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Esportare in Giappone Grazie alle riforme volte alla deregolamentazione e alla liberalizzazione del sistema economico che le autorità giapponesi stanno introducendo, Italia e Giappone hanno sviluppato negli ultimi anni numerose e proficue relazioni di cooperazione e di scambio. Dal canto loro anche le società giapponesi hanno aumentato il volume di prodotti importati e i consumatori sono attratti dai prodotti stranieri. Il Giappone è, quindi, diventato sempre piÚ un mercato interessante per i prodotti italiani

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L’import e l’export Positivo anche l’andamento della

Scheda paese

bilancia dei pagamenSuperficie 377.889 Kmq ti. Nel 2006, le imporPopolazione (ottobre 2005) 127.757.000 tazioni sono aumentate complessivamente Maschi 62.341.000 dell’11,8% raggiungenFemmine 65.413.000 do i 577.227 milioni di dollari, mentre le esporDensità di popolazione 338 abitanti/kmq tazioni sono cresciuLingua ufficiale Giapponese te dell’8,6%, a quota Religione 646.513 milioni, con Scintoismo: 49,9% un avanzo commerciaBuddismo: 44,2% le pari al 12,4%. Sono Cristianesimo: 0,9% cresciute in modo particolare le importazioni Altre: 5,0% dall’Australia (13,1%), Unità monetaria Yen (JPY) dalla Corea del Sud (11,8%), da Taiwan Forma istituzionale Monarchia Costituzionale (12,2%) e da SingapoPIL 4.700 miliardi di US $ (2 ° al mondo dopo USA, fonte OECD) re (11,4%). Più contenuto il tasso di creReddito procapite 33.100 US $ (16 ° posto al mondo, fonte OECD) scita dell’import dalla Export (2006) 646,5 miliardi di US $ Cina (8,8%), Stati Uniti (5,9%), Francia (5,1%) Import (2006) 577,2 miliardi di US $ e Germania (3,1%). I paesi esportatori di petrolio, Arabia Saudita in testa, hanè netta, anche se le merci esporno visto le proprie importazioni intate verso USA e Cina differiscocrementare notevolmente a causa no: verso gli USA sono esportati dei rincari del prezzo al barile. beni di consumo come automobiSul versante delle esportazioli, macchine da ufficio, apparecchi ni aumentano i flussi verso la audiovisivi; verso la Cina è, inveCina (11,4%), il Canada (12,7%), ce, alta l’incidenza di materiali per la Germania (9,3%) e l’Italia l’industria manifatturiera e compo(11,7%). La Cina, inclusa Hong nenti ad alto valore aggiunto come Kong, è divenuta dal 2002 il primo resine, ferro e acciaio, parti elettropartner commerciale del Giapniche e audiovisive. pone, scavalcando gli USA, ora al secondo posto. La dipendenUna società che cambia za dell’economia giapponese dal L’attuale potenza industriale e doppio motore sino-americano commerciale del Giappone ha oriFoto: © Corbis

A partire dalla metà degli anni ottanta, il Giappone ha progressivamente aperto il suo mercato alle merci e agli investimenti stranieri. Le autorità giapponesi si sono, infatti, impegnate a introdurre riforme volte alla deregolamentazione e liberalizzazione del sistema economico allo scopo di creare un’economia aperta ai flussi commerciali esteri. Al processo di internazionalizzazione dell’economia giapponese hanno anche contribuito una politica di crescita incentrata sulla domanda interna e la lunga fase di rivalutazione dello yen avvenuta negli anni tra il 1985 e il 1995. La crescita economica che ha caratterizzato gli anni dal ‘60 agli ‘80, ha, poi sviluppato un mercato orientato al consumo di beni di produzione estera. E nonostante la recente fase economica caratterizzata da contingenze non favorevoli, dagli scandali politico-affaristici al calo della Borsa, i fondamentali dell’economia giapponese restano solidi. Nel 2006 il PIL è cresciuto del 2,2% raggiungendo i 548.124,5 miliardi di yen - pari a circa 4.700 miliardi di dollari USA - e nell’ultimo trimestre dell’anno scorso i consumi privati e gli investimenti delle aziende hanno registrato tassi di crescita rispettivamente dell’1,1% e del 2,2%.

