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FESTA DEI SANTI PATRONI

Regione Friuli Venezia Giulia Assessorato alla Cultura Assessorato al Turismo

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XI CONCERTO PER SAN VITO IL MONDO DI BACH •

Ouverture BWV 1068 • Cantata BWV 135 • Cantata BWV 29

Duomo di San Vito al Tagliamento

Sabato 19 giugno 2004 ore 21.00


Duomo di San Vito al Tagliamento Sabato 19 giugno 2004 ore 21.00

XI CONCERTO PER SAN VITO Il mondo di Bach Ouverture BWV 1068 Cantata BWV 135 Cantata BWV 29

Orchestra barocca “G. B. Tiepolo” Gruppo Vocale “Città di San Vito” Direttore del coro: Gioachino Perisan Maestro di concerto: Vania Pedronetto

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In attesa che inizi il concerto... Eccoci fedeli all’appuntamento annuale del concerto, siamo ormai all’undicesimo, in onore dei Santi Patroni. Il Duomo è la sua sede naturale, e mi auguro che cittadini e maggiorenti onorino degnamente i Santi Martiri Vito, Modesto e Crescenzia da cui noi, qui residenti, e la chiesa e la comunità civile prendiamo il nome. Il concerto di quest’anno ci offre un saggio dell’arte somma di Johann Sebastian Bach, nato a Eisenach il 21 marzo 1685, morto a Lipsia il 28 giugno 1750. Bach è uno degli artisti che più profondamente hanno espresso il sentimento religioso, elemento davvero fondamentale di tutta la sua opera; tale carattere si può riconoscere anche nella musica strumentale, non soltanto nei corali, preludi e fughe per organo, ma in tutte quelle composizioni numerosissime, in cui domina una austera ispirazione. Egli è il maestro sovrano della fuga: dalle Invenzioni a 2 e 3 voci sino al Clavicembalo ben temperato, all’Offerta musicale e all’Arte della fuga si dispiega il suo sommo magistero nello stile contrappuntistico. Le composizioni vocali rivelano le qualità più varie ed intense dell’arte bachiana: e subito sono da ricordare le Cantate religiose scritte, per tutte le domeniche e solennità di cinque anni interi, su testi tratti dal Vangelo o da testi sacri elaborati da alcuni poeti; circa duecento sono giunte sino a noi, molte delle quali capolavori d’ineguagliabile felicità espressiva. Delle cinque grandi Passioni in forma di oratorio sono rimaste soltanto due, quella secondo S. Giovanni, di prevalente carattere mistico, e quella secondo S. Matteo, superba concezione drammatica, che nell’ampia architettura racchiude quadri grandiosi ed episodi suggestivi. Altre qualità dell’arte bachiana distinguono i Mottetti, i tre Oratori di Natale, dell’Ascensione e di Pasqua. Sebbene di confessione protestante, Bach accolse elementi d’ispirazione dal rito cattolico componendo quattro Messe brevi, il melodioso Magnificat e quella grande Messa in si minore, scritta per la corte cattolica di Dresda, che sta tra le più alte concezioni religiose dell’arte di ogni tempo.

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Ora ascolteremo, dopo l’Ouverture III, due fra le più belle Cantate del sommo compositore tedesco. Sono grato al Gruppo Vocale “Città di San Vito”, che da undici anni si assume l’onere del concerto, e a nome dei sanvitesi rinnovo l’apprezzamento sincero per i sacrifici e la passione con cui i coristi preparano queste esecuzioni che non troviamo facilmente già registrate. Estendo il ringraziamento ai componenti dell’Or chestra “G. B. Tiepolo”, formazione che riscuote ormai ben meritati riconoscimenti oltre i confini regionali e che siamo onorati di poter accostare alle orchestre prestigiose che si sono esibite in questo nostro bel Duomo. Mons. Nicola Biancat

