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Anno 30 - N° 4 - € 0,50

Aprile 2011

Direzione, Redazione e Amministrazione: Via A. Airoldi, 9 - LECCO - Tel. 0341 364685 - Fax 031 860311 - E-mail: ilpuntostampa@fastwebmail.it - Spedizione in abbonamento postale - D.L. 353/2003 (conv. in L. 27/02/2004 n° 46) art. 1, comma 1, DCB Lecco

CONFINDUSTRIA LECCO: QUATTRO ANNI DI PRESIDENZA KELLER

Molti progetti realizzati a favore delle imprese

L’avventura dell’impresa nell’economia globale È in programma per lunedì 11 aprile alle ore 15.45 a Lecco, presso l’Auditorium “Casa dell’Economia” di via Tonale 30, la parte pubblica dell’Assemblea Generale di Confindustria Lecco 2011. “L’avventura dell’impresa nell’economia globale. Leggere i segni dei tempi, scegliere consapevolmente per il domani” è il titolo dell’appuntamento organizzato per la giornata, pensato per proporre un momento di approfondimento che, in primo luogo, possa tracciare i contorni degli scenari che le imprese sono chiamate ad affrontare. Dopo l’intervento del Presidente di Confindustria Lecco, l’incontro proseguirà con il contributo dato dall’intervento di Jacques Attali, scrittore e presidente di Planet Finance. Professore e scrittore con 54 libri pubblicati, Consigliere di Stato Onorario in Francia, consigliere speciale presso il Presidente della Repubblica Francese dal 1981 al 1991, fondatore e primo presidente della European Bank for Reconstruction and Development a Londra dal 1991 al 1993, Jacques Attali è oggi anche presidente di A&A, società di consulenza internazionale specializzata nelle nuove tecnologie. Per dare completezza al quadro delineato e per riflettere su quanto le scelte di oggi siano oggi al tempo stesso difficili e urgenti, sono stati coinvolti in una tavola rotonda nomi prestigiosi del mondo dell’imprenditoria, della finanza e della ricerca. Parteciperanno al dibattito, oltre allo stesso Jacques Attali, Luciano Maiani – Presidente CNR Consiglio Nazionale delle Ricerche, Massimo Ponzellini – Presidente Banca Popolare di Milano e Giuseppe Recchi – Presidente e Amministratore Delegato General Electric South Europe. Farà da moderatore Luca Orlando - Capo Redattore Economia de Il Sole 24 Ore. Chiuderà i lavori la presidente di Confindustria, Emma Marcegaglia.

A giugno 2007 inaugurando il suo mandato quadriennale il presidente di Confindustria Lecco, Franco Keller, ha dato il via a un inteso programma di progetti finalizzati al sostegno del tessuto manifatturiero del territorio. Le attività realizzate, a maggior ragione con il manifestarsi della crisi che ha colpito tutti i mercati proprio nel corso del quadriennio, si sono concentrate sullo sviluppo degli asset strategici delle imprese, l’internazionalizzazione e lo sviluppo delle risorse umane in primo luogo. Inoltre, hanno trovato spazio e progetti ad hoc una serie di tematiche centrali per il manifatturiero, fra le quali l’accesso al credito e la sicurezza. L’internazionalizzazione delle imprese del territorio è stato uno dei temi principali sui quali si sono focalizzati l’attenzione e l’impegno di Confindustria Lecco durante gli ultimi quattro anni di attività. Le iniziative legate a questo argomento sono state seguite e coordinate dalla Commissione Prospettive Internazionali, guidata dal Vicepresidente di Confindustria Lecco Giovanni Maggi, che ha lavorato a ritmi serrati per arrivare agli obiettivi posti all’inizio del mandato: monitoraggio dei principali mercati internazionali e ricerca di nuovi sbocchi per le imprese, avvio di azioni di formazione e informazione per gli associati, organizzazione di “Progetti Paese”. Tutti questi progetti sono stati portati avanti e fra le più importanti iniziative ha riscosso grande consenso il progetto Business Point: una operazione che, partendo dal difficile momento

congiunturale degli anni passati, si è prefigurata come utile mezzo per entrare in nuovi mercati o rafforzare le proprie posizioni. Il Business Point, infatti, ha come obiettivo il supporto all’attività commerciale delle imprese associate sui mercati esteri, con servizi personalizzati in grado di fornire informazioni aggiornate per lo sviluppo del busi-

ness su uno o più mercati stranieri. Negli ultimi anni si è assistito ad un cambiamento dell’approccio delle imprese nei confronti della formazione delle risorse umane, in risposta a un mercato complesso e globale dove le PMI si stanno evolvendo rapidamente verso modelli di business a maggiore valore aggiunto. Ma i cambiamenti di business hanno come conseguenze logica l’aumento della complessità gestionale, dei sistemi operativi prodotto-processo e dei sistemi di decision making e supportati dall’introduzione di sistemi automatizzati, di sistemi informatici e di nuove strutture organizzative. Tutto questo comporta sia lo sviluppo di ruoli tradizionali che di nuove

competenze per poter gestire la diversa complessità organizzativa. Lo sviluppo delle risorse umane diventa così una leva necessaria ed indispensabile e la formazione assume sempre più un ruolo strategico e Confindustria Lecco, anche attraverso le sue strutture collegate, è scelto dalle aziende come partner affidabile a supporto della crescita del proprie risorse umane. Particolarmente ricca l’offerta dell’Associazione in termini di progetti per la formazione, anche grazie ai supporti degli strumenti messi a disposizione dai finanziamenti pubblici e dai fondi paritetici interprofessionali (Fondimpresa e Fondirigenti) e gestiti a partire dal 2010 dal nuovo ente ECOLE – Enti Confindustriali Lombardi per l’Education del quale Confindustria Lecco fa parte. In parallelo all’attività di formazione, inoltre, l’azione di Confindustria Lecco si è sviluppata anche nei confronti delle scuole del territorio (scuole medie inferiori e superiori) con l’obiettivo in primis di orientare la scelta delle famiglie verso gli istituti tecnici che garantiscono uno sbocco occupazionale sicuro. Il tema delle disponibilità finanziaria è stato portato al centro dell’attenzione dalle difficoltà che si sono abbattute sull’economia e sulle imprese e la questione del credito è diventata sempre più centrale anche per Confindustria Lecco. A sostegno delle imprese, già negli anni 2007/2008 l’Associazione aveva stanziato ingenti fondi per raddoppiare il vantaggio di quelli segue a pagina 2




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Confindustria Lecco quattro anni di presidenza Keller

Molti progetti realizzati a favore delle imprese messi a disposizione dalla Camera di Commercio di Lecco per incentivare gli investimenti. Fra il 2008 e il 2010 poi, per fronteggiare le emergenze la cifra complessiva è stata sensibilmente incrementata e destinata a favorire l’accesso al credito abbattendo i costi delle garanzie, i tassi di interesse e le commissioni. Solo lo scorso anno, inoltre, la sede lecchese di CONFIDI ha garantito finanziamenti per circa 55 milioni di euro, istruendo 230 pratiche, forte anche della

sua appartenenza a CONFIDI Lombardia che, convenzionato con oltre 80 banche, si pone come garante su finanziamenti bancari. Portando a realizzazione il progetto confindustriale di aggregare l’esperienza dei singoli CONFIDI provinciali, senza snaturare le singole specificità, CONFIDI Lombardia ha consentito di accorpare volumi d’affari e patrimoni a supporto consentendo di divenire soggetti vigilati da Banca d’Italia. Il tema della sicurezza e prevenzione sui luoghi di lavoro

è una delle questioni centrali sulle quali Confindustria Lecco è da sempre attiva a sostegno delle imprese associate, con particolare riferimento alle PMI del settore manifatturiero. Molteplici le iniziative messe a punto dall’Associazione con la finalità di affiancare le imprese nell’adeguamento rispetto agli adempimenti previsti dal Testo Unico sulla Sicurezza, realizzate grazie ad una struttura competente e recentemente implementata con nuove figure.

La definizione della CHECK LIST DELLA SICUREZZA e il servizio CHECK UP SICUREZZA, attivati nell’ultimo quadriennio, sono un esempio significativo dei progetti concepiti e portati avanti da Confindustria Lecco. Ha invece preso il via a febbraio 2011 il progetto formativo OBIETTIVO SICUREZZA, che rappresenta uno dei frutti più importanti del percorso compiuto sinora dall’Associazione nell’ambito della sicurezza sui luoghi di lavoro.

CINZIA COGLIATI È IL NUOVO PRESIDENTE DEL COMITATO PICCOLA INDUSTRIA DI CONFINDUSTRIA LECCO Il nuovo Comitato Piccola Industria di Confindustria Lecco, composto dai Delegati eletti nei giorni scorsi dalle Assemblee dei Gruppi Merceologici, si è riunito per la prima volta il 22 marzo, in Via Caprera e ha eletto all’unanimità il nuovo presidente, Cinzia Cogliati. Secondo quanto previsto dallo statuto, il nuovo Presidente siederà anche nel Consiglio Direttivo dell’Associazione.

