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Anno 9 - n 59 - Luglio 2015 - euro 4,50

REM KOOLHAAS A MILANO

LA PERIFERIA VESTE PRADA Renzo Piano Builing Workshop

LA CITTÀ VERTICALE

FBdA - Fabbrica di Architettura

MANIFATTURA CULTURALE Speciale Ospitalità

GREEN & LUXURY

FONT Srl - Via Siusi 20/a 20132 Milano - Poste Italiane SpA Sped. in abb. postale 45% D.L. 353/2003 (conv. in. 27.02.2004 n. 46) Art. 1 Comma 1 DCB Milano


organized by

fiftieth edition marmomacc.com

C E L E B R AT I N G T H E

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3 0 S E P T E M B E R - 0 3 O C TO B E R 2 0 1 5

C o - l o c ate d with

V e r o n a , I TA LY


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42 ARCHITETTURA PER TUTTI

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La libertà creativa che concede la progettazione di spazi straordinari, destinati alla cultura o all’ospitalità, come quelli che pubblichiamo in questo numero, è senz’altro più gratificante degli estenuanti esercizi con cui la maggior parte di noi si confronta quotidianamente, tra metrature minime e uffici pubblici scarsamente ricettivi. Tuttavia le scelte dei materiali, le soluzioni funzionali, il progetto del paesaggio e delle relazioni tra spazi aperti e chiusi e tra naturale e costruito possono aiutarci a guardare con occhi nuovi anche al progetto più ordinario.

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63 4 LA CITTADELLA DELL’ARTE

Rem Koolhaas, Fondazione Prada Milano

12 MANIFATTURA CULTURALE Ex lanificio Maurizio Sella, Biella

18 L’ALTRA VIA DI MONACO Milano Expo 2015

In copertina Fondazione Prada Milano (foto ©Moreno Maggi).

IOARCH Costruzioni e Impianti n. 59

Direttore responsabile Sonia Politi

30 L’ALTRA VIA POSSIBILE

XI Premio Architettura Sostenibile

31 PROGETTARE OSPITALITÀ

Dieci casi di studio in Italia e nel mondo

78 SUMMER HOUSES

Residenze a Spotorno, Ariu + Vallino

21 LA CITTÀ VERTICALE

Torre Intesa Sanpaolo di Renzo Piano

Comitato di direzione Myriam De Cesco Carlo Ezechieli Antonio Morlacchi

Contributi Atto Belloli Ardessi Daniela Baldo Gianandrea Barreca Ginevra Bria Moreno Maggi Silvia Zotti, Marianna Zuretti

Editore Font srl, via Siusi 20/a 20132 Milano Tel. 02 2847274 Fax 02 45474060 redazione@ioarch.it www.ioarch.it

Grafica e impaginazione Cristina Amodeo Alice Ceccherini

Fotolito e stampa Pinelli Printing Milano

Abbonamenti Tel. 02 2847274 - Fax 02 45474060 abbonamenti@ioarch.it

80 ESPORTARE L’ARCHITETTURA? Gianandrea Barreca

Prezzo di copertina euro 4,50 arretrati euro 9,00. Abbonamento (6 numeri) euro 27,00; estero euro 54,00. Pagamento online su www.ioarch.it o bonifico a Font Srl - Unicredit Banca IBAN IT 68H02 008 01642 00000 4685386 Reg. Tribunale di Milano n. 822 del 23/12/2004. Sped. in abb. postale 45% D.L. 353/2003 (conv. in L. 27.02.2004 n.46) art. 1, comma 1 DCB Milano

© Diritti di riproduzione riservati. La responsabilità degli articoli firmati è degli autori. Materiali inviati alla redazione salvo diversi accordi non verranno restituiti.


‹ MASTERPIECES

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› MASTERPIECES

FONDAZIONE PRADA MILANO

LA CITTADELLA DELL’ARTE COLLOCATA IN UN’AREA MARGINALE RISPETTO AL TESSUTO URBANO E CULTURALE MILANESE, LA NUOVA SEDE DI FONDAZIONE PRADA NE FAVORISCE LA RIGENERAZIONE CON SOLUZIONI ARCHITETTONICHE AFFASCINANTI E SPAZI A GEOMETRIA VARIABILE ADATTABILI A UN PROGRAMMA CULTURALE AMPIO E ARTICOLATO: COLLEZIONI D’ARTE STORIA, CINEMA, RICERCA E SPERIMENTAZIONE

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‹ MASTERPIECES

L

In apertura, un’immagine della Fondazione verso la Haunted House: sulla sinistra il corpo che accoglie il Bar Luce, sulla destra il nuovo edificio del Podium. Sopra, gli ambienti storici sud, dove è esposta parte della collezione Prada, visti dalla corte centrale, tra il Podium sulla sinistra e il Cinema sulla destra. Più in basso, la Fondazione vista dalla strada (quest’ultima foto ©Baas Princen, courtesy of Fondazione Prada, le altre foto ©Moreno Maggi).

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argo Isarco 2, Milano, vicino allo scalo merci di Porta Romana. 19mila metri quadrati di spazi pubblici e privati. Una ex-distilleria del 1910 che produceva brandy. Ambienti di lavoro, depositi e uffici che crescevano e si modificavano secondo criteri economici e produttivi assumendo nel tempo quel fascino che appartiene solo ai complessi industriali abbandonati, dove i muri contengono, se cerchi bene, ancora un po’ delle fatiche, delle speranze e dei successi passati. Fondazione Prada Milano nasce qui, con un progetto firmato OMA che, in un raro equilibrio, è nello stesso tempo di conservazione e di nuova architettura, con ambienti aperti e chiusi da percorrere, attraversare, salire, esplorare o semplicemente osservare. Per restarne incantati. Ogni svolta cambia la percezione, ogni spigolo rivela uno spazio, a volte nuovo a volte antico, e sembra che nella relazione tra vecchio e nuovo anche le facciate specchianti, i rivestimenti in schiuma di alluminio che sembra cemento e il cemento liscio come alluminio, i vetri, l’acciaio brunito posati ieri abbiano assorbito lo spirito del tempo.

volumi, assi e orientamento

Di forma pressochè rettangolare e con ingresso a est, il lotto è organizzato lungo due assi perpendicolari che disegnano il planivolumetrico dell’intervento e segnano i percorsi aperti. L’asse est-ovest oggi percorribile fino alla corte centrale, condurrà infine a una Torre bianca di 9 piani attualmente in costruzione all’estremità nord-ovest, mentre quello nord-sud distribuisce i flussi tra gli

edifici esistenti e ristrutturati e i nuovi corpi. Paralleli ad esso, due percorsi minori collegano il Bar Luce all’esterno e completano i possibili percorsi intorno ai grandi depositi. Essenzialmente, i volumi storici sono collocati lungo il perimetro del lotto, con ambienti stretti con pianta a cannocchiale sui lati nord e sud, un vasto magazzino industriale (con una collezione di “veicoli d’autore”) a ovest, ambienti sottostanti privati destinati a depositi d’arte. Sul fronte est affacciano altri edifici d’epoca bassi e un edificio di 4 piani che, “intonacato” all’esterno in foglia d’oro, segnala e caratterizza l’intervento. Disposte trasversalmente al lotto, le nuove costruzioni del Podium e del Cinema, separate da un’ampia piazza, sono i nuovi innesti architettonici di Fondazione Prada.

podium

Collegato a sud e a nord agli edifici della vecchia fabbrica, lo spazio dedicato a esposizioni temporanee (quella in corso in questo momento, curata da Salvatore Settis e Anna Anguissola, affronta il tema della copia d’arte nella cultura romana) si sviluppa su due livelli totalmente diversi nella loro impostazione: aperto e interamente vetrato il livello inferiore, più chiuso ma con viste sul limite sud della città e sulla Haunted House il primo piano. L’ingresso avviene dal lato sud, dove ci sono le biglietterie, e l’uscita è sul passaggio principale che conduce all’ampia corte centrale.

cinema

Sull’altro lato della piazza, il Podium si riflette nelle pareti a specchio del Cinema, un bloc-


› MASTERPIECES

OMA Office for Metropolitan Architecture

L’ingresso coperto al Podium e all’edificio di 4 piani chiamato Haunted House avviene dalla corte centrale. Accanto, dettaglio dei rivestimenti schermanti e fonoassorbenti in schiuma di alluminio Alusion impiegati nel Podium. Sotto, assonometria del sito: in colore gli edifici di nuova costruzione, tra cui la Torre alta che è in corso di completamento (foto ©Moreno Maggi, disegno ©OMA).

Fondato nel 1975 a Londra da Rem Koolhaas (1944, laurea alla AA di Londra, 1978) con Madelon Vriesendorp, Elia e Zoe Zenghelis, OMA, attualmente guidato da dieci partner - Rem Koolhaas, Ellen van Loon, Reinier de Graaf, Shohei Shigematsu, Iyad Alsaka, David Gianotten, Chris van Duijn, Ippolito Pestellini Laparelli, Jason Long e Michael Kokora opera a livello internazionale dagli uffici di Rotterdam, New York, Pechino, Hong Kong, Doha e Dubai. Rem Koolhaas, che insegna alla Harvard University, nel 2014 ha diretto la 14esima Biennale di Architettura di Venezia Fundamentals. Il suo approccio originale alla modernità è espresso nei titoli Delirious New York (1978) e S, M, L, XL (1995) che hanno sollevato profondi motivi di ripensamento nel dibattito architettonico internazionale. Inaugurato un mese fa il Garage Museum of Contemporary Art di Mosca, lo studio ha numerosi lavori in corso tra cui la biblioteca multimediale di Caen in Francia, la biblioteca nazionale del Qatar, il Musée National des Beaux-Arts du Québec, la trasformazione del Fondaco dei Tedeschi a Venezia Rialto. Tra i principali lavori completati la Borsa di Shenzhen (2013), le tre torri De Rotterdam (2013), il quartier generale della CCTV a Pechino (2012), la nuova sede di Rothschild Bank a Londra (2011), la Casa da Música a Porto (2005), la Seattle Central Library (2004) e il vasto sviluppo - 800mila mq - Euralille in Francia (1994). Ad OMA si aggiunge il think-tank AMO, centro di ricerca in aree che vanno oltre i confini dell’architettura: sociologia, media, politi8ca, nuove tecnologie, moda e graphic design. www.oma.eu

AlvisiKirimoto+Partners Dopo aver collaborato per dieci anni con Renzo Piano, Massimiliano Fuksas e Oscar Niemeyer, Massimo Alvisi e Junko Kirimoto fondano nel 2002 lo studio di architettura AlvisiKirimoto+Partners. Nel 2008 lo studio diventa una società di ingegneria a cui si associano Alessandra Spiezia e Arabella Rocca. I principali progetti realizzati sono il Teatro dell’Accademia di Belle Arti di Napoli e gli allestimenti del Museo degli strumenti musicali di Roma e Saltexpò alla Mostra d’Oltremare a Napoli. Lo studio è attualmente impegnato nel project management per la riqualificazione dell’area degli ex-Mercati Generali a Roma e ha da poco terminato il project management della Cantina Rocca di Frassinello per lo studio di Renzo Piano. Tra i progetti in corso il nuovo edificio direzionale per la Molino Casillo in Puglia. Lo studio è inoltre impegnato nell’interior design del Teatro Alexandrinsky a San Pietroburgo. www.alvisikirimoto.it

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‹ MASTERPIECES

co monolitico il cui layout interno, all’apparenza tradizionale (file rialzate di poltrone rivolte verso il palco cinematografico) è invece reversibile: la parete specchiata si apre, il piano delle poltrone si abbassa, il palco viene

“The Fondazione is not a preservation project and not a new architecture. Two conditions that are usually kept separate here confront each other in a state of permanent interaction.” Rem Koolhaas

In alto, da sinistra in senso orario, vista dal cortile verso il Cinema, il corpo sud e il deposito, tutti spazi che ospitano la collezione permanente; due vista del Podium che si riflette nelle vetrate del Bar Luce e dall’interno verso l’ingresso est del sito. Pagina di destra, interno del Bar Luce (foto ©Moreno Maggi).

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spostato di 90° e l’edificio, con la piazza, può diventare luogo di manifestazioni all’aperto con una capienza maggiore. La qualità della proposta culturale complessiva di Fondazione Prada è testimoniata da una rassegna curata da Roman Polanski con le suggestioni cinematografiche che hanno ispirato i suoi film e un documentario inedito realizzato dal regista polacco.

haunted house

L’uso innovativo dei materiali trova qui la sua espressione più appariscente. Nella ristrutturazione per essere adibito a spazi della collezione Prada, l’edificio esistente di 4 piani prospiciente la strada pubblica è stato

ricoperto all’esterno in foglia d’oro – a quanto pare, ad un costo analogo a quello di un normale intonaco e senz’altro inferiore alla posa di un cappotto - con quali risultati nel tempo rimane da vedere, ma l’aria fané che gli doneranno gli agenti atmosferici fa parte delle scelte estetiche dell’intera costruzione: gli edifici sono “conservati”, intendendo con ciò la ripulitura e il portare alla luce l’antico, fino ad arrivare a un antico culturale, come possiamo immaginercelo oggi anche se forse non è mai realmente esistito.

bar luce

Emblematico di questa operazione culturale è il Bar Luce, ricavato in ambienti collocati lungo il perimetro est del complesso, che ricostruisce ciò che secondo il regista Wes Anderson doveva essere un bar milanese degli anni Sessanta di cui riassume e cita ogni singolo elemento, dal juke box ai piani in formica ai rivestimenti in sky delle poltroncine, così da dare forma reale a un luogo dell’immaginazione.

torre

La torre bianca all’angolo nord-ovest del

complesso è tuttora in costruzione e sarà l’ultima sorpresa della Fondazione. Nove piani con altezze interne variabili – di fatto i piani saranno solo sei – così da offrire spazi adatti a installazioni site-specific, la torre avrà una facciata completamente vetrata, attraverso la quale l’intera città potrà osservare i manufatti e le performance artistiche che si svolgeranno al suo interno.

architettura per la cultura

Commentando il lavoro di Fondazione Prada, Rem Koolhaas ricorda che gli spazi industriali abbandonati sembrano ormai essere diventati luoghi d’elezione per l’arte ma che la diversità degli ambienti creati in Fondazione Prada rappresenta un’autentica raccolta di forme e soluzioni architettoniche che si aggiunge alle diverse forme di espressione artistica raccolte nelle collezioni che questi ambienti ospitano. La complessità delle relazioni tra gli spazi e le architetture riflette e favorisce la complessità del programma funzionale futuro, che potrà aprirsi a spinte culturali e suggestioni ambientali oggi non considerate potendo contare su ambienti adeguati nei quali svilupparsi ed esprimersi


› MASTERPIECES

IL BAR LUCE Il Bar Luce è stato progettato dal regista Wes Anderson, che ha curato tutti i dettagli per ricreare l’atmosfera di un tipico caffè della vecchia Milano. L’edificio che lo ospita mantiene una serie di strutture in acciaio a vista applicate alle pareti portanti che forniscono un rinforzo strutturale permettendo di conservare le superfici e il soffitto a volta, che qui riproduce su piccola scala la copertura in vetro della Galleria Vittorio Emanuele, uno dei luoghisimbolo della città. Oggetti, arredi, sedute, mobili in formica, pavimento, i pannelli di legno impiallacciato che rivestono le pareti e la gamma cromatica ricordano la cultura popolare e l’estetica dell’Italia degli anni Cinquanta e Sessanta. Fonti di ispirazione del regista texano due capolavori del neorealismo italiano: Miracolo a Milano di Vittorio de Sica e Rocco e i suoi fratelli di Luchino Visconti, a cui aveva già rivolto la sua attenzione nel 2013 per produrre il cortometraggio Castello Cavalcanti.

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‹ MASTERPIECES SCHEDA Località Largo Isarco 2, Milano Anno di realizzazione 2008-2015 Committente Fondazione Prada Team OMA Progetto Rem Koolhaas, Chris van Duijn (capo progetto)

Responsabile del progetto Federico Pompignoli Design team Anna Dzierzon, Jonah Gamblin, Ross Harrison, Hans Hammink, Matthew Jull, Taiga Koponen, Vincent Konate, Andres Mendoza, Susanan Mondejar, Vincent McIlduff, Federico Pompignoli, Sasha Smolin, Michaela Tonus

Local architect arch. Massimo Alvisi Executive architects AlvisiKirimoto+Partners, Atelier Verticale

Progetto strutturale Favero&Milan Progetto impiantistico Favero&Milan, Prisma Engineering

Ingegneria acustica Level Acoustics Team Prada Direzione Prada Engineering e responsabile del progetto Maurizio Ciabatti Responsabile dei lavori Pietro Cereghini Bar Luce Concept Wes Anderson Progetto Studio Baciocchi (Roberto Baciocchi, Monica Guarda, Gianni Serafini, Andrea Torelli)

Produzione Bar Luce Leonardo Simonti, Gianluca Geraci

Consulenti e fornitori Direzione lavori e coordinamento CeAS (Bruno Finzi, Patrizia Polenghi, Valter Carni)

Bonifiche e indagini ambientali Tecnitalia (Giorgio Bressi, Stefano Micco)

Sopra, masterplan e pianta del pianoterra del sito. Accanto, alcuni scorci degli spazi interni che ospitano sia mostre temporanee sia esposizioni permanenti (foto al centro) (foto ©Moreno Maggi).

Collaudo statico M.S.C. Associati (Danilo Campagna) Strutture e opere murarie Colombo Costruzioni Impianti meccanici tecnici Tono Impianti Budget 50 milioni di euro Superficie 18.900 mq Area aperta al pubblico 12.300 mq Area non accessibile al pubblico 6.600 mq

LA FONDAZIONE PRADA Creata nel 1993 da Miuccia Prada e Patrizio Bertelli, la Fondazione è luogo di osservazione da cui monitorare le idee più significative della contemporaneità. Dal 1993 al 2010 ha presentato a Milano 24 mostre personali di artisti come David Smith, Michael Heizer, Louise Bourgeois, Dan Flavin, Walter De Maria, Francesco Vezzoli e Steve McQueen, e altre attività culturali (festival cinematografici, simposi filosofici ed eventi di architettura). Progetti come Double Club di Carsten Höller a Londra (2008), Prada Transformer di OMA a Seoul (2009) e 24h Museum di Francesco Vezzoli a Parigi (2012) hanno riscosso un ampio consenso internazionale. Nel 2011 la Fondazione ha inaugurato a Venezia la sede di Ca’ Corner della Regina, dove le mostre occupano diverse aree del palazzo mentre proseguono i lavori di restauro. Dopo The Small Utopia. Ars Multiplicata (2012), When Attitudes Become Form: Bern 1969/Venice 2013 e Art or Sound a Venezia fino al 13 settembre è in corso Portable Classic. www.fondazioneprada.org

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› MASTERPIECES ELEMENTS Dal punto di vista dei materiali e dei sistemi per l’architettura, il progetto di Fondazione Prada appare quasi come una replica sul campo dei concetti espressi in Elements, la mostra al padiglione Italia che Koolhaas aveva curato per la Biennale Architettura 2014 di Venezia da lui diretta. L’esempio più significativo è sicuramente quello dei pannelli di schiuma di alluminio schermanti e fonoassorbenti AlusionTM che rivestono con densità diverse l’involucro esterno e le pareti interne del Podium. Distribuito in Italia da Bencore, AlusionTM è un brevetto della società canadese Cymat la cui leggerezza e fonoassorbenza varia in funzione della densità delle cellule aperte. Il plexiglas trasparente scelto per le esposizioni temporanee del Podium, che incorpora negli spessori luci a Led, si pone in continuità con la trasparenza dell’involucro e delle balaustre interne, rende leggera anche la pavimentazione in travertino, valorizza l’esposizione e, grazie al layout di posa su livelli diversi, si propone come altro, sorta di bancali trasparenti sui quali le opere esposte sono arrivate fin lì.

