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Anno 9 - Novembre 2019 • Periodico di Cultura e Società

Roma

SPORT IN PIAZZA

Martina Lamberti ospite a Casalotti

MAURIZIO NICHETTI

14a FESTA DEL CINEMA

Vince “Santa Subito” di Piva

«Sognavo di vincere un’Olimpiade»


STORIE, MITI E LEGGENDE

IL MISTERO DELLA FORNARINA A cura di CLAUDIO CONTI

cco una intrigante storia, che vede protagonista uno tra i più grandi pittori rinascimentali, conosciuto in tutto il mondo. Una storia d’amore, un dramma, una leggenda. Siamo all’inizio del ‘500: un giovane Raffaello Sanzio riceve l’incarico di affrescare la villa del banchiere senese Agostino Chigi (detto il Magnifico), oggi nota come “Villa Farnesina”. Da allora il volto della figura femminile nei dipinti del geniale artista Raffaello viene rappresentato sempre allo stesso modo (come si può notare osservando la “Madonna della seggiola” di Palazzo Pitti, la “Madonna della seggiola” o la “Donna velata”). Diverse sono le leggende che riconducono al dipinto della donna che da cinquecento anni non smette di far parlare di sé. Il quadro - che si intitola “La Fornarina” - fu acquistato dai Barberini e appare nei loro inventari a partire dal 1642. Fu trasferito negli anni ‘70 alla Galleria Borghese, per poi fare ritorno nelle splendide sale della Galleria Nazionale di arte Antica di Palazzo Barberini, dove si può ammirare ancora oggi. La donna ha i seni acerbi e nudi, un velo

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trasparente a coprire il ventre e un turbante di seta a righe annodato tra i capelli. Sul braccio un monile che porta la scritta Raphael Urbinas. Sulla sua identità si hanno poche notizie certe: una sola si rincorre da secoli. Pare si tratti di una certa Margherita Luti, figlia di Francesco, fornaio (ecco spiegato il nome Fornarina) vissuto nel quartiere romano di Tra-

stevere. La ragazza che era affacciata ad una finestra, fu notata da Raffaello mentre si trovava a passare davanti alla sua abitazione. Il pittore rimase folgorato dalla sua bellezza. Fu un vero e proprio colpo di fulmine che secondo alcuni testimoni sarebbe stato sugellato con una scritta, ancora conservata, sulle mura di una casa in via del Governo Vecchio “Qui abitò colei che fu amata da Raffaello Sanzio”. Da quel momento l’artista pretese sempre quella ragazza come modella per le sue opere. La storia d’amore tra Raffaello e la Fornarina è stata ardente ma breve e si è conclusa tragicamente: Raffaello muore improvvisamente, a soli 37 anni, proprio nel letto di Fornarina. Le cronache dell’epoca non chiariscono bene le cause del decesso. L’identificazione con Margherita Luti trova ulteriore conferma in occasione della pubblicazione nel 1897 di un documento scoperto dallo studioso Antonio Valeri, che attestò, pochi mesi dopo la morte di Raffaello, il ritiro nel convento di Sant’Apollonia a Trastevere di Margherita Luti detta la Fornarina. L’amore tra Raffaello e la Fornarina è uno dei più celebri della storia dell’arte ed è stato celebrato da artisti di ogni tempo. 24oreNews

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24 orenews.it

Roma Periodico di Cultura e Società

Anno 9 - N. 11 Novembre 2019

PERSONAGGIO

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Maurizio Nichetti: «Sognavo di vincere un’Olimpiade»

ARTE E CULTURA

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Luxardo e il cinema, omaggio ai grandi volti del grande schermo Roma in mostra Roma a teatro Roma in concerto

ROMA SI RACCONTA

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The Gold Fashion in Rome 2020 Una pioggia di Star alla Festa del Cinema di Roma “Sport in piazza” a Casalotti

RUOTE & MOTORI

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Bentley Continental GT, lusso e sportività a 635 CV

HI-TECH

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IAN, 1979-2019: il futuro è già presente Le ultime novità più interessanti

FASHION

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Sartoria Angela Alta Moda Le Spose di Via della Spiga Milano

BEAUTY

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I consigli di Marina Mazzolari Caduta dei capelli e alopecia maschile

FINANZA & FUTURO

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Proteggere la propria Web Privacy

DESIGN

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Cersaie 2019 le tendenze

VIAGGI

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L’autunno dorato di Łódź

IL SESSUOLOGO

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Dolore ed endometriosi

COME STAI?

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Disturbi congeniti della glicosilazione La pillola anticoncezionale

ERBARIO MAGICO

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Verbasco, contro i malanni di stagione

AMICI A 4 ZAMPE

37

Una dieta che va di moda: la BARF

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24oreNews

In copertina: Maurizio Nichetti

Novembre Direttore Responsabile Dario Bordet Direttore Editoriale Alessandro Trani Art Director Patrizia Colombo Impaginazione Milano Graphic Studio S.r.l. Hanno collaborato Ferdinando Asnaghi Roberto Bernorio Francesca Bocchi Patrizia Colombo Claudio Conti Carlo Kauffmann Jacek Kruazyr v. Kurwazy Antonello Martinez Marina Mazzolari Luca Medici Cristiano Messina Edizioni Le Roy srl - Milano | Roma redazione@24orenews.it redazione@le-roy.it www.24orenews.it Telefono: 377.4695715 Promozione & PR Anna Nannini, Dante Colombo, Carlo Kauffmann info@le-roy.it Pubblicità & Advertising Team Entertainment Milano, Via Melchiorre Gioia, 72 info@teamentertainment.eu Telefono: 02.89412141 Stampa La Serigrafica Arti Grafiche Via Toscanelli, 26 - Buccinasco MI Periodico mensile Reg. trib. di Milano n. 321 del 10/06/11 N° iscrizione ROC: 22250 Distribuzione Gratuita Desideriamo informarLa che i suoi dati personali raccolti direttamente presso di lei o fornitici saranno utilizzati da parte di “24orenews.it Milano” nel pieno rispetto dei principi fondamentali dettati dalla direttiva 95/46/CE e dal D.lgs. 171/98 per la tutela della Privacy nelle Telecomunicazioni e dalla direttiva 97/07/CE e dal d.lgs. 185/99 Eventuali detentori di copywriting sulle immagini - ai quali non siamo riusciti a risalire - sono invitati a mettersi in contatto con: Le Roy srl


EDITORIALE

ROMA E IL CINEMA “UN AMORE COSÌ GRANDE…” Tra Roma e il Cinema sicuramente è stato e sarà sempre un matrimonio felice. Roma, ha portato “in dote” il suo passato ricco di storia e di episodi leggendari, i suoi monumenti noti in tutto il mondo, i suoi “cittadini” divenuti icone del Cinema internazionale, attori unici per la loro amabilità e spontaneità come Alberto Sordi, Aldo Fabrizi, Anna Magnani, Nino Manfredi, per citarne solo qualcuno. Fino ad arrivare ai grandi attori e registi di oggi, giovani o meno giovani, come Proietti, Verdone, Dario e Asia Argento, Ornella Muti, Gianmarco Tognazzi, Raoul Bova, Marco Giallini, Elio Germano… Sono infiniti i film girati a Roma e che ne hanno raccontato la storia ed il carattere, spiandola e riprendendola da ogni angolazione possibile. Il Cinema, da parte sua, ha contribuito ad aumentare la fama di questa città, mostrandone in un numero indefinito di pellicole gli angoli unici e meravigliosi, al punto che alcuni di essi sono divenuti il simbolo stesso del film. Chi non ricorda la scena del “bagno” di Anita Ekberg nella Fontana di Trevi ne “La Dolce Vita” di Fellini, o gli indimenticabili Audrey Hepburn e Gregory Peck in Piazza di Spagna, in “Vacanze Romane”, o ancora il grande Alberto Sordi sul Colosseo in “Un Americano a Roma”? Da quasi quindici anni a fine ottobre Roma omaggia il Cinema con La Festa del Cinema, con le anteprime dei film che presto vedremo nelle nostre sale. Come sempre il red carpet ha visto sfilare tante celebrity italiane e straniere: registi del calibro di Martin Scorsese, grandi attori come John Travolta, Fanny Ardant, Claudia Gerini, Lina Sastri, o volti noti della tv come Caterina Balivo, Loretta e Daniela Goggi, Serena Rossi, solo per citarvene alcuni. Questa è la Roma che tutti amiamo, la Roma che sa rianimarsi quando fa incontrare spettacolo, cultura, moda, glamour, riempiendo alberghi, ristoranti, locali modaioli… insomma la nostra meravigliosa “Città Eterna”! 24oreNews

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«SOGNAVO DI VINCERE UN’OLIMPIADE»

MAURIZIO NICHETTI A cura di CARLO KAUFFMANN

egista, sceneggiatore, attore di cinema, regista di spot pubblicitari e di teatro. Nato a Milano, studia mimo al Piccolo Teatro dove lavora come attore per due stagioni teatrali. Lavora presso lo studio di Bruno Bozzetto prima come sceneggiatore poi anche come regista realizzando 4 lungometraggi di animazione, diversi corti, spot e film industriali. Fonda la scuola di mimo e compagnia teatrale “Quelli di Grock”. - Nel 1979 “Ratataplan” suo primo lungometraggio che scrive, dirige e interpreta, ottiene un clamoroso successo anche internazionale. Contemporaneamente alla sua attività cinematografica continua ad impegnarsi anche in altre attività. Gira oltre un centinaio di spot pubblicitari. Partecipa a diverse giurie internazionali cinematografiche tra cui: Berlino, Cannes, Montreal. Dal 2014 ricopre la carica di Direttore Artistico per la Sede di Milano del Centro Sperimentale di Cinematografia.

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PERSONAGGIO Maurizio Nichetti con Angela Finocchiaro in Ratataplan

Regista, sceneggiatore, attore… ma da piccolo, cosa sognava di diventare? Mi ero esaltato per la vittoria di Livio Berruti a Roma... Sognavo di vincere un’Olimpiade nei cento metri. Mi sentivo forte sulla distanza breve, poi ho scoperto che occorrevano gambe più lunghe e che prima di salire su un podio, bisognava anche allenarsi... Ho deciso che il teatro mi affascinava di più. Si è divertito di più come attore o come regista? Come attore in teatro, come regista al cinema. Oggi rivaluto molto il mestiere dello sceneggiatore, perché può lavorare anche senza un produttore. Scrivere non costa niente, anche se il problema dei soldi non è secondario soprattutto quando si è al supermercato... Si è sempre mantenuto lontano da ruoli, contesti e scenari drammatici e soprattutto violenti… una sorta di messaggio di pace? Mi sono tenuto lontano da queste storie anche come spettatore. Non mi piace andare al cinema per ali-

mentare i miei incubi notturni o aumentare le ansie che la cronaca quotidiana ci procura. Penso che un’ironia, un sorriso possano veicolare più contenuti di mille scene violente. Dal lontano ‘75 quando ha fondato la compagnia “Quelli di Grock” fare il mimo è stata una sua passione: perché? Forse una reazione alle tante parole consumate alla fine degli anni Sessanta, a tante illusioni che riempivano di parole mille assemblee. Mi piaceva di più ascoltare che parlare e ancora oggi sono convinto che tacere sia un lusso che solo in pochi ci possiamo permettere. Dire la mia su cose che non conosco mi sembrerebbe una perdita di tempo per me e per chi mi sta ascoltando. Ha avuto una lunga collaborazione con Bruno Bozzetto, ha lavorato al suo famoso Signor Rossi. Oggi si potrebbe ancora avere quel tipo di successo? Perché no? Peccato che in Italia per tantissimi anni il cartone animato sia stato considerato solo un linguaggio per la prima infanzia. Un genere per bambini. In tutto il mondo i film “animati” hanno scalato i box office internazionali e da noi si producono solo serie per la prima infanzia, per un’età prescolare. Il Signor Rossi, poteva piacere anche ai bambini, ma parlava delle frustrazioni dei loro genitori, questo soprattutto nei primi cortometraggi che hanno fatto conoscere Bruno Bozzetto in tutto il mondo. Sveliamo ai nostri lettori che lei ha anche scritto alcune fa-

vole per Topo Gigio… Che esperienza è stata? La mia prima esperienza “seriale”. Avevo lavorato con Maria Perego e Federico Caldura (suo marito) in un magico spettacolo per burattini “El Retablo de Maese Pedro” di Manuel De Falla, allestito al San Carlos di Lisbona. Durante le prove, Caldura stava cercando uno sceneggiatore per 54 favole di Topo Gigio che sarebbero state registrate per la tv sudamericana... Io ci ho provato, ed è stata la mia prima esperienza professionale di serie “televisiva”. Oggi dirige la sede del Centro Sperimentale di Cinematografia a Milano. Le danno soddisfazione i giovani? Molto più dei miei coetanei. Sembra banale dirlo, ma vivere in una scuola a contatto con nuove generazioni piene di entusiasmi e sogni per il futuro è una continua iniezione di vitalità. Insegnare significa imparare ogni giorno qualcosa di nuovo. Progetti in cantiere? Dopo quindici anni ho scritto un soggetto cinematografico. Prima di passare alla sceneggiatura sto cercando di capire se può interessare a qualche produttore. Spero non mi chiedano di farne 54 puntate televisive, perché dovrei ricominciare da Topo Gigio! Un sogno rimasto troppo a lungo nel cassetto? Di solito i sogni che rimangono nel cassetto sono i più belli, i più originali, i più esclusivi... ci si affeziona a loro così tanto che non li si vuole condividere più con nessuno. 24oreNews

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ARTE E CULTURA

LUXARDO E IL CINEMA OMAGGIO AI GRANDI VOLTI DEL GRANDE SCHERMO n occasione della Festa del Cinema di Roma è stata inaugurata presso la Casa del Cinema la mostra “Luxardo e il Cinema”, una raccolta di 32 scatti di Elio Luxardo, artista noto per essere il fotografo delle dive e dei divi di Cinecittà. L’esposizione che propone una collezione di immagini dei più noti protagonisti del cinema italiano del ‘900, tra cui Alberto Sordi, Sofia Loren, Vittorio De Sica e Gina Lollobrigida, che si potranno ammirare fino al 1° dicembre. Da grande appassionato di cinema, Elio Luxardo aveva imparato sul set a utilizzare in maniera innovativa le luci per valorizzare i volti. Nei suoi scatti, il fotografo riesce infatti a far emergere le caratteristiche di ognuno dei suoi soggetti, sottolineando l’ironia di uno sguardo e la forza seduttiva di un altro, le posture più classiche e quelle insolite. Le opere di Luxardo trasmettono inoltre un senso di plasticità, grazie alla scelta delle riprese laterali, che vedono corpi e volti occupare lo spazio in diagonale. La mostra, curata dal critico fotografico Roberto Mutti, è stata realizzata in collaborazione con Daniele Luxardo, nipote del celebre fotografo. Tutte le opere esposte appartengono all’archivio di Fondazione 3M, istituzione culturale permanente di ricerca e formazione e proprietaria di uno storico archivio fotografico di circa 110 mila immagini. Elio Luxardo (1908-1969), nato da genitori di origini italiane in Brasile, si afferma inizialmente come autore di documentari, imparando il mestiere della fotografia dal padre, fotografo di professione. Trasferitosi a Roma, si iscrive al Centro Sperimentale di Cinematografia col sogno di diventare regista. Abbandona però quasi subito la scuola per entrare nello studio del fotografo Sem Bosch e ne rileva l’attività affermandosi rapidamente come ritrattista. Proprio in questa veste, il fotografo è stato in particolar modo apprezzato dai divi di Cinecittà per la sua capacità di ricercare la bellezza nei volti e nei corpi, e di realizzare scatti che non erano mai ripetitivi.

