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Luglio/Agosto 2011

Reefitalia

Anno VI – n° 2

Magazine


L’editoriale ReefItalia Magazine, edizione Luglio/Agosto 2011!!! "Come, già un altro Magazine?" si chiederà la maggior parte di voi.......eh, già, il primo numero completamente gestito dal nuovo corso esce, come promesso, con cadenza bimestrale e questo soprattutto grazie, lasciatecelo dire, all'enorme lavoro di editoria svolto da un grande "nuovo acquisto" dello staff di ReefItalia, il siculo Daniele Russo aka Jackdaniel che opportunamente guidato e sostenuto (moralmente più che altro) dal resto dello staff ed in particolare dal nostro prof. Marco Colasanti aka marcola62 ha raccolto, scritto, curato la grafica ed impaginato questo numero in maniera magistrale e soprattutto mantenendo le tempistiche prefissate. Grazie Daniele, ottimo lavoro! Prima di passare ai contenuti un breve cenno a quello che sarà il futuro del nostro amato Magazine: si sta creando un gruppo di lavoro, a capo del quale ci saranno marcola62 e Jackdaniel, denominato "Team Magazine",che si occuperà della realizzazione dei prossimi numeri del giornale online che oltretutto, cambierà veste grafica, modalità di presentazione e, questo è l'obiettivo primario, si arricchirà notevolmente nei contenuti! Chi fosse interessato ad aderire al Team Magazine perché convinto di poter apportare idee, migliorie dal punto di vista grafico od editoriale oppure ritiene di potere e volere scrivere articoli può contattare Mauro con un messaggio privato o via mail scrivendo a info@reefitalia.net. Ma veniamo a ciò che viene proposto in questo numero: L'iscrizione, le prime foto, poi un lungo anno di aggiornamenti ed infine, in colpevole ritardo da parte nostra, gli agognati risultati! Stiamo parlando del ReefItalia Contest 2010 al quale è dedicato il primo articolo, scritto da Gianluca Murtas aka Luk 73 e Luca Catania aka lordlucas, di questo numero. La classifica, le foto dei vincitori, insomma un riassunto di un anno di contest raggruppato in poche pagine. Il secondo articolo è il primo nel suo genere per quanto riguarda il nostro Magazine in quanto non tratta di organismi marini. Nino Sommaripa aka nikkio ci fornisce infatti alcune nozioni sulle Caridine, i gamberetti di acqua dolce che, grazie alle loro piccole dimensioni che permettono di allevarli in acquari molto ridotti, ai loro colori ed alla loro vivacità negli ultimi tempi sono entrati prepotentemente a far parte della schiera di organismi allevati da molti acquariofili. L'articolo seguente tratta un tema che con le vacanze estive alle porte risulta essere di grandissimo interesse: il videocontrollo delle nostre vasche a distanza, gentilmente fornito da un utente del nostro forum che ha accettato di buon grado di "approfondire" l'argomento di un thread da lui aperto su ReefItalia. Salvatore Apicerni aka noddle spiega in maniera facile ed intuitiva come allestire un sistema di controllo video che ci permetta di osservare la nostra vasca stando comodamente sdraiati in spiaggia (e non solo).

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Reefitalia Magazine edizione Luglio/Agosto anno 2011


"Il picoreef dalla A alla Z" parte seconda! continua il filone di articoli dedicati alle minivasche, questa volta incentrato sui crostacei allevabili in piccoli acquari. Gianluca Murtas aka Luk73 descrive le specie più o meno facilmente reperibili sul mercato allegando stupende foto ed in fondo all'articolo potete inoltre trovare diversi link di approfondimento sulle diverse specie. Finalmente, dopo una serie interminabile di brutti ceffi l'utente del bimestre è rappresentato da una bellissima ragazza, Valentina 84 che ci racconta un pò della sua vita acquariofila e non, cane compreso! Lipoproma Carmabi, un serranide caraibico forse non conosciutissimo ma variopinto e di facile mantenimento è il nostro pesce del mese, descritto in maniera magistrale da Daniele Russo aka Jackdaniel. Continua la collaborazione con Roberto Ferri, titolare di Planctontec oltre che appassionato acquariofilo ed espertissimo consulente particolarmente preparato sulle gestioni "naturali" delle vasche reef che mette a disposizione di tutti le sue conoscenze sullo zooplancton descrivendo brevemente alcune specie di interesse acquariologico e spiegando in calce all'articolo come contattarlo se si volessero approfondire degli aspetti dello stesso. Lo ringraziamo pubblicamente per la sua grande disponibilità che denota una grande e genuina passione per questo fantastico hobby e per la sua divulgazione. Questo numero si chiude con l'oramai consueto articolo dedicato da Francesco Spampinato aka frenc99 ai neofiti e non solo. Questa volta viene affrontato in maniera semplice ma esaustiva l'argomento del movimento nelle vasche reef. Vi auguriamo come sempre buona lettura ed approfittiamo per augurare a tutti Buone Ferie, ci si rilegge a settembre!!

ReefItalia Staff

Edizione Maggio/Giugno

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Reefitalia Magazine edizione Luglio/Agosto anno 2011


SOMMARIO

Pagina 4

1. Reefitala Contest 2010

Pag. 5

2. L’angolo del Dolce ”Le cardine”

Pag. 17

3. Videocontrollo acquario

Pag. 22

4. Picoreef parte seconda “I crostacei”

Pag. 27

5. L’utente del bimestre: Valentina84

Pag. 40

6. Liopropoma Carmabi

Pag. 43

7. Zooplancton

Pag. 47

8. Movimento nelle vasche di barriera

Pag. 57

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Reefitalia Contest 2010 Lo Staff di REEFITALIA ha organizzato il LAYOUT CONTEST 2010, un’iniziativa che ha coinvolto un considerevole numero di utenti per tutto il corso dell’anno, con aggiornamenti settimanali, foto, descrizioni meticolose delle vasche, gestioni adottate, valori….

Ogni partecipante era tenuto settimanalmente a monitorare tutti i parametri chimici della propria vasca e mensilmente doveva allegare materiale fotografico a supporto delle descrizioni date durante il mese per accertare le reali condizioni e l’andamento dell’ecosistema.

Un anno lungo ed intenso che ha visto l’evoluzione di tantissime vasche. È stato interessante vedere le fasi di crescita o le variazioni cromatiche dei coralli, chiaro indice di benessere delle vasche. I nuovi inserimenti di pennuti, le fasi evolutive riguardanti la tecnica che supporta ogni appassionato. Infatti lo scopo del Contest era quello di coinvolgere il maggior numero di Reefers e poter confrontare mese per mese le fasi evolutive e non che possono accompagnare la vita di una vasca. Molti hanno potuto scambiarsi informazioni, apprendere nuove tecniche e sperimentarne di nuove. Tutto questo al fine di arricchire il bagaglio tecnico culturale di ciascun acquariofilo.

Agli li utenti di RI è stato affidato in parte il compito di votare le vasche in gara dando loro la possibilità di poter esprimere le proprie preferenze. Un’altra parte delle votazioni è stata affidata ad una giuria esterna che vanta nomi illustri dell’acquariofilia mondiale quali A. R. Calfo e M. Belosevich i quali hanno preso parte fattivamente a questo concorso quali membri Vip della giuria, studiando, valutando e dando i loro giudizi sulle vasche in gara: la loro partecipazione per noi è stata una grande soddisfazione, così come lo è stato vedere così tanti partecipanti e così tante persone fremere per dei risultati che hanno tardato un po' ad arrivare, ma che alla fine hanno rallegrato e sorpreso parecchie persone:

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Reefitalia Magazine edizione Luglio/Agosto anno 2011


Ecco l’elenco dei tre classificati suddivisi per categoria:

CATEGORIA Big Reef 1° classificato LUCASABAO 2° classificato REEFERSOLITARIO 3° classificato ROB67

CATEGORIA Reef 1°classificato CARLO74 2°classificato SERAFINO 3° classificati PAPAU e ALFONSO (pari merito)

CATEGORIA Nano Reef 1°classificato IAPO 2°classificato JACKDANIEL 3°classificato ACE65

CATEGORIA Pico Reef 1°classificato NIGGAR 2°classificato KABALLINUS 3° classificato LUCASABAO

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CATEGORIA Big Reef 1째 classificato LUCASABAO Vasca di costruzione artigianale lunga 223cm a larghezza variabile da 100 cm a 70 cm, alta 70. Vetro frontale curvo in extrachiaro da 22mm come anche i laterali e il posteriore, fondo a doppio strato di mattonelle incrociate. Volume netto compresa sump 1600litri, partita il 20 dicembre 2008; metodo di gestione: Berlinese classico

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2° classificato REEFERSOLITARIO

Vasca Seaplast in acrilico 130 x 100 x 65h il cui volume netto, sump inclusa, è di 780 litri netti. Avviata il 18.01.2010, metodo di gestione: DSB

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3째 classificato ROB67 Vasca artigianale in vetro 15 mm extrachiaro 180-60-60, con altezza acqua cm 55, Lt. 590 lordi. In funzione da quasi 4 anni, metodo di gestione: filtro percolatore.

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CATEGORIA Reef 1°classificato CARLO74

Vasca artigianale (by Faro) 110 x 75 x 60(h), circa 495 lt lordi, vetri da 15 mm senza tiranti, frontale e laterale sx in extra chiaro; è in funzione da circa tre anni e mezzo, con una gestione Zeovit.

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2°classificato SERAFINO

Vasca in vetro aperta, con pozzetto di tracimazione nell'angolo posteriore sinistro, misura: 120 x 50 x 60h. CapacitĂ  350 L, gestione metodo Berlinese integrato con quello Xacqua sin dalla maturazione.

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3° classificati PAPAU e ALFONSO (pari merito)

Papau Vasca artigianale di dimensioni L 100 P 80 H 60 cm, spessore dei vetri 12 mm, attivata il 25 giugno 2007. CapacitĂ : 490 litri lordi. Gestione Refugium

Alfonso Vasca artigianale aperta in extrachiaro da 1 cm. misure: 80*50h*50, sump 40*50*40, gestione Berlinese.

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CATEGORIA Nano Reef 1°classificato IAPO Vasca Elos minisystem 75 lt. Misure 43Lx43Px40H con frontale in extrachiaro, è partita il 17 aprile 2009, gestione berlinese.

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2째classificato JACKDANIEL Vasca : commerciale aperta misure 65Lx38Px45H senza sump partita a giugno 2007 e traslocata a gennaio 2008, Gestione Berlinese classico

3째classificato ACE65 Vasca aperta 43x43x40 circa 75litri lordi, spessore vetri 8mm, vetro frontale in extrachiaro, gestione Berlinese puro.

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CATEGORIA Pico Reef 1째classificato NIGGAR

Vasca: Mis.28*21*30 circa 18 lt.lordi hand made inserita in una struttura in legno sempre hand made,forata alla base per lo scarico ed il carico, gestione berlinese.

2째classificato KABALLINUS Cubo WAVE 30X30X35 in funzione dal 06 marzo 2009, gestione Berlinese puro.

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3° classificato LUCASABAO Cubetto vitrea completo, misure 30x30x30, poco meno di 20 litri lordi, partito a luglio 2009, gestione DSB di 9 cm con sugarsize.

