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GIANMARIO COMI

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contenuti 28 VIRTUS COMICS

LO SAI CHE?

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NAZIONALE “ROSSONERA” 27

Rivista ufficiale della Virtus Lanciano 1924 S.r.l. Anno II - n.2/2014 Febbraio / Marzo Supplemento della testata giornalistica infrentania.it Reg. Trib. di Lanciano n.01/13 Proprietario: Associazione Culturale In Frentania Via A. Giangiulio, 60 - 66034 Lanciano CH Editore Ass.ne Culturale In Frentania Sede Legale: Via A. Giangiulio, 60 Redazione: C.so Trento e Trieste 66034 Lanciano CH www.infrentania.it info@infrentania.it Direttore Responsabile Andrea Franco Colacioppo Responsabile Marketing Pietro Brighella Redazione Piergiorgio Di Rocco, Simona Luciani, Sara Scutti, Ugo Fiorillo Grafica & Impaginazione Pietro Brighella grafica@infrentania.it Servizi Fotografici Federica Roselli Pubblicità +39 340.6810264 commerciale@infrentania.it Ringraziamenti Legea, GSport, Gruppo Maio S.r.l., Bleu S.r.l.

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EDITORIALE di Redazione

Questo 2014 si annuncia già dai primi mesi un anno speciale per la nostra Virtus Lanciano che, dopo un fine anno non proprio esaltante, ha affrontato la ripresa del Campionato di Serie B con il carattere che la contraddistingue e rinforzata dai nuovi acquisti, tanto da ritrovarsi quarta in classifica, in piena zona play-off e con la salvezza quasi in tasca già dopo le prime cinque partite del girone di ritorno. Ciliegina sulla torta di questo straordinario inizio dell’anno la convocazione dei due giovani campioni rossoneri Gianmario Comi, attaccante arrivato proprio durante il mercato di gennaio, e Filippo De Col, difensore al primo anno a Lanciano, nella Nazionale Under 21 guidata da Gigi Di Biagio. Proprio i due nazionali sono i protagonisti indiscussi di questo nuovo numero del Magazine: ci hanno raccontato la loro esperienza, i loro sogni e le loro aspettative ma soprattutto la loro avventura in terra frentana, come e perché hanno scelto la Virtus Lanciano e dei loro obiettivi con la maglia rossonera. Sono quattordici le giornate che ci separano dalla fine di questo Campionato e la squadra di Mister Baroni è a quota quarantaquattro punti…parlare di salvezza inizia a stare stretto: la parola play-off, scaramanticamente evitata fino ad ora, inizia a prendere sempre più piede.Ai ragazzi della Virtus il compito di far continuare a sognare i propri tifosi e non solo…


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Lo sai che? LA COLAZIONE DEGLI SPORTIVI: ENERGETICA MA DIGERIBILE

Dott. Antonio Falconio

Fare il “pieno” di energia è importante per tutti, soprattutto per chi pratica attività sportiva. E’ buona regola quindi cominciare la giornata con una buona colazione come d’altronde consigliano tutti i nutrizionisti. Per gli sportivi, nei giorni di allenamento, la prima colazione deve essere abbondante, arrivando a coprire il 25% del fabbisogno totale di calorie, contro l’abituale 15-20% di chi non fa sport e deve essere un pasto sostanzioso e completo, ma anche equilibrato e digeribile, accompagnato da una adeguata introduzione di liquidi (spremute). Qualche esempio di spesa energetica “sportiva” «Camminare speditamente a una velocità di 6 km per un’ora o fare una partita di tennis significa bruciare dalle 300 alle 400 calorie, mentre correndo a maggiore velocità (circa 8 km) in un’ora si consumano circa 500 calorie». Ma chi può definirsi uno sportivo? Si può parlare di discreta attività fisica se viene praticata 3-4 volte alla settimana per almeno un’ora al giorno. Pe un’ora di “fitness” sono necessarie circa 2.500 calorie distribuite nella giornata, a seconda dello stato