Canali distributivi generalmente utilizzati in Giappone

Fonte: Jetro - Japan External Trade Organization

n°9 \ luglio - agosto 2007

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La primavera italiana 2007 Per cogliere le opportunità che il mercato giapponese offre al Sistema Italia, le rappresentanze diplomatico-consolari e gli uffici ICE hanno presentato un’immagine variegata del nostro Paese e delle sue potenzialità, sino ad ora associate prevalentemente al tradizionale trinomio “cucina-moda-cultura”. Da qui l’idea di lanciare, per il 2007, una nuova iniziativa denominata “Primavera Italiana”. L’iniziativa, che ha avuto luogo nei mesi da marzo sino a fine giugno del 2007, è stata un “laboratorio di collaborazioni” tra i partner dei due Paesi: l’obiettivo è stato, infatti, quello di creare, attraverso la realizzazione di oltre cento eventi di natura tecnologica, commerciale, scientifica e culturale, nuove collaborazioni tra Italia e Giappone, rilanciando il dialogo politico tra i Governi per una maggiore crescita dei rapporti bilaterali.

gine nel 1853, l’anno in cui il Paese, dopo due secoli di chiusura agli occidentali, si aprì al commercio con l’estero sotto la minaccia dei cannoni della flotta statunitense del commodoro Perry, ancorata nella rada di Uraga. Registra dell’incontro con l’Occidente fu l’imperatore Meiji, che introdusse nel Paese le prime consuetudini occidentali: la marina da guerra fu istituita imitando quella inglese, l’esercito fu costruito sul modello tedesco e per la banca centrale di emissione della moneta fu scelta come modello quella francese. Il processo in atto di ulteriore “occidentalizzazione” dei giapponesi ha dunque radici relativamente recenti e tuttora convive con abitudini e tradizioni consolidate. Oltre a ciò, nella società giapponese sono in atto cambiamenti rilevanti: tra questi, la mobilità nel mondo del lavoro, il sorgere di una mentalità individualistica, l’aumento dell’età media della popolazione - oltre il 21% della popolazione ha più di 65 anni - l’aumento del tempo libero da destinare ad attività ricreative e il numero crescente di donne che entrano nel mondo del lavoro. Questi cambiamenti insieme ad un mi-

glioramento delle condizioni di vita ed ad una maggiore apertura verso l’Occidente hanno determinato una accelerazione nei consumi che ha aperto alle imprese estere nuove opportunità di ingresso sul mercato. Con oltre 127 milioni di abitanti dall’elevato potere d’acquisto - il reddito procapite supera i 33 mila dollari l’anno- il mercato interno giapponese è, infatti, in grado di sviluppare volumi di consumo del tutto significativi. Il 2006, in particolare, con un incremento del 3,1% dei prezzi all’ingrosso e alla produzione, dello 0,1% di quelli al dettaglio, alimenti freschi esclusi, ha segnato l’uscita dell’economia

giapponese dalla fase deflattiva durata circa sette anni, anche se la spesa per i consumi delle famiglie - con l’eccezione delle famiglie rurali - nel secondo trimestre 2006, si è mantenuta mediamente sui 295mila yen mensili pari 2.540 dollari. Un valore che risente ancora del recente lungo periodo di crisi economica. Quale Made in Italy piace al Giappone? Il mercato giapponese rappresenta uno sbocco di grandi dimensioni per i prodotti del nostro Paese e presenta ancora potenzialità inespresse. Nel 2006, le importazioni del Giappone dall’Italia sono cresciute dell’1,9% rispetto al 2005, raggiungendo i 7.027 milioni di dollari USA, mentre le esportazioni sono aumentate dell’11,7%, a quota 6.421 milioni. Secondo le analisi settoriali dell’ICE, l’export italiano verso il Giappone è aumentato nei comparti dei lavori in cuoio e in pelle (9,5%), delle macchine elettroniche (48,6%) e delle plastiche (18,4%). Per il settore alimentare è rilevante, in particolare, la ripresa dei vini (6,5%), l’aumento dell’olio d’oliva (2,3%) e l’ottimo

