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DOMENICA 5 MAGGIO 2013

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Settimanale di Informazione

ANNO XIII - N° 18 - DOMENICA 5 MAGGIO 2013

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GRANDI CRAC La settimana degli “operai”

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PALLA AVVELENATA

COSA C’E’ DIETRO IL CROLLO DI TANTI SETTORI AL COMUNE?

GRANDI CRAC... LA SETTIMANA DEGLI “OPERAI” Scambio alla pari, a tempo determinato, tra Setaro e Ciro De Rosa e Cresci e Pallara

Settimana di grandi eventi: l’arrivo della “maledetta primavera” e l’assoluta mancanza di rispetto nei confronti dei soggetti allergici (tra essi il Sindaco e tanti capataz dell’Azienda Comune) ha fatto sì che la mala erba (i fetienti) arrivi ai primi piani delle case di questa sfortunata Città, agli onori della cronaca nera e giudiziaria, questa settimana, oltre a quelle precedenti, perché suoi giovani residenti sono tra gli attori della rapina alla gioielleria di Maddaloni dove ha perso la vita il carabiniere Tiziano Della Ratta (alla cui famiglia questa redazione esprime tutta la sua solidarietà oltre alla vergogna di avere cotanti concittadini!). Vincenzo Carfora, tra uno starnuto e l’altro, con l’aiuto di Aerius, è calmo, molto calmo. Diverso dal suo predecessore, nonostante i problemi del Palazzo politico: crisi politica in stand – by e l’impegno, con il suo partito, Api, nelle amministrative della vicina Afragola, al Pdl del can-

didato Sindaco Antonio Pannone, avversari acerrimi, invece a Casoria, grazie alla sana e intelligente opposizione che gli stanno facendo i giovani Pdl di Casoria. Lo incontro nella sua stanza, presente l’Assessore al Personale e allo Sport Antonio Lanzano. Chiedo informazioni su alcune modalità tecniche: dal semplice diserbo alla Snaidero, passando per lo Stadio San Mauro, finendo alla spending review, chiedendo informazioni, per finire, sulle condizioni igienico – sanitarie e di agibilità della Scuola Media intitolata a Nino Cortese. Nessuna risposta esauriente. Persiste l’apatia istituzionale. Saluto, vado via e rifletto tra me e me: penso al Mercato Ortofrutticolo, di cui non riesco ad avere notizie, nonostante l’impegno del servizio legale amministrativo; penso ai tecnici che debbono monitorare la sicurezza nelle scuole e a quelli che dovrebbero consentire, un giorno, la riapertura del I Circolo Di-

dattico in via San Mauro; penso ai contributi; penso al degrado del Centro Storico (o Antico); penso ai crolli di via Padre Ludovico e di via Manzoni; penso ai suicidi verificatosi negli ultimi mesi a Casoria, giovani vite spezzate da sconosciute motivazioni e che la Giunta Municipale, composta da Medici e Insegnanti, avrebbe il dovere di approfondire con analisi sociologiche e psicologiche; penso allo Stadio San Mauro; penso a quel “pasticciaccio brutto” di Casoria Ambiente e a quanto trovato da quest’ultimo Consiglio di Amministrazione; penso alle concessioni edilizie per attività produttive diventare residenziali; Penso! Il controllo degli atti, da parte della Giunta Municipale, dovrebbe avvenire in tutti i Settori, per stabilire se questi Settori producono danno alla Città: CONTINUA A PAG. 4


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4 SEGUE DA PAG. 3 e ci sono stati degli scambi alla pari, in compartecipazione, senza diritto di riscatto ma a tempo determinato: Alfonso Setaro, responsabile operativo del Progetto Integrato Urbano Europa, colui che scommise con il mio direttore: “che vuoi giocarti che a gennaio apriamo i cantieri del Parco delle Arti e altri?” è passato dal Settore “Ragioneria e Finanze” al Settore “Servizi Demografici”, al posto di Ciro De Rosa che, invece, va in Ragioneria, di cui fanno parte anche i Servizi Economato e Tributi. Altro scambio, invece, tra Salvatore Pallara e Giovanni Cresci; il primo va a coprire la direzione del Settore “Affari Generali e del Personale”; invece, il secondo diventa il responsabile dello Staff del Sindaco. E’ sempre calcio mercato dicono i miei amici Gianluca Di Marzio e Luca Marchetti. Hanno proprio ragione. Degli scambi tra soggetti cosiddetti minori non vi raccontiamo. Restiamo alle prime firme. E veniamo ai Settori: la Ragioneria, dove vengono controllati i mandati di pagamento dal 2011 ad oggi; si cominciano a percepire i crac di Casoria Ambiente (si aspetta di conoscere l’entità ufficiale del contenzioso con alcuni Comuni……), dell’Ufficio Tributi, Trasporto

Alunni, Sicurezza Sociale, Polizia Municipale (stamattina il dirigente Formez Giosuè De Rosa mi chiedeva di salutargli il nuovo Comandante dei Vigili Urbani….), Assetto del Territorio, Lavori Pubblici. Potrebbe avvenire un’ecatombe. E’ stata anche la settimana delle proteste. Il corpo insegnanti delle Scuole non è contento del criterio usato per l’accorpamento dei plessi scolastici. E sopraggiungono i ricordi: quelli sulla Tubi Bonna. Nel 2005 Salvatore Graziuso protestò contro il tentativo di speculazione sull’area, chissà se bonificata, della Tubi Bonna (Isp) come ricordo un convegno sull’Urbanistica dove il giovane diessino Massimo Santoro umiliò i palazzinari annidatesi nel centro storico. I giornali, di solito, sono in debito verso le piccole storie. Non fanno cassetta e le emarginano, per un razzismo commerciale: in prima pagina sbattono chi conta e fa vendere. Succede da sempre e non possiamo farci niente; così va il mondo. Questa settimana, il video della rapina di Maddaloni e dei nostri giovani concittadini protagonisti, è il più cliccato su You Tube. Vorrei parlarvi ancora di Api, Sinistra Critica, Pdl e siccome le storie sono anche legate agli uomini o alle donne, in prima pagina ci dovrebbero andare Ma-

