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ANNO I - N° 1 - Dicembre 2013

a r o c an

Camminiamo Insieme Giornalino parrocchiale di Felegara, S. Andrea Bagni e Roccalanzona

Un sogno di speranza Mi è rimasto impresso un dialogo che ho avuto qualche giorno fa con alcuni parrocchiani. Si parlava di tante cose, compresa la situazione giovanile nei nostri paesi. Qualcuno era molto preoccupato per il futuro, ricordando fatti di cronaca, come atti di vandalismo, furti ecc. Purtroppo sono cose avvenute in tanti posti e sembra che certi giornali non abbiano altro da scrivere che le cose brutte e negative. Ma esiste solo il male? Allora mi è venuto in mente quel saggio proverbio che dice: “fa più rumore un solo albero che cade, che una intera foresta che cresce”. Per fortuna esiste anche il bene, ed è tanto, anche se pochi ne parlano. A questo punto mi son dato da fare, meglio che potevo, per parlare della situazione esistente nelle mie parrocchie, dove mi sembra di vedere un discreto movimento, proprio nel settore rivolto ai ragazzi e ai giovani. Per esempio, dall’Oratorio ogni settimana, all’ora di pranzo, passano circa 150 ragazzi, piccoli e grandicelli, e il bello è vedere tante mamme che vengono per preparare e accogliere. Di iniziative ce ne sono tante, serie e anche divertenti. Gli animatori e le animatrici dell’Azione Cattolica Ragazzi ne sanno qualcosa. Un gruppo di adulti lavora per dare un aiuto costante a famiglie in difficoltà. Un altro gruppo lavora silenziosamente per mettere insieme qualche soldino per poter iniziare i lavori nella nostra chiesa di Felegara. A questo punto eravamo tutti concordi nell’ammettere che esiste anche il bene. Ma non mi sono fermato sull’esistente, ho parlato anche di altre cose che si potrebbero fare per un maggiore coinvolgimento di altre persone, altre categorie, altri settori che finora

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sono rimasti fuori. Qui mi sono sentito rispondere: “Don, non si illuda!”. Ma, - dico io - è peccato sognare? Papa Francesco, che è del 36 e ha 6 anni più di me, ce lo ripete continuamente, sempre col sorriso: “Non lasciatevi rubare la speranza!”. Nell’ultimo documento dice che dobbiamo essere tutti portatori di gioia e ha scritto: “Se riesco ad aiutare una sola persona a vivere meglio, questo è già sufficiente a giustificare il dono della mia vita.” E poi aggiunge: “Noi raggiungiamo la pienezza quando rompiamo le pareti e il nostro cuore si riempie di volti e di nomi”. C’è tutto un programma di apertura e di coinvolgimento. Siamo pochi? Gesù ne aveva soltanto 12 nel suo gruppo iniziale e li ha mandati nel mondo intero. E ci sono andati e continuano ad andarci, col suo aiuto. E’ un incoraggiamento molto forte. Anche la ripresa di questo giornalino è un bel segno di speranza. Ringrazio il gruppo dei giovani e raccomando loro di continuare. Natale: Gesù viene tra noi, ancora, per portarci la sua gioia e la sua forza. E’ il Salvatore. Anche il nostro Vescovo ci ha detto: essere credenti, è una cosa che ci impegna ad andare avanti. E’ vero. Lo terremo presente. AUGURI. BUON NATALE A TUTTI, soprattutto dove c’è solitudine, malattia, tristezza e sofferenza. Il vostro Parroco Don Enzo


Insieme

La Festa degli Anziani

C’era un giornalino parrocchiale che da un po’ non esce più. E ci sono dei ragazzi che da anni si incontrano in parrocchia per crescere insieme, grazie ai cammini di formazione dell’Azione Cattolica, dell’Oratorio, delle iniziative estive... Oggi questi ragazzi vogliono fare un passo nuovo nel loro percorso e mettersi al servizio della comunità in modo particolare, facendo rinascere proprio quel giornalino e con esso portare informazioni, idee e racconti nelle case di tutti i parrocchiani, mettendosi a disposizione di tutti coloro che vorranno collaborare, a Felegara, a Sant’Andrea Bagni e a Roccalanzona. Insieme alla versione cartacea questa volta c’è una novità: un blog. Una pagina internet che sarà aggiornata più velocemente e frequentemente, con più foto e più contenuti e in cui potrete lasciare i vostri commenti. Il giornalino lo avete finalmente tra le mani, il blog lo trovate a questo indirizzo: camminiamoinsieme2013.blogspot.it Speriamo che siano entrambi occasioni per fare qualcosa di utile e di bello, insieme.

