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“I BATTERI AMICI DEI DELFINI” di Sofia Leonardi numero d’iscrizione 0312143139

I DELFINI SONO ANIMALI GIOCHERELLONI E CURIOSI. COSA SAREBBE SUCCESSO SE QUESTI DELFINI AVESSERO GIOCATO CON UN SACCHETTO DI PLASTICA?


Questa foto rappresenta un delfino trovato morto a Vada (Livorno) - (“La Veglia” di Marco Di Quattro)

FORSE SAREBBERO MORTI COME QUESTO DELFINO….


NEL MARE CI SONO MOLTI RIFIUTI. LA MAGGIOR PARTE SONO DI PLASTICA. GLI SCIENZIATI DICONO CHE I SACCHETTI DI PLASTICA SONO IL RIFIUTO PIU’ PRESENTE IN MARE E IL PIU’ PERICOLOSO PER GLI ANIMALI MARINI. I CETACEI E I MAMMIFERI SONO ATTRATTI DAI COLORI ACCESI DELLA PLASTICA E LA MANGIANO. NEGLI

STOMACI

DI

ELEFANTI

MARINI,

DELFINI,

CAPODOGLI,

LAMANTINI, SONO STATI TROVATI SACCHETTI DI PLASTICA, CHE NEI CASI PIU’ GRAVI LI HANNO UCCISI. LE TARTARUGHE PER ESEMPIO SCAMBIANO I SACCHETTI DI PLASTICA PER DELLE MEDUSE, DI CUI SONO GHIOTTE, E LI MANGIANO, MORENDO POI SOFFOCATE DALLA PLASTICA.

Foto di quello che c’era nello stomaco di una tartaruga di mare pescata al largo delle coste dell’Argentina (Fonte: Victoria Carman pubblicata in seaturtle.org).


GLI SCIENZIATI CALCOLANO CHE OGNI ANNO MUOIONO UCCISI DALLA PLASTICA CIRCA 100.000 MAMMIFERI MARINI E PIU’ DI 700.000 UCCELLI. IO NON SO’ QUANTI SONO 100.000 MAMMIFERI, MA MI HANNO SPIEGATO CHE E’ COME SE SCOMPARISSERO OGNI ANNO TUTTI GLI ABITANTI DI CITTA’ GRANDI COME PISTOIA, CHE CONOSCO PERCHE’ CI ABITANO 2 MIE AMICHE. E IL NUMERODI UCCELLI MORTI E’ UGUALE AGLI ABITANTI DI CATANIA, DA DOVE VIENE UNA MIA COMPAGNA DI CLASSE CHE SI CHIAMA GIULIA. IL NUMERO PIU’ ALTO DI RIFIUTI, NEL MAR MEDITERRANEO, E’ AL LARGO DELL’ISOLA D’ELBA, CIOE’ DAVANTI A DOVE ABITO IO E DOVE C’E’ IL SANTUARIO DEI CETACEI. IL NUMERO DI FRAMMENTI DI PLASTICA QUI E’8 VOLTE PIU’ GRANDE CHE IN ALTRI PUNTI DEL MARE

Foto di rifiuti trovati da Greenpeace sui fondali dell’isola del Giglio - (Fonte: Greenpeace)


LA PLASTICA NON E’ BIODEGRADABILE, CIOE’ NON RITORNA AD ESSERE TUTTI GLI INGREDIENTI CHE LA FORMANO, MA SI ROMPE IN TANTI PICCOLI FRAMMENTI CHE VIAGGIANO TRASPORTATI DALLE CORRENTI E VENGONO MANGIATI DAGLI ANIMALI IO HO LETTO LA STORIA DELLA GABBIANELLA E DEL GATTO ZORBA, IN CUI LA MAMMA GABBIANA MUORE PERCHE’ MENTRE MANGIAVA UN’ARINGA VENNE SOMERSA DA UN’ONDA DI PETROLIO. UNA VOLTA NEI LIBRI DI FAVOLE I CATTIVI ERANO I LEONI, I LUPI, LE STREGHE, E NON C’ERANO NE’ PETROLIO NE’ SACCHETTI DI PLASTICA.


IN ITALIA HANNO FATTO UNA BELLA LEGGE CHE OBBLIGA I NEGOZI AD USARE SOLO SACCHETTI DI PLASTICA BIODEGRADABILE. PURTROPPO IN MOLTI NEGOZI CONTINUANO AD USARE I SACCHETTI CHE INQUINANO, COME LA COOP DOVE FA LA SPESA LA MIA MAMMA, CHE FA USARE BUSTE DI PLASTICA NON BIODEGRADABILE PER METTERE LA FRUTTA E LA VERDURA. MA IO HO SCOPERTO UNA COSA ANCORA PIU’ BRUTTA. I SACCHETTI BIODEGRADABILI, PER ESEMPIO QUELLI DI MAIS, NON SI SCIOLGONO NELL’ACQUA! IO HO SAPUTO QUESTA BRUTTA COSA DA INTERNET, MA NON ERO SICURA. ALLORA HO FATTO UN ESPERIMENTO. L’8 DICEMBRE HO PROVATO A METTERE UN SACCHETTO FATTO DI PLASTICA DERIVATA DAL MAIS IN UN BARATTOLO CON DELL’ACQUA. DOPO DUE MESI, L’8 FEBBRAIO, HO TIRATO FUORI IL SACCHETTO E HO VISTO CHE ERA RIMASTO UGUALE.