riano Marino, Luisa Marro e i giovani del Pdl, che spesso non hanno onori e gloria come altri celebrati; I sogni dei poveri (in politica) e degli operai durano poco, ci pensa il tempo a stabilire le inique gerarchie. Scomparsi completamente gli opposti estremismi. La strategia della tensione iniziata nel 1969 con il tritolo di Piazza Fontana a Milano doveva servire, in maniera prospettica, a far scomparire dalla scena politica italiana e quindi anche casoriana i rossi e i neri, identificandoli come fascisti e comunisti oppure anarchici e Ordine Nuovo, Brigate Rosse e Avanguardia Nazionale. E ci sono riusciti. Oggi, 2013, l’inciucio è riuscito, tutti insieme appassionatamente, a Montecitorio, come a Casoria e fra poco ad Afragola. Mariano Marino è un medico. Non piace ad un’ala della maggioranza. Non fa clamori ma è risoluto. Apre la cartellina e mi legge una frase di Antonio Rocco, sempre nell’anno di gloria 2005: “occorre una guerra di liberazione che tolga di torno, in questa Città, personaggi che determinano tutti i suoi problemi negli ultimi vent’anni”. I giovani del Pdl stanno cercando le capacità e la forza di creare, insieme agli altri, una alternativa a questo quadro politico di maggioranza.


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ELIANA GIGLIO

Alla Sipi va in scena la “Festa di Primavera”

Lo scorso 25 aprile nella sede della Sipintegrazioni di via Pio XII a Casoria, si è svolta la “Festa di Primavera”. La Sipintegrazioni, ONLUS attiva sul territorio di Casoria da anni, è la società di psicoterapia integrata, il cui presidente è il Dott. G. Ariano. È una cooperativa sociale, una ONLUS che si interessa delle persone troppo spesso abbandonate a sé stesse con problemi psicologici/psichiatrici più o meno gravi. Gli ospiti del centro (che si divide nella Residenza e il CPP) frequentano durante il giorno i vari laboratori riabilitativi istituiti, come ad esempio il laboratorio di ceramica Kairos (prende il nome dalla Residenza della struttura: residenza nottura per i “casi” più gravi, e diurna per le persone che sono più avanti nel percorso riabilitativo o semplicemente per coloro che hanno una situazione familiare più di supporto), in cui si producono e vendono le opere realizzate dagli ospiti del centro; o la buvette – bar gestito dagli ospiti e aperto a tutti, anche ai non addetti ai lavori. Attraverso psicologi, psichiatri iscrit-

ti agli albi di appartenenza, volontari o tirocinanti, la Sipi ha attivato, fin dalla nascita sul territorio casoriano, diverse iniziative per far sì che le persone con questi problemi acquistino sempre di più una maggiore dignità di persone. Iniziative degne di nota, in una città da sempre alla ribalta per i problemi e le difficoltà che vive, volte a sensibilizzare l’opinione pubblica e i cittadini. Nella loro struttura, lo scorso 25 aprile, si è festeggiata la “Festa di Primavera”: una giornata ricca di attività socio-ricreative e di condivisione d’idee e progetti. La giornata è iniziata con una Messa sui generis: una Messa “interattiva”, in cui gli ospiti della struttura hanno letto i vari passi del Vangelo e sono stati poi “interrogati” dal sacerdote che ha esteso il discorso alla comunità presente. Poi è stata la volta del pranzo con vera pizza napoletana cotta a legna, un barbecue di carne e stuzzichini vari. La giornata di festa è proseguita con un pomeriggio di attività ricreative e momenti artistici con la collaborazione e partecipazione della New Jerico Band che ha suonato un tributo al grande Santana, e la rappresentazione teatrale “Bandita Sbandata” dell’associazione MUSE PER L’ORO in cui sono stati gli stessi pazienti a cimentarsi nella recitazione e ad avere il ruolo di protagonisti. Insomma, le belle iniziative, le iniziative importanti e degne di nota, non toccano solo le grandi città del Sud/Nord Italia, quella messa su dalla Sipintegrazioni, è stata il trampolino di lancio per attività sempre più importanti e per farsi conoscere e ampliare i propri orizzonti. Si è registrata una numerosa partecipazione dei cittadini, per ricordarsi e ricordare che Casoria non è solo una città difficile (come troppo spesso si evince dai quotidiani locali e nazionali), non esistono solo disagi e difficoltà; Caso-

ria e i casoriani devono e vogliono essere conosciuti anche per le notizie belle, per le iniziative e le attività in cui molti giovani s’impegnano e in cui credono. La città dovrebbe avere la forza e il coraggio di trasformarsi in una fenice, pronta a risorgere dalle proprie ceneri, per mostrare al mondo, all’opinione pubblica, che le “cose buone” possono essere realizzate anche in territori difficili, basta sensibilizzare le persone e attrarre la loro attenzione su temi fin troppo spesso accantonati e dimenticati.