“Finché il Signore ci dà salute, continuiamo a dare il nostro contributo”: così descrivono il loro ruolo nella comunità Felegarese alcune signore durante la Festa degli Anziani che si è svolta lo scorso 13 ottobre. Dopo la S. Messa e il pranzo, alcune ragazze della redazione hanno colto l’occasione per intervistare alcune donne su come è vissuta la “terza età” in parrocchia, tra servizio, difficoltà e soddisfazioni. Le nostre parrocchiane Carla, Alba e Gina si sono rese disponibili a rispondere alle domande. - Come è nata la Festa degli Anziani? La festa è nata circa 12 anni fa come iniziativa da parte della Gina con il contributo delle suore di Felegara. Lo scopo era quello di riunire le persone di una certa età. All’inizio si trattava di un semplice rinfresco ma successivamente è stato trasformato in un pranzo. - Come vi trovate all’interno della comunità? La parrocchia fa abbastanza per la terza età? Sì, non solo ci troviamo bene, ma ci sentiamo parte integrante della comunità e questo è anche merito della Gina che ci ha unite attraverso varie attività, come ad esempio la torta fritta. - Cosa pensate della Parrocchia e delle sue iniziative? E’ una Parrocchia dove tutti collaborano e si aiutano, sentiamo che è molto apprezzata sia dai nostri paesani che da persone che vengono da altri paesi per partecipare alle nostre iniziative, come le gite e i pellegrinaggi. - Come avete affrontato i vari cambiamenti apportati nella Parrocchia, come il sostituirsi di vari parroci e la mancanza delle suore? Una volta il Sacerdote rimaneva molti più anni nella stessa Parrocchia, ma ormai siamo abituate ai cambiamenti frequenti. Per le suore siamo molto dispiaciute, speriamo in un loro ritorno perché la loro presenza è stata fondamentale per la crescita dell’oratorio. “Le stè propria un brut lavor cla parténsa lì...” - Per finire volete lasciare un messaggio personale? COMPLIMENTI AI GIOVANI!

La Redazione


Qual è il compito più importante per la famiglia oggi? È questa la domanda oggetto di un piccolo sondaggio che abbiamo fatto tra i partecipanti alla Festa delle Famiglie che si è tenuta nella parrocchia di Felegara lo scorso 17 novembre. Scegliendo tra le possibili risposte, la maggior parte delle 54 persone intervistate – indifferentemente dal sesso o dall’età – ha inteso la famiglia innanzitutto come “primo luogo di educazione privata e sociale” (26,4%), sottolineando l’importanza di questa istituzione ben oltre le mura domestiche: famiglia come “società in piccolo”, che forma l’individuo e il suo ruolo nella società. A seguire, il 22,5% sul totale ha visto fra le priorità della famiglia la necessità di dimostrarsi una “scelta di vita chiara e definitiva, come il matrimonio”: un risultato che ci suggerisce che una scelta forte e chiara ha ancora un valore al giorno d’oggi. La terza risposta in ordine di popolarità è stata diversa per uomini e donne: i primi hanno affermato l’urgenza di “garantire ai suoi membri sostentamento e un futuro stabile e sicuro” (22,2% delle risposte maschili); per le donne invece, “generare e crescere dei figli” e “aprirsi al servizio nella comunità” è stato giudicato più importante (entrambi i casi hanno rappresentato il 17, 2% delle scelte). Opinioni diverse che mostrano la ricchezza di diverse sensibilità. Abbiamo approfondito le indagini, cercando di capire quali siano le sfide maggiori a seconda dell’età: i più “giovani” sembrano pensare che essere una famiglia rappresenti l’impegno principale (anche riguardo alla moderna concezione di famiglia e matrimonio) mentre salendo con gli anni ci si concentra più sull’altruismo, la condivisione e la pazienza nei confronti dell’altro. Sarà l’esperienza! Inoltre, intraprendere questa nuova “avventura” sembra aver portato grandi cambiamenti sia per il singolo che per la coppia. Una nuova famiglia intervistata ritiene che “il dover partire da zero sia la principale difficoltà”, insomma, il dover ridistribuire quei ruoli che fino a poco tempo prima erano stati svolti dai genitori.

