, fondamentale per il rapporto tra Roma e Ostia. Una delibera importante e di sostanza, non un topolino, o una delibera vuota come l’hanno definita le opposizioni. Partiremo da Ostia per rivedere il decentramento dei Municipi». Ostia, dunque, come apripista dell’area metropolitana di Roma, anche se le incertezze e le domande irrisolte non mancano, a parti-

re, dai fondi a disposizione per il governo del territorio che resteranno gli stessi, passaggio che ha consentito all’opposizione di rilevare che l’intera operazione appare più come un intervento di restyling di facciata piuttosto che un impegno concreto. In sostanza, al Municipio arrivano le competenze ma non certo i soldi per farvi fronte: morale, a

Buontempo rilancia: «Non fermiamoci adesso» Il fantasma di Ostia comune, dopo due referendum bocciati dalle urne, torna anche in questa occasione ad agitare i sonni dei nuovi autonomisti. Lo agita il presidente de “La Destra” Teodoro Buontempo, ex deputato eletto 4 volte nel collegio di Ostia, secondo il quale «la delibera approvata dal Campidoglio non scrive la parola fine al progetto di Ostia Comune. Un progetto che abbiamo intenzione di rilanciare con le forze sane del territorio, ormai stanche di dover assistere ad una Ostia a due marce, quella degli amici dei politici con il vento in poppa e quella, invece, dei cittadini comuni privi dei servizi essenziali, costretti a sottoporsi a un calvario quotidiano per raggiungere la città ed a vivere in una pericolosa insicurezza». (E.B.)

rimetterci, comunque vada, saranno i cittadini. Il regolamento licenziato dall’aula Giulio Cesare infatti trasferisce al XIII municipio nuovi poteri che vanno dall’urbanistica al commercio, passando per la gestione del verde e il demanio marittimo. Il municipio avrà, inoltre, la possibilità di approvare un bilancio di previsione in relazione alle

attuali risorse finanziarie dei dipartimenti comunali a disposizione per il litorale. Altro punto interessante è rappresentato dalla formazione di una Commissione bilaterale a cui prenderanno parte consiglieri comunali e municipali, chiamati a discutere le decisioni che riguardano Ostia e l’hinterland di Acilia. Lo stesso Vizzani potrà partecipare a riunioni di Giunta sulle scelte future del Campidoglio che riguardano Ostia. «Da un parere non vincolante - spiega Vizzani - siamo passati ad una partecipazione attiva alle scelte strategiche che riguardano il Lido ed anzi, il nuovo municipio potrà essere anche protagonista, proponendo direttamente le future scelte». Al XIII passerà anche la competenza sul demanio marittimo (rilascio delle concessioni) e la stesura del Pua.

La storia

Un anno fa si muovono i primi passi Una storia, quella dell’autonomia di Ostia, che parte da lontano. Il primo atto era stata una delibera di Giunta del 24 novembre 2009 che il Consiglio comunale ha poi impiegato più di anno per tradurre in un atto concreto, dopo una votazione ad oltranza caratterizzata dai cosiddetti “pianisti” e conclusa solo alle tre di notte. «Si apre una stagione nuova e fondamentale per il XIII Municipio - ha spiegato Giacomo Vizzani, Presidente XIII Municipio – tanto che abbiamo portato a termine un altro dei punti della campagna elettorale inseriti nel programma di governo. Ora, occorre lavorare insieme, nell’interesse della cittadinanza. Il decentramento amministrativo è l’equilibrio esatto e rappresenta una giusta autonomia che ci permette di avere i vantaggi di un comune autonomo e quelli di far parte del sistema Roma Capitale». Insomma, un risultato storico. La vita di Ostia riparte da qui. (E.B.)

Voglia di crescita tra luci ed ombre Paura per l’aumento di tasse locali Infinite le novità in programma con l’autonomia di Ostia dal comune di Roma. In tema di abusivismo il XIII Municipio potrà decidere le ordinanze di demolizione, mentre nel commercio verranno definite le fasce orarie di apertura dei negozi e degli uffici pubblici. Inoltre, altra novità di rilievo, la Giunta capitolina, verificata la compatibilità di bilancio, determina annualmente le maggiori entrate tributarie ed extratributarie, accertate e riscosse nel Municipio, che saranno attribuite al Municipio stesso per la ge-

stione. Un passaggio che appare come una sorta di autogestione, che cosa si vuol dire con «nuove entrate»? Il Municipio non può certo avere capacità impositiva, per cui, si tratterebbe di gestione più attenta del territorio, impedendo abusi ed evasioni, grazie ad un controllo del territorio più diretto. Oppure, questa frase sibillina rappresenta il via libera per l’imposizione di nuovi balzelli locali, quali: parcheggi a pagamento, occupazione di suolo pubblico maggiorata, servizi a pagamento. In definitiva, però, si trat-

ta di un’autonomia amministrativa che supera in maniera consistente quella concessa una prima volta nel 1992, con l’allora presidente Marco Pannella che durante i suoi cento giorni di governo s’impuntò con il sindaco Carraro, ottenendo un regolamento speciale per il litorale. Il decentramento per il XIII Municipio, comunque, è solo il primo passo verso un nuovo decentramento municipale che dovrà essere completato con il secondo Decreto attuativo su Roma Capitale, dopo la riperimetrazione dei Municipi. (E.B.)


Cronaca

15 maggio 2011

Da Ostia ad Anzio centinaia di pannelli fuorilegge e pericolosi per gli automobilisti

Pubblicità abusive sulle strade provinciali

Palazzo Valentini non incassa un euro, nonostante nel 2003 sia stato redatto un regolamento apposito per aumentare le entrate e investire in servizi di Christian Belvisi

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chi non è mai capitato di voltarsi a guardare una pubblicità su un cartellone ai lati della strada, magari col rischio di trovarsi coinvolto in un incidente? E pensare che la stragrande maggioranza dei pannelli piazzati lungo le principali arterie della Provincia di Roma sarebbero abusivi. Tanto che l’ente presieduto da Nicola Zingaretti non incasserebbe neanche un euro per l’occupazione di suolo pubblico e le concessioni degli impianti in questione. Difficile da credere considerando che Palazzo Valentini gestisce complessivamente circa 2.200 chilometri di strade, tra le quali la via del Mare, la Pontina e la Portuense. Ma sono infiniti i pannelli piazzati su altre strade provinciali frequentatissime dai pendolari, come la litoranea Ostia-Anzio, la Nettunense, la Cisterna-Nettuno, la Padiglione-Acciarella, Albano-Torvajanica. Migliaia le affissioni dalle quali la Provincia di Roma non percepisce un euro. E pensare che nel

2003 la Giunta guidata dall’allora presidente Silvano Moffa si era dotata di un regolamento specifico per cartelloni ed impianti pubblicitari, illustrato nella delibera n°212 del 23 febbraio, con lo scopo di ottenere dalla concessione un pagamento in base all’ampiezza del cartellone e all’importanza del tratto stradale. Qualcosa però, alla fine dei conti, non torna. Nel bilancio 2009 ad

esempio, la Provincia di Roma alla voce Cosap (canone per l’occupazione spazi e aree pubbliche) ha incassato complessivamente un milione e 846mila euro, ma di questi nemmeno uno per i cartelloni pub-

blicitari. E una conferma arriva dagli scranni dell’opposizione. «Da quanto abbiamo appurato - denunciano dal Pdl alla Provincia - circa 200mila euro provengono dagli incassi per i passi carrabili, circa 7mila per le concessioni delle insegne di attività commerciali e un milione e seicentomila per occupazioni di ponteggi o scavi o richieste per riprese cinematografiche. Ma per i cartelloni pubblicitari che invadono tutte le strade della provincia nemmeno

un euro». Una curiosità legittima in tempi di crisi economica, in tempi di austerity, quando ogni centesimo può contribuire alla realizzazione di servizi indispensabili alla comunità. Come confermato anche dal Presidente della Commissione Lavori Pubblici di Roma Capitale, Giovanni Quarzo. « Si tratta di una questione seria perché questa inadempienza priva la Provincia di entrate economiche importanti che sarebbero necessarie per garantire servizi sul territorio, oltre a creare problemi di sicurezza stradale e decoro».

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La rabbia dei cittadini «Adesso è ora di mettere un po’ d’ordine» Si chiama “Cartellopoli” lo spazio sul web dove cittadini infuriai e comitati di quartiere alzano la voce e si scambiano opinioni sul proliferare di impianti pubblicitari abusivi sulle strade della capitale e del suo hinterland. «Roma spiegano - è l’unica città occidentale le cui strade, piazze, giardini, aree tutelate, monumenti, resti archeologici, architetture contemporanee sono letteralmente circondate da un disordinato recinto di cartelloni più o meno abusivi, più o meno illegali. Il Comitato Cartellopoli vuole che si esaurisca l'annosa esperienza della "cartellopoli" romana, che venga sgominata tutta quella ridda di connivenze, di falsificazioni e di intrighi che abbiamo battezzato "Mafia Cartellonara", che la città di Roma abbia un comparto affissioni paragonabile a quello di altre città europee, gestito da una o comunque da poche società, che presenti impianti gradevoli e di qualità, che restituisca alla città in termini di oneri concessori una parte dei molteplici ricavi da inserzioni».