Alla guida della Cogliati Aurelio di Lecco, Cinzia Cogliati ha affiancato nel precedente mandato con il ruolo di Vicepresidente Ercole Zuccoli, che le ha ceduto il testimone della Presidenza. Il Comitato ha anche eletto il Vicepresidente, nella persona dello stesso Ercole Zuccoli, e il rappresentante del Comitato chiamato con Ercole Zuccoli a far parte della Giunta di Confindustria Lecco, nella persona di Riccardo Riva.

“Spesso ci si chiede quale sia il ruolo delle Piccole e Medie Imprese nello sviluppo dell’economia nazionale – ha affermato Cinzia Cogliati. Ebbene, credo di essere in sintonia con i colleghi nel rispondere che le PMI sono una risorsa fondamentale per Paese”. “Le realtà imprenditoriali che ora ho l’onore di rappresentare - ha continuato la neoeletta Presidente - sono sempre state caratterizzate dalla prontezza e dall’abitudine a fronteggiare piccoli e grandi sacrifici. Ed è proprio in virtù di questa caratteristica, della conoscenza approfondita degli sforzi e delle fatiche necessarie ad affrontare le sfide di tutti i giorni che oggi, rapportandoci ad un mercato difficile e pieno di insidie, riusciamo a trovare quel coraggio, quella forza e quella voglia necessari ad andare avanti, guardando al futuro con la consapevolezza della nostra missione: difendere e valorizzare le nostre aziende. Sono cosciente del fatto che non potremo certo ridare smalto all’economia solamente lavorando a que-

sto tavolo, purtroppo, ma sono altrettanto certa che, operando come sempre uniti e convinti, il nostro contributo potrà rivelarsi tangibile e determinante”. Ercole Zuccoli, che ha aperto l’incontro del giorno 22, ha invece ricordato le iniziative più significative realizzate dal Comitato nell’ultimo periodo, da INDUSTRIAMOCI – PMI Day, che aderendo alla “Giornata nazionale della piccola e media impresa” ha aperto le porte delle piccole imprese alle scuole del territorio, a quanto messo in campo in materia di accesso al credito, con particolare riferimento all’accordo “Crescere insieme alle Imprese” sottoscritto a livello nazionale da Intesa Sanpaolo e Piccola Industria. Alla riunione di insediamento del Comitato erano presenti anche il Presidente nazionale della Piccola Industria e Vicepresidente di Confindustria, Vincenzo Boccia, e la Presidente Piccola Industria di Confindustria Lombardia, Ambra Redaelli.

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Il successo di InteGRa.Form, la partecipazione a OMAT Milano e SMAU Roma, l’Osservatorio TeSeM del Politecnico, il gestionale internazionale e tante altre evoluzioni

Un 2011 pieno di energia per Agomir S.p.A. Intervista a Mario Goretti, Amministratore Delegato Agomir S.p.A.

“La sensazione è che ci stiamo muovendo con la giusta energia e in modo equilibrato su diversi fronti, in linea con il nostro core business e la nostra mission”, esordisce Mario Goretti, Amministratore Delegato di Agomir S.p.A., la società che si occupa di infrastrutture informatiche e produzione di software all’interno del gruppo lecchese G.R. Informatica, che proprio quest’anno festeggia i trent’anni di attività sul territorio. “Le scorse settimane abbiamo parlato della nuova soluzione web InteGRa. Form, per la creazione di documenti modulari e relativa distribuzione digitale anche attraverso cicli di approvazione: i primi risultati sono molto buoni – spiega Mario Goretti - sia come riscontri avuti durante gli eventi di presentazione al mercato diretto e indiretto, sia come installazioni a livello pratico sui clienti finali”. InteGRa.Form sarà anche uno dei principali prodotti che Agomir presenterà, i prossimi 5 e 6 aprile, ad OMAT Milano, l’evento che dal 1990 riunisce aziende, istituzioni, utenti ed esperti per discutere sul tema della gestione documentale e della digitalizzazione dei flussi di lavoro. “Abbiamo deciso di essere presenti per la

prima volta ad OMAT Milano – spiega Goretti – perché riteniamo che la nostra suite InteGRa possa rispondere, in modo efficace ed efficiente, alle diverse esigenze di gestione di documenti e processi delle PMI, come dimostrato anche da casi pratici di successo che stiamo presentando al mercato, con la collaborazione di alcuni nostri clienti, testimonial durante i nostri appuntamenti”. Sempre in tema di fiere ed eventi, Agomir ha da poco partecipato all’edizione romana di SMAU, lo scorso 30 e 31 marzo. “SMAU Roma rappresenta una tappa importante del percorso che abbiamo in atto, volto all’ampliamento dei nostri orizzonti operativi attraverso una rete indiretta composta da aziende che possano agire con qualità nella proposta dei nostri prodotti e servizi”, conferma Goretti. A Roma, così come in altre situazioni, Agomir ha saputo differenziarsi anche per la proposta di InteGRa.Asset, un software dedicato alla gestione della manutenzione degli impianti e dei mezzi in movimento, adottato anche dalla Piccola e Media Impresa attenta a questa tematica. “A tal proposito, abbiamo appena siglato con soddisfazione – prosegue Goretti – un rapporto di partnership con il Poli-

tecnico di Milano all’interno del neonato Osservatorio sulle Tecnologie e Servizi per la Manutenzione (TeSeM), che si pone sul mercato come un punto di osservazione privilegiato sulle innovazioni in questa area”. L’Osservatorio TeSeM ha come oggetto di studio tutti i temi pertinenti l’innovazione della manutenzione quali le tecnologie diagnostiche, i sistemi informativi e ICT di supporto, le pratiche di ingegneria di manutenzione, riservando una particolare attenzione alle conseguenze sul business aziendale e ai cambiamenti organizzativi indotti dalle innovazioni studiate. Nell’ottica di un percorso di internazionalizzazione, Agomir ha inoltre da poco firmato un importante accordo con Dedagroup, gruppo trentino attivo da tempo nel panorama IT nazionale, per la distribuzione di Semiramis, un gestionale web di seconda generazione prodotto da Comarch, azienda leader mondiale in ambito IT, con 3.500 addetti ed oltre 57.000 aziende clienti. “L’accordo con Dedagroup per la distribuzione di Comarch Semiramis – conferma Goretti – è giunto dopo una serie di analisi e valutazioni approfondite, perché volevamo

dotarci anche di una soluzione gestionale di caratura internazionale, per portare e consolidare la nostra esperienza anche su aziende di media-grande dimensione, aperte all’innovazione e all’internazionalizzazione”. Nel frattempo proseguono le attività interne per lo sviluppo di InteGRa 3.1 e di Primula 7.0, la nuova versione del gestionale di Agomir, tradizionalmente rivolto alle PMI, ora fruibile anche in modalità SaaS (Software as a Service), ad esempio con un canone mensile di utilizzo, grazie al potenziamento della server farm dell’azienda lecchese. “Grazie alla nostra trentennale esperienza e alla corposità della nostra offerta software ed hardware, possiamo spaziare dalle logiche del gestionale tradizionale alla digitalizzazione di documenti e processi, dal controllo della manutenzione dei beni aziendali alla progettazione di sistemi e infrastrutture di comunicazione: una sicurezza per noi, ma soprattutto per i nostri clienti”, conferma Goretti. Non solo software quindi, ma anche competenza ed esperienza su reti e sistemi. Una risposta completa alle diverse esigenze informatiche delle imprese.