I più “navigati” pensano, invece, che i principali cambiamenti risiedano sì nelle nuove responsabilità, ma anche nelle nuove libertà e opportunità che si acquisiscono rispetto al ruolo di figlio/a nella famiglia di origine. Anche perché la nuova famiglia consente di unire ai vecchi insegnamenti, le nuove e più moderne visioni del futuro, soprattutto quando subentrano dei figli. Questi possono essere visti come un ulteriore modo per testare le capacità del nuovo nucleo famigliare, e vedere quanto questo nuovo terreno sia adatto a crescere dei nuovi individui. Figli: a detta degli intervistati più anziani, possono portare grandi gioie, ma anche piccole delusioni, come il disappunto che esprimono alcuni riguardo all’età in cui si sono sposati i figli e d’altra parte la gioia nel parlare dei nipoti. Tanti pensano comunque che sia necessario accompagnare i figli nella crescita, senza giudicarli.

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Oratorio: un ponte fra la chiesa e la strada

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Le mamme affidano volentieri i propri figli agli educatori dell’oratorio, credono in questo ambiente educativo e di aggregazione dove i bambini possono stare in compagnia giocando con la continua assistenza di una persona adulta responsabile. Questo serve anche per socializzare meglio. Grazie alle volontarie, agli amici e amiche dell’oratorio, agli educatori, ai giovani animatori, alle famiglie e a tutti i bambini e ragazzi che si mettono in gioco con noi per vivere questa fantastica avventura!!!

Calendario liturgico L’ORATORIO si propone come luogo d’incontro e di accoglienza per tutta la comunità. Luogo aperto a tutti dai piccoli ai grandi e grandissimi....in oratorio c’è posto anche per TE!! Pertanto chi lo frequenta si impegna ad avere cura e rispetto di ogni persona che incontra e degli ambienti. In oratorio si educa soprattutto al rispetto delle regole e all’accoglienza dell’altro. L’oratorio accompagna nella crescita umana e spirituale le nuove generazioni e rende i laici protagonisti, affidando loro responsabilità educative. L’oratorio esprime il volto e la passione educativa della comunità, che impegna animatori, catechisti, genitori in un progetto volto a condurre il ragazzo a una sintesi armoniosa tra fede e vita. Gli strumenti e il linguaggio per fare tutto ciò sono quelli semplici della vita quotidiana dei giovani: gioco, aggregazione, sport, musica, studio. L’oratorio di Felegara diventa per chi lo frequenta una seconda casa. Il Martedì e il Mercoledì i ragazzi si ritrovano per un pranzo in compagnia, mentre gli altri giorni l’oratorio è aperto al pomeriggio e insieme si passano momenti di giochi di studio e divertimento. Grazie a quest’iniziativa i ragazzi imparano a comportarsi in modo sociale ed educato dove non mancano momenti formativi e di preghiera. Abbiamo intervistato le cuoche, i giovani e le mamme per sentire quanto sia importante l’oratorio per la nostra comunità e per la crescita dei nostri ragazzi. Le cuoche (nonne e mamme) ci riferiscono che per i giovani è senz’altro una occasione per fare esperienze di vita che li aiuteranno poi nella loro crescita, mentre per loro è un momento per sentirsi di nuovo giovani. I bambini ci hanno comunicato che l’oratorio è un posto sicuro deve si sentono accolti e ben voluti , un luogo divertente dove trascorrere del tempo in compagnia degli amici e gustare un’ottima merenda.

Camminiamo (ancora) Insieme dic_2013  

Giornalino parrocchiale di Felegara, S. Andrea Bagni e Roccalanzona

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