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NOTIZIARIO DI TAVERNERIO

Periodico distribuito gratuitamente Anno IV - Numero 8 DICEMBRE 2015

INCONTRO CON IL SINDACO E… Proponendoci per la ormai solita intervista al Sindaco Rossella Radice, siamo stati invitati ad un incontro congiunto con il Sindaco e con due nascenti Gruppi cittadini, che, come già fu fatto per il recupero della Cappelletta della Beata Vergine Addolorata di Ponzate, si sono costituiti per affrontare, insieme all’Amministrazione, alcuni problemi del Paese. Cittadini che, non limitandosi a sentirsi parte di un Comune a cui chiedere servizi, si sono sentiti parte di una Comunità, facendosi direttamente carico di dare una risposta partecipe alle esigenze della collettività. Gruppi che al classico “armiamoci e partite” hanno preferito “tiriamoci su le maniche e diamoci da fare”. Il Sindaco, presentando i due Gruppi, ha sottolineato come questo tipo di partecipazione cittadina, che “entra” nel quotidiano del Comune, corrisponda ai suoi desideri, così come già espressi nel proprio programma elettorale che si prefiggeva di far entrare il cittadino all’interno della vita amministrativa. Il Sindaco ha assicurato una sempre maggiore attenzione da parte dell’Amministrazione e, in particolare, dell’Ufficio tecnico, per gli interventi che i Volontari, per le opere che richiedono professionalità specifiche e attrezzature, nonché per ragioni di sicurezza, non possono effettuare. Non da ultimo una copertura assicurativa per le attività svolte.

dell’Amministrazione, che già il 24 aprile aveva organizzato l’incontro “Insieme per la sicurezza”, è seguita una “Festa del vicinato” svoltasi nel mese di ottobre, per favorire la conoscenza tra vicini, che ha visto una notevole partecipazione dei residenti di Via Marconi di tutte le età. Redazione: Chi ha organizzato la “Festa” e dove si è svolta? Giusy: L’iniziativa è nata dal gruppo “Le Rondinelle”, costituito da signore di Via Marconi grazie alla disponibilità del Parroco Don Alessandro che ha messo a disposizione i locali dell’Oratorio. La presenza “del vicinato” è andata oltre le aspettative e da qui è nata l’iniziativa di promuovere una serata sulla sicurezza coinvolgendo non solo Via Marconi, ma tutto il paese. Sono state invitate due associazioni già operanti sul territorio: “Controllo del vicinato” e “ Lurago sicura” divenuta poi “Brianza SiCura”. Esaminate le modalità e le finalità della due associazioni, il Gruppo di Tavernerio si è orientato verso quest’ultima. Redazione: quali sono le differenze e perché ci si è orientati verso “Brianza SiCura”? Continua nella pagina seguente

Il primo Gruppo intervistato è rappresentato da Giusy Giuliani, che ormai in paese non ha bisogno di presentazione né di particolari domande visto che, invitata a presentare le attività del Gruppo, ha risposto, con semplicità e passione, in maniera esaustiva. Il Comitato di Sicurezza sul Territorio, che ha preso il via dalla presenza di ladri, forse encomiabili per la costanza, ma non certo per gradevolezza, vista l’attività svolta, che hanno preso di mira soprattutto Via Marconi, si è concretizzato, con la costituzione di un primo Gruppo che ha incontrato il Sindaco e successivamente, a mezzo WhatsApp e Facebook, ha iniziato e scambiarsi notizie, in tempo reale, tra i residenti e ad effettuare tempestive segnalazioni alle Forze dell’Ordine. A questa prima iniziativa, dopo i primi incontri che hanno visto il coinvolgimento

Foto da La Provincia del 18 ottobre 2015

Il gruppo di controllo di vicinato con il sindaco Rossella Radice

Sommario Progetti in rilievo …………………………………. pag. 1 Associazioni, Enti, Scuola, Parrocchie……... pag. 3 Gruppi Consiliari…………………………………… pag. 22 Notizie dall’Amministrazione Comunale … pag. 22 Cittadini ……………………………………………… pag. 24 Spazio al femminile ………………………………. pag. 26 Notizie dalla Redazione e Numeri utili …... pag. 27


Progetti in rilievo Giusy: “Controllo del vicinato” è organizzata come noi già siamo: gruppo di WhatsApp e Facebook con in più una cartellonistica che segnala la presenza del gruppo. “Brianza SiCura” mira a dare molto di più, attraverso un gruppo di volontari ed un’organizzazione che si occupa prevalentemente di essere un occhio vigile per i furti, ma anche per altri tipi di presenze non gradite e, ove possibile, di ausilio alle persone anziane con un supporto di vicinato. Redazione: come funziona il volontariato e in cosa consiste quel “di più” che “Brianza SiCura” vuole offrire? Giusy: l’apporto del volontariato, operativo 24 ore al giorno, ma soprattutto attivo dalle ore 24 alle 6 del mattino, consentirà, con la sua presenza, non solo di essere un deterrente per i malavitosi, ma anche di intervenire, come è già accaduto, in caso di presenza di giovani alcolisti, ricondotti alle loro abitazioni, o di tentativi di truffe verso anziani con falsi agenti che si presentano nelle case con le scuse più varie. E, fra gli svariati compiti che il gruppo si prefigge, citiamo, solo a titolo esemplificativo, l’assistenza a persone anziane, in caso di bisogno, insomma “sicurezza a 360 gradi”. Redazione: un’ultima domanda. L’attività sinora svolta ha dato risultati? Giusy: sicuramente un primo risultato positivo è stata la sensibilizzazione della gente che ha percepito, aderendo alle

iniziative proposte e aggregando 5 gruppi di WhatsApp: Urago/ Crotto, via Marconi, centro di Tavernerio, Rovascio e Ponzate. Sicuramente degno di nota il fatto che, da quando si è creato il primo nucleo del gruppo, in Via Marconi i furti sono cessati. Abbiamo avuto ultimamente ancora qualche tentativo di furto, ma in zone non ancora collegate ai gruppi WhatsApp. Colgo l’occasione per ringraziare tutti i cittadini e in prima persona il Sindaco e l’amministrazione per il loro appoggio, disponibilità e collaborazione ed invito tutti coloro che non hanno ancora aderito ai gruppi di provvedere: solo uniti possiamo avere “Tavernerio Sicura”, naturalmente senza mai sostituirci alle Forze dell'Ordine, ma collaborando con loro! Il secondo Gruppo intervistato è rappresentato da Oriana Molinaro e Daria Selva, conosciute ormai da molti per il loro impegno nella scuola ed ora promotrici e rappresentanti del Gruppo Genitori che ha operato presso l’Asilo e che si accinge ad allargare il proprio orizzonte di “Genitori in prima linea”. La parola a Oriana e Daria. Chi siamo? Siamo un gruppo di genitori che, per libera scelta e a partire da motivazioni personali, si adopera in favore della comunità, cercando di dare aiuto e sostegno ai bambini, svolgendo piccoli lavori di manutenzione. Genitori che offrono il loro tempo e le loro energie a favore della Comunità, ma anche per arricchirsi interiormente sviluppando nuove competenze, instaurando nuovi rapporti umani e partecipando a progetti comuni, in modo da contribuire al miglioramento della qualità della vita e a una maggiore solidarietà tra le persone. Redazione: come è nata questa idea? Oriana e Daria: di fronte ad alcune carenze delle strutture dove vivono la giornata scolastica i nostri bambini, con altri genitori, ci siamo trovati tutti d’accordo nel dire che è giusto e doveroso che l’Amministrazione Comunale si occupi dello stato di manutenzione dei locali di sua proprietà, soprattutto di quelli che ospitano tutto il giorno i nostri bambini! Continua a pagina 10

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Progetti in rilievo


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ISTITUTO COMPRENSIVO TAVERNERIO

A settembre è iniziato il mio secondo anno come Dirigente Scolastico dell’Isituto Comprensivo di Tavernerio. Sul numero di luglio del Notiziario avevo sintetizzato il bilancio del primo anno. L’anno scolastico 2015-2016 si è aperto con molte novità. La legge n. 107 del 2015 ha introdotto il P.O.F. triennale, che potrà essere rivisto annualmente, e che andrà definito entro il 15 gennaio 2016. Diversamente da quanto previsto dal T.U. 297/1994 e dal D.P.R. 275/1999, è il Dirigente Scolastico e non più il Consiglio di Istituto a definire gli indirizzi del Piano, elaborato successivamente dal Collegio dei Docenti e approvato dal Consiglio di Istituto. Pertanto, il 29 settembre ho predisposto l’Atto di Indirizzo, sottoposto all’attenzione del Consiglio di Istituto e del Collegio Docenti Unitario. Il P.O.F. esplicita la progettazione curricolare, educativa e organizzativa definendo quindi l’identità culturale e progettuale dell’istituzione scolastica. In altre parole, cosa la scuola si propone di realizzare in termini educativi, didattici ed organizzativi. In cosa consiste la novità? Il nuovo P.O.F. triennale diventa uno strumento di pianificazione, dal momento che dovrà indicare anche il fabbisogno dei posti in organico del personale docente, amministrativo e ausiliario, nonché il fabbisogno di infrastrutture e attrezzature materiali. Il P.O.F.T. dovrà, inoltre, contenere il Piano di miglioramento della scuola individuato dopo una compiuta analisi del Rapporto di Autovalutazione (RAV) elaborato nello scorso anno scolastico. Il RAV è ora visibile online sul portale ‘Scuola in Chiaro’, rinnovato per l’occasione attraverso una maschera di ricerca semplificata, una nuova grafica e un “pulsante” ad hoc che consente l’accesso diretto al Rapporto di autovalutazione entrando nel profilo di ciascuna istituzione scolastica. L’indirizzo del portale Scuola in Chiaro è il seguente: http://cercalatuascuola.istruzione.it/cercalatuascuola/ Con il nuovo Consiglio di Istituto, che si insedierà dopo le elezioni previste nei giorni 22 e 23 novembre 2015, definiremo le modalità per coinvolgere i genitori nella divulgazione dei dati. Nel frattempo, procedono i lavori per la definizione del P.O.F.T. e si stanno attuando le azioni previste dal Piano di miglioramento,

in particolare sulla formazione dei docenti. Il Collegio Docenti ha approvato numerosi progetti per l’ampliamento e l’arricchimento dell’offerta formativa, che riguardano infanzia, primaria e secondaria. Alcuni sono “storici” per l’istituto, tre sono novità. Nel mese di ottobre è partito il Progetto KIDSCREEN condotto dalla Direzione Scientifica di Villa Santa Maria, che è illustrato in questo numero del Notiziario dalla Dott.ssa Aiani. Nel mese di novembre è stato avviato nelle classi prime e terze della scuola secondaria il Progetto sull’educazione all’affettività, condotto dalla Dott.ssa Valerie Moretti e finanziato dal Comune di Tavernerio nell’ambito del diritto allo studio. In una seconda fase sono previsti due incontri pubblici rivolti ai genitori. Nell’ambito delle iniziative legate al Benessere e all’educazione alla salute, partiranno dei Corsi di primo soccorso per le classi delle scuole medie, che saranno tenuti da esperti della Croce Rossa Italiana – Comitato locale di Lipomo, opportunamente modulati sulle classi prime, seconde e terze. Nei giorni 12 e 13 novembre tutto il plesso, dall’infanzia alla secondaria, ha partecipato all’operazione Il Mantello di San Martino, la raccolta di alimenti promossa dal Comune di Tavernerio. Prof. Flavio Pavoni - Dirigente Scolastico I.C. Tavernerio

Gli alimenti raccolti col Mantello di S. Martino

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RAGGI DI LUCE Le vacanze sono finite, la calda estate è improvvisamente svanita e, con l’inizio di Ottobre, l’Associazione Raggi di Luce ha ripreso a pieno ritmo le tante attività. I corsi appena iniziati sono numerosi: ginnastica dolce, aero-step, pilates, piloxing, balli di gruppo, computer, maglia e cucito sono frequentati non solo da soci “giovanili”, ma da veri giovani e questo rende l’Associazione aperta a tutti. Altri corsi erano in programma (inglese, tedesco, psicodinamica e riciclare), ma, a causa dello scarso numero adesioni, non sono partiti. Sarà sempre possibile organizzarli a partire da febbraio 2016, se più gente avrà voglia di affacciarsi a queste discipline. Grande soddisfazione ha portato la “PROPOSTA TEATRALE”, con 114 abbonamenti al Piccolo Teatro di Milano per la stagione 2015-2016, iniziata il 10 ottobre. L’EXPO ci ha visti partecipi con due visite nei mesi di giugno e ottobre di quest’anno, con 50 soci. Oltre alle attività ludico-sportive, delle quali troverete il programma completo presso la Segreteria, il Direttivo si impegna sempre di alternarle a proposte culturali che sono insite nello statuto della Associazione. Ci si attiva quindi per la Visita alla MOSTRA DI GIOTTO a Palazzo Reale di Milano fissata per il 5 Dicembre 2015. Continuano le gare mensili di SCALA 40 e BURRACO (iscrizione € 5,00) e i POMERIGGI domenicali DANZANTI con musica dal vivo ed ingresso libero. Con “CICIAREM UN CICININ” i VENERDI’ pomeriggio sono dedicati alle donne, anche non iscritte alla Associazione, che desiderano passare qualche ora in compagnia, sferruzzando o solo chiacchierando. Divertimento assicurato sarà Mercoledì 27 Gennaio con lo spettacolo dei “LEGNANESI” al Teatro Nazionale di Milano. Non dimentichiamo la TOMBOLA NATALIZIA (con ricchi premi e aperta a tutta la popolazione) fissata per Domenica 13 dicembre, presso l’Auditorium Comunale di Tavernerio.