ponderale di ciascuno, e a colazione possono essere sufficienti 300-400 cal. Diverso è il discorso per i professionisti: un calciatore, che fa due allenamenti al giorno, ha bisogno quotidianamente di almeno 3.500 calorie e può quindi concedersene 700 a colazione. LA COLAZIONE IDEALE Quale deve essere la composizione della colazione da suggerire a chi pratica attività fisica? Il 50-55% dell’introito calorico giornaliero dovrebbe arrivare dai carboidrati, il 25-30% dai grassi e il 20-25% dalle proteine. E’ bene ricordare che i “carboidrati proposti per la dieta mediterranea possono arrivare al 65 %”al contrario, le percentuali di carboidrati che si utilizzano nelle diete iperproteiche scendono al 40-42%”. I carboidrati a basso indice glicemico (cereali), meglio se integrali, servono per dare energia sulla lunga durata, ma gli sportivi - come peraltro tutti - devono mangiare anche cibi che forniscano energia di pronto consumo e quindi gli zuccheri: questi si trovano soprattutto nella frutta (fresca e secca) che, inoltre, contiene vitamine e sali minerali importantissimi. Inoltre latte e yogurt dovrebbero essere scremati, quelli interi sono più grassi e quindi più difficili da

digerire. Le proteine possono derivare da formaggi freschi e magri, da prosciutto e bresaola e dalle uova. CIBI DIGERIBILI Nessun alimento è vietato in assoluto ma i dolci vanno assunti saltuariamente o in piccole quantità. Meglio una fetta di pane integrale con una fetta di prosciutto crudo. La bresaola ed il prosciutto (crudo o cotto), sono ben diversi dagli insaccati che sono molto usati all’estero. Perché è importante la digeribilità nella colazione dello sportivo? Perché i muscoli, quando si pratica una attività fisica, hanno bisogno di maggior apporto di sangue che non deve essere richiamato dallo stomaco impegnato in una faticosa digestione. Se si fa colazione con molte proteine bisogna tener presente che ci vogliono anche tre ore per digerirle: pertanto se l’allenamento inizia dopo un’ora e mezzo o due non bisogna esagerare con i cibi proteici e grassi. E’ importante ricordarsi che è errato ritenere che chi pratica sport può mangiare “impunemente”: non bisogna sopravvalutare “le calorie” che si consumano facendo attività fisica. Buona colazione!


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“L’alimentazione quotidiana serve a rifornire il nostro corpo di carboidrati, proteine e grassi, ma anche di acqua, vitamine e minerali, oltre ad altre sostanze presenti in piccola quantità ma preziose per proteggere la nostra salute. Dal momento che non esiste un unico alimento che contenga tutte queste cose e nelle giuste quantità, il modo più sicuro per garantirci quello che ci serve è quello di variare le nostre scelte alimentari. Questo significa mangiare frutta e verdura di vari tipi e colori, tagli differenti di carne, carni e pesci di specie diverse, legumi in alternanza ad altri secondi piatti, e così via, magari sperimentando anche vari metodi di cottura. In questo modo si riescono ad evitare squilibri nutrizionali, scoprendo sapori nuovi e ottenendo anche il vantaggio di limitare le eventuali sostanze tossiche o antinutrizionali (non solo aggiunte, ma anche naturali) che possono essere presenti in alcuni alimenti o in alcune marche di alimenti. È importante, infatti, non solo variare il prodotto, ma anche, dove possibile, la sua fonte. Seguendo queste indicazioni non ci sarà bisogno di nessuna integrazione alla dieta con vitamine, minerali, o combinazioni di questi due.” Fonte INRAN