I Sopra: ‘Risate gelate’, una foto del 1956 di Elio Luxardo Sotto: Gina Lollobrigida

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ROMA IN MOSTRA NOVEMBRE

CANOVA. ETERNA BELLEZZA Palazzo Braschi / Piazza di San Pantaleo 10 Fino al 15 marzo 2020 - Orari: lun-dom 10.00-19.00 Una mostra-evento dedicata a Canova e al suo legame con la città di Roma che, fra ‘700 e ‘800, diventò la fucina del suo genio e inesauribile fonte di ispirazione. Un rapporto, quello tra lo scultore e la città, che emerge in una miriade di aspetti, unici e irripetibili. Curata da Giuseppe Pavanello, la mostra presenta oltre 170 opere di Canova e di alcuni artisti a lui coevi pe ripercorrere gli itinerari compiuti dallo scultore alla scoperta di Roma, sin dal suo primo soggiorno. Sarà inoltre possibile approfondire, attraverso la presentazione di disegni, bozzetti, modellini e gessi, anche di grande formato, il lavoro dell’artista per i grandi Monumenti funerari di Clemente XIV e di Clemente XIII, e per il Monumento agli ultimi Stuart. BACON, FREUD, LA SCUOLA DI LONDRA Chiostro del Bramante / Via Arco della Pace 5 Fino al 23 febbraio 2020 - Orari: lun-ven 10.00-20.00, sab-dom 10.00-21.00 Due giganti della pittura, per la prima volta insieme in una mostra in Italia. Uno dei più affascinanti, ampi e significativi capitoli dell’arte mondiale con la Scuola di Londra, una città straordinaria in un periodo rivoluzionario. Grazie a uno straordinario prestito di Tate, insieme a Bacon e Freud, Michael Andrews, Frank Auerbach, Leon Kossoff e Paula Rego rivelano con opere dal 1945 al 2004, in maniera diretta e sconvolgente, la condizione umana fatta di fragilità, energia, opposti, eccessi, evasioni, nessun filtro, verità. Tanti i temi affrontati: gli anni della guerra e del dopoguerra, storie di immigrazione, tensioni, miserie e insieme, desiderio di cambiamento, ricerca e introspezione, ruolo della donna, dibattito culturale e riscatto sociale. Al centro di tutto questo la realtà: ispirazione, soggetto, strumento, fino ad essere ossessione. GIANNI BERENGO GARDIN Casale di Santa Maria Nova / Via Appia Antica 251 Fino al 12 gennaio 2020 - Orari: mar-dom 09.00-16.30 Curata di Giuliano Sergio e promossa dalla Soprintendenza Speciale di Roma, la mostra presenta circa 75 scatti, tra cui molti inediti, che rivelano al pubblico il fascino di Roma dal secondo dopoguerra a oggi. L’esposizione è un sorprendente affresco dell’evoluzione e delle contraddizioni della città. Un ritratto complessivo capace di cogliere nei dettagli, nei gesti e negli sguardi dei romani quella franchezza aperta e sfacciata che li contraddistingue. Poesia e bellezza, forza e violenza, architettura storica e trasformazione delle periferie tessono un racconto denso di emozione. Un grande fotografo, capace di andare oltre la cronaca: le sue immagini sono documentazione del clima di un’epoca, colgono gesti e atmosfere della città e della gente che la popola. TECNICHE D’EVASIONE Palazzo delle Esposizioni / Via Nazionale 194 Sino al 6 gennaio 2020 - Orari: mar,mer,gio,dom 10.00-20.00; ven-sab 10.00-22.30 Strategie sovversive e derisione del potere nell’avanguardia ungherese degli anni ‘60 e ‘70. La mostra, curata da Giuseppe Garrera, József Készman, Viktória Popovics e Sebastiano Triulzi, presenta disegni, sculture, fotografie, cartoline, dattiloscritti, manifesti e libri relativi all’attività di un gruppo di artisti dissidenti ungheresi, risalenti agli anni ‘60 e ‘70, raccolti e messi in salvo dal Museo Ludwig di Budapest. Attraverso i lavori di alcuni artisti quali Endre Tót, Judit Kele, András Baranyay, Tibor Csiky, Katalin Ladik, László Lakner, verranno svelate le “tecniche di evasione” messe in atto dagli autori per sfuggire ai controlli, per stordire la censura, per eludere il potere, deriderlo e lasciarlo interdetto. Una storia dell’arte meravigliosa e commovente come sempre lo sono le storie di clandestinità, fuga ed elusione. 10

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ROMA A TEATRO

RICETTE D’AMORE Fino al 24 Novembre - Manzoni Giulia, Irene e Susanna si riuniscono nella cucina di Silvia per preparare l’esame d’arte culinaria del corso “A Tavola con lo Chef” che frequentano insieme. Un giorno il bellissimo Luca, ospite del fratello di Silvia nell’appartamento accanto, piomba tra di loro - vestito solo da un asciugamano intorno alla vita - perché è rimasto chiuso fuori casa. La presenza di Luca cambia i rapporti tra le 4 donne. ALADIN - IL MUSICAL Fino al 10 Dicembre - Brancaccio Una rivisitazione alternativa di Aladino e il Genio della Lampada, tratto dalle “Mille e una notte”, con musiche originali e di repertorio internazionale. Protagonisti Leonardo Cecchi e Emanuela Rei. Maurizio Colombi mette in scena una rivisitazione alternativa della favola di Aladino. UNA BUGIA TIRA L’ALTRA Dal 6 al 24 Novembre - Tirso de Molina Invece di presenziare alla seduta notturna alla Camera Dei Deputati, l’On. De Mitri, vice ministro del lavoro del governo in carica, sta per passare la notte con la sua amante, la segretaria del leader dell’opposizione, all’interno della bellissima suite 648 del Grand Hotel. È tutto un susseguirsi di bugie, gags, equivoci, tradimenti, scambi di persona, che evidenziano le ipocrisie dei nostri tempi. IL MERCANTE DI VENEZIA Dal 7 al 17 Novembre - Ghione A perpetuare una strada già solcata con successo, (il precedente “Mercante” sempre diretto da Giancarlo Marinelli era interpretato dal grande Giorgio Albertazzi), si staglia l’eccellenza scenica di Mariano Rigillo nei panni di Shylock. Nella riduzione elaborata e scritta proprio da Albertazzi i temi affrontati sono quelli da sempre cari a Shakespeare: il conflitto tra generazioni; la bellezza che muore e che si riscatta ad un tempo; la giovinezza che deve fare i conti con le trasformazioni del tempo e della società.

L’ESORCISTA Dal 12 al 17 novembre - Olimpico È l’adattamento teatrale del romanzo omonimo di William Peter Blatty, da cui è stato tratto il celeberrimo film di William Friedkin. La prova di fede più agghiacciante ed estrema prende vita sul palco e trasforma le inquietanti battaglie del bene contro il male, della fede contro il dubbio e dell’ego contro l’ethos in un’esperienza unicamente teatrale, tanto sofisticata quanto emotivamente coinvolgente. QUARTET Dal 14 al 17 novembre - Ciak Protagonisti 4 anziani, ex famosi cantanti d’opera, che spesso hanno lavorato insieme, ospiti in una casa di riposo. Famosi, energici, irascibili e, insieme, divertenti. A queste vecchie glorie viene offerto di rappresentare per un galà il loro cavallo di battaglia, il noto quartetto del Rigoletto di Verdi “Bella figlia dell’amor”. Tra rivelazioni, confessioni, invenzioni e il classico coup de théâtre, i 4 si riscoprono giovani e gloriosi come un tempo. UNO SGUARDO DAL PONTE Dal 19 al 24 novembre - Ghione Lo spettacolo messo in scena da Enrico Lamanna riprende il dramma interiore di Eddy Carbone (Sebastiano Somma), della sua famiglia e del suo sogno americano. L’ amore che prova verso la giovane nipote non è altro che la proiezione della sua esigenza di proteggerne la purezza, la necessità di custodirla con la stessa cura di una ceramica preziosa. Un sogno da accarezzare al di là del ponte, sotto un cielo di stelle misto ad un mare dove si naufraga in una voglia di tenerezza. 24oreNews

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ROMA IN CONCERTO

NOVEMBRE ORE 21.00 FRANCESCO RENGA Domenica 3-4/11 - Auditorium Parco della Musica - Sala Santa Cecilia Il cantante è in tour per presentare il suo ultimo album di inediti L’altra metà - composto da 12 brani dal sound e dal linguaggio contemporaneo. Il disco rappresenta l’altra metà della vita, della storia, della musica di Renga: un altro capitolo, caratterizzato da nuove consapevolezze e forme, sonore e linguistiche.

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DOLCENERA Martedì 5/11 - Teatro Brancaccio Reduce dal successo del singolo ‘Amaremare’ che l’ha vista sui palchi delle principali rassegne estive, Manu Dolcenera, calcherà nuovamente i palchi di alcuni importanti teatri italiani con il suo nuovo tour, ‘Diversamente Pop’, dove - a partire dal 2 novembre - proporrà il suo classico repertorio insieme ai brani del nuovo lavoro discografico.

PIERO PELÙ Mercoledì 13/11 - Atlantico Il rocker toscano insieme ai Bandisos (Giacomo Castellano alla chitarra “James Castillo”, Luca Martelli alla batteria e ai cori “Luc Mitraglia” e Dado Neri al basso “Black Dado”) tornerà live a novembre con “Benvenuto al mondo tour”, una serie di concerti nei club per infiammare con la sua travolgente energia i palchi d’Italia.

JETHRO TULL Giovedì 7/11 - Auditorium Parco della Musica - Sala Santa Cecilia I Jethro Tull sono una leggenda vivente della musica internazionale, con i loro più di 60 milioni di album in tutto il mondo. Dopo il successo del tour primaverile con un sold out dietro l’altro, la band riferimento del progressive rock mondiale, torna in Italia con il tour che celebra i 50 anni di attività del gruppo con un ampio mix degli album storici, da ‘This Was’ fino ai giorni nostri.

MARCO MENGONI Venerdì 22/11 - Palazzo Dello Sport Dopo le quattro date di maggio e la pubblicazione degli album ‘Atlantico’ e ‘Atlantico on Tour’, il bravissimo artista viterbese torna nella capitale. La star del pop italiano festeggia i 10 anni di carriera con 50 dischi di platino, dopo il successo dell’album doppio platino e un tour sold out in Italia e in Europa con oltre 200mila biglietti venduti.

NEK Venerdì 8/11 - Auditorium Parco della Musica - Sala Santa Cecilia Dopo il concerto all’Arena di Verona del 22 settembre, Nek torna in tour con 30 date nelle grandi città Europee e nei teatri di tutta Italia. Il tour sarà l’occasione per tutti i suoi fan italiani e europei per ascoltare dal vivo i brani del nuovo album ‘Il mio gioco preferito (parte prima)’ e le hit che in oltre venticinque anni di carriera hanno conquistato il pubblico di tutto il mondo.

MIKA (20:30) Mercoledì 27/11 - Palazzo Dello Sport Partirà da Londra il 10 novembre ‘Revelation tour’, la tournée con cui il cantautore e showman libanese (naturalizzato britannico) porterà in giro per l’Europa i suoi straordinari successi e il suo nuovo album ‘My name is Michael Holbrook’. Il tour italiano si articolerà in ben 12 tappe nelle grandi arene, un record per un artista internazionale di grosso calibro.

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ROMA SI RACCONTA A sinistra: Michele Spanò e Gaia De Laurentiis; sotto: Mario Orfei; in basso: la sfilata

na pioggia ospiti e VIP del mondo della moda e dello spettacolo ha affollato, domenica 13 ottobre, lo storico Palazzo Cavallerini Lazzaroni per poter ammirare le creazioni dei tre stilisti Mario Orfei, Reylu by Monica Bartolucci e Daniel Hio, diventati in breve tempo dei punti di riferimento per gli amanti del fashion. Apprezzatissima la collezione di Mario Orfei, “Polvere di donna SS 20”, che lascia spazio alla stampa in fiore, linee pulite, giochi di colore pastello che sposano il bianco e oro simbolo del glamour. Ma non solo: lo stilista romano molto amato dal jet set e da tanti volti noti rilancia come protagonista la gonna e lo chiffon che valorizza la sensualità e innocenza di una donna sempre più alla ricerca di dettagli. Una donna solare, sexy e rock è invece la protagonista Reylu by Monica Bartolucci, marchio che nasce dall’incontro tra due talenti: l’energia di una stilista piena di idee e creatività e la sensibilità di un teenager per il mondo fashion. “Super” è infine la collezione presentata da Daniele Hio. Il designer di accessori moda utilizza solo pellami e accessori di alta qualità. Le collezioni di borse - fashion ed eleganti ma contaminate da uno street style - sono riconoscibili per colore e design. Tante le celebrità accorse alla serata-evento che ha visto sfilare, tra gli altri, gli attori Barbara Bonanni, Francesca Ceci, Angelica Giusto,

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THE GOLD FASHION IN ROME 2020

Marco Mancini e il giovane influencer Daniele Efesi. Seduti in prima fila Milena Miconi con il marito, Gaia De Laurentiis con le figlie, Maria Monsè, Antonio Zequila, Fanny Cadeo, Savino Zaba, le attrici Paola Lavini, Barbara Gioli, Francesca Della Ragione e Alina Person, gli attori Simone Gallo, Niccolò Centioni e Domenico Cangialosi, il produttore Nicola Vizzini, Michele Spanò, e gli stilisti Steven G Torrisi e Claudio di Gennaro, per citarne solo alcuni. La serata è stata presentata dall’anchorman televisivo Anthony Peth.


ROMA SI RACCONTA

UNA PIOGGIA DI STAR A cura di GIULIO PROIETTI

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i sono da poco spente le luci sulla 14a edizione della Festa del Cinema di Roma che si è tenuta dal 17 al 27 ottobre presso l’Auditorium Parco della Musica e in altri luoghi della Capitale, dal Maxxi a Palazzo Merulana per passare alla Casa del Cinema. Una festa adolescente, curiosa, affascinante, dal divismo immortale come l’icona indicata per rappresentare questa edizione della Festa del Cinema, Greta Garbo. La struttura firmata da Renzo Piano è stato il fulcro della manifestazione e ha ospitato proiezioni, incontri, eventi, mostre, installazioni, convegni e dibattiti. I milletrecento metri quadri del viale che conduce alla Cavea saranno trasformati in uno dei più grandi red carpet al mondo. Oltre ai film della Selezione Ufficiale e di “Tutti ne parlano”, un ruolo importante è stato anche quest’anno svolto dagli Incontri Ravvicinati con autori, attori e protagonisti della cultura italiana e internazionale, dalla Retrospettiva, dai Restauri e dagli Omaggi. Sbaragliati i pronostici: niente premio a “The Irishman” di Martin Scorsese, il favorito non è stato neanche “Judy” di Rupert Goold con una straordinaria Renèe Zellweger. Il Premio del Pubblico BNL è andato a “Santa Subito” di Alessandro Piva. Scorsese, Bill Murrey, Viola Davis sono stati i premiati di quest’anno mentre, tra le altre attesissime star hollywoodiane, sul red carpet hanno sfilato Fanny Ardant, Ron Howard, Ethan Coen, Edward Norton, Martin Scorsese, John Travolta. Entusiasti del successo della manifestazione il direttore artistico Antonio Monda e Laura Delli Colli, presidente della Fondazione Cinema per Roma (oltre che del Sindacato nazionale dei giornalisti cinematografici). Testimoni del trionfo di questa edizione i numeri: +10% di biglietti venduti, + 18% incassi in biglietteria, +13% di giornalisti accreditati, +9% di incassi dagli accrediti e +7% di ingressi tra pubblico e accreditati. Arrivederci al 2020!