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PROGRAmmA

Il mondo di Bach Ouverture BWV 1068 Cantata BWV 135 Cantata BWV 29

Interpreti: Orchestra barocca “G.B.Tiepolo” Maestro di concerto: Vania Pedronetto Tromba 1: Diego Cal Oboe 1: Nicola Favaro Tromba 2: Michele Santi Oboe 2: Michele Favaro Timpani: Alberto Macchini Tromba 3: Marco Tampieri Violini: Vania Pedronetto, Rossella Croce Viola: Alessandra Di Vincenzo Cello: Daniele Bovo Violone: Alessandro Sbrogiò Organo: Davide De Lucia Solisti: Soprano: Angelika Staber Tenore: Bernd Lambauer

Contralto: Anna Mindotti Basso: Ulfried Staber

Gruppo Vocale “Città di San Vito” Direttore: Gioachino Perisan

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Cantata BWV 135 135. Ach Herr, mich armen Sünder Dominica 3 post Trinitatis

1. CHOR (Choral) Oboe I/II Violino I/II Viola, Continuo Ach Herr, mich armen Sünder Straf nicht in deinem Zorn, Dein' ernsten Grimm doch linder, Sonst ists mit mir verlorn. Ach Herr, wollst mir vergeben mein Sünd und gnädig sein, DaB ich mag ewig leben, Entfliehn der Höllenpein.

2. REZITATIV [Tenor] Continuo Ach heile mich, du Arzt der Seelen, ich bin sehr krank und schwach; man möchte die Gebeine zählen, so jämmerlich hat mich mein Ungemach, mein Kreuz und Leiden zugericht; das Angesicht ist ganz von Tränen aufgeschwollen, die, schnellen Fluten gleich, von Wangen abwärts rollen. Der Seele ist vor Schrecken angst und bange; ach, du Herr, wie so lange?

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Cantata BWV 135 135. Ah Signore, me povero peccatore Terza domenica dopo la SS.ma Trinità

1. CORO (Corale) Ah Signore, me povero peccatore non punire nella tua collera, ma mitiga il tuo severo furore, altrimenti io sono perduto. Ah Signore, voglia Tu perdonarmi il mio peccato ed essere misericordioso, affinchè io possa vivere eternamente e sfuggire al tormento infernale

2. RECITATIVO [Tenore] Ah, sanami, Tu medico delle anime, io sono molto malato e debole le (mie) ossa si potrebbero contare, tanto miseramente mi hanno ridotto la mia pena, la mia croce e il mio dolore; il (mio) volto è tutto rigonfio di lacrime che, simili a rapidi torrenti, rotolano giù dalle guance. L'anima è angosciata e lacerata dal terrore; ah, Tu o Signore, per quanto tempo (sarà così)?

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3. ARIE [Tenor] Oboe I/II Continuo Tröste mir, Jesu, mein Gemüte, Sonst versink ich in den Tod, Hilf mir, hilf mir durch deine Güte Aus der groBen Seelennot! Denn im Tod ist alles stille, Da gedenkt man deiner nicht. Liebster Jesu, ists dein Wille, So erfreu mein Angesicht!

4. REZITATIV [Alt] Continuo Ich bin von Seufzen müde, mein Geist hat weder Kraft noch macht, weil ich die ganze Nacht oft ohne Seelenruh und Friede in groBem SchweiB und Tränen liege. Ich gräme mich fast tot und bin vor Trauern alt, denn meine Angst ist mannigfalt.

5. ARIE [Bass] Violino I/II Viola, Continuo Weicht, ali ihr Übeltäter, mein Jesus tröstet mich! Er läBt nach Tränen und nach Weinen Die Freudensonne wieder scheinen; Das Trubsalswetter ändert sich, Die Feinde müssen plötzlich fallen Und ihre Pfeile rückwärts prallen.

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3. ARIA [Tenore] Consola, o Gesù, il mio animo, altrimenti sprofondo nella morte; aiutami, aiutami mediante la tua bontà (ad uscire)dalla grave angoscia dell'anima! Poiché nella morte tutto è silenzio, là non ci si ricorda di Te. Amato Gesù, se così vuoi, fà dunque gioire il mio volto!

4. RECITATIVO [Alto] Io sono stanco di sospiri, il mio spirito non ha più forza né vigore, perché per tutta la notte, spesso senza riposo l'anima né pace, io giaccio madido di sudore e di lacrime Mi struggo quasi fino alla morte e sono vecchio per l'afflizione, poiché la mia angoscia ha molte cause.