Giotto a Milano

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E’ nostra viva intenzione collaborare con l’Amministrazione Comunale e con le altre Associazioni del territorio per la FIACCOLATA NATALIZIA per le vie del paese. Una grande soddisfazione ci ha dato l’allestimento della MOSTRA FOTOGRAFICA curata in prima persona dal vicepresidente Romano Meroni, presso la storica Chiesetta di SAN FERMO dal 13 al 27 settembre scorso e allestita con il Patrocinio del Comune di Tavernerio. Per la stessa inviamo un sentito ringraziamento a Don Alessandro che ci ha permesso di usare la storica chiesetta, agli SPONSOR per il loro prezioso contributo e ai numerosi visitatori che ci hanno gratificato con la loro presenza. Della mostra sono ancora disponibili alcune copie del catalogo fotografico. Tutte le fotografie esposte durante la manifestazione, sono state collocate presso il Centro Civico di Solzago che, a richiesta, potranno essere mostrate a gruppi di persone. Il Direttivo

TA SA REGORDATT I TEMP INDRÉE CUMÈ L’ERA TAVARNÉE Ci è stato chiesto come mai siamo andati a pescare un titolo in dialetto per una mostra a Tavernerio. In verità ci si è rifatti ad un vecchio refrain di alcuni giovani di Albese i quali, su ispirazione del parroco Maggiolini, lo zio del vescovo di Como Alessandro, dovevano preparare tutti i mesi una rappresentazione teatrale. Il refrain così diceva: “Ta sa regordatt i temp indrée, quand che andavum a spazà i pulée, spazà i pulée, rubà i gaijnn, ora pro nobis.” (era appena terminata la guerra ed erano veramente tempi duri per tutti). Seguì un rimbrotto molto risentito da parte del parroco che sospese la rappresentazione che solo dopo infinite scuse e chiarificazioni fu portata a termine. Come dicevamo erano tempi duri quelli e sono quelli che costituiscono la parte più rilevante della mostra. Allora non era ancora arrivato alla televisione il maestro Manzi con le sue lezioni di italiano. Infinite sono le storie degli abitanti delle nostre contrade e su di esse si possono raccontare infiniti aneddoti, molto interessanti, tutti che vale la pena di conoscere. L’idea della mostra è nata quando un giorno è venuto nella sede dell’Associazione il fotografo Silvano Casartelli e ha portato un pacchetto di fotografie piuttosto datate, dicendo che la sede dell’Associazione Anziani sarebbe stato il luogo più adatto per conservarle. E lì è scattata la luce: perché non adoperarle per una mostra? E’ questo lo spirito col quale ci siamo addentrati in questo lavoro, se questo si può chiamare lavoro, e questo pensiero lo hanno capito molte delle persone che ci hanno seguito lungo il percorso, incoraggiandoci e seguendoci passo passo. In primis i componenti il consiglio direttivo dell’Associazione Raggi di Luce di Tavernerio e poi via via tutti gli altri, dall’Amministrazione comunale che ci ha gentilmente prestato le immagini della tragedia del 1951 ed ha patrocinato questa iniziativa e quelli che hanno portato le loro foto, frugando nei cassetti più nascosti e nei pensieri più personali. Ad essi va il nostro ringraziamento più sincero e la nostra riconoscenza più sentita. Non era nostro intento entrare nella vita privata delle persone, ma dare una rispolverata a personaggi e avvenimenti, che in un senso o nell’altro hanno caratterizzato la vita del nostro paese, convinti come siamo che se è giusto e sacrosanto guardare in avanti, tuttavia è un peccato grave se ci si dimentica di chi ci ha costruito le basi sulle quali noi dobbiamo edificare il nostro futuro.

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Associazioni, Enti, Scuola, Parrocchie Vorrei presentarvi l’elenco delle persone che hanno prestato i loro ricordi e gli utensili che avete potuto ammirare. Accanto al fotografo Casartelli si sono aggiunti poi Sergio Gatti e la moglie Rita dal cui patrimonio arrivano buona parte delle testimonianze qui esposte, Marco Malinverno, Giorgio Gatti dell’associazione “Amici della Casarga”, Giuseppe Pozzi, Roberto Ronchetti, Ermanno Trombetta, Mehala Moretti, Marinella Gatti e la cugina Mariella Rossini e coloro che hanno prestato gli utensili che vedete esposti: Carlo Parravicini di Albese con Cassano, lo scultore Elio Ponti di Ponzate, i signor Luigi Li Vigni di Solzago e Marco Ciceri di Montorfano. E se ne ho dimenticato qualcuno, chiedo umilmente scusa. Ma l’età è quella che è e purtroppo a questo non posso porre rimedio. E poi gli sponsor, parola grossa in questo caso, che hanno permesso, anzi ci hanno molto incoraggiati a che questa raccolta potesse essere mostrata, soprattutto in questo luogo, così significativo per le nostre popolazioni e quindi un particolare ringraziamento va a don Alessandro Di Pascale e poi al Dirigente dell’Istituto Comprensivo Tavernerio dott. Flavio Pavoni, che qui ha portato gli alunni delle Scuole Medie, ai quali è particolarmente piaciuta la presentazione di utensili, in uso qualche decennio fa, tra i quali hanno spopolato i due velocipedi esposti.

Ora la mostra ha terminato il suo percorso ed è esposta nel Centro Civico di Solzago, gentilmente concesso dall’Amministrazione comunale, per non disperdere quello che tutti i numerosissimi visitatori della mostra hanno chiamato un lavoro che rimarrà nella memoria di tanti. Romano Meroni

Inaugurazione della mostra con le Autorità

1910—ed arrivò la motocicletta.. Tra gli sponsor sento il dovere di citare il direttore della Banca Intesa SanPaolo di Tavernerio dott. Maurizio Castelli, la signora Costantini di Banca Prossima di Como, il Gruppo Moda Ceres, il signor Valter Cantaluppi della Cantaluppi S.p.A., ed il signor Fumagalli della omonima ditta, i titolari della Pizzeria al Pesce Vela, la Enerxenia di Como, il dott. Cristini dell’omonima farmacia, il signor Luigi Sozzi, titolare del Ristorante “Il Gnocchetto” e quanti non nominati, ma che ci hanno dato una mano a portare a termine questo lavoro. A loro e a quanti hanno collaborato a questa iniziativa il Consiglio Direttivo della Associazione Raggi di Luce offre un piccolo segno della loro riconoscenza un’opera del nostro concittadino lo scultore Elio Ponti di Ponzate, che, con la sua maestria ben riconosciuta, ha raccolto in una litografia autografata alcuni angoli caratteristici del nostro paese. Particolare riconoscenza ai numerosi visitatori che hanno acquistato il catalogo della mostra, segno che l’iniziativa è stata accolta benevolmente dalla popolazione di Tavernerio e delle frazioni, oltre alle persone che, impossibilitate a visitare la mostra stessa, tuttavia hanno ordinato alcune copie del catalogo in quanto appassionate di mostre di questo genere.

1897—Abitanti di Stelasc sulla via (attuale Via Roma)

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Nel 2015 abbiamo girato il mondo: con EXPO e un piccolo grande orto… Tra gli eventi vissuti nel 2015, EXPO sarà sicuramente ricordato da molti: per le lunghe attese ai padiglioni… ma probabilmente anche per la grandissima occasione di nuovi incontri e conoscenza. Per noi, come associazione, e siamo sicuri per molti bambini e ragazzi di Tavernerio e Albese, sarà ricordato anche come l’anno dell’orto mappamondo, delle ricette, dei nostri luoghi e di tutte le attività che col progetto “A World Wide Kitchen Garden-Un Orto Grande Come Il Mondo” ci hanno reso protagonisti proprio ad EXPO. Anche se ne abbiamo ampiamente raccontato i contenuti nei precedenti numeri de “Il Paese”, abbiamo condiviso l’opportunità di riportare qualche riga di “chiusura”. In effetti anche se la candidatura ad EXPO aveva già ricevuto a maggio i riconoscimenti istituzionali (con la delegazione scolastica a raccontare il progetto nel Padiglione Italia), il progetto ha sviluppato qualche ulteriore passo e ricevuto ulteriori apprezzamenti. Come Ami-ki, oltre a proporre il progetto alle scuole, accompagnandole negli ultimi due anni, ne abbiamo sviluppato i temi nel corso dei Campus Estivi 2014 e 2015 organizzati dall’associazione.

Nella caldissima estate del 2015, con i volontari animatori italiani (da Tavernerio, Albese con Cassano, Lora, Como, Seveso, Musso, Morbegno) e stranieri (Cordoba-ES, Madrid-ES, Barcellona-ES, Austin-Texas-USA, Londra-UK), attraverso gioco, laboratori e soprattutto cibi dedicati ad un continente per ogni settimana, abbiamo scoperto storia e culture del mondo. Il tutto a “chilometri zero” (o poco di più)! E poi, ovviamente, siamo andati ad EXPO: sia come associazione sia come semplici accompagnatori della scuola, diverse sono state le occasioni di visita in cui abbiamo potuto organizzare “percorsi dedicati per i ragazzi” accompagnati dalle guide dei padiglioni (sotto riportiamo le immagini delle classi 5’ di Tavernerio - muniti di cappellini… e rose dall’Equador! - e animatori Campus Ami-Ki).

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In autunno il progetto “Un Orto Grande come il Mondo” è stato presentato a EXPONENDO, manifestazione organizzata nella settimana 17-24 Ottobre a Como presso il Broletto, il Teatro Sociale e Villa Grumello da Ufficio Scolastico Regionale, Camera di Commercio di Como, Assessorato Cultura Como, Padiglione Italia-Sistema Como 2015, Teatro Sociale Como, BioSfera, Progetto Scuola Expo2015. Assieme a tutti i progetti scolastici per EXPO prodotti dalle scuole della Provincia (la provincia di Como è stata seconda solo a Milano come numero di progetti scolastici Prodotti per EXPO! - Il primo posto della Scuola di Tavernerio acquista quindi ancor più rilievo) abbiamo potuto assistere all’encomio da parte delle Maestranze alla “nostra” Scuola. Vi è stata poi l’occasione della FAI Marathon - il 18 Ottobre, in cui Ami-Ki ha presentato il Progetto in una conferenza presso Villa Sucota: un contesto sicuramente unico, una giornata di valorizzazione del territorio e di ciò che ci circonda a fianco di persone di grande conoscenza (dagli organizzatori e guide FAI, a Fondazione Ratti che ha ospitato parte dell’evento presso la propria sede di Villa Sucota, agli esperti dei Laboratori del Museo Civico di Como: con tutti c’è stata opportunità di conoscere e imparare cose nuove). Un ultimo momento di presenza del progetto è stato possibile nell’ormai classica castagnata al ponte dei Bottini, accompagnata quest’anno da una piacevolissima e soleggiata giornata, con tante attività per bambini e famiglie, diverse associazioni e buon cibo. Ami-Ki ha predisposto la piccola installazione con cui, proprio nel giorno seguente alla chiusura di EXPO, ha voluto “salutare” con tutto il paese il progetto “World Wide Kitchen Garden”. Abbiamo potuto inoltre condividere da vicino, alcune belle memorie grazie agli amici di Raggi di Luce. Oltre alle immagini che hanno raccolto nel libro “Ta sa regordatt i temp indrée cumè l’era Tavarnée” ci hanno raccontato personaggi e aneddoti…. di qualche annetto fa! … e a pochi passi avevamo l’ormai immancabile Laura: sempre pronta ad insegnare come intrecciare le spate del granturco ai bambini di ogni età! Per l’associazione non sono comunque mancate ulteriori opportunità ed esperienze, alcune nuove, altre ormai consuete, di festa e di impegno. Halloween è stato l’opportunità di “One-Day Camp - Un giorno di Campus” in cui bambini e ragazzi hanno svolto laboratori e passato una giornata intera di divertimento. Con mamme e papà e altri bambini aggregati, il Paese ha visto sfilare piccoli (e grandi) mostri e fantasmi: gli ormai pronti negozianti e famiglie quest’anno si sono anche preparati con particolari allestimenti (GRAZIE DI CUORE!) che hanno reso unica la passeggiata dei ragazzi e bambini e le piccole performance canore con cui proponevano l’alternativa: dolcetto o scherzetto?

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Tra le altre attività sostenute dall’associazione ricordiamo anche il progetto “Il sogno delle Tartarughe Verdi” - volto alla promozione del Volontariato Ambientale (con Legambiente Circolo Laura Conti di Seveso e Aido Seveso -Barlassina; Comitato per il Parco Regionale della Brughiera Briantea, Ufficio Ecologia Comune di Seveso, Gazzetta di Baruccana, WWF sezione Groane, Comitato Sacra Famiglia di Cesano Maderno, Liceo Marie Curie di Meda; NATUR&-Onlus di Seveso, Associazione Culturale Sheclespine di Milano, Clown One di Seveso e Musicamorfosi di Seveso) e rivolto a ragazzi di medie superiori… Ancora, in collaborazione con l’associazione “L’Ontano” (www.gruppoontano.org) di Montorfano abbiamo fatto anche un po’ di pulizia dei sentieri e dei resti del Castello sul montagnino di Montorfano.

In preparazione al Natale, sono stati allestiti piccoli laboratori per bambini e famiglie e, soprattutto, si è contribuito alla preparazione e realizzazione della Fiaccolata di Natale (sotto, un’immagine del Natale 2014). I tempi di pubblicazione di questa edizione sono opportuni per mandare, come Associazione, un GRAZIE a tutti gli amici, volontari e simpatizzanti, che hanno portato aiuto, idee e partecipazione, e rivolgere a tutti un sincero augurio di sereno Natale e felice 2016. Dario Montermini Per chi volesse informazioni o aderire a qualche iniziativa i riferimenti sono: www.ami-ki.org; cell. 349 76 65 901 (Dario Montermini) e-mail: ki@cucinadelleidee.it

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ASSOCIAZIONE GENITORI MAGOLIBERO TANTE INIZIATIVE E NUOVI PROGRAMMI.

31.10.15. Cena da brivido per famiglie e Halloween mascherato: organizzata al Centro Civico Livatino di Tavernerio per festeggiare tutti in compagnia la notte magica. Continuano con successo le iniziative per 01.11.15. Laboratorio bimbi alla Castagnata al Ponte dei Bottini: bimbi e famiglie del nostro territorio per la prima volta parteciperemo al tradizionale appuntamento che organizzate dalla rinnovata Associazione vede riunite famiglie e associazioni del territorio invitando i Genitori Tavernerio MAGOLIBERO. bambini a fare un laboratorio a tema. Grazie a tutti! A coloro che hanno partecipato sempre numerosi ai nostri eventi, a tutti i collaboratori volontari e soprattutto all’organizzazione di tutti i membri del Direttivo. Le famiglie tesserate dal 15 marzo ad oggi sono arrivate a quota 135. La nostra campagna tesseramento è sempre aperta: bastano 5 € a famiglia per associarsi e sostenerci nell’organizzazione di eventi, laboratori, giochi e iniziative didattiche. La quota inoltre comprende l’assicurazione dei soci e l’iscrizione alla mailinglist per esser sempre informati con tutti i dettagli delle iniziative in corso. Ricordiamo gli appuntamenti organizzati tra Giugno e Ottobre: 05.06.15. Cena famiglie e Baby Dance con Mago Salamino: una festa d’inizio estate all’insegna dell’allegria e dell’amicizia organizzata al Centro Civico Livatino con giochi e discoteca per bambini. 29-30.8.15. Bimbi sotto le stelle: un magnifico weekend insieme nella natura con il primo campo tendato d’estate per famiglie alla scoperta dei boschi di Tavernerio, con cucina organizzata in collaborazione con la Pro Loco. Una prima assoluta da ripetere. Per i prossimi mesi sono in via di definizione i nuovi eventi, tra cui vi anticipiamo: Elezioni Consiglio d'Istituto: in concomitanza delle votazioni, organizzeremo un laboratorio e un aperitivo per famiglie per coinvolgere i genitori dei bambini frequentanti la scuola a Tavernerio e sensibilizzarli a votare i rappresentanti genitori per il rinnovo del Consiglio d’Istituto Scolastico. Aspettando il Natale: iniziative dedicate a grandi e piccini per trascorrere insieme il momento più magico dell’anno, con partecipazione finale alla Fiaccolata di Natale in paese.

