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Poste Italiane s.p.a. - Spedizione in abbonamento postale - D.L. 353/2003 (conv. in L. 27/02/2004 n° 46) art. 1, comma 1 - 70% C/RM/33/2016

Marzo-Aprile 2017  n. 4

Rivista del Distretto Lions 108L

I VINCITORI DEL POSTER DELLA PACE

LIONS DAY

AMATRICE - NORCIA - CAGLIARI


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DAL FORUM DEL MEDITERRANEO AL LIONS DAY, IL LIONISMO È PRIMA DI TUTTO AMICIZIA Ad Alessandria d’Egitto progetti comuni nel segno dell’etica e nella speranza di un futuro migliore. Ad Amatrice, Norcia e Cagliari tripudio di giubbetti gialli e grande partecipazione nel nome della solidarietà

Eugenio Ficorilli Governatore Distretto 108L

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ra gli appuntamenti che hanno caratterizzato l’inizio dell’anno lionistico ha assunto particolare rilievo la 20esima Conferenza del Mediterraneo tenutasi dal 30 marzo al 2 aprile ad Alessandria d’Egitto. Nel corso dei lavori sono stati affrontati temi importanti quali: il Mare Mediterraneo quale mare di vita che deve essere tutelato contro l’inquinamento, la salvaguardia dell’agricoltura nel Mediterraneo e il Turismo come motore di pace. Quest’ultimo tema ha assunto un valore emblematico, in quanto solo la conoscenza, il confrontarsi fa cadere le diffidenze e sviluppa il dialogo tra i popoli. Infatti l’amicizia è uno degli elementi fondanti dei valori Lions. Purtroppo quest’anno, a causa della nota situazione internazionale, non vi è stata una partecipazione corale come negli anni precedenti. Comunque è stato bellissimo incontrare, tra gli altri, amici Egiziani, Turchi, Libanesi, Greci: parlare con loro di progetti comuni, di etica, in spirito di fraterna amicizia ci ha dato speranza sul futuro. Al rientro da Alessandria abbiamo vissuto un momento esaltante: il Lions Day. Quest’anno ne abbiamo celebrati tre, uno in Sardegna a Cagliari che, nonostante il tempo non sia stato clemente,

ha visto la presenza di tantissimi Lions e cittadini i quali hanno riempito il parco dove sono stati allestiti stand dedicati ai nostri Service. Gli altri due si sono svolti a Norcia e ad Amatrice. In entrambe le giornate vi è stata la presenza di un numero grandissimo di soci: direi complessivamente di circa duemila soci. Ad Amatrice, come ha affermato l’assessore Patrizia Catenacci, che ha recato il saluto della Amministrazione Comunale, siamo riusciti per la prima volta a riempire la città di amici. Qui, dopo la Messa delle Palme, celebrata tra un tripudio di giubbetti gialli, un lungo corteo si è snodato per le vie della cittadina composto da amici provenienti dalla Sardegna, dall’Umbria e da tutto il Lazio giunti con pulman, auto private, motociclette dei Lions bikers, fino all’area ove era allestito il pranzo curato dagli amici del Ristorante Roma di Amatrice, noto in tutto il mondo per i tristi eventi del sisma. Dobbiamo essere grati agli amici Sardi, Umbri e Laziali, coordinati dal responsabile del Comitato Enzo Pagani, che con passione e competenza hanno consentito un grande successo delle manifestazioni in tutte e tre le giornate. Quest’anno il Lions Day ha superato ogni aspettativa: oltre ad essere ricordato come il Governatore del Centenario sarò ricordato per iI Lions Day. Grazie Grazie Grazie a tutti gli amici Lions per l’impegno e la passione dimostrata in occasione del Lions Day. 1


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Dal Forum del Mediterraneo al Lions Day, il Lionismo è prima di tutto Amicizia di Eugenio Ficorilli

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Emergenza terremoto Si rientra a casa, con la voglia di ricominciare ad inseguire i propri sogni di Anna Raccuja

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Estate a Norcia, i Lions accanto ai più piccoli di Marta Maffei

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Ai pastori terremotati dell’Umbria mille pecore dalla Sardegna di Giuseppe Tito Sechi

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Foraggio e mais agli allevatori grazie alla collaborazione tra i Lions italiani e francesi di Ida Panusa

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Continua l’impegno dell’LCIF di Sergio Gigli

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Innovare o cambiare? di Rocco Falcone

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L’etica della comunicazione di Leda Puppa

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Etica, come praticarla? di Bruno Ferraro

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Bob Corlew a Casa Lions: emozione e rinnovato impegno di Gianni Fenu

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Poster della Pace 10.982 volte grazie di Elisa De Bartolo

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Lions Day United Nations di Raffaello Agea

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Lions Day Amatrice, grande testimonianza di solidarietà e partecipazione lionistica di Bruno Ferraro

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Norcia, aiutiamo a far ripartire la normalità di Rosalba Bruno

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A Cagliari la pioggia si trasforma in sole con Amatrice e Norcia nel cuore di Gabriele Asunis

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58° Congresso Distrettuale di Primavera

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Lionismo Il secondo periodo: 1984/85 - 1991/95 di Bruno Ferraro

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Congresso del Centenario La Leptis Magna attende l’arrivo dei Delegati di Monica Coppola

Premiato a New York il vincitore mondiale del Poster per la Pace di R. A.

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Helen, la donna che cambiò il Lionismo di Patrizia Marini Novarina Conferenza del Mediterraneo: dal confronto aperto dei Club di tutti i paesi nasce il vero Lionismo di Deanna Mannaioli Sicurezza stradale: bilancio dei primi 9 mesi di Gianmarco Cesari Gabriele Toccafondi: con le organizzazioni di servizio per sviluppare l’educazione alla sicurezza stradale a cura della Redazione “Seleggo”, i Lions combattono la dislessia di Alessandro Verrelli

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Acqua, tanti progetti Lions per dissetare le popolazioni dei paesi in via di sviluppo di Federico Berti La Favata di Ozieri, antica storia di amicizia e accoglienza di Teresa Orrù

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Raccolta farmaci, un service in linea con LCI Forward di Stefano Bruzzichelli

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Scambi Giovanili Lions “Franco Fuduli”: qui si promuove la cittadinanza globale di Carmelo Leotta

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Distretto Leo, il numero dei soci cresce del tredici per cento di Antonino Ruggiano Ecco i nuovi vertici del Distretto Leo 108L di Arianna Perna Organigrammi di Club e di Distretto: servono continuità e competenza di Fabrizio Sciarretta Leoni sul Web, tutto quello che dovete sapere di Roberto Tamburi Service efficaci e motivazione dei soci: ecco le carte vincenti della membership di Vincenzo Marchianò La motivazione di Piero Paccosi

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Amicizia, base del nostro servire di Giampiero Peddis

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Io e il Lionismo di Jolao Farci

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Quella scarsa propensione al rinnovamento di Sergio Fedro

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Innovazione che passione... di Arcangelo Trovellesi Etica Lionistica, si parte da un’attenta selezione di Marcello Ciotti

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Avanti i giovani, ma quelli che meritano di Michela Di Cuffa 3


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EMERGENZA TERREMOTO SI RIENTRA A CASA, CON LA VOGLIA DI RICOMINCIARE AD INSEGUIRE I PROPRI SOGNI In Umbria molti lasciano gli alberghi per ritornare nelle proprie abitazioni. Ma non sarà mai più come prima

tro sono stati momenti di gioia, di apprensione e di tristezza contemporaneamente. Di gioia, per aver saputo che la propria casa era agibile, rallegrando i loro cuori dello scampato pericolo di reAnna Raccuja stare sfollati ancora per lungo tempo, anche se sfollati Redattrice di Lionismo “a 4 stelle” e ricordando quanti sforzi e sacrifici erano stati fatti per costruire la casa dei propri sogni. tutti gli amici Lions e non, che mi hanno chiesto Di apprensione; perché dopo tanti mesi si è perso “il notizie in merito all’avanzamento del nostro im- giro” e le abitudini locali. La vita in hotel ha lasciato il pegno come service del territorio umbro per il segno, le giornate che prima sembravano dure da riemterremoto, sono lieta di comunicare che negli alberghi pire non avendo più nulla da fare, hanno lasciato il podislocati a Perugia e dintorni è diminuito sostanzialmen- sto a giornate dure da ricostruire e da affrontare. La sfida adesso è proprio questa: tornare, recuperare la norte il numero di presenze. Da una prima ricognizione e visita, accompagnata da male quotidianità e ritrovare quei sentimenti che ricreaFederica Ravacchioli, presidente della Nona Circoscri- no una comunità in loco. zione, che si è messa a disposizione per questa indagi- In ultimo un po’ di tristezza per gli altri, amici e parenti ne, data la perfetta conoscenza del territorio, ad oggi che rimangono ancora sfollati. Da quei giorni di paura si sono costruite nuove amicizie, la sofferenza avvicina molti sono stati i rientri a Norcia e paesi limitrofi. Dopo il controllo degli organi preposti, è stato comuni- e il vivere sette, otto mesi vicini di stanza, accomuna cato a molti di loro l’agibilità delle proprie abitazioni e, anche chi non si conosceva. seppur carenti di strutture e servizi, i “nursini” hanno Ma partiti i più fortunati, mi è sembrato giusto intervistare alcuni tra coloro che sono riespresso il desiderio di tornare nelmasti. La signora Rita, per esemla loro case salve da un terremoto Tra le mille difficoltà pio, mi accoglie con un sorriso e così anomalo e continuo. Sì perdegli sfollati anche risponde volentieri alle mie doché, non dimentichiamoci, che le mande. Vive da sola e attende scosse continuano... la sensazione che la notizie per una casetta. Mi racIn tanti hanno perso tutto: affetburocrazia sia pericolosa conta e parla con rassegnazione ti, casa, lavoro, abitudini e in tanti sono stati costretti a sfollare. quasi quanto il terremoto della sua casa completamente distrutta. Lei è di Cascia, aveva un Quindi la comunicazione e il rien-

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chiosco di articoli religiosi vicino alla Basilica, oggi è pensionata e vive sola con la sua gattina. Ci ringrazia per l’ospitalità e per le attenzioni dimostrate fin da subito, da noi Lions e dalla Caritas. Poi è la volta di Giulio che si inserisce nel dialogo. Precisa che vive in albergo dal 30 ottobre. Ci racconta che la casa (costruita con tanti sacrifici) a Norcia è agibile, ma la prima rampa di scale no, e l’ascensore esterno, fatto costruire poiché con il passare degli anni era problematico salire le scale, si è rovinato, anzi precisamente si è tagliato in due. “Quindi

per colpa di un ascensore io non ho la possibilità di entrare in casa – continua – e sono qui da cinque mesi. Si rende conto di quanto spreco? Non avrebbero risparmiato aiutandomi invece di tenermi qua?”. Questa esternazione fa riflettere... si sente in una gabbia dorata ed è convinto che la burocrazia uccida più del terremoto. Mi chiede: voi Lions non potete fare nulla per me? Lo tranquillizzo dicendo che girerò la domanda a chi di dovere. E ripartiamo per un altro hotel.

ESTATE A NORCIA, I LIONS ACCANTO AI PIÙ PICCOLI Affiancando gli operatori locali, offriremo attività di divulgazione scientifica e didattica laboratoriale nel centro estivo “Il Monello” Ci auguriamo che molte famiglie abbiano da fare, questa estate. Che anche chi è stato parcheggiato lontano nel momento dell’emergenza, possa riavvicinarsi e progettare il proprio futuro. E nel futuro i bambini ci devono essere. Perché la casa di cui si ragiona, da riparare o riMarta Maffei costruire, sarà la loro casa. Nei paesi dell’Appennino Lions Club Foligno l’estate è la stagione con più vita, e anche se questa sarà un’estate molto diversa dalle altre, sarà importante che ivo in Umbria, appena fuori dalla zona coinvolta chiunque può si riavvicini al suo territorio. davvero dal terremoto, ma vicino abbastanza da Nelle scorse estati i bambini della zona di Norcia potesentire il sisma passarmi acvano usufruire di un centro estivo. canto, di striscio: la mia casa è agiSi chiamava “Il monello” e ci andaNelle comunità bile, ma la mattina del 30 ottobre vano in tanti, durante il periodo delche ripartono mi sono vestita togliendo tinta e la chiusura delle scuole. Come in polvere dagli abiti che mi aspettamolte altre realtà, le famiglie pagadopo il sisma vano sulla sedia. Anche dalle mie vano un piccolo contributo spese e dobbiamo aiutare parti ci sono bambini che non dorla maggior parte dei costi era a camono tranquilli e scuole e chiese rico del Comune. in modo particolare che si sono dovute arrangiare in loQuesta però sarà un'estate strana, i bambini, provati cali di fortuna. e sia i bilanci delle famiglie che Davanti al terremoto che ha colpito da un'immane tragedia quello del Comune saranno diversi il nostro territorio, credo che la dal solito… Eppure i bambini non maggior parte dei soci lions abbiano vissuto esperienze hanno meno bisogno degli altri anni di stare insieme, e simili. nel loro paese, ma molto di più. Certo, qualcuno sarà Quasi tutti lo abbiamo sentito. Vicini abbastanza da do- ancora lontano, ma più ne potranno rientrare e meglio mandarci se fosse il caso di dormire in macchina e da sarà. Con attività espressive, giochi, ma anche esperienconoscere qualcuno, più ansioso di noi, che lo ha fatto ze scientifiche e il contributo di forze nuove. veramente. Vicini abbastanza da aver temuto per qual- Tutto il mondo del volontariato sta proponendo progetche piccolo danno, e per vergognarci poi della nostra ti per la ricostruzione, che è certamente l’essenziale. Pepreoccupazione davanti a famiglie che davvero hanno rò i Lions del distretto possono aiutare altrettanto conperso tutto ciò che costituiva la loro vita. cretamente i ragazzi e le loro famiglie offrendo un serCredo che molti lettori di Lionismo si siano domandati vizio. L’idea è di affiancare il lavoro degli operatori lola stessa cosa: che si può fare per dare una mano? cali, che da anni portano avanti il progetto, allargando Chi aveva tempo e risorse disponibili, nell’emergenza si l’offerta educativa e mettendo a disposizione altri proè messo a disposizione. È evidente però che il lavoro ve- fessionisti, specializzati nella divulgazione scientifica e ro, risolutivo, comincia dopo l’inverno. nella didattica laboratoriale. L’obiettivo dell’emergenza è sopravvivere, ma grazie al Per noi sarà un bel modo di mettere in pratica uno degli cielo poi si diventa più esigenti: ricucire un progetto di obiettivi del centenario, al servizio dell’infanzia. E in rivita, se non identico a prima, in continuità con il prima. cordo del nostro dono, quest’estate i bambini di Norcia Qualcosa che sani lo strappo nella propria realtà. non saranno “monelli”, ma “giovani leoni”.

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AI PASTORI TERREMOTATI DELL’UMBRIA MILLE PECORE DALLA SARDEGNA Messo in atto con generosità l’istituto di “Sa Paradura”, l’antica norma non scritta della solidarietà con la quale i pastori sardi aiutano gli allevatori sfortunati a ricostituire il gregge perduto

Giuseppe Tito Sechi Redattore di Lionismo

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ndiamo a Cascia per aiutare i nostri amici, non sarà una vacanza. Lavoreremo tutti (220 persone complessivamente) e dormiremo nelle tende, non certo in albergo”, ha dichiarato ai giornali Gigi Sanna, anima e cuore degli “Istentales”, icona del rock che sa di campagna, e il primo tra gli organizzatori della spedizione benefica diretta in Umbria. Oltre a ben mille pecore d’allevamento, la missione attraversando il Tirreno porterà con sé cinquecento quintali di foraggio, una buona quantità di prodotti alimentari e quaranta maialetti “termizzati”, del tipo offerto all’Expo di Milano. Ci sarà una giornata dedicata alla socializzazione, con tanto di pranzo sociale, concerto del complesso degli Istentales e manifestazione folcloristica con la partecipazione anche dei Mamuthones di Samugheo. L’eccezionale donazione solidale che, superando i confini territoriali, giunge ai terremotati dell’Italia centrale colpiti così duramente dalla sventura, trova nelle leggi non scritte eppur nella pratica cogenti in Sardegna, la straordinaria spinta morale della comu6

nità che ancora, nei silenzi e nelle solitudini della campagna, conserva tradizioni così antiche. Sembra di poter agevolmente cogliere in questo gesto inconsueto e di straordinario valore sociale, lo spirito e l’essenza dei sentimenti che da un secolo ormai muovono i Lions nella loro attività. L’interesse ad operare per il bene della comunità disponendo dei beni propri è comune, ancorché in questo caso assistito da una regola di reciprocità. Da qui la considerazione di quanto lodevole e straordinariamente più ricca di frutti morali sia la nostra azione nel mondo. We Serve incondizionato e appassionato. Una regola da difendere, da praticare, da diffondere. Un moto che da cento anni rende orgogliosi i Lions. Alberto Ferrero Della Marmora (1789-1863), nel suo “Voyage en Sardaigne”, così scriveva della Paradura: “Quando un pastore ha subìto qualche perdita e vuol rifare il suo gregge, l’usanza gli dà facoltà di fare quel che si dice la posidura o paradura. Egli compie nel suo villaggio, e magari in quelli vicini, una vera questua. Ogni pastore gli dà almeno una bestia giovane, in modo che il danneggiato mette subito insieme un gregge d’un certo valore, senza contrarre alcun obbligo, all’infuori di quello di rendere lo sesso servizio a chi poi lo reclamasse da lui. Questo uso sembra essere antichissimo e si riannoda ai primi tempi della vita pastorale”.


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EMERGENZA TERREMOTO FORAGGIO E MAIS AGLI ALLEVATORI GRAZIE ALLA COLLABORAZIONE TRA I LIONS ITALIANI E FRANCESI

Pdg Ida Panusa

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el mese di febbraio 305 quintali di foraggio in rotoballe per animali sono stati consegnati a 16 piccoli allevatori mentre 20 balloni di mais in granella per un totale di 100 quintali venivano consegnati ad altri 14 piccoli allevatori di Amatrice e località limitrofe (Capricchia, Patrico, Bagnolo, San Tomaso, Varoni, San Giorgio, Patarico, Scai, Casale, Saletta, Paciano, Retrosi). Chi ha realizzato tutto questo? Perché è stato realizzato? Dopo il terribile terremoto del 24 Agosto, i Lions in ottemperanza al proprio motto “Dove c’è un bisogno, c’è un Lions” si sono coordinati tra loro e hanno cercato di contribuire ad alleviare le conseguenze del disastroso evento.

È stato un tam-tam che iniziato con il PDG Aron Bengio, coinvolgente e determinato, si è esteso al Municipio di Aspremont (Francia), grazie anche al PDG Jean Pierre Arzani (Distretto 103CC France) avvolgendo nella tela di solidarietà il Distretto 108 L: lo scopo è stato raggiunto. Un’analisi accurata in loco dei bisogni più immediati, condotta dal Lions Carlo Antellini (agronomo), ha permesso in pochissimo tempo di supportare necessità vitali per la sopravvivenza di bestiame fonte di reddito per famiglie coinvolte nel sisma. Il tutto si è svolto nella massima sollecitudine, grazie anche alla collaborazione del signor Mauro Ciavatta di Rieti che ha provveduto alla fornitura e trasporto del materiale. Le consegne del materiale sono avvenute nell’area più prossima alle aziende fruitrici. Alla consegna, per regolarità, ogni allevatore ha apposto la propria firma quale ricevuta del prodotto e della quantità ricevuti. Il tutto è stato rendicontato da documentazione cartacea.

CONTINUA L’IMPEGNO DELL’LCIF Sergio Gigli Coordinatore Distrettuale LCIF

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ome viene riportato ampiamente da tutti i media lo smaltimento delle macerie dai crateri del sisma procede, per motivi tecnici (presenza amianto, reperimento aree di scarico, procedimenti amministrativi connessi, ecc.), molto a rilento. Quindi gli interventi di ricostruzione di emergenza non riescono ad essere messi in atto con la rapidità che sarebbe necessaria. Comunque l’attività di solidarietà e di operatività dei Lions a tutti i livelli non conosce soste, come ci insegna la nostra Etica e come ci impongono i nostri Scopi. La Lions Club International Foundation continua la raccolta a livello mondiale di fondi per dotare le comunità colpite di strutture di valenza sociale che possano supportare i bisogni delle popolazioni. Al momento sono stati raccolti oltre 2,5 milioni di dollari, ma l’invio di donazioni specifiche continua. La Commissione Internazionale che fa capo al Multidistretto Italy e che ha la responsabilità di gestire i fondi si è riunita già quattro volte per cercare di individuare i Progetti di possibile realizzazione.

Il nostro Distretto, uno dei due coinvolti nel sisma (l’altro è il 108A) è in contatto con le Amministrazioni locali con le quali sta perfezionando dei protocolli di intesa per rendere possibili gli interventi relativi ai progetti concordati. Si prevede di operare sia in Umbria (area di Norcia), sia nel Lazio (area di Amatrice). A livello locale molti sono stati i Club che hanno dato assistenza diretta alle popolazioni colpite. Ad esempio ospitando gli sfollati (come a Perugia) e portando cibo per gli animali agli allevatori (come ad Amatrice). Tale impegno sta proseguendo anche ora. In particolare recentemente, dopo mesi di attesa, i Lions del Club di Amatrice Comunità del Velino, sono stati finalmente autorizzati a prelevare la statua di Nicola Filotesio, detto Cola dell’Amatrice, danneggiata dal terremoto del 24 agosto e a provvedere a propria cura e spese al restauro. Entro il mese di giugno, il monumento ritornerà su quel piedistallo, primo segno di rinascita, con grande soddisfazione dei Lions e del popolo amatriciano. In chiusura voglio ricordare a tutti i Lions che le donazioni per la Campagna di Vaccinazioni contro il Morbillo (al momento abbiamo raccolto oltre 20 milioni di dollari) non devono conoscere soste, dobbiamo incrementare i fondi disponibili per raggiungere il traguardo di 30 milioni di dollari ed ottenere quindi un pari contributo dalla Gates Foundation per poter vaccinare oltre 75 milioni di bambini nel mondo. Tutti uniti possiamo raggiungere qualsiasi traguardo.

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INNOVARE O CAMBIARE? Crescere con soci che dimostrino la vocazione al servizio, partecipare per il piacere di stare insieme, operare per guadagnarci il sorriso di chi abbiamo aiutato: queste le parole chiave del Lionismo di domani

Rocco Falcone 1° Vice Governatore Distretto 108L

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l Congresso d’Autunno di Rieti del 2008 fu dedicato al tema “Innovazione-Innovazione-Innovazione”, un grido lanciato dal Governatore Franco Emilio Pirone, sostenuto dai PDG Osvaldo De Tullio ed Enrico Cesarotti. I rapidi mutamenti a livello globale che si susseguivano ad un ritmo incessante, stavano rendendo obsoleti non solo gli aspetti formali della nostra Associazione, ma anche quelli di carattere organizzativo ed operativo. La progressiva diminuzione dei soci, la generalizzata assenza partecipativa, la stanchezza delle riunioni formali, erano state individuate come cause scatenanti di un’esigenza di innovazione; innovazione e non cambiamento. Se i fautori del nuovo avessero invocato il mutare del vecchio, avrebbero posto in discussione non solo il codice dell’etica e gli scopi, ma anche i comportamenti, le azioni e i risultati di chi aveva operato prima, peccando quanto meno di ingenerosità nei confronti di coloro che avevano dato una parte di se stessi al lionismo. Fu così che nacque il concetto di innovare, e non di cambiare, concetto che è valido tutt’oggi, a meno che non si voglia fare un processo al passato. Ma cosa e come innovare, considerato che dal 2008 ad oggi l’organizzazione interna non ha prodotto gli adeguamenti necessari all’evoluzione della comunità? Questa domanda se la pose nel 2015 un gruppo di soci che, a sua volta, la pose ad altri soci del nostro distretto e di altri distretti, scoprendo che il problema era comune e che nessuno lo aveva adeguatamente affrontato. Alle domande fecero eco le risposte e queste furono raccolte e catalogate, mano a mano che venivano raccolte, altre se ne aggiungevano a dimostrazio-

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ne che il problema era sentito e che andava affrontato e risolto. Ne nacque un documento che trovò consensi e critiche: consensi da parte di chi lo aveva letto e integrato e critiche da chi non lo aveva accettato perché l’idea non era partita da lui. All’ultima Assemblea della sua annata, il Governatore Tommaso Sediari lo annunciò ai soci, invitandoli a leggerlo perché conteneva delle proposte interessanti. Da allora il documento è divenuto patrimonio comune: i nomi dei pochi precursori sono scomparsi poiché si sono aggiunti i tanti nomi che lo hanno integrato ed ora è intitolato “Linee Guida per un Distretto Innovativo”. Nel titolo sono sintetizzati due valori: primo, il suggerimento e non l’imposizione dell’azione, secondo la continuità e non la staticità operativa. Sono due valori che non impongono precetti, ma che rispettano l’autonomia dei Club e la personalità del socio, pur chiamandoli a cooperare per la crescita morale e materiale del Lionismo. Il Governatore Eugenio Ficorilli ha fatto proprio il documento e ha cominciato ad applicarne alcuni punti al suo programma: ne sono prova l’istituzione del Comitato Etico e l’allargamento delle “opportunità per i giovani” con i primi incontri degli imprenditori e dei professionisti con i giovani e per i giovani. Siamo appena partiti: le linee guida non sono l’obiettivo ma un mezzo per raggiungerlo. Dobbiamo crescere con soci che dimostrino la vocazione al servizio, dobbiamo partecipare per il piacere di stare insieme, dobbiamo operare per guadagnarci il sorriso di chi abbiamo aiutato. Cominciamo ad innovare dentro noi stessi, senza invocare inutilmente l’amicizia, il rispetto delle regole e l’ordine di precedenza, principi connaturali al Lionismo, non acquistabili ma innati: senza cambiare, ma inclini a migliorare. E cominciamo anche a dare un’occhiata alle linee guida per applicarle, adeguarle, integrarle e migliorarle.


