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Siamo giunti alla fine del girone di andata di questo straordinario Campionato di Serie B, che ha visto la nostra Virtus Lanciano prima in classifica per ben sette giornate consecutive, ed è arrivato il momento di farci gli auguri di Buon Natale. Non a caso sulla copertina di questo numero trovate il Capitano Carlo Mammarella che, con la sua solita disponibilità, si è prestato attraverso uno scherzoso travestimento a trasmettere anche ai nostri lettori e a tutti i tifosi il grande spirito di unione e rispetto che lega tutto lo spogliatoio rossonero. Ancora cinque partite ci separano dalla fine del 2013, per il nuovo anno il nostro augurio è che la squadra ci regali ancora le stesse belle e forti emozioni a cui ci ha abituati nel corso del tempo e che si possa raggiungere tutti insieme nuovi e sempre più ambiziosi traguardi. Buone Feste e sempre Forza Virtus!

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Rivista ufficiale della Virtus Lanciano 1924 S.r.l. Anno I - n.4/2013 Dicembre Pubblicazione mensile - Supplemento della testata giornalistica infrentania.it - Reg. Trib. di Lanciano n.01/13 Proprietario: Associazione Culturale In Frentania Via A. Giangiulio, 60 Lanciano CH Editore Ass.ne Culturale In Frentania Sede Legale: Via A. Giangiulio, 60 Redazione: C.so Trento e Trieste 66034 Lanciano CH www.infrentania.it info@infrentania.it Direttore Responsabile Andrea Franco Colacioppo

Servizi Fotografici Federica Roselli, Maurizio Rapino (Servizio fotografico Carlo Mammarella) Pubblicità +39 340.6810264 commerciale@infrentania.it Ringraziamenti Danilo Di Liberto, Caffetteria DolceAmaro

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Rulletto All-in di Simona Luciani

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a iniziato a giocare a poker cinque anni fa e da tre anni è diventato PPP, professional poker player con il team di Eurobet, sponsor ufficiale della Serie B. Gianluca Rullo, lancianese di ventisei anni, oltre al tavolo verde ha un’altra grande passione: il calcio. Centrocampista e giovane promessa cresciuta nelle giovanili del Lanciano, poi alla Lazio e, dopo il crack di Cragnotti, a Pescara, ha militato

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nei Campionati di Promozione ed Eccellenza. Tornato a vivere nella città frentana dopo un’esperienza nella Capitale, da quest’anno è capitano della Marcianese di Mister Bucci. Squadra del cuore? Ovviamente Virtus Lanciano! Hai da sempre la passione per il pallone, da qualche anno anche quella per il poker. Se dovessi scegliere una delle due? In realtà la scelta l’ho già fatta perché qui e a questa età più

di Promozione o Prima Categoria non potevo fare. Nel poker invece non ci sono limiti di età e, anche a livello di emozioni e di introiti, è un mondo a parte. Forse nel calcio avrei potuto fare di più ma ora, dovendo disputare diversi tornei in giro per l’Europa e non solo, non posso garantire l’impegno di una volta negli allenamenti e nelle partite. Ma ad abbandonare il calcio non ho mai pensato: quest’anno sono andato a giocare in Seconda Categoria con la Marcianese, mi


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trovo benissimo e gioco con moltissimi amici. Quali somiglianze ci sono tra poker e calcio? La voglia di vincere e lo spirito di competizione e di fair play. Anche il poker va vissuto come uno sport e la correttezza, anche se alle volte capita qualche giocatore scorretto, è fondamentale. Hai seguito la Virtus sin dall’inizio? Si, magari in alcune annate quando giocavo anch’io di domenica non ho visto le partite ma quando posso sto fisso in Curva Sud! E appena possibile vado anche in trasferta. Quest’anno sono andato ad Empoli. C’eri anche a Trapani il giorno della promozione? Si, è stata un’esperienza indimenticabile. I tifosi siciliani ci hanno applaudito, un’ospitalità incredi-

bile che ho ritrovato anche negli professionistici, cresce l’attenzioamici trapanesi del poker. ne ai particolari e a tutti gli aspetti Sull’addio di Gautieri? che possono contribuire ad una Secondo me pensava di aver buona prestazione. fatto il massimo Ci sarai al derby con il Lanciano con il Pescara? andresti in dopo la salvezza Sto decidendo in all-in sulla dell’anno scorso e questi giorni se che sarebbe stato virtus ai play-off? andare o meno a assolutamente Praga per un tordifficile ripetersi. Ci ha dato tanto neo. Se dovessi si! quindi criticarlo è andare non potrei sbagliato. venire allo stadio il 15 e per questo Oltre alla Virtus, per che squa- la scelta per me è davvero difficile. dra tifi? Cosa ne pensi della rivalità tra le Juventus! due tifoserie? E Mister Baroni viene proprio Fondamentalmente questa rivalità da lì… si è creata di recente e senza Si e si vede. E’ molto prepara- motivo. Fino a quattro-cinque anni to, c’è grande cura nei dettagli fa non erano così contrapposte, quest’anno che fanno la differenza anzi! Mi ricordo che quando gioe i risultati si vedono. Anche per cavamo contro il Chieti i tifosi quello che ho vissuto io nel settore pescaresi venivano allo stadio per giovanile posso dire che ai livelli sostenerci.

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Sei un capitano anche tu, cosa ne pensi di Mammarella? Beh ovviamente non vivendo lo spogliatoio non è facile dirlo ma da quello che si percepisce in campo e fuori si vede che gli altri compagni di squadra lo rispettano molto, ha una bella personalità. Come giocatore a me piace moltissimo, se migliorasse un pochino in fase difensiva potrebbe calcare ben altri palcoscenici. E’ davvero difficile trovare un terzino con il suo piede in Serie B, per me è il migliore di questa categoria dopo D’Agostino del Siena. E di Sepe? All’inizio dell’anno, dopo le prime

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partite, quando sentivo tutti paragonarlo a Leali io ero un po’ scettico e invece mi sono ricreduto. E’ stata una sorpresa: un ottimo portiere, freddo e che fa delle parate in assoluta scioltezza. Per quello che ha fatto vedere fino ad ora sicuramente è destinato ad una grande carriera. Qual è il tuo giocatore preferito? Antonio Aquilanti, anche se non sta giocando molto ultimamente. E’ un amico e mi dispiace molto che venga impiegato così poco. Poi c’è Amenta, secondo me è il giocatore più forte che abbiamo, al momento potrebbe giocare tranquillamente in Serie A. E’ un

peccato che sia venuto fuori tardi. E poi ho fatto amicizia con Vastola, mi ha detto che mi segue sempre e mi ha dato la sua maglia, gli ho promesso di metterla nel prossimo torneo! Andresti in all-in sulla Virtus ai play-off? Assolutamente si! Prima però pensiamo alla salvezza perché nella Serie B i periodi bui sono sempre dietro l’angolo e dopo la pausa di gennaio è come se iniziasse un altro Campionato. Secondo me questa squadra arriverà molto più in alto della salvezza, poi con l’allargamento ad otto squadre i play-off sono alla nostra portata.