In alto da sinistra: John Travolta; Viola Davis premiata con il Premio alla Carriera e a fianco Alessandro Piva Premio del Pubblico BNL

ALLA FESTA DEL CINEMA DI ROMA

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ROMA SI RACCONTA

“SPORT IN PIAZZA” A CASALOTTI entinaia di atleti, giovani e meno giovani, hanno animato sabato 12 ottobre a Casalotti la tappa romana di “Sport in Piazza”, evento sportivo realizzato dal Coni Lazio e dalla Regione, con il Municipio XIII di Roma Capitale. Sede di questa tappa l’area di via Borgo Ticino, che per una giornata è stata caratterizzata da diverse discipline sportive, come pallavolo, pallacanestro, ginnastica, danza, scherma e calcio, che sono state praticate gratuitamente da tutti. Ha aperto “i giochi” con i saluti istituzionali il presidente del CONI Lazio, Riccardo Viola, seguito dalla presidente del XIII Municipio, Giuseppina Castagnetta, dal responsabile dello sport della Regione Lazio, Roberto Tavani, dalla presidente della commissione sport del XIII Municipio, Arianna Ugolini e del fiduciario CONI per il XIII Municipio, Antonio Ranalli. Mattattore della giornata è stato Angelo Martini - già conduttore di diversi programmi tv di successo - che ha tenuto alto il ritmo dell’intera manifestazione. Tra gli atleti invece spiccava la presenza di Martina Lamberti,

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considerata tra le migliori ginnaste d’Italia nella sua categoria, tanto da essere convocata nella Nazionale Juniores ed inserita nel gruppo “Road to Olimpic Games” della Federazione Ginnastica d’Italia. A salutare pubblico e atleti è intervenuto anche il noto personaggio televisivo Solange che ha ricordato la sua passione per il pattinaggio, disciplina per la quale ha gareggiato con ottimi livelli per diversi anni da ragazzo. Molto soddisfatti gli organizzatori per il successo del progetto: «È stata l’ennesima dimostrazione di come funzionano le sinergie tra amministratori per la promozione dello sport - ha commentato il presidente Viola -. Oggi, il Coni Lazio, la Regione e il Municipio XIII, la cui presidente è anche una grande sportiva, hanno offerto una giornata importante ai cittadini facendo rete. A Casalotti, infatti, centinaia di cittadini hanno praticato ore e ore di sport all’aria aperta divertendosi e socializzando e questo è il risultato più importante per noi che portiamo avanti questo progetto con la Regione Lazio ormai da tre anni». Sopra da sinistra: Antonio Ranalli, Solange, Arianna Ugolini e Angelo Martini; Riccardo Viola con Roberto Tavani e due atleti

A destra: Martina Lamberti; sotto: alcune ginnaste

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BENTLEY CONTINENTAL GT

Lusso e sportività a 635 CV A cura di LUCA MEDICI

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e Bentley sono auto famose in tutto il mondo e hanno vinto diverse edizioni della 24 Ore di Le Mans. Il brand, nato nei pressi di Londra nel 1919, è da sempre uno dei maggiori fornitori della Casa Reale Inglese. Dopo i primi anni di indipendenza la Bentley fu acquistata dalla Rolls Royce, precisamente nel 1931. Il primo modello ad essere prodotto dalla nuova gestione fu nel 1946 nei nuovi stabilimenti Rolls Royce di Crewe. Però le Bentley non ebbero più una connotazione stilistica precisa perché di fatto divennero una sorta di marchio minore dei medesimi modelli Rolls Royce, semplicemente con qualche dettaglio estetico che li distingueva dal resto della produzione e per il “flying B” posto sul radiatore. Le cose cambiarono nel 1998, quando il Gruppo Volkswagen rilevò interamente il

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brand, facendo rinascere lo storico marchio britannico. Nel 2006 nasce la Continental GT, il primo modello totalmente nuovo dopo l’acquisizione da parte dei tedeschi, a cui seguì nel 2010 la berlina di lusso Mulsanne. Ma arriviamo ad oggi. La Continental, uno dei capisaldi di Crewe è arrivato oggi alla sua terza generazione, proponendo una carrozzeria scultorea, lussuosa e sportiva. Partiamo dai numeri: sotto il cofano troviamo un motore W12 biturbo benzina da ben 5.950 litri, una potenza massima di ben 635 CV che spingono la vettura a ben 330 Km/h con un’accelerazione da 0 a 100 Km/h in soli 3,5 secondi. Un bolide di lusso però, infatti le finiture sono tipiche di tutte le Bentley, dove nulla è lasciato al caso. Difficile se non impossibile trovare difetti, l’insieme è di assoluto livello, come è giusto che sia per un’auto che costa, optional esclusi, oltre 200 mila euro. Gli


RUOTE & MOTORI

interni sono un tripudio di soffice pelle, legni pregiati e cromature. Tutto è stato studiato per consentire al driver di trovare la posizione perfetta di guida, ma l’ergonomia e la razionalità non fanno parte del background della GT. Infatti i numerosi tasti, il magnifico schermo rotante da 12,3 pollici (optional a 5.826mila euro) e le leve hanno bisogno di un certo periodo di ap-prendistato per abituarsi ad utilizzare tutto correttamente senza distrarsi dalla guida. L’atmosfera è ovattata e si viaggia nel silenzio assoluto: l’unica piacevole sonorità che si percepisce è quella del poderoso motore, ma solo agli alti regimi. Il cambio è un nuovo doppia frizione dotato otto rapporti, morbido quando si viaggia in souplesse, ma preciso e veloce quando si decide di guidare in modo sportivo. La dotazione di serie è elevata, adeguata al rango, non manca nulla, ma se si vuole un’auto ancora più personalizzata si può attingere alla lista degli optional, davvero invitanti, basti pensare che la casa offre due tipi di impianti hifi: il più “economico” Bang & Olufsen, che costa “solo” 4.904 euro, oppure un più sofisticato hifi made in Naim, con ben 2.200 watt di potenza (come se il modello da 1.500 watt di Bang non bastasse), che costa la bellezza di 8.052 euro. Però è il pacchetto optional denominato Mulliner che raggiunge l’apoteosi, al costo di 16.488 euro potete equipaggiare la GT con cerchi in lega da 22 pollici, pedaliera sportiva, sedili in pelle con lavorazione a diamante ed emblema della casa ricamato sui quattro poggiatesta. Tutto questo non vi basta? Bene, allora non vi resta che attingere all’infinita offerta di personalizzazioni sia per gli interni sia per gli esterni che Bentley offre per creare un’auto davvero unica. Vogliamo trovare almeno due difetti? Proviamoci: il primo, che trovo veramente assurdo per un’auto di questo lignaggio, è l’assenza del sistema Android Auto mentre il secondo, che non penso spaventerà i fortunati proprietari, riguarda il consumo. Per spostare una massa di 2.386 kg il motore consuma circa 8 litri di benzina ogni 100 km, rilasciando nell’atmosfera la bellezza di 278 g/Km di CO2. Un’auto sospesa fra storia e design, fra potenza e comfort che saprà senza dubbio regalare emozioni forti, ma coccolati da tanta tecnologia amica. 24oreNews

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IAN, 1979-2019 IL FUTURO È GIÀ PRESENTE

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era una volta un mondo senza i personal computer e gli strumenti tecnologici che conosciamo oggi e che ci permettono di gestire e archiviare un grande numero di dati. Era l’aprile del 1979, quando l’ingegner Alberto Neri fondava la I.A.N. S.r.l., una società rivolta sia al mercato italiano che a quello internazionale, e proiettata da subito verso un futuro fatto di ricerca e innovazione continue. È nel 1981, invece, che IAN inaugura la sua attività nel mercato dei sistemi di archiviazione di massa. Progetta, brevetta e produce il sistema “Network Jukebox Controller” e lancia “Waves”, un’intera linea di server di network, backup e archiviazione, che gode del supporto delle società controllate I.A.N. Service S.r.l., I.A.N. Software S.r.l., Teraplus S.r.l. e Teraplus Roma S.r.l. A partire dal 1994, in sintonia con le evoluzioni del mercato, l’uscita di produzione dei dischi magnetici e il rapido sviluppo dei sistemi storage, I.A.N. ricapitalizza le proprie competenze e orienta i propri sforzi nella propria riqualificazione come System Integrator, ampliando la gamma dei servizi offerti alla gestione dei backup, virtualizzazione di sistemi storage e design e progettazione delle prime Storage Area Network - SAN.

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AFFIDABILE, SEMPRE ALL’AVANGUARDIA E AL PASSO CON I TEMPI Nel corso di 40 anni di attività, i prodotti e servizi proposti da I.A.N. sono passati dai primi dischi di memoria alla vendita di sistemi storage e ai relativi servizi per aziende (Infrastructure Design; System Administration in ambito Server/Storage/Storage Area Network/Infrastrutture Iperconvergenti; Virtualizzazione desktop tramite l’utilizzo di tool VMware; Design di interi Data Center; Business Continuity e Disaster Recovery; Monitoraggio e gestione del Back Up; Relocation di Data Center; Servizi di calcolo relativi al workload applicativo). Non solo: dal 2013, I.A.N. si occupa anche della compravendita di prodotti tecnologici di largo consumo: hard disk esterni, televisori, console, il c.d. “trading”. Affidabile e capace di instaurare rapporti di fiducia solidi e duraturi con i propri clienti, nel 2009 I.A.N. ottiene il riconoscimento di “TOP of Excellence Company”, attestato che premia le aziende milanesi che non temono la crisi. Attenta a mantenere il passo con le novità del settore informatico ha investito nella formazione continua del suo personale tecnico e negli anni ha rafforzato la partnership con i maggiori operatori del settore quali Nutanix, Oracle, IBM, DELL-EMC, VMware, Rubrik, Cohesity, Zerto.


HI-TECH Da sinistra in ordine orario: ‘Le Iene’ Cortis e Onnis; Federica Neri con Davide Spitale; Federica e Alberto Neri a confronto con Le Iene; Alberto Filisetti, Federica e Aberto Neri; Le Iene durante l’intrattenimento degli ospiti

Per garantire la massima soddisfazione del Cliente, I.A.N. presta particolare attenzione anche alla qualità dei propri processi aziendali, come dimostrano le importanti certificazioni acquisite: Certificazione ISO 9001:2015; Certificazione BS OHSAS 18001:2007 (per la gestione della salute e sicurezza sui luoghi di lavoro); Certificazione ISO 9001:2015 - Quality Management; Attestazione di conformità del proprio Modello Organizzativo al D.Lgs. 231/01. Anche sul fronte dell’etica aziendale, a conferma della correttezza cui è improntata la propria attività, IAN ha conseguito il punteggio di due + su tre nel Rating di legalità. Esperienza, solidità finanziaria e qualità dei servizi offerti fanno di I.A.N. un Business Partner di assoluta eccellenza, in grado di operare a livello mondiale e di soddisfare le aspettative di tutti i suoi stakeholder, dai dipendenti fino ai clienti e ai fornitori.

I.A.N. ha voluto celebrare l’importante traguardo insieme ai clienti e partner, coloro che hanno fatto e continueranno a fare la storia dell’impresa. Allo scopo ha organizzato in ottobre una serata in cui tra l’altro, ha presentato i suoi partner strategici: Cerved Rating Agency, Infinidat, Nutanix, Aarenet. Non si poteva scegliere location migliore, il prestigioso grattacielo ‘Torre 47’, progettato all’insegna dell’innovazione e del futuro, nell’elegante zona Citylife di Milano. Mozzafiato il panorama notturno della città, ma anche molto suggestivo l’allestimento della location che ha visto protagonista - attraverso immagini e diffusori di profumo - il Tarassaco, fiore dai magici poteri scelto come simbolo della IAN. Hanno animato l’evento con la loro brillante conduzione ‘Le Iene’ Cortis e Onnis, che hanno reso la serata estremamente divertente e soprattutto originale. Presenti tra gli oltre duecento ospiti il dr. Guerino Moffa (Ambasciatore UNESCO) e il dr. Davide Spitale (Responsabile Innovazione Ricerca e Sviluppo e Kit Lean Techologies Media Trade Company). L’UNESCO ha incaricato l’azienda Media Trade di creare una piattaforma digitale per i cittadini del mondo, per poter seguire le variazioni climatiche e lo sviluppo sostenibile del nostro Pianeta. Il dr. Spitale ha scelto la celebrazione dei 40 anni per annunciare la scelta di I.A.N. quale partner ideale per la realizzazione della piattaforma e di intendere affidare all’AD Federica Neri il ruolo di “Digital Platform Advisor Manager”. Una scelta maturata valutando, tra vari candidati, le capacità e le competenze necessarie allo sviluppo con successo del progetto ma anche e soprattutto altri aspetti legati alla sostenibilità nella sua accezione più ampia: etico-sociale, economica, ambientale. «Sono molto felice che la IAN possa collaborare allo sviluppo di un progetto di così rilevante importanza mondiale, è per noi un nuova sfida e siamo pronti ad impegnarci al massimo», ha affermato la Dr.ssa Federica Neri, AD di IAN. La serata si è infine conclusa con brindisi con le bollicine accompagnato dalla buona musica mixata alla console dal noto deejay Molella.


HI-TECH di MARIE BORDET

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HUAWEI NOVA 5T

KODAK SMILE CLASSIC

PHONOCUT CREA I VINILI

FRIDGE EYE OCCHIO AL FRIGO

Huawei strizza l’occhio ai giovani con questo nuovo smartphone che porta nella fascia media alcune caratteristiche dei top di gamma del marchio, come l’intelligenza artificiale nella fotocamera. A bordo ha il sistema operativo Android 9 Pie, con tutto l’ecosistema Google quindi con il Play Store e tutte le app più popolari del colosso americano come Gmail e Maps. Il modulo fotografico ha 4 sensori posteriori - un obiettivo ad alta definizione da 48 megapixel, un grandangolare da 16, un macro e un bokeh entrambi da 2 a cui si aggiunge una fotocamera frontale da 32 megapixel. Lo schermo è ampio, da 6,26 pollici. In 3 colori, prezzo di 430€

Le macchine fotografiche istantanee sono forse state il primo esempio di fotografia social e anche se i tempi sono cambiati c’è chi non rinuncia a questo concetto. Per questo Kodak ha realizzato una nuova macchina fotografica istantanea che ricorda molto le Polaroid. Le foto sono grandi 8,9 x 10,9 cm e presentano un retro adesivo. Fotocamera da 10 MP, dotata di flash, possiede anche un mirino a scomparsa e uno slot di memoria SD. È dotata inoltre di connessione Bluetooth e potrà essere utilizzata come stampante e collegando lo smartphone alla macchina fotografica sarà possibile stampare foto presenti sul telefono. In 4 colori, prezzo di 179,99€

Con questo apparecchio ti puoi fare i vinili in casa. Questo lettore-registratore di vinili, ideato dalla start-up Phonocut, può convertire in analogico una qualsiasi sorgente. Ha un design minimalista e accattivante ed è facile da usare. Basta infatti alimentarlo collegandolo a una presa, connettere una qualsiasi sorgente sonora tramite jack 1/8″ stereo mini e premere un solo tasto sia per iniziare che per terminare la registrazione. Si avranno massimo 15 minuti sul disco vergine: al resto penserà il dispositivo che opererà anche un’equalizzazione in completa autonomia. Il prezzo di vendita per i primi sostenitori sarà di 1299€ su Kickstarter.com

I frigoriferi più smart sul mercato già da qualche anno, includono una camera interna per osservare in tempo reale i prodotti disponibili. È una delle migliorie più apprezzate da noi consumatori, ma i costi non sono proprio alla portata di tutti. Così una startup con sede a Monaco di Baviera ha sviluppato questo “occhio smart”. Piccola, resistente alle basse temperature e dotata di una lunga autonomia grazie all’alimentazione fornita da due stilo, la telecamera sfrutta la connessione wifi domestica per mostrare il contenuto del frigo sullo smartphone del proprietario, che può lanciare l’app pochi attimi prima di entrare in un supermercato. Si può prenotare su Indiegogo.com al prezzo di 70€

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FASHION

Sartoria Angela Alta Moda Milano - Viale Luigi Majno 19 www.sartoria-angela.eu 24

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Femminilità, raffinatezza e grinta nella collezione A/I della storica sartoria di alta moda milanese, che propone cashmere preziosi in maglia e in tessuto double, colori brillanti per stampe e paillettes e glitter per abiti da cocktail. Per la sera spicca tra tutti un abito lungo in taffetà smeraldo con rouches drappeggiata. Custode di abilità artigiane preziose e sempre più rare da trovare, Angela è fra i pochi atelier che possono ancora fregiarsi di aver mantenuto intatta la sartorialità made in Italy, unita alla maestria di un’arte praticata con i metodi inalterati di un tempo. 24oreNews

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FASHION

COLLEZIONE 2020

Pizzi chantilly, tessuti morbidi in mikado, crêpe de Chine, organza, balze in tulle per gonne fluttuanti, leggere e vaporose caratterizzano la collezione Spose 2020 della maison Via della Spiga Milano. Tessuti pregiati, maestria sartoriale e savoir faire tutto italiano uniti a ricercatezza di stile ed eleganza esaltano, in ogni dettaglio, la bellezza femminile in tutto il suo splendore. Come il nome può lasciar intendere, Via della Spiga Milano è un marchio dalle storiche origini milanesi (risale infatti agli anni Trenta) ed è stato rilanciato qualche anno fa dall’imprenditore pugliese Francesco De Gennaro. 26

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FRANCESCO DE GENNARO


BEAUTY AUTHENT CREAM II MENARD Crema anti-age Una crema ad azione antinvecchiamento che agisce a 360°. Dona una texture idratata e morbida, ideale per dare al make-up una bella finitura raffinando la grana della pelle, idratando e ammorbidendo la zona del contorno occhi e labbra per un aspetto vellutato. Rosa, fiore d’arancio, viola e altri eleganti oli essenziali, si mescolano con l’olio di semi di ambretta per creare un profumo ricco di femminilità.

