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Anno III - Numero 1 / 15 gennaio 2010

Polo natatorio

Il “portodanzese”

Intervista

In tribunale il Comune di Roma, la Presidenza del Consiglio dei Ministri e la Federazione Italiana Nuoto.

Conta la lingua parlata più che l'espressione colta scritta. Versi e motti menzionati nella conversazione quotidiana .

Il denaro scarseggia e allora i turisti con le valigie pronte si affidano ai viaggi last minute di Licia Colò

Assunzioni facili all’ufficio tributi: «Mi manda Faraone» Tra i nuovi dipendenti moglie, cognata e testimone di nozze del neo direttore generale. Intanto 12 lavoratori, tra cui un disabile, restano in attesa di essere reintegrati dopo le promesse del primo cittadino. Scelte che hanno creato il caos, a livello politico e non solo, perché come sostenuto dal senatore Andreotti «a pensar male si commette peccato, ma spesso ci si indovina». Bove a pag. 16 e 17

Berlusconi a Fiumicino per il nuovo porto Nella convenzione con la società Ip che verrà discussa dal consiglio comunale, previsti ormeggi da assegnare ai residenti, ma anche la sistemazione delle strade di accesso al polo nautico dove lavoreranno 2.500 addetti. Zavatta a pag. 8 e 9

Viaggio nel far west dell’Idroscalo Il Tevere colpisce ancora e l’Idroscalo è di nuovo nella morsa del fango. Dopo le esondazioni c’è chi chiede una casa sicura ma possiede 30 auto. E’ arrivato il momento di dire basta alle situazioni di illegalità, perché così si penalizza chi realmente convive con il disagio abitativo. Ciapetti a pag. 11


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Primo Piano

15 gennaio 2010

Il caso

Radiazioni pericolose? «Attenti alle radiazioni emesse dai bodyscanner», mette in guardia il ministro della Salute Ferruccio Fazio. «Gli apparecchi sono sicuri», ribatte il ministro dell’Interno Roberto Maroni. E, tanto per chi non avesse capito cosa in Italia s’ha da fare, il titolare del dicastero ai Trasporti, Altero Matteoli, sottolinea: «La sicurezza viene prima di tutto». «Auspico che ci sia una decisione europea unanime. Ma, a prescindere da questo, abbiamo già deciso di acquistare questi apparecchi ed è una decisione politica». Traduzione: i dubbi sulle radiazioni restano ma i bodyscanner arriveranno comunque. Del resto li chiedono gli americani e, si sa, l’Italia non nega nulla a loro. I bodyscanner sono apparati a metà strada tra la Tac, l’ecografo e la camera per le radiografie. E, come questi, utilizzano raggi X oppure onde radio ad alta frequenza per riprodurre immagini. Quindi, come questi, emettono radiazioni. «Assolutamente innocue per salute umana», sostiene Maroni. Tanto più che il controllo con il body scanner dura appena una trentina di secondi. «Le esposizioni non vanno valutate tanto per la quantità di emissioni quanto per la loro accumulazione nel tempo», incalza Fazio. «La commissione speciale incaricata dal Cisa (il comitato per la sicurezza del trasporto aereo) dovrà dire cosa è sicuro, per quali cittadini, e quali accorgimenti usare per i soggetti a rischio. Non possiamo fare improvvisazioni. Trattandosi di un dispositivo assimilabile a quelli medici, e non essendoci una decisione europea comune, ciascuno dei bodyscanner dovrà avere il parere conforme del ministero della Salute». Ma quali sono i soggetti a rischio? Donne in gravidanza, il cui feto potrebbe subire malformazioni a seguito dell’esposizione. «E, di conseguenza, anche le donne incinte che non sanno di esserlo», sottolinea Fazio. «In linea teorica le radiazioni ionizzanti possono presentare più rischi. Non possiamo escludere a prescindere nessuna ipotesi, pure per i bambini e i viaggiatori frequenti: è evidente che questi ultimi potrebbero avere più problemi di chi prende l’aereo una volta l’anno». (A.Z.)

Verrà installato nel terminal 5 di Fiumicino e utilizzato per controllare i passeggeri diretti negli Usa e in Israele

Ecco il bodyscanner “lombardo” per scovare terroristi in aeroporto di Alessandra Za -

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iumicino avrà un solo bodyscanner per scovare eventuali terroristi. Verrà acquistato dall’Enac, l’ente nazionale per l’aviazione civile, e verrà installato nel terminal 5, riservato alle compagnie aeree a rischio attentati. Quello dove approdano le statunitensi American Airlines, Delta, Continental, Northwest, United Airlines, Us Airways e l’israeliana El Al. Altri due bodyscanner, in grado di rilevare armi non metalliche, esplosivi ma anche droga, verranno messi a Malpensa e Venezia. Lo hanno annunciato i ministri dell’Intero, Roberto Maroni, e dei Trasporti, Altero Matteoli. L’acquisto, scaturito dal mancato attentato sul volo Amsterdam-Detroit dello scorso Natale, non verrà effettuato tramite appalto seppure ad acquistare le apparecchiature sarà un ente pubblico. Visto che si tratta di una “questione di sicurezza” verranno comperati direttamente sul mercato. E, dato che in Italia c’è soltanto un’impresa a costruirli, la Gilardoni spa di Mandello del Lario, paesino in provincia di Lecco, ecco che non è difficile supporre che al Leonardo da Vinci verrà istallato molto pro-

babilmente un bodyscanner “lombardo”. Il GEN2, l’unico “body imaging ad onde millimetriche passive” fabbricato dalla Gilardoni e già inserito dal Ministero della Difesa americano nella lista dei prodotti certificati per la sicurezza antiterrorismo. Una specie di enorme frigorifero dove i viaggiatori dovranno entrare per essere scannerizzati da antenne in grado di rilevare, oltre agli oggetti metallici, plastica, vetro, ceramica, esplosivi, legno ma anche tabacco, banconote e composti sottoforma di gel. Le

immagini, visualizzate su un monitor dagli operatori, diventeranno blu, gialle oppure rosse a seconda del livello di rischio individuato. Il bodyscanner potrà funzionare da una temperatura di meno 10 gradi fino a 50 gradi centigradi, anche con umidità del cento per cento nell’atmosfera. Attraverso due porte Usb le immagini potranno essere scaricate e portate via casomai, rilevato il pericolo, fosse necessario inviarle alle forze dell’ordine. La società di Mandello del Lario sarebbe in pole position perché ha

già fornito al Leonardo da Vinci gli apparati per il controllo radiogeno dei bagagli a mano e di quelli da stiva. Il 21 gennaio prossimo verrà deciso quale modello di “full body scanner” verrà acquistato con un avanzo di bilancio di due milioni di euro dell’Enac. Anche se, conferma il presidente dell’ente, Vito Riggio, «a produrre questi apparecchi in Italia c’è soltanto un’impresa». La Gilardoni spa, appunto. E un solo modello, aggiungiamo noi. Che sarà operativo fra tre mesi.

Privacy violata

E sotto il vestito niente Ai turisti delle radiazioni e dei potenziali rischi per la salute, al momento, sembra importare poco. Ciò che li preoccupa di più è la privacy. I bodyscanner guarderanno sotto i vestiti. E mostrarsi nudi, perdipiù a sconosciuti, è un ipotesi che non piace affatto. «È imbarazzante essere scannerizzatì come fossimo fotocopie», afferma Carla C., turista in partenza da Fiumicino. «Il solo pensiero che un estraneo possa vedermi nuda, mi stressa: mi toccherà prendere il treno in futuro», dice una distinta Giovanna P:, commerciante romana. «Nulla vieta

che per le donne i bodyscanner possano essere controllati da agenti donne», interviene il sottosegretario agli Esteri Stefania Craxi. «Si possono introdurre piccole regole in merito e potrebbe anche essere una scelta facoltativa delle donne». Anche perché, precisa il sottosegretario agli Esteri, «siamo in guerra e quindi ci si deve sottoporre a norme di guerra cui nessuno vorrebbe mai sottoporsi. È inevitabile che questa guerra, combattuta con armi non convenzionali, avrà sempre più l’effetto di restringere alcune libertà personali». (A.Z.)


Primo Piano

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Ad Anzio e Nettuno nessuna cellula organizzata, ma l’allarme resta alto

I “Lone terrorist” l’ultimo pericolo Sempre di più i jihadisti fai da te istruiti su Internet per compiere azioni eclatanti di Cosimo Bove

Bersagli eccellenti

(cosimo.bove@reporter -

I

l pericolo è alto. Lo testimoniano i segnali di ripresa in tutto il mondo della macchina terroristica internazionale, i falliti attentati sui voli per gli Stati Uniti. E nessuno può dormire sonni tranquilli. Il litorale romano da sempre è conosciuto come luogo di rifugio tranquillo per latitanti ed esponenti di spicco della criminalità organizzata. Ma sono molti anche gli stranieri senza permesso di soggiorno che in zona cercano di vivere nell’anonimato, quasi fossero degli invisibili. E se si pensa che l’ultima frontiera del terrorismo internazionale è il “terrorismo in franchising”, ovvero la creazione di tante piccole cellule locali che prendono il know how da Al Qaeda ma che si creano sul territorio nell’indifferenza generale, c’è da tenere alta la guardia. In zona sono diversi i punti di aggregazione di potenziali terroristi tenuti costantemente sotto controllo dalle forze dell’ordine. «Effettuiamo servizi mirati quasi ogni giorno - spiegano dalla Compagnia dei Carabinieri di Anzio - con pattuglie in divisa e in borghese. Su questo genere di situazioni è importante giocare d’anticipo, verificando costantemente se si stanno creando cellule terroristiche». La mappa degli stranieri sulla zona è già scritta: se Ardea e Tor San Lorenzo sono territorio con presenza prevalente di marocchini e algerini, Anzio è terra di rumeni e bulgari, mentre Nettuno rappresenta un po’ il mix tra razze e culture diverse. Na-

Le Twin Towers a New York

zionalità e religioni che poco hanno a che fare con il terrorismo di matrice islamica, eccezion fatta per arabi e nordafricani musulmani. Grande attenzione comunque viene rivolta a phone center e money transfert, principale punto di aggregazione di extracomunitari, e come tali considerati a rischio, anche se ad oggi gli investigatori si dicono piuttosto sereni. «Ciò che ci fa ben sperare - spiegano ancora dalla Compagnia dei Carabinieri di Anzio - è che gli stranieri presenti sul territorio non sono raggruppati in vere e proprie comunità, eccezion fatta per gli indiani a Lavinio, ma vivono per i fatti loro. Poi è anche vero che se dovessimo notare movimenti sospetti o un incre-

mento improvviso di stranieri sul territorio, il discorso potrebbe cambiare». Lo spettro del “terrorismo in franchising” non può essere sottovalutato. Al resto contribuiscono la presenza sul territorio di aziende farmaceutiche, multinazionali e linee ferroviarie stracolme di pendolari, oltre a basi militari come quella di Pratica di Mare e del Poligono di Nettuno, che di certo potrebbero rappresentare un bersaglio appetibile per i fanatici religiosi in cerca di visibilità. Ogni minimo movimento va monitorato con estrema attenzione dalle forze dell’ordine. Il clima è teso, e la sensazione degli esperti internazionali è che dopo un periodo di relativa calma, qualcosa potrebbe accadere. E Roma è a

due passi. Esclusa, almeno in linea teorica, la possibilità di cellule operative organizzate, il rischio è che nascano “jihadisti fai da te”. L’azione dell’intelligence in Italia, spiegano i servizi segreti nella relazione 2008 sulla politica dell’informazione per la sicurezza consegnata al parlamento dal Dis (Dipartimento informazioni per la sicurezza), è chiamata a misurarsi anche con le «incognite legate alla possibile, improvvisa attivazione operativa nei cosiddetti “lone terrorist” (terroristi solitari), soggetti che, al di fuori di qualsiasi vincolo associativo, si autopromuovono al Jihad, seguendo dettami ideologici e indicazioni tecnico-operative di cui internet resta una fonte di prima grandezza».

Assolti

Gli egiziani incastrati dal Sismi El Gammal Ali Salah Abdel Fattah, 50 anni, Shalabej Magdi Mohamed Ahmed, 55 anni, El Zahed Mohamed Khaled Mohamed, 41 anni. Tre egiziani, pescatori residenti ad Anzio e marchiati come terroristi, arrestati nel 2002 dai Carabinieri con l’accusa di terrorismo e detenzione di esplosivo, ed assolti nel 2005 dalla Cassazione. A casa loro, in un popolato quartiere alla periferia della città neroniana, i militari trovarono una cintura porta esplosivo da kamikaze, agendine, fax, appunti, documenti scritti in arabo,

e una mappa con una crocetta sul cimitero americano di Nettuno. Sulle pagine di uno stradario, inoltre, erano evidenziati alcuni Mc Donald’s della capitale. Secondo gli investigatori, i tre facevano parte di una cellula attiva che stava preparando una azione eclatante, magari in occasione del Memorial Day, ma dopo anni di processi e ricostruzioni dettagliate, i tre sono stati assolti in formula piena dall’accusa di terrorismo e risarciti con 280mila euro per il tempo trascorso in carcere. Una storia strana quella dei tre egiziani,

che mise in allerta un’intera città, e dietro la quale ancora oggi aleggia il sospetto di una monta-

tura investigativa di Ros e Sismi, così come fatto trapelare dai giudici di primo grado. (C.B.)

L’agguato sul treno a Madrid

L’attentato alla metro londinese

Obiettivi sensibili

Nel mirino E‘ lunga la lista degli obiettivi sensibili per gli attentati di matrice terroristica: ponti, tunnel, aeroporti, stazioni ferroviarie, cinema, teatri, centri commerciali, aziende farmaceutiche, multinazionali, treni carichi di pendolari. Il concetto è stato sempre molto chiaro: fare rumore, colpire i civili nel cuore della cultura occidentale, compiere azioni eclatanti andando ad individuare quei punti in cui la ferita può essere più profonda. Così nelle Twin Tower, simbolo dell’economia statunitense, nella metropolitana di Londra, cuore della capitale britannica. In una guerra senza confini territoriali, ogni paese può essere un bersaglio.