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Cronaca

15 maggio 2011

Dragona e Fiumicino sono più vicine di quanto si è mai pensato. Basta un ponte a Bagnoletto

Il passaggio segreto attraverso il Tevere Non servono lavori sulla struttura della Scafa. Voi che ne dite? Spediteci idee e progetti

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onte di Dragona: voi che ne pensate? Si, perché Reporter ha deciso di provocare la reazione degli abitanti di Dragona e Fiumicino sul loro parere riguardo all’ipotetico collegamento tra i due quartieri. Perché? Il motivo principale è che mentre il progetto di realizzazione del nuovo ponte della Scafa naviga in acque incerte, le immagini proposte in questo servizio spiegano come da Bagnoletto (minifrazione tra Ostia Antica e Dragona) la porzione di letto di fiume che separa le due zone, altrimenti lontanissime via automobile, è veramente minima. A tal punto che basterebbe un ponte come l’attuale della Scafa per risolvere i problemi del collegamento tra l’hinterland del XIII Municipio e il Comune confinante. E poi si sa che il progetto del nuovo ponte è depositato in Campidoglio da tempo, allora che i cittadini vedano le immagini e scrivano la loro proposta o opinione. L’ubicazione Bagnoletto non è proprio Ostia Antica, ma nemmeno Dragona. E’ la parte meno popolare tra le due zone:

villini a due piani al massimo, giardini verdi e curati, muri di cinta non troppo alti a disegnare la cornice di un quartiere in espansione. E Bagnoletto fa la sua bella figura, tra strade silenziose, poco trafficate e tanto verde. E tra i villini c’è la strada più silenziosa di tutte, via Dei Monti del Sale. A destra il verde, a sinistra altro verde. Coltivazioni private a perdita d’occhio, un ritrovo per modellisti di aeroplani telecomandati e due casali. Un panorama di campagna dove l’aria è meravigliosamente respirabi-

le e il sole bacia le coltivazioni. E la via, sterrata, termina sotto una piccolissima collina da salire a piedi. Dopo dieci passi il panorama lascia sbalorditi: davanti agli occhi l’insegna di Parco Leonardo affianca quella di Auchan. Si distinguono le persone affacciate in balcone nei palazzi dietro al centro commerciale, a destra si vede meno nitidamente il Da Vinci e sotto c’è il fiume. Un letto verde di piccola entità, tra i tratti più stretti che il Tevere conosca, divide Dragona e Fiumicino laddove un ponte risolve-

a r n e u a è l i t j n à a m u J

rebbe gran parte del problema di traffico di un intero Municipio.

di Marco Ciapetti

La proposta Il progetto c’è, depositato in Campidoglio e in attesa di approvazione e di vedere sbloccati i fondi. Ma nessuno tra gli amministratori locali si è mai espresso decisamente in merito, spiegando nei dettagli l’iter da seguire per realizzare o no l’opera. Allora passiamo la palla ai cittadini: scriveteci all’indirizzo info@reporternews.it e diteci la vostra opinione o i vostri suggerimenti a riguardo. I migliori verranno pubblicati sul giornale e verranno sottoposti alle istituzioni locali. Stavolta a decidere sarete voi.


Cronaca

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Claudio ha iniziato a scommettere a 16 anni e da allora è entrato in un vortice di sconfitte

«Il vizio del gioco mi ha rovinato la vita»

«Ho perso lavori, amici e fidanzata. Ho bruciato 100mila euro tra finanziamenti e prestiti ma ora ne sono uscito». Un consiglio ai giovani del litorale: «Non entrate in questo tunnel» di Marco Ciapetti

L

o chiameremo Claudio, per facilitargli la vita che intraprenderà da adesso in poi. Per evitare che i suoi errori, che cari gli sono costati e che hanno rovinato un decennio di vita sua e dei suoi affetti, possano rovinargli anche il futuro. Claudio scommetteva pesantemente su tutto. Videopoker, gratta e vinci, cavalli, scommesse sul calcio e infine tutto insieme in un frenetico mix letale. Debiti, bugie, solitudine, notti insonni, lavori persi. Fino alla faticosa ripresa, grazie all’unica persona che gli è rimasto accanto. Come hai iniziato a giocare? A 16 anni ho accompagnato un amico in una sala scommesse e ho visto un signore ritirare una vincita di

quasi un milione di lire. Li ho cominciato a pensare al gioco come una fonte di reddito. Una settimana dopo ho iniziato col videopoker: ho 100mila lire. Vincendo subito, ho pensato fosse facile

e l’ippodromo di Tor di Valle. I videopoker erano roba quotidiana, come il gratta e vinci della colazione. Ero diventato maggiorenne, lavoravo al cantiere come manovale. Guadagnavo e spendevo tutto.

Eri giovanissimo, il resto come è accaduto? Senza dire nulla a casa ho usato le 100mila lire per garantirmi altre partite senza usare soldi miei. Sono durate una settimana perché non ho più vinto. Allora ho provato il picchetto illegale, giocando 10mila lire su tre gare di calcio. Ho vinto quasi un milione di lire con risultati impossibili. La mia condanna.

Ma ti bastavano? Hai iniziato a chiedere soldi in prestito? Non mi bastavano. Con la busta paga ho preso 15mila euro di prestito in banca, spariti in tre mesi. Poi chiedevo soldi in prestito agli amici, ai colleghi. Prestiti mai saldati che mi hanno fatto perdere il lavoro e le amicizie di una vita.

Perché? Perché non ho più smesso di giocare. Ogni settimana frequentavo la Snai

Il videopoker Parite brevi, due, cinque euro alla volta. Luci, colori, suoni e sedie comode. Le chiamano macchinette mangiasoldi per questo: la spesa è sempre alta, anche 100 euro con mezzora.

Quanti soldi hai buttato? Se conto i prestiti mai saldati, gli stipendi buttati, i due finanziamenti, le liquidazioni, e tutto il resto quasi 100mila euro.

La schedina I cavalli pagano bene ma costano tanto. Le corse sono rapide e si susseguono, le sale scommesse hanno le tv e si può scommettere su più gare. Se si vince si rinveste, se si perde si riprova all’infinito.

Quando sei crollato? C’è un episodio in particolare. Mi sono scavato il vuoto intorno, non ragionavo più. Solo un mio amico non mi hai mai lasciato solo, nonostante gli dovessi più di mille euro. E quando un giorno per la disperazione ho tentato di rubare una catenina a casa sua lui mi ha visto, e invece di cacciarmi via mi ha caricato in macchina e mi ha portato da uno psicologo a sue spese. E’ stata la svolta. Quanto sei stato in cura e quanto è durato il periodo nero? Il periodo nero è durato un decennio, le cure due anni. Quando mia madre ha saputo questa cosa da un mio creditore ha avuto un leggero esaurimento nervoso. Mio padre invece ancora non mi parla.

Come va ora? Ne sono fuori, ma non è facile. Non gioco da due anni, ma quando vedo le macchinette del videopoker ci penso. Ma poi ripenso anche al vortice in cui ero caduto e vado via. Un consiglio a chi legge? Il gioco è una droga silenziosa. Rovina i nervi e la vita sociale. E poi è impossibile vincere. Lasciate stare sin dall’inizio altrimenti ci penserete tutta la vita.

Il gratta e vinci Cappuccino, cornetto, sigarette e un Milionario. Inserito nella spesa mattutina non fa testo (o quasi) ma comprarne dieci al giorno e addirittura 50 in una sera diventa vizio.


L’Inchiesta

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Incubi e superpoteri dei bambini Giovani sognatori crescono Mostri, voli infiniti nel vuoto, scarafaggi, un animale cattivo e una creatura innocua che all’improvviso diventa minacciosa. Ma anche superpoteri che arrivano proprio quando c’è un cattivo da sconfiggere. I sogni e gli incubi dei bambini seguono un percorso tutto loro e dipendono soprattutto dall’ambiente familiare in cui i sognatori più piccoli vivono ogni giorno. Il mostro può essere un vicino che fa paura, mentre cadere nel vuoto può indicare anche infezioni all’orecchio e ferite al timpano. Se invece fisicamente il piccolo è sano, allora dipende dalle incertezze che sta vivendo in ambito familiare. Altro incubo ricorrente è quello degli insetti nel letto oppure di un branco di scarafaggi in camera: i più piccoli vivono queste emozioni mentre dormono quando sono costretti ad affrontare situazioni imprevedibili da svegli, come la separazione dei genitori, una nuova casa e l’arrivo di un

fratellino. Continuando sulla falsariga della vita reale parallela al sogno, invece, quando una creatura innocua si trasforma in un mostro può voler dire che il bambino ha a che fare con persone solitamente gentili ma improvvisamente dure e difficili. Quando dormono, comunque, i bambini non vivono solo incubi ma anche bei sogni. E la loro immaginazione è più viva rispetto a quella degli adulti. Così capita che i giovani sognatori riescono a superare una situazione difficile grazie a degli improvvisi superpoteri, come la capacità di volare. Questa tipologia di sogno, ricorrente quando un bambino affronta una sfida importante nella vita quotidiana, indica abilità, intelligenza, senso di potere e capacità di poter indirizzare la propria vita a piacimento. Tutte caratteristiche che sicuramente torneranno più utili con il trascorrere degli anni. (G.C.)

Il mondo dell’onirico tra scienza e cabala di Mario Scagnetti (mario.scagnetti@reporternews.it)

«S

iam quelli là, siam quelli là, siam quelli là. Quelli tra palco e realtà». Il palco era ed è il sogno di Luciano Ligabue, quindi parafrasando il testo del cantautore di Correggio il passo successivo è semplice da compiere: ogni persona è sospesa a metà tra i propri sogni e la realtà di tutti i giorni. Affermazione vera anche dal punto di vista scientifico, perché le immagini che si vedono mentre si

Il licenziamento

Alessandra Ciancarelli Ho sognato per ben due volte in una settimana di perdere il mio posto di lavoro. La crisi sta toccando anche il mio settore e la notte ci penso spesso, prima di addormentarmi ormai è un pensiero ricorrente. Una notte ho anche sognato mio nonno che mi dava quattro numeri, li ho giocati al Lotto per tre volte, come cabala vuole, ma è stato del tutto inutile.

dorme sono una proiezione di noi stessi, un modo di reinterpretare i fatti accaduti durante la giornata e di elaborare le emozioni vissute. Ma i sogni sono anche un modo per sbancare il lunario: chi non sogna di arrivare molto più facilmente a fine mese grazie a un terno secco al Lotto con i numeri portati in dono da un defunto caro durante il sonno? Insomma, quando abbiamo gli occhi chiusi diventiamo protagonisti di un’altra vita. Una vita sospesa a metà strada tra il mondo del-

