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IL 12 GIUGNO PARTE L’AVVENTURA BRASILIANA. PER L’ITALIA GIRONE DI FERRO CON INGHILTERRA, URUGUAY E COSTA RICA

COPIA OMAGGIO

IL MONDIALE

CARIOCA


» sommario «

5. 7. 8. 11. 13. 15. 13.

» MANTOVA CALCIO C siamo Una stagione sulle Montagne Russe Il film del campionato Lo stratega Alfio Pelliccioni Il capitano Manuel Spinale Il bomber Roberto Floriano Giovanili - Sergio Fincatti

21. » MONDIALI 2014 FIFA World Cup Brasil 22. Città 28. Stadi 32. Gli Azzurri 34. Calendario degli incontri 37. I gruppi 40. Il pallone 41. La mascotte 42. I Mondiali in TV 44. Le scommesse 47. Francesco Borriello » CALCIO 51. Castiglione 54. Castellana - Asola 55. Governolese » BASKET 56. Dinamica » 1000 MIGLIA 61. Giordano Mozzi » VOLLEY 62. Mantova » RUGBY 65. Viadana » TAMPURELLO 66. Mantova, la capitale

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Editore: Reporter srl - Via Acerbi, 10/12 - Mantova Tel. 0376 367622 - Fax 0376 310107 e-mail: redazione@reportermantova.it Supplemento a “Reporter” n. 21 del 6 Giugno 2014 Iscritto al n. 1220 del registro Nazionale della Stampa - Aut. del Tribunale di Reggio Emilia n. 1220 del 21/01/2009 Progetto grafico e impaginazione Massimo Galetti Beatrice Fagan Stampa Litocolor - Guastalla (RE) Ha collaborato in redazione Andrea Murari - Nicola Antonietti Paolo Salvaterra - Nilla Balboni

inserzionisti - POMPEA - COMPAGNONI IMPIANTI - MANTOVA ORO - TAPPEZZERIA MAGNANI - MALAVASI DEMOS - CIBO FIDO.IT - MIRAMONTI PIZZERIA RISTORANTE - FAROIL CILINDRI OLEODINAMICI - DECATLHON CURTATONE - COPYGRAPH - TIMBRIFICIO MANFREDINI - A.F. AGENZIA INTERMEDIAZIONE IMMPOBILIARE - FABIO FEDERICI LABORATORIO ODONTOTECNICO

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tura aziendale con un team di collaboratori e fornitori in grado di soddisfare la Clientela a 360°: dal business plan per lo studio energetico ed economico della Commessa, alla progettazione della soluzione tecnica più vantaggiosa sino alla realizzazione in opera dell’impianto in conformità alle leggi e normative vigenti sia più comuni (DM 37/2008 “la Regola dell’arte”, F-GAS) che meno frequenti ( INAIL EX ISPESL, PED, VVFF, ASME, ecc). La soddisfazione economica, energetica e tecnica del Cliente è la mission principale della COMPAGNONI IMPIANTI e rappresenta per l’Azienda stessa il miglior biglietto da visita possibile: compito di tutto lo Staff coinvolto, dalla fase progettuale sino alla realizzazione e conduzione dell’impianto, è raggiungere in ogni situazione e con la massima professionalità tale traguardo.

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IL MARTELLI ESPLODE DI GIOIA PER IL GOL DI FLORIANO ALLO SCADERE NELL’ULTIMO MATCH CASALINGO CONTRO LA SPAL

C SIAMO Con le unghie e coi denti il Mantova conquista un posto tra i professionisti. Stagione travagliata, ma dal lieto fine. Società al lavoro per costruire una rosa all’altezza di un campionato che si preannuncia durissimo


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Una stagione sulle

Obiettivo raggiunto, ma quanta fatica. Dal sogno di dominare il campionato all’incubo retrocessione

Montagne Russe

Incertezza sul futuro: assetto societario, obiettivi e budget ancora da definire. Il tempo stringe, impensabile un nuovo inizio ad handicap Tre allenatori e due direttori sportivi. Tanto basterebbe a dire del travaglio vissuto nella stagione appena conclusasi in viale Te. Di solito con elementi del genere si ragiona di stagioni disastrose e invece non è così. Perché, al netto delle enormi sofferenze, il Mantova ha raggiunto l’obiettivo di stagione: centrare un piazzamento tra le prime otto, valido per la promozione in C unica. Strano campionato, anomalo ancor prima di cominciare, con la singolarità di una classifica cortissima fino all’ultimo. Arrivare primi o ottavi era di fatto la stessa cosa, se non per la tranquillità di un finale di campionato già deciso. Tra l’ottavo e il nono posto invece cambiava tutto, successo o fallimento: lì intorno è stata vera bagarre. Con il Mantova mai al riparo. Era fondamentale farcela, per non ricominciare ancora una volta dai dilettanti. E, ripetiamo, l’obiettivo è stato centrato, anche se all’ultima giornata. I complimenti alla squadra sono per questo meritati e doverosi. Quando le cose si mettono male spesso anche i valori tecnici mutano e di-

venta quasi più importante lavorare sulla testa che sui muscoli o gli schemi di gioco. Sulla carta il Mantova doveva essere tra le più forti, addirittura dopo lo splendido precampionato qualcuno immaginava potesse dominare il campionato. È chiaro che dopo simili presupposti trovarsi a combattere nella parte bassa della classifica è stato un shock col quale fino all’ultimo si è dovuto convivere. La solidità mentale della squadra però è stata sfidata soprattutto dalle scelte societarie. Qui con i complimenti è doveroso essere più parchi, se non altro pensando al futuro. L’avvento di patron Lodi era stato salutato con molto entusiasmo, ripagato da un mercato che sembrava riportare al Martelli un’ambizione quasi dimenticata. L’ambizione però ha presto assunto i pericolosi contorni dell’impazienza, della fretta eccessiva, quasi dell’isteria. Non è certo la prima volta che nel mondo del calcio si prova a sostituire l’allenatore per dare un scossa ad una squadra pericolosamente sotto tono. Se però succede tra volte in un anno si è portati a pensare che i CAMPIONATO - GIRONE A CLASSIFICA Punti G 1 Bassano Virtus 69 34 2 Renate 57 34 3 Alessandria 57 34 4 Monza 54 34 5 Santarcangelo 53 34 6 Spal 53 34 7 Real Vicenza 52 34 8 Mantova 52 34 9 Forlì 49 34 10 Delta Porto Tolle 48 34 11 Cuneo 47 34 12 Torres 47 34 13 Rimini (1) 45 34 14 Vir Vec Verona 44 34 15 Pergolettese 36 34 16 Castiglione 30 34 17 Bellaria (2) 15 34 18 Bra 12 34

MIChELE LODI

limiti non vadano cercati solo in panchina. La speranza è che l’esperienza controversa di questa annata sulle montagne russe possa portare ad una gestione più oculata. Perché è chiaro che la C unica rappresenterà per giocatori e società un importante innalzamento dell’asticella. Si ricomincia daccapo, dopo la parentesi Sensibile-Sabatini, con il DS Alfio Pelliccioni, impegnato a cercare un nuovo mister con cui pianificare il mercato. Difficile però che possa muoversi prima che si sia fatta chiarezza sul nuovo assetto societario. Sono in atto infatti trattative ben avviate per l’ingresso di un nuovo importante socio. Per capire quali possano essere le ambizioni del club e di conseguenza il budget per il mercato sarà necessario dunque aspettare. Per il momento si parla di salvezza e di un progetto di tre anni per costruire il salto di categoria. È chiaro che se i tempi dovessero dilatarsi il rischio è quello di una nuova partenza ad handicap. In questo caso sì sarebbe necessario avere fretta.

V 20 15 16 15 13 13 15 13 14 12 11 12 11 10 7 6 4 3

N 9 12 9 9 14 14 7 13 7 12 14 11 13 14 15 12 4 3

S 5 7 9 10 7 7 12 8 13 10 9 11 10 10 12 16 26 28

GF 62 43 59 57 44 52 51 57 53 45 43 40 38 35 27 37 24 29

GS 35 26 39 43 26 42 48 46 45 36 32 44 38 32 35 54 79 96

+/27 17 20 14 18 10 3 11 8 9 11 -4 0 3 -8 -17 -55 -67

PlAy-OuT Retrocessione - Penalizzazione del campionato (1) Rimini -1 punto, per violazioni al regolamento CO.VI.SO.C  (2) Bellaria -1 punto, per violazioni al regolamento CO.VI.SO.C SPORT MANTOVA

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SALA

LUCIANO

4 1 0 2 3 1 20

SABATINI

M L lI FI

C L E D

incubo l’ e la fi in e t t i le 4 sconfi angelo e Spal o p , io c c ia h g embrava in imi minuti con Santarc s e n io g a t s la n il Renate cisive le vittorie negli ult o c ia r o t it v la Dopo so tutto. De s e m o r p m o c prima sorpresa. Pirotecnico 3 a 3 al Martelli di avere con i biancorossi avanti due a zero e tre a uno.

La nuova società A Mantova arriva un nuovo presidente, Michele Lodi, imprenditore veronese nel campo della sicurezza, già patron di una squadra di calcio: la Sambonifacese. Benché al suo arrivo dichiari: “Niente follie, non farò la fine di Lori”, il Mantova cambia quasi tutti i giocatori e dal Renate arriva mister Antonio Sala, che si fa subito conoscere per la passione per la bicicletta e il gioco offensivo. Intorno a capitan Spinale viene costruita una squadra di notevole esperienza per la seconda divisione, e a sorpresa arriva nella terra di Virgi-

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lio, direttamente dalla serie A, il trentasettenne Luciano. L’idea è quella di costruire un gruppo in grado di conquistare bene la C unica e di rappresentare l’ossatura anche del campionato successivo. Al ritiro di Cles non mancano entusiasmo e tifosi. Sulle montagne trentine, il 4-3-3 di Sala sembra funzionare a meraviglia. Il Mantova si presenta alla prima di campionato sulla scia di un ottimismo che non si percepiva da tempo.

Le prime difficoltà e l’esonero di Sala L’esordio con il Bellaria, ritenuto alla vigilia alla portata dei biancorossi, riserva però la

La squadra appare poco equilibrata e soffre moltissimo in fase difensiva. Lodi già amaro: “Non mi aspettavo il pari”. L’occasione per rifarsi arriva con la trasferta di Vicenza contro il lanciatissimo Real. Il Mantova subisce altre 4 reti, conclamando la propria fragilità difensiva. Lodi non ci pensa due volte: per Sala è già esonero. La società sceglie la soluzione interna e promuove il secondo Gianni Migliorini.

Il Mantova precipita Il cambio in panchina peggiora se possibile il rendimento dei biancorossi che perdono male in casa contro la Virtus Vecomp. Il tentativo di risollevarsi nella trasferta di Forlì cozza con la solita disattenzione difensiva che costa il pareggio dei padroni di casa. Lodi torna sui suoi passi, Sala sulla panchina dei Virgiliani. Il Man-


SABATI

SENSIBILE

E ROMOZION LA FESTA P

O T A N O I P M A LC tova trova il primo successo contro il fanalino di coda Bra, ma dopo un deludente pareggio a Crema contro la Pergolettese è un altro biancorosso eccellente a fare le valigie: Luciano, per lui rescissione consensuale del contratto e stop all’avventura mantovana. Il derby vinto con il Castiglione sembra poter rappresentare la svolta per i virgiliani, che però infilano due pareggi consecutivi contro Rimini e Renate, prima della disfatta casalinga contro il Porto Tolle.

Arrivano Sensibile e Sabatini Per patron Lodi può bastare così. I tifosi assediano il Martelli in aperta contestazione. L’imprenditore veronese questa volta estrae il coniglio dal cilindro: via Sala e Pelliccioni, arrivano Sensibile e Sabatini, elementi abituati a ben altre categorie. Per il Mantova chiuso definitivamente il progetto Sala, sembra aprirsi una nuova affascinante prospettiva con il Ds artefice del Novara dei miracoli e delle ultime stagioni della Sampdoria. Intanto però servono punti sul campo per salvare una stagione

partita nel peggiore dei modi. Esordio col botto per mister Sabatini che espugna il difficile campo di Monza, con la doppietta del sempre più decisivo Floriano. Il Mantova sembra aver preso il via, batte in casa l’Alessandria e ottiene un buon pari sul campo del Cuneo. Alla decima arriva la prima sconfitta per mister Sabatini in casa con il Santarcangelo, seguita dal pareggio esterno a Ferrara con la Spal. I Biancorossi reagiscono bene e infilano due vittorie di seguito con Torres e Bellaria. Ma il campionato non smette di mostrare le sue insidie e il Mantova rallenta di nuovo: tre pareggi consecutivi e, dopo la vittoria con il Bra, sconfitta in casa nel big match contro la capolista Bassano. La media punti del Mantova guidato dalla coppia Sensibile Sabatini resta comunque degna delle primissime della classe, a maggior ragione dopo le vittorie contro Pergolettese e Castiglione, il pareggio a Rimini e la nuova vittoria in casa con il forte Renate. La classifica comincia ad avere un aspetto più rassicurante, ma sono vietati i cali di tensione. Che invece puntualmente arrivano. Quattro sconfitte in fila: Porto Tolle, Monza, Alessandria e Cuneo precipitano la squadra di nuovo nel baratro, quando ormai il peggio sembrava alle spalle.

Ritorna Pelliccioni e il Mantova trova lo sprint Ritorna la contestazione dei tifosi, il campionato sembra compromesso. Lodi torna decisionista. Qualche testa deve saltare. Questa volta tocca a Pasquale Sensibile, mentre mister Sabatini resta sorprendentemente al suo posto. Nel ruolo di Direttore Sportivo torna Alfio Pelliccioni che era rimasto in società con il ruolo di osservatore. Il Mantova deve vincere, non ha alternative. A Santarcangelo passa nel finale con un gol di Fioretti e si gioca tutto in casa con gli eterni rivali della Spal. Partita difficile bloccata e tesissima. La sblocca a tempo scaduto con una rasoiata di sinistro il capocannoniere Roberto Floriano facendo scoppiare di gioia il Martelli. I risultati dagli altri campi dicono salvezza, anzi no. Il Forlì segna al 94’, rendendo necessario tornare con almeno un punto dalla trasferta di Sassari. In Sardegna praticamente non si gioca, i padroni di casa segnano su un rinvio sbagliato di Festa, Floriano ristabilisce immediatamente la parità. Ai Sardi il punto serve per assicurarsi i play out, al Mantova per la certezza della promozione: non si vedono più tiri in porta. Il Mantova ce l’ha fatta, ma quanta sofferenza. SPORT MANTOVA

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Lo stratega

Alfio

Pelliccioni

Il ritorno ad aprile dopo essere stato sollevato dall’incarico e sostituito con Pasquale Sensibile. Una vicenda che non ha guastato i rapporti con Patron Lodi che lo ha voluto come prima pedina non solo per la prossima stagione ma per i prossimi tre anni. In questi giorni lavora freneticamente per preparare la prossima stagione, nell’attesa che si faccia chiarezza sull’assetto societario, sugli obiettivi e, non da ultimo, sul budget a sua disposizione. Pelliccioni, si aspettava che con la rosa del Mantova fosse così dura centrare l’obiettivo promozione? “No, sinceramente mi aspettavo facessimo molto meglio”. I continui cambi tra panchina e assetto dirigenziale possono aver influito negativamente sulla squadra? “Sempre, quello succede sempre. Quando si decide di cambiare e si rimette tutto in discussione, bisogna sapere che la cosa ha un impatto negativo sul rendimento della squadra”. Come mai giocatori che venivano da categorie superiori hanno faticato tanto a calarsi nella parte? “Credo sia stata una conseguenza della pressione che c’è stata sui ragazzi dopo l’ottimo precampionato. La squadra ha dimostrato qualche difetto di personalità ed ha subito molto l’importanza della piazza e le aspettative che si erano create. Basta prendere ad esempio un ragazzo come Niccolò Zanetti che nei due anni precedenti aveva segnato trenta gol in categoria mentre quest’anno ha reso pochissimo”. Se dovesse fare un podio dei migliori giocatori del Mantova chi sceglierebbe? “Sicuramente Floriano, che ha fatto una stagione straordinaria pur venendo da una categoria più bassa. Poi Festa che una volta subentrato non è più uscito, ed ha avuto un rendimento molto lineare. Infine direi Cardin che ha fatto un girone di ritorno molto al di sopra di quanto mostrato nella prima parte di campionato”. E tra gli avversari chi l’ha colpita? “Sul mio taccuino ho segnato moltissimi atleti, ma per il momento non faccio nomi”. Quanto è caldo il suo telefono in questi primi giorni di calcio mercato? “Non è caldo: scotta”.