A Novembre il freddo non è ancora eccessivo ma il corpo comincia ad adattarsi a temperature più rigide, necessitando di cure appropriate. Prendiamoci cura della nostra pelle, è il momento più giusto per intervenire e ridare tono al viso per rimediare alla perdita di collagene e acido ialuronico

BOBBI BROWN SKINCARE Extra Repair Eye Cream I tuoi occhi hanno bisogno di qualcosa in più? Ricca di peptidi, oli vegetali naturali e umettanti che agiscono su linee sottili, rughe, occhiaie, gonfiori e secchezza, questa crema ricca e concentrata rivitalizza visibilmente lo sguardo. Usala mattina e sera, scaldandola tra le dita, e poi picchiettandola delicatamente intorno alla zona degli occhi. Una volta che la crema viene assorbita, stendi il Correcto e il Creamy Concealer.

H.A. INTENSIFIER SKINCEUTICALS Siero viso H.A. Intensifier è un siero correttivo multifunzionale in grado di aumentare i livelli di acido ialuronico nella pelle. Questa formulazione unica contiene un’elevata concentrazione di acido ialuronico puro, Proxylane ed estratti di radice di liquirizia e riso viola per idratare e rendere la pelle più levigata, tonica e compatta.

DIAMOND LIFE INFUSION NATURA BISSÉ Siero viso Un siero attivatore di giovinezza che raggiunge livelli mai visti prima nella lotta ai segni dell’invecchiamento. Dona un effetto lifting immediato, riduce la profondità delle rughe e restituisce nuova vita alla pelle conferendole tono e luminosità. Le sue proprietà rigeneranti ne fanno un trattamento ideale per chi ha subito trattamenti chirurgici o trattamenti di peeling ed esfoliazione professionali.

BOBBI BROWN INTENSIVE SKIN SERUM FOUNDATION SPF Fondotinta Grazie allo speciale Active Skin Energizing Complex (contenente fungo cordyceps e artemia), questo fondotinta siero setoso rinvigorisce la pelle e la illumina all’istante. Potenziato con il peptide Argireline® e il filtro solare contro i raggi UVA/UVB, per proteggere la pelle contro gli stress ambientali, la formula aiuta a prevenire danni al collagene e combattere i segni visibili dell’invecchiamento.

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BEAUTY Dr.ssa Francesca Bocchi Medico Estetico Medico di Medicina Generale Consulente in sessuologia clinica www.dottoressafrancoise.com

CADUTA DEI CAPELLI E ALOPECIA MASCHILE egli uomini il problema di caduta dei capelli può avere diverse cause e fra quelle più evidenti troviamo stress, diete dimagranti, fumo, anemia, interventi chirurgici, malattie, farmaci. Ma la causa più frequente in assoluto è il fattore ereditario, che porta all’alopecia androgenetica più del 70% degli uomini. Un tipo di caduta di capelli che può manifestarsi in maniera più dirompente con la presenza concomitante di questi altri fattori. L’alopecia androgenetica ha la propria origine nel nome: è infatti una problematica che viene generata dagli ormoni androgeni e deriva da un predisposizione genetica. Si manifesta nella maggioranza dei casi dopo i 35 anni di età, ma se arriva prima è molto probabile che la sua progressione sia più veloce e aggressiva. Le aree che colpisce sono quelle del vertice della testa e quella superiore del capo. La calvizie maschile non dipende da un eccesso di ormoni maschili, ma solo da una diversa sensibilità del follicolo a questi stessi ormoni. Quando si è colpiti da un forte e improvviso stress e iniziano a cadere i capelli, ciò avviene perché i capelli si rifugiano in fase di ‘telogen’ e bloccano ogni attività. Ma la caduta dei capelli, che avviene solitamente dopo tre mesi, non sempre danneggia la struttura del follicolo, che finito il momento di stress sarà pronto per un nuovo ciclo. Se lo stress è più costante nel tempo la caduta di capelli sarà meno importante ma più diffusa e protratta nel tempo e con l’effetto probabile di diradamento dei capelli. Il Trapianto di Capelli “Smart Fue” sembra essere oggi un’ottima soluzione per ritrovare una capigliatura naturale e permanente, nella maniera meno invasiva possibile. Viene eseguito, a supporto dell’intervento, un protocollo concepito da Istituto Helvetico Sanders Istituto Helvetico Sanders che si differenzia dalle metodiche esistenti per l’assistenza continuativa al paziente e lo studio condotto sulla casistica personale. Il per-

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corso viene studiato nel minimo dettaglio anche con riferimento all’assistenza post-operatoria, indispensabile per ottimizzare i risultati del trapianto. Grazie ai controlli periodici svolti con cadenza mensile da un esperto è possibile verificare la corretta ricrescita dei capelli in linea con i rispettivi ritmi biologici, fino al raggiungimento del risultato desiderato. Il monitoraggio completo e continuativo, che si aggiunge ai controlli effettuati dai chirurghi dopo 6 e 12 mesi dall’intervento, è un servizio che solo Istituto Helvetico Sanders è in grado di offrire ai propri pazienti. Alla tecnica Smart Fue utilizzata per l’estrazione dei follicoli, si affianca l’innovativo sistema di impianto DHI (Direct Hair Implantation), con cui le unità follicolari vengono reimpiantate direttamente sul cuoio capelluto: un approccio che garantisce l’attecchimento dei follicoli con percentuali vicino al 100%, riducendo notevolmente i tempi di intervento e consentendo di ottenere un risultato di estrema naturalezza. 24oreNews

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FINANZA E FUTURO

PROTEGGERE LA PROPRIA

WEB PRIVACY iccola, grande lezione di Web Privacy dalla Grande Sezione della Corte di Giustizia UE: con sentenza interpretativa del 1° ottobre 2019, sollecitata dalla Corte Federale teutonica, il Giudice europeo cassa l’operato della società di giochi a premi online “Planet49”, imputata d’aver predisposto e preselezionato la spunta della casella dedicata all’accettazione dei cookie in fase di partecipazione ai propri intrattenimenti web. In particolare, i cookie per i quali l’utente avrebbe prestato distrattamente il consenso integravano la raccolta di informazioni a fini pubblicitari in favore dei partner della società. Un’attività che ‘a fortiori’ richiederebbe un esplicito e dettagliato consenso. Puntuale la contestazione mossa dall’ente consumeristico tedesco, ma la pronuncia va a sicuro vantaggio di tutti gli utenti quantomeno dell’Unione Europea: un monito che incombe indirettamente su tutti i provider, a rammentare loro che non è sufficiente la preselezione della casella riguardante i cookie pubblicitari per integrare un espresso consenso a tale utilizzo, a prescindere dalla rilevazione che i dati raccolti siano o meno personali. Si ribadisce pertanto l’assunto per cui detto consenso, per essere valido, oltre che specifico deve tradursi in un comportamento positivo da parte dell’interessato, risultando al contrario eludente e capzioso l’invito a che quest’ultimo debba selezionare la spunta qualora non desiderasse l’utilizzo ultroneo dei propri dati di navigazione. Una simile posizione si connota evidentemente per una deriva protezionistica di matrice europea contro le ingerenze nella vita privata, essendo che ormai quest’ultima può dirsi esplicantesi anche e soprattutto in ambito informatico. Quanto occorso va peraltro a riattivare l’allarme sull’importanza sia di una valida predisposizione di una ‘privacy policy’ (e relativi strumenti attuativi) da parte dei provider, sia di un consapevole utilizzo del terminale e degli applicativi web da parte dell’utente, che spesso mostra un atteggiamento dissociato di fronte a simili adempimenti disturbanti la sua fruizione ma, come emerso, fondamentali ai fini della sua protezione contro le male ingerenze, e fondanti una specifica branca della disciplina civilistica. In questi tempi, difatti, s’è assistito

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a un deciso incremento dell’attenzione verso le tematiche attinenti alla Privacy, propulso certamente dal noto GDPR ma sorretto dall’inarrestabile espansione di una gestione sempre più computerizzata e connessa della vita consociata, privata e professionale. Diventa dunque di nodale importanza per tutti i gestori - anche per evitare interventi sanzionatori della Guardia di Finanza - tutelarsi tutelando l’utente, e dunque fornirgli in modo analitico le informazioni concernenti la propria esperienza web e l’estensione dell’utilizzo delle proprie tracce telematiche (installazione dei cookie, accesso di terze parti, etc.), vere briciole d’oro lasciate, consapevolmente o meno, lungo la perigliosa esplorazione del mondo binario.

Prof. Avv. Antonello Martinez Studio Legale Associato Martinez & Novebaci www.martinez-novebaci.it


DESIGN

le tendenze

CERSAIE 2019 A cura di LUCA MEDICI

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gni anno il Cersaie propone nuove idee per “vestire” le nostre case, il meglio della produzione italiana, ma non solo, ha sfoggiato nuove texture, colori e materiali che inevitabilmente verranno utilizzati nei progetti di molti architetti. Le contaminazioni sono tante, ma una su tutte in questa edizione è stata molto apprezzata dagli addetti al settore, le texture opache. Rilievi eleganti, disegni geometrici, coccolati da tenuti colori vintage, strettamente legati al mondo della natura. Il vintage è un tema che domina da qualche anno, ma l’edizione 2019 del Cersaie ha voluto sottolineare in modo più marcato il legame con il passato, riprendendo vecchie tendenze, pescando negli anni ‘60 e ‘70, riproponendole però in chiave moderna. Troviamo dunque “l’effetto marmo”, proposto in formati grandi per valorizzare il disegno “naturale” della materia, ma colorato e allegro. Il bianco e il nero resta sempre un punto di riferimento per il marmo, ma quest’anno il colore domina su tutto. Tornano i lavabi dal bordo largo, tipici della produzione fine anni ‘70 - inizio anni ‘80, ma troviamo anche effetti bicolore con accostamenti a volte più decisi, a volte più tenuti ed eleganti. Un vero trend, nato circa due anni fa, ma oggi di vera tendenza, riguarda il nero opaco, un must della rubinetteria. I complementi di arredo, soprattutto per il bagno, diventano multiuso, pensati per regalare comfort e praticità. Pare che stia nascendo un nuovo stile dell’arredo, chiamato “rustrial”, una sorta di rustico con contaminazioni industriali dove il punto focale di questa nuova tendenza è l’unione dello stile rustico, più caldo e materico, con le caratteristiche più “fredde” e “povere” dell’industrial style. Tutto si rinnova e si recupera (il ferro si abbina al legno), tutto si mischia (finiture opache con finiture lucide) e le bicromie diventano la nuova tendenza del mondo dei sanitari. Insomma, una fiera importante per il settore, che ancora una volta regala emozioni e tante novità. La fantasia diventa il solo limite ad una progettazione accurata e divertente! luca@home-biz 24oreNews

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VIAGGI

L’AUTUNNO DORATO DI ŁÓDŹ A cura di JACEK KRUAZYR V. KURWAZY

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n’escursione a Łódź, nel cuore della Polonia, è un’esperienza affascinante. È rimasta intatta durante il II conflitto bellico, immortalata nel film di A. Wajda del 1975, quale città simbolo della “Terra Promessa”. Definita la Manchester polacca, tra il 1870 ed il 1890, divenne uno dei più importanti centri industriali d’Europa, in virtù delle mille fabbriche tessili costruite in quel tempo. Łódź, la città delle tre culture (ebrea, polacca e tedesca), conserva lungo la via Piotrkowska (una delle isole pedonali più lunghe d’Europa 4, 9 km), l’aura decadente e nostalgica dei grandi palazzi eclettici, edificati nell’Ottocento. Quello eretto dal plutocrate ebreo Izrael Poznański esprime una precisa tipologia abitativa: la casa come luogo della magnificenza dell’impero

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economico. In alcune stanze sono conservati i cimeli degli esponenti più importanti della storia cittadina, dal pianista Rubinstein, al poeta Tuwim, allo scrittore Reymont. Ogni cosa è stata rimasta al suo posto. Lungo le pareti, le vecchie foto della “jeunesse doree” d’ebraica estrazione. Oggi, la vita cittadina e la movida si svolgono per la maggior parte nella zona pedonale: bar, discoteche, ristoranti e pubs si alternano a gallerie d’arte come la notissima “Galeria J”. Anche la vecchia fabbrica dei plutocrati ebrei oggi è stata riconvertita in un grandioso centro aggregativo, che alterna musei d’arte contemporanea a cinema, hotel di charme, bar e centri sportivi. Estesi parchi preannunciano la città: venendo da Varsavia, prima di giungere a Łódź, una sosta è d’obbligo a Palazzo Radzwiłł a Nieborów, meraviglioso esempio di stili

e culture: il gusto francese si fonde ad opere d’arte italiane, anglosassoni e del Nord Europa. L’edificio è il frutto di continui rifacimenti durante tre secoli. Lo scalone d’accesso è stupefacente: le pareti sono ricoperte da mattonelle in ceramica bianca e blu di Delft. La biblioteca è ricca di ritratti dei re d’Europa, tra il Settecento e il XIX secolo. Una rarità è costituita da due mappamondi seicenteschi dell’italiano Vincenzo Coronelli. All’esterno, oltre il giardino francese, è il nostalgico parco romantico d’Arkadia, ricco di finte rovine d’una perduta classicità. Emblematico è il monito sull’architrave del tempietto: «dove pace trovai d’ogni mia guerra». Tra la fine d’ottobre e novembre, nel grande parco, le foglie sfoggiano colori meravigliosi e creano gli autentici tappeti di un magico autunno dorato.


