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Anno I numero 0

Nasce ReNews

Libertà di espressione, autonomia, passione e semplicità. Quattro principi come fondamento della mission di questa nuova iniziativa editoriale del movimento Renovatio.

Editoriale Progetti: parola d‟ordine quotidiana. Ne pensiamo tanti, ne realizziamo meno, quasi sempre per cause esterne. Ma la vera forza sta nel non demoralizzarsi, nel credere che ogni obiettivo prefissato sia assolutamente raggiungibile, a volte presto, nella maggior parte dei casi molto più tardi di quanto pianificato. E tra i mille progetti in cantiere oggi, finalmente, prende vita la versione cartacea del nostro blog di informazione. Ed anche questa volta con le nostre sole forze e con l‟aiuto di persone che credono in noi, ma soprattutto nel nostro progetto. Rinnovare è semplice con le parole, arduo, quasi impossibile con i fatti. Ma si sa, “il debole batte il forte se ha la forza di non arrendersi”, e noi non ci siamo arresi e non ci arrenderemo. Un cambiamento è quanto mai necessario; riscoprire i valori e ridare nuovo vigore a concetti ormai sterili e svuotati, sapersi opporre alle vessazioni e affermare la verità affinchè un cambiamento avvenga. Questo il nostro sogno, questo il nostro obiettivo. DM

Nasce un giornale libero, che parla senza censure, dove chi vuole scrivere può farlo senza veti e limiti, nel solo rispetto della verità e della rilevanza delle notizie. Un periodico per variare, tramite il quasi nostalgico ma intramontabile mezzo cartaceo ai tempi del web 2.0, il modo consueto con cui facciamo informazione sul nostro sito. E questi fogli, impaginati e stampati con semplicità ma con grandissima passione, possono e vogliono essere il punto di partenza per un grande percorso da fare insieme a tutti i giovani che vogliono impegnarsi, nessuno escluso. Perchè ogni singolo sforzo aiuta a rendere grande l‟opera da costruire con passione e calma nel tempo.

IN QUESTO NUMERO

Ricordi da studente fuorisede pag 2

Rischia il posto per difendere la croce sul lavoro e viene difeso dai colleghi mussulmani

L‟Italia che ha plasmato il mondo pag 2 Un salto a… New York pag 3

WWW.RENEWSONLINE.IT

Uno

pag 3


L‟Italia che ha plasmato il mondo Gli italiani? Dei buoni a nulla capaci di tutto. Questo è il ritratto icastico e irridente, ma molto veritiero lasciatoci da Leo Lagonesi. A volte possiamo sembrare un popolo caotico, irresponsabile, confusionario, ma quando si deve inventare qualcosa di innovativo e originale non siamo secondi a nessuno. D‟ altra parte abbiamo antenati come Leonardo, Galileo, Fermi e Meucci. Un modenese, Enzo Ferrari, ha fonadato nel 1929 la casa automobilistica che prende il suo nome e che produce le auto sportive più belle e conosciute del mondo. Italiano è anche Flaminio Bertoni che disegnò la stupenda Citroen Ds. Ed è stato ancora un italiano, Giorgetto Giugiaro a disegnare la Volkswagen Golf, così come italiano è Walter de Silva capo design del colosso di Wolfsburg . Ma essere geniali non vuol solo dire essere bravi nel disegnare belle forme, significa soprattutto saper innovare sapendo sfruttare al meglio i nuovi materiali che si presentano nella scena internazionale. Questo è quello che hanno fatto Gio Ponti, un architetto milanese creatore di ceramiche e porcellane per Richard-Ginori. Marco Zanuso e Bruno Munari ai quali negli anni „50 è stato affidato dalla Pirelli il compito di trovare un‟applicazione pratica ad un nuovo materiale che si concretizzò nella poltroncina Lady e nella scimmietta Zizi. Sempre negli anni ‟50 i fratelli Castiglioni inventarono una lampada, la Toio per Flos, che impiega come riflettore il faro di un‟automobile. A Vittorio Livi, fondatore della FIAM, nel 1964 venne in mente l‟idea di creare dei mobili in cristallo, opportunamente sagomato e curvato. Suo è il progetto per il tavolo in vetro monolitico Ragno La creatività italiana non ha rivoluzionato solamente il settore domestico: basti pensare agli scarponi da sci, prodotti nel Veneto, che da quando sono stati realizzati mediante iniezione di resine termoplastiche hanno rivoluzionato il settore. E poi ci sono tutti gli altri comparti produttivi, dalle telecomunicazioni all‟abbigliamento (il riferimento è il cappello Borsalino o la giacca destrutturata di Armani). Persino le suole delle scarpe sono state rese più funzionali. Nel terzo millennio in cui sembra che tutto sia già stato inventato, gli spazi di manovra si sono inevitabilmente ristretti. Ma, possiamo starne certi, in condizioni critiche le soluzioni italiane saranno ancora quelle vincenti e faranno scuola nel mondo. Graziano Trotta