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L’ETICA DELLA COMUNICAZIONE La Rete ha generato una vera e propria “arena sociale” nella quale si verificano scontri e conflitti: anche in questo caso è necessario comportarsi nel rispetto del nostro Codice La rete è un insieme di risorse informative. Ma parlare delle potenzialità della Rete significa anche parlare dei suoi pericoli. Luci ed ombre. Internet può unire e dividere le persone, Leda Puppa creare diffidenza, odio, alienazione. Dopo l’accelerazione 2° Vice Governatore Distretto 108L legata alla rivoluzione tecnologico-informatica è neceso sconvolgimento che si verifica oggi nella co- sario che anche l’Etica lionistica, pur nella intoccabilità municazione presuppone, più che una semplice dei suoi principi, si confronti con il presente perché possa rivoluzione tecnologica, il rimaneggiamento conservare l’efficacia dei principi. completo di ciò attraverso cui l’umanità apprende il mon- L’azione dei Lions si basa sulla vita associativa e questa si do che la circonda, e ne verifica ed esprime la percezione. fonda sull’Etica. L’Etica però va vissuta, non basta declaLa disponibilità costante di immagini e di idee, così come marla. È invece importante che ogni socio si adoperi afla loro rapida trasmissione, anche da un continente al- finché i propri e gli altrui comportamenti non siano in disl’altro, hanno delle conseguenze, positive e negative in- sonanza con il codice etico. Trascurando i benefici noti a sieme, sullo sviluppo psicologico, morale e sociale delle tutti, occorre pertanto prendere atto di una serie di quepersone, sulla struttura e sul funzionamento delle società, stioni, almeno le più importanti, apertesi in conseguenza sugli scambi fra una cultura e l’altra, sulla percezione e di questi nuovi media (Facebook, Youtube, Blog) che hanla trasmissione dei valori, sulle idee del mondo, sulle ideo- no trasformato il modo di comunicare, anche nell’assologie e le convinzioni religiose”. (Pontificio Consiglio delle ciazione Lions: Comunicazioni Sociali). – labilità del confine tra pubblico e privato Ma le persone sono più felici o migliori? Questa è la que- – difficile controllo sulla quantità e qualità dell’informastione Etica. I nuovi mezzi di comunicazione sono sicurazione mente strumenti di educazione, arricchimento culturale, – confusione tra realtà e realtà virtuale di dialogo. Ma vi è un’altra faccia – infondata impressione di impunità della medaglia: questi mezzi posso– pericolosa formazione di gruppi, Per i Lions, in primis, no essere utilizzati per il bene delle comunità e tribù virtuali le regole del mondo reale – personalizzazione spinta persone e delle comunità e possono anche essere utilizzati per manipola– abuso di immagine valgono anche re, dominare e corrompere. È difficile – provocazione dialettica per quello virtuale impedire di fare del male a chi desi– scelte indiscriminate. dera farlo. Nel 1992 furono creati L’elenco è di per sé sufficiente a dal “Computer Ethics Insitute” i 10 Comandamenti per evocare le criticità connesse. Qualcuno, riferendosi allo l’Etica del Computer. Essi furono introdotti nel documen- stato di cose contemporaneo, ha parlato della formato “In Pursuit of a Ten Commandments for Computer zione di una vera e propria “arena sociale” nella quale Ethics” di Ramon Barquin, ovvero per guidare ed istruire si stanno verificando scontri, conflitti, urti e collisioni in la gente ad un uso Etico del Computer. forme nuove rispetto al passato. 1. Non fare uso di un computer per danneggiare altre Basti pensare all’odioso fenomeno del cyber-bullismo, alla persone noncuranza con cui si colpisce qualcuno attraverso la Re2. Non interferire nel lavoro di altre persone te e i social, al problema dei diritti fondamentali violati, 3. Non curiosare nei “file” di altra gente alla facilità con la quale si veicolano i cosiddetti “discorsi 4. Non usare un computer per rubare d’odio”, ecc. 5. Non usare un computer per recare falsa testimo- Questo introduce il difficile tema dell’uso/ abuso di Internianza net, sia negli adulti che nei giovani. La comunicazione in 6. Non usare del “software” copiato se non hai pagato rete è sempre più invasiva. per averlo “Partecipare attivamente al bene civico, culturale, sociale 7. Non usare le risorse di altre persone su altre macchi- e morale della comunità” significa rendere concreti perne senza autorizzazione corsi di sensibilizzazione e responsabilizzazione. Significa 8. Non ti appropriare del pensiero di altri assumere quell’ottica morale per la quale l’esempio co9. Pensa alle conseguenze di ciò che scriverai stituisce indiscutibile valore sottolineando che le regole 10. Usa un computer con rispetto e considerazione. del mondo reale valgono anche per quello virtuale.

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ETICA, COME PRATICARLA? RIFLESSIONE SULL’ASSEMBLEA DISTRETTUALE DI ROMA

I nostri principi devono guidare ciascuno di noi in ogni momento della vita se è vero che “Lions si nasce, ma buoni Lions si diventa” nella vita associativa”; prima ancora i delegati hanno ascoltato la relazione del PDI Massimo Fabio sul tema “Etica per rinascere”; a seguire la relazione del PCC Naldo Anselmi sul tema “Diffondere i vaPdg-Gwa Bruno Ferraro lori del codice etico”. Condirettore di Lionismo Il Governatore invitava ad analizzare tre specifici mpegnare un’Assemblea Distrettuale, con soci aspetti, concernenti il rapporto tra il singolo lion provenienti dalle tre Regioni, è stata a mio avviso ed ogni altro consociato, i comportamenti a cui i una scelta opportuna, non tanto perché si trat- Lions sono chiamati per essere soci esemplari, le tava di recuperare la giornata del Congresso di Au- modalità del servizio associativo in coerenza con tunno azzerata dal terremoto ma perché, nell’at- le regole. tuale momento storico di profonda crisi dei valori L’invito è stato raccolto e su di esso si sono variaanche in ambito associativo, l’Etica va rimessa al mente cimentati, dopo gli interventi programmati centro dell’attenzione. di Luisa Rettighieri, Michele Martella e Silverio ForLo scrivente, in sala per il servizio giornalistico, è teleoni, numerosi soci che ne avevano fatto richiestato all’ultimo momento sta in sala e di cui ritengo opQuando si tratta di regole “precettato” dal Governatore, portuno fare menzione nelin sostituzione di un Governal’ordine in cui si sono succedui Lions non devono essere tore di altro Distretto non preti: Marcello Ciotti, Vincenzo meri predicatori ma sente, nella qualità di relatore Marchianò, Marco Terzetti, Tesoprattutto testimoni sul tema “La pratica dell’etica resa Orrù, Bruno Riscaldati,

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Massimo Paggi, Pietro Pegoraro, Deanna Mannaioli, Sergio Gigli, Giovanna Rizzitiello, Luigi Abbruzzo, Maria Grazia Pelliccioni, Antonio Cirillo. Poiché il Governatore ha preannunciato un inserto nel prossimo numero 5 della Rivista, spiegando che l’Etica è una sorta di filo rosso che lega ciascun socio all’Associazione, ritengo opportuno rimandare al prossimo numero il sintetico richiamo del pensiero di ciascuno a cominciare dai relatori. Mi limito perciò ad anticipare gli spunti che mi sono sembrati maggiormente significativi: il lionismo come espressione di umanesimo nella società moderna; l’etica come valore universale e permanente, a differenza della morale che comporta un adattamento ai tempi; l’abbondante riflessione sui valori fondanti del lionismo maturata nello scorso

secolo ed alquanto inariditasi nell’attuale; la centralità dell’etica nella vita dei club e del lionismo ai più diversi livelli; il lionismo come coscienza critica della società civile ed i club come punti di riferimento e guida morale per un serio progetto di cittadinanza attiva; l’imprescindibilità delle regole statutarie, che tutelano il minimo etico, e la complementarietà con il codice etico che invece richiede il massimo; la necessità che i lions non siano meri predicatori ma anche e soprattutto testimoni; la necessità che l’etica sia presente in ogni momento della vita associativa e che sia diffusa all’esterno con una testimonianza seria e con una accorta attività propositiva; il recupero dei valori dell’amicizia, dell’altruismo, della solidarietà, della coerenza, della lealtà, dell’onestà, del servizio disinteressato, della sussidiarietà, dell’armonia, dello spirito di gruppo. Naturalmente, sono emerse qua e là annotazioni di segno negativo che preferisco non riprodurre in questa sede per consentirne la menzione a quanti, prendendo la parola, ne hanno fatto esplicito richiamo. Concludo con l’auspicio che di etica si continui a parlare all’interno dei club e che essa possa guidare ciascuno di noi in ogni momento della vita professionale ed associativa: se è vero, come è stato detto, che “Lions si nasce, ma buoni Lions si diventa”.

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BOB CORLEW A CASA LIONS: EMOZIONE E RINNOVATO IMPEGNO Per la prima volta in una storia lunga 100 anni un Presidente Internazionale fa visita ai Lions della Sardegna e al service simbolo di questa terra

P Gianni Fenu Redattore di Lionismo

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er la sua prima volta in Italia, il Presidente Internazionale Bob Corlew ha certamente scelto con scrupolo il suo itinerario. Porta con sé l’onore e i valori di 100 anni di storia e un milione e quattrocentomila soci. Persone che stanno nella società per coglierne i bisogni, per dare risposte e per migliorarla. Il plauso del P.I.: Bob Corlew ne è convinto. Si coglie dal “Questa sarebbe suo sorriso, dal suo entusiasmo, dalla solo una costruzione sua capacità di coinvolgere e lo si intuisce, subito, appena giunto all’aeroporse non ci fossero to di Cagliari, sua prima tappa dell’ini Lions a renderla una tensa visita in Italia. casa di accoglienza” Sono con lui il Presidente Internazionale Emerito Pino Grimaldi, il Direttore Internazionale Gabriele Sabatosanti Scarpelli, il Presidente del Consiglio dei Governatori Carlo Bianucci, il Governatore del Distretto 108L Eugenio Ficorilli, il primo Vice Governatore 108L Rocco Falcone e tanti altri. Giornata intensa nell’attività al mattino e profonda e partecipata nel pomeriggio dello stesso giorno, il 6 marzo, quando Bob Corlew giunge alla Casa Lions di Cagliari (www.casalions.it). Giunge, cioè, nella Casa di Accoglienza per malati oncologici e trapiantati, ideata, edificata e condotta dai Lions. Casa che alla soglia dei suoi vent’anni di vita è più utile e viva che mai. È questo luogo che il Presidente Internazionale ha voluto visitare, quale esempio concreto di servizio al territorio e di risposta ai bisogni della comunità, soffermandosi sulle ragioni e sullo spirito che ne rendono possibile l’esistenza, e l’ha voluto fare as-


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sieme a tutti Club della Sardegna e alla presenza delle autorità istituzionali. Di questa giornata speciale, Bob Corlew insieme alla signora Dianne vogliono lasciare un ricordo, una targa che suggella la prima visita in Italia, la prima in Sardegna a CaI soci impegnati gliari e l’attendirettamente nella gestione zione, nell’anno del Centedella struttura: ecco nario, per un la “cifra” più autentica grande service di tutti. del nostro servire Ma cos’è la Casa Lions? Cosa rappresenta? Perché il Presidente Internazionale, per il Centenario in Italia per la prima volta, va a visitarla? Il dramma di chi ha un tumore o subisce un trapianto è un esperienza dura da vivere e, spesso, essendo costretti a star distanti dalla propria casa, dal proprio ambiente familiare, c’è un ulteriore aggravio alla sofferenza già grande. Partendo da questo semplice ragionamento all’inizio degli anni Novanta ai soci del Club Lions Cagliari Castello viene in mente, attenti alle esigenze di tanti malati gravi bisognosi di lunghe terapie, di iniziare una grande sfida per un piccolo Club, ma abbordabile per il cuore Lions, e il 30 aprile 1994 quel cuore va oltre l’ostacolo con la posa della prima pietra, molte speranze e tanta determinazione. Nel 1996 la Fondazione Lions Internazionale (LCIF) deliberò un contributo

di 75.000 dollari per l’edificazione, e tanti ancora contribuirono. Alla fine dei lavori l’intera opera costò oltre due miliardi e mezzo di lire. La Casa venne inaugurata il 4 aprile 1998 dall’allora Governatore Giuseppe Palmas. Da allora nelle sue ventisei unità residenziali, si sono avvicendati oltre 160.000 ospiti, provenienti dalla Sardegna, dalle diverse regioni italiane e da Stati esteri. Ciò che Bob Corlew ha maggiormente lodato nel suo intervento è certo l’idea e la sua realizzazione, ma ancor più lo spirito che ancora oggi fa sì che quella sia la Casa Lions. Infatti, nonostante le proposte più volte fatte, di cedere la gestione, non la si volle affidare ad altri, e i soci Lions decisero di impegnarsi direttamente, costituendo l’Associazione Solidarietà & Servizio onlus, che ne garantisse l'attività, per le finalità stabilite. La gestione è assicurata da soci Lions volontari, con cariche elettive quinquennali nel Consiglio Direttivo, e si regge inoltre su donazioni, proventi di manifestazioni e contributi vari. Dall’anno 2006 un ulteriore prezioso apporto arriva con il 5x1000 dell’Irpef, un importante contributo alla Casa Lions, a dimostrazione dell’apprezzamento di moltissime persone per l’opera svolta (Casa Lions di Cagliari - C.F. 92029950927). Bob Corlew, impressionato da quanto visto, ha concluso la visita ringraziando con una considerazione finale: “Questo sarebbe solo un edificio se non ci fos-

sero i Lions a renderlo una casa di accoglienza, nella quale il calore umano rappresenta un importante fattore nel difficile processo del recupero. Siamo orgogliosi del vostro operato a servizio della comunità”. Nuova linfa per il volontariato Lions e una conferma di ciò che possiamo fare. 13


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POSTER DELLA P 10.982 volte grazie 5.810 partecipanti nel Lazio, 2.957 in Sardegna, 2.215 in Umbria: sono questi i numeri di un successo che si ripete anno dopo anno

U Elisa De Bartolo Responsabile Comitato “Poster per la Pace”

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no degli eventi lionistici più accreditati e di particolare incidenza pedagogica si è mostrato, nel corso della sua storia, il concorso studentesco “Un Poster per la Pace”. L’edizione svoltasi quest’anno ha avuto una terribile avversità: il terremoto, che ha distrutto parte del territorio del nostro Distretto. Ma neanche la grande calamità ha potuto fermare la marcia che gli alunni insieme ai loro insegnanti e ai nostri referenti hanno, imperterriti, voluto continuare. Così, grazie alla volontà di tutti, il concorso ha fatto “bingo”. Un numero impressionante di Istituti e alunni del nostro distretto hanno fatto da corona al concorso. Si ha l’impressione che i tempi che stiamo vivendo stiano creando all’interno della società scolastica una fame di pace che gli alunni placano con disegni scaturiti dalla volontà della pacifica convivenza. Non bastano solo le parole e le promesse lungimiranti dei politici a promuovere la pace. Occorre inculcare questo nobile sentimento collettivo nella coscienza dei giovani. L’etica lionistica è particolarmente sensibile nel sostenere questa fondamentale azione corale. E sono gli adolescenti di oggi, futuri individui del domani, a nutrirsi di questo straordinario fabbisogno sociale. Non c’è luogo migliore per mettere a frutto il desiderio pacificatore che l’arte, la quale è capace di muovere non solo le corde del cuore ma anche quelle della mente. Tra i non pochi meriti, quest’anno campeggia la qualità medio-alta delle singole prove e l’esemplare rigore valutativo operato dal Comitato Distrettuale capitanato dal Governatore Eugenio Ficorilli. I componenti, infatti, sono stati selezionati sulla base della loro specifica attinenza professionale con la natura dell’evento concorsuale. Non appaia quindi superfluo, in questa sede, tributare loro una sincera attestazione di gratitudine ricordandone i nomi e l’attività professionale: Nicola Bellezza, docente e storico dell’arte: Paolo Berardi, direttore dell’Accademia di Belle Arti di Perugia e docente universitario; Enrico Valdes, poeta dell’immagine artistica e medico. Si aggiunga, non ultimo, l’essere Lions di antica e consolidata appartenenza. Numerosa e particolarmente qualificata la partecipazione studentesca, a conferma della sempre più rinsaldata validità del concorso e, non di meno, delle inesauribili risorse inventive dei piccoli artisti. Ad ulteriore conferma si riportano alcuni dati numerici indicativi del largo consenso riscosso anche quest’anno dal longevo e sempre attuale discorso figurativo sul tema della pace.


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A PACE

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L’80% dei Club ha aderito superando le non poche difficoltà che sono emerse durante l’espletamento del service; oltre al terremoto c’è stata la ritardata assegnazione di cattedre per i docenti di educazione artistica. Ma la determinazione è andata oltre ed ecco il risultato: per l’Umbria i partecipanti sono stati 2.215; per il Lazio 5.810; per la Sardegna 2.957. La civiltà odierna è giustamente dominata dal potere invasivo e persuasivo delle immagini. I giovani autori degli elaborati concorsuali hanno saputo trasmettere con straordinaria eloquenza espressiva il concetto pregnante della pace. Un particolare arricchimento emotivo si è aggiunto quando, alla presenza del Governatore Eugenio Ficorilli, è avvenuta la premiazione all’interno dell’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù in quel di Polidoro, di un elaborato dell’Istituto Comprensivo Pietro Maffei, pluriclasse sezione ospedaliera OBG realizzato dai piccoli degenti dei reparti di cardiologia, neurologia e ortopedia che ha ottenuto una menzione speciale. Sponsor della scuola è il Lions Club Fiumicino Portus. I Lions sono da sempre accanto ai preadolescenti nel sostenere e diffondere le più urgenti e diffuse azioni di coinvolgimento, ora più che mai in coincidenza dell’anno del centenario della loro fondazione. Quest’anno l’onore del primo premio, a livello distrettuale, è toccato all’alunna Giulia Belligotti dell’Istituto Comprensivo Verga-Pontinia, sfiorando addirittura il premio a livello multidistrettale classificandosi al terzo posto ex-aequo. La scuola è stata sponsorizzata dal L.C. Latina Terre Pontine. Il nostro auspicio, per le edizioni future, è quello di vedere come vincitore internazionale uno studente italiano che nel corso di questi trent’anni circa, ne ha visti trionfare solo due, e poter condividere con i prossimi “piccoli artisti” la gioia del successo. Il 29 aprile ci sarà la premiazione ufficiale dei vincitori assoluti e degli studenti risultati degni di particolari riconoscimenti di merito. L’evento avverrà a Roma presso la Casa dell’Aviatore. Accanto a questi protagonisti una lode non minore meritano le Scuole Medie Statali che, con tempestivo consenso e costante collaborazione, hanno garantito il lusinghiero successo dell’evento concorsuale. Arrivederci alla prossima edizione del Poster per la Pace che avrà come tema: “Il futuro della pace”.

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PREMIATO A NEW YORK IL VINCITORE MONDIALE DEL POSTER PER LA PACE Nella sala dell’Assemblea Generale dell’ONU, il premio va a Lakkana Meepara, una ragazza thailandese di 13 anni

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è una manifestadolo, sono rimasto subito colzione che sta molpito dal soggetto: una colomto a cuore di tutti i ba in primo piano con le ali Lions e che coinvolge scuospiegate, contornata da nastri le, insegnanti, ma sopratdi bandiere che fuoriescono tutto giovani studenti di tutda una carta geografica tenuto il mondo. ta arrotolata a mo’ di cono Istituito 30 anni fa, il concordalle mani di una moltitudine so “Un poster per la Pace” di persone. è uno dei core internazionali Forse molti altri lavori avrandella nostra associazione ed no ben interpretato lo speciè espressione concreta di fico argomento di quest’anquella parte della mission no, cioè “Una celebrazione rappresentata dalle parole della pace”, ma quello desi“favorire la pace”. gnato vincitore mi sembra Non a caso il primo scopo proprio aver centrato il tema, dell’ONU è quello di “Manche tanto bene si sposa con tenere pace e sicurezza a lila ricorrenza dei cento anni vello internazionale” e non dalla fondazione del Lions c’è luogo ed occasione miClub International. gliore che il Lions Day alle Lakkana, i cui occhi esprimeNazioni Unite per la premiavano tutta la sua gioia e la zione del vincitore assoluto sua emozione, ha ricevuto del premio. Personalmente l’award dal Presidente Intertenevo molto a partecipare nazionale, che ha ricordato al Lions Day alle Nazioni Unite nell’ananche il premio in danaro di cinqueLa vincitrice: no del centenario e la possibilità di asmila dollari e l’ha poi invitata a dire sistere a questa cerimonia di premia- “La pace è qualcosa qualcosa. zione, è stato un ulteriore importante Le parole della ragazza, poche e comche dobbiamo motivo per volare a New York. mosse, al di là del ringraziamento, In realtà, come ha sottolineato il nostro vivere nel mondo hanno espresso il desiderio che la pace Presidente Internazionale Bob Corlew sia un bene veramente comune. Parotutti insieme” poco prima di scoprire il poster premiale che si coniugano perfettamente con to e di nominare il suo autore, i vincil’annuncio che ha poi contornato la tori sono tutti gli oltre 600.000 ragazzi che quest’anno premiazione: “Peace is something that everyone in the hanno partecipato al concorso. world needs to live together”. Corlew ha quindi chiamato vicino a sé Lakkana Meepa- Un messaggio forte, ancora una volta di accoglienza e ra, una ragazza thailandese di 13 anni e, quale sponsor, di inclusione: la pace è qualcosa da vivere insieme, a paril Presidente del Club Bangkok Pinklao, invitando poi tire dal fatto che se ne parli, che ciascuno di noi la rapLakkana stessa a scoprire insieme a lui il poster. presenti, che sia consapevole che il contributo di ognuno Il trepidante silenzio per un momento così importante, di noi non sarà mai una parola al vento. è stato rotto da uno scrosciante applauso quando è stato Questo è il Poster della Pace, questi sono i Lions. rimosso il panneggio che copriva il disegno. OsservanR.A.

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LIONS DAY UNITED NATIONS NOI SERVIAMO, NON CI LIMITIAMO SOLO AD AIUTARE GLI ALTRI

Nel 1945, quando venne scritta la Carta Costitutiva dell’Onu, i Lions c’erano già da trent’anni e contribuirono ad orientare pensiero ed azione sociale internazionale

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Raffaello Agea Lions Club Umbertide

on sono né cronista né inviato, quindi chiederò particolare indulgenza a coloro che, nel leggermi, percepiranno qualcosa che va al di là di un racconto e che si avvicina forse alle emozioni. Il fatto che però non posso sottacere, è che cullavo da anni il desiderio di partecipare al Lions Day alle Nazione Unite; e quest’anno, proprio in occasione del centenario della nostra associazione, sono riuscito a soddisfare la mia aspirazione. Ma perché proprio il Lions Day alle Nazioni Unite? Non è certo una novità per i Lions “di lungo corso” e per quelli che, anche se portano la spilla da poco tempo, lo sono veramente perché credono realmente nel servire, ricordare che i Lions svolsero un ruolo determinante nei lavori della Conferenza per la stesura della Carta Costitutiva dell’ONU, svoltasi a San Francisco nel 1945 e che dal 1947 il Lions Clubs International è una delle organizzazioni non governative che gode dello status di consulente presso il Consiglio Economico-Sociale (ECOSOC). Cosicché, leggendo il secondo e il terzo scopo delle Nazioni Unite – “Sviluppare rapporti d’amicizia fra le nazioni...” e “Realizzare un’atmosfera di collaborazione internazionale nella soluzione di problemi Partecipare a LDUN mondiali di interesse economico-socialeculturale o di carattere umanitario...” – significa conoscere appare fortissimo il legame con il primo Lions e Leo di tutto Scopo del Lions Clubs International: “Creail mondo re e promuovere uno spirito di comprensione tra i popoli del mondo”. per un eccezionale Quando si è svolta la Conferenza di San scambio di esperienze Francisco, i Lions c’erano da quasi di trent’anni e non mi sembra fuori luogo affermare come il nostro movimento e il nostro fare abbiano orientato il pensiero sociale internazionale e le relative azioni dopo le devastazioni e le gravissime offese ai diritti umani del secondo conflitto mondiale.

