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Virtus Lanciano 1924 | NelCuoredell’Azione

2 | Luglio2013 VirtusMagazine


Virtus Lanciano 1924 | NelCuoredell’Azione

La Virtus Lanciano capolista continua a far parlare di sé. Grande è stata l’attenzione mediatica nel mese appena trascorso per la nostra città e per la squadra rossonera , protagonista indiscussa di questa favola che rimarrà scritta negli annali della storia frentana. E se la Gazzetta dello Sport ha mandato un simpaticissimo Nicola Binda in spedizione per capire meglio la realtà lancianese che fa da sfondo all’incredibile prodigio che è questo avvio di stagione, di vero e proprio miracolo ha parlato il quotidiano sportivo francese L’Équipe che ha dedicato una pagina intera alla Virtus e alla storia d’amore tra la Presidentessa Valentina Maio e l’attaccante Manuel Turchi. La strada per il Lanciano “faiseur de miracles” è ancora lunga, trentatrè partite ci separano dalla fine di questo campionato di Serie B. Il calcio, si sa, è imprevedibile. Difficile interpretare quello che sarà il futuro della squadra e dove arriverà ma, dopo undici giornate, la formazione di Mister Baroni è ancora lì, prima in classifica e con la migliore difesa del campionato. Parlare si Serie A è un tabù e restare con i piedi per terra un dovere ma sognare è lecito e non costa nulla…

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Rivista ufficiale della Virtus Lanciano 1924 S.r.l. anno i - n.3/2013 novembre pubblicazione mensile - supplemento della testata giornalistica infrentania.it - reg. trib. di lanciano n.01/13 proprietario: associazione culturale in Frentania via a. giangiulio, 60 lanciano cH Editore ass.ne culturale in Frentania sede legale: via a. giangiulio, 60 redazione: c.so trento e trieste 66034 lanciano cH www.infrentania.it info@infrentania.it Responsabile Marketing pietro brighella Redazione piergiorgio di rocco, simona luciani, sara scutti, rosanna contento Grafica & Impaginazione pietro brighella grafica@infrentania.it

Hanno collaborato Ugo Fiorillo, gruppo Facebook “Fondamentalismo frentano” Servizi Fotografici Federica roselli, maurizio Rapino (Servizio fotografico luigi sepe) Pubblicità +39 340.6810264 commerciale@infrentania.it

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La Virtus in B ma il tifo è già di serie A N Virtus Lanciano 1924 | NelCuoredell’Azione

di Ugo Fiorillo

on ci sono le luci dei riflettori a bucare questa serata nebbiosa; il clima non favorevole comprometterebbe una partita in notturna. Le stelle stasera sono visibili solo in televisione perché c’è la Juve di Conte che affronta il Real Madrid di Ancelotti. Luci più soffuse mi accolgono quando entro in un pub lancianese: intorno ho tifosi juventini stipati in ogni angolo, tutti vorrebbero essere al Bernabéu per vedere da vicino quelle stelle. Ma non siamo li e con il passare dei minuti senti soffocare urla e rosicchiare unghia fino all’inverosimile. Non lo noterei se fossi allo stadio, magari al Guido Biondi, quel palcoscenico che ha messo in luce il Lanciano faiseur de miracles – e questa volta non c’entrano niente monaci e reliquie – anche senza l’ausilio di potenti riflettori. Un miracolo è stata la B, miracoloso è il primato in classifica della Virtus – lo si sente dire ovunque – eppure il mistero più grande è la successione incredibile degli eventi: la resurrezione di un nome, il ripescaggio di una società, gli investimenti, il lavoro duro.. Intanto, Cristiano Ronaldo ha messo a segno il rigore del 2-1, Luglio2013 VirtusMagazine | 5


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il primo tempo è terminato in un baleno e il mio interlocutore è juventino. Conosco anche questo aspetto della vita di Fabio Sgrignoli, giocatore di tennis nonché maestro nazionale, cardine del Circolo Tennis Lanciano che ha raggiunto la serie A dopo lo storico spareggio vinto a Desenzano del Garda nel 2012, in quel mese di giugno cosi magico per il capoluogo frentano. Questa serata e questo contesto sono perfetti per parlare della tua storia di tifoso, più che della tua vita da atleta. Seguo il Lanciano da quando militava nel campionato di Eccellenza. Non vado mai allo stadio solo – nessuno dovrebbe – mi circondo sempre di quegli amici che erano con me sugli spalti dei distinti anche il giorno della promozione nel campionato nazionale dilettanti. Di quella giornata ricordo

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soprattutto l’invasione di campo petibili, che non coincidono però nel dopo partita, quando ho affersolo con le vittorie sul campo. rato la maglia di Luca Leone, Abbiamo disputato una finale play attuale direttore sportivo della off a Sinalunga, dove abbiamo Virtus. Da quel perso. Eppure di momento ho quel giorno ho un ricordo cercato di seguiricordo indelebile: re il Lanciano in Toscana sono soprattutto ogni volta che arrivate centinal’invasione in mi era possibile: campo quando ia di persone, e nelle trasferte, non se lo aspetafferrai la maglia tava nessuno. Fu nei derby giocadi luca leone ti contro le altre la dimostrazione squadre abruzzeche eravamo riusi, durante gli anni universitari a sciti a compiere il nostro miracolo, L’Aquila. avvicinando cosi tante persone Molti diventano tifosi quando che oggi ci sostengono anche le cose vanno nel migliore dei quando arrivano sonore sconfitte. modi. Qualcuno si trasforma E questo lo avverto al Biondi, forzatamente nel supporter più dove sono un tifoso come tutti. La fedele. Giochi in un club nella nostra passione è condivisa con massima serie, non puoi ignoi giocatori, che forse quest’anno rare questo aspetto. possono assaporarla nel migliore A me questa cosa non sorprende dei modi. e forse non dispiace: nella mia In tanti anni un piccolo anatroccarriera ho vissuto momenti irricolo – mai brutto – si è trasformato in cigno. Dalla promozione alla serie B, la trasformazione non è stata certo facile, nessuna bacchetta magica: c’è stato un momento in cui hai capito che si poteva giungere a un traguardo cosi importante nella storia del calcio cittadino? Forse a Taranto, nella finale di playoff persa dopo la vittoria nel match di andata. Come per il Circolo Tennis a Sinalunga, anche in questo caso una sconfitta è stata presagio felice. Ho visto persone entusiaste come mai prima... La delusione è stata tanta, ma la felicità di aver dato tutto ha coinvolto e acceso una città intera, ancor prima della storica promozione in serie B dell’anno scorso. Tuttavia, non c’è bisogno solo di entusiasmo, ma anche di tanta fiducia, perché i risultati che durano vanno costruiti negli anni….