Ricordi da studente fuorisede Sempre di corsa ad inseguire lezioni, professori e file in segreteria. Si sveglia presto, con poche ore di sonno si dirige verso una sala sotterranea illuminata da qualche lampada neon. Sulla porta legge “BIBLIOTECA”, sa che dovrà passare quasi tutte le ore del suo giorno chino sui libri, per poter godere in serata della compagnia di qualche amico. Tanti sacrifici rincorrendo un sogno, per guadagnarsi, almeno, l‟illusione di poter avere un futuro “certo” e “stabile”. Nei momenti di sconforto ripensa ai tempi del liceo, e tra se e se dice: “quando si era veramente amici”. Come se fuori dal proprio contesto, fuori dal proprio paese natale, l‟amicizia non possa esistere. Si perché lo “studente”, fuori sede, non si sente contestualizzato in tutto e per tutto, almeno fino a quando non inizierà a condividere con gli altri la “vita reale”, allontanandosi dal sogno universitario. E come se si vivesse in una situazione di sacrificio ovattato, dove basta “solo” un maggiore impegno per risolvere qualunque problema, dove comunque si può sempre prendere un “treno” per “ staccare la spina e ricaricarsi”. E‟ una situazione nella quale si inizia a capire l‟importanza della vita “associativa” partecipata, dove si inizia a capire che a questo mondo non si è sempre l‟ultimo ma nemmeno sempre i primi. Dove si comprende che non tutti sono affidabili ma che nemmeno tutti vogliono sfruttare le situazioni.

Due

Lo studente fuori sede è una persona debole e forte nello stesso momento, non godrà mai di risorse economiche infinite, ma avrà sempre “il collega” vicino con il quale condividere questo particolare percorso. Francesco Madeo


Rischia il posto per difendere la croce sul lavoro, viene difeso da colleghi mussulmani