26.09.15. Laboratorio di Aquiloni: oltre 70 bambini di tutte le età si sono divertiti a costruire il proprio aquilone sotto le direttive del sig. Edo Borghetti, grande aquilonista di fama mondiale. 27.09.15. Polentata per famiglie: un momento di aggregazione e di festa comune, organizzata in collaborazione con la Pro Loco, che ha visto la partecipazione di oltre 150 persone tra bambini, genitori e nonni. Nel pomeriggio tombolata gratuita e volo collettivo degli aquiloni. 24.09.15. Presentazione Corsi d'Inglese 4/14 anni: organizzati in collaborazione con il British Institute di Como presso l’Istituto Scolastico di Tavernerio. Le lezioni si svolgeranno dopo l’orario scolastico in un giorno della settimana ancora da definire. Il corso inizierà ai primi di novembre. Numerose le adesioni. 24.10.15. Presentazione Corso di Scacchi del Circolo Scacchi Como, in collaborazione con le associazioni, è rivolto agli adulti nell’ambito di un progetto che coinvolge anche l’Istituto Scolastico di Tavernerio.

Eventi per i ragazzi delle Scuole Medie: a primavera 2016 organizzeremo anche qualche iniziativa dedicata ai ragazzi delle medie con divertenti giochi di ruolo alla scoperta del nostro paese. Pranzo e caccia al tesoro nel bosco di Villa Plinia: pranzo in collaborazione della Pro Loco e caccia al tesoro nel magnifico parco di Villa Plinia, il ricavato verrà devoluto in beneficenza alla struttura stessa che ci ospita Rosa dei Venti. Abbiamo in programma tante altre fantastiche iniziative: seguite tutti gli appuntamenti e le novità sul nostro sito internet www.magolibero.it o sulla nostra pagina Facebook: www.facebook.com/magoliberotavernerio sempre aggiornati. Le idee sono tante e siamo già un bel gruppo, ma abbiamo sempre bisogno della collaborazione di altre famiglie e volontari, che invitiamo a contattarci via mail a info@magolibero.it o a raggiungerci alle riunioni del giovedì sera alle 21.00 nella nostra sede al Centro Civico di Solzago in via della Liberazione, 5. Ricordatevi che il gruppo fa la forza! I sorrisi dei bambini danno luce e calore! Le loro giornate spensierate in allegria con gli amici e la famiglia rimarranno per sempre tra i ricordi più belli della loro infanzia. Dolci ricordi anche per noi genitori. E allora W Magolibero!! Vi aspettiamo! Emanuela Oreggia Presidente Associazione Genitori Magolibero di Tavernerio

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INCONTRO CON IL SINDACO E… Continua da pag. 2 Dopotutto paghiamo le tasse e dovrebbe essere ovvio e scontato avere quei servizi minimi richiesti, ma la situazione generale di tutti i comuni è veramente difficile e perciò abbiamo ritenuto necessario metterci in prima linea, senza chiacchiere inutili. Redazione: come vi siete organizzati? Oriana e Daria: abbiamo “bussato” alla porta del Sindaco e discusso insieme dello stato di manutenzione della scuola dell’infanzia e della scuola primaria/secondaria. Sono stati condivisi tutti i principali punti critici ed è stata chiesta la collaborazione dell’Amministrazione per identificare i principali lavori da svolgere. E’ stato possibile pertanto instaurare una collaborazione trasversale in cui l’Amministrazione ha garantito il materiale occorrente e un’adeguata copertura assicurativa. Redazione: da quando avete incominciato ad essere operativi? Oriana e Daria: durante il mese di ottobre questo gruppo di volontari ha contribuito lavorando intensamente alla scuola dell’infanzia, riparando gli armadietti e le tapparelle rotte, imbiancando i locali ed eseguendo altri piccoli lavori vari. Con il contributo dell’Associazione Basket Tavernerio sono stati ristrutturati finalmente gli spogliatoi della palestra. Redazione: avete già maturato altri programmi per il futuro? Oriana e Daria: prossimamente, dopo un attento sopralluogo da parte dell’ufficio tecnico, inizieremo i lavori presso la scuola primaria e secondaria. Redazione: dalle vostre risposte si percepisce la passione che vi muove, avete qualche desiderio da esprimere? Oriana e Daria: sicuramente la gratificazione per quanto siamo riuscite a fare supera di gran lunga la fatica che, non si può negare, abbiamo fatto anche perché ci siamo imposti dei ritmi abbastanza pesanti. Una constatazione, per onestà di cronaca e non per polemica, i genitori che hanno operato presso l’asilo, salvo un paio di persone, non hanno figli che frequentano l’asilo. Desideri da esprimere? Per il futuro, un maggiore partecipazione da parte dell’ufficio tecnico e, per fare di più e meglio, altre persone disposte a donare un po’ del loro tempo, della loro energia e voglia di fare per rendere più accoglienti i locali in cui i figli di tutti, non solo i propri, crescono e imparano quei valori di solidarietà e condivisione. Per diventare grandi! Sindaco: mi adopererò in prima persona per assicurare quella partecipazione degli uffici che voi chiedete ed una più capillare informazione circa l’attività del gruppo, soprattutto presso gli insegnanti. Oriana e Daria: un grazie al Sindaco e un grazie sincero a chi si è adoperato affinché tutto questo fosse una realtà a Tavernerio con l’invito ad unirsi al gruppo telefonando a Oriana al numero 347 05 62 616, e-mail: orianamolinaro@hotmail.com o a Daria al numero 339 47 10 613, e-mail: dariaselva@hotmail.com

PROGETTO PILOTA KIDSCREEN VILLA SANTA MARIA IN PRIMA LINEA PER PROMUOVERE IL BENESSERE DEGLI ADOLESCENTI Fotografare il benessere dei preadolescenti e adolescenti attraverso un’indagine conoscitiva condotta in collaborazione con famiglie e scuola. E valutare, sulla base dei risultati emersi a livello territoriale, con quali strumenti poter intervenire per affrontare un eventuale stato di disagio, condizione la cui diffusione è in costante aumento tra i giovani anche a causa di internet e dei social media. Sono questi gli obiettivi del progetto pilota Kidscreen che, dopo l’esperienza positiva dello scorso anno nell’Istituto Dedalo-Orsoline San Carlo di Como, arriva adesso nelle classi prime, seconde e terze della scuola secondaria di primo grado dell’Istituto comprensivo di Tavernerio, per un totale di 12 classi tra i comuni di Tavernerio e Albese con Cassano. L’iniziativa, che interessa circa 150 alunni, promossa da Villa Santa Maria, polo territoriale di neuropsichiatria dell’infanzia e dell’adolescenza con sede a Tavernerio, e dalla facoltà di Scienze umane e sociali dell’Università degli Studi di Bergamo, ed è cofinanziata dalla Fondazione Provinciale della Comunità Comasca. Il progetto prevede che agli alunni e alle famiglie che hanno dato la propria adesione venga distribuito un questionario con una trentina di domande volte a indagare lo stato di benessere dei ragazzi. Per avere un quadro complessivo vengono considerati diversi aspetti, inquadrati attraverso il confronto tra le risposte fornite dai ragazzi e quelle date dai loro famigliari. Dall’attività fisica svolta, allo stato di salute dei ragazzi. Dal loro umore, ai loro sentimenti. Dal rapporto con la famiglia, al modo in cui viene trascorso il tempo libero. Dalle amicizie fino alla vita a scuola. Il tutto con l’obiettivo di valutare il benessere dei ragazzi e individuare precocemente eventuali difficoltà. Durante l’adolescenza e gli anni seguenti i giovani si trovano infatti ad affrontare una fase delicata, nel corso della quale possono incontrare difficoltà nell’affermarsi, così come nel processo di valutazione di se stessi, nell’esatta percezione e interpretazione delle reazioni altrui e nel realizzare un “sé effettivo” è quanto più possibile vicino al “sé ideale”. Se la maggior parte dei giovani, pur vivendo in un contesto sociale che spesso offre strumenti insufficienti per dar loro un supporto nella fase di crescita, tende comunque ad accettare la struttura sociale in cui vive, in alcuni casi queste difficoltà sfociano in forme di disagio giovanile e nei comportamenti ad esso correlati: abbandono scolastico, bullismo, violenza, autolesionismo e consumo di droga o alcol. L’iniziativa vuole pertanto fotografare la situazione del territorio e, al tempo stesso, offrire alle famiglie uno strumento utile per individuare e prevenire tempestivamente le forme di disagio più grave. Un intervento quanto mai utile non solo alla luce delle trasformazioni e delle difficoltà a cui è andata incontro la tradizionale struttura famigliare nel corso degli ultimi decenni, ma anche del profondo mutamento delle relazioni sociali a cui stiamo assistendo con la diffusione sempre più capillare dei social network e dei nuovi strumenti di comunicazione tra i più giovani. Dott.ssa Emanuela Aiani Assistente Direzione Generale - Responsabile Progetti Speciali

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L’INGREDIENTE SEGRETO? IL RISPETTO. Quando mi è stato chiesto di scrivere nuovamente un articolo per questo periodico, mi sono trovata in difficoltà: la considero sempre un’opportunità preziosa da non sprecare, ma dopo aver avuto già due occasioni di farlo e avendo potuto raccontare la storia della mia attività e un progetto molto significativo che abbiamo realizzato lo scorso anno scolastico, ero molto indecisa su quale potesse essere l’argomento migliore da trattare. La conclusione a cui sono arrivata è che vorrei parlare di loro, dei bambini: sono il fulcro del mio lavoro quotidiano, ciò su cui si sono basati tanti anni di studio e il motivo principale che mi spinge a guardare avanti anche nei momenti di difficoltà, perché quello dell’educatrice è sì un lavoro faticoso, ma che regala anche immense soddisfazioni, alle quali non rinuncerei per niente al mondo. Parliamo di bambini, dunque: molto spesso io e le mie colleghe ci sentiamo dire dai genitori: “Ma come fate a gestirne così tanti tutti insieme? A casa fatichiamo con uno!”, “Solo qui al nido è bravo, a casa è un capriccio continuo!”, “Ma si addormentano davvero tutti da soli, ognuno nel proprio letto? Dovete dirci come fate”. Svelerò un segreto: nessuna educatrice ha una bacchetta magica, né tantomeno possiede dei superpoteri. La verità è che alla base di una comunicazione efficace con i bambini, c’è un ingrediente fondamentale che troppo spesso dimentichiamo: il rispetto. Nel nostro lavoro di educatrici al nido, l’obiettivo primario che cerchiamo di perseguire ogni giorno è proprio questo: trattare il bambino come qualsiasi altro essere umano, con rispetto. Troppo spesso capita di sentire le persone parlare dei propri bambini come se questi non esistessero, o come se fossero degli oggetti. A volte mi è anche capitato di assistere a delle scene in cui il bambino viene mollato al nido come se fosse un pacco postale più che un essere vivente, senza nemmeno rivolgergli la parola, come se noi, solo perché siamo degli adulti, avessimo il diritto di trattarlo in questo modo, di violare il suo spazio, senza tenere in minima considerazione la sua sensibilità. Come può sentirsi il bambino in questi casi? A questo proposito, vorrei riportare alcuni passaggi di un articolo che ho di recente avuto occasione di leggere su internet. Il titolo è: “Cose che i bambini ci direbbero volentieri, ma sono troppo educati.” “Mio figlio non mi mangia…”. Vedi questi occhi grandi che ho e questa bocca grande che ho? Giuro che non serve a mangiarti meglio, mamma. C’entra ancora quella volta che ti ho dato un mozzico mentre mi allattavi? Pensavo avessi superato lo shock, ero piccolo, non l’ho fatto apposta. Guardiamo avanti, siamo gente matura. Odio quando parlate di me come se non fossi nella stanza. Al parco è tutto un “Vai a giocare con quel bimbo, fai amicizia” e poi tra voi non spiccicate parola. Nano, topo, frizzi pazzi, rospo… anche meno. Avete comprato dei libri per scegliere il nome di battesimo, avete scomodato gli avi e le preferenze letterarie e cinematografiche e poi non li usate mai, non ha senso. La saliva per pulirci è da barbari, fa schifo, anche quella santa di mamma. Il gelato è mio e me lo gestisco io. Lavori mamma, hai la tua indipendenza economica, compratene uno tutto tuo di gelato, tanto si ingrassa anche con le leccate a straforo. Giocare è una roba seria, bisogna farlo seduti sul pavimento, senza