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GIANMARIO COMI LANCIANO, LA SCELTA VINCENTE

di Simona Luciani


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ianmario Comi, classe 1992, è arrivato a Lanciano con tanta voglia di riscatto nel mercato invernale appena conclusosi. Alla sua seconda stagione in Serie B, dopo una bella avventura con la Reggina, ha giocato la prima parte del campionato in corso nel Novara. Schierato titolare con la maglia rossonera già dalla prima partita con il Brescia, Gianmario è tornato al gol (e che gol!) contro il Cesena, segnando in rovesciata il pareggio che è valso un importantissimo punto alla Virtus. Figlio dell’ex calciatore di Torino e Roma, Antonio Comi, oggi direttore generale della squadra granata, il numero ventisei ha le idee ben chiare sul suo presente: giocare con il massimo impegno sul campo e aiutare il più possibile la squadra con cui ha scelto di far ripartire il suo cammino in Serie B. E sul futuro…. Partiamo dal bellissimo gol contro il Cesena. Quanto ha significato per te segnare in questo momento? Tanto perché per prima cosa ha portato un punto al Lanciano, importantissimo per me e per tutta la squadra. Poi perché arrivavo da un momento difficile in cui ho buttato giù parecchi bocconi amari a Novara ed è stato un gol che mi ha liberato dal brutto periodo che ho passato. Ora però bisogna subito metterlo da parte e pensare alle prossime partite. L’hai rivisto? Si. E’ stato puramente istinto, un bellissimo gol di cui sono molto contento ma alla fine, secondo me, un gol bello equivale ad uno brutto: l’importante è che la palla vada dentro. E’ stato il più bello della tua carriera fino ad ora? Si, direi di si. Ha una dedica speciale, a mia sorella che a giugno mi renderà zio di due nipotini! Quella porta poi è fortunata, anche l’anno scorso con la Reggina segnai lì. Il primo gol di una lunga serie con la Virtus? Quello che posso promettere ai tifosi è il mio impegno massimo quando indosso la maglia. Poi è normale che essendo un attaccante ho voglia di fare altri gol ma l’importante ora è

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pensare alla prossima partita. Venticinque gol nella Primavera del Milan in ventitré partite ed undici con la Reggina nel tuo primo anno di B. Poi sei arrivato a Novara. Cosa non ha funzionato? Purtroppo nel calcio non sempre le cose vanno bene, fa parte del gioco e qualche esperienza non positiva può capitare. Bisogna tirarsi su le maniche ed andare avanti cercando di non pensarci più. Preferisco non parlarne. Ora voglio pensare al presente ed il presente si chiama Lanciano. Perché proprio Lanciano? Sono arrivato qui perché c’è stata una trattativa che mi ha incuriosito molto, contro il Lanciano avevo giocato ad ottobre quando ero al Novara e ci siamo presi una sonora sconfitta! Me ne han parlato sempre bene e anche se avevo altre proposte ho preferito venire qui perché ho pensato che fosse la situazione ideale per me. Sei qui da poco più di un mese… pensi di aver fatto bene? Si. Sfortunatamente non sono potuto andare a giocare a Reggio Calabria per l’influenza, ci tenevo molto perché avrei giocato contro il mio passato. Diciamo che le cose stanno andando molto bene ma bisogna sempre mantenere i piedi per terra, lottare e dare sempre il massimo di se stessi. Questo è il mio obiettivo ma penso sia quello un po’ di tutti qui. Qual è la cosa che ti ha colpito di più quando sei arrivato? Sicuramente la genuinità dell’ambiente, molto familiare. E’ un lato che mi ha colpito molto e sono orgoglioso di far parte di questa società, di questa squadra e di questo gruppo. Mister Baroni lo conoscevi già? Si. Ci ho giocato contro una volta quando facevo la primavera del Milan. Poi io sono di Torino, anche non conoscendolo di persona, ho avuto modo per vedere in più occasione come giocano le sue squadre. Tu sei figlio d’arte. Com’è crescere con un papà calciatore? Più che papà calciatore mio padre è stato il mio responsabile per dodici anni a Torino, quindi poteva essere più questa la difficoltà. Naturalmente se sbagliavo ero il primo a pagare ma fortunatamente ho avuto un per-


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corso di crescita prematuro rispetto ad altri, ho giocato spesso e fatto gol, quindi sono quasi sempre riuscito a dimostrare sul campo il mio impegno. Sei cresciuto al Torino. Poi? Nel 2011 sono arrivato al Milan, ero ancora giovane e non rientravo nei piani del Torino per giocare in Serie B com’era giusto che fosse. Ho avuto questa possibilità di andare in comproprietà a Milano, facendo lo scambio con Verdi, è stata un’opportunità grandissima anche se lasciare Torino dopo tutti quegli anni è stato difficile ma prima o poi doveva accadere. Com’è stata l’esperienza a Milano? Al Milan è stato fantastico, ho avuto la possibilità di allenarmi con grandi campioni e sono cresciuto tanto anche sotto il punto di vista tecnico, facendo la vita professionistica al cento per cento. Un trampolino di lancio per entrare nel calcio vero com’è stato a Reggio Calabria dove