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Lo sai che? A CURA DEL DOTT. FALCONIO

Attività fisica, sfatiamo alcuni falsi miti: quando si parla dei benefici o degli effetti collaterali dell’attività fisica non sempre il buon senso “ci azzecca”. Anzi, a dire la verità... quasi mai... Ecco 5 miti da sfatare:

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sudare fa dimagrire: (falso) Si perdono solo liquidi. Inutili quindi quelle fasce miracolose che promettono che il sudore vi rimetterà in forma per la prova bikini!

Gli elettrostimolatori fanno dimagrire e rassodano anche da soli: (falso)utilizzati in alternativa all’attività fisica non servono a nulla: vengono usati dagli atleti per favorire la definizione. Se una donna alza pesi fa muscoli da culturista: (falso) questo accade solo se assumono sostanze che favoriscono l’ipertrofia muscolare al fine di ottenere i benefici con un costante ed intenso lavoro (effetto Big-Jim). L’allenamento stimola l’appetito: (falso): Fortunatamente per chi desidera stare in linea, l’affermazione vera è quella opposta: durante e dopo una intensa sessione di sport lo stimolo della fame viene meno. Il nuoto fa dimagrire: (falso) in acqua si galleggia, per cui i carichi sono minori di quelli della corsa; nonostante il nostro corpo incontri una resistenza più alta che nell’ambiente aereo. (comunque tutto dipende dalla intensità del lavoro e dalla durata dell’esercizio). Inoltre bisogna ricordare che è uno sport tra i più salutari e benefici.

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U.S. PALERMO

ANNO DI FONDAZIONE 1900 PRESIDENTE MAURIZIO ZAMPARINI ALLENATORE GIUSEPPE IACHINI STADIO RENZO BARBERA CAPIENZA 36.349

Il Palermo approda quest’anno in Serie B a seguito della retrocessione nella scorsa stagione, arrivata dopo ben nove anni consecutivi di A (venticinque in totale le stagioni nella massima serie per i siciliani). Favorita da tutti i bookmakers per la vittoria del Campionato, ha già subito un cambio di allenatore: dopo appena un mese dall’inizio della stagione 2013/2014, l’irrequieto ed esplosivo Presidente Zamparini (arrivato in passato a cambiarne addirittura cinque in un solo anno) ha esonerato Gennaro Gattuso, ex giocatore del Milan alla prima esperienza su una panchina. Al suo posto Beppe Iachini, ex allenatore dell’altra grande retrocessa della passata stagione Siena. Nessun precedente tra la squadra frentana e quella sicula, attualmente terza e seconda in classifica, miglior difesa la Virtus mentre il Palermo, a pari merito con l’Empoli, è la squadra che fino ad ora ha ottenuto il maggior numero di vittorie.

DELFINO PESCARA 1936

ANNO DI FONDAZIONE 1936 PRESIDENTE DANIELE SEBASTIANI ALLENATORE PASQUALE MARINO STADIO ADRIATICO CAPIENZA 20.476

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Un derby abruzzese tutto inedito quello tra Lanciano e Pescara, con i biancoazzurri appena retrocessi dalla loro ultima stagione in Serie A (sei quelle totali disputate nella massima serie) a cui erano arrivati dopo vent’anni nel 2011/2012 guidati da Zdenek Zeman e spinti dall’eccezionale Ciro Immobile, laureatosi anche capocannoniere del Campionato con 28 reti. Dopo un avvio di stagione poco entusiasmante, la squadra del Delfino giunge al Biondi dopo una lunga serie positiva (cinque vittorie e due pareggi nelle ultime sette gare) e dopo aver recuperato diversi punti sul Lanciano. La distanza ora è di sei punti.


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SPEZIA CALCIO

ANNO DI FONDAZIONE 1906 PRESIDENTE LAMBERTO TACOLI ALLENATORE GIOVANNI STROPPA STADIO ALBERTO PICCO CAPIENZA 10.336

Tredicesimo in serie B l’anno scorso e con tre diversi allenatori in panchina (Serena-Atzori-Cagni), lo Spezia ha pareggiato per 1-1 sia nella gara di andata che in quella di ritorno con la Virtus Lanciano. La squadra, che vanta origini svizzere nella prima fondazione degli inizi del Novecento, è stata rifondata successivamente al fallimento del 2008, ricominciando il suo cammino dalla serie D. Poche stagioni, appena quattro, e la squadra ligure, guidata prima da Giustinetti e poi da Serena,raggiunge la promozione in Serie B e si aggiudica il “triplete” Campionato- Coppa Italia Supercoppa Lega Pro nella stagione 2011/2012. Attualmente è al nono posto in classifica a quota 23 punti. Obiettivo della stagione? Migliorare la posizione precedente e arrivare ai play-off.

CARPI F.C. 1909

ANNO DI FONDAZIONE 1909 PRESIDENTE CLAUDIO CALIUMI ALLENATORE STEFANO VECCHI STADIO SANDRO CABASSI CAPIENZA 4.164

Prima storica stagione in B per gli emiliani che l’anno scorso si sono classificati terzi nel girone A di Lega Pro Prima Divisione. Primo alla fine del girone di andata e guidato dalla coppia Tacchini-Cioffi, il Carpi è poi riuscito a guadagnare soltanto un punto nelle prime sei partite del ritorno, costringendo il presidente Caliumi ad un cambio in panchina. L’arrivo di Fabio Brini alla guida della squadra si è rivelato benefico per gli emiliani che riescono a classificarsi per il secondo anno consecutivo ai play-off: l’occasione questa volta non viene sprecata e in finale contro il favoritissimo Lecce vincono per 1-0 all’andata e pareggiano 1-1 al ritorno. Un precedente in Coppa Italia nel 2010 con la Virtus Lanciano (finito 2-1 a favore dei frentani). Attualmente il Carpi occupa il quindicesimo posto con venti punti totalizzati.

A.S. CITTADELLA

ANNO DI FONDAZIONE 1973 PRESIDENTE ANDREA GABRIELLI ALLENATORE CLAUDIO FOSCARINI STADIO PIERCESARE TOMBOLATO CAPIENZA 7.623

Sesta stagione consecutiva in B per la squadra veneta, approdata nella Serie cadetta nel 2008-2009. Vincitrice per tre volta della Coppa Disciplina di Serie B, premio che la Lega assegna alla squadra più corretta del Campionato, e del Trofeo “Gaetano Scirea” che va alle tifoserie più virtuose in termini di fair play, conclude la passata stagione al quindicesimo posto. Alla sua guida troviamo dal 2005 sempre Claudio Foscarini che è riuscito a portare la squadra fino al sesto posto in classifica e alla semifinale dei play-off nella stagione 2009/2010, persa poi contro il Brescia. Con la Virtus una vittoria per 1-0 all’andata e una sconfitta per 3-2 al Guido Biondi nella passata stagione.

