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Anno II - Num. 16 - Maggio 2012 F r e e p r e s s d i Tr o i a ( F g ) | s t a m p a t o s u c a r t a r i c i c l a t a | r e g i s t r a z i o n e a l Tr i b u n a l e d i L u c e r a n ° 1 4 7











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Si confrontano sul tema i responsabili delle associazioni e le istituzioni. EDITORIALE di Piergiorgio Aquilino Lo sport ha sempre affascinato l’uomo di ieri e l’uomo di oggi per il suo modo di essere. Tante, tantissime pratiche, anche quelle piĂš impensate e delle quali a stento conosciamo i nomi. Sport di cui non siamo neppure a conoscenza... eppure in qualche angolo della terra è praticato. Fonti diverse ci parlano di hobby: un’accorata passione che nasce nell’intimo di ogni bambino, ragazzo, giovane o adulto, a prescindere dal genere; un forte istinto che muove ogni singola persona a praticarlo o semplicemente a prendere una posizione di simpatia per una squadra piuttosto che per un’altra. Da un po’ di tempo però si assiste ad un retroscena dal gusto sgradevole: si guardi, negli sport maggiori, ai numerosi incidenti a fine partita, spesso provocati per “comportarsi come gli altriâ€? in difesa dei propri ideali. Sgradevoli poichĂŠ portano a conseguenze dannose, se non talvolta di pericolo al comun vivere. Non è di certo questo che vuole essere lo sport: non è questo l’hobby che da sempre affascina l’uomo. Spirito fraterno: è questo il vero significato per cui ogni tifoso si innamora del suo sport‌ Forse bisognerebbe guardare alla tenerezza dei bambini per riscoprirsi tifosi di un qualcosa che non sia dannoso, ma costruttivo nei rapporti interpersonali.

di Anastasio Lombardi

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bbiamo ascoltato alcuni dei responsabili delle principali associazioni sportive locali in modo da conoscere il grado di soddisfazione delle strutture sportive presenti, il rapporto con l’amministrazione, la risposta dei ragazzi, i malcontenti in generale ed alcune proposte e consigli: Prof. Nino D’Apice. Responsabile tecnico dell’A.S.D. Possenti Troia Come ASD Possenti Troia svolgiamo la nostra attivitĂ  dal 1987, rivolgendoci solo ed esclusivamente agli sportivi locali. Causa i continui cambiamenti, si riesce sempre meno a trovare la disponibilitĂ  di giovani (ed anche meno giovani) con i quali affrontare un percorso sportivo che tenga presente innanzitutto “lo star beneâ€?, non alla ricerca del risultato a tutti i costi. Le strutture sportive esistenti mancano soprattutto nei servizi (spogliatoi adeguati all’attivitĂ  che si svolge) e spazi all’aperto dove parcheggiare gli automezzi. In minima parte le strutture soddisfano le esigenze locali. L’amministrazione non segue alcun criterio nell’assegnare le strutture e la concessione dei contributi. A fronte di precisi regolamenti si cerca di accontentare il “clienteâ€? di turno. Alfonso Bortone. Vice presidente dell’ A.S.D. Atletico Troia Oltre ad avere una categoria under 14, con i piĂš grandi siamo impegnati con il campionato re-

gionale di calcio a 5 Figc serie e costretti a giocare tutte le partite casalinghe in “trasfertaâ€?, data la mancanza di una struttura capace di soddisfare le nostre esigenze, porta ad un notevole dispendio economico ed all’essenza di un supporto di tifo casalingo. Per non parlare degli allenamenti che vengono svolti in strutture non idonee alla nostra pratica sportiva, come la palestra della scuola elementare pagando anche una quota al comune per l’utilizzo della struttura. L’Atletico Troia è una societĂ  giovane ma con oltre 50 atleti impegnati che portano il nome di “Troiaâ€? in tutta la puglia. Se il comune non metterĂ  a disposizione il nuovo Palazzetto, terminato da qualche mese, ma fermo per motivi burocratici, la nostra societĂ  non avrĂ  futuro. Vito Altobelli. presidente A.S.D. Silver Sun Ecana Le attivitĂ  sportive della mia associazione hanno coinvolto piĂš di 70 atleti. Sarebbe stato ancora bello se avessimo potuto disputare le gare interne nella nostra cittĂ , visto che il palazzetto dello sport è stato ormai completato. Proprio quella del palazzetto è stata la delusione piĂš grande, e che rischia di spegnere gli entusiasmi della dirigenza e degli sponsor. E’ giusto che le societĂ  sportive di TROIA si debbano contendere

