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I.C. Bovino - Castelluccio dei Sauri - Panni Scuola Secondaria www.istitutocomprensivobovino.it

Alla ricerca dell’essenzialità


PIÙ ESSERE MENO AVERE

L’atteggiamento implicito del consumismo è quello dell’inghiottimento del mondo intero.

I consumatori moderni possono etichettare se stessi con questa formula: io sono ciò che ho e ciò che consumo.

Gli individui che fanno propria la modalità dell’avere godono della sicurezza ma sono per forza di cose insicuri. Dipendono da ciò che hanno. Ma se perdono ciò che hanno,che ne è di loro? Se quindi sono ciò che ho e ciò che ho è perduto, chi sono io?

Ogni cosa è necessaria solo quando avverti di averne bisogno. Se si riuscirà a ridurre le frenesie all’essenziale, potremo dire di essere persone libere.

G. D’Oria


Domanda Consumo

Offerta

ECONOMIA DI MERCATO (legge della domanda e dell’offerta)

Produzione

Ricchezza Lavoro

La cultura consumistica è strettamente legata al sistema capitalistico, che è un sistema circolare basato sulla legge della domanda e dell’offerta. La pubblicità in tutte le sue forme è l’anima del commercio. Essa è espressione di un sistema socio-economico, fondato essenzialmente sulla crescita del PIL e basato sul valore dell’avere piuttosto che dell’essere. La cultura consumistica si fonda infatti sul concetto per il quale maggiore benessere, inteso come ricchezza di beni materiali, significa maggiore felicità. La realizzazione della persona sta nel possesso che deve seguire mode e tempi alimentando, pertanto, un continuo consumo di prodotti ‘’usa e getta’’.


La ricerca dell’essenzialità come risorsa per un futuro sostenibile La ricerca dell’essenzialità si fonda sulla cultura dell’essere e sulla riduzione dei consumi superflui. Ecco alcuni consigli di vita sostenibile: liberarsi della televisione in modo da limitare l’invito martellante agli acquisti nella nostra vita quotidiana; usare con discrezione il telefonino, favorendo la comunicazione e i rapporti di persona; sostituire il più possibile l’automobile con l’uso dei mezzi pubblici o la bicicletta e percorrere a piedi i tratti brevi; cercare di non utilizzare l’aereo perché è il mezzo di trasporto più inquinante; evitare di acquistare un prodotto nei grandi supermercati preferendo l’autoproduzione alimentare, le botteghe di quartiere o i prodotti a Km 0; mangiare le giuste quantità di cibo, evitando di buttarlo e riciclando gli avanzi della propria tavola; evitare di mangiare troppa carne bovina non solo per migliorare la propria alimentazione, ma anche perché gli allevamenti di bovini sono responsabili di grandi emissioni di anidride carbonica; risparmiare acqua ed energia attraverso strumenti e comportamenti di efficienza; rispettare l’ambiente, sostenendo politiche di salvaguardia e uso sostenibile delle risorse, e fare la raccolta differenziata.


Efficienza energetica Con il termine di efficienza energetica si indicano diverse pratiche di riduzione del consumo di energia. Il risparmio energetico è ottenuto modificando i processi energetici in modo che ci siano meno sprechi ma si può ottenere anche con tecnologie avanzate che sono in grado di trasformare l’energia da una forma all’altra. Ad esempio l’energia cinetica, prodotta dai corpi in movimento, può essere recuperata perfino dal camminare degli uomini o anche dai treni. E’ stata infatti presentata una tecnologia in grado di recuperare ben il 90% dell’energia cinetica prodotta da un mezzo di trasporto. Per evitare di consumare energia elettrica si possono seguire alcuni semplici comportamenti : Comprare lampadine ed elettrodomestici a bassissimo consumo energetico; spegnere elettrodomestici e computer e non lasciarli mai in stand-by; utilizzare lavastoviglie e lavatrici a carico pieno e a basse temperature; staccare sempre il caricabatterie dalle prese una volta finita la carica.