Si è chiuso così il ReefItalia Contest Latout 2010, con vincitori e vinti…per modo di dire, perché lo spirito e lo scopo della “competizione” è stato quello di riunire un gruppo di appassionati e poter scambiare informazioni, esperienze e imparare sempre più cose di questo fantastico e affascinante hobby. Non sono mancate polemiche e lamentele dovute ai ritardi che lo Staff ha subito nel rendere note le classifiche. Di questo ce ne scusiamo ancora, essendo la prima esperienza in tal senso, ci sono stati alcuni piccoli problemi che sicuramente in futuro verranno arginati prima ancora che possano manifestarsi. Possiamo affermare, visto il gran numero di partecipanti in ogni Sezione del contest, che è stato un grande successo e possiamo anticiparvi che nei programmi di RI c’è la volontà di riproporre il Contest, sicuramente migliorato nel regolamento e anche in alcuni aspetti tecnici cosicché si possa rendere questa manifestazione ancora più piacevole.

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Le Crystal......... racconto di una esperienza....

Gamberetti decorativi e non solo..

di piante, fitti prati lussureggianti di vari muschi acquatici,

Non è un caso il fatto che stia

fino ad allora utilizzati con l’unico scopo di fornire riparo

scrivendo di acqua dolce e di uno dei

per gli avannotti, il tutto racchiuso in un disegno chiamato

suoi abitanti più apprezzati negli ultimi

Layout.

tempi dagli hobbisti di tutto il mondo..

Ma con le piante vennero fuori come sempre i problemi

La storia comincia dai primi anni ‘90.

algali e Amano San diede i suoi consigli sul come risolverli,

Già da qualche anno allevavo pesci di

tra i vari metodi naturali citò per la prima volta per noi

acqua

farli

occidentali il nome di un gamberetto che amava

riprodurre e avere informazioni utili per

consumare le alghe infestanti dei nostri acquari: la

gli acquariofili di quei tempi; venni a

Caridina japonica.

dolce

conoscenza

allo

delle

Takashi

Amano,

naturali

il

ambienti

cui

scopo

vasche

del

splendidi

scopo

esterni

di

scenari

era

pieni

Sig.

ricreare

di

vita

e

soprattutto piante. Erano gli acquari Zen che cominciavano a prendere piede anche qui in Italia. Era il 1994 a Napoli. La mia passione per il Giappone ed in genere per la cultura orientale, in particolare quella di Cina e Corea, mi fece

accostare

a

questo

mondo

meraviglioso con le sue affascinanti visioni

fino

ad

allora

ammirate

semplicemente su fotografie ed in un prezioso libro gentilmente regalatomi da

un

acquariofilo

barese..

Cominciai quindi ad allestire le mie prime vasche Zen giapponese: ricche

La Caridina japonica è un gamberetto proveniente dall’Asia, di tenue colorazione, quasi del tutto trasparente e con una serie di puntini lungo la parte inferiore del corpo, di grande utilità dicevo per la lotta contro le alghe infestanti e in particolare quelle filamentose. Talvolta capitava che tra gli arrivi di quei tempi, pescati naturalmente, ci fossero dei soggetti con una colorazione diversa, di cui alcune specie nuove per noi: dotati di un rostro lunghissimo, di sfumature blu, rosse, addirittura alcuni talmente piccoli da venire battezzati ”shrimp bee”

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popoli anglosassoni

come

dai

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popoli anglosassoni perché somiglianti a delle piccole api. Volevo avere maggiori informazioni su questi piccoli esseri, ma purtroppo le notizie dell’epoca erano scarsissime, io non possedevo ancora un computer ed Internet per me era una fantasia lontana; decisi quindi di rivolgermi ad un mio carissimo amico, Antonio Piccolo, grande

appassionato di gamberetti e pesci in

genere, nonché ottimo fotografo naturalista. Fu proprio lui a darmi le prime nozioni. Passarono gli anni, l’acquario d’acqua dolce mi rimaneva sempre nel cuore ma le mie attenzioni e curiosità si spostarono

verso

l’acquariologia

marina. Accantonando per qualche tempo il mio studio sulle Caridine, tale passione ritornò prepotentemente circa un anno fa, per

cui

mi

decisi

a

riprendere in mano le mie ricerche sulle Caridine

ed

i

loro

conspecifici.

Allestii una vaschetta commerciale da 25 litri e a dispetto dei materiali usati dai vari allevatori ed hobbisti decisi di sperimentare come fondo un terriccio allofano della Elos e per filtraggio un filtro a zainetto contenente lana di perlon con zeolite e carbone. Scelsi per ricominciare i gamberetti della specie eteropoda

tra

cui

le

varietà

più

rinomate, le Cherry e le Sakura ( sono Cherry il cui colore viene forzato con una

alimentazione

a

betacarotenoidi). Ero a

base

di

conoscenza

della loro prolificità ma non avrei mai immaginato si riproducessero con tale frequenza..In

brevissimo

tempo

la

vaschetta venne letteralmente invasa da piccoli gamberetti, molti dei quali di un

rosso

intenso

ed

altri

quasi

trasparenti. Era il momento di dedicare loro una vasca più capiente ed idonea alle loro esigenze. Ne regalai parecchi, alcuni amici come Sabbia, Strano, BIMBO, Ippocampus, Gaer16, Pocho82 e tanti altri, che come me stanno avendo ancora riproduzioni di questi gamberetti. Arrivò il momento di fare il grande passo: volevo riuscire ad avere una varietà specifica, la Crystal, e tentarne la riproduzione..Le Neocaridina cantonensis, bellissimi animaletti dalle varietà di colore ottenute dall’uomo con colorazioni nette ed evidenti di bianco, rosso o nero, partendo dai soggetti ancestrali di colorazione marroncina tendente al rossastro. Questi gamberetti sono un po’ più dgen Pagina 18

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delicati delle cherry e richiedono valori stabili tendenti al tenero con un Ph di 7,20, un kh tra 0 e 4 e temperature più basse, circa 22/24 gradi; una ambientazione ricca di muschi; quasi assenza di piante in modo da evitare a priori di usare fertilizzanti che potrebbero

essere

nocivi

per

questi animali. Mi procurai quindi alcuni

soggetti

prelevati

da

allevamenti italiani, tedeschi e olandesi

di

svariati

gradi

selezione; non dovetti attendere molto

per

avere

soddisfazioni

le

prime

da

questi

gamberetti , rimasi quasi senza fiato quando dopo poco tempo mi

accorsi

erano

dei

primi

bellissimi,

piccoli,

circa

una

ventina e quasi tutti di varietà Red Crystal: il cuore prese a battermi

talmente

forte

per

l’emozione che stavo provando, erano anni che non provavo una gioia simile. Erano di grado alto , alcune grado SS Tiger Toot, SV band, SS Hinomaru e SS+ doppio Hinomaru.. Le riproduzioni si susseguivano ripetutamente, questi gamberetti se

mantenuti

adeguata

in

maniera

partoriscono

ogni

20/30 giorni dalle 20 alle 40 larve. Dalle

riproduzioni

successive

ottenni alcune Mosura, la mia preferita, alcune di grado SSSS withe e orange snow e tra le ultime

alcuni

soggetti

TB,

la

colorazione dei piccoli è quasi impeccabile, il bianco luminoso e il rosso che rispecchia il cristallo amato dagli asiatici.. Pagina 19

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cominciano a decomporsi . Molto utili

Come alimentare i nostri gamberetti Anche

se

esistono

vari

marchi

specializzati nella alimentazione dei gamberi e la maggior parte sono giapponesi ( ovviamente), ho scelto (e con me hanno accettato gli amici con cui sto convivendo tante emozioni) di non usare questi marchi blasonati ma puntare su prodotti reperibili facilmente in commercio di marchi più conosciuti quali Tetra, Sera, Zoomed con ottimi risultati. Compresse per pesci da fondo rigide o morbide, fiocchi a base di carotenoidi,

micropellet,

granuli

e

alimenti per avannotti in polvere ricchi di

uova

e

vegetali.

Zeoliti

per

il

contenimento dell’ammoniaca ( questi animaletti hanno necessità di mangiare continuamente e la zeolite garantisce la

assimilazione

rilasciata

dai

dell’ammoniaca mangimi),

serve

dell’argilla per garantire la presenza di

sono le foglie di Catappa (Mandorlo indiano) o i tronchetti di Catappa che rilasciando

acidi

garantiscono

la

umici salute

e

tannini

dei

nostri

amichetti; sceglieremo le foglie non troppo

grandi

per

avere

maggior

quantità di principio attivo, anche i piselli decorticati vanno bene ma pur sempre sbollentati. Ottime sono le foglie fresche o secche di Ortica, ricche di potassio e Sali minerali, buone per la colorazione brillante del bianco così come le foglie di Gelso, usate da sempre in Asia e non, per ottenere la seta dei bachi più bianca possibile.. saranno utili somministrazioni di prodotti vitaminici per acquario, amminoacidi per garantire la salubrità dell’acqua; aggiungeremo regolarmente attivatori batterici in polvere o liquidi, preferendo quelli in polvere, molto utili per le larve.

metalli come l’alluminio e ho trovato un great per colombi che ha sostituito egregiamente quello che vendono di produzione giapponese. Il calcio è fondamentale per l’inspessimento del carapace ed in questo caso mi è tornato utile quello in polvere per tartarughine,

per

la

muta

hanno

bisogno di iodio e questo elemento possiamo

ottenerlo

con

la

somministrazione alghe secche Nori o similari, molti sono i vegetali ben accetti dalle

Neocaridine

e

li

troviamo

facilmente nel frigorifero di casa come zucchine, fagiolini, carote sbollentate, ben accette saranno

le

foglie

di

Faggio, Acero ( tridente, desosho etc.) Pistacchio

cinese

o

coreano,

Castagno, che mangeranno appena

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Manutenzione…… Le Neocaridine staranno bene se osserviamo un regolare cambio di acqua settimanalmente con l’aggiunta di batteri ed enzimi, i valori dovranno essere identici a quelli della vasca.

Conclusioni.. Questo mio sunto è parte delle esperienze che sto accumulando con l’allevamento delle Neocaridine che man mano spero aumenteranno. Ho volutamente tralasciato di fare schede tecniche per invogliarVi ad andare su siti che parlano nello specifico dei gamberetti, là dove ho cominciato a saperne di più e grazie ai quali continuo ad accumulare informazioni. Ringrazio Reefitalia per avermi dato la possibilità di provare ad avvicinarvi al mondo delle Caridine scrivendo sul nostro Magazine.