SESSUOLOGO Dott.ssa Lucia Calò Specialista in Ostetricia e Ginecologia Consulente in Sessuologia e Ricercatrice AISPA www.luciacalo.it

DOLORE ED ENDOMETRIOSI Laura, 34 anni chiede di incontrarmi: «Ho dolore alla penetrazione profonda da qualche anno ed ho dimenticato cosa sia il piacere della sessualità con il mio partner». L’esperienza di questa donna esprime quanto un dolore sessuale ripetuto nel tempo crei la paura anticipatoria di sentire nuovamente dolore e quanto questo annienti il desiderio sessuale. In questo modo viene interrotta la cascata benefica che scaturisce dal provare desiderio: eccitazione, lubrificazione ed orgasmo. Il dolore, soprattutto se associato a reale difficoltà di concepimento, deve accendere il sospetto di Endometriosi. Ma di che dolore parliamo? Del dolore “ginecologico” pelvico, ad ogni penetrazione profonda o mestruazione, a volte non ciclico ma persistente e sordo. E del dolore “non ginecologico” durante la minzione o la defecazione. L’Endometriosi è una patologia infiammatoria cronica, presente nel 5-10% delle donne in età fertile. È caratterizzata da lesioni formate da cellule di endometrio (quelle da cui nasce la mestruazione in utero) che fuoriescono dalla loro sede uterina abituale per “attaccare” o la “pellicola” che ricopre gli organi che sono in addome o gli organi stessi, come l’ovaio, sede più frequente di endometriosi. Il coin-

volgimento di altri organi come retto, vescica, uretere o intestino è raro (1%), ma invalidante per la severità del dolore provocato. L’endometriosi inoltre disturba il concepimento sia alterando con le aderenze la normale anatomia e decorso delle tube, sia modificando il microambiente cellulare così da renderlo non idoneo. Guarire dall’endometriosi non è possibile, ma i centri che specificamente se ne occupano riescono a definire la strategia terapeutica medica o chirurgica capace di contenere la sintomatologia dolorosa, migliorando la qualità di vita della donna e creando un’anatomia favorevole al concepimento in collaborazione con il proprio centro di Procreazione Medicalmente Assistita. Il dolore sessuale, come quello provocato dall’endometriosi, allontana dalla sessualità e, se non risolto, nel tempo mina l’affettività e

l’aspetto relazionale di un ben terzo delle coppie. Ecco quindi tre messaggi per voi, donne che vivete un dolore severo ciclico mestruale o alla penetrazione profonda: 1) nel sospetto di endometriosi recatevi dallo specialista dedicato a tale patologia o al centro di riferimento; 2) l’endometriosi è una patologia cronica, ma che ha ottime risposte dalla terapia medica e chirurgica mirata al contenimento del dolore o all’infertilità; 3) affrontate il sintomo dolore nella vostra sessualità per riabilitare il circuito del vostro piacere.

Consulenti al vostro servizio www.aispa.it 24oreNews

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COME STAI?

A cura di SORGENTE GENETICA

e coppie che desiderano diventare genitori hanno la possibilità di verificare il loro rischio riproduttivo con un test preconcepimento, ovvero possono valutare la probabilità di trasmettere delle malattie genetiche recessive al figlio. Tra queste rientrano i disturbi congeniti della glicosilazione (CDG). Si tratta di un gruppo di malattie autosomiche recessive caratterizzate da difetti nella sintesi delle glicoproteine (proteine legate agli zuccheri). La frequenza di queste malattie è di un caso ogni 50.000-100.000, e data la loro bassa prevalenza, rientrano anche nel gruppo delle malattie rare. I pazienti affetti solitamente presentano problemi neurologici e sintomi multiviscerali. I disturbi congeniti della glicosilazione si sviluppano a causa della presenza di mutazioni su geni che producono gli enzimi responsabili di diversi processi metabolici. La forma più frequente è la CDG1a, che rappresenta il 70% dei casi. È dovuta a mutazioni del gene PMM2, che codifica per la proteina fosfomannomutasi, i cui livelli diminuiscono in caso di mutazione. Il quadro clinico di questa forma è disomogeneo in quanto alcuni pazienti sviluppano delle forme più lievi, mentre altri svilup-

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DISTURBI CONGENITI DELLA GLICOSILAZIONE COSA SONO E COME DIAGNOSTICARLI pano una grave patologia sistemica che spesso è fatale. La CDG si può manifestare con disturbi dell’alimentazione, diarrea, vomito, ritardo della crescita, disturbi neuro-motori, psicomotori, oculari, episodi simil-ictus e retinite pigmentosa nei primi anni di vita e nell’età adulta. Il sintomo più frequente, in particolar modo durante l’infanzia, è il ritardo psicomotorio. Esistono dei casi molto più gravi, caratterizzati da idrope fetale alla nascita, ovvero accumulo di fluido o edema. Il 20% dei neonati non supera l’anno di vita per via delle complicazioni che colpiscono gli organi vitali. Esistono dei trattamenti specifici per alcune forme di CDG che possono migliorare gli effetti di una glicosilazione proteica errata. Si tratta di approcci

che purtroppo non funzionano per la CDG1a, ovvero la forma più grave e più comune per cui esistono solo trattamenti volti ad alleviare i sintomi. Le coppie che desiderano avere un figlio dovrebbero valutare la possibilità di sottoporsi a un test genetico preconcepimento, soprattutto visto l’alto numero di malattie genetiche ereditabili. Il test è completamente sicuro e di facile svolgimento, consiste infatti in un semplice prelievo di sangue dai futuri genitori. Il test preconcepimento Igea indica la probabilità di avere figli con una malattia genetica recessiva, come la CDG1a. È molto importante consultare un medico in modo da pianificare il percorso riproduttivo più adatto. www.sorgentegenetica.it


COME STAI?

Dr. Cristiano Messina Studi Medici Vercelli www.studimedicivercelli.it

LA PILLOLA ANTICONCEZIONALE La pillola anticoncezionale è uno dei metodi contraccettivi più utilizzati dalle donne. Molte ragazze però ancora non ne conoscono perfettamente il funzionamento e hanno continuamente dubbi e domande. Ecco le risposte ad alcune domande più frequenti (tratto da www.24orenews.it)

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ome funziona la pillola contraccettiva? La pillola contraccettiva funziona inibendo l’ovulazione. Non avvenendo la produzione dell’ovocita si rende impossibile il concepimento. Quante possibilità ci sono di un insuccesso terapeutico della pillola? Innanzitutto vanno distinti gli insuccessi dovuti a dimenticanze mal assunzione, vomito o dissenteria post assunzione dai reali insuccessi dovuti a mancata azione della pillola. Per indicare questi ultimi si utilizza l’indice di pearl che indica il numero di gravidanze per 100 anni di cicli di assunzione. Con le pillole attuali l’indice è di 0,1 0,2 cioè una gravidanza indesiderata ogni 500-1000 anni di assunzione, che significa che ci si aspetta una gravidanza tra 50 donne che assumono per 10 anni ognuna la pillola.

Quindi un rischio presente ma veramente basso. Quali sono i principali effetti collaterali? A seconda dei dosaggi la pillola può dare incremento della ritenzione idrica con gonfiore ed edemi e incremento ponderale, cefalea, tensione mammaria, peggioramento di un eventuale quadro di insufficienza venosa, incremento dei valori di colesterolo e glicemia e dei valori pressori. In particolare con le pillole a basso dosaggio continuative può comparire una progressiva riduzione della quantità del ciclo fino alla sua scomparsa e possibili perdite ematiche tra un ciclo e l’altro. Quali sono i rischi e cosa bisogna fare se si dimentica una pillola contraccettiva? Il rischio ovviamente è l’insuccesso contraccettivo, tanto più presente tanto più la pillola ha un basso dosaggio. Se ci si ricorda entro

le 12 ore non ci sono problemi. Se è trascorso più tempo esistono vari consigli: il mio è di continuare normalmente l’assunzione e avere rapporti protetti fino all’arrivo del prossimo ciclo. Se arriva il ciclo in anticipo durante l’assunzione della pillola cosa bisogna fare? Va assunta regolarmente la pillola fino alla fine del blister. Se l’evento si ripete bisogna sentire il medico per decidere come comportarsi nel futuro ed eventualmente se è il caso di cambiare la pillola. In quali casi è necessaria l’interruzione della pillola? Quando si presentano effetti collaterali non gestibili quali nausea, vomito, gastralgie, cefalea o presenza di variazione di parametri ematici e pressori gravi. Ovviamente se si evidenzia uno stato di gravidanza o venissero diagnosticate forme di neoplasia in atto.

24oreNews

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ERBARIO MAGICO

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ota anche come ‘tasso barbasso’, il verbasco è uno dei rimedi naturali più antichi, tanto che pare fosse in uso oltre duemila anni fa, soprattutto nell’antica Grecia. Forse qualcuno ricorderà che il Manzoni ne parla ne “I Promessi Sposi”, citandola come erba infestante che ha invaso la vigna trascurata di Renzo. È la pianta per eccellenza utilizzata per la cura dei disturbi respiratori, grazie alla elevata concentrazione di mucillagini insieme a saponine e flavonoidi che essa contiene. Efficace antinfiammatorio, vanta anche virtù antispasmodiche, calmanti ed espettoranti e può essere adoperato per la cura di tonsilliti, tracheiti, raffreddore, faringiti, otite, bronchite e sindromi influenzali. È ottimo anche per la tosse secca, l’asma e la rinite allergica. Oltre a contrastare problemi respiratori, il verbasco viene usato per trattare disturbi sia cutanei che gastrointestinali. La pianta ha un effetto lassativo che la rende efficace per depurare il tratto intestinale e, stimolando anche la diuresi, si dimostra particolarmente efficace per la purificazione di tutto l’organismo. Molti studi si sono concentrati sulla sua capacità di disinfiammare l’apparato gastrointestinale: in par-

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ticolare, uno studio dell’Università iraniana di Mashhad ha dimostrato l’efficacia degli estratti di verbasco contro i batteri che colonizzano le mucose gastroenteriche, contribuendo così a sconfiggere le infezioni a carico del sistema digestivo. Della pianta in passato si sono impiegate soprattutto le foglie, mentre i fiori hanno effetti sedativi, tuttavia oggi è disponibile in erboristeria sotto forma di estratti secchi, oli, nonché come ingrediente di altri prodotti. Si può così assumere per uso interno oppure utilizzarlo per l’applicazione locale sulle zone della pelle interessate da irritazioni. L’assunzione di questa pianta solitamente non presenta particolari controindicazioni. Si può assumere come tisana utiliz-

zando sia le foglie che i fiori secchi: è però utile sapere come la peluria tipica delle foglie possa essere irritante per le mucose, tanto che occorre assicurarsi di filtrare accuratamente il liquido ottenuto dalla preparazione di tisane o infusi. È comunque preferibile acquistare questo prodotto fitoterapico in farmacia o erboristeria e valutare un’eventuale ipersensibilità individuale al consumo nelle dosi consigliate. Per evitare particolari effetti collaterali, è sempre opportuno richiedere il consenso del medico all’impiego di questa pianta. In ogni caso viene sconsigliato il consumo alle donne in gravidanza o nel periodo di allattamento.

VERBASCO CONTRO I MALANNI DI STAGIONE A cura di MARICA DE BONIS


AMICI A 4 ZAMPE Dr. Ferdinando Asnaghi DVM Specialista in patologia e clinica animali da affezione ad indirizzo ortopedico Lettore ufficiale FCI per HD ED

UNA DIETA CHE VA DI MODA

LA BARF

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al giardinetto dove la signora passeggia col suo piccolo amico a quattro zampe all’allevatore più esperto ultimamente si sente parlare sempre più di dieta BARF. Vediamo di capire esattamente di cosa si tratta. BARF è un acronimo che sta per Biologically Appropriate Raw Food, ossia cibo crudo biologicamente appropriato. In passato veniva, e a volte viene tuttora, usato come acronimo di Bones And Raw Food (ossa e cibo crudo). I sostenitori della BARF sono convinti, dati alla mano, che l’alimentazione industriale mangimistica secca non sia così cristallina nei componenti ed anche le ultime trasmissioni televisive non hanno certamente migliorato questa immagine. Per cui… torniamo al naturale, alle origini. Diamo al cane da mangiare quello per cui il suo organismo discendente dal lupo è stato creato. Intestino diverso dagli umani, stomaco con secrezioni diverse dagli umani etc. etc. Insomma chi più ne ha, più ne metta. E qui iniziano le diatribe fra barfisti e non. E i veterinari cosa ne pensano? Beh, se fino a qualche anno fa erano contrari o indifferenti all’unanimità, oggi si comincia ad avere

diverse fazioni con diverse linee di pensiero. Ma, abituati ad aprire un sacchetto e a versare le crocchette nella ciotola, è difficile fare la BARF al proprio cane? Se si vuole costruirla da soli dagli ingredienti freschi le cose sono abbastanza complicate e laboriose, ma oggi esistono in commercio delle BARF congelate perfettamente bilanciate. Insomma l’unico problema è farle sgelare… e la pappa è pronta! E in viaggio? Esistono BARF liofilizzate semplicissime da usare. Insomma BARF sì o BARF no? Ad ognuno la sua scelta. Personalmente, da veterinario ed allevatore dopo anni di crocchette sono ritornato al crudo con la BARF. Non essendo un nutrizionista non posso dimostrare nulla pro o contro, ma so solo che empiricamente ho cani in grande forma e vitalità, peli perfetti, riproduzione ritornata alla normalità, feci sempre ben formate e ne sono più che soddisfatto! Buona pappa a tutti i nostri amici qualunque cibo voi scegliate con l’ausilio del vostro veterinario, l’unico che vi darà indicazioni precise sulla dieta del vostro amico a quattro zampe. 24oreNews

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Anno 7 - Novembre 2019

Montecatini Terme

Teatro greco di Taormina

Cultura del territorio, Turismo e Benessere

IL PERSONAGGIO MIGUEL ANGEL ZOTTO «IL TANGO È LA MIA VITA»

SCOPRI L’ITALIA

TRA I BORGHI MEDIEVALI NOVEMBRE IN VALDINIEVOLE

[STILE ITALIANO]

BARBACK GAMES FINALE A BERLINO


Novembre 2019

indice [ PERSONAGGIO] 6

Miguel Angel Zotto «Il tango è la mia vita»

[ SCOPRI L’ITALIA]

9 Novembre in Valdinievole 12 Vivere la neve a Cortina

[ STILE ITALIANO]

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14 “Barback games”: Italia contro Serbia alla finale di Berlino 15 Campari Soda, l’aperitivo senza etichetta

[ SALUTE & BENESSERE]

16 Villa Ortensie, un’oasi di benessere in Valle Imagna 18 Benvenuto autunno!

[ GOURMET]

20 Miglior sommelier d’Italia ASPI 2019

[ TV DA GUSTARE]

21 Cosa vedremo in TV

[ LIBRI]

22 Capolavori Rubati 23 Le nostre recensioni

[ BUONE NOTIZIE]

24 Tratte dal Corriere della Sera

Direttore Responsabile Dario Bordet Direttore Editoriale Evelina Flachi ViceDirettore Editoriale Alessandro Trani Art Director Patrizia Colombo Progetto grafico/Impaginazione Milano Graphic Studio S.r.l. Hanno collaborato Valerio Consonni Edmondo Conti Stefano De Angelis Cesare De Santis Teobaldo Fortunato Carlo Kauffmann Novembre 2019

Sandro Nobili Alessia Placchi Edizioni Le Roy srl Redazioni: Milano | Roma redazione@le-roy.it www.italiadagustare.com Telefono: 377.4695715 Promozione & PR Anna Nannini, Dante Colombo, Carlo Kauffmann info@le-roy.it Pubblicità & Advertising Team Entertainment - Milano Via Melchiorre Gioia, 72 info@teamentertainment.eu Telefono: 02.89412141

Stampa La Serigrafica Arti Grafiche Via Toscanelli 26 - Buccinasco Periodico mensile Reg. trib. di Milano n. 287 del 02/07/12 N°iscrizione ROC: 22250 Distribuzione Gratuita

Desideriamo informarLa che i suoi dati personali raccolti direttamente presso di lei o fornitici saranno utilizzati da parte di “Italia da Gustare” nel pieno rispetto dei principi fondamentali dettati dalla direttiva 95/46/CE e dal D.lgs. 171/98 per la tutela della Privacy nelle Telecomunicazioni e dalla direttiva 97/07/CE e dal d.lgs. 185/99. Eventuali detentori di copywriting sulle immagini - ai quali non siamo riusciti a risalire - sono invitati a mettersi in contatto con: Le Roy srl

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NOVEMBRE 2019

Cari amici e lettori, da qualche anno viviamo cambiamenti climatici che influenzano la durata e le caratteristiche delle stagioni e quindi anche lo stile di vita e le abitudini alimentari. Possiamo fare ancora una spesa ricca di prodotti tipici di fine estate e preparare ricette gustose ma leggere. Per questo vi daremo delle informazioni sulle caratteristiche nutrizionali di alcuni alimenti utili al nostro benessere per prepararci alla stagione fredda in arrivo! Per la gioia degli appassionati di ballo abbiamo intervistato Miguel Angel Zotto, uno dei più grandi ballerini di tango di tutti i tempi. Questo mese andremo alla scoperta del territorio toscano, in particolare di alcuni borghi della Valdinievole, e poi, in vista delle prossime vacanze invernali, torneremo a parlarvi delle montagne della “Regina delle Dolomiti”, Cortina D’Ampezzo. Scoprirete qual è il primo aperitivo (già pronto) della storia, chi è stato eletto quest’anno “Miglior Sommelier d’Italia (ASPI)” e chi è il “Miglior “Barback d’Europa”, prima di conoscere le novità sui libri da leggere e la “TV da gustare” di questo mese, curata come sempre da Edmondo Conti e, per concludere, le consuete “buone notizie” dal Corriere. Buona lettura!