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Anche per questo sono arrivati quei traguardi che nessuno potrà mai cancellare o sminuire. Vale per la Virtus e vale anche per la squadra che rappresento. L’arrivo in serie B coincide, ora che ci penso, con la promozione del Circolo Tennis di via Santo Spirito in serie A.. Una bella coincidenza, che vivo con un pizzico di rimpianto, perché io e i miei compagni dovevamo giocare per ottenere un’altra storica promozione. In quel momento ho capito quanto sia difficile e non solo bello, giocare con la maglia della propria città. Senti una responsabilità non indifferente, specie perché cresce l’attenzione di tutti, anche dei media. Nascono grandi aspettative e da lancianese sei più consapevole di ciò che ti circonda, riconosci visi e voci anche quando sei in campo. Tutto questo però deve essere gestito al meglio, in modo che diventi il tuo punto di forza. Nella Virtus militano giocatori lancianesi come Di Cecco e Aquilanti. Tu sei loro tifoso, e loro vi hanno visto giocare... E’ vero, sono stati presenti e l’abbiamo apprezzato tantissimo. Il loro sostegno è fondamentale come quello di tutti i nostri tifosi. Mi piace pensare che abbiamo gioito e sofferto comunque per la città dove siamo nati e cresciuti, in quella Lanciano che ora vive

un momento sportivo mai avuto prima. Già, tanti trionfi e infinite soddisfazioni: nel calcio, nel tennis, ma anche in altri sport…Nel basket la Bper Lanciano milita per la prima volta nel campionato divisione nazionale B ed è reduce da una vittoria contro una compagine forte, nel ciclismo i fratelli Pizzi sono campioni olimpici e mietono ancora successi. Forse Fabio è giusto parlare di miracolo, anche solo per un secondo. Questo è il nostro presente, ma nella mia esperienza al Circolo Tennis ho capito che si deve sempre pianificare il futuro, dopo aver gioito dei propri successi. La gestione a livello societario nel nostro caso è stata il tassello fondamentale, il passaggio dalla B alla A è avvenuto grazie al nostro settore giovanile, ai miei compagni di squadra lancianesi e a quelli tesserati e provenienti da altre regioni. I risultati in ogni campo, specie nello sport, aiutano a maturare una nuova consapevolezza soprattutto nelle future generazioni. Oggi a Lanciano i più giovani hanno la possibilità di trovarsi in campi importanti, di abituarsi sempre di più al confronto contro squadre blasonate, di reggere meglio alla pressione. In questo modo investono di più sulla propria passione.

Investire sulle proprie passioni è il migliore auspicio per le future generazioni, ma anche per lo sport e la vita stessa di una città intera. Cosa auguri alla Virtus? Il calcio è lo sport più seguito e regala la massima visibilità. Da atleta, da lancianese e in qualità di tifoso, auguro alla Virtus e a

una bella coincidenza l’arrivo della virtus lanciano in serie b con la promozione in serie A del circolo tennis. a questi livelli giocare con la maglia della propria città è tanto bello quanto difficile tutti noi di credere che l’ennesimo sogno si trasformi un giorno in realtà...Per il resto vale quanto detto: i risultati ce li consegna il futuro, lavorarci per ottenerli è compito del presente. Il nostro racconto finisce qui. Proprio adesso ricomincia il secondo tempo.

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MODENA F.C.

ANNo DI FoNDAZIoNE 1912 PRESIDENTE PIER LUIGI GRANA ALLENAToRE WALTER NOVELLINO STADIo ALBERTO BRAGLIA CAPIENZA 21.507

Nella sua storia recente il Modena ha militato per due campionati in Serie A (dal 2002 al 2004), per poi arrivare stabilmente in B, dove quest’anno disputa la sua decima stagione consecutiva. Arrivato in semifinale playoff nel 2005/2006 ed eliminato dal Mantova, da quel momento in poi si è sempre piazzato nella seconda metà della classifica, riuscendo sempre a salvarsi e ad evitare i playout. Alla sua guida troviamo Walter Novellino, giunto nella città emiliana nello scorso campionato per sostituire Dario Marcolin il 20 marzo 2013, dopo il passo falso di Grosseto e la sconfitta con l’Empoli e una stagione che fino ad allora vedeva il Modena a 38 punti a parità con la Virtus. Un cambio proficuo che ha portato la squadra a concludere il campionato all’ottavo posto a quota 55 punti, guadagnandone 17 in dieci partite. Due pareggi il risultato delle sfide con la Virtus Lanciano (1-1 e 2-2).

A.C. SIENA

ANNo DI FoNDAZIoNE 1904 PRESIDENTE MASSIMO MEZZAROMA ALLENAToRE MARIO BERETTA STADIo ARTEMIO FRANCHI CAPIENZA 17.373

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Presenza fissa dal 2003 in serie A, il Siena è tornato in B quest’anno dopo una stagione deludente guidata prima da Serse Cosmi e poi da Giuseppe Iachini. A sedersi sulla panchina della squadra bianconera è stato lo scorso luglio Mario Beretta, già allentare del Siena in Serie A nel triennio 2006/2008. Attualmente la squadra toscana è al tredicesimo posto con dodici punti totalizzati e con il miglior attacco del campinato (22 le reti messe a segno fino ad oggi). Classifica che sarebbe stata ben diversa senza i cinque punti di penalizzazione inflitta alla squadra: tre dalla FIGC a inizio stagione per irregolarità amministrative a causa dei mancati pagamenti del Presidente Mezzaroma, a cui se ne sono aggiunti altri due a campionato in corso per violazione delle regole Covisoc. Sulla panchina bianconera ha fatto anche il suo esordio in Serie A Marco Baroni, attuale allenatore della Virtus, nel novembre 2009 in sostituzione di Giampaolo.


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EMPOLI F.C.

ANNo DI FoNDAZIoNE 1920 PRESIDENTE FABRIZIO CORSI ALLENAToRE MAURIZIO SARRI STADIo CARLO CASTELLANI CAPIENZA 16.800

L’ Empoli Football Club ha disputato diversi campionati di Serie B e ha militato per alcune stagioni in Serie A, l’ultima nel 2007/2008, anno in cui ha disputato per la prima e unica volta la Coppa Uefa, venendo eliminato al primo turno contro lo Zurigo. In realtà, a seguito dello scandalo che ha coinvolto il calcio italiano nel 2006 e dopo la sentenza di primo grado del CAF, l’Empoli avrebbe già dovuto partecipare alla Coppa Uefa in quell’occasione ma la squadra, guidata all’epoca da Luigi Cagni, non aveva mai richiesto la licenza alla UEFA per partecipare alle competizioni europee e venne pertanto esclusa. Nella stessa stagione riuscì ad arrivare ai quarti di finale della Coppa Italia e retrocesse l’anno successivo. Da quel momento una serie di stagioni altalenanti nel campionato cadetto in cui si è classificato diciottesimo nella stagione 2011/2012, vincendo i play-out ed evitando la conseguente retrocessione, con i l Vicenza salvo poi giocarsi la promozione in A l’anno successivo, classificandosi quarto a 37 punti, accedendo ai play-off e perdendo la finale tutta toscana con il Livorno. Nella stagione passata una sonora sconfitta per 3-0 della Virtus Lanciano all’ andata e un pareggio per 2-2 nel girone di ritorno.