La scelta della foglia d’oro, mai usata in esterno, per rivestire interamente la cosiddetta casa degli spettri è spiazzante: semplice e originale, trasforma l’architettura in un oggetto fuori scala che diventa a sua volta un’icona spaziale a basso costo senza dover ricorrere a contorsionismi strutturali. L’uso del policarbonato (dott. Gallina) valorizza sia il materiale e le sue capacità di protezione e suggestione sia lo spazio che definisce. Il metallo lucidato a specchio che riveste il Cinema raddoppia visivamente le opere d’arte esposte nel Podium e amplifica lo spazio della corte centrale, a sua volta rivestita in legno da esterni che sembra pietra. La Torre in costruzione, alta e aggettante per essere visibile da lontano, dove non vetrata sarà in cemento bianco TX Active di Italcementi, in netto contrasto con le pareti recuperate degli edifici storici.

Dettagli: balaustra corrimano al primo piano del Podium; foglia d’oro, pannelli di schiuma di alluminio AlusionTM, rivestimenti in policarbonato (foto ©Moreno Maggi).

DOTT.GALLINA

Polycarbonate Systems & Sheets Per realizzare gli spazi d’ingresso all’interno di volumi scultorei monolitici e semitrasparenti è stato utilizzato il sistema arcoWall®5613, pannello modulare di policarbonato alveolare a 13 pareti con spessore 60mm, ideale per le sue caratteristiche di robustezza e traslucenza. Per questa particolare applicazione, dott.Gallina ha inoltre studiato e realizzato una finitura superficiale mattata e un’innovativa struttura portante costituita da montanti trasparenti, soluzione che ha consentito di eliminare telai e correnti metallici altrimenti visibili in controluce.

DOTT.GALLINA SRL Strada Carignano, 104 10040 La Loggia TO T. 011 9628177 info@gallina.it | www.gallina.it

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‹ I LUOGHI DELL’INDUSTRIA

RIVITALIZZAZIONE DELL’EX LANIFICIO MAURIZIO SELLA, BIELLA

MANIFATTURA CULTURALE I corpi dell’Università Aziendale e la città di Biella dall’ingresso nord-est del Giardino delle Fabbriche. Sotto, lo sviluppo del lanificio lungo il torrente Cervo (foto courtesy Francesco Bermond des Ambrois).

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L’industria italiana nasce a Biella e più precisamente in questo luogo, un sito di eccezionale valore storico e ambientale che all’originaria vocazione produttiva affianca oggi funzioni formative, culturali e documentali Da più di dieci anni il sito dell’ex lanificio Maurizio Sella, un’area di 22mila metri quadri che si estende per 600 metri di lunghezza e con una larghezza massima di 50

lungo la riva sinistra del torrente Cervo a Biella, è oggetto di un complesso intervento di trasformazione, seguito dall’architetto Francesco Bermond des Ambrois, dapprima con lo studio torinese Archicura e oggi con FBdA-Fabbrica di Architettura, che integra nuove funzioni produttive e culturali conservando e valorizzando testimonianze di archeologia industriale di eccezionale interesse storico ben descritte dal decreto di tutela monumentale del 1988: “...trattasi di una successione di edifici e strutture che documentano nel tempo il processo di sviluppo industriale, dai primi utilizzi della roggia e del mulino alla successiva cartiera del 1548 e infine alla destinazione a industria di tessitura di cui è possibile seguire il processo di sviluppo anche in termini di funzionamento delle diverse strutture dal 1695 ad oggi”.

Nel corso degli anni all’interno degli edifici esistenti si sono insediate diverse attività: la Fondazione Sella, gli uffici del Centro Elaborazione Dati di Banca Sella e l’Università Aziendale, centro di formazione della banca.

il masterplan

Messo a punto da Francesco Bermond des Ambrois, titolare dello studio FBdA-Fabbrica di Architettura, insieme a collaboratori e alla committenza, il masterplan, che prevede di utilizzare tutta la SUL disponibile, ottimizza e valorizza la natura degli spazi riorganizzandoli intorno alle trasformazioni già avvenute, in modo che nuove attività possano affiancare quelle esistenti favorendo la crescita di sinergie culturali quale autentico elemento di rivitalizzazione del luogo.


› I LUOGHI DELL’INDUSTRIA

Questo concetto si traduce in tre piazze, tra loro connesse dalla via dei Ponti che attraversa longitudinalmente tutto il sito e distribuisce i flussi: la Piazza dell’economia e della conoscenza a nord-ovest, con l’Università Aziendale e l’auditorium; la Piazza della Cultura presso i corpi centrali, che già accolgono gli uffici e gli archivi della Fondazione Sella, un fab lab e gli spazi di co-working del Sella Lab; la Piazza dell’Innovazione a sud, in prossimità dell’ingresso di via Milano e del ponte Cervo, dove si trovano gli edifici che accolgono il CED. In pratica, un masterplan che apre le porte a numerose possibilità d’uso future, con un processo di adattamento in divenire che ricorda quello della manifattura attiva, in cui gli spazi si adattavano via via alle nuove esigenze produttive.

Il masterplan e le funzioni pubbliche e private attribuite ai diversi spazi. Da sinistra (sud-ovest), l’ingresso da Via Milano e gli edifici del CED, l’area centrale con la piazza della Cultura, gli edifici delle tessiture in futuro dedicati alla ricerca (in verde) e già occupati dall’Università Aziendale (in rosso) (disegni courtesy Francesco Bermond des Ambrois).

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‹ I LUOGHI DELL’INDUSTRIA

gli interventi di ristrutturazione

I lavori di ristrutturazione degli edifici di parte del Centro Elaborazione Dati sono iniziati nel 2007 e hanno comportato importanti interventi strutturali con il con-

Il progetto di rivitalizzazione integra nuove funzioni produttive e culturali conservando e valorizzando testimonianze di archeologia industriale di eccezionale interesse storico solidamento di volte, solai intermedi e di copertura e il ripristino dei ballatoi esterni, nonché il restauro delle facciate con il ripristino degli intonaci ammalorati. I nuovi uffici sono stati riorganizzati secondo la logica dell’open space con conseguente ripo-

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sizionamento delle sale riunioni, delle zone relax e dei servizi. È stato necessario anche ridefinire i collegamenti verticali, con l’inserimento di un nuovo corpo scala all’interno del corpo principale, e operare strutturalmente per poter installare i controlli degli accessi. Nel 2007 hanno avuto inizio anche i lavori di risanamento conservativo dei fabbricati novecenteschi della ex tessitura e tintoria, situati a nord del complesso, per la creazione dell’Università Aziendale della Banca Sella. Questi edifici, con muri perimetrali portanti in mattoni pieni intonacati e coperture lignee o metalliche a shed rivestite da tegole marsigliesi, si presentavano in condizioni di forte degrado. Le coperture

parzialmente crollate e l’assenza degli infissi avevano provocato infiltrazioni di umidità particolarmente rilevanti e il calpestio era invaso dalla presenza di vegetazione spontanea. Pertanto si è reso necessario un approfondito rinnovamento, con consolidamento delle strutture verticali e orizzontali, il completo rifacimento del tetto con tecnologie simili alle esistenti e sostituzione degli infissi con nuovi serramenti in acciaio in tutto simili agli esistenti, ma a norma per quanto riguarda la sicurezza e il risparmio energetico. A completamento delle opere di consolidamento e risanamento delle strutture, sono state realizzate le tramezzature necessarie per la separazione delle singole funzioni e


› I LUOGHI DELL’INDUSTRIA

FBdA Fabbrica di Architettura Francesco Bermond des Ambrois Francesco Bermond des Ambrois (Ivrea, 1966, laureato in architettura a Torino nel 1992) fonda FBdA – Fabbrica di Architettura nel 2015 dopo una lunga esperienza in Archicura, che ha fondato e diretto con i soci Paolo e Ugo Dellapiana e con cui ha sviluppato, diretto e realizzato decine di opere sulle diverse scale, dal residenziale al masterplanning. Impronta distintiva di FBdA e valore aggiunto per i committenti, insieme al coordinamento e direzione di tutte le fasi progettuali e del processo costruttivo, un’architettura pensata osservando il presente e l’ambiente con sguardo nuovo. Come studio di architettura BIM oriented, FBdA utilizza e applica i più avanzati software di progettazione 3D parametrica. www.fbda.it

Nelle foto, spazi interni e auditorium dell’Università Aziendale, le cui aule si sviluppano in parte - foto a destra - accanto all’edificio alto della tessitura di tipo manchesteriano, ancora da recuperare (foto courtesy Francesco Bermond des Ambrois).

tutte le opere di finitura necessarie, come il rifacimento di intonaci adeguati al carattere storico delle murature, la tinteggiatura e la posa in opera di nuovi pavimenti. Gli edifici che un tempo ospitavano la caldaia sono stati resi adatti ad ospitare le centrali impiantistiche generali. A questi lavori si sono aggiunte le opere di sistemazione, consolidamento e protezione dell’adiacente Giardino della Fabbrica, la porzione del lotto più danneggiata dall’alluvione del 2002 e quella in cui si trovano le tracce proto-industriali, secondo documenti scritti risalenti al 1350, del sito. Un piazzale è stato sistemato a parcheggio mentre il giardino è stato riorganizzato secondo un percorso di visita affinché di-

ventasse un luogo di benessere psico-fisico, di svago e di relazione a servizio dei dipendenti e dei frequentatori dei corsi.

gli ambienti storici

Lo svolgersi senza soluzione di continuità, almeno dal ‘600, di attività produttive e le diverse vocazioni economiche e culturali che si sono succedute nei secoli fanno dell’ex-lanificio una sorta di borgo chiuso, aspetto che il nuovo masterplan intende valorizzare. Il nucleo centrale di edifici in particolare risale al 1695 e venne originariamente eretto dalla Congregazione del santuario di Oropa come “albergo di virtù col traffico di sete e lane con annesso filatoio di seta”: di fatto, un

convitto dove giovani anime smarrite non solo lavoravano ma trascorrevano la vita, perciò dotato anche di una piccola cappella e di edifici di abitazione: gli stessi edifici in cui per alcuni anni, dall’acquisto del complesso e fino al 1864 visse anche la famiglia Sella e il più celebre dei suoi membri, il deputato e poi tre volte ministro delle finanze del neonato Regno d’Italia Quintino Sella. Vi sono poi i corpi di fabbrica delle tintorie della seta e della lana, affacciati sul torrente e attualmente utilizzati per eventi culturali (tra cui il premio biennale di architettura Maggia, promosso da Fondazione Sella che conserva gli archivi di quattro generazioni di architetti della famiglia Maggia) solo per la piccola parte interessata dagli interventi

Alcuni render esemplificativi degli interventi previsti dal masterplan. Da sinistra, l’ingresso da via Milano che si apre sulla piazza dell’Innovazione; dalla stessa piazza si diparte il percorso interno che attraversa l’ex-lanificio, nel terzo render visto dall’alto nella sua porzione centrale; la piazza della Cultura, chiusa da quella che un tempo fu residenza di Quintino Sella (disegni e foto courtesy Francesco Bermond des Ambrois).

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‹ I LUOGHI DELL’INDUSTRIA SCHEDA Località Biella Committente Immobiliare Lanificio Maurizio Sella Gruppo Banca Sella

Anno di realizzazione dell’Università Aziendale 2006-2010

Anno di ampliamento degli uffici del CED 2007-2010 Progettazione architettonica Francesco Bermond des Ambrois con Archicura

Progetto impianti elettrici Bruno Marcon Progetto impianti meccanici Guido Gallione STD Project

Direzione lavori Francesco Bermond des AmbroisImpresa costruttrice – general contractor Colombo Costruzioni

Project management Ing. Giuseppe Davide Camagni, Colombo Costruzioni

Coperture dell’Università Aziendale Scavone Costruzione tetti Snc

Strutture di rafforzamento in acciaio uffici CED Eurometallica Srl

Sviluppo e redazione del masterplan integrato

strutturali degli edifici sovrastanti. Di grande interesse e anch’esso da ripristinare il fabbricato alto in laterizio (4 piani) di tipo manchesteriano della tessitura che parzialmente fronteggia la aule dell’Università, costruito nel 1867 per ospitare

le nuove macchine a telaio provenienti dall’Inghilterra e che in futuro potrà diventare un museo di archeologia industriale di un sito che a questo punto definire solo “exlanificio” suona del tutto riduttivo e inadeguato alla sua storia

2014-2015

Progettazione del masterplan Francesco Bermond des Ambrois, FBdA-Fabbrica di Architettura

Superficie fondiaria 22.300 mq Slp 20.000 mq

In alto, schema delle connessioni e dei flussi tra il sito e la città come prevede il recente masterplan di sviluppo dell’ex-lanificio. Evidenti i percorsi pubblicoprivati interni al sito. Accanto: uno degli ambienti già ristrutturati, nella porzione di edifici destinata al Cnetro Elaborazione Dati Nella pagina di destra, immagini degli edifici dell’Università Aziendale (disegni e foto courtesy Francesco Bermond des Ambrois).

La Fondazione Sella In una parte degli edifici dell’ex-lanificio ha sede la Fondazione Sella Onlus, creata nel 1980 per conservare il vasto patrimonio iconografico e documentario costituito dagli archivi della famiglia Sella, in particolare il fondo dell’Istituto di Fotografia Alpina Vittorio Sella, e che in seguito si è arricchito di altre donazioni e acquisizioni. Materiale comprendente documenti cartacei, fotografie, pubblicazioni, antichi campionari di tessuti e collezioni di vario genere che la Fondazione rende disponibile a storici, studiosi e ricercatori. L’impegno culturale della Fondazione si esprime anche attraverso pubblicazioni, convegni e mostre. Tra le principali iniziative la ormai ventennale ricerca storica sull’emigrazione biellese curata da Valerio Castronovo, ora punto di riferimento per analoghi studi in tutta Italia, e il Premio biennale di Architettura Federico Maggia.

A sinistra, Vittorio Sella, Campo V e K2 dal Ghiacciaio Savoia, 1909 ( ©2015 Fondazione Sella, Biella).

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› I LUOGHI DELL’INDUSTRIA

EUROMETALLICA

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Eurometallica è una realtà dinamica che dal 1971 opera nel campo della carpenteria metallica leggera e medio-pesante per l’industria e l’edilizia. La sua crescita costante è frutto di alcune caratteristiche fondamentali: conduzione familiare e collaborazione sinergica dei reparti, formazione mirata del personale e investimenti tecnicoprogettuali, conseguimento di nuove certificazioni, attenzione alla sicurezza e rispetto delle tempistiche di consegna.

Specializzata nella realizzazione di tetti e ponteggi metallici fissi di protezione, Scavone si occupa di ristrutturazioni, manutenzioni e restauri conservativi di tetti in edifici residenziali e industriali, soluzioni complete di manti di copertura, coibentazioni eseguite secondo le normative di risparmio energetico con legnami di primissima qualità, tetti pretagliati e ponteggi di protezione, bonifiche ambientali e opere di lattoneria.

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Carpenteria a 360°

Tradizione e innovazione tecnologica

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‹ EXPO MILANO 2015

PADIGLIONE DEL PRINCIPATO DI MONACO

L’ALTRA VIA DI MONACO Il progetto dell’architetto italiano Enrico Pollini per il padiglione del Principato, basato su sostenibilità e riuso, esprime i concetti di scambio, protezione e ambiente

Sopra il titolo, l’allestimento paesaggistico esterno e il verde in copertura sono realizzati con piante tipiche del Mediterraneo. A destra, un’immagine dello spazio espositivo interno (foto ©Moreno Maggi).

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Il via libera da Expo era arrivato il 31 marzo. Un mese prima dell’inizio della manifestazione, dopo 300 giorni di lavoro di squadra, il piccolo padiglione del Principato di Monaco era già pronto ad accogliere i visitatori di Expo. Collocato lungo la parte est del Decumano, chissà perché tra il Giappone e la Turchia, il lotto di mille metri quadri è occupato da 19 container impilati a formare due pareti alte fino a 4 piani e collegate tra loro da vela in legno a doppia inclinazione dove, sopra un substrato drenante e isolante di sfagno, sono state messe a dimora piante e arbusti fioriti del bacino del Mediterraneo. Chiusa da un involucro vetrato, la proiezione a terra della copertura accoglie gli spazi espositivi interni che rendono esplicito il concept ispiratore dell’architettura: il commercio e lo scambio (rappresentato dai container), la protezione (la copertura a tenda) e la madre Terra (il giardino pensile che la ricopre) sono elementi tra loro connessi e per i quali è richiesta una nuova etica della responsabilità. Che il Principato esprime nelle missioni di aiuto internazionale in cui è coinvolto in mi-

sura crescente, così che al termine dell’Esposizione di Milano il padiglione sarà smantellato per essere trasportato e ricostruito a Ouagadougou, la capitale del Burkina Faso, dove diventerà centro di formazione della

Croce Rossa locale. La responsabilità verso la Terra e l’ambiente, che trova espressione nell’architettura attraverso l’uso di materiali riciclati come appunto i container e le scelte meccaniche e impiantistiche, a livello didat-


WE MAKE IT WORK

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COSTRUTTORE E FACILITY MANAGER DI EXPO MILANO 2015


‹ EXPO MILANO 2015 tico-espositivo conta sulla collaborazione del Museo Oceanografico di Monaco, che ha prestato la propria consulenza scientifica per le installazioni interattive dove i visitatori ricevono informazioni sulla sostenibilità della pesca (e sull’azione di Monaco per la messa al bando della pesca e del consumo del tonno rosso), la deforestazione, la gelificazione e l’acidificazione degli oceani. Il percorso espositivo, realizzato dalla tedesca Facts and fictions, si sviluppa come in un deposito merci tra casse di legno fino a raggiungere l’area ristorazione, attrezzata come un tipico mercato monegasco anni Sessanta. Il blocco di container sul lato ovest è interamente dedicato alla cucina

SCHEDA Località Expo 2015, Milano Committente Monaco Inter Expo Progetto e direzione lavori arch. Enrico Pollini Progetto strutturale Progetto Leonardo Engineering Progetto impiantistico ing. Eros Grava Interior & media design Facts and Fiction General contractor Eco System sam Impianti meccanici Bilfinger Sielv Facility Management Srl

Opere in legno Moretti Interholz Opere in carpenteria metallica Modulcasa Line SpA Facciate continue Pre-Metal SpA Superficie totale 1.010 mq

In alto, allestimento interno formato da scatole impilate e sotto, il fronte ovest del padiglione (foto ©Moreno Maggi).

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› NUOVE ARCHITETTURE

LA CITTÀ VERTICALE TORRE INTESA SANPAOLO, TORINO BIANCO E LUMINOSO, IL PROGETTO DI RENZO PIANO RACCHIUDE UN GIARDINO PANORAMICO IN QUOTA COMPLETO DI SERVIZI APERTO AL PUBBLICO. PER UN NUOVO PUNTO DI VISTA SULLA CITTÀ E SUL MODO DI PROGETTARE E COSTRUIRE

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‹ NUOVE ARCHITETTURE

B Vista sulla città dalla serra panoramica agli ultimi piani. Torre Intesa Sanpaolo è il secondo edificio più alto di Torino dopo la Mole Antonelliana (foto ©Enrico Cano).