SCARICALO ORA! Hai il nostro numero precedente? Se non ce l’hai, non preoccuparti, puoi scaricarlo gratuitamente tramite il nostro sito: www.24orenews.it Novembre 2019

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[ per s onaggio ]

MIGUEL ANGEL ZOTTO «IL TANGO È LA MIA VITA»

A cura di Stefano De Angelis

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Quello che colpisce quando si parla con Miguel Angel Zotto, coreografo argentino di straordinaria estrosità, è la sua assoluta conoscenza della storia del tango. Non solo perché il tango è la sua stessa vita, ma perché parte di quella storia l’ha attraversata e vissuta in prima persona. Sin da piccolo intorno a lui tutto era tango, e da allora lo ha respirato, accarezzato, subito, vissuto, corteggiato, e alla fine sposato. All’età di diciassette anni, era il periodo della seconda presidenza Perón, andava a ballare al Marabù di Buenos Aires, dove tutto era elegante, e tutto da subito lo affascinò. E allora accade che ogni venerdì, al calar della notte, quando la Zotto Tango Accademy di via Watt 5 di Milano si trasforma come per incanto nella Milonga “Che Bailarin”, a mezzanotte circa Miguel ferma le danze, prende il

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[ per s ona ggio ]

A sinistra e sopra: Miguel Angel Zotto e Daiana Guspero

microfono e, al centro della sala, incomincia a narrarne aneddoti, ricordi, emozioni che di quella storia fanno parte. Nato e cresciuto a Buenos Aires a tango e mate con gli insegnamenti del nonno e del papà, Zotto è lui stesso parte della storia del tango, e ancora oggi ci gira intorno, ci guarda attraverso, disegnando traiettorie che gli altri neppure immaginano. Solo che non lo fa più da solo, ma con la moglie e ballerina Daiana Guspero e le due piccole gemelle Lara e Brisa. Miguel Zotto è geniale, cerca di andare sempre oltre, come con i suoi ultimi spettacoli, due spaccati di storia sul tango e sulla società argentina. Il primo, “Te siento… Tango”, che ha debuttato al Teatro Olimpico di Roma a ottobre, è una confessione privata sul tango; mentre il secondo, “Prohibido”, ha inaugurato la prima “Case de Novembre 2019

Tango” in Europa, in via Macedonio Melloni 9 a “El Porteño Prohibido”, dove ogni fine settimana la cultura enogastronomica argentina si coniuga alla sensualità del ballo più intenso e audace che si conosca.

Perché una “Casa de tango” a Milano? Questa città mi ha adottato e ho deciso di vivere qui con la mia famiglia. Sono orgoglioso di portare in Europa, partendo dall’Italia e da Milano, un’espressione così forte della tradizione di Buenos Aires.

Perché per Zotto è così importante raccontare la storia del tango?

Sono cresciuto ascoltando il tango e la storia del tango, e oggi posso dire che mi è servito a ballarlo con maggiore consapevolezza e a capire meglio me stesso. Penso che ballare comprendendone le parole o conoscendo qualcosa in più sulle orchestre, i cantanti e i ballerini più famosi, possa dare una nuova emozione e migliorare anche il proprio modo di ballare, perché il tango non è solo musica.

Cosa continua ancora oggi ad affascinarla del tango? Chi ha vissuto nel tango e col tango come me, ha il compito di trasmetterne il valore culturale. Prima di me lo hanno fatto Petrolio, Còpes, mio fratello Osvaldo e tanti altri. E ora tocca a me. Sono uno dei tanti. La mattina mi sveglio, mi preparo il mate e ascolto tango sino alla sera. Cacho Lavandina era un muratore, ma è stato uno dei ballerini più straordinari che sia mai esistito sebbene non fosse un professionista. Fu lui a creare la figura del giro e le varie applicazioni, dopodiché è sparito da tutte le milonghe di Buenos Aires.

Zotto continuerà a raccontare a modo suo ciò che il tango gli ha insegnato, consapevole che il tango o lo si odia o lo si ama. Ma se prevale l’amore, allora diventa poesia e sentimento, capace di ridisegnare i rapporti di coppia quando questi si ritrovano in un abbraccio, e due mondi così distanti come quello maschile e femminile ritrovano, per fattura o incantesimo fate voi, armonia e calore.

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[ s copr i l’italia ]

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Così scriveva la poetessa americana Emily Dickinson a metà dell’Ottocento; a novembre, il mese che prelude Natale, una tappa obbligata nel panorama dei luoghi del cuore italiani, è la Valdinievole, in provincia di Pistoia, tra la blasonata Firenze e il modaiolo mare versiliano. Il termine Nievole è mutuato dal latino che indica la nebbia, vocabolo che si addice a questo territorio, le cui albe autunnali sono molto spesso neb-

Sono più miti le mattine […] e le bacche hanno un viso più rotondo. L’Acero indossa una sciarpa più gaia e la campagna una gonna scarlatta. Ed anch’io, per non essere antiquata, mi metterò un gioiello.

biose. La città più nota è sicuramente Montecatini Terme che è al centro della Valdinievole. È stata fondata in virtù della sua grande ricchezza naturale: le acque termali. Gli impianti che sono stati costruiti intorno alle sorgenti vantano una storia secolare soprattutto a partire dal XVIII secolo. A rendere notissimi al mondo intero, gli stabilimenti legati al benessere fisico, celebrità del diciannovesimo secolo che le hanno

NOVEMBRE

IN VALDINIEVOLE

Novembre 2019

A cura di Teobaldo Fortunato

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[ scopri

l’italia ]

In senso orario: Palazzo De Gubernatis di Massa e Cozzile; le Terme di Monsummano; Villa Rospigliosi a Lamporecchio; uno scorcio di Pescia

frequentate, da Rossini a Verdi, da Mascagni a Puccini, fino a Ruggero Leoncavallo! Città turistica per eccellenza, offre al visitatore notevoli possibilità di relax e di svago, dal tiro a volo al golf, dall’ippodromo al basket. E lo shopping? Il centro storico tutto costellato di bellissimi palazzi ‘fin de siécle’, ha una vasta area pedonale tra Via Roma, Viale Matteotti e Viale Verdi dove inizia l’area dello shopping urbano tra parchi verdissimi ed eleganti stabilimenti termali d’antan e contemporanei. È un percorso alla ricerca dell’Art Nouveau, come ci fa notare l’architetto Maria Sole Venturini che ci accompagna tra boutique di lusso, luoghi dell’arte, chiese e palazzi imponenti dove hanno tro-

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vato sede i negozi d’abbigliamento glamour, fino ad un esclusivo store tutto particolare, il Laboratorio Creativo Interni dell’interior designer Silvana Olmo, in via Matteotti. Tra essenze raffinatissime come quelle di “Aqua Flor” e ‘objets de verte’, ci si perde ad ammirare complementi d’arredo antichi e contemporanei rivisitati per persone snob quanto basta. Montecatini ospita, in alcuni momenti dell’anno, sfilate dedicate alla moda che vedono sulla scena i più famosi stilisti italiani. Ma oltre il relax, da visitare è il Parco delle Terme del Tettuccio, il MO.C.A. ovvero il Museo di Arte Contemporanea, allestito all’interno del Palazzo di Città, una costruzione in puro stile Liberty

che ostenta affreschi di Galileo Chini, un’elegantissima scalinata e raffinate vetrate colorate d’inizio secolo. Tra le opere d’arte da non perdere, nel percorso museale, “Donna avvolta in un volo di uccelli”, il più grande dipinto al mondo di Joan Mirò e un’incredibile opera di Pietro Annigoni, “Vita”. Si tratta di una enorme tela (mt 6,2 x mt 3,5) che raffigura un’allegoria della Crocefissione, in cui, sulla croce, la scritta INRI è sostituita dalla legenda Coca Cola! Al centro della pulsante cittadina, la Pineta secolare che rappresenta un autentico polmone verde. Se poi volete godere di un mezzo singolare di trasporto, è possibile utilizzate la funicolare la cui costruzione risale Novembre 2019


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al 1850 che mette in contatto Montecatini Terme con il borgo antico di Montecatini Alto. Perfettamente funzionante, è davvero emozionante ascendere al borgo nelle carrozze originarie con gli interni di allora. In alto, è il piccolo delizioso borgo medievale di Massa e Cozzile, su un alto declivio che conserva tuttora la grande porta che un tempo di sera era chiusa. Il centro è caratterizzato dal castello sulla sommità. Meritano una visita gli ateliers contigui di due artisti d’eccezione: Franco Bonelli con le sue vedute trasognate di arcadici paesaggi toscani e Rocco Normanno, definito da Vittorio Sgarbi, “l’ultimo dei caravaggeschi” per i suoi ritratti forti ed inattesi che lasciano estasiati. Da Massa e Cozzile a Pescia, il tragitto è breve: è lo storico capoluogo della Valdinievole. Rinomatissimo centro per la coltivazione dei fiori e del garofano, la produzione della carta e la frazione di Collodi, dove Carlo Lorenzini, lo scrittore del celeberrimo Pinocchio, visse parte della sua infanzia. Se il centro storico è da visitare per i suoi monumenti, dal Duomo al palazzo del Podestà, Novembre 2019

edificato tra il XII e il XIII secolo (ora sede della gipsoteca dell’artista Libero Andreotti), sicuramente da non trascurare sono le storiche ville Sismondi e quella Garzoni con annesso giardino, a Collodi. Ad affascinare grandi e bambini, è il Parco di Pinocchio con opere di famosi artisti del Ventesimo secolo: Emilio Greco, Venturino Venturi, Pietro Consagra, Marco Zanuso e Augusto Piccoli. Lasciata Pescia attraversiamo le strade dell’olio riscoprendo castelli e borghi antichi, ma anche le vie del vino per dare uno sguardo ad un luogo d’eccezione: Monsummano Terme, caratterizzato dalla famosa Grotta Giusti, ovvero la grotta termale più ampia d’Europa con i suoi oltre duecento metri nel sottosuolo della sovrastante villa ottocentesca. È ricca di stalagmiti e stalattiti suddiviso in tre aree definite Inferno, Purgatorio e Paradiso con evidente allusioni dantesche. L’elegante struttura sovrastante, un tempo era la residenza di campagna della famiglia del poeta Giuseppe Giusti, vissuto nella prima metà del XIX secolo, noto per i suoi versi pungenti e malinconici. Romantica è l’eclettica Villa Renatico Martini. Da alcuni decenni, nelle sale decorate da soffitti a cassettoni, sono allestite mostre d’arte contemporanea. È piacevole passeggiare d’autunno nel parco che la circonda, tra canfori, sequoie e querce da sughero. Ultima tappa è a Lamporecchio, sulle pendici del Montalbano. Si raggiunge lambendo l’area del Padule di Fucecchio. Un borgo, legato alla celeberrima Villa Rospigliosi, edificata da Clemente IX, che, secondo la tradizione, aveva dato l’inca-

l’ita lia ]

rico a Bernini di progettarla. La famiglia del pontefice l’ha utilizzata d’estate fino alle soglie del Novecento. Oggi è una location per eventi; sorte comune a tante aristocratiche dimore d’Europa. Seguendo il nostro itinerario, dopo aver soggiornato a Pieve a Nievole, in un’antica dimora toscana, Villa Pitti Amerighi, da non perdere a colazione o accompagnate da un ottimo vin santo, le gustosissime Cialde di Montecatini: un dolce prelibato e friabile, leggero e delizioso. Si presenta a forma di disco spesso circa 2 millimetri ed un diametro di circa venti. È composto da due veline con un ripieno di zucchero e mandorle tritate. Si narra che la cialda sia stata creata da pasticcieri ebrei cecoslovacchi negli anni Venti del Novecento che nel 1936 avendo deciso di fuggire dalle epurazioni fasciste, cedettero l’attività e la ricetta originale al pasticciere Orlando Bargilli. Da allora, la nota pasticceria ancora le produce, modificandone in parte la ricetta fin ad ottenere quella contemporanea. E a Pescia non bisogna perdere il sapore inconfondibile degli asparagi verdi e quello dei necci, un piatto tipico composto da farina di castagne, acqua e un pizzico di sale, che somiglia alle più note crepes da farcire principalmente con la ricotta. Considerato oggi un dolce, in realtà, un tempo serviva ad accompagnare piatti salati; posto tra foglie di castagno, ne assume l’aroma. Ma, prima di lasciare questa valle delle delizie, val la pena portare con sé i brigidini, dolci tipici di Lamporecchio: cialde ricurve molto friabili aromatizzate all’anice. Un retrogusto che difficilmente si dimentica!

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[ s copri l’ita lia ]

CORTINA

VIVERE LA NEVE A A cura di Sandro Nobili

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Accoglienza, piste e servizi al top collocano Cortina d’Ampezzo tra le mete più ambite dagli Italiani per le vacanze invernali. Amata e apprezzata da tutti, rappresenta anche una di quelle vacanze che potremmo definire ‘d’élite’, non tanto per i prezzi quanto per il prestigio che questa località turistica ha saputo costruirsi nel corso degli anni. Lo sci alpino è senza dubbio l’attrattiva maggiore dei turisti di Cortina grazie anche alla sua invidiabile infrastruttura ricettiva. Come già ricordato, la sua fama centenaria ha subìto un particolare impulso a partire dalla fine delle Olimpiadi del ‘56, grazie alle grandi infrastrutture e gli edifici sportivi fatti costruire per quelle gare. Oggi vi sono una cinquantina di impianti a fune e ben 101 piste (per un totale di 120 chilometri di percorso) pronte a soddisfare anche gli sciatori di lunga data e più esigenti: alcune piste sono a dedicate ai più esperti, ma la maggioranza è di media difficoltà mentre circa un terzo dei percorsi è adatto anche ai meno esperti. Le piste più conosciute di Cortina sono sicuramente le piste delle Tofane. Partendo da Socrepes, con due cambi di seggiovia, passando per Rumerlo, si arriva al rifugio Pomedes dove è possibile scegliere tre diverse piste per discendere fino a valle, ai piedi delle Cinque Torri: la Caprioli, di medio-bassa difficoltà, lo Schuss (nota tappa della Coppa del Mondo di Sci) e il Canalone, queste ultime di maggiore pendenza, consigliabili pertanto a sciatori più esperti. Altre piste molto conosciute sono la Tofanina, la Col Druscié A e la Col Druscié B. Per raggiungere queste ultime Novembre 2019


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due, occorre tornare a Rumerlo e qui prendere la seggiovia verso Col Druscié. Una proposta interessante è il giro sciistico della Grande Guerra 1914-18, attorno alla montagna simbolo della prima guerra mondiale, il Col di Lana, che tocca luoghi di grande interesse storico e paesaggistico. Può essere compiuto in senso orario o antiorario ed una parte del tragitto si sviluppa sempre nell’area di Cinque Torri. Una grande varietà di sport La neve può essere declinata in mille maniere diverse e infatti i Vip e gli ospiti internazionali scelgono Cortina d’Ampezzo anche per la varietà di altri sport invernali ed eventi: sci alpino, sci nordico, fondo, lo Snowpark di Faloria, escursioni con le “Ciaspe”, “Slittata” con cena nei rifugi, slittino, pattinaggio su ghiaccio, curling, arrampicata su cascate di ghiaccio ed altro ancora. Anche lo sci di fondo a Cortina si avvale di strutture all’avanguardia per permettere a ogni tipo di sciatore, dall’amatore al più esperto, di poter percorrere quasi 70 km Novembre 2019

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di piste. Grazie all’innevamento all’interno del Parco Naturale delle Dolomiti d’Ampezzo, si potrà godere di piacevoli sciate anche in questo piccolo paradiso. Da non perdere le fantastiche escursioni con le racchette da neve, le celebri ciaspes ampezzane, che consentono di ammirare in tutta tranquillità il meraviglioso panorama delle Dolomiti. In particolare, merita una visita la località Guargné, nella quale è possibile percorrere una pista slittini di oltre 1 chilometro: per gli amanti dello snow bob, una tappa irrinunciabile. Se decidete di trascorrere le vostre vacanze invernali a Cortina, e durante un giro in centro vi viene un improvvisa voglia di pattinare, non allarmatevi: alla fine del Corso Italia, imboccando Via del Castello e proseguendo per circa 500 metri, troverete il suggestivo Stadio Olimpico del Ghiaccio, una delle strutture più utilizzate dai turisti in visita a Cortina. E per gli amanti del relax in questo ambiente straordinario, soprattutto nelle calde giornate di febbraio e marzo, ci si può godere il sole sulle terrazze dei rifugi.