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quale ho poc’anzi accennato. Ma a questo punto non potrà non sorgere spontanea un’altra domanda: quella motivazione è ancora attuale? La risposta al lettore, che spero potrà beneficiare del racconto della mia recente esperienza. Lions Day, qualunque Lions Day, significa innanzi tutto incontro, confronto di espe-

essere … semplicemente Lions. Perché essere Lions ed essere parte attiva dell’eccezionale sostegno che la nostra associazione fornisce ogni giorno al “bisogno” e alla comunità mondiale, ha come pietra focaia l’essere membro di un Club e l’essere giustamente legato al proprio territorio. Ma poi la scintilla accende un fuoco ben più vasto, che va molto al di là di questo confine e che ci fa sentire presenti ed attivi in ogni dove, dove il bisogno non può attendere; dove servire significa anche accoglienza ed inclusione. Ed è proprio dall’accoglienza e dall’inclusione che lo splendido ed incisivo discorso introduttivo del Presidente Internazionale Bob Corlew è partito lo scorso 4 marzo, con un focus particolare ad uno dei “Sustainable Development Goals” dell’ONU del quale ha poi parlato M.me Lakshimi Puri, assi-

stria, i Giochi Mondiali Invernali – consentendo comunque la loro partecipazione ad altri eventi sportivi. Avrei molto altro da raccontare: l’eccitazione per aver avuto la possibilità di sedere sui banchi della Grande Aula dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite, concessa per la speciale occasione del centenario; l’emozione di aver conosciuto personalmente il nostro Presidente Internazionale, con il quale ho avuto il privilegio di una breve, ma intensa conversazione sui temi della giornata e su quello che i Lions fanno in Italia, oltre che ricevere dalle mani della sua assistente la pin “New mountains to climb”. O ancora: il privilegio di conoscere Timothy Shriver, del quale mi è particolarmente rimasta impressa una frase: “We serve, we just not help someone else”.

rienze, scambio di idee, condivisione; non certo in secondo piano rispetto all’orgoglio per l’appartenenza in mezzo a chi Lions non è. E allora la mia esperienza, le mie emozioni di quel vicino 4 marzo sono costellate innanzi tutto dalla possibilità che ho avuto di conoscere Lions e Leo di tutto il mondo, diversi nei copricapo e con abbigliamento inusuale per un europeo, ma infine uniti nei nostri nobilissimi fini. Così ho avuto un’ulteriore conferma: quei numeri che spesso sentiamo sulla grandezza e sulla diffusione del nostro sodalizio non sono un’entità astratta, ma donne e uomini di tutto il mondo che abbiamo la possibilità di conoscere e con i quali possiamo dialogare; una conoscenza ed un dialogo che significano toccare con mano il servizio che con la nostra appartenenza ogni giorno svolgiamo da ogni parte del mondo. E per partecipare da Lions ad un Lions Day, che sia quello che annualmente si tiene alla sede delle Nazioni Unite a New York, o a qualsiasi altro Lions Day, basta

stente del Segretario Generale delle Nazioni Unite e Vice Direttore Esecutivo di UN Woman e a margine del quale è stato sottoscritto un memorandum d’intesa a sostegno di azioni comuni per la promozione della parità di genere in tutti campi. Ho avuto il privilegio di ascoltare le comunicazioni di Thimothy Shriver, Presidente di Special Olympics e socio fondatore del Lions Club Washington DC Special Olympics, oltre ad una tavola rotonda sulla questione rifugiati coordinata dal Direttore Internazionale Helmut Marhaurer. Shriver, che è tra l’altro nipote di John Fitzgerald Kennedy e di Bob Kennedy, ha ricordato la ormai pluriennale esperienza di partenership tra Lions Club International e Special Olympics: collaborazione che ha portato il programma Opening Eyes di LCIF all’aiuto di oltre 200.000 di atleti. E si tratta di atleti veramente speciali, vale a dire di persone con disabilità intellettive, ma anche semplicemente con problemi relazionali, per i quali Special Olympics organizza gare in tutto il mondo – pochi giorni fa, in Au-

Già, we serve: quel servire che non può essere solo “aiuto” tout court è che è prima di tutto accoglienza, inclusione, stare al fianco di chi ha bisogno; quel servire che riesce a dare a tutti le stesse chances, come ad esempio a quegli atleti speciali e a chi giustamente vuole avere voce in capitolo, oltre che a coloro che hanno perso la casa a causa di un terremoto, o a chi rischia di perdere la vista. Forse le mie parole non aiutano a dare una risposta all’interrogativo che ho posto, ma una cosa so per certo: andrò a tutti i Lions Day ai quali potrò e se potrò tornerò anche anche a quello alle Nazioni Unite, orgoglioso di essere Lions e di continuare a servire.

La motivazione per partecipare al Lions Day alle Nazioni Unite, quindi, era per me molto forte e coinvolgente per l’alto significato al

Firmato con le Nazioni Unite un memorandum d’intesa per la promozione della parità di genere

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AMATRICE, GRANDE TESTIMONIANZA DI SOLIDARIETÀ E PARTECIPAZIONE LIONISTICA La Santa Messa insieme alla popolazione, la corona al monumento ai caduti, il volo dei palloncini in ricordo delle vittime, le 200 uova di Pasqua donate ai bambini: questi i momenti più commoventi della giornata

C Pdg-Gwa Bruno Ferraro Condirettore di Lionismo

on un’iniziativa senza precedenti i Lions del Distretto 108L hanno testimoniato la loro vicinanza e solidarietà alla martoriata popolazione di Amatrice. Otto pullman e numerose autovetture private si sono avventurati su un percorso stradale non agevole per raggiungere la cittadina laziale, salita tristemente alla ribalta per le 299 vittime del sisma dell’agosto 2016 e per le conseguenti rovine materiali ancora purtroppo visibili nelle varie strade e nell’area ex Parco giochi destinata al parcheggio dei veicoli. Presenze ed ingredienti sono facilmente immaginabili: le bande musicali “Città e Provincia di Rieti” e “Ginestra Sabina di Rieti”; le autorità civili e religiose, dall’Assessore comunale Catenacci in rappresentanza del Sindaco Pirozzi al sacerdote Lions Monsignor Luigi Aquilini che ha celebrato la Santa Messa all’aperto collegando la tragedia del sisma al rito della Passione di Gesù Cristo. E ancora: il gran numero di cittadini e di Lions, facilmente riconoscibili dai giubbotti e dai foulard con i colori dell’Associazione; gli interventi degli officer deputati alle iniziative della LCIF (Gigli) e del Poster della Pace (Orrù); la consegna al Comune di Amatrice di una targa del Distretto e dei guidoncini di club; il lancio di 300 palloncini bianchi legati a grappoli; la deposizione di una corona al monumento delle vittime. Infine: la premiazione di due bambini delle scuole materne e due alunni delle superiori; la consegna di uova pasquali per circa 200 bambini; l’esecuzione di musiche e balli internazionali. Gli aspetti sentimentali della giornata sono intuibili ma va soprattutto sottolineata la qualità della partecipazione dei Lions, che si sono compenetrati nello stato d’animo della popolazione, hanno 19


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ascoltato con commozione il silenzio eseguito dal trombettista, hanno cantato l’inno di Mameli, si sono stretti intorno alla vedova Piazza duramente toccata nella propria persona e privata dell’affetto dell’indimenticabile marito Niccolò. Il Governatore Eugenio Ficorilli (con a fianco Rocco Falcone e Leda Puppa) ha giustamente rimarcato il senso profondo della presenza lionistica, in termini di sentimenti e di opere (al momento a livello progettuale). L’attesa e la voglia di rinascita sono palpabili, i Lions vogliono recitare un ruolo importante. Da queste colonne vada un convinto e incondizionato apprezzamento al Comitato per il Lions Day che, nelle persone del responsabile Enzo

Pagani e degli infaticabili componenti Carlo Antellini e Paola Tamburrini Rizzi, hanno proposto, organizzato e portato a compimento una grande iniziativa di solidarietà, capace di coinvolgere ben 645 persone, con l’allestimento di una tavolata di piatti e prodotti locali.


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NORCIA, AIUTIAMO A FAR RIPARTIRE LA NORMALITÀ La donazione di un cane guida, di beni richiesti dalla comunità, l’acquisto di prodotti locali e un pranzo di solidarietà preparato dai ristoratori nursini sono stati i segni materiali di una presenza Lions caratterizzata da affetto e solidarietà

Rosalba Bruno Lions Club Perugia Fonti di Veggio

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l Lions Day quest’anno ha una valenza particolare: gli eventi sismici che hanno colpito la nostra regione ci hanno fatto riflettere sull’opportunità di organizzare questa giornata proprio nelle zone colpite dal terremoto. La certezza che si possa tornare al quotidiano ed alla normalità ci ha convinto ad organizzare questa giornata soprattutto con i giovani che sono la forza trainante della nostra vita. È stata una giornata all’insegna di tante attività: dalle esibizioni dei tamburini e degli sbandieratori di Narni alla Banda Musicale di Spoleto, agli artisti di strada, alla mostra fotografica e alle sfilate di auto storiche per finire con la passeggiata alla sorgente del Torbidone organizzata dal CAI. Il pranzo è stato a base di prodotti tipici di Norcia, mentre sullo schermo scorrevano le immagini sui principali service Lions: vista, solidarietà, salute, alimentazione. Nel pomeriggio è stato consegnato un cane guida per un non vedente dell’Umbria terremotata donato dai Club Lions Mestre Host Venezia e Treviso con i loro Presidenti Alessandro Ballieri e Giacomo Massucci presenti alla manifestazione. Numerose le autorità presenti. Quelle istituzionali con il Sottosegretario alla Cultura Ilaria Borletti Buitoni, la Presidente del Consiglio Regionale Donatella Porzi, il Sindaco di Norcia Nicola Alemanno. Quelle lionistiche guidate dal 2° Vice Governatore Leda Puppa con i due Presidenti di Circoscrizione, Federica Ravacchioli e Michele Martella, i Presidenti di Zona, il Presidente del Club della Valnerina e tanti, tantissimi Lions umbri, laziali ma anche venuti da più lontano, come gli amici di Trieste e Venezia. La partecipazione è stata infatti altissima con più di 700 persone che sia con l’acquisto di prodotti nursini che con il pranzo hanno contribuito a dare una spinta all’economia locale offrendo anche un contributo di solidarietà. Tutti i club dell’Umbria si sono così stretti intorno alle popolazioni colpite dal sisma e la realizzazione di queste giornate ne è la dimostrazione. È stata una prova del nostro We Serve e del nostro fare per la comunità.


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A CAGLIARI LA PIOGGIA SI TRASFORMA IN SOLE CON AMATRICE E NORCIA NEL CUORE Screening sanitari, la premiazione del Poster per la Pace, la Partita dell’inclusione con tre squadre “speciali” e una vagonata di libri portano tra la gente i nostri service e i nostri valori

Gabriele Asunis Coordinatore Lions Day 2017 Cagliari

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omenica 2 aprile a Cagliari piove; piove a catinelle dopo settimane di sole e un sabato quasi estivo. E invece la mattina di domenica piove sui gazebo dei service e sulle postazioni delle attività produttive; piove sul campo di calcio dove dovrà svolgersi la “Partita dell’inclusione”; piove sul palco penosamente deserto. Scatta l’orgoglio Lions, non sia mai che un po’ di pioggia rovini la nostra festa. Accorrono i Lions da Cagliari e hinterland; tanti hanno attraversato tutta la Sardegna sotto la pioggia incessante; e adesso sono tutti qui, armati di ombrello e pronti ad operare. Al Centro Polifunzionale, sono iniziati gli screening medici e già si forma una lunga coda; più in là, sul campo da calcio, tre squadre “speciali” giocano sotto la pioggia un triangolare di calcio, sorretti dal tifo degli spettatori. Ai cancelli del parco c’è fermento: arriva il Vice Governatore; scatta l’inaugurazione ufficiale e poi tutti in corteo lungo i viali del Parco per passare in rassegna i gazebo dei nostri service e le truppe degli officer; poi il corteo prosegue verso il Centro Polifunzionale che improvvisamente si riempie di gente e diventa per tutta la mattinata il cuore del Lions Day. Adulti e bambini sostano attenti attorno allo spazio per Amatrice e Norcia dove un video mostra incessantemente le devastazioni del terremoto e le attività di sostegno dei Lions isolani mentre gli esperti danno un’informativa sui terremoti e sulle tecniche di prevenzione. Canti e danze del gruppo folk, canti a cappella dei bambini dei cori, poi arrivano i giovani calciatori che vengono premiati dal trio Rocco, Gabriele e Anna Giulia e applauditi da una marea di gente. È la volta del Poster per la Pace: nella sala super affollata arrivano gli alunni di tante scuole sarde. Tutti prendono posto l’uno accanto all’altro; scambi di saluti, qualche sorriso, molta emozione, consegna di targhe, medaglie e una vagonata

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di libri per tutti, a sottolineare l’importanza della lettura nella formazione dei giovanissimi. Poi, improvvisamente il cielo si fa azzurro ed ecco che il Parco si riempie dei colori e delle voci di chi arriva, incoraggiato dal pomeriggio primaverile. Le cucine sono in pieno lavoro, si va a gustare i malloreddus con salsiccia, vero ristoro per tanti, dopo una mattinata di freddo e pioggia. Molti assistono alle prove di abilità dei cani, altri visitano i nostri gazebo. E là, al centro delle manifestazioni, finalmente il palco si anima: sfilano le modelle, si alternano gli artisti, va in scena il teatro comico e poi lezioni di Primo soccorso. Alla fine della giornata la missione è compiuta; ci siamo presentati alla gente con i nostri service più attuali: ambiente, alimentazione, giovani e vista. I telegiornali e i giornali regionali parlano del nostro Lions Day.


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I delegati dei Club del Distretto 108L (Lazio, Sardegna, Umbria) eleggeranno Governatore, primo e secondo Vice Governatore per l’anno 2017-18

Presentiamo i candidati alle rispettive cariche

Candidato unico a Governatore

Candidato unico a primo Vice Governatore

Rocco Falcone

Leda Puppa Rettighieri

Lions Club Nuoro Host Già primo Vice Governatore nell’anno 2016-2017

Lions Club Tivoli d’Este Già secondo Vice Governatore nell’anno 2016-2017

Candidati a secondo Vice Governatore

Mauro De Angelis

Massimo Paggi

Lions Club Terni San Valentino

Lions Club Assisi


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Curriculum Vitae di Rocco Falcone Candidato al ruolo di Governatore del Distretto 108L per l’anno 2017-2018 Rocco Falcone è nato il 26 novembre 1947 a Casacalenda, una ridente cittadina in provincia di Campobasso. Vedovo di Rosa Vernillo, docente di lettere, dal 24 Aprile 2011, ha due figli: Patrizia, laureata in lettere, ed Elio, tecnico informatico. Attività Professionale Dopo gli studi superiori è ammesso a frequentare il 3° Corso dell’Accademia del Corpo delle Guardie di P:S in Roma e, terminati gli studi quadriennali, consegue la nomina a Tenente in SPE. Viene assegnato al I° Reparto Celere di Roma, con destinazione il Reparto Polizia anti Abigeato, i c.d. “BASCHI BLU” della Polizia (poi diventato CAIP - Centro Addestramento e Istruzione Professionale) ad Abbasanta (OR), reparto altamente specializzato ed operativo, ove è stato in forza fino al 12 dicembre 1978, assumendo vari incarichi, tra i quali quello di Aiutante Maggiore e Vice Comandante. In tale periodo ha contrastato attivamente il fenomeno del banditismo sardo e del sequestro di persona, ha diretto i servizi di sicurezza contro i dirottamenti negli aeroporti di Roma Fiumicino e Milano Linate, ha lavorato a stretto contatto con funzionari dei servizi di sicurezza dell’Ambasciata Israeliana di Roma, ha contribuito alla formazione e all’addestramento delle Unità Speciali delle Forze dell’Ordine per i servizi di sicurezza e protezione (in particolare dei NOCS – Teste di cuoio – della Polizia Italiana, ha concorso a riportare l’ordine in varie piazze italiane (Roma, Reggio Calabria, L’Aquila, Palermo etc.), ha contrastato il fenomeno del sequestro di persona in Calabria, è stato inoltre fautore di altre operazioni che richiedevano alta professionalità e specializzazione. In data 1 gennaio 1971 è stato promosso al grado di Capitano in SPE. In data 13 dicembre 1978 ha assunto il comando del Gruppo Provinciale delle Guardie di PS di Nuoro, tenuto fino al 1 aprile 1981, data di entrata in vigore della legge di riforma della Polizia di Stato (L. n. 131/1981). In data 1 gennaio 1979 è stato promosso al grado di Maggiore in SPE e in data 1 gennaio 1981 è stato promosso al grado di Tenente Colonnello in SPE. Durante tale periodo (fino al 1981) ha frequentato vari corsi di specializzazione attinenti la carriera militare. Con la smilitarizzazione (aprile 1981) è confluito nel ruolo dei Funzionari della Polizia di Stato, e nella Questura di Nuoro ha ricoperto gli incarichi di Dirigente la Polizia Amministrativa e Sociale, Dirigente della DIGOS e la Squadra Mobile, di Capo di Gabinetto, rendendosi meritevole di ricevere numerosi encomi per servizio e attestati di merito e 24

frequentando corsi e seminari attinenti le specifiche mansioni svolte. Durante tale periodo ha contrastato, con lusinghieri risultati, il terrorismo nelle sue varie accezioni e la criminalità comune, contribuendo alla cattura di elementi di spicco della criminalità sarda. Nel 1989 ha frequentato a Roma il 5° Corso Dirigenziale al termine del quale è stato promosso al grado di I° Dirigente della Polizia di Stato ed incaricato delle funzioni vicarie della Questura di Nuoro che ha retto fino al 1995. Successivamente, per infermità riportate in servizio e riconosciute dipendenti da esso, è stato posto in quiescenza. Attualmente svolge incarichi di consulenza. Ha conseguito il diploma di Laurea di Dottore in Giurisprudenza presso l’Università di Sassari. È stato insignito delle seguenti onorificenze: – Medaglia di Bronzo al merito di lungo servizio; – Medaglia di Bronzo per anzianità di servizio; – Medaglia d’Oro al merito di servizio; È stato insignito, tra l’altro, dell’onorificenza di Cavaliere al Merito della Repubblica Italiana dal Presidente Cossiga nel 1988. È Cavaliere dell’Ordine Equestre del Santo Sepolcro di Gerusalemme. È Accademico dell’Accademia Italiana della Cucina. Attività Lionistica Entra nel Lions Club di Nuoro nell’annata 1983/84. Dal 1995, cercando di contemperare anche le particolari esigenze derivanti dal lavoro svolto, ricopre i vari incarichi di Officer di Club tra i quali più volte quello di Segretario e Cerimoniere. Nell’Anno Lionistico 2001/2002 diventa Presidente del Club per la prima volta, carica che ricopre anche nell’annata 2012/2013. Ha contribuito fattivamente alla realizzazione di concreti e qualificanti servizi alla comunità e alla trattazione di tematiche sociali di ampia rilevanza. Dal 2002 fino ad oggi, ha sempre ricoperto cariche in comitati distrettuali. Nell’Anno Lionistico 2006/2007 ricopre l’incarico di Presidente di Zona (allora Delegato), nel 2007/2008 quello di Presidente di Circoscrizione. Nel 2008 diventa Lions Guida Certificato. Nel 2002 e nel 2013 è stato premiato dalla sede centrale con il premio Excellence 100% di Presidente di Club. Dal 2002 fino ad oggi, ha sempre ricoperto incarichi distrettuali nei comitati, dimostrando serietà e disponibilità e profondendo ogni entusiasmo ricevendo apprezzamenti da tutti i Governatori con i quali ha avuto il privilegio di collaborare. Ha partecipato a tutti i Convegni Distrettuali d’Autunno e


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di Primavera, a tutte le varie riunioni e Gabinetti Distrettuali, contribuendovi attivamente, nonché ai Congressi Nazionali e ha sempre seguito attentamente e con spirito di servizio le attività e le problematiche del Distretto e del Multidistretto. Nel decorso anno, inoltre, ha partecipato alla Conferenza del Mediterraneo di Malta e alla 99° Convention Internazionale di Fukuoka, ha seguito il Corso RLLI tenutosi a Vicenza dal 12 al 14 febbraio. Nell’Anno Lionistico 2008/2009 gli è stato conferito dal

Club il Melvin Jones Fellow per i meriti lionistici acquisiti e per aver degnamente rappresentato il Club sia a livello distrettuale che a livello multi distrettuale. Nell’Anno Lionistico 2015/2016 ricopre la carica di 2° Vice Governatore Distrettuale. Nell’Anno Lionistico 2016/2017 ricopre la carica di 1° Vice Governatore Distrettuale. Ha una grande passione, servire indistintamente e un unico obiettivo, rendersi utile al suo prossimo.

Curriculum Vitae di Leda Puppa Rettighieri Candidata al ruolo di 1° Vice Governatore del Distretto 108L per l’anno 2017-2018 Leda Puppa è nata a Tivoli (RM) il 16 marzo 1958 e risiede a Guidonia Montecelio in Via Niccolò Paganini 3. È coniugata con Marco Rettighieri, Direttore Generale della Pessina Costruzioni, Commissario Straordinario di Governo per l’alta velocità GenovaMilano e socio Lions. Hanno due figli: – Ilaria, laureata in Ingegneria Strutturale e Geotecnica presso l’Università “La Sapienza” – Giorgio, studente universitario presso la Facoltà di Medicina dell’Università di Tor Vergata, corso di laurea in Scienze Motorie. Studi e docenze – Diploma di maturità scientifica – Laurea in Sociologia, conseguita a Roma presso l’Università “La Sapienza”. Attività Professionale Dopo aver conseguito la laurea, Leda Puppa ha iniziato un percorso professionale nella scuola, con incarichi temporanei fino al 1986. Da tale data ha ottenuto l’incarico di docente di matematica finanziaria e assicurativa presso l’Istituto Tecnico Santa Maria di Monterotondo. Nel 1992 ha lasciato il lavoro attivo per occuparsi direttamente dei figli e degli affari di famiglia, consentendo al marito Marco la più ampia possibilità di sviluppare la sua carriera professionale. Contemporaneamente si è dedicata al volontariato attivo, con le funzioni attuali di consulente di gruppo nell’ambiente dei giovani, dei disabili e delle donne.

Attività Lionistica Socia del Lions Club Tivoli d’Este dal 2000, ha ricoperto diversi incarichi di officer: Censore, Tesoriere, Segretaria, 1° vice Presidente, Presidente, membro del Comitato Soci, Consigliere, Cerimoniere. Nell’anno 2006-2007, in cui ha svolto la funzione di Presidente, al Club è stato assegnato il Leone d’Oro per i risultati raggiunti. È stata nominata Presidente di Zona nell’anno sociale 20082009 e Presidente di Circoscrizione nell’anno sociale 20092010. Nell’ottobre 2010 ha frequentato il corso “Leadership per Lions Senior” organizzato dal Lions Club International, conseguendo il “Certificato di Leadership”. Dall’anno sociale 2007-2008 al 2016-2017 ha ricoperto i seguenti incarichi distrettuali: – Presidente del Comitato organizzatore del Congresso d’Autunno; – Redattrice per il Lazio della rivista “Lionismo”; – Responsabile della retention nel comitato MERL; – Segretaria del Comitato organizzatore del Congresso di Primavera; – Coordinatrice triennale del GLT; – Coordinatrice del Comitato “Opportunità Lions per i Giovani”; – Delegata del Governatore per la Convention internazionale di Milano 2019; – Secondo Vice Governatore del Distretto 108L. Dal 2004 ha partecipato a tutti i congressi nazionali e distrettuali; nel 2004 ha assistito al Forum Europeo di Roma, nel 2010 al Forum Europeo di Bologna, nel 2015 alla Conferenza del Mediterraneo di Pescara. Nel 2008 il Club le ha conferito l’onorificenza MJF e nel 2015 ha conseguito il diploma di Lion Guida Certificato.

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Curriculum Vitae di Mauro De Angelis Candidato al ruolo di 2° Vice Governatore del Distretto 108L per l’anno 2017-2018 Mauro De Angelis è nato a Terni il 23 Agosto 1952. Studi Conseguita la Maturità Scientifica e Magistrale, frequenta la Facoltà di Architettura dell’Università degli Studi di Firenze, la Facoltà di Medicina e Chirurgia dell’Università di Perugia, le Scuole di Teologia e di Scienze Sociali promosse dalla Diocesi di Terni-Narni-Amelia. Dopo la opzione militare studia in numerosi Istituti di formazione in Italia: Scuola di Sanità Militare di Firenze, Scuola Allievi Ufficiali e Sottufficiali di Artiglieria di Foligno, la Scuola di Aerocooperazione a Guidonia, la Scuola N.B.C. (Nucleare Biologica e Chimica) a Roma e Rieti, il NATO Defence College a Roma, la Scuola di Guerra a Civitavecchia, la Scuola Ufficiali Carabinieri a Roma, “Multinational CIMIC Group” a Motta di Livenza, l’Istituto Internazionale di Diritto Umanitario a San Remo, la Fondazione Europea Dragan a Roma; ed all’estero: l’Accademia Militare Reale di Sandhurst nel Regno Unito, il Collegio Navale Tecumseh a Calgary in Canada, la Scuola della Gendarmeria Francese a Fontainenbleau in Francia, la Scuola di Fanteria ad Hammelburg in Germania, l’Accademia di Sanità Militare Tedesca a Monaco di Baviera, i Quartieri Generali della NATO a Bruxelles ed i Comandi Supremi Alleati (SHAPE) a Mons, la Fondazione Konrad Adenauer (KonradAdenauer-Stiftung) a Colonia e Bonn. Obblighi Militari Volutamente svolge il servizio militare di leva a Como presso il 23° Battaglione di Fanteria “Como”, a Firenze come Allievo Comandante di Squadra di Sanità e poi all’Ufficio Addestramento e Studi della Scuola, avvicendandosi al Soldato ed all’Ufficiale Medico, infine all’Ospedale Militare di Verona. A Foligno frequenta il 96° Corso AUC presso la Scuola A. U. S. A. dove svolge il servizio di prima nomina come Istruttore ed Insegnante Aggiunto al motto: “EDUCO, ADDESTRO PER LA PATRIA TEMPRO”. Alle pipe di Artiglieria resta indissolubilmente legato e due sono i richiami in servizio: presso il 48° Gruppo di Artiglieria “Taro” della Brigata “Acqui” a l’Aquila ed al “NATO Defence College” di Roma per il NAROC: un corso destinato ai Riservisti. È 1° Capitano di Artiglieria Pesante Campale, a traino meccanico, ora in congedo assoluto. Attività Professionale L’esperienza di soccorritore/Stracciafogli presso la Ven. Arciconfraternita della Misericordia di Firenze – dove è tuttora ascritto come Buonavoglia –, al rientro a Terni lo avvicina alla Croce Rossa Italiana. È Volontario nel Comitato CRI di Terni, operando come barelliere ed autista, organiz26

zando il Gruppo dei Volontari del Soccorso, ricoprendone l’incarico di Ispettore e ricevendo anche la nomina a Consigliere del Comitato Provinciale CRI di Terni. Si iscrive poi come Ufficiale commissario nel Corpo Militare CRI ed entra in servizio continuativo quale vincitore di concorso, rinunciando agli incarichi nella Scuola Pubblica ricevuti a seguito della abilitazione all’insegnamento. Già Responsabile del Nucleo Arruolamenti ed Attività Promozionali del Corpo Militare CRI a Perugia, è assegnato come sede a Roma ove è tuttora in servizio. Su proposta del Comitato CRI di Terni è nominato Socio Benemerito della Croce Rossa Italiana (Ordinanza del Commissario Straordinario CRI Prof. Luigi GIANNICO-O.C. n. 7982 del 31.3.1994), condizione per la quale è stato eletto Consigliere del Comitato Provinciale CRI di Terni e del Comitato Regionale CRI Umbria. Gli incarichi principali ricoperti sono amministrativi e logistici: Ufficiale Addetto al Gruppo Unità Militari di Emergenza e dei Servizi (GUMES), Responsabile dei Materiali (Magavest), dei Mezzi e delle Infrastrutture del IX Centro di Mobilitazione, Direttore amministrativo, Capo Ufficio Previdenza ed Adempimenti Fiscali (gestisce le iscrizioni all’INPS, all’INPDAP, all’INAIL), Capo Ufficio Amministrazione; poi all’Ispettorato Nazionale Capo Ufficio Bilancio e Programmazione. Incarichi di Comando: al IX Centro di Mobilitazione Vice Comandante del Centro, Capo ufficio Personale e Mobilitazione, Aiutante Maggiore del Comandante; all’Ispettorato Nazionale Aiutante Maggiore dell’Ispettore Nazionale, Comandante della Base Logistica di Fara Sabina (1° CODAM), Capo Ufficio del Personale Militare, curando a livello nazionale le problematiche dell’arruolamento e dell’avanzamento, del contenzioso, dei rapporti con il Ministero della Difesa per la gestione dei ruoli, delle ricompense ed onorificenze; partecipa come relatore alle riunioni della Commissione Centrale del Personale Militare. È nominato membro della Commissione Nazionale Interministeriale per la selezione dei Volontari a ferma breve. Numerose le Esercitazioni con le Forze Armate, a livello di Regione Militare, per la attivazione/prova dei Gruppi Sanitari Mobili, delle Aliquote di Emergenza, dei Posti Medici Avanzati, in pratica su tutto il territorio nazionale. Memorabile la partecipazione alla “Dynamic Mix” all’Aeroporto di Rimini, nella “white cell” con la previsione di una rilevante fuga di popolazione dai Balcani. Ad esse sono seguiti gli interventi concreti: nel Ponte Aereo di Sarajevo con l’Ospedale dispiegato a Falconara, nel corso del Terremoto Umbria-Marche con l’ospedale Campale a Foligno, nella Alluvione della Valle d’Aosta, quale Responsabile del Campo di Accoglienza dei Rifugiati Albanesi a Marina di Massa. A Kukes in Albania durante il conflitto del Kossovo dirige il Campo di Accoglienza di circa seimila rifugiati con l’annesso Ospedale n. 68, nell’ambito della “Missione Arcobaleno”. Assume il Comando del contingente del Corpo Militare CRI nell’ambito della struttura ospedaliera campale che l’Ospedale militare “Celio” di Roma impiega a Campo Mittica a Nassiriya (Dhi Qar) nel corso della Missione “Antica Babi-