ho fatto un anno bellissimo che ricorderò sempre. Mi sono trovato molto bene, una società e una città che mi ha dato tanto, ci sono stati momenti difficili ma ho dei ricordi stupendi. Ora però penso al Lanciano. Sei del Nord e hai avuto e stai avendo belle esperienze in città del Sud. C’è differenza? L’approccio al calcio è lo stesso. Poi tutte le squadre, sia del Nord che del Sud, sono composte da persone molto eterogenee dal punto di vista territoriale, trovi calciatori che vengono da posti differenti quindi non senti differenze sotto questo aspetto. Novara è stata una parentesi sfortunata sotto vari punti di vista

e sicuramente se le cose fossero andare in maniera diversa ora ne parlerei in altro modo. Quello che posso dire è che fino ad oggi al Sud mi sono trovato e mi sto trovando benissimo anche se ho sempre vissuto al Nord. Come hai deciso di fare anche tu il calciatore? In realtà non l’ho deciso, ho sempre voluto fare quello. Ho avuto una famiglia dove mio padre per primo non mi ha mai spinto a giocare a calcio, ho avuto la massima libertà in questo senso. Sono diventato tifosissimo del Toro sicuramente grazie a lui che ha passato tanti anni lì ma anche grazie alla famiglia di mia madre che mi ha portato sempre

NOI ATTACCANTI, SIAMO STRANI, PASSANO DEI MESI SENZA FARE GOL POI CI SI SBLOCCA NE FACCIAMO UNA CATERVA


Virtus Magazine allo stadio a vedere le partite. Nelle foto da piccolo, da quando avevo un anno, ero sempre con il pallone in mano. Non c’è stato nemmeno bisogno di dire cosa volessi fare. Da tuo padre arrivano più rimproveri o consigli? Papà c’è sempre nel momento del bisogno, quando le cose vanno bene so che è orgoglioso di me anche se magari non lo esterna ma nei momenti di difficoltà è sempre presente, è il mio punto di riferimento e il mio esempio di vita. Dopo il gol che ti ha detto? Era contento perché secondo lui lo meritavo ma mi ha detto subito di non perdere la concentrazione. Se ti dico play-off? L’obiettivo salvezza è da raggiungere il prima possibile. Poi, come abbiamo detto anche nella conferenza stampa di presentazione, pensiamo a divertirci. Dobbiamo concentrarci settimana per settimana, senza prendere alla leggera nessuna partita: non possiamo permetterci di sottovalutare nessuna squadra, tutti giocano per qualcosa e tutte saranno avversari difficili da affrontare. Cos’è mancato secondo te al Lanciano in queste prime partite del girone di ritorno? Con il Cesena secondo me, se guardiamo le occasioni, non abbiamo fatto male. Forse dovevamo essere più coraggiosi nell’attaccare nei primi minuti. Ma la partita è stata buona contro una della squadre più difficili da affrontare in casa, è una squadra che si chiude molto dietro e poi è micidiale nelle ripartenze. A Reggio Calabria forse ci è mancato un po’ di cinismo. Il calcio è troppo strano, non sempre poi il risultato rispecchia la prestazione. Nella prima parte del campionato quando la Virtus era prima in classifica, tu eri a Novara. Quale percezione si aveva dal di fuori? L’idea era sicuramente quella di un gruppo molto forte e di un gioco bello e sincronizzato. Una società sana, una piazza positiva. Anche quando sono arrivate un po’ di sconfitte si sono avvertite queste qualità, in molte altri posti basta perdere una partita che è una catastrofe Quale avversario può dare più problemi al Lanciano nel girone di ritorno? Purtroppo tutte le partite sono difficilissime perché, come dicevo prima, ogni squadra lotta per raggiungere il