Un grazie a tutti e buon divertimento Nino Sommaripa aka Nikkio

Di seguito alcuni Link dove poter viaggiare e conoscere i vari gradi di selezione dei nostri gamberetti…

http://www.caridine.it/forum/ucp.php?mode=register http://www.caridine.it/index.php?opt...=95&Itemid=108 http://www.shrimpsofsulawesi.info/ http://www.microsofttranslator.com/B...hp%3fstart%3d5 http://www.microsofttranslator.com/B...p%3Fsid%3D2215 http://www.oceanproaquatics.com/shop...d=527&catId=27

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Videocontrollo Acquario Sono un acquariofilo marino da poco più di 2 anni, la mia prima vasca era da 100 litri. Tra molteplici vicissitudini (vasca rotta con annesso allagamento di casa) sono arrivato alla mia attuale vasca che è 240 litri lordi. Comunque fin dal primi mesi di questa splendida passione, ho scoperto cos’è la paura che qualcosa vada storto. Durante l’anno mi capita di allontanarmi da casa per vari giorni e ogni volta gli stessi patemi d’animo “se qualcosa va storto all’acquario mentre non ci sono, che succede trovo tutto morto e distrutto? Come faccio a sapere cosa sta accadendo????”. In pratica, ogni viaggio o breve weekend fuori porta è uno stress più che un momento di relax, sia per me che per i vicini ed i parenti a cui chiedo di andare a controllare tutti i giorni se c’è corrente, il livello dell’acqua, se le luci si accendono o qualsiasi altra cosa possa andare storta. Cercando qua e là ho trovato dei sistemi di allarme che avvertono in caso di guasti o malfunzionamenti, ma sono molto fuori dal budget presente o futuro. Un amico, Federico, anche lui membro della nostra community, per farmi vedere com’era il pico che stava allestendo, mi ha dato l’idea. Infatti, aveva messo in streaming il suo acquario. L’ho fatto venire a casa per fargli vedere la mia vaschetta di persona e ne ho approfittato per farmi spiegare come fare, praticamente a costo zero, al massimo una ventina di euro per una webcam decente. In breve, ho trasformato la sua idea di mostrare l’acquario online in un sistema di videocontrollo. Basta preamboli. Cosa occorre? Una linea internet ADSL ma va anche bene la linea UMTS O HSDPA dei telefonini Una webcam Un pc o notebook. Per farvi capire che funziona con un hardware veramente economico, vi dico che io ho un portatile di vecchia generazione con Windows Xp ed una webcam usb Logitech. Iniziamo. Per prima cosa installiamo la webcam sul pc o portatile, sempre che il vostro portatile non l’abbia già installata. In questo caso il prossimo capoverso è inutile. L’installazione di una webcam, cambia in base al modello, ma di solito basta inserire il cd che esce nella confezione della webcam e collegare la stessa al pc: a quel punto l’installazione partirà in automatico e dopo pochi minuti la webcam sarà disponibile. Per chi avesse un sistema operativo più moderno (VISTA o SEVEN), la cosa è ancora più semplice perché fa tutto il sistema operativo, ma io vi consiglio comunque di installare il

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software della webcam, atteso che lo stesso serve a settare luminosità, contrasto, qualità dell’immagine, ecc.. Dopo aver installato la webcam, passiamo a come mettere online il nostro acquario. I siti che permettono lo streaming live (per chi è inesperto sono quei siti che trasmettono filmati in tempo reale) sono molteplici, ma per lo più tutti a pagamento. Federico, ha trovato un sito che permette lo streaming video gratuitamente http://www.ustream.tv/

A questo punto ci

si

registra

cliccando “Sign

su

Up”

e

compilando

il

form.

Al termine della registrazione vi arriverà un mail che vi comunica tutti i vostri dati (username, password e link per arrivare alla propria pagina). A questo punto siete nella vostra pagina. Per creare il vostro nuovo canale a sinistra troverete il link “create a channel”: cliccateci sopra come indicato dalla freccia in basso.

A

questo

punto

vi

si

aprirà questa maschera cui

Pagina 23

in

vi

viene

chiesto

che

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nome dare al canale, che per me è stato “salvo-natalie-tank” (fate attenzione visto che il sistema controllerà che il nome non esista già, in questo caso vi chiederà di inserire un nome diverso). Dopo aver inserito il nome, basta cliccare per “Create” per entrare nella pagina che vi chiederà la categoria del canale “choose a category”, potete scegliere quello che volete ma credo che “animals” sia il più appropriato e altre informazioni, quali un’immagine e una descrizione, compilate queste informazioni, A puro titolo di esempio riporto ciò che ho inserito io con le indicazioni di dove cliccare.

Nome del Canale (già inserito in precedenza) Categoria Frase da inserire in internet per fare in modo che la vostra vasca sia rintracciabile in internet

basta salvare le modifiche “Save”

A questo punto non ci resta che avviare la trasmissione. Una volta creato il canale, che non sarebbe altro che tutti i passi precedenti che non si ripeteranno

più,

dobbiamo avviare

lo

streaming,

che

avviene cliccano in alto a destra su “Go

Live!”

e

scegliendo quale canale far partire cliccando su “Broadcast”.

Fatto questo, vi verrà chiesto di consentire alle impostazioni di adobe flash player di consentire all’accesso alla vostra webcam. Cliccano su consenti, sarete sulla vostro pannello di controllo del filmato che tra poco pubblicherete.

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Reefitalia Magazine edizione Luglio/Agosto anno 2011


In breve

in

una

finestra a sinistra, vedrete il filmato di quello

che

la

webcam registra. Considerate che in questo

momento

la

webcam

cattura,

ma

non

siete ancora live. Bisogna

cliccare

espressamente “Start per

su

Broadcast” avviare

lo

streaming. Volendo avete finito, cliccate su “Start Broadcast” e siete online, fino a quando non cliccate su “Stop Broadcast”. Personalmente vi consiglio di controllare un paio di cose prima di premere l’agognato “start”. In particolare, vi consiglio di spegnere l’audio in modo che se siete in casa non si senta quello che dite ed i pacchetti

da

spedire

via

internet

risultino più leggeri, ma soprattutto di regolare la qualità del filmato in base al tipo

di

connessione

che

avete,

considerando che più la qualità è alta più il tutto diventa “pesante” da inviare in internet e si corre il rischio che lo stesso si veda a scatti. A questo punto la vostra vasca è online è visibile a tutti quelli che la vorranno vedere. Qualche consiglio… La prima cosa è che non dovete mai chiudere la finestra di sopra, altrimenti lo streaming si blocca, ma, fortunatamente, la trasmissione continua e funziona anche se il pc va in standby, quindi vi consiglio, al fine di non stressare troppo il vostro computer di impostare le opzioni di gestione batteria in modo che dopo pochi minuti il computer vada in standby, ma attenzione che nelle opzioni si indicato il pc non si spenga mai.

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Inoltre, per quanto riguarda la privacy, è importante che sappiate che in queste condizioni tutti possono vedere il vostro acquario, ma se invece volete impedire agli altri di

sbirciare

e

volete

trasformare il tutto in un mero

sistema

telecontrollo,

di

esiste

una

opzione che permette di vedere

solo

a

voi

di

interessati

a

guardare. Se

siete

tutelare la vostra privacy, dalla pagina di gestione dell’account, che è quella che vi si apre dopo aver inserito username e password, cliccate prima su “Manage My Channel” , quindi su “Advanced Setting”.

A questo punto la prima richiesta che troverete sarà “Make your channel private”: attivando il flag a sinistra, renderete lo streaming del vostro acquario un sistema di telecontrollo dello stesso, senza che gli altri vi possano accedere; infatti, l’unico modo per poterlo vedere sarà entrare nel proprio account e cliccare su “Go to Channel” per vedere quanto la webcam sta catturando. Da ultimo, sto cercando di capire come ottenere lo stessa tipologia di trasmissione senza dover tenere un pc acceso e collegato alla webcam, ma con delle tipologie specifiche di webcam che funzioni senza pc. Appena trovo un modo economico ve lo faccio sapere.

Ciao a tutti da Noddle (Salvatore Apicerni).

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Reefitalia Magazine edizione Luglio/Agosto anno 2011


Picoreef dalla A allo Zoanthus…… Capitolo due : I crostacei Nel primo capitolo uscito nel Magazine

Endemico di tutto l’Indopacifico dal

maggio/giugno

in

Sud Africa all’Indonesia è detto anche

esame i pesci che possono essere

gambero ballerino per via del suo

ospitati nei nano e pico reef. In questo

particolare modo di muoversi che

capitolo invece andremo a vedere

ricorda un balletto. il Rhynchocinetes

quali

e

durbanensis

granchi, possiamo inserire in questi mini

abbastanza

ecosistemi. Cercheremo di capire quali

negozi. Raggiunge un taglia massima

sono le specie maggiormente allevate

di 4cm circa. Ci sono moltissime specie

e di facile reperimento, le loro abitudini,

similari

studieremo il loro comportamento, le

normalmente più rari da trovare in

loro affascinanti relazioni sociali che in

commercio.

una mini vasca sono messe senza

R.uritai, R.brucei, R.kuiteri tutti con una

dubbio in primo piano. Cominciamo

taglia compresa tra 4 e i 5 cm. i

con le specie più facili da trovare in

gamberetti del genere Rhynchocinetes

commercio

i

vivono in grandi gruppi, durante il

rhynchocinetes, gli Hymenocera, i Thor

giorno tendono a stare nascosti tra gli

Amboinensis,

famosi

anfratti della scogliera per poi uscire

gamberi pistolero del genere Alpheus

alla ricerca di cibo durante le ore di

fino ad arrivare a specie un po’ più

buio. È una specie molto territoriale, i

difficili da trovare nelle vasche dei

maschi in genere sono più grandi delle

negozianti. Cominciamo a vederli da

femmine e le che le sono più lunghe. È

vicino analizzandone gli aspetti e le

meglio tenere questi gamberetti in

caratteristiche più importanti.

coppia se non addirittura un piccolo

crostacei,

abbiamo

tra

come

preso

gamberetti

ad

esempio

Periclimenes,

i

per

è facile

stile

un da

di

gambero reperire

vita

e

Ricordiamo

nei

forma, R.typus,

harem costituito da un maschio e due Iniziamo a col parlare di uno dei

femmine. Hanno la fama di attaccare

gamberetti più conosciuti e facili da

invertebrati sessili come corallimorfari

mantenere

ed acropore ma pare che questo

in

un

mini

Rhynchocinetes durbanensis

reef,

il

avvenga

quando

c’è

una

grave

insufficienza alimentare. Questo è un problema facilmente arginabile infatti accettano qualsiasi tipo di mangime gli venga loro offerto.

Pagina 27

Reefitalia Magazine edizione Luglio/Agosto anno 2011


Un

altro

ospite

tanto

affascinante

genere asteria (tra le più diffuse negli

quanto particolare da allevare in un

acquari in quanto arrivano ospiti delle

nano reef è sicuramente il bellissimo

rocce vive nonché molto prolifiche).È

Hymenocera picta

ovvio che saranno incompatibili stelle ornamentali dei vari generi fromia, linkhia ecc. in quanto il loro destino sarebbe

già

segnato.

dell’Indopacific,

dall’Africa

Originario orientale

all’Indonesia ma anche Australia e Hawaii,

H.picata

o

elegans

viene

offerto con una certa regolarità in commercio. È una specie facilmente mantenibile in una nano vasca in quanto molto territoriale e quindi il suo raggio d’azione è limitato ad una Gli splendidi colori, bianco maculato

brevissima distanza dalla propria tana.

blu per Hymenocera picta e bianco con

disegno

Hymenocera

maculato elegans,

rosso

per

Un simpatico ospite per le nostre mini

fanno

del

vasche

gambero arlecchino uno dei crostacei

è

senza

dubbio

il

Thor

Amboinensis

ornamentali più belli e affascinanti che si possano trovare in commercio. Il gambero arlecchino deve il suo nome proprio

al

particolare

e

vistoso

contrasto cromatico che difficilmente è riscontrabile in altre specie. Il sesso è facilmente distinguibile in quanto la femmina è decisamente più grande del maschio, circa 6cm contro i 4cm del maschio. Un’altra

particolarità

gambero alimentare.