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Car(l)o Babbo Natale Intervista a Carlo Mammarella di Simona Luciani

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P H Š M auri zi o Rap i no

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L

ui è il capitano della Virtus a cui è legato da cinque anni, difensore bravissimo nei calci piazzati e punto di riferimento della squadra rossonera ha un unica grande filosofia: negli spogliatoi siamo tutti capitani. Pescarese di nascita, lancianese di adozione, salterà per squalifica le gare con Palermo, Pescara e Spezia. Trentadue anni, sposato con Antonella e papà di Giulia e Carola, Carlo Mammarella fino ad oggi si era vestito da Babbo Natale soltanto per le sue due bimbe. Oggi lo ha fatto per noi e ha in serbo un regalo per i tifosi della Virtus… Sei nato a Pescara e li hai fatto tutto il settore giovanile… Si, ho esordito poi in prima squadra con Iaconi l’anno in cui abbiamo perso i play-off contro il Catania. Da lì sono andato a titolo definitivo alla Fermana e ho iniziato a girare un po’. Tolentino, Triestina, Grosseto, Ancona, Salernitana… L’annata a Tolentino in C2 è stata quella decisiva, in cui ho cominciato a credere di più nelle mie poten-

zialità e a capire che qualcosa in più potevo fare. Invece alla Triestina capitai in una situazione davvero poco favorevole: eravamo cinquanta ragazzi in rosa quindi era difficile trovare spazio. Lì feci il primo gol in Serie B, contro il Brescia, un gol su punizione che valse la salvezza. Gol su punizione…la tua specialità! Si, è una dote che mi porto dietro già dal settore giovanile, da ragazzino. Poi è normale che quando entri in una squadra collaudata non è facile prendere il posto di qualcuno. Mi ricordo che quell’anno alla Triestina fu l’unica punizione forse che ho tirato: c’era Allegretti, un giocatore conosciutissimo per i calci piazzati, ed era difficilissimo riuscire a tirare anche solo un calcio d’angolo al suo posto! Sei stato anche all’Ancona proprio quando era allenato da Mister Baroni… Si, quella fu una grandissima annata , sono arrivato con una situazione di classifica disastrosa e poi ci salvammo ai play-out contro il Teramo. Una soddisfazione doppia. A proposito di Teramo…tu come vivi la rivalità tra

Nella foto con il capitano Mammarella, Danilo Di Liberto, tifosissimo della Virtus e ultrà della Curva Sud.

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le squadre abruzzesi, in particolar modo con il Pescara? Con il Giulianova e con il Chieti non l’ho vissuta in prima persona perché quando sono arrivato nel 2008 non se la passavano benissimo a livello calcistico. Con il Pescara invece sono molto tranquillo, ho parecchi amici con i quali ci prendiamo spesso in giro. La vivo bene insomma, da abruzzese quando il Pescara di Zeman è stato promosso in Serie A sono stato contento, è stata una cosa positiva per la nostra terra avere una squadra, con cui ho fatto tutto il settore giovanile, nella massima serie. Poi la rivalità, purchè sportiva, c’è e ci deve essere, senza di quella il calcio non avrebbe lo stesso fascino. Quanto ti pesa non giocare domenica proprio contro il Pescara? Tantissimo, ne parlavo ieri con un compagno di squadra: darei qualsiasi cosa per giocare domenica e stare fermo fino alla fine! Ma a Trapani cos’è successo di preciso? Parto dal presupposto che l’errore l’ho commesso io, anche solo per il fatto di essere il capitano e di rappresentare la squadra: esserlo non vuol dire solo portare la fascetta al braccio ma essere d’esempio per i propri compagni. Tre giornate di squalifica… Si, due per il rosso diretto e una

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perché ero in diffida. Però era gol… Si, le immagini televisive non rendono. Io ero proprio vicino al guardalinee e mi è sembrato di sentirlo chiamare il gol. Poi magari mi sono sbagliato. Capita a tutti di perdere la calma, siamo esseri umani e purtroppo è andata così. E’ stato brutto vedersi sfuggire un pareggio in questo modo ma mi dispiace soprattutto per il danno che ho creato ai compagni di squadra e al Mister. Visti questi episodi cosa ne pensi dell’inserimento delle telecamere sulla linea di porta? Sono favorevole, al di là di quello che ci è accaduto a Trapani. E’ un supporto che viene utilizzato già in altri sport e secondo me serve ad evitare confusione e polemiche: l’immagine è oggettiva. Si sta parlando molto ultimamente di danni arbitrali al Lanciano. Tu pensi che ci sia volontarietà? No, assolutamente. Mi è capitato una volta di arbitrare una partita dei bambini e quando lo fai, anche se per gioco, ti accorgi che non è un ruolo semplice. Non penso che ci sia qualcosa contro il Lanciano o chissà chi.

E com’è ti è sembrata la squadra contro il Palermo? Direi che il primo tempo è stato uno dei migliori di questa annata, a maggior ragione perché di fronte avevamo una squadra come il Palermo. Credo che sia stata più una questione di merito nostro che di demerito loro. E sul gol di Manuel all’ultimo minuto? Molti giornali hanno invocato la beffa per i siciliani per via del tocco con la mano… Ma lì non si tratta di beffa o non beffa. Esiste un regolamento che la Federazione ha inserito da quest’anno secondo il quale se la palla colpisce qualsiasi altra parte del corpo e poi finisce sulla mano non c’è volontarietà. Manuel ha fatto bene ad ammettere il tocco ma il gol era assolutamente regolare. Sei arrivato a Lanciano nel 2008, come sono andate le cose? Avevo ancora il contratto con la Salernitana con la quale eravamo stati promossi in Serie B dopo aver vinto il Campionato di C1. In ritiro a Caramanico con il Lanciano c’era un mio amico, Stefano Romano, che mi ha chie-

darei qualsiasi cosa per giocare domenica e stare fermo fino alla fine!