ALFIo PeLLICCIoNI

Su Spinale: Un grande professionista, va ringraziato, ma per tutti arriva il momento di cambiare Toto-allenatori. Dobbiamo fidarci dei nomi che girano sui giornali o potrebbero esserci delle sorprese? “Potrebbero anche esserci delle soprese. Qualcuno di cui si era parlato è già saltato e verranno fuori certamente altri nomi. Magari alla fine verrà scelto qualcuno che sui giornali non ci è mai finito”. Quanto cambierà la rosa nella prossima stagione? “Abbiamo 14 giocatori sotto contratto, per pri-

In attesa che la società chiarisca obiettivi e budget, il Direttore Sportivo prepara il terreno per la prossima stagione

ma cosa bisogna vedere quanti resteranno. La base per il prossimo anno è certamente questa, a cui si aggiungeranno sei o sette giocatori nuovi”. Quando avremo notizie più chiare? “Io penso che l’unica urgenza da affrontare sia la scelta dell’allenatore. Poi sulla base di quello si può lavorare con il nuovo tecnico sui giocatori che ci sono già e sugli eventuali acquisti. Per i giocatori c’è tempo, senza un tecnico invece è impossibile impostare il mercato”. Movimenti societari: ha la sensazione che ci siano possibilità che Michele Lodi ceda la maggioranza della società? “Io mi auguro di no, ma sono cose che è difficile prevedere”. Quanto si alzerà il livello qualitativo del campionato nella prossima stagione? “Dipende, come livello di base si è già alzato. Però ci sono anche squadre che vengono dalla D e che faranno per il primo anno la C. Prevedo che ci sarà un livellamento tra una decina di formazioni verso l’alto e poi un gruppo di coda. Mi aspetto un campionato spaccato in due”. Cosa servirà per fare bene nella C unica? “L’idea per affrontare bene un campionato senza troppe pretese è quella di creare un buon mix tra giocatori di esperienza e giovani freschi”. La Beretti ha disputato un’ottima stagione: il vivaio può essere uno dei punti di forza del Mantova del futuro? “Quello di sicuro: deve essere così. Quest’anno porteremo in ritiro 4 o 5 dei migliori ragazzi della Beretti. Sarà poi l’allenatore a valutare se siano già pronti per la Prima Divisione. Manuel Spinale. Il capitano resta o parte? “Penso che Spinale vada ringraziato pubblicamente per tutto quello che ha fatto, parliamo di un professionista esemplare e di un grande giocatore, ma per tutti arriva il momento di cambiare”. Il suo contratto con il Mantova è di tre anni. Un progetto a medio termine: quali pensa possano essere le ambizioni della società? “Proprio perché il progetto è sui tre anni, la mia idea è quella di un primo anno di stabilizzazione in categoria, un secondo per sistemare ciò che non è andato, per alzare l’asticella nel terzo. Bisogna però crescere con gradualità”. Andrea Murari SPORT MANTOVA

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Il capitano

Manuel MANuEL SPINALE

A lui sono stati riservati i cori più intensi e calorosi anche nell’ultima apparizione al Martelli in cui i biancorossi hanno festeggiato la promozione sfidando Beretti e Allievi Nazionali. Per il Capitano, quella appena terminata non sarà ricordata come la migliore stagione della sua strepitosa carriera. Il che, come ovvio, dopo 12 anni e 375 presenze, non ha affatto scalfito l’affetto e la stima dei tifosi nei suoi confronti. Al contrario, a Mantova tutti attendono notizie sul rinnovo del suo contratto che è in scadenza. Ma su questo il Capitano ancora non si sbilancia. Spinale, a inizio stagione si aspettava fosse così dura? “Sì, quando si cambia tanto è difficile fare subito bene e noi non avevamo tanto, avevamo cambiato tutto”. Cosa non ha funzionato nei primi mesi? “Troppa fretta di vedere risultati immediati. Avevamo sposato un progetto che poi si è interrotto. Era davvero difficile a quel punto rimettersi in carreggiata”. Giocatori che hanno fatto grandi cose in categorie superiori hanno faticato a calarsi in seconda divisione. Quanto è difficile essere efficaci a questo livello? “Sicuramente non è facile. Io ho avuto la fortuna di provare, esclusa la A, tutte le categorie. La B è un altro calcio, più veloce più tecnico, molti meno errori. In seconda divisione si gioca meno a calcio e più a calci”. Che voto dà alla sua stagione? “Abbiamo raggiunto il nostro obiettivo nonostante le difficoltà, io ho sempre giocato: è stata una stagione positiva”. Qual è stato il momento più difficile? “Sono stati molti. Potrei dire l’inizio perché si pensava di partire bene. Potrei dire la fine quando sembravamo più di là che di qua. O al terzo cambio di allenatore a metà stagione”. Quando ha capito invece che ce l’avreste fatta?

Spinale Se ho indossato per dodici anni la stessa maglia e ho accettato di ripartire dalla D è per il pubblico del Martelli

“Sinceramente solo all’ultima partita. Eravamo sempre lì sul filo. Partendo male è stata una rincorsa tutto l’anno, ed è stata una vera impresa da tutti i punti di vista. Con un campionato così livellato non era facile recuperare”. Anche quest’anno il Mantova è stato sostenuto da un grande pubblico. Quanto vale il Martelli in un campionato così equilibrato? “Penso che il pubblico sia davvero encomiabile. Se sono stato dodici anni a Mantova, se ho accettato la serie D dalla B, è esclusivamente per il pubblico e i tifosi, che sono il vero valore aggiunto. Meriterebbero altri palcoscenici”. Tra i giovani della rosa chi ha più possibilità di fare il salto di categoria in futuro? “Eravamo un squadra mediamente matura ed esperta, con molti giocatori ormai abituati a giocare in C. Per l’età direi che quello che ha più possibilità di fare il salto è De Respinis”. Dopo dodici anni in biancorosso, quanto si sente mantovano? “Tanto, una parte importante della mia vita calcistica ma anche personale è qui. Dodici anni con la stessa maglia sono davvero tanti. Mi sento adottato: è la mia casa”. Parliamo di mondiali. Chi prende come favorita? “La mia preferita è la Spagna, ma dubito possa vincere di nuovo, sarebbe incredibile. Dietro metto Brasile e Germania”. Chi può fare la differenza per gli azzurri? “L’Italia nelle manifestazioni importanti tende a far bene, può sempre essere la sorpresa. Bisogna avere fiducia e sperare che Immobile ripeta quello che ha fatto vedere durante la stagione. È un ragazzo davvero forte”. A proposito di grandi giocatori, qual è il compagno di squadra più forte che ha avuto nella sua carriera? “A Mantova ho avuto la fortuna di incontrare atleti che hanno fatto la storia del calcio. Ne cito quattro: Hubner, Poggi, Fiore e Locatelli”. SPORT MANTOVA

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Floriano

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Diciannove gol non gli sono bastati per vincere la classifica dei cannonieri, chiusa al secondo posto. Ma le sue reti e i suoi assist sono stati decisivi per portare il Mantova alla promozione. La sua straordinaria rapidità nello stretto e il suo spunto in allungo gli sono valsi il soprannome di Flash e il terrore dei difensori avversari. Suoi i gol pesantissimi nelle ultime decisive sfide, quello allo scadere con la Spal e l’ultimo nella trasferta di Sassari. Da qualche anno a Mantova non si vedeva un giocatore così dominante nella tre quarti avversaria. Ora il timore è di poterlo perdere per una grande piazza di serie B. Floriano, quanto si sente protagonista della stagione del Mantova? “Sicuramente ho dato un contributo importante, ma il traguardo raggiunto è stato merito di tutti: i miei compagni, il mister, tutto lo staff”. È stata la stagione migliore della sua carriera? “Sì, credo sia stata nel complesso la migliore. Mi era capitato in passato di avere ottimi momenti, ma mai con la continuità che ho raggiunto quest’anno”. Quanto è grande il rammarico per non aver vinto la classifica cannonieri con 19 reti? “Il rammarico c’è. Quando arrivi lì non ti nego che ci speri. Forse è mancata un po’ di fortuna e qualche calcio di rigore. L’obiettivo più grande però l’abbiamo centrato e questo mi rende felicissimo”. Qual è stato il gol più importante della stagione? “Sicuramente quello contro la Spal, l’ultima partita in casa. Quando rivedo le immagini mi

emoziono ancora. Tutto lo stadio esplode di gioia e la panchina mi corre tutta incontro”. Cosa ha provato al primo anno in una piazza importante come Mantova a indossare la fascia? “Sicuramente quest’anno avevo parecchie responsabilità, ma è stato un grande piacere rappresentare i miei compagni e la città intera vestendo la fascia. È stato un grande attestato di stima anche da parte del mister”. I tifosi si sono subito innamorati delle sue serpentine, si è abituato ad esser un idolo della tifoseria? “I tifosi mi hanno fatto capire in modo molto caloroso la loro stima e il loro affetto: è una cosa bellissima”. Si dice che molte società anche di serie B le abbiano messo gli occhi addosso, ha fretta di fare il grande salto? “Credo di avere dimostrato di essere pronto durante tutto quest’anno e fa piacere che ci siano attenzioni su di me. Però sono legato al Mantova fino al 2017 e qui sto benissimo. Non ho ancora parlato con il mio procuratore, per il momento voglio godermi le vacanze”. Com’è stata la sua prima stagione a Mantova fuori dal campo: le è piaciuta la città? “Non si trova parcheggio in centro e vedo proprio ora i vigili che fanno le multe. Al di là delle battute, l’ho trovata una città bellissima, una realtà piccola e accogliente. È stato bello conoscere tante persone nuove”. Mondiali in Brasile: a quale grande campione si ispira di più? “I campioni sono moltissimi: Bompieri mi dice che assomiglio a Messi, un complimento più

grande non poteva farmelo”. Chi è la sua favorita? “Sono stratifoso dell’Italia, quindi spero che gli azzurri arrivino fino in fondo. Le più forti mi sembrano Spagna e Germania”.

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Il settore giovanile

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Il responsabile del settore giovanile può tracciare un bilancio più che soddisfacente del lavoro fatto sui giovani talenti biancorossi. Un elemento che magari fa poco scalpore mediatico, ma che può costituire la base della solidità futura della società. Un campionato da record

Fincatti per la Beretti, tradita sorprendentemente nella fase finale nel derby con la Cremonese. Un finale ancora tutto da scrivere per gli Allievi Nazionali. Quest’anno i tifosi hanno avuto anche una ragione in più per sostenere i ragazzi della Beretti e degli Allievi Nazionali: in panchina

siedono due ex beniamini della Curva Te, Elia Pavesi e il bomber Ciccio Graziani, che da allenatori sembrano poter ripetere le imprese fatte vedere in campo. Fincatti, è stata complessivamente una bella stagione per i ragazzi del settore giovanile.

GLI ALLIEVI NAZIONALI DI CICCIO GRAZIANI SPORT MANTOVA

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LA BErETTI DI MISTEr ELIA PAvESI

“Direi una stagione esaltante. Abbiamo compiuto un percorso di crescita eccezionale. Siamo partiti con modestia e molta determinazione, lavorando su un materiale tecnico che non conoscevamo e che era il frutto del lavoro di ricostruzione impostato l’anno precedente. Abbiamo organizzato un team di lavoro che vede in testa il sottoscritto, con Graziani e Pavesi alla parte tecnica e a cascata tutti gli allenatori e i preparatori atletici. A metà percorso è arrivato anche Alessandro Zaninelli che ha dato ulteriore impulso come responsabile dell’attività di base”. Quanto è attenta la società a costruire un vivaio di qualità? “In tutte le società professionistiche il settore giovanile è guardato con attenzione. Noi quest’anno sapevamo però che tutte le attenzioni erano per la prima squadra che aveva l’obiettivo di salvare la categoria. Abbiamo lavorato a testa bassa e i risultati ci hanno fatto guadagnare attenzione. La Beretti non ha mai perso una partita nei tempi regolamentari in tutta la stagione. L’eliminazione è arrivata con un gol a un minuto e mezzo dal termine dei supplementari. Ha segnato una media di tre gol a partita e molti osservatori di squadre professionistiche di alto livello hanno messo gli occhi sui nostri giocatori. Gli Allievi addirittura sono ancora in corsa per la finale. Anche le altre squadre hanno fatto campionati da metà classifica in su, ma siamo soprattutto soddisfatti del lavoro interno fatto dagli allenatori e della crescita dei ragazzi”.

Un vivaio forte può essere la soluzione per costruire rose solide anche per la prima squadra? “Certamente. Non ci si può aspettare però che i risultati arrivino nel giro di un paio d’anni. Noi dobbiamo continuare a lavorare e a fare selezione. Quest’anno abbiamo già centrato un

“Stagione esaltante, grande amarezza per l’inaspettata eliminazione della Beretti” grosso obiettivo in questo senso, riallacciando il rapporto con tutte le società della provincia che rappresentano il bacino di utenza a cui dobbiamo puntare. Noi infatti non abbiamo convitto: i nostri ragazzi finiti gli allenamenti tornano a casa, dove possono essere più sereni. Stiamo provando a valorizzare al massimo le risorse del nostro territorio”. Come si costruisce un grande vivaio? “Servono tempo, programmazione e qualità degli istruttori. Ciò che oggi manca a noi sono

impianti all’altezza. Lavoriamo con tre squadre al Migliaretto, una sul laterale del Te, e cinque sul sintetico del Go Park di Bagnolo. È chiaro che se avessimo un solo impianto avremmo meno spese e meno complessità organizzativa. Stiamo lavorando per avere il prossimo anno una squadra di scouting che possa coprire un’area importante intorno alla nostra provincia”. Quali sono a suo avviso i migliori settori giovanili d’Italia da prendere ad esempio? “Direi Atalanta i primis, ma sono molti i vivai importanti a livello di professionisti. Il fatto che molti dei nostri giocatori, oltre ad andare nelle rappresentative nazionali, siano stati cercati da grandi club è la prova che anche noi siamo sulla strada giusta”. Quanto l’ha sorpresa la sconfitta della Beretti contro la Cremonese? “E’ stata tanto dolorosa quanto inaspettata. Parliamo di un gruppo maturo, solido, che aveva dimostrato di saper affrontare e superare anche le situazioni difficili. I ragazzi poi erano molto carichi. Il pianto di un quarto d’ora a fine partita dice molto della delusione provata dai ragazzi. Se ci ripenso mi commuovo anch’io. L’amarezza però non può cancellare la soddisfazione per il grande lavoro fatto da Elia Pavesi”. Qualche ragazzo della Beretti potrà trovare spazio in prima squadra? “E’ sicuro e lo avrebbero trovato anche quest’anno se non ci fosse stata una rosa così ampia. Sono ragazzi che hanno grande qualità e fame di mettersi in mostra”. (am) SPORT MANTOVA

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RIO DE JANEIRO Il 1 ° gennaio 1502, l’esploratore portoghese Gaspar de Lemos raggiunse con la sua nave una baia della costa brasiliana, che ora si chiama Baia di Guanabara. Erroneamente prese la baia per la foce di un fiume, e la chiamò Rio de Janeiro – letteralmente tradotto come il fiume di gennaio.