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ianca come le Alpi che fanno da corona alla città, leggera e trasparente, la nuova sede di Intesa Sanpaolo progettata dallo studio di Renzo Piano inaugurata lo scorso aprile aggiunge la terza dimensione al fitto e regolare tessuto urbano torinese, dal quale prende le distanze sia formalmente sia fisicamente, perché inserita in un piano di urbanizzazione che prevede ampio spazio verde attorno ad essa. Se il dialogo con il landscape avviene per

contrasto, quello con la cittadinanza è più diretto: Torre Intesa raggruppa in sé funzioni operative – in primo luogo quella di riunire in un solo luogo i collaboratori del Gruppo bancario – e di spazio aperto alla città nelle parti basamentali e soprattutto nella grande serra panoramica che comprende a tutta altezza gli ultimi tre piani dell’edificio. È un progetto verde in tutti i sensi: oltre che per la serra panoramica, per l’ampio parco comunale Nicola Grosa ai suoi piedi, la cui completa trasformazione e riqualificazione è stata gestita in fase di progettazione come parte integrante dell’intervento, e in senso traslato per le scelte progettuali e impiantistiche che portano l’edificio a consumare fino al 45% in meno rispetto ad analoghe superfici occupate. La costruzione sorge ai margini del centro storico nei pressi della stazione di Porta Susa, accanto all’incrocio di corso Inghilterra e corso Vittorio Emanuele II, in un’area strategica ricca di servizi pubblici e commerciali. La sua ubicazione favorisce l’utilizzo di mezzi pubblici e modalità di trasporto alternativo, con stalli per biciclette e postazioni di car-sharing. La torre si sviluppa su 44 piani, di cui 6

interrati, per un’altezza fuori terra di 166 metri. I piani interrati sono composti da 3 livelli dedicati ai parcheggi (300 auto, 100 moto), da spazi per i locali tecnici e da un giardino ribassato attorno al quale si sviluppano la mensa aziendale e l’asilo nido. I piani centrali dell’edificio sono destinati a uffici e accolgono duemila dipendenti, la presidenza, le sale per gli organi di amministrazione, un centro per l’Innovazione con allestimenti tecnologici funzionali alla ricerca e al lavoro interdisciplinare, spazi per la formazione aziendale. I restanti livelli contengono ampi spazi e servizi fruibili dalla comunità che comprovano la vocazione pubblica della torre. In (segue a pagina 24)


› NUOVE ARCHITETTURE

IL PARCO RIQUALIFICATO La riqualificazione del Giardino Nicola Grosa, conosciuto anche come Giardino del Tribunale per la vicinanza al Palazzo di Giustizia, e la realizzazione di un parcheggio pubblico interrato di 8.800 mq in via Nino Bixio sono parte integrante della convenzione che la città di Torino e Intesa Sanpaolo hanno siglato con l’acquisizione dei diritti edificatori del grattacielo sulla cosiddetta Spina 2. Il gruppo bancario ha riqualificato il giardino con un investimento di 2,5 milioni di euro, serviti anche per sostituire la guaina di copertura del parcheggio sottostante l’area verde. Lo spazio verde rigenerato, anch’esso progettato dallo Studio Renzo Piano

Building Workshop, si collega a corso Inghilterra attraverso la hall d’ingresso del grattacielo in parte accessibile al pubblico. I progettisti hanno immaginato un polmone verde, accogliente, ben attrezzato, reso sicuro nelle ore notturne da un efficace sistema di illuminazione a led a basso consumo. Il numero di alberi è raddoppiato, così come sono aumentate le specie arboree messe a dimora. Nel giardino ci sono aree per il gioco e per il relax, ampie e ben attrezzate, parcheggi per biciclette e motoveicoli. La riqualificazione è stata accompagnata da un programma di attività ricreative per i residenti nel quartiere e per le scuole

promosso da Intesa Sanpaolo in collaborazione con la Circoscrizione 3. Il parcheggio in via Nino Bixio si sviluppa su 2 livelli interrati che ospiteranno 258 posti auto ed è servito da 2 rampe con accesso dalla carreggiata sud. La prima fase dei lavori, avviata nell’agosto 2013, si è conclusa alla fine della primavera 2014 e ha interessato lo spostamento delle infrastrutture presenti nell’area e lo scavo; la seconda fase, tuttora in corso, ha avuto inizio nel novembre 2014 e prevede la costruzione del parcheggio vero e proprio. Nella primavera del 2016 l’intera area sarà ceduta alla città.

A sinistra, sezione longitudinale dell’edificio in cui sono evidenziati in giallo gli spazi accessibili al pubblico. Sopra, planimetria generale del Giardino Nicola Grosa adiacente alla torre (disegni ©RPBW).

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‹ NUOVE ARCHITETTURE

basso, la sala conferenze, polifunzionale e flessibile, che, grazie ad un solaio mobile e ad un’acustica variabile, si trasforma in sala espositiva, concerti o spettacoli a seconda delle necessità e può ospitare 364 persone. In alto, la serra bioclimatica, ventilata naturalmente, che accoglie il pubblico su tre livelli: il ristorante con il giardino, la sala espositiva e la terrazza panoramica. Grazie all’altezza complessiva di questo volume, oltre ad arbusti Il giardino contiene anche alberi ad alto fusto. A est e a ovest la spina dorsale composta di ascensori e scale contribuisce alla vivacità e all’effetto “dentelle” del progetto

Da sinistra, il basamento dell’edificio, l’atrio di ingresso, l’auditorium che occupa i livelli da +2 a +6 (foto ©Enrico Cano).

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mentre a sud la scala di collegamento tra i vari piani incorpora un giardino d’inverno verticale in cui i rampicanti filtrano la luce dietro facciate motorizzate. La doppia pelle vetrata a bassa riflettanza delle facciate crea un’intercapedine che funziona da cuscinetto termico dell’edificio. Un sistema di lamelle apribili motorizzate controllate dal BMS (Building Management System) dell’edificio regola la ventilazione e in inverno contiene le dispersioni di calore. Le sottili sfaccettature fotosensibili del vetro opalescente che forma parte del rivestimento esterno cambiamo leggermente di colore secondo la luminosità incidente,

contribuendo alla vivacità complessiva della torre nel panorama urbano. L’impianto di climatizzazione a soffitto è molto efficiente perché nei solai sono stati ottenuti condotti d’aria mediante accoppiamento di elementi di solaio prefabbricati a C. I condotti sono collaboranti con fessure poste sulle pareti, così da regolare l’ingresso dell’aria: in estate l’aria fresca notturna viene incanalata all’interno dei doppi solai in cemento che ne assorbono la freschezza e che la restituiscono di giorno negli spazi interni con l’aiuto di pannelli radianti. L’impianto è gestito da sonde collegate al BMS.


› NUOVE ARCHITETTURE

Nelle due tavole sono evidenziati in giallo gli spazi aperti alla comunità dei primi e degli ultimi piani. È evidente la vocazione pubblica del nuovo grattacielo (disegni ©RPBW).

Per la climatizzazione è utilizzata anche l’energia prodotta dallo scambio termico con l’acqua di falda mentre l’energia solare viene catturata dai 1.600 mq di pannelli fotovoltaici che rivestono l’intera facciata sud. In sede di progetto particolare attenzione è stata dedicata alle condizioni di lavoro dei dipendenti in termini di qualità dello spazio, luce e comfort termico. Gli uffici, che hanno un’altezza di 3,20 metri, dispongono di un’illuminazione indiretta studiata sulla singola postazione. Il grattacielo è dotato anche di vasche per la raccolta dell’acqua piovana che viene riutilizzata per i WC e le aree verdi, di collet-

tori solari per la produzione di acqua calda sanitaria, di un impianto di alimentazione geotermica e di un sistema di illuminazione a Led a regolazione automatica di intensità in funzione della luce ambiente. Il sistema strutturale portante è costituito da sei megacolonne in struttura mista acciaio calcestruzzo e controventato da un core interno in cemento armato del nucleo servizi e ascensori. L’inserimento, dal livello L2 al livello L6, di un auditorium privo di pilastri interni ha comportato la realizzazione di una megastruttura di trasferimento in acciaio tra i livelli 6 e 7 per convogliare i carichi dei 30

piani sovrastanti alle megacolonne. Torre Intesa è un esempio di innovazione architettonica e di basso impatto ambientale – consuma il 45% di energia in meno rispetto ad un edificio standard - risultato di una ricerca avanzata volta a sfruttare al meglio le fonti naturali di energia (acqua, aria, sole) e a limitarne il consumo complessivo. L’attenzione del progetto al recupero, controllo e contenimento dei consumi energetici complessivi potrà consentire al grattacielo di ottenere una certificazione di sostenibilità ambientale Leed con un punteggio tra i più elevati al mondo nel perimetro degli edifici di grande altezza

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‹ NUOVE ARCHITETTURE

In questa pagina, la serra bioclimatica al 35esimo livello. Nella pagina accanto, schizzo di Renzo Piano della torre (foto ©Enrico Cano, disegni ©RPBW).

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SCHEDA Località Torino Anno di realizzazione 2010-2015 Committente Intesa Sanpaolo SpA Progetto Renzo Piano Building Workshop Design team P. Vincent e A. H. Temenides (socio responsabile), C. Pilara, V. Serafini, con A. Alborghetti, M. Arlunno, J. Carter, C. Devizzi, V. Delfaud, G. Marot, J. Pattinson, D. Phillips, L. Raimondi, D. Rat, M. Sirvin e M. Milanese, A. Olivier, J. Vargas; S. Moreau; O. Aubert, C. Colson, Y. Kyrkos , A. Pacé

Consulenza architettonica Inarco Direzione lavori generale Jacobs Italia SpA Assistenza gare d’appalto, Direzione lavori strutture 1° e 2° lotto CeAS (in collaborazione con lo staff della direzione lavori generale Jacobs Italia SpA)

Progetto strutturale Expedition Engineering, Studio Ossola

Progetto impiantistico Manens-Tifs Ingegneria facciate RFR Group Studi ambientali Eléments Ingénieries, CSTB, RWDI Landscaping Atelier Corajoud, Studio Giorgetta Interior design Michele De Lucchi, Pierluigi Copat Architecture

Impresa costruttrice Rizzani de Eccher SpA, Implenia Italia

Budget euro 500 milioni Slp 50.000 mq Superficie occupata 7.000 mq Altezza 166 metri

A sinistra, la scala sud con il giardino d’inverno e le lamelle motorizzate della facciata; dettaglio dei tiranti che contribuiscono strutturalmente ala “sospensione” dell’edificio sopra il volume inferiore dell’auditorium, privo di colonne portanti (foto ©Enrico Cano)

CLIMAVENETA

Sustainable Comfort Torre Intesa Sanpaolo ha ottenuto la certificazione energetica per la classe A ed è in fase di certificazione Leed Gold. Per ottenere questi importanti riconoscimenti sono state compiute alcune importanti scelte tecniche e tecnologiche come l’installazione di unità per la climatizzazione a elevata efficienza che sfruttano l’acqua di falda per il comfort di tutto l’edificio senza emettere inquinanti in atmosfera. Si tratta di 4 TECS2W/ HC C 1213 ed 1 FOCSW HS 1902 di Climaveneta, refrigeratori di liquido con sorgente ad acqua reversibili in pompa di calore, in grado di garantire riscaldamento e raffrescamento all’intera torre massimizzando la loro efficienza grazie all’utilizzo dell’acqua di falda. L’impianto è stato progettato per soddisfare tutte le richieste degli utenti dal punto di vista del comfort, mantenendo elevate performance energetiche durante tutto l’anno. Nel periodo estivo il raffrescamento degli uffici è garantito dai gruppi frigo a levitazione magnetica TECS2W HC con rese elevate, EER maggiore di 5 ed ESEER di 9,52. Nel periodo invernale la produzione di acqua calda è destinata a riscaldare

gli ambienti e le unità reversibili funzionano quindi in pompa di calore con un COP sempre superiore a 4 e classe A secondo Eurovent. Durante la mezza stagione, infine, un sistema di gestione computerizzato dell’impianto consente alle unità Climaveneta di funzionare in parte come pompe di calore e in parte come gruppi frigoriferi. Climaveneta inoltre è fornitore ufficiale delle unità per la climatizzazione del padiglione Intesa Sanpaolo a Expo Milano 2015.

Nella foto, unità Climaveneta installate presso la nuova torre Intesa Sanpaolo a Torino.

CLIMAVENETA SPA Via Sarson, 57/c 36061 Bassano del Grappa VI T. 0424 509500 info@climaveneta.it | www.climaveneta.it

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‹ DESIGNCAFÈ 50 ANNI DI MARMOMACC

SUDT, UNA NUOVA IDEA DI CAMPUS

La manifestazione internazionale dedicata al settore lapideo, che quest’anno taglia il traguardo delle 50 edizioni, è in programma a VeronaFiere dal 30 settembre al 3 ottobre in contemporanea ad Abitare il Tempo, il salone b2b rivolto agli operatori dell’interior design e del contract. Il prossimo appuntamento di Marmomacc presenta un progetto speciale a sostegno del made in Italy con il padiglione The Italian Stone Theatre dedicato al mondo della pietra con tecnologie e sperimentazioni

PROGETTATO DA UNSTUDIO CON DP ARCHITECTS, IL NUOVO CAMPUS DEL SUDT - UNIVERSITY OF TECHNOLOGY AND DESIGN DI SINGAPORE RIFLETTE UNA PROFONDA COMPRENSIONE DELLE MUTATE ESIGENZE FORMATIVE

litiche rigorosamente italiane. Curato dal designer Raffaello Galliotto con l’architetto Vincenzo Pavan, il padiglione sarà articolato in due nuclei: il primo dedicato ai materiali con le installazioni Carpets of Stone e Lithic Vertigo ispirate ai concetti di orizzontalità e verticalità. Il secondo è rappresentato da Digital Lithic Design, mostra sperimentale sull’interazione tra design, macchine per la lavorazione della pietra e strumentazioni digitali impiegate per portare all’estremo le capacità delle tecniche di taglio.

MARMOMACC Stone+Design+Tecnology International Trade Fair

30 Settembre 3 Ottobre 2015 Veronafiere www.marmomacc.com Un progetto di Patricia Urquiola con Budri.

(foto ©Hufton+Crow).

Situato nelle vicinanze del principale aeroporto di Singapore e del Changi Business Park, il nuovo campus occupa un’area di circa 83mila mq e riflette nella propria morfologia la vocazione creativa della SUDT, quarta università pubblica della città, definendo un’immagine interdisciplinare e d’interazione tra mondo professionale, ambito formativo e comunità urbana. Il complesso si basa quindi sul concetto di rete, ed è definito da due assi principali intersecanti in un nodo centrale che connette tutti gli ambiti della cittadella universitaria. Tale nodo è stato pensato da UNStudio come uno spazio flessibile dedicato a mostre, eventi e interazione e costituisce il cuore intellettuale del campus che collega direttamente le sue principali aree programmatiche: auditorium, centro internazionale del design, biblioteca universitaria.

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Tack Dry è una pavimentazione vinilica adatta ad ambienti residenziali e commerciali, removibile e riposizionabile più volte, la soluzione ideale per sopraelevati e pedane in ambienti espositivi. Le doghe della linea Evolution di Virag non devono essere incollate, restano bloccate al sottofondo grazie a un ecologico sistema di micro-ventose. La posa è rapida e può essere effettuata su tutte le superfici lisce, compatte e prive di polvere quali cemento primerizzato o elicotterato, pavimenti in resina, marmo, ceramica con fughe ridotte, legni e Pvc. In zone a intenso calpestio, le singole doghe eventualmente deteriorate possono essere facilmente rimosse e sostituite. Dopo la posa il pavimento è immediatamente pedonabile e non richiede ceratura in quanto già trattato con superficie in poliuretano puro Tack Dry è compatibile anche con il riscaldamento a pannelli radianti.

Accanto, le finiture Effetto pietra, color ardesia; Effetto lava color grigio-azzurro; Tendency effetto cemento

Dall’alto le finiture effetto legno: Rovere Black Rovere Francese Noce Americano Rovere Grigio Acero Grigio Nelle foto, Tendency, superfici rifinite con poliuretano e, sotto, pavimento a doghe riposizionabili effetto Rovere grigio


Creation: www.boschyserret.com - © Dave Wilson

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‹ PREMI XI Premio Internazionale Architettura Sostenibile

MENZIONI D'ONORE

L'ALTRA VIA POSSIBILE Ideato e promosso dal Dipartimento di Architettura dell’Università di Ferrara insieme a Fassa Bortolo, il premio intende incentivare e promuovere architetture pensate per rapportarsi in maniera equilibrata con l’ambiente

Skills Centre Malaa Nairobi (Kenya), 2014 Progetto: Susanne Gampfer, Stefan Kroetsch e studenti Technische Universität München e Augsburg University of Applied Sciences

Nato per riconoscere e all’opera di architettura il ruolo fondamentale di qualificazione ambientale, educazione e promozione sociale, il Premio Internazionale Architettura Sostenibile ha coinvolto nelle sue undici edizioni importanti nomi del panorama internazionale come Shigeru Ban, Diener & Diener, Kengo Kuma, Eduardo Souto de Moura, Dominique Perrault, Georg Reinberg e Sauerbruch Hutton, per citarne alcuni. Con cadenza biennale, il riconoscimento prevede l’attribuzione di una medaglia d’Oro all’opera progettata da professionisti singoli o studi di architettura o ingegneria e realizzata e costruita nell’arco degli ultimi cinque anni, oltre a due medaglie d’argento e varie menzioni speciali. I vincitori dell’edizione 2015 sono stati selezionati tra più di 130 studi d’architettura internazionali da una giuria, presieduta da Thomas Herzog, composta da Luca Emanueli e Gianluca Frediani dell’Università di Ferrara e dagli architetti Muck Petzet e Philippe Samyn.

Fondazione Elisabeth e Helmut Uhl Laives, Bolzano, 2014 Progetto: Modostudio Termas Geométricas Coñaripe, Villarrica National Park (Cile), 2013 Progetto: Germán del Sol Centro di educazione ambientale dei monti Krkonoše Vrchlabi (Repubblica Ceca), 2014 Progetto: Petr Hájek Centro pediatrico a Port Sudan Sudan, 2014 Progetto: Tamassociati Rifugio II Belgio, 2014 Progetto: Wim Goes Architectuur

MEDAGLIA D’ORO

ONOMICHI U2 Attraverso la rigenerazione di un capannone industriale in un’area portuale della prefettura di Hiroshima, il progetto Onomichi U2 degli architetti Makoto Tanijiri e Ai Yoshida di Suppose Design Office Co re-interpreta una tipologia architettonica comune creando uno spazio innovativo destinato a ospitare varie funzioni ricettive. Promosso e finanziato dall’amministrazione pubblica, l’intervento ha previsto un’approfondita analisi delle condizioni di illuminazione e della funzionalità degli ambienti interni nonché un utilizzo del suolo molto circoscritto per preservare la qualità e l’identità degli spazi circostanti. Progettisti Suppose Design Office Co, Ltd. Località Onomichi, Hiroshima Anno di realizzazione 2014 Committente Company for town renewal, Onomichi

MEDAGLIA D’ARGENTO

MEDAGLIA D’ARGENTO

SCUOLA SECONDARIA NEL VILLAGGIO DI ROONG, CAMBOGIA

CASA DCS - RIUSO E RISTRUTTURAZIONE DI UN EDIFICIO IN SICILIA

Il progetto di ASF - Architetti Senza Frontiere si avvale di pratiche comuni dell’architettura sostenibile, dal calcolo dei flussi e dei movimenti d’aria allo studio dell’orientamento e dell’irraggiamento, e valorizza l’uso di materiali tradizionali (mattone di terra cruda e bambù) per risolvere gli aspetti tecnologici di una costruzione improntata alla semplicità e realizzata da manodopera locale

Il progetto di riqualificazione e riuso di un edificio storico a Ragusa configura una struttura residenziale pienamente auto-sufficiente ed ecosostenibile in un’area congestionata del centro soggetta a tutela ambientale. L’intervento ha previsto la rimozione di parte del volume originario sul fronte sud per realizzare una corte interna, elemento tipico dell’architettura

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non specializzata. Una testimonianza del contributo delle associazioni non governative in contesti particolarmente disagiati. Progettisti ASF - Architetti Senza Frontiere Italia Onlus Località Roong Village, Takeo Province (Cambogia) Anno di realizzazione 2014 Committente Missione Possibile Onlus

mediterranea, funzionale alla creazione di un nuovo filtro microclimatico e di maggiore privacy per l’affaccio degli ambienti interni.

Progettisti Giuseppe Gurrieri, Valentina Giampiccolo Località Ragusa Anno di realizzazione 2014 Committente privato


SPECIALE

› SPECIALE OSPITALITÀ

progettare

L’OSPITALITÀ STUDIO MARCO PIVA • WOHA • ONE WORKS E BEAINTERIORS • CABERLON CAROPPI GAETANO SBRIGLIONE • ELASTICO FARM • MINARC • MDCA • STUDIO A2 • ARCHITREND

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‹ SPECIALE OSPITALITÀ

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› SPECIALE OSPITALITÀ

EXCELSIOR HOTEL GALLIA, MILANO

HIGH SOCIETY A sinistra,lo scalone principale degli anni 30 è stato restaurato e restituito alla sua originaria monumentalità. Al suo interno, un lampadario iconico disegnato da Marco Piva, composto da 180 cilindri luminosi di vetro, si sviluppa sui 7 piani per un’altezza di 30 mt. A destra, l’edificio storico degli anni Trenta, nato con la Stazione Centrale di Milano, è stato oggetto di un meticoloso restauro delle facciate, ricche di decorazioni, fregi e statue. Situato in un’area di grande fermento, costituisce la prima immagine rappresentativa della città per chi giunge a Milano. All’edificio storico è stata aggregata una nuova ala (foto ©Andrea Martiradonna).