Importazioni giapponesi dai primi 5 paesi (% sul totale)

Fonte: elaborazione ICE TOKYO su dati Dogane Giapponesi

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andamento delle acque minerali (43,2%). La novità è rappresentata dagli articoli in ferro e acciaio, che hanno guadagnato il 31,4%. L’immagine generale che si ricava dall’analisi settoriale è quella di una posizione di preminenza nei prodotti di lusso legati al sistema moda/persona, dove il mercato giapponese per alcuni prodotti del Made in Italy svolge un ruolo fondamentale. In costante aumento il settore agroalimentare, cui fa da volano, con più di tremila ristoranti italiani, il perdurante boom della ristorazione italiana in Giappone, e la ripresa del turismo, con oltre un milione e seicentomila visitatori nel 2004, in crescita del 3,3% rispetto all’anno precedente. L’analisi dei rapporti economici fra Italia e Giappone non può, infatti, prescindere dal fenomeno turistico, di grandissima rilevanza, che rappresenta, anche, il maggior veicolo promozionale del nostro export. Se, infatti, per molti anni la composizione del paniere di prodotti provenienti dall’Italia era sbilanciata verso il sistema della moda, persona e tempo libero, dal 1996, sono cresciuti d’importanza i settori metalmeccanico, siderurgico e agroalimentare. Fare affari con i businessmen giapponesi Prima di esportare in Giappone è necessario, ovviamente, conoscere le regole del mondo degli affari, le modalità con cui relazionarsi con i propri interlocutori, il sistema fiscale, le leggi e i regolamenti, le infrastrutture. Malgrado la lingua e il diverso modo di pensare costituiscano ostacoli non indifferenti, il contatto personale è ritenuto una parte importante nel fare affari in Giappone. Se l’esportazione è veicolata da una trading company, la fase di preparazione

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Importazioni del Giappone dall’Italia per macrosettori nel 2006 (in milioni di US $) gen-dic 2005

gen-dic 2006

var. %

Lavori di cuoio e di pelli

883

967

9,5

Abbigliamento e accessori in tessuto

639

649

1,5

Apparecchi meccanici, caldaie e parti

619

620

0,2

Autoveicoli e parti

439

423

-3,5

Prodotti farmaceutici

408

400

-2,0

Prodotti chimici organici

455

398

-12,5

Calzature, ghette e parti

332

337

1,6

Macchine elettriche, ecc.

225

335

48,6

Abbigliamento e accessori a maglia

326

298

-8,6

Metalli preziosi, gioielli, monete

318

286

-9,8

Strumenti d’ottica, di misura e chirurgici

211

199

-5,4

Mobili e illuminazioni varie

209

196

-6,3

Bevande, liquidi alcolici ed aceti

154

158

2,9

Lana, filati e tessuti di crine

133

131

-1,6

Materie plastiche e lavori

103

121

18,4

Grassi, oli e cere animali o vegetali

102

114

12,1

Preparazioni di vegetali e frutta

100

97

-3,5

Prodotti della panetteria e pasticceria

96

95

-0,8

Oli essenziali, profumi, cosmetici

86

84

-3,0

Pesci, crostacei e altri acquatici

27

63

136,9

Lavori di ghisa, ferro o acciaio

47

62

31,4

Prodotti ceramici

57

60

5,4

924

932

0,8

6.893

7.027

1,9

Descrizione

Altre Totale

Fonte: elaborazione ICE Tokyo su Dogane Giapponesi

risulta più snella. Se si decide di avviare una partnership è necessaria una buona dose di pazienza e perseveranza. Raramente, infatti, i giapponesi giungono ad una conclusione rapida del contratto. Nella maggior parte delle imprese giapponesi il processo decisionale è “bottom-up” e si fonda sul principio del consenso interno. E’, quindi, evidente che i tempi per una decisione sono mediamente

superiori rispetto a quanto avviene nelle imprese occidentali. Inutile dire, poi, che è preferibile condurre le trattative in giapponese in modo da avere la certezza di comprendere ed essere pienamente compresi. Quando si ricorre ad un interprete, è importante specificare la tipologia di prodotto trattato. L’interprete va preventivamente informato delle proprie esigenze e messo a conoscenza delle proprie