A.S. VARESE 1910

ANNo DI FoNDAZIoNE 1910 PRESIDENTE NICOLA LAURENZA ALLENAToRE STEFANO SOTTILI STADIo FRANCO OSSOLA CAPIENZA 9.424

La squadra del Varese può vantare una storia calcistica importante che l’ha vista militare per sette stagioni nel campionato di Serie A, tra la metà degli anni Sessanta e Settanta, e disputare la finale di Coppa Italia nella ventesima edizione del torneo, stagione 1969-1970 con Bologna, Torino e Cagliari, quando la formula della competizione era diversa da quella utilizzata oggi e non era prevista l’eliminazione diretta in nessuna fase del torneo. In B dalla stagione 2010/2011, il Varese arriva subito ai play-off il primo anno, perdendo la semifinale con il Padova, e in finale nel campionato successivo perdendo poi contro la Sampdoria. La passata stagione ha visto la formazione guidata inizialmente da Castori e poi da Agostinelli, mancare i play-off all’ultima giornata, chiudendo al settimo posto con sessanta punti. Da quel momento cambio di presidenza e di allenatore, con Antonio Rosati che lascia a favore di Laurenza e con l’arrivo di Stefano Sottili in panchina. Con la Virtus una vittoria all’andata (1-2) e una sconfitta (2-1).

TRAPANI CALCIO

ANNo DI FoNDAZIoNE 1930 PRESIDENTE VITTORIO MORACE ALLENAToRE ROBERTO BOSCAGLIA STADIo POLISPORTIVO PROV. ERICE CAPIENZA 7.170

Prima volta in assoluto in Serie B per la squadra siciliana, vincitrice nella stagione passata del girone A di Prima Divisione, con migliore attacco e minor numero di sconfitte (quattro al pari della Salernitana), dopo diciotto risultati utili consecutivi e senza perdere neanche una partita nell’ intero girone di ritorno. Alla guida della squadra dal 2009 troviamo Roberto Boscaglia che ha condotto la formazione granata nella risalita dal campionato di Serie D a quello di B, passando per la finale dei playoff persa in casa il 10 giugno 2012 proprio contro la Virtus Lanciano per 1-3 (Pavoletti, Sarno e Margarita in un match giocato per più di ottanta minuti in inferiorità numerica per l’espulsione di Amenta) dopo il pareggio di 1-1 all’andata. Attualmente il Trapani si trova al quattordicesimo posto in classifica con 12 punti, in una stagione che l’ha visto esordire con una vittoria sul campo di Padova e cadere a Modena, Siena e in casa con il Cesena. Luglio2013 VirtusMagazine | 9


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“Dica 33”

di Simona Luciani

Intervista a Luigi Sepe 10 | Luglio2013 VirtusMagazine


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uigi Sepe, portiere classe 1991 di Torre del Greco. E’ arrivato qui a Lanciano durante l’ultima settimana di ritiro e si è subito conquistato la simpatia e il rispetto dei tifosi lancianesi. Rimpiazzare Leali non era cosa facile ma Sepe, con i suoi 578 minuti di imbattibilità e la sua freddezza nelle parate, è diventato presto uno dei punti di riferimento di questa Virtus che, dopo undici partite, ha preso soltanto cinque gol. Legatissimo alla famiglia, sposato dal primo giugno con Anna Laura e papà di Giuseppe, Luigi è un ragazzo ottimista, solare e con le idee ben chiare. Ci ha racconta cosa vuol dire fare il portiere e come affronta le partite in questo ruolo. A che età hai iniziato a giocare a calcio e come mai proprio il portiere? Avevo sette anni. Quando mio padre mi ha portato per la prima volta in un campo di calcio mi sono subito messo in porta e mi sono seduto: lui ci rimase malissimo e mi disse che potevamo anche andare via. Come mai? Avrebbe preferito un altro ruolo? Si, mio padre giocava a calcio, era un difensore. Quindi avrebbe preferito che giocassi in mezzo, tutto si aspettava tranne che scegliessi questo ruolo. Quindi il calcio da voi è di casa… Si, ho anche un fratello che gioca ed è difensore centrale. E adesso che sei un portiere così bravo e stai andando benissimo tuo padre che dice? (Ride) Eh, adesso non dice niente, che può dire! Sei arrivato qui a Lanciano dopo due anni al Pisa e dopo un per-

corso che ti ha visto sin dall’ età di 10 anni tra le fila del Napoli. Cosa ti ha convinto a venire qui a Lanciano? Inizialmente sono partito in ritiro con il Napoli e intanto ho valutato le proposte che mi sono arrivate. La Juve Stabia mi voleva già dall’anno prima e per ultima era arrivata anche l’offerta del Bari. Ma io e il mio procuratore abbiamo scelto Lanciano dopo aver parlato con il ds Leone che ci ha spiegato i progetti e gli obiettivi della squadra. E poi qui sono vicino a casa, ad appena due ore di macchina. Qual è stato il primo impatto con Lanciano? Mi è piaciuta tanto come città perché è piccola e a misura d’uo-

mo, a differenza di Pisa che trovavo più dispersiva. A Lanciano mi sono trovato subito bene. E con il Mister e la squadra? Con Baroni siamo molto in sintonia, ha capito subito le mie caratteristiche e il fatto che a me piace giocare palla a terra. E poi abbiamo molti giocatori forti, il capitano Mammarella ad esempio e Amenta, anche lui gioca molto palla a terra. Troest invece no, la butta via. (Ride) Alla Virtus sei arrivato prendendo il posto di Nicola Leali, un portiere che ha fatto molto bene e che è entrato subito nel cuore Da dottore a dottore, nella foto Luigi Sepe con il sindaco di Lanciano Mario Pupillo

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dei tifosi. Ti è pesato raccogliere questa eredità? No, a questa cosa non ho nemmeno pensato. In molti ora mi dicono che era difficile prendere il suo posto ma che ci sto riuscendo bene. Io ne sono contento ma non ci penso mai. Arrivi dal Napoli e conosci bene Morgan De Sanctis, abruzzese di Guardiagrele. Cosa ti ha detto quando ha saputo che venivi a giocare dalle sue parti? Si, Morgan è un amico. Mi ha detto che mi sarei trovato sicuramente bene perché qui c’è brava gente, tranquilla. A proposito di De Sanctis, in occasione di un’ intervista prima della partita tra Roma e Napoli gli è stato chiesto quali fossero i suoi piatti preferiti e lui ha risposto “pizz e foje, pallotte cace e ove e arrosticini, tutti piatti della cucina abruzzese”. Tu ne hai provato qualcuno? Si, ho mangiato gli arrosticini, sono buonissimi! Delle pallotte invece non ne sapevo l’esistenza ma le devo assolutamente provare, anche perché adoro il formaggio. Cosa mangiate voi calciatori durante la settimana? Mangiamo normale, mai pasti pe-

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santi. Pollo, carne rossa, tonno. La pizza ogni tanto. Il venerdì e il sabato riso in bianco e pollo, bresaola e grana. Il giorno della partita mangiamo alle 11:30. Per noi è la normalità mangiare così, fa parte del nostro mondo e non ci pesa affatto. Poi quando torno a casa già a Napoli dopo la partita mangio normale, con tutte le cose buone che ci sono da me! Com’è stato allontanarsi dalla tua città per andare a Pisa a 21 anni? Non è stato difficile, anche perché ero abituato ad essere molto indipendente. I miei genitori lavorano, quindi quando ero più piccolo e facevo i tornei andavo da solo. Tutti avevano i familiari a vederli, io no, ma la cosa non mi pesava per niente. E la tua famiglia ora ti segue? Vengono a vederti? I miei non sono ancora venuti. Mia moglie e mio figlio si, vengono sempre qui in casa. Tuo figlio quanti anni ha? Due. Ed è già tifoso del papà?