La città di Rio de Janeiro stessa è stata fondata il 1 ° marzo 1565 da Estacio de Sa, e fu sede della politica brasiliana dal 1764 fino al 1960, quando fu sostituita da Brasilia. Tuttavia, rimane la più popolare destinazione turistica e culturale, oltre ad essere la seconda metropoli più popolosa con poco più di 6 milioni di residenti. La città è nota per la sua incomparabile bellezza naturale, ricca storia e la gioia che contagia i suoi visitatori. I carioca hanno contribuito a rendere la città conosciuta e amata in tutto il mondo. I punti salienti del calendario di Rio comprendono i festeggiamenti di Capodanno ed il famoso Carnevale. Questa metropoli vivace, situata tra una foresta tropicale e una serie di magnifiche spiagge, è una base ideale per chi desideri una vita urbana moderna. Calcio. Rio de Janeiro è la rappresentazione stessa del calcio brasiliano: le sue strade, i parchi pubblici e le spiagge immense sanno di

calcio. Non è quindi certo una sorpresa, che la città abbia dato i natali a calciatori di fama mondiale, come Jairzinho, Zico, Ronaldo e Romario, solo per citarne alcuni. Quattro dei club più grandi e più popolari del Brasile hanno sede nella Cidade Maravilhosa (Città Meravigliosa): Botafogo, Fluminense, Vasco da Gama e Flamengo, quest’ultimo è il club con la base più grande di tifosi in tutto il Paese, oltre 30 milioni. Il calcio è come una religione per i carioca, e il suo tempio è senza dubbio il mitico Maracanã di proprietà dello Stato, probabilmente il più famoso ed il più grande stadio del mondo. Ufficialmente chiamato Mário Filho Stadium, dal nome di un famoso giornalista sportivo, il Maracanã è stato inaugurato poco prima della Coppa del Mondo FIFA 1950 in Brasile, ed ha ospitato cinque partite su sei del Brasile in quella competizione, compreso il fatidico 1-2 contro l’Uruguay, nella finale persa del Torneo.

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Brasìlia La costruzione di questa città ultra-moderna, situata nel centro del Brasile, è iniziata nel 1956. Fin dalla sua fondazione ufficiale il 21 aprile 1960, la città ha assolto lo scopo per il quale è stata costruita: essere la capitale del Paese in sostituzione di Rio de Janeiro. La maggior parte dell’Amministrazione Federale del Brasile e del potere politico sono quindi concentrati qui. Una delle caratteristiche principali della città sono i suoi ampi viali, che circondano i suoi edifici pubblici e i suoi due quartieri, uno a nord e l’altro a sud. Al centro c’è la Praça dos Três Poderes (delle Tre Potenze) dove si possono trovare i luoghi del potere esecutivo e del potere legislativo, nonché la sede del Tribunale federale. Ampiamente considerata come città all’avanguardia in termini architettonici: la Cattedrale Metropolitana di Brasilia ed il Ponte di Juscelino Kubitschek sono senza dubbio le strutture più importanti. Entrambi sono stati progettati da Oscar Niemeyer, l’uomo che sta dietro la maggior parte degli edifici, punto di riferimento della nuova capitale.

BELO HORIzONTE

PORTO ALEGRE

Grazie alle sue meraviglie architettoniche, Brasilia è l’unica città al mondo costruita nel 20° secolo, che sia stata dichiarata Patrimonio Mondiale dell’Umanità, dall’UNESCO. Calcio. Il distretto federale di Brasilia, è sede di due club calcistici, che hanno avuto recentemente picchi di successo nel Brasile di elite: la Sociedade Esportiva fare Gama ed il Brasiliense. Brasilia è stata una delle città che ha ospitato il FIFA World Cup 2008, presso il Mané Garrincha Stadium, che può accogliere fino a 45 mila spettatori. La città vanta anche due altri stadi calcistici importanti: il Serejão, dove gioca le sue partite casalinghe il Brasiliense e la Bezerrão, che è stato completamente ridisegnato ed inaugurato nel novembre 2008 con la presenza della Seleção, che in quell’occasione ha sconfitto 6-2 il Portogallo. Belo Horizonte Belo Horizonte è la sesta città più popolosa del Brasile con oltre 2,4 milioni di residenti, mentre la sua area metropolitana si colloca al terzo posto nel paese, alle spalle di São Paulo e Rio de Janeiro. Della bellezza delle sue aree verdi è stato tenuto conto nella pianificazione della moderna

A.F.

città, senza dimenticare la vasta gamma di attività culturali e le naturali meraviglie della Serra do Curral che la circonda. Belo Horizonte ha dunque parecchi motivi per essere costantemente nominata come una delle metropoli latino-americane che forniscono la migliore qualità della vita. Calcio. La domanda numero uno quando qualcuno arriva a Belo-Horizonte è spesso la stessa: Atlético Mineiro e Cruzeiro? La città è innamorata del calcio e vive sotto un costante clima di rivalità tra le due contendenti, che si è sviluppata nel corso degli anni. L’Atlético Mineiro è stata la squadra vincitrice dell’edizione inaugurale del Campionato Brasiliano nel 1971, e la sua storia è stata impreziosita dal talento di Reinaldo, Toninho Cerezo ed Eder, tra gli altri. I trofei del Cruzeiro vanno da un Brasileiro nel 2003 a quattro Copa do Brasil e due Copa Libertadores (1976 e 1997). Porto alegre Per il clima subtropicale e le abitudini culturali, Porto Alegre è abbastanza diversa da altre capitali di stato in Brasile. Fondata nel 1742 da immigrati sull’arcipelago portoghese delle Azzorre, la capitale del Rio Grande del Sol fu la meta di migliaia di immigrati provenienti

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da Portogallo e Italia, come molte altre città del Brasile, ma anche da altri paesi europei, in particolare Germania e Polonia. Porto Alegre si trova sulla riva orientale del fiume Guaíba, proprio nel punto di convergenza di cinque altri fiumi, che insieme formano l’enorme Lagoa dos Patos. I suoi 497 chilometri quadrati sono ricoperti da più di un milione di alberi, che la rendono una delle città più verdi in Brasile, nonostante sia la quarta area metropolitana più popolosa del Paese, con circa quattro milioni di abitanti. Gli inverni a Porto Alegre sono freddi, con record storici di temperature che arrivano anche sotto lo zero e non è raro veder nevicare. Durante l’estate invece le temperature possono andare ben oltre i 35 ° C. Calcio. La popolazione che segue il calcio nella città di Porto Alegre, si divide perfettamente a metà: quella nero e blu del Grêmio di Porto Alegre e il rosso e il bianco dell’International di Porto Alegre, che sono due dei club più importanti della storia del calcio brasiliano. Sia Grêmio che Internacional hanno propri stadi da oltre 50.000 spettatori, separati circa 2,5 km l’uno dall’altro: il Monumentale Olimpico e il Beira-Rio. Le loro divisioni giovanili sono anche tra le più prolifiche in Brasile, per aver prodotto campioni del calibro di Ronaldinho Gaúcho, Emerson, Renato Gaúcho (Grêmio), Falcão, Taffarel e Alexandre Pato (Internacional).

SAN PAOLO Centro finanziario e commerciale del Brasile, San Paolo è la città più grande del Paese e si colloca anche tra le più popolose del mondo, con poco più di 11 milioni di abitanti entro la propria area di 1.523 chilometri quadrati. Situata nella regione sud-orientale del Paese, è celebre per la sua instabilità meteo e le abbondanti precipitazioni. La vocazione al lavoro della città ha attratto enormi contingenti di immigrati dopo la fine del 19° secolo. Di conseguenza, San Paolo è di gran lunga la città più etnicamente composita del Brasile, e ospita circa 100 diverse etnie che hanno contribuito a fare grande l’economia della città, responsabile del 12,26% del prodotto lordo nazionale. San Paolo non è solo commercio e lavoro, ma anche un centro di alto profilo culturale che consente di usufruire di una vasta gamma di opzioni: da vari concerti di altissimo livello a mostre a manifestazioni gastronomiche. Calcio. San Paolo è la città natale del calcio brasiliano e tre dei club più potenti del Brasile sono della regione di San Paolo: Corinthians, Palmeiras e São Paulo, garantiscono la cifra di 14 Campionati Brasiliani vinti. Sia il Corinthians che il San Paolo hanno alzato il trofeo FIFA Club

World Cup, nel 2000 e nel 2005 rispettivamente. Lo stadio di casa di San Paolo, il Morumbi, è il più grande stadio della città e fu una delle sedi della FIFA Club World Cup del 2000. SALVADOR La città costiera del nord-est è stata uno dei principali poli di commercio di schiavi in Sud America. Di conseguenza, è cresciuta sotto l’influenza profonda di portoghesi, afro-discendenti e indigeni: una situazione che ha contribuito alla ricchezza culturale che caratterizza la città di oggi. La presenza di elementi africani a Salvador è ovunque, dai circoli di capoeira (una combinazione di arte marziale e danza portata in Brasile dagli schiavi africani), ai riti del Candomblé – una religione sincretica concepita in Brasile. La topografia privilegiata di Salvador è uno dei suoi attributi più attraenti, con una chiara distinzione tra la Baixa Cidade e Cidade Alta, che sono collegate tra loro da una delle attrazioni più importanti della città, il Lacerda Elevador. Ma l’ultima icona della città è il Pelourinho, che è il suo centro storico: le sue chiese e gli edifici coloniali colorati sono stati dichiarati Patrimonio Mondiale dell’Umanità dall’UNESCO nel 1985.

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FORTALEZA

Oltre ad essere un gioiello storico e il luogo di nascita di alcuni dei più significativi artisti del Brasile, la capitale dello stato di Bahia è cresciuta e si è sviluppata per diventare il centro economico nel nord-est della nazionale e rappresenta la terza città più popolosa del Paese, con circa tre milioni di residenti. Calcio. Le cifre mostrano che una squadra del Salvador – sia Esporte Clube Bahia o Esporte Clube Vitória – è in vetta alle classifiche di presenza media di spettatori: si può dire che i soteropolitanos sono pazzi per il calcio come nessun altro in Brasile. Le due rivali dominano comodamente la scena del calcio all’interno dello Stato di Bahia, e possiedono anche un background nazionale: Bahia, il tricolore, ha vinto il Campionato Brasiliano nel 1988 e la Taça Brasil nel 1959 (nel torneo predecessore dei campionati nazionali), mentre Vitória ha raccolto tre titoli del Nord-Est Cup ed è stata la finalista nel Brasileiro del 1993. Uno dei momenti più importanti per un abitante di Salvador – paragonabile solo alle celebrazioni vivaci della città, durante il Carnevale – si tiene nel corso di una Ba-Vi, il famoso derby tra le due rivali. Questo si tiene regolarmente presso il Fonte Nova, uno stadio che è chiuso e aspetta di essere completamente ricostruito. FORTALEZA Fortaleza (in portoghese significa ‘fortezza’) deve il suo nome al periodo tra il 1637-1654,

quando era controllata dagli olandesi, che costruirono il Forte Schoonenborch. Offre 34 chilometri di spiagge meravigliose, è sempre stata quindi una delle principali destinazioni turistiche nel nord-est del Brasile. Essa si è sviluppata come un importante centro economico e metropolitano: oltre 2,4 milioni di persone risiedono nei suoi 313 chilometri quadrati. La maggior parte delle attrazioni turistiche di Fortaleza ruotano attorno alle sue spiagge: la Praia do Futuro (Future Beach) famosa per i suoi numerosi barracas, semplici chioschiristoranti costruiti sulla sabbia, che servono piatti di pesce tipici, mentre Iracema è il posto per bar e discoteche . Vi è anche il più bucolico Mucuripe Beach, dove si avventurano in mare i pescatori con le loro jangadas (barche di legno fatte a mano). Calcio. Due dei club più popolari del nord-est del Brasile provengono da Fortaleza: il Ceará Sporting Club e la Fortaleza Esporte Clube. Entrambe le squadre hanno storicamente condiviso l’attenzione degli appassionati di tutto lo Stato del Ceará, così come i trofei di Stato. La città di Fortaleza offre due stadi per le partite che coinvolgono il Ceará, il Fortaleza ed il Ferroviario Esporte Clube. MANAUS La posizione della città di Manaus costituisce senza dubbio una delle sue attrazioni più notevoli: la confluenza dei fiumi Negro e Solimões.

Le acque di colore scuro del primo e le acque fangose del secondo per oltre 18 chilometri, danno vita ad uno dei luoghi più maestosi del Rio delle Amazzoni. Da quando è stata abitata nel 1669, Manaus si è costantemente evoluta fino a diventare la capitale dello stato di Amazonas. Manaus è la dodicesima città più popolosa del Brasile, con poco più di due milioni di abitanti, ed è diventato una potenza economica nel corso del 20° secolo, dopo la costruzione del polo industriale di Manaus. Il clima equatoriale di Manaus è un altro dei suoi tratti più interessanti, con una temperatura media annuale di 28 º C, l’umidità dell’aria è di oltre l’80 %. Nella città ci sono due stagioni ben definite: quella delle piogge (da dicembre a maggio) e la cosiddetta stagione secca, tra giugno e novembre, quando le precipitazioni non sono così intense e le temperature possono raggiungere anche i 40 º C. Calcio. La città di Manaus è sede di molte squadre di calcio nello stato di Amazonas e, di conseguenza, di rivalità varie. Il Nacional Futebol Clube detiene il record di titoli, ma nel corso degli ultimi anni il São Raimundo Esporte Clube ha guadagnato l’attenzione nazionale, con buone prestazioni in Copa do Brasil. Le altre contendenti tradizionali sono Atletico Rio Negro Clube, Nacional Fast Club e l’America Futebol Clube.

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anche prolifica di attributi storici, come il Forte Orange e la stessa città di Olinda, che è stata dichiarata patrimonio dell’umanità dall’UNESCO, nel 1982. Calcio. Sarà difficile trovare un’altra città del Brasile pazza per il calcio come Recife. E un compito altrettanto difficile è determinare quale delle tre migliori squadre dello stato di Pernambuco possa contare su una base di fan più appassionati: Sport Club do Recife, Santa Cruz Futebol Clube o Clube Náutico Capibaribe. Tutte e tre le squadre hanno avuto momenti di gloria nel calcio brasiliano, anche se lo Sport vanta una leggera preminenza, grazie ai due titoli principali conquistati.