Gli sconosciuti

Beatrice Vitali Sogno tantissimo. Spesso quando chiudo gli occhi mi imbatto in situazioni movimentate, confusione, gente, facce incrociate la mattina e anche perfetti sconosciuti. Ma non ho mai sognato nulla di concreto. Però ho capito che situazioni a cui non assegno la minima importanza, invece, rimangono ben impresse nella mia mente e si affacciano la notte.

l’onirico e la realtà che ci attende nel momento risveglio. La scienza Sigmund Freud è stato il primo ad assegnare ai sogni un significato psicologico, concependo il sogno come un processo psichico. Secondo lo studioso i sogni si originano dall’inconscio dell’individuo, che esprime i desideri di un uomo attraverso allucinazioni notturne. Per Carl Gustav Jung, invece, i sogni vanno letti guardando al futuro e rappresentano i temi propri dell’incoscio collettivo, intesi come

Lo sportivo

Daniele Migliaccio Sembrerò sciocco ma ho sognato il presidente della mia squadra del cuore che vendeva la società. Ho sognato Lotito vendere la Lazio. A trattativa conclusa ero in piazza con altri tifosi a festeggiare e stappare bottiglie in segno di esultanza. Lo so, è una piccolezza e può sembrare un sogno sciocco alla maggior parte delle persone, ma per fortuna c’è anche il calcio.

parte dei pensieri di una persona che riguardano usi e costumi della sua collettività. Da una parte Freud e i sogni dell’io, dall’altra Jung e i sogni del sé. Le premonizioni Ciò che accade mentre si dorme non sempre ha una spiegazione. E così succede che i sogni di alcune persone possano rivelarsi premonitori, è cioè in grado di scoprire eventi che si svolgono a distanza, che avranno luogo a breve e che non potrebbero essere neppure immaginare ba-

L’informazione

Luigi Contini Ho un sogno ricorrente: sono solo in una stanza con un giornale vuoto in mano da leggere e una televisione che manda un film vecchissimo. Da fuori invece arrivano voci straniere, ma io non riesco a capire quello che dicono. E’ questo il mio sogno ricorrente che faccio sempre. Ormai sono arrivato a vivere queste scene una volta al mese da circa un anno.

sandosi soltanto sulla logica e sul buon senso. Chi è protagonista di questi sogni li riconosce da quelli ordinari grazie alla loro vividezza e intensità. Si tratta di vissuti onirici che il sognatore ricorda facilmente al suo risveglio e che ha desiderio di raccontare. Anche la teoria della relatività di Albert Einstein è parzialmente nata durante un sogno. Gli incubi Ansia, paura, solitudine, senso di colpa e depressione. Non sempre

Il miglior amico

Stefano Fioravanti Sogno poco o magari sogno tanto ma non ricordo proprio le immagini che vedo mentre dormo. Ma la notte prima che morisse il mio cane ho sognato che mi parlava e mi ringraziava per avergli voluto bene. La mattina quando mi sono svegliato ho trovato il mio cane già in fin di vita. E’ morto per un avvelenamento e solo pochi minuti prima avevo vissuto l’unico sogno che ricordo.


L’Inchiesta

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Le immagini più ricorrenti Le automobili e i mezzi di trasporto Rappresentano il desiderio di guidare la propria vita. Complicazioni alla guida e nello sterzo invece esprimono ansia circa l’autocontrollo. I problemi con i fari oppure con i tergicristalli rappresentano le difficoltà relative al conoscere la direzione intrapresa, cioè la meta e lo scopo della vita di un uomo.

La casa

Rappresenta la psiche del sognatore. E’ formata da stanze e piani che hanno funzioni differenti: la facciata sarebbe la maschera sociale, l’apparenza; la cantina rappresenta l’inconscio; la cucina i processi di trasformazione e di digestione psichica delle esperienze; la soffitta è il livello spirituale di una persona; il tetto rappresenta la coscienza di un uomo.

Il sesso

Sognare di fare l’amore vuol dire che sono previsti nuovi arrivi, che la famiglia cresce. Se l’accoppiamento avviene con una persona dell’altro sesso che si conosce vuol dire che arriveranno guadagni materiali o spirituali. Guardare due persone fare l’amore, invece, indica il desiderio di vedere due aspetti diversi congiungersi felicemente.

I soldi

i sogni sono piacevoli e quando non lo sono si chiamano incubi. Ce ne sono di vari tipo, come quelli rem o non rem e quelli post-traumatici. I primi due segnalano un disagio sul piano emotivo, stress prolungato e distrubi della personalità. Mentre per quanto riguarda gli incubi post-trauma si tratta di rivivere nel sonno dei fatti sconvolgenti realmente accaduti, come un drammatico incidente d’auto, una violenza subita oppure un’aggressione. La cabala L’interpretazione dei sogni legata ai numeri della smorfia, da giocare poi a Lotto, ha fatto la fortuna e la sfortuna di tantissime persone. Qualcuno si è arricchito grazie a una strana combinazione di cifre ricavata da una visita notturna della mamma defunta. Tantissimi hanno perso tutto. Il meccanismo è molto semplice e nell’era di Internet ci sono miriadi di siti che facilitano ancora di più il compito del sognatore aspirante milionario: si chiudono gli occhi, ci si addormenta e si sogna. Al risveglio, poi, basta ricordare le immagini, interpretare il loro messaggio, legarlo a uno o più numeri della smorfia. E correre il più velocemente possibile alla ricevitoria sotto casa.

La parola all’esperta

In genere di buon auspicio, soprattutto per quanto riguarda la vita affettiva. Contare i soldi vuol dire che ci saranno entrate economiche, mentre trovare dei soldi porterà gioia e serenità. Se invece si sogna di rubare dei soldi ci potrebbero essere problemi di salute in vista.

«Nel sonno torniamo piccoli» La psicoterapia studia l’incoscio per effettuare diagnosi

Francesca Arangio psicoterapeuta

I sogni esistono da sempre, da quando esiste l’uomo. E la loro storia scientifica affonda le proprie radici nella notte dei tempi. «Già nell’Odiessea si parlava di interpretazione dei sogni - spiega la psicoterapeuta Francesca Arangio - i greci avevano addirittura creato delle apposite figure professionali. La Chiesa nel 300, invece, ha bandito i sogni e messo al rogo tutti coloro che li interpretavano, visto che era impossobile distinguere tra i sogni di Dio, quelli di Satana e quelli da mal di stomaco». Poi è arrivato Freud. Il padre della psicoanalisi ha spiegato che i sogni sono i ricordi di una giornata deformati dalla mente delle persone. Si tratta di allucinazioni che si innescano per appagamento del desiderio mancato nella vita reale. «Oggi sognare - sottolinea la dottoressa Arangio - non è più legato ai ricordi. Si tratta, invece, di un pensiero e un linguaggio che si esprimono per immagini. Un linguaggio che ci fa tornare bambini. Quando dormiamo recuperiamo e riviviamo il modo di pensare che avevamo a un anno di vita. In altre parole mentre dormiamo la coscienza si perde e abbiamo la possibilità di lasciare esprimere la nostra realtà interna e la dinamica dei rapporti». Ma il mondo dei sogni è anche uno strumento molto utilizzato nella psicoanalisi, un modo che gli addetti ai lavori hanno per poter effettuare diagnosi e conoscere meglio i loro pazienti. «E’ possibile scoprire se un pensiero è sano o malato perché siamo nel mondo dell’incoscio. Come psicoterapeuta posso studiare la negazione e l’affettività attraverso le immagini. Dai sogni emergono anche l’anaffettività e la dissociazione. Inoltre i sogni servono a scoprire che tipo di rapporto si è instaurato tra me e un paziente». Insomma ciò che succede mentre dormiamo è di estrema importanza. (M.S.)

Cinema e letteratura. Un contributo fondamentale Il cinema è stato definito fin dalle sue origini come la fabbrica dei sogni. E quindi il legame tra il grande schermo e il mondo dell’onirico è da sempre molto stretto. Ancora oggi il cinema viene visto come il più grande strumento di evasione, in grado di rappresentare e far prendere corpo ai desideri degli spettatori, anche a quelli più irrealizzabili. Ma al cinema molto spesso sono gli incubi degli stessi spettatori a prendere forma

dall’interno di una pellicola. In genere si tratta di film dell’horror nel corso dei quali i peggiori incubi del protagonista prendono forma nella vita reale e la distruggono. Sempre restando in tema, poi, ci sono anche lavori basati sulla distinzione tra la vita reale e un altro mondo parallelo, nel quale è possibile compiere incursioni per salvare il destino quotidiano. Su tutti spicca Matrix, la trilogia dei fratelli Wachowski, ma c’è anche Inception,

il thriller onorico di Christopher Nolan. Lo stesso discorso, infine, vale anche per i romanzi che portano il lettore direttamente nel mondo dei sogni. Anzi i libri, più dei film, sono in grado di accendere la fantasia onirica di una persona perché non ci sono immagini scelte da qualcun altro. Sfogliando le pagine di un romanzo ognuno può costruirsi da solo il proprio sogno, chiudere gli occhi e viverlo. (G.C.)


Pillole di Nera

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Anzio

Rapinatore seriale di donne Donne, possibilmente anziane, sole e in uscita dal parcheggio di un centro commerciale. Questo l’identikit delle vittime preferite da un rapinatore di 38 anni che per giorni ha seminato il terrore nella città di Anzio. Alla fine, però, l’uomo è caduto nella rete della Polizia neroniana e nettunese. tutto è cominciato con il rapimento di una 60enne adescata nel parcheggio del centro Lo Zodiaco. La donna è stata minacciata con una pistola e portata in una zona appartata, dove l’uomo le ha rubato alcuni gioielli e 200 euro in contanti. Poi è stata la volta della proprietaria di un’edicola della Nettunense, minacciata con un revolver, e di uno scippo nella zona del centro commerciale. A incastrare l’uomo sono stati gli identikit delle sue vittime, l’arma e la macchina utilizzata per i colpi, una Fiat Punto.