Si! Allo stadio la prima volta penso sia venuto a quattro mesi! Dicono tutti che sei uno dei segreti di questo primo posto della Virtus. Tu cosa ne pensi? Stiamo giocando tutti benissimo, abbiamo preso soltanto cinque gol. A proposito, proprio sabato scorso contro il Crotone ti sei arrabbiato tantissimo dopo il loro gol… Si perché eravamo al 93’ e fino a pochi secondi prima avevamo palla noi. Abbiamo preso un gol in contropiede allo scadere, in una partita tra l’altro molto molto difficile. Tant’è che tra primo e secondo tempo ho pensato “Speriamo finisca 0-0!”, poi siamo stati bravi a fare gol prima con Diego e poi con Federico. Come vive la partita un portiere? Io non soffro più di tanto, sono molto tranquillo. Poi ovviamente è soggettivo, ho avuto colleghi anche con molta esperienza e che avevano giocato in serie A, vomitare per la tensione prima di una partita di C. Poi il ruolo del portiere è particolare, sei lì da solo, devi essere pronto ad ogni evenienza e a volte devi anche rimediare a qualche errore dei compagni… Un giocatore può toccare un pallone e fare bene e poi toccare male altri dieci e non succede nulla. Magari invece un portiere ne tocca due, ne sbaglia uno ed è finita, fai dieci parate perfette, poi fai un errore e perdi la partita. Tu riesci ad essere molto freddo… Anche se sbaglio mi riprendo subito, pure dopo una partita persa

sei lì, da solo e devi essere pronto ad ogni evenienza


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io rido e scherzo come sempre. Dopo la Ternana molti di noi erano arrabbiati perché si poteva vincere ed era vero. Ma alla fine si è pareggiato e non si è perso contro una squadra forte, eravamo comunque primi, non c’era motivo per essere tristi. Quindi vedi sempre il lato positivo delle cose… L’anno scorso ho perso la finale dei playoff con il Pisa. Lì per lì ho pianto ma poi è passato subito. La partita ormai era finita quindi era inutile portarsi dietro pensieri negativi, bisogna guardare sempre avanti: il dispiacere per una brutta prestazione ovviamente c’é ma non si può tornare indietro per cambiare le cose una volta che l’arbitro ha fischiato la fine dei novanta minuti. Un portiere si deve fidare molto dei suoi compagni di squadra e in particolare della difesa… Si deve fidare di tutta la squadra, di tutti i compagni. Tra noi portieri c’è il detto “hai dieci amici e ventuno nemici” perché quando ti attaccano anche un tuo difensore può diventare pericoloso. Il portiere è anche quello che fa più “cazziate”, piazza la barriera, richiama i compagni. Questo tipo di rapporto viene subito naturale, anche quando si cambia squadra e non hai confidenza con gli altri ragazzi? Dipende dalla personalità di ognu-

no. I primi giorni qui sono stato sulle mie, per capire un po’ i caratteri di tutti poi dopo fai amicizia e ci sta che mi arrabbio in campo, come ci sta che loro si arrabbino con me. Poi finiti i novanta minuti passa tutto. Questo gruppo com’è? Tranquillissimo. Spesso si dice che quando cambi squadra non sai mai a cosa vai incontro e puoi trovare gruppi difficili. Allora io sono stato particolarmente fortunato perché in questi tre anni ho trovato tre gruppi uno meglio di un altro. Poi qui ci sono diversi campani… Esatto. Vastola, Piccolo, Casadei, poi Gatto che è calabrese ma siamo insieme da tre anni, si è integrato benissimo, ormai è napoletano pure lui. Scherziamo molto e spesso ceniamo tutti insieme. La tua squadra del cuore è il Napoli. Qui a Lanciano sei in prestito per dodici mesi…dove vorresti essere tra un anno? Ad essere sincero se dovessimo salvarci qui con il Lanciano e l’anno prossimo ricevessi la proposta di un Latina o di un’altra squadra io preferirei restare qui. E se ti offrono di fare il terzo portiere al Napoli in Serie A? No, non ci starei mai. Il terzo portiere non gioca mai, a 22 anni non puoi fare il terzo. Se chiedo a qualcuno chi è il terzo portiere del Napoli non lo sa nessuno. Lo puoi

fare a 35 anni, non ora! Il tuo portiere preferito? Da piccolo adoravo Peruzzi. La prima maglia che ho avuto era la sua, quando giocava alla Juventus e mi è stata regalata da un parente tifoso juventino, ce l’ho ancora a casa. Il più forte ora? De Sanctis. Il gol più brutto che hai preso? L’anno scorso, rigore ed espulsione con il Latina. Il fallo non c’era, io sono uscito e l’altro giocatore si è buttato. Cosa pensi l’istante prima di un calcio di rigore? I rigori si studiano, vediamo i dvd degli avversari per capire statisticamente dove potrebbero calciare. Poi sta a te, conta l’istinto e quello che senti al momento, io ho le mie teorie e seguo le mie sensazioni. Questa Virtus dove arriva? Non lo so, spero di arrivare il prima possibile alla salvezza. Ma tra di voi, visti i risultati attuali, c’è la serenità e la tranquillità che questi 50 punti arriveranno presto? No, io la serenità l’avrò solo quando saremo a 51 punti, adoro i numeri dispari (Ride). Ecco perché 33… No, quello non l’ho scelto, era l’unico rimasto libero e io sono l’ultimo arrivato. Però se mi porta fortuna…

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Luca Leone Da Centrocampista a

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direttore sportivo di simona luciani

su ogni pallone ed essere protagonista assoluta nelle prime dodici giornate di Serie B. Un gruppo fantastico, affiatato, che lavora tanto, frutto di un mercato attento, intelligente e ponderato, merito di certo del direttore sportivo Luca Leone, l’arma vincente in più della formazione rossonera. Pescarese di nascita, centrocampista di ruolo, ds della Virtus da sei anni, Luca Leone ha giocato per diversi campionati nell’allora Lanciano di Angelucci, restando legatissimo alla città frentana anche dopo aver appeso le scarpe al chiodo. E quando ha smesso di giocare ha comprato un’intera pagina di un giornale locale per pubblicare una poesia dedicata alla squadra rossonera…