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lonia” in Iraq. Incarichi di formazione: approfondisce le questioni del Diritto Internazionale Umanitario ed acquisisce le specializzazioni di: Istruttore di Diritto Internazionale Umanitario, Ufficiale Qualificato sul DIU, Istruttore di Diritto delle Operazioni Militari, Consigliere Giuridico Forze Armate, approfondendo anche il Diritto dei Rifugiati. Si dedica quindi con impegno alla diffusione del DIU a tutte le Componenti della CRI e nei Seminari Regionali. È nominato Rappresentante della Croce Rossa Italiana nella Piattaforma tra le Società Europee di Croce Rossa sui Rifugiati, Chiedenti Asilo e Migranti (PERCO) partecipando per circa sei anni ad incontri, convegni, visite in numerosi Paesi per una armonizzazione dei comportamenti delle Società e di tutta l’Europa di fronte al dilagare dei migranti. Entra poi nel Comitato esecutivo ed è eletto anche Co-Presidente del PERCO insieme con un collega Serbo. Organizza alcuni seminari sul tema, partecipa come relatore in diversi Convegni ed è invitato dalla Federazione Internazionale di Croce Rossa e Mezzaluna Rossa alla Conferenza Regionale Europea di Istanbul, a tenere una presentazione sulla “migrazione irregolare”. Quale “resource person” è invitato all’Arsenale di Venezia, presso l’Istituto di Studi Militari Marittimi, come tutor nell’ambito delle attività addestrative degli Ufficiali frequentatori del Corso Normale di Stato Maggiore. È Cultore di Storia della Croce Rossa e della Medicina (CISCRI). Associazioni Combattentistiche e d’Arma Iscritto d’ufficio alla Unione Nazionale Ufficiali in Congedo d’Italia (UNUCI) presso la Sezione Medaglia d’Oro “Salvatore MORICONI” di Terni, è invitato nel Consiglio, ne diviene Coadiutore e dal 1990 ne ricopre la carica di Presidente. Nel 1982 fonda la Sezione di Terni, Medaglia d’Oro “Giuseppe GHIONE”, dell’Associazione Nazionale Artiglieri d’Italia (ANArtI) ed è eletto nel 1988 Delegato Regionale per l’Umbria, Consigliere Nazionale e Rappresentante ANArtI per l’Umbria. L’UNUCI fa parte della Confederazione Interalleata degli Ufficiali della Riserva (CIOR) e della Confederazione Interalleata degli Ufficiali Medici della Riserva (CIOMR): due Organizzazioni sovranazionali accreditate presso l’Organizzazione del Trattato Nord Atlantico (NATO) e cooperanti nelle finalità della sicurezza e della crescita culturale. Dal Congresso di Roma del 1984 ne partecipa ininterrottamente l’attività con: la riunione Invernale a Bruxelles (MWM), il Congresso estivo ogni anno in una sede diversa e varie iniziative intermedie, sia programmatiche che operative. Frequenta così quale Ufficiale di Artiglieria alcuni addestramenti particolarmente prestigiosi: i Seminari per Giovani Ufficiali (YROS ed EROS) a Bruxelles e Mons, il NAROC a Roma, l’JOLDS a Monaco, i Gruppi di lavoro dei giovani ufficiali (YROW) a Londra, Calgary, Parigi, Hammelburg e dirige quello di Roma con circa cinquanta frequentatori. Partecipa ai lavori CIOMR come Ufficiale CRI, con relazioni presentate ai Convegni scientifici e diversi gli incarichi ricoperti: Ufficiale di collegamento con la Commissione CIOR delle competizioni sportive, Giudice di primo soccorso, Ufficiale di collegamento CIOR/CIOMR e Segretario della CIOMR-Italia, Ufficiale di collegamento con la Commissione

del Partenariato per la Pace (PfP) e Revisore dei Conti. Ancora per la CIOR è Segretario della CIOR-Italia. Iscritto alla Associazione Nazionale Combattenti e Reduci (ANCR) come socio simpatizzante fin dal 1982, a seguito delle innovazioni statutarie è eletto Presidente della Sezione di Terni e della Federazione Provinciale ANCR di Terni, poi eletto Consigliere Nazionale ANCR 2016-2019. È socio delle Associazioni dei Carristi, Autieri, Finanzieri, Cavalieri e Carabinieri. Guardia d’Onore alle Reali Tombe del Pantheon ricopre da più mandati l’incarico di Delegato Provinciale di Terni dell’Istituto Nazionale per la Guardia d’Onore alle Reali Tombe del Pantheon, già Ispettore Regionale per l’Umbria dell’Istituto. Impegni Sociali Dal 1982 quale Donatore di Sangue è iscritto alla Associazione Volontari Italiani del Sangue ricoprendo vari incarichi associativi: addetto stampa, Consigliere e Presidente della Sezione AVIS di Terni; Consigliere, Segretario e Presidente della AVIS Provinciale di Terni. Eletto nell’AVIS Regionale Umbria vi permane per ben quindici anni ricoprendo gli incarichi di: Vice-Presidente Regionale, Segretario, Amministratore, Responsabile dell’Area Sanitaria, membro della Commissione sanitaria, istituita dalla Regione Umbria tra i Primari dei Servizi Trasfusionali e le Associazioni di Volontariato del dono del sangue. È eletto Consigliere Nazionale AVIS, in rappresentanza della AVIS Umbria. È accreditato come formatore presso il Servizio Civile Nazionale. = Tra i Fondatori della Sezione Provinciale di Terni della Lega Italiana per la Lotta contro i Tumori, ne è stato Segretario, Vice-Presidente e Consigliere. = Attivo nella Parrocchia di Santa Maria del Rivo è tra gli artefici del “Gruppo Culturale = LA NAVE” con la pubblicazione del periodico “Arriva La Nave”, diffuso anche con il titolo “Lu Riacciu sborbotta”. A seguito della scomparsa di un membro, il Dott Francesco AURELI, si costituisce un “Comitato” per un Premio alla sua memoria, che, con diffusione regionale, premia persone meritevoli per l’impegno sociale, la solidarietà e l’amore per il prossimo, che De Angelis presiede per ben dieci anni organizzando attualissimi e partecipati convegni in occasione della premiazione. È eletto nel Consiglio Pastorale Parrocchiale, impegnandosi pure come Segretario e redigendone a mano i verbali. = Fa parte dell’Associazione Vaticana dei Santi Pietro e Paolo, onorato di avere servito e servire le LL. SS. Giovanni Paolo II, Benedetto XVI e Francesco. = Molto legato alla Terra Santa sin dal primo Pellegrinaggio con l’Ordine del Santo Sepolcro, ha una rilevante conoscenza di Israele e della vicina Giordania, approfondendo la cultura ebraica e tutte le evoluzioni storico-politiche della Palestina. Tra gli Amici Cristiani dello Yad Vashem, ha frequentato un approfondito corso di studi sull’Olocausto e la Storia Ebraica. = Molto legato alla Città di Assisi, fa parte della Compagnia dei Cavalieri del Colle del Paradiso. = Fa parte del Centro Italiano di Studi Compostellani di Perugia ed è membro della Confraternita di San Jacopo di Compostela.= Fa parte della Arci Confraternita di Sant’Antonio di Padova. = Convinto assertore del dialogo ecumenico, ha collaborato 27


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alla costituzione dell’Ordine Ecumenico di San David del Galles, Sant’Albano e San Crescentino, fondando l’Associazione Italiana dei Cavalieri di cui è Presidente dall’origine. = Tra i Fondatori della Sede di Terni dell’Archeoclub d’Italia, è stato Presidente del Club ed ha anche ricoperto l’incarico di Consigliere Nazionale di Archeoclub d’Italia. Socio della Società Italiana per la protezione dei Beni Culturali (SIPBC) ne è stato anche Consigliere Nazionale. = Socio del Touring Club Italiano dal 1975, appartiene al Club del Secolo ed è Fiduciario del TCI con l’UNUCI di Terni, mentre svolge regolari servizi di Volontario a Roma con il progetto Aperti per Voi. = Quale CISCRI è Socio delle Società Italiana ed Internazionale di Storia della Medicina. = Socio della Società Geografica Italiana. = È membro delle Accademie: Valentiniana, Gentium Pro Pace, Properziana del Subasio. Attività Sportiva Dal 1984 è Giudice di Gara Nazionale per la Federazione Italiana di Atletica Leggera, impegnandosi nella Gestione del Gruppo Giudici Gare, anche come Fiduciario Regionale, nonché Consigliere Nazionale del GGG – FIDAL. = Per circa venticinque anni è stato Arbitro di Pallavolo fino ai ruoli regionali e per la FIPAV ha ricoperto anche gli incarichi di Fiduciario Arbitri Provinciale e Consigliere del Comitato Provinciale FIPAV di Terni. = Socio del Panathlon Club di Terni ne è stato Presidente per due mandati (2000-2003). = Socio della Associazione Nazionale delle Stelle al Merito Sportivo ne è Revisore dei Conti. = È socio delle Sezioni Ternane dei Veterani dello Sport e degli Atleti Azzurri d’Italia. I Lions Il Generale Ispettore del Corpo Forestale dello Stato Dr. Fortunato TARALLO lo presenta al Lions Club Terni San Valentino e lo invita in tutta riservatezza ad accettare l’ammissione. Il 29 Giugno 2000 è ammesso nel Club, insieme con il Dott. Giuseppe FATATI e con la Presidenza del Prof. Adolfo PUXEDDU. È un ingresso tra molte persone conosciute e tra autentici amici, come costantemente lo dimostreranno. Il parere familiare è subito favorevole soprattutto quello del padre Alfio che, conoscendo bene e stimando molto il Gen. TARALLO, afferma che non è possibile dirgli di no… È quindi invitato ad assumere impegni di gestione: Delegato per la Protezione Civile è addetto stampa per molti anni, inviando numerosi resoconti ed articoli alla Rivista Lionismo. Consigliere del Club, diviene 2° e 1° Vice Presidente, ricoprendo l’incarico di Presidente nell’anno lionistico 2008/2009 con il DG Franco PIRONE ed il PI All BRANDEL. Consegue la “medaglia excellence” ed il “cristallo” della crescita associativa. Dopo la Presidenza ha continuato ad operare nella gestione del Club come Past Presidente, membro e poi Presidente del Comitato Soci, addetto alla Protezione Civile, Segretario, Consigliere, Tesoriere, Coordinatore di Club della LCIF. Nel 2008 inizia anche la sua attività di Officer Distrettuale cooperando in vari Comitati: “Tutela dei minori”, “Disagio giovanile”, Relazioni Internazionali”, “Alert”. Nel 2014/2015 è Presidente della 28

Zona VIII - B con il DG Giampaolo COPPOLA e riceve alcune delle caratteristiche “orme” del PI Joe PRESTON. Nel 2015/2016 è Presidente della Circoscrizione VIII del Distretto 108 L-ITALY con il DG Tommaso SEDIARI ed attualmente coordina il “Comitato Distrettuale ALERT”. In relazione ai suoi impegni internazionali ed alla conoscenza della Lingua Inglese, scopre e sviluppa l’aspetto Internazionale del Lionismo, senza per questo abbandonare l’attività nazionale, come testimonia l’assidua partecipazione agli eventi del Distretto e del Multi-Distretto 108 ITALY. Due gli eventi chiave: a Roma nel 2004 il Forum Europeo dei Lions e nel 2005 ad Hong Kong la Convention Internazionale. Segue il Forum ininterrottamente nelle interessanti e diverse sedi: Roma, Stoccarda, Bournemouth, Bucarest, Cannes, Tampere, Bologna, Maastricht, Istanbul, Birmingham, Augsburg, Sofia. Molte le Convention Internazionali: Hong Kong, Chicago, Bangkok, Minneapolis, Sidney, Seattle, Amburgo, Toronto, Fukuoka… Né vanno dimenticate le Conferenze dei Lions del Mediterraneo: Atene, Tangeri, Pescara e Malta anche quale relatore. A Roma incontra i Lions Israeliani che lo invitano ad un “Corso Regionale sulla leadership” a Gerusalemme e ad un tour della “Terra Promessa” con occhi nuovi, pure diversi dai percorsi cristiani della Fede. È Touvia (Teddy) GOLDSTEIN l’artefice che lo invita anche a seguire i “Twinning Events” dei Forum Europei, ove le relazioni si moltiplicano e gli scambi culturali e dei guidoncini diventano frequenti fino al Forum di Bologna, ove è Vice-Presidente del Tavolo dei Gemellaggi Multipli. Una esperienza da continuare come è stato detto a Sofia, riconoscendo il grande merito di Teddy… Ma le relazioni continuano: é invitato per il quarantennale del Lionismo Israeliano a TelAviv, ove pianta un carrubo nel “Bosco dei Lions”; a Mosca per il decennale del Lionismo Russo; incontra i colleghi Lions a Kaunas in Lituania e ad Istanbul e Bursa in Turchia… Lions Guida Certificato si prepara – sempre in Inglese – a Bucarest, si aggiorna a Tampere, a Seattle e poi a Roma ed ha il piacere di seguire – con gioie alterne – i Club: Antrodoco New Century e Terni Interamna. Sviluppa ed approfondisce i temi della Leadership ottenendo la ammissione ai seguenti corsi: Senior Lions Leadership Institute (SLLI, Maastricht), Faculty Development Institute (FDI, Vienna), Advanced Lions Leadership institute (ALLI, Birmingham) e partecipando agli webinar del Faculty Develpment Excellence Series (FDES via internet). Per ben due volte i suoi progetti preparatori (“Leonilde” e “Pleasent Country will rise again”) sono condivisi dai gruppi preliminari ai corsi ed ha il piacere di esporli in plenaria all’inizio delle esperienze formative SLLI e ALLI. Segue l’addestramento anche via internet e completa tutti i ventitre corsi on-line resi disponibili dal LCI. Esperienze che cerca di condividere quale RC sviluppando corsi basici di formazione ed una iniziativa più ampia: “La gestione del Club: dall’amministrazione alla leadership”. Attua un corso di “Mentorato” per una nuova socia del Club Terni San Valentino quale Lion Mentore. Nella piena condivisione degli ideali e dei valori della LCIF, ne sostiene le finalità: nel Sight First II, nei disastri, nella lotta alla cecità, divenendo Melvin Jones Fellow Progressivo e più volte sponsor della Fondazione. Sostiene l’attività del-


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l’AILD (Associazione Italiana dei Lions per il Diabete). Nel corso della esposizione Universale 2015 di Milano è stato presente nello stand dei Lions alla Cascina Triulza per tutto il periodo presidiato dal nostro Distretto 108 L - ITALY .Ha ideato e realizzato tre medaglie “ad hoc” per celebrare il ventennale del Club Terni San Valentino e per ricordare gli incarichi di ZC e RC. Pubblicazioni Tra i vari scritti: “Passeggiata a Carsulae - Note per una visita alla zona archeologica” è una pubblicazione del Centro Studi “Vanoni-Mattei”. “Carsulae senza misteri”: l’opera del Prof. Manlio FARINACCI, contiene disegni e tavole illustrative di De Angelis. “Gli Anni de = La Nave” è la memoria dell’attività parrocchiale degli anni giovanili. Articoli sono stati pubblicati sulle Riviste: UNUCI, L’Artigliere, Notiziario Archeoclub, Antiqua, SE - Sintesi Economica dell’Umbria, The Lion, Lionismo, in lavori monografici di: SIPBC, Panathlon Club Terni, Lions Club Terni San Valentino, Ordine del S. Sepolcro. Suoi racconti e poesie sono presenti in Antologie dell’Associazione Amici dell’Umbria. Si diletta di arti grafiche ed ha realizzato i bozzetti di varie cartoline commemorative. Riconoscimenti Cavaliere, Ufficiale, Commendatore dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana. § Medaglia d’Argento e 2 Meda-

glie di Bronzo al Merito della Croce Rossa Italiana; Croce delle Missioni Umanitarie di Pace con le due campagne: Macedonia-Albania ed “Antica Babilonia”; Medaglie Commemorative per gli Interventi nel Terremoto Umbria-Marche e nell’Alluvione del Piemonte-Valle d’Aosta; Medaglia del Servizio della Protezione Civile per i numerosi interventi nelle emergenze; Medaglie Commemorative e Croci della Croce Rossa Italiana per gli interventi in Albania, Iraq, Terremoti del Molise e dell’Aquila. Diplomi di benemerenza della Croce Rossa Italiana e della Croce Rossa Sanmarinese. Croce d’Argento e d’Oro della CRI per la anzianità di servizio. § Cavaliere, Commendatore, Commendatore con Placca (Grande Ufficiale) dell’Ordine Equestre del Santo Sepolcro di Gerusalemme; Benemerenze di bronzo, d’argento e d’oro della Custodia Francescana di Terra Santa§ Cavaliere dell’Ordine Pontificio di San Gregorio Magno. § Cavaliere del Sacro Militare Ordine Costantiniano di San Giorgio§ Cavaliere, Ufficiale di San Maurizio e Lazzaro, Ordine Dinastico della Reale Casa di Savoia; Commendatore dell’Ordine della Corona Normanna degli Altavilla; Cavaliere dell’Ordine Ecumenico Anglicano di San David del Galles, Sant’Albano e San Crescentino. § Stella di Bronzo al merito Sportivo da parte del CONI; Quercia di 1° grado al Merito Atletico della FIDAL; Distintivi di benemerenza di 1°, 2° e 3° grado del Gruppo Giudici Gare della FIDAL§ Medaglia d’Argento e d’Oro al merito del servizio da parte della Associazione Vaticana dei Santi Pietro e Paolo. È Delegato Provinciale di Terni dell’Associazione Nazionale Insigniti Onorificenze Cavalleresche (ANIOC).

Curriculum Vitae di Massimo Paggi Candidato al ruolo di 2° Vice Governatore del Distretto 108L per l’anno 2017-2018 Nato a Civita Castellana (VT) il 10 febbraio 1943, è coniugato con Maria Grazia Migliosi dal 1974 ed ha due figlie: Silvia, laureata in lingue straniere, e Barbara, laureata in Scienza dell’Educazione, e due meravigliosi nipoti Alessandro e Cecilia. Vive da sempre in Assisi, città in cui è profondamente inserito nella vita sociale e culturale, quale cittadino attivo e presente. Per dieci anni è stato Presidente della Pro Loco ed ha avuto anche un’esperienza politica come Capogruppo in Consiglio Comunale (1988-1993). Vanta una militanza quarantennale nell’AVIS Comunale di cui è stato a lungo Presidente. Per dieci anni, ha svolto attività d’insegnamento (Igiene e Puericultura) in una scuola parificata per Maestre d’Infanzia. La partecipazione e la collaborazione con Associazioni di servizio (Misericordia, Croce Rossa, Caritas, Assisi Medicina, Università della Terza Età) hanno permesso l’acquisizione e

il consolidamento di esperienze di direzione e di gestione, entrando in contatto con le individualità più disparate e le più varie situazioni. Nel 1997, a seguito del violento terremoto, che sconvolse anche Assisi, rendendo non agibile l’Ospedale cittadino, si è misurato con un evento di estrema criticità, mantenendo sul posto un presidio di urgenza ed emergenza. Per quel che resta del suo giorno, fa parte del “Progetto Salute” all’interno dell’Istituto Alberghiero di Assisi e collabora con la testata giornalistica del giornale locale. E la sua porta rimane sempre aperta a tutto e a Tutti! Attività Professionale Conseguita la Maturità Classica, presso il Liceo statale “Sesto Properzio” di Assisi, si è, successivamente, laureato in Medicina e Chirurgia nel 1968, presso l’Università degli Studi di Perugia. Nel 1969, inizia la propria carriera professionale come Assistente Chirurgo, previo superamento dell’idoneità a tale ruolo. 29


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Consegue poi le idoneità nazionali ad Aiuto Chirurgo e Primario Chirurgo. Da allora ha percorso tutto l’iter professionale possibile per un medico ospedaliero, diventando Aiuto Chirurgo (19771993) e Primario Chirurgo, addetto all’Urgenza ed Emergenza (1993-2010), a seguito di concorso pubblico sostenuto presso il Policlinico Gemelli di Roma. Dal 2004 al 2010 ha ricoperto il ruolo di Direttore dei Dipartimenti di “Chirurgia” e ”Materno Infantile” dell’USL 2 dell’Umbria. In tale contesto, ha avuto modo di far fronte a situazioni specifiche, ma anche talvolta imprevedibili, riguardanti non solo la salute del singolo, ma la gestione della complessa macchina della sanità pubblica. Nello svolgere l’opera richiesta, ha sempre cercato il giusto, l’onesto, il meglio possibile, mettendo a disposizione la propria preparazione culturale e formativa, arricchita da corsi, convegni, congressi, cui ha partecipato spesso in veste di Relatore ed anche di Organizzatore. Ha al suo attivo oltre 5000 interventi chirurgici effettuati; ha conseguito una specializzazione in Ostetricia e Ginecologia (Università di Siena 1972); ha partecipato a un master biennale presso l’Ospedale Maggiore di Bologna (19781980), ed a Corsi di formazione sul sistema di budget aziendale e per dirigenti medici (SDA Bocconi 1997-1999). È stato, inoltre, Responsabile del Servizio di Endoscopia digestiva (1989-1993), del Coordinamento del Servizio di Pronto Soccorso dell’Ospedale di Assisi (1987-1993), oltre che Docente di Anatomia e Patologia Chirurgica presso la Scuola Infermieri. Ha partecipato anche al pool organizzativo regionale del Servizio 118 in Umbria. Tutto ciò gli ha consentito di misurarsi con infinite problematiche, senza perdere mai di vista il concetto fondamentale che: per dirigere, è prima necessario saper fare! Nel febbraio 2010, dopo quaranta anni effettivi di lavoro, è giunto il pensionamento ad interrompere in maniera definitiva una scelta di vita totalizzante, dedicata ai servizi per la salute umana con particolare attenzione verso le condizioni di maggior bisogno, sofferenza e disagio socio-psicologico, prestando loro la dovuta attenzione nei momenti critici della malattia ed aiutando a guardare la vita con rinnovata fiducia e nuovo coraggio. Un pizzico di orgoglio: aver lasciato strutture pubbliche funzionanti e Personale medico e paramedico molto preparato, non solo dal punto di vista professionale, ma soprattutto umano, per dare sollievo e conforto a quanti vivono, anche se temporaneamente, la fragilità della sofferenza, della malattia e del dolore. Attività Lionistica Sponsorizzato dal PDG Franco Pampanini, viene ammesso nel Lions Club Assisi nell’anno 1984. Da allora, ha sempre operato nel Club, senza soluzione di continuità, ricoprendo nel tempo tutte le cariche necessarie alla preparazione di un buon Socio Lions. 30

È stato Presidente del club per ben tre volte. La prima nel 1992-1993, in cui ha organizzato un concerto nel Sacro Convento di Assisi, per una raccolta fondi a favore del service internazionale Sight First; la seconda ha guidato il club al passaggio del millennio (1999-2000), ricevendo dalla sede centrale il premio Excellence 100%; la terza nel 2015-2016, voluto a gran voce da tutti i Soci di Assisi, in concomitanza del 50° anniversario della consegna della charter al Club. Nel corso dell’anno ha fortemente voluto una pubblicazione sulla cinta muraria della città di Assisi, dal titolo “Le otto porte della terza cinta” ed un importante service: “Abbattimento delle barriere architettoniche di Assisi”. Ha servito il Distretto ricoprendo il ruolo di Delegato di Zona (2003-2004) con il Governatore Renato Palumbo. In tale veste collaborò con l’allora Presidente della IX Circoscrizione, Paolo Filena del Club di Foligno, ad un mega spettacolo di beneficienza al teatro Lyric di Assisi. Nel 2011-2012, chiamato dal Governatore Franco Fuduli, è stato Presidente della IX Circoscrizione, impegnandosi nel gradito compito di armonizzare le diverse anime che compongono il polimorfo mondo dei Club. In tale veste, ha organizzato il corso di GMT/GLT tenuto in Assisi, per la prima volta assoluta, dall’attuale II VDG Leda Puppa. Ha, altresì, servito come Officer distrettuale in vari Comitati: – CREC (Governatore Peddis), – Bosco Lions (Governatore Anselmi), – Terapia del dolore (Governatore Paolini), – Coordinatore del Libro Parlato (Governatore Lamberti), – Curatore dei rapporti con gli Enti Religiosi (in special modo con il Sacro Convento con il Governatore Coppola). Dal 1984 ha partecipato attivamente alla vita sociale del Distretto, partecipando alla quasi totalità delle riunioni delle cariche ed ai congressi distrettuali e nazionali. La sua appartenenza al club l’ha visto presente massimamente nella realizzazione dei “service” nazionali e locali, impegnato in prima persona nella convinzione che sia più importante fare, che comparire. Nella sua storia lionistica c’è anche l’organizzazione del Congresso di Autunno, tenuto in Assisi nel novembre del 2011, e la mediazione con il Sacro Convento per il Service in occasione del Lions Day celebrato in Assisi nel 2012 (completamento Refettorio di un Istituto per bambini abbandonati a Minsk - Bielorussia). Nel giugno del 2016, in qualità di Presidente, ha celebrato i 50 anni di attività del club di Assisi, un club dalla storia gloriosa e dal grande prestigio, che gli deriva da una città simbolo, dove ogni cosa o iniziativa assume un tono e un sapore particolare. Ha ricevuto: dal Club di Assisi la massima riconoscenza lionistica il “Melvin Jones Fellowship” nel 2011-2012; dal Lions International la “Builder Key Award” nel 2017, oltre all’Appreciation Award District dal Governatore Palumbo nel 2004 e l’Appreciation Award District nel 2012 dal Governatore Fuduli.