RECIFE

RECIFE Recife è la capitale dello stato di Pernambuco, nel nord-est del Brasile, e il centro della quarta area metropolitana più grande del paese. A causa della sua importanza economica per la regione, la città è spesso chiamata ‘la capitale del Nord-est’. La popolazione di Recife è aumentata notevolmente con l’arrivo degli olandesi nel nord-est del Brasile. Con il dominio della regione da parte della Compagnia Olandese delle Indie Occidentali, Maurizio di Nassau, sbarcato a Recife nel 1637, ordinò la costruzione di canali, ponti e argini della allora chiamata Mauritsstad, che era la capitale delle colonie olandesi nelle Americhe. Maurizio di Nassau termina il suo lavoro nel 1644, ma Recife ha ereditato il suo patrimonio architettonico che porta il soprannome de ‘la Venezia del Brasile’. Alcune delle spiagge più belle in giro per la capitale dello stato sono Boa Viagem e Porto de Galinhas, che si distingue tra le destinazioni turistiche del paese, situata a circa 70 chilometri da Recife. Tuttavia, a causa della presenza olandese e degli intrecci culturali diversi nella sua storia, oltre al clima tropicale e alle spiagge spettacolari, che sono comuni in tutta la costa nord-orientale del Brasile, la regione di Recife è

NATAL La capitale del Rio Grande do Norte ha registrato una crescita moderata fino al 20° secolo, quando le sue innumerevoli spiagge suggestive e le sue dune di sabbia sono state circondate da strutture adeguate costruite per i turisti. La costruzione del Costeira Via – un grande viale costiero – nel 1980, fu una pietra miliare per lo sviluppo di Natal, che è oggi una delle mete preferite per gli stranieri che visitano il Brasile. Vengono per vedere meraviglie come Ponta Negra, Genipabu, Redinha, Pipa, Pirangi

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e diverse altre spiagge spettacolari all’interno della città o proprio accanto ad essa. Natal è orgogliosamente nota come la Città del Sole, grazie al suo clima tropicale che fornisce una temperatura media annuale di 28 º C, e circa 300 giorni di sole all’anno. La sua posizione, più vicina all’Europa rispetto a qualsiasi altra città del continente americano, ha anche incentivato il turismo internazionale. Calcio. Le tre squadre principali della zona sono: l’Alecrim Futebol Clube e le eterni rivali, América Futebol Clube ed ABC Futebol Clube. Lo stadio di casa dell’ABC è la Maria Lamas, o stadio Farache, popolarmente conosciuto come il Frasqueirão, mentre sia l’America che Alecrim normalmente giocano le partite casalinghe presso lo stadio João Machado, detto il Machadão. CUIABÀ Capitale dello stato del Mato Grosso, Cuiabá si trova esattamente nel centro geografico del Sud America, in posizione equidistante (2.000 chilometri) dagli oceani Atlantico e Pacifico. Fondata nel 1719, il suo centro conserva ancora numerosi edifici storici che sono stati dichiarati patrimonio nazionale nel 1992. Per circa 250 anni, Cuiabá è stata tranquilla-

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mente una piccola città della regione centrooccidentale del Brasile. Lo scenario è cambiato rapidamente nel 20° secolo, quando il governo federale ha progettato un piano di espansione verso l’interno del paese, che ha portato strade di collegamento dal Mato Grosso agli stati di Goiás e San Paolo. In 30 anni, la popolazione è aumentata da circa 57.000 abitanti nel 1960 a 400.000 nel 1990. La vasta area di 3.538 chilometri quadrati di Cuiabá, ospita attualmente la casa di 544.737 persone. Cuiabá sorge in una posizione privilegiata per i turisti, in quanto si confronta con tre degli ecosistemi più importanti e caratteristici del Brasile: le savane del Cerrado, le zone umide del Pantanal e l’Amazzonia. Con una presenza così massiccia di natura, non c’è da stupirsi, quindi, che Cuiabá sia stata soprannominata ‘Città verde’. Cuiabá è considerata la capitale della regione più calda del Brasile, con temperature superiori ai 40 º C durante l’estate. Calcio. Mixto Esporte Clube, da Cuiabá, è il club più importante all’interno dello stato del Mato Grosso con una delle basi più grandi di fan della regione centro-occidentale del Brasile. Lo stadio José Fragelli, noto anche come il Verdão (Big Green), è il tempio del calcio in Mato Grosso. La struttura ha 45.000 posti, costruita nel 1976, e ha ospitato quattro amichevoli del Brasile, la più recente è stata il 6-1 sull’Islanda nel marzo del 2002.

CURITIBA La città di Curitiba è uno dei migliori esempi di sviluppo economico e industriale effettuati con responsabilità e organizzazione. Da quando è stata dichiarata la capitale dello stato del Paraná nel 1853, la città è passata attraverso diversi importanti progetti urbanistici, per evitare la crescita incontrollata e quindi è diventato un modello internazionale nel trattare questioni delicate come il trasporto e l’ambiente. Curitiba è la città più popolosa della regione meridionale del Brasile, con 1,8 milioni di abitanti, e si trova proprio al centro di un’area

metropolitana la cui economia è la quarta in termini di contributo al prodotto nazionale lordo del paese. Con tutto ciò, Curitiba conserva ancora le condizioni strutturali per offrire un notevole benessere ed un’elevata qualità della vita ai suoi abitanti, grazie ai suoi innumerevoli parchi e ad un programma di alto profilo culturale. Calcio. Curitiba è sede di due club tradizionali del calcio brasiliano: Coritiba Football Club e l’Atlético Paranaense, che si incontrano per uno dei derby più interessanti del Paese, denominato l’Atletiba (il primo incontro tra le due squadre si disputò nel 1924).

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stadi

STAdIo MARACANà

Ecco le 12 arene in cui si svolgeranno le gare del torneo. Inaugurazione a Brasilia, finale al leggendario Maracanã

TuTTi gli STADi Del monDiAle

Stadio Maracanã - rio de Janeiro Il Maracanà è certamente lo stadio più famoso del Brasile. Seconda attrazione turistica più popolare di Rio, il Maracanà continua ad attrarre gli appassionati di calcio di tutto il mondo. Una volta il più grande stadio del mondo, il Maracana ha 73.531 posti ed è il più grande campo di calcio del paese. Nel corso dei mondiali del  2014, ospiterà sette partite in tutto. Tra questi incontri, la finale del 13 luglio.

Rispettando il layout originale dello stadio, il progetto per la sua ristrutturazione comprende la demolizione dell’anello inferiore di posti, la costruzione di un nuovo anello per offrire una migliore visibilità, l’espansione delle rampe di accesso e la sostituzione di tutti i posti a sedere. Lo stadio avrà anche un nuovo tetto completo di un sistema di raccolta delle acque piovane. La facciata, che è sotto tutela dell’Istituto Nazionale del Patrimonio Storico e Artistico, rimarrà intatta.

Stadio Mineirão - Belo Horizonte Uno dei luoghi più storici del  calcio brasiliano: situato nel quartiere di Pampulha di Belo Horizonte è stato inaugurato il 5 dicembre del 1965. Lo Stadio Mineirão ha una  capacità di 57.483 posti e ha subito una revisione completa prima di ospitare sei partite della Coppa del Mondo, tra cui la semi finale. Il progetto di modernizzazione include l’abbassamento della superficie del campo e migliorie per l’accessibilità allo stadio.

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novati. Inoltre, un nuovo tetto copre ora tutti i suoi livelli, compreso l’anello di bordo campo con i posti a sedere. L’accesso al Castelao è stata ampliato, con la creazione di quattro corsie esclusive, una linea di LRV e due stazioni della metropolitana, il che rende molto più facile per i tifosi di raggiungere lo stadio e l’intreno del complesso ospiterà ristoranti, cinema, un hotel e un centro olimpico. StADIO MINEIRÃO

ArenA PAntAnAl - CuiAbA Lo stadio di Cuiaba  sorge in una zona molto ricca di flora e fauna e non è una sorpresa che la sostenibilità sia il tema centrale della costruzione e della manutenzione dell’Arena Pantal. Questo approccio sostenibile è stato applicato ad ogni dettaglio lungo la strada, con il legno utilizzato nella costruzione proveniente da fonti certificate e tutti i rifiuti prodotti vengono riciclati e riutilizzati nell’ambito del progetto di costruzione delle vie di accesso.

StADIO CAStELAO

Qualità dell’aria e del suolo del sito sono inoltre costantemente monitorati, tanto che lo stadio è soprannominato ‘ O Verdão ‘. Per la Coppa del Mondo del 2014, l’Arena Pantanal ospiterà quattro partite e ha una una capacità di 42.968 posti. Questo stadio polivalente sarà anche una struttura adattabile ad altre manifestazioni una volta che i mondiali di calcio saranno terminati. L’arena coperta è infatti, il luogo ideale per ospitare una serie di eventi quali spettacoli, mostre e fiere. StAdio CAStelAo – FortAlezA Gli abitanti di Fortaleza hanno una forte passione per il calcio, oltre a due grandi club della città, Ceara e Fortaleza. E sicuramente la passione crescerà con la ristrutturazione del principale stadio di calcio della città, il Castelao. Costruito nel 1973 e ufficialmente conosciuto come il Estadio Governador Placido Castelo, il Castelao è la patria di entrambe le squadre ed è stato interamente ristrutturato per ospitare partite della FIFA Confederations Cup Brasile 2013 e il 2014 FIFA World Cup Brazil. Oltre ad avere la capacità aumentata a 58.704 posti, lo stadio rinnovato vanterà un parcheggio sotterraneo con 1.900 posti, una zona VIP, centro media, e spogliatoi completamente rin-

StAdio dAS dunAS – nAtAl Da quando è stato inaugurato nel 1972, l’Estadio Joao Claudio de Vasconcelos Machado  meglio noto come Machadão - ha accolto i più grandi incontri di calcio di Natal.

StADIO DAS DuNAS

In occasione del Mondiali 2014, lo stadio subirà una completa trasformazione. Verranno demoliti sia il Machadão che il vicino palazzetto dello sport, noto come il Machadinho . Al loro posto ci sarà il nuovissimo  Stadio das Dunas che prende il nome dalle dune di sabbia che sono sia una delle principali attrazioni turistiche della regione Natal, sia dalla particolare

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StADIO PERNAMBUCO

ArenA fonte novA – SAlvAdor La prima capitale nella storia del Brasile, Salvador accoglierà per la Coppa del Mondo, con uno stadio tutto nuovo, costruito appositamente con una capacità di 52.048 posti. La nuova arena ospiterà sei partite  ed è stata costruita sul sito della Fonte Nova. Ufficialmente noto come il  Estadio Octavio Mangabeira, il Fonte Nova è stato inaugurato il 28 gennaio 1951 e ha ospitato per molti anni un derby tra il Salavador Esporte Clube Bahia e Esporte Clube Vitoria. E’ stato chiuso nel novembre 2007 demolito tre anni dopo. Lo stadio edificato al suo posto, l’Arena Fonte Nova, è stato modellato sul suo predecessore ed è coperto da un tetto in metallo. Frutto di una joint-venture tra pubblico e privato, il complesso ospiterà un ristorante panoramico, un museo del calcio, parcheggi, negozi, alberghi e una sala da concerto.

forma architettonica che avrà la struttura dello stadio, che si ispira proprio alle dune. ArenA PernAmbuco – recife Recife è la patria di tre storici club brasiliani, Nautico, Santa Cruz e Sport.  L’arena Pernambuco ospiterà cinque partite per i Mondiali di calcio 2014. L’Arena Pernambuco, comprendente anche ristoranti, centri commerciali e cinema, si trova a São Lourenço da Mata nella zona metropolitana di Recife, a soli 19 km di distanza dall’aeroporto internazionale di Guararapes. Il progetto è visto anche come una opportunità economica per la continua espansione della Grande Recife, una zona che è considerata economicamente depressa. Con spazio per 42.849 spettatori e costruita grazie ad una partnership tra il settore pubblico e privato, l’Arena Pernambuco ora ospita le partite del Nautico - a seguito dell’accordo raggiunto con il club nel mese di ottobre 2011.

ARENA FONtE NOVA

StAdio nAcionAl - brASiliA L’imponente  Estadio Nacional Mane Garrincha  è un’arena con una capienza di 68.009 spettatori, ed è il secondo stadio più grande del Brasile.  Lo Stadio vanta una nuova facciata, tetto in metallo e si distingue anche per un campo ribassato che permette vista libera da ogni sedile. Fondato sulla neutralità carbonica, riciclaggio e completo accesso con i mezzi pubblici, questo progetto di costruzione ecologica consolida lo status di Brasilia come leader mondiale nella progettazione urbana sostenibile. L’Estadio Nacional ha ospitato la partita inaugurale della FIFA Confederations Cup Brasile 2013 e sette partite della Coppa del Mondo. Arena da Baixada - Curitiba Da quando i lavori di ristrutturazione sono stati completati nel giugno 1999, lo storico Stadio Joaquim Américo - meglio conosciuto come l’Arena da Baixada  - è stato considerato uno degli stadi più moderni e meglio attrezzati del Brasile. Prima di accogliere i Mondiali 2014, tuttavia, lo stadio sarà sottoposto ad un’altra serie di lavori di ristrutturazione. Inclusi in questo processo sono una serie di miglioramenti nelle strutture e l’aggiunta di file di sedili supplementari in parallelo al terreno di gioco. Questo si tradurrà in un aumento della capacità di 40.000 posti, con lo stadio pronto per accogliere quattro partite della Coppa del Mondo. StAdio beirA-rio - Porto Alegre Situato in un paesaggio da cartolina, su terreni bonificati sulle rive del fiume Guaiba, lo stadio Beira-Rio è la casa dell’Internacional, rivali storici dei loro vicini del Porto Alegre Gremio.   Lo Stadio Beira-Rio è il  più grande campo di calcio nel sud del Brasile ed è soprannominato il “Gigante di Beira-Rio”.

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termine della quale il Beira-Rio avrà una capacità di 50.287 posti.

StADIo nACIonAL

Lo stadio è ufficialmente conosciuto come stadio José Pinheiro Borda ed è stato inaugurato nel 1969. Ci sono voluti voluti quasi dieci anni per costruirlo, grazie anche al contributo dei tifosi dell’Inter che hanno donato mattoni, cemento e ferro. La caratteristica principale del progetto è l’installazione di un tetto in metallo innovati-

StADIo BeIRA-RIo

vo per coprire gli stand, rampe e aree tornello. Il progetto di costruzione è stato suddiviso in diverse fasi, con l’idea di consentire il suo uso continuato durante la sua ristrutturazione, al

ArenA de SAo PAulo Dei tre grandi club a San Paolo, l’unico che in precedenza non possedeva uno stadio con le dimensioni e le infrastrutture necessarie per i giochi era lo  Sport Club Corinthians Paulista. Con l’arena de Sao Paulo un sogno diventa realtà. I lavori dello stadio sono tenuti a dare impulso allo sviluppo della zona orientale, che è una delle aree più svantaggiate di San Paolo e sede di quasi quattro milioni di persone, oltre a garantire lavoro a centinaia di lavoratori. Un totale di quasi 6.000 persone saranno impiegate direttamente o indirettamente, nel corso del processo di costruzione. L’Arena de Sao Paulo è stato scelto per ospitare la partita inaugurale di Brasile 2014 e accoglierà anche altri cinque incontri, tra cui una semifinale.

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AZZURRI

LA TECNOLOGIA IL NOSTRO TOP PLAYER Una nazionale senza stelle punta sulla forza del gruppo e su una preparazione fisica curata nei minimi dettagli, con il supporto delle migliori tecnologie Dopo la stagione deludente di Balotelli, l’infortunio di Giuseppe Rossi, l’anagrafe dei campioni del mondo Pirlo e Buffon, si preannuncia una nazionale senza grandi stelle del panorama internazionale. Per questo lo staff degli azzurri sta curando la preparazione ai mondiali nei minimi dettagli sapendo che spesso ai massimi livelli sono i particolari a fare la differenza. Demetrio Albertini  presidente del Club Italia  nonché capo delegazione degli azzurri ha spiegato tutti gli accorgimenti presi per preparare la spedizione.

Tutto è nato dalla finale persa contro la  Spagna agli Europei dove l’Italia arrivò con i giocatori esausti e stremati. Ora la federazione non vuole che questo avvenga ancora e si lavora per ottimizzare il recupero tra un incontro e l’altro. A Coverciano sono numerose le novità a partire dalle telecamere sui campi di allenamento che permettono ai calciatori di rivedere i propri errori, il  Gps  posto su ogni calciatore che permette di monitorare costantemente la velocità di corsa e gli spostamenti. Inoltre è stato siglato dall’Italia un accordo con

il politecnico di Milano per dei sensori che misurano la forza di ogni singolo calciatore ed è stata creata un’App apposta per l’Italia a cui far confluire tutti i profili degli avversari. Sono stati introdotti inoltre i Test Tmg, che identificano la “fatica focale” e un’analisi del battito cardiaco grazie all’istituto di Biotecnica. Si è parlato inoltre molto della casetta Manaus, una palestra dotata di tapis roulant e cyclette dove sono state ricreate le condizioni climatiche di Manaus, città che accoglierà l’Italia nel Nordest del Brasile.