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sto di andare a vedere un allenamento in un periodo in cui a Salerno c’erano un po’ di situazioni che non mi piacevano: avevo rifiutato un trasferimento e chiesto la rescissione del contratto. Era il primo anno dell’era Maio… Si, dopo aver parlato con il ds Luca Leone mi sono subito reso conto che si trattava di una società nuova, di una famiglia che voleva fare tanto e bene. Poi dopo aver girato per dieci anni per tutta l’Italia volevo provare l’esperienza di giocare vicino casa. Com’è fare il capitano? Il ruolo del capitano per come lo abbiamo concepito noi qui a Lanciano parte dall’esempio di Roberto D’Aversa che in questi anni ha alzato tantissimo il livello della squadra in termini di professionalità. Per noi avere la possibilità di averlo in questo ruolo è stata un’ottima cosa, un grande beneficio e di certo io oggi sono avvantaggiato nel poter gestire determinate situazioni. Il capitano, al di là di portare la fascetta in campo, parlare con l’arbitro e calmare i compagni, ha un ruolo fondamentale negli spogliatoi. Ognuno di noi qui si deve sentire capitano. Penso che tutti i nuovi

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arrivati degli ultimi anni possano confermare che si sono sentiti subito ben accolti e inseriti e questo proprio perché abbiamo un legame e un ambiente sano all’ interno dello spogliatoio. E tu sei il capitano proprio perché particolarmente predisposto in questo senso? Questo è un discorso che non riguarda solo me ma che tutti i Vastola, Turchi, Amenta e Di Cecco conoscono. Poi l’anno scorso quando non c’era Roberto ero io stesso il capitano quindi si è cercato di mantenere questa continuità. Il fatto della fascetta lo intendo più come un simbolo: all’interno dello spogliatoio siamo tutti capitani. Il Campionato della Virtus a cui sei più legato immagino sia quello della promozione in Serie B… Si anche se qualcuno ha paragonato la salvezza dell’anno scorso alla vittoria del Campionato. Ovviamente anche quel traguardo raggiunto sapeva di vittoria ma le emozioni sono diverse. Che sensazioni avevate in quell’anno voi giocatori? Io ero uno di quelli che a giugno aveva già la valigia in mano. Poi ho ricevuto la chiamata di

Valentina, lei è stata una di quelle che ha voluto a tutti i costi che io restassi. Sicuramente devo molto a lei perché provò (e ci è riuscita) in tutti i modi a trattenermi. In quell’estate c’era stata la rivoluzione e nessuno di noi sapeva come sarebbe potuta andare a finire. Il Presidente era in vacanza e mi ha chiesto di aspettare il suo rientro per decidere. Questo temporeggiare mi ha permesso di iniziare ad allenarmi con Mister Gautieri e capire che potevamo fare bene. Anche i primi acquisti che erano stati fatti mi hanno convinto che per noi anche lottare per la salvezza sarebbe stato un traguardo bello e importante. E poi invece è arrivata la B… Man mano che passavano i giorni abbiamo avuto ancora di più la consapevolezza che potevamo fare qualcosa di più e alla fine così è stato. E quest’anno che sensazioni hai? Le sensazioni sono positive, anche se poi è come se avessimo ricominciato tutto da zero. Mister Baroni è sembrato subito una persona preparata e che sapeva quello che voleva e questo, insieme al fatto che rispetto all’anno scorso nella rosa è cambiato poco e quel poco che è cambiato ha visto l’arrivo di giocatori forti e molto validi, lasciava ben sperare dall’inizio. Poi come l’anno della vittoria del Campionato di C, non mi aspettavo un cammino del genere. Ma sono convinto che non sia casuale ma frutto di un lavoro ben fatto quest’estate. E infatti rispetto all’anno scorso avete il doppio dei punti… A prescindere da questo mi piace rimarcare l’atteggiamento fuori e dentro il campo della squadra. Partendo sempre dalla partita


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contro il Palermo, penso che se anche fosse arrivata la sconfitta, io sarei entrato nello spogliatoio per fare i complimenti a tutta la squadra perché dopo una partita del genere non puoi fare altro che stringere la mano a tutti. Poi nel calcio non sempre la prestazione corrisponde al risultato ma secondo me alla lunga se lavori bene vieni sempre premiato, ecco perché sottolineiamo sempre il concetto di prestazione. Al posto tuo in campo il giovanissimo Germano. Al di là della prestazione di sabato, Germano va preso come

esempio. Nonostante fino ad adesso non abbia avuto modo di giocare, durante la settimana si è sempre allenato al meglio. In questi mesi non ha mollato mai, è stato sempre presente ed ha sempre dato il massimo. Credo che sia un esempio da seguire per tutti i ragazzi che magari stanno giocando meno. A proposito di allenamento, tu sei famoso per essere molto diligente in questo senso. Quanto è importante farlo bene ed essere attenti anche nella vita di tutti i giorni al di fuori dello stadio? Per uno che fa questo mestiere è tutto. Il fatto di curarsi anche fuori dal campo attraverso l’alimentazione e le terapie è fondamentale. Poi noi abbiamo uno Staff medico invidiabile. Com’è il tuo rapporto con i tifosi? Ottimo, sia durante la partita che fuori. Credo che se hai l’atteggiamento giusto in campo, dando il massimo, loro ti apprezzino a prescindere dal risultato della partita. Certo con la Serie B c’è più partecipazione, mi ferma più gente in giro. L’affetto dei tifosi è una cosa straordinaria e bellissima. Dopo il gol di Turchi il Biondi

è esploso in un boato eccezionale… Si una cosa straordinaria! Ho la sensazione che la partecipazione e il calore del pubblico aumentino di partita in partita. Dove arriva questo Lanciano? L’obiettivo è quello di arrivare alla salvezza il prima possibile… Gianluca Rullo ci ha detto che lui farebbe all-in sui play-off... Beh, lui è un buon giocatore quindi… (Ride). Io l’all-in lo faccio sul miglioramento della posizione e sulla salvezza tranquilla, alla penultima partita anziché all’ultima. Nella Serie B non puoi farti molti programmi, ci possono essere delle salite e delle discese incredibili quindi bisogna restare cauti. Fino a quando vuoi giocare? La durata della carriera di un calciatore dipende da come ti sei comportato in precedenza. Se non hai avuto infortuni gravi e se ti sei preso cura di te a sufficienza, anche nel tempo libero dedicando sempre qualche ora a questo lavoro. Poi il destino non sai mai dove ti può portare ma penso che uno sportivo in generale, tolte quelle quattro/cinque eccezioni che ci sono in Serie A si può mantenere a buoni livelli fino a 34-35 anni. Di Francesco diceva che quando le gambe non vanno e inizi a giocare con la bocca allora è il momento di cominciare a prendere in consid-

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erazione l’idea di smettere. Cominci già a pensare a cosa fare dopo? Si, ho sempre pensato che mi piacerebbe lavorare con i ragazzini, quindi allenare i più piccoli. A Lanciano? Si, è una scelta ormai consolidata da un bel po’, vorrei rimanere qui fino alla fine della carriera e penso che anche la società si muova in questo senso. Com’è cambiato il mondo del calcio da quando hai iniziato? Io a tredici-quattordici anni non sapevo nemmeno cosa fosse un procuratore. Mi ricordo che quando andavo a comprare le scarpette con mio padre prendevamo un modello qualsiasi, non si badava alla marca, a particolari tecnici o al colore: per il mio allenatore o ti mettevi le scarpette nere oppure non scendevi in campo. Andavo ad allenarmi da solo già a dodici anni a piedi e poi con il motorino, e mio padre seguiva le partite in un angolo della tribuna in silenzio. Quando ti sei sposato? Nel 2007.