5. ARIA [Basso] Allontanatevi, tutti voi che fate il male, mi conforta il mio Gesù! Egli, dopo le lacrime e dopo il pianto, fa risplendere di nuovo il sole della gioia; La tempesta della tribolazione si trasforma, i nemici di colpo cadranno e le loro frecce rimbalzeranno indietro.

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6. CHOR (Choral) Oboe I/II Violino I/II Viola, Continuo Ehr sei ins Himmels Throne mit hohem Ruhm und Preis Dem Vater und dem Sohne Und auch zu gleicher Weis Dem Heilgen Geist mit Ehren In alle Ewigkeit, Der woll uns alln bescheren Die ewge Seligkeit.

Cantata BWV 29

1. Sinfonia Tromba I-III, Timpani, Oboe I/II, Violino I/II, Viola, Organo obbligato, Continuo

2. CHOR (Choral) Tromba I-III, Timpani, Oboe I/II, Violino I/II, Viola, Continuo Wir danken dir, Gott, wir danken dir und verk端ndigen deine Wunder.

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6. CORO (Corale) Onore sia (reso) nel trono del cielo, e alta gloria ed esaltazione, al Padre e al Figlio e anche, nello stesso modo, allo Spirito Santo con onore, per tutta l’eternità : che voglia a noi tutti donare l’eterna beatitudine.

Cantata BWV 29

2. Coro (Corale)

Noi ti ringraziamo, O Signore, ti ringraziamo e proclamiamo i tuoi portenti.

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3. ARIE [Tenor] Violino solo, Continuo Halleluja, Stärk und macht Sei des Allerhöchsten Namen! Zion ist noch seine Stadt, Da er seine Wohnung hat, Da er noch bei unserm Samen An der Väter Bund gedacht.

4. REZITATIV [Bass] Continuo Gottlob! es geht uns wohl! Gott ist noch unsre Zuversicht, Sein Schutz, sein Trost und Licht Beschirmt die Stadt und die Paläste, Sein Flügel hält die mauern feste. Er läßt uns allerorten segnen, Der Treue, die den Frieden küßt, muß für und für Gerechtigkeit begegnen. Dem Gott so nah und gnädig ist! Wo ist ein solches Volk wie wir,

5. ARIE [Sopran] Oboe, Violino I/II, Viola, Continuo Gedenk an uns mit deiner Liebe, Schleuß uns in dein Erbarmen ein! Segne die, so uns regieren, Die uns leiten, schützen, führen, Segne, die gehorsam sein!

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3. ARIA [Tenore] Alleluia, potenza e forza siano nel nome dell’Altissimo! Zion è ancora la sua città, dove ha la sua dimora, dove in nome dei posteri ancora pensa al patto stretto con i nostri padri.

4. RECITATIVO [Basso] Dobbiamo pregare Dio ! E’ la cosa migliore per noi! Dio è la nostra fiducia la sua protezione, la sua consolazione, la sua luce sorvegliano la città e i palazzi, Le sue ali mantengono sicure le mura. Egli ci benedice dovunque, la fedeltà, che ama la pace, deve nei secoli dei secoli incontrare la giustizia. Dove si può trovare così tanta gente come noi a cui Dio è così vicino e misericordioso?

5. ARIA [Soprano] Pensa a noi con il tuo amore, comprendici nella tua misericordia! Benedici coloro i quali ci governano, coloro che ci guidano, ci proteggono e ci conducono, benedici coloro i quali obbediscono!

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6. RECITATIV [Alt] Continuo Vergiß es ferner nicht, mit deiner Hand Uns Gutes zu erweisen; So soll dich unsre Stadt und unser Land, Das deiner Ehre voll, mit Opfern und mit Danken preisen, Und alles Volk soll sagen: Amen!