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Dal 26 marzo al 29 maggio alla Casa dei Costruttori

La provincia di Lecco in mostra all’ANCE di Lecco La mostra propone un forte coinvolgimento multimediale dei cittadini nella pianificazione del territorio - Numerosi gli appuntamenti in programma - Visite guidate e laboratori

Far conoscere il territorio con strumenti innovativi e coinvolgere attivamente i cittadini nella sua pianificazione: sono questi gli obiettivi dell’evento espositivo “Scopri il Tuo territorio: la provincia di Lecco si mette in mostra”, che si è inaugurato Sabato 26 marzo presso la Casa dei Costruttori ANCE Lecco e resterà aperto fino al 29 maggio prossimo. “Una iniziativa che si rivolge ai cittadini della nostra provincia, a cominciare dai più giovani, per permettere loro di conoscere meglio e più da vicino il territorio in cui vivono. Solo chi conosce può infatti contribuire a decidere consapevolmente” ha spiegato l’Assessore provinciale al Territorio, Gianluca Bezzi. E in effetti la mostra nasce per favorire una lettura a 360 gradi del territorio della provincia di Lecco e dei caratteri fondanti la sua specifica identità, a partire dal Piano Territoriale di Coordinamento Provinciale attualmente in vigore e dal nuovo strumento, il Database Topografico, un’innovativa cartografia tecnica in formato digitale, aggiornata e condivisa tra i diversi enti, che costituisce il riferimento geografico per i sistemi informativi territoriali e sostituirà le attuali cartografie numeriche. “Il territorio è tutto: è ambiente, sport, cultura, sicurezza, istruzione, trasporti e infrastrutture. Nel territorio, infatti, ognuno di noi vive, studia, lavora. E la qualità della sua esistenza personale e professionale dipende, in buona parte, dalle scelte di programmazione nell’uso del territorio stesso che vengono compiute a livello comunale, provinciale e regionale” ha sottolineato l’Assessore al Territorio della Provincia di Lecco, Gianluca Bezzi. “Ciò a maggior ragione a partire dalla approvazione della LR 12/2005, che ha radicalmente innovato l’approccio in tema di programmazione, pianificazione e gestione del territorio e introdotto nuovi strumenti per favorire una visione più dinamica di questa attività strategica, al fine di renderla più coerente all’evoluzione di una comunità locale e dei suoi bisogni”. Attraverso le suggestive ortofoto dell’intero territorio provinciale, ma anche per mezzo di strumenti multimediali e cartografici, la mostra intende dunque far scoprire ai cittadini ciò che sul territorio esiste e magari non si vede, le trasformazioni che si sono prodotte nel tempo e i processi di evoluzione determinati da scelte urbanistiche, ambientali ed economiche.

Un evento, che, attraverso il nutrito programma di visite guidate gratuite e laboratori didattici mirati sulle specifiche caratteristiche delle scuole di ogni ordine e grado condotte da MateriaViva (informazioni e prenotazioni: 0341.6730895 da lunedì a venerdì dalle 9.30 alle 12.30), prevede di far affluire all’ultimo piano della sede dell’ANCE di Lecco migliaia di visitatori: “Fin da quando abbiamo pensato a questa nostra sede – ha affermato Mario Sangiorgio, presidente dei costruttori lecchesi - abbiamo voluto che essa potesse essere “Casa dei Costruttori”, e dunque riferimento per le nostre imprese, ma anche spazio aperto per eventi di grande richiamo, in dialogo con la città e il territorio. E la mostra che si inaugura quest’oggi ne è un esempio. Da parte nostra c’è l’auspicio che, proprio a partire da questo evento e dai numerosi appuntamenti di approfondimento inseriti nel programma di questi due mesi, si possa sviluppare un dialogo sempre più stretto e un confronto sempre più positivo con le Istituzioni locali e il mondo della progettazione: un circolo virtuoso che, partendo dai bisogni della società, sappia dare risposte innovative e di qualità al territorio in cui viviamo ed operiamo”. Del legame tra architettura e pianificazione ha parlato il Vice-presidente degli architetti, Livio Dell’Oro: “Se guardiamo e viviamo un territorio o una parte di esso, vediamo il costruito, gli edifici. Ognuno di questi è stato fatto per rispondere ad un bisogno, umano. Quindi, la progettazione assume un ruolo determinante nella responsabilità di connotare il territorio di nuovi elementi che influiranno, per molto tempo, sul paesaggio e sull’ambiente. Come rispondere a questa responsabilità? Con la qualità dell’architettura”. Ma i nuovi strumenti di governo del territorio richiedono, anche e soprattutto, partecipazione. Lo ha ricordato anche il Vice-sindaco del Comune di Lecco, Vittorio Campione: “Come città capoluogo siamo arrivati alla fase finale del percorso che ci poterà a breve a varare il nuovo PGT. Abbiamo puntato molto sul coinvolgimento dei cittadini per ascoltare le loro richieste e far conoscere gli indirizzi dell’Amministrazione comunale. Nei prossimi mesi questo dialogo si intensificherà ulteriormente. Crediamo in uno strumento che sia frutto di un confronto partecipato”. A chiudere l’inaugurazione l’Assessore regionale alla Famiglia, Solidarietà sociale, Conciliazione ed Integrazione, Giulio Boscagli: “Questo evento deve essere

anche un ulteriore forte richiamo a tutti quei comuni, e sono un migliaio in tutta la regione, che non hanno ancora approvato un proprio PGT ad entrare nello spirito autentico di questo strumento di pianificazione del territorio. Una pianificazione che deve fare i conti, in una logica di sussidiarietà, con i sempre nuovi bisogni di cui le famiglie sono portatrici”. Tre, in particolare, le sezioni principali attraverso le quali si snoda il percorso espositivo, progettato dall’arch. Gemma Mauri. La prima, “Il viaggio di scoperta”, ha inizio da una postazione multimediale touch-screen, attraverso la quale il visitatore può, in modo immediato, simulare un viaggio aereo nella provincia, muovendosi sulle ortofoto del Database Topografico ed effettuando “zoom” a piacere. Nella stessa postazione è possibile scoprire come, a partire dalle ortofoto, viene costruita la cartografia tecnica. La seconda sezione, “Conoscere il territorio” si sviluppa sulla grande chiostra che attraversa longitudinalmente la sala espositiva e sui pannelli che costituiscono altrettante occasioni di approfondimento: dalle antiche mappe ai più recenti strumenti topografici; l’evoluzione di Lecco e della Brianza negli ultimi trent’anni; le eccellenze del territorio. Un’apposita stazione dimostrativa rivela come funziona il Database Topografico, con l’ausilio di tecnici esperti. Nella terza sezione, “Lo spazio prende forma”, viene proposta la raffigurazione di alcune “città ideali”: dalla conoscenza del territorio si passa alla progettazione, secondo modelli da osservare, valori da perseguire, norme da rispettare. La mostra, che sarà ad ingresso libero (da lunedì a venerdì: 9.00 - 12.00 e 15.00 - 18.00; sabato: 15.00 - 19.00; domenica: 10.00 - 13.00 e 15.00 - 19.00), conta su il patronato di Regione Lombardia, il patrocinio e il contributo di Camera di Commercio di Lecco e Fondazione Cariplo, il patrocinio del Comune di Lecco e delle due Comunità Montane della Provincia, la collaborazione del Politecnico di Milano Polo Regionale di Lecco, il contributo di ANCE Lombardia, Confindustria Lecco, Confcommercio Lecco, API Lecco e CDO Lecco e il supporto di molteplici realtà aziendali del territorio (tra le quali HOLCIM come Platinum sponsor; ALER Lecco, Larioreti Holding SpA e Banca Fideuram come Gold Sponsor; Banca Lecchese, ACEL Service Srl e Morganti Kapriol SpA come Silver sponsor).

Un ricco programma di appuntamenti Per tutta la durata della mostra, sarà proposta una serie di incontri che permetteranno di approfondire il tema della pianificazione territoriale oltre che di scoprire aspetti diversi del territorio della provincia di Lecco. Giovedì 7 aprile - ore 18.30 Il Quaderno del territorio: uno strumento per conoscere la provincia di Lecco L’Assessorato al Territorio della Provincia di Lecco presenta un volume che sintetizza, per aree tematiche, lo stato di attuazione del PTCP e apre la discussione della sua possibile evoluzione. Giovedì 14 aprile - ore 21.00 Istanti: percorsi fotografici in provincia di Lecco Il territorio della provincia visto in maniera inedita, attraverso gli scatti aerei del fotografo lecchese Alberto Locatelli. Giovedì 28 aprile - ore 18.30 Il Database Topografico L’Arch. Emilio Guastamacchia e l’Ing. Marco Scaioni del Politecnico di Milano presentano a tecnici e professionisti il nuovo Database Topografico della Provincia di Lecco. Giovedì 5 maggio - ore 21.00 Un volo nel passato L’archeologo Stefano Pruneri ripercorre l’evoluzione del territorio lecchese e dei suoi elementi umani e naturali attraverso la lettura di carte storiche e fotografie aeree. Giovedì 12 maggio - ore 18.30 Una pianificazione per lo sviluppo Convegno sul tema del rapporto tra pianificazione, processi di sviluppo economico e sociale e valorizzazione ambientale del territorio. Giovedì 19 maggio - ore 15.00 Cave e recupero: la filiera virtuosa e sostenibile Convegno sulle nuove tecniche di escavazione e di recupero delle cave nell’ottica della sostenibilità ambientale: i casi di successo. Giovedì 26 maggio - ore 18.30 Il volto urbano Convegno sul tema della relazione tra pianificazione e architettura.