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ASSUNTA PAGLIUCA

S.O.S. cittadino. Buche, veleni e spore

Invivibilità, Incuria, disinteresse una formula per fotografare lo stato insano di una città che non sa più indignarsi per tutto quanto registra quotidianamente nel suo tessuto civico. Una città che dovrebbe far registrare un alto grado di progettualità e grandi margini di intervento, considerato l’ ”alacre” lavoro delle Commissioni consiliari, che costano ai cittadini casoriani, così come denunciato in vari comunicati e testate giornalistiche, 7.500 euro ai membri ivi impegnati, per i mesi di gennaio e febbraio 2013. Risulta del tutto anacronistico lo spreco di danaro pubblico in un momento di austerity, che pone al centro del dibattito istituzionale la riduzione dei costi della politica. Una città con un destino sofferto, paradossalmente di-

stante dal toponimo che ha tenuto a battesimo le nostre origini, quello di “casa aurea” o “casa d’ oro”. Implode l’ alta densità abitativa. 80 mila abitanti rassegnati sotto il peso di urgenze e problemi, che attraversano ogni aspetto della nostra comunità, dal sociale all’economico, dal politico all’ambientale. Inconsapevolmente responsabili diventiamo noi cittadini, in questo S.O.S., quando esercitiamo una rappresentanza democratica debole che affida mandati ad amministratori sordi o immemori delle loro stesse dichiarazioni programmatiche di grande impatto elettorale. E nel ripercorrere parte di un vuoto istituzionale che tiene stretta in una morsa la nostra città agonizzante, si passano in rassegna i problemi dell’ordinarietà irrisolta. Si chieda ai

passanti o agli automobilisti cosa significa attraversare le strade degli appena 12 Km2 di superficie. Voragini e buche insidiose costellano il manto stradale ed i marciapiedi diventando un pericolo pubblico per i non accorti al gioco del percorso agli ostacoli. Edifici scolastici fatiscenti, per ricordare un altro punto dolente nel settore dei lavori pubblici. Urbanizzazione selvaggia in cui grava la questione delle aree dismesse con gli squilibri ecologici ad alto rischio patogeno, su cui s’innestano proposte e progetti di edilizia popolare, ancor prima del dovuto accertamento di interventi di bonifica. L’ambiente chiama in causa un aspetto che in questa fase stagionale si acuisce nella maggioranza della popolazione, le allergie. Sono note a tutti le irritazioni

cutanee e le reazioni respiratorie, le intolleranze alle istamine prodotte dalle graminacee e dai pollini. Ebbene, proprio in questo particolare momento si rende necessario, soprattutto in alcune zone periferiche, il diserbo di piante infestanti con interventi di giardinaggio in aiuole pubbliche, esterne ad edifici abitativi, che diventano serbatoi di deiezioni canine e di rifiuti di vario tipo. Manti di spore lungo i cigli della strada e parassiti fogliari, responsabili tra l’altro di dermatiti da contatto, disegnano un paesaggio surreale in cui alle fioriere ed ai cestini di deposito di deiezione canina fanno da contralto formazioni erbacee in terreni incolti e fogliame misto a rifiuti di ogni tipo. Speriamo che qualcuno se ne accorga. Noi sì, ma il nostro resta un S.O.S.. cittadino.


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VALENTINA IACONO

ALAN DE LUCA, UN UOMO “COMUNE… DI CASORIA”, DIVENTATO CELEBRITA’ Questa settimana ho realizzato per tutti voi lettori di Casoria Due una bella e interessante intervista ad un uomo che ha saputo prevaricare i confini Casoriani per dedicarsi allo spettacolo e al cabaret. Sto parlando di Alan De Luca, prima dipendente del Comune di Casoria, poi uomo di spettacolo di spicco del panorama partenopeo, il ritratto insomma di un uomo vincente. Buona lettura! Da dipendente del Comune di Casoria a cabarettista. Come mai questa scelta? Quando ero al comune, già lavoravo come animatore nei villaggi vacanze, in estate e i fine settimana, come dj. Nel 1990 ero ancora impiegato quando fui invitato al Maurizio Costanzo Show e su Rai 1 da Pippo Baudo. Mettevo il caschetto e ironizzavo su Nino D’angelo, al quale mi lega una grande amicizia. Praticamente facevo, 23 anni fa, quello che adesso fa il personaggio che adesso riciclano in Made in Sud. Siccome ero sempre più impegnato con serate in teatro e nei

club, mi sembrava poco corretto svolgere doppia attività e lasciai il posto al Comune di Casoria. E in virtù di questa scelta, è stato difficile per Lei iniziare questa nuova avventura ed emergere nel cabaret o ha avuto subito il successo a cui ambiva? Come già detto, ero ancora al Comune, quando cominciai a lavorare con i programmi Rai. Non ho mai ambito, in maniera spasmodica al successo; a me interessava e interessa fare le cose che amo. Il desiderio di fare tv o di diventare popolare l’ho avuto solo fino a qualche anno dopo l’adolescenza. Ai tempi di Telegaribaldi ho anche fatto cinema, partecipando a un film di Antonio Capuano con Silvio Orlando e realizzando, con il mio collega di Telegaribaldi, Lino D’Angiò, ‘’Non lo sappiamo ancora’’, prodotto dalla U.I.P. Sono tornato al cinema proprio ultimamente, partecipando a ‘’Take Five’’, il film del regista Guido Lombardi. Attualmente ha in cantiere progetti nuo-

vi, spettacoli, o programmi televisivi? Attualmente sono in attività con il Musical ‘’Napoli Galleria’’, scritto da me e interpretato, con un gruppo di giovani artisti. Un lavoro al quale tengo molto, perchè dà anche la possibilità a nuovi talenti, di mettersi in luce. Mi è sempre piaciuto dedicarmi alla scoperta di giovani; ricordo con piacere il ‘’Maradona Show’’, fatto con un giovane Alessandro Siani, al suo debutto in tv. Si sente realizzato ad oggi per i traguardi raggiunti o ha ancora qualche sogno nascosto nel Suo cassetto? Sono contento di quello

che ho fatto finora, e spero di poter continuare a dedicarmi al teatro, e a tutto ciò che amo. Mi sento un privilegiato, perchè riesco a mixare, nonostante i tanti sacrifici che questo lavoro ti porta a fare, il mio lavoro con il vissuto di tutti i giorni, che ha i suoi momenti di gioia e gratificazione ed anche i suoi periodi di difficoltà. Cosa Si aspetta dal domani per la Sua vita? Serenità. Sembra banale la risposta, ma a 50 anni passati chiedo serenità e salute, soprattutto per me e per mia figlia, che vive con me, e alla quale dico sempre di non rinunciare ai suoi sogni, mai.