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proprio obiettivo. Bisogna temere la prima in classifica così come l’ultima, magari alla fine potrebbe esserci qualche partita più facile contro chi ha già raggiunto l’obiettivo e ha i nervi più rilassati ma in linea di massima non esistono partite facili. Lo dice lo stesso Campionato di Serie B: vinci due partite e sei su, ne perdi due e precipiti in basso. Qual era il tuo giocatore preferito da piccolo, a parte tuo padre? Papà non l’ho mai visto giocare dal vivo, si è ritirato molto giovane, aveva 31 ed io ero piccolissimo, quindi ricordo solo dei flash. Poi le sue partite le ho riviste più in là in

tv. Il mio idolo era ed è Paolo Pulici, un’icona per il Torino, poi Marco Ferrante. Successivamente ho avuto l’occasione di conoscere il re dei bomber , Pippo Inzaghi, con il quale ho tuttora un bel rapporto. Obiettivo personale? Beh la Serie A. Ma per arrivare ad un obiettivo così grande devo dimostrare tanto in campo, fare gol e dare una grossa mano alla squadra con cui gioco. Soltanto attraverso gli obiettivi personali e soprattutto di gruppo è possibile raggiungere poi i propri sogni. Si è parlato spesso degli attaccanti che qui a Lanciano non fanno gol. Ma come ci si sente se

ricopri questo ruolo e non riesci a segnare? Se giochi in attacco e non fai gol purtroppo vai giù di forze e di morale. Certo noi attaccanti siamo strani, magari passano dei mesi senza fare gol poi ci si sblocca e se ne facciamo una caterva. L’importante è non perdere mai la fiducia e quando hai i giusti compagni di squadra ed un grande gruppo dietro, questo non succede. Poi ci si può sbloccare con poco, alle volte basta un gol anche di fortuna e ti cambia tutto. A giugno che si fa? (Ride) A giugno nascono i miei due nipotini!


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Filippo De Col di Simona Luciani


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ilippo De Col, 21 anni ad ottobre, è arrivato a Lanciano alla fine dello scorso luglio, guadagnandosi da subito un posto da titolare in squadra e nel cuore dei tifosi. Terzino destro, in prestito dal Verona, Filippo è un ragazzo umile che guarda molto al presente e vive alla giornata, adora il mare e giocare al Sud e, nonostante la giovanissima età, si impegna al massimo per raggiungere i propri obiettivi. L’abbiamo incontrato per parlare un po’ della sua storia e dei suoi interessi. Sei arrivato qui durante il calciomercato estivo e sei uno dei più giovani. Dall’inizio del campionato il Mister ti ha sempre schierato in campo. Secondo te perché? Sicuramente il Mister ha avuto fiducia in me, almeno fino ad ora. Adesso sta solo a me crescere e continuare a lavorare per migliorare soprattutto nei punti deboli e farmi trovare pronto anche per le prossime partite. Punti deboli…quali sono i tuoi? Lavoro insieme agli altri un po’ su tutto, sia sulla fase difensiva che su quella offensiva e sulla tecnica. Anche le varie posture del corpo sono importanti. Diciamo che lo staff tecnico e medico ci aiuta a lavorare e a migliorarci su ogni aspetto. Come hai iniziato a giocare a calcio? Ho iniziato a giocare a cinque, sei anni come tutti. Era la mia passione e poi da piccolo era un gran divertimento, era l’unica cosa che mi faceva sentire libero. Dopo i tredici anni sono uscito di casa per andare a fare il settore giovanile con il Milan. Lì ho capito che la cosa cominciava a farsi seria. Come mai Lanciano? Perché è una società seria, con un progetto molto interessante e che punta moltissimo sui giovani. Quando sei arrivato ti aspettavi di giocare sempre titolare? No, sapevo che il Mister era interessato ai giocatori della mia età ma sono arrivato in punta di piedi anche perché per me si tratta di una realtà nuova, non ho mai giocato in questa categoria e di certo non mi aspettavo di scendere in campo in tutte queste partite. Ma ora che ci sono voglio lavorare per poter andare avanti così il più a lungo possibile. Il tuo segreto? Negli allenamenti cerco di dare sem-