continua

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SPORT A TROIA

continua dalla prima pagina tra di loro i pochissimi spazi? Ha senso investire tanti soldi e tanta energia in un progetto se poi non si ha nemmeno la possibilità di avere la ben che minima visibilità? Si è fatto davvero tutto quanto si poteva, per mettere a disposizione da subito (!!!) la struttura ormai completa da diversi mesi??? Da parte sua l’amministrazione ha cercato il confronto con tutte le associazioni in più occasioni. Ma quali sono stati i risultati raggiunti? Fino ad ora nessuno. Sia chiaro il mio intento non è quello di fare polemica. Tutto il movimento sportivo di troia (che forse non è mai stato così in fermento), ha bisogno di un segnale forte e concreto. L’entusiasmo dei giovani per lo sport, alimentato dal lavoro delle associazioni sul territorio, non può continuare ad essere visto solo come “RICREATIVO”. Di fatto le associazioni sportive devono essere considerate come una componente fondamentale per le politiche giovanili del nostro paese e pertanto devono essere messe in condizioni di funzionare al meglio. Vincenzo D’Angelo. responsabile tecnico G.S. Troia L’amministrazione comunale locale è vicina alle associazioni sportive, mettendo a disposizione le strutture sportive pubbliche, per poter svolgere egregiamente la nostra attività. Anche se con la continua nascita di nuove associazioni, il tempo a disposizione per l’utilizzo degli impianti si riduce considerevolmente. Ma con il prossimo utilizzo del palazzetto e delle aree sportive ad esso annesse, magari si potrebbe al meglio lo stesso ed essere più flessibili con le ore a disposizione per ciascuna associazione. Abbiamo anche intervistato il consigliere Urbano Maddalena. Quali sono le problematiche sollevate dalle varie associazioni e qual è il rapporto con esse?

E’ chiaro che per le associazioni i problemi sono tanti e sempre gli stessi e cioè strutture, contributi, preferenze ecc, però nonostante tutto i rapporti sono buoni e c’è sempre stato un confronto molto costruttivo e siamo sempre riusciti a risolvere le problematiche che man mano si venivano a creare.

contraddistinto da un solo termine: PASSIONE. Alle associazioni chiedo di lavorare bene con i giovani con la massima professionalità poichè gli errori che vengono commessi alla fine si pagano, poi posso anche dire che nell’amministrazione troveranno sempre qualcuno che li ascolterà e si farà carico dei loro problemi, ovviamente L’ex campo sportivo (via Lu- nel limite del possibile, di sicuro cera) perché non è utilizzato? non sarà sicuramente l’esecutivo Perché i lavori non sono stati a mettere il bastone tra le ruote. terminati? Quale sarà la sua destinazione d’uso? Quando Conosci tutte le associazioni sarà possibile riutilizzarlo? sportive locali? Se si quali? Le idee per il campo sportivo di via Lucera sono tante su come L’importanza e partecipazisistemarlo e cosa ci si può fare one dello sport a Troia? l’unico intoppo, purtroppo, sono sempre i fondi a dispo- Ritieni che l’amministrazione sizione, che assicuro per le sia vicina allo sport locale? opere da fare sono veramente pochi. In ogni modo l’utilizzo Quali sono le strutture dell’impianto è stato e resterà di su cui possono contare natura sportiva, la nostra idea che le associazioni sportive? più ci piace è quella di creare insieme al pallazzetto e tutta l’area Ritieni che queste siano adeguate circostante un “villaggio spor- in termini di spazio, attrezzature, tivo” dove per assurdo possano equa distribuzione degli orari? trovare posto e ospitalità anche società blasonate di categorie su- Quali sono i contributi che riconoperiori e di tutti gli sport per fare scete ad ogni associazione e quai famosi ritiri. Sul quando potrà li sono i criteri di attribuzione? essere disponibile non mi sento di azzardare una data ma spero In prospettiva cosa vi sentite di che si possa fare prima della fine promettere e cosa avete in candel mandato amministrativo. tiere per giovani e le associazioni? E per il palazzetto dello sport (via Lucera)? Come già detto prima fa parte di un bel progetto comunque il palazzetto è quasi terminato anzi all’interno è completamente terminato manca qualche dettaglio burocratico ma spero che possa essere utilizzato già nel prossimo anno sportivo.