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DANIELA ABBATE

Calcio e impegno sociale La città di Casoria si estende su un territorio molto ampio - 12,03 kmq - con circa 80.000 abitanti. Un comune densamente abitato non può non garantire i servizi di cui necessita il cittadino per vivere dignitosamente, in salute e civilmente. Ed è proprio nel panorama sociosanitario di Casoria che si inserisce una realtà ormai ben radicata: la SAM; Servizio Ambulanze Misericordia. L’ente privato, che trae le sue origini dal volontariato, ha sede in via San Rocco, accanto all’Ospedale di Casoria. Il sig. Gianfranco Riccardi, osservatore del settore giovanile del Genoa Calcio, da anni coordina l’operato dell’ente. Signor Riccardi, quando nasce a Casoria il Servizio Ambulanze Misericordia? “ “La Misericordia” nasce come volontariato nel 1993 e nel 1999 diventa Ente Locale Nazionale a tutti gli effetti. E’ un ente privato controllato, la cui sede centrale è a Firenze.” Ci sono, dunque, sedi in tutta Italia? “Sì, e in Campania abbiamo sedi ad Avellino, Caserta e a Benevento. Solo a Napoli ce ne sono 19, io ricopro il ruolo di vice-coordinatore.” Ci informi sulle attività della SAM. “Il nostro operato è simile a quello svolto dalla Croce Rossa: ci occupiamo di trasporto di infermi, accompagnamento per donazione di sangue e primo soccorso. Ciò che ci differenzia è il carattere privato del nostro ente. Attualmente, disponiamo di 12 ambulanze e offriamo i nostri servizi all’Ospedale di Casoria, ma lavoriamo anche in zone limitrofe, come ad Acerra per la “Villa dei Fiori”. Abbiamo creato, inoltre, una buona rete di collegamenti con le sedi SAM di Grumo Nevano e di Caivano. E’ importante collaborare con le altre sedi e aiutarsi a vicenda.” Come arriva la segnalazione di intervento alla sede? “In genere si compone il numero 1 1 8 (uno-uno-otto). L’ospedale Cardarelli riceve la telefonata e la smista alla nostra sede operativa di Pozzuoli, gestita dal valido Dr. Dario Golia. Da Pozzuoli la telefonata arriva a noi. Il sistema di ricezione delle telefonate è nettamente migliorato e ci consente di operare in maniera tempestiva.” Lei è anche osservatore per il Genoa, come nasce questo tipo di professione? “Mentre l’impegno nella “Misericordia” nasce dopo anni di esperienza nel volontariato, la professione di osservatore nasce dalla passione per il calcio. Da giovane giocavo in qualità di portiere e non ho mai abbandonato questo ambiente. Sono il responsabile in Campania per il reclutamento di ragazzi per il settore giovanile del Genoa Calcio. E’ da otto anni che lavoro per il Genoa. Prima di approdarvi sono stato tre anni alla Cavese

e un anno alla Salernitana.” Perché Genoa e non Napoli? “Non condivido il modo di lavorare del Napoli. E’ una società che ha una squadra di serie A fortissima, ma non investe sui ragazzi e non ha strutture adeguate per allenarsi. Credo che dopo Ciro Ferrara non siano più venuti fuori grandi calciatori. I colleghi della Juve, così come lo stesso Genoa svolgono un buon lavoro per i ragazzi, a cui viene offerta la possibilità di crescere calcisticamente. Dalle giovanili del Genoa, ad esempio, sono usciti Boateng, El Shaarawy, Ragusa, Maisto e Ranocchia.” Qual è il livello dei ragazzi campani, oggi? “E’ un po’ basso, ma questo è dovuto al fatto che si è alzato il livello per entrare nelle giovanili. L’anno scorso, però, abbiamo selezionato quattro ragazzi del ‘98.” Fare l’osservatore comporta una grande responsabilità. Le è mai capitato di fare degli errori di valutazione? “Certo che è capitato! Ma una volta che è stato valutato il ragazzo non si torna indietro, tutto passa nelle mani della società. La segnalazione avviene in questo modo: noi valutiamo il ragazzo, stiliamo una relazione per il Genoa e poi la società con il suo staff (preparatore atletico, direttore tecnico e allenatore) si occupa della sua crescita calcistica. Con questo procedimento, ad esempio, abbiamo segnalato Domenico Criscito.” Cosa valuta l’osservatore? “L’osservatore valuta la postura del ragazzo, il movimento, il fisico, il potenziale di crescita e la situazione comportamentale. Diciamo che l’osservatore svolge anche una funzione socialmente utile.” Crede sia possibile trovare un punto d’incontro tra calcio e impegno sociale? “In realtà sono due mondi completamente diversi. Il calcio significa anche economia.” Cosa ci dice invece delle due professioni? “Mi piacerebbe che ci fosse un maggiore riconoscimento per entrambe le professioni, ma non mi lamento perché ho la fortuna di occuparmi di due attività che svolgo con passione.” Il Sig. Riccardi ha raccontato due mondi diversi tra loro, due modi di vivere. Da una parte l’emergenza, la responsabilità di salvare delle vite; dall’altra lo sport, la responsabilità di creare un futuro diverso. Eppure c’è qualcosa che li unisce: passione, vocazione e volontà di aiutare gli altri.