Primo Piano

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Nel 2012 gli Usa controlleranno tutta la merce in entrata e uscita. Ma l’India ha paura

L’America punta al controllo totale

Controllare attraverso gli scanner ogni container che arriva e parte dai 700 porti degli Stati Uniti. Questo l’ambizioso obiettivo che il Governo americano si è prefissato per il 2012. Il suo raggiungimento, però, non è affatto scontato perché la tecnologia ha ancora grossi limiti, soprattutto per quanto riguarda la scansione di carichi ad alta densità, e perché ci vogliono troppi soldi: ben 168 miliardi di dollari. La strada da percorrere prima di avere la sicurezza che nessun terro-

Il sistema di scanner dei container scova ogni dettaglio di un carico

Matrix in difesa dei porti

Software troppo lento e rete da potenziare sono i punti deboli di Mario Scagnetti (mario.scagnetti@repor -

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l pericolo arriva anche dal mare. I terroristi sono disposti a prendere anche la nave pur di centrare i propri obiettivi e proprio sulle navi sono pronti a imbarcare tutti il materiale necessario per i loro attentati. I porti italiani, però, sono pronti a rispondere. Certo non prontissimi a fronteggiare qualsiasi tipo di emergenza e a scongiurare ogni possibile minaccia, ma comunque i jihadisti non hanno vita semplice. Matrix, questo il nome del sistema hi-tech tutto made in Italy che serve per controllare i container in arrivo nei porti italiani, è ancora un po’ lento e non riesce a scansionare gli oltre 40 milioni di carichi che arrivano nello stivale, ma quando entra in funzione è pra-

ticamente impossibile sfuggire al suo occhio tecnologico. Il sistema è centrato su tecniche di trasmissione telematica, di trattamento delle informazioni e dei dati riguardanti lo scambio delle merci: i container passano sotto gli scanner, che li studiano a fondo mentre nella sede delle Dogane di

Roma gli ispettori in servizio lavorano in tempo reale, incrociando il materiale a loro disposizione con banche date internazionali: contenuto del container, provenienza del cargo ed eventuali anomalie, come l’arrivo di beni da un paese che non li produce, vengono passati al setaccio. E se

ciò non fosse sufficiente si può sempre predisporre un controllo manuale del carico in esame. Matrix è in grado di scovare anche una moneta da un euro all’interno di un container che trasporta tonnellate di merce, ma è ancora un po’ lento. E questa è la sua più grande pecca, insieme al fatto che la rete va potenziata. Infatti il sistema di scanner non è installato in tutti i porti d’Italia. Matrix, però, non è utilizzato soltanto contro i terroristi, ma serve anche per effettuare controlli contro le frodi. Grazie agli scanner i funzionari dello Svad (Servizio di Vigilanza Antifrode della Dogana) di Civitavecchia ottengono importanti risultati nella lotta contro l’importazione illegale di capi d’abbigliamento, in arrivo soprattutto dalla Cina, sigarette e droga.

rista possa introdurre materiale nucleare negli Usa è ancora lunga. Altra nazione che si sta dotando di scanner i suoi porti, per prevenire possibili attentati nucleari, è l’India, spaventata dalle minacce dei terroristi. Oltre alla strumentazione tecnica già in dotazione a Mumbai, saranno dotati di scanner anche gli scali di Kandla, Chennai, Vizag e Tuticorin. Gli scanner saranno a raggi gamma ed ispezioneranno i container; tre saranno mobili mentre quattro saranno fissi. (G.C.)

Gli strumenti

Tecnologie all’avanguardia A onde millimetriche oppure a raggi X retro diffusi. Sono due i tipi di body scanner sui quali ha deciso di investire l’Italia. Il primo usa onde radio ad altissima frequenza che si riflettono sul corpo e creano un’immagine tridimensionale, che permette di vedere qualsiasi cosa si trovi sotto gli abiti della persona scansionata. La tecnologia è considerata innocua anche se non si conoscono perfettamente gli effetti a lungo termine sulle persone. Il secondo tipo di bodyscanner, invece, non attraversa il corpo umano ma si riflette su di esso, creando un’immagine a due dimensioni; per questo è necessaria una scansione fronte e una retro. In quest’ultimo caso viene utilizzata la stessa tecnologia degli scanner impiegati nei porti e la dose di radiazioni a cui sono sottoposte le persone è considerata inoffensiva. (G.C.)


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Politica

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Il 16 gennaio la candidata presidente del Pdl sarà a Fiumicino. Nel Pd dubbi su Bonino

Renata ed Emma alla conquista dell’elettorato cattolico e moderato E

alla fine Renata Polverini, segretario generale dellUgl, ce l’ha fatta. Sarà il candidato alla presidenza della Regione Lazio per il Popolo delle libertà. E la sosterrà anche l’Udc, perché al centro del dibattito ha messo la famiglia e il lavoro. Il 16 gennaio prossimo sarà a Fiumicino, quarta tappa del tour elettorale iniziato a Rieti. Polverini dovrà vedersela con Emma Bonino, ex ministro, ex commissario Ue e attuale vicepresidente del Senato, candidata dai Radicali ma che presto potrebbe ricevere l’appoggio pure del Pd e della Sinistra Arcobaleno. Una sfida tutta “al femminile”, dunque. E che per questo punta subito sui problemi concreti da risolvere per migliorare la nostra re-

gione. Polverini ha dato vita al Laboratorio Lazio, il progetto da cui nascerà il programma elettorale dopo, naturalmente, aver ascoltato gli abitanti di tutte le province: Roma, Latina, Frosinone, Viterbo e Rieti. «Tutti i territori avranno la stessa considerazione», afferma Renata Polverini. «Alcuni temi sono uguali per tutte le province del Lazio, a cominciare da una sanità che ha bisogno di una rivoluzione». «Prima di chiudere gli ospedali - sottolinea - dobbiamo andare a scovare gli sprechi, credo ci siano centri di costi che vanno eliminati, Asl che vanno accorpate, poltrone che vanno eliminate». E poi le infrastrutture, «per avere collegamenti con Roma, lo sviluppo del turismo, dell’agricoltura e gli assets strategici dei territori». E ancora: la scuola: «Non c’è assolutamente bisogno di creare delle classi che assomigliano a ghetti per i ragazzi immigrati». E’ partita alla grande Renata, tanto far preoccupare, in casa Pd, Pierluigi Castagnetti, ex segretario del Ppi: «Se il partito democratico appoggerà la radicale Emma Bonino quale candidata presidente sorge un dubbio angosciante: si vuole favorire la Polverini». Secondo Castagnetti «sostenere la Bonino

significa allontanare l’elettorato cattolico del Pd a favore dell’Udc». Insomma, «si giocherebbe a perdere in un momento del partito molto delicato, in cui è ancora in corso di definizione l'identità del Pd». A rassicurare i cattolici “di sinistra”ha provveduto subito l’esperta Emma: «Le grandi conquiste civili dell’Italia, dal divorzio all’aborto, sono state proprio dovute al voto dei cattolici».«Non conta solo il voto cattolico, contano i valori», ribatte Polverini. A sostenere Bonino c’è il democristiano Franco Marini, il vicepresidente della commissione Ambiente del Comune di Roma Athos de Luca e una vasta area ecologista oltre al deputato Michele Meta, deputato del Pd e già assessore regionale nel Lazio che rilancia: «La candidatura di Emma Bonino può essere un’opportunità per la coalizione di Centrosinistra nel Lazio per espandere le proprie potenzialità politiche e battere la Destra proprio su questo terreno, dove la Polverini appare più debole». «Candidare Polverini è una scelta vincente - scrive Mario Baccini, leader dei Cristiano popolari del PdL - Le affideremo il Progetto Lazio 2010 affinché lo integri nel proprio programma elettorale».


Politica

15 gennaio 2010

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Dall’altra parte degli scranni del potere si cercano accordi e alleanze

La dura vita dell’opposizione Ad Ardea giro di consultazioni tra i partiti di Centrosinistra per creare un’alternativa a Eufemi. A Nettuno il Popolo della Libertà è spaccato all’interno, mentre ad Anzio Bruschini può contare sulla minoranza di Mario Scagnetti mocratico e l’Italia dei Valori si sono incontrate per vedere se è possibile rag(mario.scagnetti@repor giungere un accordo programmatitare all’opposizione non è certo il co. Da una parte la commissione posogno di un partito politico. Anzi litica del Pd rutulo e dall’altra il rela vita dall’altra parte degli scranni del sponsabile locale dell’Idv, Alberto potere è davvero dura; oltre al sogno Delli Colli. Il vertice rientra nel proinfranto di sedersi ai posti di coman- getto lanciato dal Partito Democrado, infatti, spesso bisogna fare i con- tico di Ardea, che ha deciso di dare ti con amministrazioni sorde alle ri- vita a un giro di consultazioni con tutchieste delle minoranze e con i citta- ti i partiti di Centrosinistra, per veridini che chiedono ai politici dell’op- ficare l’esistenza delle condizioni per posizione di farsi sempre maggiore ca- realizzare un’opposizione unita e rico di istanze da presentare alla compatta contro la Giunta di Cenmaggioranza. Neppure il Mare di trodestra guidata dal sindaco Carlo Roma fa eccezione. Da Nettuno a Eufemi. Il tutto per dare ai cittadini Fiumicino, dal Pdl al Pd, il discorso un’alternativa di governo. L’esito è stanon cambia, e in vista delle prossime to positivo: le parti politiche hanno rielezioni regionali le varie opposizio- scontrato un’ampia convergenza di ni delle diverse città stanno cercando opinioni e provvedimenti su diversi di riorganizzarsi anche a livello loca- temi. Ora il Pd incontrerà gli altri parle, coalizzandosi tra loro. Così sta suc- titi e presto potrebbe nascere un’Arcedendo ad Ardea, dove il Partito De- dea alternativa. A Nettuno, invece, tira

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Le riforme

Si parte dalla giustizia Giustizia, scuola e fisco, ma senza parlare già di riduzione delle tasse. Il governo Berlusconi è pronto a riprendere il proprio cammino e ha deciso di fare del 2010 l’anno delle riforme. Il primo appuntamento in agenda è quello che riguarda la giustizia.

Il fisco

In aiuto delle famiglie Modificare il carico fiscale, spostandolo dal reddito ai consumi. Questa è una delle strade che il governo potrebbe battere per riformare il sistema fiscale. Berlusconi, infatti, vuole inviare un segnale alle famiglie, possibilmente prima delle regionali, e per questo Tremonti è già al lavoro.

Il dialogo

Bersani apre al Governo Governo e Partito Democratico sono pronti a confrontarsi sui temi delle grandi riforme. Pier Luigi Bersani, segretario nazionale del Pd, apre alla maggioranza ma ribalta l’agenda: prima la crisi e l’occupazione giovanile e nessuno tsunami nel mondo della giustizia.

aria di tempesta: prima ha rischiato di spaccarsi la maggioranza e poi si è divisa l’opposizione. Il Sindaco del Pd Alessio Chiavetta, infatti, ha dovuto cedere alle richieste dell’Italia dei Valori, partito che rientra nella coalizione di maggioranza e che chiedeva di entrare nella Giunta. Sulle prime, quando Chiavetta ha risposte picche, l’Idv ha abbandonato la maggioranza dichiarandosi autonoma e fornendo il solo appoggio esterno sui punti di governo già concordati, ma poi quando Luigi Visalli e Roberta Bianchi sono diventati Assessori il caso è rientrato. Più complicata la situazione nel Popolo della Libertà, chiamato a ricostruire la propria imma-

gine e a riconquistare la fiducia dei cittadini dopo che una Giunta di Centrodestra aveva portato allo scioglimento del consiglio comunale per infiltrazioni della criminalità organizzata. Eppure l’operazione rilancio del Pdl non funziona ancora: quando è stato il momento di votare gli equilibri di bilancio in assise c’è stata addirittura una crisi interna. Il capogruppo del Pdl Giuliano Valente e altri due consiglieri hanno fornito il loro appoggio a Chiavetta e soci, astenendosi dalla votazione e non seguendo le linee indicate dalla segreteria provinciale di Roma che chiedeva un voto contrario. L’unica a rispettare le indicazioni di Francesco Lollobrigida è

stata Enrica Vaccari. Da qui è scaturita un’accesa polemica che ha avuto l’unico risultato di presentare agli elettori una coalizione ancora più confusa. Per quanto riguarda Anzio, infine, la maggioranza sui cui può contare il sindaco Luciano Bruschini (Pdl) è in cassaforte, anche grazie al lavoro svolto nei due mandati precedenti dall’attuale senatore Candido De Angelis. A restare divisa, invece, è l’opposizione: da una parte i consiglieri eletti con La Destra e oggi indipendenti, che in diverse occasioni hanno garantito appoggio all’amministrazione, dall’altra il Pd che poco o nulla può ma che non ha nessuna intenzione di mollare la presa.

La Rete dei Cittadini è l’ultima arrivata Ma già promette battaglia La Rete dei Cittadini sarà la vera novità delle prossime elezioni regionali. E ora può contare anche sull’adesione di chi vive nell’alto Lazio e non si sente rappresentato dalla attuali forze politiche di Centrodestra e Centrosinistra. Nel movimento, frutto di un processo democratico che non si è ancora concluso, sono confluiti comitati, associazioni, gruppi politici e semplici cittadini. Il prossimo 14 gennaio, inoltre, ci sarà la conclusione delle elezioni primarie, e allora si conosceranno i nomi dei candidati al ruolo di consiglieri regionali e del nome del candidato alla poltrona di governatore del Lazio che potrà contare sull’appoggio della Rete dei Cittadini. Per ogni informazione e per consultare il programma del movimento, infine, basta visitare il sito internet www.retedeicittadini.it.

Quando la politica diventa violenza Aggrediti due ragazzi della Giovane Italia Per la serie quando la politica si trasforma in violenza. Ad Ardea, nella zona di Lido dei Pini, due militanti della Giovane Italia, movimento di destra, sono stati aggrediti all’uscita di un bar. L’episodio è arrivato pochi giorni dopo che era stata presa di mira la sede di Genzano della stessa fazione. «E' un atto vile - commenta il consigliere provinciale del Pdl Romeo De Angelis questi personaggi devono capire che non vogliamo tornare alla stagione dell'odio ma neanche lasceremo campo libero per le loro scorribande. I ragazzi aggrediti hanno sporto denuncia e in questi giorni organizzeremo una manifestazione proprio lì, con tutti i cittadini e i militanti della Giovane Italia, per dimostrare che il territorio è delle persone civili di ogni estrazione politica».