Ha riaperto da poco i battenti l’Excelsior Hotel Gallia, iconico punto di riferimento milanese, dopo un meticoloso e multimilionario lavoro di restauro dell’edificio storico con un importante ampliamento sull’intero lotto Daniela Baldo Coincide con un momento in cui Milano è sotto i riflettori del mondo l’inaugurazione del lussuoso albergo, costruito in stile liberty nel 1932 accanto all’allora nuova stazione Centrale e oggi parte della Luxury Collection di Starwood di proprietà di Katara Hospitality. Nel 2006 viene affidato allo Studio Marco Piva, che possiede una vasta esperienza nel campo dell’hospitality design, l’incarico di riportare l’edificio all’antico splendore. Insieme a un team di professionisti internazionali quali Arup per strutture e impianti, Lend Lease per project & construction management, G&T per controllo dei costi, il progettista ha lavorato sull’intero lotto

per creare un’unica struttura ricettiva tra le più avanzate al mondo. «Ho voluto creare un luogo legato alla storia di eccellenza della città di Milano, un luogo speciale, che integri ed esalti i valori dell’architettura, del design, del costume e della moda. Il mio progetto si propone di restituire alla città di Milano e ai viaggiatori provenienti da tutto il mondo un esempio di stile e di eleganza, un esempio di accogliente e raffinata ospitalità» spiega Marco Piva. Si è trattato di coniugare la storia con l’attualità: dopo un importante restauro, all’edificio storico è stato aggregato un nuovo corpo, un complesso di volumi vetrati sviluppati attorno a una piazza coperta, che

Marco Piva Già protagonista negli anni Ottanta, con Studiodada Associati, del radical design italiano, Marco Piva fonda lo studio omonimo, la cui attività spazia dall’architettura alla progettazione di interni all’industrial design, nel 1990. Tra i lavori realizzati, il complesso Next 21 a Osaka, il Laguna Palace a Mestre, il Port Palace a Montecarlo, l’Hotel Mirage a Kazan, il centro Le Terrazze a Treviso, mentre ha fatto un importante studio per la realizzazione del complesso del porto fluviale di Novosibirsk in Russia e l’innovativo complesso Porto Dubai negli Emirati. Attualmente è impegnato nella realizzazione del complesso residenziale di Changzhou, nel recupero di un edificio monumentale a San Pietroburgo e di prestigiose residenze private, mentre prosegue la collaborazione con la maison Bulgari per il disegno delle vetrine in tutto il mondo. Con la sigla Marco Piva Atelier Design disegna per le più importanti firme di arredo, complementi, rivestimenti, illuminazione in Italia come all’estero. www.studiomarcopiva.com

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‹ SPECIALE OSPITALITÀ

in netto contrasto con l’edificio esistente riprende le texture delle cortine architettoniche dell’intorno, dal grattacielo Pirelli alla Torre Galfa ai nuovi edifici della Regione. L’insieme delle funzioni, espresse in una rete di ambienti interconnessi, ha generato un progetto che sottolinea la relazione con la città e con la piazza. Un’osmosi tra esterno e interno, dove gli interni ricordano spazi urbani, permeabili. Il foyer coperto dell’area congressi costituisce una piazza coperta mentre una galleria espositiva, allestita in collaborazione con l’Associazione Montenapoleone, propone una passeggiata tra i brand milanesi della moda. L’ottimizzazione dei layout distributivi garantisce efficienza e flessibilità ai 30mila mq del complesso ricettivo, creando ambienti magnificenti ma al contempo fluidi e funzionali. Dell’edificio storico è stata enfatizzata la monumentalità: una selezione di materiali durevoli per un lusso non effimero veste gli spazi comuni, lounge, bar, cigar room, ristorante e sala per banchetti. Una combinazione di marmi preziosi posati a casellario, vetri texturizzati e metalli tattili fa rivivere in chiave contemporanea l’atmosfera degli anni Trenta. [ 34 ]

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L’ala nuova invece, caratterizzata da geometrie essenziali, cromatismi chiari e luminosi, materiali contemporanei, leggeri ed eterei, quali vetri e acciai, rievoca il dinamismo della capitale del design, della moda, degli affari e della finanza. Al piano terra, l’ala nuova è interamente dedicata al meeting&congress e offre varie sale tra cui una di 5 m di altezza, divisibile in 4 sale più piccole grazie a pareti manovrabili che garantiscono flessibilità di utilizzo: da sala banchetti a spazi per eventi a passerella per sfilate di moda. Lo Studio Marco Piva ha sviluppato il progetto dalla scala urbana sino alla scala di dettaglio, ideando svariati pezzi unici di arredo e di illuminazione che, grazie alle abili maestranze delle migliori manifatture della

In alto, la luminosa scenografia della reception, realizzata con elementi a forma di X progettati in esclusiva per l’albergo, accoglie i visitatori nella hall, creando un sens of arrival in uno spazio monumentale, con pareti architettoniche rivestite interamente in marmo. A sinistra, la Promenade interna, lunga più di 100 metri, collega la hall principale dell’edificio storico con la grande hall del nuovo edificio, dedicata al meeting&congress (foto ©Andrea Martiradonna).


› SPECIALE OSPITALITÀ

LA CUPOLA

In Alto, Portale di luce. Si tratta di grandi portali in vetro e alluminio texturizzato a ritmare gli ambienti del piano terra, segnando così i passaggi e le transizioni importanti all’interno dell’edificio che presenta vasti spazi di circolazione. Sopra, la Library rappresenta una delle zone più intime dell’hotel, dove gli ospiti possono sostare e dedicarsi alla lettura. Le serigrafie digitali dei vetri reinterpretano in chiave contemporanea memorie del liberty e del decó milanese e insieme all’illuminazione contribuiscono a creare l’atmosfera speciale dell’Excelsior Hotel Gallia (foto ©Andrea Martiradonna).

Marco Piva ha dedicato un’attenzione particolare alla progettazione dell’unico ambiente in copertura presente già nell’impianto originale degli anni 30, la Cupola centrale. In seguito ad un meticoloso processo di restauro, al suo interno è stato allestito uno spazio multifunzionale ad altissimo contenuto tecnologico. Un complesso sistema di 586 frattali in alluminio con finitura a specchio retroilluminati da un sistema a LED RGB, riveste l’intera superficie della Cupola. Oltre a creare un ambiente unico e personalizzabile per ogni evento, questa soluzione permette di modulare il suono in modo ottimale. Anche la boiserie in legno, la cui superficie è stata studiata acusticamente, contribuisce a restituire un ambiente perfetto per qualsiasi evento musicale. Un sistema meccanizzato di sedute a scomparsa consente la massima flessibilità di utilizzo dello spazio che in pochi secondi può essere adibito a sala concerti facendo comparire il numero di sedute richiesto per gli spettatori fino a un massimo di 23, o a sala da ballo, facendole scomparire tutte, oppure a sala proiezioni, grazie alle più avanzate tecnologie audiovisive presenti.

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‹ SPECIALE OSPITALITÀ

Sopra, il complesso della Shiseido Spa si estende su circa 1000 mq. su due livelli con accesso dal piano sesto. Nell’immagine una delle aree emozionali dove lo Studio Marco Piva ha disegnato un marmo lavorato ad idrogetto, dando vita a texture che con la luce radente creano effetti suggestivi per un’esperienza di puro relax. Inoltre questa sala beneficia di luce naturale che filtra dal pannello metallico traforato a laser (foto ©Andrea Martiradonna).

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tradizione italiana, sono diventati realtà. L’architetto ha inoltre disegnato, progettato e realizzato una collezione unica di oltre 500 opere d’arte tra sculture, dipinti e fotografie dedicate all’hotel. Le stanze del nuovo Excelsior Hotel Gallia sono 235. La geometria dell’edificio storico ha dettato i ritmi, declinando un ricchissimo abaco di tipologie tra standard e suite, a partire dal quale lo studio di progettazione milanese ha ideato le suite per offrire ai clienti ambienti differenziati, concepiti per regalare all’ospite esperienze emozionali diverse ad ogni soggiorno: Design Suite dedicate ai grandi del design italiano: Vico Magistretti, Achille Castiglioni, Gio Ponti, Luigi Caccia Dominioni e Franco Albini; Atelier Suite pensate come atelier creativi, dedicate a scrittori e poeti che sono stati ospiti della città di Milano; Signature Suite ispirate alle gallerie d’arte; Art Suite con foto d’autore di dettagli architettonici e infine le Executive Suite, eleganti allusioni ai loft milanesi. Al quinto piano la Presidential Suite, concepita come una residenza del lusso contemporaneo con marmi preziosi e pezzi di design, offre una vista unica sulla piazza. Nell’ala storica al settimo piano si colloca infine la Katara Suite, un complesso di ambienti unico al mondo che si estende per 1.000 mq, inserita nei due grandi padiglioni in acciaio aggiunti negli anni 90 alla struttura originaria dell’edificio, dove le scenografie luminose sono protagoniste sia nelle strutture dei padiglioni disegnate da linee di luce, che negli importanti lampadari disegnati in esclusiva. Proseguendo l’esperienza nell’ala nuova, al settimo piano si trovano un cocktail bar e un ristorante con terrazza panoramica affacciata sulla piazza e sul grattacielo Pirelli

SCHEDA Località Milano Anno di realizzazione 2015 Committente Katara Hospitality Project and Construction Manager Lend Lease Direzione lavori generale Lend Lease Consulente costi Gardiner & Theobald Progetto Architettonico Studio Marco Piva Progetto Landscape Studio Marco Piva Progetto Interior design Studio Marco Piva Progetto illuminotecnico Studio Marco Piva Progetto Strutturale e impiantistico Arup Italia Rivestimenti di copertura in zinco titanio VMZINC Fit out camere e corridoi Cassina SpA Contract Division e Impresa Minotti Srl

Fit out spazi comuni e settimo piano B&B Contract Porte su disegno Lualdi SpA Rubinetterie Rubinetterie Stella SpA Complesso cucine Grandimpianti Ali SpA Operatore Starwood Hotels & Resort, The Luxury Collection

Area del sito 4.273 metri quadri Area costruita 30.840 metri quadri lordi

In alto, un disegno della piscina panoramica di 15 metri situata al settimo piano della nuova struttura che offre un ambiente unico, con giochi d’acqua, solarium e juice bar. Rivestita in granito nero con finitura idrogetto con inserti lineari di luce che creano le corsie per il nuoto, è caratterizzata da skylight in vetro e acciaio a forma di diamanti. Una parete di fondo in lava con finitura platino crea magici giochi di luce (foto ©Andrea Martiradonna).


› SPECIALE OSPITALITÀ

A destra, una Art suite. Ccompletamente vetrate, le Art Suite sono situate ad angolo dell’ala contemporanea con un affaccio sulla piazza della Stazione, caratterizzate da ampi pannelli scorrevoli a tutta altezza che riproducono foto d’autore della facciata storica. Conferiscono flessibilità allo spazio e fanno apprezzare all’ospite dettagli dell’architettura storica altrimenti non percepibili dalla piazza antistante (foto ©Andrea Martiradonna).

RUBINETTERIE STELLA

LUALDI

Una storia nella storia

La qualità delle porte realizzate su progetto

Le Rubinetterie Stella tornano a impreziosire le sale da bagno dell’Excelsior Hotel Gallia di Milano. Già installate durante la realizzazione dello storico albergo, inaugurato nel 1932, sono state selezionate ora per la ristrutturazione delle 188 camere e 45 suite. I rubinetti e gli accessori della serie Bamboo, disegnati da Marco Piva, sono caratterizzati da un design originale ed elegantemente minimal. Per garantire il massimo comfort, è stato installato anche il miscelatore termostatico Isomix che assicura l’erogazione di acqua alla temperatura desiderata.

Le porte realizzate a disegno secondo il progetto dello studio Marco Piva sono arricchite da un portale esterno che si affaccia sul corridoio. Un imbotte in finitura rovere grigio incornicia una pannellatura frontale in cui si integra perfettamente la porta sulla quale si alternano fasce decorative in acciaio e pelle, che si schiarisce man mano che si sale dal primo al sesto piano. Il lato interno della porta invece si coniuga con le finiture che variano a seconda della tipologia di camera, standard, suite, alternando finiture in legno, laccature in colori opachi o lucidi. Le porte sono certificare EI 30 o EI 60 e con resistenza acustica 39dB.

RUBINETTERIE STELLA SPA

LUALDI SPA

Via Brunelli Maioni, 44 - 28021 Borgomanero NO T. 0321 473351 info@rubinetteriestella.it | www.rubinetteriestella.it

Via Kennedy snc - 20010 Marcallo con Casone MI T. 02 9789248 www.lualdi.com | info@lualdi.com

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‹ SPECIALE OSPITALITÀ

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› SPECIALE OSPITALITÀ

LINEA LIGHT GROUP

Luci d’autore in versione luxury

A sinistra, Design suite Magistretti, situata al primo piano. Alcuni elementi d’arredo concepiti dal maestro sono inseriti nell’allestimento generale della suite e comunicano agli ospiti i valori del design e la sua attenzione per i dettagli sia estetici sia funzionali (foto ©Andrea Martiradonna).

Tecnologia, qualità e design sono alla base delle soluzioni illuminotecniche scelte dallo Studio Marco Piva anche per il settimo piano: i proiettori modello Pound_1, con sorgente ArrayLED ad alta resa cromatica, sono stati appositamente modificati per consentirne l’installazione nelle gole a soffitto del ristorante e illuminare la prestigiosa Katara Suite. Risultato: nessuna alterazione luminosa e fedele riproduzione dei colori. I cristalli RGB impreziosiscono la Shiseido spa.

LINEA LIGHT SRL

Via della Fornace, 59 z.i. 31023 Castelminio di Resana TV T. 0423 78 68 www.linealight.it | info@linealight.com

SP LIGHT AND DESIGN La luce prende forma

Per gli interni dell’Excelsior Hotel Gallia sono state selezionate le lampade Pistillo e Pistillino di Sp Light and Design, corpi illuminanti progettati da Studio Tetrarch per Valenti nel 1970 e caratterizzati da un disegno unico e d’effetto ispirato alle forme della natura. Per esaltare la qualità dell’ambiente e data la quantità di lampade impiegate sono state utilizzate lampadine attacco Edison a Led da 6W schermate da una cupola cromata, più performanti rispetto alle tradizionali luci ad incandescenza.

SP LIGHT AND DESIGN SRL Via Modena, 10 - 20090 Buccinasco MI T. 02 45707187 www.splight.it | info@splight.it

AB & PARTNERS

L’architettura in opera AB & Partners è un operatore globale nel settore degli allestimenti, con sede in Italia. Per l’Hotel Gallia ha gestito un allestimento loose items di tutti gli arredi, gli spazi office, l’illuminazione e gli accessori. Lavoro che si è sviluppato sulle 235 camere, il Roof-top bar, il Ristorante e il Centro benessere. Di particolare interesse, la delicata installazione del grande lampadario in vetro di Murano da 30 metri, collocato nello scalone centrale, vedi foto a pag 32. AB & Partners offre un servizio completo per la gestione di ogni problematica di cantiere, grazie ad una squadra di professionisti capaci di tradurre in realtà anche i progetti più complessi e ambiziosi.

AB & PARTNERS SRL Piazza Resistenza, 5/1 - 31053 Pieve di Soligo TV T. 339 4510959 - Fax +39 0438 903305

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‚ PUBBLIREDAZIONALE

MAIN KITCHEN PIANO INTERRATO Nella foto, la grande area cotture. Sotto, la pianta generale di questo spazio che occupa circa 750 mq.

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› PUBBLIREDAZIONALE

LE CUCINE DEL GALLIA

Sopra, KITCHEN RESTAURANT PIANO TERRA, un’area di circa 150 mq.

Realizzate dagli specialisti del food service Grandimpianti Ali Spa ha progettato e realizzato nelle zone indicate dal progetto generale l’intero complesso cucine, costituito da quattro diverse aree produttive e distributive e con il suo staff tecnico è stata costantemente impegnata per l’installazione e il montaggio delle attrezzature durante la lunga e particolarmente complessa fase di avanzamento dei lavori dell’albergo. Al piano interrato dell’ala storica dell’edificio si trova la grande Main Kitchen, che sviluppa in successione una serie di locali adibiti allo stoccaggio delle materie prime, alle preparazioni di verdure, carni e pesce, alle cotture principali, alla gastronomia, pasticceria e al room-service. Sempre al piano interrato, si trova il self service per la mensa dei dipendenti dell’albergo. Un grande spazio è dedicato al lavaggio e al rigoverno delle stoviglie provenienti dalle varie

aree di ristorazione previste dal progetto. Tutti questi locali sono collegati con montacarichi di servizio direttamente alla cucina del ristorante al piano terra e quella del ristorante panoramico al settimo piano, tutte dotate di attrezzature per svolgere un servizio adeguato alle elevate esigenze di questo albergo. Al servizio del meetings congress area è poi dedicata la Banquet Kitchen, una importante area alimentata dalla Main Kitchen, attrezzata per le preparazioni dei grandi banchetti. Lo sviluppo progettuale è stato particolarmente curato negli aspetti funzionali dei layout, nella scelta della qualità e le performances delle attrezzature impiegate, nelle soluzioni impiantistiche adottate Infine, una grande cura è stata applicata nella costruzione speciale - su disegno dello Studio Marco Piva - di tutti i componenti in acciaio inox e delle vetrine refrigerate inserite

nell’arredamento dei due bar e del Wine Bar La Grandimpianti Ali Spa, grazie a 50 anni di esperienza, è da sempre un punto di riferimento nei progetti chiavi in mano nel settore della ristorazione, realizzando le cucine di prestigiosi Hotel di lusso, ristoranti selezionati, grandi società di catering, oltre che scuole, ospedale e mense aziendali. Grandimpianti Ali Spa fa parte di Aligroup, un gruppo sviluppatosi su scala internazionale acquisendo nel tempo ed in ogni parte del mondo ben 76 aziende produttive di attrezzature per la ristorazione.

Sotto, KITCHEN RESTAURANT SETTIMO PIANO un ambiente di circa 100 mq.

Via Gobetti 2/a Villa Fiorita 20063 Cernusco sul Naviglio MI T. 02 921941 - Fax 02 92194259 www.gimpianti.it | grandimpianti@aligroup.it

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‹ SPECIALE OSPITALITÀ

PARKROYAL ON PICKERING, SINGAPORE

GARDEN EXPERIENCE A Singapore favorevoli condizioni climatiche e straordinari flussi finanziari favoriscono singolari integrazioni tra natura e architettura, come in questo pluripremiato progetto di WOHA Architects Il Parkroyal on Pickering di Singapore, pensato in ottica ecosostenibile specie nelle strategie energetiche passive e di integrazione con la natura del luogo, è situato in posizione strategica tra Chinatown, il Central Business District e l’Hong Lim Park. Il complesso si compone di quattro elementi verticali vetrati, il più distaccato dei quali a destinazione uffici, mentre l’albergo è contenuto nelle tre torri di 20 piani tra loro collegate con una pianta a E. Tutti questi ambienti poggiano su una struttura basamentale di cinque piani sorretta da pilastri e caratterizzata dalla presenza di numerosi giardini pensili. [ 42 ]

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Il complesso ha un orientamento nord-est al fine di ridurre il fabbisogno di raffrescamento artificiale e dispone di oltre 15.000 mq di skygardens, specchi d’acqua, cascate e terrazze fiorite per una superficie più che doppia rispetto all’area totale edificata. L’elemento distintivo della struttura consiste nella stratificazione di materiale prefabbricato in calcestruzzo, in diverse scale di grigio, dai profili ondulati che caratterizza il volume di appoggio che accoglie le aree comuni, la hall centrale e le terrazze delle torri. Questo elemento decorativo ricorda le formazioni rocciose e contribuisce a generare un’atmosfera naturale e tropicale all’interno e


› SPECIALE OSPITALITÀ

Sopra, vista dalla strada delle torri poggianti su una struttura basamentale sorretta da pilastri. A sinistra, le terrazzegiardino a U viste dalla club lounge, la deluxe room con affaccio diretto su una sky-terrace. Accanto, prospetto su Pickering Street (foto ©Patrick Bingham-Hall, disegni ©WOHA).