interruzioni, senza lavatrici da caricare e telefonate da fare. Concentrati, ragazzi, concentrati! Il rispetto è la chiave di tutto, è secondo me la base di qualsiasi relazione educativa. Per poter educare un bambino bisogna innanzitutto riconoscerlo come persona, riconoscere che è un essere umano, esattamente come noi, con un carattere, un pensiero, una sensibilità che sono unici e irripetibili, sono solo suoi, e molto probablimente saranno diversi dai nostri, anche se siamo i suoi genitori. Riconoscere il bambino come persona significa anche riconoscere le sue potenzialità e aiutarlo a svilupparle e consolidarle. Ed è qui che viene fuori un altro problema fondamentale: sovente gli adulti si divertono a fare “il gioco delle bambole”, trattando ancora una volta il bambino come se fosse un essere inanimato. Troppo spesso vedo bambini trasportati tra le braccia degli adulti quando sarebbero perfettamente in grado di gattonare o addirittura di camminare da soli, bambini troppo grandi seduti in passeggini che ormai per loro sono troppo piccoli (e inutili!), bambini imboccati quando avrebbero tanta voglia di provare a mangiare da soli; bambini che fino ai tre anni sono stati trattati come bambolotti e che poi quando arriva il momento di andare alla scuola dell’infanzia, diventano improvvisamente “grandi”! Di conseguenza iniziamo a pretendere da loro una serie di cose: mangiare da solo, dormire nel proprio letto, vestirsi e svestirsi senza l’aiuto dell’adulto, e così via. Maria Montessori scrive: “La madre che imbocca il bambino senza compiere lo sforzo per insegnargli a tenere il cucchiaio non lo sta educando, lo tratta come un fantoccio. Insegnare a mangiare, a lavarsi, a vestirsi è un lavoro ben più difficile che imboccarlo, lavarlo e vestirlo”. Diciamoci la verità: vestire il bambino, imboccarlo, mettergli un ciuccio in bocca quando fa troppe storie, prenderlo in braccio anziché farlo camminare è molto più semplice, richiede meno energie e, soprattutto quando abbiamo fretta, ci risolve un problema fondamentale: quello del tempo, che manca sempre. Tutti l’abbiamo fatto, almeno una volta. Il problema è che in questo modo ci stiamo sostituendo al bambino e fino a quando continueremo a farlo lui non avrà l’occasione di mettersi alla prova, di misurarsi con le proprie capacità, di sbagliare (perché anche sbagliare è importante) e quindi di imparare. Quello che noi adulti dovremmo fare è calarci nel ruolo del regista, predisponendo, supportando, incoraggiando, dando al bimbo la sicurezza della nostra presenza, ma lasciando che sia lui il vero protagonista del suo processo di crescita. Cosa dire, dunque, a conclusione di quest’importante argomento? Sicuramente non ho scritto tutto ciò con la presunzione di insegnare niente a nessuno: sono anch’io un adulto come tanti altri, che spesso si ritrova a riflettere sui propri errori, ma proprio perché il mio più che un lavoro è una vocazione miro sempre e costantemente a migliorarmi, perché non mi sento mai del tutto all’altezza di un ruolo così fondamentale. Dovremmo solo provare a compiere uno sforzo: scendere dal nostro piedistallo e metterci all’altezza del bambino, prendendolo per mano e imparando da e con lui. Per concludere prendo in prestito una bella frase delle pedagogiste Elisabetta Rossini ed Elena Urso: “Un prezioso regalo che possiamo fare a un bambino: essere disposti non solo ad insegnare a lui, ma anche ad imparare da lui. Perché una delle cose che un bambino ci può insegnare è essere proprio la mamma e il papà adatti per lui”. Dott.ssa Sara Casartelli-Coordinatrice asilo nido “Primi Passi”

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ASSOCIAZIONE DILETTANTISTICA BASKET TAVERNERIO La Associazione Dilettantistica Basket Tavernerio nasce negli anni 80 con l’obiettivo di diventare un punto di aggregazione per il paese di Tavernerio coinvolgendo i ragazzi in una sana attività sportiva e nella disciplina della pallacanestro. Negli anni il bacino di utenza si è ampliato nei comuni limitrofi e oggi contiamo circa 80 atleti fra minibasket, settore giovanile e prima squadra. Il basket è uno sport completo, che favorisce la lateralizzazione e migliora la coordinazione motoria, in particolare nella fase dell’età dello sviluppo. Il nostro obiettivo è quello di affiancarci alle famiglie e prenderci cura dei ragazzi e della loro crescita sportiva, morale e umana con allenatori preparati e uno staff dirigenziale competente. Il basket è regole, spirito di gruppo, divertimento, ma anche tanto impegno. Si parte dal minibasket fino ad arrivare alla prima squadra che quest’anno, per la prima volta, partecipa al campionato di C Silver. È un orgoglio essere arrivati così in alto con la prima squadra e ci riempie di gioia vedere l’impegno delle nostre squadre del settore giovanile che partecipano ai vari campionati con grandi soddisfazioni. Con il nostro lavoro vogliamo trasmettere ai ragazzi il senso dell’amicizia, dell’umiltà e dell’altruismo, la gioia di una vittoria ma anche la lezione che può dare una sconfitta. Emozioni positive che solo lo sport può dare!

Il 15 Ottobre 2015 presso l’auditorium di Tavernerio si è svolta la presentazione della stagione agonistica 2015-2016 e della prima squadra che partecipa al campionato di Serie C Silver. E’ stato gradito ospite della serata Luca Vanoli, giocatore della nazionale di WheelChair Hockey che, con il co-autore Daniele Lotti, ha presentato il suo libro “Luca può volare”. In quell’occasione è stata lanciata l’iniziativa della “Tessera Socio Sostenitore” del Basket Tavernerio. Con un piccolo contributo è possibile sottoscrivere la tessera che permette di avere sconti e agevolazioni per l’acquisto di beni e servizi presso i punti vendita convenzionati presenti nel nostro territorio. Sul nostro sito www.taverneriobasket.it è possibile visionare la lista completa delle convenzioni attive, i calendari di tutti i campionati a cui partecipano le nostre squadre e le informazioni relative agli eventi. Per avere qualsiasi informazione è possibile scrivere alla casella di posta info@taverneriobasket.it oppure utilizzare il canale https://www.facebook.com/taverneriobasket Vi aspettiamo numerosi in palestra per le partite casalinghe della nostra squadra per vedere dell’ottimo basket e sostenere i nostri Di seguito le nostre squadre che sono impegnate nei vari ragazzi! campionati di categoria della Federazione Italiana Pallacanestro (FIP) MINIBASKET (squadre miste bambini e bambine) Scoiattoli (nati nel 2008 - 2009) Aquilotti (nati nel 2006 - 2007) Esordienti (nati nel 2005 - 2006) SETTORE GIOVANILE UNDER 14 (nati nel 2002 - 2003) UNDER 16 (nati nel 2001 - 2002) UNDER 20 (nati nel 1996 - 1997 - 1998) PRIMA SQUADRA - campionato di Serie C SILVER Ricordiamo a tutti i genitori che è possibile inserire nuovi ragazzi del minibasket e settore giovanile in qualsiasi periodo dell’anno. Per supportare un’organizzazione complessa come la nostra a Giugno 2015 la società ha rinnovato la struttura societaria. Il nuovo consiglio direttivo è composto da: Presidente: Giuseppe Tagliabue Vicepresidente e responsabile settore giovanile: Roberto Anghileri Dirigente e responsabile prima squadra: Alberto Tettamanzi Dirigente: Mirko Paulon Responsabile tecnico e allenatore: Massimo Di Landri Responsabile amministrativa: Stella De Bernardis Stemma del Comune di Ponzate donazione del Sig. Parravicini Carlo

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IMMAGINI—CIRCOLO FOTOGRAFICO DIAMANTI

Daniela Angri - EXPLOSIONE Giovanni, Sara e Donato Guerrini “Con titolo” Giovanni, Sara e Donato Guerrini “Senza titolo”

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Ezio Gandi - “Pannocchie”

Anna Marin - “Plastica”

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Francesca Nazari - “Pane e tulipani “

Daniela Nisselino - “Energy for breakfast “

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FONDAZIONE LA ROSA DEI VENTI—evento 19 settembre 2015 La Fondazione Rosa dei Venti onlus ha partecipato e vinto il Bando Emolumenti Maggiori Como Fondazione Cariplo 2014, ottenendo così i fondi necessari per ristrutturare e trasformare la Villa Plinia di Tavernerio, che dal novembre 2012 è struttura residenziale rivolta ad un max di 10 minori di età con problematiche e psicopatologie altamente complesse. La vincita ci ha permesso di trasformare ed ampliare gli spazi a disposizione della struttura residenziale e grazie a ciò potremo finalmente accogliere anche femmine e ci saranno a disposizione maggiori spazi per laboratori, attività sportiva e luoghi per gli operatori ed anche per i cittadini. Abbiamo inoltre presentato richiesta per l'apertura di un Centro Diurno annesso alla villa Plinia (con entrata separata), seguendo la direzione del Welfare in Salute Mentale che indica una politica futura di “percorsi” più che di “servizi”. Per questa unica occasione abbiamo organizzato una straordinaria giornata di inaugurazione ed open day sabato 19 settembre 2015. Le autorità hanno dato il via alla giornata con il taglio del nastro all'ingresso della nuova ala e con una conferenza in cui è stata affrontata l'importanza dell'integrazione tra enti sociali e istituzioni, in particolar modo per chi si occupa di servizi alla persona, dove la richiesta d'intervento è alta, ma le risorse economiche difficili da gestire. Le autorità politiche presenti sono state il Sindaco di Tavernerio Rossella Radice, il Presidente di Fondazione Cariplo Giuseppe Guzzetti, il Consigliere Segretario Regionale Daniela Maroni, il Sottosegretario Regionale Alessandro Fermi, il Prefetto Bruno Corda, il Vicesindaco di Como Silvia Magni e il Direttore del Dipartimento di salute mentale dell'A.O.Sant'Anna Claudio Cetti. Insieme hanno descritto il lavoro della Fondazione Rosa dei Venti e, in particolare la struttura Villa Plinia, come un esempio di eccellenza di questo impegno di collaborazione per un fine comune. La giornata ha visto partecipare anche altri politici del territorio, tra cui il sindaco di Albavilla Giuliana Castelnuovo, il sindaco di Orsenigo Mario Chiavenna, l'assessore di Alzate Brianza Sergio Molteni e gli assessori locali Simone Riccardi e Mauro Montini ed altri. Al termine di questo primo intervento i partecipanti e i visitatori, circa 300 in solo questa prima fase della mattina, nella giornata in totale sono passate circa 500 persone, sono stati guidati all'interno dei nuovi spazi per accedere al coffe break in terrazza. Il passaggio per gli spazi è avvenuto tramite un accompagnamento musicale organizzato da operatori e ragazzi ospiti che suonavano. In fila indiana i musicisti conducevano così i partecipanti, che seguendo il suono sono arrivati alla terrazza. Il coffe break è stato preparato dai ragazzi residenti nelle comunità terapeutiche della Fondazione Rosa dei Venti che nella settimana si sono attivati per acquistare prodotti e cucinare piatti gustosi e rappresentativi della tradizione del territorio, quali formaggi, salumi, torte salate, stuzzichini di verdure e tante altre golosità. Anche il servizio è stato curato da ospiti delle comunità e operatori che si sono sperimentati nel realizzare e servire cocktail e piatti a buffet. Ricaricate le energie grazie a cibo, bevande e acqua della Fonte Plinia, i visitatori interessati hanno partecipato alla Tavola Rotonda Scientifica dal titolo “Le comunità terapeutiche per adolescenti” con la partecipazione di specialisti e tecnici del settore tra cui Marco Bouchard, Pietropolli Charmet, Ester Pellegrini, Giorgio Rossi, Francesca Codignola, Mario Landriscina e Domiziana Giola. Lo spostamento dall'interno all'esterno della struttura per raggiungere la zona del pranzo davanti alla Villa Plinia è avvenuto sempre con la guida musicale di ospiti e ragazzi che hanno portato i visitatori al buffet organizzato dagli studenti della scuola Oliver Twist di Cometa. Il momento del pranzo ha dato il via al pomeriggio in movimento nel meraviglioso Parco di 29 mila metri quadrati della Villa tra Percorso Vitae, Laboratorio Umanità e Concerti. Il Percorso Vitae è stato visitato dagli interessati con l'accompagnamento di alcuni ospiti della comunità terapeutica Plinia che oltre a far sperimentare il percorso hanno mostrato le risorse del parco in cui erano stati affissi i nomi degli alberi in esso presenti. Il Laboratorio di Umanità e Salute è stato invece presentato dalla Magistrata Luciana Breggia che ha tenuto un momento di dialogo nel Parco in cui le persone in cerchio hanno potuto ascoltare il senso dell'attivazione di questo laboratorio che prevederà l'apertura al pubblico in orari specifici, permettendo così la lettura di un testo tra gli oltre 3000 libri nel Parco e l'accesso al Percorso Vitae, potendo fare movimento salutare in natura.

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Associazioni, Enti, Scuola, Parrocchie Ha raccontato la Magistrata Breggia: “Laboratorio di umanità vuol dire mettere in moto un lavoro -labor- per crescere: ricorderete tutti il giornalista pacifista Vittorio Arrigoni nato non lontano da qui, che terminava sempre i suoi dispacci da luoghi di guerra e deprivazione con l'espressione 'restiamo umani'; ecco, io penso che forse dobbiamo divenire umani, autenticamente umani. D'altronde la specie umana è da poco apparsa sulla terra, se si considera la storia del pianeta, dunque perché non immaginare una scia di sviluppo che porti a maturazione il processo di umanizzazione? Il Laboratorio di Villa Plinia sembra quasi un habitat naturale, qualcosa che debba esserci secondo natura. In realtà, è una proposta controcorrente, direbbe De André che procede ''in direzione ostinata e contraria”. Nel mondo dove si erigono muri, di cemento o di filo spinato, Villa Plinia apre il Parco alla città: questo è il movimento giusto: aprire, non separare. L'apertura permette la conoscenza, mette insieme le diversità, fa bene alla comunità di Villa Plinia certo, ma vorrei sottolineare come faccia molto bene a chi arriva da fuori. Il parco di Villa Plinia ospita anche la yurta. Essa è un'abitazione utilizzata dai popoli nomadi dell'Asia e rappresenta per la Fondazione un altro luogo da vivere per gli ospiti e gli educatori delle strutture. Qui infatti si possono svolgere laboratori, letture, momenti di condivisione a piccoli gruppi e altre attività e momenti previsti dal trattamento di cura. Rappresenta un luogo sicuro, chiuso, ma allo stesso tempo sito in ambiente naturale aperto. Rappresenta così una risorsa per i ragazzi. Mentre le persone vivevano il Parco, i concerti sono iniziati con la presentazione da parte di due ospiti e il Capocasa della Comunità Terapeutica Plinia del gruppo musicale Sulutumana che hanno dato il via al pomeriggio in musica presentando i vari artisti che oltre a loro avrebbero intrattenuto i visitatori con la propria arte: l'arpista giapponese Motoko Tanaka, il coro dei pazienti del Centro Diurno CPS Cantù diretto dal maestro Vittorio Liberti e l'eccellente complesso d'archi dell'Accademia Europea di Musica composto da giovani musicisti. Ripensando a questa giornata gli operatori della Fondazione Rosa dei Venti dicono: “Credo sia stata una giornata ricca, risultato di un lavoro condiviso di cooperazione anche tra le due comunità con obiettivo generativo direi assolutamente raggiunto! Estremamente gradevole osservare l'integrazione "possibile" tra la cittadinanza e i nostri ragazzi, i quali scrutavano ogni dettaglio umano curiosi... inoltre li ho notati orgogliosi del lavoro da loro fatto (mostra e cibo!) e del loro impegno continuo!!” “Sono attraversato da un sentimento di soddisfazione e gioia per il clima creatosi, risultato forse, del lavoro collaborativo/ cooperativo di tutti i membri delle strutture. Gli ospiti hanno investito molto in questo evento e si è sentito. Una delle immagini più forti è stato vedere il Parco di Plinia che integrava il gioco dei bimbi e quello dei nostri ragazzi... Presenza trasversale di generazioni, anziani ai tavoli, genitori attenti, operatori in opera, ospiti attivi, bambini gioiosi… l'immagine del villaggio” “Mi ha colpito più che tutto sommato i nostri ospiti siano stati senza “crisi”, segno che l'integrazione è stata curante” Abbiamo avuto modo di parlare a posteriori con gli ospiti delle varie strutture, riconoscendo loro lo sforzo fatto e il risultato ottenuto e abbiamo così raccolto alcune loro osservazioni. Anche in questo caso si sono sentiti di poter esprimere sia emozioni positive, sia la fatica che vivere determinati eventi comporta: “Sono molto contento della responsabilità che mi è stata data nel compito di presentare i lavori da noi realizzati ed esposti. Mi sono sentito bravo e ascoltato. È quello che mi serviva, finalmente!” “Mi sono sentito bene a offrire cibo e bevande alle persone, ma che fatica. Erano tantissimi e tutti insieme” “E’ stata una soddisfazione preparare qualcosa con le nostre mani, come per l’aperitivo, e vedere che le persone lo hanno apprezzato” “Siamo riusciti a stare tutti insieme senza litigare, non sarei più andata via!” “Mi è piaciuto tanto sentire suonare l’arpa… non avevo mai visto da vicino suonare l’arpa né sentito il suono” “Mi è piaciuto fare il coro con i Sulutumana” “C’era tanta gente… ho preferito dormire”“C’era tanta gente… credo perché le persone sono interessate a qualcosa di nuovo che può aiutare i ragazzi in difficoltà.” La partecipazione è stata aperta anche ad alcuni genitori dei nostri ragazzi che vivono sul territorio e che partecipano alla vita della Fondazione in modo attivo. La loro partecipazione è stata discreta e importante per gli ospiti in generale perché hanno potuto sperimentare l'interesse delle famiglie al loro percorso comunitario.