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pre il massimo e migliorarmi. Cerco di stare attento all’alimentazione, aiuta tantissimo nelle prestazione ma anche per avere una carriera più lunga. Chiaramente devo continuare su questa strada perché se mollo sarebbe negativo per me. Sono giovane e devo lavorare il doppio degli altri ed essere sempre a disposizione del mister. C’è qualche compagno di squadra che ti ha aiutato in maniera particolare? Un po’ tutti. I “vecchi”sono una famiglia qui. Mammarella, Di Cecco, anche Gianvito che è andato via, Vastola, Piccolo, tutti ti danno una mano. Mi sono trovato bene da subito anche perché qui a Lanciano sono stati tutti molto accoglienti, dalla società, allo staff, ai tifosi. La partita più difficile fino ad adesso? A livello personale quella con la Ternana. Avevo qualche problemino fisico ed ero uscito dopo venti minuti nella partita precedente con il Novara. In quell’occasione non ho quindi reso al massimo. Invece con il Carpi è stata tutta la squadra a perdere lo spirito combattivo che ci contraddistingue, anche se secondo me non c’è da condannare nessuno. Poi ci siamo ripresi con il Cittadella, forse avevamo bisogno di una scossa per ritrovare noi stessi. Quarantaquattro punti. Manca poco al raggiungimento della quota salvezza… Si, quella è’ il nostro primo obiettivo, della squadra e della società. Beh si potrebbe quasi dire che l’obiettivo è praticamente raggiunto. Quindi mi viene in mente la parola play-off… Bisogna ragionare partita per partita. Ora bisogna concentrarsi soltanto sul prossimo avversario e vedere quanti punti riusciamo a portare a casa, poi al prossimo e così via… Gol di Comi contro il Cesena: De Col – Casarini – Comi… Gianmario ha fatto un gran gol e Casarini è stato bravo a mettergli un cross altrettanto buono. E proprio dopo che il Cesena stava per raddoppiare con Succi. Per fortuna noi abbiamo San Sepe! Sapere che c’è Sepe alle vostre spalle vi fa stare più tranquilli? A me dà tanta sicurezza sapere che c’è lui, è un ottimo giocatore, bravissimo anche con i piedi. Ti trasmette serenità. Noi del reparto siamo molto


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Virtus Magazine felici di avere lui in porta. Si è sentita l’assenza di alcuni giocatori nelle partite e prestazioni di dicembre? Chiaramente i giocatori sono molto importanti ma la squadra ha altri giocatori che riescono a sostituirli allo stesso modo. Magari nelle palle inattive un piede come Carlo è difficile da ritrovare ma noi ce l’abbiamo messa tutta per sostituirli alla grande. E’ il tuo primo anno di B. Come ti sembra? E’ tosta. Ogni domenica non è mai una partita scontata, di quelle in cui dopo dieci minuti pensi “questa la vinco”. Sono quasi sempre gli ultimi dieci minuti a decidere l’esito della partita. Io ho giocato solo un altro campionato in Lega Pro con l’Entella e devo dire che la Serie B come qualità di partite, intensità e lotta è totalmente diversa. Molti hanno detto che la difesa è il segreto di questa Virtus… Non sono i singoli che fanno la differenza ma è grazie alle caratteristiche di ognuno che formiamo un grande gruppo che, messo in campo dal Mister, riesce a dare il meglio. Poi ci sono gli attaccanti che fanno un lavoro mostruoso in fase difensiva, noi difensori siamo molto avvantaggiati. Nel futuro come ti vedi? Il sogno naturalmente è la Serie A, solo che devo pensare giorno per giorno. il calcio è imprevedibile, una settimana possono pensare una cosa di te, quella successivaun’altra. Bisogna sfruttare tutte le occasioni che si presentano ma intanto pensiamo a finire questo campionato. Sei contento di essere venuto qui a Lanciano? Si, sono sicuro di aver fatto la scelta giusta ma questo già dopo un mese che ero arrivato. Qui tutto l’ambiente è fatto apposta per fare calcio. Nella tua carriera qual è l’episodio che ricordi più felicemente? La mia breve carriera (Ride). Sicuramente l’anno scorso in Lega Pro, la partita tra Virtus Entella e Trapani. Sono entrato sul due a zero per il Trapani, noi eravamo con un uomo in meno. Dopo il mio ingresso