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‹ SPECIALE OSPITALITÀ

Sopra, il giardino del quinto piano con le piscine a sfioro e le cabanas decorative che si richiamano agli attrezzi da pesca locali. A destra deluxe room con vista sulla città e il club lounge (foto ©Patrick Bingham-Hall, disegni ©WOHA).

all’esterno dell’hotel. I giardini sono composti da più di dieci specie di alberi ad alto fusto, arbusti e rampicanti che si mantengono autonomamente grazie al sistema idrico di riutilizzo dell’acqua piovana e del condizionamento. Al piano terra la lobby si affaccia direttamente sul parco Hong Lim ed è contraddistinta da pareti di legno inframezzate da piante e da alti soffitti che riprendono l’andamento curvilineo delle terrazze. L’utilizzo di superfici riflettenti per gli esterni della hall crea l’illusione di una facciata verde in continuità con il parco adiacente, mentre i pannelli a specchio dei soffitti interni amplificano la [ 44 ]

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spaziosità dell’ambiente interno. Un piccolo corso d’acqua segue il perimetro interno accompagnando gli ospiti fino al ristorante, un grande spazio luminoso con vetrate affacciate sul verde. In questo primo blocco di cinque piani oltre alla hall si trovano meeting room alle quali si accede per mezzo di una scala a chiocciola. Al quinto piano un grande parco-giardino accessibile è dotato di piscine a sfioro, una Spa, una palestra, una terrazza per eventi e cabanas colorate ispirate alle attezzature utilizzate dai pescatori locali. Da questo podio naturale/artificiale si ergono le tre torri che accolgono 367 camere e suites

e che sono dotate di sei giardini-terrazze a U. I corridoi di distribuzione sono per il 40% all’esterno, schermati da spiante, in modo da ridurre la necessità di climatizzazione degli ambienti. Quasi tutte le stanze hanno la vista sulle terrazze o sul parco mentre gli spazi accessori e i servizi sono posti sul retro. Le pareti interne delle camere sono flessibili in modo da poter ottimizzare gli spazi a seconda delle necessità. I materiali sono stati scelti in un’ottica di sostenibilità ambientale, dalla vasca ai lavelli di granito in composto riciclabile, alle finiture in legno chiaro e in pietra dei corridoi


› SPECIALE OSPITALITÀ

WOHA Architects Lo studio, con sede a Singapore, fu fondato nel 1994 da Wong Mun Summ (1962) laureato alla National University of Singapore, e Richard Hassell (1966), laureato alla University of Western Australia. Nel 2000 allargarono la loro scala di intervento dapprima lavorando in tutta la cittàStato per poi espandersi all’intera regione. Tra le tipologie di progetti svolti si annoverano torri residenziali, resort di lusso, stazioni del trasporto pubblico, condomini, hotel, scuole ed edifici pubblici. Tra i progetti più importanti le torri Newton Suites, No 1 Moulmein Rise (entrambi a Singapore) e The Met a Bangkok. Attualmente lo studio ha diversi progetti in corso a Singapore, in Cina, India, Indonesia e Thailandia. Gli architetti di WOHA sono particolarmente interessati e attenti all’architettura innovativa e sostenibile e all’interno di ogni progetto curano tutti gli aspetti di master planning, architettura, interior design, architettura del paesaggio, illuminazione e arredamenti. I loro lavori hanno ricevuto numerosi riconoscimenti e nel 2011 il DAM (Deutsches Architekturmuseum) di Francoforte ha dedicato loro una mostra itinerante. www.woha.net

SCHEDA Località Singapore Anno di realizzazione 2007-2013 Committente UOL Group Limited Progetto WOHA Architects Progetto strutturale TEP Consultants Pte Ltd Progetto impiantistico BECA Carter Hollings & Ferner (S. E. Asia) Pte Ltd

Consulenti facciate Meinhardt Facade Technology (S) Pte Ltd

Impresa costruttrice Tiong Seng Contractors (Pte) Ltd Gestore Pan Pacific Hotels Group Superficie lorda 29.811 mq Budget $ 137 milioni

Sopra, una vista della lobby e un percorso interno e al contempo esterno di distribuzione. Accanto, pianta del quinto piano (foto ©Patrick Bingham-Hall, disegni ©WOHA).

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CONTROPARETE FONOASSORBENTE

PAVIMENTO VINILICO DECORATIVO www.evolutionpanel.com www.evolution-virag.com


LA PERFEZIONE È NEI DETTAGLI Indirizzata agli albergatori e ai progettisti per l’ospitalità, la brochure Viega per gli hotel – Perfetti fino all’ultimo dettaglio presenta le referenze più interessanti realizzate dall’azienda specializzata nel settore idrotermosanitario e dell’ambiente bagno. La brochure contiene informazioni e approfondimenti sugli aspetti più nascosti ma non per questo meno importanti, dalla tutela della qualità dell’acqua sanitaria al tema dell’estetica, presentando nella seconda parte le soluzioni Viega Visign per il bagno: dalle placche di comando per wc e le Corriacqua, tra cui la liberamente configurabile Advantix Vario e la nuova variante per l’installazione a parete, fino alle colonne automatiche per vasche da bagno con la novità 2015 Viega Multiplex M9 per l’innalzamento del livello dell’acqua e la semplificazione dei modelli esistenti. www.viega.it

IL TYCOON DELLA RIVIERA DALLE ESPERIENZE GIOVANILI AL GRAND HOTEL DI RIMINI, ICONA DEL TURISMO E DELLA DOLCE VITA. BREVE RITRATTO DI ANTONIO BATANI, UNA VITA DEDICATA ALL’OSPITALITÀ Oggi a capo di Select Hotels Collection, catena di alberghi con quasi 700 dipendenti, Antonio Batani rappresenta un esempio della tenacia e dell’intraprendenza romagnole. Nato nel 1936 a Bagno di Romagna, terzo di sei fratelli, dopo sei anni come cameriere a Saint Moritz torna in Italia e nel 1957 prende in gestione a Cervia la pensioncina Delia, con la collaborazione dell’intera famiglia. Segue la scoperta di una vera e propria vocazione per il mattone e l’inizio di una attività imprenditoriale nel settore turisticoalberghiero, con l’acquisizione e la gestione di diverse realtà locali, tenendo sempre a mente la sua filosofia: ogni albergo è una famiglia. Nel dicembre 2007, l’acquisto del Grand Hotel di Rimini, vero e proprio monumento del turismo.

Se conviene all‘ambiente conviene a tutti Climagrün è la sua impresa specializzata per tetti verdi, facciate vegetali, sistemi di anticaduta dall‘alto e impianti fotovoltaici integrati nel verde pensile.

Nella foto Antonio Batani

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‹ SPECIALE OSPITALITÀ

HOTEL DE CHARME A LAVENO

LUSSO IN RIVA AL LAGO Un piccolo hotel di qualità inserito in un grande progetto di riconversione turistica di un’area di pregio sulla sponda occidentale del Verbano. Masterplan e architettura One Works, landscape Gustafson Porter, interni Beainteriors L’hotel si trova sulle sponde del Lago Maggiore all’interno degli ex stabilimenti della Ceramica Lago (che faceva parte di Richard-Ginori e dove veniva prodotta la famosa ceramica di Laveno) di 30mila metri quadri oggetto di un piano di riconversione vinto nel 2006 dallo studio One Works e ora in fase di completamento.

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Il planivolumetrico, aperto a sud verso il lago e più articolato nella parte interna, che si adatta alle peculiarità geografiche del luogo per integrarsi nel tessuto urbano, prevede lo sviluppo di 20.000 mq di Slp da destinare a residenza e strutture ricettive e comprende anche alcune strutture commerciali, un centro benessere e servizi pubblici. Il concept prevede la riarticolazione dell’area in 5 lotti, assegnati agli studi Cino Zucchi Architetti, Archea Associati, Albori e Peia Associati. Oltre al masterplan, One Works ha curato la direzione lavori di tutti i lotti e la progettazione esecutiva del Lotto 13, affacciato sul lago, che comprende l’hotel oggetto di questo servizio. Il progetto architettonico si integra con il progetto del paesaggio, affidato allo studio Gustafson Porter di Londra: spazi verdi privati, pavimentazioni, terrazzi, pergolati e l’intero lungolago visto come il proseguimento di quello esistente e in connessione

con il vicino parco pubblico comunale. Sviluppato su due piani, l’hotel, caratterizzato dalla facciata rossa che riprende i motivi dell’antica fabbrica di ceramiche, fa da basamento al corpo di residenze retrostante, posto a quota +7,50, e a un nuovo corpo vetrato e con copertura a verde comprendente una Spa, la piscina a sfioro, un solarium e i relativi ambienti di servizio. All’interno della piccola struttura ricettiva (30 camere) si trovano molte testimonianze dell’antica manifattura, con la riproduzione su gigantografie a parete di foto d’epoca e un’esposizione di ceramiche originali. Un’altra parete è decorata con piatti antichi e della collezione Laveno disegnata da Paola Navone per Richard Ginori. Tutta la porcellana utilizzata è firmata da Richard Ginori, la ceramica sanitaria di Pozzi Ginori, le cabine doccia Duka. L’idea conduttrice del progetto degli interni, firmato da Bea Mitterhofer (studio Beainteriors di Bressanone), è stata quella


› SPECIALE OSPITALITÀ

Il masterplan dell’area: in rosso il lotto 13 dove è collocato l’hotel. Sopra, in copertura dell’hotel e alla stessa quota dell’edificio residenziale retrostante, il solarium, la piscina e il blocco della spa con tetto verde. Nella pagina di sinistra, la facciata dell’hotel ha comportato un importante lavoro di conservazionericostruzione (foto in basso: la facciata della fabbrica Richard Ginori in una foto d’epoca) ma non svolge comunque alcuna funzione portante (disegni ©One Works, foto courtesy One Works, ©Fulvio Orsenigo e Alessandra Chemollo Studio Orch).

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‹ SPECIALE OSPITALITÀ di creare un ambiente intimo e privato nel quale gli ospiti si possano sentire a casa, sensazione data dalla composizione e interrelazione degli spazi pubblici e privati. Delle 30 camere, tutte con vista lago, le cinque al piano terra sono di tipo family con il giardino privato, vasca Jacuzzi e grandi vetrate terra/cielo che danno la sensazione di trovarsi en plein air. Negli elementi dell’arredamento dell’hotel vengono spesso richiamati il blu e l’ocra a ricordare i colori lacustri. Il ristorante con terrazza al piano terra, la loungebar, il fitness, la piscina a sfioro e la spa dell’hotel sono a servizio anche delle residenze già realizzate e di quelle di prossima costruzione

Dall’alto, il ristorante all’aperto di fronte alla facciata storica ricostruita e aperto verso il lago; gli appartamenti del complesso si affacciano sulla piscina a sfioro; riproduzione di una foto storica dello stabilimento in uno degli ambienti interni (foto © Fulvio Orsenigo e Alessandra Chemollo/ Studio ORCH e ©Anneliese Kompatscher).

One Works One Works è una delle principali società di progettazione indipendente in Italia operante in campo urbanistico, architettonico e delle infrastrutture aeroportuali e urbane. Con uffici a Milano, Roma, Venezia, Dubai e Doha e un team di oltre 85 tra architetti, urbanisti e ingegneri, One Works affronta le richieste dei committenti e il contesto fisico con un approccio integrato e offre un servizio di progettazione a 360° curato internamente, dal concept iniziale alla direzione lavori. L’integrazione delle diverse competenze applicate ai progetti consente di affrontare temi complessi apportando idee, soluzioni e metodi innovativi provenienti da diverse discipline. Tra i lavori attualmente in corso il masterplan del centro direzionale di Citylife a Milano, gli ampliamenti degli aeroporti di Linate, Venezia e Bergamo, le metropolitane di Doha e Riyadh Nella foto, le figure che hanno seguito in particolare il masterplan e la realizzazione di Laveno: dall’alto in senso orario Leonardo Cavalli, Elena Cavedini, Gianluigi Santinello, Michele Pugliese. www.one-works.com

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› SPECIALE OSPITALITÀ

In alto, blu e ocra sono i colori dominanti nel progetto di interni. Accanto, una delle camere al primo piano. Sotto, prospetto dell’intero complesso del lotto 13, residenze e albergo (foto © Fulvio Orsenigo e Alessandra Chemollo/Studio ORCH e ©Anneliese Kompatscher, disegni ©One Works).

SCHEDA Località Laveno Mombello (VA) Anno di realizzazione 2007 (masterplan) 2014 (hotel) Committente Valore Reale SGR Fondo Whitestone Masterplan, progetto e coordinamento One Works (Leonardo Cavalli, Elena Cavedini, Michele Pugliese)

Progetto strutturale e direzione lavori One Works (Gianluigi Santinello)

Progetto paesaggistico Gustafson Porter Interior design dell’albergo Beainteriors Progetto impiantistico Energytech Superficie area masterplan 3 ha Slp area masterplan 20.000 mq

Beainteriors Lo studio beainteriors, che ha progettato gli interni dell’hotel de Charme di Laveno, viene fondato a Bressanone nel 2000 dall’interior designer Bea Mitterhofer e dall’architetto Ralf Dejaco. Lo studio si occupa prevalentemente di progetti contract. Opera a livello internazionale sviluppando programmi progettuali complessi, ad ogni scala ed in sinergia con un network qualificato di consulenze specialistiche. Al centro della progettazione l’essere umano con le sue esigenze e i suoi desideri e la ricerca dell’innovazione, perseguita anche rimettendo in discussione concetti e prassi tradizionali consolidate per osservarli da una diversa prospettiva. Tra i lavori recenti si segnalano lo Spa e il ristorante al lago dello Schlosshotel Velden in Austria, il Climahotel Gitschberg a Maranza in Alto Adige, il Falkensteiner Hotel Belgrade a Novi Beograd e le principali piscine pubbliche in Alto Adige. www.beainteriors.com

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‹ SPECIALE OSPITALITÀ

EGO HOTEL DI ANCONA

BUSINESS & LEISURE Una struttura ricettiva accogliente e di carattere, studiata per esaltare le viste panoramiche sul mare e dotata di un centro benessere al piano interrato

Le 77 camere dell’Ego Hotel presentano differenti finiture e configurazioni studiate riservando un’attenzione particolare alle viste sul mare di Ancona (foto ©Studio Pieri Web&Graphic Agency).

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Situata nel centro di Ancona e adiacente al polo ospedaliero universitario di Torrette, la struttura ricettiva a vocazione business e leisure è frutto della ristrutturazione dell’ex Sporting Hotel, ampliato e ottimizzato funzionalmente secondo le esigenze dell’ospitalità contemporanea. Il progetto degli interni è stato affidato allo studio CaberlonCaroppi Hospitality Design affiancato dall’architetto Fabio Belelli per la parte architettonica e strutturale. L’albergo dispone di 77 junior suite, una sala congressi, 4 sale meeting, ristorante e spa. Il numero delle camere, che presentano configurazioni differenti, è stato ridimensionato da 99 a 77 per realizzare ambienti più ampi e servizi più funzionali riservando un’attenzione particolare alle viste panoramiche sul mare. L’offerta business è stata implementata e strutturata in due aree autonome, la prima costituita da 4 diverse sale meeting e la seconda da una sala eventi e conferenze per 200 posti affacciata sul mare. Le camere sono divise in due blocchi diversi per stile e impostazione: da un lato colori

chiari, arredi funzionali e zona servizi (armadio, doccia e lavabo) in un unico ambiente; dall’altro, colori più scuri, finiture e arredi ricercati e bagni molto ampi. Tutte le camere sono dotate di letti king size e armadi a giorno. Arredi, complementi e luci sono stati realizzati su disegno. Per quanto riguarda le aree comuni, hall, lobby, bar e ristorante si sviluppano dall’ingresso senza soluzione di continuità. Il leit motiv che lega gli spazi è rappresentato dal progetto materico incentrato sul tono luminoso del laminam dorato che arricchisce gli alti rivestimenti in legno scuro. Interrotto unicamente dalla carta da parati, il contrasto grès/legno prosegue nella sala ristorante, caratterizzata da pareti in vetro bronzato, e nell’area bar con bancone rivestito interamente in laminam che, seguendo un unico segno, diventa colonna per poi correre parallelo al controsoffitto. Bar e ristorante sono separati da uno spazio con tavolo e vetrine che fungono da filtro senza chiudere l’ambiente. Il foyer delle sale meeting e quello delle sale eventi sono direttamente acces-

sibili dalla hall ma in posizione ribassata. La spa di 250 mq al piano seminterrato presenta gli stessi toni della hall ma fa ricorso a materiali diversi: le pareti sono rivestite in grès chiaro effetto pietra e legno scuro ravvivato da un grande quadro vegetale. Il pavimento scuro effetto legno introduce all’interno della spa con sauna, bagno turco, cascata del ghiaccio e docce emozionali, piscina e area relax, completata da un camino olografico e area privata con lettino riscaldato e jacuzzi

SCHEDA Località Ancona Anno di realizzazione 2014 Committente Famiglia Piantini Interior design e art direction CaberlonCaroppi Hospitality Design

Progetto architettonico arch. Fabio Belelli Categoria 4 stelle superior Tipologia business e leisure Caratteristiche 77 junior suite, 4 sale meeting, 1 sala congressi, ristorante, spa


› SPECIALE OSPITALITÀ

CaberlonCaroppi Hospitality Design Lo studio è stato fondato nel 2004 da Chiara Caberlon ed Ermanno Caroppi, entrambi laureati in architettura al Politecnico di Milano e dal 2007 docenti di Interior Design incentrato sulla progettazione di hotel presso il Poliarte di Ancona. Nel 2005 allo studio si uniscono gli architetti Sara Del Ponte, Annalisa Antinori, Michele Arndt, Silvia Valori e Manuele D’Angelo. Consulente per società di gestione alberghiera e di servizi per lo sviluppo turistico immobiliare, lo studio realizza progetti per i più importanti brand internazionali di hotel e resort. Tra i progetti in corso due boutique hotel a Ginevra, un Hilton Garden Inn a Pistoia, le Terme di Galzignano e un hotel 5 stelle nel centro di Roma. Dalla progettazione di hotel sono nati molti prodotti di design ora nel catalogo di alcuni importanti marchi italiani. Nel 2010 con Teamwork e Hospitality Project inaugura Hotel Innovation Lab, workshop itinerante per albergatori. Nel 2011 lo studio ha aperto una nuova sede a Pechino, che si agiguge a quelle di Milano e di Fermo. www.caberloncaroppi.com

Il layout dell’area spa di 250 mq, realizzata nel piano interrato dell’albergo e caratterizzata da pareti in grès chiaro effetto pietra, legno scuro e moss vegetale (foto ©Studio Pieri Web&Graphic Agency).

GRAMAGLIA

COMET REMATARLAZZI

La piscina della spa ricavata nel piano interrato dell’Ego Hotel è stata realizzata dall’azienda Gramaglia, fondata nel 1980 con sede a San Biagio di Osimo (AN). La vasca, con struttura libera in cemento armato, copre una superficie di 26 mq circa, è profonda 100 cm ed è rivestita sia internamente che esternamente in pietra. Dotata di impianto idromassaggio a 6 bocchette, due getti cervicale a ventaglio e a cannone, due filtri di tipo quarzite con portata di 15mc/h e illuminata da 4 fari Led RGB.

Le possibilità offerte dai Led e la professionalità di Comet RemaTarlazzi hanno permesso di realizzare un progetto illuminotecnico emozionale e funzionale alle diverse anime dell’Ego Hotel – wellness, turistica, business. Il principio concettuale dell’intero progetto è l’equilibrio tra architetturaspazio-materia-luce. Nello sviluppo del progetto luci, l’esterno è stato valorizzato attraverso linee e punti luminosi che ne hanno sottolineato la verticalità, mentre negli ambienti interni si è ricercata la cura dei dettagli in relazione al contesto architettonico.