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Cronaca

15 gennaio 2010

L’area dove nascerà il polo nautico

Il 4 febbraio a Fiumicino il Premier darà inizio ai lavori per l’approdo. Costeranno 380 milioni di euro ma pagheranno tutto i privati

Come sarà la nuova infrastruttura

La prima pietra del porto turistico la metterà Berlusconi di Alessandra Za -

S

arà il premier Silvio Berlusconi a posare la prima pietra del porto turistico di Fiumicino. All’appuntamento, fissato per il 4 febbraio prossimo all’ombra del vecchio faro, ci sarà anche il ministro dei Trasporti Altero Matteoli. Perché l’opera da realizzare non è soltanto un approdo per barche da diporto ma il più grande, innovativo e tecnologicamente avanzato tra i porti turistici d’Italia e del Mediterraneo. Tanto che la società che ha ottenuto la concessione per gestirlo (per 90 anni), la Ip-Iniziative portuali, punta a “rubare” i megayacht dei vip a Cannes e Majorca. E proprio i servizi di assistenza e manutenzione per le grandi imbarcazioni sono una delle carte vincenti del futuro polo nautico che sorgerà all’Isola Sacra, tra il faro e il lungomare della Salute. Centosedici dei 1.445 posti barca saranno riservati alle imbarcazioni oltre i 60 metri di lunghezza. Ma ci sarà spazio pure per le minibarche dei pescatori. Il Comune di Fiumicino, nella convenzione con la società Ip che verrà discussa mercoledì pros-

simo dal consiglio municipale, si è fatto riservare un centinaio di ormeggi da assegnare a cittadini di Fiumicino che non hanno un reddito elevato per permettersi il pagamento di onerose rimesse ma che hanno la passione per la pesca. Vi saranno inoltre 400 me-

tri quadrati di spazi da destinare all’utilizzo che l’amministrazione e il consiglio comunale decideranno. E c’è già chi pensa ad una sala con vista sul mare per i matrimoni civili. La convezione durerà 10 anni e il termine per la realizzazione dei lavori per la realizzazione del porto è, però, fis-

sato in 6 anni con possibilità di proroghe. Visto che la maggioranza delle opere dovrà essere realizzata in mare e, quindi, potrebbero esserci problemi e ritardi legati al maltempo. «Sarà un'opera unica in Europa per caratteristiche e dimensioni - spiega il sindaco di Fiumicino Mario Canapini - Il porto costerà tra i 350 e i 380 milioni di euro, interamente finanziati da Ip-Iniziative portuali. E’ un momento storico per la nostra città, che l’attendeva da oltre trent’anni. Eravamo pronti nel luglio 2005, ma la Regione ci ha fatto aspettare cinque anni. Soltanto il 17 dicembre scorso la Pisana ha completato l’iter dell’accordo di programma, che abbiamo sottoscritto». La superficie oggetto della convezione urbanistica riguarda sia l’area dove verrà costruito il polo nautico che le aree riservate alla viabilità esterna. Infatti l’amministrazione comunale,

Sviluppo Italia e le coop rosse dietro la Ip Ip-Iniziative portuali è la società che gestirà il nuovo porto turistico di Fiumicino. Ma chi c’è dietro? Sopromar, la nota società specializzata in ricerca oceonografica. E poi Tecnomarine, società di servizi per la consulenza navale; Terzo Millennio srl, attiva nel diportismo e della cantieristica di supporto; Opna srl, operatore locale del settore della cantieristica e dei circoli nautici. Ma soprattutto c’è Italia Navigando, società pubblica di Sviluppo Italia, il gigante statale che promuove e finanzia grandi opere, e Cmr, cooperativa specializzata nella realizzazione e gestione di porti turistici. E, lupus in fabula, ci saranno le imprese del Gruppo Caltagirone, a partire da Acqua Marcia, a costruire darsene e moli.

nell’affidare alla Ip la realizzazione del porto, si è impegnata affinché nel progetto esecutivo rientrino le opere di urbanizzazione primaria e secondaria. «È previsto - sottolinea Canapini - che l'esercizio dell'attività portuale sia subordinato al collaudo delle opere di urbanizzazione. Tra queste ci sarà l’adeguamento e completamento della strada extraurbana di Via Monte Cadria, che collegherà il porto con via della Scafa, la creazione di una rotatoria tra via Trincea delle Frasche e via dell’Aeroporto, ma anche la realizzazione di un asilo nido per 60 bambini all’Isola Sacra e l’istituzione di corsi di formazione per creare specifici per profili professionali attinenti al sistema economico del turismo nautico». «Il nuovo porto darà una risposta non solo a chi ha la barca ma a tutto l’indotto, porterà 650 posti di lavoro per il cantiere e 2.500 una volta en-

trato a regime», sottolinea Massimiliano Graux, capogruppo del Pdl a Fiumicino. «Con il porto turistico si arricchirà anche il tessuto urbano in-


Cronaca

15 gennaio 2010

Con la convenzione urbanistica saranno sistemate anche le strade di accesso al polo nautico dove lavoreranno 2.500 addetti. Pronto in 6 anni

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Il settore riservato ai cantieri

Ormeggi per i megayacht

Rubare i megayacht a Majorca con le darsene ecosostenibili

terno e sarà un’ottima opportunità per l’accrescimento dei servizi già presenti sul territorio», afferma il presidente del consiglio comunale Mauro Gonnel-

li. «Il polo nautico e cantieristico darà un nuovo impulso economico e promozionale alla nostra città con ritorni importanti per l’occupazione locale», interviene l’assessore comunale all’Urbanistica Mario Russo. «Il porto ha un’importanza primaria nella filiera della nautica: è l’anello di congiunzione tra l’industria, l’attività manifatturiera per la produzione di yacht, i servizi e l’indotto che sviluppa nel territorio», scrive la società Ip nella relazione allegata al progetto. «Nel Lazio, il comparto della nautica si caratterizza per la presenza di aziende impegnate nella costruzione e riparazione di imbarcazioni sportive e da diporto. Il 60 per cento di queste imprese sono localizzate nella provincia di Roma, in particolare nell’area del delta Tevere, una rete di piccole imprese per attività di supporto alla manutenzione e ai servizi».

Il porto turistico di Fiumicino avrà quattro darsene che accoglieranno 1.445 imbarcazioni fino a 60 metri di lunghezza. Non mancheranno la club house per i dipartisti con tanto di campi da tennis, il centro commerciale, la banca, la posta, l’albergo 5 stelle con 180 camere e fitness center, il residence, la zattera-solarium ancorata al molo e ci sarà pure una chiesa. Ci sono voluti 35 anni dalla prima richiesta di concessione inoltrata alla Capitaneria di porto di Roma per la realizzazione del polo nautico, che si allungherà dalla foce del Tevere verso nord per un chilometro e mezzo. «I cantieri - scrive la Ip-Iniziative portuali - potranno offrire agli armatori quel tipo di manutenzione specializzata che attualmente viene praticata solo

sulle grandi navi e nelle marine di importanza primaria». Il porto si svilupperà su un’area di 104,29 ettari. I moli (che avranno i nomi degli imperatori Augusto, Claudio e Traiano) e le darsene occuperanno 77,40 ettari. Mentre le infrastrutture “a terra” si svilupperanno per 129.700 metri cubi nell’area adiacente la “passeggiata” vista mare. Per accogliere i visitatori ci saranno 3.409 posti auto. A coordinare il movimento delle imbarcazioni provvederà una torre di controllo, come negli aeroporti. Non mancheranno uffici per polizia, carabinieri, guardia di finanza e capitaneria di porto. Un parco di 76.578 metri quadrati circonderà il porto. Sarà il primo scalo turistico ecosostenibile in Italia. Utiliz-

zerà fonti alternative per il rifornimento energetico. A partire dai pannelli solari per alimentare le strutture del polo nautico e dalla distribuzione di idrogeno per i motori delle imbarcazioni. Di qui l’iniziativa promossa dalla società Ip con un gruppo di aziende locali per la costituzione di un consorzio tra imprese, per avviare nell’area del cantiere del porto turistico un attività di studio e ricerca sulle modalità di produzione e stoccaggio dell’idrogeno nei porti e l’ applicazione delle tecnologie ad alimentazione alternativa ai motori marini della nautica da diporto.Verranno inoltre sperimentati nell’area portuale sistemi edificatori propri della bioedilizia e a basso impatto energetico. (A.Z.)

Giornale di bordo 104,29

129.700

3.409

180

L’estensione in ettari del nuovo porto turistico

Il volume in metri cubi degli edifici “a terra”

Il numero dei posti auto per i visitatori

Le camere dell’albergo a cinque stelle


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Cronaca

15 gennaio 2010

Il Tevere colpisce ancora. Ostia nella morsa del fango alla foce del fiume Spiagge a rischio. Balnearia pronta a chiedere lo stato di calamità naturale

Il litorale finisce sotto assedio tra erosione ed esondazioni di Enzo Bianciardi ne della città una questione irri-

A

cqua e fango all’Idroscalo, dove il Tevere ha colpito ancora, invadendo le strade che costeggiano l’argine e facendo letteralmente “scoppiare” le fogne. Il fiume ha rotto gli argini per ben due volte, all’inizio del nuovo anno e nella giornata del 9 gennaio. Nella prima occasione pochi centimetri d’acqua hanno fatto scattare l’allarme, riproponendo all’attenzio-

L’allarme

solta, quello dello sgombero e conseguente demolizione dei manufatti a rischio. «Eravamo pronti ad evacuare oltre 50 persone – spiega Giacomo Vizzani, Presidente del XIII Municipio – c’erano acqua e fango dappertutto. Un muro di un edificio è venuto giù, ma i residenti non hanno voluto abbandonare la casa. Sulla questione Idroscalo si fa ancora troppo rumore, c’è un allarmismo esagera-

to». La seconda esondazione non ha fatto altro che confermare il problema: «Per l’Idroscalo serve un intervento deciso – denuncia Sergio Leoni, componente del Consorzio Idroscalo – ogni anno, di questi tempi, alle prime piogge e mareggiate scatta l’allarme. I manufatti vicino alla scogliera sono a rischio, basta un po’ di mare mosso per provocare l’esondazione del fiume. L’acqua penetra in alcuni squarci della scogliera ed invade le strade». Via alla conta dei danni, invece, sulle spiagge di Ostia e Fiumicino, gravemente danneggiate dal maltempo di inizio anno.«L’ultima mareggiata – afferma Renato Papagni, Presidente dell’Assobalneari – ha accelerato il processo erosivo in atto sulle spiagge di Ostia. Le ondate hanno spazzato via oltre 40 metri d’arenile per qua-

si due chilometri di spiaggia, ingoiando metri e metri d’arenile. La violenza della corrente ha disperso migliaia di metricubi di sabbia trasportandoli al largo. Si tratta di sabbia persa che difficilmente la corrente riverserà sulle altre spiagge. A questo punto serve un intervento globale di ripascimento dell’arenile». Sulla stessa lunghezza d’onda Simonetta Mancini, Presidente di Balnearia, l’associazione dei concessionari di Fiumicino e Fregene. «A Fregene Sud – afferma Simonetta Mancini – si è registrata la situazione più grave, il mare ha raggiunto la strada e il piazzale antistante il lungomare, con gravi conseguenze anche alla viabilità. Siamo preoccupati, da una parte le condizioni meteorologiche e marine straordinarie sono state causa preponderante dei

L’ultima piena la più pericolosa

di Gianluca Con All’Idroscalo di Ostia l’allarme da piena del Tevere è sempre alto. Dall’inizio dell’anno ci sono stati due esondazioni, ma a preoccupare è stata soprattutto la seconda, quella del 9 gennaio. Il mare ha respinto l’acqua del fiume che tornando indietro ha allagato le cantine di alcune abitazioni della zona. Sul posto è intervenuta immediatamente la Protezione Civile, sia romana che re-

gionale, che insieme alle altre associazioni di volontariato e ai rappresentanti del XIII Municipio, come il presidente Giacomo Vizzani, ha istituito un’unità di crisi pronta a intervenire in qualsiasi momento. Lo stesso Vizzani e l’Assessore municipale Amerigo Olive sono arrivati all’idroscalo per controllare personalmente l’evolversi della situazione. Dopo la seconda piena del Tevere, comunque, l’allarme è rimasto alto per giorni, anche perché a causa del-

le forti piogge dell’ultimo periodo di piene alla foce del fiume ne sono arrivate diverse. Le autorità hanno sempre sostenuto che la situazione fosse sotto controllo, ma l’allerta è rimasto attivo 24 ore su 24 per alcuni giorni e sul posto erano pronte a intervenire le associazioni di volontariato della Protezione Civile del territorio, e cioè l’Associazione Nazionale Carabinieri, quella dei Vigili del Fuoco in congedo, il Centro Zeta, la Blus Sub e la Pegasus.

disagi e dei danni, dall’altra non si può non considerare il fenomeno erosivo che dopo Fiumicino e Focene sta interessando Fregene. I danni subiti dalla costa e dagli impianti sono stati notevoli e rischiano di minare la solidità delle aziende, sottraendo risorse economiche utili e necessarie. Non escludiamo di chiedere lo stato di calamità naturale per le strutture maggiormente colpite». La Regione Lazio, a seguito della mareggiata, ha predisposto i primi interventi e dato il via libera definitivo per il mini-ripascimento di Ostia Ponente, dove l’acqua ha raggiunto la massicciata del lungomare. «Dopo i sopraluoghi dei tecnici dell’Ardis – ha affermato l’Assessore regionale all’Ambiente Filiberto Zaratti – a Torvaianica, nei pressi di via Nizza, è stata avviata la realizzazione di un’opera di difesa degli edifici, mentre a Tarquinia si stanno valutando i danni subiti, mentre per quanto riguarda le vicine Saline di Tarquinia è terminata la progettazione e saranno avviati i lavori di ripristino entro il mese di gennaio. Ad Ostia, infine, la situazione più critica è stata riscontrata all’altezze dell’Happy Surf, l’ultimo chiosco prima del porto. Si tratta di un’area nella quale la Regione aveva già riscontrato forti criticità e dove saranno avviate, nelle prossime settimane, le opere di difesa già previste, consistenti in dighe soffolte e pennelli».