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PRANDELLI:

C’è IL RINNOVO Il CT resterà sulla panchina dell’Italia anche dopo il mondiale Dopo tante parole è arrivata anche la firma. Contratto di altri due anni, fino agli Europei del 2016. Cesare Prandelli non è discussione dunque, quale che sia il risultato della nazionale in questi mondiali brasiliani in cui non parte con i favori del pronostico. Un’operazione che testimonia certo il feeling, mai in discussione, tra la federazione e il tecnico, ma anche la volontà di lanciare un messaggio di massima serenità al gruppo in partenza per il Brasile. Non è un caso che la firma sia arrivata proprio a Coverciano durante il ritiro con il ct che ha ironizzato sul suo ritardo in sala: “Il ritardo con cui stiamo cominciando è dovuto al fatto che stavamo firmando questo contratto”. “Da settembre – ha proseguito – potremo parlare in maniera particolareggiata di progetti e programmi. Come abbiamo detto, c’era la disponibilità già due mesi fa e due mesi è il tempo necessario per formulare un contratto che non è particolarmente difficile ma la Federazione ha voluto coinvolgermi anche dal punto di vista dei diritti d’immagine”.

CESARE PRANDELLI

I 23 Convocati A sorpresa escluso Rossi, a casa anche Destro, in Brasile Insigne Cesare Prandelli ha scelto i 23 azzurri che partiranno per la spedizione sudamericana. Esclusione forzata per lo sfortunatissimo Montolivo che ha subito la frattura della tibia nell’amichevole di Londra contro l’Irlanda. Per scelta tecnica invece il ct lascia a casa Destro e a sorpresa Rossi, aprendo un dibattito che rischia di avere qualche strascico. Ranocchia chiamato come riserva qualora Paletta o Barzagli non dovessero recuperare dai loro acciacchi. PORTIERI: Buffon - Perin - Sirigu DIFENSORI: Abate - Barzagli - Bonucci - Chiellini - Darmian - De Sciglio - Paletta CENTROCAMPISTI: Aquilani - Candreva - De Rossi - Marchisio - Parolo - Pirlo Thiago Motta - Verratti ATTACCANTI: Balotelli - Cassano - Cerci - Immobile - Insigne

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GRUPPI PARTITE

calendario

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C1 VS C2

Belo Horizonte Estadio Mineirao

H1 VS H2

13:00

13:00

Estadio Nacional

C1 VS C3

13:00

Arena Pantanal

Arena Da Baixasa

E2 VS E4

16:00

D1 VS D2

Estadio Castelaio

D3 VS D4

Monaus

Arena Amazonia

21:00

G3 VS G4

Estadio das Dunas

E3 VS E4

Porto Alegre Estadio Beira-Rio

15:00

19:00

Arena Pernambuco

13:00

D2 VS D4 B1 VS B3

Estadio do Maracana

B1 VS B2

Salvador

Arena Fonte Nova

16:00

San Paulo

Arena de Sao Paulo

GIRONE A

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16:00

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GIRONE B

F2 VS F3

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D1 VS D3

A1 VS A2

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E1 VS E3

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GIRONE C

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E2 VS E3

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G1 VS G2

G V G

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H1 VS H3

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A2 VS A3

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F1 VS F2

F1 VS F4

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Rio de Janeiro

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C3 VS C4

Recife

16:00

D1 VS D4

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G2 VS G4

15:00

A3 VS A4

Natal

C2 VS C3

16:00

A2 VS A4

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G1 VS G3

16:00

H V H

B1 VS B4

19:00

A1 VS A3

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F3 VS F4

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C1 VS C4

F2 VS F4

18:00

Curtiba

G V G

17:00

H3 VS H4

18:00

Fortaleza

A1 VS A4

13:00

B3 VS B4

Cuiaba

13:00

13:00

E1 VS E2

BRASILIA

D2 VS D3

F1 VS F3

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B2 VS B3

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GIRONE D

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OTTAVI

QUARTI

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3째 posto e FINALE

LUGLIO

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1A VS 2B

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G2 VS G3

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GIORNI DI RIPOSO

1 S 4

GIORNI DI RIPOSO

GIORNO DI RIPOSO

1B VS 2A

GIORNI DI RIPOSO

17:00

17:00

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G1 VS G4

1D VS 2C

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2 S 3

17:00

W53 VS W54

1C VS 2D

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13:00

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16:00

W51 VS W52

1H VS 2G

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W61 VS W62

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H1 VS H4

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GIRONE E

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gruppi BRASILE

CROAZIA

GLI OTTO GRUPPI SOTTO LA LENTE DI INGRANDIMENTO

Per l’Italia il sorteggio più insidioso con Inghilterra, Uruguay e Costa Rica

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L’urna certamente non ha sorriso agli uomini di Prandelli che dovranno presentarsi al mondiale già al massimo della forma per uscire indenni dalle difficili prime tre sfide. Analizziamo uno a uno gli otto gironi sorteggiati provando a capire quali sono quelli più difficili. Fare un pronostico non è semplice ma provare a indovinare quali saranno le squadre che staccheranno il biglietto per gli ottavi è un esercizio sicuramente divertente. Altrettanto interessante è dare uno sguardo al tabellone per capire quali potrebbero essere le sfide dagli ottavi di finale in poi.

GRUPPO A Brasile Croazia Messico Camerun Il girone dei padroni di casa, tra i favoritissimi al trionfo finale, non è semplicissimo. La prima partita del Mondiale sarà proprio quella tra  Brasile  e Croazia che dovrà rinunciare a Mandzukic nei primi due appuntamenti, questa potrebbe essere una buona notizia per i verdeoro che poi affronteranno il Messico

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prima di chiudere con il Camerun. Dando per scontato il passaggio del turno dei brasiliani, la lotta per il secondo posto sarà più accesa che mai. Il Messico è sempre competitivo quando si presenta all’appuntamento mondiale, il Camerun sta rinascendo superando il periodo non fortunato attraversato negli ultimi anni, per questo la Croazia non avrà vita facile. La lotta per il secondo posto sarà molto equilibrata e il turno potrebbe passarlo chiunque. Gruppo B Spagna olanda Cile Australia È senza dubbio il girone più complicato del Mondiale, dentro ci sono i  campioni e i vice campioni del Mondo  che automaticamente saranno anche i favoriti per un posto negli ottavi di finale. Ma attenzione alle altre due, il Cile sta attraversando un ottimo momento, forse il migliore della sua storia, la generazione di questi anni sta facendo dimenticare i tempi d’oro di Salas e Zamorano. L’Australia è sicuramente un avversario abbordabile, ma il calcio a quelle latitudini sta prendendo piede e il passaggio del turno non sarebbe una novità per i Canguri, che nel 2006 incrociarono agli ottavi di finale proprio l’Italia, la partita fu decisa da un contestato rigore guadagnato da Grosso e trasformato da Totti nei minuti finali. Gruppo C Colombia Grecia Costa d’Avorio Giappone Il Gruppo C sarà sicuramente molto equilibrato, la testa di serie è la Colombia squadra rivelazione in Sud America, i  Cafeteros  possono contare sui gol di un campione assoluto come Radamel Falcao e potrebbero essere la sorpre-

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sa migliore in Brasile. La Grecia la conosciamo tutti, storicamente è molto competitiva in Europa ma nella competizione iridata ha sempre mostrato limiti evidenti rimediando figure non proprio eccelse, ma si tratta comunque di una formazione ostica, difficile da superare. La Costa d’Avorio è forse la più forte tra le africane, mentre il Giappone di Alberto Zaccheroni è sicuramente la nazionale più quotata nel continente asiatico, i nipponici non a caso sono i campioni d’Asia in carica. Gruppo D uruguay Costa rica Inghilterra Italia Del girone dell’Italia  ne abbiamo già parlato  come uno dei più duri, dove la lotta per le prime due piazze utili per il passaggio del turno sarà serratissima. La Costa Rica sembra destinata a essere la vittima sacrificale, mentre Uruguay e Inghilterra daranno sicuramente filo da torcere agli Azzurri di Cesare Prandelli. Sulla carta gli ottavi sono alla nostra portata ma tutto dipenderà ovviamente dagli scontri diretti, un passo falso con buona probabilità potrebbe essere fatale. A rendere più difficile il tutto ci sono le sedi degli incontri, lontane tra loro, si giocherà anche in piena Amazzonia, la prima partita con gli inglesi sarà infatti a Manaus. Gruppo E Svizzera Ecuador Francia Honduras Ecco invece uno dei raggruppamenti meno avvincenti. La testa di serie era la Svizzera, forse la meno forte del mazzo, con le ci è finita la Francia che a rigor di ranking Fifa sarebbe dovuta finire al posto dell’Italia nell’urna 2 e quindi avrebbe dovuto trovare un girone molto più

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nIGERIA


to più impegnativo. Polemiche a parte, il destino di questo Gruppo E sembra scritto, le due europee dovrebbero avere vita facile, di sicuro non sarà un avversario pericoloso l’Honduras, qualche problema potrebbe crearlo l’Ecuador, ma il divario teorico è comunque molto alto e non andare agli ottavi sarebbe un grandissimo fallimento per elvetici e francesi. GRUPPO F Argentina Bosnia Herzegovina Iran Nigeria Anche Messi e compagni possono dirsi abbastanza fortunati, il girone dell’Albiceleste non è tra quelli più duri. Ci sarà l’esordiente BosniaHerzegovina, forse la più debole tra le europee che sbarcheranno in Brasile. La Nigeria potrebbe creare qualche grattacapo in più, stiamo parlando dei campioni d’Africa in carica, una squadra che all’inizio degli anni 2000 si era totalmente smarrita, ma oggi è tornata a fare paura grazie ad un gruppo di giocatori di ottimo livello, molti dei quali militano in club europei di prima fascia. L’Iran si dovrà invece accontentare di un ruolo da comparsa. GRUPPO G Germania Portogallo Ghana USA Insieme al Gruppo B il girone dei tedeschi è quello più equilibrato e competitivo. Sulla strada della squadra di Loew ci sarà infatti il Portogallo di Cristiano Ronaldo, sono queste due nazionali le favorite al passaggio del turno ma se la dovranno vedere con Ghana e USA. Entrambe facevano parte del girone dell’Italia ai Mondiali del 2006 e da un po’ di anni dimostrano di aver raggiunto un livello assolutamente rispettabile, se una delle due riuscisse a fare lo

sgambetto a una delle big allora si potrebbero aprire scenari sorprendenti. GRUPPO H Belgio Algeria Russia Corea del Sud Chiudiamo con l’ultimo raggruppamento, quello del Belgio testa di serie, squadra di cui tutti parlano molto bene e che forse mai è stato così forte nella sua storia. E sono stati anche fortunati perché avranno grandi possibilità di arrivare agli ottavi. C’è anche la Russia di Fabio Capello, anche per il ct italiano l’urna non è stata certo sfavorevole, i russi con i belgi appaiono favoriti ma c’è sempre la mina vagante rappresentata dalla Corea del Sud. Un gradino più in basso l’Algeria che ha raggiunto i Mondiali faticando non poco contro il Burkina Faso e che anche in Brasile avrà le sue difficoltà contro le tre avversarie che le ha riservato il sorteggio. La parte più interessante del tabellone è sicuramente quella alta dove c’è il Brasile, ma anche i campioni del mondo della Spagna e i vice campioni dell’Olanda, senza dimenticare l’Italia di Prandelli. I verdeoro si troveranno subito di fronte una tra Spagna e Olanda, se per assurdo la squadra di Del Bosque non dovrebbe vincere il girone andrebbe infatti ad affrontare i padroni di casa. Gli Azzurrri se arrivano secondi potrebbero dover giocare al Maracana con la Colombia che potremmo ipotizzare come prima nel Gruppo C, vincendo il girone invece i nostri potrebbero avere un ottavo facile, ma poi si potrebbero trovare di fronte ai quarti il Brasile o la Spagna. Nella parte bassa del tabellone gli ottavi potrebbero regalarci un’affascinante Argentina - Francia, mentre la Germania e il Portogallo qualificandosi avrebbero di fronte Belgio e Russia. Ma sono tutti discorsi ipotetici, il campo puntualmente sarà bravo a smentire ogni pronostico.

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BRAZUCA IL NUOVO GIOIELLO ADIDAS TESTATO DA 600 GIOCATORI TRA CUI MESSI E ZIDANE E’ ISPIRATO NELLA GRAFICA AI BRACCAILETTI PORTA FORTUNA DIFFUSI IN BRASILE

Brazuca, che significa “brasiliano“, è il nome scelto, tramite una votazione avvenuta nel settembre del 2012, del pallone ufficiale dei Mondiali di Calcio 2014. Il design di Brazuca è ispirato ai colori, alla passione e alle tradizioni brasiliane, infatti la grafica dei pannelli simboleggia i braccialetti portafortuna diffusi in Brasile e riflettono l’allegria e il divertimento che indubbiamente caratterizzano questo Paese. Adidas lo ha presentato, al Parque Lade di Rio de Janeiro, proiettando sui muri del palazzo uno spettacolo unico fatto di luci sgargianti e immagini in 3D, facendo ripercorrere agli spettatori (tra cui Seedorf, Bellucci, Edmundo, e altri) tutta la storia dei palloni utilizzati nei Mondiali precedenti, fino ad oggi. Come per i vecchi palloni, anche Brazuca è stato sottoposto a dei test per oltre due anni, preso a calci da 600 giocatori, tra cui Messi e Zidane, 30 squadre in tutto il mondo, tra cui Milan e Bayer Monaco. La tecnologia utilizzata per la camera d’aria e la carcassa di Brazuca rispecchia le stesse caratteristiche di Tango 12, pallone utilizzato durante i campionati Europei 2012, Cafusa (Confederations Cup 2013) e del pallone ufficiale della Champions League. La vera novità sta nella simmetria, Brazuca, infatti è formato da sei pannelli identici e la diversa struttura della superficie garantisce grip migliore, quindi miglior stabilità, aerodinamica e miglior controllo in campo.

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mascotte

I tifosi hanno scelto il nome dell’amadillo portafortuna del Mondiale di calcio brasiliano votandolo sul sito ufficiale della Fifa. Fuleco ha 12 anni, i suoi idoli sono Pelè e Ronaldo

FULECO

IL NOME DELLA MASCOTTE DI BRASILE 2014 La mascotte dei prossimi mondiali di calcio ha un nome, il simpatico armadillo “portafortuna” di Brasile 2014 si chiama Fuleco. A scegliere il nome sono stati i tifosi che l’hanno votato sul sito internet della Fifa: Fuleco ha raccolto  1,7 milioni di preferenze pari al 48%, battendo la  concorrenza di “Zuzeco” (31%) e “Amijubi”

(21%). Come spiega la Fifa, il significato del nome è una fusione delle componenti principali che la competizione promuove, nascendo dall’unione di “futebol” ed “ecologia”. Sul sito della Fifa c’è un’intera sezione dedicata alla mascotte brasiliana. L’armadillo, della specie “Tatu-bola”, ha la capacità di ripiegarsi su se’

stesso trasformandosi in un pallone (azzurro come il colore del cielo, delle acque chiare del Brasile e del suo mare pieno di vita). Fuleco è nato il primo gennaio del 2000, quando si giocheranno i mondiali avrà 14 anni, e, fedele alla tradizione calcistica verdeoro, ha per idoli Pelè e Ronaldo.

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dirette TV

L’intera manifestazione solo su Sky, tutte le partite degli Azzurri anche in chiaro sulla Rai

LE PARTITE IN TV

I Mondiali 2014 sono sempre più vicini, e giustamente ci si inizia a chiedere, oltre  a che ora si giocheranno le partite, come si potranno seguire le avventure degli uomini di Pran-

delli  e di tutte le altre nazionali impegnate. Non bisogna farsi illusioni: per vedere tutte le partite in programma, bisognerà essere abbonati alla pay-tv, in particolare a Sky. Fortu-

natamente, le partite degli  azzurri  saranno visibili in chiaro sui canali  Rai. L’emittente di stato infatti ha acquisito i diritti per trasmettere in diretta 25 partite su 64.