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Tua moglie è della zona? Si, ha origini di Lanciano, con la famiglia si è trasferita per un periodo a Torino per poi stabilirsi definitivamente a Pescara. Quindi vi siete conosciuti lì? Si. Le tue figlie quanti anni hanno? La prima 7, la più piccola 18 mesi. Com’è fare il calciatore e il papà? Sicuramente non hai tutto quel tempo da poter dedicare ai figli ma quando ci sei cerchi comunque di dare le giuste attenzioni soprattutto alla grande che sta entrando in una fase più delicata, è al primo anno di scuola. Vengono a vederti allo stadio? Si, anche se d’inverno un po’ meno così da evitare di far prendere troppo freddo alle bimbe e di farle ammalare. Come passi il tempo libero? Parto dal presupposto che siamo fortunati e spesso lo ricordo anche ai ragazzi al campo: abbiamo magari il pomeriggio libero o la mattina cosa che chi fa l’operaio non ha. Il tempo libero

lo passo in tutte le situazioni che possono riguardare la famiglia, con le cose normali che hanno tutti. E se una delle tue figlie decidesse di giocare a calcio? Beh sarebbe una bella cosa. A prescindere dal tipo di attività svolta, penso che praticare sport da bambini sia una cosa importantissima. Mia figlia grande fa ginnastica ritmica, io e mia moglie le abbiamo trasmesso l’importanza di prendere la cosa seriamente, di non mettersi a cambiare sport ogni mese o di chiacchierare con le amichette durante gli allenamenti. Poi però ovviamente deve fare quello che più le piace. Sta arrivando il Natale, oggi ti sei vestito da Babbo Natale per la nostra copertina: che regalo facciamo ai tifosi della Virtus? Quello di fare più punti possibili nelle ultime quattro partite dell’anno in modo da arrivare quanto prima a quota cinquanta e poter iniziare a sognare per qualcosa di più…


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Vi presento il Passaporto Biologico di Simona Luciani

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l passaporto biologico è un metodo utilizzato già da anni nel ciclismo e che molti erroneamente associano alla parola doping. Niente di più sbagliato: questo tipo di procedura non è altro che un protocollo attraverso il quale vengono raccolti nel tempo tutta una serie di parametri biochimici dell’atleta per defini-

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re un profilo biologico individuale, soggettivo e diverso da persona a persona, e valutare le capacità di adattamento alla fatica di ciascun soggetto sottoposto all’analisi. Dal 2009 la Virtus Lanciano utilizza questa tecnica come supporto tecnologico al processo decisionale dello Staff medico, atletico e tecnico della Società. L’obiettivo

è quello di fare in modo che l’intensa attività fisica si traduca in allenamento e non in overtraining (sovrallenamento). A monitorare i calciatori rossoneri il Dott. Antonino Cocco, da oltre dieci anni al servizio dello sport e che ha portato avanti questo progetto con la collaborazione del Dott. Logoluso di Bisceglie.


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Dottore come funziona il passaporto biologico? Con questa metodologia si quantifica un range di normalità dell’atleta sulla base di un intervallo di valori da noi interpretati nel tempo che permette di valutare un eventuale eccesso nei carichi di lavoro sulle proprie possibilità fisiche: l’allenamento infatti non può essere illimitato, ma deve essere aumentato fino a che l’atleta non raggiunga un livello di rendimento stabile. Perché e quanto è importante monitorare l’atleta? Nella moderna concezione dello sport competitivo le tecniche di allenamento ed il continuo monitoraggio fisico e biochimico delle performance occupano un ruolo determinante per raggiungere il vertice delle prestazioni. Il conseguimento dei vertici prestazionali è un complesso bilancio psico-fisico tra carichi di lavoro e recupero che può essere controllato con una serie di specifici esami. Tendendo sotto Controllo lo Stato di Forma degli Atleti è possibile, in caso di necessità, intervenire in tempo con programmi personalizzati tali da consentire un rendimento ottimale nel corso della stagione

agonistica. Quali benefici comporta dunque l’applicazione di questo metodo? Il monitoraggio consente di ridurre sia il numero degli infortuni non traumatici sia il rischio da sovrallenamento. E’ fondamentale misurare e monitorare, in modo sistematico, i vari elementi che concorrono al benessere dell’atleta, il quale è sottoposto a forti sollecitazioni durante la stagione sportiva. Quali sono i problemi più frequenti a cui vanno incontro gli atleti? L’anemia da sport che si manifesta attraverso la stanchezza: a parità di sforzo le performances sono peggiori, i suoi tempi di recupero sono assai più lenti e può sentirsi stanco anche a riposo. E’ intuibile come sia importante la diagnosi in fase precoce. L’Overtraining (o sovrallenamento) che risulta caratterizzato da importanti modificazioni ormonali: ad esempio, un aumento del cortisolo in stato di riposo è indice di affaticamento mentre una riduzione del testosterone si associa alla diminuzione dell’aggressività agonistica e della concentrazione. Un altro fattore che andiamo a valutare è la pre-

bisogna fare in modo che l’intensa attività fisica si traduca in allenamento e non in overtraining

senza di Stress Ossidativo, che consiste in un processo che tende ad invecchiare e danneggiare la cellula. Situazione dovuta all’aumentata produzione di radicali liberi. Le possibili conseguenze del danno ossidativo si possono tradurre in un aumentato rischio di tendinopatie, borsiti, flogosi periarticolari. Infine c’è il danno muscolare che viene valutato dosando uno specifico enzima muscolare, la creatinchinasi (CK) che viene liberato nel plasma nel momento in cui vi è un insulto alla fibra muscolare. Se il valore supera determinate soglie l’atleta dovrebbe sottoporsi ad allenamenti defaticanti e/o differenziati per scongiurare il rischio di infortunio. Bisogna quindi controllarsi spesso? Si, è fondamentale farlo in modo continuativo. Lo scopo dell’indagi-

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ne non risulta raggiunto qualora sia realizzata in un’unica rilevazione. In questo caso infatti non sarebbe possibile definire il range proprio di ogni atleta (PASSAPORTO BIOLOGICO). Ogni quanto viene effettuato il monitoraggio? Viene fissato in collaborazione con lo staff e in base agli impegni del Team e allo stato di forma dell’atleta. Andrebbe eseguito in linea di massima periodicamente da 20 a 40 giorni. Cosa consegnate allo Staff? Il lavoro finito viene consegnato allo Staff medico e atletico in 24-48 ore. Il monitoraggio è illustrato attraverso tabelle con scala cromatica e grafici che ne agevolano l’interpretazione. Quindi la risposta riguarda la squadra e il singolo atleta? Si! Consegnamo moduli che riguardano lo stato di forma sia dell’intera squadra che del singolo atleta. E come vivono questi controlli gli atleti? Il vero atleta è sempre curioso e ben disposto a conoscere la sua situazione del momento anche per confrontarla con il periodo precedente. Inoltre è un aiuto psicologico per l’atleta che acquista sicurezza, sapendo di essere periodicamente controllato, e motivazione perché l’avere coscienza di una ottimale forma fisica aiuta il raggiungimento

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della massima performance. Perché il logo MB WIN?