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IL SECONDO PERIODO: 1984/85 - 1991/95 Domenico Mammoli assume la direzione della Rivista, intervallato da Carta, Paoletti e Bellavista. Sono gli anni dell’apertura alle donne e della nascita del Distretto 108LA. Sulle nostre pagine scorrono i grandi temi sociali e i service dell’Associazione

Pdg - Gwa Bruno Ferraro Condirettore di Lionismo

È

il primo periodo di Domenico Mammoli, intervallato da Carta, Paoletti e Bellavista. Dopo la lunga e qualificata militanza come Vice Direttore, il subentro di Domenico Mammoli apparve come un evento del tutto naturale. Mammoli accettò la designazione del Governatore Sansonetti, nel mentre Cassiano diede inizio alla sua lunga e mai interrotta rubrica “In questa povera, cara, strana Italia”. Lo stesso Mammoli tentennò all’inizio del secondo anno, si ritirò dopo il terzo dando i suoi buoni consigli, riprese il timone della Rivista nel 1989-’90 con la “colonna infame”, mantenne alto lo spessore e il prestigio del giornale. Lo stesso tentarono di fare, nei tre anni in cui la Rivista venne affidata a lions della stessa Regione dei Governatori, Piercarlo Carta (1987-’88: Rinnovamento nella continuità), Enrico Paoletti (1988-’89: Verso un lionismo migliore) e Mauro Bellavista (1991-’92). Quali i momenti e le iniziative di tale periodo? Provo ad elencarli con una rappresentazione sistematica: a) anzitutto i successi del nostro Distretto, che registrò l’elezione di Luciano Braccini a Presidente del Consiglio dei Governatori (1985-’86), venne classificato tra i primi venticinque distretti del mondo (1988-’89) e con l’AILD di Aldo Villani portò avanti un service destinato ad entrare nella storia nazionale ed internazionale; b) le riflessioni su alcuni temi scottanti, come le famosissime trentadue domande al Presidente Internazionale Stevenson (1988-’89) e l’apertura alle donne avviata dai Rotary (1986-’87) e materializzatasi per la prima volta nel nostro Distretto con i club Roma Augustus e Roma Pantheon (1987-’88); c) la riflessione su alcuni ricorrenti temi ed interrogativi, quali Associazionismo e Partitocrazia (1987-’88 a fir-

ma di Taranto), Per un lionismo più rappresentativo (1988-’89 ancora Taranto), La funzione dei Lions nella società del 2000 (De Tullio 1988-’89), Gli scopi del lionismo (Pirrongelli 1990-’91); d) il grande e prolungato approccio dei Lions ai temi della famiglia (1984-’85 e 1985-’86), della droga (1989’90), dell’ambiente (1989-’90), dei diritti e doveri dell’uomo (1990-’91), del Forum Europeo (1990-’91), della legge sul volontariato (1991-’92), per i quali lo scrivente fu chiamato ad un ruolo diretto, anche a ragione della ripetuta designazione ad (allora unico) relatore dei temi di studio di quegli anni; e) il distacco dal 108L e la contestuale costituzione in Distretto 108LA della Toscana, conseguenza di una sofferta delibera del Congresso Nazionale di Verona del 1991 che spinse Cassiano ad un accorato articolo, seguito da non poche risposte, dal titolo “Addio amici toscani”; f) una lunga serie di iniziative ed inchieste editoriali su taluni scottanti problemi dell’epoca: lo stato generale del lionismo (intervista al DI Paolo Bernardi 1984-’85); donne si donne no (1984-’85 e 1985-’86); le interviste alle consorti dei Governatori; perché Leo (198586); la premiazione dei notiziari maggiormente meritevoli (1984-’85); la diffusione del lionismo nelle quattro Regioni del Distretto (1985-’86 e 1986-’87); gli affari internazionali (1986-’87); perché Lions? (1986-’87). Nel periodo trovarono uno spazio ridotto, nelle scarne cronache dei club, le notizie relative ai service: spiccò su tutti, però, quello sulla dialisi infantile promosso da Umberto Manucci (1985-’86). Per il Centro Studi, degni di nota il convegno sulla funzione sociale dell’impresa (1986-’87) e quello sulla efficienza dello stesso Centro per consentire un lionismo al passo dei tempi (1989-’90). Domenico Mammoli, al culmine di un quinquennio, lasciò la direzione a causa dei suoi onerosi impegni di avvocato ma, come si vedrà, il richiamo della Rivista si fece risentire dopo qualche anno.

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CONGRESSO DEL CENTENARIO LA LEPTIS MAGNA ATTENDE L’ARRIVO DEI DELEGATI L’adrenalina sale e il momento dell’inizio dei lavori congressuali si avvicina

bito dopo la cerimonia inaugurale, e la cena di Gala che si terrà in una location speciale come speciale deLions Club Roma Parioli ve essere l’evento legato ai nostri 100 anni: la Galleria Colonna, dedicata ad Alberto Sordi, nel pieno centro 1.500 delegati, più un numero non ancora ben pre- di Roma. Uno scenario inaspettato. Chiusa al pubblicisato di soci ed accompagnatori, saranno lì, nella co, illuminata a giorno e colorata con i nostri colori, Leptis Magna, tutti insieme, in attesa dell’inizio dei racchiuderà un momento di intimità lionistica in cui lavori del 65° Congresso del Multidistretto ITALY, per sarà possibile incontrare le autorità lionistiche presenti celebrare i primi 100 anni di Lionismo, una occasione e con un sottofondo musicale degustare i piatti della più unica che rara. tradizione romana. Come scenario un anfiteatro al Ma non abbiamo pensato socui centro siederanno i delegati lo ai delegati e ai soci, ma anUn grande concerto, e i soci che saranno i veri proche ai tanti accompagnatori le bandiere ma anche i nostri che siamo sicuri verranno. tagonisti del congresso, le persone a cui il comitato organizcani guida apriranno i lavori Per loro il comitato organizzatore ha riservato, nell’ultimo ha pensato a due didel 65° Congresso Nazionale zatore anno, la maggiore attenzione, verse alternative di tipo turie per cui sono stati messi a stico-culturali: una passegpunto i particolari, organizzati gli spazi e costruite le giata tra i paesaggi romantici e suggestivi nelle zone scenografie. Dall’accoglienza fino alla fine dei lavori, della Tuscia o un passaggio storico nel cuore delle tutto è stato pensato con la massima attenzione. Ville Pontificie. Sarà la musica classica ad aprire i lavori, tra cui quella Sono le 16 del 26 maggio 2017, siamo tutti nell’aula tanto amata di Ennio Morricone, grande artista, pre- Leptis Magna, il Presidente pronuncerà la tanto attesa mio Oscar alla carriera, ma anche socio Lions del Club frase: “Dichiaro aperti i lavori del 65° Congresso del Roma Aurelium, magistralmente suonata dalla piani- Multidistretto ITALY”, si abbasseranno le luci in sala, sta di fama internazionale Cristiana Pegoraro. un solo faro illuminerà il pianoforte e le sue note riemE poi l’emozione di vedere sfilare le bandiere, cantare piranno il silenzio nella sala. tutti insieme l’inno d’Italia e commuoverci con i cani Sarà quello il momento in cui il comitato organizzaguida. tore, finito il suo lavoro, passerà la staffetta ai delegati Non mancheranno le occasioni, poi, per poter vivere che, invece, inizieranno il loro. E ognuno di noi avrà insieme altri momenti di aggregazione, tra cui il cock- contribuito a rendere speciale il Congresso del Centail di benvenuto organizzato intorno alla piscina, su- tenario. Monica Coppola


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Con l’esortazione a diventare “i cavalieri dei non vedenti nella crociata contro le tenebre” la Keller guiderà per sempre i Lions nella loro missione

Patrizia Marini Novarina Responsabile Celebrazioni del Centenario Lions

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L

a storia di Helen Keller è sicuramente ricca di fascino e colma di amore per la vita. Pur avvolta dal buio della cecità e dal silenzio della sordità, riuscì a fare cose grandi per aiutare gli altri. Helen nacque in Alabama, negli Stati Uniti, aveva solo 18 mesi quando fu colpita da una forma di meningite o scarlattina, che i medici del tempo non seppero curare e descrissero come “un’acuta congestione dello stomaco e del cervello”. La malattia cambiò la sua vita e, pur se di breve durata, portò la bimba alla sordità e cecità totale. Fu contornata dal grande amore della famiglia che le fu sempre vicina. Le sue grandi capacità le permisero ancora bambina di comunicare con i suoi genitori attraverso un nuovo linguaggio e per il quale mise a punto una serie di segni, ben 60 quando aveva sette anni. I genitori le furono sempre vicini in ogni modo possibile e fecero in modo che anche la figlia avesse la possibilità di andare a scuola: la mamma contattò l’Istituto Parkinson per i ciechi di Boston, dove Helen fu affidata alle cure e agli insegnamenti di Anne Sullivan. La Sullivan, che era parzialmente cieca, diede una svolta alla


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vita di Helen e diventò la sua educatrice. Si stabilirono in una dependance nel giardino di casa e attraverso il metodo Tacoma, che prevede di toccare le labbra e la gola di chi sta parlando, le insegnò tutto. Gli anni passavano e Helen diventava sempre più brava e molto determinata. Nel 1900 venne ammessa al Radcliffe College e 4 anni dopo conseguì la laurea in arte magna cum laude, divenendo la prima persona cieca e sorda a laurearsi in un college, un grande sogno che si realizza dopo qualche anno, quando pubblicò ben undici libri e numerosi articoli. La Keller divenne quindi una formidabile oratrice, famosa in tutto il mondo, impegnandosi come legale in molte cause per i diritti dei disabili e in cause progressiste. Si batté come suffragette conducendo anche la campagna per il voto alle donne. Fu un’attenta pacifista e un’attivista nel controllo delle nascite. Successivamente istituì il Fondo di dotazione Helen Keller e divenne il consigliere delle relazioni nazionali e internazionali della Fondazione Americana per Non Vedenti. L’incredibile svolta avvenne nel 1925 quando con un discorso appassionato parlò a una convention dei Lions Club International in Ohio e li persuase a diventare “i cavalieri dei non vedenti nella crociata contro le tenebre”. Proprio il Consiglio d’Amministrazione dei Lions ha stabilito che il primo giu-

gno fosse la “giornata di Helen Keller”, spesa nell’attuazione di tutti i progetti legati alla vista. Nella sua vita viaggiò molto ed incontrò molte persone famose che l’ammirarono. Nel 1964 ricevette dalle mani del presidente Johnson la Presidential Medal of Freedom, la Medaglia presidenziale della libertà, ovvero la più alta onorificenza civile negli Stati Uniti. La Keller dopo una vita molto intensa morì il primo giugno 1968 a 87 anni. Alcuni film hanno narrato la sua storia: il primo film muto su di lei, Deliverance, è datato 1919 mentre quello del 1955, Helen Keller in her story, ricevette un Oscar come miglior documentario a lungometraggio. Ed infine, dal rapporto amicale tra Helen Keller e Anne Sullivan, nacque Anna dei Miracoli di William Gibson a cui furono attribuiti due Oscar. Per concludere vorrei ricordare Helen con un suo pensiero: “La vera maniera di crescere è aspirare di andare oltre i propri limiti, nutrendo sublimi desideri di grandi cose e lottando fino in fondo per realizzarli. Quando agiamo al massimo delle nostre possibilità, non sappiamo mai quale miracolo sia scritto nella nostra vita e nella vita di un altro”. Helen Keller, una donna di grande temperamento che ha fatto della sua cecità una leva per sostenere un mondo che 130 anni fa era davvero difficile per le persone come lei.

“Desidero grandemente compiere un’opera grande e nobile, ma è mio dovere compiere opere piccole come se fossero grandi e nobili”

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CONFERENZA DEL MEDITERRA N DEI CLUB DI TUTTI I PAESI NAS CE Sollecitare le istituzioni a costruire un mondo di pace e a considerare “mare di vita” quel mare nostrum che oggi vede più che altro morte

Deanna Mannaioli Lions Club Marsciano

“L

’auspicio per un futuro di pace” è il messag- Alessandria, centro propulsore, dove è stata allestita gio emerso dalla 20a Conferenza del Medi- la Fiera del libro, in cui ospite d’onore era l’Italia rapterraneo che si è svolta dal 30 marzo al 1° presentata da pubblicazioni di tutto rilievo legate al aprile ad Alessandria d’Egitto, città cosmopolita, con- mondo dell’archeologia e firmate da emeriti docenti siderata la culla della cultura, il cui simbolo è rappre- delle nostre università. sentato dalla Biblioteca in cui sono conservati i docu- “Il mare di fronte alla biblioteca, dove insiste il porto più antico dalle cui acque sono menti che ne attestano il ruolo di emerse statue e testimonianze di polo culturale ellenistico (periodo in Bob Corlew civiltà, è un mare di vita”. Questo cui il fondo toccò i 40.000 volumi). concetto, avanzato nella lectio maDai tempi di Alessandro Magno, il ha incoraggiato gistralis da Ibrahim Darwish, è staMediterraneo è stato il cuore puli Lions to ripreso dalla maggior parte dei sante delle civiltà sorte sulle sue rive relatori, che considerano positivo il a cominciare dai Greci e dai Romani nel loro impegno confronto tra i popoli affacciati sul che hanno lasciato molte testimoper i migranti Mare Nostrum. nianze attestate da un museo, da Dati sugli aiuti umanitari sostenuti preziose catacombe e da un foro con una domus di tutto rispetto e un teatro a gradi- dall’LCIF nei vari paesi, coinvolti dal fenomeno migranate marmoree. Nel “mare nostrum” i legami con torio di chi fugge dalla guerra o dalla povertà, sono Alessandria sono stati costanti sul piano culturale; ba- stati comunicati da Bob Corlew che ha sollecitato tutsti ricordare l’affresco di Raffaello “La scuola di Ate- ti a questa nuova sfida come ad una difficile ma non ne” in cui è raffigurata l’unica filosofa donna, Ipazia, insormontabile montagna da scalare. la prima matematica della storia, inventrice dell’astro- Di fronte all’analisi riportata sulla situazione attuale labio. Forti legami anche sul piano storico ci riportano del mar Mediterraneo, in relazione al fenomeno delle all’esistenza di monasteri copti del III sec. d.C. come stragi dei migranti, l’ID Gabriele Sabatosanti ha quelli visitati a Wadi al-Natrun, ancora oggi attivi sot- espresso la necessità per il popolo lions di trovare un to il profilo economico nelle fattorie-oasi, che danno percorso comune da attuare che possa guidare, se non alla risoluzione del problema, alla sua razionalizlavoro a tanti giovani. La storia ci porta poi a rivivere drammatici momenti zazione e all’eliminazione della sofferenza della micon la visita alla cattedrale di Santa Caterina dove è grazione selvaggia. A tale scopo dobbiamo essere sepolto Vittorio Emanuele III e ad El Alamein nel sa- propositivi e collaborare con gli altri paesi per formare crario in cui sono raccolte le spoglie di 4.634 caduti i giovani all’interculturalità, al rispetto umano contro nelle tre fatali battaglie del 1942 (II Guerra Mondiale). ogni forma di integralismo. La cultura si respira ancora oggi alla Biblioteca di Anche il turismo va visto nell’ottica della conoscenza 38


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A NEO: DAL CONFRONTO APERTO AS CE IL VERO LIONISMO e del rispetto delle varie culture, nella condivisione di un percorso di convivenza pacifica; per questo vanno sviluppati i gemellaggi tra i club e gli scambi culturali tra i giovani di diversi paesi, come ha sottolineato il PDG Aron Bengio. Il messaggio è stato recepito e condiviso dai Lions partecipanti, a dir la verità meno numerosi degli anni passati. Assenti i francesi, pochi gli Italiani; per il nostro di- nell’ottica della ricerca di una convivenza pacifica. stretto il Governatore Eugenio Ficorilli e il delegato Devo dire che l’accoglienza degli Egiziani è stata veMauro De Angelis, oltre me. Poca partecipazione non ramente calorosa con doni floreali, feste, tipiche della si sa se per paura o per protesta, tradizione, e con l’invito a considerati gli attentati e la delicata partecipare alla loro vita assituazione nei rapporti con l’Egitto. sociativa. Considero un onoIn Egitto il 65% Eppure l’incontro va visto anche re essere stati ospiti del Godei soci sono donne vernatore del Distretto 352 impegnate in un ruolo Moustafa Shawki alla cerimonia per la nascita del attivo e propositivo Lions Club Zizinya e aver nella società partecipato insieme al 2° V.I.P. Godrun Yngvadottir e all’I.D. Sabatosanti alla festa tipica egiziana in cui è stato inserito il gemellaggio con un club libanese. Molto intensa e in crescita appare la vita associativa egiziana, come è emerso nel workshop GMT-GLT con il PDG Sandro Castellana e Ahmed Salem (Area Leader AGH Africa). Sorprendente la partecipazione femminile che ha raggiunto il 65% degli iscritti. L’emancipazione dunque passa anche attraverso il Lionismo in cui le donne ritrovano lo spirito di iniziativa e si rinnovano in un ruolo attivo e propositivo all’interno della società. “L’incontro tra i Club Lions è uno dei service più importanti” ha concluso il PID Massimo Fabio, mettendo in evidenza l’internazionalità del nostro sodalizio, e va visto come supporto alla distensione e all’acquisizione di una mentalità interculturale. Il ruolo dei Lions è di sollecitare le istituzioni a costruire un mondo di pace e a considerare “mare di vita” il Mediterraneo che oggi vede più che altro morte. 39


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SICUREZZA STRADALE: BILANCIO DEI PRIMI 9 MESI Gianmarco Cesari Coordinatore Service Nazionale “Sicurezza Stradale”

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l Viminale e la Polizia Stradale ad un anno dalla entrata in vigore della riforma dell’omicidio e delle lesioni stradali hanno pubblicato i dati sugli incidenti rivelando l’effetto sociale positivo della legge ai fini della deterrenza. Le vittime di incidenti stradali sono calate del 5% rispetto al 2015. Se poi si prende in considerazione l’arco temporale che va da fine marzo a dicembre 2016, quello in cui la legge sull’omicidio stradale ha fattivamente influito, la diminuzione arriva addirittura al 6,7%. Rispetto alla sola attività della Polstrada a livello nazionale, nello stesso periodo, in 294 casi di incidenti mortali sono state individuate responsabilità penali riconducibili al reato di omicidio stradale (art. 589 bis del Codice della Strada). Quanto ai sinistri con lesioni, poi, in 530 casi sono state individuate responsabilità per i reati di lesioni personali stradali gravi o gravissime (articolo 590 bis del C.d.S). I dati prodotti dal Viminale confermano questo trend anche per i primi due mesi del 2017. Polizia Stradale e Carabinieri hanno rilevato un calo degli incidenti del 10,4%, a cui sono

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Con la legge sull’omicidio stradale calano gli incidenti mortali ma i Lions devono fare di più per sensibilizzare i giovani

seguiti 207 morti: il 5,5% in meno rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. E anche durante le ore notturne dei week end, notoriamente critiche, le vittime di incidenti mortali sono diminuite del 20%. Cercando una sintesi possiamo dire che un miglioramento c’è stato, anche se l’obiettivo dell’Europa di dimezzare vittime e feriti sulla strada in Italia nel 2020 appare ancora lontano da raggiungere. L’inizio, tuttavia, è stato incoraggiante, le prime pene per i criminali stradali sono state elevate e congrue rispetto alla gravità del reato e delle conseguenze dannose. Il nuovo reato di omicidio stradale funziona quindi ed il calo di morti sulle strade lo dimostrerebbe, ma non bisogna abbassare la guardia. L’innalzamento del livello di sicurezza stradale con particolare attenzione ai giovani è una delle principali missioni istituzionali del Lions Club ed ogni club nel proprio territorio può e deve fare la sua parte per impegnarsi a fermare la strage stradale. In Italia si sono avviate da oltre dieci anni molte campagne di sicurezza stradale, in particolare su sensibilizzazione da parte dell’Associazione Italiana Familiari e Vittime della Strada

L’Unione Europea: l’obiettivo è quello di dimezzare entro il 2020 le vittime della strada

(AIFVS), e accanto all’inasprimento delle norme e all’introduzione della patente a punti è cresciuta una cultura nazionale della cooperazione per la sicurezza. Negli ultimi due anni i Lions hanno istituito un service permanente dedicato alla sicurezza stradale che assume di fatto una importanza fondamentale per salvare vite umane ed evitare che ognuno possa vivere la propria esistenza come invalido permanente a causa di un atto stradale criminale ed irresponsabile. Alcuni Club del Distretto 108L, anche se in verità pochissimi purtroppo, probabilmente a causa dell’impegno assorbente per il terremoto, hanno già svolto con successo il service. Dobbiamo lavorare tutti insieme e in sinergia con chi si impegna, come l’Associazione Italiana Familiari e Vittime della strada, per far sì che la mortalità sulle strade umbre, laziali e sarde sia pari a zero. Dobbiamo impegnarci al massimo per realizzare un cambiamento di cultura ad oggi spesso assente nella mentalità dei giovani, ovvero quella della sicurezza stradale, della legalità e della giustizia. Come impegnarci come Lions Club per realizzare con responsabilità e bene il service? Semplicemente promuovendo campagne di sicurezza stradale con ogni mezzo nel proprio territorio di appartenenza. Il service potrà quindi essere caratterizzato da un impegno collettivo a livello distrettuale promuovendo la collaborazione a livello di zona e di

L’uso indiscriminato dello smartphone genera distrazioni e incidenti: serve una prevenzione ad hoc circoscrizione di più club coinvolgendo professionisti come medici legali, ingegneri ricostruttori di dinamiche di incidenti stradali, rappresentanti di sede della Associazione Italiana Familiari e Vittime della Strada che ha messo a disposizione dei Lions i video ed il materiale divulgativo del sito www.vittimestrada.org. In particolare si può promuovere una campagna di informazione sui contenuti della nuova legge 41 del 2016 in vigore sui contenuti delle nuove norme sull’omicidio e sulle lesioni stradali con l’aiuto di Prefettura, Questura, Provincia, Regione, Dirigenti ASL, Polizia, Carabinieri, Magistrati, ingegneri ricostruttori delle dinamiche degli incidenti stradali per incontri, convegni e dibattiti. I Lions club del distretto potranno avviare con l’aiuto dei Leo una campagna di sensibilizzazione contro l’uso dello smartphone alla guida, dato che attualmente la distrazione è causa di incidenti stradali anche con investimento di pedoni. Infatti non si usa più il cellulare solo per telefonare ma soprattutto per leggere e mandare messaggi tramite WhatsApp, Facebook, Twitter e quindi è pericolosissimo usarlo mentre si guida. 41


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GABRIELE TOCCAFONDI: CON LE ORGANIZZAZIONI DI SERVIZIO PER SVILUPPARE L’EDUCAZIONE ALLA SICUREZZA STRADALE I comportamenti corretti alla guida debbono far parte del bagaglio culturale di ciascuno di noi fin da piccoli. Parla il Sottosegretario all’Istruzione Intervista a cura della Redazione

Sottosegretario Toccafondi, l’educazione stradale nelle scuole è un tema di grande importanza. Come ci si è mossi sin qui e quali sono gli obiettivi futuri? “Comunicare efficacemente l’educazione stradale è un impegno che abbiamo assunto in primo luogo con i ragazzi, veri protagonisti del futuro, per salvaguardarli dai rischi e i pericoli della strada. Da due anni abbiamo messo in atto una forte azione sinergica tra tutti i soggetti coinvolti, che da tempo sono in prima linea sul tema dell’educazione alla sicurezza stradale, con lo scopo di mettere a sistema le attività in ambito di educazione stradale. In quest’ottica, abbiamo realizzato una piattaforma interattiva www.edustrada.it che è l’attuale centro di raccolta tematica di tutti i programmi attivi per i prossimi anni realizzati da soggetti istituzionali, Enti locali, associazioni di categoria, associazioni di volontariato e fondazioni impegnate sul tema. In sinergia con il MIT, la Polizia Stradale, ACI, FCI, l’Associazione Guarnieri e la Fondazione Ania abbiamo potuto predisporre un coordinamento organizzativo dei contenuti dei programmi educativi per l’educazione stradale ed operare un monitoraggio costante del numero di scuole ed alunni che hanno aderito e completato ciascun progetto, sia a livello territoriale (Polizia Municipale e associazioni locali) sia a livello nazionale. Vorrei anche evidenziare che dalla collaborazione tra la Polizia di Stato e il Miur è nata l’iniziativa ‘Gite scolastiche in Sicurezza’, finalizzata a rendere quanto più sicuro possibile il trasporto scolastico su tutto il territorio nazionale, attraverso progetti già sperimentati con esito positivo in diverse province. Un’altra importante iniziativa che va nella direzione della sensibilizzazione all’educazione alla sicurezza stradale per tutti”. Ci sono dei dati su queste iniziative? “Certamente. Andiamo con ordine, i numeri dei progetti

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di Educazione Stradale nelle suole italiane per l’anno scolastico 2014-15 sono: 676 istituti coinvolti, 4.443 classi e 117.416 alunni. Sul sito www.edustrada.it, ad oggi sono 1.100 le scuole registrate e 13.500 gli utenti che lo utilizzano regolarmente. Nell’anno scolastico 2015/2016, circa 300 scuole hanno aderito ai progetti, coinvolgendo ben 35.310 studenti nei progetti MIUR ed altri 82.106 alunni nei progetti territoriali. Per quanto riguarda l’attività svolta dalla Polizia Stradale abbiamo: 10.615 pattuglie impiegate, ben 15.546 autobus controllati (di cui 10.126 su richiesta delle scuole), pari al 15% circa del parco veicolare in Italia e ben 2.549 veicoli, il 16,4% circa, presentavano irregolarità (1.287 di quelli controllati su richiesta delle scuole). Numeri interessanti ed incoraggianti segni che il tema della sicurezza stradale sta entrando a pieno nel percorso educativo dei nostri ragazzi che hanno bisogno di queste iniziative”. Come i Lions, molte organizzazione di servizio hanno scelto di impegnarsi nelle scuole per la sicurezza stradale. Come si pone il MIUR rispetto ad esse? Che ruolo possono svolgere? “Tali realtà hanno per noi un ruolo fondamentale e molto utile. La scuola necessita dell’aiuto e del supporto concreto di realtà affidabili ed esperte per sostenere i progetti in modo capillare sul territorio. Il lavoro in sinergia è la modalità che per noi si è rivelata più efficace, un sostegno concreto e propositivo per le scuole con progetti ad hoc, un modo di operare sicuramente da incentivare e suggerire. Ecco perché crediamo nell’utilizzo attivo della piattaforma www.edustrada.it che ha contribuito a fornire alle scuole uno strumento di offerta didattica e informazione che mancava, inoltre l’analisi dei dati acquisiti tramite i monitoraggi sta permettendo un controllo qualitativo delle proposte e un’offerta tarata su esigenze specifiche, suddivise per fasce d’età e peculiarità del territorio”.