è

la Esso

sua infatti

di

questo

Proveniente

dalle

acque

abitudine

Indopacifico

si

Nuova Guinea, Australia compresa la

nutre

occidentale,

dall’

esclusivamente di echinodermi, è uno

Grande

specialista nutrizionale. Se desideriamo

Amboinensis è un piccolo gamberetto

allevarlo dobbiamo essere certi che i

conosciuto per il suo caratteristico

nostri

modo

mini

reef

abbiano

una

abbondante popolazione di stelle del

Pagina 28

Barriera

Papua

di

spostarsi.

Corallina,

Fa

Thor

ondulare

l’addome come se volesse mettersi in

Reefitalia Magazine edizione Luglio/Agosto anno 2011


bella

mostra

assumendo

atteggiamento questa

da

sua

vero

divo!

peculiarità

ribattezzato

dagli

un Per

è

stato

allevatori

“sexy

shrimp” ovvero gambero sexy. Non più lungo

di

2cm

questo

simpatico

gamberetto è un ospite ideale nei pico reef.

Ama

stare

spostandosi

sui

in

piccoli

coralli

del

gruppi genere

euphyllia ma anche su anemoni del genere Heteractis. Spesso capita che

Periclimenes Brevicarpalis

giunga nelle nostre vasche trovandosi nascosto

tra

i

tentacoli

di

questi

animali. È un predatore carnivoro, si nutre di tutto quello che riesce a reperire dal suo corallo ospite. Volendo lo si può nutrire in maniera mirata sevendosi di una pipetta con mangimi congelati

puchè

di

modeste

famiglia,

Palaemonidae

dimensioni. Alla

stessa

appartengono i gamberetti del genere Periclimenes e Urocaridella

Questa abbondanza deriva dal fatto che

la

maggior

parte

di

questi

crostacei vive come commensale con coralli o anemoni ospiti alla cui livrea si sono adattati perfettamente. I gamberi del genere Palaemon vivono in diversi habitat costieri: Urocaridella antonbrunii vive in gruppi all’interno di anfratti e caverne, le diverse specie di Periclimenes passano quasi esclusivamente la loro esistenza sfruttando il loro rapporto simbiotico commensale del proprio ospite, in genere invertebrati sessili come coralli duri

o

anemoni

con

un

marcato

adattamento cromatico Spesso accade che lo stretto rapporto che lega il gambero al suo ospite crei qualche problema a quest’ultimo. È possibile, in acquario, assistere ad un leggero sbiancamento di alcune zone dovuto al continuo stazionamento del Periclimenes Brevicarpalis

gambero

in

determinati

punti.

Normalmente questo non crea danni I gamberetti della famiglia Palaemonidae sono molto vari, si contano circa 200 specie diverse e ricchi di varietà cromatiche.

irrecuperabili all’animale ospite. Per ottenere il meglio dall’allevamento di questi simpatici gamberetti è buona norma informarsi al meglio circa il loro ospite commensale al fine di offrire le

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migliori condizioni di vita. Il genere

Reefitalia Magazine edizione Luglio/Agosto anno 2011

Palaemon

sono

diffusi

nell’acque


Urocaridella sp.

Urocaridella antonbruunii

ospite commensale al fine di offrire le migliori condizioni di vita. Il genere Palaemon sono diffusi nell’acque dell’Indopacifico e in tutti i reef tropicali. L’alimentazione è relativamente semplice in quanto si tratta di piccoli predatori onnivori. Quindi andranno benissimo mangimi specifici ma anche artemie congelate e mysis Un altro genere di gamberetto molto

Poiché il dimorfismo sessuale non è

ambito dagli acquariofili appassionati è

accentuato è consigliabile prendere

sicuramente lo Stenopus

due esemplari di diversa grandezza possibilmente

già

conviventi

vasca del negoziante.

nella

I colori che

caratterizzano maggiormente questa specie sono il rosso e il bianco, alcune specie hanno anche il giallo come colore

caratteristico……..

Dobbiamo

precisare che stenopus hispidus è la varietà più diffusa presso i negozi ma mal si adatta ai nostri mini acquari in quanto cresce notevolmente rispetto Stenopus Zanzibaricus Questi

gamberi

hanno

ad altre specie come S. zanzibaricus, S. come

cyanoscelis, S.tenuirostris, , S.pyrsonotus,

caratteristica principale le lunghe che usano per difendere il proprio territorio dando vita a vere e proprie azzuffate che spesso finiscono con la morte di uno dei duellanti. Considerando che in natura

questi

gamberi

vivono in

coppia sarebbe opportuno allevarli come tali anche nei nostri nano reef ma attenzione! Dobbiamo essere certi che i due esemplari siano realmente una coppia altrimenti due individui dello stesso sesso non si potrebbero tollerare.

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Stenopus cyanoscelis Reefitalia Magazine edizione Luglio/Agosto anno 2011


S.earlei tutti di taglia compresa tra i 2 e i 4cm e di provenienza Indopacifica tropicale,

Indonesia

e

Hawaii

ma

purtoppo assai rare da trovare in commercio se non occasionalmente. Lo stenopus svolge una vera e propria attività di spazzino, si nutre di avanzi dei pesci e non disdegna alcun tipo di mangime offerto. Stenopus tenuirostris Conosciuti per la loro propensione alla balistica, i gamberi del genere Alpheus), meglio noti come gambero pistolero, possono rappresentare una grande attrattiva in un nanoreef. Questi simpatici gamberi originari del Pacifico occidentale, Indo Pacifico tropicale ma anche dell’Oceano Indiano, ben si adattano alla vita in un nanoreef.

La loro relazione commensale con i loro ghiozzi simbiotici del genere Stonogobiops è uno spettacolo affascinante e gratificante nello stesso tempo. Il gambero passa il suo tempo a scavare lunghe gallerie nella sabbia al fine di creare vie di fuga per se stesso e per il suo ospite che ripaga questi servigi facendo la guardia alla tana e avvertendo il proprio commensale in caso di pericolo. La loro principale caratteristica è una delle chele, indifferentemente destra o sinistra, che usano per difesa o addirittura per cacciare. Essa infatti è molto più grossa rispetto all’altra e mediante una rapida chiusura (meno di un millesimo di secondo) riescono a produrre una piccola bolla di cavitazione. Tale bolla è composta da micro bollicine di gas espanso che poi collassa formando il tipico sparo che a noi risulta udibile in quanto sprigiona una potenza in decibel pari a 220 ad un metro di distanza. Durante questa fase si generano delle vere e proprie forze fisiche cha danno luogo ad un fenomeno di luminescenza pari a 5000°K(non visibile all’occhio umano). Tutto ciò genera un’onda d’urto che in alcuni casi impaurisce l’eventuale predatore ma in altri stordisce la preda che successivamente viene trascinata nella tana. L’alimentazione in acquario risulta semplice in quanto, pur trattandosi di un piccolo predatore, accetta qualsiasi tipo di mangime secco o congelato.

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Reefitalia Magazine edizione Luglio/Agosto anno 2011


Un

vero

gioiello

per

un

nanoreef

Vive

abitualmente

sulle

braccia

originario dell’Indo Pacificotropicale è il

piumose dei crinoidi dove si cibano di

gamberetto

Gnathophyllum

piccole particelle e detriti che il loro

americanum si tratta di un minuscolo

ospite riesce a catturare. In acquario è

gamberetto

e

possibile alimentarlo con artemia o

affusolato di circa 2cm di lunghezza

mini krill tritati finissimi. È possibile

per la maggior parte sconosciuto in

allevarne anche un piccolo gruppetto

quanto poco commercializzato ma

a patto che non vi siano gamberi più

che può, qualora si avesse la fortuna di

grandi o gamberi che potrebbero

trovarlo,

addirittura mangiala. Difficile reperirlo

ape dal

corpo

arricchire

la

tozzo

nostra

nano

vasca.

a causa della scarsa richiesta. Non possiamo concludere

questo

capitolo dedicato ai crostacei del nanoreef senza menzionare alcune varietà di granchi come quelle del genere Neopetrolisthes

Relativamente facile da mantenersi può alimentare con artemie e mysis. Unica controindicazione è la sua dieta in natura che è basata su peduncoli di echinodermi e ricci. Una piccola aragostella nel proprio nanoreef sarebbe una vera e propria perla.

Allogalathea

elegansè

una

E Petrolisthes che ben si adattano alle mini vasche.

minuscola aragosta originaria dell’Indo Pacifico tropicale che misura 1 solo centimetro di lunghezza escluse le chele

Sono meglio

piccoli

granchietti

conosciuti

come

simbiotici granchi

porcellana per via della livrea che li caratterizza.

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Reefitalia Magazine edizione Luglio/Agosto anno 2011


Essi infatti giungono nelle nostre vasche

Svolge

nascosti tra i rami di acropora ma

spazzino, si nutre infatti di piccole

spesso anche tra i tentacoli di anemoni

particelle di cibo che trova sul fondo,

o coarllimorfari. Va da se che il miglior

tra le rocce dove rimane nascosto per

grado

ottiene

gran parte del tempo. Si può nutrire

animale

anche con artemie e mysis tritati fini.

simbionte. Endemici del Mar Rosso,

Una particolarità in natura è il suo

Indo Pacifico occidentale e isole di

rapporto con le attinie. Esse infatti si

Capo Verde sono quasi tutti grandi

attaccano alle chele del granchio,

circa 2/3cm e si cibano di particelle in

probabilmente si tratta di una simbiosi

sospensione

opportunistica di commensalismo, ma

di

fornendo

allevamento loro

il

si

proprio

che

setacciano

una

il

minuziosa

piccolo

attività

crostaceo

di

dall’acqua. Sono quindi degli ottimi

che

sfrutta

filtratori.

agitandole quando si sente in pericolo come fosse un pugile

Un altro interessante granchietto dai colori

affascinanti

e

di

facile

reperimento è Lybia tessellata Questo minuscolo

crostaceo

10/15mm

è

originario

Marshall,

dell’Ocean

misura

circa

delle

Isole

Indiano

e

dell’Oceano Pacifico.

Termina qui il secondo appuntamento con gli ospiti dei nano e pico reef. Nel prossimo capitolo approfondiremo il tema coralli. Cercheremo di capire quali sono i più adatti, quali esigenze hanno e come disporli per poter creare un piccolo angolo di reef a casa nostra.