A Ostia casa adibita all’assaggio della droga in vendita

Coffee shop al mare

Blitz dei Carabinieri in un improvvisato market di stupefacenti Cocaina, anfetamina, ketamina e marijuana: non mancava nulla di Christian Belvisi

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n Italia i coffee shop sono illegali. Ma a Ostia due giovanissimi ragazzi non hanno preso troppo sul serio questa legge e hanno deciso di adibire una sala della loro casa all’assaggio della droga messa in vendita. Pipe e altri oggetti utili allo scopo venivano offerti ai clienti per provare la sostanza stupefacente prima dell’acquisto, in puro stile Amsterdam dove è possibile entrare in un coffee shop acquistare un piccolo quantitativo di droghe leggere, provarlo comodamente seduti nel locale e poi decidere se continuare oppure cambiare sostanza. Alla fine però i Carabinieri della Compagnia di Ostia hanno scoperto il giochetto e hanno messo le manette ai polsi di un 24enne e di un 23enne con l’accusa di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti. Due veri e propri professionisti del settore che avevano deciso di

Pesca

Sequestrati 200 chili di prodotti La Squadra Nautica della Polizia ha sequestrato 200 chilogrammi di prodotti ittici destinati alla vendita abusiva. Il fenomeno della pesca illegale riguarda tutte le città del Mare di Roma, dove alcuni addetti ai lavori continuano a prendere di mira aree protette e parchi. Su tutte le Secche di Tor Paterno.

Criminalità

Il primato delle Salzare Carabinieri in trasferta per combattere l’illegalità all’interno delle Salzare di Ardea. I Carabinieri di Castel Gandolfo hanno effettuato un blitz contro la droga sul territorio comunale rutulo: risultato: cinque arresti, 200 grammi di cocaina, un chilo di marijuana, 700 grammi di hashish e 4 dosi di eroina sotto sequestro.

dedicare completamente l’appartamento al mondo della droga. oltre alla sala assaggio, infatti, i militari hanno anche trovato una vera e propria postazione per il confezionamento delle dosi. Una stanza con bilancini di precisione e varie sostanze da taglio. Anche dal punto di vista della

quantità in quest’improvvisato market della droga non mancava proprio nulla: cocaina, anfetamina, ketamina, hashish e marijuana. Di tutto un po’. E soprattutto prima di acquistare era possibile assaggiare comodamente seduti su una comoda poltrona.

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Fiumicino

Minaccia un autista con il mitra Discutere in strada con altri automobilisti è davvero pericoloso. Per la conferma basta chiedere all’autista di un autobus di Fiumicino che si è visto puntare un mitra in faccia dopo un banale alterco per motivi di viabilità. Tutto è successo nel giro di pochi istanti, quando l’uomo ha costretto l’autista ad accostare e lo ha minacciato davanti agli occhi increduli dei passeggeri. Poi si è fuggito a tutta velocità. A rintracciare il malvivente è stato un Carabiniere che stava passeggiando per Fiumicino durante il suo giorno di riposo. Nel porta oggetti della macchina sono stati trovati due coltelli proibiti mentre nella casa dell’uomo, in via Borragine, i militari hanno sequestrato un’arma da soft air: una perfetta riproduzione di un mitra Tokio Marui Vx61 Scorpion. Alla fine per l’uomo è scattata una denuncia a piede libero per minacce aggravate e porto di oggetti atti a offendere.

Litiga con i dirigenti della sua azienda Torna con la benzina e minaccia di darsi fuoco Minacciare di darsi fuoco perché in contrasto con i vertici dell’azienda per cui si lavora è senza dubbio un gesto estremo. Un gesto che deve essere aver rappresentato, però, l’unica soluzione possibile per un 48enne dipendente dell’Azienda Municipalizzata Pomezia Spa, visto che ha deciso di inscenare questa protesta infiammabile e soprattutto dannosa per lui stesso. L’uomo, originario della Sicilia ma da anni residenti nel territorio comunale pometino, ha scelto di manifestare in questa maniera dopo diversi disaccordi con alcuni dirigente della società per cui lavora. Il 48enne stava spiegando agli stessi il proprio disappunto in merito ad alcune questioni personali quando, evi-

dentemente non soddisfatto dalle risposte arrivate dai suoi capi si improvvisamente allontanato dalla sede della società. Ma la questione non era affatto conclusa, visto che il 48enne di Pomezia è tornata in ufficio con una tanica di benzina da due litri e si è cosparso il corpo con tut-

to il liquido infiammabile appena acquistato, minacciando di darsi fuoco. Subito sono stati avvisati i Carabinieri della Compagnia di Pomezia che arrivati sul posto hanno intavolato una lunga trattativa con l’uomo, riuscendo dopo un’ora a farlo desistere dall’insano gesto.


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Turismo

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L’America propone due ore in orbita. La Russia risponde con il primo albergo Da Fiumicino

Hotel e last minute per i turisti dello spazio di Gianluca Contiero

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l cosmo ha sempre affascinato l’uomo. Quello spazio dove incontrare altre forme di vita e dal quale guardare il pianeta Terra in tutto il suo splendore, lontano dal traffico e dallo smog cittadino, rappresenta il sogno di moltissime persone. Ma bisogna comunque fare una distinzione: c’è chi ci va per lasvoro dopo duri anni di addestramento e chi invece indossa tuta e casco solo per concedersi qualche giorno di vacanza. Si proprio così, invece di scegliere mete esotiche oppure città d’arte è possibile prenotare una stanza senza gravità all’interno della stazione dell’Agenzia Spaziale Europea. Nei giorni del 50° anniversario del primo viaggio dell’uomo nello spazio, datato aprile 1961 e compiuto da Yuri Gagarin a bordo della navicella Vostok 1, è riesplosa la moda del turismo celeste. E sono tanti i viaggiatori aspiranti cosmonauti in fila, tra cui figurano anche due italiani. Il nome ovviamente è top secret, mentre è ben noto quello del primo agente di viaggi spaziali nato sul territorio dello Stivale. Si chiama Luigi Aulisio ed è il business development di Virgin Galactic, la società di viaggi nel cosmo degli Stati Uniti che rientra nell’orbita del Gruppo Virgin e alla quale fa Capo la Your Private Italy, la prima agenzia di viaggi nella quale è possibile sfogliare cataloghi dove sono esposti gli anelli di Saturno, le fotografie della Terra vista dal cosmo e i menù a base di pastiglie colorate. La società si occupa di viaggi suborbitali, ha base a Salerno e cura tgutti i dettagli dei turisti del Belapaese. Concedersi una vacanza tr5a le stelle comunque è un lusso che possono permettersi in pochi, visto che il prezzo del biglietto è di 200mila e per scalare la lista d’attesa composta da centinaia di per-

La low cost spagnola a giugno inaugurerà il nuovo collegamento

sone si deve aggiungere una somma extra. Unica consolazione il rimborso totale in caso di ripensamenti. Il viaggio intorno alla terra, comunque, dura in tutto due ore e mezzo, nel corso delle quali si arriva a toccare quota 120 chilometri. Per chi vuole risparmiare c’è anche il pacchetto da 130mila euro, che permette di arrivare a 100 chilometri da terra e di restare nello spazio per ben due ore. La firma è sempre quella della Virgin Galactic, che ha anche realizzato lo Space Ship, il primo shuttle turistico che nonostante il prezzo elevato del biglietto già promette di essere sempre pieno. La navicella è anche conosciuta con il nome di Space Ship Two, in segno di continuità con il primo progetto realizzato nel 2004, e può imbarcare sei persone alla volta. Lo shuttle è composto da due fusoliere unite da un’unica ala con la navicella al centro ma non pèartirà

dal suolo, come avviene per gli shuttle che ospitano i professionisti del settore, ma da un aereo che arriverà a 18mila metri d’altezza. Dopo il distacco lo Space Ship punterà verso l’atmosfera per raggiungere un’altezza massima di 100 chilometri dal suolo e dopo due rientrerà nell’atmosfera terrestre per atterarre al suolo su una speciale pista. Ma non è ancora finita qui, perché le due principali società aerospaziali russe hanno deciso di rispondere agli Stati Uniti, in un clima di concorrenza da “turismo freddo”. La Orbital Technologies e la Rocket and Space Corporation hanno annunciato di voler costruire e lanciare nello spazio la prima aerostazione commerciale. La data del decollo è fissata per il 2016. Una volta in orbita la base verrà messa a disposizione di cittadini privati, industrie e scienziati interessati a utilizzare lo spazio come semplice meta turistica oppure per sofisticate ricerche. A quel punto chiunque potrà avvicinarsi al mondo del cosmo e osservare almeno per cinque minuti la Terra da un oblò.

La Regione punta forte sul florivivaismo. Pronti eventi e specifici corsi di formazione

Lazio in Fiore è l’ultima trovata per il salto di qualità di Enzo Bianciardi

Il Lazio punta sul florovivaismo ed assume “San Pellegrino in fiore”, la manifestazione che da 25 anni si svolge nel quartiere medioevale di Viterbo e la classica “Infiorata” di Genzano quale strumento di promozione turistica. «Il florovivaismo è una voce importante del comparto agricolo regionale – ricorda Renata Polverini, presente all’inaugurazione di “San Pellegrino in fiore” – tanto ha dato, ma molto potrà ancora dare con azioni di

sostegno mirato, così come sta facendo la Regione Lazio nell’ambito del progetto Made in Lazio. L’idea è quella di promuovere un settore vitale per l’economia laziale, attraverso l’azione congiunta di ben tre Assessorati (Agricoltura, Cultura e Lavoro), operando in questo contesto, soprattutto con i corsi di formazione e aggiornamento, aiuti alle imprese del settore ai fini dell’innalzamento dei livelli di qualità». La seconda fase del progetto la spiega Angela Birindelli, Assessore regionale all’Agricoltura, che rimarca come «Questa

a Minorca con Vueling

manifestazione rappresenti un’opportunità straordinaria per lo sviluppo della Tuscia ed in prospettiva del Lazio, con ricadute in termini economici e turistici di grande rilevanza. Si tratta solo del primo di una lunga serie di eventi con i quali vogliamo rilanciare l’agricoltura e con essa i comparti più direttamente collegati, come il florovivaismo per l’appunto, le cui attività generano un fatturato complessivo di 200 milioni annui, per la valorizzazione e la promozione dei territori rurali. “San Pellegrino in Fiore”, entrerà a far parte di

un progetto più ampio, di natura regionale, denominato Lazio in Fiore che coinvolgerà tutte le cinque Province laziali». Tra le iniziative allo studio, oltre alla formazione specifica nel settore di quelle professionalità indispensabili per assicurare la massima qualità nella cura del verde e negli allestimenti floreale, si sta lavorando ad organizzare una serie di eventi e manifestazioni nelle diverse province per promuovere con i fiori, monumenti, arterie, interi quartieri ed eventi in grado di attrarre, a rotazione, nuovi flussi turistici.