puoi leggere l’intervista integrale su www.linkiostro.org

Dai qualche proposta e/o consiglio ai giovani e alle associazioni. Ai giovani non ho molti consigli da dare posso solo dire di vivere lo sport nel senso “vero” del termine e cioè aggregazione, amicizia ma anche sacrificio, impegno e tanta tanta voglia di fare bene, tutto questo è

Per commenti, richieste, idee e storie manda un messaggio a: redazionelink@gmail.com e clicca su: L!NKIOSTRO.org

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Simone Regazzoni pubblica un libro sulla filosofia del porno

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ualche giorno fa mi capita di leggere una brillante intervista ad un signore di nome Simone sul settimanale ‘D la Repubblica’. Incuriosita dalle sue interessanti risposte vado a cercare il suo nome su Google. Scopro molte cose interessanti. Simone Regazzoni, classe 1974, filosofo e allievo di Jaques Derrida. Ha insegnato all’Università di Parigi e pubblicato diversi libri tra cui ‘Harry Potter e la filosofia’ e ‘La filosofia di Lost’. Nel 2007 ottiene una cattedra all’Università Cattolica di Milano. Nel 2010 pubblica ‘Pornosofia. Filosofia del pop Porno’, volume che analizza il porno da un punto di vista filosofico. Il libro gli costa caro perché la Cattolica lo caccia. Come potevo non contattarlo per un’intervista? Da dove parte la tua riflessione filosofica sul porno? Per diversi anni ho vissuto a Parigi, prima per il mio dottorato poi per insegnare all’Università di Parigi VIII. E’ qui che ho letto una serie di interessanti studi filosofici sulla pornografia, che mi hanno spinto ad approfondire il tema. Preciso che in Francia, come negli Stati Uniti, gli studi sulla pornografia non sono guardati come una provocazione, ma sono considerati

molto importanti per comprendere l’orizzonte culturale, sociale e anche politico del nostro tempo. La più prestigiosa casa editrice accademica francese (Presses Universitaires de France)ha pubblicato un dizionario della pornografia di più di 500 pagine e negli USA esistono i Porn Studies. Poiché il porno mi piace (al di là delle motivazioni intellettuali non scrivo niente che non risponda a una qualche pulsione) ho provato a confrontarmi filosoficamente con questo piacere che, al di là di tante denegazioni perbeniste, è una forma di godimento di massa.

“carne”. Questo è uno degli aspetti più perturbanti dell’esperienza sessuale – almeno se è sufficientemente buona da farci “perdere la testa” (cioè il nostro statuto di soggetti). Ed è questo aspetto, che affascina e spaventa al contempo, che il porno mostra su una scena dove non ci sono né persone né cose, ma composizioni di corpi carnali simili a quelle dei quadri di Bacon. Ora, la forza del porno dipende dal fatto che, mentre mette in scena questa esperienza, la produce nel fruitore: nessuno, nemmeno chi guarda un porno per studiarlo, può restare indifferente.

Qual è l’obiettivo del libro? Mostrare che la pornografia è l’unica forma di fiction audio-visiva (che è al contempo reale, una real-fiction) capace di mettere in scena la dissoluzione del soggetto e l’apparire del corpo carnale come corpo che si espone al godimento. Il porno non ha nulla a che fare con l’erotismo, che è lo spazio in cui i soggetti, senza mai perdere il controllo del proprio corpo, giocano con il corpo dell’altro. Il porno si spinge oltre: ci mostra l’entrata in scena del godimento che ci espropria violentemente del nostro corpo, e lascia emergere quella cosa impersonale che chiamiamo

