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VACCA LIBERA TUTTI ! Satira illustrata di un anno di storia italiana Gennaio – Novembre 2011 di Impe01

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A Patrizia e Marco e a chi ancora si indigna

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Introduzione Il 2011 è l’anno del dissesto finanziario mondiale. Probabilmente sarà l’anno che anticiperà la disgregazione dell’Euro, dell’Unione Europea e che contraddistinguerà il tracollo della situazione finanziaria economica e sociale degli Stati che la compongono. Sarebbe sembrato incredibile pensare nel lontano 9 Ottobre 1998, quando cadde il primo governo Prodi, che quell’errore politico, avviato dal finto uomo del popolo chiamato Bertinotti e consolidato impunemente con l’entrata a Palazzo Chigi dello stratega della poltrona chiamato D’Alema, avrebbe condotto non solo gran parte degli Italiani nella miseria, ma avrebbe anche comportato uno sconvolgimento mondiale dei mercati finanziari con ripercussioni gravissime su imprese e posti di lavoro. Il 9 Ottobre del 1998 è la data di una ferita mai rimarginata e che non potrà mai esserlo. Nostro dovere è ricordare l’origine del tutto, proprio nell’anno della fine. Tutto ebbe inizio partendo da questa data, con la caduta del primo governo di sinistra della storia repubblicana. Fu anche l’inzio del tramonto psicologico della sinistra italiana che da allora ha iniziato ad inseguire quel riformismo liberista e progressista, consolidato dall’entrata del germe democristiano nel nuovo partito, che ha messo in crisi i principi e i capisaldi su cui si fondavano i valori del maggior partito rappresentativo della società lavoratrice italiana. 6


Fu l’inizio del lavoro flessibile che si amplificherà negli anni a venire e che scardinerà il conquistato diritto del lavoro, fu l’inizio dell’incertezza sociale, dei precari senza futuro, di un’economia dei consumatori senza speranza, fu l’inizio del consolidamento delle impunità legalizzate, della depenalizzazione dei reati finanziari, della frattura sociale e dell’iniqua distribuzione della ricchezza, fu l’inizio dell’esplosione dell’evasione fiscale sostenuta dalla propaganda antistatalista, della sottrazione del welfare, dei diritti all’istruzione pubblica e alla sanità, fu il consolidamento delle svendite di Stato, dell’inapplicazione delle golden share a vantaggio degli interessi di vecchi e nuovi furbetti e il conseguente accaparramento nelle mani di poche famiglie dei patrimoni che gli italiani avevano pagato con le proprie tasse. Tutto in nome della riduzione di un debito che non si è mai ridotto. Intanto la sinistra perdeva inesorabilmente il suo primato morale e si uniformava all’impietosa legge dell’opportunismo politico impedendo qualsiasi ricambio all’interno della propria dirigenza. Se quello narrato cronologicamente in questo libro, attraverso una rappresentazione grafica e satirica, è stato possibile, lo è stato in base a quello che è accaduto, o non accaduto, quindici anni fa. Con la bicamerale “dalemiana” si annullava per sempre la possibilità di eliminare quel conflitto di interesse che ha consentito ad un monopolista dell’informazione di poter governare quasi indisturbatamente per un ventennio. Il condizionamento delle masse sarebbe diventato la conseguenza immediata di questa posizione dominante e Fassino, nella sua cecità politica, avrebbe 7


continuato a considerare non prioritaria la questione malgrado gli evidenti effetti di un imbarbarimento culturale e di una degenerazione dei valori morali e sociali del nostro popolo. Indisturbato Berlusconi ha imposto i suoi valori (già preannunciati e consolidati da un trentennio di televisione commerciale), ha illuso le menti deboli sbandierando i suoi slogan in difesa della libertà, parola che si presta agli utilizzi più disparati ed applicabile facilmente anche agli intenti meno limpidi. Ancora oggi, dopo la sua caduta, Berlusconi sbandiera sempre lo stesso vessillo, la stessa vecchia litania e promuove se stesso come difensore della libertà. Libertà minacciata da una magistratura che invano ha cercato di adempiere quegli obblighi costituzionali di perseguimento della giustizia a prescindere della classe sociale di appartenenza. Quel che resta ormai sono solo macerie. Macerie nate da un’illusione, da una propaganda continua e martellante che ha spacciato per verità le menzogne più ignobili e che ha inesorabilmente rubato il futuro delle nuove generazioni. Sempre dopo averle illuse che i valori vincenti sono fondati non sull’essere ma sull’esserci. Ma purtroppo la realtà ci ha chiesto il conto. Quello che non è riuscito a fare una sinistra addomesticata è riuscito a farlo lo stesso mercato liberista da tutti decantato. Mercato che alla fine non ha fatto sconti. Ma che farà pagare le conseguenze, anche in modo globalizzato, sempre a coloro che hanno avuto l’unica responsabilità di credere ad un venditore di spazzole. Italiani, la prossima volta, se ci sarà, state attenti a chi aprirete le vostre porte! Impe01 8