Cronaca

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Borghetto e bilance dei pescatori fanno parte della storia. Oggi invece regna il caos abitativo Dopo le alluvioni c’è chi vuole un alloggio sicuro ma possiede ben 30 autovetture

All’Idroscalo leggende e degrado di Marco Ciapetti

A

d Ostia non sono tante le persone che sanno dove si trova l’Idroscalo. Certi conoscono alcuni tratti della sua storia: l’omicidio di Pasolini, le baracche, il fiume. Sentono parlare delle bilance dei pescatori, delle barche di legno verniciate a mano. Ma tra tutti gli abitanti del XIII Municipio in pochi ci hanno messo piede. Quasi tutti credono che Ostia finisca alle case rosse, alla fine di via Baffigo, arteria parallela al porto turistico di Roma, dove c’è un rondò, di fianco a un benzinaio, un recinto di prato verde incolto, Tor Boacciana ferma come sempre. E in mezzo via dell’Idroscalo. Strada stretta, dritta e silenziosa. Che arriva dentro il vero Idroscalo di Ostia. Il borghetto dei pescatori vecchio come il mondo, case bianche basse, scogli sulla sabbia, le bilance dei pescatori che im-

pongono la loro presenza e un bar di legno con tre sedie fuori, macchine parcheggiate che sembrano li da secoli. E’ questo l’idroscalo che vive, che da colore alla foce del Tevere. Ma è anche lo stesso Idroscalo che ogni anno, a ogni mareggiata ha paura, trema per il pericolo esondazione. E’ lo stesso Idroscalo dove da qualche decennio la situazione abitativa è degenerata e si è costruito a dismisura e lungo il margine del fiume, fino ad

arrivare alla situazione esplosiva di oggi: un agglomerato di case, rifiuti e catapecchie. Dove ogni anno si trema per la piena del Tevere. Ed è proprio a seguito delle inondazioni che si è provveduto ad accelerare il discorso Idroscalo, peraltro già in programma al momento dell’insediamento della giunta Vizzani e dalle verifiche, dai riscontri incrociati e dai precedenti sopralluoghi, è emerso un quadro a dir poco sconvolgente. Ir-

Torvaianica

Il mare corre veloce verso l’arenile L’acqua arriva a lambire le case L’avanzata del mare non si è fermata neppure davanti alle spiagge di Torvaianica. Anche il territorio comunale di Pomezia, infatti, ha dovuto fare i conti con le ultime mareggiate e con l’aggravarsi del fenomeno dell’erosione. Sul lungomare delle Sirene la spiaggia è quasi sparita e le onde hanno minacciato anche alcuni locali pubblici e una palazzina della zona. Il sindaco Enrico De Fusco, la Protezione Civile Regionale e l’Ardis (Agenzia Regionale per la Difesa del Suolo) si sono immediatamente mobilitati e il primo passo

è stato un sopralluogo effettuato con i Vigili del Fuoco e alcune

squadre di volontari. Il primo obiettivo è stato mettere in sicurezza alcune abitazioni civili, posizionando alcuni massi a modo di scogliera artificiale. Poi si è pensato alla spiaggia e alle soluzioni per cercare di risolvere in maniera definitiva l’annoso problema dell’erosione e delle mareggiate. Tornando alla scogliera, infine, per il primo trasporto del materiale sono stati necessari ben 11 autocarri; in totale i lavori riguardano 50 metri di spiaggia e dovrebbero concludersi proprio in questi giorni. (G.C.)

regolarità gravissime, in quanto delle 18 famiglie spostate in alloggi provvisori dopo le alluvioni dello scorso anno, solo tre risultarono effettivamente in regola con la normativa della graduatoria per gli alloggi di edilizia popolare. Casi assurdi, quelli emersi da indagini incrociate: ad esempio, una persona che ha fatto regolare domanda di assegnazione è intestataria di 30 autovetture, un altro ancora, di sette. Altri, pur avendo la residenza nelle dimore fatiscenti dell’Idroscalo, abitano di fatto in altre case. «Il Comune di Roma – ha dichiarato il Presidente Vizzani – ha pagato 50 euro al giorno, per tre mesi, a nucleo familiare, per garantire un alloggio e non è ammissibile che lo abbia fatto per persone che non hanno alcun diritto. Basta con questo malcostume e se prima era una prassi, adesso è arrivato il momento di dire stop all’illegalità che oltretutto penalizza chi è realmente nel disagio abitativo». Ma l’emergenza è arrivata anche quest’anno. Dall’inizio dell’anno il Tevere è esondato due volte, l’acqua è passata sopra le barriere frangiflutti che costeggiano gli argini e ha invaso il dedalo di stradine che attraversa l’abitato sorto sull’area golenale. Stesse scene sull’altra sponda, quella destra di Passo della Sentinella, a Fiumicino, dove il sindaco Mario Canapini non nasconde la sua preoccupazione soprattutto in vista della nuova piena attesa proprio in questi giorni, che potrebbe ingrossare la portata a un livello idrometrico record, superiore ai 13 metri. La situazione continua a essere monitorata, giorno dopo giorno, ora dopo ora. Il fiume cresce, come la paura. Idroscalo e Passo della Sentinella sperano di darsi appuntamento al prossimo inverno.

Anzio&Nettuno

Un sogno chiamato dighe di Gianluca Con Anzio e Nettuno si sono risvegliate nel bel mezzo di un incubo. Dopo le prime mareggiate invernali degli scorsi giorni, infatti, è tornato subito d’attualità il problema legato all’erosione. Problema che in verità le due città tirreniche affrontano ormai da diversi anni, in attesa di un rinascimento e dei lavori di protezione della costa che la Regione Lazio tarda a effettuare, ma ogni volta che il mare s’ingrossa e corre veloce verso la spiaggia i risultati sono sempre peggiori. Questa volta, infatti, tra le vittime del mare di Anzio ci sono anche tratti di costa “insospettabili”: prima d’ora la parte che dal quartiere periferico di Anzio Colonia sale verso Lavinio Mare non aveva mai avuto problemi con l’avanzata delle acque, che invece ormai è uno dei peggiori incubi dei gestori degli stabilimenti balneari situati prima e dopo questo stesso tratto. Alla fine, però, non tutti mali vengono per nuocere e forse la Regione Lazio, dopo aver visto gli ultimi danni prodotti dall’avanzata del mare, potrebbe finalmente far partire i lavori in difesa delle coste neroniani. Gli interventi sono in programma per il mese di gennaio, dopo che sono stati rinviati diverse volte perché la procedura burocratica non arrivava mai a conclusione, e consistono nel posizionamento in mare delle tanto attese dighe soffolte, a partire dalla zona della riserva naturale di Tor Caldara.


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Cronaca

15 gennaio 2010

Escalation di furti negli appartamenti del centro storico di Fiumicino

Barricati in casa per la paura

I residenti chiedono maggiore prevenzione da parte delle forze dell’ordine. «Qualcuno studia le nostre abitudini prima di colpire, anche in pieno giorno. Non ci sentiamo più tranquilli» di Marco Ciapetti

L

adri in casa, adesso Isola Sacra ha paura. Dopo che nello scorso inverno gli abitanti della zona antica di Fiumicino avevano richiamato l’attenzione delle forze dell���ordine sull’ondata di microcriminalità che stava imperversando nella loro zona (furti d’auto, topi d’appartamento, rapimenti e avvelenamenti di animali domestici), ora sembra di essere a un secondo atto della storia. Negli ultimi mesi, infatti, si stanno ripetendo in maniera sempre più frequente i furti nelle abitazioni, anche in orari insoliti per questo tipo di reati. Frequentemente di

notte, al calare delle tenebre, ma qualche volta (come se i ladri studiassero le abitudini domiciliari delle vittime) di mattina, o nel tardo pomeriggio. Come lo scorso 2 gennaio, quando in via Buccarelli avviene un doppio colpo. Due appartamenti ripuliti a distanza di mezzora l’uno dall’altro. La prima casa ad essere visitata è una villetta: i ladri entrano in giardino, si arrampicano e forzano una finestra al primo piano, riuscendo a portare via solo quanto trovato nella prima stanza. Ma probabilmente non è quanto cercano, visto che pochi minuti dopo sono già dentro casa di un’anziana signora distante

Anzio

Nuovo dirigente vecchia condanna. Scoppia la polemica nella Polizia municipale Nuovo dirigente con polemica al Comune di Anzio. Bartolomeo Schioppa, 55 anni, dall’inizio del 2010 è stato nominato comandante della Polizia Municipale, ma la sua nomina non è stata completamente gradita dalla maggioranza in consiglio comunale. Schioppa arriva ad Anzio dopo la sua esperienza in Puglia, a Canosa,

dove aveva ricoperto lo stesso incarico, e prima ancora a Imola e Ravenna. A lasciare qualche perplessità tra gli esponenti politici della maggioranza, il fatto che il neo dirigente del Comune di Anzio sia stato condannato in primo grado (durante la sua esperienza ravennate) per truffa e falso: sei mesi di reclusione e 600 euro di

poche decine di metri. Qui il bottino è più ingente: effetti personali, pochi oggetti di valore e gli ultimi ricordi del marito scomparso. La padrona di casa è ancora sotto shock, e ha paura a rimanere in casa da sola. Ma non basta. A mietere terrore negli animi degli abitanti di via passo Buole e dintorni avviene un altro episodio. L’orario è il solito, sono le 19. Stessa tecnica: finestre forzate, veloce arpionaggio di pochi oggetti preziosi e fuga nel buio. Isola Sacra ha paura. «Non è questione di non dormire la notte - spiega Davide - qui abbiamo paura anche ad andare a lavorare. Rubano in casa anche di giorno. Capisco che le

forze dell’ordine sono in carenza d’organico, capisco che ci sono delle difficoltà oggettive a tutelare un’intera cittadinanza. Ma non mi piace

neanche pensare che ci si stia dando da fare per cercare i ladri. Bisogna prevenire questi episodi. Non ridursi a punire chi ne è artefice». multa, commutati poi in 7520 euro di multa successivamente condonata. Pesante l’accusa nei suoi confronti: compravendita di auto effettuata a titolo personale con la concessionaria che forniva le auto della polizia municipale al comune di Ravenna. Una vicenda che ha scatenato polemiche. «Non si capisce come mai – spiegano dalla maggioranza – per assumere cinque operai si chieda che non abbiano riportato condanne, mentre si sta affidando il comando a chi qualche problema con la giustizia comunque lo ha avuto».


Cronaca

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Iperstore a Dragoncello. Piccoli e medi imprenditori sul piede di guerra

I saldi non decollano. E i negozianti tremano all’idea di nuovi centri commerciali di Enzo Bianciardi

La top ten dei regali

M

obilitazione generale è la parola d’ordine degli esercenti del litorale romano. Ascom e Confesercenti, infatti, sono pronte ad aprire un vero e proprio fronte di contestazione contro nuovi centri commerciali ed ipermercati previsti sul territorio. Luca Capobianco, giovane e combattivo presidente dell’Ascom minaccia addirittura una nuova serrata. «Siamo pronti a portare i commercianti in piazza – afferma Capobianco – se il prossimo 20 gennaio in conferenza dei servizi alla Regione Lazio verrà dato il via libera alla realizzazione di un maxi centro commerciale a Dragoncello, previsto nel quadro delle opere di recupero urbano. Sarà il consiglio direttivo dell’Ascom a dettare e stabilire le nuove forme di lotta, di sicuro, però, non staremo fermi a subire l’ennesima imposizione». «Basta con le aperture di centri commerciali, dobbiamo difendere la piccola e media impresa del territorio che altrimenti rischia di scomparire» aggiunge la Confesercenti litorale, che ha diffuso una nota di protesta nei giorni scorsi, denunciando la grave situazione in cui si trova il settore della piccola e media impresa sul litorale romano. «Il piccolo imprenditore – afferma Ginetto Pugliè, Presidente della Confesercenti del litorale – non riesce più a far quadrare il proprio bilancio, sono troppi gli impedimenti a svolgere il proprio lavoro, a partire dalla microcriminalità urbana. Ora, si vuole autorizzare un

Tutti pazzi per il decoder

nuovo centro commerciale nell’area di Dragoncello, si tratta di una struttura che prevede oltre 50 negozi, un ipermercato e sei esercizi di medie dimensioni, quando siamo già circondati da grandi strutture di vendita: ad est, in direzione Fiumicino, Parco Leonardo e Da Vinci, ad est, verso Roma, da Euroma ed a sud l’outlet di Castel Romano. Se verrà realizzata la nuova struttura, prevista nel Piano di Recupero Urbano, sarà un colpo duro per tutto il settore. Sarà difficile riprendersi, soprattutto per tutti quegli esercenti dell’hinterland che già

oggi si trovano in gravi difficoltà finanziarie. Serve un atto di coraggio e di coerenza della politica per dire No a questo progetto. Abbiamo già sollecitato il Municipio sulla questione e ci attendiamo un intervento concreto in difesa della piccola e media impresa del litorale romano, sempre più minacciata dallo sviluppo incontrollato della grande distribuzione. La Confesercenti non si è mai opposta ad opere di riqualificazione urbana, ma non abbiamo bisogno di nuovi centri commerciali». Male, intanto, l’andamento dei saldi che non hanno salvato, come accaduto

altre volte, i bilanci degli esercenti del litorale. «La decisione di iniziare il periodo dei saldi il 2 gennaio – ha ricordato in proposito lo stesso Capobianco – ha di fatto tolto un traino importante per i consumi. Prima si vendeva in particolare, durante le festività natalizie e quindi nel periodo dei saldi, usufruendo della diminuzione dei prezzi. Quest’anno, però, la vicinanza con le feste ha fatto in modo che molti acquisti sino stati posticipati dalle famiglie dal Natale alla Befana, con il risultato di aver pesato negativamente sui bilanci aziendali».

Il televisore con il decoder incorporato è stato l’acquisto più “desiderato” del Natale 2009. La televisione digitale e quindi la corsa al decoder od al nuovo apparecchio televisivo hanno, infatti, segnato positivamente il mercato dell’elettronica, che rispetto all’anno scorso ha chiuso con un sostanziale pareggio di bilancio, confermando un trend positivo rispetto agli altri settori. Prima il telefonino, con l’hi-pod e poi il televisore hanno tirato un mercato in continua espansione. Bene anche il settore dell’alimentari. Il panettone ed il tradizionale pranzo di Natale hanno fatto registrare un aumento del 3%, favorito da un calo generale dei prezzi al consumo di circa il 5%, che ha sostanzialmente equiparato i bilanci 2009 e 2008. Stazionaria la vendita dei giocattoli, cresciuta negli ultimi giorni, mentre abbigliamento e calzature hanno registrato una perdita secca del 20%, non compensata dall’inizio anticipato dei saldi di fine anno. «La crisi non è ancora superata – ricorda Luca Capobianco, presidente dell’Ascom – a fine 2009 erano circa 50mila le aziende commerciali in difficoltà sul territorio nazionale. Di queste, dovremo verificare quante resteranno chiuse. Una crisi del settore commercio non certo compensata dalle nuove aperture previste, circa 20mila in Italia».