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NANDO TROISE

Lo studio di fattibilità di riutilizzo delle aree dismesse assegna a Casoria il ruolo di connessione con l’area orientale. Anello di congiunzione tra Napoli Nord e Napoli Est Casoria – C’è una grande novità, da tutti dimenticata. S ono passati sette anni. L’Assessorato all’Assetto del Territorio, organizzò nell’aula consiliare del Municipio di Casoria un convegno dal titolo: “Nuove ipotesi di sv iluppo e strumenti di trasformazione urbana. Il recupero delle aree dismesse di Casoria”. Le aree dismesse, lo sanno tutti, discorso ormai trito e ritrito, sono un’occasione di rilancio e possono, anche se occorrerebbe una cer ta urgenza, def inire le direttrici dello sviluppo locale. L a novità, che citavo all’inizio di questo ar ticolo, rassicura sull’iter procedurale per av viare i lavori dell’Alta Velocità e della riqualif icazione della Stazione Ferroviaria, compreso Piazza Dante, via C esare Battisti (ad inizio novecento questa strada si chiamava via Ferrovia) e via B occaccio e consente, inoltre, di conf rontarsi con lo studio di fattibilità, che seguendo le richieste dell’allora Ministero dell’Ambiente, programmò, sempre sette anni fa, attraverso il S ettore Urbanistica del C omune di Casoria, una pianif icazione delle cinque aree dismesse, chissà se in sintonia con le politiche dello sviluppo locale.

Voglio raccontar vi i fatti. Nel 2000 il comitato tecnico, istituito in seguito alle previsioni della C onferenza dei ser vizi sulla TAV del 1996, per la def inizione di un richiesto Piano Urbanistico C omunale, presentò in Regione Campania lo studio di fattibilità dell’Architetto Pasquale Miano, primo classif icato in un concor-

so di idee, che procurò al C omune di Casoria un contributo regionale di 150 milioni di lire. L’Architetto Miano, in quel convegno tra pochi intimi av venuto nell’aula consiliare, illustrò, con disegni, mappature e analisi elaborate, le indicazioni proposte, riguardanti le cinque aree dismesse interessate. Tutti gli elaborati par tono da una premessa: adeguare la pianificazione urbanistica territoriale a quanto richiesto dalla C ommissione TAV in sede di C onferenza dei ser vizi e di Accordo di Programma. Si av venturò in una serie di analisi e di proposte, che “def inì” necessarie per superare le difficoltà di recupero dei 500mila mq. delle cinque aree dismesse. Una sola grande proposta: creare due p ezzi industriali leggeri, una cittadella sp or tiva, un parco pubblico e d una str uttura di ser v izio. Per addivenire a ciò, tutti gli spazi “liberi” debbono entrare in questo sistema di conser vazione territoriale che deve def inire un costituendo “Parco”, in continuità con quello previsto nella variante al P.R .G. del C omune di Napoli: il Parco del fiume S eb eto – Regi L agni. Si ipotizzano anche mezzi di connessione con l’area orientale Volla – Casalnuovo. Per raggiungere questo obiettivo, necessario anche per i lavori dell’Alta Velocità, tutte le aree dismesse libere dovrebbero essere vincolate a questa destinazione. Tutto quello che c’è dovrebbe diventare ecocompatibile. L’idea dell’Architetto Miano, sette anni fa, era quella di costituire tre assi viari: su via Principe di Piemonte si alloca la Montedison (ex Resia), di


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proprietà Enichem, poi ceduta alla GFI (?!?) e più avanti il piano ASI; il nodo Montef ibre (ex R hodiatoce) – Ferriera (una volta Acciaierie del Sud, oggi I.M.I.), con una posizione centrale lungo gli assi inf rastr utturali interni (nave, ferrovia etc.); ex Tubi B onna (oggi ISP) ed ex Perlite che vanno verso il sistema esterno. Nel leggere il progetto “Miano Architetto”, sette anni fa, si veniva presi da goduria. L’Arch. Miano progettava per i nostri pronipoti, parchi urbani e cittadelle produttive con due sole variabili: trasformazione e conser vazione. Cinque cittadelle produttive per il recupero. Nella zona Tubi B onna – Perlite, una cittadella sportiva, recuperando l’altra area del C entro Polifunzionale (PalaCasoria). L’Architetto Miano fece uno studio di fattibilità per poter capire in che modo poter ottenere lo sviluppo della città. A quell’epoca tante buone intenzioni, chiacchiere e bla bla bla. Casoria ha subito, negli anni passati, una forma di urbanizzazione eccessiva e una for te immigrazione, napoletana prima ed afragolese poi: 84 mila abitanti in 12 kmq è un rappor to altissimo. S olo con un corretto e intelligente riutilizzo delle aree dismesse questa Città può risorgere. Non si possono più commettere errori. Già troppi sono stati commessi dai regimi demo- socialisti e catto -comunisti e da 18 anni di centro sinistra. Sulle questioni che attengono al futuro della città ci deve essere il conf ronto, il contributo ed il consenso di tutte le forze politiche e ciò può essere anche un’occasione occupazionale. Il riutilizzo delle aree dismesse deve essere ai f ini produttivi ed ecocompatibili e di ser vizio al singolo ed alla collettività. Fino a tutt’oggi lo studio della problematica “area industriale” ha dato, pur troppo, risultati modesti. E’ una problematica ar ticolata perché c’è l’estrema carenza di aree da destinare ad insediamenti industriali. C’è solo una disponibilità teorica, sulla car ta. L a reale disponibilità di queste aree non esiste. Un progetto di insediamento industriale, per avere la disponibilità e le autorizzazioni impiega dai 12 ai 18 mesi. Dall’idea alla realizzazione ha una velocità di tre anni quando, invece, un qualsiasi progetto industriale, dopo cinque anni, è già obsoleto, superato. L’ASI, poi, è un paradosso nel paradosso. Sulla car ta non ha aree disponibili, nella realtà le ha. Esistono una serie di lotti assegnati dove non è stato realizzato un insediamento industriale, nonostante esista una legge di revoca dell’autorizzazione. Ne cessità e convenienza del l’ impresa lo c ale di avv iare investimenti. Esistono le condizioni di convenienza per investire a Casoria per molti elementi a favore: un buon livello delle maestranze ed un buon livello di inf rastr utture. E’ un delitto registrare l’im-

