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GERRY SCOTTI

Si racconta in “caduta libera” GOLD BLEND

Neri Christmas Party OLIO DI PALMA

Anno 6 - Dicembre 2016 • Periodico di Cultura e Società

Ferrero controcorrente


STORIA & LEGGENDA

IL TEATRO ALLA SCALA A cura di PAOLO MINOTTI

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nche Milano, così innovativa, all’avanguardia, razionale, concreta, poco incline a perdersi nelle nebbie dell’intangibile, ha i suoi scheletri nell’armadio. Tra inquietanti passioni e omicidi sepolti dalla polvere del tempo, anche la storia del Teatro alla Scala si confonde con la leggenda. Il tempio della lirica che tutto il mondo ci invidia nacque a seguito di un incendio divampato la notte di carnevale del 1776 (il 26 febbraio) ai danni del Regio Ducal Teatro, detto “il Teatrino”, che ai tempi sorgeva più o meno dove oggi si trova Palazzo Reale. Dolo o colpa? Non ci sarà mai dato saperlo, ma ecco che la leggenda accorre in nostro aiuto. Essa narra la vicenda di due amanti, Maria Beatrice Ricciarda d’Este e Giacomo Sannazzari: lei moglie del governatore austriaco della Lombardia, l’Arciduca Ferdinando, e lui rampollo di una delle famiglie meneghine più in vista dell’epoca. Quella sera di festa, approfittando del cancan della confusione carnevalesca, i due si diedero appuntamento per incontrarsi, ma la cattiva sorte ci mise lo zampino e l’incontro amoroso non avvenne.

TRA STORIA E LEGGENDA L’Arciduca scoprì il tradimento e per vendicarsi legò e rinchiuse il giovane proprio nel luogo dove aveva appuntamento con Maria Beatrice. Poi, aiutato da un servitore, al termine dei festeggiamenti del carnevale appiccò il fuoco. “Il Teatrino” finì anch’esso in un cumulo di ceneri. Peccato che poche ore dopo Ferdinando ebbe la terribile notizia dello scambio di persona: un amico del giovane Sannazzari per fargli uno scherzo e per godere dei favori dell’arciduchessa si era sostituito a lui. Uno scherzo che gli costò la vita: fu legato, rinchiuso e arso vivo! Fu forse per mettere a tacere la coscienza che l’Arciduca giocò un ruolo determinante nella costruzione del nuovo teatro? Il Teatro Alla Scala sarebbe sorto sull’attuale via Manzoni dalle macerie della

chiesa pericolante di Santa Maria della Scala, demolita per fargli posto e da cui prese il nome. Ad oggi molti raccontano aver avvertito la presenza di uno spettro aggirarsi inquieto nel prestigioso Teatro, ancora in cerca della pace a lui strappata da una sorte un po’ beffarda. Altri lo identificano come il fantasma di Maria Callas, intenta a spaventare gli ignari spettatori per vendicarsi dell’episodio in cui un gruppo di loggionisti la fischiò per aver steccato. Ecco la storia del tempio della lirica che tutto il mondo ci invidia. Il Teatro alla Scala fu costruito in due anni e venne inaugurato il 3 agosto 1778, 238 anni fa. Quando iniziò la costruzione, dalle fondamenta emerse l’immagine di Pilade, un mimo dell’antica Roma. Fu considerato di buon auspicio. 24oreNews

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24 orenews.it

Milano Periodico di Cultura e Società

Anno 6 - Dicembre 2016

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PERSONAGGIO

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Gerry Scotti si racconta: in “caduta libera”

GIROMILANO

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ARTE E CULTURA

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Teatro alla Scala: si apre la nuova stagione scaligera Madama Butterfly Romeo e Giulietta

SPETTACOLI

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NATALE SOTTO L’ALBERO

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Design: breve vademecum I consigli di Marina Mazzolari Beauty: profumo di Natale Fashion: Natale alla moda Ferré e Comte, dettagli

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Piacere al femminile?

COME STAI?

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I rimedi dell’omeopatia Sonno e dolore: il riposo del guerriero

ERBARIO MAGICO

MILANO SI RACCONTA

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Gold blend Christmas party Ferrero difende il “demone” olio di palma Sport movies & TV 2016

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24oreNews

Dicembre: i concerti Dicembre: i teatri Dicembre: le mostre

IL SESSUOLOGO

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FASHION

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Milano da scoprire

Il vischio La grolla valdostana e la coppa dell’amicizia

TRADIZIONI Capodanno con… il botto!


AUGURI DAL SINDACO GIUSEPPE SALA In copertina: Gerry Scotti

Dicembre Direttore Responsabile Dario Bordet Direttore Editoriale Alessandro Trani Art Director Patrizia Colombo Photo Editor Nick Zonna Impaginazione Milano Graphic Studio S.r.l. Hanno collaborato Patrizia Colombo Stefano De Angelis Marica De Bonis Gabriella Fiumani De Simone Paolo Mariconti Marina Mazzolari Luca Medici Angela Minutillo Bertanza Media Partner

Mi fa piacere poter augurare un buon Natale e un felice anno nuovo a tutti i lettori di Milano 24orenews con un’ottima notizia. Pubblicità, Promozione & PR Le Roy Advertising - Milano Dante Colombo Carlo Kauffmann Edizioni Le Roy srl - Milano, viale Brianza, 24 telefono: 3774695715 e-mail: redazione@le-roy.it redazione@24orenews.it online: www.24orenews.it Stampa Bieffe Industria Grafica (Recanati - MC) Periodico mensile Reg. trib. di Milano n. 321 del 10/06/11 N° iscrizione ROC: 22250 Distribuzione Gratuita Desideriamo informarLa che i suoi dati personali raccolti direttamente presso di lei o fornitici saranno utilizzati da parte di “24orenews.it Milano” nel pieno rispetto dei principi fondamentali dettati dalla direttiva 95/46/CE e dal D.lgs. 171/98 per la tutela della Privacy nelle Telecomunicazioni e dalla direttiva 97/07/CE e dal d.lgs. 185/99 Eventuali detentori di copywriting sulle immagini - ai quali non siamo riusciti a risalire - sono invitati a mettersi in contatto con: Le Roy srl

Pochi giorni fa l’Osservatorio permanente della Qualità della Vita ha attestato un miglioramento importante della nostra città che vede crescere in positivo tutti i dati presi in considerazione (ambientali, civili, economici e sociali). Milano è capofila dello sviluppo del Paese, con il tasso di occupazione, le presenze negli alberghi, i passeggeri dei mezzi pubblici e il traffico aeroportuale in crescita e con le attività commerciali in ripresa. Il 2016 è stato dunque un anno importante e Milano ha saputo capitalizzare al meglio la visibilità e la credibilità acquisite durante Expo. Una strada sulla quale dobbiamo proseguire dando tutti il nostro contributo per renderla sempre più aperta, accogliente, bella e internazionale. Giuseppe Sala 24oreNews

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IL PERSONAGGIO

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attatore televisivo, volto amato dagli italiani e professionista indiscusso, Gerry Scotti ha rilasciato questa esclusiva intervista per i lettori di “Milano 24orenews” dove si racconta e ci racconta tante novità. Un personaggio televisivo poliedrico, un “amico” che tutti amiamo ma soprattutto una personalità capace di catturare le simpatie di grandi e piccini. Sono stato nel camerino di Gerry presso gli Studi Mediaset di Cologno, un camerino ricco di oggetti, un divano bianco e lui, il grande conduttore che chiacchiera con me con la solita voce rassicurante con la quale in tanti anni ci ha abituato in TV... Ecco cosa ci ha detto. La stagione in corso ti ha visto protagonista di due grandi successi, “Caduta Libera” e “Tù Sì Que Vales”. Come riesci a mettere d’accordo tutta la famiglia? Deriva molto da quello che sono diventato per gli italiani, cioè uno di loro! Evidentemente anche se faccio due cose completamente diverse, una è una grande prima serata del sabato sera e l’altro è un preserale quotidiano da consumarsi quasi come fosse una sana abitudine, il DNA che ritrovano nel personaggio è lo stesso. Io penso che quando entro in TV la gente mi batte le mani perché mi riconosce come Gerry Scotti. Il mio modo di fare è così, semplice e diretto e la gente trova in me in realtà quello che vorrebbero trovare in Gerry, il mio modo di essere è un po’ un marchio di fabbrica.

GERRY SCOTTI SI RACCONTA

IN “CADUTA LIBERA” Intervista a cura di LUCA MEDICI

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IL PERSONAGGIO A fianco: Gerry Scotti con Luca Medici durante l’intervista

Hai altre sorprese per il tuo pubblico? Nel mese di dicembre ci sarà una novità in prima serata, “Little Big Show”, un programma divertente per tutta la famiglia dove parteciperanno tanti bambini che verranno a fare ciò che sono capaci. Non ci saranno giudici e l’ingrediente principale sarà il puro divertimento, quello che sanno regalare i bambini... Nessuna parolaccia, e se la diranno sarà come la dicono i bambini, dunque genuina e sempre divertente. Hai iniziato in Mediaset nel 1984 con “DJ Television”, da allora hai condotto decine di programmi, quale ti piacerebbe condurre oggi? Ti do un dato di redazione: pare che da calcoli precisi io abbia fatto nella mia carriera 6.000 ore di preserale e 600 ore di prima serata (un record da vero mattatore televisivo, ndr). Tornando alla domanda, parlando di preserale, c’è una trasmissione che ha segnato tutto il mio gruppo di lavoro che è stato bellissimo, un gioco di parole, “Passaparola”. Ha creato un mondo e una suggestione mai visti prima. Come gioco è stato un capostipite! Devo dire che sono molto affezionato anche al “Gioco dei Nove” che è stato il mio primo esordio nel mondo dei quiz. Ti abbiamo ammirato per anni nella sitcom “Finalmente soli” con Maria Amelia Monti, non hai voglia di tornare alla recitazione? La sitcom è un prodotto meraviglioso a grandissima diffusione, ma abbiamo solo un grosso problema, che non è un prodotto facile da piazzare sui mercati internazionali. Detto questo io ce l’ho nel cuore e prima o poi mi piacerebbe tornare a rifare una sitcom, è una domanda che mi fanno in molti. Con Maria Amelia è stata una accoppiata perfetta. 8

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Il nostro magazine si chiama “Milano 24orenews”, in quale modo la città di Milano ha influito sulla tua carriera e che opportunità ti ha dato? Io devo tutto a Milano, non fosse altro che è stata la capitale televisiva d’Italia. Solo quando Milano ha smesso di rivestire il ruolo di capitale cinematografica che aveva negli anni precedenti, Roma è salita agli onori della cronaca. Devo tanto a Milano, come studente prima, come pubblicitario poi... anche per il mondo delle radio, non me ne vogliano gli altri, ma le radio professionali sono nate tutte a Milano. Infine è arrivata la grande televisione, insomma, sono grato a questa città e, come si dice, “Milan l’è on gran Milan”! Come si festeggia il Natale e quali sono le tradizioni in casa Scotti? Sono una persona molto tradizionale che ci tiene alla famiglia unita, io e la mia compagna abbiamo tre figli che sono sempre in giro per il mondo, ma li richiamiamo rigorosamente per il Natale. Non ho più la fortuna di avere una mia famiglia (si riferisce ai suoi genitori, ndr), ma per fortuna lei ha ancora i suoi genitori e i suoi fratelli, dunque sarà una Vigilia e un Natale all’insegna della casa, vado anche alla S.S. Messa di mezzanotte. A me piace il Presepe mentre a Gabriella piace più l’albero, ma cedo volentieri su questa cosa (sorride, ndr). Per quanto riguarda la tavola invece amo la tradizione, i ravioli in brodo e il cappone ripieno sono fra i miei piatti preferiti, ma ritengo che il Natale sia l’apoteosi del consumismo alimentare. Penso che sia meglio fare qualcosa in meno, ma più di qualità. Godetevi un Natale da Gourmant, invece di mettere a tavola venti cose, mettetene dieci, ma scegliete solo la qualità. Siamo sinceri, ormai è Natale tutto l’anno, concentriamoci solo sulle cose più buone da condividere con le persone che amiamo! Buon Natale a tutti i lettori di “Milano 24orenews”. Spero che questa intervista abbia sottolineato una volta di più la vera indole genuina di Gerry Scotti, una persona che l’Italia ama e che adesso conosciamo un po’ di più. Un augurio a Gerry per tutte le novità che bollono in pentola e un grazie per la sua gentilezza che ha regalato ai nostri lettori... sempre con il sorriso che lo contraddistingue!


ARTE E CULTURA

SI APRE LA NUOVA STAGIONE SCALIGERA

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a Stagione 2016/2017 della Scala si apre con la prima versione di ‘Madama Butterfly’. L’opera, dopo ‘Turandot’ e ‘La fanciulla del West’, segna una tappa fondamentale del progetto pucciniano di Riccardo Chailly, che dal 1° gennaio assumerà la carica di Direttore Musicale, confermando il disegno di riportare al Piermarini le opere che hanno avuto qui la prima rappresentazione assoluta. Seguiranno altri 14 titoli d’opera, che alternano grandi classici (Don Carlo diretto da Chung con Furlanetto, Don Giovanni diretto da Järvi con Hampson, Nabucco diretto da Santi con Nucci, Falstaff diretto da Mehta con Maestri), capolavori del belcanto (Anna Bolena diretta da Campanella e La gazza ladra diretta da Chailly con la regia di Salvatores), il grande repertorio tedesco (Der Freischütz diretto da Chung, Hänsel und Gretel diretta da Albrecht, Die Meistersinger von Nürnberg diretti da Gatti con Volle, Die Entführung aus dem Serail diretto da Zubin Mehta riprendendo la regia di Strehler nel ventennale della sua scomparsa) ma anche riscoperte barocche (Tamerlano di Händel diretto da Fasolis con Domingo) ed una prima mondiale del più celebre compositore italiano in attività: Salvatore Sciarrino (Ti vedo, ti sento, mi perdo). Balletto. Per gli amanti del balletto, la stagione si amplia a 7 titoli e molte novità. Apre la stagione Romeo e Giulietta di MacMillan con Roberto Bolle, Misty Copeland, Alessandra Ferri e Herman Cornejo. A se-

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guire, una serie di grandi titoli e coreografi: Balanchine con Sogno di una notte di mezza estate e Symphony in C, Ratmansky con la ripresa del Lago dei Cigni che esordirà a fine giugno 2016, Tetley e Fokin nella Serata Stravinskij (Le sacre du printemps / Petruška) diretta eccezionalmente da Zubin Mehta e il Progetto Händel con Svetlana Zakharova e Roberto Bolle. Concerti. La stagione sinfonica è una rassegna ideale dei più grandi direttori e solisti d’oggi: Riccardo Chailly inaugura con Benjamin Grosvenor al pianoforte (musiche di Brahms e Liszt) e fa il bis con Anne-Sophie Mutter al violino (musiche di Brahms), Christoph von Dohnányi omaggia il 225° anniversario della morte di Mozart col suo Requiem, Zubin Mehta e Paarvo Järvi riprendono il dialogo con Mahler (Quinta e Settima sinfonia), Georges Prêtre dirige una serie di suoi cavalli di battaglia e Bernard Haitink chiude grandiosamente con la Missa Solemnis di Beethoven. Torna a dirigere nel Teatro di cui è stato Direttore Musicale per 19 anni Riccardo Muti, con due concerti con la Chicago Symphony. Piccoli all’opera. Si rinnova l’apertura della Scala verso i giovanissimi, con le “Grandi Opere e Concerti per più Piccoli” (quest’anno con la new entry de Il ratto dal serraglio per i bambini e la ripresa del successo della Cenerentola) che porterà alla Scala decine di migliaia di bambini con i loro genitori a scoprire opere del grande repertorio in forma ridotta con i musicisti dell’Accademia.


MADAMA BUTTERFLY di Giacomo Puccini Direttore Riccardo Chailly Regia Alvis Hermanis Versione originale Milano 1904 Dal 10 dicembre 2016 all’8 gennaio 2017

D In alto: il manifesto della prima rappresentazione il 17 febbraio 1904 alla Scala; sopra: Riccardo Chailly; a destra: il soprano Maria José Siri

edicata alla regina d’Italia Elena di Montenegro, l’opera è definita, da Puccini stesso, una tragedia giapponese. La prima rappresentazione ebbe luogo alla Scala il 17 febbraio 1904, con grande attesa di tutti: fu un totale insuccesso, con le parole di Puccini "un vero linciaggio". La clamorosa caduta della Butterfly portò all’interruzione immediata delle rappresentazioni e a una serie di tagli radicali e revisioni, che resero l’opera più proporzionata e alleggerita. Le maggiori modifiche vennero fatte sul primo atto mentre il secondo, eccessivamente lungo, venne suddiviso negli attuali secondo e terzo atto. Puccini riportò così la stesura all’originaria concezione dei tre atti ed è in tale versione che oggi l’opera si rappresenta. A distanza di poco più di tre mesi, il 28 maggio 1904 la nuova Madama Butterfly venne rappresentata al Teatro Grande di Brescia, conquistando il successo che l’avrebbe poi accompagnata sempre e in tutto il mondo. Dopo Turandot e La fanciulla del West Riccardo Chailly prosegue nel percorso di rilettura critica delle opere pucciniane proponendo per il suo secondo 7 dicembre da Direttore Principale la prima versione scaligera: la regia è di Alvis Hermanis e il cast ruota intorno alla Cio-Cio San di Maria José Siri, soprano emergente sui maggiori palcoscenici internazionali.