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Attraverso soluzioni e tecnologie specifiche, velocità di lettura e comprensione del testo migliorano anche del 50 per cento

Alessandro Verrelli Lions Club Fiuggi Anticolanum

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a dislessia è un Disturbo Specifico dell’Apprendimento (DSA) che interessa un dominio di abilità quali la lettura, la scrittura e il calcolo lasciando intatto il funzionamento intellettivo generale. Tale disfunzione è determinata da un’alterazione neurobiologica che affligge il 4% dei ragazzi. A sostegno di questi, nel 2014, nasce la Onlus Lions “Seleggo”, il cui scopo è quello di aiutare le persone dislessiche, nella lettura e nello studio, fornendo materiale e supporto informatico all’attività didattica. Da questi presupposti scaturisce, poi, il rapporto stretto della nostra Onlus con “Medea”, istituto di ricerca scientifica riconosciuto a livello europeo operante a Bosisio Parini in provincia di Lecco. Il primo progetto messo in campo riguarda la conversione digitale di libri di testo per le scuole medie; ciò è sta-

to fatto tramite la realizzazione di un portale per il quale sono state definite le regole di accesso, in modo da rispettare le normative in materia di trattamento dei dati e del diritto d’autore. Per quanto riguarda il metodo di conversione dei libri, questo si articola tramite sei passaggi: scansione, conversione in file di testo, impaginazione del testo secondo le specifiche di facilitazione della lettura date da Medea, prima elaborazione dei fi-

Sulla nuova piattaforma digitale già disponibili 200 libri, ma l’obiettivo è arrivare a breve a quota 250 le audio con la sintesi vocale, correzione delle bozze e pubblicazione. Il lavoro è svolto da volontari. Paolo Colombo, presidente della Onlus Seleggo, ci racconta che oggi sono disponibili quasi 200 libri destinati, per la maggior parte, agli studenti delle scuole medie. Questo numero è destinato ad incrementarsi ulterior-

mente, avendo come obbiettivo dichiarato quello di raggiungere, in pochi mesi, i 250 titoli. I libri sulla nuova piattaforma www.seleggo.org sono immediatamente usufruibili dagli studenti dislessici. I singoli utenti o le scuole possono facilmente verificare la corrispondenza fra i libri che hanno in dotazione e quelli a catalogo per poi richiederne l'accesso. La ricerca scientifica ha certificato che lo strumento compensativo Seleggo può permettere miglioramenti anche del 50% nella correttezza e velocità della lettura e della comprensione del brano, il che induce anche un decremento del disagio scolastico e miglioramenti comportamentali sia a scuola che in famiglia. Importantissimo, poi, il tema dell’informazione e della formazione che vede Seleggo impegnata a promuovere seminari e incontri, al fianco dei club Lions, su tutto il territorio italiano. A tal fine sviluppati e proficui risultano i rapporti con le associazioni che si occupano di dislessia, con le case editrici e con i centri di ricerca e supporto. Ulteriori info sul sito oppure scrivendo a contattaci@seleggo.org

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ACQUA, TANTI PROGETTI LIONS PER DISSETARE LE POPOLAZIONI DEI PAESI IN VIA DI SVILUPPO tiche, per riempire una, due giare di acqua: l’equivalente di forse metà doccia cui siamo abituati noi. E non parliamo di migliaia, parliamo di milioni di perFederico Berti sone di qualsiasi età, sesso o razza. Redattore di Lionismo Sulla base di questo viene sicuramente da affermare che oggi, nel 2017, mentre si cerca acqua su Marte, cqua: da sempre sinonimo e fondamento di vi- l’acqua non è un privilegio per tutti: ma noi Lions non ta per eccellenza. Nella nostra vita siamo abi- ci fermiamo mai dinanzi a dei dati di fatto. Noi li tuati a fruirne in modo indiscriminato, sicura- creiamo. Da qui i numerosi progetti specifici nati, nel mente anche senza pensarci e senza preoccuparci di corso della nostra storia, per sconfiggere il fenomeno eventuali ed evidenti sprechi. Lei c’è e non mancherà della disidratazione nei Paesi in via di sviluppo. mai: l’unico nostro obbligo è quello di dover pagare, Tra questi, una delle eccellenze italiane nel Servizio, a cadenza regolare, una bolletta che certamente non il progetto “Lions Acqua per la Vita MD 108 Onlus”. ci rende consapevoli della reale importanza del bene Questa realtà, nata a Genova nell’ottobre 2004, nel di cui noi stiamo usufruendo. Da sempre siamo stati corso della sua “vita” ha subito notevoli trasformaabituati, sin dall’educazione scolastica che da qualche zioni, divenendo nel 2008 Service Nazionale con il parte del mondo (il più delle volte, da bambini, ne- nome “Acqua per la Vita - Obiettivo Africa”. Succesanche sapevamo bene dove) ci sono dei popoli per i sivamente, in occasione del Congresso Nazionale di quali invece tutto questo non è scontato. Regioni do- Caorle del 2009, la nomina a Service Nazionale Perve sorgono spesso delle guerre inmanente. Infine, durante il 60° terne per la lotta all’acqua, per poTutela dell’ambiente, Congresso Nazionale, divenuto ter prendere possesso di quella terService di rilevanza nazionale, il lotta alla fame, ra dove si sa essere presente una progetto è entrato a far parte del istruzione ambientale “Progetto Italia per i Paesi nel bisofonte di vita. Persone che fanno quotidianamente chilometri di stragno” come bandiera dei Lions itai tre service della da a piedi, non di certo asfaltata, liani nelle attività di Servizio globaSfida del Centenario quali che siano le condizioni climale. L’area di azione è estremamente

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Novantaquattro pozzi, di cui tre profondi 160 metri, acquedotti, serbatoi, cisterne alimentate ad energia solare: ecco i numeri del service “Lions Acqua per la vita” stato nominato Console Onorario del Burkina Faso per Genova e Liguria. Ma i risultati ottenuti fino ad ora non sono “solo” questi: tra i più importanti la consegna di un numero complessivo di 91 pozzi a pompa manuale di acqua potabile, due acquedotti completi da 4 e 5 Km, tre pozzi profondi 160 - 165 metri, un progetto pilota per la realizzazione di pozzi profondi a pompa elettrica alimentati ad energia solare, necessari per lo sviluppo di un’agricoltura sostenibile, e due serbatoi da 900 mc l’uno per la raccolta di acqua piovana. Non mancano poi le collaborazioni con le missioni agostiniane e la Nunziatura Apostolica. In ultimo, come accennato, nel pieno della Sfida del Centenario, è in corso di realizzazione un progetto che includa ben tre Service della Sfida, ovvero la tutela dell’ambiente, la lotta alla fame e l’istruzione ambientale per i giovani. I numeri sono ambiziosi: 150.000 persone da aiutare entro vasta: Africa, area Caraibica ed il 2017 e le premesse sono sempli150.000 persone area del Pacifico. cemente eccezionali. D’altronde, e Ad oggi il progetto vive grazie alla lo sappiamo molto bene, noi Lions verranno aiutate costante volontà di intervenire da non siamo per le sfide facili o ovvie: entro il 2017 parte di alcuni Lions di comprovata non sarebbero sfide. Ed è sicuraper creare sviluppo esperienza professionale nel campo mente una sfida il riuscire a trasfordella tutela ambientale e sviluppo e mare il dramma della denutrizione nel Terzo Mondo mantenimento delle risorse idriche. e disidratazione in un’occasione di Il dinamismo e, al tempo stesso, la solidità del pro- sviluppo dei paesi del Terzo Mondo che possa pergetto è garantito inoltre da un’intensa attività di ri- mettere ai bambini di quelle regioni, in un futuro cerca scientifica nel settore più critico: la geofisica ap- (speriamo) non troppo lontano, di dire “l’Acqua è un plicata dedicata alla ricerca di acquiferi profondi. L’in- mio Diritto ed è alla portata della mia mano”. teresse del progetto, in prima linea per la Sfida del Centenario, non è infatti il solo intervenire per sanare la piaga della denutrizione e disidratazione attuale ma anche creare le condizioni per degli sviluppi futuri nel campo dell’agricoltura e della formazione tecnica in collaborazione con i governi africani di Burkina Faso, Rwanda, Tanzania, ecc. In riconoscimento dei contributi offerti, tra i quali la recente consegna, a febbraio 2017, di 11 pozzi e relativi serbatoi di riserva per scopi agricoli al governo del Burkina Faso, l’attuale presidente della onlus “Lions Acqua per la Vita MD108”, PDG Piero Alberto Manuelli, è 45


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LA FAVATA DI OZIERI, ANTICA STORIA DI AMICIZIA E ACCOGLIENZA Teresa Orrù Lions Club Selargius

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na festa che si ripete da ben trentanove anni e che riunisce i club di tutta la Sardegna; una tradizione all’insegna di “aggiungi un posto a tavola”... per i tanti amici in più che arrivano all’ultimo momento a scompigliare i numeri. Questa è l’ospitalità sarda che ancora considera l’ospite sacro. E gli amici di Ozieri l’accoglienza ce l’hanno nel sangue, lo vedi dal sorriso gioioso con cui accolgono tutti i convenuti, lo leggi dall’attenzione che riservano a ciascuno di loro. Si va alla Favata per assaporare ancora una volta un piatto antico, tanto gustoso quanto ricco di calorie; si va per incontrare in libertà e senza orpelli gli amici di un’intera vita lionistica. Ti metti in moto con la famiglia e ti dirigi verso una delle località più suggestive della Sardegna, affronti decine di chilometri, talvolta maltempo o neve, ma sai anche che dentro di te il sole ti sorride perché stai andando a vivere una giornata tra amici. Incontrerai i Lions di tutti i punti cardinali della Sardegna e anche quegli amici che saranno arrivati da oltremare. Naturalmente incontrerai anche loro, i Lions di Santa Manza, il club corsicano sempre presente alla Favata. È il rito de su cumbidu, il rinfresco che i sardi offrono all’ospite per accoglierlo nella propria casa e rinfrancarlo dalle fatiche del viaggio, che avvia il momento della festa. Così, assaggiando formaggi, salumi e il vino della casa, abbracci e saluti di affetto si moltiplicano senza sosta. E mentre gli esperti seguono la cottura della favata, è d’obbligo fare un salto al mercatino di beneficenza che le Signore del club hanno allestito: qui possiamo acquistare i dolci e i liquori preparati dalle loro sapienti mani. Poi, dopo i saluti di rito, ci ritroviamo tutti a tavola a gustare finalmente la tanto attesa favata: una montagna di fave secche messe a bollire con il loro contorno di salsiccia e di ritagli di maiale e, ad esaltarne il gusto, cavolo, finocchietto e altre erbe selvatiche. Una festa per il palato, un ritorno alle nostre tradizioni, una novità per gli amici d’oltremare.

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Si va ad Ozieri anche perché in cuor nostro vorremmo vederci assegnata la “Fava d’oro”, un oggetto cult che tutti vorrebbero portare a casa. Un tempo era la fava d’argento oggi, con i cinquant’anni del club ospitante, c’è la “fava d’oro”, realizzata dalla stessa oreficeria ozierese sul medesimo calco di trentanove anni fa. C’è una fava d’oro per premiare i Lions e le famiglie più fedeli, un’altra per chi viene da più lontano e infine quella per il club con più soci presenti. Quest’anno una fava d’oro è andata al gruppo delle Si-

gnore che curano il mercatino, a sottolineare la loro dedizione e le belle opere di beneficenza che sono riuscite a realizzare nel corso di tanti lunghi anni. E non ci sarebbe favata senza le zeppole di Paolo, il famoso frittellaro di Tempio Pausania, re delle sagre del territorio. Ci vengono servite ben calde e croccanti e noi le mangiamo con gusto, ben sapendo che poi ci saranno tante altre zeppole da portare a casa. E infine non può mancare il bicchierino di “filu ‘e ferru”, l’acquavite nostrana che ti dà fuoco nelle vene. Si fa tardi. In un crescendo di baci e abbracci di commiato, ringraziamo tutti gli ozieresi per la loro splendida ospitalità, un au revoir al gruppo corso e a si biri mellus a tutti. L’appuntamento è per la prossima favata, a Dio piacendo.


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RACCOLTA FARMACI, UN SERVICE IN LINEA CON LCI FORWARD Con l’obiettivo di raccogliere 14mila confezioni e servire 4.600 persone il 2016-’17 registra un grande successo per questo nuovo progetto

Stefano Bruzzichelli Responsabile Comitato Distrettuale Raccolta Farmaci

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randi sfide ci attendono nei prossimi anni e di grandi Service avremo bisogno, che siano in grado di aiutarci a raggiungere l’obiettivo che LCI Forward si è dato: 200 milioni di persone servite a partire dal 2021 che, rapportate ad ogni singolo socio, sono circa 150 per ogni lion all’anno. Il Service Raccolta Farmaci ancora validi, attivo nel nostro distretto 108L da tre anni, potrà essere sicuramente un valido strumento per raggiungere gli obiettivi ambiziosi che ci siamo posti. Alcuni dati: più di 12.000 confezioni di farmaci già conferite alla Caritas in questi primi nove mesi del 2016-’17 rispetto alle 7.000 dell’intero anno passato e alle 4.000 del primo. Una proiezione di obiettivo per giugno 2017 di 14.000 confezioni, raddoppiando quindi il risultato precedente. Un service che sta guadagnando consensi all’interno del Distretto 108L, la cui semplicità è pari alla sua utilità, ma che potrebbe dare risultati ancora più importanti se avesse l’adesione di un maggiore numero di club. Come funziona e come aderire? È veramente semplice da spiegare: i club posizionano degli adeguati contenitori per la raccolta farmaci ancora validi presso punti di passaggio idonei (farmacie, centri medici di soci lions o altro) e regolarmente consegnano quello che i contenitori raccolgono alle sedi Caritas, con le quali il Distretto 108L ha sottoscritto degli accordi quadro ben dettagliati. A quel punto saranno i numerosi farmacisti volontari della Caritas, che ha quindi tutti i requisiti giuridici per trattare i farmaci, a controllare gli stessi e ad occuparsi della loro distribuzione ad una fa-

Un’attività semplice ma in grado di migliorare la qualità di vita di tanti scia di popolazione del nostro territorio, che va dagli immigrati ad un sempre più ampio numero di nostri connazionali che hanno visto, in lunghi anni di crisi, tagliare in modo drammatico la loro capacità di spesa. La spesa che ogni club deve intraprendere per dotarsi del requisito minimo per fare la raccolta a termini di legge e di 200 euro più Iva, per l’acquisto del contenitore a norma. Considerato un rapporto tra confezioni donate e persone servite che mediamente può essere individuato in una persona servita ogni tre confezioni donate, è facile capire quali potenzialità possa esprimere questo service, che solo quest’anno sarà in grado di servire più di 4.600 persone. Ciò in un ambito, quello della tutela alla salute e supporto ad indigenti e sofferenti, pienamente inserito nella quotidiana missione dei Lions e nell’ambizioso obiettivo del 2021 a cui dobbiamo però iniziare ad avvicinarci. (Per qualsiasi info operativa contattatemi)

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Scambi Giovanili Lions “Franco Fuduli”: qui si promuove la cittadinanza globale Grazie all’opera dei distretti italiani ben 30.000 ragazzi hanno fino ad oggi beneficiato di questo grande service

Carmelo Leotta Responsabile Scambi Giovanili “Franco Fuduli”

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ato nel 1961, in un mondo senza internet e senza telefonini, nel corso degli anni il Service Scambi Giovanili Lions ha consentito a più di 15.000 ragazzi italiani di andare a conoscere altri paesi e ad altrettanti ragazzi stranieri di conoscere il nostro meraviglioso Paese. Lo scopo è promuovere un modello di cittadinanza globale, di fraternità e di unione tra i popoli del mondo. Da quest’anno il Service è intitolato al PDG Franco Fuduli, che è stato socio del Club di Spoleto, città sede del Festival dei Due Mondi. Si dice spesso che il Service non è un’agenzia viaggi: verissimo. L’esperienza che fa il ragazzo grazie alla generosità del paese Lions ospitante non è la solita vacanza prevista dai tanti pacchetti offerti dalle agenzie. È un’esperienza che rimane nella memoria del ragazzo,

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che gli consente di aprire i suoi occhi su mondi e culture diverse. Spesso prima della partenza i genitori del ragazzo (o della ragazza) che parte mi chiedono “Ma come, parte da solo, senza altri ragazzi italiani?”. “Eh sì signora, anzi deve partire da solo, altrimenti si perderebbe lo spirito e il senso degli Scambi”. È andando da soli, vivendo insieme ad una famiglia Lions del luogo (nel caso di ospitalità in famiglia) o

È un’esperienza che rimane nella memoria, che consente ai partecipanti di aprirsi a culture e mondi diversi vivendo insieme a tanti altri ragazzi provenienti da altri paesi (nel caso di ospitalità in campo) che si vive in pieno questa esperienza unica e irripetibile. Del resto che senso avrebbe partire insieme ad altri ragazzi italiani? Tanto varrebbe andare in vacanza in uno dei tanti bei posti che abbiamo in Italia, senza tante complicazioni di aereo e quant’altro. Al ritorno il ragazzo testimonia la sua esperienza con un report che viene pubblicato sul sito http://www.scambigiovanililions.org/ a disposizione di tutti. Vi invito a visitarlo, perché leggendo le testimonianze dirette si può veramente capire cosa rappresentano gli Scambi Giovanili. Dietro c’è un’organizzazione internazionale complessa, fatta interamente da volontari Lions, che lavora tutto l’anno per far sì che tutto avvenga nella massima sicurezza e tranquillità dei ragazzi e delle famiglie, che ci consegnano per qualche settimana i loro figli, fi-

dandosi della serietà e affidabilità dei Lions. Quest’estate 16 ragazzi del nostro Distretto partiranno per Thailandia, Brasile, Serbia, Germania, USA, ecc. Molti di loro sono stati selezionati in base al merito, tramite concorso scolastico finanziato da Club Lions. Due in particolare sono stati selezionati nella scuola di Amatrice, sconvolta dal recente terremoto, su iniziativa promossa dal distretto per volontà del DG in sinergia con il Comitato Lions Day. Nel contempo arriveranno altrettanti ragazzi stranieri ospiti del campo Amicizia e di alcune famiglie. Già quest’inverno abbiamo ospitato due ragazze australiane, grazie alla generosità di una famiglia Lions di Campagnano. Concludo con un appello a tutti i Lions del Distretto: ospitate, ospitate, ospitate. Questo gesto consente anche a nostri giovani del distretto 108L di partire e fare esperienze all’estero, in quanto il meccanismo degli scambi richiede, per funzionare, che ci siano dei giovani desiderosi di visitare altri paesi ma, nel contempo, che ci siano famiglie che ospitino altrettanti giovani provenienti dall’estero.


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DISTRETTO LEO, IL NUMERO DEI SOCI CRESCE DEL TREDICI PER CENTO Intensa l’attività di service sui temi dell’Alzheimer (il Filo di Arianna), della disabilità (Kairòs), dell’ambiente (Leo4Green) e della sicurezza stradale

Antonino Ruggiano Chairperson Leo

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arlare di Distretto Leo e di rapporto Leo-Lions nel 108L ci riporta alla mente, ogni volta, la storia di uno straordinario movimento italiano, che ha preso le mosse proprio qui nel nostro distretto. Non tutti sanno, credo, che il primo Leo Club d’Italia venne costituito, nel 1968, proprio nel 108L: il Civitavecchia Santa Marinella. Nel 1979, poi, grazie all’opera dell’indimenticato Domenico Mammoli e di Alberto De Stefano, venne a costituirsi il primo Distretto Leo d’Italia. Il prossimo anno, quindi, ricorreranno i cinquanta anni di programma Leo in Italia. Su queste basi, nel corso degli anni, tutti coloro che hanno fatto parte del mondo Leo si sono sentiti responsabilizzati dalla storia che li ha preceduti e stimolati nel fare sempre meglio. Quest’anno, in tal senso, il Distretto Leo ci ha resi davvero orgogliosi. Nonostante qualche difficoltà iniziale, dovuta alle dimissioni del Presidente, che si è dovuta trasferire all’estero per motivi di lavoro, ed al

fatto che, dopo oltre dodici anni, Elisabetta Cesarotti ha lasciato il ruolo di “guida” del Distretto Leo, privandoci della sua esperienza e della sua umanità, la sapiente guida di Francesca Pecchioli ha fatto sì che si potesse realizzare un’annata straordinaria. Il movimento è forte ed ha saputo andare avanti, come e meglio di prima, grazie ai nostri straordinari ragazzi. Innanzitutto i numeri. Al 30 giugno 2016, i Leo Club erano 32 con 313 soci. Oggi viaggiamo con un trend di crescita che ha visto la costituzione - riattivazione di tre nuovi Leo Club ed un incremento di oltre il 13% dei soci. Grazie a questi numeri, si sono potuti realizzare dei service straordinari. Intanto, gli interventi nelle zone

Oltre 70mila gli euro raccolti dai Leo italiani per le popolazioni colpite dal terremoto terremotate, grazie al primo soccorso con viveri e medicine e, successivamente, al coordinamento della raccolta fondi italiana che il Multidistretto Leo ha voluto assegnare al nostro Distretto (unitamente al 108A). Allo stato sono ol-

tre settantamila gli euro raccolti, che saranno destinati entro breve. Poi uno straordinario e puntuale lavoro nei singoli club, che hanno dimostrato, ancora una volta, la loro capacità di servizio con i service “istituzionali”: Il Filo di Arianna sui problemi dell’Alzheimer, il Kairòs, in collaborazione con le scuole primarie e secondarie, il Leo4green sulle tematiche ambientali, la sicurezza stradale. E ancora, la sottoscrizione del protocollo con l’ENPA sulla protezione degli animali e la sottoscrizione della Carta dei Vaccini, a favore di una scienza consapevole e sicura. Infine l’incredibile attività sul territorio, con le centinaia di iniziative presso i singoli Club, che hanno visto i nostri labari sulle piazze di tutto il Distretto, unendo il servizio per la comunità alla testimonianza dell’importanza di essere Lions e Leo. La Conferenza Distrettuale, tenutasi a Civita Castellana lo scorso marzo, ci ha reso l’immagine di un Distretto in grande salute, con un dibattito interessante e partecipato, che ha posto le basi per il nuovo anno sociale. Il futuro è nelle loro mani, nella speranza che noi Lions si sia in grado di poter comprendere l’importanza del mondo Leo, le sue potenzialità, la straordinaria carica di operatività e dedizione al servizio che portano con sé. Su questo punto, un grandissimo ed approfondito lavoro del Multidistretto Lions, insieme al Multidistretto Leo, ha redatto una nuova versione del Protocollo Leo-Lions, che dovrà essere la guida per i nostri rapporti nel prossimo futuro. Se è vero che, come dice il nostro Governatore “Ogni grande idea è immortale”, il programma Leo durerà per sempre. 49


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ECCO I NUOVI VERTICI DEL DISTRETTO LEO 108L Francesco Perrella e Liliana Mazzolini saranno rispettivamente Presidente e Vice Presidente per l’anno sociale 2017/2018. Conosciamoli da vicino

Intervista a cura di Arianna Perna Coordinatore Ufficio Stampa Distretto Leo 108L