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Confartigianato Imprese Lecco: colpiti soprattutto il metallurgico, l’alimentare e i trasporti

Materie prime, torna l’allarme prezzi

Scatta nuovamente l’allarme per il balzo verso l’alto dei prezzi delle materie prime, che sul nostro territorio colpisce in primo luogo gli artigiani del metallurgico e rischia di vanificare i leggeri segnali di ripresa che si erano manifestati all’inizio dell’anno. Il fenomeno sta coinvolgendo trasversalmente numerose categorie artigiane, come risulta dalle rilevazioni dell’Ufficio Studi di Confartigianato: da gennaio 2010 a gennaio 2011 la media dei rincari, a livello nazionale, avrebbe sfiorato il 33%, con effetti dirompenti sui costi sopportati dalle imprese per l’acquisto di beni necessari alla produzione. Tradotto in denaro, si parla di un impatto potenziale di 155 miliardi di euro in più in un anno. I settori più colpiti sono appunto il metallurgico, con rincari medi del 37%, l’alimentare, con aumenti del 39,3%, e l’autotrasporto. Se si va ad esaminare nel dettaglio, la situazione appare ancora più grave: lo stagno, ad esempio, è aumentato del 65% in un anno, mentre il frumento è lievitato del 73%. La fiammata dei prezzi sta quindi mettendo a dura prova i nostri imprenditori, costretti a comprimere i margini di utile, già abbastanza risicati. I problemi derivano in gran parte dalla difficoltà di mantenere invariati i prezzi preventivati al momento del-

Fondartigianato, un’opportunità preziosa Fondartigianato è il Fondo Interprofessionale per la Formazione Continua previsto dalla legge 388/2000, con la quale si delega ad Enti di natura privatistica, costituiti dalle parti sociali, la gestione dei contributi versati dalle aziende per la formazione e l’aggiornamento di tutti i propri dipendenti, con esclusione solo degli apprendisti. E’ appena stato pubblicato il nuovo bando che permette alle aziende aderenti l’erogazione di formazione gratuita per i propri dipendenti nei seguenti ambiti: - SVILUPPO TERRITORIALE - PROMOZIONE DI POLITICHE DI SOSTEGNO - FORMAZIONE RIVOLTA ALLE FILIERE E AI DISTRETTI PRODUTTIVI - FORMAZIONE NELLE MICRO IMPRESE - FORMAZIONE SULL’INNOVAZIONE PRODUTTIVA, QUALI LE ENERGIE RINNOVABILI - FORMAZIONE LEGATA A INVESTIMENTI TECNOLOGICI - FORMAZIONE NON OBBLIGATORIA NELL’AMBITO DELLA PREVENZIONE DEGLI INFORTUNI E DELLA TUTELA DELLA SALUTE E SICUREZZA DEL LAVORO Le aziende interessate ad avere informazioni su queste opportunità possono contattare l’ufficio Formazione di Confartigianato Imprese Lecco. tel. 0341250200

l’acquisizione delle commesse. Nel periodo che intercorre fino alla consegna del prodotto finito, i continui rincari dei prezzi da parte dei fornitori rosicchiano il margine di profitto dell’artigiano fino ad annullarlo, o nel peggiore dei casi costringendolo a lavorare in perdita. L’emergenza, che da diversi anni dispiega i suoi effetti alternando periodi di relativa calma a improvvisi aumenti esponenziali, coinvolge, oltre ad officine meccaniche, trafilerie e carpenterie, anche tutti coloro che si servono di semilavorati metallici, come le imprese di costruzioni che utilizzano grandi volumi di tondini d’acciaio, o gli installatori d’impianti che impiegano tuberia di varia natura. “Confartigianato Imprese Lecco – spiega Daniele Riva (a fianco), presidente dell’Associazione – sta monitorando la situazione, consapevole dei rischi che corrono le imprese e l’occupazione. Stiamo interpellando i nostri imprenditori per analizzare il problema e proporre misure utili ad alleviare la sofferenza dei comparti coinvolti dagli aumenti. Ma si tratterà di palliativi: per affrontare le carenze strutturali del sistema sarà necessario intervenire a livello nazionale ed europeo, portando le istanze dei “piccoli” all’attenzione delle istituzioni economiche e politiche. Con i tempi che è facile immaginare”. “Fra le richieste avanzate da Confartigianato – ribadisce il direttore Paolo Galbiati (a fianco) - figura l’ottenimento di un provvedimento che preveda un meccanismo di adeguamento delle tariffe: i committenti dovrebbero riconoscere, per le commesse già in atto o i contratti a lungo termine, almeno gli aumenti ef-

fettivi delle materie prime. Un altro utile accorgimento per attutire l’impatto degli aumenti deriverebbe poi dalla piena applicazione della legge sulla subfornitura, che prevede tempi massimi di pagamento di 60 giorni. Infine, si chiede di dare maggior forza agli osservatori di mercato delle Camere di Commercio, per evitare che si verifichino casi di aggiotaggio o speculazioni illecite”. “Il settore alimentare - conferma Luca Butti, presidente alimentaristi - dagli ultimi mesi del 2010 ha subito aumenti che vanno dal 20 al 40%, addirittura del 60% nella parte che riguarda il confezionamento dei prodotti. Non potendo intervenire sui prezzi di vendita, fermi già da più di un anno, è evidente che siamo costretti a ridurre drasticamente il nostro margine di guadagno”. L’emergenza dispiega i suoi effetti anche in altri settori: “Le nostre imprese - sottolinea Luigi Longoni, presidente della categoria Autotrasportatori - stanno sopportando un’inaccettabile speculazione ad opera dei mercati finanziari. Nel luglio 2008, con il petrolio a 150 dollari al barile, pagavamo per la benzina 1,528 euro per litro; oggi ce ne chiedono altrettanti con il barile a 104 dollari. Lo stesso vale per il gasolio, aumentato del 51% negli ultimi due anni. I conti non tornano. Le scorte, in realtà, sono più che sufficienti, dunque sono le manovre speculative sulle quantità già stoccate nei mesi scorsi a provocare questi paurosi aumenti. In aggiunta, la nostra tassazione nazionale dei carburanti è una delle più pesanti in Europa. Auspichiamo – conclude Longoni - che il Governo si attivi subito con un piano per arginare la situazione, intervenendo sulle accise e diminuendo il prezzo del carburante”.

12 APRILE, VIA CRUCIS CON L’ANAP Martedì 12 aprile alle ore 20, il Gruppo Pensionati ANAP Lecco organizza la tradizionale Via Crucis nel parco della sede. Al termine, scambio degli auguri pasquali. Tutti sono invitati a partecipare: la facilità del percorso consente di seguire la cerimonia anche alle persone con difficoltà di movimento. Ai presenti verrà distribuita la pubblicazione “Con te sulla via del Golgota”, curata dal nostro responsabile fiscale Armando Dragoni e illustrata con opere realizzate dalle famiglie dell’oratorio di Lierna.




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L’Associazione di via Pergola si è attivata presso il Ministero dello Sviluppo

Fotovoltaico: Api Lecco contro il decreto Romani

Bonaiti: “Pesanti conseguenze economiche, occupazionali e di strategia energetica” L’Api di Lecco lancia l’allarme sulle conseguenze del Decreto Romani, approvato lo scorso 3 marzo dal Consiglio dei Ministri. Il testo, che rappresenta una pesantissima minaccia al futuro delle energie rinnovabili, ha scatenato le preoccupazioni dell’Associazione di via Pergola che è prontamente intervenuta comunicando con una lettera il proprio dissenso al Ministro della Sviluppo Economico, l’Onorevole Paolo Romani. Con l’approvazione del decreto legislativo varato dal Governo per recepire la direttiva europea 2009/28/CE sulle rinnovabili, i premi del terzo conto energia si applicheranno solo agli impianti allacciati alla rete elettronica entro il 31 maggio 2011. “Il provvedimento rischia di essere un colpo mortale per il settore del fotovoltaico italiano: cassa integrazione per le unità impegnate nel settore, blocco degli investimenti per i prossimi mesi, blocco delle assunzioni e perdita di qualificati posti di lavoro, blocco degli ordinativi già in corso e dei contratti già stipulati - ha scritto il Presidente dell’Api di Lecco, Riccardo

Bonaiti, nella lettera inviata al Ministro – Il decreto rischia di provocare una battuta d’arresto per uno dei pochissimi settori che stava reggendo la crisi e porterà alla decimazione di molte piccole aziende che hanno già sostenuto gli investimenti in forza degli incentivi in vigore e che non saranno in grado di allacciarsi alla rete prima della scadenza prevista. Per chi ha progetti autorizzati, finanziati o in corso, rientrare nella data prevista è un’ipotesi quanto meno aleatoria: ecco perché alcune sigle hanno addirittura definito “incostituzionale” il provvedimento. Di tutti gli impianti già in fase di costruzione, infatti, meno del 20% riuscirà a conseguire l’allacciamento mentre il restante 80% si troverà, con ogni probabilità, gravemente penalizzato”. Oltre al risvolto economico ed occupazionale, impedire lo sviluppo di questo settore delle energie alternative di immediata attuazione, costituisce di fatto un arresto di quella politica nazionale di differenziazione strategica delle fonti energetiche che dovrebbe oltremodo essere incoraggiata dal nostro Paese, anche in relazione alla onerosa dipendenza energetica da Paesi Terzi,

la cui criticità è per altro messa in ulteriore evidenza dalle attuali vicende geopolitiche. Per questi motivi l’Api di Lecco ha

chiesto un impegno esplicito al Ministro Romani, invitandolo a prendere adeguati provvedimenti a partire dalla prossima seduta del Consiglio dei Ministri.