MADAMA BUTTERFLY: APPUNTAMENTI

3 Dicembre: 7 - ore 18:00; 10, 13, 16, 18, 23 - ore 20:00 3 Gennaio: 3 - ore 20:00, 8 - ore 15:00 24oreNews

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ARTE E CULTURA

ROMEO E GIULIETTA Direttore Patrick Fournillier Coreografia Kenneth MacMillan Musica Sergej Prokof’ev Etoile Roberto Bolle Dal 20 Dicembre 2016 al 19 Gennaio 2017 Durata spettacolo: 2 ore e 53 minuti inclusi intervalli

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a stagione di balletti si inaugura con un classico della coreografia sulle immortali note di Prokof’ev dirette da Patrick Fournillier: Romeo e Giulietta di Kenneth MacMillan, in repertorio alla Scala da molti anni, ha visto alternarsi protagonisti indimenticabili e appassionati. MacMillan tratta la vicenda con profonda attenzione alle relazioni umane, lirismo e tensione psicologica, senza dimenticare i momenti di humour, attraverso le dinamiche e le emozioni del ballet d’action. Protagonisti delle prime recite Roberto Bolle e Misty Copeland, 34 anni, la prima Principal afroamericana dell’American Ballet Theatre di New York. Saranno per la prima volta insieme in questo balletto alla Scala, nell’allestimento appositamente realizzato per la Scala nel 2010 da Mauro Carosi e Odette Nicoletti, portato di recente anche in tournée in Giappone. La rappresentazione del 31 dicembre sarà una serata di Gala che vedrà l’atteso ritorno alla Scala di Alessandra Ferri (l’étoile 53enne che tre anni fa decise di riprendere a danzare dopo l’addio alle scene

del 2007) come Giulietta accanto al Romeo di Herman Cornejo, Principal dell’American Ballet Theatre, anche lui al debutto scaligero.

ROMEO E GIULIETTA: APPUNTAMENTI

3 Dicembre: 20, 21, 29, 30 - ore 20:00; 31 - ore 18:00 3 Gennaio: 5, 13 (+ 14:30), 19 - ore 20:00; 15 - ore 15:00

ALTRI APPUNTAMENTI DICEMBRE

3 2 - ore 18:00 | Prima delle Prime: “Madama Butterfly” | Enrico Girardi: “La prima versione” 3 3 - ore 18:00 | 225° anniversario della morte di Mozart | Al Pianoforte: Maria João Pires 3 4 - ore 18:00 “Madama Butterfly” | Anteprima dedicata ai giovani 3 5, 16 - ore 11:00, 14 - ore 15:00 | “La Cenerentola per i bambini” (riservato alle scuole) 3 5 - ore 18:00 | Presentazione del I volume dell’Epistolario Pucciniano (a cura di Gabriella Biagi Ravenni e Dieter 3 7 - ore 18:00 | Proiezione in diretta della Prima di Madama Butterfly su maxischermo in Galleria V. Emanuele II 3 10 - ore 17:00 | Presentazione del volume “Luciana Savignano. L’eleganza interiore” 3 11, 14, 15 - ore 20:00 | 225° anniversario della morte di Mozart | Direttore Christoph Von Dohnányi 3 11 - ore 18:00 | Ciclo incontri “Che spettacolo di Museo!” | Madama Butterfly 3 17 - ore 18:00 “Romeo e Giulietta” | Anteprima dedicata ai giovani 3 19 - ore 20:00 | Concerto: Mezzosoprano Anita Rachvelishvili 3 22 - ore 20:00 | Concerto di Natale 3 31 - ore 11:00 e ore 15:00 | La Cenerentola per i bambini Schickling)

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DESIGN

BREVE VADEMECUM Il Natale si avvicina e vi mancano le idee? Servono consigli per non sbagliare il regalo perfetto e il design vi viene in aiuto, con questa personale lista di oggetti che faranno bello il vostro Natale, ma soprattutto felice chi riceverà i vostri doni! A cura di LUCA MEDICI*

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EXCELSA La classica caffettiera, vero oggetto evergreen, ma in colore giallo, per un tocco di allegria. Chicco Color in alluminio farà al caso vostro

ZANOTTA Milo la silhouette della Venere di Milo diventa specchio, un grande classico disegnato nel 1937 da Carlo Mollino. Perfetto per i più vanitosi

POLIFORM Se vi piace il lusso del velluto, la chaise longue Mad sarà un regalo indimenticabile. È un classico da sfoggiare nel vostro living oppure in camera da letto

DOMITALIA Sgabello Bouchon, realizzato con seduta in sughero naturale rigenerato e struttura in tondino di metallo verniciato. Si ispira ai tappi di spumante

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MARIO LUCA GIUSTI Porta bottiglie Antartica un oggetto che sembra scolpito in un unico blocco di ghiaccio, ma realizzato in cristallo sintetico. Si può utilizzare anche come un vaso

HOME DESIGN MONTEMAGGI Per i più giovani, la scritta Love, realizzata in metallo rosso anticato con luci a LED alimentate a batteria, regalo veramente simpatico

VORWERK Multicooker Bimby TM5, racchiude le funzionalità di 12 elettrodomestici. Grazie al suo ricettario elettronico, imposta automaticamente temperatura, passaggio della ricetta e tempo di cottura

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Ph. ART&Photos Giunia Ricci

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GUERLAIN PARIS Néroli Outrenoir Eau de parfum Néroli Outrenoir fa parte della Collezione degli Esclusivi, fragranze per gli appassionati di profumi rari, delicati, realizzati con materie prime nobili e con dettagli raffinati. Si gioca sul contrasto tra la luminosità del néroli e l’oscurità delle note più oscure e misteriose. Un profumo d’eccezione, sempre attuale fresco, molto femminile, tanto toccante quanto sconvolgente, la cui scia più che rara si rivela intrigante.

Sei alla ricerca di idee per i regali di Natale? Ecco per lei cosa mettere sotto l’albero. Grintose, cipriate o dalle note speziate, queste le fragranze da indossare durante le feste. C’è chi ama note dolci e talcate, che probabilmente ricordano l’infanzia e la spensieratezza, chi predilige aromi speziati e pungenti, capaci di catturare l’attenzione e comunicare sicurezza, e chi ama avvolgersi di fragranze floreali, fresche e ispirate alla multidimensionalità della natura. Vienici a trovare, qui scoprirai il regalo giusto per te!


BEAUTY

PROFUMO DI NATALE Dopo le note leggere ed agrumate tipiche dell’estate, con l’autunno abbiamo voglia di accenti più profondi e conturbanti, da “abbinare” ad avvolgenti maglioni e cappotti. Metti, ogni giorno, sotto il naso gli ultimi profumi usciti!

A cura di PATRIZIA COLOMBO

PER LEI

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ZADIG & VOLTAIRE This is Her! Il profumo di una donna libera, ribelle e rock. Creato da note di gelsomino, vaniglia, castagna e legno di sandalo

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ODIN NEW YORK Sunda 01 Una ricchezza esotica di profumi rari, speziati, attira note ricche di bacche di ginepro, foglie di cedro, e speziato di pepe nero

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FASHION

NATALE ALLA MODA Qualche idea per un regalo di Natale super trendy e all’ultima moda? Nessun problema. La lista è lunga! Quel tocco fashion tanto desiderato o gli evergreen sempre vincenti come una bella scarpa o una felpa? Ecco alcune idee regalo da perfette icone di stile da chiedere subito a Babbo Natale

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MONCLER Moncler ha realizzato una collezione dalle silhouette impertinenti, audaci e giovanili con un’attenzione per il dettaglio

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FASHION

FERRÉ E COMTE, DETTAGLI Grandi interpreti tra moda e arte

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questo il titolo di una mostra che esprime il perfetto connubio tra moda e arte, a Parma. In realtà le mostre sono due, entrambe sospese tra passato e futuro e avvolte in un’atmosfera di eleganza, creatività e raffinatezza che si respira grazie a due geniali interpreti: l’architetto-stilista Gianfranco Ferré e un grande maestro della fotografia, Michel Comte. L’occasione è il bicentenario dell’arrivo a Parma di Maria Luigia d’Asburgo-Lorena, già Imperatrice dei Francesi e Duchessa di Parma, Piacenza e Guastalla. Le due esposizioni, inaugurate la sera del 29 settembre nell’antico Palazzo del Governatore che si affaccia su Piazza Garibaldi - nel cuore della città, rimarranno aperte al pubblico fino al 15 gennaio 2017. Il visitatore viene guidato attraverso i suggestivi percorsi espositivi che si snodano su due piani. A cura di ANNAMARIA DE BERNARDINIS

“GIANFRANCO FERRÉ E MARIA LUIGIA: INATTESE ASSONANZE” La mostra di Ferré è allestita al primo piano dello storico Palazzo. Accompagnati dai bozzetti preparatori, sono esposti una sessantina di splendidi capi selezionati dalle collezioni Alta Moda e Prêt-àPorter, frutto di un lavoro di ricerca giocata tutta sui dettagli della storia del costume dell’epoca e volto a individuare “inattese assonanze” tra declinazioni dello stile di Ferré e le passioni, il gusto e i tempi della “Buona Duchessa”.

“NEOCLASSIC” La mostra di Michel Comte è invece ospitata al secondo piano: Neoclassic, curata da Jens Remes in collaborazione con Alberto Nodolini e Anna Tavani, fa emergere le emozioni di un antico passato reinterpretate con rigorosa poesia dall’artista.

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GOLD BLEND CHRISTMAS PARTY «Un canto d’amore, un’anima vicina, un alito di vita»

A cura di ALESSANDRO TRANI

uno dei più attesi appuntamenti che dà il via ai Galà che accompagnano i festeggiamenti nelle serate di fine anno. Parliamo dell’ormai tradizionale Christmas Party della Famiglia Neri, un evento a cinque stelle riservato a una ristretta cerchia di amici e personaggi del jet-set milanese e non solo. Ben 300 persone tra cui vip, imprenditori, personalità e personaggi dello spettacolo hanno sfilato la sera di sabato 26 novembre sul “tappeto rosso” dell’Hotel Principe di Savoia di Milano, dove si è svolto come ogni anno il party. Signori rigorosamente in smoking o abito scuro, mentre le signore sfoggiavano eleganti abiti da sera dalle tinte vivaci, anche se per l’occasione a dominare era il colore rosso. “Gold Blend”, il titolo ispirato al tema scelto per la serata, quest’anno è stato dedicato ai me-

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talli preziosi. I ‘padroni di casa’, Alberto e Paola Neri, con le figlie Federica e Marianna, accoglievano gli ospiti con un caloroso benvenuto invitandoli ad entrare nell’ampio salone dedicato al cocktail-aperitivo. Lì si potevano gustare, accompagnate da bionde bollicine, prelibatezze di ogni genere e gusto della cucina nazionale e internazionale. Poi tutti si sono accomodati ai tavoli, preparati con gran cura con decorazioni ed ele-


Nella pagina a fianco: sopra, Marianna, Paola, Alberto e Federica Neri; sotto: Alberto Neri con Alberto Rusconi; in questa pagina: sopra a sinistra, Alberto e Paola Neri con Dora Invernizzi; a destra: dj Molella, Federica Neri, Dario Sportelli e Raffaello Tonon; sotto: Federica tra i ballerini della agenzia BEA di Milano; Paola Neri con Tania Missoni

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La serata è stata resa ancora più frizzante grazie all’atmosfera di vibrante complicità nata tra Federica e Molella, in un mix perfetto tra musica e moda, un connubio che da sempre cammina a braccetto. Federica, oltre a guidare l’azienda di famiglia (IAN), è da anni una eccellente “fashion stylist”, piena di talento e capace di esprimere attraverso originalissime creazioni la sua grande energia, la sua personalità decisa, frizzante ed il suo temperamento a volte ironico e trasgressivo. Non a caso il marchio C-room da lei creato, a dieci anni dalla nascita continua ottenere apprezzamenti internazionali e a conquistare donne di grande personalità e carattere.

ganti addobbi natalizi, candele, fiori dorati e rose rosse: dopo un breve saluto ai suoi ospiti, papà Alberto ha dato il via alla raffinata e squisita cena. Il menù, magistralmente preparato dai cuochi dell’hotel Principe di Savoia capitanati dall’executive Chef Fabrizio Cadei: Terrina di foie gras con mele al Ferrari Rosè, gel al tè verde e pan brioche caldo; Riso “Gran Riserva” al radicchio trevisano e fonduta di crescenza; Trancio di rombo chiodato al forno in salsa Mediterranea con chiffonade di zucchine croccanti e olive disidratate. La serata, allietata da momenti di spettacolo e di puro divertimento, si è conclusa con quattro piani di 26

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una fiammante torta augurale, seguita dal favoloso buffet di irresistibili dolci e frutta esotica. Federica Neri ha curato la direzione artistica del brillante evento, condotto dal bravo Fabio Marchica e animata anche quest’anno dall’esplosivo dj set di Molella, deejay, produttore discografico e conduttore radiofonico, che si è esibito alla console con la maestria di sempre. Tra avvolgenti effetti speciali e coloratissimi fasci di luci laser, a suon di musica tanti ospiti hanno continuato instancabilmente a ballare in pista fino alle prime ore del mattino, con le hit mixate da Molella. Appuntamento al 2017!

Ph di Canio Romaniello

A sinistra: Anna Repellini e Mauro Del Vecchio; sotto: Ernesto Mauri e sua Moglie Maria Felice con Paola Neri; in basso: Federica con Molella

IL MIX PERFETTO TRA FASHION E MUSICA


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FERRERO DIFENDE IL “DEMONE” OLIO DI PALMA A Milano un incontro scientifico promosso da Ferrero per fare un po’ di chiarezza. Gli esperti: «in Italia allarmismo ingiustificato e privo di fondamento». Ferrero: «Noi scegliamo la qualità»

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el 2050 il fabbisogno totale di grassi, elemento indispensabile per la nutrizione umana di cui l’olio di palma costituisce circa il 40% del mercato, sarà superiore alla produzione totale. Eppure, l’utilizzo di quest’ultimo in Italia ha suscitato accesi dibattiti. È possibile produrre un olio di palma sostenibile e di qualità? Quali le alternative? Questi i temi affrontati nel corso del convegno ‘Olio di Palma: una scelta responsabile basata sulla scienza’. L’iniziativa è stata promossa da Ferrero, azienda alimentare dalla consolidata esperienza nella selezione e lavorazione di olio di palma di qua28

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lità. Alessandro d’Este, Presidente e AD di Ferrero Commerciale Italia, ha aperto l’incontro spiegando l’impegno di Ferrero nel garantire da un lato il massimo rispetto nei confronti del consumatore puntando sulla qualità del prodotto («da 70 anni la qualità prima di tutto») e dall’altro il rispetto per l’ambiente («Ferrero si approvvigiona esclusivamente di olio di palma 100% sostenibile, secondo una tra le più stringenti certificazioni rilasciate da RSPO»). Nel corso dell’incontro sono state richiamate le numerose recenti campagne basate sul “marketing del senza”, che il Prof. Claudio Bosio, Preside della Facoltà di Psicologia e Professore di “Psicologia dei Consumi e del Marketing” presso l’Università Cattolica di Milano, spiega così: «la promessa ‘senza olio di palma’ sembra limitarsi ad una dichiarazione di fatto, ma sul piano pragmatico, tipico della comunicazione sociale, l’enfasi sul ‘non contiene’ evoca e rafforza l’idea che l’ingrediente sia cattivo». Alimentazione a salute La preparazione di alcuni alimenti richiede l’utilizzo di grassi con specifiche caratteristiche. L’olio di palma è una materia prima naturale molto versatile, utilizzata quotidianamente da miliardi di persone in

alimentazione e ideale per alcune preparazioni industriali. In primo luogo, la ricchezza di antiossidanti che conferisce stabilità al prodotto. Inoltre aiuta a preservare il gusto del prodotto durante la sua vita, grazie alla superiore resistenza all’ossidazione rispetto ad altri oli. Fra gli altri vantaggi vi sono gusto e fragranza neutri una volta deodorizzato e la possibilità di separare frazioni liquide e solide per diversi requisiti di consistenza. L’olio di palma è universalmente considerato come l’alternativa principale ai grassi idrogenati; grassi contenenti acidi grassi trans ritenuti nocivi per la salute umana.


MILANO SI RACCONTA A sinistra: Franco Ascani, Urbano Cairo, Dario Franceschini, Filippo Del Corno e Umberto Maroni; sotto: Franco Ascani e Urbano Cairo

CAIRO, HAGLER, MARONI, FRANCESCHINI A “SPORT MOVIES & TV 2016” Sul podio Cina, Italia, Stati Uniti, Russia

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on un notevole successo di critica e di pubblico ha chiuso il sipario il 21 novembre a Milano (a Palazzo Lombardia), con la cerimonia di premiazione, “Sport Movies & TV 2016 – 34° Milano International Ficts Fest”. Sei giorni di cinema, sport, televisione e cultura per un totale 102 ore di spettacoli tra documentari, reportage, spot televisivi, fiction, cartoon, ecc… Palazzo Giureconsulti è stato anche quest’anno il cuore del ricchissimo programma di appuntamenti. Alcuni numeri: 145 Proiezioni selezionate tra oltre 70 Paesi, 30 ore di immagini Olimpiche esclusive e 30 anteprime mondiali ed europee, 55 Discipline sportive, 900 grandi campioni sullo schermo, 200 Registi e Produttori, 23 Premiazioni di ospiti internazionali e 7 eventi collaterali di sport e cultura distribuiti in diverse sedi della città. Fra i premiati della serata: Dario Franceschini, ministro dei Beni e delle Attività culturali e del Turismo; Urbano Cairo, presidente di Rcs media group e del Torino Fc e patron di La7; Andrea Monti, direttore del ‘La Gazzetta dello

Sport’, che quest’anno festeggia, come i Giochi olimpici ed il cinema, il suo 120° compleanno. Marvin “The Marvelous” Hagler tra i più grandi pugili di tutti i tempi (di cui ha detenuto il titolo mondiale nelle tre categorie esistenti dal 1980 al 1987) è stato premiato con il “FICTS Medallion d’Honneur”. L’Assessore alla Cultura, Filippo Del Corno ha ricevuto dal Presidente Franco Ascani la “Targa del Manifesto della cultura e della immagine sportiva”. Guardare al futuro «La nostra Regione è attenta al mondo dello sport, ma soprattutto ai suoi valori fatti di leale competizione rispettosa dell’avversario, spirito di squadra, senso della vittoria sul proprio limite, responsabilità e sacrificio». Così il presidente della Regione Lombardia Roberto Maroni ha portato il suo saluto alla cerimonia di premiazione, ed ha aggiunto di essere «onorato del fatto che questo evento sia stato organizzato nel nostro auditorium. Questo palazzo rappresenta un po’ la nostra ambizione, quella di guardare al futuro». 24oreNews

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UNA DOMENICA IN RUSSIA Prima di Natale passate una domenica in via Moscova al Davai, un vero e proprio salotto di design sui toni del bianco, del grigio e dell’argento. Gustate un drink a 5 stelle, raffinato al punto di soddisfare proprio tutti i gusti. Cocktail a base di frutta e vodka rigorosamente Russian Standard. L’ideale per scambiarsi gli auguri in modo originale.