GRAMAGLIA SRL

COMET REMATARLAZZI SPA

Via Ancona SP361 Km 3 + 250 60027 - San Biagio di Osimo AN T. 071 7108700 www.gramaglia.it | info@gramaglia.it

Via Girombelli 2, Filiale di Ancona 60131 - Ancona AN T. 071 21320365 / 071 21320336 www.rematarlazzi.it

Vasche & Wellness

Tutte le possibilità del Led

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acqua

TuTTe le forme Dell'

dal 1980 piscine ® e wellness blue pool

GramaGlia GRAMAGLIA Srl Via d’Ancona 67 | 60027 Osimo AN | Tel. 071 7108700 info@gramaglia.it | www.gramaglia.it


› SPECIALE OSPITALITÀ

HOTEL MILANO SCALA

L’ORTO IN TERRAZZA Sopra, lo scenografico soffitto in cristallo della library e gli affacci interni. Sotto, particolare di uno dei due ingressi su via dell’Orso.

Una libreria con soffitto di cristallo e una terrazza panoramica con i prodotti dell’orto: il primo Eco Luxury hotel italiano a emissioni zero nel cuore di Milano

L’hotel Milano Scala sorge su un terreno di 580 mq delimitato da altri edifici nel cuore del quartiere Brera, a pochi passi da via Montenapoleone e piazza della Scala. La struttura è ospitata in uno storico palazzo residenziale a corte della fine dell’800 che l’architetto Gaetano Sbriglione ha totalmente ristrutturato mantenendo integralmente le murature perimetrali compresa la facciata vincolata dalla Sovrintendenza. Il progetto di ristrutturazione ha previsto una elevazione da 5 a 8 piani che è stata celata attraverso alcuni accorgimenti architettonici sulla facciata per cui i nuovi livelli risultano più arretrati. Il Milano Scala è stato realizzato con l’obiettivo dell’emissione zero ed è infatti dotato di soluzioni tecniche e costruttive altamente innovative atte all’ottenimento di un bassissimo consumo energetico. L’edificio è costituito da un fabbricato a pianta di quadrilatero irregolare con una corte interna. In totale ci sono 8 piani più 4

interrati per un totale di 62 camere, alcune con affaccio sulla strada esterna e altre sulla corte interna che conservano lo spirito e l’impianto delle case di ringhiera. Le aree comuni dell’hotel si collocano principalmente al piano terra dove i visitatori hanno accesso alla hall, alla reception, al loungebar, alla sala colazioni, al ristorante e alla libreria o sala conversazione. Quest’ultima è stata ottenuta grazie al recupero della corte interna ed è coperta alla quota del pavimento del primo piano da un soffitto di cristallo attraverso il quale i clienti possono godere della vista sulla corte e su un giardino verticale. In due dei piani interrati troviamo tre sale riunioni, una sala fitness, gli spogliatoi e un garage riservato, mentre i livelli -3 e -4 sono destinati a spazi tecnici e di servizio. I collegamenti verticali sono assicurati da 2 elevatori riservati alla clientela posti in posizione baricentrica rispetto all’edificio e 2 elevatori di servizio. Al settimo piano è stato realizzato un vero

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‹ SPECIALE OSPITALITÀ e proprio orto dove si coltivano primizie stagionali e erbe aromatiche utilizzate direttamente nelle cucine del ristorante. All’ottavo piano c’è un roof garden di 300 mq prospettante sui quattro lati dell’edificio con un proprio bar coperto al centro. La cosiddetta Sky Terrace è un vero e proprio salotto verde, da cui si gode di un affaccio su Brera, il Castello Sforzesco, le guglie del Duomo e il nuovo skyline meneghino. Il bar offre servizi di ristorazione sia a pranzo che a cena. Per quanto riguarda gli impianti l’hotel è dotato di un sistema per la geotermia abbinata a pompe di calore acqua/acqua che fornisce alla struttura il riscaldamento, il raffrescamento e l’acqua calda sanitaria con l’abbattimento del 70% dei consumi energetici senza emissioni di gas. Vi è anche un pozzo di emungimento dell’acqua di falda che sostituisce totalmente l’utilizzo di caldaie a gas e i gruppi frigoriferi di condizionamento eliminando il fabbisogno di combustile. I corpi illuminanti sono a basso consumo energetico come lampade a fluorescenza e soprattutto a Led. La struttura portante si compone di travi e pilastri in calcestruzzo armato e poggia su una fondazione a platea in cemento armato realizzata in opera. I muri perimetrali esistenti sono pieni e di grande spessore e sono stati trattati con l’applicazione sul lato interno di un cappotto di isolamento termico e acustico. Per i divisori interni nei piani delle camere sono stati utilizzati si-

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stemi di pareti a secco in cartongesso a 5 lastre con doppio isolamento. Le coperture orizzontali invece sono rivestite di lastre di rame coibentate. I serramenti sono in legno o acciaio di alta qualità con spessori elevati al fine di garantire il massimo risparmio energetico e l’isolamento acustico

A destra, l’orto in terrazza al settimo piano. La corte interna con il pavimento in cristallo. L’interno di una camera doppia superior. Sotto, le sezioni mostrano lo sviluppo dei vari piani dell’edificio e le scelte di arretramento adottate per la sopraelevazione di tre piani. (foto e disegni courtesy arch. Gaetano Sbriglione).

SCHEDA Località Milano Anno di realizzazione 2006-2010 Committente Capoberta Srl Progetto arch. Gaetano Sbriglione Progetto esecutivo e direzione lavori MSC Associati Srl Progetto impiantistico ing. Martini e installazione Ambroelettrica

Interior design arch. Luigi Marchetti con Cibic&Partners, arch. François Confino

Serramenti e infissi metallici, balaustre Futurall Elevatori Kone SpA Superficie del lotto 580 mq


› SPECIALE OSPITALITÀ

FUTURALL SRL

KONE

Con un’esperienza pluridecennale nel campo della serramentistica e della carpenteria in ferro, Futurall è una realtà che si contraddistingue per l’impostazione di tipo artigianale affiancata dall’uso di moderni macchinari a tecnologia avanzata e di centri di lavoro per garantire prodotti di massimo livello qualitativo. Per l’Hotel Milano Scala Futurall ha realizzato i serramenti e i parapetti del piano terra, il lucernaio, la struttura bar sul terrazzo, la copertura scala e bussole dell’ingresso con pensiline.

Nel progetto di ristrutturazione di un hotel ogni elemento, anche il più funzionale come l’ascensore, gioca un ruolo importante nella composizione di un’armonia perfetta. Per tale ragione il Milano Scala ha scelto KONE, leader in tecnologia e design. Una molteplicità di combinazioni tra i componenti, l’illuminazione, le finiture e i materiali e una tecnologia innovativa permettono di realizzare un impianto dal design unico ed elegante che aggiunge valore all’edificio e offre agli ospiti un’esperienza emozionante nella massima sicurezza.

FUTURALL SRL

KONE SPA

Via S. M. Campagnate 14 - 13900 Biella BI T. 015 94791 info@futurall.it | www.futurallsrl.it

Via Figino 41 - 20016 Pero MI T. 02 339231 italy@kone.com | www.kone.it

Serramenti e Infissi

L’accordo perfetto tra funzionalità ed estetica

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‹ SPECIALE OSPITALITÀ

HOTEL 1301 INN A PIANCAVALLO

NATURA GEOMETRICA La tradizione alpina del rifugio in legno viene riletta da Elastico+3 in un progetto di forte impatto grafico e materico che si integra con il paesaggio e gioca con la neve e il ghiaccio Sull’altopiano a nord di Pordenone Piancavallo, frazione di Aviano, è una località sorta negli anni Sessanta dove il consumo turistico di massa ha lasciato poco spazio alla bellezza e molto alla speculazione, compresa la foresteria annessa al palazzetto del ghiaccio Palapredieri costruita negli anni Ottanta e mai realmente completata, oggetto qualche anno fa dell’intervento di

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trasformazione progettato da Elastico+3. Dell’edificio preesistente è stato conservato unicamente il piano terra, riconfigurato come area d’ingresso del 1301 Inn, che accoglie tutte le funzioni connesse alla gestione e ai servizi dell’hotel, mentre ai piani soprastanti è stata realizzata una struttura totalmente nuova, che rievoca le tradizioni costruttive della montagna esattamente nel

momento in cui se ne discosta tecnologicamente, strutturalmente e formalmente, esagerando gli aspetti vernacolari sia nelle falde di copertura sia nei metodi di sospensione dal suolo. Si vengono così a creare spigoli e aree esterne inaspettate tanto all’uomo quanto alla natura, dove la neve si può accumulare e il ghiaccio scendere liberamente formando


› SPECIALE OSPITALITÀ

spettacolari stalattiti, decorazioni autenticamente naturali e dipendenti dalla meteorologia anziché natalizie-cinesi a tempo con le feste comandate. L’hotel, posto a quota 1301 metri slm (da cui il nome) è composto da un atrio d’ingresso, una grande area colazioni-caffetteria, una seconda hall collocata al primo piano e affacciata sul paesaggio e sui campi sportivi e conta 37 camere per un totale di 99 posti letto. L’edificio è suddiviso in due ali, una a est rivolta verso la vallata di Barcis, l’altra verso sud-ovest e il centro di Piancavallo, collegate da spazi di aggregazione. Il piano primo, il più ampio dell’edificio, è caratterizzato da

In apertura, dettaglio della grande falda di copertura su cui si aprono le finestre delle camere e, sopra, vista completa verso nord. La particolare conformazione della copertura e delle facciate è pensata per interagire in maniera dinamica con la neve e il ghiaccio che si accumulano sulla superficie (foto© Jacopo e Donato Riccesi).

Sotto, i prospetti nord-est, nord-ovest e sud.

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‹ SPECIALE OSPITALITÀ

SCHEDA

Vista di una delle camere e, a destra, la grande hall a tripla altezza. Gli interni sono caratterizzati da travi, finiture e arredi in legno naturale e da grandi campiture di intonaco verde (foto ©Jacopo Riccesi, Donato Riccesi).

un ampio spazio a tripla altezza. I nuovi livelli della struttura sono stati realizzati con pannelli in legno lamellare sia per le pareti portanti che per i solai e rivestiti esternamente in pietra e legno di larice, utilizzato anche per i frangisole posti sulla facciata sud. La conformazione della copertura rivestita da piccole scandole d’ardesia, l’orientamento delle camere studiato in base all’esposizione solare e alle viste panoramiche, il progressi-

vo mutare delle facciate in rapporto al tempo e al clima costituiscono elementi fondamentali alla base delle scelte architettoniche e distributive dell’hotel, pensato come un insieme di ambienti fluidi in cui dominano materiali e colori naturali. Le performance energetiche dell’involucro sono assicurate dall’esecuzione a regola d’arte delle pannellature di rivestimento esterne/interne

Località Piancavallo (PN) Anno di realizzazione 2010-2012 (26 mesi) Committente Promotur SpA Progetto Elasticospa+3 Team Stefano Pujatti, Alberto Del Maschio, Stefano Trucco, Cesare Roluti, Valeria Brero, Corrado Curti, Daniele Almondo, Serena Nano, Marco Burigana, Andrea Rosada

Progetto strutturale Stefano Santarossa, Fabio Valentini Progetto impianti Luca Infanti Costruttore Riccesi SpA Sistemi a secco e protezione al fuoco Vanoncini SpA Superficie 3450 mq

Elastico Farm Fondato come Elasticospa nel 2005 da Stefano Pujatti (Aviano, 1968, laurea allo IUAV nel 1992) al suo rientro dalle collaborazioni con Coop-Himelb(l)au a Los Angeles e Gino Valle Architetti a Parigi, oggi Elastico Farm produce architettura e industrial design nei due studi di Budoia (Elastico+3) e Chieri (Elastico Disegno) con un team (Valeria Brero, Daniele Almondo, Serena Nano, Andrea Rosada) che trae energia dal processo creativo. Selezionato per il Mies Award 2013, presente alla X, XII e XIV Biennale di Venezia, al Festival di Architettura di Londra 2008, alla V Biennale di Architettura di Brasilia 2006, Elastico ha ricevuto numerosi riconoscimenti, ultima in ordine di tempo la menzione speciale di ReBuild 2015 al 1301 Inn. Indipendentemente dalla scala, i progetti di Elastico Farm si propongono sempre come fulcri capaci di influenzare, rivitalizzare e valorizzare il contesto. Perché, come scrivono sul loro sito, nel mondo c’è bisogno di più poesia e meno rime. www.elasticofarm.com

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› SPECIALE OSPITALITÀ

ARMA architectural materials

VANONCINI

ARMA architectural materials supporta gli studi di architettura nel definire i materiali più adatti per i loro progetti di esterni ed interni. Dalla pietra alla ceramica, dal legno al cuoio, dal metallo al tessuto, propone un servizio completo che passa attraverso la selezione e lo sviluppo di soluzioni tecniche o strutturali fino alla messa in opera dei prodotti. Per l’Hotel 1301 Inn ARMA ha realizzato le coperture in ardesia.

Per la protezione al fuoco dell’Hotel 1301 Inn, Vanoncini ha proposto l’adozione a controparete di lastre prestazionali in gesso rivestito antincendio, soluzione che prevede anche pannelli e collari in materiale intumescente da installare sulle scatole elettriche e sulle tubazioni che garantiscono, in caso di incendio, la sigillatura del foro impiantistico. I rivestimenti hanno permesso di seguire il particolare andamento dell’edificio e la realizzazione dei dettagli architettonici.

ARMA architectural materials srl

VANONCINI SPA

Via Monelli, 4 - 41042 Fiorano Modenese MO T. 0536 911489 info@armaitalia.it | www.armaitalia.it

Via Natta, 3 - 24030 Mapello BG T. 035 4652465 info@vanoncini.it | www.vanoncini.it

Dare forma alle idee

Progetti, ristrutturazioni e tecnologia

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‹ DESIGNCAFÈ 100% CONTRACT

HAPPY BUSINESS TO YOU

DAL 15 AL 18 SETTEMBRE APPUNTAMENTO A PORDENONE CON LA TERZA EDIZIONE DI HAPP Y BUSINESS TO YOU, MANIFESTAZIONE INTERNAZIONALE DEDICATA AL CONTRACT MADE IN ITALY

Pordenone

15-18 ottobre 2015 www.happybusinesstoyou.it

Organizzato con la collaborazione della CCIAA di Pordenone e dell’Unione Industriali di Pordenone e di Treviso, il progetto fieristico nasce per agevolare l’incontro tra domanda e offerta di forniture contract attraverso la selezione dei migliori marchi italiani del settore e l’incontro con i più influenti buyer internazionali. Tra le novità dell’edizione 2015, la presentazione di moduli già allestiti per le aziende partecipanti: gli studi di architettura italiani Karim Azzabi Architects Grisdainese, Studio DC10 e Studio Rotella raccontano il punto di vista di chi realizza progetti “chiavi in mano” nei settori dell’hotellerie, wellness&spa, edilizia, retail, allestimenti museali e spazi per la collettività tra i maggiori centri internazionali (Milano, New York Shanghai e Doha). Inoltre, grazie a un accordo quinquennale con l’Iran International Exhibition Corporation, Pordenone Fiere e una delegazione di aziende italiane parteciperanno al Salone Midex che si terrà a Teheran dal 10 al 14 gennaio 2016.

THE DESIGN HOTELS™ BOOK 2015 L’EDIZIONE AGGIORNATA DELLA GUIDA AGLI HOTEL DI DESIGN COMPRENDE I CONTRIBUTI ESCLUSIVI DI DIECI ARCHITETTI E DESIGNER INTERNAZIONALI SPECIALIZZATI NELLA PROGETTAZIONE ALBERGHIERA

ALBERGHI CREATIVI Design Hotels™ rappresenta e promuove nel mondo una selezione di più di 270 strutture alberghiere indipendenti di 50 nazioni che hanno scelto la bellezza e la qualità dell’architettura, del design e dell’arte come propria caratteristica distintiva. Oltre che a presentarne le immagini e a fornire indicazioni pratiche per il viaggiatore, la guida racconta le storie, le ragioni e la passione degli albergatori che hanno fatto questa scelta. La sezione the influencers 2015 è la novità di quest’anno: incontri esclusivi con Piet Boon, Joseph Dirand, Terence Conran, Patricia Urquiola, Piero [ 62 ]

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Lissoni, i fratelli Campana, Autoban, Woha, Neri&Hu e il coreano Suyong Joh. Design Hotels Book sta meglio sul tavolino del salotto che in valigia ma offre, a costo contenuto, l’opportunità di soggiorni in alcune delle più attraenti destinazioni del mondo. E nuovi spunti per il prossimo concorso.

The Design Hotels™ Book Editore Design Hotels™ Distribuzione Gestalten 450 pp – euro 59,90 (inglese) ISBN 978-3-89955-562-2

AGEVOLATE LE RISTRUTTURAZIONI ALBERGHIERE Pubblicato in Gazzetta Ufficiale il decreto Tax Credit a favore delle ristrutturazioni alberghiere: tutte le realtà esistenti al 1°gennaio 2012 potranno beneficiare di un credito di imposta pari al 30% per le spese di ristrutturazione effettuate tra il 1° gennaio 2014 al 31 dicembre 2016. Data e modalità telematiche di presentazione delle domande per beneficiare delle agevolazioni previste saranno comunicate entro 60 giorni dal MIBACT. « Il Tax Credit Ristrutturazioni, che segue a poca distanza quello della Digitalizzazione, risponde a una precisa esigenza del nostro settore che il Ministero ha saputo riconoscere», ha dichiarato Giorgio Palmucci, presidente di Associazione Italiana Confindustria Alberghi. «La scelta del Governo di ricomprendere nelle spese ammissibili quelle sostenute già nel 2014 e per i due anni a seguire, è un segnale che piace alle nostre aziende. Da tempo come Associazione siamo impegnati a supportare gli investimenti delle nostre Imprese e quanto sancito dal Decreto va in questa direzione».


› SPECIALE OSPITALITÀ

ION LUXURY ADVENTURE HOTEL IN ISLANDA

NOTTI BOREALI In un paesaggio modellato da lava e ghiaccio il design moderno di Minarc incontra e prende ispirazione dagli straordinari territori naturali dell’Islanda

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‹ SPECIALE OSPITALITÀ

Sospeso su pilastri in cemento, citazione culturale locale, l’hotel, collegato a L al corpo originario, appare sospeso sopra un paesaggio di lava e di sorgenti calde che alimentano anche la sottostante Spa con piscina all’aperto. I pannelli prefabbricati dell’involucro uniscono funzione estetica ad elevate performance energetiche (foto e disegni courtesy Minarc).

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on Luxury Adventure Hotel nasce sulla struttura di una precedente residenza costruita per i lavoratori della centrale geotermica di Nesjavellir in Islanda, al confine meridionale del Parco Nazionale Thingvellir, un sito di interesse naturalistico patrimonio dell’UNESCO. La ristrutturazione dell’edificio e l’inserimento di un corpo aggiuntivo sono stati progettati da Minarc, affermato studio di architettura con sede a Santa Monica in California. Il concept dell’hotel si ispira all’aspra bellez-

za del luogo che i progettisti hanno interpretato creando uno spazio totalmente integrato nel paesaggio dove l’ambiente costruito coesiste con la natura riducendo al minimo il suo impatto. Il retro della struttura si appoggia sul versante ricoperto di muschio verde del monte Hengill mentre la facciata, ovvero l’ampliamento progettato da Minarc, rivolta a nord-est verso il lago Thingvallavatn, è sostenuta da pali di cemento. Il nuovo corpo di fabbrica è stato realizzato utilizzando un sistema costruttivo di pannelli prefabbrica-

ti e si congiunge perpendicolarmente alla vecchia struttura. Per addolcire l’impatto visivo generato dall’unione dei due blocchi i progettisti hanno rivestito parte del nuovo edificio con una lamiera nera che facesse da connessione tra il vecchio e il nuovo. Cemento, ferro e vetro si alternano ad una serie di materiali riciclati che sono utilizzati in modo sapiente e creativo in tutto l’hotel: roccia lavica, compensato per le pareti, cartone ondulato per i paralumi e legno di vecchi pallet per i mobili. La struttura senz’altro risponde ai principi dello sviluppo sostenibile: come nel resto dell’isola utilizza l’energia geotermica delle fonti termali per l’acqua calda e il riscaldamento e grazie all’utilizzo di finestre molto grandi permette di sfruttare la luce naturale riducendo al minimo la necessità di quella artificiale, offrendo allo stesso tempo spettacolari viste sul paesaggio circostante.