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[ s tile ita liano ]

“BARBACK GAMES”

ITALIA CONTRO SERBIA ALLA FINALE DI BERLINO

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Si è conclusa a Berlino, con grande successo, la finale internazionale dei “Barback Games” firmata Fernet-Branca: 14 nazioni europee hanno combattuto per il titolo di miglior barback in una serata a base di Fernet, pizza e festa. Conosciuti anche come “runner”, i barback ricoprono un ruolo fondamentale all’interno dei locali notturni e i bar più frequentati e in voga. Il loro compito, infatti, è di assistere il lavoro dei barman permettendogli di svolgere al meglio la loro funzione, occupandosi del rifornimento di ghiaccio e alcolici e di tenere sempre in ordine la postazione bar. Dopo le tappe intermedie nei rispettivi Paesi, l’ultimo atto della gara si è svolto l’8 ottobre a Berlino, in occasione del “Bar Convent”, vera mecca dei fan della mixology. Barback da tutta Europa si sono misurati in gare a eliminazione diretta, tra cui spremere più limoni possibili in un minuto, trovare oggetti da bar all’interno di una piscina piena di palline, la classica competizione a colpi di shaker e la corsa tra i pneumatici esausti traportando fusti di birra. Una volta superate queste originali prove l’ultimo confronto è stato tra Serbia e Italia, con il giovane concorrente Kerim Amor, di Comiso, in provincia di Ragusa, che il 24 settembre a Roma si è aggiudicato il titolo di primo Barback italiano. Dopo una sfida mozzafiato davanti a un folto pubblico internazionale, il vincitore europeo è stato il serbo Nemanja Milosevic. In occasione del Bar Convent di Berlino è stato inoltre emesso il coin “Berlin 2019” in una edizione speciale di soli 150 pezzi. Questo coin si aggiunge agli altri in edizione limitata dedicati ai membri della bartender community a testimoniare la comunione di valori tra loro e Fernet-Branca.

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Lanciati nel 2007 a San Francisco, i “Barback Games” sono subito diventati un fenomeno negli USA, arrivando poi anche in Europa. Obiettivo del gioco è dimostrare di essere cruciali per il funzionamento del locale e i coraggiosi concorrenti si sfidano mettendo in mostra le abilità che tutte le sere gli permettono di garantire alla clientela divertimento e cocktail impeccabili. L’esordio italiano dei “Barback Games”, grazie a Branca, si è tenuto il 23 e 24 settembre in occasione della prima edizione del “Roma Bar Show”, presso il Palazzo dei Ricevimenti e Congressi a Roma.

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[ s tile ita lia no ]

L’APERITIVO SENZA ETICHETTA

CAMPARI SODA A cura di Carlo Kauffmann

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Ci siamo abituati da tempo a vivere in una società che parla di noi attraverso le etichette che volenti o meno ci contraddistinguono. La nostra auto, la nostra abitazione, i nostri abiti, il nostro telefonino, il nostro televisore, persino il nostro lavoro, tanto che sempre più spesso vorremmo uscire da queste convenzioni per tornare ad essere solo noi stessi. Ogilvy, nuova agenzia pubblicitaria di Campari, ha immaginato la nostra vita senza etichette per ricordarci che Campari Soda è da oltre ottant’anni anni senza etichette e resta un prodotto cult per l’appuntamento con l’aperitivo. Campari Soda nasce nel 1932 durante l’esplosione del movimento futurista, da una geniale intuizione di Davide Campari, che si rende conto che il pubblico ama consumare il Campari con il selz, ma non in tutti i bar lo sanno servire nel modo giusto. Decide così di realizzare una bottiglietta che contenga la bevanda già pronta e imNovembre 2019

bottigliata. Nasce così il primo aperitivo già pronto della storia: il flacone, come veniva chiamato, ha la forma di un calice rovesciato. L’ideazione della bottiglia si deve a Fortunato Depero, che grazie a questo nuovo prodotto ha l’occasione di creare la sua opera più significativa per l’azienda milanese. La forma conica è distintiva dell’opera di Depero per Campari già dalla metà degli anni Venti: l’artista la disegna in un bozzetto nel 1925, “Pupazzo che beve il Campari Soda”. Il Campari Soda cui fa riferimento il titolo è naturalmente quello preparato dai baristi dell’epoca e non il prodotto che giungerà sul mercato sette anni più tardi. Il pupazzo sorseggia un aperitivo da una bottiglia che sembra avere proprio i tratti della bottiglia di Campari Soda. Lo schizzo diventerà nel 1926 un modello in legno verniciato in bianco e nel 1927, con “China su cartoncino” ritorna la forma conica in un manifesto pubblicitario del

Campari Soda. Davide Campari spoglia la bottiglia, creata da Depero, dell’etichetta per far risaltare la particolare tonalità di rosso del prodotto attraverso il vetro, e fa stampare a rilievo il nome del marchio e della ditta: “Preparazione Speciale, Davide Campari & C. Milano - Campari Soda”. L’agenzia di pubblicità Ogivly ha realizzato uno spot televisivo molto intrigante che immagina un incontro fra amici e amiche, in piena libertà a volte senza appuntamento, se non quello di ritrovarsi nel solito bar da loro frequentato, per gustare insieme un aperitivo… senza nessuna particolare etichetta, proprio come il loro Campari Soda, dal 1932 senza etichetta!

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UN’OASI DI BENESSERE IN VALLE IMAGNA

VILLA ORTENSIE

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Il panorama termale della Lombardia conta circa quindici località termali per un totale di oltre venticinque stabilimenti o centri termali annessi a strutture ricettive. Quando si pensa alle terme lombarde è facile pensare subito a località come Bormio e Sirmione, che prima ancora che centri termali sono splendide località turistiche visitate ogni anno da milioni di persone, oppure Boario e San Pellegrino, la cui fama persistente da centinaia di anni è oggi trainata da notissimi brand commerciali legati alle acque minerali da bere. Tuttavia la maggioranza degli stabilimenti è rappresentata da piccoli complessi, so-

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litamente dediti in prevalenza alle cure termali, che sorgono in piccoli paesi - spesso quasi sconosciuti della campagna o della montagna lombarda. Ad esempio a Sant’Omobono Terme, a pochi kilometri da Bergamo e a meno di un’ora da Milano, si trova una clinica naturale del benessere e della salute, ospitata in un’elegante residenza gentilizia di fine ‘800: Villa Ortensie. Creata circa trent’anni fa dal signor Angelo Bonomelli (spinto da una grande passione per la medicina naturale) con il principale obiettivo di offrire terapie naturali e cure termali seguiti da uno staff di specialisti, la struttura si

è evoluta proponendo anche servizi per il benessere psico-fisico, con specializzazione in fisioterapia, trattamenti estetici con metodi naturali e con la chirurgia estetica, programmi per il dimagrimento, trattamenti per il benessere del corpo e della mente e programmi antistress. Il clima mite, l’aria pura, un parco di oltre centotrentamila metri quadri e splendide aiuole di fiori ne fanno un piccolo gioiello immerso nella natura incontaminata delle Prealpi Orobiche, nella Valle Imagna, a cinquecento metri d’altitudine. Il fondatore Angelo Bonomelli accoglie con cortesia tutti i suoi ospiti e li intrattiene con interessantissimi racconti. La ricercatezza degli arredi (gli interni sono sfarzosi, pieni di marmi, mobili antichi in legni pregiati e tappeti) contraddistingue le trentasette camere per gli ospiti, dotate di ogni comfort. Il servizio ristorazione, interno della struttura, si basa sui principi di una sana e corretta alimentazione, ben equilibrata, ed ha una cura particolare per i prodotti naturali, locali e di stagione. In questo luogo la suggestiva atmosfera di una villa in perfetto stile Liberty si abbina ai benefici effetti delle tecniche fisioterapiche, delle terapie naturali e alle cure delle acque termali. La villa ospita infatti un centro per le cure termali (convenzionate con il

A pochi minuti in macchina da Sant’Omobono Terme si trova il santuario della Cornabusa, all’interno di una caverna in cui sgorga una sorgente d’acqua. Il santuario, costruito nel corso dei secoli a partire dal ‘500, è unico nel suo genere. Al suo interno si venera una effigie lignea della Madonna che è stata datata alla prima metà del XV secolo. Si può raggiungere comodamente in auto oppure a piedi, ma causa del percorso un po’ impervio, tradizionalmente il santuario resta chiuso in inverno e apre ogni anno al Lunedì dell’Angelo.

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Sistema sanitario Nazionale) basate sulle acque sulfuree delle Terme di Sant’Omobono, tra le acque più antiche e salutari d’Italia. Le proprietà curative e terapeutiche delle sue sorgenti sono state certificate per la prima volta nel 1772, e da allora sono numerose le pubblicazioni sulle qualità e pregi di queste acque. All’interno della Spa e del Thermarium di Villa Ortensie gli ospiti possono effettuare un percorso benefico e rilassante, ben lontano dalla frenesia quotidiana della città. All’esterno, invece, nel biolago, è possibile usufruire del trattamento dell’acqua minerale naturale con cloruro di magnesio, un vero toccasana per il benessere psicofisico. Il tratto distintivo di Villa Ortensie è la continua ricerca del vero benessere tramite metodiche naturali effettuate con l’utilizzo dell’acqua sulfurea delle terme. Questa può essere somministrata per bibita, per uso inalatorio oppure miscelata con una terra incontaminata e ricca di energie vitali per ottenere un caratteristico fango. Quest’ultimo può essere applicato caldo per apportare calore all’interno del corpo e migliorarne la funzionalità (patologie artrosiche e reumatiche) oppure freddo per decongestionare e migliorare la circolazione (patologie infiammatorie) contusioni e traumi locali. Per concludere, intorno a Villa Ortensie le opportunità di svago e relax, oltre allo splendido parco e al biolago, sono molteplici e adeguate ai diversi periodi dell’anno, come i trekking guidati, le passeggiate a cavallo, i sentieri in mountain bike, gli itinerari per biciclette, anche elettriche, nelle vicinanze campi da tennis, minigolf e maneggi. Le montagne della Valle Imagna che circondano la location, completano la preziosa cornice di Villa Ortensie.

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BENVENUTO AUTUNNO! A cura di Evelina Flachi

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Continua l’elenco dei prodotti che in questa stagione compaiono spesso sulla nostra tavola, con le loro principali proprietà. Vi ricordo che consumando frutta e verdura di stagione è possibile beneficiare al massimo del sapore e del valore nutritivo di questi alimenti

CARCIOFO

Il carciofo è un ortaggio con infiorescenza a capolino e squame carnose, che viene consumato crudo o cotto in vari modi prima che giunga a completa fioritura. Vi sono due varietà (con o senza spine) tipiche di zone di produzione ben definite. Hanno un sapore deciso, una buona consistenza, ma forniscono pochissime calorie, solo 22. Contengono cinarina, che svolge un’attività diuretica e stimola la secrezione biliare, oltre a minerali come il ferro e il potassio. Sono ricchi di fibre solubili (inulina) che li rendono particolarmente utili per chi deve ridurre il colesterolo e favorire il lavoro del fegato. Può essere controindicato nei casi di calcolosi urica, se consumato in eccesso crudo.

CICORIA E VERDURE AMARE

Si possono consumare sia cotte che crude e facilitano la funzione del fegato e digestiva. La cicoria, a basso contenuto calorico (10-13 kcal/ 100gr), contiene inulina, fibra prebiotica che contrasta l’aumento dei batteri nocivi e depura il sangue. Le verdure amare facilitano la funzione digestiva e del fegato: sono ortaggi ricchi di minerali, carotenoidi e sostanze antiossidanti (zeaxantina utile al benessere della vista nella rucola) e depurative. Forniscono una buona percentuale di acqua e fibre utili alla diuresi e alla regolarità intestinale.

Tratto dal libro “La dieta del 5” 18

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KIWI

FINOCCHIO

Il finocchio è una pianta ricca di acqua, con poche calorie, povera di grassi ma molto ricca di fibre. Risulta particolarmente interessante a livello nutrizionale, soprattutto grazie al suo elevato contenuto in calcio, potassio, vitamina A e vitamina C. È noto per le sue proprietà digestive - soprattutto se consumato crudo a fine pasto - e depurative per fegato e sangue. Grazie all’anetolo, uno degli oli essenziali che contiene, il finocchio ha la capacità di contrastare la formazione di gas intestinali e di alleviare contrazioni e crampi addominali, aerofagia e flatulenza.

CACHI

Soffice, carnoso e dolcissimo, il cachi ha interessanti valori nutrizionali e proprietà: Non rientra certo tra i frutti a basso tenore calorico: infatti, 100 grammi di cachi forniscono all’incirca 65 kcal. È un frutto molto energetico per la cospicua quantità di zuccheri (12%), per questo è adatto ai giovani e a chi fa sport, mentre è controindicato per i diabetici. Il cachi è ricchissimo di potassio che gli conferisce le spiccate proprietà diuretiche - ma contiene anche altri sali minerali tra cui magnesio, fosforo, calcio e sodio ed è ricco di vitamine A e C. Il cachi acerbo è miniera di tannini, ai quali sono ascritte le note proprietà astringenti: la tipica percezione di avere la “bocca legata” è dovuta proprio alla componente tannica. La quantità di tannini si riduce fortemente durante la maturazione.

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Il kiwi è invece un frutto mediamente calorico (44 kcal per 100 gr), che ha un’azione dissetante, rinfrescante, diuretica e depurativa. È una buona fonte di fibre (16%), di potassio (14%) e di vitamina E (10%). È inoltre ricco di vitamina C, che può favorire le difese naturali dell’organismo contro virus, batteri e agenti chimici. Contiene pectina, una sostanza che dà un appagante senso di sazietà e contribuisce ad abbassare i livelli di colesterolo nel sangue. Se assunto con regolarità, previene la stipsi e favorisce un assorbimento intestinale lento e continuo del glucosio, condizione molto favorevole per chi soffre di diabete, ma può essere controindicato a soggetti con diverticoli intestinali. La vitamina C contenuta può proteggere le pareti vascolari e favorisce l’assorbimento intestinale del ferro (indispensabile per la formazione dei globuli rossi del sangue) e una migliore permeabilità della parete dei capillari, combattendone la fragilità. Se assunta in buona quantità la vitamina C interviene anche nel processo di deposizione del calcio e del fosforo nelle ossa e nei denti.

