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ATTUALITA’

Non sembra un problema concreto “imporre” in qualche modo alle vittime di violenza (fisica in particolare) la “querela/denuncia”. L’esperienza in proposito insegna che trovare come far lievitare ben oltre il 50% il numero degli atti violenti denunciati non pare costituire nell’ambito pubblico una problematica insuperabile (ad esempio, pare sufficiente -o comunque bastevole all’uopo- rendere automatico il referto ogni volta che il personale di un pronto soccorso registra la parola “violenza”). Ma, di frequente ci si chiede “perché?”; “e poi?” è giusto forzare in questo e quel modo la volontà di un altro/a? e senza pagarne il fio. Nella realtà si ritiene la vittima così bisognosa di protezione, così debole nella autostima, così fragile … ma così forte da querelare, da reiterare la descrizione di quanto subito, da non conoscere né poter programmare il proprio futuro (e non solo assieme ad eventuali figli presenti, ma il proprio di essere umano), da non avere paura sempre e comunque, prima e dopo, ovunque si trovi, dovunque sia “collocata”. Con ciò vogliamo fare riferimento a casi ben noti alla cronaca, anche recenti, non ad ipotesi più o meno “fantasiose” Come opera l’Osservatorio? Le finalità dell’Osservatorio sono state orientate, fin dalla sua istitu-

zione, ad un’attività scientifica per realizzare una rilevazione sistematica del fenomeno, ad una attenta valutazione dei dati attraverso l’elaborazione di modelli impostati metodologicamente, all’individuazione di interventi e programmi specifici di collaborazione, formazione e informazione. Il gruppo di lavoro interno dell’ONVD è formato da personale specializzato, con conoscenze e formazioni differenziate; opera costantemente in contatto con i collaboratori esterni, docenti universitari e specialisti di ambiti disciplinari diversi, per consentire un’analisi e un approccio multidisciplinare al fenomeno. L’attività dell’ONVD è il risultato di un lavoro “a più mani” (universitari e criminologi, personale delle U.O. di Pronto Soccorso, Medici di Medicina Generale, personale dei Consultori familiari territoriali, operatori della Polizia di Stato, dell’Arma dei Carabinieri, Polizia locale e Magistrati). Ognuno contribuisce, con le proprie competenze specifiche, all’individuazione delle molte forme di abuso e di violenza e al tempo stesso all’indicazione degli atti operativi necessari. L’attività dell’ONVD non prevede assistenza alle vittime di violenza domestica; in quanto realtà scientifica ha come missione la produzione di dati, ossia basi formali certe per lo studio e la ricerca del fenomeno, dati che consentono alle istituzioni preposte di attuare politiche di prevenzione, contrasto e repressione. Il lavoro consiste in una indagine capillare “a tappeto” sugli episodi di violenza domestica emergenti che entrano in contatto con soggetti istituzionali e per i quali è possibile una rilevazione “per atti formali”, superando il livello di conoscenza frutto di illazioni e risultanze vaghe generato dai metodi “a campione” e/o con interviste telefoniche. Il metodo dell’ONVD è stato messo a punto in collaborazione con numerose realtà istituzionali, a livello amministrativo (Prefetture, Tribunali Civili e Penali, Dipartimento Esecuzioni Penali, Regione, Province, Comuni) e operativo (Arma dei Carabinieri, Questure, Guardia di Finanza) ONVD Osservatorio Nazionale Violenza Domestica www.onvd.org - info@onvd.org Polizia locale, Aziende ASL e ULSS, Medici di Medicina Generale, Operatori dei Consultori Familiari

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Grandangolo Marzo-Aprile 2016  
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