MB sta per Monitoraggio Biochimico, WIN sta per “vincente”. Essendo frentano volevo ricordare con un omaggio il campionato che ha portato in Serie B dalla Virtus Lanciano, evento indimenticabile per la città. Riassumendo quali sono i vostri obiettivi? Il nostro obiettivo è di individuare, per quanto possibile, gli atleti a rischio in tempi precoci evitando che si incorra in stop molto più duraturi e dispendiosi per la società. Infondere benessere e sicurezza all’atleta sono elementi necessari per una performance ottimale.

L’opinione di un giocatore Benessere e sicurezza all’atleta riguardo alle sue prestazioni: questo sembra essere davvero il segreto di tale metodologia innovativa e che soltanto pochissime squadre di calcio italiane, di Serie A e B, utilizzano. Abbiamo chiesto al Capitano rossonero Carlo Mammarella come si trova e cosa ne pensa del passaporto biologico. “Personalmente è qualcosa in cui credo tanto. Il Dott. Cocco è una persona eccezionale che si dedica anima e corpo a questo lavoro e ci spiega tutto quello che andiamo a fare. Il passaporto biologico è un’innovazione per il mondo del calcio. Questa metodologia ci aiuta a tenerci in una condizione sempre ottimale con la situazione fisica costantemente monitorata. Rendiamo meglio e la nostra prestazione rispecchia esattamente il suo dato. Se ad esempio viene fuori dall’analisi uno stress muscolare, durante la settimana si lavora sul problema in modo da risolverlo subito tramite terapie ed allenamenti ad hoc. Ci sono alcune società che fanno due analisi all’anno, ma in sei mesi possono cambiare moltissime cose, il fatto di avere in società il Dott. Cocco che svolge questo lavoro è una grossa opportunità per tutti noi e sicuramente fa la differenza per evitare preventivamente infortuni o problemi. Mister Baroni ha a disposizione qui a Lanciano uno strumento che si utilizza anche alla Juventus e che gli permette di schierare sempre in campo i giocatori con lo stato fisico migliore.


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modena 1 virtus Lanciano 0 Parata di Sepe su Babacar che tira di sinistro a botta sicura

Tiro potente di Thiam respinto dalla difesa modenese.

START

4’ 13’

34’

Fiammata di Piccolo di sinistro da fuori area

40’

1-0

AMMONIZIONI Cionek, Garofalo, Signori, Dalla Bona, Babacar VIRTuS LANCIANO (4-3-3): Sepe, De Col, Troest, Amenta, Mammarella, Buchel, Minotti, Casarini, Piccolo, Falcinelli, Thiam A disposizione: Casadei, Vastola, Di Cecco, Aquilanti, Paghera, Germano, Turchi, Plasmati, Gatto Allenatore: Marco Baroni AMMONIZIONI Amenta, Falcinelli, Thiam 22 | Luglio2013 VirtusMagazine

Occasione con Falcinelli che serve Plasmati in area. Deviazione in calcio d’angolo.

Babacar su assist da calcio di punizione. Conclude di potenza.

45’

55’

MODENA (3-5-2): Pinsoglio, Manfrin, Gozzi, Cionek, Garofalo, Signori, Dalla Bona, Bianchi, Molina, Babacar, Mazzarani A disposizione: Manfredini, Potenza, Calapai, Minarini, Nardini, Surraco, Belloni, Bruno, Mangni Allenatore: Walter Alfredo Novellini

Pericolo Falcinelli che crossa in mezzo ma non trova nessun compagno a chiudere l’azione

85’

FINISH

Babacar prova dalla destra ma la difesa del Lanciano respinge.


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virtus Lanciano 1 siena 1

START

8’

Conclusione di Valiani di destro. Parata di Sepe.

17’

Sepe para su conclusione ravvicinata di Rosina.

28’

Cross basso di Rosina e parata di Sepe.

39’

49’ VIRTuS LANCIANO (4-3-3): Sepe, Amenta, Mammarella, Troest, De Col, Di Cecco, Casarini, Buchel, Plasmati, Piccolo, Gatto. A disposizione: Casadei, Vastola, Aquilanti, Paghera, Germano, Minotti, Turchi, Fofana, Thiam Allenatore: Marco Baroni

Tentativo di Gatto con tiro potente ma la manna respinge.

Plasmati 1-0

Gol di Plasmati di testa da calcio d’angolo di Mammarella

Plasmati ci prova dalla breve distanza. La manna si oppone.

58’

AMMONIZIONI Vastola, Büchel SIENA (3-5-2): Lamanna, Dellafiore, Angelo, Vergassola, Feddal, Rosina, D’Agostino, Valiani, Giacomazzi, Pulzetti. A disposizione: Farelli, Milos, Morero, Crescenzi, Schiavone, Paolucci, Scapuzzi, Rossetti, Beldinelli Allenatore: Mario Beretta AMMONIZIONI Giacomazzi, Dellafiore

84’

1-1

Pareggio del Siena con Rosina. Tiro ravvicinato su assist di Paolucci.

FINISH Luglio2013 VirtusMagazine | 23


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Empoli 3 virtus Lanciano 0

START

10’

Conclusione di testa di Troest respinta da Bassi.

63’

VIRTuS LANCIANO (4-3-3): Sepe, Amenta, Mammarella, Troest, De Col, Casarini, Paghera, Buchel, Piccolo, Gatto, Falcinelli. A disposizione: Aridità, Vastola, Di Cecco, Aquilanti, Germano, Minotti, Turchi, Plasmati, Thiam Allenatore: Marco Baroni AMMONIZIONI Casarini, Buchel, Piccolo 24 | Luglio2013 VirtusMagazine

Tavano su assist di Maccarone.

3-0

Precisa conclusione di destro di Maccarone.