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Associazioni, Enti, Scuola, Parrocchie Anche a loro abbiamo chiesto un rimando su questa giornata condivisa: “La giornata di inaugurazione della nuova ala della Comunità Plinia-Fondazione Rosa dei Venti è stata un bellissimo momento di riconoscimento della lungimiranza Fondatori-promotori dr. Mingarelli e consorte e dell'impegno loro, dei collaboratori e operatori che condividono una esperienza lavorativa ma probabilmente non solo! Questa infatti la prima impressione suscitata partecipando all'evento: ci siamo trovati in un contesto dove il sentirsi accolti si percepiva in tanti piccoli particolari. Da subito nella cura degli ambienti interni ed esterni, ma, un attimo dopo, nel desiderio di raccontarne l'allestimento da parte di chi vi aveva provveduto, soffermandosi sui dettagli. Operatori e ragazzi unanimi nel racconto che non nascondeva le fatiche, le difficoltà, i limiti di tempo e il clima non sempre favorevole con cui ci si era dovuti misurare... ma anche, finalmente, orgogliosi di essere riusciti a partecipare ad una impresa grande di cui sentirsi un po' protagonisti.... Come del resto della propria vita! Quasi a voler dire di un riscatto possibile, di un rinnovamento impegnativo, ma raggiungibile... Sapiente l'alternanza di momenti celebrativi e conviviali, formativi o di piacevole intrattenimento così come l'organizzazione di spazi per il coinvolgimento collettivo, ma anche il rispetto di tempi e luoghi per un dialogo personale o per godersi arte e natura. Tutto sembrava contribuire al desiderio di 'esserci' e 'partecipare', forse più fortemente vissuto da chi, come noi, aveva un 'motivo' per trovarsi lì, ma presente anche in chi, quasi 'per caso', si trovava a trascorrere qualche momento alla Plinia, magari solo perché 'vicino di casa' o per aver accolto un invito. Nonostante la numerosa partecipazione e la rilevanza di alcune personalità presenti, la giornata assumeva prevalentemente una dimensione 'domestica': la disinvoltura con cui ci si aggirava nei vari ambienti e la disponibilità di spazio, fisico e relazionale, per tutti permetteva davvero di sentirsi 'a casa' intesa come luogo della relazione e degli affetti. Sicuramente 'altro' rispetto ai luoghi comuni con cui troppo spesso si descrivono le esperienze di Comunità! In questo ci hanno aiutato molto gli stessi ragazzi con la loro sfacciata disinvoltura nel raccontarsi o il loro imbronciato fastidio alle troppe curiosità degli occasionali interlocutori. Ma anche l'attenzione e la vigilanza discreta degli operatori pronti ad ingaggiare i ragazzi in temporanee collaborazioni o a circoscrivere piccoli momenti di tensione. Dalla giornata riportiamo anche un piccola perla che potrebbe apparire un fastidioso giudizio, ma che in ultima istanza è invece elemento liberante e rassicurante: il ruolo della famiglia nella esperienza di vita dei ragazzi adolescenti con evidente fragilità. Ci siamo accorti come la famiglia sia una presenza permanente, nel bene o nel male, nel bello o nel brutto. Una presenza da cui non si può prescindere, che lascia comunque una traccia, ma che deve essere in 'grado di' o 'aiutata ad' accontentarsi alle volte anche di un ruolo da comprimario, affidandosi ad una più ampia famiglia, competente e professionale nell'organizzazione e nelle mansioni, ma anche fatta di persone capaci di vicinanza e compassione come incontriamo alla Plinia. Certo, la modalità di esprimere impressioni e vissuti rispetto ad una determinata circostanza dipendono molto più dallo stato in cui ci si trova quando si descrive piuttosto che di quando la si vive, rischiando di alterare i colori con cui si dipinge il quadro. Per questo l'invito è di conoscere direttamente la Comunità Plinia perché quanto si può sperimentare personalmente difficilmente è possibile trasferire compiutamente in parole e immagini. Grazie” Tale giornata, oltre ad essere un evento interorganizzativo che ha visto la partecipazione attiva di operatori ed ospiti dei vari servizi della fondazione, è stato anche evento straordinario di apertura ufficiale della struttura alla cittadinanza ed al territorio. Questa novità ha generato preoccupazione e desiderio, si sentiva la paura che la cittadinanza non rispondesse e allo stesso tempo c'era una forte volontà a fare il meglio possibile. Gli ospiti sentivano fortemente il desiderio di mostrare e raccontare ciò che fanno durante il loro tempo in comunità e gli operatori credevano molto nella possibilità di accogliere l'esterno che entrava in comunità in modo così forte. I contatti tra interno ed esterno sono frequenti nelle nostre strutture, ma solitamente siamo noi che ci rivolgiamo agli enti esterni, come scuole, associazioni sportive, comuni, cooperative e servizi vari per far sì che possano accogliere i nostri ospiti e insieme collaborare a un loro reinserimento sociale. L'inaugurazione ha permesso uno scambio concreto di conoscenze e ha dato alla Fondazione la possibilità di mostrare la capacità di accoglienza e il desiderio di incontro che fanno parte della nostra cultura organizzativa. L'impegno messo in atto dai vari ruoli e persone che vivono la Fondazione ha dato i suoi frutti e ha permesso di vivere una giornata intensa e piacevole in cui si sono alternati momenti ufficiali, formativi, scientifici, musicali e informali. La Mostra Sociale delle opere realizzate da artisti simpatizzanti e dagli ospiti all'interno dei laboratori di comunità, ha prodotto interesse nelle persone che hanno partecipato all'evento. Anche il buffet di aperitivo preparato da operatori e ospiti ha riscosso successo e ha permesso ad alcuni ospiti di sperimentarsi nell'attività del servizio bar facendo emergere competenze relazionali e lavorative non mostrate prima. Tutto ciò ha sicuramente un positivo impatto emotivo in tutti noi e speriamo nel territorio e muove un forte desiderio di portare avanti questa cultura di apertura sociale che tanto è necessario nella contemporaneità che viviamo. Luca Mingarelli e Georgia Napolitano

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DA VILLA DEI PINI A ISTITUTO MISSIONARIO. Un po’ di storia La Villa dei Pini fu costruita dai Sessa, famiglia gentilizia, nel 1700 circa. Dell’antica costruzione rimangono oggi soltanto la Cappella di Sant’Anna, il campanile con la campana e l’imponente portale di pietra (foto 1) collocato all’entrata centrale della nuova costruzione (foto 2), su cui è ancora impresso lo stemma gentilizio dei Sessa.

Foto 1

Foto 2 ed è tuttora immersa.

Il campanile (foto 3). Alto, snello, rotondo, in mattoni, domina su tutto il quartiere Urago. Conserva la campana sul cui bronzo si legge la seguente dedica in lingua latina: S. Mater Teresia ora pro nobis, e il nome del fonditore: Nicolaus Comulus Comensis fecit MDCCXXXI. La villa dei Pini (foto 4). L’originaria Villa dei Sessa fu trasformata dal Dott. Molteni di Milano in Villa dei Pini, in realtà una clinica per malati di tubercolosi; il nome è dovuto forse ai superbi centenari Cedri e Pini tra i quali la villa era

Foto 3

L’istituto Missionario. Dal 1963 ha ospitato studenti missionari liceali, divenuto in seguito casa di riposo per missionari anziani ed ora casa di spiritualità missionaria. Ospitò pure le scuole medie del nostro paese. La comuità dei missionari augura a tutti gli amici e conoscenti di Tavernerio, Solzago, Ponzate, Rovascio e Urago, alle autorità civili, religiose e laiche un lieto e… perché no? un maiuscolo Santo Natale e un felice anno 2016, unito ad un grazie per quanto fanno per il bene del nostro paese. Grazie! P. Franco s.x.

Foto 4

Anche Tavernerio "corre" la Fai Marathon Lo scorso 18 Ottobre, a Como si è corsa la FAI Marathon. Una mail inviataci nel corso dell’estate come Società Agricola del territorio ci proponeva di portare i nostri prodotti alla manifestazione: dapprima immaginando una nostra presenza ad un “punto ristoro” della “maratona” - mi sono chiesto se “pane e marmellata” fosse una scelta ben ponderata da parte degli organizzatori… poi ho chiamato al telefono indicato, e Barbara Cavalieri (Architetto e responsabile eventi FAI giovani di Como) mi ha spiegato che non era una maratona da correre, ma al contrario da gustare nell’incontro, nella bellezza e nella conoscenza… e così ci siamo ritrovati a fianco di Maurizio (Miele Gallo) di Tavernerio a rappresentare i produttori a KM0 del Comasco e a raccontare il Progetto “WWKG-Un orto grande come il mondo” a fianco del Museo Civico di Como… Abbiamo ovviamente colto l’occasione per conoscere meglio gli organizzatori e i contenuti della manifestazione. Barbara, puoi raccontarci cos’è il FAI? E’ una Fondazione nazionale senza scopo di lucro, nata il 28 aprile 1975 con uno scopo preciso: contribuire alla tutela, conservazione e valorizzazione del patrimonio d’arte e natura del paesaggio italiano. Da quarant’anni l’impegno quotidiano è volto alla cura, promozione e valorizzazione di monumenti e luoghi unici del nostro Paese, all’educazione e sensibilizzazione della collettività nonché alla conoscenza, al rispetto e al godimento per l’arte e la natura, che si traduce nell’organizzazione di molteplici iniziative a livello locale e di grandi eventi nazionali come le Giornate FAI di Primavera e la FAI Marathon. Il FAI si fa anche portavoce degli interessi e delle istanze della società civile vigilando e intervenendo attivamente sul territorio, in difesa del paesaggio e dei beni culturali italiani.