Fiumicino e Minorca ora sono più vicine. E pure a prezzi davvero vantaggiosi per tutti coloro che intendono raggiungere l’isola. A giugno, infatti, la compagnia low cost Vueling farà decollare per l’isoletta dell’arcipelago delle Baleari il nuovo volo che andrà ad aggiungersi ai sette collegamenti già attivi dall’aeroporto Leonardo da Vinci. Fiumicino-Minorca quindi diventerà una linea davvero rovente, anche per il peridioso assolutamente non casuale scelto per inaugurare il nuovo collegamento. Durante l’estate l’isola delle Baleari è una metà parecchio ambita. A Minorca si potrà volare da Roma due volte a settimana, il martedì e il sabato. Dalla parte della Vueling, inoltre, ci sono anche i numeri, che la posizionano tra le compagnie leader nei collegamenti tra l’Italia e la Spagna. Dal dicembre 2004, mese e anno di inaugurazione del primo volo Roma-Barcellona, la compagnia aerea spagnola ha trasportato ben 4,5 milioni di passeggeri consolidando la leadership per i collegamenti tra Roma e la Spagna. Per l’estate l’offerta verrà incrementata e i posti disponibili saranno quasi un milione. «Vueling - annuncia una nota della compagnia - ha in previsione di raddoppiare i risultati raggiunti nel 2010, anno in cui ha trasportato 996.000 passeggeri, il 12% in più rispetto al 2009». Oltre a Minorca la low cost collega Fiumicino a Barcellona, Madrid, Malaga, Valencia, Maiorca, Ibiza e Parigi. Dallo scalo El Prat di Barcellona Vueling collega altre 22 destinazioni in Spagna.  Insomma per chi vive nel Mare di Roma e vuole regalarsi una vacanza in terra iberica la compagnia low cost spagnola rappresenta davvero un’ottima soluzione nel ventaglio delle possibilità offerte dai collegamenti dello scalo internazione Leonardo da Vinci.


Turismo

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Incanto &Cultura

Praga

Il castello di Fantaghirò

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Cescky Krumlov

In Boemia e Moravia sentieri tra laghi artificiali e cantine vinicole. A Praga musei on the road

In bici tra la natura e l’arte della Repubblica Ceca di Cinzia Pagliaroli

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aste pianure coltivate, valli profonde, prati e pascoli sconfinati. E poi anche ville, castelli e città storiche. Bellezze mozzafiato che l’Unesco ha fatto sue inserendole tra i propri siti. La Repubblica Ceca è una meta tutta da scoprire e il modo migliore per farlo è inforcando una bicicletta. Tranquilli, non bisogna essere allenati, l’importante è avere la passione per il bello e la pazienza di un’andatura lenta per non lasciarsi sfuggire neppure un fotogramma dei mille colori cechi. I più allenati, invece, possono scegliere tra le mille mete raggiungibili in mountain bike al termine di un’impegnativa salita, come la Selva Boema, i Monti Metalliferi, quelli Jiserske, dei Giganti e i Monti Orlicke, i Carpazi Bianchi e le alture boemomorave. In un paesaggio incontaminato, poi, si snodano anche percorsi destinati alle famiglie con bambini al seguito. Itinerari non competitivi pensati proprio per entrare a diretto contatto con una natura ancora inviolata dall’uomo. L’unico errore da non commettere è quello di pensare di trovarsi davanti a paesaggi monotoni, perché le piste ciclabile del

Sud della Boemia si insinuano tra i laghi artificiali della zona di Trebon, mentre quelle del Sud della Moravia si snodano tra piacevoli saliscendi lungo i filari di vigne, a caccia di un paesino pittoresco e di un’ottima cantina dove concedersi un attimo di meritato riposo. Per chi, invece, ama le città d’arte ci sono Praga,

Pilsen, Olomuc e Cesky Krumlov, inserita dall’Unesco nella lista del Patrimonio Mondiale dell’Umanità e circondata da una fitta rete di piste ciclabili. Perché anche qui la vacanza sarà ovviamente su due ruote. Inoltre non si corre assolutamente nessun rischio spostandosi in bici, visto che la segnaletica delle piste ceche è

accurata e chiunque può muoversi in completa autonomia. E dopo aver preso confidenza con la città sarà possibile anche provare le grandi piste internazionali; quei percorsi che solcano la natura e la storia dell’Europa, con la Greenway Praga-Vienna, il tracciato paneuropeo Praga-Pilsen-Parigi e il sentiero della Cor-

tina di Ferro, che ricalca il vecchio confine tra l’Europa dell’Est e dell’Ovest. Ma non è ancora finita qui, perché dopo giorni trascorsi sui pedali la Repubblica Ceca offre anche il dovuto ristoro a tutti i suoi visitatori. Relax in piscina, bagni sulfurei e massaggi distensivi sono solo alcune delle offerte delle città termali.


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Cultura

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Nave imperiale ritrovata durante gli scavi. Canapini in polemica con il Ministro

Antichi romani contro il Ponte della Scafa Progetto da cambiare di nuovo Insorgono residenti e opposizioni

di Christian Belvisi

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uando lo sviluppo e la storia di una città si mescolano, il rischio è quello di non arrivare a nulla. E’ quanto accaduto qualche giorno fa a Fiumicino, dove durante gli indispensabili lavori di rifacimento del Ponte della Scafa, è affiorata tra lo stupore generale la fiancata destra di un’antica nave imperiale. Una scoperta stupefacente, che in qualche modo fa capire dove potesse essere anticamente la linea di costa, ossia circa quattro chilometri più all’interno di quella attuale. «La scoperta è una novità - ha spiegato Anna Maria Moretti, sovrintendente archeologico di Roma e Ostia Antica - perché a questa profondità, 4 metri dal piano attuale di campagna, non è mai capitato di trovare un'imbarcazione ma solo stratificazioni o una struttura. Al momento sono affiorati 11 metri di fiancata, né la poppa né la prua ma ci sono resti di cordami. Il restauro è delicatissimo. La barca è costantemente ricoperta d'acqua per non far seccare il legno, e il relitto va trattato con una

metodologia sofisticata». E nonostante le parole di congratulazioni del Ministro ai Beni Culturali Giancarlo Galan, intervenuto sul posto del ritrovamento per rendersi conto di quanto accaduto, all’amministrazione comunale di Fiumicino i conti proprio non tornano. Basta ascoltare le parole del sindaco, Mario Canapini. «E’ indubbio che l’area archeologica con la città di Ostia ed i Porti Imperiali di Claudio e Traiano abbiano un valore storico culturale di livello mondiale, tuttavia va anche rilevato che il Ministero dei Beni Culturali nulla ha fatto in

Il San Giuseppe Due resta a casa Trovato l’accordo con la Marina Il comune di Anzio e la Marina Militare Italiana hanno sottoscritto l’accordo che consentirà di custodire ad Anzio, presso la sezione velica, la storica imbarcazione “San Giuseppe Due” con la quale il Comandante Ajmone Cat, deceduto nel 2007, aveva raggiunto le acque antartiche nel 1969, salpando dal porto di Anzio, con un equipaggio

formato anche da uomini della Marina Militare. Un accordo che consentirà l’utilizzo della nave (in ristrutturazione all’interno dei cantieri di Peppino e Paolo Gallinari), grande 16 metri ed armata con due vele latine, per le uscite in mare degli studenti degli istituti scolastici della città, lo svolgimento di attività velica, nonché approfondimenti sul-

passato per promuovere e valorizzare questo immenso patrimonio. Per rendersene conto è sufficiente collegarsi al sito del Ministero, dove si può ancora oggi leggere che il Museo delle Navi, rivenute durante la costruzione del Leonardo Da Vinci alla fine degli anni ’50, risulta “temporaneamente” chiuso addirittura dal 2002. Ci auguriamo che questo rinvenimento non provochi ritardi eccessivi nella realizzazione di un’opera da molti anni attesa e che il Ministro Galan voglia sostenere un progetto di valorizzazione di tutta l’area archeologica». le problematiche dell’ambiente marino mediante lo svolgimento di conferenze e programmi di studio. «La famiglia di Ajmone Cat ha ceduto l’imbarcazione alla Marina – spiega l’assessore alla Cultura Umberto Succi – e grazie a questo accordo la terremo ad Anzio. Il 27 giugno, in occasione della ricorrenza del viaggio in Antartide, organizzeremo un evento per spiegare ai ragazzi delle scuole ed alla città quale sarà il destino del San Giuseppe Due».

Verrà cambiato il progetto del ponte della Scafa. Ma quanti anni i cittadini di Ostia e Fiumicino diretti in aeroporto dovranno attendere prima di vedere l’inizio dei lavori? Difficile dirlo, soprattutto dopo i ritrovamenti archeologici effettuati nel corso degli scavi preventivi sulle aree che riguarderanno le nuove opere stradali del viadotto di via della Scafa. L’inizio dei lavori però sarà probabilmente posticipato almeno sino a conclusione della campagna di scavo. «Oggi i cittadini di Ostia e Fiumicino – recitano le opposizioni - sanno di essere stati presi in giro per anni: il ponte faraonico, alto 20 metri dal costo di oltre 40 milioni di euro, rischia di saltare per la mancanza di lungimiranza di chi ha rinunciato al progetto iniziale di semplice raddoppio del ponte attuale. Un progetto abbandonato per il suo presunto impatto sui beni archeologici. Ed ora le autorizzazioni ambientali e archeologiche dovranno essere riconsiderate ed il progetto dovrà essere rivisto». (E.B.)