7. ARIE [Alt] Organo obbligato, Continuo Halleluja, Stärk und macht Sei des Allerhöchsten Namen!

8. CHOR (Choral) Tromba I-III, Timpani, Oboe I/II, Violino I/II, Viola, Continuo Sei Lob und Preis mit Ehren Gott Vater, Sohn, Heiligem Geist! Der woll in uns vermehren, Was er uns aus Gnaden arten, Daß wir ihm fest vertrauen, Gänzlich verlassn auf ihn, Von Herzen auf ihn bauen, Daß unsr Herz, mut und Sinn Ihm tröstlich solln anhangen; Drauf singen wir zur Stund: Amen, wir werden’s erlangen, Glauben wir aus Herzens Grund.

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6. RECITATIVO [Alto] Per il futuro non dimenticare con la tua mano di concedere la tua benevolenza su di noi; così che la nostra città e la nostra terra, piena del tuo onore, ti pregherà sempre con offerte e ringraziamenti, e tutti in coro diranno: Amen!

7. ARIA [Alto] Alleluia, potenza e forza siano nel nome dell’Altissimo!

8. CORO (Corale)

Lascia che ci sia gloria, preghiera e onore A Dio Padre, Figlio e Spirito Santo! Chi volesse aumentare in noi ciò che ci ha promesso nella Sua misericordia, deve sapere che noi crediamo fermamente in Lui, confidiamo completamente in Lui, i nostri cuori sono fondati su di Lui, così che i nostri cuori, il nostro coraggio e la nostra mente non possono che dipendere da Lui per la loro consolazione; Perciò giunti a questo punto possiamo cantare: Amen, dobbiamo ottenere questo, Dobbiamo credere dal profondo del nostro cuore.

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IL mONDO DI BACH SUITE PER ORCHESTRA (OUVERTURE) N. 3 IN RE mAGGIORE BWV 1068 «Il termine ‘Ouverture’ deriva dal francese ouvrir, che significa aprire. In genere viene utilizzata nella musica profana francese con lo stesso scopo con cui gli italiani e i tedeschi si servono delle Sonate, delle Intrade e delle Sinfonie». Questa definizione venne coniata nei primi anni del XVIII secolo da Friedrich Erhard Niedt per spiegare al pubblico tedesco la funzione di un genere che stava rapidamente diffondendosi in tutta Europa. Apparsa per la prima volta intorno al 1640 come breve preludio strumentale a opere e balletti, l’ouverture venne codificata in maniera sistematica da Jean-Baptiste Lully, che creò uno schema che venne adottato dai compositori non solo francesi per oltre mezzo secolo. Tuttavia, con il passare degli anni il genere acquistò una sua indipendenza affermandosi anche in Germania come raffinato brano strumentale, in molti casi organicamente connesso a una serie di danze. Facendo proprio questo concetto, Johann Sebastian Bach fece precedere le danze delle sue quattro Suites per orchestra da una ouverture; tuttavia Bach non era certo compositore da accettare supinamente una forma codificata da altri e ormai ampiamente rodata, al punto da rendere questa pagina il movimento più esteso dell’intero lavoro, caratteristica che valse a queste quattro opere il doppio nome di suite per orchestra e di ouverture. Nelle Suites per orchestra Bach fuse genialmente gli stili francese e italiano, mutuando dalla tradizione di Lully la struttura fugata e prendendo da Vivaldi e, più in generale, dalla scuola veneziana il gusto per la scrittura concertante dai tratti spesso brillanti e virtuosistici. In questo modo la musica di Bach assume una straordinaria densità espressiva, senza peraltro perdere la leggerezza soave propria della danza. Anche nella sequenza di danze Bach si allontana dai collaudati schemi tradizionali, stravolgendo l’ordine costituito (e rinunciando completamen-