In molti paesi esiste già un ampia bibliografia sulla filosofia del porno. In Italia questo non accade. Perché secondo te? In molti paesi si può arrivare in cattedra con saggi sul porno. I maggiori filosofi viventi hanno scritto di porno: da Martha Nussbaum a Slavoj Zizek a Judith Butler. A novembre dello scorso anno il Collège International dePhilosophie mi ha invitato a tenere una conferenza sul porno a Parigi. In Italia invece c’è ancora la vecchia e pessima idea che lo statuto scientifico e l’importanza di un libro dipendano dal valore sociale attribuito al proprio oggetto. In questo senso se scrivi

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o, ma insegna alla Cattolica. E questo, pare, è un problema. di Iolanda Bronzoni libri su Dio, anche mediocri, come fa Vito Mancuso, sei uno studioso serio; se scrivi sul porno sei una sorta di perverso che si occupa di cose di cui sarebbe meglio tacere. Devo però dire (chiunque può verificarlo) che dopo la pubblicazione del mio libro anche in Italia i filosofi hanno incominciato a occuparsi di porno. Si parla della ‘doppia morale’ per quanto riguarda l’Inghilterra Vittoriana. Attualmente la situazione nel nostro Paese è tanto diversa? Il nostro paese è un paese dove i soggetti hanno seri problemi con l’etica proprio perché vivono con una doppia morale. Avere una doppia morale significa usare i principi etici non come fondamento per le proprie azioni ma come copertura delle proprie azioni. Basta pensare ai dati sul consumo di porno in Italia: siamo di fronte a un consumo di massa. Però quando si parla pubblicamente di porno abbiamo tutti imparato la lezioncina politicamente corretta per cui lo condanniamo perché ridurrebbe le donne a oggetto.

altri. Passiamo la vita a costruirci una figura sociale, e spesso anche intima, che ci renda bene accetti agli altri senza preoccuparci, per dirla con Nietzsche, di diventare ciò che siamo. In termini pop potremmo dire che abbiamo molto da imparare da Dr. House. Il tuo libro ti è costato il posto alla Cattolica. Perbenismo bigotto? Direi piuttosto: problema con la libertà di espressione che dovrebbe tutelare anche la Cattolica. Nessuno può essere allontanato da un’Università per aver pubblicato un libro, anche scomodo. E’ questo il punto. Ma non è la prima volta che la Cattolica allontana un docente per quello che scrive o dice. Non a caso la Corte europea dei diritti dell’uomo ha sentenziato nel 2005 che la Cattolica ha leso il diritto alla libertà di espressione nel caso dell’allontanamento del prof. Luigi Lombardi Vallauri. E’ un peccato, perché la Cattolica è un’ottima università.

Una filosofia circoscritta al contesto accademico finisce per diventare un qualcosa di sterile, limitato a pochi eletti: quali sono le soluzioni? Riaffermare l’idea, propria a certi filosofi dell’antichità e dell’illuminismo, che la filosofia è una sapere che deve circolare nello spazio pubblico e deve trovare le forme di scrittura in grado di raggiungere il vasto pubblico. Si tratta,in altri termini, di democratizzare la filosofia, senza farle perdere forza e rigore. Oggi questo significa imparare a usare generi di scrittura differenti, far circolare la filosofia sui nuovi media e occuparsi anche di cultura di massa. Quella che chiamo “filosofia pop” è una filosofia che prova a rispondere a questa sfida.

Prossimi progetti letterari? Un libro sull’etica dell’eroismo che uscirà in autunno. E che si occuperà, usando esempi tratti dalla cultura pop, dell’idea che l’etica dell’eroismo è l’etica di un soggetto che ha il coraggio di S e H e i d e g g e r i n c o n t r a s s e non cedere sul proprio desiderio. Moana Pozzi cosa le direbbe? il tipo, prover- Un grandissimo grazie alla disponiCos’è tabù oggi? Conoscendo a portarsela bilità di Simone e alla pazienza con Rivendicare il proprio desiderio ebbe letto. Come dargli torto? cui ha risposto alle mie domande! senza compromessi e senza pre- a occuparsi di cosa pensano gli

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I N I Z I AT I V E

Il G.S. Troia promuove la tessera del tifoso e numerose agevolazioni di Michele Lombardi