Cultura

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Santostasi battuta in finale al fotofinish a “Ballando con le stelle”

Sara, secondo posto che profuma di vittoria Premiato Kaspar Kapparoni con il 50,5% delle preferenze. «E’ stata un’esperienza fantastica - ammette la 18enne di Anzio - che mi ha fatto conoscere dal grande pubblico»

umano. Ora mi dedicherò allo studio, considerando che tra poco ho gli esami, e nel frattempo sono in attesa di risposte per alcuni lavori nel mondo del cinema e della televisione. A fine mese poi, finalmente uscirà al cinema il film Last

Maggio Nettunese Messo alle spalle il concerto gratuito dei Tiromancino, considerato da tutti l’evento clou, il maggio nettunese prosegue cone la tradizionale processione di ritorno della Madonna delle Grazie dalla chiesa di San Giovanni alla sua basilica, e con una serie di eventi che andranno avanti fino alla fine del mese. Tra usica, sport e celebrazioni religiose, il pericolo di annoiarsi non esiste proprio.

Gli eventi Sabato 14 - ore 21,30 Neapolis Orchestra in concerto cover band di Renzo Arbore in piazza Cesare Battisti

di Christian Belvisi

Domenica 15 - ore 20,30 Solenne processione di ritorno daSan Giovanni alla basilica di Nostra Signora delle Grazie

U

no scenario surreale ha accompagnato lo scorso 30 aprile la finale di Ballando con le stelle, trasmissione di prima serata del sabato di Rai Uno. Un clima teso a causa delle gravissime condizioni di Lamberto Sposini, giurato del programma ricoverato in prognosi riservata al policlinico Gemelli di Roma. Ma, nell’ottica del the show must go on, la trasmissione è andata avanti. Sara Santostasi, la talentuosa 18enne in Anzio in gara assieme a Umberto Gaudino, dopo aver stupito tutti per eleganza e semplicità, si è dovuta accontentare del secondo po-

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sto, superata al termine di un incredibile televoto da Kaspar Kapparoni, vincitore con il 50,5% delle preferenze. Una finalissima che era partita bene quella della Santostasi, vincitrice poco prima sulla bellissima Vittoria Belvedere. Poi la delusione, seppur attenuata dalla consapevolezza di aver conquistato il cuore del pubblico televisivo. «Sono felicissima di come è andata – ammette Sara – anche perché è stata una delle esperienze più belle che io abbia vissuto in vita

mia. Considerando i campioni che erano in gara con me poi, il secondo posto è un risultato fantastico, e la partecipazione a questo programma mi ha consentito di conoscere delle persone che mi hanno dato tanto sia dal punto di vista lavorativo che

dance-balla con noi, nel quale faccio la parte della migliore amica della protagonista. Non vedo l’ora di vederlo».

Martedì 17 Mostra biennale di arte contemporanea “Shingle 22J” al Forte Sangallo Sabato 28 - ore 10 Seconda edizione della Festa dello Sport in collaborazione con il Coni provinciale Domenica 29 - ore 8,30 8° raduno della manifestazione “In bicicletta a Torre Astura”


Il Personaggio

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Fabio, fratello di Fabrizio, ha messo in musica i capolavori del cinema. Anche “Kill Bill”

La colonna sonora della famiglia Frizzi «Ho sempre amato comporre. I miei pezzi nascono da lunghe passeggiate in riva al mare» estro, voglia di rischiare, disponibilità verso i sacrifici, desiderio di confronto. E molto, molto professionismo. Ma la mia vita di lavoro è soprattutto qui: i nostri punti forti sono la creatività, l'istinto, la capacità di risolvere i problemi.

di Lorella Di Carlo

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i è appena concluso lo spettacolo concerto “Chi me l’ha fatto fare?!” di Fabio Frizzi, fratello del noto conduttore televisivo. «E’ un diario di vita aperto – spiega il compositore – con la musica dei miei miti e la mie suonate per una serata confessione divertente e un po’ intima. Sono molte le persone che me lo hanno fatto fare e a tutte loro va la mia stima e la mia riconoscenza. Unico imbarazzo di uno spettacolo come questo è il confronto: le mie musiche eseguite insieme a quelle che ho sempre amato. Ma la coesistenza sulla scena di questi due ceppi musicali, le cose mie e le altre rappresentano anche il principale motivo di soddisfazione e piacere personale. Insomma musica e vita, giorno dopo giorno, incontri, aneddoti, piccoli segreti. Un’autobiografia semplice in musica». E’ noto per essere uno dei principali compositori di colonne sonore per fiction, film e trasmissioni tv. Quando è nata la passione per la musica? E’ nata con me: in famiglia c'era il culto della musica, mia nonna Adele era cresciuta amando la lirica, mio padre cantava come basso in un coro polifonico a Bologna e suonava il mandolino nelle serenate. Già all'asilo partecipavo agli spettacoli musicali e dagli anni dell'adolescenza ho capito che quella per la musica era un'attrazione fatale.

Come ha cominciato a scrivere colonne sonore per la tv e il cinema? Mio padre era uomo di cinema, quindi il virus della passione per il grande schermo lo avevo contratto da piccolo. L'incontro con Carlo Bixio, il mio primo editore, mi mise in contatto con la realtà mu-

Il film che l’ha divertita di più? Fra i film comici che ho commentato con la mia musica non posso non ricordare Fantozzi. Paolo Villaggio stava decollando artisticamente, accanto a lui due sceneggiatori fra i piú forti, Leo Benvenuti e Piero De Bernardi e un regista di nome, Luciano Salce. Il copione era straordinario, durante il mix del film rischiai di sentirmi male dalle risate. Che rapporto ha con il mare? Non potrei vivere lontano dal mare, è una delle mie prime fonti di ispirazione per comporre

La scheda

Dove ha studiato? La mia famiglia mi voleva avvocato. Quindi finito il liceo classico mi sono iscritto a Giurisprudenza. Ma avevo cominciato a 14 anni a studiare chitarra, poi pianoforte e composizione, privatamente. E negli anni delle superiori avevo creato i primi gruppi musicali. Cosí fra un esame e l'altro mi sono dato da fare e sono arrivate le prime occasioni di lavoro.

Le sue musiche sono l’anima di film come “Fantozzi”, “Febbre da cavallo”, “Classe di ferro” e tanti altri. Una sua canzone è stata scelta anche da Tarantino per “Kill Bill”. Qual’è la differenza tra Usa e Italia? Nonostante la crisi globale, il giovane cinema americano, che spesso trova il suo vivaio nei realizzatori di cortometraggi, assomiglia al vecchio cinema italiano: c'é entusiasmo,

Fabio Frizzi è nato a Bologna il 2 luglio 1951. È un compositore, attore cinematografico e autore di colonne sonore italiane. Fratello del presentatore televisivo Fabrizio Frizzi, è uno dei collaboratori storici del regista Lucio Fulci. Per lui ha composto infatti le colonne sonore di film divenuti cult: “Zombi 2”, “Paura nella città dei morti viventi” e “E tu vivrai nel terrore! L'aldilà”. Nel 2003 Quentin Tarantino ha inserito nella colonna sonora del suo “Kill Bill vol. 1” un brano scritto da Frizzi presente in “Sette note in nero”, diretto da Fulci nel 1977. In veste di attore, Frizzi ha interpretato due film: “Lacrime d'amore” e “Amore Formula 2”, entrambi nel 1970. Fabio Frizzi ha iniziato a prendere lezioni di chitarra a 14 anni, quindi fondò un gruppo rock. Nel 1968 ha debuttato nel mondo del cinema, componendo le musiche dello spaghetti-western “Ed ora... raccomanda l'anima a Dio!”. Nel 1975 è arrivato il grande successo grazie alla colonna sonora di “Fantozzi” composta insieme a Franco Bixio e Vince Tempera, con i quali ha formato un trio che ha creato diverse colonne sonore di successo. Nello stesso anno, Frizzi ha incontrato per la prima volta Lucio Fulci, quando ha composto le musiche de “I quattro dell'apocalisse”. Nel 1976 è la volta, insieme a Bixio e Tempera, delle musiche di “Febbre da cavallo” e di “Il secondo tragico Fantozzi”. Nel 1979 ha curato la colonna sonora dell'horror di Lucio Fulci, “Zombi 2”. Nel 2002 è tornato a collaborare con Bixio e Tempera in occasione della colonna sonora di “Febbre da cavallo - La mandrakata”. sicale delle colonne sonore e da quel momento la passione è diventata professione. Con lunghi anni di gavetta e un entusiasmo inesauribile.

musica e poi mi piace molto fare delle lunghe passeggiate sulla spiaggia lasciandomi ispirare dal paesaggio.


Economia

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Il mercato delle case estive è in crescita. Ma i clienti puntano sul comfort

Affittuari a caccia di qualità

I costi variano da mille a cinquemila euro al mese. A Fregene, che batte altre località più blasonate grazie alla vicinanza con Roma, ville a peso d’oro. Ad Anzio inquilini pronti a pagare un prezzo maggiorato per l’ascensore di Francesco Pastoressa (francesco.pastoressa@reporternews.it)

Q

uotazioni in rialzo per le dimore da mille e una notte in riva al mare. mercato stazionario con punte di depressione. Sviluppi e contraddizioni del settore immobiliare del Mare di Roma, che ormai è pronto a vivere l’ennesima stagione estiva da protagonista sul fronte degli affitti. Le agenzie immobiliari del litorale hanno cominciato a lavorare a ridosso delle festività di pasqua e in questi giorni il mercato è in pieno fermento. Questo il borsino degli affitti a oggi: il costo varia da mille ai cinquemila euro al mese, a secondo del tipo di immobile e del mese scelto, con agosto che resta quello più caro; a Fregene le ville si vendono a peso d’oro, così come ad Anzio dove le case

sul mare non conoscono rivali; a Ostia e Nettuno invece la crisi si fa sentire. Tradotto ci sono ancora tanti romani che scelgono le città costiere come metà per le proprie vacanze, ma ogni città ha una situazione immobiliare ed economica differente. A Fregene i prezzi non sono cresciuti rispetto allo scorso anno, anche se qui l’aspetto monetario è l’ultima preoccupazione dei clienti. La città, infatti, accoglie professionisti e personaggi del mondo dello spettacolo, che sono disposti a spendere in cambio di elevati standard di comfort. La vicinanza con Roma, inoltre, consente a Fregene di avere la meglio nel mercato degli affitti anche con località più blasonate. E un imprenditore romano si è già aggiudicato una villa fronte mare con piscina e ampio giardino al

prezzo di 60mila euro per tutta la stagione. Spostandosi verso sud sul Mare di Roma, invece, il comfort cambia fisionomia, ma resta comunque il motivo principale per scegliere di affittare una casa dove trascorrere tutta l’estate. È cosi ad Anzio, tradi-

zionale mercato immobiliare composto da ex seconde case, oggi immobili in affitto, di proprietà capitolina. Qui il comfort non è dato dalla piscina o dal giardino, ma le case più richieste sono quelle con l’ascensore e a ridosso del mare.