› SPECIALE OSPITALITÀ

Dall’alto, una vista sulla piscina della spa, chiamata Lava, e dei pali in cemento sui quali si appoggia la struttura. Sotto, pianta del secondo piano e prospetto laterale (foto e disegni courtesy Minarc).

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‹ SPECIALE OSPITALITÀ

MINARC Minarc è un pluripremiato studio di design con sede a Santa Monica riconosciuto a livello internazionale grazie al suo approccio unico che abbraccia il design contemporaneo e impiega materiali e tecnologie innovative nel rispetto delle pratiche sostenibili e degli standard di progettazione. I due fondatori Erla Dogg Ingjaldsdottir e Tryggvi Thorsteinsson, che hanno creato lo studio nel 1999, traggono gran parte della loro ispirazione dall’austera bellezza della loro nativa Islanda. Lo studio si occupa di opere di ristrutturazione e nuove costruzioni residenziali, commerciali e pubbliche su piccola scala, progetti nei quali regna la volontà di connettere gli spazi interni ed esterni tramite l’utilizzo di luce naturale ed ampie viste sul paesaggio. www.minarc.com

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La struttura si organizza su tre livelli. Al secondo piano troviamo la hall dove l’elemento emergente è il banco reception a semicerchio realizzato in roccia lavica e un pannello traslucido bianco – illuminato da led – ispirato al tipico binomio di questa terra: lava e ghiaccio. Lo spazio è aperto ed è possibile ammirare un fantastico panorama dalla grande finestra. Nelle toilette della hall lavabi e controsoffitti sono in calcestruzzo su cui è stata spalmata una resina di gomma riciclata da pneumatici esausti, mentre alle pareti troviamo una carta da parati che raffigura delle cascate. Sullo stesso piano il ristorante Silfra (è ils nome della faglia terrestre che corre sotto l’Islanda e separa la placca europea da quella americana). All’interno del ristorante panche realizzate su disegno di Minarc con un poggiaschiena blu luminoso e un pattern prismatico. Sul lato opposto le finestre sono incorniciate da pannelli in compensato che proseguono verso l’alto seguendo l’inclinazione del soffitto della vecchia locanda. Soffici tende sono collocate tra i pannelli e le finestre stesse. Il bar del primo piano è lo spazio più suggestivo: le grandi finestre si estendono su tutta la doppia altezza dello spazio e permettono di ammirare il paesaggio sentendosi parte di esso. Le sedute con angoli in legno si alternano a pouf di lana creando uno spazio

molto confortevole. Al piano inferiore la Lava spa è dotata di una piscina esterna naturale di 10 metri riscaldata circondata da una terrazza in legno e altre facilities all’interno. Le camere, caratterizzate da grandi aperture che regalano viste uniche sul paesaggio circostante, sono progettate con stile minimalista. I materiali, non celati da vernici o tendaggi, conservano la loro forza espressiva e il loro valore decorativo per-sè: il cemento a vista delle pareti si fonde con il legno dei pavimenti e degli arredi, mentre gigantografie a parete di cavalli del luogo ricordano ancora il forte legame tra uomo e natura che caratterizza l’Islanda

SCHEDA Località Hengill, Iceland Anno di realizzazione 2011-2013 Committente Ion Luxury Adventure Hotel Progetto Minarc (Tryggvi Thorsteinsson, Erla Dögg Ingjaldsdóttir)

Dall’alto in senso orario la sala delle colazioni, nel corpo già esistente, il lounge bar Northern Lights collocato nel volume vetrato aggettante a doppia altezza affacciato sul paesaggio del nuovo corpo e un particolare del ristorante Silfra. A destra un’altra vista dalla lounge panoramica e l’interno di una delle 45 camere (foto courtesy Minarc).


› SPECIALE OSPITALITÀ

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‹ SPECIALE OSPITALITÀ

PALAZZO CASTRI 1874 DI FIRENZE

SOGGIORNI STORICI Il cortile interno dell’albergo è pensato come un giardino all’italiana rivisitato in chiave contemporanea. Sotto, il fronte rivolto verso la strada e, nella pagina accanto, la zona lounge-bar, la reception e la sala colazioni.

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Il progetto dello studio mdca per un hotel fiorentino rispetta ed esalta l’impianto originale attraverso equilibrati apporti cromatici e materici Costruito tra il 1843 e il 1855 come edificio residenziale nel cuore della città, Palazzo Castri fu trasformato in albergo durante gli anni ‘20 del Novecento e da allora ha mantenuto la medesima funzione ricettiva. Principio ispiratore progettuale, ed esplicita richiesta

della committenza, è stato l’intento di restituire l’impostazione originaria ottocentesca dell’intero corpo edilizio e di definire una struttura ricettiva che associasse l’impianto classico dei volumi a un ambiente sofisticato e contemporaneo identificato dalla cura dei dettagli, dagli arredi su misura e dall’insieme dei colori ai materiali e alle finiture. L’edificio storico si presentava carico di superfetazioni e inadeguato dal punto di vista impiantistico e delle norme di sicurezza. Gran parte delle cornici era stata demolita e un pregevole affresco di Federico Andreotti datato 1874, ora restituito alla vista nella hall, era celato da controsoffitti. Il primo passo è consistito nel ripulire e ricucire i diversi ambienti alla ricerca dell’atmosfera originale. L’edificio è stato completamente risanato anche dal punto di vista strutturale e ospita tre livelli di camere oltre a quattro alloggi al

piano terra con accesso diretto al giardino interno, ambiente privilegiato dell’albergo. Dall’ingresso, protetto da una bussola in legno laccato e vetro, si accede alla lobby e alla reception coronata da una grande parete in pietre policrome verdi, rosse e bianche disposte secondo un disegno a pixel che rimanda alle facciate delle chiese fiorentine rinascimentali. Il desk presenta un design rigoroso e classico, ispirato ai banchi commerciali ottocenteschi, con finitura in lacca nera. Al piano terra sono distribuiti gli ambienti comuni e di socializzazione - internet point, bar, lounge - e la sala colazioni caratterizzata da un controsoffitto sospeso a motivi esagonali, che rimanda ai classici cassettoni lignei, e da infissi in acciaio a bassissimo spessore che fungono da filtro visivo verso la corte interna. Tutti gli arredi sono stati realizzati su disegno dello studio mdca in seguito a un’atten-


› SPECIALE OSPITALITÀ

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‹ SPECIALE OSPITALITÀ

mdca - michele della chiara architetto Lo studio di progettazione viene fondato a Pesaro nel 1999 dall’architetto Michele Della Chiara (Pesaro, 1969) che, dopo la laurea conseguita nel 1995 presso l’Università di Firenze, collabora con numerosi studi professionali occupandosi di edilizia residenziale e pubblica, interior design, urban design e interior design navale. Composto da un team di professionisti con competenze e specializzazioni diverse, lo studio progetta e realizza residenze private, appartamenti, hotel, edifici direzionali, attività commerciali e spazi pubblici coordinando e sviluppano tutti gli aspetti dell’intervento. www.mdca.it

SCHEDA Località Firenze Anno di progetto/realizzazione 2013-2014/2015 Committente Real Estate Management Srl General contractor Renco SpA Progetto architettonico e arredi mdca - michele della chiara architetto

Rilievi e Iter autorizzativi Arch. Valentina Mancini e Geom. Luigi Petrilli

Progetto strutturale Ing. Pietro Paci Progetto Impianti meccanici ing. Remo Romani Superficie di intervento 4.000 mq

ta ricerca materica e cromatica: boiserie e cornici in gesso, tavoli e consolle in tubolare d’ottone, mobili laccati, imbottiti in velluto rosso rubino e verde prato. Il design delle camere e dei servizi riflette un mix di classico e contemporaneo e le stanze si susseguono con colori e spazi sempre diversi. L’albergo è dotato inoltre di una piccola zona fitness e di una spa dislocate in un corpo laterale affacciato sulla corte interna, con vasca interna/esterna riscaldata rivestita in mosaico, sauna, bagno turco, docce emozionali. Il cortile interno, che si presentava in pessime condizioni, è stato pensato come un giardino all’italiana rivisitato in chiave contemporanea: la vecchia limonaia è stata trasformata in bar al centro della corte con pedane in legno per le aree lounge, vialetti in ghiaia bianca e elementi in marmo di carrara che delimitano aiuole in erba e bosso

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Pianta generale del complesso e immagini degli interni caratterizzati da uno stile minimale ed elegante che si concilia con le presenze storiche della struttura alberghiera. Nella pagina di destra, due viste della palestra e della spa.


› SPECIALE OSPITALITÀ

VETRERIA LANDI

Il vetro nell’arredamento Alta capacità di customizzazione, esperienza e prodotti artigianali racchiudono la filosofia dell’azienda, dal 1956 specializzata nella lavorazione su misura del vetro per l’arredamento e l’interior design. L’azienda risponde a ogni tipo di richiesta progettuale proponendo soluzioni personalizzate per interni ed esterni. Per l’Hotel Castri ha realizzato un box in vetro bronzo con porte a battente e scorrevoli che delimita la zona palestra, chiusure a libro tutto-vetro per la zona bar, porte e vetrate per il centro benessere, parapetti e specchi.

VETRERIA LANDI SNC Via Porec, 100 - 48024 Massa Lombarda RA T. 0545 81436 info@vetrerialandi.it | www.vetrerialandi.it

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‹ SPECIALE OSPITALITÀ

Studio a2 - Alice Gramigna e Gianluca Cesana Lo studio a2 nasce nel 2009 dalla collaborazione di due architetti, Alice Gramigna (1975) e Gianluca Cesana (1973). Entrambi laureati al Politecnico di Milano, negli anni di formazione hanno lavorato presso importanti studi di progettazione sia a Milano (studio A4A, studio Albori, CLS associati) che in Olanda (De Architekten Cie e Un studio di Van Berkel & Bos), occupandosi sia di concorsi che di residenze, uffici e allestimenti di interni. Lo studio attualmente si occupa di progettazione e di architettura di interni, con interventi sia di nuova costruzione che di riqualificazione dell’esistente. Tra i principali lavori affrontati figurano residenze, uffici, allestimenti fieristici e progettazione di resort turistici all’estero, nonché interventi di restauro conservativo. www.a2arch.it

ECO LODGE IL BAGNOLO, PARCO DELL’ALTO GARDA

IL TEMPO RITROVATO Attenta scelta di colori, materiali e abilità artigianali nella trasformazione di un volume rurale per l’ampliamento di un agriturismo sulle colline della sponda occidentale del lago di Garda

In queste pagine dall’alto in senso orario: le camere al piano terra sono caratterizzate dal recupero di mobili di antiquariato appartenenti alla famiglia, le camere al primo piano con soffitto mansardato in travi di legno sbiancato e letti a baldacchino, lampada Cubo light di Kukka design, lampada da comodino Binic di Foscarini e comodini realizzati con tronchi grezzi, bagni con top in resina e piastrelle Cementine dal gusto vintage (foto courtesy Studio a2).

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Dal recupero del volume un tempo destinato a stalle è nato il progetto dell’ampliamento dell’“Eco Lodge Il Bagnolo – Agriturismo di charme sul lago di Garda”, una piccola struttura a conduzione familiare costruita nel tempo attorno al nucleo originario, un casale in pietra del 1600, situato tra le colline del Parco dell’Alto Garda bresciano, a pochi chilometri da Salò. Le dodici nuove camere curate dello studio a2 sono disposte su due livelli e sono caratterizzate da un’organizzazione dello spazio interno a cannocchiale. Vincolate dal passo dei pilastri in mattoni esistenti, le stanze hanno un’ampia doppia vetrata verso la verde vallata a sud. Il progetto d’interni cerca un punto d’incontro armonioso tra tradizione e modernità, tra antiquariato e design. Punto di partenza la richiesta della committenza di riutilizzare i mobili di famiglia, parte della storia del luogo e delle persone che l’avevano costruito. Con l’aiuto di attenti artigiani sono stati recuperati divani, sedie, letti

e comodini: il restauro delle parti lignee è stato minimale, al fine di mantenere quel sapore domestico che le caratterizzava. I tessuti grezzi in lino e cotone di ispirazione francese scelti per i rivestimenti di divani, poltrone e sedute hanno sdrammatizzato alcuni pezzi classicheggianti e creato un filo comune tra i diversi stili e forme. La scelta dei materiali si è basata su una palette di tinte tenui dal tortora all’azzurro cielo, dal legno sbiancato al rovere chiaro. I pavimenti delle camere sono in doghe di parquet in rovere italiano, mentre quelli dei bagni sono in grès grigio cemento così come gli spazi di servizio e i corridoi. Il concept dei bagni è minimale: sanitari in porcellana bianca, top in cemento rivestiti in resina grigia e pareti in smalto. Unica nota decorativa le piastrelle dal sapore vintage poste sotto lo specchio a tutta parete. Gli sgabelli in legno sono vecchie sedute da mungitura recuperate nelle campagne locali. Le camere al primo piano con tetto mansardato con travi in larice a vista sbiancate

sono caratterizzate da letti a baldacchino in ferro laccato bianco. Un elemento classico rivisto in chiave moderna e minimale. I comodini sono semplici tronchi d’albero scorticati e lisciati e fungono sia da appoggio per il letto che da tavolino per la zona divano e poltrone. Tutte le lampade sono oggetti di design moderno: dalla Binic da comodino di Foscarini alla Cubo light in legno di Kukka design, dalla classica lampada da scrivania in acciaio di High-tech alla versione più ricercata in rame. Il progetto dell’ampliamento della struttura è ancora in evoluzione. Dopo l’estate si aprirà il cantiere per la realizzazione di un nuovo volume adiacente alle camere con piscina e area benessere


› SPECIALE OSPITALITÀ

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‹ SPECIALE OSPITALITÀ

BELMONTE HOTEL, FAVARA

INNESTI CONTEMPORANEI Rispettoso del passato e proiettato nel futuro, il progetto firmato Architrend Architecture per il recupero e riuso come struttura alberghiera dello storico palazzo Piscopo di Favara rappresenta un nuovo tassello del borgo dell’arte e dell’ospitalità diffusa a due passi dalla Valle dei Templi Il progetto di riqualificazione di Palazzo Piscopo testimonia il successo di un programma culturale come elemento di sviluppo economico della città. Il nuovo complesso ricettivo si aggiunge infatti ad una serie di interventi di rigenerazione urbana innescati dal successo di Farm Cultural Park, il progetto sperimen-

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tale di arte contemporanea e ospitalità diffusa ideato da Florinda Saieva e Andrea Bartoli nel centro storico di Favara che richiama ogni anno nella città siciliana migliaia di giovani, artisti e designer da tutta Europa (ne abbiamo parlato in IoArch 48). Il rapporto dialettico tra il restauro-riuso del

fabbricato storico e gli apporti contemporanei sulla facciata esistente rappresenta il tema dominante del progetto degli architetti Gaetano Manganello e Carmelo Tumino. In equilibrio tra tradizione e modernità, l’intervento prevede la conservazione delle parti autentiche dell’edificio mantenendo inalterate le caratteristiche originarie. L’innesto contemporaneo è chiaramente leggibile nella definizione di nuovi volumi aggettanti in facciata realizzati in lamiera forata di acciaio corten la cui texture rilegge gli stemmi araldici delle famiglie nobiliari incise nella volta del Castello di Chiaramonte di Favara. La facciata sulla corte interna sarà caratterizzata da un nuovo corpo scala in c.a. a vista protetto da pannelli di lamiera d’acciaio corten microforata. Gli accostamenti cromatici sono determinanti nella scelta dei materiali degli interni e identificativi del progetto stesso. Un rivestimento continuo in lamiera grezza forata e retroilluminata, protetta con resina trasparente opaca, caratterizza l’area reception e lounge bar. Le pareti esistenti, ripulite dagli strati superficiali successivi, saranno ricondotte al loro aspetto originario con pietra a vista. Gli ambienti delle 20 camere previste al

In alto, il prospetto anteriore caratterizzato da volumi aggettanti in lamiera corten. Nel render a sinistra, la facciata sulla corte interna con il nuovo corpo scala in c.a. a vista protetto da una schermatura di pannelli di lamiera d’acciaio corten microforata (courtesy Architrend).


› SPECIALE OSPITALITÀ

Architrend Architecture Fondato a Ragusa nel 1989 da Gaetano Manganello e Carmelo Tumino (entrambi 1960) lo studio ha ormai raggiunto una considerevole esperienza nella realizzazione di strutture ricettive, edilizia agevolata, ville unifamiliari, spazi commerciali, edifici per il terziario e il commercio. La forte identità dei lavori dello studio, con evidenti richiami al programma case study houses americano degli Anni ’50, manifesta la convinzione degli architetti che un nuovo linguaggio, libero da subalternità nei confronti di un passato spesso immaginario, sia non solo possibile ma necessario, rispondendo a una diffusa quanto delusa domanda di modernità che sale dall’isola, oggi con più forza di vent’anni fa. www.architrend.it

Pianta del piano terra. Sotto, render dell’area wellness ricavata nel piano interrato (courtesy Architrend).

primo e al secondo livello sono fortemente caratterizzati da un solaio in travi di legno lamellare a vista e lamiera grezza come intradosso. Il design di ogni camera è personalizzato e prevede l’accostamento di materiali tradizionali e contemporanei - legno di rovere e lamiera di ferro - per il trattamento delle pareti e degli arredi. L’intervento prevede inoltre il recupero delle marmette di cemento decorato della pavimentazione preesistente nella hall d’ingresso, mentre i pavimenti di reception, bar e ristorante al piano terra saranno realizzati in pietra calcarea di Modica sabbiata e trattata. Alcuni ambienti di servizio sono ricavati dallo scavo di un nuovo piano interrato: tra questi una spa, un magazzino e una cantina ricavata in un’antica cisterna a campana scavata nella roccia e collegata al nuovo piano interrato tramite un ambiente adibito a saletta per la degustazione dei vini. Il progetto prevede inoltre la demolizione

dell’ultimo livello, addizione posteriore rispetto al palazzo storico, e la costruzione di un padiglione con struttura leggera in acciaio e legno destinato a suite, lounge bar e sala ristorante con ampie vetrate e due terrazze coperte da pergolato con vista panoramica della Chiesa Madre e del Castello

SCHEDA Località Favara (AG) Anno di realizzazione in costruzione Committente Antonio Alba Progetto e supervisione dei lavori Architrend Architecture, Gaetano Manganello e Carmelo Tumino

Collaboratori ing. Alessia Anguzza, arch. Santa Freimane, arch. Simona Tumino, Garfì Marco e Fernando Cutuli.

Direzione dei Lavori arch. Giorgio Parrino Strutture ing. Pierluigi Patti Impianti di climatizzazione ing. Luigi Bevilacqua Impianti elettrici ing. Messina

Farm Cultural Park il villaggio dell’arte Farm Cultural Park è un progetto sperimentale di arte contemporanea e ospitalità diffusa creato da Andrea Bartoli e Florinda Saieva nella parte più antica del centro storico di Favara, a soli 6 km dalla Valle dei Templi di Agrigento. Centro delle attività culturali è il Borgo dei Sette Cortili, nato in origine per ospitare il personale di servizio dei limitrofi palazzi nobiliari e punto di partenza strategica del progetto culturale e turistico avviato nel giugno del 2010 e vincitore del Premio Cultura di Gestione di Fedeculture. Sviluppate su due o al massimo tre livelli e denomitate Camera e dammuso, le casette del borgo sono state ristrutturate nel rispetto della loro architettura originaria e destinate ad attività culturali e project room, cambiando pelle ogni quattro mesi per ospitare nuovi artisti e nuove idee.

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‹ ARCHITETTURA E PAESAGGIO

ARIU + VALLINO A SPOTORNO

SUMMER HOUSES La ricerca di equilibrio tra natura, architettura e nuove esigenze del vivere contemporaneo ha impegnato Ariu + Vallino Architetti in un progetto residenziale su un colle di Spotorno Il sito di intervento, localizzato ai limiti di una pineta risalente alla fine del XIX secolo, era occupato da una struttura alberghiera costruita negli anni ‘30. Dopo decenni di abbandono l’amministrazione comunale e l’immobiliare proprietaria del manufatto hanno preferito demolirla per valorizzare l’area attraverso un nuovo progetto archi-

Il fulcro del progetto è rappresentato dal solarium rivestito in legno con piscina. Lo spazio comune si affaccia sul mare e, anche se solo parzialmente visibile, è un’appendice del parco che si sviluppa fino alla strada. A destra, planimetria generale. (foto ©Anna Positano & Courtesy of Ariu + Vallino Architects).