Chi vive a Milano sa che si aprono locali e localini davvero ricchi di curiosità, di ambienti colorati e ricchi di profumi. La nostra città ci sorprende ogni giorno con nuovi locali sempre più in linea con le esigenze del mondo dei giovani che lavorano “online”, di tutti coloro che mangiano fuori casa, di quanti amano ritrovarsi verso sera a bere un aperitivo in compagnia 30

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MILANO DA SCOPRIRE PASTICCERIA CUCCHI 80 ANNI DI DOLCEZZE Da sempre in Corso Genova 1 c’è la Pasticceria Cucchi, un’istituzione gourmand dal 1936. Da tre generazioni qui si realizza la più raffinata ricerca del buono, testimoniato sulle nostre tavole di Natale, dallo straordinario Panettone Cucchi. È tra i locali storici d’Italia, e si rinnova nel tempo come luogo di incontri tra artisti, pittori, registi, da Ungaretti a Salvatores. UN “PEZZETTO” DI FRANCIA Al civico 90 di via Marcona, a due passi da Piazza Cinque Giornate, c’è il “Pastis”, un piccolo bistrot della Vecchia Milano, caloroso e accogliente, dove si beve bene e si gustano calici di vino e taglieri di formaggi di grande qualità. Fatevi gli auguri di Natale gustandovi un Pastis e vi sentirete magicamente avvolti dalla stessa atmosfera natalizia che si respira Parigi. MARCHESI TRIPLICA Proprio così, è la terza apertura a Milano della famosa pasticceria Marchesi. Alla prima “sede” di via Santa Maria alla Porta è seguita l’apertura in via Montenapoleone e, più recentemente, quella da Prada in Galleria Vittorio Emanuele. Suggestivo per le sue finestre antiche che guardano sulla Galleria, soprattutto all’ora del tè, regala ai clienti un vero spettacolo di luci, colori, eleganza.


GIROMILANO LA BOUTIQUE DELLA “GOLA” Madre e figlio hanno dato vita, in via Boccaccio 14, ad una vera e propria boutique della gola. Cioccolatini esageratamente buoni, vini biologici, una crema di cioccolato impareggiabile, l’olio dei “Farnese” e tanto altro. Questo è Gustorotondo. Notizia importante, tutti i prodotti possono essere acquistati anche online (www.gustorotondo.it) senza spese ulteriori. TORNA A MILANO DARSENA CHRISTMAS VILLAGE Dopo il successo dello scorso anno torna il 7 dicembre il villaggio natalizio di Milano. I grandi potranno aggirarsi tra le tipiche casette del mercatino natalizio, dove troveranno pezzi di artigianato e delizie enogastronomiche. I più piccoli potranno entrare nella tipica casa di Babbo Natale per le loro letterine, e troveranno anche la slitta galleggiante con renne ed elfi.

IL MORGANTE COCKTAIL & SOUL In fondo allo storico Vicolo dei Lavandai, uno degli angoli meneghini più suggestivi e amati non solo dai milanesi, c’è un luogo segreto, un ambiente intimo e accogliente un po’ al riparo dalla ressa di giovani che ogni sera invade i Navigli. Il Morgante, cocktail bar & restaurant nato quest’anno al posto di una galleria d’arte, è ideale per trascorrere la serata, dall’aperitivo alla cena all’after dinner. Varcato l’ingresso del locale, molto accogliente e ricco di atmosfera, ci si trova in un piccolo verdissimo giardino davvero molto grazioso, allestito con qualche tavolo e divanetto. Tra i drink da non perdere, il ‘Gin Tonic del vicolo’ e il ‘Julep delle Lavandaie’ sono un po’ diversi e originali. La cucina, aperta fino alle 2 di notte, offre piatti sfiziosi come risotto alla milanese con vitello croccante, mondeghili, polpo gallego, parmigiana di melanzane, pastrami e molto altro. Ma non spargiamo troppo la voce…

THE BRIAN & BARRY BUILDING Si è acceso in via Durini in pieno centro città il “the Brian& Barry Building”, lo Store di 12 piani dove si trovano spazi dedicati all’abbigliamento, ai gioielli, alla ristorazione di qualità. L’installazione scenografica si compone di 38 mila micro lampade led che vestono l’intero palazzo per un totale di 3 km di luci. Uno spettacolo da non perdere che rende ancora più straordinario il Natale milanese. 24oreNews

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CARTELLONE CONCERTI

DICEMBRE

LUCA CARBONI Lunedì 5 - Teatro Degli Arcimboldi Continua, con la prima data nei teatri di tutta l’Italia del “Pop-up Tour 2016”, il viaggio live di Luca Carboni. Un ritorno on stage attesissimo, dopo un anno di grandi successi con tutti i singoli del nuovo album ai vertici delle classifiche e dell’airplay radiofonico. LUDOVICO EINAUDI Da Giovedì 8 a martedì 13 - Teatro Dal Verme Il pianista/compositore torinese ha pubblicato quest’anno il nuovo album "In a time lapse" composto da 14 brani e con una strumentazione che comprende pianoforte, archi, percussioni ed elettronica. MARTA SUI TUBI Venerdì 9 ore 21.30 - Magazzini Generali La band, un caposaldo del rock in Italia, chiude il tour di presentazione del loro nuovo album, "Lostileostile". Il gruppo festeggia 14 anni di attività e il successo dell’ultimo disco e dell’ultimo tour, prima di uno stop di oltre un anno senza concerti e senza uscite discografiche. FIORELLA MANNOIA Lunedì 12 - Teatro degli Arcimboldi A distanza di due anni dal suo ultimo progetto discografico, il 28 ottobre è uscito “Combattente”, il nuovo album di inediti anticipato dall’omonimo singolo. Molte le “firme” che hanno collaborato alla realizzazione dell’album, autori della nuova generazione, ma anche storici nomi del cantautorato italiano. 32

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RAPHAEL GUALAZZI Lunedì 12 - Teatro Nazionale CheBanca! Un travolgente tour che prende il nome del nuovo album di inediti "Love Life Peace", tre parole, attuali e di speranza, uscito il 23 settembre e anticipato dal singolo “L’estate di John Wayne”. Il tour ripercorrerà, con estro nuovo, i generi musicali più cari all’artista, rivestendoli con grande creatività. SALMO Giovedì 15 e Venerdì 16 - Fabrique Si può dire che l’artista di origini sarde (classe 1984) abbia preso la scena rap italiana (oltre 40 milioni di visualizzazioni sul suo canale YouTube) e ne abbia cambiato i connotati di genere, introducendovi elementi di elettronica e rap hardcore come, qui in Italia, ancora non si era visto. TONY HADLEY Lunedì 19- Teatro Nazionale CheBanca! Il ritorno trionfale in Italia di una delle voci più belle del pop anni ‘80, quella del frontman dei mitici Spandau Ballet. Tony e la sua band ripercorreranno i brani più noti degli Spandau, alcuni storici di Frank Sinatra e un repertorio a tema natalizio, tratto dal suo “The Christmas Album”. ORNELLA VANONI & PAOLO FRESU Lunedì 19 - Teatro Dal Verme Continua il dialogo tra Ornella e il Pubblico a cui si aggiunge Paolo Fresu per “L’arte e l’incontro”. Oltre 50 anni di carriera che l’ha portata a cimentarsi nei più svariati generi musicali: dalle canzoni della malavita milanese degli inizi, al jazz, alla bossa nova, alle canzoni d’autore.


ORE 21.00

EROS RAMAZZOTTI Martedì 20 - Mediolanum Forum Via G. di Vittorio, 6 Assago È l’ultima data del “Perfetto World Tour 2015-2016” che ha conquistato i palazzetti di tutta l’Europa, per ritrovare lo straordinario repertorio dell’Artista italiano pop più stimato all’estero e che con la sua musica e le sue canzoni ha saputo conquistare le platee di tutto il mondo. POOH REUNION - L’ULTIMA NOTTE INSIEME Giovedì 22 - Mediolanum Forum Roby Facchinetti, Dodi Battaglia, Red Canzian, Stefano D’Orazio e Riccardo Fogli per l’ultima volta sul palco insieme, vivendo con il pubblico uno dei momenti più significativi della loro lunghissima carriera, rivivendo tutte le emozioni, le gioie e i successi di questi ultimi 50 anni.

THE ROLLING STONES SYMPHONIC EXPERIENCE Giovedì 29 - Teatro della Luna Stellavox & Ensemble Symphony Orchestra: 50 musicisti sul palco parteciperanno a questo incredibile concerto dal vivo dove il rock incontrerà la classica e dove il pubblico potrà riascoltare i brani più famosi di Mick Jagger & Keith Richards in una nuova intensa veste. OMAGGIO A LUCIO BATTISTI Venerdì 30 ore 21:30 - Teatro della Luna Un tributo al più grande artista di musica leggera italiana con Orchestra Sinfonica 2 Mondi/Vent Ensemble. L’impatto sonoro di questo tributo è straordinario e tiene fede alle partiture scritte e autografe del M° Reverberi che accompagnò Lucio Battisti in sala di incisione. CRISTINA D’AVENA Sabato 31 ore 21:30 - Teatro della Luna Il "Semplicemente Cristina Tour" è pronto a cominciare in bellezza il nuovo anno: l’artista con la DBDays Band e il numeroso coro Voices of Heaven (in tutto saranno 20) è pronta a rinnovare la magia e torna con una serie di novità per i suoi fan. RENATO ZERO Da Venerdì 6 a Martedì 10 - Mediolanum Forum A metà marzo è uscito il nuovo album d’inediti "Amo - Capitolo I", 14 brani registrati tra Italia, Londra e Budapest avvalendosi della produzione di Trevor Horn (coi Buggles e in seguito artefice dei successi di Yes, Pet Shop Boys, Frankie Goes to Hollywood, Grace Jones, Seal, Tina Turner, McCartney, Genesis, Mike Oldfield, Robbie Williams e numerosi altri). 24oreNews

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CARTELLONE TEATRI WIKIPIERA 1-11 Dicembre 2016: Franco Parenti - Sala AcomeA È un’intervista dal vivo, condotta da Pino Strabioli, nella quale la grande attrice Piera Degli Esposti ripercorre più di 50 anni di carriera: dagli amori impossibili e quelli possibili, il rapporto profondo e controverso con la mamma, la passione per Bologna, gli incontri fondamentali come quello con la scrittrice Dacia Maraini e il regista Marco Ferreri; Lucio Dalla, De Chirico e poi ancora le tappe della carriera, dall’indimenticabile interpretazione di Molly cara per cui Eduardo De Filippo sentenziò “Chesta è o vierbo nuovo”, al cinema d’autore agli ultimi successi televisivi. Il ritorno alle scene della grande attrice, dopo quasi 10 anni di assenza. FOOTLOOSE IL MUSICAL 1-31 Dicembre 2016: Teatro Nazionale CheBanca! Tratto dall’omonimo film cult del 1984. Una notte, la musica a tutto volume e un ballo indimenticabile, sono le tappe di un viaggio emozionante tra le strade di Bomont, un piccolo paese di provincia che ha bandito la musica rock, il ballo e tutto ciò che può corrompere la moralità e che verrà sconvolto dalla tenace determinazione di un giovanissimo Ren, capace di scatenare tutti al ritmo della musica del "diavolo". Le atmosfere musicali degli anni ‘80, le originali e straordinarie coreografie fanno da cornice ad una semplice, ma incredibilmente vera, storia d’amore tra due giovanissimi che credono nel loro futuro e nel sogno americano. LA FEBBRE DEL SABATO SERA 8 Dicembre 2016 - 29 Gennaio 2017: Teatro Nuovo Il musical è tratto da una delle pellicole più celebri ed importanti nella storia del cinema, è un omaggio alla disco music degli anni ‘70, in occasione del 40° anniversario dell’uscita del celebre film. TEATRO CARCANO Corso di Porta Romana, 63 Orari: mer-sab 21:00; dom 17:00 TEATRO DEGLI ARCIMBOLDI Viale dell’Innovazione, 20 Orari: lun, gio, ven, sab 20:30; dom 16:00 CRT - TEATRO DELL’ARTE Viale Alemagna, 6 Orari: mar-ven 18:00, sab e dom 16:00 FRANCO PARENTI Via Pier Lombardo, 14 Orari: mar, gio, sab 20:30; mer, ven 19:30; dom 15:30 TEATRO FILODRAMMATICI Via Filodrammatici, 1 Orari: mar-sab 21:00; dom 16:00; lun 21:30

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Uno spettacolare juke box musical in cui rivivere i successi disco in voga all’epoca, tra cui spiccano le canzoni originali dei Bee Gees come Stayin’ Alive, How Deep Is Your Love, Night Fever, You Should Be Dancing e tante altre in voga tutt’oggi quali Symphonie No 5, More than a woman e la celeberrima Disco Inferno. LA LETTERA 12-18 Dicembre 2016: Teatro Filodrammatici Dal 1992 questo spettacolo è in perenne rappresentazione ai quattro angoli del globo: in Groenlandia e in Cile, in Turchia e in Spagna, in Norvegia e in Italia, più di mille repliche per questo piccolo, perfetto meccanismo che continua a stupire e divertire. Il tema è liberamente ispirato al libro dello scrittore francese Raymond Queneau ‘Esercizi di Stile’, dove una breve storia è ripetuta 99 volte in altrettanti stili letterari. Paolo Nani, solo sul palco con un tavolo e una valigia di oggetti, riesce a dar vita a una storia che si ripete 15 volte tutte contenenti la medesima trama ma interpretate ogni volta da una persona diversa. ORMAI SONO UNA MILF 12 Dicembre 2016 - 1 Gennaio 2017: Teatro Manzoni Come cambia la vita a quarant’anni? Cambia che non puoi più mangiare quello che mangiavi prima, che sei ancora troppo giovane per fare alcune cose, ma già troppo vecchio per farne altre… Angelo Pintus racconta la vita a quarant’anni vista con gli occhi di chi si sente sempre quel bambino che quando vedeva gli amici quarantenni dei propri genitori li considerava "vecchi" e si meravigliava di quanto vivessero a lungo "i grandi". E che ora guardandosi allo specchio pensa di essere sempre più in forma, anche se ormai è un uomo fatto. Un uomo? Una signora! Anzi… una milf!


CARAVAGGIO 14-18 Dicembre 2016: Teatro Carcano Lo stile inconfondibile di Sgarbi ci condurrà, attraverso la vita e la pittura rivoluzionaria di Michelangelo Merisi. Le immagini delle opere più rappresentative del pittore lombardo sono curate dal visual artist Tommaso Arosio. «Caravaggio è doppiamente contemporaneo. È contemporaneo perché c’è, perché viviamo contemporaneamente alle sue opere che continuano a vivere; ed è contemporaneo perché la sensibilità del nostro tempo gli ha restituito tutti i significati e l’importanza della sua opera. Non sono stati il Settecento o l’Ottocento a capire Caravaggio, ma il nostro Novecento. Caravaggio viene riscoperto in un’epoca fortemente improntata ai valori della realtà, del popolo, della lotta di classe». PETER PAN - IL MUSICAL (2016) 15 Dicembre 2016 - 8 Gennaio 2017: Teatro Degli Arcimboldi Venti performer in scena, diretti dal regista Maurizio Colombi, ricreano un mondo magico, immerso in un’atmosfera incantata: Peter Pan volerà così sopra gli spettatori, il pubblico chiamerà a gran voce Trilly con l’emozionante grido “Io credo alle fate”, sullo sfondo dei duelli con i pirati di Capitan Uncino. Tratto dal romanzo di James Matthew Barrie che ha incantato generazioni di ragazzi e non, non è un semplice spettacolo teatrale, ma un vero e proprio sogno da condividere con tutta la famiglia: un viaggio verso “l’isola che non c’è”, per vivere un’avventura fantastica tra indiani, bambini sperduti, fate e pirati. IL SIGNOR BONAVENTURA 16-30 Dicembre 2016: CRT - Teatro dell’Arte Bonaventura appare sulle pagine del Corriere dei Piccoli il 28 ottobre del 1917. Nasce dalla penna di uno dei più grandi attori italiani, Sergio Tofano, in arte Sto, maestro e attore teatrale e cinematografico, oltre

che disegnatore, caricaturista, creatore di immagini per la moda e la pubblicità. Sto si impone complessivamente non tanto per la sua multiforme attività culturale, quanto come profondo conoscitore di umanità; infatti, Bonaventura, dinamico più per forza di eventi che per forza propria, è un uomo che riflette la garbata filosofia del suo creatore, mentre rimbalza di avventura in avventura in un racconto tutto a rime. IL CONTO È SERVITO 20 Dicembre 2016 - 8 Gennaio 2017: Teatro Martinitt Metti una sera a cena: un politico ambizioso, un candidato al Nobel per la pace, una psicologa confusa, una bigotta rifatta, una colf obesa, una social dipendente con un fratello sessuomane. Fred, politico in ascesa, riesce ad organizzare, nella sua villa di famiglia, un’importante cena con Rampanti, noto e impegnatissimo candidato al Nobel per la pace. E l’incontro è carico di aspettative... Cosa si cela dietro l’apparenza di una perfetta famiglia borghese? Nell’atmosfera noir della notte di Halloween, a colpi di dolcetti e scherzetti, l’incomunicabilità regnerà sovrana ma le sorprese non si faranno aspettare. NOVECENTO 28 Dicembre 2016 - 15 Gennaio 2017: Teatro Litta "Suonavamo perché l’Oceano è grande, e fa paura, perché la gente non sentisse passare il tempo, e si dimenticasse dov’era e chi era. Suonavamo per farli ballare, perché se balli non puoi morire, e ti senti Dio. E suonavamo il regtime, perché è la musica su cui Dio balla quando nessuno lo vede". La storia, incredibile, fantastica, quasi irreale di un pianista, anzi il più grande pianista del mondo, nato su una nave e lì vissuto per tutta la vita, senza mai scendere. Non è un monologo, ma un incarnato di perfezione, una favola struggente e bellissima da raccontare con la stessa malinconica voluttà che lui usava quando accarezzava le curve di un ragtime. TEATRO LITTA Corso Magenta, 24 Orari: mar-sab 20:30; dom 16:30 TEATRO MANZONI Via Alessandro Manzoni, 42 Orari: lun-sab 21:00; dom 18/12 15:30; dom 1/1 18:00 TEATRO MARTINITT Via Pitteri, 58 Orari: mar-sab 21:00, dom 16:00 TEATRO NAZIONALE CHEBANCA! Via Giordano Rota, 1 Orari: mer-sab 21:00; dom 16:00 TEATRO NUOVO Corso Matteotti, 20 Orari: mar-sab 20:30; dom 15:30; lun 26/12 e dom 1/1 17:00