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l 4 marzo c’è stato uno degli appuntamenti più attesi dell’anno: le votazioni per il Presidente e il Vice Presidente del Distretto Leo 108L per l’anno sociale 2017/2018. Il periodo che ha preceduto tale data è stato caratterizzato da quella sana competizione che rende il confronto costruttivo e motivante. A giochi fatti, Presidente del Distretto Leo 108L è stato eletto Francesco Perrella, del Leo Club Tivoli Host, mentre la carica di vice Presidente Distrettuale sarà ricoperta da Liliana Mazzolini, del Leo Club Civita Castellana Falerii Veteres. Due ragazzi super motivati, intraprendenti, che hanno saputo dimostrare durante la loro carriera leoistica le loro capacità e le loro doti di leadership. Ecco una breve intervista per conoscerli meglio. Innanzitutto congratulazioni per il traguardo raggiunto. Le elezioni per la carica di Presidente e Vice Presidente del Distretto Leo 108L sono da poco concluse, e immagino siate ancora emozionati per il risultato. C’è tanta aspettativa verso di voi, considerando soprattutto l’importante ruolo che andrete a ricoprire. Tanto per mantenere bassa la tensione: sarete i rappresentanti di più di trecento soci Leo. Qual è stato il primo pensiero che avete avuto quando, in sede di elezioni, i delegati di ogni club hanno votato per voi? Francesco: “Il primo pensiero? ‘Ok, è successo davvero’. È stata indubbiamente una grandissima gioia, ed insieme un momento emozionante arrivato alla fine di un percorso che non posso non definire molto bello. Ci siamo

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confrontati, abbiamo costruito una squadra, raccolto e messo in moto tante idee. Aver ricevuto la fiducia di così tanti Club è stata una grandissima soddisfazione. Non finirò mai di ringraziare il nostro Distretto per quello che rimarrà un ricordo indelebile”. Liliana: “Era difficile pensare, ero talmente emozionata che addirittura mi sono commossa. Essere eletta all’unanimità è stata una gioia grande, di quelle che ti lasciano quasi senza respiro”. Pensando all’anno prossimo: qual è la più grande paura in merito al vostro futuro operato? Francesco: “Solo i matti credono di essere in grado di fare tutto, e personalmente mi ritengo molto lucido. Abbiamo la fortuna di far parte di un Distretto grande in tutti i sensi, per estensione e per numero di soci. Ed è naturale che ognuno abbia le proprie necessità, le proprie istanze, le proprie idee, le proprie difficoltà da affrontare. Il mio desiderio è di riuscire a raccogliere queste cose una per una, di riuscire a farne tesoro per far sentire ogni singola persona che opera inclusa pienamente nell’associazione. Il nostro Distretto è innanzitutto la nostra casa. Questa è una delle mie priorità, e so che non sarà semplice. Ma più che una paura preferisco considerarla una sfida da vincere”. Liliana: “L’enorme responsabilità, ma sono abbastanza tranquilla, poiché ho vicino a me amici e amiche, con tanti anni di esperienza LEO alle spalle, che sapranno sicuramente consigliarmi nelle decisioni! Bisogna sempre fare tesoro dei suggerimenti che provengono da chi ne sa più di noi”. Immagino abbiate già pensato a quale sarà la vostra linea operativa. Descrivetela in tre parole. Liliana: “Umiltà. Grinta. Amore”. Francesco: “Partecipazione. Formazione. Comunicazione. In primis, voglio un Distretto presente nei Club, nelle loro comunità, per supportarli e farli crescere. Sono fermamente convinto che il Distretto abbia innanzitutto un ruolo strumentale rispetto al la-


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voro che i Club compiono sul territorio, Club che rappresentano la vera cellula fondamentale della nostra associazione. Poi, però, dobbiamo tornare a mettere al centro la nostra formazione. Non si ‘fanno i Leo’, ma si è Leo, o meglio, lo si diventa, in un percorso di crescita che nessuno può aver la presunzione di dire completato. Abbiamo bisogno di assimilare appieno statuti e regolamenti, capire che le norme non stanno lì per capriccio, ma perché rispondono a quei valori che tengono in piedi il Lionismo da un secolo. E poi, dobbiamo consumare, leggere e rileggere gli scopi, l’etica e le finalità del Leo Club, analizzarli parola per parola, finché qualcosa non rimarrà anche nel cuore, oltre che nelle orecchie. Da ultimo, ma non per importanza, dobbiamo comunicare meglio al mondo esterno cosa facciamo e soprattutto chi siamo: una realtà giovanile dalle potenzialità infinite. Dobbiamo diventare riconoscibili più di quanto già non siamo, e ne abbiamo tutte le premesse”. Francesco, abbiamo già avuto qualche anticipazione su chi farà parte del board. In base a quali elementi hai fatto le tue scelte? Quanto il fattore “amicizia” ti ha condizionato? “Per niente, e non avrebbe potuto essere altrimenti. I fattori personali non possono e non devono influenzare nella selezione degli Officer, tanto a livello di Club quanto di Distretto. Gli unici criteri sono le capacità personali, la dedizione e l’impegno dimostrati, uno spiccato senso dell’etica e la propensione al gioco di squadra. Quanto al futuro board, abbiamo ritenuto giusto e doveroso nei confronti dei soci del Distretto presentarci sin dall’inizio come una squadra. Credo che il vero leader non debba essere un ‘uomo solo al comando’, ma un grande motivatore in grado di raccogliere e catalizzare le energie delle persone che ha affianco, valorizzando peculiarità e capacità di ognuno. Quanto alle amicizie, in questi anni ho avuto la fortuna di conoscere tanti soci di questo distretto ai quali mi ha legato, da subito, un profondo sentimento di stima. Abbiamo collaborato nella realizzazione di diversi service, fatto squadra, e capito che avremmo lavorato bene insieme. Solo dopo ho scoperto di aver trovato degli amici come pochi, purtroppo, se ne incontrano nella vita. Credo che questo sia uno dei più bei regali che possa farti la nostra associazione”. Liliana, cosa ti ha spinto ad accettare la carica di Vice Presidente Distrettuale?

“Per prima cosa il grande amore che provo per questa associazione; inoltre, questa esperienza associativa è stata ed è tuttora per me, una continua lezione di vita: mi ha fornito le capacità per poter lavorare in un gruppo di persone nonché le doti di leadership, che ho poi riversato nella mia vita, personale ed universitaria. Il Leo mi ha dato tanto e per questo motivo gli sarò sempre riconoscente”. Cosa vorreste dire ai soci del nostro Distretto? Francesco: “Fatevi carico dell’onere di rappresentare la parte migliore della vostra comunità. Quella per cui il servizio, l’etica, la solidarietà non sono delle parole astratte e vuote, ma i binari su cui far correre la nostra vita. Sono l’unica via da percorrere per crescere come persone, come professionisti e come cittadini. E poi, abbiate l’orgoglio e la consapevolezza di appartenere a qualcosa di grande. Ognuno di noi deve essere fiero di rappresentare una singola, insostituibile goccia in un mare di donne e uomini che da un secolo si impegna per rendere il mondo un posto migliore. Non si entra in un’associazione per giocare in singolo, ma per prestare mani, testa e cuore ad un progetto più grande di ognuno di noi, e contribuire a renderlo realtà. Come disse tanti anni fa un grande italiano, si va avanti e ci si salva se si agisce tutti insieme, e non solo uno per uno. Ecco, da soli, prima o poi, si sbaglia sempre. Insieme, ed è questo il bello, non si sbaglia mai”. Liliana: “Il LEO è amicizia, è dialogo costruttivo, è confronto, ma soprattutto è rispetto per le persone e per il lavoro altrui. Non lo dimenticate mai. Lavorate sempre pensando che quello che state facendo porterà un sorriso a qualcuno”.

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ORGANIGRAMMI DI CLUB E DI DISTRETTO: SERVONO CONTINUITÀ E COMPETENZA L’innovazione sarà vitale per arrivare a servire 200 milioni di persone l’anno, partendo dalle nostre modalità organizzative

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e la matematica non è un’opinione, gli obiettivi che LCI Forward – il nuovo piano strategico globale della nostra Associazione – dovrebbero preoccupare qualsiasi aspirante governatore. Servire 200 milioni di persone l’anno significa circa 150 persone a socio: per il Distretto 108L, dunque, oltre 550.000 persone l’anno. Per un Club di 30 soci, 4.500: il doppio o addirittura quasi il triplo di quante ne serviamo oggi. Fabrizio Sciarretta Dunque, che fare? Come ho già scritto nello scorso numero, la riDirettore di Lionismo sposta comporta una forte innovazione nella nostra operatività a partire dall’implementazione di nuovi service con elevato effetto moltiplicatore (ad esempio, servizi erogati su piattaforme digitali come il Libro Parlato). Sono però indispensabili innovazioni organizzative: inserire nei Club nuovi soci con professionalità coerenti con i nuovi service (molti medici, probabilmente, ma anche gente di tecnologia), costruirsi una robusta cultura di gestione di progetti e di pianificazione. Ovviamente, la Continuità – con la “C” maiuscola – diventa imprescindibile: non possiamo pensare di Serve perseveranza reinventare la ruota ogni anno. Dobbiamo superare il problema dell’annualità per conseguire gli obiettivi delle cariche attraverso la pluriennalità di LCI Forward: dobbiamo dei progetti. Progetti che per la loro nasuperare l’annualità tura intrinseca riescano a far crescere andelle cariche attraverso no dopo anno del numero di persone servite. la pluriennalità dei progetti Ma qual è la vera conditio sine qua non di tutto ciò? Serve una squadra forte, fortissima. A renderla tale sono fattori quali competenza, motivazione, impegno. E Continuità. Perché non si può pensare di smontare la squadra tutti gli anni, rimontarla con donne e uomini nuovi e sperare che funzioni come un collaudato orologio svizzero. In nessuna organizzazione di gente sana di mente qualcuno adotterebbe una simile soluzione. Dice bene il nostro Direttore Internazionale Gabriele Sabatosanti. Due sono i concetti che continua a ripetere guadagnando giusti consensi. Il primo è che dobbiamo costruire un’organizzazione basata su “Centri di Competenza” e non su “centri di potere”. 52


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Il secondo l’ha messo giù chiaro nel numero di LION di marzo. È un concetto che Gabriele declina per i Distretti ma vale anche per i Club. Dice infatti: “L’organigramma non dovrebbe essere più la squadra del Governatore, ma la squadra del Distretto, costruita su scelte di meritocrazia collegiali, almeno del DG Team, e non individuali”. Ovviamente, sono d’accordo e sono convinto che questi principi debbano divenire il nostro normale modus operandi, come lo sono in qualsiasi organizzazione di successo. Vediamo se riesco a convincerne anche voi. Sono tre i punti che proverò a sviluppare qui di seguito: competenza, responsabilizzazione, autonomia. Se tutti e tre questi fattori non saranno garantiti in ogni momento, difficilmente si potranno portare a casa risultati seri, tantomeno servire 200 milioni di persone l’anno. Partiamo con la Competenza. Secondo il Dizionario Treccani, si tratta della “idoneità e autorità di trattare, giudicare, risolvere determinate questioni”. Tipicamente, si acquisisce con lo studio e la pratica. Si consolida con la determinazione e l’impegno. Si dimostra poi sul campo, portando a casa di risultati che ci si è preposti.

Scelte collegiali basate sulla meritocrazia devono guidare la selezione degli officer È scientificamente provato che l’essere simpatici al capo, l’averlo votato alle ultime elezioni, essere propensi a portargli la borsa non accresca la competenza. Responsabilizzazione. È inutile dare un incarico a qualcuno se prima non gli spieghi cosa ti aspetti da lei/lui e non lo metti per scritto. Se il nostro Club deve servire il prossimo anno 4.000 persone, tu quanti occhiali ti impegni a raccogliere? E tu quanti screening del diabete conti di portare a casa? Se al termine Club sostituite Distretto, viene bene uguale.

Capacità, responsabilizzazione e autonomia d’azione sono le caratteristiche proprie di chi ricopre incarichi di Distretto e di Club Dunque, ricapitolando, dobbiamo individuare officer competenti e concordare con loro obiettivi chiari e misurabili. Occorrerà poi misurare periodicamente i risultati raggiunti ed intervenire qualora si sia persa la rotta. Autonomia. È perfettamente inutile individuare un officer competente e definire gli obiettivi attesi se poi non gli diamo le risorse e l’autonomia operativa necessari al loro conseguimento. Dunque, è semplicemente logico che quest’officer progetti la sua squadra, dimensionandola in proporzione agli obiettivi da conseguire, e ponga in atto tutte quelle azioni che lo portino al successo. Se al tuo officer non gli vuoi dare né le risorse né l’autonomia, allora è meglio non nominarlo proprio: così evita di perdere tempo. Purtroppo, la capacità di un “capo” di dare autonomia gestionale ai suoi collaboratori è una competenza rara. Si chiama “delega”: tutti si proclamano abilissimi a delegare (fa vero manager) ma la realtà è spesso diversa. Avrei finito. No: ritorniamo un attimo alla Continuità. Perché i risultati non si ottengono dall’oggi al domani ma si costruiscono nel tempo e dunque occorre lavorare in un’ottica pluriennale. Occorre creare Centri di Competenza che lavorino in un’ottica di medio periodo, superando il problema dell’annualità delle nostre cariche. Ad Oak Brook lo hanno capito e lo applicano. In Italia lo abbiamo capito anche noi, ma abbiamo qualche perplessità ad attuarlo: sostituire la logica del potere a quella della competenza costa sacrifici. Ma non vi preoccupate: LCI Forward sistemerà le cose. Non si servono 200 milioni di persone all’anno se in campo non c’è il branco di leoni più forte della savana… 53


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LEONI SUL WEB, TUTTO QUELLO CHE DOVETE SAPERE Il progetto SMiLE vuole aiutare i Club ad usare i Social Media per servire la comunità e i meno fortunati del mondo stenibile delle spese. In questa direzione va la scelta presa da Lions International di trasformare la Rivista LION da cartacea a digitale. La trasformazione avverrà con il numero di gennaio del 2018. Lions International continuerà a sovvenzionare la stampa di quattro uscite l’anRoberto Tamburi no a partire dal 2018. Responsabile Comitato Social Media Sono tante le iniziative della nostra Associazione nel campo dell’uso consapevole della tecnologia informatica e ra ravamo una comunità globale da molto tem- tante altre ne nasceranno in futuro. po prima che esistesse il Web. E oggi è più facile Segnalo un progetto nato nel 2012 su iniziativa di alche mai mettersi in contatto con i Lions da qualcuni Lions durante la preparazione dei Seminari sui Sosiasi luogo in cui esiste una concial Media per il 58° Forum di Brunessione Internet. xelles. Mi riferisco al Progetto SmiConoscere e utilizzare Abbiamo creato questa comunità LE, acronimo di Social Media in online per aiutarvi a condividere le le risorse che LCI mette Lions Europe. In quella sede si rivostre storie, le vostre fotografie e scontrarono difficoltà nell’avere ina disposizione sul Web le vostre migliori metodologie di formazioni sull’utilizzo efficace dei è la base per dare più lavoro. Collegatevi con altri Lions Social Media da parte dei Lions. Insul Web e leggete le informazioni visibilità ai nostri service formazioni e suggerimenti sui Social più aggiornate su Lions Clubs InMedia erano sparsi qua e là e la coternational”. (Cit. Lions Club Internoscenza sui primi passi per utilizzanational) re i Social Media da parte dei Lions non era condivisa. In queste poche parole, che potete trovare nel nostro Nacque così una piattaforma web europea per raccoportale internazionale www.lionsclubs.org, nella sezione gliere e centralizzare tutte le informazioni sull’utilizzo “Lions sul Web”, è racchiuso il passato, il presente e il dei mezzi di comunicazione sociale da parte dei Lions futuro della nostra Associazione. Nasciamo come una Club. È un progetto che vuole aiutare i Lions Club ad comunità che ha tra le sue finalità quelle di partecipare usare i Social Media per servire la comunità e i meno attivamente al bene civico, culturale, sociale e morale fortunati del mondo. Il progetto SMiLE è diventato della comunità e di promuovere i principi di buon gosempre più importante nella nostra Associazione e alla verno e buona cittadinanza. Grazie all’osservanza e al- Convention di Toronto del 2014 i seminari SMiLE sui l’applicazione dei nostri principi siamo diventati la più Social Media sono stati un grande successo. La sala grande associazione del mondo, ma non ci basta, vo- convegni era troppo piccola e la gente ha dovuto segliamo che le nostre attività, i nostri successi, il nostro dersi sul pavimento. modo di servire le comunità diventino un valore condi- Concludo riportando alcuni riferimenti che penso possaviso con tutti, Lions e non. no essere utili a chi abbia interesse ad approfondire i temi La nostra Associazione da anni sta investendo su intertrattati in questo breve articolo o che per problemi di spanet per permettere al maggior numero di cittadini di at- zio non è stato possibile trattare. tingere al nostro patrimonio comune e per ricevere in Lions sul Web: http://www.lionsclubs.org/IT/newscambio idee che possano aiutarci, arricchirci, crescere media/lions-on-the-web.php e migliorare. Lions Clubs International: http://www.lionsclubs.org Oggi è possibile conoscere il “Fare dei Lions” consultando Lions Clubs International Foundation: http://www.lcif.org il sito della nostra Associazione e approfondire temi im- Centenario: http://lions100.lionsclubs.org portanti quali il lavoro della Fondazione LCIF e del Lions Lions Quest: http://www.Lions-Quest.org Quest su siti tematici dedicati a queste due importanti atRivista LIONS: http://www.lionsclubs.org/IT/news-media/ tività, fiore all’occhiello della nostra Associazione. lion-magazine/index.php Un uso intelligente della tecnologia informatica deve Progetto SMiLE: http://www.lionssmile.org aiutare il nostro ambiente e permettere la riduzione soLions e-Clubhouse: http://www.e-clubhouse.org

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Service efficaci e motivazione dei soci: ecco le carte vincenti della membership Se saremo intimamente convinti del compito che abbiamo scelto di onorare ci sarà più facile applicare i dettami del codice dell’etica lionistica

Vincenzo Marchianò Coordinatore Distrettuale GMT

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esperienza nell’ambito del GMT che ho avuto l’opportunità di maturare dall’inizio dell’anno sociale ha accresciuto la convinzione che siano sempre tante le modalità di rafforzare la nostra appartenenza ad un club di servizio qual è il Lions International. La parola chiave è sempre “servire”, intesa come offrire la nostra esperienza ed il nostro tempo a quanti si trovino ad affrontare difficoltà a noi sconosciute o che comunque non siano costantemente presenti nelle nostre vite. Se siamo intimamente convinti del compito che abbiamo scelto di onorare, ci sarà di estrema facilità applicare i dettami del codice dell’etica lionistica, peraltro estremamente chiari e comprensibili. Ogni idea volta a progettare e porre in atto azioni di servizio sarà sempre compiuta in senso costruttivo e non potrà che accrescere il bagaglio culturale di ogni club, il vero nucleo della nostra associazione: da qui possono nascere tutte le iniziative che ci rendono operativi ed attrattivi nei confronti di chi viene in contatto con noi. Penso sia importante ricordare che la crescita associativa deve essere sempre ben valutata da parte nostra per non incorrere nell’errore di proporre l’affiliazione a persone non concretamente interessate alle nostre modalità operative: è quindi indispensabile offrire elementi utili affinché l’aspirante socio sia assolutamente consapevole di cosa voglia dire diventare Lions. In questi mesi abbiamo avuto un significativo incremento di soci, se non in tutti i club del Distretto 108 L, almeno in una buona metà; sono nati anche tre club. Tutte queste forze nuove devono essere assolutamente coinvolte subito e costantemente nell’attività di ogni singolo club affinché si sentano parte integrante della vita associativa: in questo è importante il ruolo del socio presentatore che oltre ad aver contribuito alla crescita associativa dovrà facilitare al socio la conoscenza del

club e l’inserimento dello stesso nel gruppo preesistente. Dobbiamo, per quanto nelle nostre possibilità, scongiurare l’associazionismo di “pochi mesi” che più volte si è manifestato con le dimissioni di soci di recentissima affiliazione. Il fenomeno dell’abbandono si è sicuramente ridimensionato rispetto al recente passato, tuttavia esiste sempre e continua a manifestarsi in maniera consistente al punto che nel nostro distretto il numero degli ammessi è quasi equivalente a quello dei dimessi. I nuovi club nati devono essere supportati dai lion guida per facilitarne l’orientamento; nelle nostre zone dovranno essere accolti con grande spirito di collaborazione: è utile evidenziare sin da subito che ogni nuovo nucleo entra realmente a far parte di una grande famiglia che potrà collaborare con loro e rendere immediatamente ancor più efficace la loro operatività. In sostanza se l’impegno di tutti è realmente e costantemente finalizzato a privilegiare l’operatività mantenendo in secondo piano ogni polemica o “frizione” che umanamente possono prender vita in qualsiasi forma di associazionismo, non sarà impossibile chiudere l’anno con un bilancio positivo in termini numerici ma soprattutto di qualità. L’impegno comune deve tendere sempre a rafforzare la nostra presenza sul territorio e per raggiungere questo obiettivo dobbiamo creare e mantenere “gruppi di volontari” motivati al di là di ogni comprensibile difficoltà e capaci di realizzare service efficaci.

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LA MOTIVAZIONE In un ambiente di volontari è essenziale per la realizzazione della missione, è il carburante che spinge ad agire di appartenere ad un gruppo di persone, di avere rapporti significativi con altri. Al quarto livello vengono collocati i bisogni legati alla valorizzazione del proprio ego, riguardanti coloro che per potersi Piero Paccosi attivare al meglio hanno la necessità di ricevere atCoordinatore Distretturale GLT testazioni di stima, apprezzamenti e riconoscimena motivazione viene definita come “l’espressio- ti dal prossimo. Il quinto ed ultimo livello è occune dei fattori che inducono un individuo ad av- pato dai bisogni di autorealizzazione, quelli che viare, mantenere ed indirizzare un comporta- fanno capo a persone che hanno la necessità di mento verso un obiettivo. Tali fattori rappresenta- realizzare qualcosa per ottimizzare il proprio renno il motivo alla base delle azioni o del comporta- dimento individuale, per se stessi, a prescindere mento di tale individuo, il perché fa ciò che fa”. dai possibili riconoscimenti; e questo è di certo il Peraltro, in un ambiente di volontari come il nostro, livello meno numeroso. l’esistenza della motivazione è essenziale per la Pertanto, per Maslow, prima di potersi concentrare realizzazione della missione; è il carburante che sui livelli superiori è necessario che siano stati sodspinge ad agire. disfatti i bisogni di livello inferiore. Le teorie sulla motivazione delle azioni sono di cer- Merita poi di essere ricordato un altro pensiero to numerose e molti studiosi del secolo scorso le molto conosciuto che trova facile riscontro anche hanno elaborate con particolare riferimento al nelle associazioni come la nostra. Questa teoria mondo del lavoro. Noi Lions possiamo attingere suddivide le motivazioni delle azioni in due grupda queste teorie alcuni principi, alcuni concetti che pi: le primarie e le secondarie. Le prime sono quelci possono essere d’aiuto per le finalità della no- le alle quali nessuno può sottrarsi perché sono nestra Associazione, per interpretare al meglio i com- cessarie alla nostra sopravvivenza ovvero alla staportamenti e le personalità dei singoli, per ottene- bilità della nostra vita come mangiare, lavarsi, pure da loro più condivisione ed una maggiore col- lire la casa, lavare noi stessi ecc. Tutte le altre sono laborazione al fine di migliorare ed accrescere la motivazioni secondarie, che sono legate ad azioni realizzazione di attività e service. o compiti che sappiamo non essere necessari per Uno dei pensieri più conola nostra esistenza, ma che In un’associazione sciuti è quello di Abraham possono ugualmente acquiMaslow, psicologo statunistare molta importanza a lila motivazione costituisce tense del secolo scorso, sevello individuale o collettivo. l’elemento coagulante, condo il quale i bisogni delIn particolare poi in un grupla forza propulsiva, le persone debbono essere po di persone, in un’associala base delle azioni comuni zione è proprio la motivaziosoddisfatti secondo una sequenza decrescente – è fane che costituisce l’elemenmosa la piramide di Maslow – basata sulle prio- to coagulante, la forza propulsiva, la base delle rità. Per primi debbono essere appagati i bisogni azioni comuni. fisiologici, quelli necessari alla sopravvivenza delle Di conseguenza, con riferimento alla nostra Assopersone quali l’aria, l’acqua o il cibo. Subito dopo ciazione, è veramente importante che quando devengono i bisogni riguardanti la sicurezza indivi- sideriamo realizzare un’iniziativa, questa converga duale, vale a dire la necessità dell’alloggio, della in un’attività che sia il più possibile condivisa, che tutela fisica o della protezione dal pericolo. Poi si identifichi con la motivazione del gruppo, che debbono essere soddisfatti i bisogni sociali, cioè vada a coincidere con le aspettative e i desideri di quelli relativi alla necessità o alla forte opportunità tanti. Allora otterremo il massimo della partecipa-

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zione dei soci e potremo del team può facilmente I risultati migliori nascono realizzare service impeinfluenzare la motivazione dalla collaborazione gnativi ed importanti, ladei singoli. Si stima che le vorando in un ambiente nostre azioni siano dovute e dagli stimoli interpersonali attivo e collaborativo, per il 50% alle nostre moche si ricevono in un operando sempre per la tivazioni interne, e per un ambiente eterogeneo pluralità delle culture e altro 50% alle influenze delle professionalità peresterne ambientali o di alché, è ormai accertato, che i risultati migliori si ot- tre persone, compreso l’atteggiamento del teamtengono proprio dalla collaborazione e dagli sti- leader. Al riguardo va ricordato che ormai sta dimoli interpersonali che si ricevono in un ambiente ventando sempre più marginale e obsoleto il moeterogeneo. Pertanto, la motivazione unita alla po- dello di una leadership autoritaria fondata sul cositività dei risultati condivisi rafforza la coesione e mando-controllo, e si va sempre più nella direzione spinge all’azione e alla voglia di fare. di un sistema paritario-collaborativo dell’insieme Vi sono molti modi per motivare una persona; tut- delle forze impegnate. In questo quadro i leader tavia, la cosa più importante da ricordare è che la operano alla pari con gli altri componenti del grupmotivazione è specifica per ciascun individuo e po, siedono tra loro ed abbandonano l’io per fare pertanto richiede una cura ed un approfondimen- sempre più spazio al noi, favorendo in tal modo la to degli interessi e delle aspettative individuali. Ma crescita di team vincenti. dal momento che la nostra azione costante deve Pertanto, sono leader capaci di mettersi al servizio tendere sempre verso un’operatività che sia il più degli altri, aiutandoli all’occorrenza nelle attività loro collettiva possibile, dobbiamo poi impegnarci per affidate e, di certo, non accentrano più tutto il confar confluire le motivazioni dei singoli nella moti- trollo nelle loro mani, ma promuovono deleghe devazione di tanti, vale a dire nella motivazione di un cisionali e ripartizione delle responsabilità, affinché team che, qualsiasi siano le sue dimensioni, è un ognuno sia leader nel proprio ruolo e la sua motiinsieme di persone che sono impegnate a perse- vazione venga sempre stimolata ed alimentata. guire un obiettivo comune. Più radicata sarà la mo- Quelli sopra riportati sono solo alcuni concetti ritivazione del gruppo, maggiori saranno le possibi- guardanti un argomento primario e di importanza lità di avere un rendimento elevato, tenendo co- vitale che, di sicuro, merita spazi ben maggiori. Per munque sempre presente che il successo è il risul- approfondimenti vi invito a frequentare i relativi tato di una combinazione fra motivazioni interne corsi che potrete trovare nel Centro Didattico Lions ed estere. Infatti ogni persona ha la sua motivazio- del nostro sito internazionale e che, peraltro, sono ne individuale, ma poi il modo di agire e di essere stati la fonte di riferimento di questo contributo. 57