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l fantastico campionato della Virtus Lanciano prosegue. Un sogno diventato realtà per i tanti tifosi che, partita dopo partita, hanno visto confermato il primato in classifica ma soprattutto hanno guardato la loro squadra giocare bene, lottare 18 | Luglio2013 VirtusMagazine

Sei arrivato qui nel 1997 quando il Lanciano era in Eccellenza… Si, in quel momento avevo smesso di giocare per un anno dopo essere stato per un breve periodo a L’Aquila e una telefonata di Franco Di Battista mi ha convinto a venire qui a Lanciano. Era un periodo particolare della mia carriera, ero un po’ stufo ma le sue parole mi hanno dato la motivazione giusta per ricominciare e qui ho incontrato delle persone per me molto


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importanti, a partire dallo stesso Franco, la famiglia Agelucci, mister Castori che mi hanno ridato l’input, insieme alla stessa città che mi ha accolto benissimo. Tu sei pescarese, come vivi la rivalità tra Lanciano e Pescara? La vivo molto serenamente, anche perché è una rivalità che prima non c’era ma che è nata negli ultimi anni. Quando sono venuto io la rivalità maggiore era con il Chieti. A me dispiace anche perché sono le due città a cui sono maggiormente affezionato, Pescara perché ci sono nato e Lanciano perché è una parte importantissima della mia vita e a cui sono legato da quindici anni. Quanto tempo hai giocato qui a Lanciano? La prima volta sono rimasto per cinque anni poi sono andato via e sono tornato per due. Posso dire che con il Lanciano ho vinto tutti i Campionati: l’Interregionale, l’ Eccellenza, la C2 e sono andato via che eravamo in C1. Quando sono tornato la seconda volta c’era Angelo (Angelucci nda) e anche in quell’ occasione mi hanno chiamato in un momento in cui avevo smesso di giocare, avevo 35 anni, poi mister Monaco mi ha convinto, costringendomi a giocare fino a 38 (Ride nda). La tua carriera da giocatore l’hai conclusa poi al Martina Franca. Una volta che hai smesso di gio-

care come e quando hai deciso di diventare direttore sportivo? Ah io non ho deciso nulla, ha deciso Guglielmo! Avevo ancora il contratto a Pescara, poi una sera lui mi invitò a cena e mi ha prospettato questa opportunità. Io non ci ho pensato nemmeno un minuto e ho accettato subito. Mi colpì molto la sua umiltà, il fatto che volesse fare qualcosa di buono per la sua città. Gli dissi subito di si ma in realtà non sapevo nemmeno da dove cominciare e a cosa andavo incontro. Com’è il ruolo di ds? Beh non è esattamente un ruolo bellissimo. Nei primi anni, ad esempio, si era creata tanta aspettativa intorno a questa società e quando le cose non sono andate come ci si aspettava si è dovuto trovare un capro espiatorio, com’è normale che fosse. Ci si aspettava magari molto di più da me ma nel calcio non sempre le cose vanno come vorresti. Dopo sei anni poi ti rendi conto che quel gruppo che avevi creato inizialmente è ancora qui. Nel calcio come nella vita c’è bisogno di tempo per ottenere risultati, bisogna crederci, a volte puoi trovare tanti ostacoli ma c’è chi, come ha fatto questa società, ha continuato a dare fiducia a delle persone che hanno cercato e cercano di fare il massimo. E alla lunga i risultati sono arrivati, anche più di quello che ci aspettavamo.

E com’è stato il passaggio da giocatore ad avere un ruolo dietro ad una scrivania? E’ una cosa difficile. C’è un momento di depressione in cui vai giù di morale perché smettere

è rossa come il cuore è nera come il dolore è grande come il sole è bella come un fiore indimenticabile come il primo amore a volte i sogni svaniscono, ma nessuno riuscirà mai a cancellare i miei ricordi... grazie lanciano, fiero ed orgoglioso di essere stato il tuo capitano! La Maglia Rossonera Luca Leone

di stare in quel campo che è stato per te il tuo habitat naturale per una vita è davvero brutto e se non sei pronto mentalmente rischi davvero di avere problemi. Non vivi più l’adrenalina e le emozioni di una partita che, da calciatore, sono sensazioni veramente forti. E’

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un momento delicato quello dell’ addio al calcio giocato, inizi ad accorgerti già qualche anno prima che non riesci più, che i giocatori più giovani ti camminano sopra e che la testa ti dice una cosa ma le gambe non ce la fanno più. Quindi come si affronta? Quello che ho consigliato anche a Roberto (D’Aversa nda) quest’estate quando ha smesso lui è di cercare di viverla serenamente, crearsi un altro obiettivo senza stare a pensare al passato. Anche perché poi ti si stravolge anche la vita familiare, da giocatore hai dei ritmi ben precisi, regolari e scanditi. Da direttore invece non ho orari, ho sempre la valigia pronta per partire e andare a parlare con qualcuno, visionare giocatori ecc.. E alla carriera di allenatore hai mai pensato? Non ne ho proprio avuto il tempo. Non ho avuto il classico periodo di pausa che si ha quando si smette di giocare per riflettere sul futuro. Come dicevo prima, quando ho

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smesso avevo ancora il contratto con il Pescara e l’allora direttore sportivo, prima di partire per le vacanze, mi disse che quando sarei tornato avrei potuto iniziare a dargli una mano, quindi l’idea di fare questo tipo di lavoro c’era. Come c’era anche quella di fare l’allenatore, anche se alla fine non sai se ne sei capace. Dopo una settimana mi ha chiamato Guglielmo e io stavo per partire per le vacanze, praticamente ho lavorato! Ho iniziato chiamando i calciatori che avevano giocato con me. Qual è stata la prima chiamata? Luis Alfageme che aveva giocato l’anno prima con me a Pescara. Era in Argentina e mi ha detto subito di si. Ti sei mai pentito? Lì per lì non ho avuto tempo di riflettere, solo dopo un po’ mi sono messo a pensare se avessi fatto bene o male e sono molto contento della mia scelta. Mi sono messo anche a studiare per completare la mia preparazione che ad oggi mi è fondamentale. Come si conduce un trattativa? Con Guglielmo e Valentina abbiamo sempre condiviso tutto, anche con Franco e gli allenatori. Io essendo stato giocatore conosco bene il meccanismo. La trattativa bisogna che sia serena, tutti devono essere contenti: il giocatore deve essere contento di venire, tu devi essere contento di avergli dato magari 5mila euro in più per farlo giocare qui. Le cose oggi non sono più come prima, ci vuole più tempo, solo per compilare un contratto ci vogliono due giorni e poi ci sono i procuratori. Insomma è un percorso