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Associazioni, Enti, Scuola, Parrocchie E nel perseguire questi obiettivi FAI chiama all’appello e da spazio anche i giovani… Chi aderisce al FAI Giovani Como condivide la passione culturale che da sempre anima la Fondazione e lo fa mettendo a disposizione il suo tempo, la sua formazione e professionalità in modo volontario, coniugando la serietà dell’impegno con il divertimento dello stare insieme ad un gruppo di amici. Il gruppo FAI giovani di Como, con il coordinamento di Stefano Moscatelli, è nato nel luglio del 2012 e da allora ha organizzato diversi eventi rivolti per lo più a giovani fino ai 40 anni, cercando di favorire scambi di energie tra organizzazioni imprenditoriali, di categoria e culturali del territorio. Tra tutti la festa d’estate presso Villa del Balbianello a Lenno è diventato l’evento principale del nostro calendario, a cui partecipano più di 150 persone. Quest’anno per la prima volta ci siamo occupati dell’organizzazione dell’evento nazionale della FaiMarathon. Quando abbiamo ricevuto il vostro invito, sinceramente, sono stato subito incuriosito; forse per la dimensione di “partecipazione allargata” che le maratone offrono, a prescindere dalla velocità del singolo corridore. E poi mi hai spiegato che non si trattava di correre ma di “camminare e gustare”(e ho pensato: “ancora meglio!”). Ci racconti cos’è la Fai Marathon? E’ una passeggiata culturale, non sportiva, organizzata dalle Delegazioni e dai volontari FAI di tutta Italia. E’ una maratona originale perché esortiamo a… non correre! Da tre anni in autunno il FAI invita gli italiani a scoprire e riscoprire i paesaggi urbani ed extraurbani nei quali vivono tutti i giorni, ma di cui spesso ignorano le bellezze, il valore, la storia: dai palazzi ai negozi storici, dai teatri ai cortili, dalle chiese alle piazze, dalle scuole ai vicoli, dai ponti ai giardini, luoghi che spesso non abbiamo il tempo di apprezzare a causa della nostra vita frenetica. La formula che verrà utilizzata sarà sempre più simile alle Giornate di Primavera, con aperture straordinarie che preannunceranno la stagione autunnale. Immagino che la quantità e varietà delle possibili location, tra lago, città e paesi del Comasco porti all’imbarazzo della scelta: dai percorsi Voltiani, alle ville e giardini sul Lago…e quest’anno avete focalizzato un tema e degli spazi, che hanno catalizzato la nostra attenzione da “Un Orto Grande Come il Mondo”? Infatti per la FAI Marathon 2015 il tema è stato “La febbre dell’orto”: un percorso a tappe volto alla conoscenza del grande patrimonio paesaggistico del lago di Como, attraverso il tema dell’orto e della coltivazione a km 0, proposto mediante visite a serre storiche, degustazioni di prodotti locali e attività collaterali. Abbiamo scelto come scenario ideale dell’edizione il “Chilometro della Conoscenza”, un percorso che permette di attraversare i parchi secolari di alcune delle ville storiche che si affacciano sul primo bacino del lago di Como: le ville Olmo, Grumello e Sucota, rispettive serre, in quanto facenti parte di un sistema paesaggistico di notevole interesse culturale, storico-artistico e naturalistico. La proposta del tema di quest’anno si è basata su una interpretazione del tema di EXPO 2015 "Nutrire il pianeta, energia per la vita" che si è conclusa poche settimane fa a Milano. Abbiamo voluto portare i prodotti della terra all'interno dei giardini storici, creando una sinergia tra patrimonio culturale e patrimonio colturale, perché siamo convinti che occuparsi di ambiente significa occuparsi non solo dei luoghi dove vive l’uomo, ma anche di come egli vive, si sviluppa e opera in quei luoghi, cercando di preservarne le tradizioni che li rendono peculiari. Per questo abbiamo pensato di coinvolgere alcune realtà strettamente legate al territorio lariano: la Società degli Olivicoltori del lago di Como ha organizzato delle degustazioni nelle serre di Villa del Grumello e Tavernerio ha partecipato in prima linea con Apicoltura Miele Gallo e Cucina delle Agridee, che hanno fatto degustare e conoscere ai visitatori i loro prodotti d’eccellenza (miele aromatizzato, confetture e sciroppi di piccoli frutti) ottenuti senza utilizzo di additivi e fitofarmaci e nel rispetto dei cicli della natura. Certamente qualche ragazza potrebbe chiederti se proprio per lo specifico focus “orto e coltivazione a km 0” non fosse - direi quasi indispensabile avere anche un George in versione contadino… ma immagino rischiasse di non riuscire a reggere il confronto con gli altri partecipanti… Quindi: niente Clooney contadino almeno per quest’anno… anche perché, all’evento c’erano anche numerosi altri contributi di livello, giusto? Corretto. Infatti, oltre ai produttori locali sono stati coinvolti alcuni enti ed associazioni legate al territorio comasco come la Società Ortofloricola Comense insieme alla pittrice botanica Silvana Rava, l’Associazione Enogastronomica Eatable che ha proposto un aperitivo didattico con i prodotti ortofrutticoli lariani nella serra del Grumello, la Fondazione Minoprio e l’Azienda Floricoltura Pironi che con gli ortaggi di sua produzione ha contribuito alla realizzazione dell’orto didattico “Labirintorto” progettato e allestito dal gruppo FAI giovani a Villa Olmo. Un prezioso contributo è stato dato dal Laboratorio di Archeobiologia dei Musei Civici di Como (con Mauro Rottoli) e dalla vostra associazione - Ami-Ki di Tavernerio attraverso due interessanti seminari presso Villa Sucota (Fondazione Antonio Ratti): il primo relativo all’evoluzione dell’alimentazione dell’uomo nella storia; il secondo relativo all’importanza dello scambio culturale, conoscenza e tutela del territorio sviluppato attraverso il progetto “WWKG_Un orto grande come il mondo” di Tavernerio (che come progetto scuola EXPO 2015 primo classificato nel Comasco, è ben rappresentativo di un interesse dei giovani e delle scuole ai temi e valori indirizzati dall’evento e da FAI). Come referente di Ami-Ki vi ringrazio per l’opportunità e spazio che ci avete offerto non solo di presentazione del progetto ma soprattutto di incontro con voi, con le altre associazioni e con le persone e Fondazioni ed Enti che hanno reso possibile l’evento. Quali sono i vostri prossimi appuntamenti? Con l’anno nuovo ci saranno delle iniziative inedite quindi vi suggeriamo di rimanere aggiornati sulle nostre attività che pubblicheremo sulla pagina Facebook del FAI giovani Como, dove potete trovare anche le foto della FaiMarathon 2015. E se qualcuno volesse saperne di più o accostare il FAI i riferimenti sono: www.fondoambiente.it; Facebook: FAI giovani - Como; mail: faigiovani.como@fondoambiente.it Dario Montermini

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ORATORIO DI PONZATE Come ormai è consuetudine da qualche anno, la prima settimana di settembre coincide a Ponzate con quella del “Grest”, un appuntamento irrinunciabile per bambini e ragazzi della nostra parrocchia (con qualche presenza anche da fuori). Anche quest’anno il nostro oratorio ha aperto le porte a più di 50 iscritti che hanno avuto la possibilità di trascorrere una settimana in compagnia e in allegria. Il pranzo è stato un importante momento di condivisione, soprattutto quest’anno in cui Expo 2015 ha fatto da punto di riferimento per molte iniziative sul territorio nazionale. Anche noi, nel nostro piccolo, abbiamo voluto dare un’impronta significativa al momento della preparazione dei pasti (grazie a Susanna e Loredana e alle mamme che hanno prestato il loro servizio) e al momento della… degustazione. L’alimentazione al Grest è stata l’occasione per imparare uno stile più attento a quanto e a come mangiamo. Ingredienti naturali (alcuni a chilometro zero) e sana convivialità! Non sono mancati laboratori di cucina: il primo con la preparazione del pane azzimo per la Celebrazione Eucaristica; il secondo con la preparazione di deliziosi biscottini. L’entusiasmo della settimana del Grest (conclusa con la bella giornata sulle colme, con la Messa e il pranzo alla Baita Bondella) nasce sul terreno fecondo dell’esperienza che viene proposta nel mese di luglio alla Comunità Parrocchiale con gli otto giorni del Campo Estivo. Anche quest’anno il Campo sulle magnifiche Dolomiti è stato un successo: ne è una dimostrazione il fatto che a Bellamonte (Val di Fiemme) eravamo un bel gruppo di 60 persone tra ragazzi ed educatori, e che, una volta tornati, abbiamo subito pensato di trasformare in servizio la nostra gioia.

ARREDO URBANO Dopo aver dato in concessione la rotonda presente in centro paese, poche settimane fa abbiamo firmato la convenzione per la concessione d’uso della rotonda zona Laghetto che si trova nella bretella che collega la provinciale Como-Lecco alla vecchia strada Como-Erba. L’accordo è stato concluso con la ditta Geoterm Impianti di Tavernerio, con sede operativa in Via Aldo Moro. Il titolare, Giuseppe Rondinelli, abbellirà e curerà la manutenzione della rotatoria per i prossimi 5 anni. In cambio l’azienda potrà esporre la propria pubblicità. Il Comune esenterà, per l’intera durata del contratto, il concessionario dal pagamento della COSAP (Canone per l’Occupazione di Spazi e Aree Pubbliche) e dall’imposta di pubblicità per l’apposizione della propria denominazione, ritenendo gli stessi tributi ricompresi nel valore delle prestazioni rese per la gestione di tale spazio. La rotatoria dovrebbe essere pronta con l'inizio del nuovo anno. Sono contento per questo accordo che prevede un ulteriore abbellimento/riqualificazione di uno degli incroci principali di Tavernerio e della nuova collaborazione creata tra Comune e privato. Il Vice Sindaco Simone Riccardi

Altro momento di forte emozione per la nostra parrocchia, nella domenica successiva alla festa patronale della Madonna del Rosario, è stata la Giornata Mondiale Missionaria che abbiamo avuto la possibilità di vivere quest’anno con la nostra missionaria ponzatese Suor Irene: è stata proprio lei domenica 18 ottobre a farci partecipi della sua esperienza brasiliana nella realtà di Indianopolis. Ci siamo ritrovati per la Santa Messa delle ore 10.00 per proseguire nel pomeriggio il nostro stare insieme con un giocone in oratorio, un incontro e una castagnata sul sagrato, lasciandoci con l’impegno di essere… “missionari in tutti i sensi”. Luciana

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Gruppi Consiliari

REPERIRE RISORSE PER IL PAESE Nello scorso numero de “Il Paese” si propose di tirar fuori coraggio e imprenditorialità per gestire in autonomia il servizio rifiuti. In questo numero ci limitiamo ad alcune riflessioni su di un’altra possibilità, già da noi avanzata, per produrre ricchezza per il Paese. Negli ultimi anni la posa di impianti fotovoltaici è in forte crescendo, favorita anche dal progressivo diminuire dei prezzi degli impianti. Diminuzione dovuta alla crescita tecnologica che consente costi di produzione più bassi ed anche da una capacità produttiva ancora superiore alla domanda. Logica conseguenza: una concorrenza combattiva che fa leva sul prezzo per acquisire commesse. Questa situazione potrebbe ribaltarsi. Secondo GTM Research, entro il 2017, la richiesta di pannelli solari in Europa potrebbe aumentare così tanto da far sì che l’offerta degli attuali produttori non sia più sufficiente. Il perché di questo successo sta nella sempre crescente presa di coscienza che ciascuno di noi è chiamato a rendere migliore l’ambiente in cui viviamo e, non certo da ultimo, dal vantaggio economico che un investimento sul “fotovoltaico” comporta. Vediamo ora alcune osservazioni che, sicuramente, alla lettura di quello che “i matti” di Tavernerio Città propongono, verranno sollevate.

Per realizzare un impianto ottimale occorrono spazi adatti, per ubicazione e dimensione. A Tavernerio ci sono. E i soldi occorrenti, dove li reperiamo? Qui le risposte sono diverse. Ci limitiamo ad esaminarne una. Ci sono società che si accollano interamente gli oneri necessari per gli impianti, recuperando, nel tempo, quanto investito. La formula più economica non è vendere all’ENEL energia, ma consumarla. Il Comune di Tavernerio è in grado di utilizzare direttamente l’energia prodotta per l’alimentazione del proprio acquedotto e per altre necessità interne. L’energia si produce durante il giorno, ma si consuma anche di notte. Anche qui le risposte sono diverse. Ci fermiamo dopo una sola parola: accumulo. Un tempo impossibile, oggi fattibile, domani di larga diffusione. I problemi sono tanti. Vero. Da quando siamo stati cacciati dal Paradiso Terrestre dobbiamo lavorare con il sudore della fronte ed affrontare, quotidianamente, dei problemi. Affrontarli e risolverli, visto che abbiamo avuto il dono dell’intelligenza. Noi, nel nostro piccolo, siamo disposti a mettere a disposizione dell’attuale amministrazione e di quella ormai prossima, la nostra minuscola intelligenza per il bene del Paese. Francesco Agostinelli – Capogruppo «Tavernerio Città» www.taverneriocitta.it

Lavori Pubblici Lettera inviataci dall'Assessorato ai Lavori Pubblici in merito massimo ammissibile vengono immesse nella nuova condotta alla sistemazione dei problemi di raccolta e convogliamento di che costeggia la Via dei Nibbit, previa la realizzazione di alcune acque meteoriche in località URAGO griglie di raccolta, fino ad immettersi nella rete di convogliamento del comune di Albese con Cassano. Il Comune di Tavernerio ha affrontato e risolto la problematica di Con questa opera quantificata in circa € 40.000,00, a titolo sversamento di acque che interessava l'area in località Urago in gratuito per il Comune di Tavernerio, grazie all'intervento di un corrispondenza della Piattaforma ecologica gestita da Service 24. privato, è stato risolto il problema dello sversamento di acque Il problema dello sversamento ha riguardato anche il territorio meteoriche sulla Via dei Nibbit che creava pericolo soprattutto del limitrofo comune di Albese con Cassano in quanto nei periodi invernali con creazione di ghiaccio e problemi vari di l'eccessiva acqua che veniva recapitata nelle condotte di raccolta circolazione causati al Comune di Albese con Cassano. sul proprio territorio ha provocato allagamenti e danni nell'area L'opera è stata realizzata dalla ditta Fumagalli Inerti, con il industriale adiacente. contributo progettuale dei tecnici Arch. Luongo del Comune di Il problema era causato da una tubazione di raccolta acque che, Tavernerio, Geom. Beretta del Comune di Albese e l'Ing. Molteni proveniente dall'abitato del nucleo di Urago, sfocia in prossimità della ditta FUMAGALLI. dell'area gestita da Service 24. Nei periodi di massima piovosità o intense precipitazioni si verificava un accumulo eccessivo di acque nell'area pianeggiante antistante la piattaforma ecologica con fuoriuscita e sversamento sulla Via dei Nibbit che porta alla piattaforma. L'opera di convogliamento realizzata è consistita in una risagomatura e ingrandimento dell'area di accumulo delle acque antistante la piattaforma, la creazione di un sistema di "troppo pieno" tramite il quale le acque in eccesso rispetto al livello

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UFFICIO TRIBUTI I tempi di lavorazione del Notiziario, per ragioni tecniche, hanno impedito di informare la cittadinanza attraverso queste pagine. Per una corretta informazione, si ritiene comunque opportuno descrivere come il Comune ha operato per rendere il più agevoli possibile le operazioni. Entro il 16/12/2015 i proprietari di aree fabbricabili, abitazioni principali di lusso ed altri fabbricati, hanno provveduto a versare il saldo IMU 2015. Sempre entro il 16/12/2015 hanno provveduto altresì a versare il saldo TASI per le abitazioni principali e i fabbricati industriali appartenenti alla categoria catastale d. L’amministrazione comunale per l’anno 2015 ha mantenute invariate le aliquote di IMU e TASI e la detrazione di 50 euro per ogni figlio a carico, per un massimo di 100 euro. I cittadini hanno potuto usufruire dello sportello IMU – TASI per richiesta informazioni/chiarimenti e prenotazione gratuita del modello F24 per effettuare il pagamento. È stato possibile prenotare il modello per il versamento del saldo IMU – TASI con le seguenti modalità:

1) inoltrando richiesta all’indirizzo di posta elettronica tributi@comune.tavernerio.co.it entro e non oltre 04/12/2015. Nella richiesta per saldo TASI dovrà essere indicato il numero di figli presenti nel nucleo familiare e fiscalmente a carico. In questo caso il modello F24 è stato trasmesso per posta elettronica. 2) telefonando all’ufficio tributi – 031/421223 interno 4 lasciando un recapito telefonico e per il calcolo della TASI comunicando il numero di figli presenti nel nucleo familiare e fiscalmente a carico. Il modello è stato consegnato nelle date di seguito indicate. CONSEGNA MODELLO F24 la consegna dei modelli F24 per il versamento dell’acconto IMU e TASI 2015 nei seguenti giorni: dalle ore 9,00 alle ore 12,30 VENERDI’ 20/11/2015 VENERDI’ 04/12/2015 VENERDI’ 27/11/2015 VENERDI’ 11/12/2015 MARTEDI’ 01/12/2015 MARTEDI’ 15/12/2015