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Cronaca

15 gennaio 2010

Il piccolo Di Domenico è stato il primo bambino a vedere la luce nel 2010

Mirko, neonato da record

La fiumicinese Viola arriva seconda, ma la mamma va a partorire a Ostia all’ospedale Grassi, il nosocomio preferito dalle donne del litorale

Polizia municipale

In un anno 25mila multe

di Enzo Bianciardi goccia di spumante lo abbiamo

D

erby tra Ostia e Anzio per il primo nato del 2010. Alla fine l’ha spuntata sul filo di lana Mirko, un bel maschietto di 3 chili e 150 grammi di Anzio. Mentre Viola, se ha vinto la volata per la prima nata a Roma, si è invece dovuta accontentare, per una manciata di minuti, del secondo posto per quanto riguarda la hit parade del litorale. Mirko Di Domenico, nato nel reparto di ostetricia e ginecologia degli Ospedali Riuniti di Anzio e Nettuno, è stato registrato come il primo nato del 2010. La mezzanotte era trascorsa da pochi secondi quando ha “sorriso” per la prima volta alla mamma, Loredana Vaudi, impiegata ventisettenne residente ad Anzio, mentre il papà Santino Di Domenico, 35 anni, elettricista, di Aprilia attendeva fuori della sala parto dell’ospedale. «Era da poco trascorsa la mezzanotte - racconta, commossa, la signora Loredana quando Mirko è venuto alla luce. All’esterno i fuochi d’artificio salutavano il nuovo anno. Era un frastuono, ero esausta ma felice. Il primario Virginio Ambrogi è venuto da me con una bottiglia di spumante in mano per brindare. Con una

bagnato in segno augurale dietro un orecchio mentre ci trovavamo all’interno della stessa sala parto. E’ stata una gioia grandissima stringerlo fra le braccia». La coppia risiede ad Aprilia. E’ di Fiumicino, ma è nata all’ospedale Giovan Battista Grassi di Ostia la prima nata di Roma. Si chiama Viola, pesa tre chili e trecento grammi, ha due fratelli più grandi, ed è stata designata dal sindaco Gianni Ale-

manno che il giorno seguente è andata a trovarla e festeggiarla in ospedale quale «testimone delle speranze di Roma per l’anno 2010».

L’evento di Ostia conferma la grande professionalità riconosciuta al reparto di ostetricia e ginecologia del nosocomio lidense, dove nel 2009 sono stati 1.816 i

neonati venuti alla luce, a conferma di un trend positivo che ha visto crescere del venti per cento il numero delle nascite nel nosocomio. «Abbiamo rilevato - ha detto il primario, Pierluigi Palazzetti che le puerpere residenti sul litorale romano nell’85 per cento dei casi preferiscono partorire nel nostro reparto. Al Grassi fanno riferimento non solo le pazienti di Ostia e Fiumicino ma anche quelle donne residenti a Pomezia, un aumento tendenziale dovuto sia alla crescita demografica e sia alla chiusura della clinica “Città di Aprilia” e alla limitazione degli accessi al Sant’Eugenio». I genitori stranieri che scelgono il Grassi si è stabilizzata attorno al 20 per cento dei nuovi nati.

A Ostia e Acilia duemila incidenti stradali in dodici mesi, di cui 18 mortali. La polizia municipale ha presentato il consuntivo per l’attività svolta nel 2009. Gli uomini guidati dal comandante Angelo Moretti hanno svolto un grande lavoro di filtro, evidenziando il ruolo fondamentale del vigile di quartiere e della polizia municipale in genere nel controllo del territorio. Gli agenti della Municipale del XIII Gruppo si sono distinti nell’azione di contrasto all’abusivismo commerciale, comparto nel quale hanno proceduto al sequestro di oltre 149 mila pezzi. Per quanto riguarda, invece, la polizia stradale le infrazioni al codice della strada sanzionate sono state 25mila, tra cui 700 in ottemperanza all’ordinanza antiprostituzione. Nel settore edilizia, gli abusi accertati sono stati 372 a fronte di quasi 4mila controlli eseguiti. Sono stati, invece, 3.387 i sopralluoghi effettuati dal reparto Tutela ambiente, in difesa delle aree sensibili del litorale romano. In questo ambito sono stati 271 i veicoli rimossi dai vigili urbani. Sempre nel quadro della polizia socio-ambientale, sono state denunciate 90 persone a piede libero. Sul fronte degli incidenti stradali la polizia municipale ha rilevato 2.359 incidenti di cui 18 mortali. Pesante il bilancio di polizia giudiziaria nei confronti degli automobilisti indisciplinati: 82 sono stati gli automobilisti denunciati per guida in stato d’ebbrezza, 30 per guida senza patente, 25 perché trovati al volante sotto effetto di sostanze stupefacenti e 25 per omissione di soccorso.


Cronaca

15 gennaio 2010

Il Lido fa i conti con lo switch off: segnale scarso e utenti sul piede di guerra

Il bluff del digitale terrestre A distanza di due mesi i residenti del XIII Municipio litigano ancora con la tv, tanto che alcuni hanno lanciato una singolare protesta: «Basta pagare il canone Rai, è inutile» di Marco Ciapetti

I

l digitale terrestre continua a far discutere. La voglia di modernità e tecnologia va a scontrarsi con problemi mai avuti prima dell’avvento del digitale. A metà novembre la rivoluzione nel Lazio. Due mesi di colpi di telecomando. Di chiamate ai call center appositamente creati per il supporto tecnico. Due mesi di inspiegabili spostamenti di frequenze, di canali spariti all’improvviso dalla lista dei preferiti. Due mesi di proteste e di rivalse. Il digitale terrestre, a Roma, è partito il 15 novembre e sessanta giorni dopo i disagi sono ancora gli stessi dello switch-off day. A

tal punto che qualcuno, a Ostia, ha deciso di non pagare più il ca-

Nord Italia in ritardo Lo switch off era previsto per la prima metà del 2010, ma il passaggio definitivo al digitale terrestre nel Nord Italia è destinato a slittare a dopo le elezioni regionali e i campionati mondiali di calcio.

none Rai: «Voglio vedere che cosa mi vengono a dire ora –

racconta Paolo Alessandroni, abbonato Rai dal 1963 – sono due mesi che non vedo niente. O meglio. Oggi vedo, domani vedo a scatti, dopodomani non vedo. Poi i canali spariscono. Ora RaiStoria non c’è più, guardi». E in effetti constatiamo la veridicità di quanto detto. «Io il canone non lo pago più. Hanno detto che non è più, abbonamento Rai, vero? Ora è tassa di possesso del televisore. Beh, io ce l’ho ma non lo uso. Mi venissero a bussare in casa che gli mostro che bello spettacolo forniscono». In effetti i problemi riscontrati dagli abitanti del litorale romano dopo l’avvento della tv digitale sono tanti. A parte quelli iniziali, superati con lo scoglio del

Accordo Mediaset-Eutelsat Elettronica industriale, l’operatore reti del gruppo Mediaset, ha rinnovato i contratti di noleggio con Eutelsat Communications sul satellite Atlantic Bird 3, per garantire la distribuzione dei canali.

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“cambi la nazione nella ricerca automatica”, rimedio posto in corsa dai tecnici antennisti alle varie richieste di “mi dice che non c’è segnale, ma l’antenna fino a ieri funzionava”, ora ci si sta scontrando con il continuo cambiamento della lista dei canali. Supernova, TeleItalia, Conto Tv, si affacciano ai primi posti della lista declassando Mediaset, La7 e RaiNews. Proprio quest’ultima testata, a voce del suo comitato di redazione, ha denunciato la retrocessione dalla posizione 16 alla 42 chiedendo: «la Rai riveda questa scelta fortemente penalizzante per il futuro della testata, chieda e ottenga per Rainews24 un più efficace posizionamento nell'ordine dei canali». Stesso argomento per il quale si è mossa anche l’Adiconsum, associazione nazionale che agisce a tutela dei consumatori, chiedendo ad Agcom (l’autorità per le garanzie sulle comunicazioni) un provvedimento urgente che imponga l’ordinamento dei canali almeno nelle prime 10 posizioni del telecomando.

Solo il 30% è all digital Al momento, il 30% della popolazione è “all digital”, due famiglie su tre dispongono di un ricevitore digitale nella residenza principale e nel solo mese di ottobre del 2009 sono stati venduti 2,7 milioni di decoder.


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L’Inchiesta

15 gennaio 2010

Caos all’ufficio tributi del Comune di Nettuno: tra i nuovi dipendenti ex moglie, cognata e testimone di nozze del neo direttore generale

Intanto 12 lavoratori, tra cui un disabile, restano in attesa di essere reintegrati dopo le promesse del primo cittadino

Assunzioni facili

Amici e parenti Avanti a chi tocca di Cosimo Bove (cosimo.bove@reporter -

C

aos all’ufficio tributi del comune di Nettuno. Partiamo dalla fine: il dubbio è che qualcuno sia stato agevolato nell’assunzione, che le categorie protette non siano state considerate tali, che la gestione di un momento difficile non sia stata quella più opportuna, che per chi ha lavorato anni all’interno della Nettuno Servizi srl (la società che dal ’99 al 2008 ha gestito la riscossione dei tributi) non sia stato fatto abbastanza, nonostante mille promesse e rassicurazioni. Ma andiamo per ordine. Lo scorso anno, dopo un’infinita serie di battaglie legali, il comune di Nettuno riesce a sciogliere la convenzione con la Nettuno Servizi srl, società mista definita «scatola vuota» nel decreto di scioglimento del consiglio comunale per presunte infiltrazioni mafiose. Una vittoria storica per la città e per l’amministrazione comunale, che però oggi rischia di creare grattacapi non da poco alla Giunta Chiavetta.

Assunzioni in famiglia L’emergenza all’ufficio tributi ha costretto l’amministrazione ad accelerare i tempi per le assunzioni, cercando di restituire funzionalità ed efficienza agli sportelli. Così si è deciso di far ricorso alla Poseidon, società partecipata, del comune al 100%, per colmare un vuoto risalente ai tempi della rescissione del contratto con la Nettuno Servizi. Il passaggio sembrava evidente: il reintegro del persona-

le in forza all’ufficio di via delle Sterlizie, con precedenza alle categorie protette. Così non è stato. Dei nove assunti, solo due facevano parte del vecchio ufficio, mentre gli altri sette vengono dalla Aser di Aprilia, anche questa controllata da Tributi Italia, socio privato della Nettuno Servizi. Nonostante mille rassicurazioni del Sindaco circa un riassorbimento dei lavoratori in caso di necessità all’ufficio tributi. E fatto ancor più insolito, tra i nuovi impiegati dell’ufficio tributi comunale, assunti a tempo determinato per nove mesi, figurano testimone di nozze, ex moglie e cognata di Gianluca Faraone, neo direttore generale del comune di Nettuno ed ex dirigente di Tributi Italia, oltre al figlio di un dipendente comunale ed alla rappresentante sindacale della Nettuno servizi. Scelte che hanno creato il caos, a livello politico e non solo, perché, come sostenuto dal senatore Andreotti, «a pensar male si commette peccato, ma spesso ci si indovina».

Trasparenza addio Al rientro dalle ferie natalizie all’estero, il sindaco Alessio Chiavetta ha avuto la prima gatta da pelare. Difficile dar torto ai 12 lavoratori ex Nettuno Servizi scesi

In Campania lo scandalo Arpac E’ di pochi mesi fa lo scandalo che ha visto coinvolta nelle assunzioni all’Arpac, l’agenzia regionale per l’ambiente della Campania, Sandra Lonardo Mastella, moglie del leader dell’Udeur e presidente del consiglio regionale. Durante una perquisizione, in un file trovato nel computer sequestrato dalla Guardia di Finanza nella segreteria dell’ex direttore generale dell'Arpac, sono infatti saltati fuori 665 nomi di persone che sarebbero state assunte su segnalazione di uomini politici. Una lista di raccomandati in piena regola. Persone assunte grazie a spinte politiche: amici, parenti, conoscenti. Tutti in fila per un posto grazie ad assunzioni clientelari. Con il risultato che in 63, tra politici, funzionari e dirigenti dell’Arpac, sono finiti sul registro degli indagati.

in strada a bloccare il traffico per ottenere un incontro chiarificatore, anche se lo scontro, avvenuto in privato nell’ufficio del primo cittadino solo mezzora dopo la protesta, poco è servito a chiarire i

dubbi dei lavoratori. Il tutto nonostante in loro difesa sia intervenuto anche il senatore PdL Candido De Angelis, intervenuto in prima persona per chiedere il loro reintegro. «Ci siamo scontrati contro un muro di gomma - ha spiegato una dipendente uscendo dalla sala del Sindaco - non ottenendo spiegazioni sui criteri d’assunzione utilizzati per i sette nuovi dipendenti. L’amministratore delegato di Poseidon, Venanzio Cretarola, ci ha solo detto di essersi basato sulle competenze specifiche di ognuno, leggendo un curriculum ed effettuando dei colloqui, anche se nessuno di noi è mai stato chiamato per questo. Né ci è stata data alcuna garanzia circa una nostra riassunzione». Altro che categorie protette Nessuna certezza neanche per Antonello, il portatore di handicap in forza alla Nettuno Servizi e stranamente “dimenticato” dall’amministrazione al momento di procedere alle assunzioni per l’ufficio tributi comunale. Tanto che per la sua tutela ha dato mandato a Roberta Gigli, consulente del lavoro presente alla riunione in comune assieme al suo assistito. «Da ciò che mi è stato riferito - spiega - la categoria protetta non potrebbe essere assunta poiché nell’organico aziendale non sarebbe stato raggiunto il numero di dipendenti necessario a far scattare l’assunzione del portatore di handicap, ma questo può essere un ragionamento plausibile


L’Inchiesta

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La ricollocazione in altri settori il paracadute in attesa del Tar

solo per assunzioni ex novo, e non per la ricollocazione del mio assistito, che ha priorità assoluta in quanto disabile e orfano di entrambi i genitori». Così, per caso o per necessità interne, non è stato.

E 12 lavoratori, 12 famiglie, 12 vite, sono state coinvolte in un caos politico-gestionale che poco ha a che fare con loro. Nella speranza che possano presto tornare a guadagnarsi onestamente da vivere.