Martedì 15 marzo, alle 9.00, presso la sede di via Pergola

Quattro classi del “Fiocchi” a scuola di sicurezza L’incontro rientra nel progetto di sperimentazione realizzato dall’Istituto lecchese in collaborazione con Api e le altre associazioni imprenditoriali

Martedì 15 marzo, alle 9.00, la sala conferenze dell’Api di Lecco di via Pergola ha ospitato un incontro sul tema della sicurezza sul posto di lavoro rivolto a quattro classi seconde dell’Istituto professionale lecchese “Fiocchi”, due del settore elettrico-elettronico e due del settore meccanico. L’appuntamento rientra all’interno dell’iniziativa sperimentale “Progetto alternanza scuola-lavoro” a cui l’Api di Lecco ha aderito unitamente alle altre associazioni imprenditoriali del territorio. L’obiettivo del progetto è quello di mi-

gliorare il rapporto scuola-lavoro e affrontare il tema della sicurezza sul lavoro sia dal punto di vista educativo che sotto il versante tecnico-produttivo. Relatori della mattinata l’imprenditore Davide Gianola della “Impianti Elettrici Enrico Gianola Sas”, e Luca Redaelli della Società “Tecnohabitat”. “Durante la mattinata abbiamo spiegato agli studenti cosa è necessario fare in azienda per garantire la sicurezza dei lavoratori – ha spiegato Gianola – il nostro obiettivo è quello di sensibilizzare sul tema del-

la sicurezza non solo sotto l’aspetto normativo ma anche fornendo nozioni pratiche”. “Ai ragazzi abbiamo inoltre illustrato quali sono i documenti che un’azienda deve predisporre quando avvia un’attività di cantiere dove deve essere tutelata la sicurezza sia del fornitore che del cliente presso il quale viene svolto il servizio” ha concluso Redaelli. “I temi su cui vertono gli incontri in programma all’interno del progetto riguardano soprattutto la sicurezza in azienda – ha spiegato il responsabile dell’Area Formazione Domenico Calveri – Come associazione per noi è importante diffondere la cultura della sicurezza non solo per il sistema dell’istruzione e per le imprese, ma anche per l’intero territorio. Riteniamo necessario inoltre – ha concluso Calveri – che questo tema venga trattato con i giovani integrando le nozioni fornite dalla scuola con l’esperienza degli imprenditori del settore”.




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INDAGINE CONGIUNTURALE RAPIDA – FEBBRAIO 2011 Nell’ambito delle collaborazioni avviate fra Confindustria Lecco e Confindustria Como sono state congiuntamente attivate, con il mese di febbraio 2011, le Indagini rapide qualitative e gli Osservatori congiunturali semestrali di natura quantitativa. Entrambe le indagini sono svolte mediante la somministrazione di brevi questionari a risposta multipla, e i risultati prodotti includono elementi aggregati e disaggregati, approfondimenti per settori merceologici di attività e per classi dimensionali. L’azione sinergica delle due Associazioni territoriali nell’effettuare le rilevazioni e le analisi consente di cogliere congiuntamente caratteristiche distintive e analogie tra i due territori, fornendo alle industrie uno strumento ancora più efficace per “leggere” e interpretare la congiuntura economica locale. La prima edizione 2011 dell’Osservatorio rapido riferito al mese di febbraio ha rilevato le tendenze dell’andamento economico, produttivo e occupazionale considerando le variazioni rispetto al mese precedente. Sono state inoltre esaminate le dinamiche relative all’approvvigionamento delle materie prime e ai rapporti con gli istituti di credito. Gli indicatori monitorati esprimono uno scenario di sostanziale stabilità, con alcuni elementi positivi che descrivono performance in crescita. La domanda registra una fase favorevole, soprattutto nel caso degli ordini oltre confine, l’attività produttiva si rivela in crescita e l’orizzonte temporale di visibilità pare allungarsi. Nel dettaglio, sul fronte della domanda, l’indagine rapida evidenzia un aumento degli ordini per il 32% del campione, mentre solo il 20% indica una riduzione. Si attesta al 48% il numero dei soggetti che indicano invece una stabilità rispetto ai livelli di inizio anno. Esistono alcune differenze rispetto ai mercati geografici di interesse. Gli ordini provenienti dall’estero rivelano le performance migliori, con una crescita per oltre un terzo dei giudizi (il 35%) e stabilità nel 48%. La domanda interna, invece, accusa maggiormente il colpo: nonostante il 55% del campione comunichi il mantenimento dei livelli, i giudizi che indicano contrazione (24%) supe-

rano quelli che esprimono una crescita (21%). Supportata dalla domanda estera, l’evoluzione dall’attività produttiva si rivela positiva. Il 29% delle imprese comunica un incremento, il 55% segnala stabilità e solo il 16% una diminuzione. In media, il campione rivela di utilizzare circa il 69% della capacità produttiva disponibile. Il dato è decisamente superiore ai minimi evidenziati durante le fasi più critiche della recessione nel 2009 ma, allo stesso tempo, è un chiaro indicatore del fatto che, per molte imprese, i livelli pre-crisi sono ancora lontani. Su fronte previsionale le imprese del campione esprimono fiducia e segnalano ipotesi di aumento: si attesta al 31% il numero di coloro che attendono una crescita della domanda mentre il 63% prevede il permanere degli attuali livelli, confermando per le prossime settimane uno scenario nel complesso invariato. Solo il 6% invece comunica previsioni negative. L’analisi dell’orizzonte temporale di visibilità sulla domanda delinea una situazione senza particolari criticità. Più della metà del campione, il 54%, rivela di avere visibilità per poche settimane (inferiori ad un mese), il 40% per qualche mese e infine il 6% per oltre un quadrimestre. La solvibilità dei clienti delle aziende aderenti all’indagine mostra invece qualche segnale di criticità: mentre il 62% comunica una situazione invariata, il 30% ha registrato un peggioramento nel rispetto degli impegni di pagamento. Infine, l’8% rivela un peggioramento. Sul versante delle materie prime, l’osservatorio descrive una situazione omogenea e conferma l’esistenza di alcune difficoltà legate ai costi per l’approvvigionamento. Mediamente nel 70% dei casi, metalli (ferrosi e non), prodotti tessili, materie plastiche, prodotti chimici e altri materiali sono risultati più costosi per le imprese del campione rispetto a quanto registrato nel trimestre finale del 2010. In aggiunta, per un’impresa su tre l’incremento di costo è stato superiore al 10%. Nei rapporti tra le imprese e il sistema creditizio lo scenario rivela una generale stabilità (segnalata per il 76% dei casi). Un’impresa su 5, per contro, comunica

l’esistenza di condizioni peggiori relative all’aumento di spread e commissioni. In casi minori si tratta di una maggior richiesta di garanzie. Il quadro occupazionale appare sostanzialmente stabile: il giudizio prevalente è il mantenimento dei livelli (indicato nel 61% del campione) che viene confermato dai giudizi improntati alla crescita (19%) e alla diminuzione (20%) che tendono a bilanciarsi. Le previsioni espresse dal campione paiono confermare lo scenario appena descritto anche per i prossimi mesi. Nell’ambito del quadro appena descritto, si evidenziano alcune differenze fra aziende di diverse dimensioni: le imprese al di sotto dei 50 occupati manifestano alcuni indicatori con prestazioni migliori rispetto a quelli delle aziende medie. Pur confermando la generale situazione di stabilità già esaminata per il campione nel suo complesso, i soggetti di piccole dimensioni (che rappresentano il 60% del campione) rivelano infatti le più alte propensioni all’aumento della domanda, le previsioni più positive e le migliori aspettative occupazionali. Per quanto riguarda la domanda, l’aumento è segnalato nel 35% per le imprese al di sotto dei 50 occupati e nel 28% per i soggetti più grandi. La crescita degli ordini provenienti dal mercato nazionale si attesta, per entrambe le classi dimensionali, al 21%, ma a livello di domanda estera la crescita per le piccole imprese (43%) è superiore a quella delle imprese con oltre 50 occupati (26%). Sul fronte previsionale, le imprese piccole indicano l’attendersi di migliori condizioni nel 33% dei casi, contro un più contenuto 27% delle imprese medie. A livello occupazionale le imprese con meno di 50 occupati confermano un generale mantenimento dei livelli. Rispetto alle imprese di medie dimensioni, tuttavia, i giudizi improntati alla crescita della forza lavoro risultano più alti rispetto a quelli che esprimono una riduzione. Per contro, le imprese al di sotto dei 50 occupati risultano più esposte all’aumento dei costi assunti dalle materie prime (in media quasi l’80% del campione per ciascuna delle tipologie di materie prime monitorate) e rivelano

