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il Quotidiano del Molise giovedì 16 maggio 2019

ISERNIA

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Tutti i particolari della nuova organizzazione nell’incontro svoltosi Ieri tra Emilio Izzo e i Commissari

Senologia retrocessa, non si opera più Sosto: «Tre ambulatori: Campobasso, Isernia e Termoli. Gli interventi chirurgici solo al Cardarelli»

I commissari Giustini e Grossi con i vertici dell’Asrem

REDAZIONE ISERNIA Interventi chirurgici al Cardarelli di Campobasso, mentre i prelievi e gli screening oncologici si effettueranno anche a Isernia e Termoli. Questa la sentenza del direttore generale dell’Asrem, Gennaro Sosto che ieri mattina, insieme agli altri vertici dell’Asrem e ai commissari alla sanità, Giustini e Grossi, hanno incontrato cittadini, il portavoce Emilio Izzo con gli esponenti del comitato “In seno al problema” e gli amministratori locali, che

si stanno battendo per evitare la chiusura di Senologia. Una giornata iniziata ben presto, con la manifestazione di protesta organizzata da Emilio Izzo e perfettamente riuscita dinanzi all’ospedale “F. Veneziale”, a cui hanno preso parte centinaia di persone, tra cui molti studenti, pronti ad accogliere i commissari a suon di slogan. La Panda bianca dell’Asrem ha fatto la sua comparsa in via Sant’Ippolito intorno alle 11. Dopo un breve incontro privato con Emilio Izzo e con le istituzioni presenti, la decisione di indire

Scurti: «Pronti a impugnare il provvedimento Non si può eliminare un servizio che funziona» L’esponente di Italia in Comune sta valutando il ricorso alla magistratura contro la decisione L’avvocato Oreste Scurti, responsabile cittadino di “Italia in Comune” e legale che ha portato avanti diverse cause nell’ambito della sanità pubblica, non si è dato per vinto e ha dichiarato di «voler impugnare i provvedimenti dell’Asrem per verificare se ci possano essere errori». Scurti, infatti, si è detto pronto a studiare tutto il carteggio per comprendere se tutto sia stato fatto nella maniera giusta». L’avvocato, insomma, valuterà se fare ricorso alla magistratura non appena gli atti saranno definitivi: «C’è troppo che non quadra – ha continuato – perché una struttura pubblica, un reparto di senologia che da anni funziona bene, salva molte vite, deve chiudere. Non mi riesco a spiegare la ratio di questo provvedimento: un servizio eccellente è costretto a chiudere. In genere si chiuda un qualcosa che non funziona e non di certo il contrario. Questo non lo diciamo noi ma lo suggerisce la logica. Il provvedimento amministrativo per cui un reparto chiuso deve essere motivato». In sostanza, secondo Scurti, se i numeri sono dalla parte dell’ospedale pentro non si riesce a comprendere il motivo per cui questo dovrà essere sacrificato. Oreste Scurti e Francesca Scarabeo

un’assemblea pubblica per spiegare quanto sta accadendo. A metterci la faccia – gli va dato atto, ndr – proprio il direttore generale, Gennaro Sosto. «Fino a poco tempo fa in Molise non esisteva un vero e proprio reparto di Senologia, ora, invece, vi è un unico reparto che ha sede al Cardarelli di Campobasso, qui saranno effettuati gli interventi chirurgici, al contempo saranno creati due “spoke”, in cui gestire le fasi preoperatorie e postoperatorie», che di fatto vuol dire che il servizio di Senologia a Isernia sarà fortemente ridimensionato e, soprattutto, che le operazioni saranno effettuate solo al “Cardarelli”. Ma Sosto ci ha tenuto a precisare che non si tratta di una scelta dell’Asrem. Sono i numeri che lo impongono: «Abbiamo solamente attuato un decreto ministeriale, non abbiamo nessun motivo per chiudere l’ospedale pentro. Anzi, stiamo potenziando il presidio con nuovi macchinari e nuovi medici». È notizia di qualche giorno fa, infatti, la decisione da parte dell’Asrem di iniziare i lavori per la terza sala operatoria e l’imminente arrivo di nuovi macchinari, tra cui una tac, e di due nuovi onco-

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Emilio Izzo

logi. A fronte delle rassicurazioni arrivate per il Veneziale, meno ottimismo per quel che concerne Senologia. «Una scelta anti-economica - fa sapere Francesca Scarabeo, medico di Senologia – in quanto il presidio isernino effettua 120 interventi all’anno, mentre a Campobasso solo 11. Se ci deve essere un solo reparto

più altri due distaccamenti per tutta la regione, non vedo perché quello centrale, dove si effettuano gli interventi chirurgici, non possa restare nel capoluogo pentro». Una decisione che appare più politica che amministrativa, almeno è quanto si evince dall’incontro tenutosi. Al fianco della Scarabeo anche il sindaco di Isernia, Giacomo

d’Apollonio e il presidente della Provincia, Lorenzo Coia che hanno detto basta a logiche ragionieristiche. Subito dopo la parola è passata ai commissari alla sanità, Giustini e Grossi. Proprio quest’ultima è entrata maggiormente nel dettaglio e ha dichiarato che «il diritto alla salute sarà garantito». La dottoressa Grossi ha spiegato che si sta continuando a lavorare sul piano di rientro e si sta facendo il possibile per investire nel miglior modo possibile le poche risorse a disposizione. «Quando ci recheremo a Roma – ha dichiarato – ci faremo portavoce anche della situazione di Senologia». Dopo le spiegazioni tecniche, dunque, ora la palla passa alla politica che dovrà dare risposte immediate. Altrimenti Isernia sarà pronta nuovamente a scendere in piazza e a mettere in atto forme ancora più forti di protesta.

Scarabeo: «Sono amareggiata, sarò costretta a trasferirmi a Campobasso» Le reazioni della senologa e delle pazienti oncologiche «Non credo di avere scelta, a quanto pare sarò costretta ad accettare il trasferimento a Campobasso», la senologa Francesca Scarabeo ha commentato lo “sfratto” che ha ricevuto, insieme al suo collega, Ettore Rispoli. Pochi giorni fa i due medici del presidio isernino hanno ricevuto una nota da parte dei vertici dell’Asrem in cui si chiedeva loro di scegliere tra due opzioni: prendere servizio presso il reparto di Chirurgia di Isernia o accettare il trasferimento presso la la Breast Unit del Cardarelli. Anche la Scarabeo ieri mattina ha preso parte alla manifestazio-

ne di protesta prima, per poi ribadire, dinanzi ai vertici Asrem e commissari, le ragioni per cui risulterebbe fondamentale non ridimensionare Senologia. Anche perché i numeri sono tutti a favore del “Veneziale” di Isernia a discapito del Cardarelli. «Motivo per cui tale decisioni appare più che altro politica – ha dichiarato, invece, Emilio Izzo, portavoce del comitato “In seno al problema” –. Siamo pronti a tutti e se toccheranno la sanità pubblica allora siamo pronti a fare le valigie e chiedere l’annessione ad altre regioni». Un pensiero condiviso dai sindaci di Isernia e Venafro, dai tanti esponenti politici locali e regionali (Calenda e Nola), dagli studenti presenti, dalle “Mamme per la Salute” e dal comitato “Pro Santissimo Rosario”, e dalle tante pazienti oncologiche. Tutti uniti da un unico obiettivo: garantire il diritto alla salute dei molisani.

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Quotidiano del Molise del 16-05-2019  

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