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21 Aprile 2015

Orienteering

All’inizio del mio percorso guardando Borgo Vecchio su Google Maps ho notato che in una circoscritta area del quartiere erano assenti i nomi delle strade. Sul momento non ho prestato molto attenzione a questo particolare e neanche quando girovagavo per le strade. Nell’ultimo periodo della mia permanenza ho cominciato a notare anche i minimi dettagli, soprattutto nel momento in cui qualcuno veniva a trovarmi ed io dovevo spiegargli dove fossi. L’area del quartiere di cui sto parlando è quella in condizioni di degrado maggiore. Chi abita il borgo ovviamente non dira mai: “Mi trovo in via x, all’incrocio con via y” ma dirà: “Mi trovo dove sta lo zio Totò all’incrocio con la taverna di Peppe”. Chi non conosce questi punti di riferimento e come se stesse partecipando ad una gara di orienteering. L’orienteering, consiste nell’effettuare un percorso predefinito caratterizzato da punti di controllo chiamati “lanterne” (i nostri Totò e Peppe) e con l’aiuto esclusivo di una bussola e di una cartina molto dettagliata che contiene particolari del luogo da percorrere. Questo l’unico modo per non perdersi o per trovarsi.

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Gemma Randazzo (RD1)  

Il decimo figlio

Gemma Randazzo (RD1)  

Il decimo figlio

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