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te alla Allemanda, uno dei cardini irrinunciabili della suite barocca) e aggiungendo ‘numeri’ tanto insoliti quanto fascinosi come la Forlane e il Passepied (Suite BWV 1066), la Polonaise e la Badinerie (Suite BWV 1067) e la Réjouissance (Suite BWV 1069). Con ogni probabilità la Suite in re maggiore n. 3 BWV 1068 venne composta a Lipsia tra il 1730 e il 1731, una datazione suggerita da alcune parti manoscritte – vergate in parte dallo stesso Bach e in parte dal figlio Carl Philipp Emanuel e dall’allora suo allievo Johann Ludwig Krebs – che a tutt’oggi costituiscono la fonte più affidabile di questo lavoro. In ogni caso la sua composizione non può essere fatta risalire a prima del 1729, anno in cui Bach assunse la direzione del Collegium Musicum di Lipsia, formazione che la eseguì nel corso dei concerti organizzati tutti i venerdì sera presso il mitico Caffè Zimmermann. L’opera si apre con pomposa solennità, adeguatamente sottolineata dai due oboi, dai timpani e soprattutto dalle tre trombe che affiancano gli archi. Di particolare rilevanza è il Grave iniziale, nel quale il tono della musica lievita in maniera irresistibile fino a giungere a un’affermazione pervasa da una irresistibile retorica. Di carattere diametralmente opposto è invece l’Aria successiva, uno dei brani più famosi di Bach, nella quale il violino solista, sullo sfondo di un morbido tappeto di archi e del basso continuo, si abbandona a un canto di inaudita intensità, che esprime con struggente introspezione la sincera e totale effusione di un’anima di sovrumana profondità. Il gioco dei contrasti prosegue con la Gavotte, che con una efficace alternanza di piani e forti, ottenuti con la presenza o meno degli strumenti a fiato, enfatizza il carattere della danza, il cui slancio viene sempre contenuto nell’ambito di una impeccabile eleganza. L’ardore della Gavotte trova ideale prosecuzione nelle Bourrée e Giga che concludono la Suite con un tono cerimonioso di sapore squisitamente francese, dal quale peraltro emerge l’ombra di un Bach padrone assoluto di tutti gli stili e di tutti gli idiomi.

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ACH HERR, mICH ARmEN SÜNDEN Cantata BWV 135, Lipsia 1724 Ricorrenza: III domenica dopo la Festa dela Trinità Epistola: 1Pt 5, 6-11 Vangelo: Lc 15, 1-10 La cantata Ach Herr, mich armen Sünden venne eseguita per la prima volta a Lipsia il 25 giugno 1724 in occasione della quinta domenica dopo la festa della Trinità. Il libretto riprende l’omonimo cantico di Cyriakus Schneegass (1597), citato in maniera letterale nel coro d’apertura e nel corale conclusivo e parafrasato non senza una certa grazia letteraria negli altri numeri da un autore rimasto ignoto. Il coro iniziale – strutturalmente assimilabile allo schema proprio delle fantasie corali – si apre con le note dell’allora celeberrimo inno Herzlich tut mich verlangen (1601) di Hans Leo Hassler, la cui melodia viene affidata ai bassi che, raddoppiati dal trombone e dal basso continuo, conferiscono a questa pagina una insostenibile pesantezza sottolineando in maniera molto efficace il testo, che esprime l’accorata preghiera di un peccatore che invoca con toni dolenti il perdono divino. È interessante notare che Bach utilizzò questa insolita soluzione solo in altri due casi, nella cantata O Ewigkeit, du Donnerwort BWV 20, composta due domeniche prima, e in Ach Gott, wie manches Herzeleid BWV3 eseguita per la prima volta il 14 gennaio 1725, realizzando in questo modo – come fa giustamente osservare Alberto Basso – una prospettiva ‘ciclica’, un aspetto che nella produzione di Bach rivestì sempre una grande importanza. Al coro iniziale fa seguito il recitativo «Ach heile mich, du Arzt der Seelen», eseguito dal tenore con il supporto del solo basso continuo. In questo intenso movimento il peccatore si scioglie in amare lacrime (che Bach tratteggia adeguatamente con due figurazioni di artenme) invocando dal ‘medico delle anime’ salvezza e conforto spirituale, chiudendo in maniera interrogativa con «La mia anima travagliata dal terrore e dall’angoscia / Signore queste pene avranno mai una fine?». Dopo la raggelante mestizia che pervade il recitativo