Raccomandati, istruzioni per l’uso Fa rabbia vedersi superati da chi ha meno titoli e più “agganci”, eppure la raccomandazione resta un reato difficile da dimostrare, se non in casi estremamente particolari come quello dell’Arpac in Campania, con liste di persone messe nero su bianco. Tra le tecniche più comuni, l’assunzione come collaboratore, senza bandi di selezione, e successivamente l’indizione di un concorso con inserita la clausola di garantire a chi ha già lavorato in quell’azienda un punteggio di partenza che assicura l’assunzione. Su tutto questo, la magistratura italiana sta però cercando di far luce. La speranza è quella di cambiare registro.

In cerca di un paracadute che al momento sembra non aprirsi. La storia dei 12 ex dipendenti della Nettuno Servizi srl sta animando lo scenario politico-sindacale della città, sulla quale soffia il vento delle sospette raccomandazioni per le assunzioni in Comune. «Siamo pronti - spiegano i sindacati - a mettere in campo ogni iniziativa utile a difendere i diritti dei lavoratori: manifestazioni, cortei e qualsiasi altro mezzo a nostra disposizione». Il percorso che all’apparenza sembra più praticabile al momento è quello che potrebbe portare alla ricollocazione in altri settori di tutti gli ex dipendenti dell’ufficio di via delle Sterlizie. «La Poseidon - continuano i sindacati - è una società multi servizi e non necessariamente coloro che ad oggi sono stati esclusi dovrebbero essere impiegati nel settore dei tributi. Potrebbe essere utile prendere in considerazione anche questa strada alternativa in vista dei

prossimi incontri con l’amministrazione comunale». Il tutto in attesa che alla metà del mese il Tar del Lazio esprima un giudizio circa il ricorso presentato da Tributi Italia, socio privato della Nettuno Servizi, in merito alla decisione del Ministero delle Finanze di cancellare la società dall’elenco nazionale dei concessionari. Solo allora il quadro sarà più chiaro, potranno essere prese decisioni definitive sul futuro dei lavoratori interessati da

questa bufera occupazionale. In attesa della sentenza del Tar del Lazio anche la posizione dei rappresentanti locali del Popolo della Libertà, all’opposizione in consiglio comunale. «Prima di allora - spiegano - la nostra sarebbe solo una mera speculazione sul destino di queste famiglie, ma appena chiarita questa situazione saremo al fianco dei lavoratori per trovare ogni soluzione utile a ricollocare gli esclusi». (C.B.)

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Gli ex dipendenti della Nettuno Servizi rimasti senza occupazione

Gli assunti dalla Poseidon per lavorare nell’ufficio tributi comunale

Gli anni di gestione della riscossione tributi della Nettuno Servizi

Gli ex dipendenti della Aser di Aprilia assunti per prestare servizio a Nettuno


Pillole di Nera

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La causa

Dal giudice tutti contro tutti

A Ostia la struttura dei mondiali di nuoto finisce in tribunale

Il polo della discordia. E chi paga? L’avvocato Ferrazza: «I documenti della Fin sono parziali»

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I risvolti

Senza soldi operai a rischio

di Mario Scagnetti (mario.scagnetti@repor -

I Lo scontro in tribunale tra la ditta che ha eseguito i lavori, il Comune di Roma, la Presidenza del Consiglio dei Ministri, e la Fin è appena iniziata. La Federazione Italiana Nuoto, infatti, ha intentato una causa civile lo scorso 23 dicembre, e il giudice ha risposto con un provvedimento provvisorio in attesa che la difesa possa dire la sua. «Il giudice ci aveva dato appuntamento al 7 gennaio - spiega l’avvocato Claudio Ferrazza - ma poi l’udienza è stata rinviata al prossimo 21 gennaio. Noi, comunque, chiederemo una revoca al giudice e poi vogliamo che anche il Comune di Roma e la Presidenza del Consiglio siano chiamati a dire la loro». In ballo ci sono nove milioni di euro.

Mondiali di nuoto di Roma 2009 sono già un ricordo, ma i segni lasciati dalla manifestazione sono ancora tangibili. Il polo natatorio di Ostia è finito al centro di una complessa vicenda giudiziaria che vede la ditta che ha effettuato i lavori contro il Comune di Roma, proprietario della struttura del lungomare Duilio, la Presidenza del Consiglio dei Ministri, che ha dato in appalto l’opera, e la Federazione Italiana Nuoto, che oggi usa parte del polo girando 1.800 euro al mese nelle casse di Roma. «Per i mondiali era pronta solo la parte sportiva della struttura, non il garage e la foresteria – spiega l’avvocato Claudio Ferrazza, difensore della ditta che deve ancora incassare nove milioni di euro e che in passato si è occupato dell’omicidio Pecorelli, del caso

Acilia

Tradito dalle impronte digitali Ha infranto le vetrine del supermercato di via Sartorelli, ad Acilia, con una macchina e si è impossessato della cassa continua, prima di darsi alla fuga con un furgone. Le impronte digitali raccolte dai Carabinieri però gli hanno spalancato le porte del carcere.

Fiumicino

Il giallo del canale È giallo sulla morte di un 76enne di Ostia. L’uomo è caduto nel canale navigabile ed è stato ritrovato incastrato tra gli scogli del molo nord di Fiumicino. Da risolvere sta nei pochi secondi che precedono l’entrata dell’uomo nel canale: caduta accidentale a causa del maltempo o suicidio?

Nettuno

La statuetta della tentazione I Carabinieri di Nettuno hanno denunciato a piede libero per furto aggravato una donna di 62 anni, colpevole di aver rubato una statuetta raffigurante il Bambin Gesù dalla chiesa di San Giovanni. I militari sono arrivata all’anziana al termine di una lunga e complessa indagine. Resta ignoto, invece, il motivo del furto.

Parmalat e degli affari giuridici e disciplinari di Alleanza Nazionale – e quindi la consegna è stata provvisoria e parziale anche nell’utilizzabilità dell’impianto. Noi dovevamo consegnare il polo al Comune di Roma entro il 31 gennaio 2010 e dopo i collaudi, ma la Fin il 23 dicembre scorso ha intentato una causa civile per prendere possesso della struttura, producendo una documentazione parziale, e dopo il provvedimento provvisorio del giudice del 28 di-

cembre ha cambiato la serratura degli ingressi all’area». Il nodo principale della vicenda, comunque, riguarda il pagamento dei lavori alla ditta, che aspetta nove milioni di euro: «Qui si tratta di non voler far emergere il problema relativo a chi dovrà sostenere il pagamento dei lavori effettuati – conclude lo stesso avvocato Claudio Ferrazza – e nel frattempo non si possono neppure svolgere neppure i collaudi, perché chi li effettuerà poi dovrà prendersi l’onere di pagare».

Alla fine a pagare i lavori potrebbe essere il Comune di Roma, proprietario del polo natatorio di Ostia. «L’amministrazione comunale capitolina – sottolinea l’avvocato Claudio Ferrazza – non si rende conto che come proprietaria potrebbe essere chiamata a saldare il conto. Inoltre credo che il Sindaco non sia stato adeguatamente informato di quanto sta succedendo». Il XIII Municipio nel frattempo, invece, resta a guardare. Intanto la ditta, che vanta nove milioni di credito, non può pagare i fornitori e tante aziende rischiano di avere seri problemi economici e poi senza una delibera d’impegno al pagamento dell’opera le banche non sono disposte a concedere fiducia.

Aspirante Eva Kant ruba la pensione agli anziani

Scuola a soqquadro I vandali non perdonano

Gli anziani di Anzio, Ardea, Aprilia e Albano Laziale erano le sue vittime preferite. I Carabinieri della Stazione di Lavinio hanno arrestato una donna di 49 anni ritenuta responsabile dei reati di truffa, falsità materiale, sostituzione di persona e furto aggravato. La stessa, in più occasioni, aveva raggirato le sue anziane vittime facendosi consegnare i libretti della pensione con i quali poi, utilizzando documenti d’identità falsi, effettuava dei prelievi all’interno degli uffici postali. In altre occasioni, invece, aveva incassato i proventi di varie polizze intestate a terze persone, anch’esse ovviamente ignare della truffa che la donna stava perpetrando ai loro danni.

Raid vandalico nella scuola media di Ardea che si trova in via Campo di Carne. Un gruppo di cinque persone, presumibilmente giovani, rimaste ignote ha preso di mira l’istituto mettendolo completamente a soqquadro. I danni sono stati talmente ingenti che il Sindaco rutulo Carlo Eufemi è stato costretto a chiudere per due giorni la struttura, in maniera tale da consentire il ripristino delle condizioni ottimali per il regolare svolgimento dell’attività scolastica e da tutelare tutti i giovani alunni. Non è la prima volta che si verifica un episodio del genere ad Ardea, ma questa volta il Comune ha deciso di scendere in campo chiedendo alle forze dell’ordine di individuare i colpevoli del raid vandalico.

I saldi non bastano ma il colpo all’outlet non va in porto

L’incubo dei commercianti Ladro di supermarket

Hanno pensato di approfittare del caos dei saldi per svaligiare i negozi dell’outlet di Castel Romano. Una donna peruviana di 27 anni e un romano di 23 anni sono stati arrestati in flagranza di reato dai Carabinieri di Pomezia. I militari, in borghese e nascosti tra la folla, hanno seguito la coppia dopo aver notato alcuni movimenti sospetti e quando li hanno visti uscire da alcuni negozi con delle grosse borse sono entrati in azione. All’interno di alcune borse schermate i due avevano nascosto alcuni capi di abbigliamento, per un valore di diverse migliaia di euro, ancora muniti di placche antitaccheggio. La refurtiva è stata riconsegnata i negozi legittimi proprietari.

I Carabinieri della Compagnia di Anzio hanno arrestato l’incubo dei commercianti del Mare di Roma. A finire in manette è stato un rumeno di 34 anni, A.V. le sue iniziali, che è stato sorpreso dai militari alla guida di una macchina senza patente. L’uomo è stato accusato anche di ricettazione e furto in danno a diversi esercizi commerciali, perché nell’anno appena concluso era riuscito a rubare merce per diverse migliaia di euro da alcuni negozi di Roma e del litorale a sud della capitale. Sempre secondo gli inquirenti, poi, l’uomo era solito anche acquistare e detenere merce rubata per ricettarla e rimetterla sul mercato illegale.


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Turismo

15 gennaio 2010

A luglio aprirà le rotte per Mykonos, Creta, Majorca, Ibiza, Spalato e Dubrovnik

Easyjet punta su Fiumicino per conquistare Roma e l’Italia di Alessandra Za -

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asyjet punta su Fiumicino e apre sei nuove rotte. Il 10 luglio prossimo decolleranno i voli per Creta, Ibiza e Spalato. E il giorno successivo partiranno i collegamenti con Mykonos, Majorca e Dubrovnik. «Abbiamo deciso di sviluppare il traffico passeggeri verso Grecia, Spagna e Croazia, paesi preferiti dagli italiani e dai romani per le vacanze», spiega Thomas Meister, Marketing manager di Easyjet per l’Italia. «Rispetto al passato, l’impegno della compagnia sarà di gran lunga più incisivo. Nel 2009 il traffico è aumentato del 2,6 per cento permettendoci di raggiungere la soglia dei 45 milioni di viaggiatori trasportati mentre i profitti sono aumentati del 10,9 per cento». La low cost inglese fondata nel 1995 dall’imprenditore cipriota Stelios Haji-Ioannou, con le nuove tratte,

La soluzione

Dietrofront Ryanair Ryanair non cancellerà più 59 rotte nazionali in Italia. La low cost irlandese, a seguito dell’incontro con il Comitato inter-

può ora contare al Leonardo da Vinci su 19 rotte. Altre otto le gestisce a Ciampino. Dei 43,7 milioni di

sterline di utile registrato nell’ultimo esercizio, una quota rilevante è stata prodotta dai voli operati in Italia e a

ministeriale per la sicurezza aeronautica, ha chiarito i “malintesi” sui documenti da accettare per l’imbarco dei passeggeri che viaggiano sulle tratte domestiche. «Ryanair ha spiegato il presidente dell’Enac Vito Riggio - accetterà ora tutti i documenti rilasciati dalle autorità dello Stato ita-

liano oltre a passaporti e carte di identità. Per quanto riguarda le patenti di guida, poiché sono di due tipi (uno rilasciato dalla Prefettura l’altra dalla Motorizzazione civile), ci hanno chiesto un tempo per approfondimenti tecnici. Tempo che è stato concesso». Intanto la compagna aerea ha

Roma. «Siamo stati uno dei pochissimi vettori europei a fare profitti durante gli ultimi dodici mesi caratterizzati dalla recessione economica mondiale», afferma Andy Harrison, amministratore delegato di Easyjet. «Prevediamo un inverno difficile. Stiamo concentrando i nostri sforzi su un ulteriore taglio dei costi e sul miglioramento dell’efficienza insieme ad una ottimizzazione delle rotte e dell’allocazione della flotta. Avremo comunque un beneficio dalla rinegoziazione delle riassicurazioni sui carburanti ai prezzi di mercato. Mettendo insieme tutti questi fattori ci aspettiamo una sostanziale crescita dei profitti nel 2010». E così, visto che il Belpaese piace agli europei e i romani vanno pazzi per le isole del Mediterraneo, Easyjet guarda ora verso gli assolati paradisi di Mykonos e Creta, dove natura e storia millenaria convivono in armonia, verso località balneari “in” come Palma di Majorca reso noti i risultati operativi del 2009: oltre 65 milioni i passeggeri trasportati, un incremento del 13 per cento rispetto all’anno precedente. «Nel solo mese di dicembre la crescita del traffico è stata del 12 per cento», ha sottolineato Stephen McNamara, portavoce di Ryanair.

Un gigante low cost 485 Le rotte gestite da Easyjet in Europa, Asia e Africa 27 Le rotte operate a Roma 182 Gli aerei della flotta 45 I milioni di passeggeri trasportati nel 2009 114 Gli aeroporti collegati e Ibiza, ma anche verso i gioielli non ancora conosciuti dei Balcani: Dubrovnik e Spalato, città croate con un passato veneziano alle spalle come avamposti della Serenissima nell’Adriatico. E, per promuovere le nuove rotte, tariffe scontate (da 20,99 a 32,99 euro a tratta) e chi prima prenota (sul sito Internet della compagnia aerea, naturalmente!) meno paga. EasyJet, per la mole di turisti trasportati, è la terza compagnia low cost al mondo dopo l’americana Southwest e l’irlandese Ryanair. Ha una flotta di 182 aerei che operano su 485 rotte, collegando 114 scali in 28 paesi.