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possibilità di realizzare investimenti industriali. Invece, qui a Casoria, tutto è possibile: sono aree pronte, e, quindi, non c’è nemmeno bisogno di inf rastr utture, localizzate in maniera eccellente. E’ un delitto lasciarsi sfuggire questa occasione. Ci sono gli incentivi, le aziende, gli investitori. Nella riutilizzazione, av viene che Casoria non dispone di grandi spazi. Questo è il mio suggerimento: “non pensare a destinazioni troppo rigide, non contrastare fenomeni materiali, verificare la possibilità che possano essere accompagnate da ipotesi sperimentali ed aper te. Un nuovo ruolo per l’Amministrazione Comunale che deve continuamente adeguare i programmi”. S ono disp onibi li queste are e? Al più presto, in proposito, il Sindaco ed il C onsiglio C omunale vorranno fare luce. Ritenendo collegabili il riutilizzo delle aree dismesse e la realizzazione dell’Alta Velocità, l’ultima novità arriva direttamente dal Ministero dell’Ambiente. “S ono state r i solte tutte le problematiche inerenti la de f initiva attuazione della tratta Roma – Napoli dell’Alta Velocità. Ciò è av venuto, sette anni fa, a seg uito della deci sione della Reg ione Campania, comunicata alla Commi ssione VIA, che ha optato per la connessione dell’Asse Mediano, anziché quello autostradale”. Spetta alle forze politiche locali, al Sindaco ed al C onsiglio C omunale, difendere la prospettiva dello sviluppo locale, par tendo dall’Alta Velocità, ma anche dal “tesoro” rappresentato dai cinquecentomila mq delle cinque aree dismesse. Nessuno, al di fuori del C onsiglio C omunale, può decidere cosa fare delle aree dismesse che restano, per quanto ci riguarda, l’unica possibilità, per innescare investimenti e finanziamenti sul nostro territorio. Siamo in attesa da più anni di conoscere cosa hanno combinato gli assessori alle attività produttive degli imperfetti modelli di governo. Gli Assessori dell’epoca potrebbero, oggi, rivelare ad alta voce le loro “verità”, f inora sussurrate, sulla proprietà della Perlite o sulla GFI che acquistò la Resia, oltre che su R hodiatoce e Tubi B onna. L a politica ha impedito la conoscenza di tutte queste verità.


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ANTONIO BOTTA

Maxiblitz al Parco Verde di Caivano: spacciatori in aumento

CRISI? NON PER LA COCAINA! “Zerozerozero”, l’ultimo libro di Roberto Saviano sul narcotraffico

Qualche settimana fa, il parroco don Maurizio Patriciello, che ultimamente ha partecipato alla conferenza stampa sulla bonifica della Cantariello nella sala consiliare del Comune di Casoria, ha scritto sul quotidiano “Avvenire” un articolo nel quale ha fornito informazioni su un maxiblitz della Polizia avvenuto nel quartiere “Parco Verde” di Caivano, dove si sono concentrati, negli ultimi tempi, gli spacciatori di droga. Questo perché, dopo l’uccisione per sbaglio di Pasquale Romano a Marianella, sotto la residenza della fidanzata, e di un pregiudicato nel cortile di una scuola materna a Scampia, la presenza delle forze dell’ordine nelle zone periferiche di Napoli, dove abitualmente si spaccia, impediva il lucroso traffico delle sostanze stupefacenti. Ecco l’amaro commento di don Patriciello, Prete degli “ultimi”, che denuncia con forza, da anni, le storture dei nostri territori devastati, in particolare, dai rifiuti velenosi interrati dalla camorra e dai micidiali roghi tossici: “I tossicodipendenti che arrivano da tutta la Campania sono tanti..chiedono, elemosinano, rubano. Nel giro di pochi mesi si arriva all’invivibilità. Le lamentele sono molte, le denunce poche. Omertà? Complicità? Per alcuni certamente. Ma non per la maggior parte dei residenti, i quali tacciono in preda ad una comprensibilissima paura. Per se stessi, per i loro figli, per il loro futuro. Convivere gomito a gomito con chi ha fatto del sopruso, della delinquenza, della violenza il suo stile di vita e di sostentamento non è facile..Il controllo dell’osservanza più elementare del vivere civile non compete al singolo cittadino, ma alla pubblica amministrazione. In quale città d’Italia, mi chiedo, è possibile costruire su di un marciapiede senza che i vigili urbani intervengano e multino. Qui è possibile.. “.L’articolo termina con questa riflessione: “Occorre tanta pazienza per incastrare gente scaltra che riesce spesso a farla franca. Ma serve soprattutto un’alternativa concreta per coloro – e sono la maggioranza – che volentieri prenderebbero il largo dalla malavita se solo lo Stato tendesse una mano per farli ritornare a vivere da cittadini normali”. Certo, come afferma don Patriciello, occorre offrire alternative concrete. La povertà e il disagio, a Napoli e in Provincia, sono, infatti, in enorme crescita: nella fascia d’età compresa tra i 18 e i 34 anni, si rileva un aumento drammatico del tasso di disoccupazione che arriva a punte record del 70%, a cui è seguito, in questi ultimi anni di crisi, un incremento consistente di ragazzi vittime dell’alcolismo e della tossicodipendenza. Un accorato appello ai politici ha lanciato alcuni giorni fa il Cardinale Crescenzio Sepe, sollecitandoli a “fare presto”, perché “per tanti non c’è alcun reddito, benché minimo; manca il sostentamento; mancano i soldi per la pigione ei servizi essenziali. Mancano il latte e le medicine. Anche la tutela della salute sta diventando qualcosa che non ci si può permettere. E le conseguenze si hanno sui soggetti più deboli del nucleo familiare: sui bambini, sui giovani, sugli anziani.