Gennaio 2011 (con preambolo)

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14 Dicembre 2010 (preambolo)

Buio oltre la crisi (1) Potremmo iniziare a raccontare il 2011 ricordando la data fatidica del 14 dicembre del 2010 in cui si votò la prima fiducia al governo dopo la dipartita di Fini. B, dopo aver recuperato la Carfagna tenta altri reclutamenti. E purtroppo per gli italiani, e come vedremo in seguito non solo per loro, ci riesce. Si inaugura la stagione del “mercato delle vacche” che condizionerà la legislatura e la stabilità finanziaria europea e mondiale di quest’”annus horribilis”.

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14 Dicembre 2010 (preambolo)

Buio oltre la crisi (2) La fine del 2010 e gli inizi dell’anno 2011 sono cruciali anche per il destino processuale di B. Tramite la legge sul legittimo impedimento del 2010 B cerca di “assicurarsi un sereno svolgimento delle sue funzioni” per evitare possibili condanne nei processi in cui è implicato, in particolare nel processo Mills. Il 13 gennaio 2011 la Consulta si pronuncia con una sentenza ibrida e interpretativa. Saranno solo i referendume del 12 e 13 giugno a chiudere la questione.

la finalità di assicurare il "sereno svolgimento delle funzioni attribuite dalla Costituzione e dalla legge" al Presidente del Consiglio dei ministri e ai Ministri (art.1,

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14 Dicembre 2010 (preambolo)

Resistenza inattiva D’Alema chiede le dimissioni di B senza però aver acquisito credibilità verso un elettorato sempre più disorientato e maldisposto verso l’intera dirigenza del Pd; dirigenza responsabile di non aver mai risolto il conflitto di interesse e spesso implicitamente connivente col premier dal quale in parecchie circostanze non ha preso risolutamente le distanze. In occasione del voto sulla costituzionalità dello scudo fiscale 51 parlamentari del Pd furono assenti. D’Alema e Bersani erano tra questi.

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15 Dicembre 2010 (preambolo)

Il demolitore Secondo il rapporto Ocse l’Italia passa dal quarto al terzo posto nella classifica dei paesi con la pressione fiscale più alta. Si è passati infatti dal 43,3% del 2008 al 43,5% del 2009, e così abbiamo superato il Belgio che lo scorso anno ha invece visto diminuire il peso del fisco di un punto percentuale (dal 44,2% al 43,2%). Prima del nostro Paese ci sono Danimarca con oltre il 48% del Pil e Svezia al 46,4%. Nessuno ancora immaginava, o voleva farlo, quello che sarebbe accaduto soltanto un anno dopo.

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16 Dicembre 2010 (preambolo)

Mercante in fiera Casini, Fini e Rutelli siglano un patto: nasce il Polo della Nazione, ribattezzato poi il Terzo Polo. Berlusconi continuerà a dedicarsi allo shopping (non quello natalizio) che buoni frutti gli ha già dato in occasione della fiducia offrendo in cambio posti di governo. B:«Abbiamo sconfitto una manovra di Palazzo», anzi «il ribaltone». Il proposito è quello di continuare ad allargare la maggioranza e il relativo gruppo dei Responsabili. Responsabili da una parte e governo di responsabilità evocato da parte del Terzo Polo.

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17 Dicembre 2010 (preambolo)

Giustizialismo occasionale Il ministro dell’Interno Roberto Maroni riferendo al Senato sugli scontri a Roma del 14 dicembre (successivi al voto di fiducia) non si dice d’accordo con il rilascio dei 22 fermati. Allo stesso modo il ministro rimanda al mittente le accuse, avanzate dal Pd, della presenza di infiltrati durante le manifestazioni. Intanto proprio per quelle scarcerazioni il ministro della Giustizia Alfano invia gli ispettori. Per il CSM è un’indebita interferenza sullo svolgimento dell’ attività giudiziaria.

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20 Dicembre 2010 (preambolo)

Indecisionismo tattico Bersani liquida le primarie e si dice favorevole a un'alleanza con il terzo polo di Casini e Fini. Sul sito del Pd un fiume di critiche. Malgrado le mazzate in Puglia e a Milano subite da Vendola il partito teme alleanze sbilanciate troppo a sinistra, ma al contempo teme anche Di Pietro e la sua intransigenza su questioni legate alla giustizia. Risulta in tutta la sua chiarezza l’assenza di una strategia ponderata e l’impreparazione del Pd nell’affrontare eventuali prossime elezioni.