RISPETTO PER LA NATURA RISPARMIO ENERGETICO

SCAMBIO SOLIDALE

RISPARMIO E FRUGALITA’

AUTOCONSUMO

ECONOMIA DEL CONTADINO

AUTOSUFFICIENZA ALIMENTARE

TRASFORMAZIONE DIRETTA DELLA MATERIA PRIMA


In passato la vita degli uomini si basava su un’economia di sussistenza, alla cui base c’era la terra. La terra era considerata madre perché dalla terra nasce la pianta e dalla pianta nasce il frutto che è nutrimento per l’uomo. La cultura contadina nel tempo ha sempre mantenuto il rispetto della terra e della natura come condizione essenziale per la sopravvivenza umana. Oggi, nell’Occidente industrializzato la maggior parte delle persone lavora nel settore secondario e terziario; il settore primario coinvolge un numero minimo di lavoratori e la nostra società dei consumi ha via via perso la consapevolezza di un equilibrio necessario fra l’uomo e la natura, fra consumo e risorse.


Ne consegue una situazione di degrado ambientale diffuso -dovuto all’ inquinamento di aria, acqua e suolo, ai cambiamenti climatici, all’utilizzo apparentemente illimitato di acqua e fonti energetiche non rinnovabili- che mette a serio rischio di estinzione l’ecosistema globale. Occorre, pertanto, pensare a nuovi modelli di sviluppo economico-sociale (decrescita, sviluppo sostenibile…) in cui la rinuncia ai beni superflui e alla ricchezza materiale come unico fine di un’economia, sia il presupposto di una ritrovata armonia tra l’uomo e l’ambiente in cui vive.


Nell’economia contadina di tipo casalingo la produzione agricola è strettamente legata alla trasformazione della materia prima in prodotto. Ancora oggi nei territori a vocazione agricola, come Bovino, è usanza lavorare direttamente i frutti della terra. Le casalinghe durante l’anno sono alle prese con varie attività di trasformazione e conservazione dei prodotti stagionali.

estate Salsa

Pomodori pelati

Peperoncino essiccato

Marmellate di frutti vari


autunno Vino

Olio

Vino cotto

Olive con il sale

Olive in salamoia

Sugna

Prodotti vari sotto aceto

Mandorle


Il paese, uno dei borghi più belli d’Italia, sorge alle pendici dei monti Dauni a 40 km da Foggia, ed è una piccola comunità agricola ma con una grande eredità storica, artistica e culturale da difendere ed un forte senso di appartenenza. Bovino mantiene viva la sua tradizione contadina, per la quale qui ancora oggi il pezzo di terra, ereditato o acquistato, è necessario, perché le verdure migliori sono quelle coltivate nel proprio orto, e l’olio e il vino buono devono essere prodotti localmente. Qui avere un secondo lavoro significa andare in campagna perché ‘’la terra premia sempre’’ e poi coi soldi non si può comprare tutto, specialmente quando si cercano qualità e genuinità.


Il modo di vivere è ancora semplice, caratterizzato dallo scambio solidale (Tè e dà: l’amicizia va!), tendente all’autoproduzione alimentare e fondato su una cultura del risparmio a 360°, perché “non si può fare tutto coi soldi” e la perfetta padrona di casa è quella che “da uno ne fa due”. Vige il motto “chi fa da sé fa per tre” per il quale il prodotto migliore è quello fatto con le proprie mani. Così a Natale si regalano i prodotti dell’ orto, l’olio, il vino, le salse e le marmellate oppure i dolci della tradizione, che devono rigorosamente essere fatti in casa e non comprati, perché il dono è nell’ impegno della preparazione più che nel prodotto in sé. Alla buona tavola non si rinuncia e i cibi devono essere sani e genuini. Verdura e frutta si comprano dai produttori locali e, soprattutto per i giorni di festa, occorre che tutto sia rigorosamente artigianale: dalla cucina alla tavola e perfino le bomboniere, tutto deve essere esclusivo… che dalle nostre parti significa “fatto a mano” e quindi unico e introvabile.


L’economia frugale attraverso i detti in vernacolo bovinese Diec a mett e diec a luvè so vint; Dieci a mettere e dieci a levare fa venti. A acene a acene s’ enghie la macine; A chicco a chicco si riempie la macina Sparte recchezze e devente puvertà; Dividi ricchezza e diventa povertà ’ndò ce lieve e nen ce refunne, ce reste lu funne; Dove togli e non aggiungi, ci resta il fondo. Steipe ca trouve; Conserva che lo ritroverai dopo. Ogne pietre aleza moure; Ogni pietra costruisce il muro.