Un salto a… New York

Tre

“The big apple”, la grande mela, come viene denominata da tutto il mondo. New York posside un fascino Sottoposto a provvedimento disciplinare per aver esposto sul furgone incredibile ed è impossibile non rimanere stupiti quanaziendale un simbolo religioso. È successo a Colin Atkinson, elettricista do si passeggia per le sue strade. Il centro della finanza sessantatreenne della Wakefield and District Housing, in mondiale ti travolge tra il meltin pot di culture ed ritmo frenetico delle attività, le vertigini dei suoi grattaGran Bretagna. L‟uomo, che da 15 anni lavora nella celi e una buona dose di shopping; questi ingredienti, housing association (finanziata con fondi pubblici) ricombinati insieme regalano ai turisti una vacanza unica schia il licenziamento per aver messo una croce fatta di ed indimenticabile. Punto centrale è sicuramente l‟isola di Manhattan, uno palma, di circa 20 cm, sul cruscotto del veicolo. L‟azienda, che promuove fermamente le politiche inclu- dei cinque “borough” o distretti in cui si suddivide New york (tra gli altri ricordiamo Bronx, Queens, Brooklyn sive, ha fornito bancarelle in occasione del Gay Pride, ha organizzato e Staten Island). alcune “Diversity day” e ha ospitato un evento sul cambiamento di sesso dal titolo “A World That Includes Transpeople”. Lo stesso caporeparto Manhattan accoglie milioni di turisti tutto l‟anno ma la città acquista un‟atmosfera quasi magica durante il pedi Atkinson ha affisso nel suo ufficio, senza ricevere lamentele o richiami, riodo natalizio, quando si veste di mille luci che animaun poster di Che Guevara. no le più famose vie dello shopping. Il responsabile del Dipartimento delle Pari Opportunità dell‟azienda, Ma New York non è solo questo. Accanto alla frenesia Jayne O‟Connell, si è così giustificato: ”La WDH ha una posizione di e la varietà che sono caratteristiche tipiche della città e neutralità. Il signor Atkinson ha tutto il diritto di esprimere la sua fede, dei suo abitanti, questa metropoli ospita i musei più famosi al mondo tra cui: “Il Musuem of moder Art ma l‟azienda non può correre il rischio di essere identificata come cristiana. La nostra preoccupazione è che i nostri clienti confondino le sue (MOMA), il Metropolitan Museum ed il Solom Gugghenaim Museum. esternazioni religiose con la linea aziendale”. Meta imperdibile per i turisti, ma anche per gli yenkeIl sindacalista a cui l‟elettricista cristiano ha fatto appello, Terry Cunliffe, es che si concedono qualche ora di tranquillità, è pasha chiesto se “una donna musulmana che indossa il burka può essere am- seggiare per Central Park, il polmone verde di NY, che copre una vastissima area dell‟isola e comprende granmessa“; O‟Connell ha quindi risposto che ciò che conta realmente è di parchi, laghetti, uno zoo, piste ciclabili ed aree dove “l‟efficienza lavorativa del soggetto”. si tengono dei caratteristici spettacoli e concerti In effetti l‟azienda ha membri di diversi orientamenti religiosi. Il paraall‟aperto. Scontato dire che la primavera è una stagiodosso è, però, che il lavoratore cristiano è stato difeso proprio da questi. ne ideale per godersi al meglio tutte queste meraviglie. Scendendo dal Central Park verso la parte sud Indù, sikh e musulmani si sono scagliati contro la decisione aziendale. “Ognuno ha il diritto di professare la propria religione. Non vedo come dell‟isola si incrociano alcuni dei luoghi più conosciuti al mondo, tra cui la famosissima Time Square, centro qualcuno possa offendersi della croce, i datori di lavoro sono decisamen- frenetico e sempre vivo 24 ore al giorno (famose le te dalla parte del torto. Ogni uomo ha il diritto di seguire la propria fe- tantissime insegne luminose che vengono definite de, purché non danneggi nessuno. Se non si fa del male non vedo quale “spectaculars”) sia la logica che porta alla rimozione” ha tuonato Niranjan Vakhaira, pre- Caratteristici i quartieri di China Town e Little Italy (che in realtà di italiano ha veramente poco), per infine sidente dell‟Hindu Charitable Trust di Leeds; della stessa opinione è arrivare al cuore della finanza americana, Wall Street, Ghayasuddin Siddiqui, del Muslim Institute: “Non vedo quale sia il pro- che a due passi dalla suggestiva baia dove si può scorgere l‟imponente e famosissima Statua della Libertà. blema nel mostrare il simbolo. Bisogna rispettare i sentimenti altrui”. “Per noi”, dice infine un portavoce del Sikh Education Council, “è diffici- Ma è la notte che New York offre il meglio di sé, tutte le luci che fanno capolino tra i grattacieli ed i negozi le capire come si possa licenziare un lavoratore a causa dell‟esposizione rendono l‟atmosfera magica. di una croce. Dovrebbero fare un passo indietro. I Sikh credono nella New York è una città unica al mondo, passeggiare per libertà di espressione e di credo religioso”. le sue strade, ammirare questa metropoli tra i suoi imAtkinson ha quindi goduto del sostegno di tutte quelle diversità che do- ponenti grattaceli è un‟emozione che rimarrà per sempre nel cuore di ogni visitatore. vrebbero essere, secondo l‟azienda, risentite dal comportamento del Per vivere tutto ciò e per vivere la sensazione di trocristiano. Ciò che lascia perplessi è che un dipendente musulmano della varsi al centro del mondo bisogna fare un salto a….. WDH ha tranquillamente esposto un versetto del Corano sul cruscotto New York! Verdiana Congedi dell‟auto aziendale, non subendone alcuna conseguenza. Valerio Evangelista


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