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n piccolo paesino di grandi sportivi e di grandi sostenitori ha visto nascere l’iniziativa del Gruppo Sportivo Troia “Tessera del Tifoso” (la prima in assoluto del calcio dilettantistico) per coinvolgere tutti i supporter a sostenere la squadra di calcio cittadina non solo attraverso la loro fondamentale e incoraggiante presenza, ma anche con il loro piccolo contributo per acquistare il materiale sportivo. Quest’anno la società sportiva è stata impegnata nel campionato di seconda categoria e in quello “allievi giovanile”, lo scorso anno vincitori del campionato. L’iniziativa è partita a settembre e ha visto crescere nel tempo il consenso fino a raggiungere la buonissima quota di 124 tessere. La tessera del tifoso fino al mese di marzo è stata sottoscritta dietro contributo libero consentendo di avere innumerevoli vantaggi: sconti presso dieci attività fidelizzate (bar, pizzerie, forni, abbigliamento, elettronica..); calendario ufficiale della squadra del campionato di seconda categoria regionale girone A, stagione 2011-2012; ingresso a tutte le partite casalinghe della prima squadra e della squadra allievi; estrazioni mensili con almeno tre premi ( già assegnati 26 premi), l’ultima nel mese di maggio quan-

do sarà terminata la prima edizione della tessera del tifoso; inviti di primo piano in tutte le attività che ha visto coinvolta la società sportiva. Forza trainante dell’iniziativa è stata la “Sinergia” tra il Gruppo Sportivo Troia, (promotore) i tifosi contribuenti e le attività fidelizzate (quali cooperatrici). Il reciproco impegno ha portato alla nascita della Tessera del Tifoso. I risultati dell’iniziativa sono tangibili: sono stati acquistati 12 palloni, una palestra multifunzione e altro materiale. “La tessera del tifoso” è stata anche una presenza attiva affianco delle iniziative dei giovani troiani, quali “I CARE: GIORNATA DELL’IMPEGNO CIVILE E SOCIALE”; SPORTIVA…MENTE, l’integrazione sociale attraverso gli scambi; presenti come punto info-adesioni in largo villa e in piazza Giovanni XXIII. Entrare nel mondo gialloverde significa entrare in campo con tutti noi, siamo pronti a “darti una maglietta”! Ti aspettiamo “per dare l’inizio…” alla prossima stagione sportiva 2012-2013. Diventa anche tu un tifoso gialloverde! Per info o aggiornamenti sull’iniziativa, sulla squadra etc. i canali di riferimento sono: sito internet www.gstroia.it.gg;

profilo facebook GStroia Tesseradeltifoso; indirizzo e-mail: tesseradeltifosogstroia@hotmail.it. I ringraziamenti vanno a tutti per quanto di buono è stato fatto. Sicuri di quanto potremo ancora fare, più uniti e numerosi, desiderosi di costruire sempre più ” Sinergie Rinnovabili”.

Per altre info clicca su: www.gstroia.it.gg

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EVENTI





































Il tour che parte dalla rete arriva in cittĂ .

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enerdi 18 maggio ha fatto tappa nel nostro paese il tour organizzato da ZEROGAS che alcuni di noi aspettavano da tempo. L’invito a quest’incontro, tenutosi in una sala dell’ex convento di S.Domenico intorno alle 20, non ha riscosso molti consensi nell’ambito cittadino, nonostante ciò, e considerato anche qualche piccolo problema tecnico verificatosi nel mentre della serata, chi ha preso parte all’evento ha oggi la consapevolezza che esistono delle alternative al petrolio e a tutto ciò che da esso deriva, che oggi ci ha reso schiavi. ZEROGAS vuole dire appunto zero combustibili fossili: petrolio, gas, benzina, etc.. e nasce proprio da una rete di persone consapevoli di soluzioni e tecnologie che possano rendere la vita del tutto indipendente da essi. Sebbene ad alcuni quest’idea possa sembrare del tutto assurda, loro ci hanno mostrato delle valide alternative a tutto quello che per noi oggi sembra normale e scontato. Ad esempio spostarsi con una macchina a benzina, oppure avere una casa fatta di mattoni, o magari andare a comprare il dentifricio, sono tutti atteggiamenti che ormai fanno parte della nostra quotidianità, eppure, inconsapevolmente o meno, sono gesti che ci hanno resi schiavi delle multinazionali e del petrolio, senza contare la cosa piÚ importante e cioè che in questo modo riusciamo ogni giorno a distruggere quell’unico, stupendo pianeta sul quale ci è dato vivere. Con ZEROGAS invece abbiamo la possibilità di scoprire