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Come sbarcare in Giappone? Le società che si rivolgono per la prima volta al mercato giapponese possono disporre delle informazioni essenziali direttamente in Italia. Date le particolarità che caratterizzano il mercato giapponese, un primo passo è quello di ascoltare le esperienze altrui e trarre da queste utili insegnamenti. Di seguito sono, poi, indicate alcune fonti in Italia presso le quali è possibile attingere informazioni sul mercato giapponese.

ICE Istituto nazionale per il Commercio Estero, www.ice.it, è l’Ente pubblico che ha il compito di sviluppare, agevolare e promuovere i rapporti economici e commerciali italiani con l’estero, con particolare attenzione alle esigenze delle piccole e medie imprese, dei loro consorzi e raggruppamenti. A tal fine l’ICE, in stretta collaborazione con il Ministero del Commercio Internazionale elabora il Programma delle Attività Promozionali, assumendo le necessarie iniziative e curandone direttamente la realizzazione. L’ICE ha la propria sede Centrale a Roma e dispone di una rete composta da 16 uffici in Italia e da 107 uffici in 84 Paesi del mondo.

JETRO La Japan External Trade Organisation è un’organizzazione finanziata dal Governo giapponese per promuovere il commercio e gli investimenti esteri in Giappone. JETRO dispone di un network mondiale di 76 uffici all’estero e 36 in Giappone. Tra le altre attività di JETRO, vi è la preparazione di rapporti su specifici prodotti e analisi di mercato, il cui scopo è di incoraggiare le imprese straniere ad esportare. Con questa finalità, la JETRO invita uomini d’affari a visitare il paese attraverso la partecipazione a programmi che includono seminari di studio, visite sul campo e meeting con potenziali partners. Alcune informazioni possono anche essere ricavate direttamente dal sito web della JETRO -www.jetro.go.jp/. Ulteriori informazioni possono essere ricercate presso l’Ambasciata del Giappone a Roma o il Consolato Generale di Milano. Informazioni di carattere turistico- logistico si possono avere dalla JAL, Japan Airlines, presso gli uffici di Milano e Roma, e dalla Creative Tours, agenzia di viaggi giapponese con sede a Milano.

aspettative e strategie. Imparare, poi, semplici frasi in giapponese, il modo di presentarsi o di fissare un appuntamento, facilita di molto l’approccio con la controparte. Problematiche relative agli investimenti esteri Le principali problematiche di accesso al mercato giapponese, ad oggi, riguardano soprattutto il set-

tore dei servizi e gli investimenti esteri. A questo proposito l’Unione Europea e il Giappone hanno da tempo costituito un foro di dialogo, denominato Regulatory Reform Dialogue, nell’ambito del quale sono trattate le reciproche richieste di deregolamentazione, con l’obiettivo di arrivare ad un business environment sempre più aperto.

Sebbene alcune modifiche normative siano già in corso, come nel settore delle assicurazioni, dei medicinali o nella regolamentazione del lavoro, l’Unione Europea insiste per ulteriori aperture da parte giapponese, auspicando una completa revisione dell’Anti Monopoly Act (AMA) che dovrebbe apportare sostanziali modifiche anche nel settore delle teleco-

Un occhio sul web Vedi anche sul sito

www.convoimagazineseat.it l’articolo: Scegliere e gestire i canali internazionali

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Esportazioni del Giappone verso l’Italia per macrosettori nel 2006 (in milioni di US $) gen-dic 2005

gen-dic 2006

var. %

Autoveicoli e parti

2.153

2.484

15,4

Apparecchi meccanici, caldaie e parti

1.256

1.436

14,3

Macchine elettriche, ecc.