Niente sold out

La crisi colpisce ancora

C’è chi è pronto ad affittare tutte le case di cui dispone, sfregandosi già le mani per i guadagni. E chi invece rischia di restare all’asciutto anche durante l’estate. Il mercato degli affitti del Mare di Roma è in netta ripresa, ma sul litorale ci sono due città che non riescono a decollare. Ostia e Nettuno sono in netta difficoltà. Al Lido si fatica a trovare un punto d’intesa tra chi ha una casa e chi ha un mese di ferie e vuole trascorrerlo in spiaggia: in poche parole la richiesta c’è ma i clienti vorrebbero spuntare un prezzo d’affitto più basso almeno del 20% da quello proposto dal mercato. Per questo motivo le agenzie immobiliari, soprattutto quelle della vicina Torvaianica, che si stanno muovendo applicando sconti del 10% dominano il mercato. A Nettuno invece il mercato ristagna e a nulla è servito anche il consiglio degli agenti di Solo Affitti di ritoccare i prezzi verso il basso. Peggio ancora a Fiumicino e Focene, dove non c’è prezzo al ribasso che tenga. Da queste parti, infatti, la crisi ha bloccato le vacanze e di conseguenza il mercato degli affitti. A Tor San Lorenzo, infine, la situazione è in stand by perché le agenzie ormai si rifiutano di trattare gli alloggi che non sono in buone condizioni. Tanto il must del 2011 è la qualità. (F.P.)


Curiosità dal mondo

15 maggio 2011

Palmetto

L’alligatore domestico

Hong Kong

Obeso a quattro anni

A Palmetto, in Florida una giovane donna al suo rientro in casa si è trovata di fronte un alligatore. Attratto da due gatti domestici ha usato la loro stessa porticina per entrare in casa, nonostante i suoi 2 metri di lunghezza.

Si chiama Lu Zhi-Hao, è cinese ed è il bambino più grasso del mondo. Ha 4 anni, è alto 110 centimetri e pesa 62 chili. I suoi genitori, entrambi normopeso, si sono rivolti a uno specialista di Hong Kong dopo la dieta forzata.

Forti, coraggiosi e furbi. Entrano in scena quando il gioco si fa duro

Il mito dei Navy Seals Gli eserciti segreti del mondo

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Brevi dall’Europa

Londra Pippa ruba la scena a Kate Danza sexy in reggiseno e gonna Pippa Middleton ha quasi rubato la scena alla sorella Kate durante il matrimonio con il principe William. Mentre ci è perfettamente riuscita in una fotografia, dove è stata immortalata impegnata in un ballo sexy con un giovane sconosciuto. A destare scalpore è stato l’abbigliamento dell’improvvisata coppia di ballerini: reggiseno e gonna bianca per Pippa, solo boxer per il ragazzo. William e Kate sono stati gli assoluti protagonisti del matrimonio reale, ma Pippa si è dato parecchio da fare per non essere da meno della sorella. Prima ha lasciato tutti gli uomini di corte con la bocca aperta grazie a un vestito bianco che ne ha esaltato l’avvenenza e le forme. Poi, almeno in foto, ha tolto anche quello.

Parigi I socialisti viaggiano in Porsche Strauss Kahn pizzicato su una Panamera

di Cinzia Pagliaroli

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ai come negli ultimi giorni e dopo i recenti avvenimenti in campo internazionale, abbiamo sentito parlare dei super soldati americani, i Navy Seals, le "foche" delle missioni impossibili. Il commando che ha ucciso Osama Bin Laden era composto da 14 di loro, «Un pugno di uomini coraggiosi», come li ha definiti Barack Obama nel suo discorso dopo la vittoria riportata nei confronti del ricercato numero uno al mondo. Conosciuti principalmente attraverso i tanti i film e telefilm che le loro azioni hanno ispirato, di loro sappiamo che sono i superman in mimetica nera, con il passamontagna nero e il volto tinto di nero, sperimentati in decine di missioni impossibili. Il nero è, dunque, il loro colore, come il buio della notte, che tutto nasconde e nulla lascia intravedere, perché impenetrabile, come il segreto che avvolge le loro vite e le loro identità. I Seal, sono famosi per la capacità di operare in acqua e sott'acqua, vengono dispiegati con

il lancio da elicotteri, percorrono i fiumi nuotando in immersione o a bordo di gommoni. Per accedere al corpo speciale dell'élite militare americana, i volontari devono sottoporsi a 11 mesi di addestramento durissimo. Chilometrica, è, di fatto, la serie di requisiti atletici di base richiesti: saper nuotare 500 yards (455 metri circa) in meno di 12 minuti e 30 secondi, ma è meglio se si scende sotto i 10 minuti; “pompare” 42 flessioni sulle braccia in 2 minuti, ma fa carriera più velocemente chi arriva a 90; fare 50 addominali in 2 minuti, i più bravi arrivano a 100; stirarsi in 6 trazioni alla sbarra da posizione distesa, ma con 20 si viene presi in più seria considerazione dai superiori; correre 1,5 miglia (circa 2,4 chilometri) con anfibi e pantaloni lunghi in meno di 11 minuti e 30 secondi, ma il record è di 9 minuti e 30 secondi. Uomini, nel nostro immaginario, inavvicinabili, abitanti di un mondo dove i valori morali e gli atteggiamenti tipici della natura umana come il coraggio, la forza, l'efficienza, l'intelligenza, l'astuzia, si

fondono e confondono con la spregiudicatezza, la capacità di mentire, d’intrigare e la freddezza per uccidere e ingannare. Ogni nazione, comunque, ha le sue forze speciali, fedeli ai propri valori, compiti e procedure, con metodi più o meno condivisibili. Tra le agenzie d’intelligence più famose al mondo c’è il Mossad d’Israele, dalle modalità operative che pare permettano - sia pure come extrema ratio - la commissione di gravi reati, come il sequestro di persona e l’omicidio. Anche qui il corso d’addestramento è duro e molto selettivo, con una proporzione tra chi rimane e il gruppo iniziale di 15 su 5mila. L’Omon invece è il nome generico delle forze speciali della Federazione Russa, il cui motto è «Noi non conosciamo pietà e non ne chiediamo». Spietati e preparatissimi, fanno del loro particolare corso di sopravvivenza, “lo Spetsnaz”, un vero e proprio culto religioso. Lo spetsnaz è un predatore in grado di intuire o captare la presenza del potenziale nemico in assenza di un contatto visivo, uditivo o olfattivo.

Kyotango

Marblehead

Obiettivo 120 candeline

I fantasmi chiamano il 911

Vive a Kyotango, Giappone, l’uomo più vecchio del mondo, che ha festeggiato da poco i suoi 114 anni. Lucido e sereno il signor Jiroemon Kimura (ex postino ed ex agricoltore), per il futuro spera di arrivare a festeggiare i 120 anni.

A Marblehead, Stati Uniti, una casa infestata da fantasmi, fa una chiamata al 911. Abbandonata dalla scomparsa del proprietario, l’abitazione è apparsa agli agenti, con muri impregnati d'acqua, muffa e scantinato allagato.

Una Porsche si è messa di traverso per intralciare il cammino di Dominique Strauss Kahn verso l’Eliseo. Un fotografo ha immortalato il direttore generale del Fondo monetario internazionale a Washingot, e probabile sfidante socialista di Sarkozy alle presidenziali dell’anno prossimjo, mentre saliva in macchina con la moglie Anna Sinclair in una visita lampo a Parigi. Proprio la macchina è il problema: una Panamera S nera a quattro posti, che vale 100mila euro, ha 400 cavalli, raggiunge la velocità massima di 285 chilometri all’ora ed è in contrasto con lo stile socialista. Per Dominique Strauss Kahn sarebbe stato meglio scendere da un’austera Volvo o da una patriottica Citroen.

Reykjavik Continua la “caccia” agli orsi polari Ucciso il quarto esemplare in pochi anni L’Islanda non è certo una terra accogliente per gli orsi polari. Nei giorni scorsi, infatti, le autorità hanno abbattuto il quarto esemplare in pochi anni. Come i suoi predecessori anche questa volta il plantigrado aveva viaggiato in mare per centinaia di chilometri prima di raggiungere l’isola. E per Jon Gnarr, comico diventato sindaco di Reykjavik con il suo Partito Migliore, stavolta non c’è stato proprio nulla da ridere. Gli animalisti, infatti, sono insorto contro il primo cittadino che nel suo programma elettorale aveva promesso la costruzione di una riserva per gli orsi polari all’interno dello zoo comunale. Le autorità si sono rintanate dietro un laconico «avrebbe potuto rappresentare un pericolo per l’uomo».

Mosca Rompighiaccio nucleare in panne Materiale radioattivo disperso in mare Una nave rompighiaccio a propulsione nucleare ha seminato materiale radioattivo nell’Artico, a largo della Siberia Occidentale. La fuga c’è stata quando la Rosatomflot stava lasciando il fiume Lenissei e secondo le autorità sarebbe dipesa da un guasto al sistema sigillante del primo involucro del reattore. Secondo l’Agenzia Federale per la flotta nucleare, comunque, il materiale disperso sarebbe irrilevante.