di Giulia Beccia

di Antonino Roseto

che non è necessario comprare un dentifricio al supermercato perchĂŠ è semplicissimo farlo in casa ed efficiente allo stesso modo! Abbiamo visto, attraverso dei video, come il mattone o il cemento non sono le uniche soluzioni per creare la casa dei nostri sogni perchĂŠ esistono case bellissime interamente in legno, ignifughe, antisismiche, completamente autosufficienti, che non inquinano e costano la metĂ ! Infine abbiamo visto come è possibile fare a meno della benzina e anche dell’elettricitĂ  per spostarsi con un mezzo, perchĂŠ basta l’aria! Non una fonte destinata a finire,ma aria pura, aria di cui nessuno può appropriarsi perchĂŠ appartiene giĂ  a tutti! “La tecnologia AIR permette di utilizzare degli speciali motori in grado di trasformare l’aria compressa in energia cinetica (movimento) annullando quasi del tutto la spesa economica. Utilizzare l’aria che respiriamo, e quindi inerte, permette di escludere tutti gli intermediari produttori delle risorse fossili inquinanti che ci hanno fino adesso letteralmente schiavizzatoâ€?. Ăˆ qualcosa di rivoluzionario, ma basta crederci per poter vedere tutto questo realizzarsi, perchĂŠ la vera rivoluzione è quella che dobbiamo creare nelle nostre menti per poter dare energia alle nostre azioni! L’auspicio, dunque, è quello di poter indirizzare il nostro futuro verso una strada in cui la tecnologia si fonda con la natura in armonia e soprattutto nel rispetto di essa. Un altro mondo non solo è possibile, ma necessario, ora! Info su : www.zerogas.it

Lo sport per lo sviluppo e la pace: verso il raggiungimento degli Obiettivi di Sviluppo del Millennioâ€?. Cosi recita il rapporto del 2003 delle Nazioni Unite che manifesta le potenzialitĂ  dello sport ancora nascoste dietro una nebbia di rivalitĂ  e interessi. Se da una parte ci sono violenza e razzismo, dall’altra c’è lo slogan dei mondiali di Rugby del 1995 in Sudafrica, il cui motto era: “ Una squadra, un Paeseâ€?, a indicare che l’unitĂ  nello sport è la manifestazione dell’unitĂ  interna al Paese dopo l’orrore dell’apartheid. Ed è ancora grazie al Sudafrica se, ai mondiali di calcio nel 2010, dietro al rumore delle vuvuzelas, dietro alle gioie e ai dolori di miliardi di tifosi, lo sport è diventato ancora una volta terreno di incontro fra culture diverse e mezzo attraverso il quale avvicinarsi a temi come i diritti umani, le societĂ  solidali e la esistenza di comunitĂ  diverse. Lo sport diventa punto fermo in un mondo in cui tutto si muove; esso è mezzo di rivendicazione sociale per smuovere le coscienze, perchĂŠ attraverso di esso si rivolga l’attenzione alle problematiche dei diritti umani, di solidarietĂ , di integrazione, attraverso quella passione e quelle emozioni che è in grado di suscitare e che troppo spesso trovano la scorciatoia della violenza e dell’intolleranza; lo sport diventa veicolo per la promozione di pace e riconciliazione, basti pensare alla diplomazia nel Ping Pong fra USA e Cina durante la guerra fredda, le partite di calcio tra squadre israeliane e palestinesi, sintomo di un impegno concreto, della possibilitĂ  e della volontĂ  di trovare nello sport quella pace, quella fratellanza che la politica non riesce a trovare. Basterebbe iniziare a credere che i vantaggi sociali e i diritti umani sono piĂš importanti dei punteggi. Basterebbe iniziare a sperare e a lavorare per far si che ai prossimi mondiali lo slogan sia: “Un’unica Terra, un unico popolo, un’unica famiglia=tutti Fratelli!

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