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del tenore, il sereno preludio dell’aria «Tröste mir, Jesu, meine Gemüte» eseguito da due oboi rappresenta una ventata di speranza che (come sempre in Bach) trae il suo fondamento dalla misericordia di Dio. L’aria è divisa in tre sezioni ben distinte tra loro: nella prima la melodia si sviluppa senza posa con grande espressività, supportata efficacemente dagli interventi degli oboi e dalle incessanti figurazioni ascendenti e discendenti del basso continuo; nella seconda la musica sottolinea con frasi spezzate il testo «Nella morte non vi è che silenzio / e non vi è più ricordo di Te», che rappresenta una libera parafrasi del Salmo 6,6 («Nessuno tra i morti ti ricorda / Chi negli inferi canta le Tue lodi?»); mentre la terza sezione si presenta con una nuova idea melodica che alla fine fa esplodere la gioia del fedele, pieno di speranza nella misericordia di Dio. Dopo questa oasi di intima felicità, il recitativo «Ich bin von Seufzen müde» riporta un’atmosfera cupa e tenebrosa, che il contralto esprime in maniera impressionante con un canto fisso e quasi allucinato, che si conclude con la dolorosa presa di coscienza delle infinite angosce che affliggono l’uomo e che lo spingono a invecchiare nei tormenti fino alla morte. La profonda tristezza di questo recitativo viene combattuta dall’aria «Weicht, all ihr Übeltäter, mein Jesus tröstet mich», che vede protagonista il basso accompagnato dai violini e dalla viola. Si tratta di un’aria pervasa da una straordinaria animosità, nell’ambito della quale riveste una notevole importanza il ritornello, sostenuto da vigorosi inserti del basso continuo. Il basso ripete più volte con energia e sempre più convinta insistenza «Spiriti malvagi andatevene! Il mio Signore mi conforta», facendo balenare la luce fulgida e rassicurante della salvezza cristiana. Questa intima certezza viene ribadita dal corale conclusivo, che con la sua nota melodia in lode dello Spirito Santo esprime la piena letizia della comunità dei fedeli.

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WIR DANKEN DIR, GOTT Cantata BWV 29, Lipsia 1731 Ricorrenza: Rinnovo del Consiglio Municipale Quando nel 1723 Bach venne chiamato a ricoprire l’incarico di Cantor, Lipsia contava circa 28.500 abitanti e, grazie anche alla sua posizione, era un importante centro commerciale in cui fin dal XII secolo si svolgeva la famosa Leipziger Messe, una fiera che due volte all’anno richiamava in città mercanti provenienti da ogni parte dell’Europa centrale. Questo ruolo era favorito da un’amministrazione attenta e ordinata, al cui vertice stava il borgomastro, o consul, che poteva contare sull’apporto di due proconsules, pronti a succedergli in caso di necessità, e del Consiglio Municipale (Rat). Il Consiglio era composto da trenta membri eletti a vita e divisi in tre sezioni, che si alternavano nell’attività deliberativa con cadenza annuale. Le materie su cui il Consiglio aveva competenza erano molto varie e attenevano sia la sfera profana sia quella sacra, essendo investiti anche della vigilanza in materia di culto, dell’insegnamento pubblico e della nomina del Thomaskantor. Sotto questo aspetto Bach, uomo dalla personalità inflessibile e ben poco incline ai compromessi, fu sempre in conflitto più o meno aperto con uomini che lui considerava – in molti casi non a torto – burocrati impersonali e insipienti, interessati soprattutto a mantenere un rigido controllo sulla vita della città piuttosto che ad assicurarne un reale buon governo. Nonostante questo, la carica pubblica di Thomas kantor imponeva a Bach l’obbligo di scrivere una cantata per solennizzare il rinnovo del Consiglio; di queste opere di circostanza, la cui natura prettamente profana viene declinata con una esplicita ispirazione sacra, ci sono pervenuti cinque titoli: Gott ist mein König BWV 71, composta nel 1708 e fatta eseguire il 7 febbraio dell’anno successivo a Mühlhausen, Preise, Jerusalem, den Herrn BWV 119 (1723), Gott, man lobt dich in der Stille BWV 120 (1728-1729), Lobe den Herrn, meine Seele BWV 69 (1743-1749) e Wir danken dir, Gott BWV 29 (1731), queste ultime tutte composte per Lipsia.