L’immagine dell’albero della vita di questa pagina e quella degli “alberi nostri“ nella pagina precedente sono relative all’articolo “Notizie dalla redazione” in quarta di copertina del notiziario

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MEMORIE DI UN PARROCCHIANO Domenica mattina. Passo deciso, portamento impeccabile, cappello ben saldo in testa. Il Signor Prevosto (Ul Sciür Prevost) Don Angelo Benzoni si avvia a celebrare la Santa Messa. La mantella copre il lungo abito talare, che, passo dopo passo, scopre le lucide scarpe a punta ornate con fibbia d’argento. L’evento, non frequente, non passa inosservato ai parrocchiani che in fretta accorrono verso la chiesina di San Fermo, presto affollata. Infatti, le funzioni festive e feriali presso questo luogo di culto, riprese con regolarità per agevolare la partecipazione della popolazione della parte bassa del paese, erano spesso officiate da altri sacerdoti. Prendo spunto da un ricordo di quand’ero bambino negli anni ’60 del secolo scorso, per raccontare quanto la piccola Chiesa di San Fermo ha rappresentato per tanti parrocchiani di Tavernerio. Eretta a poca distanza da quel capolavoro del romanico lombardo costituito dalla Chiesa di San Pietro a Cassano, sul confine dei comuni di Tavernerio e Albese con Cassano, sul limite della Diocesi di Como e della Diocesi di Milano e sulla demarcazione fra il Comasco e la Brianza, il piccolo Oratorio di San Fermo appartiene alla storia della parrocchia di Tavernerio. Fu costruito intorno alla metà del XIX secolo grazie ad un legato testamentario. “La signora Teresa Moiana di Sirtolo volendo dare una comodità religiosa a quelli della sua frazione con testamento 4 novembre 1835 lasciava la somma di lire 3000 per l’erezione di un oratorio e ipotecava i suoi fondi perché con il ricavato si celebrasse in perpetuo la messa festiva.”1 Una tradizione orale, non confermata da alcun documento, attribuisce la dedicazione a San Fermo alla particolare devozione della benefattrice per una grazia ricevuta. L’edificio entrò quindi nella disponibilità della parrocchia di Tavernerio. Facile da raggiungere per i residenti nella parte bassa del paese, richiamati dal lieve rintocco della campanella a vista posta sopra l’abside posteriore, per decenni, fino alla costruzione della nuova Chiesa dell’Eucaristia, completata nel 1997 e oggi fulcro della vita parrocchiale, la chiesetta di San Fermo ha accolto i fedeli per le celebrazioni liturgiche. Alla sinistra del portone d’ingresso, un confessionale in legno, ‘divorato’ dai tarli, riduceva lo spazio destinato alle file di sedie e di banchi. Alle pareti vecchi quadri raffiguranti le stazioni della Via Crucis. Lo stretto corridoio centrale, durante le celebrazioni sempre affollato di fedeli in piedi, era appena sufficiente a consentire i movimenti delle persone al momento della Comunione e ne rendeva lento il deflusso al termine delle funzioni. Quando ancora usava raccogliere le offerte con la borsa appesa ad un bastone, noi chierichetti faticavamo a passare e spesso, nel ritrarre il bastone, colpivamo involontariamente qualche persona. Agli inizi degli anni ’70, il parroco don Pierangelo Livio fece predisporre un progetto di restauro ed ampliamento dell’edificio. L’intervento non ebbe seguito. Qualche anno dopo, don Luigi Artali decise di demolire il vecchio altare, appoggiato al muro divisorio tra la navata principale e l’abside posteriore e di sostituirlo con quello ancora oggi presente, staccato dal muro per consentire al celebrante di rivolgersi verso i fedeli. Venne ricavato da un’antica vasca recuperata nel parco di Villa Casartelli. Fu realizzato anche un impianto di riscaldamento ad aria per sostituire le vecchie stufe a fungo, alimentate da gas in bombola. La piccola sagrestia, posta nell’abside dietro l’altare dove, prima di servir Messa, aiutavamo i sacerdoti per la

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vestizione, arredata con poche sedie, accoglieva ‘gli uomini’ che da dietro assistevano alle celebrazioni. Mi piace ricordare che, negli anni in cui fu Sindaco di Tavernerio, il compianto dr. Frangi, assiduo frequentatore della Santa Messa festiva delle 9, fece costruire un nuovo marciapiede lungo la via Provinciale a protezione dei pedoni. L’opera, ben fatta, resiste ancora oggi. Da anni ormai la chiesetta, seppur ancora consacrata, non è più utilizzata per il culto, se non per qualche rara funzione. Nel 2007, don Silvio Bernasconi definì un intervento di restauro del tetto e delle pareti esterne. Il riassetto interessò anche l’interno. Fu ricollocata la statua di San Fermo nella nicchia dietro l’altare e al centro delle pareti laterali vennero poste le statue della Madonna e del Sacro Cuore. In quell’occasione, manifestò a noi parrocchiani l’idea di sfruttare l’edificio come luogo d’incontro per convegni o mostre, spingendosi anche ad ipotizzare la realizzazione di un museo. Nei mesi scorsi, grazie alla volontà e all’organizzazione dell’Associazione Raggi di Luce, e alla disponibilità del parroco don Alessandro Di Pascale2, la chiesina di San Fermo ha ospitato una mostra dedicata alla storia del nostro paese. Fotografie e oggetti dei ‘temp indrée’ ci hanno aiutato a ricordare ‘cumè l’era Tavarnée’. A loro un grande ringraziamento e a tutti noi l’auspicio che la chiesetta di San Fermo continui ad essere un punto di riferimento vivo. Elio Maltagliati, in collaborazione con Alessandro Moretto

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Tavernerio e oltre – memorie storiche di Tavernerio raccolte dal parroco G. Baserga”, a cura di don Silvio Bernasconi, Tavernerio, 1989. 2 Ringrazio don Alessandro per aver consentito la consultazione di documenti dell’archivio parrocchiale.

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35 ANNI: E NON BASTANO! Cerco nei miei ricordi le prime volte in cui ho attraversato la Statale in corrispondenza della via Urago… penso potesse essere l’80 e quello che ora è il semaforo “del Carrefour”, allora era il semaforo “del Levrini”: avevo 7 anni e con mio fratello e mia cugina andavamo dal Crotto - dove siamo nati e cresciuti - fino a Solzago. Da allora sono passati molti anni, eppure non sono bastati: la sicurezza dei pedoni che devono attraversare l’incrocio è la stessa - INESISTENTE - di 35 anni fa. Un paio di anni fa, l’amministrazione comunale ha organizzato un incontro con la cittadinanza proprio per condividere la problematica. Un pomeriggio infrasettimanale: era presente anche l’allora Assessore Provinciale Pietro Cinquesanti, da cui ho appreso che l’unico parametro di interesse del suo assessorato fosse lo snellimento del traffico veicolare e che ogni attraversamento pedonale non doveva comprometterne l’efficacia (evito di dare valutazioni sull’esito di snellimento raggiunto: basta andare a Como alle 8 di mattina di un qualunque giorno feriale o risalire dalla via Oltrecolle un qualsiasi tardo pomeriggio). Molte sono state le mie riflessioni in quella sede. Forte lo scoramento nel percepire l’inesistente livello di concertazione tecnica tenuto sino a quel momento tra Provincia e Comuni; incalzante la sensazione che nessuno dei relatori avesse passato più di qualche minuto ad osservare quell’incrocio mettendosi nelle gambe di un anziano, nello sguardo di una mamma con un passeggino, nel pensiero di un papà di un figlio adolescente che deve prendere la “corriera al laghetto”…35 anni sono passati, e a breve vedrò i miei figli attraversare da soli quel semaforo. Questo mio intervento non vuole però fare demagogia; al contrario vuole riportare, questa volta per iscritto, la soluzione che in quel pomeriggio di qualche anno fa già proposi e che tutte le parti presenti - istituzionali, tecniche e di cittadinanza valutarono come fattibile, economica ed efficace. Prima di scrivere questo articolo (metà novembre 2015) ho comunque riportato nuovamente la proposta all’amministrazione comunale che mi risulta abbia intrapreso l’opportuno percorso di valutazione esecutiva e che immagino potrà dare riscontro con fatti compiuti o, in caso di impossibilità a procedere, con gli opportuni giustificativi tecnici, economici o normativi. Un’IDEA che non ha colore di un partito o di una lista e che – anche visto il particolare momento politico locale – ritengo quanto mai opportuno mettere per iscritto: se è una buona IDEA, che venga realizzata, da chi ne ha potere, senza attendere altri 35 anni. Qual è la situazione attuale: Ora, per attraversare la Statale i pedoni devono praticamente entrare sulla sede stradale, schiacciare il pulsante sul semaforo e lì, in carreggiata, attendere il verde (immaginatevi una carrozzina, o un bambino per mano). C o n quello stesso verde, le auto che scendono da Urago svoltano in Statale, incrociando le zebre e i pedoni che le percorrono cercando di farsi notare anche nell’ombra degli edifici prossimi all’incrocio

(la foto col Foto hr:11 . ciclista è stata Domenica 22 nov’15 scattata alle 11 Lato sud: di mattina in 20cm+ Ombra novembre: la + Rischio Auto carreggiata sud da Urago Lato nord: – quella di immissione 50cm delle auto da Urago è completamente adombrata; nel pomeriggio ci sono al contrario problemi di abbaglio dei conducenti auto nell’ora del tramonto). Soluzione proposta: Molto semplicemente, si tratta spostare: 1) le zebre congiungendo i due spartitraffico già oggi presenti e spostando così i pedoni “al centro” dell’incrocio. Oltre a ridisegnare le zebre, le modifiche più costose sarebbero: 2) spostare i pulsanti di chiamata per l’attraversamento pedonale e inserire una palina semaforica sul lato nord dell’incrocio (mi immagino anche un semaforino di quelli pedonali); 3) adeguare le superfici degli attuali spartitraffico per consentire il passaggio dei pedoni e la loro sosta in attesa del “verde”. Per quanto discusso con le parti tecniche, tutti questi interventi sarebbero di piena e unica competenza territoriale del Comune e gli interventi descritti non dovrebbero creare particolari dissesti economici per l’Amministrazione: immagino quindi che si possa intervenire senza dover attendere che la Provincia si decida a intervenire sulla Statale (area di sua competenza). I pedoni, sarebbero in un’area centrale dell’incrocio; avrebbero un’area di chiamata semaforica protetta sia sul lato nord che sul lato sud dell’incrocio. Non si aumenterebbe il numero di attraversamenti pedonali della Statale (con buona pace degli uffici di competenza provinciale). Rispetto ai piani provinciali di evoluzione la soluzione proposta in quel pomeriggio di un paio di anni fa partiva proprio dai disegni progettuali presentati dalla Provincia nell’incontro con la popolazione di Tavernerio: perciò l’intervento sarebbe strutturale e non temporaneo e in ogni caso, se anche fosse una soluzione temporanea che dura altri 35 anni, penso non sarebbe un gran danno per la “polis” di noi cittadini. Dario Montermini

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Spazio al femminile Come nei precedenti numeri la redazione riserva uno spazio speciale a tutte le cittadine di Tavernerio che vogliono condividere storie, testimonianze, bisogni o problematiche legate all’universo femminile, con il preciso obiettivo di creare una pagina aperta e realistica sulla nostra specifica realtà comunale. Di seguito pubblichiamo due interventi che, pur di diversa natura, ci sono apparsi interessanti e potenzialmente carichi di spunti per una riflessione seria ed ugualmente interessante. ———–—

“Se chiedo aiuto mi porteranno via i bambini?” Molto spesso nei fatti di cronaca si leggono vicende drammatiche legate alla violenza domestica; la domanda che sorge spontanea, approfondendo un poco le varie vicende, è però sempre la medesima: “Ma perché la signora non ha denunciato le violenze al primo episodio? Ma perché ha subito così tante ingiurie e per così tanto tempo?” Anche le risposte sono sempre le medesime: “Vivendo così da anni mi sono rassegnata ad accettare tutto, giorno dopo giorno mi sono abituata ad alzare sempre un po’ più l’asticella della tolleranza” e “ho sempre pensato che tacendo e nascondendo tutto avrei evitato traumi ai miei bambini”. Spesso invece il silenzio e la negazione del problema accentuano ancora di più il rischio e la gravità della situazione: l’idea che l’intervento dei Servizi Sociali e delle forze dell’ordine possa portare a conseguenze indesiderate come il coinvolgimento del Tribunale per i Minorenni o peggio ancora all’allontanamento dei bambini è una delle paure più paralizzanti e allo stesso tempo più infondate. I servizi di Tutela minori hanno a cuore sempre ed esclusivamente l’interesse dei bambini e nella stragrande maggioranza dei casi il primo interesse è salvaguardare la relazione con le figure genitoriali positive: l’affido all’ente, quando avviene, non è una dichiarazione di incapacità nei confronti delle madri, ma anzi garantisce una migliore e più efficace presa in carico del problema e una ricerca condivisa delle strategie risolutive. Riconoscere di avere un problema quindi non significa che non esista una soluzione: diventa impossibile uscirne da sole, questo è statisticamente accertato. Far emergere le difficoltà e chiedere aiuto all’esterno viene sempre considerato un atto coraggioso e soprattutto manifesta la volontà di proteggere i propri figli. Scegliere di proteggere noi stesse, protegge i nostri bambini. Scegliere di mettere al sicuro noi stesse fa bene al loro presente e al loro futuro. ———–—

Storie di STRAordinaria semplicità. Ho incontrato una donna, qualche anno fa: ha suonato al campanello di casa mia e ha chiesto gentilmente se avevo qualche minuto da dedicarle. La conoscevo di vista, mi era capitato d’incontrarla tante volte in paese, ma non c’eravamo mai parlate direttamente, complice forse anche qualche anno di differenza e poi io sempre di corsa, lei sempre a testa china e silenziosa. A così pochi centimetri di distanza, sul pianerottolo di casa, ho subito percepito la profondità della sua anima dietro ad un’iride intensa e sincera, anche se un sottile velo proteggeva lo sguardo. Mi chiedeva gentilmente aiuto per risolvere un problema “burocratico” avendo saputo del mio incarico professionale… di questo solo aveva bisogno! In un baleno, sentendo le parole uscire lente, una dopo dall’altra, ho scoperto una vita intensa e incredibilmente dignitosa che