in campo abbiamo fatto gol su rigore e poi negli ultimi venti minuti ho fatto un assist ed un gol ed è finita tre a due per noi. E invece quello più brutto? Per fortuna non ce ne sono stati molti. Forse la delusione di Carpi. Tu sei un tipo che se la prende tanto dopo una sconfitta o una brutta prestazione? Si, rimugino abbastanza. Mi riguardo sempre le partite per vedere gli errori che ho fatto, poi dopo un giorno mi passa ma mi metto sempre ad analizzare la mia prestazione per capire dove ho sbagliato. Quindi sei severo con te stesso? Si, molto. Altrimenti non si può migliorare. Quanto è importante la tua famiglia? Tantissimo. I miei genitori hanno sempre creduto in me. Il mio obiettivo è creare delle opportunità anche per loro e farli vivere bene. Hai fratelli e sorelle? Ho un fratello di 31 anni e una sorella di 25. Ogni tanto vengono a vedermi anche se la distanza è tanta e non siamo collegati benissimo. Con mio fratello parlo molto delle partite perché anche lui ha giocato a calcio. Eri mai stato in Abruzzo prima? No, mai. Ho il mio migliore con cui ho giocato insieme al Milan amico che è de L’Aquila ma non c’ero mai stato prima. E come ti sei trovato? Bene, come cibo si mangia benissimo ma è meglio che seguo la dieta! Le persone sono molto tranquille e mi fa molto piacere quando mi fermano. Squadra del cuore? Milan. Il giocatore a cui ti ispiri? Maicon. In camera avevo anche il poster Ibrahimovic ma più per la cattiveria agonistica. E l’allenatore? Mourinho. Perché qualsiasi giocatore che è stato allenato da lui dice che è l’allenatore migliore del mondo. Quindi se ti dico che tra cinque anni giochi nel Milan allenato da Mourinho? Dove si firma? (Ride) E Baroni che tipo di allenatore è? Molto pacato ma se ti deve far capire una cosa è diretto, te la fa capire

NEGLI ALLENAMENTI CERCO DI DARE SEMPRE IL MASSIMO E MIGLIORARMI


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subito. Da bambino c’era qualche altra cosa che volevi fare oltre il calciatore? Guidavo, guidavo tantissimo le macchinine! Fino a quattro anni non avevo interesse per il pallone poi mio fratello che giocava mi ha tirato dentro e ho lasciato perdere tutto il resto! Quindi si può dire che è merito suo se giochi a calcio? Secondo me si!

Hai mai praticato qualche altro sport? Il golf. Mi rilassa molto anche se ormai non ci gioco da tanto. Il compagno di squadra con cui vai più d’accordo? Ho legato molto con Minotti, stiamo sempre insieme. Piatto preferito? Il ragù della mamma! Playstation o Xbox?

Playstation! Gioco preferito? Fifa! Hai giocato qualche partita con la Virtus? Si ma ci hanno fatto troppo scarsi! A scuola come andavi? Bene… Materia preferita? Educazione fisica Scontato! No dai, mi piaceva anche la storia!


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Nazionale “RossoNera” COMI E DE COL CONVOCATI IN UNDER 21

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a Nazionale Under 21 si tinge di rossonero con il riconoscimento di prestigio per i due giovanissimi campioni della Virtus Lanciano, Gianmario Comi e Filippo De Col, convocati da Mister Gigi Di Biagio per l’importantissimo match del 5 marzo contro l’Irlanda del Nord, gara valevole per la qualificazione ai Campionati Europei. Seconda convocazione per l’attaccante di Torino, già schierato in campo nell’amichevole dello scorso 14 agosto con la Slovacchia, al suo esordio assoluto invece il numero quattro della Virtus, De Col, presente fino ad ora in due partite amichevoli dell’Under 20. Ottime le prestazioni dei due ragazzi con Comi, sceso in campo dal primo minuto nel 4-3-2-1 inedito scelto da Di Biagio, presente lo scorso dicembre allo stadio Guido Biondi per assistere al difficile derby d’Abruzzo tra Lanciano e Pescara, e De Col che ha debuttato negli ultimi minuti della partita, vinta dagli azzurri per 2-0. Una grossa opportunità e un’interessante vetrina per i due giovanissimi calciatori rossoneri di venti e ventuno anni, convocati prima per lo

stage pre-match al Mancini Park Hotel di Roma e scelti poi per il raduno in vista della gara ufficiale. Prestazione, quella dell’attaccante di proprietà del Torino e in forza alla Virtus da gennaio, che non è sfuggita all’allenatore della Nazionale maggiore, Cesare Prandelli, che, tra i 31 convocati per lo stage pre-Mondiale (di cui nove provenienti dalla Serie B) dell’11 e 12 marzo nella Capitale, ha scelto proprio Gianmario Comi.


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LA RIVISTA UFFICIALE DELLA VIRTUS LANCIANO 1924 - Anno II n.2/2014 Edizione Febbraio / Marzo 2014