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CARTELLONE MOSTRE DICEMBRE MILANO, STORIA DI UNA RINASCITA Palazzo Morando Via Sant’Andrea 6, Milano Orari: mar-mer-ven-sab-dom 10.00-20.00; gio 10.00-22.30 Dalla Milano piegata dai bombardamenti delle forze alleate, alla città che da quelle ferite ha saputo rialzarsi e ripartire, dando vita a una stagione esaltante, nella quale diventa non solo artefice del proprio riscatto ma motore per quello dell’intero Paese. Attraverso 170 immagini d’epoca, video, documenti, reperti bellici, oggetti di design, cimeli, manifesti e molto altro, la mostra “Milano, storia di una rinascita” a cura di Stefano Galli documenta un periodo cruciale per la storia recente di Milano, tra la fine della seconda guerra mondiale e gli anni della ricostruzione. Sino al 12 febbraio 2017 HOKUSAI, HIROSHIGE, HUTAMARO Palazzo Reale Piazza Duomo 12, Milano Orari: mar-mer-ven-sab-dom 9.30-18.30; gio 9.30-22.30 Gli uomini e gli animali, gli umili testimoni dell’esistenza quotidiana, la leggenda e la storia, le solennità mondane e i mestieri, tutti i paesaggi, i volti delicati delle donne. Tutto questo, ma non solo, è “Hokusai, Hiroshige e Utamaro”, l’universo dei tre artisti per eccellenza del “Mondo Fluttuante” (l’ukiyoe), che ancora oggi, come nei secoli precedenti, influenzano scuole e artisti del Giappone e dell’Europa, contrapponendo all’etica del samurai il godimento del singolo momento, il piacere, il divertimento in ogni sua forma. La mostra, realizzata in occasione del 150° anniversario delle relazioni tra Giappone e Italia, presenta 200 silografie policrome e libri illustrati provenienti dalla prestigiosa collezione del Honolulu Museum of Art. Sino al 29 gennaio 2017 THE ART OF THE BRICK Fabbrica del Vapore Via Giulio Cesare Procaccini 4, Milano Orari: lun-mar-mer-ven 10.00-20.00; gio-sab 10.00-23.00 Arte moderna, Pop Art e Surrealismo per una volta insieme sotto il segno degli intramontabili mattoncini Lego. Le oltre 100 opere d’arte realizzate da Nathan Sawaya, costruite con oltre un milione di pezzi, sorprendono i visitatori per il loro effetto straordinario. “The Art of the Brick”, a cura di Fabio Di Gioia, presenta le ricostruzioni, a volte reinterpretate, di capolavori d’arte universalmente riconosciuti come la Venere di Milo, il David di Michelangelo, il ritratto di Warhol, la Ballerina di Degas, la Notte Stellata di Van Gogh, il Bacio di Klimt, oltre a numerosi pezzi inediti mai visti prima in Italia e che saranno esposti a Milano per la prima volta, fra i quali lo scheletro lungo 6 metri di T- Rex, costruito con oltre 80.000 mattoncini. Sino al 29 gennaio 2017 BOOM 60! ERA ARTE MODERNA Museo del Novecento Via Marconi 1, Milano Orari: lun 14.30-19.30; mar-mer-ven-dom 9.30-19.30; gio-sab 9.30-22.30 Una mostra tutta dedicata all’arte tra i primi anni Cinquanta e i primi Sessanta e alla sua restituzione mediatica, tramite i popolarissimi canali di comunicazione di massa. Le opere di pittura, scultura e grafica scelte dai curatori, Mariella Milan e Desdemona Ventroni con Maria Grazia Messina e Antonello Negri, dialogano in quattro sezioni - “Grandi mostre e polemiche”, “Artisti in rotocalco”, “Artisti e divi”, “Mercato e collezionismo” - con le più diffuse illustrazioni fotografiche e televisive delle opere stesse e dei loro autori. Una ricca sezione documentaria presenterà invece al pubblico le riviste e i loro diversi modi di raccontare l’arte moderna, dalle copertine alle inchieste, dalle rubriche di critica alla pubblicità, dall’illustrazione all’uso dell’immagine fotogiornalistica. Sino al 12 marzo 2017 38

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ANTONIO MARRAS: NULLA DIES SINE LINEA Triennale di Milano Viale Alemagna 6, Milano Orari: mar-dom 10.30-20.30 Antonio Marras, conosciuto come “il più intellettuale degli stilisti italiani”, è noto soprattutto per le sue contaminazioni tra i mondi che compongono l’universo creativo: dal cinema alla poesia, dalla storia all’arte visiva. E proprio quest’ultima è la protagonista della mostra curata da Francesca Alfano Miglietti. Insieme a una serie di installazioni, Marras ha rielaborato più di cinquecento disegni e dipinti, realizzati nel corso degli anni, montandoli su vecchie cornici su cui è intervenuto intessendoli con le più disparate stoffe e appendendoli lungo le pareti della Curva della Triennale, testimoni e narratori della vita raccontata nelle “stanze”, installazioni abitate da vecchi abiti e oggetti di varia natura e foggia. Sino al 21 gennaio 2017 JEAN MICHEL BASQUIAT Mudec Via Tortona 56, Milano Orari: lun 14.30-19.30; mar-mer-ven-dom 9.30-19.30; gio-sab 9.30-22.30 L’esposizione, curata da Jeffrey Deitch e Gianni Mercurio, presenta circa 140 lavori realizzati tra il 1980 e il 1987 e accosta opere di grandi dimensioni, disegni, foto, collaborazioni con l’amico Andy Warhol e una serie di piatti di ceramica nei quali, con ironia, Basquiat ritrae personaggi e artisti di ogni epoca: opere caratterizzate dall’uso di materiali poveri e da un segno grafico inconfondibile, pieno di rabbia. Alcuni dei temi ricorrenti nell’opera di Basquiat come la musica, il jazz, i fumetti, la poesia e la scrittura sono il fil rouge che guida il visitatore tra emarginazione, differenze sociali e razziali: elementi che ieri come oggi caratterizzano la società. Sino al 26 febbraio 2017 WILLIAM N. COPLEY Fondazione Prada Largo Isarco 2, Milano Orari: dom-lun-mer-gio 10.00-19.00; ven-sab 10.00-20.00 Organizzata in collaborazione con la Menil Collection, Houston, la retrospettiva è curata per l’edizione italiana da Germano Celant e ripercorre la carriera dell’artista americano che, dalla fine degli anni ‘40 a Los Angeles, si sviluppa a Parigi per poi consolidarsi tra Europa e Stati Uniti. Alla Fondazione Prada “William N. Copley” si distingue per la ricchezza e l’aspetto inedito dei materiali. Con più di 150 lavori realizzati da Copley dal 1948 al 1995 e provenienti da musei e collezioni internazionali, la mostra milanese costituisce la più grande retrospettiva dedicata finora al pittore americano. Per la prima volta il pubblico italiano può ammirare capolavori di Max Ernst, René Magritte, Man Ray e Jean Tinguely, un tempo parte della raccolta personale di Copley e ora conservati alla Menil Collection. Sino all’8 gennaio 2017 ARMIN LINKE. L’APPARENZA DI CIÒ CHE NON SI VEDE PAC Padiglione d’Arte Contemporanea Via Palestro 14, Milano Orari: mer-ven-sab-dom 09.30-19.30; mar-gio 09.30-22.30 La mostra, a cura di Ilaria Bonacossa e Philipp Ziegler, propone più di 170 immagini fotografiche accompagnate da testi e audio, selezionate tra le oltre 20mila fotografie che compongono l’archivio di Armin Linke. Da più di vent’anni l’artista viaggia per il mondo con l’intento di fotografare gli effetti della trasformazione globale delle infrastrutture e l’interconnessione della società postindustriale attraverso l’informazione digitale e le tecnologie della comunicazione. La sua opera può essere considerata un giornale di bordo dei profondi cambiamenti economici, ambientali e tecnologici che modellano il nostro mondo basato sui dispositivi. Sino al 06 gennaio 2017 24oreNews

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IL SESSUOLOGO

PIACERE AL FEMMINILE? NE PARLANO I SESSUOLOGI ROBERTO BERNORIO E MILENA PASSIGATO A cura di DARIO BORDET

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he cos’è il piacere e cosa lo rende più intenso? Che ruolo gioca l’immaginario erotico nella vita sessuale delle donne? Quanto è importante il sentimento nei confronti del partner per raggiungere l’orgasmo? Quanti tipi di orgasmo esistono? Perché le donne fanno sesso? Questi e altri sono gli interrogativi a cui gli Autori cercano di dare risposta con un libro affascinante e ricco di rivelazioni su un tema che ancora oggi rimane per molti aspetti misterioso. Come evidenziano gli Autori, le conoscenze a nostra disposizione sul piacere sessuale femminile sono ancora molto limitate e questo non deve stupire se si pensa che fino a qualche decennio fa questo tema rappresentava ancora un tabù. L’interesse dimostrato dal mondo scientifico per la sessualità femminile è recente ed è il riflesso dei profondi cambiamenti sociali che soprattutto negli ultimi cinquant’anni hanno interessato la condizione della donna, alla quale è stato riconosciuto il diritto ad una sessualità autonoma e non più solo responsiva a quella maschile. In questo libro gli Autori presentano per la prima volta i risultati di un’indagine condotta da AISPA (Associazione Italiana di Sessuologia e Psicologia Applicata) su un campione di oltre 1.200 donne italiane in età fertile con l’obiettivo di capire come vivono oggi la loro sessualità. Il profilo che emerge è quello di una donna non più inibita dai tabù socioculturali di impronta maschilista che per secoli le hanno impedito di vivere liberamente la propria femminilità, ma consapevole della propria sessualità e interessata al piacere fisico. Qualche dato: numerose sono le donne che dichiarano di praticare la masturbazione, di utilizzare sex-toys o

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di fare sesso anale anche per piacere proprio, sentendosi legittimate a ricercare una sessualità appagante e rivelando una maggiore consapevolezza dei propri desideri. Nonostante i costumi siano cambiati il cuore rimane ancora l’afrodisiaco per eccellenza e la maggioranza delle italiane ritiene più importante il sentimento verso il partner rispetto alle misure falliche per poter provare piacere. Un libro intrigante, ma allo stesso tempo scritto con rigore scientifico, che accompagna il lettore in un viaggio alla scoperta dei delicati meccanismi che modulano il piacere femminile, mostrando come si tratti di un’esperienza complessa che coinvolge e integra fattori biologici, psicologici, relazionali e culturali, che la rendono unica in ogni donna.

A.I.S.P.A. Associazione Italiana Sessuologia Psicologia Applicata Via Marostica 35, Milano www.aispa.it


I RIMEDI DELL’OMEOPATIA 42

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Angela Minutillo Bertanza Specialista in Pediatria Omeopata Unicista angela.minutillo@fastwebnet.it

QUANDO IL “RIMEDIO” CORRE IN TUO AIUTO ono tornata a scrivere per voi di Omeopatia Unicista. Molti di voi ne leggeranno forse per la prima volta, sicuramente avrete sentito parlare di Omeopatia ma non di Omeopatia Unicista. Si tratta della vera Omeopatia come è stata inventata da Hahnemann, un medico sassone e quindi europeo, nella seconda metà del Settecento. Oggi i principi sono sempre gli stessi. Si usa un rimedio solo dopo averlo accuratamente scelto a seconda delle caratteristiche del paziente da curare e aver stabilito quando e come somministrarglielo. Vi parlerò di un caso in cui il rimedio ha guarito una patologia acuta in brevissimo tempo, contrariamente all’opinione comune che associa questa terapia omeopatica a risultati molto lenti. Il caso riguarda Valeria,

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una paziente molto giovane che è in cura con il suo rimedio costituzionale omeopatico fin da quando aveva da poco compiuto appena un anno. Ora è un’alta e bella ragazzina di 16 anni, brillante a scuola e con tanti interessi: suona il piano, studia teatro e gioca in una squadra di pallavolo. Mette tanto impegno ed eccelle in tutto ciò che fa. Ama la natura, il suo cane e gli animali in genere, è socievole e sensibile. “Carcinosinum” è da sempre il suo rimedio, preparato con materiale biologico, detto per questo anche nosode. Si tratta di un rimedio adatto a persone che amano la natura e gli animali, suscettibili e molto attente a non ferire gli altri. Qualche settimana fa, in pieno autunno, quando hanno cominciato a diffondersi le prime forme influenzali Valeria si è ammalata con

i sintomi tipici dell’epidemia in corso: raffreddore, tosse, mal di gola e febbre, oltre a dolori muscolari e spossatezza. Mi ha cercato al telefono al mattino di una fredda e piovosa giornata ed era disperata perché nel tardo pomeriggio dello stesso giorno avrebbe dovuto partecipare con la sua squadra ad una importante gara del torneo di pallavolo, a cui teneva tantissimo. Le ho suggerito di prendere il suo rimedio in modo frequente e abbondante. Prima di sera l’ho cercata sul cellulare per sapere come stava, ma rispose sua madre, piuttosto stupita, che mi ringraziò infinitamente dicendomi che Valeria si trovava in campo con le compagne di squadra. Non aveva preso nient’altro che il suo rimedio seguendo le mie indicazioni: si era ripresa rapidamente e era stata in grado di partecipare alla sua gara. Per l’omeopatia non esiste l’influenza. Esiste il paziente che manifesta quella tipica sindrome influenzale. È l’esempio di un bel caso in cui l’utilizzo adeguato del rimedio costituzionale abbia portato alla guarigione di una patologia acuta in tempi incredibilmente brevi. Rimando i lettori incuriositi che volessero saperne di più sull’Omeopatia Unicista a leggere il “Piccolo Vademecum di Omeopatia” online nella sezione “Salute e Benessere” del sito www.24orenews.it, dove potete leggere anche i miei precedenti articoli.


COME STAI? Dr. Paolo Mariconti Specialista in Anestesia e Farmacologia Esperto in Medicina del Dolore guarireildolore@gmail.com

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l sonno è una divinità capricciosa e proprio quando lo si invoca, si fa aspettare», scriveva nel 1845 Alexandre Dumas nel romanzo ‘Vent’anni dopo’. Dormire bene per molte persone è un grosso problema, per chi lotta costantemente contro il dolore a volte sembra un’impresa impossibile. Ma il sonno, soprattutto in soggetti sottoposti a forti stress psico-fisici, è un fenomeno necessario per recuperare e per bilanciare l’energia

spesa durante il giorno. Anche gli astronauti nello spazio hanno bisogno di riposare per un adeguato numero di ore, e per non rischiare di essere traditi dall’assenza di gravità attendono Morfeo con il cuscino legato alle mani. Quando a Harold Wilson, Primo Ministro del Regno Unito tra gli anni Sessanta e Settanta del ‘900, fu chiesto in un’intervista qual era il segreto della sua lunga carriera politica, egli rispose: «La migliore qualità per rimanere a capo di un

SONNO E DOLORE

SOGNARE DI DORMIRE BENE

governo è l’abilità di riuscire a dormire bene di notte». La privazione cronica di sonno non ha effetti negativi solamente sull’efficienza fisica, ma anche sull’umore, sul pensiero creativo, sulla capacità di risolvere i problemi, sull’efficienza del sistema immunitario. I tempi di reazione sono rallentati, si compie un numero maggiore di errori e si ha difficoltà a focalizzare l’attenzione. Affaticamento e sonnolenza aumentano proporzionalmente all’esaurimento delle energie e diminuisce prepotentemente la capacità di tollerare il dolore. Un corretto ritmo sonno-veglia è la condizione necessaria per evitare di entrare in un pericoloso circolo vizioso in cui la mancanza di riposo sfocia in diminuzione della soglia algica, provocando un meccanismo circolare di cronicità da cui è difficile uscire se non si corre immediatamente ai ripari. Sono sufficienti alcune semplici norme comportamentali per spezzare la catena, come coricarsi ed alzarsi ad orari regolari, evitare l’esercizio fisico nelle ore serali, astenersi da nicotina, caffeina e bevande alcoliche, seguire una dieta adeguata ed evitare di mangiare prima di andare a dormire. Piccolo accorgimento che avrebbe forse evitato a Scrooge, il protagonista del racconto ‘A Christmans Carol’ di Charles Dickens del 1843, noto anche come ‘Canto di Natale’, le sue spaventose visioni notturne. 24oreNews

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ERBARIO MAGICO

IL BACIO, LA DEA DELL’AMORE E ALTRE STORIE A cura di MARICA DE BONIS

anca poco a Natale e tra le tante tradizioni che lo accompagnano quella del bacio sotto il vischio è certamente una delle più amabili e originali. Ma dove nasce questa tradizione? E perché si pensa che il vischio sia simbolo di buon auspicio per l’anno che verrà e che tenga lontano dalle malattie? L’usanza di appendere un ramo di vischio all’uscio di casa nasce in tempi molto lontani, nel Nord Europa, poiché esso era ritenuto un simbolo portafortuna e di buon auspicio per il nuovo anno. Entrando nella storia passando per la leggenda, la mitologia celtica narra che il vischio fosse la pianta sacra di Frigg, dea dell’Amore, moglie di Odino e madre di Balder, il dio del sole. Era un giovane forte e buono e per questo era molto amato dal popolo. Per tale motivo suo fratello Loki, il dio del male, divenne geloso e invidioso a tal punto

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IL VISCHIO da ucciderlo, con una freccia di vischio. Le lacrime che la dea disperata versò sul corpo del giovane senza vita si trasformarono nelle bianche perle del vischio, Balder si rianimò e Frigg, per la felicità, baciò chiunque passasse sotto l’albero su cui cresceva il vischio. Da quel giorno la dea fece sì che non potesse capitare nulla di male a tutti coloro che si fossero dati un bacio sotto un magico ramoscello di vischio. Il vischio è una pianta semiparassita che vive aggrappata a diverse varietà di alberi, come pioppi, olmi, noci, querce e tigli, dai quali trae acqua e sali minerali. Principi attivi e proprietà terapeutiche Il viscus album, questo il nome scientifico del vischio dalle bacche bianche, nell’antichità (in molte culture) era considerato una pianta sacra. All’epoca dei Celti, i sacerdoti, detti druidi, lo usava-

no per ottenere infusi e pozioni contro qualsiasi malattia. Il vischio è una pianta dalle molte virtù: possiede davvero tante proprietà terapeutiche e antitumorali, accompagnate però da controindicazioni ed eventuali effetti collaterali. Venne iscritto nelle farmacopee nella seconda metà del secolo scorso, in cui vennero conosciuti e sperimentati i suoi principi attivi, che da sempre interessano i ricercatori, tra cui proteine, flavonoidi, polifenoli e polisaccaridi, dall’azione anti-ipertensiva. In fitoterapia si usano soprattutto i rami giovani e le foglie per preparare tisane ed estratti liquidi con attività ipotensive, diuretiche e antispasmodiche. Tali qualità ne fanno un apprezzato ausilio naturale nella cura di patologie quali ipertensione, angina, arteriosclerosi, leucorrea, artrite, reumatismi, sciatica e disturbi della menopausa e della circolazione.