COSA POSSIAMO FARE PER SALVARE IL MARE E GLI ANIMALI CHE CI ABITANO ? UN’IMPORTANTE AZIENDA SVEDESE DI ELETTRODOMESTICI HA COSTRUITO DEI MODELLI DI ASPIRAPOLVERE CON LA PLASTICA CHE HA RACCOLTO NEI MARI DI TUTTO IL MONDO, CON L’AIUTO DI MOLTI VOLONTARI E DI 2 ASSOCIAZIONI AMBIENTALISTE. IL PROGETTO E’ STATO CHIAMATO “VAC FROM THE SEA”, CHE VUOL DIRE "ASPIRAPOLVERE DAL MARE". NASCE PER FAR CONOSCERE IL PROBLEMA DEI RIFIUTI NEI NOSTRI MARI, MA ANCHE LA DIFFICOLTÀ DI TROVARE PLASTICA RICICLATA PER PRODURRE PRODOTTI PIÙ "AMICI DELL'AMBIENTE". QUESTI ASPIRAPOLVERI NON SONO ANCORA PRONTI PER ESSERE VENDUTI, MA SPERIAMO CHE LO POSSANO ESSERE PRESTO PER TOGLIERE UN PO’ DI PLASTICA DAL MARE.

Questi modelli sono fatti di plastica raccolta nel Mare del Nord, nel Mare Baltico e nel Mar Mediterraneo, costituita soprattutto da:bottiglie, lattine, secchi, giochi.


Plastica raccolta nell’Oceano Indiano. Si trattava in gran parte degli attrezzi da pesca come le reti e corde di plastica, grandi blocchi di polistirolo alla deriva nelle acque e grandi quantità di rifiuti domestici, sacchetti di plastica, secchi, bottiglie e contenitori di detersivi. La plastica raccolta è stata divisa in strisce sottili. Le strisce bianche e colorate di plastica sono state poi montate sull’ aspirapolvere

Plastica raccolta nell’Oceano Pacifico. La plastica era sbiancata dal sole e corrosa dall’acqua salata. Alcuni oggetti avevano ripescati tracce di morsi di squali


UNA NUOVA INVENZIONE.

LA PLASTICA BIO DEGRADABILE IN ACQUA!!! UN’INDUSTRIA DI BOLOGNA, LA BIO-ON, HA SCOPERTO DEI BATTERI CHE MANGIANDO GLI SCARTI DELLA BARBABIETOLA DA ZUCCHERO PRODUCONO DELLA PLASTICA. QUESTA PLASTICA E’ MOLTO SPECIALE ED UNICA AL MONDO PERCHE’ SI SCIOGLIE NELL’ACQUA DI MARE O DI FIUME DOPO APPENA 10 GIORNI, SENZA INQUINARE . IN REALTA’ I BATTERI HANNO SEMPRE FATTO QUESTA PLASTICA, MA ORA GLI UOMINI SONO IN GRADO DI RACCOGLIERLA E L’HANNO CHIAMATA MINERV-PHA. LA BIO-ON USA COME SIMBOLO LO 0 PERCHE’ LA MINERV-PHA. E’ UNA PLASTICA FATTA DALLA NATURA E BIODEGRADATA DALLA NATURA: - 0 PETROLIO PER FARLA - 0 INQUINAMENTO PERCHE’ NON SI USANO VELENI PER TOGLIERE LA PLASTICA DAI BATTERI, MA VAPORE, CIOE’ ACQUA -

0 SCARTI PERCHE’ LE BARBABIETOLE USATE NON SONO CIBO MA AVANZI DEGLI ZUCCHERIFICI ED ANCHE LE PARTI AVANZATE DEI BATTERI RIDIVENTANO CIBO PER ALTRI BATTERI.

LE PALLINE DI COLORE BIANCO SONO LA PLASTICA ALL’INTERNO DEI BATTERI


CON QUESTA PLASTICA SI POSSONO FARE SENZA INQUINARE BOTTIGLIE,

PEZZI

DI

AUTOMOBILI,

SACCHETTI

PER

IL

CIBO,

CONTENITORI PER MEDICINE, GIOCATTOLI E TANTE ALTRE COSE. FORSE SI POTRA’ USARLA GIA’ DA QUEST’ANNO. HO SCELTO DI PRESENTARE QUESTA INVENZIONE PERCHE’ USANDO QUESTA PLASTICA POTREMO SALVARE I CETACEI E MOLTI UCCELLI MARINI. VORREI SOPRATTUTTO SALVARE I DELFINI PERCHÉ QUANDO LI HO VISTI ALL’ACQUARIO DI GENOVA MI HANNO SALUTATO. QUEI 2 DELFINI SI CHIAMAVANO MATTEO E LINDA, ED ERANO AL SICURO LÌ. IO VORREI CHE NON SI USI PIÙ LA VECCHIA PLASTICA, COSÌ TUTTI GLI ABITANTI DEL MARE GIOCHERANNO SENZA PERICOLI.


BIBLIOGRAFIA Arpa Emilia Romagna, Arpat toscana, L’impatto della plastica e dei sacchetti sull’ambiente marino, 9 marzo 2011 Marco Astorri - La plastica del futuro, 23 luglio 2011,TED Bologna


I batteri e i delfini