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Come detto, la Rai manderà in onda tutte le partite dell’Italia più un’altra partita al giorno. Il canale che sarà dedicato interamente ai  Mondiali 2014  sarà  Rai Sport 1, canale 57 del digitale terrestre. IL MONDIALE IN CHIARO La Rai ha comunicato il programma relativo alla copertura dei Mondiali di Calcio 2014, che si terranno in Brasile dal 12 Giugno al 13 Luglio. Le partite trasmesse in chiaro saranno in tutto 25, e comprenderanno tutto il girone di qualificazione dell’Italia, oltre alle fasi finali. Le partite saranno tutte trasmesse sia su Rai Uno, sia su Rai HD, ovviamente in alta definizione. La programmazione RAI comprenderà, ovviamente, uno spazio decisamente nutrito per programmi di approfondimento, e  saranno inoltre proposte le sintesi delle partire trasmesse in diretta da Sky  (che dispone dell’esclusiva sulla trasmissione di tutti gli incontri). SKY, PER NON PERDERE NEANCHE UN MINUTO DI GIOCO I grandi appassionati di calcio, invece,  con Sky potranno vivere le emozioni di tutte e 64 le gare di Brasile 2014, di cui 39 in esclusiva e con la qualità dell’Alta Definizione. La piattaforma satellitare, attraverso i canali Sky Sport HD, offrirà ai propri abbonati una full immersion calcistica di 32 giorni, tra gare in diretta e repliche, programmi di approfondimento e gli ormai immancabili plus di Diretta Gol e del mosaico interattivo.

Il calendario completo delle partite in chiaro: • Giovedì 12/6/2014 ore 22.00 Gruppo A: Brasile vs Croazia 

• Mercoledi 25/6/2014 ore 22.00 Gruppo D: Ecuador vs Francia 

• Venerdì 13/6/2014 ore 21.00 Gruppo B: Spagna vs Olanda

• Giovedì 26/6/2014 ore 22.00 Gruppo H: Algeria vs Russia 

• Sabato 14/6/2014 ore 24.00 GRUPPO D: INGHILTERRA VS ITALIA

• Sabato 28/6/2014 ore 22.00 Ottavo di Finale: 1°C vs 2°D 

• Domenica 15/6/2014 ore 21.00 Gruppo E: Francia vs Honduras

• Domenica 29/6/2014 ore 22.00 Ottavo di Finale: 1°D vs 2°C 

• Lunedì 16/6/2014 ore 18.00 Gruppo G: Germania vs Portogallo

• Lunedì 30/6/2014 ore 22.00 Ottavo di Finale: 1°G vs 2°H 

• Martedì 17/6/2014 ore 21.00 Gruppo A: Brasile vs Messico 

• Martedì 01/7/2014 ore 22.00 Ottavo di Finale: 1°H vs 2°G 

• Mercoledì 18/6/2014 ore 21.00 Gruppo B: Spagna vs Cile 

• Venerdì 04/7/2014 ore 22.00 Quarto di Finale: Vincente 1°E/2°F vs Vincente 1°G/ 2°H 

• Giovedì 19/6/2014 ore 21.00 Gruppo B: Uruguay vs Inghilterra • Venerdì 20/6/2014 ore 18.00 Gruppo D: Italia vs Costarica • Sabato 21/6/2014 ore 21.00 Gruppo G: Germania vs Ghana • Domenica 22/6/2014 ore 18.00 Gruppo H: Belgio vs Russia

• Sabato 05/7/2014 ore 22.00 Quarto di Finale: Vincente 1°A/ 2°B vs Vincente 1°C/2°D  • Martedì 08/7/2014 ore 22.00 Prima Semifinale  • Mercoledì 09/7/2014 ore 22.00 Seconda Semifinale 

• Lunedì 23/6/2014 ore 22.00 Gruppo A: Camerun vs Brasile

• Sabato 12/7/2014 ore 22.00 Finale 3°- 4° Posto 

• Martedi 24/6/2014 ore 18.00 Gruppo D: Italia vs Uruguay

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scommesse NEYMAR, SARÀ LUI IL CAPOCANNONIERE?

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SCOMMETTI? CRISTIANO RONALDO REDUCE DA UNA GRANDE STAGIONE CHE GLI È VALSA IL PALLONE D’ORO È UNO DEI GRANDI FAVORITI PER IL TITOLO DI CAPOCANNONIERE

Brasile, Argentina e Germania le favorite che “pagano” meno. Outsider l’Italia di Prandelli

Il mondiale nelle profezie dei bookmakers Chi vincerà il mondiale? Quali squadre supereranno la fase a gironi? Chi sarà il capocannoniere del torneo? Ad ogni appassionato di calcio la sua personalissima previsione, che solo il campo potrà avverare o smentire. Ma se vi sentite insuperabili nell’arte di anticipare l’esito degli eventi sportivi, con ogni probabilità siete anche appassionati di scommesse.

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Le quote dei bookmakers per Brasile 2014 premiano le favorite di sempre, vediamo di chi si tratta.

CHI PASSARA’ I GIRONI? GIRONE A Per le agenzie di scommesse nessun dubbio per il passaggio del turno del Brasi-

le, quotato tra 1.20 e 1.30; per il secondo posto, la Croazia è leggermente favorita sul Messico, mentre sono poche le speranze del Camerun. GIRONE B. Nel girone B la grande favorita è la Spagna (data a 1.80), seguita dall’Olanda (3,25) e dal Cile (tra il 4.50 e il 5.50); quote altissime per l’Australia.


GIRONE C. Nel girone senza grandissime squadre regna l’incertezza: la favorita è la Colombia (1.80), seguita dalla Costa d’Avorio (4.50-5.50) e dal Giappone (5.50-6.00); chiude la Grecia, data anche a 10.00. GIRONE D. Nel girone dell’Italia, gli azzurri sono di poco favoriti sulle avversarie (2.60); dietro agli uomini di Prandelli si colloca l’Uruguay (2.90) e l’Inghilterra (3.25). Quote alte per Costa Rica. GIRONE E. Strafavorita la Francia (1.80), seguita dalla Svizzera (3.25-4), poi l’Ecuador (4.505.50) e l’Honduras. GIRONE F. La grande favorita del girone F è l’Argentina (1.20); Bosnia Erzegovina e Nigeria hanno poche chance di arrivare prime (quote tra 7.50 e 10), mentre l’Iran sembra fuori dai giochi (50.00). GIRONE G. La favorita del gruppo G è la Germania (1.80), seguita dal portogallo (3.75); per Ghana e Stati Uniti quote tra il 10.00 e il 13.00. GIRONE H. Anche il girone H è molto incerto: il Belgio è favorito per la vittoria finale (1.65), ma occhio alla Russia (3.00); Più distanti Corea del Sud (10.00) e Algeria (25.00).

CHI SARA’ IL CAPOCANNONIERE? I grandi favoriti (tutti pagati a 13 volte la quota scommessa) sono Cristiano Ronaldo del Portogallo, Lionel Messi dell’Argentina e Neymar del Brasile, che avrà anche il sostegno del pubblico e si è già messo in luce alla Confederations Cup dell’anno scorso. Attenzione però ai 4 vincitori dell’edizione 2010 in Sud Africa: se Diego Forlan e David Villa non sono ancora sicuri della convocazione,

Thomas Muller della Germania e Wesley Sneijder dell’Olanda potrebbero essere giocatori su cui puntare. Ci sono anche numerosi giocatori che, pur non partendo con il favore del pronostico, potrebbero rivelarsi una sorpresa: calciatori del calibro di Higuain, dell’uruguaiano Cavani, di Benzema, del duo del Manchester United Rooney e Van Persie, e di molti altri. La speranza rimane quella di vedere uno dei nostri azzurri esultare più volte in Brasile: puntare su Balotelli è così una pazzia?

CHI ARRIVERA’ FINO IN FONDO? Incrociando le quote di tre fra le più importanti agenzie di scommesse restano pochi dubbi: la grande favorita per alzare la coppa è il Brasile padrone di casa. A seguire Argentina o Germania, lontana l’Italia che paga piuttosto bene e quindi potrebbe risultare una puntata non solo da tifosi.

Snai

Le favorite per la vittoria finale del Mondiali 2014 sono: Brasile 4.00, Argentina 6.50, Germania 7.00, Spagna 8.50, Belgio 15.00, Italia, Francia e Colombia 20.00, Uruguay 25.00, Olanda e Inghilterra 30.00, Portogallo 35.00, Cile 40.00 e Russia 60.00.

William Hill La favorita è il Brasile

4.00, poi seguono Argentina 6.50, Germania 8.00, Belgio 15.00, Francia 21.00, Colombia 23.00, Italia 26.00, Olanda e Uruguay 29.00 e Inghilterra 34.00.

Sisal matchpoint

I padroni di casa sono sempre favoriti a 4.00, poi Argenina 6.00, Germania e Spagna 7.50, Belgio e Italia 16.00, Francia 20.00, Colombia, Olanda e Uruguay 25.00 e Inghilterra 33.00.

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In Italia non è ammesso l’errore, è un problema di cultura sportiva

Figlio d’arte del mitico Gennaro, Francesco Borriello è uno dei più talentuosi arbitri di serie B. Non a caso ha già debuttato nella massima serie. A soli 33 anni, per il talento di Sarginesco, l’obiettivo dichiarato è entrare a far parte del gruppo dei migliori arbitri d’Italia. Borriello, perché ha scelto di fare l’arbitro? “Sono sempre stato appassionato di calcio, ma come giocatore non ero un granché. Vedere mio padre arbitrare ai massimi livelli certamente ha influito e mi sono chiesto sono potesse essere anche la mia strada”. Chi tiferà ai mondiali? “Ai mondiali farò il tifo per Rizzoli, il direttore di gara che rappresenta l’Italia. Il mio sogno purtroppo però non si potrà avverare: Italia in finale con arbitro Rizzoli. Purtroppo se gli azzurri andranno avanti Rizzoli tornerà a casa e viceversa”. Chi è l’arbitro presente ai mondiali che ritiene più forte? “Il giudizio a questo livello diventa molto personale, sono tutti preparatissimi. Diciamo che il migliore sarà quello che saprà sbagliare meno, il che dipende molto anche dalla difficoltà della partita. Vi faccio un esempio: se guidate su un rettilineo è difficile che possiate andare fuori strada, in una strada piena di curve è più facile. Così, in una partita con dieci episodi da rigore è più facile che ci sia un errore del direttore di gara rispetto ad una partita senza contatti in area”. È vero che ci sono stili diversi nel modo di arbitrare che dipendono dalla nazionalità? “Il modo di arbitrare non dipende dall’arbitro

Francesco Borriello

ma dai giocatori. Ogni arbitro quando vede un fallo fischia. In Spagna e in Inghilterra sono i giocatori a non fare fallo non gli arbitri a non fischiare. Per la stessa ragione finiscono con molti più falli le partite a livello di dilettanti che non in serie A”. Quali sono le squadre favorite? “Credo che le favorite siano Brasile, Spagna, Argentina, Germania. Le solite che arrivano quasi sempre fino in fondo. Io, che se non sono un tifoso, mi auguro che l’Italia possa fare bene,

anche se ci sono avversari davvero forti. E mi auguro che vincano davvero i migliori e non i più fortunati”. Quanto cambia vedere la partita dal campo e da fuori? “Sono due partite diverse. Quando le vedo da fuori mi viene naturale guardare l’arbitro, come si posiziona, come si relaziona con i giocatori: c’è sempre molto da imparare. In campo è molto diverso. Anzitutto la visuale è una sola, e non venti come in televisione. Noi SPORT MANTOVA

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biamo essere nella città che ospita l’incontro, due ore prima allo stadio. Prima di arrivare allo stadio si fa un briefing con gli assistenti per preparare la partita”. Studiate il comportamento dei diversi calciatori? “Più conosci i giocatori più è facile, non nel senso che parti prevenuto, ma perché puoi anticipare alcune mosse. Faccio un esempio: quando c’era Ronaldo si sapeva che la sua caratteristica era la grande velocità. Il direttore di gara cercava di muoversi prima per anticiparlo”. Qual è il suo obiettivo sportivo? “Entrare a far parte degli arbitri di serie A, gli internazionali sono uno step successivo. Il sogno nel cassetto è arbitrare un derby di Roma

arbitri siamo obbligati a rivedere in tv le partite che dirigiamo. Rivedendomi mi è capitato spesso di chiedermi come avessi fatto a non vedere un certo episodio. Ma è molto semplice: se mi passa davanti un giocatore e dietro avviene un fallo, per quanto netto, io non lo posso vedere”. Quanto hanno aiutato gli addizionali in questo senso? “Per noi sono stati davvero una manna dal cielo. È evidente che più occhi ci sono e più è difficile sbagliare”. Cosa pensa quindi della moviola in campo? “Se è fatta per aiutarci, ovviamente, ben venga. Se deve diventare un ulteriore oggetto di polemiche meglio lasciar perdere”. Come sempre una questione di cultura: solo nel calcio l’arbitro è così al centro delle polemiche. “Negli altri sport c’è una cultura diversa, non c’è dubbio. Però c’è anche una ragione tecnica per cui arbitrare il calcio è così difficile. Prendiamo il rugby, sport straordinario per correttezza e spirito sportivo. Lì i contatti fisici sono autorizzati, per quanto duri. Poi prendiamo il basket: il contatto non è autorizzato, l’arbitro li punisce quasi tutti. Il calcio è una via di mezzo invece. Non basta il contatto perché sia fallo, lo si deve interpretare per capire se ha creato un danno a chi lo ha subito. Per questo la discrezionalità è maggiore. Resta il fatto che nel calcio l’errore non viene ammesso, il che è di nuovo un problema culturale e non tecnico”. Com’è la vita dell’arbitro ai massimi livelli? “Ci alleniamo ogni giorno, solo dopo la gara abbiamo un giorno di riposo. Ogni due settimane siamo a Coverciano per uno stage con quiz tecnici e test atletici. Se non li superiamo ci mandano a casa. Si tratta di tre giorni di studio profondo tra regolamenti e filmati, con particolare attenzione a tutti gli errori che abbiamo commesso. Il giovedì mattina escono le designazioni e si organizzano le trasferte con gli assistenti. Il giorno prima della gara dob-

per l’atmosfera straordinaria che si crea allo stadio”. Come si viene promossi alla categoria superiore? “Ogni domenica siamo seguiti da osservatori, spesso ex arbitri, che ci valutano. Alla fine della stagione quelli con i voti più alti salgono, quelli con i voti più bassi retrocedono”. Il Mantova ha raggiunto soffrendo la C unica. Può fare bene la prossima stagione? “Più che i singoli sarà decisiva l’organizzazione, a questo livello. Sarà un campionato molto duro, ma per il Mantova la C unica è già una bella piazza”. Cosa fa quando non arbitra? “Ho una trattoria a Sarginesco, dove vivo. È sempre stato l’altro sogno della mia vita”.

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Calcio

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due stagioni uniche (nel bene e nel male) Rivelazione assoluta nel 2012-13, quest’anno preseguitata dalla sfortuna

La foRMazIoNe DeLLa PRIMa SqUaDRa DeL CaStIgLIoNe

Una matricola terribile, capitata forse nel periodo meno fortunato per le matricole: solo così si può descrivere la parabola del Castiglione, che ha saputo stupire tutti – in primis gli sportivi mantovani – nella stagione 2012-13, per poi andare incontro, nella stagione successiva, a una retrocessione carica di sfortuna. Un primato però non potrà mai essere tolto agli aloisiani, ovvero quello di essere stati la prima squadra della provincia di Mantova a classificarsi prima del Mantova al termine di un campionato: noni i biancorossi, ottavi i rossoblù, i quali avevano menato la danza per lunga parte del campio-

nato, forti di una difesa che, guidata dall’excapitano del Mantova Mattia Notari, risulterà la meno battuta del torneo con appena 29 gol subiti. Purtroppo un attacco meno brillante rispetto ad altre compagini risulterà il punto debole di una squadra che dal primo posto scivolerà più indietro, dando l’addio all’ipotesi di playoff dopo un derby perso contro il Mantova per 1-0. Ma in quella stagione saranno proprio i derby a rappresentare il momento più fulgido dell’annata, con un 2-0 al “Lusetti” in campionato e addirittura un 1-0 al “Martelli” in Coppa Italia.