POMPELMO

Dolce-amaro e salutare: ecco le due principali caratteristiche del pompelmo. Nato per caso dall’incrocio tra l’arancio e il pomelo, conta nel mondo oltre 20 varietà diverse, ma in Italia sono particolarmente diffuse le varietà con polpa rosa (più dolce) e giallo chiaro. È ricco di sali minerali, tra cui potassio e magnesio, fosforo, calcio; contiene una concentrazione elevata di vitamina C, vitamina A e di vitamine del gruppo B. Tra i flavonodi, il più abbondante presente nel pompelmo è la naringenina, che ha attività antiossidante e antitumorale. Cento gr di pompelmo contengono 41 calorie ed essendo ricco di fibre è nutriente e saziante. È un potente drenante: aiuta il corpo a ridurre l’assorbimento di sale, zuccheri e grassi. È ricco di antiossidanti che favoriscono i processi di depurazione del fegato. Oltre che per uno spuntino si riesce ad abbinare perfettamente con molti secondi, per dare quel tocco di amaro, per esempio in alcune insalate.

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MIGLIOR SOMMELIER D’ITALIA ASPI 2019

È Mattia Antonio Cianca il Miglior Sommelier d’Italia ASPI 2019, proclamato a Milano al termine della competizione nazionale di ASPI – Associazione della Sommellerie Professionale Italiana, l’unica associazione italiana membro dell’ASI – Association de la Sommellerie Internationale. Nato a Roma, Mattia Antonio Cianca ha vissuto e lavorato a Melbourne, dove ha approfondito gli studi, iniziato la carriera di Sommelier e conquistato il titolo di Best Sommelier of Australia nel 2017. Rientrato in Italia all’inizio di quest’anno, attualmente è Sommelier presso Alexander Il Gusto Antico di Cortina d’Ampezzo. Nelle semifinali di domenica 13 ottobre, Cianca si è distinto tra i 7 sommelier professionisti candidati al titolo, accedendo alle finali di lunedì 14, all’Istituto Alberghiero Carlo Porta, con Salvatore Castano, Sommelier al ristorante Annabel’s di Londra, e Michele Fazari, Sommelier al Four Seasons Hotel at Ten Trinity Square, Londra. A decretare il vincitore è stata una giuria internazionale, composta dal Presidente ASPI Giuseppe Vaccarini e dai Presidenti delle Associazioni di Sommellerie europee, dai vincitori delle scorse edizioni del concorso e dai giornalisti del settore, con la partecipazione di William Wouters, Presidente dell’associazione sommelier del Belgio, e di Franko Lukez, Presidente dei Sommelier di Croazia, in rappresentanza dell’ASI. Inoltre, è stato assegnato a Salvatore Castano, 29 anni, di Giardini Naxos (Taor-

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mina), Sommelier all’Annabel’s di Londra, il “Premio Fondazione Birra Moretti per la valorizzazione della birra a tavola”, per aver mostrato la conoscenza più approfondita della birra e la capacità di servirla e abbinarla al meglio. Un ringraziamento speciale da ASPI, infine, è dedicato alle eccellenze del beverage, della ristorazione e dell’ospitalità, che in qualità di partner collaborano alle numerose iniziative dell’Associazione della Sommellerie Professionale Italiana in Italia e all’estero: Campari Group, Euro-Toques, Fondazione Birra Moretti, Fresh, Le Soste, Nespresso, Champagne J.H. Quenardel, Rastal, Relais & Châteaux, S.Pellegrino e Acqua Panna, Tenuta Mara.

ASPI si propone come punto di riferimento per la Sommellerie professionale, con l’obiettivo di offrire opportunità di crescita ed affermazione ai Sommelier. Dal 2007, anno della sua nascita, i principali obiettivi di ASPI sono la formazione, a livello professionale, e la diffusione della cultura sul mondo del cibo e delle bevande. ASPI è presente, sul territorio nazionale, con corsi ed attività. Novembre 2019


[ tv da gus ta re ] A cura di Edmondo Conti Eccoci nel pieno della stagione autunnale, col mese di novembre che segna l’arrivo del freddo dopo un ottobre piuttosto mite. E con

l’abbassamento delle temperature faranno irruzione sul piccolo schermo dei clamorosi ritorni e qualche attesa novità.

Già da domenica 20 ottobre è tornato su Rai 3 il programma più interessante, educativo e stimolante della domenica pomeriggio: Kilimangiaro. Condotto per il sesto anno consecutivo dalla bravissima Camila Raznovich, questa trasmissione ha il pregio di mostrare con semplicità e con immagini eccezionali ogni angolo della Terra, offrendo sempre preziosi spunti sulle nostre future mete di viaggio. In studio esperti e personaggi del mondo della cultura riescono sempre a incuriosirci con tante curiosità e informazioni relativi a luoghi lontani ma anche ai meravigliosi borghi della nostra Italia.

Rimanendo in casa Rai, da sabato 16 novembre, in prima serata su Rai 1, un nuovo grande show accompagnerà il pubblico per 3 settimane consecutive: Una vita da cantare, con la conduzione della bravissima e bellissima showgirl Bianca Guaccero e la partecipazione straordinaria del cantautore Enrico Ruggeri. Si tratterà di uno spettacolare racconto in musica dei dorati anni ‘70 e ‘80 attraverso le canzoni italiane più popolari ed emozionanti e i luoghi che ne hanno fatto da sfondo.

Da giovedì 7 novembre su Canale 5, subito dopo Striscia la notizia, farà il suo ritorno “Adrian” e diventa Adriano ma stavolta con un mega show in grande stile fatto da meravigliosi duetti tra cantanti famosissimi e il mitico Molleggiato e da incontri molto attesi. Tra gli ospiti della prima puntata Ligabue, Gerry Scotti, Paolo Bonolis, Maria De Filippi e il giornalista Enrico Mentana. A seguire torneranno i nuovi episodi del cartoon Adrian. Per quanto riguarda le serie sono 2 i titoli che desidero consigliarvi:

Dal primo novembre su Sky Atlantic, partirà Caterina la Grande che è coprodotta dall’americana HBO e si svilupperà in 4 episodi. Interpretata dal premio Oscar Helen Mirren, questa miniserie è incentrata sulla figura di Ekaterina II Alekseevna, l’imperatrice di Russia conosciuta come Caterina la Grande, che regnò dal 1762 fino alla morte diventando uno dei più importanti esempi di dispotismo illuminato.

Dal 17 novembre su Netflix sarà finalmente disponibile la terza stagione di The Crown, serie tv incentrata sulla vita di Elisabetta II e sulla famiglia reale britannica. A partire da questa stagione il ruolo della Regina sarà interpretato da Olivia Colman, l’attrice che proprio quest’anno si è aggiudicata il premio Oscar con il film “La Favorita”.

Ce n’è davvero per tutti i gusti. Ci ritroveremo qui a dicembre per il mese più bello e magico dell’anno e per trascorrere delle Feste tutte da gustare. Novembre 2019

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LIBRI A cura di Valerio Consonni

CAPOLAVORI RUBATI Luca Nannipieri Skira editore

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CAPOLAVORI RUBATI

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Attraverso la narrazione e la spiegazione giudiziaria dei furti, l’inquadramento storico e lo stile delle opere in questione, la disamina sulle misure museali di sicurezza, il libro di Luca Nannipieri affronta il grande tema dell’arte nel suo rapporto con la complessità del male. Nannipieri, bravo critico d’arte, scrive su settimanali e quotidiani nazionali, oltre ad aver condotto la rubrica ‘SOS Patrimonio Artistico’ e ora “Capolavori Rubati” del Caffè di Rai 1. Il libro ci racconta - attraverso casi di furti, saccheggi, requisizioni, mercato nero, sequestri… - che è molto sbagliato pensare che l’arte spinga al bene e alla giustizia. Solo un’interpretazione moralistica, dunque non veritiera della storia dell’arte, può trasformare la bellezza in una specie di ‘purificatore di anime’. “Forse - scrive l’autore - il male ha abbracciato la bellezza molto più a lungo del bene”. La rapina di un’opera è stata per millenni la forma più consueta di appropriazione, di esibizione, di conquista di potere di un popolo rispetto a un altro, di un colonizzatore rispetto ai colonizzati. Ora la domanda che sorge è: perché? Perché l’arte ispira violenze, rappresaglie, furti, al pari della meraviglia e un senso di condivisione. I monumenti artistici non sono immobili, non sono passivi: in loro coesistono tensioni, forze, che noi andiamo ogni volta a innescare. Le opere artistiche raggrumano, in se stesse, una pluralità di valori che non sono affatto inermi, anzi suscitano sentimenti di riconoscimento, identificazione, affetti, memorie, tutti fattori assai diversi nel tempo e tra gli stessi fruitori. Questa complessità invisibile, motiva gesti e azioni che possono essere opposti: dalla cura più rigorosa al desiderio di possesso, di rapina. “La bellezza è l’inizio del tremendo” scriveva Rainer Maria Rilke. Come la bellezza, il tremendo è che ci scuote! L’arte non incarna un valore inoffensivo, in essa sono depositate strutture inconsce, profonde, che vanno a toccare realtà interne di chi osserva. Se guardiamo alla base di questi conflitti tra cura meticolosa, vandalismo, ruberia, vediamo quanto potere gli uomini conferiscono a questi oggetti, le opere d’arte, apparentemente secondari per l’esistenza di ciascuno di noi. Nannipieri si addentra nella ricostruzione di alcuni dei più clamorosi colpi messi contro capolavori: dalla “Natività” di Caravaggio a Palermo, a furti di quadri di Vermeer, Degas, Manet all’Urlo di Munch a Oslo… L’Interpol stima che ogni anno il traffico illecito di beni culturali produce un profitto superiore ai nove miliardi di dollari USA. Dopo armi, droga e tratta di esseri umani, il contrabbando di opere d’arte è ancora il più proficuo dei commerci criminali. Un libro dotato di “artigli”, quasi un giallo avvincente, ma soprattutto anche una preziosa guida per un giovane che abbia voglia di addentrarsi in questo meraviglioso mondo di magie! Novembre 2019


[ libri ] L’INQUIETUDINE DELLE ISOLE Silvia Ugolotti ci conduce in un viaggio da sogno, in una natura incontaminata, tra lembi di terra spazzati dal vento o infiammati dai vulcani, alla scoperta “dell’inquietudine delle isole”. Isole per tutti i gusti, ognuna unica a modo suo. Questo libro è davvero un viaggio nella bellezza, scritto dall’autrice con un linguaggio che riesce a farci provare una serie di emozioni pagina dopo pagina.

VETRINA

Silvia Ugolotti (Ediciclo)

LA MATTINA DOPO

Quando si perde un genitore, un compagno, un figlio, un lavoro, una sfida decisiva, quando si commette un errore, quando si va in pensione o ci si trasferisce, c’è sempre una mattina dopo. Un senso di vuoto, che ci prende quando ci accorgiamo che qualcosa o qualcuno che avevamo da sempre, improvvisamente non c’è più. “Il giorno dopo finisce quando i conti sono regolati, e ti fai una ragione delle cose e finalmente puoi provare a guardare avanti”. Mario Calabresi (Mondadori)

TACCUINI DI UNA DONNA TIMIDA

Tra il 1955 e il 1965 Orsola Nemi raccoglie bozzetti, pensieri che documentano una vita trascorsa in grandi case zeppe di libri e di gatti, aperte su giardini e orizzonti nei quali la fantasia ha spazio per correre ed esprimersi. Curiosa, sempre incantata dalla natura, osserva avvenimenti del mondo vegetale e animale, che paragona a quello degli uomini e su cui fa riflessioni profonde, commentandoli e interpretandoli. Orsola Nemi (Bompiani)

COME STAI?

La storia è quella di un gruppo di quindicenni, alle prese con i giudizi degli altri e con le prime considerazioni su se stessi. Guardarsi dentro non è facile, soprattutto per Gioia, che è stata abituata ad essere felice, ad osservare il mondo sempre positivamente. Adesso è diverso: ha quindici anni e la vita le mette davanti i primi ostacoli. Gioia ha deciso che, per la prima volta, vuole capire davvero che cosa c’è dentro di lei. Valeria Vedovati (Rizzoli) Novembre 2019

TRE DELITTI E UN AFFRESCO DI LEONARDO

In un castello sull’Adda si scopre un importantissimo affresco di Leonardo. L’architetto Giulia Viani, amica d’infanzia di Nora, proprietaria della storica dimora, viene coinvolta in un’oscura trama fatta di molti personaggi, atmosfere gotiche, decadenza e nobiltà, e continui colpi di scena. Siamo a Milano nel 1981: l’onda emotiva della contestazione del decennio precedente, alcuni fatti storici reali e la cultura di quegli anni si intrecciano alle vita di Giulia e Nora, ex femministe che si ritrovano a fare i conti con la fine della giovinezza ribelle. Una storia di antiche passioni e nuova vita quotidiana dove terrorismo, arte e tradizioni famigliari si fondono con amori e tradimenti, delitti e fantasmi. Giovanna Franco Repellini (Thedotcompany)

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BUONENOTIZIE Da questo numero la collaborazione con il settimanale del Corriere della Sera ci permette di segnalare anche da parte nostra notizie che possono essere pubblicate fra le tante “good news”. Questo mese abbiamo “scoperto” un sistema di robot-colleghi ideato per salvare vite umane. Carlo Kauffmann

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PROGETTO FREEBIRD

Sembra l’inizio di una barzelletta… ‘Cosa ci fanno un ingegnere visionario, un ingegnere che parla solo in codice binario e un ingegnere saggio seduti a un tavolo? Semplice. Fanno una rivoluzione tecnologica’. È così che tutto è iniziato, attorno a un tavolo di una sala riunioni. Il primo inizia a raccontare di viaggi spaziali, il secondo che contorna la fantasia del primo con robot parlanti inserendo nelle frasi delle stringhe di “0” e “1” e il terzo sentendo parlare i primi due dice semplicemente: «Ok, ma iniziamo con qualcosa di fattibile nel breve e che serva adesso a chi ne ha bisogno…». Nasce così, FreeBird, un nuovo concetto per completare le missioni critiche, una diversa filosofia che porta a utilizzare un sistema di robot che collaborano tra di loro, in grado di svolgere un compito multiplo, in completa autonomia. L’Ing. Gabriele Garindo, Capo Progetto con esperienza ventennale nel settore Spazio dove ha progettato e costruito satelliti scientifici, ha unito le sue competenze con quelle del Prof. Ing. Mario Arrigoni Neri, docente universitario del Poli-

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tecnico di Milano in Informatica e CEO della NovaSemantics Srl, società che si occupa di Intelligenza Artificiale applicata alla robotica. I due sono stati poi supportati dalla società Mako Shark dell’Ingegner Federico Bonomelli, con sede a Dolzago (Lecco), specializzata in realizzazione di componenti in fibra di carbonio e materiali balistici, per i settori automotive, aerospazio e militare. La filosofia del progetto FreeBird è quella di usare la sinergia di più robot che possano svolgere compiti multipli nella stessa missione, in ambienti diversi, in aria, in

acqua e in terra. L’Intelligenza Artificiale con la quale opera il sistema FreeBird permette l’identificazione degli obiettivi basandosi sull’unione di hardware che hanno dato occhi e ‘tatto’ al robot, che in futuro, implementandolo con sistemi di rilevamento gas e fumi avrà anche un naso, completando così la completa capacità di riconoscimento dell’ambiente. Ecco la nostra “buona notizia” da segnalare al settimanale del Corriere della Sera, sta nascendo un’opera ingegneristica davvero “futuribile”. Novembre 2019


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