Turismo

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Grazie Alle Falde del Kilimangiaro svelati angoli sperduti del pianeta

Con Licia Colò alla scoperta del mondo «Con noi sono sempre di più coloro che partono per mete sconosciute» di Lorella Di Carlo

Posti da favola

V

iaggiatrice per eccellenza, che da anni ci offre la possibilità di conoscere i luoghi più belli e inesplorati del pianeta con le Falde del Kilimangiaro, in onda tutte le domeniche da 10 anni su Raitre. Veronese, vive con la sua famiglia a Casal Palocco. Licia Colò è giornalista e conduttrice famosa anche per le sue grandi passioni. Da sempre impegnata nella difesa dell’ambiente e dei diritti degli animali. Come ha cominciato la sua carriera? Ho iniziato a 19 anni con un provino per Antenna Nord perché lavoravo come modella a Milano. La fortuna è stata che da emittente locale è diventata nazionale. Chi è il pubblico delle Falde del Kilimangiaro? Diciamo che tramite l’auditel emerge che il nostro pubblico televisivo ha una media di 40 – 60 anni e un livello d’istruzione medio alto Riceve lettere di spettatori che scelgono mete in base ai servizi sui paesi di cui vi occupate nel programma? Un errore che si fa spesso è considerarci un tour operator ma dall’altra parte sono aumentati viaggiatori che scelgono di visitare mete poco conosciute Come riesce a conciliare la famiglia con le sue grandi passioni? Adesso per la mia famiglia viaggio molto meno. Ho avuto un figlio tardi proprio perché lavoravo, viaggiavo. Non rimpiango niente perché ho dato tanto Qual è stato il suo primo viaggio? Mio padre era un pilota dell’Alitalia e ho viaggiato fin da piccolina. A 11 anni andai nel Maine

negli Stati Uniti ospite di una famiglia amica dei miei genitori. Poi quando avevo 16 anni in India Un disco che porterebbe sempre in viaggio? Non porto dischi in viaggio, un tempo mi portavo la Nutella per i momenti più nostalgici, dovrei ricominciare a farlo. Non mancano i libri sui paesi che vado a visitare. Viaggio ancora per lavoro e mi piace essere preparata e conoscere un minimo i posti che visito. Ha fatto della sua passione un mestiere. Ha mai pensato di condurre un programma di altro genere? Tante volte e mi divertirebbe pure. Ho scelto una specializza-

zione ma mi piacerebbe un programma diverso. La rete ritiene che io sia più adatta a questo tipo di trasmissione. Come ricorda la sua esperienza da ballerina a Ballando con le stelle? E’ stata divertente e sicuramente poteva esserlo di più. Ero impegnata su diversi fronti, ero l’unica concorrente ad andare in onda con un programma settimanale e una bambina piccola. Le Falde del Kilinangiaro è uno dei programmi consolidati di Raitre che va in onda da molti anni. C’è un paese di cui non vi siete occupati? Sono tantissimi perché purtroppo ci sono due regole di mer-

cato. La prima è che devono essere paesi visitabili e la seconda che devono essere paesi documentabili. Non siamo un programma per turisti ma viaggiatori. Reporter, il nostro giornale viene distribuito sul litorale romano, conosce queste zone? Ho trascorso la mia infanzia tra Ostia e Casal Palocco ho un ricordo molto romantico di quel periodo. Quando ero piccola partivamo in motorino da Casal Palocco per raggiungere il centro di Ostia dove nel centro della piazza c’è un bar molto antico, credo che risalga agli inizi del ‘900, che a qualsiasi ora sforna dei krupfen caldi caldi


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Cultura Gli studi

Lezioni a numero chiuso

Il master di I livello in Security Languages è un’iniziativa dell’università degli studi di Perugia che si svolge a Narni. Polo universitario che nel corso degli anni si è trasformato in una vera e propria capitale della sicurezza, grazie ad altre iniziative didattiche simili, come il corso di laurea in Scienze per l’Investigazione e la Sicurezza. Il master ha come obiettivo quello di formare la figura professionale dell’esperto di linguaggi per la sicurezza, profilo che a livello europeo e internazionale non è stato ancora definito in maniera chiara, ma che a breve sarà necessario in ogni ambito lavorativo che abbia a che fare proprio con la sicurezza. Il master di Narni è a numero chiuso e questo varia da un minimo di 20 studenti ammessi a un massimo di 100, per iscriversi comunque è necessario aver già frequentato con successo un corso di laurea triennale. Il carico di studi, comunque, sarà piuttosto impegnativo, dato che i ragazzi iscritti, oltre ai classici esami preparati sui libri di testo, affronteranno anche convegni e veri e propri tirocini operativi, nel corso dei quali si confronteranno con la parte pratica di ciò che li attende in futuro.

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A Narni il primo master in Europa di Security Languages

Sulla scena del crimine I ragazzi scopriranno come si risolvono i grandi gialli, il modus operandi delle intelligence e del mondo dello spionaggio

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iovani investigatori crescono. In Italia oltre al calcio l’altra grande passione è quella delle crime stories, i grandi gialli dello Stivale, spesso irrisolti, che dai libri sono arrivati fino alla televisione e al cinema. Adesso, però, anche le storie più complicate troveranno una soluzione, grazie al master di I livello in Security Languages, attivato dall’università degli studi di Perugia. Il corso è il primo e unico in tutta Europa nel suo genere, si svolgerà nell’anno accademico 2009 – 2010 nella sede di Narni ed oltre ai docenti ordinari arriveranno i massimi esperti di linguaggi della sicurezza da ogni angolo del mondo. L’iniziativa è stata studiata sulla scia del corso di laurea in Scienze per l’Investigazione e la Sicurezza, attivato dalla facoltà di Scienze della Formazione e autentico fiore all’occhiello dell’ateneo di Perugia, tanto che nel giro di soli quattro anni sono arrivate ben 1.400 iscrizioni da tutta Italia. Nel corso del master in Security Languages saranno affrontati tutti i linguaggi della sicurezza, che

spaziano tra campi e discipline differenti: comunicazione verbale e non verbale, Digital Forensic, giochi di ruolo, geopolitica, linguaggi sia delle intelligence che dello spionaggio, linguaggi giuridici e addirittura una ricca panoramica su tutti i limiti dell’inglese come lingua globale. Gli studenti, poi, non si limiteranno allo studio nel senso classico, ma saranno impegnati anche in convegni e tirocini operativi. L’obiettivo finale, infatti, è quello di formare professionisti qualificati che siano in grado di operare in ogni ambito della sicurezza. L’offerta formativa, verso la quale hanno mostrato interesse anche i giovani romani e i loro coetanei del litorale, è rivolta a tutti coloro che già lavorano nel settore e necessitano di continui aggiornamenti e a chi desidera intraprendere una professione nuova, stimo-

lante e al servizio della comunità. «A Narni ci sono docenti qualificati e laboratori specializzati in ogni ambito della sicurezza – spiega Antonino Iaria, Tenente Generale del ruolo d’onore del corpo degli ingegneri dell’Esercito e docente di Tecnologie Elettroniche nella Lotta al Terrorismo proprio all’interno del polo universitario di Narni – da qualche mese, poi, sono nati anche un centro di ricerca in sicurezza umana, con tanto di biblioteca dedicata, e il primo laboratorio permanente italiano sulla scena del crimine». Il bando del master di I livello sarà pubblicato in questi giorni sui siti internet www.unipg.i e www.unipg.it/sdf. Per ogni informazione, infine, è possibile telefonare allo 0744/390156 e allo 0744/7632 oppure scrivere una mail all’indirizzo investigazione.sdf@unipg.it. (M.S.)

La facoltà

A scuola di sicurezza

Il corso di laurea in Scienze per l’Investigazione e la Sicurezza ha fatto da apristrada al master in Security Languages. La facoltà di Scienze della Formazione dell’università di Perugia, che ha sede nel polo distaccato di Narni, infatti quattro anni fa ha deciso di lanciarsi nell’avventura dell’insegnamento delle crime stories. Il successo è stato notevole: in soli quattro anni sono arrivati ben 1.400 studenti da ogni parte dell’Italia, oltre a docenti qualificati e ai maggiori esperti civili e militari che operano nel campo della sicurezza. E poi ancora sono nati laboratori e tirocini in ogni settore di questa materia. Narni è diventata la capitale della sicurezza e il polo universitario d’eccellenza in quest’ambito. Il master di I livello in linguaggi della sicurezza ne rappresenta il fiore all’occhiello, anche perché si tratta di un progetto didattico che non ha eguali nel resto d’Europa. Da quale mese poi, ovviamente sempre a Narni, è nato anche il centro di ricerca in Sicurezza Umana (Crisu), che si avvale di una biblioteca specializzata e del primo laboratorio italiano permanente sulla scena del crimine.


Cultura

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Il dialetto di Anzio è una fusione tra la parlata dei nobili vacanzieri e quella dei galeotti

Il portodanzese rischia l’estinzione

“Er mare sputa spannocchie”, e “stamo all’acqua dei merluzzi” sono solo due dei detti legati al mondo della pesca. Ma i giovani non conoscono l’idioma degli avi di Roberta Scia

Gli aneddoti

“Q

uanno er pescatore pia er pesce… passa Cristo e nun lo conosce”, e “quanno scirocco chiaro tramontana scura, naviga il pescatore senza paura”. Sono centinaia i modi di dire portodanzesi, tipici del dialetto di Anzio, una parlata di mare legata soprattutto al gergo dei vecchi pescatori, dai quali nasce e si sviluppa un idioma infarcito di leggende legate al mare. E’ sulla banchina del porto, tra reti, marinai e pescherecci, che ha preso vita già dal ‘700 il dialetto che oggi sta via via scomparendo tra i giovani, custodito gelosamente dai pescatori e dagli anziani del posto. Nonostante il territorio di Anzio confini con quello di Nettuno, con cui nell’VIII secolo aveva costituito un unico nucleo nell’antica Antium, il dialetto del Comune neroniano è molto più vicino al romanesco rispetto a quello nettunese, con contaminazioni del basso Lazio. Nel Medioevo infatti le sorti delle due città si separano. Anzio subì un periodo di oscuramento a causa delle invasioni saracene, riducendosi a un piccolo villaggio di pescatori, e solo nel ‘700 cominciò a ripopolarsi con la costruzione del porto ad opera del papa Innocenzo XII. Ad insediarsi nella città neroniana erano famiglie provenienti dalla Campania e da Gaeta, ma la città prediletta degli imperatori divenne soprattutto un luogo di villeggiatura per nobili e aristocratici della capitale. «Anzio dal 1700 divenne parte dei possedimenti dello Stato Pontificio – spiega Luigi Salustri, poeta famoso per i suoi sonetti e le sue composizioni in dialetto dedicate ad Anzio, sua città natale – e da allora fu frequentata da vescovi, cardinali, persone illustri. Il portodanzese nasce proprio dal romano, ma pian piano si è imbastardito e dal romano puro si è modificato attraverso una serie di contaminazioni linguistiche. Resta tuttavia

Il romano un’altra lingua

un dialetto che risente moltissimo dell’influsso della capitale, proprio a causa della sua vicinanza con Roma e dell’assidua frequentazione dei nobili in un passato non troppo lontano». Le differenze tra i due a volte sono lievi: se in romanesco per indicare i termini “andiamo, partiamo, veniamo” si usa dire “annamo, partimo, venimo”, in portodanzese si è soliti invece aggiungere una “i” nella desinenza finale della parola: “annamio, partimio, venimio”. «Lo Stato Pontificio – spiega ancora il poeta Salustri – aveva fatto costruire ad Anzio una darsena, utilizzata come galera per i sovversivi. Uno dei cognomi più antichi ad Anzio è Costa, che fu un sovversivo che riuscì a fuggire di galera e a farsi una famiglia nel posto. L’imbastardimento del dialetto e la nascita del portodanzese è dovuto proprio all’unione della parlata

dei nobili e di quella più volgare dei galeotti». Molti sono i proverbi e i termini tecnici legati alla pesca, attività primaria di una popolazione che vive di mare. “Andare in faccia agli scogli” è un modo di

Il dizionario

Briccocole: Bazzicare: Sgummarello: Cionco: Bafogna:

si riferisce ad un cattivo affare, e quando “barca de chiatto… spigni de poppa”. “Gabbiani a terra male tempo” è la tipica espressione che preannuncia l’arrivo della pioggia, mentre i pescetti che restano incastrati nelle reti e non vanno all’asta si chiamano “sgavajoni”. “Stamo all’acqua dei merluzzi” si traduce invece con “Siamo messi male”. Tra proverbi e termini dialettali, spesso si sente dire fra gli anziani “E mo se coce sto riso” per dire che bisogna aspettare molto tempo, oppure “Quanno affitti?” per chiedere “quando finisci?” e “Avemo fatto mala nottata e fia femmina” per indicare qualcosa che non è andato nel verso giusto. “Bocca de ciavatta” è invece chi ha gusti difficili, e sono centinaia le altre espressioni che restano parte di un patrimonio che oggi si rischia di sparire.

Albicocche Frequentare Mestolo Stanco Scirocco

dire che si sente spesso tra gli addetti ai lavori per indicare l’incontro di un ostacolo. Quando “er mare sputa sparnocchie” significa che giocando a carte a briscola si è costretti a buttare i carichi, quando “er pesce puzza dalla testa” ci

C’è un aneddoto che si tramanda da generazioni ad Anzio e dimostra il progressivo allontanamento del portodanzese dal romanesco. Si racconta di una signora di Anzio che, trovandosi ricoverata in un ospedale di Roma, disse alla suora che la teneva in cura: «Sorè, appanna sta porta che me viè l’affilatura». Nessuno capì che la signora, in portodanzese, voleva intendere di socchiudere la porta per evitare la corrente d’aria, il cosiddetto “filo dell’aria”. Lontana nei tempi è anche la citazione dialettale “Se vedemo startro scuro”. Il modo di dire proviene dal mondo dei pescatori di pesce azzurro che un tempo pescavano solo nelle notti senza luna e quindi guadagnavano solo in quelle nottate, potendo pagare solo in certe occasioni i “buffi” ai vari negozianti, dai quali si congedavano appunto con questa frase, entrata poi a far parte della tradizione dialettale. (R.S.)