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AMICIZIA,

BASE DEL NOSTRO SERVIRE Conquistarla però richiede impegno giorno dopo giorno, service dopo service, in armonica condivisione di intenti e di azioni

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Pdg Giampiero Peddis

I

l Breve di Villa di Chiesa (o Codice diplomatico dell’antica Argentaria, oggi Iglesias), al Capitolo 32 (il più breve di tutti) del secondo libro, che titola “Di non battiri fanti ne fancella che sangui n’esca”, contiene il seguente passo: “Ordiniamo che catuno possa la sua moglie, fante o fancella batiri et castigarii buono modo, sensa bando, si che non li cavi sangue, ne con ferro, ne con bastone, ne con pietra, ne con altra co-


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sa, excepto con li mani voite; et stabile ed è quindi da considerarL’amicizia fondata con quelli possa fare ogni convesi la vera amicizia. nevole correcioni”. In questo senso Aristotele, nelsul bene Il Breve di Villa di Chiesa è coml’etica nicomachea, definisce è la più stabile posto da quattro libri con ben l’amicizia “una virtù” o strettae, dunque, 363 robriche o capitoli che tratmente congiunta con la virtù: anquella vera tano, con tanto di prescrizioni e zi, aggiunge, ciò che c’è di più relative ammende o condanne, necessario alla vita, giacché i beni del rispetto delle regole e delle leggi relative al la- che la vita offre come la ricchezza e il potere non voro, all’ambiente, alla prevenzione per la salute si possono né conservare né adoperare bene sene tant’altro. Non solo è un codice giuridico ma za gli amici. Questa la possiamo definire saggezza fondamentalmente un codice etico di corretta e antica o, come la definisce Nicola Abbagnano, civile convivenza in Villa di Chiesa e il suo territo- saggezza della vita. rio nel secolo XIV. L’amicizia è una concordia, che non riposa sulla Dunque l’etica e le regole del buon comporta- identità delle opinioni ma sull’armonia degli atmento alla base del rispetto di persone, cose e teggiamenti pratici che nel nostro caso sono rapcreato. presentati dalla nostra azione nei confronti degli Ma veniamo a noi. I tre fondamentali momenti altri (ecco il senso vero del nostro “Servire”). di operare come Lions, sono la dedizione al ser- L’amicizia perciò è da collegare con gli effetti povizio, la lealtà verso le istituzioni, la ricerca del sitivi che determina, e cioè quelli che implicano bene comune operando in amicizia secondo un sollecitudine, cura e comprensione per le necespreciso codice etico. Noi Lions, dotati di cotanto sità del collettivo in cui ciascuno di noi vive ed codice etico, dovremo insegnare agli altri come opera. si opera in amicizia, perché senza questa non si Per noi Lions l’amicizia è un abito, cioè una dispocostruisce niente. sizione attiva e impegnativa della persona che in La persona quando entra in un’associazione entra tal modo valorizza e dà un senso alle nostre nobili in amicizia senza perdere la sua individualità, ma azioni verso la Comunità. Ogni nostro impegno in quell’insieme di uomini e donne fra i quali si deve quindi nascere ed essere moralmente solletrova in questo rapporto. Per cui dedicarci all’As- citato proprio all’interno del Club, cellula dell’Associazione, dedicarci agli altri, vuol dire perdere sociazione, coinvolgendo ciascuno di noi (tutti, quel soggettivo che rimane in noi per entrare nessuno escluso) alla partecipazione e al servizio. nell’oggettivo del Club e dell’Associazione. Ope- Essere Lions è una straordinaria opportunità di verare all’interno dell’Associazione non vuol dire ra amicizia la quale però si conquista giorno dopo staccarsi dal sociale ma viepiù farne parte: infatti giorno, service dopo service in armonica condivistando nel Club con altri, acquisiamo un modo di- sione di intenti e di azioni concrete. verso di essere amici in quanto legati nella fedeltà Solo in tal senso il lionismo ha posto l’amicizia a ai principi e agli scopi del lionismo ove il senso ve- fondamento del nostro “We Serve”. ro dell’amicizia si estrinseca come servizio alla col- Mi deprime sentire che qualche amico Lions ha tilettività. In questo modo il “servire” è paradossal- more di esprimersi in parole o gesti ed essere ogmente rivolto innanzi tutto verso noi stessi. getto di velenose malelingue: ma di quale “lioniMa cos’è quest’amicizia lionistica? L’amicizia in smo” parliamo? Rileggiamo le nostre regole e megenerale è la comunità di due o più persone le- ditiamo i punti del nostro codice etico, diversagate assieme da atteggiamenti concordanti e da mente saremo inesorabilmente destinati a nefasti univoche finalità. Quanto al fondamento del- fraintendimenti ed inesorabile decadenza … Mel’amicizia esso può essere: utilità reciproca, pia- ditiamo Lions meditiamo! cere, il bene. Mi sembra Il lionismo è solo servizio, le chiaro che mentre un’amiprevaricazioni o le tendenIl Lionismo è solo servizio: cizia fondata sull’utilità e ziose ambizioni (per il … prevaricazioni sul piacere prima o poi è nulla) non fanno né devoe vuote ambizioni destinata a finire, quando no far parte del nostro opecessano ovviamente utilità rare ed intaccare maldenon fanno parte e piacere, l’amicizia invece stramente la vera e consodel nostro operare fondata sul bene è la più lidata amicizia. 59


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IO E IL LIONISMO Dalla creazione della “Protezione Civile dei Lions” all’impegno per l’Africa con ALITEMO: ecco alcuni ricordi di oltre mezzo secolo di vita dedicato alla nostra Associazione

A Pdg Jolao Farci

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ndai a Taormina con un folto gruppo di amici per festeggiare l’elezione di Agostino Frau Doneddu a Governatore del D108L per l’anno sociale 1975-76. La scelta di Taormina come sede congressuale fu quanto mai apprezzata per il richiamo esercitato dalla suggestione dei luoghi, che in primavera si offrivano con smagliante splendore di colori e di immagini, invitando a una gioiosa vacanza. Il congresso distrettuale si teneva in parallelo con quello nazionale – il 23° dell’anno 1975 – e aveva come tema “Credibilità dell’azione dei Lions come promotori del bene civico della nazione”. Io non ero preparato a discutere di questa credibilità – in merito alla quale nutrivo molti e seri dubbi – e seguivo la filiera congressuale da semplice spettatore, senza propositi di intervento. La trattazione del relatore – il Governatore Giuseppe Taranto – si soffermò, però, nell’apprezzare una presunta liberalità dei Lions in una raccolta di fondi destinati a fini umanitari. Questo fece scattare in me, convinto del contrario, una indignazione irrefrenabile che mi indusse a un intervento accalorato, tanto spontaneo quanto vivace, volto a sottolineare una “vergognosa” mancanza di generosità. Mai l’avessi fatto. Esplose un’ovazione che mi costrinse a difendere le mie ragioni, e mi diede subitaneamente una… popolarità che non avevo cercato e che mi fece presto sentire il suo peso. Nacqui così alle responsabilità di dirigente lion. Dopo il disastro del Vajont mi fu affidato l’incarico di studiare, come officer del D108L, i problemi commessi con l’organizzazione dei soccorsi in caso di calamità naturali e, parallelamente, l’incarico di predisporre una serie di ricerche utili alla individuazione di situazioni di pericolo nel territorio. Furono, quelli, i programmi della Protezione Civile. Sentii subito l’esigenza di estendere le ricerche a tutto il territorio nazionale, e per questo i rappresentanti di tutti i Distretti italiani furono invitati a un convegno organizzato a Cagliari nell’estate del 1978: convegno nel quale si posero le basi per una disciplina di studi e di interventi in campo nazionale. Nacque così quella “Protezione Civile dei Lions” che intrattenne diversi rapporti con il Ministero degli Interni e con l’on. Zamberletti, solo allora preposto all’organizzazione e direzione del nascente Ministero della Protezione Civile. Poiché l’incarico di addetto distrettuale alla Protezione Civile mi fu confermato per molti anni, rivolsi viva attenzione al problema degli incendi boschivi, e riuscii a pubblicare un fortunato quaderno illustrato sull’argomento, destinato alle scuole. Questo quaderno fu stampato in migliaia di copie, fu diffuso in tutto il territorio nazionale e fu oggetto di ristampe. L’interesse per questo tema protezionale ebbe il suo culmine quando, eletto Governatore, organizzai il convegno internazionale “Boschi e incendi boschivi nel bacino del Mediterraneo”, che si svolse a Cagliari tra il 16 e il 18 aprile del 1988: convegno che ebbe grande successo, richiamando a Cagliari decine di rappresentanti dei diversi paesi interessati. Eletto nel 1987 Governatore del 108L – che allora comprendeva anche la Toscana – privilegiai l’organizzazione di servizi almeno biennali, per dare spazio a interventi di largo respiro, interessandomi personalmente alla loro impostazione. L’annata governatoriale mi assorbì completamente perché, con mia moglie, visitai tutti i Club almeno una volta, discutendo problemi specifici, aggiornando incarichi in funzione delle emergenze, sostituendo gli officer quando necessario per vivificare l’attività operativa. L’annata governatoriale si concluse con il Congresso di Montecatini del 1988, quando già vagheggiavo quegli interventi umanitari che portarono alla nascita di quella organizzazione, l’ALITEMO (Associazione Lions per il Terzo Mondo), di cui ancora oggi mi interesso.


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QUELLA SCARSA PROPENSIONE AL RINNOVAMENTO Solo attraverso forti rapporti di collaborazione con i media potremo rappresentare a dovere l’attività dei Lions: l’alternarsi annuale delle cariche non risponde a questo obiettivo

Sergio Fedro Lions Club Fondi

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u alcuni periodici nazionali, qualche tempo fa, apparve un’inserzione con l’evidente scopo di promuovere una delle più note associazioni di servizio esistenti al mondo: il Lions Club International. La cosa, a quel tempo, ci sorprese in negativo. E quantunque ne avessimo fatta menzione citando i malumori del mio Club al Distretto, nessuna risposta ci fu data per tranquillizzarci. Quella inserzione colpì il senso di appartenenza all’Associazione perché ogni socio, di certi valori che ha dentro, non ne vuole fare né uno sfoggio, né un baratto. Capiamo perfettamente la “crisi” che investiva, già allora, l’Associazione in termini di scarse adesioni e non poche fuoriuscite, ma arrivare a snaturare l’essenza stessa che l’anima, ci sembrò e ci sembra insensato. Quello che ciascuno ha dentro, cioè la vocazione a donarsi, a servire gli altri, è uno spirito che non si concretizza se non con le opere che lui stesso compie. Sono, perciò, le cose che i Lions fanno, gli aiuti che portano ovunque a chi ne ha bisogno, che contano: la visibilità all’esterno non si acquisisce propagando con un’inserzione sui gior-

nali uno spirito, qualcosa di invisibile, di incorporeo. Sarebbe stato più opportuno – e questa è l’opinione di più di un socio non da ora – che tutto quello che dal 1917 si è fatto, e tuttora si fa al servizio del prossimo, fosse stato adeguatamente messo in risalto dagli organi della stampa nazionale. È su tutti i service fatti e che si fanno ogni giorno, vivaddio, che si sarebbero dovuto investire dei bei bigliettoni e non su quella ridicola inserzione pubblicata, e che, a molti, ricordò i nefasti manifesti prebellici, a cavallo degli anni ’30-’40 apparsi sui muri delle nostre città, che incitavano ad arruolarsi per la guerra e andare ad ammazzare i propri simili. Si vide, in quel modo di fare, da parte degli allora nostri Organi Direttivi nazionali, una certa inadeguatezza a gestire fondi che, usati con più oculatezza, avrebbero potuto servire allo stesso scopo. Lo spieghiamo. Forse l’alternarsi annuale delle cariche non risponde alle necessità che oggi occorre nell’intavolare dialoghi costruttivi, a instaurare rapporti cordiali col mondo dei media che possiede tempi e regole non scritte e che si formalizzano solo con rapporti interpersonali. Si sa perfettamente, infatti, quanto conta essere in ottimi rapporti con un giornalista o direttore di telegiornale per ottenere un servizio che evidenzi le grandi iniziative del Lions Club International. A conferma di quanto esposto, non ci spieghiamo come mai per il denaro che spedimmo in estremo Oriente per lo tsunami non fummo mai citati, mentre organizzazioni molto meno impegnate dei Lions furono elogiate. Forse (non lo diciamo solo noi) perché più note (o ammanicate) della nostra.

INNOVAZIONE CHE PASSIONE… Già negli anni ’70 Giuseppe Taranto esortava i Lions a collaborare con le Istituzioni ma anche a richiamare la loro attenzione sui problemi della società: un compito che ci appartiene ancora oggi

Arcangelo Trovellesi Redattore di Lionismo

L

a lettura della quartina centrale del n. 2 di Lionismo con la riproduzione di alcune pagine del “108L” degli anni Settanta, mi ha dato lo spunto per alcune riflessioni. Innanzi tutto un vivo ringraziamento al Gwa Bruno Ferraro, sempre attento ai problemi del lionismo e quindi ai suoi cambiamenti, per il “Diario” che sta portando avanti sui momenti più significativi della nostra storia lionistica, per quei Lions che desiderano andare alla ricerca delle proprie radici e confrontarsi con il passato. Vale senz’altro la pena, infatti, rivisitare il percorso compiuto; ciò forse potrà aiutare a riscoprire e riproporre la forza attuale del Lionismo. Ho riletto (già Lions l'avevo letto nel 1974) il “Saluto ai Lions” dell’ID Giuseppe Taranto, ideologo, negli anni Settanta, di quello

che fu chiamato il “Nuovo Corso” del Lionismo. Ebbene, in quel saluto, un vero programma innovativo, rivolto ai soci del suo anno di governatorato, Giuseppe Taranto, rifacendosi alla tradizione del Lions quale vasto e qualificato movimento di opinione e all’impegno statutario, sollecita i soci alla partecipazione attiva alla vita sociale attraverso la trattazione dei più rilevanti problemi del momento, alla ricerca della verità e dell'interesse collettivo. Era necessario, insomma, cominciare a parlare di collaborazione, aiuto e critica alle Istituzioni, ed anche interessarsi alla politica, intesa nel senso più nobile della parola, senza posizioni di parte, di categoria e di settore. Questo, infatti, è quello che da molti e per diversi anni è stato affrontato con serietà, competenza e senso di responsabilità nei molti congressi e diffuso attraverso la nostra stampa in particolare nei “Quaderni del Lionismo”. Il nostro logo rappresenta due leoni, uno rivolto al passato ed uno al futuro. È necessario quindi, conservare gelosamente quanto il passato ha saputo dare e guardare al futuro adeguandoci alle nuove realtà che il mondo che ci circonda ci sollecita ad affrontare.

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ETICA LIONISTICA, SI PARTE DA UN’ATTENTA SELEZIONE Ogni socio, al suo ingresso nel club, deve già possedere i principi etici universali, altrimenti il successivo apprendimento potrebbe risultare vano

Marcello Ciotti Lions Club Roma Litorale Sud, Villa Imperiale-Forte Sangallo

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ella storia dell’umanità ci sono sempre stati dei periodi durante i quali gli esseri umani hanno dovuto fronteggiare rivolgimenti politici, economici o sociali che tendevano a ribaltare l’ordine costituito. Probabilmente, anche l’epoca in cui viviamo fa parte di questi momenti travagliati. Certo, siamo ancora troppo “in medias res” e non godiamo ancora del distacco temporale necessario allo storico per valutare appieno la situazione. Dobbiamo, quindi, attenerci alla pura cronaca ma, proprio se la leggiamo criticamente, possiamo dare una valenza drammatica a quanto sta succedendo intorno a noi. Oggi, la condizione dell’uomo, la sua libertà, i suoi diritti sono costantemente rimessi in causa e cancellati dalla tirannia del “politicamente corretto” e dalla dittatura del relativismo che mina le nostre identità culturali costruite in secoli di incessante progresso. E così, falsi miti e realtà virtuali sostituiscono le nostre radici umane e religiose. L’obiettivo è quello di giungere a controllare ogni essere umano, togliendogli ogni riferimento con il passato, isolandolo e attaccando al contempo la famiglia, nucleo fondante della società, e la stessa identità sessuale di ognuno, in modo che nessuno assuma una personalità chiara e assoluta. Amici Lions, abbiamo di fronte a noi un’opportunità storica: quella di diventare un punto fondamentale di riferimento per la società. Ma, attenzione. Dovremo sacrificare ogni tentazione, essere irreprensibili, tesi alla realizzazione del bene comune, e anteporre l’aiuto e il servizio per gli altri a qualsiasi altra considerazione. Ma affinché tutto questo diventi realtà, è necessario un profondo esame del nostro essere Lions. Oggi, osservando criticamente la nostra associa62

zione, dobbiamo risolvere un problema, prima che ci travolga. Mi riferisco a ciò che i Lions dovrebbero essere e a quello che in realtà sono. Esiste, infatti, una profonda differenza tra il “possibile” e il “reale”. Uno dei mezzi per contenere e poi eliminare queste difficoltà è quello della selezione, ovvero della scelta oculata dei soci. Ad esempio: sono una difficoltà i rapporti spesso poco rispettosi tra i soci dei singoli Club. Come pure è un problema la scarsa partecipazione alle attività dei Club. E sono una difficoltà anche le lotte un po’ troppo accanite e gli schieramenti duramente contrapposti in occasione di elezioni. Troppo spesso assistiamo alla negazione stessa del concetto di We Serve. Ripetiamolo ad alta voce, senza timori: queste persistenti violazioni dell’etica derivano proprio dalla scelta dei nuovi soci. Chi entra, infatti, deve possedere in sé i principi fondamentali dell’etica, oppure ogni sforzo potrebbe risultare vano. Forse è un’utopia, ma sono convinto che, di fronte ad una situazione così assolutamente critica per l’avvenire stesso della collettività, l’umanità dovrebbe riuscire ad identificare automaticamente un socio Lions come un essere integerrimo, depositario ed acerrimo difensore dei princìpi etici assoluti, princìpi che ispirano ogni sua azione. E questo Lions dovrà e potrà sempre dare speranza, amore, tolleranza e indicare il cammino per trovare una via d’uscita da queste derive oscurantiste che vogliono appiattire e perfino negare la nostra essenza umana. Amici Lions, inutile usare giri di parole: siamo di fronte a scelte che potrebbero rivelarsi fondamentali per il nostro destino e per quello della società. Solo se sapremo, come singoli e come rappresentanti del movimento lionistico, ergerci come esempio e come portatori della luce della conoscenza e dell’etica, potremo realmente portare a compimento la nostra missione, aiutando gli altri a guardare il futuro senza alcun timore ma con speranza.


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Avanti i giovani, ma quelli che meritano Solo unendo la vivacità e le idee dei ragazzi all’esperienza di chi conosce meglio il mondo Lions potremo formare la prossima classe dirigente dell’Associazione

Michela Di Cuffa Lions Club Gaeta

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o pensato di condividere con voi la mia esperienza da Presidente del Lions Club Gaeta poiché vorrei mettere a fattor comune il mio punto di vista su un tema che sento sempre ritornare ad ogni incontro di confronto Lionistico: come attirare i giovani verso la nostra associazione? Molti sono stati per me i momenti di riflessione sia personali che pubblici su questo grande interrogativo che non sembra trovare facilmente una fattiva risposta; io sono diventata Presidente a 31 anni dopo la gavetta Leo e qualche anno Lionistico alle spalle, quindi pur essendo giovane anagraficamente, ho vissuto la vita lionistica da vari punti di vista. La mia risposta alla volontà di ringiovanire il Lions Club è sicuramente in controtendenza. Io per prima credo fortemente nelle capacità e nelle nuove possibilità che i giovani possono portare nell’esperienza lionistica di tutti noi ad ogni livello, ma altrettanto fortemente credo che non per forza un giovane sia più adatto di altri per dare una ventata di rinnovamento alla nostra associazione. In ogni dove ormai si legge della necessità di mandare avanti i giovani, ma credo sia anche il caso di valutare il giovane sulla sua capacità di leadership senza farsi trascinare dalla moda di dover mettere per forza un giovane in un posto di rilievo.

L’ottimo sarebbe unire la vivacità e le idee di un giovane che merita all’esperienza di chi conosce meglio il nostro mondo Lions con tutte le sue dinamiche, al fine di formare la prossima classe dirigente in modo quanto più completo possibile. Giusto è voler modernizzare il lionismo ma credo sia il caso di farlo con le idee che meritano a prescindere dall’età di chi le propone. La nostra è un’associazione con molti ingranaggi complicati che magari a chi affronta il suo incarico con la verve e la spontaneità di un giovane potrebbero sembrare inutili ed arcaici per non parlare dei momenti formali che spesse volte sono parte fondamentale di un incontro Lions. Dal canto mio ho sempre sostenuto che se un nuovo socio ha avuto il giusto contatto iniziale e la giusta formazione prima del suo ingresso in un Club Lions, una volta deciso di prenderne parte, automaticamente ha anche accettato tutte le sue sfumature siano esse più o meno formali, quindi mi sembra abbastanza fuori luogo lamentarsi poi di quanto accettato consciamente prima senza essere obbligato.Essendo fermamente convinta che non chiunque possa essere un Lions sono altrettanto certa che non qualsiasi giovane possa essere un Lions. Per questo sì avanti i giovani, ma solo quelli che meritano. 63


Poste Italiane s.p.a. - Spedizione in abbonamento postale - D.L. 353/2003 (conv. in L. 27/02/2004 n° 46) art. 1, comma 1, DCB PERUGIA

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LIONISMO Bimestrale a cura dell’Associazione Internazionale Lions Club Distretto 108L Marzo-Aprile 2017, numero 4, anno XLIII La rivista cura l’informazione sulle attività dei Lions al fine di diffondere l’idea lionistica nei campi del sociale, dell’economia, della scienza e in ogni campo di interesse delle Comunità in cui agiscono. In particolare un’informazione che metta in luce valori imprescindibili, per creare nel socio una maggiore consapevolezza dell’essere Lion. Direttore editoriale: Direttore responsabile: Condirettori: Direttore amministrativo: Segretario amministrativo:

Eugenio Ficorilli - Governatore 2016-2017 Fabrizio Sciarretta Mauro Bellachioma, Bruno Ferraro Salvatore Condorelli Monica Coppola

In redazione: Federico Berti, Norberto Cacciaglia, Gianni Fenu, Primula Ferranti, Anna Raccuja, Nicolò Piazza (in memoria), Giuseppe Tito Sechi, Arcangelo Trovellesi. Hanno inoltre collaborato a questo numero: Raffaello Agea, Gabriele Asunis, Stefano Bruzzichelli, Rosalba Bruno, Gianmarco Cesari, Marcello Ciotti, Monica Coppola, Elisa De Bartolo, Michela Di Cuffa, Rocco Falcone, Jolao Farci, Sergio Fedro, Sergio Gigli, Carmelo Leotta, Deanna Mannaioli, Patrizia Marini, Marta Maffei, Vincenzo Marchianò, Teresa Orrù, Piero Paccosi, Ida Panusa, Giampiero Peddis, Arianna Perna, Antonino Ruggiano, Roberto Tamburi, Alessandro Verrelli. Grafica e stampa: Antoniana Grafiche srl – Morlupo (RM) – Tel. 069071440 Immagini: © Vari Autori-Fotolia La rivista Lionismo è l’organo di stampa del Lions Clubs International Distretto 108L. Redazione: Corso Italia 83 - Roma Gli articoli pubblicati rispecchiano il pensiero degli autori e non necessariamente quello della redazione. Si ringraziano i soci che inviano articoli e che saranno pubblicati, se rispondenti alla linea editoriale, in ordine alla data di arrivo. A tal fine, si richiede ai soci di concordare anticipatamente le caratteristiche dell’articolo con la redazione al fine di facilitare l’attività di definizione del menabò. Si raccomanda inoltre di inviare testi originali e mai pubblicati a stampa o sul web anche se dello stesso autore. Inviare i testi in formato Word a fabrizio_sciarretta@virgilio.it, articoli e foto ricevuti non vengono restituiti anche se non pubblicati. La direzione si riserva il diritto di eseguire sui testi pervenuti interventi formali, anche di riduzione, per migliorarne la leggibilità nonché decidere in quale rubrica posizionare l’articolo. Il testo deve essere conciso, non deve contenere sottolineature, grassetti e parole in maiuscolo. La lunghezza degli scritti non dovrà superare le 5.500 battute (spazi inclusi), ogni testo dovrà avere un titolo e un abstract di quindici righe al massimo ed essere accompagnato da foto in JPEG con risoluzione non inferiore a 300 dpi e grandezza non inferiore a 10 cm. Tutti gli articoli devono pervenire in redazione entro e non oltre il giorno 5 del mese antecedente l’uscita della rivista. Questo numero è stato chiuso in redazione il 12 aprile 2017

Registrazione al Tribunale di Roma n. 198 del 18.10.2016. Iscrizione al R.O.C. n° 10853 del 29/11/2004. La rivista viene inviata in abbonamento (€ 2,50) a tutti i soci Lions del Distretto 108L (Lazio, Sardegna e Umbria)


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Lionismo n 4 2017  

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