Un saluto e un ringraziamento a ReefItalia Gian Luca Murtas aka Luk73

Per saperne di più Alpheus Randalli Rhynchocinetes durbanensis Periclimenes brevicarpalis Stenopus zanibaricus Allogalathea elegans Lybia tessellata

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Hymenocera picta (elegans) Thor Amboinensis Urocaridella antonbruunii Gnatophyllum americanum Neopetrolisthes ohshimai Paguristes cadenati

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Alpheus Randalli Taglia: 3-4cm Provenienza: Pacifico occidentale Cosa mangia: trattasi di un detritivoro ma è possibile alimentarlo direttamente tramite mangimi appositi oppure congelati come artemia o mysis Prezzo: prezzo medio per un crostaceo tropicale Reperibilità: abbastanza reperibile nelle vasche dei negozianti Compatibilità: non da fastidio ad alcun altro invertebrato sessile e non. Da ricordare la propensione a scavare lunghe gallerie Quanti esemplari: una coppia sarebbe l’ideale Riproduzione: possibile anche in acquario

Hymenocera picta (elegans) Taglia: le femmine 6cm i maschi di norma più piccoli, circa 4cm Provenienza: Indo Pacifico tropicale Cosa mangia: predatore specialista nutrizionale. Si nutre esclusivamente di stelle marine vive Prezzo: medio per un gamberetto Reperibilità: abbastanza facile da trovare presso le vasche dei negzianti Compatibilità: non reca alcun fastidio agli altri invertebrati sessili e non. Quanti esemplari: una coppia è l’ideale Riproduzione: possibile anche in acquario

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Rhynchocinetes durbanensis Taglia: circa 4cm Provenienza: Oceano Indiano e pacifico occidentale Cosa mangia: predatore carnivoro; in vasca accetta cibo congelato e non di origine animale. In natura si ciba di polipi di coralli e piccoli animali che riesce a catturare. Prezzo: abbastanza economico Reperibilità: facilmente reperibile presso i negozianti Compatibilità: potrebbe danneggiare coralli molli e duri Quanti esemplari: meglio un maschio e una femmina oppure un piccolo harem per evitare dispute tra maschi territoriali. Riproduzione: Possibile anche in acquario

Thor Amboinensis Taglia: 2cm circa Provenienza: tutti i mari tropicali Cosa mangia: carnivoro detritivoro può essere alimentato direttamente con artemia e myisis tritato fine Prezzo: dipende dalla taglia. Mediamente costoso Reperibilità: facilmente reperibile presso i negozianti Compatibilità: se tenuto in un nano reef non ha problemi di ambientamento Quanti esemplari: meglio tenerlo in gruppo Riproduzione: possibile anche in acquario

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Periclimenes brevicarpalis Taglia: le femmine crescono poco di più dei maschi. circa 3cm Provenienza: Indo Pacifico tropicale Cosa mangia: si nutre di piccole particelle presenti in sospensione. È un detritivoro ma può essere alimentato direttamente con cyclops o mangimi similari Prezzo: poco costoso

Reperibilità: relativamente facile da trovare in commercio Compatibilità: non reca danno a nessun tipo di invertebrato Quanti esemplari: una coppia sarebbe l’ideale Riproduzione: possibile anche in acquario

Urocaridella antonbruunii Taglia: 3-4cm al massimo Provenienza: Indo Pacifico tropicale Cosa mangia: uno dei tanti gamberetti pulitori. Abituato a nutrirsi di residui di cibo o parassiti dei pesci più grossi, è possibile alimentarlo con artemia o mysis tritato fine Prezzo: mediamente costoso Reperibilità: non sempre disponibile nelle vasche dei negozianti Compatibilità: non crea problemi a nessun invertebrato, sessile e non. Quanti esemplari: in coppia o in piccoli gruppi Riproduzione: possibile anche se scarsamente documentata

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Stenopus zanibaricus Taglia: 3cm Provenienza: Indo Pacifico tropicale Cosa mangia: onnivoro, può diventare predatore nei confronti di piccoli gobidi dormienti. Prezzo: Abbastanza costoso Reperibilità: Difficile da trovare Compatibilità: Non danneggia altri invertebrati Quanti esemplari: meglio uno o una coppia confermata Riproduzione: relativamente facile anche in acquario

Gnatophyllum americanum Taglia: 2cm al massimo Provenienza: comune in tutti i mari tropicali Cosa mangia: è uno specialista nutrizionale, tende a pizzicare i peduncoli di stelle e ricci marini. In vasca lo so può alimentare con artemia e mysis finemente tritato. Prezzo: Abbastanza costoso Reperibilità: non facile da trovare Compatibilità: non tenetelo con echinodermi o ricci Quanti esemplari: una coppia è l’ideale Riproduzione: è possibile anche in acquario

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Allogalathea elegans Taglia: 1 solo cm escluse le chele Provenienza: Indo Pacifico tropicale Cosa mangia: in natura si cibano di detriti che trovano sulle braccia piumose del proprio ospite crinoide. In acquario è possibile nutrirli con artemia e mysis tritato finissimo Prezzo: relativamente poco costoso Reperibilità: quasi impossibile da trovare Compatibilità: non danneggia nessun tipo di invertebrato, compreso il proprio ospite. Quanti esemplari: uno solo o una coppi a seconda della grandezza del pico reef Riproduzione: a causa della sua scarsa reperibilità, non è mai stata descritta la riproduzione ma non è escluso che essa avvenga qualora ci fossero le caratteristiche fisiche dell’acqua idonee

Neopetrolisthes ohshimai Taglia: 2-3cm Provenienza: Indo Pacifico tropicale Cosa mangia: filtra microparticelle in sospensione Prezzo: moderatamente costoso

Reperibilità: non sempre disponibile Compatibilità: non disturba altri invertebrati. Si può definire un Reef-safe Quanti esemplari: i possono tenere senza problemi più esemplari qualora la vasca che li ospita sia compatibile Riproduzione: non è stata mai descritta ma non si esclude che possa avvenire in acquario

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Lybia tessellata Taglia: 1/1,5cm Provenienza: Oceano Indiano, Oceano Pacifico e Isole Marshall Cosa mangia: in acquario si dimostra un ottimo detritivoro. È possibile n nutrirlo in maniera mirata con artemia o mysis finemente tritato. Prezzo: relativamente costoso Reperibilità: è abbastanza facile da trovare presso le vasche dei negozianti più esperti Compatibilità: non reca danno danno a nessun altro invertebrato del pico/nano-reef Quanti esemplari: una coppia sarebbe l’ideale Riproduzione: si riproduce con assiduità ma è quasi impossibile allevare le minuscole larve

Paguristes cadenati Taglia: 4cm al massimo da zampa a zampa Provenienza: Mar dei Caraibi Cosa mangia: si ciba di detriti sul fondo, avanzi di mangime e alghe che bruca sulle rocce Prezzo: poco costoso

Reperibilità: è abbastanza facile da trovare presso le vasche dei negozianti più esperti Compatibilità: non reca danno a nessun altro invertebrato Quanti esemplari: anche una coppia ìse le dimensioni della vasca lo consentono Riproduzione: sono stati descritti casi di deposizione di uova. Esse vengono “covate” all’interno del guscio.

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L’UTENTE DEL BIMESTRE

VALENTINA84 La mia passione per il mare e tutto ciò che lo riguarda e’ nata durante la mia infanzia, facendo immersioni con mio padre e passando lunghe e meravigliose giornate in riva al mare. Come sei venuta a conoscenza della nostra

Community

e

da

quanto

tempo sei iscritta? Sono venuta a conoscenza di questa fantastica community casualmente, girando per la rete in cerca di informazioni, dal quel giorno non l’ho più lasciata. In Reefitalia non ho trovato solo un sito di acquariofilia, ma una vera e propria famiglia, ho trovato

persone

disponibili

che

hanno aiutato ad accrescere il mio bagaglio

culturale/acquariofilo.

Faccio parte della community da 8 Ciao, fai una piccola presentazione di chi sei, cosa

mesi.

fai nella vita, eventuali altri hobby, la tua età e

Da quanto tempo sei un acquariofilo

dove risiedi.

marino e come ti sei avvicinato a quest’hobby?

Ciao a tutti, sono Valentina, in arte Valentina84. Ho 27 anni, abito a Roma, per la precisione ad Ostia Lido, una graziosa località di mare sita sul litorale Romano. Sono fidanzata con Daniele da 8 anni con il quale convivo da 2 anni, che mi supporta in questo meraviglioso hobby che e’ l’acquariologia.

La mia passione per l’acquariologia marina e’ iniziata poco meno di un anno fa. Un giorno passando davanti ad un negozio di animali vidi un piccolo acquarietto da 50 lt in offerta, il giorno dopo era a casa. Doveva

Amo molto gli animali, attualmente ho un beagle

essere destinato al dolce…. Ma non

di 3 anni di nome Poldo e Giuseppe un blu di

ce l’ho fatta…. Dopo tre giorni era

prussia di 6.

già pieno di acqua salata!

Amo

cucinare,

dipingere,

fotografia ei film horror!

Pagina 40

leggere,

adoro

la

E’ da lì che è iniziata la mia malattia per il marino!!!!!!

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Cosa pensi del rapporto tra quest'hobby ed il web? Il rapporto tra questo hobby

e il web e’

molto stretto. In rete trovi moltissime informazioni, notizie che sui libri non trovi, perché

purtroppo

spesso un po’ datati. Inoltre sul web si ha la possibilità di confronto con molti altri appassionati. Come ritieni il forum ReefItalia? Come già detto in precedenza è grazie a ReefItalia che sono riuscita a tirar su la mia vasca, e ho conosciuto molti amici con la mia stessa passione. Il forum è molto ricco di contenuti ed è frequentato da utenti preparatissimi Che tipo di discussioni ami seguire sul forum? Non c’e’ una discussione che amo seguire rispetto

ad

un'altra,

sono

tutte

partecipato

anche

all’ultimo,

ho

avuto il piacere di dare un volto a molti

nickname

,

di

seguire

interessantissimi seminari e imparare tante

cose

nuove,

perché

nell’acquariologia non finisci davvero

interessantissime, mi piace leggere e tenermi

mai Hai di deiimparare! consigli da dare allo Staff di

informata su tutto, confrontarmi con gli altri

ReefItalia per migliorare qualcosa?

utenti, leggere le esperienze altrui e nei limiti del possibile aiutare chi ne ha bisogno.

Nessun consiglio, ReefItalia funziona alla grande!

Amo seguire l’evoluzione delle vasche degli altri utenti

Pensi che ReefItalia sia davvero il punto di riferimento per i reefkeepers

Frequenti particolarmente una sezione del forum?

italiani? Si, credo che reefitalia sia il punto di

Non ho una sezione preferita, sono tutte

riferimento

interessanti,

italiani

ricche

di

argomenti

e

di

esperienze Hai mai sentito parlare dei nostri Raduni e hai mai partecipato ad uno di essi? Certo? che conosco i raduni di ReefItalia, ho

Pagina 41

e

dei non

reefkeepers

solo.

Il

forum

frequentato

sia

da

preparatissimi

che

mettono

è

utenti a

disposizione il proprio sapere sia da utenti alle prime armi che cercano di imparare

da

questi

ultimi

Reefitalia Magazine edizione Luglio/Agosto anno 2011


Sei in grado di fare una piccola descrizione della tua reef tank? La mia attuale vasca avviata ad ottobre e’ di 200 lt, il filtraggio è affidato a 35 kg di rocce vive e skimmer. L’illuminazione è affidata ad 2 hqi da 250w e due t8 attinici e ho un reattore di calcio caricato ad arm. Allevo prevalentemente sps e qualche lps.

E’ in cantiere un nuovo progetto che spero di tirar su a breve. Sempre con i preziosi consigli di ReefItalia! Un saluto a tutti!