lungo. Hai una rete di osservatori? Come vi muovete quando un giocatore vi interessa? Ho tre osservatori grazie ai quali riusciamo a coprire quasi tutta Italia. Dopo una scrematura di trenta-quaranta giocatori visionati, ci muoviamo insieme: se un giocatore ha un profilo che può interessarci, viene visionato da tre persone differenti e cerchiamo di vederlo in diverse situazioni. Poi loro si confrontano e alla fine vado io. Rispetto ai primi anni è meno difficile convincere un giocatore a venire qui a Lanciano? I primi anni c’è stata una difficoltà oggettiva e abbiamo dovuto faticare parecchio. La famiglia Maio è stata molto brava a ridare un’ immagine pulita alla società dopo gli strascichi che, inevitabilmente, un fallimento porta e adesso anche le squadre importanti ci guardano con affetto, stima e credibilità e magari mandano più volentieri i loro ragazzi qui. E poi ci sono i giocatori che quando si trovano bene vogliono tornare. Il fatto che calciatori come Falcinelli, Minotti e Paghera siano voluti tornare quest’anno è stata per noi una grande soddisfazione. E alla possibile promozione in A ci pensate? La Serie A non fa per noi. In questo momento non ci pensiamo nemmeno. Stiamo cercando di costruire una base solida per consolidarci nella categoria, poi dobbiamo puntare sul settore giovanile che è fondamentale. Non possiamo assolutamente sprecare energie per pensare ad una cosa così

ci vuole tanta passione, collaborazione e senso di appartenenza


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distante, sarebbe un grave errore. Noi cerchiamo di fare valutazioni settimana dopo settimana sulla crescita dei ragazzi, del gruppo, della società e anche della città perchè per andare verso un obiettivo così grande come la Serie A bisogna crescere piano piano e tutti quanti insieme. Quindi qual è l’ obiettivo? Fare più punti possibile per arrivare presto alla salvezza. Con il Mister, con Valentina e Guglielmo e tutta la società c’è stata dall’inizio una sintonia sugli obiettivi e su cosa fare per consolidare la permanenza in B. Abbiamo analizzato la stagione passata e abbiamo capito che il nostro progetto doveva partire dalla difesa. Questa squadra ha iniziato il campionato non per essere prima in classifica, anche perchè la classifica non si guarda dopo dieci giornate, ma per tenere il più lontano possibile la palla dalla propria area. Attualmente il Lanciano è primo con la miglior difesa e cinque

reti subite. Ma gli attaccanti stentano a fare gol... Se siamo lì vuol dire che dietro c’è un grosso lavoro di squadra e se non avessimo avuto questi attaccanti di gol ne avremmo presi venti. Lì davanti fanno un lavoro straordinario, difficile forse da capire dall’esterno ma davvero fondamentale per difesa e centrocampo. Un attaccante che pensa a far gol non ci avrebbe dato una mano come quella che ci stanno dando oggi i ragazzi. Il Mister ribadisce più volte che fare la formazione è la cosa più difficile perché ha una rosa di giocatori validissima in cui tutti possono essere titolari… Abbiamo una grande squadra con numerosi interscambi possibili e questo non è da tutti. Il Campionato di serie B è lungo e mantenere tutti i giocatori a questi standard di prestazione è il lavoro più difficile. Il mio ringraziamento va ai ragazzi, a quelli che giocano ma soprattutto a quelli che non

giocano perchè il segreto delle grandi squadre è il gruppo e il gruppo lo fanno i giocatori che non giocano. Io ho vinto tanti campionati e posso dire che me li hanno fatti vincere proprio loro, i ragazzi che pure se stavano in tribuna erano sempre sorridenti e davano una pacca sulla spalla ai compagni quando vincevano. Molti ti considerano il segreto di questa Virtus. Tu cosa ne pensi? Da solo non puoi fare nulla. Nel calcio i maghi non esistono nè si può prevedere quello che succederà tra un mese, sei mesi o un anno. Ci vuole tanta passione, collaborazione e senso di appartenenza. Il nostro grande punto di forza è il patron Franco Maio, una persona di grande equilibrio e che nei momenti di difficoltà ci ha sempre riuniti intorno ad un tavolo e ci ha aiutato a risolvere i problemi. Per lui chiunque viene in casa Virtus e fa quello che deve fare merita fiducia, rispetto e la giusta responsabilità.

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Novara 0 Virtus Lanciano 3

START

6’ 11’

Sinistro centrale di Piccolo da fuori area: Kosicky blocca senza problemi

22’

Sinistro in corsa di Mammarella dal limite dell’area: palla a lato

24’

Prima conclusione del Novara con Buzzegoli da fuori area. Nessun problema per Sepe

25’

Minotti 0-2

29’

Minotti di destro sugli sviluppi di un calcio d’angolo di capitan Mammarella

NoVARA (4-2-1-3): Iemmello, González, Lazzari, Katidis, Buzzegoli, Pesce, Salviato, Potouridis, Bastrini Kosicky. A disposizione: Tomasig, Ludi, Nava, Faragò, Genevier, Rigoni, Comi , Lepiller, Rubino Allenatore: Alfredo Aglietti AMMoNIZIoNI Mori, Comi VIRTUS LANCIANo (4-3-3): Sepe, Amenta,Troest, Mammarella, De Col, Casarini, Minotti, Büchel, Piccolo, Thiam, Falcinelli A disposizione: Casadei, Aquilanti, Nicolao, Calvano, Di Cecco, Paghera, Gatto, Plasmati, Turchi Allenatore: Marco Baroni AMMoNIZIoNI De Col , Mammarella, Büchel, Thiam ESPULSI Aquilanti

Pesce lancia Gonzalez in area: diagonale fiacco dell’argentino e Sepe blocca

Cross di Mammarella che pesca in area Casarini: colpo di testa di poco a lato

Troest 0-1

Colpo di testa di Troest su calcio d’angolo di Mammarella

36’

Thiam calcia in porta da azione di corner: Kosicky blocca

47’

Numero di Lazzari sulla linea di fondo, palla in mezzo per Gonzalez che centra Mammarella

52’

Destro di Buzzegoli da fuori area, Sepe blocca la conclusione centrale

65’

Sepe intercetta e respinge il penalty di Buzzegoli: il punteggio non cambia

74’ Turchi segna di sinistro, su assist di Thiam, al termine di un rapido contropiede

Falcinelli entra in area da sinistra e centra il palo: ospiti vicinissimi al 3-0

81’

Doppio salvataggio di Kosicky, prima su Thiam, poi su Casarini

82’ 92’

Turchi 0-3

FINISH Luglio2013 VirtusMagazine | 23


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Virtus Lanciano 1 Ternana 1 Destro dai trenta metri di Paghera, Brignoli para in due tempi

START

5’

Conclusione di Piccolo da posizione difficile, il pallone termina alto sopra la traversa

9’

Piccolo mette dentro un pallone invitante per Falcinelli che non ci arriva. Palla in corner

20’ 34’

VIRTUS LANCIANo (4-3-3): Sepe, Mammarella, De Col, Troest, Amenta,Turchi, Falcinelli, Paghera, Piccolo, Di Cecco, Casarini A disposizione: Aridità, Minotti, Fofana, Plasmati, Büchel, Vastola, Germano, Scrosta, Gatto Allenatore: Marco Baroni

Paghera scarica un destro violentissimo, ma Brignoli ci mette una pezza e devia in corner

37’

Calcio di punizione per la Ternana, Viola scarica un destro potente ma centrale. Sepe blocca

42’

Amenta 1-1

Punizione di Mammarella, Amenta allunga di testa e batte Brignoli.