un minor grado di saturazione degli impianti produttivi, di circa il 6% inferiore a quello delle imprese medie (66% contro il 72%). Prendendo come riferimento il settore merceologico di attività, è possibile esaminare i risultati delle aziende metalmeccaniche, tessili e degli altri settori. Per tutti e tre i casi i giudizi prevalenti riguardano la stabilità dei livelli, indicati in media per circa il 50% delle aziende. Il settore metalmeccanico mostra le migliori performance economico-produttive, in particolare i più elevati giudizi di crescita per la domanda all’estero e la più alta variazione dell’attività produttiva. Le imprese del settore tessile evidenziano una crescita della domanda interna ma, a differenza del campione metalmeccanico e degli altri settori, esprimono anche un incertezza sui ritmi produttivi: elevate percentuali di riduzione dei livelli di produzione e scarso utilizzo degli impianti (57% della capacità totale). Il dato si attesta al 59% per gli altri settori e al 77% per le imprese metalmeccaniche. Le aspettative per le prossime settimane rivelano performance in crescita soprattutto per il metalmeccanico (30%) e per gli altri settori (35%) dove, peraltro, si riscontrano i migliori giudizi in termini di orizzonti temporali di visibilità degli ordini. Sul versante delle materie prime i metalli si rivelano essere la categoria per la quale vengono evidenziati aumenti dal maggior numero di aziende (oltre il 70%). Tuttavia sono i prodotti tessili che subiscono le maggiori percentuali di rincaro. Le imprese appartenenti agli altri settori intervistate comunicano un più difficile rapporto con gli istituti di credito. Un’azienda su tre ha infatti registrato condizioni peggiori in termini di spread e di commissioni. Infine, mentre i giudizi occupazionali delle imprese metalmeccaniche e degli altri settori rivelano una sostanziale stabilità (sia a livello congiunturale che in termini di previsioni per i prossimi mesi) le imprese del settore tessile esprimono preoccupazione e comunicano una contrazione dei propri livelli.

INDAGINE CONGIUNTURALE RAPIDA – FEBBRAIO 2011 COMMENTO DEL PRESIDENTE DI CONFINDUSTRIA LECCO – FRANCO KELLER Esaminando i dati emersi dall’indagine congiunturale del mese di febbraio, sia per quanto riguarda i territori di Lecco e Como, sia per quelli riferiti alla sola provincia di Lecco, possiamo in primis dire che i due scenari tracciati non sono molti differenti. Se analizzati congiuntamente, gli indicatori delineano una situazione stabile, con un miglioramento nella prima parte dell’anno per quanto riguarda domanda e attività produttiva. Tuttavia, a livello lecchese esistono alcuni elementi che esprimono una maggiore positività. Mi riferisco in particolare

alla capacità produttiva effettivamente utilizzata dalle aziende che si attesta a una quota del 73% di quella potenziale, contro la quota del 68% che emerge dal dato relativo ai due territori. Simile anche l’andamento della dinamica degli insoluti dove, rispetto ai mesi finali dello scorso anno, si nota un leggero miglioramento in particolare per quanto riguarda il rispetto dei tempi di pagamento. La visibilità raggiunge livelli simili nelle due province: nel 50% dei casi emerge una visibilità di poche settimane, mentre il 42% delle imprese dichiara di avere una visibilità per qualche mese.

Date le affinità dei due sistemi manifatturieri, anche l’andamento del costo delle materie prime presenta le stesse dinamiche. Il fatto che il 75% delle imprese rilevi, in media e indipendentemente dal settore, un aumento delle materie prime, rappresenta purtroppo un fattore di criticità che rischia di creare instabilità e rallentare ulteriormente la ripresa. Se consideriamo inoltre che nelle prime settimane del nuovo anno una impresa su quattro ha indicato aumenti di oltre il 10%, questo dato rientra ancora di più fra i fattori critici con i quali le imprese sono chiamate a fare i conti.

Anche a livello di situazione occupazionale esiste qualche elemento di diversificazione fra i due territori. Nel lecchese emerge una situazione dove si accennano toni positivi, in un contesto complessivo di stabilità. Soprattutto per le prossime settimane, infatti, il numero delle imprese lecchesi che esprimono un potenziale aumento dei livelli occupazionali risulta essere il doppio di quelle che ritengono ci siano all’orizzonte possibili criticità su questo fronte. Nel lecchese si conferma anche il trend in discesa, seppur lenta, del ricorso agli ammortizzatori sociali, anche se come

visitate il sito www.puntostampa.info

abbiamo già avuto modo di dire i livelli di piena occupazione pre-crisi sono un traguardo ancora lontano. Nonostante ci siano ancora casi di aziende per le quali perdurano condizioni di difficoltà, possiamo almeno sottolineare che anche per il mese di gennaio 2011, in media, sia le ore di CIGS che quelle di CIGO sono in leggera contrazione rispetto agli ultimi mesi del 2010. L’utilizzo di queste ultime (CIGO) mostra inoltre forti riduzioni rispetto agli inizi del 2010 (-80%). Franco Keller Presidente di Confindustria Lecco


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Marco Colombo, Presidente Giovani Imprenditori di Confartigianato

“Vogliamo un Paese a misura d’impresa” “Subito riforme per dare speranze ai giovani. Più dialogo scuola-impresa” “Vogliamo un Paese a misura di giovani e di impresa. Servono riforme che liberino l’Italia dai vincoli allo sviluppo. Il Paese ha bisogno di ringiovanire e di cambiare passo su tanti fronti: welfare, istruzione, burocrazia, fisco, occupazione, infrastrutture”. E’ l’appello che Marco Colombo, Presidente dei Giovani Imprenditori di Confartigianato, ha lanciato in apertura dei lavori dell’Assemblea dei Giovani Imprenditori di Confartigianato che si è svolta a Firenze il 4 e 5 marzo. “L’Italia ha il primato europeo per numero di giovani imprenditori under 40: 1.926.000, pari al 19,8% del totale degli imprenditori italiani, una percentuale doppia rispetto alla media Ue. Ma abbiamo anche un tasso di disoccupazione giovanile al 29,4%. Da questi numeri dobbiamo ripartire per costruire nuove politiche di sviluppo del Paese”. Colombo ha puntato il dito contro gli ostacoli che bloccano le potenzialità degli imprenditori, come la burocrazia che costa 1 punto

di Pil alle aziende italiane, e che impediscono ai giovani di entrare nel mondo del lavoro. A questo proposito ha invocato “maggiore dialogo tra scuola e impresa per offrire ai giovani una formazione adeguata alle esigenze del mercato e per colmare la distanza che oggi divide il sapere dal saper fare, la conoscenza teorica dalle competenze tecniche e pratiche”. Colombo ha riconosciuto che “il Governo sta andando nella giusta direzione con il Piano per l’occupazione giovanile dei Ministri Gelmini, Meloni e Sacconi”. Ma ha chiesto all’Esecutivo maggiore impegno “per superare il disallineamento tra scuola, università e mondo del lavoro, per valorizzare il contratto di apprendistato come strumento privilegiato di ingresso nel mondo del lavoro ed il lavoro manuale come sbocco possibile per tutti giovani disoccupati, laureati compresi”. Il Presidente dei Giovani imprenditori di Confartigianato chiede anche “un sistema bancario attento alle esigenze delle imprese. Abbiamo bisogno di misure che

favoriscano l’accesso al credito sia per l’imprenditore che vuole investire in nuovi mercati ed innovare, sia per il giovane che ha una buona idea imprenditoriale ma che non dispone di garanzie reali per avviare l’attività”. Colombo si è poi soffermato anche sul tema del

I risultati dell’Osservatorio Confartigianato sull’Imprenditoria Giovanile

Mettersi in proprio: nel 2010 è stata una scelta anti-crisi per 32.600 giovani Ai giovani non manca la voglia di fare impresa. Lo testimonia il V Osservatorio sull’imprenditoria giovanile realizzato dall’Ufficio

Marco Colombo con il ministro Maria Stella Gelmini

federalismo, chiedendo un costante monitoraggio dell’attuazione della riforma per controllare che effettivamente “favorisca la progressiva riduzione della spesa locale improduttiva, esalti la responsabilità degli amministratori locali e consenta di abbassare la pressione fiscale sulle imprese”.

studi di Confartigianato e presentato all’Assemblea Nazionale dei Giovani Imprenditori di Confartigianato. Nel 2010, 32.610 nuove leve dell’artigianato si sono aggiunte ai piccoli imprenditori under 40, portando a 647.399 i giovani ‘capitani’ nelle cui mani è affidato il futuro della piccola impresa italiana.