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Reefitalia Magazine edizione Luglio/Agosto anno 2011


LIOPROPOMA CARMABI Nome scientifico: Liopropoma carmabi Nome comune: Pesce Caramella Ordine: Perciformes Famiglia: Percoidei Genere: Serranidae Diffusione : Caraibi, Florida Keys, Bahamas, Sud America Dimensione massima max 6cm

In questo articolo, vi parlerò

profondità che varia dai 10

di un pesce,

il Liopropoma

ai 70 mt, molto piccolo

carmabi (Pesce caramella)

raggiunge al max 6 cm di

che

lunghezza.

oltre

ad

incredibilmente

essere bello

coloratissimo

è

abbastanza

Temperatura: 24-26° Ph: 8.0-8.3

e

anche

facile

Profondità : 10-70 metri

Densità: 1022-1023

da

mantenere in acquario. In natura è diffuso dalle Florida Keys attraverso le Bahamas sud

fino

alla

settentrionale America.

Vive

costa

del ad

Sud una

Il dimorfismo sessuale di questa specie non è molto pronunciato. Il maschio e la femmina sono infatti identici nella colorazione, e il sesso è distinguibile solo dopo un’attenta osservazione delle pupille, che nel maschio

Didascalia che descrive l'immagine o la foto.

appaiono più grandi.

Pagina 43

Reefitalia Magazine edizione Luglio/Agosto anno 2011


Bisogna porre particolare attenzione, nel momento dell’acquisto, in quanto questo pesce viene a volte confuso, con una specie simile, il liopropoma swalesi, la cui colorazione risulta essere molto più pallida, rispetto ai colori brillanti del liopropoma carmabi , un’altra caratteristica distintiva che ci aiuta nell’identificazione è, la presenza di due macchie blu sulla pinna caudale.

liopropoma swalesi

liopropoma carmabi

Essendo un pesce che vive in acque

Per

profonde, è importante controllare

l’alimentazione,

con

momento

natura si ciba di piccoli crostacei, è

dell’acquisto, che non siano presenti

bene iniziare ad alimentarlo con cibo

problemi

congelato o vivo, come Artemia e

attenzione alla

al

vescica

natatoria,

quanto

derivante dalla mancanza di una

Mysis.

decompressione

tuttavia,

adeguata

al

momento della cattura. Purtroppo

Una

concerne

considerato che in

volta

accetta

ambientato, ben

volentieri

anche i classici mangimi artificiali

nella maggior parte dei casi, questo problema porta inevitabilmente alla morte del pesce.

Artemia

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Mysis

Reefitalia Magazine edizione Luglio/Agosto anno 2011


Il Liopropoma si sentirà a suo agio, soprattutto se l’acquario sarà progettato facendo attenzione al suo ambiente naturale, con numerosi strapiombi rocciosi e grotte per fornirgli riparo ed ombra.

Viene spesso descritta come una specie estremamente

timida,

osservazione

probabilmente riconducibile ad un errato mantenimento. Se tenuti in coppia, senza la presenza di pesci grandi e territoriali, e con una sufficiente quantità di nascondigli, si potranno vedere spesso nuotare fuori dalla loro caverna. Questo soprattutto in condizioni di luce soffusa, come ad esempio durante le fasi alba/tramonto La nota dolente di questo splendido pesce, purtroppo, è il costo eccessivo, associato al fatto che, durante le prime settimane di ambientamento, ha la tendenza a saltare.

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Reefitalia Magazine edizione Luglio/Agosto anno 2011


Vorrei inoltre ricordare che nonostante le piccole dimensioni del pesce caramella, essendo un predatore, può costituire pericolo se in vasca si ospitano piccoli pesci come i ghiozzi nani del genere Eviota, o piccoli gamberi come i Thor amboinensis

Un saluto a tutti Daniele Russo (Jackdaniel)

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Oggi la tecnica ci permette di gestire gli acquari di barriera in modo ineccepibile, impensabile sino ad un decennio fa. Se dovessi riflettere su come migliorare l’allevamento dei coralli in cattività, il mio pensiero ricadrebbe sull’alimentazione, sicuramente i cibi vivi rappresentano un veicolo interessante per raggiungere l’obbiettivo.

Il cibo vivo cambierà il modo di gestire l’acquario il poco inquinamento prodotto durante la somministrazione di questi organismi ridurrà la necessità di utilizzare drastiche pulizie chimiche e meccaniche dell’acqua, inoltre il consumo

energetico

di

apparecchiature

performanti,

necessarie

oggi,

verrà

minimizzato. Per ottenere questo è essenziale : 1) capacità di pianificare gli organismi da introdurre in acquario. 2) somministrazione di cibo vivo arricchito. La qualità oligotrofica dell’acqua è necessaria per la vita degli esseri che alleviamo. Dobbiamo comunque considerare un particolare molto importante: privare l’acqua di sostanze potenzialmente nocive implica un impoverimento dell’acqua stessa, alcune sue caratteristiche positive per la crescita dei coralli vengono a mancare, un equilibrio delicato, difficoltoso da risistemare. La convinzione che l’acqua della barriera corallina, grazie alla trasparenza, non contenga plancton, in passato, ci ha portato fuori strada facendoci pensare che i coralli si nutrissero solo ed esclusivamente di luce, ora sappiamo che non è così. Grazie alla loro eterotrofia i coralli ricavano delle sostanze in grado di facilitare la formazione dei pigmenti fluorescenti, le cromoproteine, molto utili al corallo per contrastare le radiazioni luminose dannose. La predazione garantisce al corallo un bilancio di azoto attivo, importante per la formazione del tessuto corallino e per la calcificazione.

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Nella barriera esistono predatori di plancton! Per cui, esiste plancton

quali strumenti utilizza il corallo

parlava

per catturare questo cibo?

l’importanza

Le zooxantelle, tramite la fotosintesi, apportano al corallo energia necessaria per la costruzione degli apparati utilizzati per la cattura degli organismi planctonici: arpioni, muco (trappola/nutrimento), cnidoblasti, spirocisti, nematocisti, apparati gastrici. Non solo, questo super organismo, il corallo, grazie al lavoro delle alghe simbionti forma

di

fotosintesi,

produce

energia

alimento un

muco

sotto

del

fitoplancton che

ha

e la

somministrazione di questi organismi vegetali piccole

per

il

nostro

particelle

acquario, alimentare

ricchissime di sostanze non sintetizzate dal corallo stesso. (EPA-DHA-AA).

OGGI PARLIAMO DELLO ZOOPLANCTON Lo zooplancton in mare è un alimento

la

importante per gli organismi eterotrofi, e

ricchissimo,

con il DOM (sostanza organica disciolta)

durante

presente a livello dell’ectoderma. Il

rappresenta

muco contiene sostanze alimentari:

garantisce il fiorire della vita negli oceani.

polisaccaridi, polimeri,lipidi, batteri virioni, iper microbi che sì nutrono di queste sostanze arricchenti, che a

il

combustibile

che

Difficile immaginare tanta varietà di specie, forme, e colori senza cibo.

loro volta rappresentano cibo per il

Lo zooplancton è rappresentato da

corallo.

un’infinità di protozoi e metazoi trascinati

Questa manna alimentare, divorata

dalle correnti marine.

giornalmente dal corallo, nutre circa

In senso orizzontale, questi organismi non

il 10% della biomassa. Il muco funge

si sanno opporre al moto ondoso, ma in

anche da rete per intrappolare gli

verticale riescono, grazie a apparati

organismi planctonici.

particolari,

a

migrazioni,

passando

La volta scorsa l’articolo pubblicato

Pagina 48

compiere

delle

dalla

vere

superficie

dell’acqua durante le ore notturne alle

Reefitalia Magazine edizione Luglio/Agosto anno 2011


profondità oceaniche durante il giorno. Questo moto è molto importante, porta questi organismi a passare fra i tentacoli dei coralli,

rimescola

il

pull

genetico

all’interno

delle

varie

specie,

agevolando

l’adattamento. Le migrazioni sono necessarie per evitare: 1) 2) 3)

forti correnti oceaniche durante il giorno predatori che cacciano a vista esotossine prodotte dal fitoplancton

In termini di dimensione possiamo pensare ad una catalogazione :

MEGAZOOPLANCTON

MACROZOOPLANCTON

MESOZOOPLANCTON

Pagina 49

Reefitalia Magazine edizione Luglio/Agosto anno 2011


Ma in questa variegata società esistono altri organismi

Dinoflagellati

Zooflagellati

Foramminiferi

Ciliati

Copepodi

Radiolari

Rotiferi La letteratura del settore ci descrive dettagliatamente questi abitanti pelalgici dei mari, per cui ritengo molto più importante soffermarmi sulla metodologia di somministrazione in acquario, l’allevamento

“domestico”

di

alcuni

organismi,

alcune

mie

esperienze.

Iniziamo dal ROTIFERO. È un piccolo metazoo, un organismo formato da 1000 cellule, al mondo ne esistono varie specie (circa 2000 quelle marine solo 50) di queste soltanto tre sono utilizzate in acqua coltura per l’allevamento dei pesci destinati all’alimentazione umana:

BRACHIONUS PLICALITIS 240 um

Pagina 50

BRACHIONUS ROTUNDISFORMIS 200 um

S. S. 100 um

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Il rotifero può essere utilizzato per lo svezzamento e l’allevamento dei pesci marini, destinati al mercato dell’acquariologia, e per alimentare i coralli in cattività. Le larve dei minuscoli pesci corallini riescono a catturare questo cibo vivo grazie alla densità dello stesso cibo all’interno della vasca (elevata), al movimento di questi organismi, alla particolare riflessione della luce grazie al fitoplancton. Utilizzando dei retini, con maglie molto fini, riusciamo a selezionare all’interno delle colture di rotiferi i più piccoli, riuscendo in questo modo ad allevare specie di pesci che hanno necessità di prede minuscole.

Il valore nutrizionale di questo

Emerge l’importanza di

rotifero, in un certo senso, lo

una certa densità di organismi,

stabiliamo noi allevatori.

“cibi vivi”anche…..

Questo metazoo ha un metabolismo

per l’alimentazione dei coralli, una

molto veloce, se non dovesse esser

corrente di movimento all’interno

alimentato ogni

della vasca

suo

valore

tre/quattro ore, il

nutrizionale

sarebbe

estremamente ridotto. Un giorno di digiuno

corrisponde

a

una

diminuzione del 40% del suo esiguo peso.

Questi

organismi,

se

non

alimentati, nutriti correttamente, non rappresentano alcun vantaggio per i nostri

pesci,

per

i

nostri

coralli,

sarebbero solo delle scatole vuote ( per questo motivo non ha senso

avere

( in funzione al tipo di corallo) necessaria a far sì che questi cibi vivi permangano per un ragionevole tempo attorno al polipo corallino, (almeno

10

minuti).

Dovete

immaginare una quantità notevole di questi organismi che nuotano in mezzo ai polipi. Alcuni coralli sono in grado,

con

una

tempistica

conservarli in frigo).

adeguata di stazionamento della

Quando si parla di allevamento di

scorpacciate.

pesci

corallini,

AMPHIPRION, mantenere

preda, di farsi delle vere e proprie

ad è

un

esempio

gli

buona

regola

notevole

valore

nutrizionale del cibo vivo, per non causare

eventuali

alimentari

nella

notevole

densità

all’interno

delle

carenze

larva, di

ed

una

organismi

vasche

di

allevamento, almeno nei primi giorni, in media circa 20 individui per ogni

Sappiamo ormai che questo tipo di predazione

serve

al

corallo

per

colmare il bilancio di azoto, in natura, abbiamo

ora

anche

in

questa

cattività possibilità,

mantenere i valori delle sostanze organiche nell’acqua molto bassi, nel

medesimo

mancare

istante

l’alimento

al

non

far

corallo.

ml dell’acqua di allevamento.