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Wir danken, dir Gott BWV 29 venne eseguita in tre occasioni: il 27 agosto 1731, il 31 agosto 1739 e il 25 agosto 1749, l’anno precedente alla morte di Bach. La riproposizione di quest’opera è pienamente giustificata dalla sua straordinaria bellezza, esaltata da un ricchissimo organico strumentale che, accanto agli archi, prevede tre trombe, due oboi, timpani e – fatto assolutamente eccezionale – un organo concertante. Il libretto della cantata – basato su testi di autore anonimo introdotti dal secondo versetto del Salmo 75 e conclusi dalla quinta strofa del corale «Nun lob, mein Seel, den Herren» di Johann Gramann (1530) – rende grazie a Dio della prosperità concessa nell’anno appena trascorso (ovviamente ottenuta anche grazie all’opera del Consiglio uscente) e auspica ulteriori benedizioni per l’avvenire, un tema piuttosto convenzionale cui Bach seppe imprimere il marchio indelebile della sua straripante personalità artistica. Questo fatto appare evidente fin dalla Sinfonia iniziale, un’ampia pagina strumentale basata sul Preludio della Partita III in mi maggiore per violino solo BWV 1006: infatti, contrariamente a quanto sarebbe stato lecito attendersi, Bach affida la melodia all’organo – strumento che in questo repertorio di solito è quasi sempre limitato alla realizzazione del basso continuo – ponendo sullo sfondo il resto dell’orchestra e creando in questo modo una sorta di movimento da concerto solistico. Lo scultoreo coro «Wir danken dir, Gott» rientra strutturalmente nel modello del mottetto in stile antico, con due temi ben distinti trattati in canone dapprima disgiunto e poi congiunto che vengono enfatizzati da una grandiosa progressione che vede al fianco del coro in un primo tempo solo gli archi e gli oboi cui si aggiungono dapprima una tromba e infine anche le altre due. Qualche anno più tardi Bach riprenderà questo spunto nel Gratias agimus tibi e nel Dona nobis pacem della Messa in si minore. A questo brano di straordinaria suggestione seguono tre arie inframmezzate da due brevi recitativi, rispettivamente affidati al basso («Gottlob! Es geht uns wohl!») e al contralto con il coro («Vergiss es arten nicht»): la

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prima, «Halleluja, Stärk und Macht» è un’ampia ed elaborata pagina affidata al tenore con il violino obbligato; la seconda «Gedenk an uns mit deiner Liebe» è una carezzevole siciliana dai toni intimi e introspettivi che vede il soprano affiancato dall’oboe, dai violini e dalla viola; mentre la terza, «Halleluja, Stärk und Macht», riprende brevemente la precedente aria del tenore con la partecipazione dell’organo in veste concertante. Questa simmetria viene coronata dall’esultante corale conclusivo «Sei Lob und Preis mit Ehren», che ripropone il tono gioioso e la pompa sontuosa del coro d’apertura. (Giovanni Tasso)

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GLI INTERPRETI L’Orchestra Barocca “G. B. Tiepolo” L’Orchestra Barocca del Friuli Venezia Giulia “Giovanbattista Tiepolo” interpreta la musica del XVII e XVIII secolo con strumenti originali o copie fedeli di essi. Attraverso lo studio filologico dei trattati dell’epoca, si propone di far riascoltare musica inedita e grandi capolavori come probabilmente erano eseguiti dai loro stessi autori. Non si tratta quindi di un’arida ricerca, ma di una ricostruzione storica e musicale la quale, come accade con le moderne metodologie applicate al restauro di opere d’arte, affascina il pubblico con l’originale bellezza della musica, liberata dai “ritocchi” alla moda e dai manierismi delle epoche successive. L’ensemble ha effettuato numerosi concerti partecipando a prestigiosi appuntamenti musicali in Italia e all’estero, collaborando con importanti realtà culturali e musicali quali l’USCI, la RAI e il Musikverein di Klagenfurt. L’Orchestra ha ideato e prodotto, a partire dall’anno 2000, il Festival di musica barocca del Friuli-Venezia Giulia. Nell’anno successivo l’Orchestra “G.B.Tiepolo” ha realizzato la registrazione discografica integrale dell’opera IV La Stravaganza, pubblicata nei mesi di febbraio e marzo 2004 per la casa discografica “Tactus” di Bologna e per la rivista mensile “Orfeo”. Inoltre nel mese di dicembre 2001, ha realizzato la prima esecuzione mondiale in epoca moderna dell’Opera Flavio Cuniberto, Re dei Longobardi di Giandomenico Partenio, detto “il Spilimbergo”, che fu Maestro di Cappella presso la Basilica di S. Marco a Venezia alla fine del XVII secolo. Nel 2002 l’Orchestra è stata invitata a presentare il cd della La Stravaganza presso la Cappella Paolina del Quirinale, in un concerto trasmesso in diretta radiofonica internazionale dalla Rai Radiotelevisione Italiana che ha riscosso un grande successo. Le ultime fatiche discografiche hanno visto l’Orchestra impegnata in una felice collaborazione con la soprano Laura Antonaz, sodalizio che ha portato alla realizzazione di due cd con oggetto la musica sacra di Bonporti e Vivaldi, di imminente pubblica-