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tettonico in grado di integrarsi con il paesaggio. Dopo una prima idea in seguito abbandonata è stato coinvolto lo studio Ariu+Vallino Architetti. Il risultato è un nuovo complesso per la residenza estiva che si posa sul terreno senza modificarne il profilo, comprendente 30 appartamenti, un’autorimessa che si nasconde nei terrazzamenti

piantumati con ulivi recuperati in situ, un solarium, una piscina, un parco privato e un piccolo parco pubblico. Il progetto si è aggiudicato nel 2012 il primo premio PAI per la categoria nuove realizzazioni nelle province di Cuneo, Imperia e Savona. La struttura si articola in più volumi a gradoni su tre livelli abitativi che seguono l’andamento morfologico del territorio e l’orientamento est-ovest tipico degli insediamenti liguri accostando i volumi semplici della tradizione all’architettura organica, con riferimento alla cultura moderna dell’abitare in Liguria (Ponti, Zanuso, Mosso, Galvagni ecc.) e alle sperimentazioni di Wright, Aalto e Daneri. La facciata verso il mare è caratterizzata da una spiccata orizzontalità in cui la percezione delle rigorose geometrie del prospetto si affievolisce nel momento in cui il progetto si integra con gli alberi del parco. Il fronte a monte invece è percepibile per un solo piano, l’unico interamente fuori terra, ed è ritmato dai vani scala rivestiti in legno. Il fulcro


› ARCHITETTURA E PAESAGGIO

Dalla strada di accesso carrabile, le abitazioni appaiono come semplici volumi intonacati di bianco dai quali emergono i vani scala condominiali rivestiti con un assito di legno termotrattato. A destra, vista dall’alto del solarium con piscina protesa verso l’orizzonte (foto ©Anna Positano & Courtesy of Ariu + Vallino Architects).

dell’intervento è la piscina esterna, concepita come una mensola in calcestruzzo armato aggettante verso il mare e solo parzialmente rivestita di legno. Accanto vi è il solarium belvedere da cui si accede all’ascensore privato contenuto all’interno di una torretta lignea, raggiungibile tramite un ponte leggero in metallo e legno che collega le residenze alla strada che passa più a valle. I muri di sostegno dei terrazzamenti, resi necessari dalla topografia del terreno, sono in cemento armato rivestiti con pietre recuperate dagli scavi che, giustapposte con pochissima malta, evocano l’antica tecnica a “cunei e tozzetti”. Coerentemente con la volontà di integrare l’intervento con il paesaggio circostante, i terrazzamenti ospitano essenze arboree tipiche della macchia mediterranea come ulivi e magnolie, mentre dove possibile sono stati conservati i pini marittimi e i lecci preesistenti. Il sistema del verde si estende anche alle coperture a giardino, realizzate tramite un sistema prevegetato in elementi di accumulo e drenaggio con substrato di

coltivazione e ghiaia. La varietà materica degli spazi esterni, come le pavimentazioni pedonali in listoni di legno Iroko, dona dinamicità e modernità al complesso. I muri esterni sono intonacati di bianco e in parte sono rivestiti in legno d’acero termotrattato ,così come i corpi scala e i vani ascensore. La strada carrabile attraversa la pineta esistente e per attenuarne l’impatto è stata realizzata in battuto di cemento pigmentato con pastina di colore ocra. Gli appartamenti sono accessibili tramite spazi distributivi in lastre di quarzite e sono dotati di zona pranzo, cucina, camera da letto, bagno e ripostiglio. Tutti hanno la vista mare e un terrazzo, ma solo alcune unità possiedono un giardino privato. Le vetrate dei soggiorni affacciati verso il mare sono protette da brise-soleil orizzontali costituiti da una struttura in scatolato e lamelle di alluminio orientate per impedire il soleggiamento nella stagione estiva. I parapetti dei terrazzi sono composti da una struttura metallica e da un laminato di alluminio microforato ossidato mentre i terrazzi stessi - molto spaziosi: 2,20 x 8 metri - sono suddivisi grazie ad una parete vitrea sabbiata. I serramenti sono in profilati di alluminio. Gli architetti hanno posto attenzione anche all’efficienza energetica del complesso: la struttura è completata da un impianto di pannelli solari che garantisce l’acqua calda per i sanitari e per la piscina

SCHEDA Località Spotorno SV Anno di realizzazione 2006-2011 Committente Geco 2005 Real Estate Srl Milano Progetto Ariu + Vallino Architetti Collaboratori Carlo Garbero, Enzo Laise, Simona Maggi, Olivier Moudio, Elena Scasso, Fabrizio Testa

Impresa costruttrice Alfa Costruzioni Edili Srl Progetto strutturale Paolo Testa Progetto impiantistico Marco Gaminara Budget 4.000.000 euro Superficie lotto 8.134 mq Superficie costruita 655 mq Volume 5.251 mc

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‹ ARCHITETTURA E PAESAGGIO

Ariu + Vallino Architetti Lo studio Ariu + Vallino Architetti, fondato da Vincenzo Ariu e Sabrina Vallino nel 1998, ha sede a Varazze e svolge un’intensa attività progettuale che ha ricevuto numerosi riconoscimenti, come il premio PAI per la migliore costruzione ex-novo (2012) nelle province di Cuneo, Imperia e Savona e una menzione speciale al premio regionale Inarch in Liguria (2015). Vincenzo Ariu (Savona, 1966) si è laureato in architettura presso l’Università di Genova (dal 2002 Dottore di Ricerca in progettazione architettonica) dove ha insegnato fino al 2010, ed è autore di saggi di teoria architettonica. Sabrina Vallino (Torino, 1968) si è laureata in architettura presso l’Università di Genova nel 1994 e fino al 1997 ha lavorato presso lo studio Morasso di Genova. Nel 2001 ha conseguito il titolo di Dottore di Ricerca in rilievo e rappresentazione dell’architettura e dell’ambiente. Consigliere dell’Ordine degli Architetti della provincia di Savona, è autrice di testi di grafica e storia dell’arte.

La semplicità dei volumi è arricchita da dettagli materici quali il rivestimento in legno, le vetrate, i brise-soleil e la balaustra in alluminio forato. Sotto, prospetti est e ovest del complesso. Rivolto verso il mare, il fronte est è caratterizzato da un’accentuata orizzontalità, mentre il fronte ovest a monte è percepibile per un solo piano ed è ritmato dai vani scala rivestiti in legno

(foto ©Anna Positano & Courtesy of Ariu + Vallino Architects).

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‹ PUBBLIREDAZIONALE

Interior Design

PREMIO

SCALASCULTURA 2015 Indetto da Scalascultura, marchio specializzato nella progettazione ed esecuzione di scale esclusive fondato dall’art director Marco Novello, il premio intende promuovere il talento e la creatività nell'ambito dell'interior design e della progettazione ed è rivolto a giovani laureati in architettura e design con un bagaglio tecnico da sviluppare con la prospettiva di una possibile collaborazione nel pool creativo di Scalascultura, brand di Vertigo Srl.

OGGETTO DEL CONCORSO L’elaborato da presentare ha come oggetto una scala - ed eventuali elementi connessi – collocata in un cavedio avente le misure e le caratteristiche indicate nel file di specifiche scaricabile dal sito di Scalascultura all’indirizzo http://www.scalascultura.com/wp-content/ uploads/2015/06/SCALASCULTURAPremio2015-Specifiche-Progetto.pdf. REQUISITI DEL PROGETTO Originalità i progetti presentati dovranno essere inediti, ogni partecipante presenta il proprio progetto garantendo riguardo alla paternità dello stesso; Creatività i progetti dovranno contenere elementi creativi e distintivi, con piena libertà dei progettisti nella scelta dello stile da adottare; Fattibilità i candidati non sono tenuti a

presentare progetti definitivi o esecutivi né calcoli strutturali, ma gli elaborati dovranno comunque riguardare strutture ragionevolmente realizzabili.

GIURIA E PREMI Una commissione di esperti del settore selezionerà il progetto migliore che sarà premiato nel corso di un evento dedicato nella serata di sabato 10 ottobre presso Villa Marignana-Benetton a Mogliano Veneto, Treviso. Il vincitore riceverà un premio in denaro del valore di 1.200 euro e un contratto di stage della durata di 3 mesi.

Il Premio Scalascultura 2015 nasce per individuare e promuovere una figura giovane e dinamica in grado di esprimere capacità tecniche e creative attraverso il progetto di una scala

PREMIO SCALASCULTURA Termine 18 Settembre 2015 Premiazione 10 Ottobre 2015 1^ premio 1.200 euro e contratto 3 mesi stage Materiale 3 tavole A2 di disegni in formato .pdf, una presentazione testuale del progetto, un file con dati personali e contatti. Un progetto per ogni partecipante Specifiche tecniche http:// www.scalascultura.com/wpcontent/uploads/2015/06/ SCALASCULTURAPremio-2015Specifiche-Progetto.pdf T. 041.44.50.82 info@scalascultura.com con oggetto: Concorso Scalascultura 2015. www.scalascultura.com

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LETTERE DA MOLTO LONTANO Gianandrea Barreca

ESPORTARE L’ARCHITETTURA? L’ARCHITETTURA È UN PROCESSO CONDIVISO CHE TIENE CONTO DELLE SITUAZIONI AMBIENTALI E DELLE CONDIZIONI DEI LUOGHI. IL LAVORO DI MATILDE CASSANI, MARIA CHIARA PASTORE, FRANCESCA BENEDETTO E VASSILIS MPAMPATSIKOS IN MALAWI Per gli architetti e in generale per le attività creative lavorare all’estero rappresenta un’opportunità e in qualche modo una necessità. Forse la crisi del settore immobiliare,e cronica carenza di concorsi che caratterizza il mercato italiano hanno solo gonfiato le fila di un movimento che è sempre stato presente nella storia della nostra professione, alimentato dal bisogno di conoscenza e di confronto. Tra i tanti progettisti che ho incontrato in questi anni nel corso della mia carriera accademica e nella libera professione, alcuni hanno intrapreso percorsi faticosi, spesso originali, tutti sempre attenti ad esportare un sapere fine e accurato, più umanistico che tecnico, attento prima di tutto a comprendere i luoghi con cui si confrontava e che, inevitabilmente, avrebbe trasformato Ciao Gian,

Build safer!: uno dei poster tratti dalle guidelines per la costruzione di case più sicure che verranno affissi nel paese africano.

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Questa lettera ti arriverà un po’ in ritardo rispetto al previsto, perdonaci. Siamo stati molto impegnati per terminare il lavoro in Malawi, di cui ti avevo parlato quando ci siamo incontrati. Il progetto si chiama “Safer house construction guidelines”: linee guida per case più sicure. Dobbiamo rivedere un documento preparato qualche anno fa, dopo il terremoto che nel 2009 aveva colpito la parte settentrionale del Paese. Il manuale, funzionale all’emergenza legata al terremoto, si era rivelato poco efficace rispetto a tutti i pericoli ambientali presenti in Malawi (inondazioni, forti venti ed erosione dei suoli). Era un manuale troppo tecnico per essere letto dalle persone coinvolte nel processo di ricostruzione e troppo semplificato per essere usato come documento ufficiale dalle istituzioni. A parte le regioni settentrionali inoltre, Le guidelines non erano mai state distribuite in maniera efficace e non avevano raggiunto popolazione e tecnici del resto del Paese. Nel 2014 il governo ha richiesto una revisione di questo documento e la Banca Mondiale si è resa disponibile a finanziare l’operazione. E’ stato quindi aperto un bando di gara che ci siamo aggiudicati, dopo un affilato processo di selezione. La preparazione di questo documento è passata attraverso varie fasi: un’accurata visita di tutte le aree rurali, numerosi incontri con le amministrazioni nazionali e locali, una serie di workshop di discussione del lavoro e un incontro finale di presentazione della bozza.

attraverso il progetto.Con molti di loro siamo rimasti in contatto, e malgrado internet ho pensato che le esperienze raccolte in questa sezione - che ioarch ha affidato alla mia cura - prenderanno la forma di lettere, quelle informali che si scrivono tra amici o tra chi condivide la stessa passione per l’architettura, che trasformando i luoghi continua a dare forma a un bisogno primario dell’uomo. Per questo mi sembra interessante iniziare con la lettera di Matilde Cassani, che mi parla del progetto per il Malawi a cui sta lavorando con Maria Chiara Pastore, Francesca Benedetto, Vassilis Mpampatsikos su incarico della World Bank, un progetto atipico che credo inciderà profondamente nella trasformazione dei luoghi per i quali è stato pensato. In Malawi non esistono mappe del rischio, non c’è una vera conoscenza dei materiali da costruzione né dei dettagli costruttivi; alcune componenti primarie per la costruzione scarseggiano o sono molto care (ad esempio il cemento); non esiste il concetto di manutenzione, le case subiscono un processo di

decadimento rapido e incessante in tutte le aree del Paese. Il manuale prodotto è la somma di tutte le criticità: tiene conto delle tecniche di costruzione già utilizzate e suggerisce correzioni che possano garantire una maggiore solidità dell’edificio. Si concentra sui rischi presenti, mettendo in luce le possibili conseguenze sulle abitazioni

esistenti. Pone l’attenzione sulla corretta scelta e produzione del materiale da costruzione (il mattone è normalmente ottenuto utilizzando la terra essiccata al sole o cotta in forni improvvisati sul campo). Tiene conto del livello di scolarizzazione della popolazione, spesso illetterata o incapace di leggere disegni tecnici. Si avvicina alle tradizioni rurali della stagionalità della costruzione della casa (un nuovo cantiere inizia sempre durante la stagione secca). La vera innovazione sta quindi nella stesura di un documento che sia semplice ma efficace e che possa raggiungere il maggior numero di utenti possibile. La corretta comunicazione delle informazioni porta a un lento ma costante progresso nella tecnica costruttiva. In un paese dove non esiste un regolamento edilizio nazionale, le guidelines hanno lo scopo di creare una base solida, un punto di partenza al quale tutti possano fare riferimento. Il documento, una volta concluso, sarà diffuso in varie forme che vanno dalla carta stampata (manuali completi, brochure riassuntive, estratti fotocopiabili), ai programmi TV e radio, a grandi manifesti pubblicitari che stimoleranno la popolazione a costruire meglio. Con il motto “Build safer!” le guidelines tenteranno di costruire una forma di progresso basata sull’idea che i processi di sviluppo non possono essere accelerati, ma accompagnati pazientemente attraverso un compromesso tra governo, istituzioni nazionali, consulenti internazionali e tradizioni locali. Saluti da Parigi, Milano e Lilongwe! Matilde, Maria Chiara, Francesca e Vassilis


LETTERE DA MOLTO LONTANO

La prima idea di un manuale per la costruzione di abitazioni più sicure nacque nel 2009 dopo un terremoto che colpì una regione del nord del Malawi, ma si rivelò inadeguata per la scarsa diffusione, i disegni troppo tecnici e il fatto di trascurare altri rischi di tipo idrogeologico. Nelle foto, alcuni esempi di ricostruzione in cui sono state adottate tecniche miste e approssimative (mattoni cotti rivestiti in pisé) e più evolute, con mattoni crudi a tamponamento di una struttura portante con copertura in legno (in basso).

L’autocostruzione, quasi sempre improvvisata, è largamente diffusa in Malawi. L’idea di trasformare le prime linee-guida, redatte dopo il terremoto del 2009, in un manuale completo e comprensibile di autocostruzione favorisce l’attenzione verso il luogo prescelto, che potrebbe essere colpito da inondazioni (disegni in alto) e l’adozione di tecniche che, pur facendo ricorso alle tecniche costruttive e ai materiali locali, permettono di costruire abitazioni più ospitali e di migliore manutenibilità.

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‹ LIBRI L’UMANITÀ CERCA UN RIFUGIO

LA CASA INTELLIGENTE

Avvalendosi dei linguaggi dell’arte, della poesia e della scienza e delle ricerche che spaziano dall’ambito progettuale al quello filosofico, Sarah Robinson propone una suggestiva lettura del fare architettura quale espressione del desiderio più intimo dell’uomo di creare un nido, un guscio immerso e allo stesso tempo protetto dall’ambiente circostante. Ricca di spunti letterari e riferimenti scientifici, un’indagine sfaccettata sulla dimensione più profonda dell’abitare.

L’architetto e teorico finlandese prosegue la sua indagine sul pensiero fenomenologico, gli aspetti sensoriali e la psicologia ambientale dell’architettura affrontando il tema dell’immaginazione e dell’immagine nella cultura contemporanea.

Cos’è davvero la domotica e che cosa si intende oggi per “casa intelligente”? Il testo fornisce indicazioni pratiche agli addetti ai lavori coinvolti nel processo edilizio. Sistemi di domotica applicata per una casa intelligente Autore Luca Ricci Editore Dario Flaccovio 176 pp - euro 28,00 ISBN 978-88-579-0434-4

COMPRENDERE LA MOLTEPLICITÀ

Nesting. Fare il nido. Corpo, dimora, mente Autore Sarah Robinson Editore Safarà Editore 192 pp - euro 19, 50 ISBN 9788897561194

L’immagine incarnata. Immaginazione e immaginario nell’architettura Autore Sarah Robinson Editore Safarà Editore 192 pp - euro 19, 50 ISBN 9788897561194

MEMORIE DELLA CONCA D’ORO CONTRO LE DISPERSIONI Di chiara esposizione e corredato da formule, tavole grafiche, schemi, tabelle, immagini, esempi concreti, il volume è destinato a chi opera nel settore delle costruzioni edili e degli impianti termici. Ponti termici - Analisi e ipotesi risolutive (II edizione) Autori Maria Elisabetta Ripamonti, Francesco Claudio Dolve Editore Dario Flaccovio 256 pp - euro 48,00 ISBN 978-88-579-0436-8

Ricco di riferimenti storici e iconografici, il volume apre con la motivazione del Premio rilasciata del Comitato scientifico della Fondazione Benetton Studi Ricerche per presentare materiali cartografici di orientamento e un regesto delle fonti bibliografiche e iconografiche che documenta gli oltre mille anni della storia di MaredolceLa Favara, preziosa testimonianza della sedimentazione culturale siciliana situato nel cuore del quartiere Brancaccio di Palermo. Seguono tre saggi che raccontano la nascita e l’evoluzione del luogo, mentre una terza parte è dedicata al racconto del lungo periodo di sedimentazione storica vissuto da Maredolce, con tre contributi che aiutano a collocare Maredolce nel quadro più ampio dei paesaggi storici e delle residenze arabo-normanne.

UTOPIA CONCRETA

Padiglione Italia. Expo Milano 2015 A cura di Luca Molinari Editore Skira Direzione artistica Nemesi Fotografie Luigi Filetici 216 pp – euro 39,00 (italiano-inglese) ISBN 978-88-572-2814-3

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Il concetto, il progetto e la realizzazione di Palazzo Italia diventano un libro, curato da Luca Molinari e con le foto di Luigi Filetici. Il libro edito da Skira raccoglie le testimonianze delle realtà che hanno dato forma all’edificio progettato da studio Nemesi con Proger-BMS, che si è occupato della gestione complessiva del progetto e della progettazione strutturale e impiantistica, e Livio de Santoli per la strategia ambientale ed energetica. La realizzazione ha coinvolto Italiana Costruzioni in qualità di General Contractor, Italcementi per la formulazione del cemento biodinamico utilizzato per i pannelli della pelle ramificata di rivestimento, Styl-Comp che li ha prodotti e Stahlbau Pichler per la progettazione e la realizzazione della vela di copertura in acciaio e vetro.

Maredolce-La Favara. Premio Internazionale Carlo Scarpa per il Giardino A cura di Giuseppe Barbera, Patrizia Boschiero, Luigi Latini Editore Antiga Edizioni 192 pp – euro 22,00 ISBN 978-88-97784-70-8


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IoArch 59 Jun_Jul 2015  

Il magazine degli architetti italiani. The Italian architects magazine

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