34’ 38’

EMPOLI (4-3-1-2): Bassi, Tonelli, Laurini, Barba, Mario Rui, Croce, Valdifiori, Signorelli, Verdi, Maccarone, Tavano. A disposizione: Pelagotti, Pratali, Romeo, Camillucci, Castiglia, Ronaldo, Mchedlidze, Shekiladze, Pucciarelli Allenatore: Maurizio Sarri

1-0

Tiro di Paghera respinto dal portiere dell’Empoli.

2-0

Raddoppio del neoentrato Pucciarelli con un sinistro preciso.

73’

84’

FINISH

Palo dell’Empoli con Maccarone.


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virtus Lanciano 2 varese 0 Casarini 1-0

START

26’

34’ Si gira benissimo in area e fulmina Bastianoni.

Gran tiro da fuori area.

45’

VIRTuS LANCIANO (4-33): Sepe, Mammarella, De Col, Troest, Amenta, Turchi, Minotti, Plasmati, Büchel, Di Cecco, Casarini. A disposizione: Aridità, Nicolao, Vastola, Aquilanti, Germano, Piccolo, Falcinelli, Thiam, Gatto Allenatore: Marco Baroni

Turchi, di testa, vicino al gol del 3-0

Varese vicino al gol con tiro centrale di Forte.

Di Cecco 2-0

61’

73’

Occasione per il Lanciano con Di Cecco sempre di testa.

AMMONIZIONI Mammarella, Büchel VARESE (4-4-2): Bastianioni, Ely, Damonte, Calil, Corti, Pavoletti, Cristiano, Forte, Zecchin, Laverone, Franco. A disposizione: Milan, Lazaar, Spendlhofer, Fiamozzi, Tremolada, Falcone, Barberis, Bjelanovic, Pereira Allenatore: Stefano Sottili AMMONIZIONI Ely, Pavoletti, Cristiano, Laverone, Zecchin

FINISH Luglio2013 VirtusMagazine | 25


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Trapani 1 virtus Lanciano 0

START

10’

14’

Destro inpreciso di Turchi a lato.

18’

Battuta velenosa di Nizzetto e palla fuori di un soffio.

TRAPANI (4-4-2): Nordi, Garufo, Pagliarulo, Pirrone, Mancosu, Ciaramitaro, Martinelli, Nizzetto, Gambino, Finocchio, Rizzato. A disposizione: Marcone, Terlizzi, Daì, Basso, Pacilli, Caccetta, Abate, Iunco, Madonia Allenatore: Roberto Boscaglia VIRTuS LANCIANO (4-3-3): Sepe, De Col, Troest, Amenta, Mammarella, Casarini, Minotti, Büchel, Di Cecco, Plasmati, Turchi. A disposizione: Aridità, Scrosta, Nicolao, Vastola, Aquilanti, Germano, Fofana, Falcinelli, Gatto Allenatore: Marco Baroni

Il neoentrato Basso segna con un ravvicinato tocco di destro.

1-0

42’

Conclusione debole di Nizzetto. Sepe para a terra.

57’

Mammarella al centro per Plasmati, anticipato da Nordi.

69’

79’ Potente sinistro di Buchel respinto da Nordi.

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Parata di Sepe su destro morbido di Finocchio.

40’

83’

AMMONIZIONI Amenta, Turchi ESPuLSI Mammarella

Punizione di Mammarella respinta in corner da Nordi.

FINISH

Sinistro teso di gambino da fuori area respinto da Sepe.


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di Ugo Fiorillo

2000-2012

CORREVAL’ANNO IL 2001 E’ L’ANNO DELLA PROMOZIONE IN C1 AI DANNI DEL CHIETI. E’ L’ERA DI ANGELUCCI E CASTORI, SI INIZIA A FARE SUL SERIO E A SOGNARE NUOVI GRANDI TRAGUARDI. MA TRA IL 2006 E IL 2008 LA SITUAZIONE PRECIPITA, SI DUSPUTANO I PLAY-OUT E LA SOCIETA’ E’ SULL’ORLO DEL FALLIMENTO. A SALVARE LA SITUAZIONE CI PENSANO I MAIO CHE, DOPO UN AVVIO DIFFICILE, CONDUCONO LA SQUADRA FINO ALLA SERIE B: E’ IL 10 GIUGNO 2012 ED E’ QUI CHE SI CONCLUDE IL NOSTRO RACCONTO. LA VIRTUS E’ NELLA STORIA, IL RESTO ANCORA TUTTO DA SCRIVERE.

I

l terzo millennio arriva ed i marziani non sono sbarcati; la filosofia new age tanto in voga negli anni che chiudono il millennio precedente, non placa gli animi degli affamati e degli assetati. Lo sport in Abruzzo è ancora genuino, i tifosi sono ancora passionari che vivono all’ombra di campanili accontentandosi ancora di campionati dignitosi: l’importante è avere pane da gustare senza troppe tribolazioni. Il 2001 è però l’anno che inizia a far assaporare piatti insoliti alla tifoseria rossonera. anche se poi torna sempre in mente un piccolo paese di seimila abitanti nella provincia di Lucca. Il campionato di serie C2 nella stagione 2000-2001 è dominato da cinque squadre. Tre squadre sono abruzzesi. Il Teramo di Romano Malavolta e il Chieti di Buccilli sono temibili avversari per il Lanciano di Angelucci e Castori. Ma pericolosi sono anche il Rimini e il Prato. Dopo la vittoria contro il Chieti nel derby di marzo, i frentani sono la squadra più affidabile e costante tra quelle che occupano le posizioni di vertice. Arriva però 28 | Luglio2013 VirtusMagazine

uno stop imprevisto: a metà aprile la partita Lanciano – Rondinella viene rinviata per la neve che cade copiosa alla vigilia di Pasqua. Si gioca alcuni giorni dopo, e si esce sconfitti tra le mura amiche per 3-1. Sarà dunque impossibile chiudere il campionato in prima posizione: ci si vuole rassegnare subito, ma questa nuova consapevolezza certamente non aiuterà a vincere i play off. Il 29 aprile 2001 riscatta una primavera altalenante. Gli ultimi rigori invernali sono alle spalle e in una giornata calda arriva la vittoria inaspettata a Teramo, che è in corsa per la promozione. Il Rimini, primo in classifica, perde in casa contro il Prato e da allora non si sbaglia più un colpo. Il 12 maggio arriva la trasferta a Castelnuovo Garfagnana; il giorno dopo si tengono le elezioni politiche ed

amministrative, ma il verdetto del campo interessa di più perché può far vivere cose mai vissute prima. Alcuni ripetono l’esodo del 1986, che fu propizio. Il Lanciano non tradisce e vince davanti a centinaia di spettatori corsi a sostenerlo.. Il Chieti batte la Maceratese, i teatini ed i frentani sono a quota 63. Ma quindici anni dopo Latina le coincidenze si interrompono qui