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Cucina

15 maggio 2011

Per dimagrire non esistono formule magiche: basta mangiare meno di quanto si consuma

Incombe la prova costume. Ma occhio alle diete killer l’assunzione di alimenti di origine animale come carne, uova e formaggi. Ma questa alimentazione, se prolungata nel tempo, aumenta il rischio di malattie coronariche, diabete, ictus, vari tipi di tumore, osteoporosi e di disturbi sia ai reni sia al fegato. Se si vuole dimagrire, mantenere il peso raggiunto e soprattutto restare persone sane, quindi, l’unica strada percorribile è quella di mangiare meno di quanto si consuma. La dieta deve essere personalizzata tramite l’aiuto di specialisti, perché non esiste una regola d’oro valida per tutte le persone. E

Senza carboidrati e vitamine e con troppi grassi e proteine si rischiano malattie coronariche, diabete, ictus e vari tipi di tumori

La lista nera

di Paola Bernieri

L’

estate si avvicina e la prova costume inizia a monopolizzare i pensieri di uomini e donne. Dopo le abbuffate dell’inverno e della primavera, ultima quella legata alle festività pasquali, tutti sono a dieta per cercare di smaltire i chili di troppo e arrivare in tiro all’appuntamento con il bagnasciuga. Ormai manca circa un mese e poi sarà possibile indossare bikini e pantaloncini da mare. Ma per dimagrire non esistono formule magiche a zero sa-

crifici e l’unica via possibile è quella di mangiare di meno e muoversi di più. Quindi bisogna prestare la massima attenzione a tutte quelle diete che promettono miracoli in brevissimo tempo. Le diete più seguite, per la maggior parte iperproteiche, infatti comportano uno squilibrio alimentare che è pericoloso per l’organismo. I rischi maggiori per la salute arrivano dall’ec-

cesso di proteine e grassi saturi e dalla carenza di carboidrati, vitamine e fibre. La maggior parte dei regimi alimentari che promettono di fare miracoli in vista della stagione estiva puntano sul-

poi non esistono cibi che bruciano i grassi. Questa è una prerogativa esclusiva dell’attività fisica. A livello generale, comunque, un programma alimentare equilibrato deve prevedere un apporto di carboidrati che non superi il 50%, di lipidi intorno al 25% e di proteine al di sotto del 25%. La dieta più sana, comunque, è quella mediterranea, al punto che negli anni addirittura il Ministero della Salute statunitense ha consigliato di mangiare come si fa in Italia per limitare il diffondersi di malattie cardiovascolari. Tanta verdura, pasta, riso, pesce azzurro, olio d’oliva e il gioco è fatto.

Anses (agenzia di sicurezza sanitaria francese), American Heart Association e British Dietetic Association hanno stilato una lista nera delle diete da evitare assolutamente. Dieta Atkins: ipocalorica, drastica riduzione di carboidrati, uso libero di proteine e grassi (con moderazione per i formaggi), assenza di fibre (apporto 10 volte inferiore al fabbisogno). Può sviluppare tumori al colon, probabili effetti su reni e fegato e conseguenze sull’apparato cardiovascolare. Regime del dottor Dukan: iperproteica e ipocalorica nella prima fase, eccesso di sodio. Aumento della pressione arteriosa, rischio di malattie cardiovascolari. Dieta disintossicante al limone: a base di limone e sciroppo di acero. Dieta iperglucidica e estremamente ipocalorica. Carenze in ferro, calcio, sodio, lipidi e proteine. Diversi rischi per la salute. Dieta Scarsdale: cospicua quota proteica, drastica riduzione di carboidrati di grassi (20%), mille calorie giornaliere per 14 giorni. Stessi effetti dannosi della Atkins. Dieta Zona: nuovo nome dato alle diete iperproteiche. Assunzione del 40% di carboidrati, del 30% di proteine e del 30% di grassi. Sovraccarico del metabolismo renale, rischi cardiovascolari. Diete di Hollywood: evitare le diete proposte dalle star del cinema e ritenute follia dalla scienza. Esempi: dieta del minestrone, dell’uva, dello sciroppo d’acero e della zuppa di cavolo.


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Quindicinale di attualità, cronaca, economia, turismo e cultura Autorizzazione del Tribunale di Velletri n° 7/08 del 25 febbraio 2008 Direttore responsabile: Cosimo Bove cosimo.bove@reporternews.it Vice direttore: Mario Scagnetti mario.scagnetti@reporternews.it Editore:

associazione Reporter News Europa Sede legale e redazione: via dei Mughetti n°9 00048 Nettuno, Roma Tel. 06 97846775 Fax 06 97846746 Pubblicità: pubblicita@reporternews.it Sito Internet: www.reporternews.it info@reporternews.it Grafica e videoimpaginazione: Paolo Guerra Garante del lettore: dott. Carlo Giovanni Michieletto Stampa: Poligraf srl, via della Mola Saracena snc, 00065 Fiano Romano (Rm)

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INFERNETTO Supermercato Map Crai Bottega del Fornaio TORVAJANICA Lungomare delle Sirene Solymar bar Ferramenta Articoli da Regalo Bar Nico Luxor Bar Bar La dolce vita Pane pizza rosticceria Bar Luna Rossa Viale Spagna Rosticceria Vivarelli Planet Cafè Pasticceria Martinoja Viale Danimarca Bar da Pino Caffè centrale Viale Francia Gelateria Cuore di panna Forno Antica Panetteria Bar Ermes Cafè del Mar Lungomare delle Meduse Bar Ragno d’oro Lungomare degli Ardeatini Bar la Veranda TOR SAN LORENZO Lungomare di TS Lorenzo Bar Me Ce Porti Bar Valeria Centro commerciale Valeria Viale San Lorenzo Crazy bar Supermercato Conad Caffè degli artisti Supermercato Todis Orange Bar Supermercato Eurospin Supermercato Sisa Bar Trovato Edicola Mail bar ARDEA Piazza del Popolo Comune Bar dei Rutuli Golden bar Via Niso Supermercato Conad Largo Genova Bar L’incontro Largo Udine Conad&Polo supermercati Bar

Via Pratica di Mare Bar Ramses APRILIA Centro Commerciale Aprilia Due Stazione ferroviaria ANZIO Santa Teresa Edicola Viale Mencacci Stazione ferroviaria Edicola stazione ferroviaria Piazza Cesare Battisti Comune di Anzio Via Ambrosini Villa Sarsina Via Filibeck Bar Marotta Marcatissimo Via Giacomo Matteotti Cinema Astoria Bar Astoria Piazza Pia Bar Grand’Italia Bar L’Imbarcadero Tabacchi Bar Graziosi Mucho Macho Riviera Mallozzi Bar Lido di Nerone Tabacchi Biondi Trattoria Diavoletto 25 Zazà kebab Gelateria Treccioni Pizzeria La Riviera Via Porto Innocenziano Cornetto notte Tabaccheria Mingiacchi Bar del Porto Capitaneria di Porto Bar...Aonda Corso del Popolo Bar Caravella Gelateria Mennella Gelateria Miramare Pizzeria La Locanda Riviera Zanardelli Bar Malaga Via Gramsci Edicola Viale Marconi Edicola Supermercato Sidis Bar Nolfi Compagnia Carabinieri Bar Chicco e Bricco Bar Sport Edicola Anzio Colonia Pausa Caffè Via Ardeatina Pizzeria Le Sirene Tutto x Tutti Tabacchi

Bar Camillo&Peppone Green bar Hotel Beauty Raphael Edicola Gelateria Las Vegas Bombe calde Forno Cameli Bar Portioli Piazza Lavinia Pizzeria Boccione Garden bar Bar Via di Valle Schioia Caffè Latino Bar Machiavelli Bar Scarcella Supermercato One Price Tabacchi Bar stazione ferroviaria Via Nettunense New Effetto Bellezza Bar Sun Flower Mc Donald’s Pasticceria Stampeggioni Bar Il Papero Rosa Tweety caffè Bar Lavinio Stazione Edicola Falasche Via della Cannuccia Centro commerciale Tontini Viale Antium Centro commerciale Anteo Bar Fashion Golosità e tabacchi Bar lotto e tabacchi Supermercato Gusto Di Via Goldoni Supermercato Pam Europlanet Bar Via Villa Claudia Edicola Bar Gemma Forno Angolo del pane NETTUNO Via delle Sterlizie Edicola Bar delle Sterlizie Via Santa Barbara Edicola Supermercato Todis Bar Las Vegas Piazza Cavalieri di Vittorio Veneto Chiosco bar Lungomare Matteotti Caffè del Mar Bar della Posta Nanarì Gran caffè Italiano Serendipity bar Banca di Credito Cooperativo Lungomare Giovanni Paolo II

Porto turistico Marina di Nettuno Via Cavour Edicola Centro spesa Gec Bar Stazione ferroviaria Caffè Latino Pizzeria della stazione Tabacchi Via de Gasperi Master cafè Via Santa Maria Piazza Berlinguer Chiosco bar Via Romana Fantasy bar Edicola Giuliana Caffè New Garden Fantasy on the road Olivetti Via San Giacomo L’angolo del Pane Caffè Celani Antica Hosteria Pasticceria Adamo Forno civico n°40 Via Diaz Delizie del forno Planet Baseball trattoria Bar Amapola Via Vittorio Veneto L’angolo del Pane Tabacchi Non solo fumo Controventooligata Bar dei Mille Venere Spa Via della Vittoria Comando Polizia Municipale Via Don Temistocle Signori Bar 7 Bello Via Aldo Moro Bar De Felici Via della Liberazione Bar Badini Bar Marcuccio Antico Forno dell’Archetto Bar Blues Tabacchi Lotto ed Enalotto Edicola Bar Scacciapensieri Deposito Cotral Bar La Dolce Vita Via Traunreut Supermercato Conad Strada provinciale Nettuno-Cisterna Supermercato Rossana Cantina Bacco Centro commerciale Le Vele Ipersidis Karibù Cafè



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