ERBARIO MAGICO A cura di GABRIELLA FIUMANI

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i usano entrambe per ottenere il ben conosciuto e tradizionale caffè alla valdostana. Mentre la “coppa dell’amicizia” (coupe de l’amitié), è un recipiente di legno con vari beccucci, dai quali i commensali bevono il caffè tipico preparato alla maniera valdostana, la “grolla” (nome che ricorda la parola Graal) ha una forma a calice con gambo corto realizzato in legno forgiato al tornio e rifinito con intagli a mano. Nel Medioevo la grolla si presentava come prezioso calice d’argento lavorato a sbalzo e cesellato e trovava posto sulle tavole dei ricchi signori. In seguito fu fabbricato in legno, materiale più povero, quindi alla portata di tutte le "tasche". Sia la coppa che la grolla vengono realizzate preferibilmente in legno di noce o di acero. Questi legni conferiscono alla bevanda un sapore particolare e senza il rischio di fessurare o addirittura di spaccare il contenitore a causa del forte calore iniziale. Del resto in montagna, per combattere il freddo, bisogna pur bere bevande calde. Il caffè arriva in Europa tra il XIII e il XVII secolo e le varietà impiegate sono la Arabica e la Robusta. Esistono numerose ricette, anche se abbastanza similari, per ottenere questo caffè da bere con gli amici dopo una sciata o aver fatto una passeggiata. Ecco una ricetta base per ottenere una buona bevanda.

COME PREPARARE IL CAFFÈ ALLA VALDOSTANA • Preparare un caffè lungo ben caldo (espresso o moka) e versarlo nella coppa. • Aggiungere zucchero, scorze di arancio e di limone (anche chiodi di garofano, cannella o bacche di ginepro, se lo si desidera). • Cospargere il bordo della coppa con granelli di zucchero prima di bagnarlo con la grappa (c’è chi preferisce usare il Genepy, tipico liquore valdostano ottenuto a partire da una rara erba di montagna, l’Artemisia, dal colore cha va dal verde chiaro al giallo ambrato). • Prestando attenzione, dare letteralmente fuoco al contenuto, e lasciare che la fiamma viva caramelli lo zucchero del bordo, bagnando lo stesso di tanto in tanto aiutandosi con un cucchiaio. • Versare il caramello ottenuto nella coppa, coprirla con il suo coperchio e, quando la fiamma si sarà spenta, uno per volta ed in senso tassativamente orario, i convitati berranno dai singoli beccucci della coppa dell’amicizia.

Credenza popolare Il giro va ripetuto più volte, e secondo la tradizione la coppa, una volta alzata, non dovrebbe essere più appoggiata sul tavolo fino a quando non ne sarà rimasta nemmeno una goccia. L’atto di bere a turno, secondo le consuetudini valdostane, rinsalderebbe i legami di amicizia. Si dice che qualora malauguratamente non venisse rispettata questa regola, si romperebbe l’amicizia... In ogni caso è anche una occasione per ritrovarsi con amici con o altre persone care, soprattutto nelle fredde serate invernali della montagna.

LA GROLLA VALDOSTANA E LA COPPA DELL’AMICIZIA 24oreNews

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TRADIZIONI

A cura di MOMI SYMON

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i stiamo preparando ad accogliere il nuovo anno salutando il vecchio. Una festa, quella dell’ultimo dell’anno, che risale a tempi molto antichi, costellata di miti, leggende e storia, di superstizione e fede. l’intimo rosso, le lenticchie, i botti, il vischio hanno tutti una storia lontana, tradizioni che si mantengono nel tempo, pur perdendone l’origine. Intimo rosso. Riguardo alla tradizione di indossare biancheria intima rossa, ormai internazionale, le teorie sono diverse. Si passa da un’antica leggenda cinese, per poi tornare alla tradizione romana. Pare infatti che già nel 31 a.C., sotto l’impero di Ottaviano Augusto, uomini e donne romani utilizzassero indumenti rossi durante il Capodanno romano come simbolo di potere, amore, salute e fertilità. Infine l’abitudine di indossare biancheria intima di colore rosso in occasione della festa è legata direttamente a quell’aspetto più vizioso e laico connesso al Capodanno: il rosso è infatti il colore dell’amore e rosse erano, ad esempio nel Medioevo, le calze indossate dalle prostitute. Lenticchie. Si dice che le lenticchie portino soldi: “tante lenticchie, tante monete”. Il nome lenticchia, infatti, deriva dalla particolare forma a lente di questi legumi, che ricorda quella di una moneta. Durante la cena di San Silvestro è considerato di buon auspicio mangiarne, come augurio di fortuna e prosperità, di un anno ricco di abbondanza. Questa tra-

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CAPODANNO CON… IL BOTTO! Tradizioni e leggende per un anno fortunato dizione ha origine dall’abitudine romana di consumare un pasto a base di lenticchie in occasione del nuovo anno. Sempre ai romani viene fatta risalire l’antica usanza di regalare una “scarsella”, ovvero una borsa di cuoio, legata alla cintura e contenente lenticchie, con l’augurio che si trasformassero in monete sonanti. Uva. A tavola non manca nemmeno l’uva perché “chi mangia uva a Capodanno, conta i quattrini tutto l’anno”. Per via dei suoi acini, tale frutto è simbolo di abbondanza e prosperità, oltre ad essere legato, nella religione cristiana, all’Ultima Cena, per cui simbolo di salvezza e grazia del cielo. Altro immancabile frutto è il melograno: si risale al mito di Proserpina, che venne legata indissolubilmente a sé dal dio dell’Ade Plutone, dopo aver addentato una melagrana. Da allora, il frutto simboleggia la fe-

deltà coniugale e la fecondità. Botti. Botti, fuochi d’artificio e fiaccolate notturne oggi sono una manifestazione di gioia esplosiva; un simbolo di allegria, un modo di divertirsi in compagnia di chi condivide il Capodanno con noi. In passato, invece, avevano il preciso intento di scacciare gli spiriti maligni che si scatenavano nel momento di transizione tra il vecchio e il nuovo anno. Lancio di oggetti vecchi dalla finestra. E anche il tramontato rituale di lanciare oggetti vecchi, piatti e cocci dalla finestra eliminava il male accumulato durante l’anno che moriva, esorcizzando i demoni che la notte di san Silvestro, analogamente a quelle di san Giovanni, di Valpurga e di Halloween, puntualmente risvegliava. Perché ci si bacia sotto al vischio a Capodanno? Scopritelo a pagina 44!


Anno 3 - Dicembre 2016

Ph. New Reporter Press

Cultura del territorio, Turismo e Benessere

Personaggio

EDOARDO RASPELLI RISO, AMORE E FANTASIA

TV da gustare

EDMONDO CONTI LA “MIA” TELEVISIONE

[ STILE

ITALIANO

]

CASE BIO LE CASE DEI NOSTRI SOGNI


Dicembre 2016

indice [ PERSONAGGIO] 6

Intervista a Edoardo Raspelli

[ STILE ITALIANO]

10 Case bio: le case dei nostri sogni

12 I.A.N. srl: «anticipare il cambiamento»

[ RUOTE & MOTORI] 14 Nuova Audi Q2

[ TV DA GUSTARE]

16 Edmondo Conti Endemolshine Italy

[ SALUTE E BENESSERE]

18 Nutrirsi bene per vivere meglio

[ GOURMET]

22 Il ristorante San Domenico di Imola

[ IDEE REGALO] 24 Hi-tech

25 Libro: Il conte Claudio Savoldi Bellavitis 26 Libri

[ AGENDA ITALIA]

32 Alla scoperta dei mercatini di Natale più belli

[ VIAGGI]

34 MSC: Natale e Capodanno in crociera Direttore Responsabile Dario Bordet Direttore Editoriale Evelina Flachi ViceDirettore Editoriale Alessandro Trani Art Director Patrizia Colombo Progetto grafico/Impaginazione Milano Graphic Studio S.r.l. Caporedattore Riccardo Lagorio Hanno collaborato Francesca Bastoni Roberto Bernorio Valerio Consonni Francesco Garosci dicembre 2016

Carlo Kauffmann Luca Medici Sandro Nobili Milena Passigato Momi Symon Media Partner Pubblicità, Promozione & PR Le Roy Advertising - Milano Edizioni Le Roy srl redazione@le-roy.it www.italiadagustare.com Stampa Bieffe Industria Grafica (Recanati – MC)

Periodico mensile Reg. trib. di Milano n. 287 del 02/07/12 N°iscrizione ROC: 22250 Distribuzione Gratuita

Desideriamo informarLa che i suoi dati personali raccolti direttamente presso di lei o fornitici saranno utilizzati da parte di “Italia da Gustare” nel pieno rispetto dei principi fondamentali dettati dalla direttiva 95/46/CE e dal D.lgs. 171/98 per la tutela della Privacy nelle Telecomunicazioni e dalla direttiva 97/07/CE e dal d.lgs. 185/99. Eventuali detentori di copywriting sulle immagini - ai quali non siamo riusciti a risalire - sono invitati a mettersi in contatto con: Le Roy srl

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[ editor iale ]

Care Lettrici e Cari Lettori,

seguire uno stile di vita più sano anche a

da questo mese troverete

tavola, come cerco di insegnare da anni

“italiadagustare” all’interno di “Milano

anche nella mia rubrica su Rai 1 a La

24orenews”, altro nostro mensile che da

Prova del Cuoco con Antonella Clerici,

anni ci “racconta” della nostra cara

che ha creato un seguito inaspettato a

Milano. Durante i sei mesi di Expo 2015,

livello nazionale mediatico e non. Questa

non solo come Direttrice di

realtà ci conforta e ci spinge a continuare

italiadagustare, ma anche come

il nostro lavoro per offrirvi una rivista

Presidente della Fondazione Italiana per

sempre più attenta alle dinamiche del

l’Educazione Alimentare, ho provato

nostro tempo dove l’educazione

emozioni fortissime, partecipando ai

alimentare, l’attenzione al rapporto tra

tavoli tematici che hanno permesso la

cibo e salute, all’ecosostenibilità, oltre

realizzazione della Carta di Milano, ai

che allo spreco del cibo assieme alla

numerosi importanti eventi

difesa delle bellezze naturali e artistiche

sull’alimentazione e ai numerosi spazi

dei nostri straordinari borghi antichi e

informativi su Rai 1 per parlare del valore

tanto altro ci aiuterà a darvi

culturale, nutrizionale ed

informazioni e notizie utili sempre più

enogastronomico di cibi della nostra bella

attuali e aggiornate. Concludo con questa

Italia. Dopo questa esperienza ho così

“più che mai moderna” frase di Ippocrate

rafforzato la convinzione che il tema

citata in uno dei miei libri: “Se fossimo in

fondante della nostra rivista, “mensile di

grado di assicurare a ognuno la giusta

cultura del territorio”, sia importante per

dose di nutrimento e di esercizio fisico,

tutti noi, giovani, adulti ed anziani! Oggi

elimineremmo la gran parte delle

infatti molti giovani sono tornati “sui

malattie”.

campi”, apprezzando il valore del proprio

Auguri affettuosi di Buon Natale e di

territorio e il rispetto per la natura e gli

Felice Anno Nuovo!

animali, come del resto è aumentata per tutti l’attenzione alle scelte alimentari per dicembre 2016

Evelina Flachi

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[ per s onaggio ]

DALLA MELA (VERDE) …AL RISO

EDOARDO RASPELLI

Ph. New Reporter Press

Intervista a cura di Francesca Bastoni


[ per s ona ggio ]

È

È ormai ufficiale: Edoardo Raspelli, milanese doc, potrebbe aggiudicarsi a pieno diritto il titolo di ‘personaggio dell’anno’. Noto e apprezzato volto televisivo della trasmissione “Mela Verde”, settimanale di divulgazione enogastronomica, dopo aver raccolto gli allori di una stagione di successi si è imposto una nuova sfida, la più ardua. Il debutto in veste di coprotagonista nel film: “Riso, amore e fantasia...” diretto da Ettore Pasculli e interpretato da un cast artistico eterogeneo quanto altamente creativo. Lo abbiamo intervistato per voi.

Da chi è nata l’idea di questo film?

“Riso, amore e fantasia” è un progetto nato dalla collaborazione degli sceneggiatori e del regista per realizzare un film di qualità, vero e proprio manifesto della cultura italiana in difesa della genuinità. Da questo punto di vista è un film indipendente e fortemente voluto da tutti.

Dagli sceneggiatori e dal regista, intende?

Non solo... anche cast artistico e tecnico. Noi tutti abbiamo sacrificato le nostre vacanze estive per portare avanti la lavorazione del film e le fasi di post produzione. Forse, non dovrei essere io a dirlo, ma la fotografia, le musiche... Tutto si armonizza perfettamente. Per il resto lascio decidere al pubblico che verrà a vederci.

Di che genere di film si tratta?

Direi anzitutto che nel film, un intreccio fra gastronomia, spunti gialli e thriller, vengono affrontati aspetti seri come la falsificazione e la provenienza delle materie prime. Il rispetto e la conoscenza delle risorse presenti sul territorio italiano: il riso,il caffè, la nota produzione casearia, la coltivazione di frutta e l’allevamento dei bovini... insomma un vero e proprio inno al made in Italy.

Nei giorni scorsi c’è stata l’anteprima per la stampa del film; che effetto le ha fatto vedersi sul grande schermo?

È stato emozionante! Rivedermi in quella veste così particolare, nel ruolo di attore... e poi il cinema Odeon scelto per la proiezione del film, da sempre legato ai miei ricordi di gioventù.

È soddisfatto del risultato? Cosa pensa del film, da interprete e… da spettatore?

Come dicevo prima, il film è davvero curato in ogni dettaglio. Il mio personaggio, Goffredo Delle Rose, è stato creato in parte su di me, sulla mia professione dicembre 2016

di giornalista gastronomico. Ma il lavoro di adattamento al personaggio non è certo mancato! Ho dovuto adottare, secondo le direttive del regista, uno stile di recitazione distaccato e cinicamente appassionato al mio lavoro di critico. Per immedesimarmi e coglierne meglio il senso ho studiato la performance di Toni Servillo in “La grande bellezza”. Il mio temperamento di perfezionista ha prevalso e, riguardandolo, ci sono certe scene che avrei girato in modo lievemente diverso, ma nell’insieme penso che sia un ottimo film e la tematica trattata è davvero degna della massima attenzione da parte del pubblico.

Interessante! È possibile avere qualche dettaglio in più sulla trama?

È la vicenda di Goffredo Delle Rose, il mio alter ego cinematografico, colonna portante della rivista “Cybus” nonché critico gastronomico severissimo e convinto sostenitore delle quattro T: Terra, Territorio, Tradizioni e Talento. Sennonché la pubblicità sul giornale risente gravemente della crisi e il rischio della chiusura diventa una realtà imminente. L’intervento del nuovo editore salva in apparenza la situazione, ma, alla lunga, crea danni peggiori. Il nuovo proprietario rivela ben presto le sue vere intenzioni di affarista privo di scrupoli: più interessato agli introiti che alla difesa delle risorse del territorio. Davanti allo strapotere l’unico in grado di fronteggiare la situazione è proprio Goffredo, che viene preso di mira e colpito con ogni mezzo anche dalla giovane redattrice-spia del padrone, interpretata dalla brava Sarah Maestri… Ma non anticipo più nulla per non

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[ personaggio ]

togliere suspense al pubblico. Posso solo dire che, come in ogni giallo che si rispetti, non mancheranno i colpi di scena. Si salverà Goffredo dai progetti omicidi del capo? Chi lo sa! Lo scoprirete andando al cinema…

Ci racconta qualche aneddoto sulla lavorazione del film?