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zione. A partire dal 2003 l’Orchestra si cimenta con il progetto di esecuzione dell’integrale delle oltre 200 Cantate di Bach (compendiate anche dalla Passione secondo S.Giovanni nel 2003) in collaborazione con le più importanti compagini corali della regione Friuli-Venezia Giulia e ospitando direttori e solisti di sicuro avvenire o di fama internazionale, quali ad esempio Paolo Faldi, Emma Kirkby, Paolo Paroni, Gustav Leonhardt. Il sito ufficiale dell’orchestra è www.orchestratiepolo.it dove si possono leggere frequenti approfondimenti di argomento musicologico o conoscere il recente passato e l’imminente futuro dell’ensemble.

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Il Gruppo Vocale “Città di San Vito” Il Gruppo vocale “Città di San Vito” si è costituito nel 1993 ed è diretto dalla sua fondazione dal maestro Gioachino Perisan. L’intensa attività culturale e concertistica si è articolata in diversi progetti musicali che hanno proposto, in particolare nell’ambito dell’annuale “Concerto per San Vito” per la Festa dei Santi Patroni, alcune opere di G. P. da Palestrina: Stabat Mater, Missa ad fugam, Mottetti a otto voci nel 1994; di W. A. Mozart: Requiem nel 1996 e KronungMesse nel 1998; di F. B. Mendelssohn: Lauda Sion e Hor mein Bitten nel 1997; di F. J. Haydn: TheresienMesse nel 1999; di J. S. Bach: Cantata BWV 29, nell’ambito del “Progetto Bach” organizzato dall’USCI Friuli Venezia Giulia nel 2000; di G. F. Haendel: Dettingen Te Deum nel 2001; e infine le Cappelle musicali di Aquileia, Spilimbergo e San Vito nel Cinquecento con composizioni diG. Mainerio, I. Baccusi e G. Metallo nel 2003; tutti con la collaborazione di diversi solisti vocali e gruppi corali e strumentali italiani e stranieri tra cui l’Orchestra di Lubjana. Nel 1995 il Gruppo Vocale ha affrontato un progetto dedicato allo studio di alcune tra le più interessanti composizioni sacre del musicista friulano Alessandro Orologio, ottenendo il premio speciale con la realizzazione delle Intrade di Orologio a confronto con le Intrade di Conrad Hagius. Il Gruppo Vocale presta servizio presso il Duomo di San Vito al Tagliamento per l’animazione liturgica e si avvale della collaborazione dell’organista maestro Luigino Favot.

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SI RINGRAZIANO:

Filiale di Madonna di Rosa

Filiale di San Vito al Tagliamento

Filiale di San Vito al Tagliamento

Filiale di San Vito al Tagliamento

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Filiale di San Giovanni di Casarsa

San Vito al Tagliamento

San Vito al Tagliamento

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Ellerani Tipografia s.r.l. San Vito al Tagliamento - PN Giugno 2004 04F0799


Concerto per San Vito  

Programma di sala per concerto

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