Dove sono - La classifica delle regioni con il maggior numero di artigiani under 40 è guidata dalla Lombardia (120.094 imprenditori, pari al 18,5% del totale dei giovani artigiani). Seconda posizione per il Veneto (64.923 imprenditori, pari al 10,3% del totale) e terzo posto all’Emilia-Romagna (64.130 imprenditori, pari al 10%). Dove crescono - A fronte di aumento medio nazionale del 5,2%, è il Mezzogiorno a far registrare nel 2010 la crescita più consistente del numero di giovani artigiani: +8,9%. Segue il Nord Ovest dove la crescita è stata del 6,6%. Chiudono il Centro ed il Nord-Est, con più modesti 2,9% e 1,8%. A livello regionale l’aumento del numero di giovani artigiani nel 2010 è guidato dalla Calabria (+19%), seguita dal Piemonte (+13,4%) e dalla Sicilia che registra un +11,9%. All’opposto tre regioni del Nord mostrano una diminuzione rispetto al 2009: sono il Friuli Venezia Giulia dove gli imprenditori artigiani under 40 scendo-

no del 6%, la Liguria con un calo del 3,9% ed il Trentino Alto Adige in cui si registra una flessione del 2,5%. Cosa fanno – I dati di Confartigianato mostrano che il 43,2% dei giovani imprenditori artigiani è attivo nel settore delle costruzioni e il 22,1% nelle attività manifatturiere; questi due comparti, insieme, assorbono quasi i due terzi dell’imprenditoria artigiana giovanile (65,4%). Il resto dei giovani artigiani è in prevalenza a capo di imprese attive nei servizi (12,7%), nel commercio all’ingrosso e al dettaglio e nella riparazione di autoveicoli e motocicli (5,1%) e nel trasporto e magazzinaggio (4,9%). Sono proprio le costruzioni ad aver fatto registrare il maggiore aumento di giovani imprenditori nel corso del 2010: +20,1%. Invece il manifatturiero si conferma il segmento produttivo che più stenta a riprendersi dai duri colpi della crisi: lo scorso anno i giovani imprenditori artigiani impegnati in queste attività sono diminuiti del 14,4%.


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Un Doblò attrezzato per il trasporto degli ospiti per le visite mediche e ospedaliere

La S. Vincenzo aiuta l’Airoldi e Muzzi Un nuovo automezzo è stato donato agli ospiti degli Istituti Riuniti Airoldi e Muzzi di Lecco. Il Doblò, opportunatamente attrezzato per accompagnare le persone che necessitano di visite mediche e ospedaliere, in particolar modo per coloro che hanno difficoltà di deambulazione, è stato acquistato grazie alla volontà dell’Associazione San Vincenzo de Paoli San Nicolò - Lecco che, con il supporto dell’Associazione Amici e Sostenitori degli Istituti Airoldi e Muzzi e della Fondazione della Provincia di Lecco, si è attivata per trovare i fondi, oltre a privati che hanno dato un notevole sostegno all’iniziativa. Alla benedizione, officiata dal cappellano don Gianni Grulli tenutasi nel giardino dell’Istituto, oltre ai tanti ospiti e allo staff, tra le personalità presenti l’assessore provinciale di Lecco Antonio Conrater, il presidente della Fondazione di Lecco Romano Negri e l’assessore Martino Mazzoleni, che rap-

E’ possibile entrare a far parte dell’Associazione Amici e Sostenitori dell’Airoldi e Muzzi iscrivendosi e versando una quota annuale di euro 15,00 presso la Banca Lecchese, sede di Lecco - CODICE IBAN IT 43 U 050 15 229 0000000000 2474

presentava il Comune di Lecco, e l’onorevole Lucia Codurelli del PD. Questo nuovo mezzo attrezzato e funzionale, adatto alle esigenze degli ospiti, permette quindi all’Istituto di essere ancor più vicino a quanti vivono momenti di disagio e difficoltà. Nelle foto, dall’alto, l’automezzo donato all’Istituto; a destra, lo scivolo attrezzato sul Doblò; a fianco alcuni invitati


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Approvato il Bilancio 2010 e presentato il nuovo Piano di Espansione

Banca Lecchese si propone come “banca dell’imprenditore” Cresce in modo significativo l’operatività - Il Consiglio di Amministrazione approva il progetto di aumento di capitale e il Piano di espansione 2011/2015, che consolida il posizionamento della Banca nella Lombardia settentrionale

CONTO SOCI E CONTO ONLUS DUE NUOVE OPPORTUNITA’

Il 17 marzo scorso l’Assemblea dei Soci di Banca Popolare Lecchese ha approvato il bilancio d’esercizio 2010, presentato dal presidente, Avv. Alberto Bonaiti. Il bilancio 2010 si chiude per Banca Lecchese con un significativo aumento degli impieghi (+ 16,3%) che si attestano a 100,6 mln di euro rispetto agli 86,5 mln di euro di fine 2009, dovuto prevalentemente alla dinamica dei finanziamenti a medio lungo termine caratterizzata dalla crescita dei mutui sia ipotecari sia chirografari. La raccolta diretta cresce a 100,3 mln di euro contro gli 83,4 mln del 2009 (+20,3%) e registra il progresso sia della componente libera dei debiti verso clientela (75,9 mln di euro, +22%) che della componente vincolata rappresentata da titoli in circolazione (24,4 mln di euro, +15,3%). La raccolta indiretta risulta in crescita di 8,1 mln di euro (+18,4%), portando l’aggregato ad attestarsi a 52,2 mln di euro, grazie al contributo della componente gestita e dell’amministrata. Con l’apertura della filiale di Merate, il numero degli sportelli è cresciuto a cinque. Sotto il profilo del conto economico, invece, la Banca ha dovuto scontare l’effetto della discesa dei tassi e gli effetti della crisi economica. Il margine di interesse si attesta a 2,6 mln di euro (-22,8%), risentendo del progressivo calo dei tassi di riferimento. Le commissioni nette sono cresciute del 17,6% fino a 1,7 mln di euro. Tenuto conto delle dinamiche sopra descritte, il margine di intermediazione registra un risultato di 4,4 mln di euro con una flessione di 0,7 mln di euro (-13,5%). Il risultato della gestione finanziaria, pari a 2,2 mln di euro, sconta inoltre le importanti rettifiche su crediti effettuate nell’anno (pari a 2,2 mln di euro), resesi necessarie per effetto del deterioramento del quadro economico generale che ha interessato anche l’economia lecchese. I costi operativi si attestano a 5,1 mln di euro contro i 4,4 mln del 2009 la cui dinamica è da ricondurre all’apertura della nuova filiale di Merate e agli accantona-

menti effettuati al fondo per rischi ed oneri di carattere non ripetibile di esclusiva competenza del 2010. Considerato l’effetto delle imposte pari a +0,3 mln, l’esercizio chiude con una perdita di 2,6 mln di euro, influenzato prevalentemente dalla contrazione della forbice sul margine di interesse e dalla maggiore incidenza delle rettifiche su crediti. “Il quadro che emerge dal Bilancio 2010 della Banca deve essere valutato in prospettiva - afferma il presidente di Banca Lecchese, Alberto Bonaiti - Il forte aumento di impieghi e raccolta, ben al di sopra della media nazionale, conferma infatti il progressivo consolidarsi della Banca nel suo bacino di attività e la crescente fiducia che sta riscuotendo presso la propria clientela. In relazione al risultato di esercizio, le rettifiche sui crediti effettuati sono state certo pesanti, ma sono dovute a sofferenze causate dalla crisi che ha investito anche numerose realtà aziendali del nostro territorio. Quanto alla riduzione del margine di interesse e del margine di intermediazione, si tratta di variabili che dipendono da indicatori macroeconomici”. Il presidente Bonaiti ha anche informato l’Assemblea dei Soci che il Consiglio di Amministrazione di Banca Popolare Lecchese, coerentemente con le linee guida del Piano Industriale 2011/2012 delineate nel settembre scorso e approvate dalla capogruppo Banca Etruria, ha dato il via libera al progetto di rafforzamento patrimoniale dell’Istituto da attuarsi attraverso un aumento di capitale che lo porterà dagli attuali nominali Euro 30 milioni ad Euro 39,117 milioni. Tale aumento avverrà attraverso l’emissione di nuove azioni, ciascuna del valore nominale di Euro 5,16 più sovrapprezzo di Euro 2,24, per complessivi Euro 13 milioni: di questi, Euro 5 milioni saranno riservati in sottoscrizione a Banca Etruria, mentre la rimanente quota sarà offerta in sottoscrizione a nuovi investitori selezionati. L’operazione, che verrà sottoposta all’approvazione dell’Assemblea Straordina-