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21 Dicembre 2010 (preambolo)

Vergogne In attesa del pronunciamento della Consulta sul legittimo impedimento prevista per l’11 Gennaio B attacca negli studi di Matrix la magistratura: " Se la Consulta emetterà una sentenza contro di me continuerò a governare. Ma mi difenderò, scenderò in campo e racconterò agli italiani chi sono i giudici e come sono andate veramente le cose. Gli italiani presto e per fortuna finiranno col sapere come sono andate realmente le cose.

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22 Dicembre 2010 (preambolo)

In nomine Patris

Giornata di mobilitazione studentesca in occasione del voto del Ddl Gelmini al Senato. Gli studenti protestano in tutta Italia contro un decreto che pretenderebbe di aziendalizzare l’Università pubblica rivendicando l’eliminazione dei baronati ma che di fatto privatizza il diritto allo studio.

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22 Dicembre 2010 (preambolo)

Femmine della libertà Dopo le minacce di abbandono di Mara Carfagna, subito tornata sui suoi passi, è ora il turno di Stefania Prestigiacomo che, a seguito del mancato appoggio della maggioranza al rinvio della legge sulla libera imprenditorialità, accusando Cicchitto di non averla ascoltata, annuncia: "Non mi riconosco più nel Pdl, pertanto resterò al governo, ma mi dimetto dal gruppo e mi iscriverò al Misto". Naturalmente subito dopo ci ripensa.

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23 Dicembre 2010 (preambolo)

Cervelli Con un provvedimento bipartisan i ricercatori o laureati con almeno due anni di residenza in Italia fuggiti all’estero, se torneranno in patria otterranno uno sconto fiscale dell'80% se lavoratrice e del 70% se lavoratore. Per favorire il loro rientro in Italia l’aula del Senato ha approvato definitivamente la legge, con il solo voto contrario di Fli e l’astensione dei Radicali. I cervelli continuano ancora oggi la fuga.

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24 Dicembre 2010 (preambolo)

Armi di distrazione Tutti i giornali si interrogano sul nome che succederà a B. Anche B cavalca la tematica prospettando l’esistenza di un suo successore all’interno del Pdl Intanto a Mirafiori viene siglato tra la Fiat e i sindacati (escluso Fiom) l’accordo che minerà il principio stesso del diritto al lavoro e che porterà la Fiat ad uscire definitivamente da Confindustria rea di mantenere ancora quel minimo di concertazione con la classe lavoratrice.

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24 Dicembre 2010 (preambolo)

Sintetica rappresentatività PDL: un nome scelto per avvicinarsi al bipolarismo e unificare il centrodestra che non ha fatto breccia nei cuori degli elettori. E che soprattutto non può essere utilizzato senza che ci si impantani in beghe legali infinite con Fini. Come se ne esce dunque? Facilissimo, basta cambiare nome al partito: la nuova creatura di B avrà un nome cortissimo, di una sola parola. Già, ma…

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29 Dicembre 2010 (preambolo)

Dovere operaio «Se fossi un lavoratore della Fiat voterei sì al referendum sull'accordo a Mirafiori». Lo ha detto Piero Fassino, candidato sindaco del Pd a Torino, partecipando alla riunione congiunta delle segreterie del Pd dedicata all'accordo sul futuro di Mirafiori. L’accordo prevede pause ridotte, ricorso allo straordinario e licenziabilità per gli scioperanti, in nome della produttività. Emerge la distanza della cosiddetta sinistra riformista dalle problematiche del lavoro e lo scollamento dal tessuto sociale del mondo operaio. Prima hanno introdotto e avallato la flessibilità, poi accettato lo smantellamento graduale dello Statuto dei lavoratori in nome di un mercato del lavoro moderno basato sul ricatto permanente.

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Dicembre 2010 (preambolo)

Semantica della sera La corruzione diventa un “modo” di fare politica. La denuncia della corruzione diventa “acrimonia”. Questo è il concetto espresso da Sergio Romano in un suo editoriale a seguito della fiducia ottenuta da B. Moderazione? Cito Pietro Ricca: “Quando parliamo di distorsione del senso delle parole, funzionale alla mutazione della percezione della realtà, ci riferiamo a contributi come questo. La preoccupazione di Sergio Romano è di analizzare con realismo la rozza materia dell’attualità politica, senza caricare i toni. L’effetto culturale è di contribuire alla normalizzazione di un fenomeno politico che ha spinto la corruzione fino all’eversione, generando assuefazione.”