Per la scelta del titolo “Riso amore e fantasia” ci siamo ispirati alla nota riseria Rondolino, il loro prodotto “Riso Acquerello” è ormai un classico. Alcuni ciak sono stati girati anche tra gli struzzi di un noto allevamento sito a Villanova Biellese. Fra le sequenze di maggior tensione drammatica abbiamo girato fra le linotype del museo del quotidiano La Liberà di Piacenza, un ricordo, tra l’altro, dei miei esordi giornalistici da ragazzo.

Sono molte le analogie fra lei e il suo personaggio nel film; forse non tutti lo sanno ma Edoardo Raspelli ha cominciato il suo percorso nella cronaca nera In effetti la cronaca nera è il percorso di ogni redattore che si rispetti. È stato un periodo indimenticabile, quello trascorso al Corriere d’Informazione, che era l’edizione pomeridiana del Corriere della Sera: il mio campo d’interesse sono stati i difficili anni di piombo a Milano e, in veste di inviato, ovunque fosse richiesta la mia presenza. Anche questo è giornalismo sul campo! Poi la passione per l’arte culinaria e l’intervento del direttore Cesare Lanza (mi fece diventare il critico gastronomico, allora quasi inesistente) hanno preso il sopravvento e mi hanno indirizzato per quella che ancora adesso è la mia strada.

Che cosa conta di più per lei oggi?

Quello che mi ha sempre interessato e che ancora conta per me... ovvero, approfondire e divulgare una vera consapevolezza della provenienza delle materie prime e la valorizzazione dei prodotti nostrani. Oggi c’è più attenzione, e questo è un dato positivo dei tempi che cambiano. Basti solo pensare agli alimenti a km zero e alla campagna di sensibilizzazione legata ad essi.

Il suo programma “Melaverde”, trasmesso su Canale 5, è impegnato attivamente in questa campagna da anni e il suo recente successo, in termini di ascolti, è stata una bella soddisfa-

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zione. Come vive il momento?

Benissimo! È stata una lunga avventura (dal lontano 20 settembre ‘98) sino ad oggi. Dagli inizi in veste di inviato; il progressivo ampliamento della mia fascia, sino al ruolo di conduttore. Ho conosciuto, nel corso delle varie edizioni, partner sempre brave e professionali. Attualmente andiamo in onda su Canale 5 e vengo affiancato da Ellen Hidding, il lavoro svolto insieme ha ottenuto risultati più che lusinghieri.

Quale influenza ha la fascia oraria, vicina a “Linea Verde”?

Anzitutto, tengo a precisare che, come molti sanno, Melaverde va in onda alle 11 e 55 con un anticipo di 25 minuti rispetto alla nostra concorrente Linea Verde. Tuttavia è anche vero che Rai Uno è una rete generalista e che la loro fascia è favorita dall’intervento del Papa che li precede e regala loro già uno share iniziale di tutto rispetto. La loro programmazione prosegue in solitario sino alle 13 e 30, in fascia di massimo ascolto. In considerazione di questo, il tallonamento e il superamento in termini di target commerciale, da parte di Melaverde, è quello che definirei un risultato esaltante. Il nostro lavoro d’informazione e sensibilizzazione ottiene importanti consensi nella fascia di spettatori con potere d’acquisto effettivo. C’è di che esserne orgogliosi e puntare sempre più in alto!

Da qualche tempo veniamo invasi da programmi e reality di cucina. Qual è la sua opinione?

È un fenomeno alimentato e in parte creato dalla stampa. Parlo degli ascolti record impossibili, delle partecipazioni e delle edizioni speciali di grande effetto. Detto questo mi fa piacere veder finalmente riconosciuto e valorizzato il talento di chef validi, sempre a patto di distinguere fra ambito televisivo e realtà. Non posso fare a meno di esprimere la mia natura di critico quando vedo accostamenti impossibili: la presentazione televisiva di certi piatti è inattuabile in ambito quotidiano. Certe scelte, di grande effetto visivo, risultano prive di gusto e certi abbinamenti si rivelano alla fine immangiabili. Alla base di tutto è importante mantenere i piedi per terra e non offrire una immagine sbagliata al pubblico che ci segue da casa. dicembre 2016


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LE CASE DEI NOSTRI SOGNI

CASE BIO

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Emanuele Filiberto, Marco Botturi e Gabriele Calabria di Case Bio

Tra le tendenze emerse in questi ultimi anni vi è certamente la ricerca di stili di vita green e la crescente sensibilità di persone e aziende verso il rispetto dell’ambiente lo sviluppo sostenibile. Sensibilità ambientale, attenzione al risparmio e miglioramento della qualità della vita sono i tre punti fondamentali che stanno guidando gli italiani nella scoperta dell’edilizia sostenibile. Avere delle case non solo belle e confortevoli ma anche sicure e, al tempo stesso, che abbiano minore impatto sull’ambiente, è una richiesta sempre più emergente. La casa dei nostri sogni è dunque la cosiddetta “casa ecologica”, costruita con tecnologie innovative e con materiali naturali, che non danneggiano chi ci abita e non sono

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pericolosi per chi li produce, per chi li mette in opera e per chi li deve smontare e smaltire.

Il Premio “Eccellenza” della Real Casa Savoia

Tradizione, eccellenza, innovazione e sostenibilità e la qualità imprenditoriale sono gli ingredienti del successo di “Case Bio”, società lombarda da oltre dieci anni specializzata in costruzioni e ristrutturazioni di case e ville in bioedilizia. Qualità che hanno permesso quest’anno all’azienda di meritare e ricevere in premio, direttamente dalle mani di Emanuele Filiberto, il certificato di eccellenza della Real Casa Savoia. Il marchio denominato "Eccellenza", che riporta il simbolo di Casa Savoia e il nodo Savoia, è stato idea-

to da un Principe con l’Italia nel cuore (Emanuele Filiberto, appunto), con l’intento di valorizzare piccole e medie imprese italiane che si distinguono nel proprio settore. Ciò attraverso un marchio di riconoscimento dei valori di eccellenza a garanzia di un prodotto di grande qualità, “autenticamente” italiano, frutto di creatività, passione, tradizione, ricerca e innovazione, ma anche di grande rispetto per l’ambiente e per l’etica del lavoro. Il prestigioso riconoscimento è stato ottenuto da Case Bio a seguito di un’accurata attività di audit da parte di Bureau Veritas Italia, leader mondiale nei servizi di controllo, verifica e certificazione per la Qualità, Salute e Sicurezza, Ambiente e Responsabilità Sociale, e partner del progetto di Casa Savodicembre 2016


Emanuele Filiberto firma il certificato Eccellenza

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ita lia no ]

Case Bio Srl Via Cesare Giuseppe Abba, 69 Carpenedolo (BS) www.casebio.it casebio@virgilio.it

ia.«Molti giornalisti mi chiedono quali aziende possono fregiarsi di questo marchio di eccellenza italiana - ha raccontato il Principe Emanuele Filiberto durante la cerimonia di consegna del riconoscimento -. Io rispondo che sono le imprese che amano e rispettano l’Italia, che con grande passione e impegno lavorano e investono in Italia in ricerca e innovazione, e combattono per affermare il proprio prodotto di eccellenza». «Case Bio - prosegue - rappresenta il nostro modello di azienda di eccellenza autenticamente italiana. È un settore non facile, quello della bioedilizia, per la diffidenza delle persone verso la parola “Bio”, spesso abusata e utilizzata impropriamente». «Crediamo nel lavoro di squadra - ha spiegato il Dr. Marco Botturi, Presidente di Case Bio - e questo riconoscimento onora tutti noi perché è una conferma dei valori in cui fortemente crediamo e dell���efficacia della nostra dicembre 2016

politica aziendale. Cerchiamo il più possibile artigiani e fornitori della zona in cui costruiamo, e utilizziamo materiali italiani per trovare le soluzioni migliori ad ogni problematica, con grande rispetto per la natura e in armonia con l’ambiente». «Siamo felici e orgogliosi di meritare questo riconoscimento - ha concluso il Dr. Gabriele Calabria, Interior Manager di Case Bio -. D’altra parte siamo fieri di poter dare, con la nostra attività, un piccolo contributo verso un mondo più sostenibile e una qualità di vita sempre migliore». Case Bio è una realtà bresciana che da anni opera nel settore della bioedilizia. Da sempre è rivolta ad offrire benessere e massimo comfort abitativo, qualità, risparmio energetico e sicurezza, con la massima attenzione verso l’ambiente grazie anche alla continua ricerca del perfetto equilibrio tra naturalità e innovazione. Dal 2015 collabora con la Fondazione

F.R.E.E.M.A.N. (Fondazione Ricerca Edilizia Efficiente con Materiale Autoctoni Naturali) allo studio delle nuove opportunità nel campo dell’edilizia ecocompatibile ed ecosostenibile. Case Bio ricerca e studia costantemente nuovi materiali autoctoni naturali, prodotti e sottoprodotti dell’agricoltura, materiali di riciclo e riuso, ponendosi come realtà di promozione innovazione interagendo con organismi Nazionali ed Internazionali. Il ricorso a maestranze, fornitori e artigiani locali, la realizzazione esclusiva di progetti calibrati sulle esigenze del committente e la valutazione puntuale del rapporto tra caratteristiche climatiche e geomorfologiche del sito di costruzione e tipologia dei materiali da impiegare, molti dei quali derivano dai prodotti dall’agricoltura, sono alla base della politica aziendale premiata con il prestigioso certificato di ‘eccellenza italiana’ della Real Casa Savoia.

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I.A.N. SRL: «ANTICIPARE IL CAMBIAMENTO»

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Infrastrutture Iperconvergenti e Software-Defined: la rivoluzione dei mercati tradizionali

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Nell’attuale scenario di grandi cambiamenti ai modelli di business provocati dalla trasformazione digitale in ogni settore merceologico, per mantenere i livelli di competitività necessari le aziende devono poter abbassare i tempi del decision making process. L’infrastruttura tecnologica, da cui tali tempi dipendono, gioca un ruolo fondamentale a patto che sia caratterizzata da alti livelli di prestazioni, flessibilità, agilità nel gestire i cambiamenti, in altri termini, capace di offrire provisioning time nell’ordine di secondi. Incompatili con simili prestazioni a causa della loro complessità, le infrastrutture di stampo tradizionale cedono il passo alle soluzioni iperconvergenti e software-defined, la rivoluzione tecnologica che, semplificandole, ne riduce i costi di realizzazione, mantenendo tuttavia elevata qualità, affidabilità ed efficienza a costi di gestione estremamente ridotti. Inizialmente adottate da colossi del web come Google, Amazon e Facebook, tali soluzioni incontrano ora il favore anche delle medie e piccole imprese. Leader in Italia nel progetto e nella realizzazione d’infrastrutture ICT, fondata nel 1979 dall’Ing. Alberto Neri e oggi guidata dalla figlia Federica, I.A.N. Srl presenta una delle soluzioni più efficienti e innovative del panorama delle infrastrutture iperconvergenti, riconfermando così la capacità di adeguare la propria proposta tecnico-commerciale alle dinamiche del mercato. Un mercato fortemente competitivo in cui I.A.N. ha saputo costruire e mantenere una leadership, distinguendosi per professionalità e competenza: lo dimostrano i riconoscimenti di Clienti, Business Partner, nonché quello di azienda “Top of Excellence”, rilasciato dalla Camera di Commercio di Milano a seguito dell’analisi dei risultati conseguiti nel periodo 20042008 dalle oltre 200.000 imprese attive nella provincia. Pertanto, non solo soluzioni ICT e tecnologie innovative, ma soprattutto gli elevati standard qualitativi e la dedizione assoluta al Cliente sono i vantaggi garantiti dal rapporto di lavoro con I.A.N., disponibile a far sì che flessibilità, scalabilità, resilienza delle informazioni sposino le esigenze di decision making time e TCO sempre più bassi. Le soluzioni Nutanix semplificano la gestione del datacenter riducendone i costi e consentendo all’IT di avere più tempo dedicare ai processi, alle applicazioni mission-critical e quindi al business. Il cuore è la piattaforma Nutanix Enterprise Cloud che converge in modo nativo di elaborazione, virtualizzazione e storage in una soluzione software-defined resiliente con una ricca intelligenza. Le imprese più avanzate del mondo si affidano a tecnologie e soluzioni Nutanix per alimentare i loro carichi di lavoro più impegnativi in qualsiasi scala. dicembre 2016


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Nutanix offre soluzioni per elevare IT di concentrarsi sulle applicazioni ei servizi che le imprese di potenza. Il cuore è la piattaforma Nutanix Enterprise Cloud che converge in modo nativo di elaborazione, virtualizzazione e storage in una soluzione software-defined resiliente con una ricca intelligenza. Le imprese più avanzato del mondo si affidano a tecnologie e soluzioni Nutanix per alimentare i loro carichi di lavoro più impegnativi in qualsiasi scala. «Ultima frontiera delle infrastrutture IT, le soluzioni iperconvergenti Nutanix rappresentano il punto di svolta nel mondo delle informazioni e la partnership nata dal connubio fra Made in Italy and Silicon Valley conferma la validità della strategia orientata alla realizzazione di data center sempre più a misura di azienda», afferma la dr.ssa Federica Neri, Presidente di I.A.N. Srl. Grazie anche ad importanti partnership tecnologiche, I.A.N. sta aiutando i suoi clienti a progettare data center sempre più ‘smart’, per aumentare l’efficienza dei servizi e la produttività e per il rilancio della competitività, capitalizzando tutta l’esperienza maturata in questi ultimi anni. Questo ha permesso a IAN di ottenere il primo premio come innovation partner EMEA all’ultima convention di Vienna. dicembre 2016

ita lia no ]

I.A.N. Srl V.le Fulvio Testi, 11 20092 Cinisello Balsamo (MI) +39 02 61866360 www.ian.it info@ian.it

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[ ruote & motor i ]

NUOVA AUDI Q2 IL SUV URBANO DELLA CASA DI INGOLSTADT A cura di John Reddy

Hi-tech

Q

Quando nasce una nuova Audi è sempre un evento atteso e questa ultima piccola Q2 non smentisce le attese: tecnologica, agile, ben fatta e parsimoniosa. Tra le sue caratteristiche principali ci sono certamente le misure che la inseriscono nel gradino più basso delle “Q” di casa Audi, ma non pensate che i suoi 4,2 metri siano pochi, anzi

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in città sono perfetti e c’è abbastanza spazio per tutto. Dimenticate però il design che caratterizza gli altri modelli di questo segmento Audi, infatti la piccola Q2 ha linee più squadrate, ha una nuova calandra “single frame” di forma poligonale e sfoggia un montante (a mio avviso troppo massiccio) con colore a contrasto già visto su altre

auto di casa Suzuki e Citroen. La linea mi piace, si riconosce subito che è un’Audi, ma la cosa che disturba il design molto curato è il posteriore. Si nota una somiglianza veramente imbarazzante con la Wolkswagen Polo. I fari posteriori anziché essere allungati e sottili come sulle altre “Q” (e sulle altre Audi), sono squadrati e di forma dicembre 2016


[ r uote

& motor i ]

Compatta

Accattivante

Giovane tozza, un vero peccato! L’ambiente interno invece è molto curato, sfizioso e ampio. Quattro persone viaggiano comode, con bagagli al seguito, ma si sente la mancanza del divano posteriore scorrevole presente sulla concorrenza e presente su auto meno blasonate. Questo accorgimento è molto utile quando si chiede più spazio al bagagliaio. La lista degli optional è infinita, come ci hanno abituato da anni le case tedesche: si può personalizzare la propria vettura come se fosse un abito su misura, peccato che la cifra finale di un’auto come questa, se si attinge a piene mani alla lista, diventa molto impegnativa, oserei dire assurda per un’auto di questo segmento. Infatti si possono toccare cifre vicine ai 55.000 euro, avete capito bene, quasi come acquistare la sorella maggiore Q3 ben accessoriata. Stranezze a parte, questo nuovo modello strizza l’occhio ai giovani che amano auto di sostanza, sportività e dinamismo. Tornando un attimo agli interni, tutto è posizionato dove ci si aspetta, le plastiche sono morbide e ben assemblate e la qualità generale non presta fiandicembre 2016

co a critiche (anche se in questo modello mamma Audi ha fatto economie, veniali, ma pur sempre economie che stonano su un’auto di questa fascia di prezzo, vedi il vano motore inferiore con vernice priva dello strato trasparente, qualche guarnizione semplificata, etc...). Per fortuna tutto ciò che si vede e che si tocca è stato curato in ogni minimo dettaglio. Belle le bocchette dell’aria, il volante tagliato in basso come sulla R8 (bellissimo), le luci d’ambiente che donano all’abitacolo un’atmosfera chic e persino i pulsanti zigrinati antiscivolo della presa 12 Volt e del clima sono realizzate in modo esemplare. Se poi volete regalare alla vostra nuova piccola Q gli interni in pelle nappa (1.630 euro), l’abitacolo diventa veramente elegante! Il piacere di guida è notevole e la gamma motori valida, il due litri turbodiesel si conferma un punto di riferimento: regolare, fluido, silenzioso e parco nei consumi. La versione che merita attenzione è la Q2 TDI Quattro S Tronic Sport, un mix di tutto ciò che piace agli amanti delle auto made in Ingolstadt. Il Drive Select per-

mette di regolare l’assetto e assicura viaggi comodi e silenziosi. La ripresa non presenta irregolarità ed è molto progressiva mentre lo sterzo è veloce e preciso, come ci si aspetta su un’auto di questa categoria. Tutto questo infonde un senso di sicurezza a 360° e il piacere di guida resta tale in tutte le condizioni. Merita una nota il consumo medio, che con i suoi 15,9 Km al litro la posiziona fra le auto più attente al portafogli che offre il mercato... Vista la vocazione cittadina, non guasterebbe una versione ibrida con motore elettrico abbinato ad un motore termico: per chi non esige certe prestazioni, ma bada di più all’ecologia, sarebbe una bella scelta. In sintesi questa nuova Audi è davvero interessante e, difetti a parte, è un’auto capace di accontentare una clientela esigente, ma anche il pubblico femminile, le famiglie con bambini e riesce a strizzare l’occhio anche ai giovani. Con i suoi contenuti tecnologici si pone sul gradino più alto di questo segmento e offre veramente molto, come tutte le Audi è senza dubbio un felice acquisto!