Creare,dunque, occasioni di lavoro, investire in sviluppo e crescita,offrire “alternative concrete” allontana i giovani dal rischio di lasciarsi intruppare nella manovalanza del crimine per guadagni facili, ma basta? Resta, purtroppo, il fenomeno sempre più esteso e dilagante del consumo di sostanze stupefacenti, che investe, a livello mondiale, persone di ogni età e di ogni condizione sociale. Basta leggere, al riguardo, l’ultimo libro di Roberto Saviano, “Zerozerozero”, in cui l’Autore affronta, con dovizia di dati, il problema dei problemi della nostra epoca: il narcotraffico, con particolare riferimento al mercato della cocaina, che frutta un fatturato annuo di miliardi di euro. Saviano ipotizza che solo la legalizzazione delle droghe possa essere la soluzione alla “domanda” esorbitante dell’unica merce il cui consumo è in aumento, anche in questi anni di crisi economica. Saviano motiva così il suo pensiero: “La legalizzazione potrebbe essere davvero la soluzione. Perché va a colpire là dove la cocaina trova il suo terreno fertile, nella legge economica della domanda e dell’offerta. Prosciugando la richiesta, tutto ciò che sta a monte avvizzirebbe come un fiore privato dell’acqua.” Non concordo: oggi il mondo vive nell’angoscia del nulla, perché gli uomini non credono più in niente. Si vive alla mercé delle emozioni immediate. Vale ciò che conta ora, ciò che al momento gratifica. I traguardi alti, gli obiettivi a lungo termine vengono rigettati. Come sostiene Ferdinando Camon, che ha seguito i tossici nei Centri di recupero, la droga è il rifugio delle vite senza valori, senza padre, madre, amici, fratelli, Dio. La droga è il riempitivo del Nulla. I figli che fuggono nella droga,sono figli perduti. Mettiamo qualcosa al posto di quel Nulla e il figlio ritornerà”.


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ESPEDITO D’ANTO’

“GAZZETTA CUP”: CASORIA RAPPRESENTATA DALL’”ORATORIO S. MARIA DELLE GRAZIE”

La città di Casoria è stata protagonista al Gazzetta Cup, una manifestazione sportiva calcistica sponsorizzata dal prestigioso quotidiano “Gazzetta dello Sport”. Lo scorso 25 Aprile i cittadini hanno assistito e partecipato al prestigioso evento che vede affrontarsi gli oratori parrocchiali di tutta Italia e a cui ha partecipato, per la prima volta, l’Oratorio Santa Maria delle Grazie. La partecipazione è stata fortemente sostenuta dal Parroco Don Elpidio Moccia e voluta dal presidente Sig.Vincenzo D’Antò i quali, unitamente agli allenatori Mister Giovanni Riccio e Domenico Preziosi e con la collaborazione del sig. Pasquale Russo, hanno accettato con estremo piacere che i loro ragazzi partecipassero non solo ad una “vera” gara sportiva ma soprattutto ad un momento di aggregazione sociale di grande interesse, considerando lo sport, nella fattispecie il calcio, quale veicolo migliore e più opportuno di educazione al rispetto dell’altro e al “lavoro di squadra”. I ragazzi si sono preparati con eccellente impegno tanto da superare la cosiddetta “fase interna”. La squadra scesa in campo composta da Rocco Francesco, Abate Ciro, Invigorito Salvatore, Iengo Luigi, De Rosa Gennaro, Balsamo Carmine, De Leo Vincenzo e Rocco Francesco ha vinto le tre partite contro gli altri oratori di Casoria, San Mauro, San Benedetto e San Paolo con risultati brillanti di 6-0, 5-0 e 3-0. Una grande soddisfazione come ci racconta il mister Giovanni Riccio: “Quando ci hanno contattati per prendere parte a questo evento, siamo stati molto contenti di avere la possibilità di incontrare altre realtà di volontariato che, come noi, hanno come scopo quello di trasmettere i valori attraverso lo sport e il gioco del calcio. Insieme agli altri collaboratori, abbiamo riunito i ragazzi e costruito questa squadra di giovani che si è dimostrata essere molto affiatata e coesa. Dopo aver vinto la prima selezione

a cui hanno partecipato tutti gli oratori del territorio, andremo a confrontarci con altre associazioni di selezione in selezione. Personalmente sarò sempre in prima linea per non far mai dimenticare ai ragazzi il vero scopo che abbiamo ogni qual volta scendiamo in campo, e cioè quello di creare un momento di aggregazione e di confronto con i loro coetanei, siano essi compagni di squadra o avversari, perché sarà pure bello e gratificante vincere una partita o un campionato ma sono momenti che passano nel tempo, quello che davvero resta nella persona sono sempre i valori, l’educazione e il rispetto verso il prossimo. Approfitto per ringraziare tutti i ragazzi e tutto lo staff dell’”Oratorio Santa Maria delle Grazie” che sono sempre vicini a tutti in occasioni come queste, come il nostro Parroco e Guida Spirituale Elpidio Moccia che dimostra sempre più di avere un carisma unico che ti trasmette una grande forza per andare avanti nell’opera di Carità Cristiana”. La prossima fase, quella “cittadina” si terrà i prossimi 11 e 12 Maggio e vedrà i ragazzi dell’Oratorio Santa Maria delle Grazie impegnati a dare dimostrazione di quanto lo sport unisca nell’obiettivo comune della vittoria. Non solo la vittoria di una competizione agonistica ma soprattutto il trionfo del “ gioco di squadra”, dei comportamenti leali e onesti. Tutti i cittadini casoriani ringraziano per questa presenza e fanno il tifo per questi giovani ragazzi. Tutti per uno, uno per tutti!!! Siamo con voi!!