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Dicembre 2010 (fine preambolo)

Nostalgie ”Spero che la gente ritrovi la capacità di indignarsi”, auspica D’Alema in un monologo da Fabio Fazio. Speriamo che anche noi si ritrovi la capacità di indignarsi, anche pacatamente, come vorrebbe il riformismo democratico liberale, verso un ceto di sottopotere altrettanto corrotto, immobile e ricattabile, che non ha fatto nulla, per arginare lo sfondamento berlusconiano, anzi che lo ha favorito e che ha avuto come unica preoccupazione quella di disinnescare le primarie, corteggiando Fini e Casini, anche a costo di sacrificare l’alleanza con Vendola e Di Pietro. Doveroso ricordare gli inciuci ai tempi della bicamerale le cui conseguenze furono la mancata risoluzione del conflitto di interessi con ciò che ne è derivato.

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3 Gennaio 2011

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Tempi moderni "Se al referendum vincono i no, non faremo alcun investimento", dice l'Ad della Fiat, Sergio Marchionne,, . Il compimento del ricatto operato dall’industria ai lavoratori evidenzia la capacità di condizionamento che, per adesso la Fiat, ma in seguito tutto il mondo industriale, avrà sui lavoratori. Il governo non ha mai preso una posizione a sostegno del consolidamento territoriale delle imprese contro quella pericolosissima propensione alla delocalizzazione in nome della ricerca di un lavoro a basso costo e senza diritti in nome della modernità. L’effetto collaterale sarà la produzione sempre più ampia di sacche di disoccupazione con relativa implosione economica dovuta alla contrazione della domanda interna.


Tempi moderni

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5 Gennaio 2011

RealtĂ  virtuale

B tranquillizza Tremonti e Bossi che entro Gennaio avrĂ  i numeri per governare. La campagna acquisti entra nel vivo.

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5 Gennaio 2011

Comunisti

Nota: Enrico Berlinguer morì l’11 giugno 1984 “I comunisti ci sono, esistono eccome”. Così dice B, ospite della trasmissione condotta da Alfonso Signorini. Poi ha aggiunto:”I comunisti non sono cambiati e utilizzano i magistrati a loro vicini, perchè mi considerano un ostacolo da eliminare, per arrivare al potere”. Una delle sue consuete tecniche di comunicazione basate sull’ evocazione del pericolo atte a condizionare un elettorato culturalmente debole e a distrarre l’opinione pubblica dai problemi irrisolti del Paese. Sullo sfondo l’unica vera e sola preoccupazione di B: l’esito dei processi che lo coinvolgono.

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7 Gennaio 2011

Nazionalismo leghista Il presidente della Repubblica dà il via alla festa per i 150 anni dell'Unità d'Italia: "Tutti devono impegnarsi per le celebrazioni". Bossi: "Festeggeremo a federalismo approvato". Il capo dello Stato: "Lavoriamo per superare i limiti del centralismo". Insomma, Napolitano minimizza, appoggiando l’illusoria soluzione del federalismo, e ignorando le preoccupanti ed eversive affermazioni di Bossi che mirano allo sfaldamento dello Stato. Affermazioni che diventeranno a breve evocazione esplicita della secessione come unico rimedio al dissesto economico nazionale. Unico problema è che negli ultimi 10 anni hanno avuto 8 anni di tempo per risanare le casse. Al contrario oggi si parla di default.

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9 Gennaio 2011

Rassegnazione democratica A Torino compaiono scritte contro Marchionne accanto a una stella rossa a cinque punte su muri e manifesti pubblicitari del cavalcavia di corso Sommellier. "Marchionne fottiti" e "Non siamo noi a dover diventare come i lavoratori cinesi, ma i lavoratori cinesi a diventare come noi" . Destra e sinistra condannano unanimemente l’estremismo evocato dalle scritte ignorando deliberatamente però il dissesto sociale su cui si fonda la protesta e il potenziale eversivo: la distruzione del diritto del lavoro.

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10 Gennaio 2011

Democristianesimi Pier Ferdinando Casini, rilancia un atto di pacificazione dalle pagine del Corriere della Sera e invita B a “non gingillarsi su un parlamentare in più o in meno”. Proporrà una serie di patti e governi di inciucio possibili, tutti di galleggiamento, ma B forte delle sue compravendite non intende allargare la maggioranza. Dall’altra parte la sinistra non cessa di corteggiare Casini pensando sempre di più di allontanare l’alleato scomodo Di Pietro il quale di fatto resta l’unica opposizione in Parlamento.

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