Di diverso sapore questa stagione, aperta da un 1-4 rimediato in casa contro il Real Vicenza, e con la prima vittoria che arriva solo alla dodicesima giornata a Rimini. Un campionato difficile, in cui gli aloisiani hanno espugnato il campo di casa solo alla sesta giornata di ritorno, riuscendo poi a vincervi solo un’altra volta: arriva così la retrocessione ma anche qualche soddisfazione come il doppio successo sul Rimini e la vittoria per 2-1 al “Mazza” contro la Spal, e con il rammarico che, se ci fosse stato un pizzico di fortuna, questa retrocessione poteva essere evitata. (nic) SPORT MANTOVA

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Ernesto VALERIO Direttore generale dei rossoblù

In serie D ma con tanta soddisfazione per avere regalato a Castiglione e ai castiglionesi due stagioni comunque indimenticabili: Ernesto Valerio, direttore generale dei rossoblù alosiani, commenta con noi una stagione sfortunata ma che non può – e aggiungiamo non deve – fare passare in secondo piano ciò che di buono questa squadra e questa società hanno costruito. Una retrocessione fa sempre male, ma il Castiglione ha ben poco da rimproverarsi… “Confermo. Avevamo messo in conto che potessimo anche retrocedere ma abbiamo fatto tutto il possibile per onorare il campionato e raggiungere la “C” unica. Non è successo e ci dispiace, ma ci sono tante cose positive che abbiamo costruito. Analizzare questa stagione dimenticando la precedente ci farebbe peccare di incompletezza: possiamo parlare di una lunga indimenticabile stagione? “Assolutamente sì: Castiglione in questi due anni, al di là dei risultati, ha dimostrato di potere stare con onore tra i professionisti, confrontandosi con società più blasonate e ottenendo il plauso di tutti gli addetti ai lavori. Abbiamo valorizzato giovani che l’anno prossimo giocheranno in Lega Pro e migliorato uno stadio che non ha nulla da invidiare a quello di altre piazze.”

Si poteva comunque fare qualcosa di più? Il Castiglione non è sembrato inferiore a molte squadre… “Non ci piace tirare in ballo la sfortuna, ma quando perdi un’infinità di partite per 1-0 o 2-1 è il segno che ti manca anche quel pizzico di buona sorte necessario per fare bene. Lo scorso anno tutto girava per il verso giusto, in questa stagione è andato tutto storto, sportivamente parlando, ma non vuole essere una giustificazione.” Di queste due annate cosa ricorda con più piacere? “Da sportivo i successi nel derby contro il Mantova e quelli in casa di Venezia e Spal – quest’ultimo di fronte a 3500 spettatori. Come dirigente i complimenti degli addetti ai lavori che abbiamo raccolto un po’ ovunque.” Tra le dolenti note mettiamo un pubblico che poteva essere più numeroso, anche se quello che c’è stato vi è rimasto fedele ovunque. “Forse qualche tifoso occasionale è stato perso qua e là a causa dei risultati non positivi ma sono convinto che ne recupereremo altri in una serie D che si preannuncia molto competitiva e con tanti match interessanti. Detto questo un grazie a tutti i tifosi che ci hanno seguito con passione, e ovunque.” Quando una squadra che è salita così velo-

ERNESto VALERIo

cemente, va incontro ad uno stop si teme sempre il contraccolpo: come cercherete di evitarlo? “La storicità di alcune cadute verticali è fuori discussione, ma altrettanto vera è l’unicità del modello-Castiglione. Siamo consapevoli che il prossimo anno ci attende una D molto difficile e quindi non facciamo nessun tipo di proclama, ma stiamo lavorando per fare un campionato all’altezza.” Nel frattempo patron Zilia va in anno sabbatico. Che novità sono previste all’orizzonte? “Il Presidente si è preso una pausa necessaria dopo anni ad altissimo livello ma ha costruito uno staff preparato e di cui ha grandissima fiducia. Ripeto: il modello-Castiglione ha pochi eguali nel panorama calcistico.” Nicola Antonietti

RIPRoVIAMoCI, StRISCIoNE tIFoSI CAStIgLIoNE uLtIMA gIoRNAtA SPORT MANTOVA

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Calcio

CASTELLANA,salva per il decimo anno di fila Intervista al patron biancazzurro Sergio Pezzini

Salvezza doveva essere, e salvezza è stata, ma che fatica: La Castellana, partita benissimo, si è poi smarrita in corso di stagione e solo nel finale ha trovato l’abbrivio giusto per portare a casa la permanenza in serie D. Per il decimo anno consecutivo, con grande gioia di tifosi, dirigenza e del presidente Sergio Pezzini, che abbiamo sentito a margine di questa stagione.

LA rOSA AL COMPLETO DELLA CASTELLANA

Presidente, tutto è bene quel che finisce bene, anche stavolta obiettivo salvezza raggiunto… “A dire il vero non pensavamo di affrontare tutti questi patemi, ma il bello – ribadisco, il bello – del calcio è che non è una scienza esatta, e che per quanto tu possa programmare non sai mai quello che può succedere. La squadra si è un po’ persa ma si è poi ritrovata nel finale.” Una stagione con prestazioni di alta qualità alternate ad altre di incomprensibile “blackout”. “Era solo un problema di testa, anche perché abbiamo battuto formazioni blasonate come il Piacenza perdendo con altre che sono poi retrocesse. In

SErGIO PEzzINI

più la rosa poco “ampia” non ci lasciava molti margini in caso di infortunio. Bravi comunque i ragazzi, il mister Cogliandro e il preparatore atletico, verso i quali avevamo e abbiamo la massima fiducia.” Che serie D si aspetta il prossimo anno, data la novità della “C” unica? “Staremo a vedere cosa faranno le altre società. Per quanto ci riguarda faremo sempre passi commisurati alle nostre gambe cercando di prenderci anche qualche soddisfazione. Se poi ci saranno tante piazze importanti da affrontare ben vengano, per noi sono solo soddisfazione e stimoli in più.” Nicola Antonietti

ASOLA,orgoglio “d’eccellenza”

Dopo la salvezza la gioia di patron Massimo Tozzo

Dopo un campionato fattosi improvvisamente più sofferto del previsto, l’Asola è riuscita nell’impresa di centrare la salvezza. Al playout, più sofferta ma forse anche più bella, dopo una stagione che ha riservato ai ragazzi di mister Franzini tanti complimenti ma pochi punti, come ci conferma il presidente Massimo Tozzo Presidente, qualche patema di troppo ma possiamo parlare di salvezza meritata? “Direi proprio di sì, anche perché se è vero che il girone di ritorno è stato sicuramente tribolato, nella prima parte del campionato avevamo fatto benissimo. Poi sono subentrati alcuni

LA FOrMAzIONE DELL’ASOLA

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SPORT MANTOVA

problemi e nonostante tante ottime prestazioni ci siamo ritrovati a lottare per non retrocedere: bello ricevere i complimenti ma poi i punti li intascavano i nostri avversari, anche se poi i ragazzi hanno conquistato la salvezza con un playout eccezionale per gioco e carattere.” Cosa non ha funzionato invece, visto che l’Asola ha comunque un organico all’altezza della categoria? “Più che qualcosa che non ha funzionato, direi che c’è stata una serie di eventi che non ci hanno aiutato. Eravamo a dire il vero con pochi ricambi in attacco, e sappiamo benissimo quanto sia importante segnare, al di là di non prenderle. Poi qualche infortunio ci ha ulteriormente danneggiato e un pizzico di inesperienza si è fatta sentire.” Ora siete rimasti l’unica mantovana in Eccellenza: orgoglio, pressione o tutte e due? “Pressione, finchè

sarò io presidente dell’Asola, non ce ne sarà: facciamo quello che possiamo fare, se va bene siamo tutti contenti, se non otterremo risultati in proporzione pazienza. Orgoglio invece tantissimo, anche se ci spiace per la retrocessione della Governolese, ma faremo il massimo per tenere alta la bandiera di questa provincia nel campionato di Eccellenza.” Che Asola dobbiamo attenderci per il prossimo anno? “Non ci saranno stravolgimenti, bensì una oculata gestione di tutta la macchina in continuità con quanto fatto finora. Avremo un po’ di esperienza in più da mettere in campo, e la consapevolezza che, quando la vittoria non vuole arrivare, anche un punticino fa sempre bene.” (nic)


GOVERNOLESE:retrocessi ma non sconfitti Il presidente Marzio Guernieri pensa già al futuro

LA FORMAZIONE DELLE GOVERNOLESE

Dopo tante stagioni ricche di soddisfazioni è arrivato lo stop per la Governolese, che dopo un solo campionato di Eccellenza retrocede malinconicamente in Promozione. Ma i rossoblù, che non ha caso vengono chiamati “i Pirati del Mincio”, non hanno nessuna intenzione di piangersi addosso e hanno una gran voglia di ripartire, come ci conferma patron Marzio

Guernieri. Una stagione iniziata male, proseguita peggio e conclusa con la retrocessione. C’è qualcosa in particolare che rivedrebbe se potesse tornare indietro? “Quando si retrocede si sono sempre commessi degli errori, ma parlarne ora non serve e non ci riporterebbe in Eccellenza; perciò è molto più

importante guardare avanti e cercare, come sto facendo, di rinsaldare il gruppo storico di persone che vogliono bene alla Governolese. Abbiamo un nuovo mister, e presto ci saranno altre novità.” Cosa si può salvare di questa stagione come base per ripartire? “In questa stagione abbiamo avuto diversi giocatori, che costituiscono lo “zoccolo duro” della squadra, che hanno reso alla grande, ci sono dei giovani molto bravi che arrivano dalla juniores. La retrocessione c’è stata e ci ha dato dispiacere, ma non ha assolutamente spento la nostra voglia di fare e di puntare a un campionato più che dignitoso.” A livello societario sono attese importanti novità? “No. Tutti i consiglieri restano al loro posto, abbiamo un nuovo vicepresidente – Fabio Bronzatti – mentre il direttore generale Davide Fontanesi è passato al settore giovanile.” Cosa si sente di dire ai tifosi, che non vi hanno mai abbandonato? “Nell’ultima giornata di campionato, quando ho visto e sentito i tifosi applaudire e incitare i ragazzi nonostante la retrocessione, mi sono commosso: abbiamo un pubblico stupendo, degno della Lega Pro, e che tante altre squadre ci invidiano. È anche per loro che ci impegneremo al massimo per mettere in campo una Governolese all’altezza del paese che la ospita, dei suoi colori e dell’amore della sua gente.” (nic)

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Basket

ADrIANO NEGrI IN MEzzO AI SUOI GIOCATOrI

Dinamica:

una stagione da incorniciare Della Dimamica Generale Mantova che ha stupito tutti in questa stagione è il “presidentissimo”, appassionato di basket e tifosissimo della squadra: Adriano Negri, patron della Pallacanestro Mantovana, passa in rassegna con noi una stagione che, al di là di come si concluderà, resterà a lungo negli annali dello sport mantovano. Presidente, dalla retrocessione dello scorso

anno, poi cancellata, al sogno promozione di questa stagione. Un po’ sorpreso sarà anche lei, al di là di ogni ottimismo… “Onestamente sì, perché quando ci siamo attrezzati per affrontare la nuova stagione pensavamo ad una salvezza tranquilla e un posto nei playoff ci sembrava un traguardo ambiziosissimo. E invece sono arrivati il secondo posto, i playoff e prestazioni di altissimo livello. Una

“TAKE IT EASY”: QUESTO È

sorpresa, ovviamente positiva.” Con questa stagione si sono poste basi solide per il futuro della squadra? “Secondo me è ancora presto per dirlo: è indubbio che abbiamo “seminato” bene e abbiamo già raggiunto l’obiettivo di sensibilizzare il territorio sulla nostra volontà di fare crescere il basket nel mantovano. Ma sicuramente la strada da fare è ancora lunga.” Nel frattempo il successo dell’All Star Game è sulla bocca di tutti: Mantova nuova “basket city”? “Me lo auguro di cuore, anche perché a Mantova vi sono tanti ragazzi che fanno attività. Il nostro compito è valorizzare questo patrimonio, coinvolgendo al massimo anche le altre società e tutti gli attori interessati affinchè cresca il livello qualitativo dei praticanti con positivi effetti per tutto il movimento.” Indipendentemente da come andrà la stagione che giudizio dà a staff, squadra e allenatore? “È un mese ormai che ringrazio tutti ma non è esagerazione, quanto l’espressione della mia felicità per avere visto costituirsi un gruppo di persone che lavorano tutte nella medesima direzione. Non è facile gestire una squadra in un campionato del genere, ma con questo gruppo è stato reso più semplice anche quello che sembrava complicato.” Che novità dobbiamo attenderci per il prossimo anno? “Un po’ prematuro dirlo adesso ma di idee ne abbiamo tante. Ci piacerebbe organizzare ancora l’All Star Game, oppure un torneo internazionale giovanile; di sicuro non staremo fermi e proseguiremo questo bellissimo progetto.” Nicola Antonietti

ALBERTO MOREA

Intervista all’allenatore della Dinamica Generale Mantova

Coach, dopo un inizio terribile la Dinamica ha saputo ritrovarsi e inanellare una sequenza impressionante di vittorie. Quale è stato, secondo lei, il punto di svolta della stagione? “Seguo sempre attentamente il corso delle partite perché le partite raccontano tante cose al di là della prestazione e del risultato; e credo che la svolta della stagione sia stata Treviglio: in quella trasferta vidi e compresi fino in fondo che avevo un gruppo speciale e anche se dopo arrivarono altre sconfitte e qualche momento difficile, da quel momento ebbi la certezza che alla fine avremmo mostrato tutto il nostro valore.” Come è riuscito a non perdere mai la sua calma anche nei momenti più bui?

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AlBErTO MOrEA

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“Chi mi conosce sa che sono così e non riuscirei a comportarmi diversamente. In più ero consapevole di avere a che fare con grandi professionisti e veri uomini e che il lavoro avrebbe dato i suoi frutti solo dopo qualche tempo.” Poi la stagione ha preso una piega diversa, e per lei è anche arrivata la soddisfazione di guidare una delle due rappresentative per l’All Star Game… “Una grande soddisfazione che voglio dividere con i ragazzi, la società e i tifosi: l’All Star Game è stato un grande momento di sport, in cui chi è venuto ha potuto gustare l’essenza più pura del basket senza la paura del risultato. Ci siamo divertiti e abbiamo divertito il pubblico, e poi vedere il PalaBam pieno in ogni ordine di posto non ha prezzo…”


Infatti lei ha sottolineato l’importanza del pubblico: cosa prova a vedere il PalaBam sempre più pieno ed entusiasta? “Chi non c’è non può saperlo: è come vedere un concerto dal vivo anziché in tv. Un palasport vivo e vissuto ti entra dentro, è da vedere

e sentire pienamente, è una soddisfazione che non ha eguali, e non tanto per gli applausi che puoi ricevere, quanto per la gioia della condivisione che esso comporta.” La stagione deve ancora concludersi, ma lo chiediamo lo stesso: dove vuole arrivare Al-

berto Morea con questa Dinamica? “Io credo che sia bello non porsi mai limiti e cercare sempre di migliorarsi, ma mi sto anche godendo questa bellissima avventura: intanto finiamo questa meravigliosa stagione e poi pensiamo al prossimo traguardo.”