Pagina 51

Reefitalia Magazine edizione Luglio/Agosto anno 2011


Grazie alla alimentazione, ottenuta con la

Coralli con polipi minuscoli come

predazione, ma anche grazie al famoso DOM

alcuni

sostanza organica disciolta, il corallo riesce a

catturare questi organismi

nutrire il suo tessuto cellulare. Non dobbiamo

SPS

Questa

dimenticare che le sostanze organiche, nella corretta concentrazione (pollice salato) sono utili.

visibile

sono

situazione nei

voluminoso

coralli rende

in

grado

sicuramente LPS,

il

di

è

polipo

possibile

un

controllo visivo.

Le sostanze organiche sono ricche di elementi nutrizionali utili alla crescita del corallo. In

Torniamo al rotifero

natura, queste sostanze sono ridotte ai minimi termini, il corallo ha comunque la necessità di colmare il suo bilancio energetico, ed ecco entrare in gioco la fotosintesi delle piccole alghe che riescono a trasformare l’energia elettromagnetica del sole in energia chimica, macromolecole (idrati di carbonio, albumine). È uno dei motivi, grazie al quale in natura le sostanze

organiche/inorganiche

possono

essere ridotte, mentre in acquario dobbiamo mantenerne una dose minima, in natura abbiamo 100.000 lux in superficie, in cattività no,

dobbiamo

aumentare

la

sostanza

organica! Osservazioni da me eseguite, in acquari di coralli lps sps, mi hanno dato la certezza di tutto questo.

Grazie

a

determinate

sostanze

arricchenti caratterizziamo il profilo nutrizionale di questo “veicolo” prima di essere dosato alle larve ed ai coralli. In funzione al tipo di arricchitore utilizzato, esistono tempi di permanenza del rotifero all’interno di della sostanza alimentare, in

In acquari con potenti schiumazioni, nel

media dalle 6 alle 12 ore, in questo modo

medesimo istante alimentati con questi cibi

il rotifero assorbe acidi grassi, (EPA DHA

vivi, i coralli allevati non soffrivano di sintomi

AA) ma anche sostanze vitaminiche, e

dovuti alle limitazioni alimentari.

curative (se utilizzate), che verranno

Al

contrario nell’acquario dove non era

dosato nessun alimento, nel mio caso vivo, ho

trasferite alla larva una volta divorata la preda.

riscontrato problemi di RTN con conseguente

Al termine del processo di arricchimento

riduzione della crescita corallina, difficoltà nel

il rotifero deve essere, con accortezza,

rigenerare tessuti persi, il tutto a parità di

setacciato, (10 um) lavato, questo

schiumazione, pur aumentando l’illuminazione.

procedimento è determinante prima del dosaggio

Pagina 52

Reefitalia Magazine edizione Luglio/Agosto anno 2011


Non è possibile dosare il rotifero con la sua acqua direttamente in acquario, questo

comporterebbe

un

aumento

delle

sostanze

inquinanti

contenute

nell’acqua di allevamento (coralli/pesci).

Il lavaggio deve essere eseguito utilizzando acqua con identica densità all’acqua in cui il rotifero è stato allevato, che a sua volta avrà una densità simile a quella del nostro acquario. In questo caso lo sviluppo della popolazione di rotiferi avrà un tasso di crescita ridotto, causata da una maggior densità, ma ci serve per evitare shock osmotico durante il dosaggio, questo potrebbe paralizzare o uccidere il rotifero stesso. Allevamento del rotifero: valori chimici dell’acqua a) temperatura 25 30° centigradi b) densità 1020 c) ossigeno superiore a 2 mg litro d) ammoniaca inferiore ad 1 mg litro e) illuminazione solo se allevati con fitoplancton f)

alimentazione alternativa di lievito di birra, attenzione al dosaggio

g) se utilizzate lievito di birra attendere lo schiarimento dell’acqua prima del ridosaggio h) cambio del 50% dell’acqua di coltura almeno una volta alla settimana con pulizia del serbatoio i)

fase di arricchimento areare abbondantemente

j)

obbligo di setacciare prima del dosaggio

Lo schiumatoio durante questo tipo di alimentazione va assolutamente spento per almeno 120 minuti. Solo alcuni tipi di schiumatoio possono rimanere accesi durante la somministrazione causando una ridottissima perdita di cibo vivo, macchine non molto performanti.

La mia esperienza mi porta ormai ad esser certo che la pulizia meccanica e chimica all’interno degli acquari deve essere eseguita moderatamente, e svolta in modo diversificato. Non è corretto utilizzare schiumazioni molto performanti, affidandosi solo a questa metodologia. L’allevamento del rotifero in cattività, può essere svolto con successo in cilindri con un fondo leggermente concavo e da una capacità non inferiore ai 15 l.

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Reefitalia Magazine edizione Luglio/Agosto anno 2011


La velocità di uscita delle bolle d’aria

Non

nel cilindro non deve essere eccessiva

l’anatomia di questo crostaceo ormai

( 1 bolla ogni 3sec) la temperatura

molto conosciuto, vi posso consigliare di

compresa tra i 25 e 30°. Per una

utilizzare cisti di buona qualità, con

corretta

conseguente valore nutrizionale ottimo,

gestione

della

coltura

vi

voglio

volutamente

descrivere

consiglio un prelievo di almeno il 20% di

schiuderli

rotiferi al giorno. Aggiungete quindi

centigradi con un intenso movimento

acqua nuova e sostanze alimentari

d’acqua ed una luce sempre accesa,

(fitoplancton ideale) circa 12 ore prima

sullo schiuditoio, tono caldo 3000/4000°k.

della somministrazione introducete la

Avvenuta

dose di rotiferi prefissata in un cilindro

abbondantemente i naupli, dosarli in

contenente arricchitori, se è possibile

acquario. L’arricchitore in questo caso

già con un retino all’interno dello stesso

non è utile, il nauplio nelle prime ore di

contenitore,

il

vita non mangia usa il suo sacco vitellino,

estrarre

per cui, dosatelo velocemente prima

movimento,

inserite 12

ore

aria dopo

per

setacciare e dosare vostri ai coralli.

alla

la

temperatura

schiusa,

di

28°

sciacquare

che questa riserva di acidi grassi venga consumate dal nauplio stesso.

Per l’acquariofilo impegnato, che si vuol dedicare alla gestione alimentare del suo acquario con questo sistema naturale, mi sento di consigliare anche l’utilizzo dei naupli di artemia. Dopo la somministrazione di naupli di artemia in acquario la presenza di acidi grassi saturi ed insaturi è maggiore, in questo modo i coralli hanno la disponibilità di sostanze per aumentare la produzione del loro tessuto corallino Pagina 54

Io utilizzo circa 1 g di cisti (300.000 cisti) una volta alla settimana per 300 l di acqua, in funzione alla densità ed alla tipologia dei coralli allevati. Quando dosiamo cibi vivi, dobbiamo considerare che tali organismi alimentano tutta la microfauna che vive l’interno del nostro acquario fra le rocce, sul fondale. Il metabolismo della microfauna produrrà una sorta di sostanza organica disciolta (DOM) utilizzata dal corallo per alimentarsi, alimentazione indiretta, alla quale si aggiunge l’alimentazione diretta; la predazione. Reefitalia Magazine edizione Luglio/Agosto anno 2011


Il carbonio prodotto dai coralli grazie a questo tipo di alimentazione, rientra nei valori basali nell’arco di alcune ore. Infine un organismo che possiamo utilizzare con successo per l’allevamento delle larve, ma anche come cibo adatto ai nostri coralli COPEPODE

Per

l’acquariofilo

il

copepode

Anche

le

dimensioni

sono

rappresenta un organismo molto

importanti, variano notevolmente,

impegnativo, per quanto riguarda

passando da qualche micron ad

la sua riproduzione in cattività.

alcuni millimetri.

Questo

crostaceo

ha

un

ciclo

Solitamente,

quando

utilizzo

riproduttivo molto più lento rispetto

copepodi per l’alimentazione dei

rotifero, e solitamente è allevato in

coralli, non arricchisco, allevo grazie

vasche

al fitoplancton, curando il profilo

alte

una

decina

di

centimetri, somiglianti a dei vassoi. Di

copepodi

ne

esistono

8000

specie, parecchie quelle marine, anche

parassitarie,

per

cui

attenzione nella scelta di questo

nutrizionale delle microalghe, allevo anche

con

lieviti,

per

quanto

riguarda l’acqua i valori debbono essere simili a quelli misurati in un acquario marino di pesci.

organismo.( copepodi con lunghe

Parliamo ora dei dosaggi in acquari

antenne ok)

marini,

di

coralli,

non

è

così

semplice.

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Reefitalia Magazine edizione Luglio/Agosto anno 2011


Esempio: Nel mio acquario di scleractinie, dalla capacità lorda di 300 l, densamente popolato, io utilizzo: Fitoplancton 1 ml ogni 4 l di acqua, tre volte alla settimana ( con elevata densità cellulare, allevato con fertilizzanti idonei, che consentono di utilizzare le microalghe in acquari popolati da coralli). Rotiferi

1 lt contenente 20 individui per ogni ml 2 volte alla settimana (arricchiti)

Naupli artemia 1 gr due volte alla settimana (alternativa rotiferi/copepodi) Copepodi naupli/rotiferi).

1 lt contenete 10/20 individui 1 volta alla settimana (in alternativa

Il dosaggio di alimenti mirati al corallo è sicuramente consigliato, anche se alcuni coralli sembrano sopravvivere solo di luce. Questa

tipologia

alimentare

è

indispensabile

in

acquari

con

scarsa

illuminazione, dove il deficit di una insufficiente fotosintesi può essere colmato con l’alimentazione. Il corallo è in grado di spostare la sua qualità autotrofa in eterotrofa. Invito chi volesse approfondire gli argomenti discussi in questi articoli di contattarmi via e-mail, direttamente dal mio sito. In seguito grazie ad una password, da me fornita, sarà possibile collegarsi nell’AREA RISERVATA (http://www.planctontech.com/) ed ascoltare, in audio conferenza, l’argomento richiesto.