Agge aspettate n’anne, mo spette notu meise, affi che vanne a nu turneise; Ho aspettato un anno, aspetto un altro mese, finché costano una sola moneta. Penecuotte e acquasele, minlee ‘ncuorpe ca non fanne mele; Pancotto e acqua non fanno mai male. Tiene quanne tiene, ca quanna non tiene, nenn‘eve chi te n’ rè; Conserva quando hai, perché quando non hai niente, non c’è nessuno che ti aiuta. A chese re puveriedde non manchene meie stozzere; In casa di poveri non mancano mai tozzi di pane. Non t’allariann che n’ann non se confronta cu n’out. Non ti allargare perchè un anno non è uguale all’altro.


LA VILLA COMUNALE COME AGORÀ passeggiate e parole al posto di vetrine e shopping Il sociologo francese Marc Augè negli anni novanta ha definito «non luogo», il luogo dove avviene il commercio (supermercati, stazioni, mercati…). Oggi i «non luoghi» si sono trasformati in «super luoghi». Outlet, centri commerciali e stazioni sono diventati luoghi affollati, di ritrovo e divertimento. Ad un’ analisi più attenta questi, però, si rivelano dei veri e propri «mostri aggregativi» atti a trasmettere la sola cultura consumistica, alienanti, privi di anima e di una reale valenza sociale. Nel piccolo borgo bovinese, oggi come nel passato, la bellissima Villa comunale rappresenta per tutti, grandi e piccini, il luogo privilegiato di ritrovo. Qui, all’ombra di ippocastani e tigli, si passeggia tra i giardini, ci si siede, si beve l’acqua del fontanino, si chiacchiera con tutti, lontano da qualsiasi tentazione consumistica, perché la passeggiata in villa, tutti i giorni dopo la scuola o il lavoro e soprattutto la domenica, è il momento di svago, scambio e socializzazione dell’intera comunità.


Nicola Consiglio è un giovane bovinese che, al contrario di molti altri giovani trasferitisi altrove per lavorare, ha deciso di vivere con la sua famiglia nel proprio paese, dove ha aperto il ristorante La Cantina. Egli prepara gustosissimi piatti tipici della tradizione contadina, usando i prodotti della sua masseria. Nicola Consiglio offre anche un servizio di catering molto rinomato in zona, e vuole aprire un agriturismo nella sua azienda agricola ‘Piana delle mandrie’ per far conoscere la bellezza e i sapori del territorio.


«Ho iniziato facendo i formaggi in campagna e ora ho aperto un ristorante e un servizio catering». Ecco la prima risposta di Nicola Consiglio alla nostra intervista. - Hai sempre avuto questa passione o è una tradizione di famiglia? È una mia passione che è nata quando avevo 14 anni perché andavo con i miei amici nel locale che poi è diventato il mio ristorante e cucinavo per loro. - Cosa volevi fare da piccolo? Prima che mi venisse questa passione volevo fare l’agricoltore. - Hai altri progetti per il tuo futuro? Si, sto ristrutturando un locale nella mia masseria dove costruirò un agriturismo. - Sei fiero di quello che fai? Si, sono molto fiero. -Quali obiettivi vorresti raggiungere? Vorrei fare un agriturismo in cui la gente possa vedere da vicino gli animali e osservare come si fa un formaggio fino a mangiarlo.


Un agriturismo è l'attività di un imprenditore agricolo che offre ai turisti, nel proprio fondo, vitto e alloggio, utilizzando prodotti propri e organizzando talvolta attività ricreative o culturali . Un imprenditore è colui che esercita un’attività diretta alla coltivazione del fondo, alla silvicoltura, all’allevamento del bestiame e alle attività connesse. Le attività di agriturismo sono importanti perché: • valorizzano la cucina locale e i prodotti tipici del territorio; • utilizzano prodotti a Km 0, creando ambiti specifici locali di mercato; • incentivano l’economia della propria zona agricola offrendo un servizio basato su un ottimo rapporto prezzo/qualità; • favoriscono un rapporto diretto con la flora e la fauna del territorio, educando al rispetto e alla salvaguardia ambientale.