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DANIELA RIBELLINO

Itinerari guidati: Cappella Sansevero e la storia del suo Principe (fantasma) Nel cuore antico di Napoli, in uno dei vicoletti che collega S. Domenico Maggiore a San Gregorio Armeno, si trova quella che intorno al 1590 era solo una piccola cappella denominata S. Maria della Pietà o Pietatella, in onore della Beata Vergine che aveva concesso varie grazie ai napoletani del tempo. Guarito da una grave malattia, un esponente dei nobili de Sangro decise di far costruire il monumento nel punto preciso in cui una volta era apparsa la Madonna. L’assetto della cappella rimase inalterato fino al 1749, anno in cui Raimondo de Sangro, VII Principe di Sansevero decise di farne un tempio per la sua casata. Grande mecenate dall’ingegno vivace, il Principe si dedicò già giovanissimo all’arte, così come alla letteratura, all’alchimia e al diritto. Entrò a far parte della Massoneria, diventando il Gran Maestro della Loggia Napoletana e questa sua attività, probabilmente, influenzò in maniera significativa le opere commissionate per la cappella. All’interno della costruzione, infatti, i monumenti che apparentemente sembrano eretti solo in memoria degli illustri antenati, in realtà, già dai nomi, nascondono allusioni alle virtù massoniche: il Decoro, la Liberalità, la Pudicizia, il Dominio di se stessi e numerosi altri ancora. Il pavimento, poi, ormai in gran parte perduto, è caratterizzato da un disegno labirintico che fa riferimento al percorso di iniziazione e dai colori bianco e nero, rappresentanti

rispettivamente il bene e il male. Al di là del loro significato, le sculture colpiscono per la loro bellezza e per quella perfezione raggiunta dal il Cristo Velato, capolavoro del Sanmartino noto in tutto il mondo. Il fascino artistico e scientifico di Raimondo de Sangro è conservato anche e soprattutto all’interno di un caveau sotterraneo della cappella, a cui si accede da una piccola scala. Il locale che doveva servire per gli esperimenti del Sansevero, attualmente accoglie due scheletri di un uomo e di una donna, realizzati da un medico palermitano per volere dell’alchimista. La particolarità dei due corpi è che il loro sistema venoso e arterioso è riprodotto in maniera pressoché perfetta e intatta dopo più di due secoli, tanto da indurre la fantasia popolare a credere che gli scheletri siano appartenuti a due servi, vittime di una pozione capace di pietrificare il sangue. Intorno alla figura dell’ aristocratico Principe, alla sua storia e alla Cappella di famiglia, si conserva ancora un alone di inquietudine e mistero, forse per quel suo multiforme ingegno che lo spinse ad indagare oltre i limiti della scienza e della conoscenza del tempo. Certo, non possiamo dar credito alla leggenda popolare secondo cui il Principe abbia trovato il modo di ritornare in vita dopo la morte, tuttavia, proprio in quei vicoletti della Napoli esoterica, qualcuno è pronto a giurare che, ancora oggi, alcune notti è possibile sentire il rumore degli zoccoli dei cavalli in corsa che trainano la carrozza del principe alchimista.


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Egregio Direttore vorrei segnalare, soprattutto alle Istituzioni competenti, un problema che in questa fase stagionale colpisce una buona parte di soggetti, l’acuirsi di reazioni allergiche, per effetto di agenti ambientali e di sostanze inquinanti. In questo periodo sono frequenti irritazioni cutanee e reazioni respiratorie, soprattutto per le intolleranze alle istamine prodotte dalle graminacee e dai pollini. Ciò premesso, dovrebbe essere di ordinaria amministrazione il diserbo, soprattutto nelle zone periferiche, ove il problema è più sentito, di piante infestanti con interventi di manutenzione e giardinaggio in aiuole pubbliche, o spazi incolti esterni ad edifici abitativi, che diventano serbatoi di deiezioni canine e di rifiuti di vario tipo. Manti di spore lungo i cigli della strada e parassiti fogliari, responsabili tra l’altro di dermatiti da contatto producono ulteriori sensibilizzazioni nei soggetti, non necessariamente già affetti da allergopatie. Nella fattispecie, voglio segnalare lo stato di incuria in cui versano le aiuole e gli spazi verdi incolti di Via Enrico Caruso e strade limitrofe, certa della necessità di un intervento più ampio sul territorio casoriano. L’ aver dotato la zona di contenitori per deposito di deiezione canina non serve a dare segnali di civiltà se poi agiscono da contralto le formazioni erbacee, disseminate sullo sfondo, tra terreni incolti e fogliame misto a rifiuti di ogni tipo. Da cittadina spero che lo stato di invivibilità ed indifferenza, a cui è condannata la nostra città, crei maggiore indignazione in coloro che hanno scelto di viverci in questo paese. Assunta Pagliuca

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Convocazione Consiglio Comunale Si comunica che il Consiglio Comunale è convocato in sessione ordinaria di prima convocazione per il giorno 8 maggio 2013 alle ore 15,30 e, ove occorresse, in sessione ordinaria di seconda convocazione per il giorno 9 maggio 2013 alle ore 17,00 presso la sala Consiliare della Sede Comunale sita in P.za Cirillo, per la discussione e approvazione del seguente argomento : • Rendiconto della gestione anno 2012 – Approvazione.

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Master in management per le funzioni di coordinamento nell’area delle scienze infermieristiche, ostetriche e infermieristiche pediatriche. Abbiamo dissodato tanta terra e fatto tanti raccolti. Tu ti sei sacrificata sempre tenendo conto anche dei nostri sacrifici e ci hai premiati tutti con l’ottenere ottimamente la laurea e la specializzazione. Ti auguriamo un grande successo che ti soddisfi come il tuo risultato ha soddisfatto noi. Auguri dal tuo papà Franco Rainone e tutta la famiglia...

Autorizzazione del Tribunale di Napoli n. Reg. 5116 del 28/02/2000

Editore CASORIA DUE s.a.s Direttore Responsabile: Ferdinando Troise Stampa: PRINTING HOUSE - CASORIA Tiratura 7000 copie. Distribuzione gratuita. Questo numero è stato chiuso il 21 2 MAGGIO FEBBRAIO2013 2013 Impaginazione Grafica di Giuseppe Mascioli Direzione, Redazione, Amministrazione e Pubblicità Via Capri, 2 - 80026 Casoria (NA) - Tel./Fax 0817590707 email: info@printinghousesrl.it


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[05-05-2013] Casoriadue - N.18  

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