ria dei Soci che si terrà una volta ottenute le autorizzazioni necessarie da parte dell’Organo di Vigilanza, prevede, per altro, l’espansione territoriale della rete di Banca Lecchese, con il conferimento di due nuove filiali dal Gruppo Etruria (sulla piazza di Milano e Sesto San Giovanni) e due altre aperture (una Bergamo e l’altra in provincia di Como): a compimento del piano, Banca Lecchese potrà così contare su una rete complessiva di nove filiali. “L’ulteriore aumento di capitale deciso dal Consiglio di Amministrazione e che sottoporremo ai nostri Soci in occasione di una prossima Assemblea straordinaria - continua il presidente di Banca Lecchese, Alberto Bonaiti - rafforza il posizionamento di Banca Lecchese nelle province a nord a di Milano, con l’obiettivo di farla diventare sempre più un interlocutore privilegiato del tessuto di PMI locali e la mette in condizione di crescere ulteriormente a breve. A tal fine la Banca farà un ulteriore sforzo di investimento e di qualificazione delle risorse umane da inserire nelle singole filiali. Nei prossimi anni sarà fondamentale per il futuro di Banca Lecchese poter far leva sulle relazioni già esistenti ed affiancare ad esse nuovi rapporti con stakeholder correlati anche allo sviluppo territoriale che si intende dare alla Banca”. “Questa operazione sta a testimoniare come Banca Etruria creda nel progetto di sviluppo a medio termine di Banca Lecchese, da attuarsi attraverso un consolidamento della sua rete e una ulteriore focalizzazione della sua mission quale ‘banca dell’imprenditore’, capace cioè di offrire una risposta alle sue necessità sia in termini aziendali che familiari e personali – afferma il Presidente di Banca Etruria, Giuseppe Fornasari – L’investimento di Banca Etruria rappresenta, una volta di più, la scelta di essere vicina al tessuto economico del territorio lombardo, e lecchese in particolare, in linea con la propria vocazione di banca popolare”. L’Assemblea dei Soci ha infine deliberato il rinnovo delle cariche sociali, confermando l’attuale Consiglio di Amministrazione e l’attuale Collegio Sindacale.

Due nuove importanti iniziative indirizzate alla clientela sono state varate in questo primo scorcio dell’anno da Banca Lecchese. La prima è rappresentata da una nuova convenzione rivolta ai Soci. La seconda è un progetto specifico dedicato al mondo del terzo settore. “Per una banca popolare come la nostra, i Soci costituiscono il patrimonio più importante sul quale investire: intendiamo allargare la base sociale e offrire concrete opportunità a chi crede nel nostro progetto – spiega ancora il Presidente di Banca Lecchese Alberto Bonaiti - L’iniziativa rivolta al terzo settore, invece, risponde alla tradizionale attenzione che la Banca ha nei confronti del territorio, soprattutto in un momento di grande difficoltà economica come quello che ancora stiamo vivendo. Il terzo settore è una risorsa del territorio che ha bisogno di essere sostenuta nei fatti. E la nostra Banca intende farsene carico”.


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La nuova Residenza Medale

Quando è il momento di farsi sostenere Per la cura delle persone anziane - Residenza Sanitaria Assistenziale - Nucleo Alzheimer - Centro Diurno Integrato - Assistenza Domiciliare Integrata Gli Istituti offrono un servizio medico, infermieristico ed assistenziale continuativo nelle 24 ore, di riabilitazione e terapia occupazionale, di animazione con presenza attiva del volontariato in ampi spazi di socializzazione che si aprono su un rigoglioso parco secolare.

ente morale con personalità giuridica di diritto privato fondato nel 1594

LECCO • via Airoldi e Muzzi, 2 • tel. 0341 497172 • fax 0341 250354 • info@airoldiemuzzi.it Gli Istituti svolgono la propria attività anche grazie all’opera di volontariato e alle donazioni di chi con generosità ne sostiene il passo. Aiutare le persone anziane è un dovere civile che, fatto con amore e professionalità, diventa un bene sociale.


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Il presidente e fondatore, Angelo Bartesaghi, invitato in Cina come relatore

OMET riferimento mondiale per le etichette Il presidente e fondatore di OMET, Angelo Bartesaghi (nella foto), sarà uno dei relatori al secondo 2° Forum Internazionale per lo Sviluppo della Tecnologia di stampa (Forum PT-2011) che si terrà in Cina al Modern International Exhibition Center a Guangdong, l’8 aprile prossimo. L’invito, giunto dagli organizzatori dell’International Printing Technology Exhibition of China, la più importante manifestazione di settore in Cina a cui partecipano oltre mille imprese su un’area espositiva di circa 100 mila metri quadrati, vedrà l’imprenditore lecchese portare la propria esperienza aziendale sul tema del mercato globale delle etichette. “Sono particolarmente onorato di questo invito – afferma Angelo Bartesaghi – che mi consentirà di portare il contributo di esperienza e conoscenza che OMET ha maturato, a livello internazionale, nel settore delle etichette. Da quasi 50 anni OMET progetta, costruisce e installa in tutto il mondo macchine da stampa e converting: sono oltre 1.000 le macchine OMET installate in Europa, Asia, Cina, America, India, Australia. Il lavoro di ricerca e sviluppo costantemente condotto all’insegna dell’innovazione di prodotto e di processo ha portato OMET ad essere riconosciuta come uno dei produttori mondiali di riferimento. Le nostre macchine sono considerate dagli utilizzatori al top dell’offerta e, soprattutto, in grado di rispondere per efficienza, qualità, produttività e flessibilità alle sfide sempre più complesse del mercato odierno”. “Proprio grazie a questo patrimonio di conoscenza ed esperienza, acquisito sul campo a fianco dei nostri clienti, - continua il presidente della OMET - ben sappiamo come le etichette svolgano un ruolo strategico nel mondo del packaging moderno: l’etichetta, oggi, assume infatti una funzione che va ben oltre a quella puramente tecni-

ca, per diventare un vero e proprio valore aggiunto per il prodotto e il suo brand. Non vi è campo o settore in cui l’etichetta non sia chiamata a svolgere questo duplice compito, informativo e promozionale”. Non è un caso, del resto, che il mercato globale delle etichette sia in costante espansione: “Il consumo mondiale di etichette supera oggi i 42 miliardi di metri quadrati ed è per il 22% collocato in Cina e nell’area dell’Estremo oriente, per altro in costante crescita; per il 27% nell’Europa occidentale, superata di poco dal Nordamerica con il 28%. Seguono, a grande distanza, l’Europa dell’Est con l’8%, il Giappone con il 7%, il Sudamerica con il 6% e una piccola fetta per l’India e il Resto del Mondo. Se è vero che, considerando il volume di etichette consumate in relazione alla popolazione presente nelle diverse aree, il valore più alto è quello del Nordamerica, seguito a distanza dall’Europa, è tuttavia nei mercati emergenti che l’industria delle etichette sta crescendo con percentuali a doppia cifra”. A livello di tecnologia impiegata, la flexo è quella che oggi sta ottenendo i migliori riscontri dal mercato; e OMET, in questo campo specifico, può essere davvero considerata ai primissimi posti a

livello mondiale: “La flessografia ha conosciuto negli ultimi decenni uno sviluppo tecnologico così rapido e significativo, che oggi può essere considerata assolutamente al pari, come qualità, della stampa offset e rotocalco. Del resto le innovazioni in questo campo sono state, come detto, estremamente importanti: pensiamo ai rulli anilox incisi con il laser, agli inchiostri UV diventati lo standard dell’industria a partire dal 2000, alla tecnologia flexo CPT che ha migliorato notevolmente la risoluzione e l’uso di cliché più sottili.Oggi, la protagonista indiscussa del mercato è la tecnologia flexo UV, a cui si è affiancata più recentemente la stampa digitale”. Ma quali sono le richieste che oggi gli stampatori di tutto il mondo pongono ai produttori di tecnologia? “Tempi di setup brevi, cambi lavoro rapidi, livello ridotto di scarto del materiale, possibilità di stampa combinata con diverse tecnologie, modularità per consentire la riconfigurazione della macchina con nuovi elementi per accrescerne la qualità, capacità di stampa multi-supporto, configurazione semplice da utilizzare e con risparmio di spazio, capacità di interagire con il sistema informativo aziendale per memorizzare, richiamare e raccogliere dati. E OMET tutto questo con le sue macchine lo offre”.


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