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[ TV da gus ta re ]

EDMONDO CONTI ENDEMOLSHINE ITALY LA “MIA” TV È UNA PASSIONE! Intervista a cura di Luca Medici*

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Ho voluto dedicare alla TV questa intervista, una TV fatta con amore e con passione, un racconto personale di una passione nata sui banchi di scuola! Infatti il Dott. Edmondo Conti, Curatore della nota società di produzione olandese EndemolShine, ha “scoperto” la TV alla tenera età di 10 anni. Erano gli anni ‘80, quando nasceva la TV privata. Lui, allora un bambino, è rimasto letteralmente folgorato da questo apparecchio e sin da piccolo ha coltivato un sogno: “un giorno vorrei lavorare in TV!”. Ci riuscì, infatti, nel 1998, dopo aver conseguito una Laurea in Giurisprudenza, coronò il suo sogno, cominciò la sua prima esperienza televisiva, collaboratore testi alla trasmissione “Buona Domenica” condotta da Maurizio Costanzo. Da questo lontano 1998 di strada ne ha fatta, diventando oggi Curatore di trasmissioni di successo, ma facciamoci raccontare da lui tutti i segreti del fare oggi TV.

Edmondo, cosa ti ha spinto a lavorare in TV quasi 20 anni fa? Lo hai già scritto tu: la passione. Una passione che mi ha portato negli studi TV di Mediaset e dei grandi network commerciali sin da quando avevo 12 anni assistendo tra il pubblico delle trasmissioni

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più famose degli anni ‘80. Poi sono arrivate le due esperienze da concorrente di quiz televisivi: uno con Claudio Lippi e l’altro addirittura col grande Mike Bongiorno. Finite quelle esperienze avevo già deciso, avrei lavorato in TV. E non mi sarei dato pace fino a che non ci fossi riuscito. Diciamo dunque un misto di passione e testardaggine.

Cosa è cambiato dalla TV che

guardavi alla TV che ora fai?

La TV in Italia e nel mondo è molto cambiata in questi 30 anni, ma mentre nel resto del mondo ha saputo mantenere saldi i valori del passato e li ha modernizzati, la nostra televisione si è ultimamente un po’ piegata alle logiche della cronaca a tutte le ore e alle urla come richiamo di attenzione. Io credo invece moltissimo nei game show codicembre 2016


[ TV

Posso chiederti di quale soddisfazione stai parlando?

Ma certo, quella di essere riuscito a produrre un grande game show anche su un canale Discovery, Boom!, condotto da Max Giusti e che tutte le sere dalle 20.20 alle 21.15 su NOVE sta realizzando ottimi ascolti. Spero anzi che questi risultati spingano la rete a osare ancora di più a realizzare spettacoli puliti per tutta la famiglia.

E poi c’è il grande successo di “Caduta libera”...

A sinistra: Edmondo Conti con Gerry Scotti, in alto: il nostro ospite; sopra: con Antonella Clerici e Anna Moroni

me la migliore forma di intrattenimento: coinvolgono, divertono e ti arricchiscono di informazioni e, tranne rarissime eccezioni, non lasciano mai un senso di disgusto come avviene per altri generi di trasmissioni che attingono alla cosiddetta vita reale, ma che reale non è, anzi, è piuttosto una vita di situazioni estreme. Ma quest’anno mi sono tolto una grande soddisfazione! dicembre 2016

Quello è per me la più grande soddisfazione. Mi ha permesso di tornare al mio genere preferito dopo anni che ne ero rimasto distante. Pensare di realizzare un game show che entra tutte le sere nelle case di 4 milioni di italiani dà una gioia infinita. E poi lavorare con un grande della TV come Gerry Scotti rende ogni giornata allegra ed è un caricatore naturale di energia. Proprio sui conduttori poi, permettimi di aprire una parentesi. Sono proprio loro che, con il format giusto, fanno la differenza. Mi succede la stessa cosa con Antonella Clerici con la quale lavoro con grande allegria da quasi 10 anni, prima con “Tutti pazzi per la Tele” e poi con “La prova del Cuoco”.

E la tua prossima sfida?

Sta già per iniziare. Proprio a Dicembre, il 14 e il 21, faremo su CANALE 5 due puntate del grande successo americano “Little big shots”, che da noi si chiamerà “Little big show”, uno spettacolo fatto da piccoli protagonisti dai 4 ai 12 anni che ci stupiranno con la loro simpatia e con le loro particolarissime abilità che lasceranno tutti a bocca aperta. Uno show condotto da Gerry Scotti senza gara, senza giuria, senza vinti né vincitori,

da gus ta r e ]

con l’unico obiettivo di far passare un’ora e mezza. Hai capito bene, solo un’ora e mezza, come i grandi show di una volta, con simpatia e allegria per tenere unita tutta la famiglia durante le feste di Natale. Sono molto grato al Presidente di EndemolShine Italy Paolo Bassetti e al Direttore Commerciale Stefano Torrisi che continuano a credere in me affidandomi degli show così divertenti e innovativi. A questo proposito, il prossimo 2 gennaio, festeggerò i miei primi 10 anni in Endemol.

A Natale si scrivono le lettere di richieste di doni a Babbo Natale. Tu cosa chiederesti per la nostra amata TV?

Chiederei maggior rispetto, maggior educazione e maggiore pulizia. Una TV attenta all’attualità, raccontata con stile ed eleganza. Più game show e varietà e meno cronaca a tutte le ore. Sono certo che questa è la direzione che si sta prendendo, così si spiegano i successi di “Rischiatutto” su RAITRE e di “Stasera a casa Mika” su RAIDUE, oltre che di “Tale e quale show” su RAIUNO e “Tù sì que vales” su CANALE 5, tanto per fare esempi di TV positiva. La buona TV è ancora amatissima da tutto il pubblico e, insieme, ce la faremo a farla diventare sempre di più un’amica presente nelle nostre giornate. Buon Natale a tutti gli amici di “Italiadagustare” e “Milano 24orenews”. Allora non mi resta che augurarti un sereno Natale e un mega in bocca al lupo per tutte queste grandi novità!

* www.my-home.biz 17


CRESPELLE AL RADICCHIO

[ s alute e benes s er e ]

Calorie per persona: 245 Ingredienti (per 4 persone) Per le crespelle: 1 uovo 60g farina 150ml latte scremato

Per il ripieno: 400g radicchio 1 cipollotto (60g) mezzo bicchiere vino rosso 150g ricotta magra 30g burro 1 cucchiaio di olio di oliva 20g di parmigiano o grana grattugiato sale fino pepe

Preparazione: Amalgamare la farina con l’uovo e il latte, fino a formare una pastella dalla consistenza abbastanza liquida. Salare e far riposare il composto per circa 30 minuti. Nel frattempo, tritare il cipollotto e farlo appassire in una padella insieme a un cucchiaio (10g) di burro. Unire un bicchiere d’acqua e continuare la cottura per 5-10 minuti. Lavare bene il radicchio (con il bicarbonato, se non si è immuni alla toxoplasmosi), asciugarlo con carta da cucina e tagliarlo a listarelle. Versarlo nella padella con il cipollotto, salare, pepare e bagnare con il vino, quindi coprire con un coperchio e far cuocere per 10-15 minuti. Togliere dal fuoco e unire, mescolando, la ricotta e un cucchiaio di formaggio grattugiato. Scaldare un padellino antiaderente, ungerlo leggermente con l’olio di oliva e versare mezzo mestolo di pastella. Far dorare per un paio di minuti da entrambi i lati. Preparare in questo modo 8 crespelle. Spalmare su ciascuna crespella un po’ di composto e arrotolare. Disporre le crespelle in una pirofila, rivestita di carta da forno, e spennellarle con due cucchiai (20g) di burro fuso. Cospargere con un cucchiaio di formaggio grattugiato e far dorare in forno a 220° C per 10 minuti. Petto d’anatra all’uva • Calorie per persona: 339 18

NUTRIRSI BENE PER VIVERE MEGLIO ANCHE DURANTE LE FESTE! I consigli di Evelina Flachi

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Siete pronti ad affrontare le festività di Natale? Siete stressati per la scelta dei regali o state già pensando a come smaltire i chili di troppo che inevitabilmente vi ritroverete addosso dopo le decine di aperitivi, pranzi, cene con i colleghi, gli amici e i parenti? Niente paura, l’eccezione conferma la regola!!! Per questo durante le feste godiamoci pure il piacere di gustare ricette della tradizione in compagnia di persone care ed amici senza dimenticarci che nella quotidianità dobbiamo mantenere un’alimentazione equilibrata, variata, moderata nelle quantità as-

sieme a uno stile di vita attivo. Scegliere il gusto equivale a investire in salute e da 12 anni ne parlo con Antonella Clerici nella nostra rubrica alla Prova del Cuoco su Rai Uno, dimostrando che il benessere si mantiene anche a tavola con un’alimentazione sana ma comunque gustosa. Anche la tanto temuta dieta può diventare un’ottima occasione per riscoprire i piatti della tradizione mediterranea, uno dei tanti tesori di casa nostra che, complice lo shock della crisi economica, stiamo imparando a rivalutare. In questi ultimi anni abbiamo parzialmente didicembre 2016


PETTO D’ANATRA ALL’UVA Calorie per persona: 339

menticato quella straordinaria guida al benessere che è la dieta mediterranea, tutelata dall’Unesco come patrimonio mondiale dell’umanità, preferendo puntare su modelli di alimentazione esterofili, come certe diete sbilanciate, iperlipidiche ed iperproteiche. Fortunatamente questi schemi per gli scarsi risultati nel tempo e gli eventuali problemi correlati stanno avendo minori conferme. Finalmente anche da noi, come all’estero, si sta riconfermando la dieta mediterranea! La crisi economica ha contribuito a riscoprire e valorizzare i prodotti nostrani, dal valore qualitativo altissimo. Sono inoltre un’importante carta dell’economia nazionale da sfrut-

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tare sul mercato dell’export. La Fondazione Italiana per l’Educazione Alimentare, di cui sono presidente, è impegnata nell’informare gli allievi delle scuole sull’importanza di nutrirsi correttamente. Un bambino informato sarà il consumatore accorto di domani e sarà inoltre un adulto che avrà a cuore la propria salute e quella degli altri, consapevole che il benessere passa da un rapporto equilibrato con il cibo. Se durante le feste esageriamo possiamo “recuperare” nei giorni successivi con dei pasti leggeri a base di passati di verdure e centrifugati depurativi e drenanti a base di verdura e frutta di stagione. Si può perdere peso senza rinunciare al piacere del buon ci-

Ingredienti (per 4 persone) 600g petto d’anatra 300g cavolini di Bruxelles 20 chicchi di uva bianca 1 cucchiaio di olio di oliva 20g di burro 1 spicchio d’aglio succo di un limone 1 rametto di rosmarino 3 foglie di salvia sale fino (una presa) pepe

Preparazione: Lavare e asciugare il petto d’anatra, poi disporlo in un piatto e spolverizzare con il pepe. Adagiarvi le erbe tagliate in grossi pezzi e l’aglio sbucciato. Bagnare con il succo di un limone e far riposare per un’ora in frigorifero. Lessare i cavolini di Bruxelles per 10-15 minuti. Tagliare il petto in due, in modo da appiattirlo. Farlo rosolare 10 minuti, insieme agli aromi della marinatura, in una padella antiaderente con un cucchiaio di burro e uno di olio. Salare, pepare e rigirare, quindi far cuocere 5 minuti a fuoco vivo. Abbassare la fiamma, coprire con un coperchio e cuocere per 30 minuti circa, girando la carne a metà cottura. Togliere la carne dal tegame e tenerla in caldo avvolgendola in un foglio di alluminio. Eliminare le erbe e aggiungere i chicchi d’uva, facendo cuocere per un paio di minuti. Frullare i cavolini lessati e formare una purea amalgamando in padella con un cucchiaio di burro. Servire la carne, tagliata a fettine, in un piatto, insieme alla purea di cavolini e a qualche chicco d’uva.

dicembre 2016


[ s a lute

SORBETTO DI PERE AL LIMONE

e benes ser e ]

Calorie per persona: 178 Ingredienti (per 4 persone) 2 pere William mature 150g zucchero 1 cucchiaio succo di limone Per la decorazione: 4 ciuffetti di menta 2 limoni

Preparazione: Versare in un tegame di acciaio inossidabile lo zucchero e due bicchieri (200ml) di acqua. Mettere sul fuoco basso e far cuocere 10 minuti da quando bolle. Eliminare con un mestolo forato la schiuma che si è formata in superficie. Spegnere il fuoco e lasciar raffreddare. Sbucciare le pere, togliere il torsolo e frullare con il robot la polpa insieme al succo di limone e allo sciroppo preparato. Versare il composto in un recipiente di vetro basso e largo, coprire con una pellicola e mettere in freezer. Togliere dal freezer dopo circa due ore, quando il preparato inizia ad addensarsi ai lati e sul fondo, ma è ancora morbido al centro. Rimettere il composto nel frullatore e azionare per un paio di minuti. Mettere di nuovo il sorbetto nel recipiente di vetro e tenerlo in freezer per circa tre ore finché si è completamente solidificato. Lavare i limoni e ricavare, con un coltellino, quattro spirali dalla scorza. Servire il sorbetto decorando con la menta e la scorza di limone.

bo? Certo, farlo equivarrebbe a punirsi, infliggendosi delle inutili auto restrizioni. Quando si vuole dimagrire è sconsigliato seguire diete eccessivamente ipocaloriche: si rischia l’effetto yoyo, che ci porta a recuperate più grasso come riserva perché l’organismo abbassa la sua esigenza calorica. Il peso scende velocemente perché si perdono liquidi e anche massa muscolare. Una volta terminata la dieta restrittiva, si tende poi a mangiare come prima o più di prima e l’organismo, avendo memorizzato la restrizione calorica, tende a crearsi una buona scorta di grasso, ingrassando più di prima. Partendo da una quota calorica abituale, stimata di circa 2mila calorie giornaliere, to-

gliendone 500/700 al giorno, già in una settimana vedrò i primi risultati. È poi importante fare sport o una camminata veloce di 40 minuti al giorno. Una dieta per funzionare deve comunque essere personalizzata: occorre sempre tener presenti le esigenze della persona, l’organismo, il sesso, l’età, il tipo di lavoro che svolge. Una sana alimentazione “allunga” la vita assieme a uno stile di vita sano, al movimento e a controlli medici puntuali e ci aiuta a prevenire numerose malattie come il diabete, l’ipertensione arteriosa, le patologie cardiovascolari. Non va dimenticato che il sovrappeso e l’obesità sono fattori che predispongono a questi e altri problemi di salute.

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[ gour met ]

RISTORANTE SAN DOMENICO DALLE STELLE ALLE STAR, A IMOLA COME A NEW YORK A cura di Riccardo Lagorio

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Il classico non tramonta mai. È questa l’idea che si ha quando si entra al San Domenico di Imola e che racconta il trascorrere del tempo in questo inossidabile locale. Con i rapidi avvicendamenti di cuochi a cui le cucine ci hanno abituato in questi anni, sembrerebbe impossibile che uno chef rimanga saldo al timone di un locale per quattro decenni. Ma succede anche questo all’interno delle stanze di uno dei più eleganti ristoranti d’Italia: infatti proprio nel 2015 Valentino Mercattilii ha tagliato il traguardo dei 45 anni insieme al fratello Natale. Il loro San Domenico era stato fondato nel 1970 da una icona della ristorazione emiliana, Gianluigi Morini che qualche anno più tardi avrebbe coinvolto a pieno titolo Valentino e Natale. Da quel momento ai due fratelli Mercattilii è legato il nome di una delle pietre miliari della ristorazione italiana. Il luogo della piazza alberata su cui si affaccia il San Domenico è un’isola di pace, accanto alla chiesa che ne riporta il nome; dentro ambienti pieni di cuoio dalle tinte scure e bordeaux, mentre cande-

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dicembre 2016


[ gour met ] Nella pagina a fianco: il dehor del ristorante; Valentino con il fratello Natale e il nipote Massimiliano Mascia; in questa pagina: la cantina e il famoso Uovo in raviolo San Domenico®

labri e burriere d’argento, fiori e abat-jour, alzatine e musica barocca sono d’atmosfera e creano quel senso profondo del San Domenico dove ogni dettaglio fa sentire speciale l’ospite. Se vi piace l’esclusività, questo è il posto migliore dove andare a mangiare. L’ampio ingresso introduce a varie piccole sale con pochi e distanziati tavoli, poi la sala per banchetti o gruppi di ospiti fino a 40 commensali. Tovaglie e tovaglioli di lino pesante colore fucsia sono diventati uno dei segni distintivi del locale e poi il salotto con camino per I’aperitivo o per fumare i sigari o la pipa. Regale è l’impronta araldica del San Dodicembre 2016

menico nel burro salato, che viene servito con mezza dozzina di tipologie diverse di pane. Gli ingredienti sono i prodotti stagionali dei luoghi intorno, la cucina è arricchita da un tocco di inventiva che la caratterizza. I piatti che vale la pena prenotare sono quelli storici, frutto di una vita intera di sperimentazioni e di lavoro non solo dietro i fornelli, ma anche di una ricerca estetica che culmina in preparazioni dove predomina la geometria, piene di sfumature cromatiche, arricchite da intuizioni geniali, come il guancialino di vitello di latte brasato con polentina mantecata al formaggio di fossa, solo in partenza semplice, ma arricchito dal gusto del formaggio. Golosi gli gnocchi di patata rossa di Imola al lardo di Arnad con fave novelle e pomodorini confit. Si racconta che Woody Allen ne andasse pazzo quando si accomodava al San Domenico di New York, il gemello del buon gusto aperto nel 1988 a Central Park. Indro Montanelli invece, a Imola, aveva un debole per l’Uovo in raviolo con burro di malga (versato fritto), tartufo bianco e Parmigiano Reggiano, un piatto che è diventato un’istituzione per i buongustai e che va terminato facendo scarpetta al tuorlo d’uovo («Perché il nostro obiettivo è di far passare due ore di felicità seduti ai nostri tavoli», ci dicono i due fratelli, «con una cucina intenta a riscoprire la

genuinità»). Un piatto che ha contrassegnato la storia del San Domenico e al tempo stesso dimostrato la continuità del progetto, che da qualche anno ha visto l’ingresso in cucina anche del nipote, Massimiliano Mascia. Dall’acqua, le triglie. Proposte con una panatura di pane verde, punte di asparagi e vegetali che hanno appena intravisto il fuoco realizzano un piatto di compostezza irreale, in cui il campionamento accurato delle verdure è un saggio di ricerca. Poi gli scampi del Quarnero con asparagi verdi e caviale, una composizione colorata, allegra e fantasiosa nella suggestione di accostamenti gustativi inusuali. Dalla terra, il dorso di capriolo gratinato alle erbe con verze stufate e sugo al profumo di gin e ginepro: il bosco ricreato a tavola. Dal cielo, il petto e coscia di piccione al rosmarino con scaloppa di fegato d’oca e salsa al tartufo nero. Appunto: leccornia inviata dagli dèi agli uomini. La grande scelta di formaggi ma soprattutto una cantina (da visitare) dove riposano 20mila bottiglie non sono dettagli da nulla. Colazione di lavoro a 60 euro; alla carta se ne spendono 150. Vini esclusi.