AMMoNIZIoNI Paghera, Di Cecco, Troest, Mammarella TERNANA (4-4-2): Brignoli, Viola, Miglietta, Lauro, Antenucci, Nolè, Ceravolo, Fazio, Ferronetti, Farkas, Falletti A disposizione: Sala, Masi, Carcuro, Litteri, Maiello, Meccariello, Botta, Avenatti, Rispoli Allenatore: Domenico Toscano AMMoNIZIoNI Fazio, Antenucci, Ferronetti, Miglietta, Falletti, Farkas ESPULSI Viola 24 | Luglio2013 VirtusMagazine

0-1

Ternana in vantaggio con Antenucci che stoppa in area e castiga Sepe

58’

Ancora pericolosissimo Paghera con un colpo di testa che accarezza l’esterno della rete

62’

Mammarella prova a sorprendere Brignoli, che però riesce a bloccare il pallone sulla linea

77’ 81’

Falcinelli si gira bene e fa partire un sinistro insidioso. Brignoli riesce a respingere

84’

Bordata di Minotti da fuori area, Brignoli ci mette una pezza e riesce a respingere

87’

Conclusione fuori di poco di Piccolo, il sinistro esce di un soffio

89’

Lanciano sfortunato con Plasmati: il colpo di testa del numero 11 accarezza la traversa

Amenta scarica un sinistro insidioso da fuori area, pallone alto sopra la traversa

91’

Calcio d’angolo di Mammarella. Plasmati incorna di testa, ma la palla termina a lato

93’ FINISH


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Crotone 1 Virtus Lanciano 2

START

2’

Del Prete crossa in area, raccoglie Torromino che ci prova con il destro ma Sepe blocca

12’

Nuova conclusione di Torromino ed altra risposta di Sepe che blocca a terra

Thiam per Casarini cha calibra male il suo destro da fuori area e la sfera termina a lato

17’

Conclusione a sorpresa di Piccolo e palla alta di poco sopra la traversa

19’

Falcinelli in area con una lesta girata di sinistro che beffa Gomis

Falcinelli 0-1 CRoToNE (4-3-3): Gomis, Del Prete, Ligi, Prestia, Mazzotta, Dezi, Crisetig, Cataldi, Torromino, Bidaoui, Ishak A disposizione: Secco, De Giorgio, Pasqualini, Mastriani, Boniperti, Pettinari, Abruzzese, Suagher, Romanò Allenatore: Massimo Drago AMMoNIZIoNI Del Prete, De Giorgio VIRTUS LANCIANo (4-3-3): Sepe, De Col, Troest, Amenta, Mammarella, Paghera, Minotti, Casarini, Piccolo, Falcinelli, Thiam A disposizione: Casadei, Aquilanti, Turchi, Plasmati, Calvano, Büchel, Di Cecco, Germano, Gatto Allenatore: Marco Baroni AMMoNIZIoNI Büchel

30’

Torromino da angolo serve Del Prete che sfiora di testa per Mazzotta che però spedisce alto

35’

Mazzotta per Dezi che ci prova con un debole destro a girare, parata di Sepe

47’ 48’

Risponde sul fronte opposto Bidaoui ma la sua conclusione è parata a terra da Sepe

61’

Clamoroso palo colpito da Paghera con un potente destro da fuori area

Sinistro velenoso di Buchel e parata a terra di Gomis

68’

Mazzotta dalla sinistra mette in area, arriva De Giorgio, conclude di prima ma Sepe blocca

69’

Casarini prova una straordinaria battuta da distanza siderale ma la palla termina fuori

72’

Del Prete crossa dalla destra, interviene Mastriani di tacco ma Sepe blocca

83’

De Giorgio in dribbling ci prova. Sepe pronto gli nega la gioia del gol

84’ 87’

Pettinari precisa girata di destro su assist di De Giorgio

1-2

92’

Diagonale perfetta di Casarini su assist di Falcinelli

Cararini 0-2

FINISH Luglio2013 VirtusMagazine | 25


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Virtus Lanciano 1 Padova 0

VIRTUS LANCIANo (4-3-3): Sepe, Mammarella, Amenta, Troest, De Col, Casarini, Minotti, Paghera, Turchi, Falcinelli, Thiam A disposizione: Aridità, Vastola, Di Cecco, Aquilanti, Germano, Calvano, Plasmati, Piccolo, Gatto Allenatore: Marco Baroni PADoVA (4-4-2): Colombi, Santacroce, Legati, Benedetti, Laczko, Jelenic, Iori, Cuffa, Modesto, Melchiorri, Vantaggiato A disposizione: Mazzoni, Ceccarelli, Carini, Celjak, Musacci, Ampuero, Pasquato, Ciano, Diakite Allenatore: Bortolo Mutti AMMoNIZIoNI Laczko 26 | Luglio2013 VirtusMagazine

START

3’

Falcinelli cade in area di rigore dopo un intervento di Legati, il Lanciano chiede il rigore

14’

Giocata di Cuffa che serve a Vantaggiato, conclusione a giro che si spegne a lato di Sepe

17’

Gran botta di Casarini dai 25 metri, che termina poco sopra la traversa

Cross perfetto di De Col per Thiam che si coordina male e spedisce il pallone sul fondo

18’

Conclusione di Casarini dal limite dell’area di rigore. Destro potente che finisce alto di poco

21’

Thiam 1-0

26’

Gol annullato al Padova. Assist perfetto di Melchiorri per Vantaggiato in fuorigioco

40’

Punizione di Mammarella sulla destra che trova Amenta di testa. Palo!

77’

Thiam raccoglie sulla linea di porta la sponda di Amenta, su punizione di Mammarella

88’

FINISH

Conclusione di Thiam, potente ma troppo centrale. Colombi blocca il pallone in presa


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1970-1999

di Ugo Fiorillo

CORREVAL’ANNO PROSEGUE L’ AVVENTURA DELLA SQUADRA ROSSONERA NEL SECOLO SCORSO TRA SERIE D, ECCELLENZA E C2. SONO GLI ANNI DELLE DUE PRESIDENZE ANGELUCCI. NEL 1997, DOPO L’ENNESIMA RETROCESSIONE IN ECCELLENZA, EZIO RIPRENDE IN MANO LA SQUADRA: INIZIA DA LI’ LA SCALATA INARRESTABILE CHE PORTERA’ NEL GIRO DI CINQUE STAGIONI IL LANCIANO IN C1.