LUCA RALLO

General Manager della Dinamica

LUCa raLLo

Una squadra di vertice nasce anche da un attento lavoro nella stanza dei bottoni… “Un attento lavoro dei vertici della società ha portato alla creazione di un roster che nel corso della stagione ha espresso il proprio valore e potenziale, raggiungendo buoni risultati. Il lavoro del Presidente,  dei suoi collaboratori e dello staff tecnico è stato importante nella scelta del giocatori giusti collocati al posto giusto.” La formula di questo campionato ha esaltato ancora di più l’equilibrio tra le squadre in campo a vantaggio dello spettacolo? “La formula del campionato ha condotto ben 9 squadre ai playoff, 8 in silver e una in gold, con

IL PaLaBaM greMIto

la qualificazione alla post season e la salvezza in forse fino all’ultima giornata, segnale dell’elevato equilibrio. La qualità dei giocatori in campo nelle squadre di gold e silver è stata sotto gli occhi di tutti, pubblico e addetti ai lavori, con buoni dati di pubblico a conferma dello spettacolo che le società sono state in grado di offrire”. Questa Dinamica punta a diventare la squadra di tutti i mantovani. Quali altre iniziative

avete in cantiere? “Mantova ha dimostrato di avere un interesse nel basket davvero sostanzioso, soprattutto nelle fasce più giovani di praticanti che sono un numero considerevole sia in città che in provincia. L’auspicio è che le nostre gare interne diventino un momento di confronto e incontro tra le varie realtà, organizzando anche attività collaterali dedicate soprattutto ai giovanissimi

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tifosi degli Stings”. Quanto può incidere, in proiezione futura, il successo organizzativo dell’All Star Game? “A detta di tutti è stato l’evento sportivo più importante di Mantova e noi siamo felici di aver potuto offrire uno spettacolo unico alle società della provincia e delle regioni vicine. L’entusiasmo riscontrato durante l’All Star Game, in parte minore, è stato quello visto anche nei playoff,

con tanti nuovi appassionati che si sono avvicinati alla pallacanestro ed alla Dinamica Generale. L’obiettivo della società, nel futuro prossimo, è sicuramente quello di ripetere un evento così particolare”. E nel frattempo lei incassa anche il titolo di miglior General Manager della stagione. Che soddisfazione si prova? “Un premio che va più alla società stessa, soli-

da e strutturata, che alla singola persona. Non posso nascondere che aver organizzato l’All Star Game e aver concluso la stagione regolare al secondo posto, con l’accesso ai playoff, sono già una gratificazione di assoluto valore. Ringrazio la società per l’occasione che mi è stata data, sperando di aver ripagato la fiducia dimostrata nei miei confronti”. (nic)

IL PALAbAM

JORDAN LOSI,

“CAPITANO, O MIO CAPITANO” “Una annata stupenda con un gruppo di grandi giocatori e uomini” Con Luca Pignatti è uno dei due membri “storici” della Dinamica che centrò una doppia promozione approdando in Adecco Silver. Da quest’anno è pure capitano aggiungendo una grande esperienza alla consueta combattività che sa mettere in campo, in grado di galvanizzare i compagni, intimorire gli avversari ed esaltare il pubblico. In due parole, ecco Jordan Losi: Jordan, la stagione non si è ancora conclusa ma verrà ricordata come una delle più belle nella storia della Dinamica. Che voto dai a questa annata? “I voti si danno alla fine, ma il giudizio complessivo può essere solo: molto bene! Abbiamo saputo restare uniti nonostante i tanti infortuni del girone di andata e così quando siamo stati al completo abbiamo raccolto i frutti.”

IL CAPITANo JoRDAN LoSI

E a te che giudizio dai in questa stagione che per la prima volta ti ha visto con i galloni di capitano? “Sono stato onorato di sentirmi ancora di più responsabile nei confronti del gruppo. Credo di aver fatto un buon lavoro, ma nessun capitano è un grande capitano senza grandi compagni.” C’è stato un momento in cui sembrava tutto compromesso? “No. Questo è un ritornello che gira perché per la gente che osserva da fuori è normale vincere le partite. Ci sono stati indubbiamente anche dei momenti difficili che il gruppo ha sempre affrontato con grande maturità.” Quale è il segreto di questa squadra che ora sembra davvero impermeabile a qualun-

que sollecitazione negativa? “Credo che i valori umani di questi ragazzi siano la qualità principale. Tutti vedono le schiacciate, le triple, gli assist...ma pochi sanno quanti incitamenti,quanti aiuti una vera squadra sa darsi. E noi questo lo abbiamo sempre fatto.” Un tuo messaggio ai tifosi, visto che non manchi mai di incitarli durante le partite… “Il messaggio è facile: venite al Palabam a vederci giocare. Quest’anno per le partite che restano, e l’anno prossimo per quelle che verranno. La crescita di questa società nel panorama cestistico italiano passa molto attraverso la grande affluenza di pubblico al palazzetto. E un’ultima cosa: Forza Stings!” (nic)

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Giordano

Mozzi

L’imprenditore mantovano vince per la seconda volta, in coppia con la moglie, la celebre corsa

Un bis carico di significati: il successo di Giordano Mozzi e della moglie Stefania Biacca nella XXXII° edizione della Mille Miglia storica non è solo il prestigioso riconoscimento alle qualità di una coppia che da anni è protagonista della più celebre competizione di regolarità storica; per Giordano e Stefania è stato un viaggio da sogno inseguendo il mito per eccellenza della velocità, ovvero il mantovano Tazio Nuvolari, anch’egli vincitore della corsa (quando era destinata alle velocità) per due volte a distanza di tre anni da un successo all’altro. Mozzi, vincere la Mille Miglia è un’emozione unica. E ripetersi? “Emozione doppiamente unica. Io e Stefania tenevamo moltissimo a questa edizione, e ci piaceva l’idea di ripercorrere – senza confondere il Mito con la carriera di due semplici piloti come noi – quella che era stata l’impresa di Tazio Nuvolari. Per me, mantovano e cresciuto

(foto FN-PHOTO)

Emozioni uniche in una gara unica. Mi godo il successo ma penso già al 2015 con la leggenda del grande “Nivola”, una soddisfazione immensa.” La Mille Miglia è un grandissimo evento mediatico e di spettacolo. Dal punto sportivo che difficoltà comporta? “Prima di tutto tanta stanchezza perché si corre per 15-16 ore su macchine che, qualora siano del periodo anteguerra e scoperte richiedono anche molta resistenza per essere manovrate. A ciò occorre aggiungere che, quando parliamo di gare di regolarità, la concentrazione deve essere massima perchè basta sbagliare i tempi anche solo di pochissimo e la gara può risultare compromessa. In sostanza una gara di regolarità le cui difficoltà già significative vengono amplificate dalle caratteristiche tecniche delle vetture, che non hanno e non possono avere le comodità della modernità” Con sua moglie il feeling è eccellente: non poteva trovare un coéquipier migliore…

“Vero. Ci sono piloti che fanno a meno di un navigatore “attivo” e fanno tutto da soli facendosi accompagnare da un passeggero, ma con Stefania non è così: lei è senza dubbio uno dei tre miglior navigatori al mondo, e non sono solo io a dirlo, bravissima in ogni tipo di competizione e in grado di trasmettere al pilota quella necessaria sicurezza che gli consente di rendere al massimo.” Come giudica questa edizione, al di là del suo successo? “Una “Mille Miglia” con novità importanti, che ci ha permesso di attraversare luoghi che non avevamo mai visitato prima, e con una parte tecnico-sportiva di grande interesse e con notevoli difficoltà. In più avere introdotto il quarto giorno di gara è stata un’altra idea ben pensata dall’organizzazione e che è piaciuta molto al pubblico.” Pubblico sempre numerosissimo. Cosa rende affascinante questa corsa? “Al di là del fatto che è un marchio che si vende da solo, “Mille Miglia” è: percorsi stupendi, emozionanti per chiunque; una presenza di auto che hanno fatto la storia che non si vede altrove e il calore di un pubblico straordinario.” Giordano Mozzi: dopo la seconda vittoria si sente più pilota o più imprenditore? “Entrambi. La vittoria ci ha dato notorietà ma io e Stefania rimaniamo gli stessi di sempre, anche se con tanta soddisfazione in più e sicuramente arricchiti come piloti ma soprattutto come persone.” Tenterà il tris l’anno prossimo? “Certamente. Io mi sto godendo il successo di questa edizione, ma chi mi conosce sa che sto già pensando a quella del 2015…” Nicola Antonietti SPORT MANTOVA

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Volley Due retrocessioni, e tre campionati piuttosto grigi. C’è da porre rimedio

PALLAVOLO MANTOVANA annata da dimenticare Una stagione in chiaroscuro, con comunque pochissima luce e tante, tantissime delusioni. Se il basket virgiliano sta vivendo (per ora di luce riflessa) un grande momento grazie alle imprese della Dinamica Generale Mantova, la

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pallavolo sta attraversando un momento davvero negativo: lontanissimi (e ci mancherebbe altro) i fasti del Virgilio Gabbiano, sono comunque ancora ben distanti sia la A2 del Top Team che (nel volley femminile) della Pallavolo Volta

e la stagione 2013-14 andrà in archivio come una delle più grigie nella storia mantovana di questo sport. Due retrocesse, due salve per un soffio, e una che è annegata dopo un buon inizio in un campionato senza infamia e senza


lode: e stiamo parlando di B2. Partiamo dal Viadana che, dopo un inizio a dir poco promettente (cinque successi consecutivi e complessivamente sette vittorie nelle prime otto giornate), è andata incontro a ben otto rovesci consecutivi – di cui solo uno al tie-break – ed è progressivamente affondata in una mediocrità che di aureo non aveva un bel niente mentre era foriera di parecchie delusioni: un vero peccato perché la formazione viadanese ha mostrato di avere ottime qualità e forse, con qualche piccolo aggiustamento, si può pensare in grande.

Tira un sospiro di sollievo il Top Team Volley che solo all’ultima giornata, perdendo al tiebreak proprio contro Viadana e conquistando un punticino, raggiunge una salvezza che non sembrava a rischio ma lo era diventata nel corso del campionato. Per la squadra che aveva fatto sognare per un po’ i mantovani in A2 un brusco ridimensionamento che va avanti da parecchio tempo; retrocede la Pallavolo Mantova di patron Carlo Negri, autrice di alcune pregevoli prestazioni ma che non si è mai sollevata dai quartieri bassi della classifica. In B2

femminile salvezza senza molto altro da “salvare” per il Volta e retrocessione scontata ma con qualche buono spunto per Curtatone. Il volley mantovano ha evidentemente bisogno di una scossa, il numero di praticanti e appassionati è ancora alto, forse occorrerebbe un aiutino per fare sì che questo patrimonio umano, atletico e tecnico non rimanga troppo in naftalina. Si parla di qualche “grande manovra” di una delle squadre succitate per il prossimo anno, ma al momento siamo ancora nel campo delle ipotesi. (nic)

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Rugby

RUGBY VIADANA, stagione in “chiaroscuro”

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Cinque domande per il dg Antonio Zanichelli

Stagione soddisfacente, obiettivo minimo centrato, ma si poteva fare di più: Antonio Zanichelli, direttore generale del Rugby Viadana commenta con noi l’annata 2013-14 che ha visto i gialloneri arrivare ai playoff ma dopo parecchie delusioni incontrate sul loro cammino. Il futuro riserverà importanti cambiamenti a livello societario, ma nel frattempo, insieme a Zanichelli, passiamo in rassegna questa annata. La stagione, al momento di andare in stampa, non si è ancora conclusa però un bilancio può essere tracciato: che stagione è stata per Viadana? “Una stagione segnata da tanti alti e bassi, e purtroppo i “bassi” sono stati parecchio deludenti; più in generale non c’è stata né continuità di risultati né di prestazioni, ma al contempo abbiamo centrato i playoff che erano il nostro obiettivo. Per cui, pur potendo parlare di “bicchiere mezzo pieno”, la metà del bicchiere che è piena ci ha dato qualche importante soddisfazione.” Ultima stagione per Rowland Phillips, un uomo che ha dato molto al Viadana… “Senza dubbio: quattro anni a Viadana, di cui due con l’esperienza Aironi, e tante cose buone lasciate in questo club. Credo che Rowland lasci Viadana con un bilancio che per lui è da considerare comunque molto positivo.”

La semifinale con il Calvisano ha visto la presenza di un pubblico molto numeroso. Un entusiasmo che ripaga dopo una stagione che vi ha costretto ad ingoiare anche qualche boccone amaro? “I tifosi, e lo dico con soddisfazione, non ci hanno mai abbandonato, neanche nei momenti più bui della stagione, sostenendoci sempre con grande entusiasmo. Il numeroso pubblico della semifinale con Calvisano è stato un ulteriore motivo di soddisfazione.” Peccato la sfortuna che ha privato Viadana di tanti giocatori di mischia nel momento clou della stagione… “La sfortuna non arriva mai da sola, specie se parliamo di infortuni, ed è un vero peccato non avere potuto affrontare Calvisano ad organico pieno o quasi. La stagione è stata molto logorante e quando arrivi al finale c’è sempre il rischio di fare i conti con infortuni che si rivelano molto pesanti. Va rivista la formula del campionato? “Diciamo che può essere migliorata, magari premiando di più chi – come noi lo scorso anno e come Calvisano in questo – è stato più costante per tutta l’annata. Però, piuttosto che soluzioni pasticciate è meglio tenerci questa formula che è sostanzialmente molto equa.” Nicola Antonietti SPORT MANTOVA

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Tamburello

MANTOVA

capitale del Tamburello Intervista al presidente federale Emilio Crosato Tamburello: più che uno sport tout court, una cultura e uno stile di vita. Che nell’Alto Mantovano ha sempre avuto grande tradizione e che quest’anno sta conoscendo un vero e proprio boom, con ben sei squadre in serie A di cui tre – Castellaro, Medole e Solferino – che lottano nei primi posti. E chi meglio di Emilio Crosato, mantovano (di Castellaro Lagusello), e dal 1977 presidente della Federazione Italiana Palla Tamburello può spiegare questo momento così felice? Più che al presidente federale qua ci rivolgiamo al mantovano innamorato del tamburello: cosa si prova a vedere tre squadre della nostra provincia che dominano il campionato dopo anni di Callianetto interrotti solo dall’exploit del Medole? “Una soddisfazione immensa, perché Mantova è attualmente il baricentro del tamburello italiano, e non per caso. Tutte e sei le squadre si sono rinforzate al massimo delle loro possibilità

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SPORT MANTOVA

– alcune, come Medole e Castellaro attingendo a giocatori provenienti proprio dal Callianetto – dimostrando di avere una base societaria molto forte. Ma, del resto, il tamburello in questi paesi non è solo uno sport, ma un elemento di forte identificazione culturale.” Questo buon momento potrebbe tradursi in un periodo più o meno lungo di soddisfazioni per i club virgiliani? “Sicuramente, soprattutto se ci saranno importanti soddisfazioni sportive quest’anno sia a livello di campionato che di Coppa Italia. Il fatto che un successo si traduca in un trampolino per competizioni europee può scatenare una emulazione che non può che far bene al movimento tamburellistico mantovano.” L’Alto Mantovano ha ospitato di recente i mondiali di tamburello indoor: mai prima d’ora Mantova era stata teatro di un mondiale di sport di squadra. Che benefici effetti potrà avere questa manifestazione sul

movimento tamburellistico? “Il tamburello indoor ha molte potenzialità per diventare uno sport di successo su larga scala. Questi mondiali sono stati un bel momento organizzativo e una grande vetrina che non può che fare bene anche al tamburello open.” Che cosa si può fare per far sì che dall’Alto Mantovano la pratica di questo sport incoraggi la formazione di altre società nel resto della provincia? “Si tratta di uno degli obiettivi che ci siamo proposti da sempre. Il tamburello è il quarto sport più praticato nelle scuole di ogni ordine e grado con ben 100mila ragazzi. Quello che occorre fare è non disperdere il patrimonio di talenti che si possono trovare in un materiale umano così abbondante e indirizzarli verso società sportive. Ma per fare questo, oltre al nostro lavoro, occorrebbe un maggiore sostegno da parte del Coni.” nic


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