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credo meriti di essere raccontata. Lei è stata una figlia, poi una sorella, una moglie, una mamma e poi una nonna. Ogni momento della sua vita, ogni ruolo che lei ha rivestito è stato fortemente segnato da esperienze significative e da prove spesso durissime: è stata una fig lia o b b ed iente, rispettosa delle tradizioni popolari e della cultura di una terra ricchissima e contemporaneamente dura, abituata sin da giovane ad assumersi tante responsabilità e ad agire sempre in modo pacato e sincero. Come moglie, ha saputo costruire un ambiente vivace e allo stesso tempo conservare l’unità e la coesione, svolgendo sempre con grande impegno i tanti doveri familiari. Con rispetto e affetto per lungo tempo ha accudito familiari bisognosi di sostegno ed ospitalità, sempre a braccia aperte, privandosi spesso di preziose libertà e di momenti di svago personali. Il ritmo della vita quotidiana era battuto da una serie infinita di doveri e di responsabilità alle quali non si è mai sottratta, senza mai chiedere aiuto e senza mai lamentarsi. Giorno dopo giorno, mese dopo mese ha continuato ad essere presente, amorevole ed attenta, senza mai risparmiarsi nemmeno un attimo e senza mai sottrarsi ai suoi doveri di moglie, di madre e poi di nonna. Fino a questo punto, penserete, cosa c’è di STRA-ordinario? Poco più di quello che viviamo tutte noi, questa potrebbe essere la storia comune di tante altre donne del nostro paese. Ma le premesse fatte sono importanti perché raccontano le radici profonde da cui partono e si sviluppano una forza e una dignità che sono davvero fuori dall’ordinario: da un certo giorno in poi il destino ha deciso che doveva separarla dal marito quando ancora la strada da percorrere insieme poteva essere lunga; le ha fatto perdere notti e notti nella preoccupazione per la salute di uno dei tre figli; ha portato angoscia e paura nei difficili mesi della malattia di una nipotina, ancora troppo piccola per soffrire e, infine, crudele e feroce, le ha riservato il dolore peggiore che una madre possa sopportare, le ha portato via un figlio in un improvviso “volo terra-cielo”. Io ho conosciuto questa dolce signora un giorno lontano rispetto a tutti questi avvenimenti, molto tempo dopo, e lei non ha dedicato nemmeno un secondo a raccontarmi o a lamentarsi di quanto fosse stata dura la sua vita: alcune cose le sapevo già, altre le ho apprese in seguito parlando con chi la conosceva meglio. Per ringraziarmi del poco tempo che le avevo dedicato nei mesi seguenti mi ha fatto avere in regalo un piccolo libriccino, una raccolta semplice quanto raffinata di pensieri ed emozioni fissate sulla carta in prosa poetica, a conferma della generosa predisposizione della sua anima e della sua spiccata sensibilità. Da quel giorno ho incominciato a cercarla più spesso per le vie del paese, perché ogni volta che incrociavo il suo sguardo sentivo crescere la stima e l’affetto nei suoi confronti, consapevole del fatto che lei non cercasse commiserazione o attenzioni speciali da nessuno.

Spazio al femminile


Spazio al femminile Lo STRAordinario di questa vita sta nella dignità e nella mitezza con cui lei ha saputo trasformare il dolore in forza di volontà per andare avanti. Lo STRAordinario ancora di più sta nel decoro del suo silenzio, nella seria accettazione di tutto quello che le è accaduto, lontana dal clamore e dalle facili esternazioni. Credo che nel suo passo lento, nel suo sguardo sempre basso e nelle pieghe del suo timido sorriso si nascondano i significati più profondi della vita.

Io credo che a donne come lei andrebbero intitolate le strade, che per donne come lei bisognerebbe trovare sempre spazio sui giornali, che a donne come lei andrebbero dedicate le targhe nei centri civici. Pensando alle donne straordinarie del nostro paese credo che a lei, come ad altre silenziose e discrete figure di indicibile dignità, spesso dimenticate e non raccontate, spetti un posto d’onore in prima fila: a lei, da parte mia, vanno gratitudine e sincera stima per l’impronta che ha lasciato sulla mia strada.

COMITATO CIVICO “PROGETTO COMUNE” In data 11 Novembre 2015, presso il Centro Civico “Rosario Livatino”, si è costituito il Comitato Civico “Progetto Comune” nato con il preciso scopo di favorire la partecipazione e l'integrazione di tutte le realtà presenti sul territorio in un'ottica di collaborazione propositiva e costruttiva con l'amministrazione comunale. Progetto comune ha come obiettivi il rafforzamento dell’identità locale e la valorizzazione della storia e della specificità territoriale attraverso la partecipazione attiva di tutti quei cittadini che hanno desiderio di proporre attività specifiche o di promuovere idee di progresso e migliore qualità della vita in paese. Progetto comune ambisce a diventare un luogo d'incontro, uno spazio attivo e propositivo aperto a tutti, ispirato ai valori politici della trasparenza, del dialogo e della solidarietà assicurando imparzialità, correttezza e rispetto delle tradizioni,

dell’ambiente e della convivenza civile. A questo scopo gli organizzatori si dichiarano intenzionati a cogliere, analizzare, coordinare e promuovere ogni iniziativa ritenuta utile e necessaria al rafforzamento di un'identità locale consapevole e partecipata. Attraverso l'ascolto e il coinvolgimento sia dei soggetti privati come delle associazioni, Progetto Comune definirà progetti “comuni” condivisi e sostenibili, al fine di trovare un’adeguata soluzione alle diverse problematiche territoriali. Lo statuto del comitato e i nominativi dei soci promotori sono disponibili sul sito www.progettocomunetavernerio.it. Chiunque desiderasse avere maggiori informazioni sulle attività del comitato può inviare una mail a: pctavernerio@gmail.com Grazie per l’attenzione. Comitato Civico “Progetto Comune”

SEI DI TAVERNERIO SE… Nato con l’intento di riunire parte della popolazione (residente e non) di Tavernerio, attiva sui social, il gruppo pubblico “Sei di Tavernerio se…” è diventato un importante strumento di comunicazione utile ed utilizzato in tempo reale. Per chi ancora non lo conoscesse, tale gruppo è il frutto di una moda che sta spopolando sul web e in particolar modo su Facebook, e riguarda la creazione di alcuni gruppi pubblici rinominati con la scritta “Sei di (NOME DEL PAESE) se…”. Nonostante sia passato qualche tempo dalla creazione del gruppo, l’utilizzo di un social network ha contribuito a rendere la creazione di tale gruppo uno strumento utile per fornire segnalazioni di diversa natura. Noto a tutti il Comitato di Sicurezza sul Territorio. Tale gruppo risulta essersi attivato a seguito di numerose segnalazioni di furti e avvistamenti sospetti che hanno dato il via, su iniziativa dei residenti delle zone maggiormente prese di mira dai ladri, alla formazione di un primo gruppo attivo su WhatsApp e poi alla creazione di un gruppo pubblico su Facebook, “Tavernerio sicura: giornale di bordo”, in cui vengono segnalati furti, ma anche avvistamenti sospetti in tempo reale. Tale iniziativa ha dato il via alla creazione di altri gruppi WhatsApp, quali: Tavernerio sicura centro, Tavernerio sicura Crotto/Urago, Tavernerio sicura via Marconi, Tavernerio sicura Rovascio e Tavernerio sicura Ponzate che tramite la comunicazione tra i residenti delle varie zone, permette di il Paese Notiziario Comunale di Tavernerio Anno IV- Numero 8 Dicembre 2015 Sede: Comune di Tavernerio Direttore Responsabile:

Comitato di Redazione: Emanuela Aiani Ugo Angelo Magri Dario Montermini Viviana Pilato

effettuare tempestive segnalazioni in tempo reale e così facendo, di incrementare maggiormente la sicurezza delle zone interessate. L’incremento del numero di iscritti al gruppo, ad oggi 812, ha contribuito alla formazione di una comunità di cittadini attivi “online” che con i propri post e condivisioni ha permesso la creazione di uno strumento utile e al tempo stesso un mezzo che permette di cogliere le immediate mancanze o disattenzioni segnalate giorno per giorno dai cittadini attivi sui social. Oltre a rispondere ad una maggiore necessità di sicurezza, sono numerose le ulteriori funzionalità a cui questo gruppo risponde. Ad esempio, il gruppo viene utilizzato come strumento di supporto per quanto riguarda il ritrovamento di persone, animali ed oggetti smarriti. Ma non solo questo. Ad oggi, la pagina viene utilizzata per promuovere le iniziative organizzate da parte di associazioni presenti sul territorio, ma anche da parte dell’Amministrazione e che riguardano Tavernerio (quali ad esempio, castagnate, iniziative natalizie etc.). Il gruppo permette quindi anche l’attività di promozione e divulgazione di eventi e attività organizzati in paese. Non da ultimo, la creazione di un nuovo gruppo “Sei di Tavernerio se… Nel Cuore”. Tale gruppo si pone l’obiettivo di ricordare i tempi passati, tramite la condivisione di foto che emergano un ricordo di un tempo passato a Tavernerio. Insomma, una vera e propria risorsa! A cura della redazione

Registrato presso il Tribunale di Como con il n ° 6/2012 del 28/05/2012 Stampato da: Impronta Grafica srl Cantù Distribuito in

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In caso di mancato recapito segnalare al seguente indirizzo di posta elettronica: redazione.ilpaese@comune.tavernerio.co.it Sul sito internet del Comune è disponibile la versione del notiziario in formato digitale www.comune.tavernerio.co.it

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Cari lettori, come abbiamo già avuto modo di constatare, gli articoli in arrivo alla redazione si concentrano in due periodi ben definiti, la fine della stagione autunnale e di quella estiva. La ragione è evidente: sono i momenti dei progetti, delle verifiche, delle promesse, dei nuovi propositi, delle aspirazioni, della riflessione e, ammettiamolo, dei pentimenti per le cose non dette, non fatte o realizzate male o addirittura non pensate. Un eventuale spunto che cerchi, pur con la dovuta umiltà, di proporsi in marzo o ad agosto, sembra svanire prima del concepimento, e l'insistenza diventa una forzatura, quasi una piccola violenza all'andamento naturale della quotidianità. In estate i pensieri volano verso altri lidi di più immediata soddisfazione, d'inverno anche sembrano congelarsi. EXPO ha dato una profonda scossa: difficile sfuggire ad una simile occasione. Ma cosa abbiamo cercato all'EXPO? Gli anziani si ricordano bene dell'attrazione esercitata dalla Fiera di Milano, una imperdibile occasione di conoscenza delle novità del mercato altrimenti irraggiungibili con i mezzi di comunicazione di cinquant'anni fa: si ritornava con centinaia di depliants da mostrare agli amici e magari con qualche miracoloso attrezzo da cucina. Ma questa EXPO è stata veramente un'altra cosa, da vivere più che da guardare. L'ALBERO ha pienamente compiuto la sua potente funzione di scrigno, collettore e distributore delle conoscenza, LA VITA prorompe all'EXPO coinvolgente in ogni angolo e nelle sue varie realtà. Siamo andati in quattro, un anziano, io, due sulla strada per diventarlo a breve ed una giovane mamma. Eludendo i consigli più prudenti si è aspettato ottobre quando le visite giornaliere s'erano fatte intensissime. Due ore di viaggio, auto più treno, due ore agli ingressi: eppure niente noia, complice un eccezionale prolungamento di una splendida estate. Le ore di coda non mi hanno minimamente disturbato anzi sono state straordinarie testimonianza di VITA. Dopo l'ingresso principale un vasto spazio di avvicinamento, poi quattro a cinque code parallele, di seguito riunite in una di maggiori dimensioni e quindi nuovamente divise fino alle zone di controllo, Il tutto incredibilmente molto ordinato. Si procedeva a non più di cento metri l'ora, di tanto in tanto ritrovando i precedenti compagni di strada staccatisi di qualche metro, il curiosissimo bambino di seconda elementare, la signora francese che ad intervalli di un quarto d'ora ci spiegava una complicatissima ricetta, la deliziosa ragazza con invidiatissimo trancio di pizza che rilasciava un continuo profumo inebriante (la pizza non la ragazza). Anche questa è VITA. Cosa mi è piaciuto all'EXPO? In primo luogo la gente. Chi ho invidiato? Quelli che scendevano con lo scivolo esterno dalla terrazza del padiglione della Germania. Cosa vorrei proporre? Reperire un fimato di EXPO da proiettare all'Auditorium soprattutto per gli anziani. E Tavernerio? Avrà il suo ALBERO e la sua Fiaccolata. Un giovane moldavo ha inviato le foto attinenti l'articolo, che si trovano a pag. 23. Manlio Cantaluppi REALIZZATO CON IL CONTRIBUTO DI

NUMERI UTILI UFFICI COMUNALI

Ufficio Anagrafe

031.42.12.23 int.1

Area Affari Generali 031.42.12.23 int. 3 Area Finanziaria Tributaria

031.42.12.23 int. 4

Area Sociale

031.42.12.23 int. 5

Area Tecnica Manutentiva Lavori Pubblici

031.42.12.23 int. 2

Area Tecnica Urbanistica Edilizia Privata

031.42.12.23 int. 2

Biblioteca

031.42.81.68

Polizia Locale

031.33.54.340 338.70.16.154

Protezione Civile

031.42.12.23 int. 2

Segretario Comunale

031.42.12.23 int. 3

PUBBLICA UTILITA’ SERVICE 24 S.p.A. GESTIONE ACQUEDOTTO E RIFIUTI tel. 031.42.80.02 Emergenze tel. 333.600.80.81 ENEL - ELETTRICITA' tel. 800.900.800 METANO NORD tel. 031.62.84.51 ACSM AGAM PRONTO INTERVENTO GAS METANO tel. 800.388.088 POLIAMBULATORIO "ALDO ROSSINI" tel. 031.42.00.42 PRONTO INTERVENTO SANITARIO - NUMERO EUROPEO EMERGENZA tel. 112 CROCE ROSSA ITALIANA Como tel. 031.26.22.62 Lipomo tel. 031.28.26.53 Montorfano tel. 031.20.08.25 GUARDIA MEDICA tel. 840.000.661

Il paese - ottavo numero - Dicembre 2015  
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