Cultura

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Il presentatore di Affari Tuoi racconta le aspettative dei concorrenti

Una speranza firmata Max Giusti «Alcuni sognano di estinguere il mutuo, altri di riuscire ad accenderlo» di Mafalda Bruno

U

na lunga e magica serata, quella dello scorso 6 gennaio, che ha avuto inizio con l’estrazione dei biglietti vincenti della Lotteria Italia. In collegamento diretto con la sede dei Monopoli di Stato, sono state assegnate le massime vincite dei premi più ambiti. A condurre la lunga serata in prime time, l’eclettico attore e presentatore romano Max Giusti che ha voluto incontrare la stampa prima di andare in onda con la puntatona della Lotteria Italia nel giorno della Befana e abbinata, quest’anno, proprio alla trasmissione “Affari Tuoi - Speciale per due”. Visibilmente emozionato, quasi incredulo, ha risposto alle domande di Reporter con la sua solita verve romanesca, schietta e brillante. Max, preoccupato, emozionato o cosa? Non riesco ancora a credere che sarò il presentatore di questa serata così importante per il vasto pubblico di Rai Uno che è non solo italiano. Non finirò mai di ringraziare la Lotteria Italia, i Monopoli di Stato e Rai Uno per avermi concesso questa possibilità, di arrivare a questo traguardo che mai avrei immaginato di poter raggiungere. Da artista posso dire che la conduzione di questa serata per me rappresenta il momento più importante, clou, della mia carriera, la chance più ambita. Ma vi

rendete conto? Conduco una delle serate storiche per la televisione, la serata della Befana, che ancora ricordo quando da piccolo guardavo in casa dei miei nonni con la TV in bianco e nero! Come è andata la preparazione della puntata? Non è stato facile cercare di imparare tutti i meccanismi di questa serata: come accadono gli abbinamenti, le estrazioni, la scaletta dei collegamenti esterni; spero di aver imparato tutto; mi sono dovuto preparare e studiare ecco! Un bilancio di questo primo anno di conduzione del programma Sono molto contento e altrettanto soddisfatto, anche perché mi sono sempre divertito. Con Affari Tuoi sono entrato da una delle porte principali del nostro paese. Affari Tuoi e l’Italia sono la stessa cosa, con tutto ciò che preoccupa la gente comune, come i problemi economici di questi tempi. Difatti per me le categorie dei concorrenti si dividono in due: chi partecipa sognando di vincere per estinguere il suo mutuo e chi sogna di vincere per accenderlo, un mutuo. Cos’altro le ha insegnato Affari Tuoi? Maggior rispetto

per il nostro paese. Come ho detto prima, i concorrenti del nostro programma sono l’Italia stessa, ognuno con il proprio bagaglio di problemi certamente, ma anche di emozioni, gioie e soddisfazioni. Guardando la trasmissione, spesso è palese il suo sincero dispiacere quando un concorrente si vede sfumare la possi-

bilità di vincere: come si sposa allora la conduzione di un programma dal taglio tipicamente allegro e spensierato? Diciamo anzitutto che non con tutti i concorrenti si crea la medesima empatia: alcuni mi colpiscono più di altri, e allora chiaramente anche la mia partecipazione alla sfida che devono affrontare, diventa diversa e per me più coinvolgente. Quando leggono la letterina che racchiude la loro vita, si entra giocoforza a far parte delle loro aspettative, dei loro sogni, magari dopo una vita fatta di sacrifici. Allora non riesco a nascondere il dispiacere, specialmente quando perdono perché non hanno avuto il coraggio di osare e si sono accontentati del poco certo che avevano. Lì mi arrabbio pure perché mi trovo davanti non già ad attori, comparse o figuranti, ma a persone vere con al seguito la loro vita quotidiana che mi piacerebbe vedere cambiata per il meglio.


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Economia

15 gennaio 2010

In 4 anni arrivati in Yemen un miliardo e mezzo di euro

On line i soldi per la jihad

Incrementi del 600% dal 2005

Un giro d’affari milionario Aumenti record per i soldi inviati all’estero dagli immigrati. In cinque anni l’incremento è stato pari a circa il 600%. Eclatante il caso della Lombardia, da cui negli ultimi 12 mesi sono stati spediti fuori dall’Italia soldi pari a circa un miliardo e mezzo.

Diversi i centri sequestrati in seguito al pacchetto sicurezza varato dal ministro Maroni. Al vaglio le operazioni sospette

Spedizioni di denaro

Controlli raggirati facilmente Ci sarebbero gli scarsi controlli alla base dell’utilizzo dei money transfert per l’invio di denaro alle organizzazioni criminali terroriste. Documenti palesemente falsi e operazioni facili completano l’opera, magari con l’aiuto di prestanome “puliti”.

Italia nel mirino

L’allarme dei servizi segreti di Francesco Pasto - mano le parole del senatore leghista Piergiorgio Stiffoni. «I ressa soldi agli stragisti di al Qaeda e

I

l sospetto è di quelli che fanno rabbrividire: i soldi al terrorismo islamico passerebbero attraverso i comunissimi call center e money transfert presenti in ogni città. Lo testimonierebbero le infinite operazioni di Polizia e Carabinieri sul territorio italiano, ma anche delle altre forze di polizia nel resto del mondo. Soltanto nei mesi scorsi sono stati diversi i centri sospetti sequestrati dagli inquirenti tra Brescia, Reggio Emilia, Ancona, Ascoli e Macerata. Pesantissima l’accusa: da lì sarebbero partiti soldi per finanziare la jihad. E lo confer-

alle sue organizzazioni parallele - spiega il senatore - arrivavano dai money transfert e dai phone center cui la Lega cinque anni orsono chiese un controllo a tappeto e che nel pacchetto sicurezza di Maroni è stato attuato. Questi soldi, sembra un miliardo e mezzo in quattro anni, sono arrivati dall’Europa nello Yemen, e una parte consistente dal nostro paese. Solo con il pacchetto sicurezza del 2008 - continua Stiffoni - si è messo in moto il meccanismo dei controlli capillari su questi esercizi commerciali che purtroppo in un certo periodo, dal 2000 al 2005, sono nati come

funghi, come innocenti centri per gli immigrati, e che invece spesso venivano usati dai basisti del terrorismo islamico residenti nelle nostre città». Ed è chiaro che sulle decine di phone center e money transfert sparsi per le città del litorale aleggi una sorta di mistero. La paura, hanno sempre dichiarato gli inquirenti, è che dietro a queste attività commerciali possa nascondersi, in alcuni casi, un modo facile e veloce di riciclare denaro sporco. I servizi investigativi tengono gli occhi aperti, oggi più che mai, per evitare che dall’Italia possano arrivare finanziamenti facili alle associazioni criminali operanti nello Yemen e in tutto il Medioriente.

Sui money transfert significativo il pensiero dei servizi segreti. «L’Italia è il secondo mercato mondiale dopo gli Usa con più di 25mila punti, con sacche di irregolarità e di abusivismi in cui si possono mimetizzare operazioni finanziarie illegali».

Finanziamenti a rischio

«Follow the money» Scoprire in anticipo attentati terroristici? «Follow the money», come spiega in un volume W.F. Wechsler. Le ragioni sono varie: su tutte, il fatto che per compiere azioni terroristiche la disponibilità di risorse finanziarie cospicue può accrescere la capacità di azione di gruppo.


Curiosità dal mondo

15 gennaio 2010

Nuova Delhi

Tokyo

Stazione fai da te

L’highlander del nucleare

Davanti ai ripetuti no delle Ferrovie indiane alle prese con problemi di bilancio gli abitanti di Taznagar si sono costruiti da soli la stazione ferroviaria. Le due pensiline e la biglietteria sono costate 2.100.000 rupie, circa 31mila euro.

Sopravvissuto alle due bombe atomiche di Hiroshima e Nagasaki è stato ucciso da un cancro allo stomaco. Tsutomu Yamaguchi, nato a Nagasaki nel 1916, il 6 agosto 1945 era a Hiroshima per un viaggio d’affari e tornato a casa tre giorni dopo ha visto la seconda bomba atomica pioverà sulla sua città.

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Vienna

Amore in pillole Arriva la pillola contro il mal d’amore. Sarà ricavata dagli estratti dei frutti esotici di un albero che cresce nella Costa d’Avorio, il Griffonia Simplicifolia, sarà immessa sul mercato dalla casa farmaceutica Coropharm e si chiamerà Amorex.

Nel regno saudita Al Qaeda passa dal web al telefonino per reclutare aspiranti kamikaze

In Arabia terroristi al cellulare

I video di Bin Laden ora viaggiano con il bluetooth. E la polizia non li vede di Gianluca Con -

M

essaggi di testo e mms rappresentano l’ultima frontiera per il reclutamento di aspiranti terroristi. Al Qaeda, infatti, ha cambiato la propria tecnica per il proselitismo, abbandonando il web e spostando le sue attività sul telefono cellulare. La culla di quest’ultima tendenza è l’Arabia Saudita e tutto è cominciato dopo che i servizi di sicurezza sono riusciti a chiudere i siti jihadisti più importanti e ad arrestare i loro webmaster. A questo punto gli uomini di Al Qaeda hanno deciso di cambiare tecnica e di far viaggiare i messaggi di Osama Bin Laden e di Ayman al Zawahiri, i comunicati del gruppo terroristico e qualsiasi altro tipo di informazione attraverso i cellulari. A rivelare la svolta tecnologica è stato il generale Mansour al Turki, portavoce della polizia saudita, che ha spiegato al mondo intero come gli stessi agenti abbiano scoperto una forte attività di propaganda attraverso il telefonino. Gli utenti dei forum jihadisti chiusi dalle autorità si sono riciclati sui cellulari, come per esempio hanno fatto i componenti della

Squadra degli Ansar. E poi ci sono un folto numero di ingegneri informatici e di tecnici che si incontrano su Internet e poi danno vita a gruppi di propaganda che usano la telefonia mobile per veicolare documenti, canti jihadisti e lezioni degli Imam salafiti, oppure per diffondere immagini degli attentati firmati da Al Qaeda attraverso gli mms. Addirittura la polizia dell’Arabia Saudita ha trovato messaggi di testo inviati da Ayman al Zawahiri, nei quali veniva confermato che diverse persone erano state incaricate di raccogliere soldi da inviare in Afghanistan, sui cellulari di alcuni terroristi arrestati di recente. Uno degli sms era partito addirittura dallo Yemen ed era firmato direttamente da Sayd al Shahri, capo di Al Qaeda in quello stato. Destinatario del messaggio

un giovane saudita al quale veniva richiesto un finanziamento per il gruppo terroristico yemenita. Far girare soldi da destinare al terrorismo attraverso la telefonia mobile è una tecnica piuttosto diffusa: il principe e vice Ministro degli Interni dell’Arabia Saudita Abdel Aziz, in prima fila contro Al Qaeda, ha rivelato l’esistenza di conti bancari nel regno sui quali vengono raccolti soldi da destinare al terrorismo. E i numeri di questi conti correnti sono diffusi proprio tramite cellulare, con il pretesto di raccogliere fondi per i musulmani bisognosi. Ma non è ancora finita

qui, perché telefonate e messaggi sono intercettabili dalle forze dell’ordine, e così i simpatizzanti di Bin Laden da

poco tempo hanno deciso di utilizzare la tecnologia bluetooth come nuova tecnica di proselitismo, per scambiarsi messaggi di Al Qaeda e video dei leader senza finire nella rete della polizia.


Cucina

15 gennaio 2010

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Durante le feste gli italiani sono ingrassati di due chili. Ma perderli non è un’impresa impossibile

Di nuovo in forma con frutta e verdura Per rientrare nella propria taglia basta mangiare piatti a base di legumi e bere molta acqua. Grassi e dolci invece sono finiti nella lista nera

Salutista fai da te Punti chiave Bere almeno due litri d’acqua al giorno Cambiare spesso il proprio menù Fare sempre colazione e non saltare i pasti Consumare almeno due porzioni di frutta e verdura ogni giorno I cereali (pane, pasta e riso) devono essere consumati quotidianamente Mangiare pesce almeno due volte a settimana I legumi garantiscono proteine di buona qualità e fibre Limitare il consumo di grassi, soprattutto quelli animali Non eccedere con il consumo di sale Limitare il consumo di dolci e bevande caloriche

di Paola Bernieri

L

a Befana si è portata via tutte le feste e ha messo fine alla lunga sequela di banchetti dell’ultimo periodo. Dopo le abbuffate di Natale e Capodanno gli italiani sono stati costretti a salire di nuovo sulla bilancia e il responso è stato traumatico: l’aumento medio di peso è stato di due chili. A rilevarlo è la Coldiretti, che ha specificato anche come ognuno di noi, tra dolci, frutta secca, spuntini in orari insoliti tra una tombolata e l’altra e lauti pasti abbia ingerito tra le 15mila e le 20mila kilocarie in più rispetto a pranzi e cene normali. Niente paura, comunque, perché perdere i due chilogrammi presi e rientrare nella propria taglia è possibile. Certo non sarà facile rinunciare di colpo alle leccornie degli ultimi tempi, ma una dieta leggera, con frutta, verdura e pesce, permetterà agli italiani di tornare in

forma. Sulla tavola di ogni casa, quindi, non dovranno assolutamente mancare arance, mele, kiwi e pere, cicoria, spinaci, radicchio, zucche, zucchine, insalata, finocchi e carote. E poi nella

dieta bisognerà puntare parecchio sui piatti a base di legumi, come fagioli, ceci, piselli e lenticchie: tutti alimenti ricchi di ferro e fibre in grado di aiutare l’organismo, l’intestino in particolare,

a smaltire i carichi eccessivi dell’ultimo periodo. Inoltre non bisogna assolutamente dimenticare di bere almeno due litri di acqua al giorno, meglio se naturale, e di condire le insalate con olio d’oliva, al massimo due cucchiaini al giorno. Al bando, invece, sono finiti, pasta, pane e dolci; per un po’ meglio evitare carboidrati e zuccheri, soprattutto dopo l’overdose di pandoro e panettone che si è consumata tra Natale e l’Epifania. Anche i grassi e le bevande caloriche sono finite nella lista di nera di cosa è meglio non portare a tavola nel

mese di gennaio. Per quanto riguarda il controllo del peso, infine, niente paura perché il momento della verità e il confronto con la tanto temuta bilancia vanno affrontati tra un paio di settimane, un mese al massimo. Comunque non subito. Pesarsi ogni giorno non serve ed è meglio farlo quando i risultati di un regime alimentare più sano potranno essere visibili.


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reporter news 1 2010