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e non ci saranno spareggi o possibili vendette. Gli scontri diretti dicono tutto: due vittorie per i rossoneri che non consentono altre repliche. Il sipario cala. Tuttavia Fabio Grosso e compagni, guidati da mister Morganti, avranno modo di tornare in C1 vincendo meritatamente i play off. Lanciano impazzisce dinanzi al traguardo mai raggiunto prima. Il campionato successivo è duro, anche perché ci sono squadre fortissime: la seconda giornata accende subito i supporter frentani. Arriva una vittoria bellissima contro il Taranto con tre gol un tantino profetici..Sono ben sei le squadre abruzzesi impegnate nello stesso girone, e oltre a Chieti e Lanciano partecipano al campionato anche Castel di Sangro, Pescara, L’Aquila e Giulianova. Il derby dell’andata contro i quotatissimi biancoazzurri viene giocato sul neutro di Castel di Sangro, ed è equilibrato. Lo saranno tutti, dal primo all’ultimo. Anche l’ultima giornata è giornata di derby: come nell’anno di Del Grosso, la partita

contro il Giulianova di Bordoni e Califano sarà decisiva. Le due squadre si affrontano per agguantare i play off che devono decretare chi salirà di categoria insieme all’Ascoli. Però non è una partita a dividere le due sfidanti, piuttosto quel sogno mai raggiunto. Sarà un match molto nervoso, come impone la tradizione: 4 espulsi. Il gol di Karasavvidis e la doppietta di Gennari sanciscono la vittoria di misura e il Lanciano di Castori, di Ferreira Pinto, Pestrin, Taccola e Ranalli centra l’obiettivo. Di colpo si sogna la serie B, si sogna per la seconda volta in un anno... La partita contro il Taranto di Riganò è vinta meritatamente, con lo stesso risultato – e sotto il diluvio – della gara contro i giuliesi. Ma il tre a due questa volta è più infelice e bugiardo, e al ritorno si perde di un gol di misura. Il Catania vincerà contro il

Pescara di Jaconi – sempre grazie alla migliore posizione occupata in campionato e a una gara discussa – e poi batterà i pugliesi. Settimo posto l’anno successivo, ma Castori è ormai allenatore ambito e con lui andranno via giocatori che ambiscono al salto di categoria. Arriva Puccica, ma in un giorno di novembre del 2003 il presidente Ezio Angelucci lascia per sempre. Va via in punta di piedi, con discrezione ed eleganza. Nassi e compagni, nonché la città intera, gli rendono omaggio nella cattedrale gremita. Arriva un ottimo sesto posto a onorarne la memoria. Nonostante i buoni piazzamenti dei successivi campionati, il 2006 vedrà un cambio al vertice. I rapporti della città con il nuovo presidente Di Stanislao non saranno mai felici, e nel 2008 la squadra disputa i play out contro la Juve Stabia. Ma il

lanciano impazzisce dinanzi al traguardo mai raggiunto prima

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verdetto sul campo per una volta passa in secondo piano. Si teme il fallimento, ma a far paura è un enorme buco nero in procinto di inghiottire la storia calcistica della città. Questa volta non sarebbe possibile rialzare la china, la crisi economica ha già colpito la potenza americana ed è pronto ad abbattersi sull’Europa. Il calcio è sconquassato da ricatti e debiti con cifre difficili persino da calcolare. Eppure, nell’anno che vede mancare la salvezza, arriva la resurrezione. La famiglia Maio prende in mano le sorti del team per saldare i debiti, evitare la retrocessione e sperare nel ripescaggio. La società sceglie il nome Virtus, e non sarà solo resurrezione, ma anche celebrazione. Sarà un cammino difficile, una rete di Morante salva il campionato successivo e si inizia a formare la squadra dai nomi oggi straordinariamente familiari: Amenta, Volpe, Turchi, Mammarella, Vastola... Poi nel 2011 arriva Carmine Gautieri a occupare una panchina che ha visto alternarsi Di Francesco, l’ex hippy Dino Pagliari e Andrea Camplone. Si punta su giocatori giovani come Chiricò e Pavoletti, futuro capocannoniere. Il quarto posto è inatteso, ma si trasforma in qualcosa che supera ogni sogno: il Trapani cerca di vincere al Biondi, ma il rigore segnato da Volpe non lo permette.. Al ritorno lo svantaggio iniziale delude, ma non spaventa. Le tre reti di Pavoletti, Sarno e Margarita si ricordano ancora con gioia e tensione inenarrabili. Ecco perché non si vuole descriverle, piuttos-

to si cerca di riviverle. Riesce soprattutto a chi vola o percorre 1500 km con ogni mezzo, fino all’estremo lembo d’Europa. Il 10 giugno 2012 c’è un sole che non brucia la freschezza di una squadra giovane, non acceca i tifosi siciliani – straordinariamente ospitali – ed illumina il lavoro di Gautieri. In città si attendono giocatori, tifosi e società. La festa è travolgente, perché tutti hanno capito che tutto può ancora accadere. Quando il campionato cadetto si apre, la serie B fa un tantino paura. La realtà non si trasforma in incubo e a metà campionato la salvezza è davvero obiettivo concreto. Solo la partita di Bari farà di nuovo vacillare, prima che quel lungo sospiro si arresti il 18 maggio 2013. Se il 2013 è l’anno della più elevata consacrazione,

10 giugno 2012 c’è un sole che non brucia la freschezza di una squadra giovane

il 1924 è l’anno della fondazione. Lo statuto sancisce l’inizio di una lunga vicenda dove tutto ciò che è successo è accaduto perché si voleva che accadesse. Le voci e le penne di Giuseppe Giannattasio e di altri mirabili cronisti permettono di ringraziare e celebrare dirigenti e calciatori, ed anche le storie di quei tifosi che hanno consentito l’arrivo di questi trionfi. Persone che in molti casi sono andate via prima di poter festeggiare... C’è voluto coraggio per cominciare, un grande impegno per andare avanti. Sono piovuti trionfi e sconfitte, una sublime replica di quanto accade nella vita quotidiana. La passione deve essere sempre presente, soprattutto quando arriva il momento di consegnare ciò che è stato a chi verrà. Senza paura e con la massima fiducia. Quella insolita e rara fiducia nel futuro che non rende solo ottimisti, ma anche felici. In fondo, basta vivere una pagina della storia per sapere che ne faremo parte per sempre.


Virtus Lanciano 1924 | NelCuoredell’Azione

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Virtus Magazine 12/2013  

LA RIVISTA UFFICIALE DELLA VIRTUS LANCIANO 1924 - Anno I n.4/2013 Edizione Dicembre 2013

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