N

el 1970  il Lanciano è in quarta serie, il presidente è Nino Trivilino e due sono i goleador: Gaspari e Peppino Silenzi. Si gioca ancora su campi neutri dopo una lunga squalifica di dieci mesi. Nel frattempo il giocatore lancianese  Guido Biondi  si fa strada, giocando in serie A con Catania e Perugia, marcando giocatori indimenticabili come Corso e Rivera. In città, il 1973 vede l’arrivo del presidente Petruzzi, che cova il sogno di riportare la squadra in serie C grazie anche ad una difesa super: Genovese, Balugani, Calvani e Mensa fanno muro, solo undici i gol subiti in tutte le gare del campionato. Ma la vera sfida è quella  ambientale. Si gioca nei campi del sud, le tifoserie avversarie sono calde, a Martinafranca un sasso colpisce l’arbitro e la partita sospesa per un’ora non verrà vinta a tavolino come ci si aspetta.  Una sassata che viene dal sud  – per citare la frase di un giornalista romano – una pietra che colpisce in pieno. Il Lanciano ne trae forza, impara anche dai propri errori e finisce il campionato in terza posizione. Sotto la successiva presidenza 28 | Luglio2013 VirtusMagazine

di Luciano Pozzolini arriveranno due campionati leggendari, pur senza il salto di categoria: nella stagione  1975-76  si è secondi, ma si dimostra di non essere inferiori al Matera che va in serie C per un solo punto. Dopo una partita storica, i frentani battono i lucani, temuti alla vigilia per il mirabile attacco.  Nonostante i brillanti campionati, toccherà al Presidente Mauri e all’ex calciatore Leandro Casagrande riportare la squadra nella categoria superiore, nel  1978. Capocannoniere è Diodati, che però lascerà i campi da gioco per diventare parroco. Sulla panchina si alternano Balugani e quindi Pinna: dopo ottimi piazzamenti, vittorie contro team blasonati come il Venezia, arriva la stagione 1982-83. Solo quattro punti separano il Lanciano dalle squadre giunte al quart’ultimo posto, e ovviamente non basta. Si fa un passo indietro che fa male perché si ignora che sarà fondamentale. Arriva Ezio Angelucci, ed è subito il suo anno: chiama a rapporto i giornalisti Giannattasio e Spadano perché vuole conoscere fino in fondo la storia calcistica della città.  Inizia così la prima era Angelucci, e il neo presidente si

propone di riportare la squadra tra i professionisti in soli due anni. Capitano è Fabio Cancellier, ma la promozione non arriva. Bisogna pazientare, e la svolta arriva solo dopo la ventesima giornata della stagione  1985-86. Carlo Florimbi torna in panchina e il Lanciano vince 8 partite concedendosi tre pareggi nelle 11 tappe che conducono alla fine del campionato. Dopo aver battuto i teatini e dopo averli rincorsi, si annulla lo svantaggio di cinque lunghezze maturato a metà del girone di ritorno. Lo spareggio si gioca a Latina: il  18 maggio 1986  è la partita delle partite... La vittoria giunge ai calci di rigore e fondamentali sono le parate di Lattuada. Si spalancano le porte della serie C, ma non vi sarà Angelucci a timonare la squadra. Tuttavia, sotto la presidenza del successore Felice Paolucci, Florimbi applica il gioco a zona che durante la stagione  1987-88  nessuna squadra in C2 o seconda divisione che sia riuscirà ad emulare Si rinuncia al libero, che gioca in linea con il marcatore centrale. I ruoli fissi scompaiono, il calcio si fa flessibile, si va a rete più facilmente mentre i raddoppi di marcatura rendono il


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pressing asfissiante. Si applica la tecnica del fuorigioco – dopotutto i rossoneri di Milano guidati da Sacchi insegnano il calcio in quegli anni – e la linea difensiva avanza in modo da supportare un modulo più aggressivo. L’attaccante Minuti è l’idolo dei tifosi... Dopo Paolucci, arriva Oliviero Mazziotti. Dal 1989 il Lanciano gioca sempre per salvarsi, e la salvezza arriva spesso alla penultima od ultima giornata. Zucchini, Landi, Prosperi gli allenatori chiamati a centrare l’obiettivo, ma nei primi anni 90 sono il Chieti di Ezio Volpi e il Pescara di Galeone a dominare la scena calcistica abruzzese. Gli storici rivali sono in C1, mentre nel 1992 per i rossoneri arriva la retrocessione. Dietro i frentani c’è solo il Gubbio, in un campionato chiuso da tempo. Nel 19921993 il neo presidente Stefano Mercadante iscrive Il Lanciano 90 in Promozione. La prima partita in casa si gioca contro il Cupello e si vince 3-0.  Speriamo che non ci siano solo cento persone  – dico io, undicenne –  speriamo non ce ne siano cinquanta  dice mio padre dinanzi al botteghino deserto. Fummo smentiti entrambi. Arrivano le gare contro Mozzagrogna, Ursus Pescara, Tollo e Pietranico.Il Miglianico è l’unica rivale..Qualche cronista preferisce sorridere ed affermare che le vittorie riportate sono con-

seguite su  campi arati di fresco. Tuttavia, la passione non muore e gli spalti non restano vuoti. Il calcio e la storia non muoiono. Si passa dalla Promozione all’Eccellenza in un anno, ma il salto di categoria nel Campionato Nazionale Dilettanti sarà vano. Nell’estate del 1997, dopo la nuova retrocessione in Eccellenza, giunge il colpo di scena: Ezio Angelucci riprende in mano le redini della società. Questa è la stagione di Aureli, D’Incecco e soprattutto di Luca Leone, che segna al 93’ il gol della svolta grazie a una punizione dal limite: è il primo marzo, il giorno del big match contro la Renato Curi guidata da Cetteo Di Mascio.. Qualche mese dopo si chiude il campionato ed arriva la promozione nel campionato nazionale dilettanti. Non c’è tempo di godere per i trionfi, e oltre alla Coppa Italia conquistata nello

stesso anno, il 1998 segna l’arrivo di Fabrizio Castori. A volerlo è il ds Franco Di Battista. Il girone è impegnativo, ma dopo la trasferta di Campobasso si intuisce quale sarà il destino: la difesa è solida, ci sono Sisti, Vitali, Colavitto e all’attacco Arancio, Damiani, Paoloni... Si stravince sul Potenza e inizia l’ascesa in un campionato trionfale concluso con dodici punti di vantaggio sul Campobasso, che occupa la seconda posizione. La città prepara la festa con calma e se la gode, mentre fremono sugli spalti dei  distinti  i vecchi Cucs e i nuovi ultrà. Si forma lo zoccolo duro della tifoseria che oggi si dirige spedita in curva sud. Nel 1999 si è campioni d’Italia tra i dilettanti, battendo il Meda con un diagonale di Arancio. A questo punto è lecito sognare, ma sarà la realtà, come al solito, a stupire. Fine terza puntata, continua...

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Virtus Magazine 11/2013