683

702

2,8

Strumenti d’ottica, di misura e chirurgici

293

309

5,4

Prodotti chimici organici

218

203

-6,7

Materie plastiche e lavori

147

180

22,5

Prodotti farmaceutici

136

175

28,5

Gomma e lavori

93

104

12,7

Prodotti chimici vari

76

92

20,8

Ghisa, ferro e acciaio

52

76

46,5

Lavori di ghisa, ferro oe acciaio

39

55

41,1

Filamenti sintetici o artificiali

45

49

10,6

combustibili e oli minerali, ecc.

65

43

-33,0

Prodotti per fotografia e cinema

50

41

-17,7

Tinture, vernici, inchiostri, ecc.

20

24

20,2

0

24

NS

Lavori diversi

25

23

-10,4

Utensileria, coltelleria e posateria

21

22

3,1

Ovatte, feltri, filati speciali, corderia

20

21

4,4

Cotone

22

20

-11,8

Vetro e lavori di vetro

23

17

-24,3

Strumenti musicali e parti

24

16

-32,8

289

304

5,3

5.750

6.421

11,7

Descrizione

Navigazione marittima o fluviale

Altre Totale

Fonte: elaborazione ICE Tokyo su Dogane Giapponesi

municazioni, energia e trasporti, in particolare per quanto riguarda le linee aeree. Tra le principali problematiche i dazi tariffari e le barriere non tariffarie.

• I dazi doganali Per quanto riguarda i prodotti industriali, i dazi applicati dal Giappone sono mediamente inferiori a quelli di USA, UE e Canada. Le eccezioni più rilevanti si trovano in campo

n°9 \ luglio - agosto 2007

agricolo, dove su alcuni prodotti fra i quali il riso, ritenuto strategico le tariffe rimangono elevatissime. Il Giappone impone inoltre dazi su un numero di prodotti di interesse strategico per il nostro Paese, come il vino, i formaggi, i salumi, il caffè, il pellame e le calzature.

• Le barriere non tariffarie Le principali barriere non tariffarie che riguardano l’Italia sono quelle

di natura fito-sanitaria. Inoltre la differenza tra la normativa comunitaria e quella giapponese rende difficile l’ingresso in Giappone di alcuni prodotti ortofrutticoli italiani. Tra l’altro, il Giappone non accetta gli standard internazionali per l’impiego di additivi alimentari. Ulteriori problemi oggetto di discussione sono una opacità delle procedure e l’obbligo di predisporre tutta la documentazione richiesta, talvolta molto voluminosa, in giapponese. La politica promozionale del Sistema Italia Le istituzioni del Sistema Italia presenti in Giappone, in primis l’Ambasciata e l’ICE, l’Istituto nazionale per il Commercio Estero, hanno l’obiettivo di diffondere la presenza dei nostri prodotti su tutto il territorio giapponese. Mentre, infatti, i prodotti Made in Italy sono molto presenti nelle grandi metropoli come Tokyo ed Osaka, sono spesso pressoché assenti nelle ricche periferie del Paese. Cardine dell’attività di promozione del Made in Italy è la stretta collaborazione con i media giapponesi che dispongono di un’eccezionale capacità di condizionare le scelte dei consumatori. Le nostre istituzioni operano, inoltre, attraverso la realizzazione di “progetti speciali” focalizzati su precise priorità e coordinati dal Ministero degli Affari Esteri nell’ambito del Tavolo Geografico Giappone. Ad essi si affiancano “progetti integrati” - come la Primavera Italiana 2007 - che, presentando contestualmente aspetti culturali, tecnologici, commerciali e turistici del nostro Paese forniscono un’immagine esaustiva del “Sistema Italia” e catturano l’attenzione e l’intesse dei consumatori giapponesi.

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Esportare in Giappone  

Grazie alle riforme volte alla deregolamentazione e alla liberalizzazione del sistema economico che le autorità giapponesi stanno introducen...

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