Roberto Ferri

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Reefitalia Magazine edizione Luglio/Agosto anno 2011


ACQUARIO MARINO IL MOVIMENTO NELLE VASCHE DI BARRIERA

Il movimento nelle vasche di barriera ai

Le colonne di aria non facevano altro

nostri giorni non differisce di molto da

che rimescolare lentamente l‟acqua

quello del moto ondoso che si riscontra

dal basso verso l‟alto con vortici deboli

in natura. Negli anni „70, quando nelle

ma poi negli angoli e tra gli anfratti si

vasche si tenevano per la maggioranza

depositavano sempre sedimenti dovuti

pochi

al

e

costosi

scheletro

di

pesci

e

madrepora,

qualche erano

detrito

che

conseguente

ricadeva, comparsa

con di

eclatanti i primi grossolani errori. Chi

cianobatteri. Alla fine degli anni „70,

non ricorda la moda delle colonne di

cominciarono ad andare di moda le

fumo bianco, aria pompata tramite un

pompe centrifughe d‟aiuto, le mitiche

compressore e diffusa con delle pietre

pompe powerjet tra le più comuni,

porose in ciliegio per dare quel effetto nebbia

affascinante?

quelle

vasche

movimento contesto

sterili

faceva

puramente

Insomma

in

anche

il

parte

di

decorativo

un e

artificiale.

corredate

di

ventose

per

essere

posizionate agli angoli o ai lati delle vasche. Pompe di portata non molto elevata sino 2000 l/h che, messe negli angoli, generavano dei movimenti di

Pagina 57

Reefitalia Magazine edizione Luglio/Agosto anno 2011


acqua

con

flussi

turbolenti e fastidiosi per gli animali. In quel periodo, alcuni autori

famosi

cominciarono

Correnti laminari continue o alternate; Flussi ampi e non violenti e multi direzionali (in mare le correnti cambiano direzione ogni 3-6-8 ore)

a

definire delle regole generali e a stimare che all‟interno delle vasche

reef,

densamente popolate di coralli duri, il movimento si sarebbe

dovuto

attestare attorno alle 20-30 volte il volume della vasca al netto. Vale a dire in una vasca

di

almeno

500

un

l

flusso

complessivo

di

10.000 l/h, anche se oggi sappiamo che di fatto non ci sono regole precise. “Più movimento

diamo

meglio

è”

delle

affermazioni

più

è

comuni,

che

il

vada

una basta

flusso

non

diretto

sugli

animali lambisca corrente

ma

li

con

una

a

strati

laminari sovrapposti, costante o meglio a intensità variabile e proveniente da più direzioni.

In

fondo,

come viene definito il

movimento nel

mare?

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Reefitalia Magazine edizione Luglio/Agosto anno 2011


Il ruolo biologico delle correnti di

coralli in fotosintesi, (3) asportare il

questo tipo è stato chiarito solo più

muco

tardi. Alla fine degli anni ‟80, infatti, è

stimolandone

stato evidenziato come tali correnti

impedire al detrito di depositarsi sugli

siano in grado di (1) muovere i polipi

animali evitando così il soffocamento,

dei coralli stimolandoli a reagire al

(5) rendere un ph costante in ogni zona

contatto con le prede e con le

della

particelle di cibo organico, (2) portare

ginnastica ai nostri pesci costretti a

via gli scarti dei polipi e dei tessuti dei

sedentarietà tra 5 vetri.

che

vasca

si la

e

forma

sul

nuova

infine

tessuto

sintesi,

(6)

far

(4)

fare

Ora passiamo alla simulazione sulla nostra vasca virtuale in allestimento, la solita degli articoli precedenti. Prendiamo in considerazione alcuni tipi di pompe proposte dal mercato e vediamo in quanti modi si può creare del movimento. Ricordiamoci di privilegiare le pompe dedicate, denominate stream, che in genere presentano un flusso laminare ampio.

Nelle foto 8-9 si possono osservare le pompe tradizionali

8

9

mentre nelle figure 10-13 sono raffigurate pompe specifiche per il moto ondoso

10

Pagina 59

11

12

13

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Ecco in una vasca semi allestita e con alcuni animali cosa accade con un flusso singolo e turbolento come quello di una pompa tradizionale (Fig. 14-16).

14

15

16

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Reefitalia Magazine edizione Luglio/Agosto anno 2011


Nei primi centimetri lungo la gittata,

dove si possono mettere gli animali).

la turbolenza può creare escoriazioni

Il risultato è che si dovrebbero usare

e

poi

molte di queste pompe puntandole

perdendo potenza, il flusso si allarga

verso i vetri e mai sulle rocce o

leggermente

animali,

gravi

danni

movimento

agli

animali;

generando attorno

(con

poco una

v

verde sono indicati gli unici punti

ma

ingombranti

oltre sono

ad

essere

esteticamente

brutte e pericolose.

Se invece si usano flussi laminari larghi allora le cose cambiano di molto per gli animali, per lâ€&#x;estetica e per la funzionalitĂ  (Fig. 17-18).

17

18

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Reefitalia Magazine edizione Luglio/Agosto anno 2011


In questo caso, vengono mossi molti più

della sua potenza effettiva. Inoltre, si

litri di acqua: in genere da 2000-3000

generano

per i nanoreef fino a 20.000-150.000 l/h

aspirazione

per vasche molto più grandi. Il flusso

smuovono anche le zone di acqua

largo

attorno

meno

violento

consente

di

correnti

di

molto

reflusso

piacevoli

consentendoci

di

in che

mettere

mettere animali anche sulla piena

meno pompe e di tenere i sedimenti

gittata

sempre

regolando

opportunamente

e

la

pompa

tenendo

conto

in

sospensione

per

essere

eliminati dalla tracimazione.

Con meno pompe anche il costo della

vedremo, è la possibilità di regolazioni

bolletta

elettroniche che, in aggiunta a controller

ne

(consideriamole

trae sempre

giovamento accese).

In

dedicati, possono modificare

le loro

media, i consumi si attestano da 5-12

portate in base alle ore del giorno e si

watt sino a 80-150 watt per veri mostri del

possono

mare.

modalità alternata (Fig. 19-20).

Un

altro

vantaggio,

come

accendere

19

e

spegnere

in

20

Oltre alle classiche pompe, si sono poi

magnetico.

evoluti modelli che risolvono il problema

potenti magneti in grado di sostenerle

del

meno

anche su cristalli da 20 mm di spessore e

importante, quello dell‟estetica all‟interno

che generano flussi ancora più ampi e

della vasca: le pompe a trascinamento

naturali (Fig. 21-23).

riscaldamento

21

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e,

non

Sono

pompe

dotate

di

22

Reefitalia Magazine edizione Luglio/Agosto anno 2011


La differenza con le cugine classiche è notevole ma i costi sono ancora elevati a

causa

di

una

tecnologia

che

consente anche di comandare le loro funzioni in wireless e di creare vere e proprie onde in vasca. (occhio ai muri di casa)

23

Il tipo di flusso piĂš largo (Fig. 24-25) permette una grande libertĂ  nel posizionare gli animali, con il vantaggio dei minimi ingombri e correnti di reflusso vorticose e laminari molto dolci in ogni punto.

24

25

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Il posizionamento di queste pompe dovrĂ  tenere conto in linea generale di semplici regole: 1. In genere si posizionano sui lati lunghi mediante magneti a corredo, 2. I flussi devono convergere verso le rocce o i vetri, evitando nei primi 30 cm di dirigerli direttamente sugli animali, 3. Regolare la potenza osservando le reazioni del sistema e le aree delle rocce per vedere se ci sono zone di ristagno. 4. Prevedere una acquisto di almeno 2 pompe poste alternate ai lati opposti 5. In caso di piĂš pompe studiare bene la forma e la tipologia di rocciata per mettere le pompe in direzioni diverse e opposte in modo da coprire tutto lo spazio da muovere (Fig. 26-30).

26

27

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28

29

30

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26

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Per la nostra vasca, abbiamo scelto 3 pompe di movimento tenendo conto della rocciata: 2 posizionate sullo stesso lato in direzioni diverse ed una sul lato opposto regolate in maniera alternata da un controller che genera i moti ondosi. La pompa posteriore invece crea il movimento in una zona poco accessibile tra rocce e coralli. In vasche grandi oltre i 1500 litri, si usano

effettuare infatti delle deviazioni e raccordi

spesso

prevalenza

con ugelli da cui fuoriesce lâ€&#x;acqua di

(ricordate quelle utilizzate per mandare

mandata, generando dal fondo della vasca

lâ€&#x;acqua

un flusso che impedisce zone morte di

pompe dalla

esterne vasca

di

alla

sump?)

per

complementare quelle interne. In questo

ristagno

tra

gli

anfratti

(Fig.

30).

Molti

caso, il tutto va progettato in fase di

tendono a sdoppiare anche i tubi di

costruzione della parte idraulica. Si possono

mandata (Fig. 31).

30

31

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Tra gli svantaggi di questo sistema, c‟è il fatto che raccordi e valvole vanno puliti frequentemente; le pompe di mandata consumano decisamente di più rispetto a quelle di movimento; la rocciata va pianificata bene perché in seguito non potrà subire modifiche consistenti.

Ci sono degli apparecchi chiamati ocean motion

che

raccolgono

i

flussi

delle

mandate e li deviano tramite un motorino a 360°, massimizzando anche l‟utilizzo delle sole mandate per il movimento (Fig. 32-35).

32

33 35

34

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35

Altro modo per creare un moto ondoso

molto

naturale

36

è

l‟impiego di apparecchi specifici che generano onde vere e proprie,

cullando

gli

animali

come nel mare. I generatori di onde

sono

stati

impiegati

inizialmente in grandi acquari e sono dei dispositivi che, tramite pompe apposite, si riempiono in maniera temporizzata di acqua della vasca. Successivamente, scaricano

quest'acqua

per

37

svuotamento generando l‟onda. In realtà, si possono costruire anche in vasche più piccole (almeno 2000 L) e occultare, al disopra della vasca, il dispositivo rappresentato da una cisterna che dopo riempita si svuota per troppo pieno nell‟acquario. (Fig. 36-40)

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38

39

40

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Col tempo si è cercato di ottenere un

e svuotare uno scomparto. L'acqua

movimento simile anche in piccole

spinta

vasche tramite generatori di onda

lâ€&#x;immediato

compatti, chiamati wavebox. Questi

piccola

dispositivi

lâ€&#x;oscillazione tipica del moto ondoso

sfruttano

una

normale

pompa interna che serve per riempire

con

violenza svuotamento

cisterna

interna,

genera della creando

(Fig. 41-45).

41 41

42 46

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43

44

45

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Per creare un movimento appropriato in

(anche con portate diverse) per generare

grandi vasche si possono adottare sistemi

in ogni punto correnti variabili, tenendo

in sinergia. Pompe, generatori di onde

conto anche della crescita e geometria

ecc.

dei coralli (Fig. 47-48).

vanno

scelti

opportunamente

47

48

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Reefitalia Magazine edizione Luglio/Agosto anno 2011


Qualcuno ad esempio ha riempito la

agli animali (Fig. 49).

vasca con molte pompe a potenza

Si è vero la pulizia di molte pompe è

ridotta per coprire tutto lo spazio

noiosa ma il risultato sul benessere degli

disponibile senza creare troppi fastidi

ospiti sarà notevole.

49

Come si può vedere in queste foto

animali tra loro tenendo pulito il

(Fig. 50-58), il movimento da ogni

nostro acquario che così sarà più

parte consente di accostare molti

naturale e funzionale

50

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Infine, ricordiamoci ogni 2-3 mesi di tirare fuori tutte le pompe di movimento e pulire le loro griglie con scovoli flessibili. Ogni cinque mesi è utile un bagno dell'attrezzatura in acqua e acido diluito allo scopo di eliminare le incrostazioni e le alghe calcaree, consentendoci di avere i nostri sistemi di movimento sempre al massimo dell'efficienza.

Un saluto e un ringraziamento a ReefItalia Francesco Spampinato aka Frenc99

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“questa edizione del nostro magazine finisce qui........ sperando che sia stata di vostro gradimento, vi rimandiamo alla prossima uscita che sarà ricca di tante sorprese e novità “

Un saluto a tutti dallo staff Reefitalia

Reefitalia Magazine Luglio/Agosto 2011


Reefitalia Magazine edizione Luglio/Agosto 2011!!!