Antica masseria ristrutturata, vicina al noto torrente Cervaro. Situata tra Castelluccio Dei Sauri, Troia e Bovino, la tenuta offre al suo visitatore un paesaggio silenzioso e immerso nel verde, di straordinaria bellezza.

Dotata di stanze, piscina, parcogiochi e diverse sale, ospita raffinati ed eleganti ricevimenti nella tranquillità di un ambiente semplice e riservato. La cucina è adeguata alle varie occasioni ma sempre ricca di prodotti locali e genuini.


Posta Guevara è situato in località Giardinetto, nel pianoro che si innesta tra il Tavoliere delle Puglie e i rilievi dei monti dauni, originario tenimento della famiglia Guevara, duchi di Bovino. L'agriturismo ospita ricevimenti di matrimonio sia al chiuso che all'aperto, fornendo un'ampia scelta di prodotti genuini.

L‘agriturismo punta sui prodotti del proprio territorio, grazie ai quali è in grado di riproporre le pietanze tipiche del mondo rurale: il pane cotto nel forno a legna e la pasta fatta in casa, le carni cotte alla brace e i salumi di maiale nero, i formaggi dei monti dauni ed i prodotti dell'orto.


Le fattorie didattiche: IL BOSCO MACCHIONE La Puglia ha un grande varietà di ambienti e i più belli e suggestivi sono protetti dalle masserie didattiche. Una molto conosciuta è il Bosco Macchione, che si trova sulla strada Bovino-Accadia e può essere considerato una riserva naturale, custode di diverse specie di alberi e di animali. Il bosco è interamente gestito dalla cooperativa Pegaso che ha pensato di introdurre alcune attività laboratoriali per le scuole, al fine di far conoscere ai bambini l’antica tecnica del sapone fatto in casa e la costruzione delle carbonaie. La produzione del sapone viene realizzata all’ interno del casolare Macchione; mentre all’esterno si può ammirare un vasto prato con un parco giochi e tavolini per pic-nic.


‘LO MOLENO’ DEL PONTE In prossimità del ponte di Bovino, le rive del torrente Cervaro ospitano un complesso sistema di mulino ad acqua e macine. In origine il mulino era utilizzato solo a mano, mentre oggi è stato ricostruito con materiali e tecniche originali e trasformato in una masseria didattica, dove gli alunni possono usare alcune macine e con la farina prodotta possono imparare a fare la pasta a mano, trascorrendo una giornata all’ aperto sulle rive del torrente.


Il museo della Civiltà Contadina Il Comune di Bovino il 13 ottobre 2012 ha inaugurato il museo della civiltà contadina, grazie al quale il piccolo paese di collina è diventato “una città d’arte” con ben tre musei. Il museo, situato nella villa comunale, ha lo scopo di documentare e far conoscere attrezzi, macchinari ed oggetti un tempo in uso nel territorio della Daunia, e in particolare bovinese, evidenziando alcuni aspetti significativi di questa civiltà rurale. Al suo interno troviamo circa 600 oggetti antichi, recuperati soprattutto nelle masserie e nei poderi del luogo. Si possono ammirare diversi tipi di utensili: falci per tagliare il grano, attrezzi agricoli, martelli, scalpelli, gabbiette di legno per uccelli e molti quadri risalenti al secolo scorso, che rappresentano scene di caccia. In una stanza ci sono anche un letto e delle coperte di lana fatte a mano.

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ISTITUTO COMPRENSIVO BOVINO-CASTELLUCCIO DEI SAURI-PANNI www.istitutocomprensivobovino.it Scuola secondaria di Primo Grado Dirigente scolastico: DE MASI Gaetano A.S. 2012/2013

REDAZIONE DI BOVINO Docente referente: Gesualdi Anna Maria Alunni D’Alessandro Renato, Di Giovanni Maria Pia, Di Sapio Wanessa, Fattibene Luigi, Lobozzo Michelangelo, Marseglia Michele, Nunno Ilaria, Russo Monica, Russo Silvana, Travisani Antonio. l


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