Ristorante San Domenico Via Gaspare Sacchi, 1 Imola (BO) Telefono 054229000 www.sandomenico.it 23


SCELTI PER VOI

[ hi-tech ] COSA REGALARE A NATALE?

Un dilemma che ogni anno arriva puntuale insieme alle feste. A ogni persona va preso il giusto regalo, ma prima farlo chiediamoci se ciò a cui stiamo pensando piaccia più a noi o al destinatario. Concentriamoci sulla sua personalità, sui suoi gusti e sulle cose che realmente preferisce. Dal gioiello all’ultima novità hi-tech, c’è però chi sarebbe felice di ricevere il libro tra i generi che ama. Ecco alcuni nostri “consigli per gli acquisti”!

HUAWEI MATE 9

È indubbiamente uno degli smartphone Android più avanzati e completi disponibili sul mercato, grazie alla ricca dotazione e all’elevata multimedialità. Dispone di un grande display da 5.9 pollici con una risoluzione di 1920x1080 pixel; lo spessore di 7.9mm è veramente contenuto. È un prodotto con pochi competitor per ciò che riguarda la multimedialità grazie alla fotocamera da ben 20 megapixel che permette di scattare foto di alta qualità con una risoluzione di 4992x3744 pixel e di registrare video in 4K alla risoluzione di 3840x2160 pixel. Costa circa 750€

GOOGLE DAYDREAM VR

La realtà virtuale, secondo Google, si chiama Daydream. Questo nuovo visore, realizzato con una speciale stoffa per offrire il massimo comfort, permette di alloggiare uno smartphone – compatibile con la tecnologia Daydream, come i nuovi smartphone Google Pixel e Pixel XL - senza la necessità di usare cavi. Dal design particolarmente curato, è dotato di un piccolo telecomando per facilitare le interazioni nell’ambiente virtuale: possiede un piccolo touchpad, oltre a diversi sensori che permettono di riconoscere i movimenti della nostra mano. Costa circa 69€

ICHAEL KORS X FUJIFILM INSTAX MINI 70

Ecco la nuova Michael Kors Instax, il modello più fashion della linea Instax di Fujifilm. Nata dalla collaborazione tra il popolare stilista statunitense il marchio giapponese, la nuova elegante fotocamera in edizione limitata ha colorazioni nero e oro, con la firma dello stilista sul retro nero. Include il flash e una modalità selfie adatta alle feste ed è in grado di stampare fotografie di alta qualità in un istante. Una bella idea regalo per tutti gli appassionati di moda e fotografia, ma non solo. Costa circa 150€

DIGITALIZZATORE DI APPUNTI SU CARTA WACOM BAMBOO SPARK

Se il vostro sogno è quello di scrivere con una vera penna su un vero foglio di carta e trasferire il tutto su smartphone, tablet o computer, ecco l’oggetto giusto per voi. Questo digitalizzatore permette di scrivere gli appunti su carta e, in automatico, di trasferirli in copia digitale. Dopo aver accoppiato il quaderno con il vostro device (android o iOS) potrete iniziare a scrivere, non necessariamente sul taccuino lì presente ma potrete anche appoggiare un qualsiasi foglio nella stessa posizione del taccuino e scrivere su quello. Costa circa 100€

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MISFIT RAY

Per gli sportivi ecco il fitness tracker alla moda con funzioni smart-touch, da indossare come braccialetto o come pendente. Impermeabile (resiste fino a 50 metri), è in grado di monitorare in modo impeccabile l’attività fisica in tantissimi sport. Non manca la funzione di notifica di chiamate ed sms, tramite vibrazione. Il tutto avviene associando la band allo smartphone e scaricando l’applicazione relativa Misfit, disponibile sia per Android che per iOS. Alimentato tramite 3 pile a bottone in grado di garantire fino a 6 mesi di durata, costa circa 100€ dicembre 2016


HOLISTIC COMPUTING

IS THE FUTURE!

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LIBRO

Coraggio, passione, dolore nella ricca Milano degli anni ‘80 A cura di Valerio Consonni

IL CONTE

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Quando decise di pubblicare "Il Conte" (Armenio Editore), scrisse che si trattava di un’opera di fantasia, una pura invenzione; poi cominciò a capire l’importanza che poteva avere la sua storia, perché in realtà era la sua autobiografia. Lui è il conte Claudio Savoldi Bellavitis, erede di una delle più importanti famiglie della aristocrazia milanese. Racconta la vita di due diversissimi fratelli, nuovi Caino ed Abele: Gabriel (ovvero Claudio) votato al bene e Augusto, dedito al male, un freddo organizzatore di rapine di gioielli e quadri preziosi, nonché di traffico d’armi. Qui i buoni sono buoni e i cattivi veramente cattivi. Proprio come nelle fiabe più nere, di quelle che quando le ascoltavamo da piccoli avevamo poi paura di andare a dormire. Già lo si intuisce dalla bellissima ed elegante copertina: uno sfondo nero maculato di foglie, fiori ed arabeschi, sul quale risalta una macchia bianca come la neve della camicia di uno smoking; una croce rovesciata che brucia; una mano con guanto bianco che sembra una pistola che spara; un diamante luminescente sormontato da una corona argentea. Tutta una simbolica che già apre uno scorcio sul libro. Leggiamo di una madre che non si capisce se per paura o avidità è sempre d’accordo con il figlio cattivo. Una sorella ambiziosa che vive di subdoli intrighi pur di fare una bella vita. In una ricca Milano degli anni ‘80, contrassegnata da luci e tenebre (feste, balli, gioielli, belle donne, famiglie nobili, industriali, politici, rapine...) si racconta uno scandalo che a suo tempo macchiò il

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capoluogo lombardo. Delineando una realtà luciferina, Bellavitis genera una malia capace di attirare dentro di sé il lettore, così da impedirgli di prendere pause. A lui potere e ricchezza non interessano; le note, la musica sua salvatrice e musa... Dal dolore nasce bellezza. Consapevole ormai di essere rimasto solo, un orfano senza famiglia, dove ogni costruzione gli sembra precaria, ecco che nuove energie fluiscono nel suo sangue e alla fine Gabriel esce da quell’abisso di nero. Come? Raccontandosi, scrivendo la propria autobiografia, approdando in punta di piedi al mondo delle parole. Come in una tragedia greca, Gabriel subisce una catarsi, una purificazione da quelle terribili emozioni. Nasce una nuova forma di consapevolezza: Bellavitis è divenuto in qualche modo diverso da come vi era entrato. Forte e solo, denuncerà i misfatti del fratello Augusto. Il libro ha un doppio finale: uno vero, reale, e poi il secondo, inventato, quello che sarebbe piaciuto al conte Bellavitis. Nel finale vero scopriremo perché Augusto è diventato quello che è: la sua malvagità voluta e subita. Invece in quello fittizio, quel microscopico granello, quell’invisibile frammento incastrato nell’anima che continua a ronzare nella mente, spinge l’autore a cercare nuove soluzioni, risposte che la vera realtà non può dare. Una autobiografia terribile ma anche coraggiosa dove una passione, se ben guidata, può condurre oltre il dolore. Claudio Bellavitis è ora un artista polistrumentista di fama internazionale. dicembre 2016


[ libri ] LA MATEMATICA DEGLI DEI E GLI ALGORITMI DEGLI UOMINI

I numeri sono un invenzione della mente o sono un qualcosa che è già nel mondo e la nostra mente li scopre? Che specie di realtà va attribuita ai numeri? Paolo Zellini, professore di analisi numerica all’università di Roma di Tor Vergata, in questo magnifico saggio ci immerge in lontane e misteriose civiltà, quando ancora i numeri e le figure geometriche erano considerati il fondamento della stessa realtà di cui facevano parte, enti divini che si sottraevano all’ instabilità e all’evanescenza del mondo. Come un giallo! Paolo Zellini, (Adelphi)

LA VITA NON È IL MALE

Questo libro nasce dalla fatica di coagulare quei frammenti di bene, sommessi, sotterranei, che a volte come un fiume carsico fuoriescono dal terreno ed elevano la condizione umana. “La vita non è il male”, ovvero fare il bene non è solo il risultato di un atto rischioso, come emerge qui dalle molte storie raccolte dai testi sapienziali o da narrazioni di fatti di cronaca vera, ma è anche domandarsi se attraverso il bene sia possibile costruire una “rete di fraternità”. Esiste il bene, occorre solo dargli respiro, spazio, ascolto, dicono i due autori. È possibile costruire il bene? Gabriella Caramore e Maurizio Ciampa (Salani)

AL GIARDINO ANCORA NON L’HO DETTO

Un libro dolente e luminoso da leggere almeno due volte: un racconto vero pieno di grazia dove la descrizione e la storia di un giardino si intrecciano con gli stati d’animo dell’autrice. Ma poi che succederà a quel fiore quando il giardiniere quel giorno (e i giorni a venire) non arriverà all’appuntamento? Quale pianta saprà badare a se stessa? Il giardiniere è Pia Pera, la quale è stata stretta nella morsa di una malattia terminale. Un libro ricco di metafore e frasi da segnare, da ricordare, un diario che, come pochi altri, ci aiuta a comprendere la straordinaria avventura di stare al mondo. Pia Pera, (Ponte delle Grazie)

IO E MABEL

L’avventura di una scrittrice che guarisce dalla depressione (per un lutto) addestrando, osservando, vivendo con un astore cacciatore. Helen e Mabel: una donna ferita e un rapace sanguinario. Un incontro impossibile, eppure vero, fatto di tenerezza e dolore e autentica, ritrovata felicità. Un’indimenticabile storia d’amore. Helen Macdonald, (Einaudi) dicembre 2016

LE OTTO MONTAGNE

La storia raccontata da Cognetti è un classico da leggere senza discutere. Il romanzo, in via di traduzione in 30 Paesi, racconta della fragilità dentro un mondo di pietra e di ghiaccio: di padri, di figli e dell’amicizia che i maschi non sanno dirsi, perché non trovano le parole giuste o forse per troppo pudore.

Questo libro possiede il lungo e solenne respiro di un classico, dove nel silenzio dei boschi e delle vallate parlano i cuori di persone così diverse nei ruoli e nelle abitudini. La montagna, nella sua scarna bellezza, dura e selvaggia, segna l’anima per sempre.

Paolo Cognetti, (Einaudi)

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[ a genda italia ] ALLA SCOPERTA DEI MERCATINI DI NATALE PIÙ BELLI

In ogni città italiana ormai da tanti anni si celebra il “rito” dei mercatini di Natale. Una tradizione in realtà molto antica che, per alcuni, risale addirittura al Medioevo! In questo rapido viaggio dal nord al sud della nostra penisola abbiamo cercato di trovare gusti, sapori, piccoli oggetti artigianali da regalare e da regalarvi per un Natale felice. Buon Viaggio.

BOLZANO Se ancora non ci siete andati, preparatevi a questa visita al mercatino di Natale forse più grande fra quelli allestiti in Alto Adige, certamente il più famoso. Non sarete soli perché a Bolzano per un giro fra le tipiche casette di Piazza Walther, ogni anno arrivano folle di visitatori provenienti davvero da tutto il mondo. La chiusura del mercatino è prevista per il 6 gennaio 2017.

TRENTO I Mercatini di Natale in Trentino Alto Adige sono un’esperienza unica e da non perdere. A Trento, si allestisce ormai da anni un famoso mercatino di Natale irresistibile per la presenza delle sue specialità enogastronomiche. Tante idee regalo, ma incomparabili salumi, formaggi, vini, marmellate e dolci per confezionare cesti natalizi davvero unici. Si chiude il 6 gennaio 2017.

VERONA È quasi un obbligo venire qui per vivere l’atmosfera natalizia della città scaligera, gemellata, non a caso, con Monaco di Baviera, città che le ha trasmesso il fascino dei mercatini del nord Europa. A Verona i più importanti si trovano in Piazza Bra e in Piazza dei Signori, mercatini che si sono diversificati al punto da consentire due visite che non avranno nulla di ripetitivo.

MACERATA Bellissima città delle Marche, dove il Natale trasforma anche il mitico mercato cittadino de ‘Il Barattolo’. Cento espositori invaderanno il cuore della città, da Piazza della Libertà a Piazza Cesare Battisti, occupando anche i portici della città marchigiana. Addobbi per la casa e per l’albero di Natale, decorazioni, presepi artigianali e tanti prodotti da regalo: abbigliamento vintage, oggettistica d’epoca, bigiotteria e tante altre curiosità. Non mancano i dolci, le marmellate, le caramelle, i cioccolati. Solo nei giorni 8, 11, 17 e 18 Dicembre. dicembre 2016


MILANO Da anni il Natale veste il capoluogo Lombardo di una sfavillante atmosfera natalizia. Piazze, vie, interi quartieri si illuminano in modi diversi con infinita fantasia di luci e di decorazioni. In Piazza del Duomo la folla che viene a Milano da tutto il mondo, vive l’emozione di un giorno che sembra non avere mai fine. Si può passeggiare fra decine e decine di bancarelle che terminano il loro percorso immediatamente alle spalle del Duomo. A differenza dei mercatini che abbiamo già visitato, questo di Milano presenta prodotti che profumano di internazionalità. Poi, qua e là per la città, troverete una ventina di colorati mercatini con prodotti enogastronomici, giocattoli, oggetti per la casa, ricordi della tradizione e gadget di ogni tipo. Passeggiare per Milano in questi giorni di festa è davvero un’emozione da vivere. FIRENZE Nel capoluogo toscano il profumo del Natale si sente in modo particolare quando le bancarelle rosse e le casette riempiono e invadono la meravigliosa Piazza Santa Croce. Oggetti regalo, dolciumi per la gioia dei più piccoli, e… tanto cibo. Non mancano infatti dolci, marmellate, caramelle e cioccolati.

dicembre 2016

AOSTA Facciamo una sosta nell’antica città romana, Aosta, dove nell’area archeologica del Teatro Romano si tiene il famoso mercatino di Natale “Marchè Vert Noël”. È una visita irrinunciabile che si svolge camminando in un vero e proprio bosco di abeti, addobbati con coloratissime decorazioni luminose e avvolti dalle note delle musiche di Natale.

NAPOLI Città che sa ben distinguersi anche nelle tradizioni natalizie. Niente mercatini come vi abbiamo segnalato nelle altre città, ma un unico straordinario mercato aperto tutto l’anno, senza bancarelle, ma con una serie di negozi che si affacciano tutti in via Gregorio Armeno, strettamente legati ai temi del presepe tanto da aver coniato da tempo immemore l’espressione “Presepe Napoletano”. Dovete venirci per scoprire una storia del Natale davvero unica.

ROMA Una sosta nella capitale è assolutamente doverosa. La città eterna si prepara a vivere il Natale con le sue piazze, le strade, i vicoli, i palazzi e le fontane più belle, che si accendono di mille luci e colori. A Roma ci saranno tanti mercatini di Natale, ognuno con una sua caratteristica. Gli angoli storici della città dal Colosseo a Piazza Navona accoglieranno come ogni anno da tanto tempo, decine di bancarelle che attireranno grandi e piccoli nel grande “gioco” degli acquisti di Natale. Ma Roma non si visita certo per i tanti mercatini, ma per impregnarsi della sua magica atmosfera unica al mondo.

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[ via ggi ]

NATALE E CAPODANNO IN CROCIERA GLI ESCLUSIVI MENÙ DI CRACCO A BORDO DI MSC Le due torte a forma di MSC Meraviglia e MSC Seaside realizzate dal pasticcere Ernst Knam

Anche quest’anno il più “cattivo” tra i giudici di MasterChef Carlo Cracco firmerà, per il quarto anno consecutivo, i menù delle cene di gala di Natale e Capodanno per la gioia dei palati delle migliaia di ospiti a bordo delle navi della flotta MSC. I palati più fini e sofisticati saranno allietati dal menù di Natale a base di piatti esclusivi: “Capesante alla plancia, avocado, lime, coriandolo e pepe rosa; Riso mantecato, tartufo nero e sedano rapa; Filetto di vitello gratinato alle nocciole, spinaci e salsa vino rosso; Zuppa inglese”. Il cenone di Capodanno, invece, sarà particolarmente apprezzato da chi preferisce i contrasti e sapori forti e decisi: “Trancio di salmone dorato, cuore di lattuga alla piastra e salsa al rafano; Pappardelle fatte di castagne, ragù bianco di faraona e foie gras; Cappone ripieno, purea di patate, tartufo nero e radicchio; Crema ghiacciata al frutto della passione, gelato alla gianduja e salsa al miele”. Il tutto abbinato al Prosecco, al Pinot Bianco e al Pinot Nero della Cantina Aneri.

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LA FLOTTA MSC

Il 2017 sarà un anno ricco di novità per MSC Crociere, a iniziare dalla flotta che crescerà fino a contare 14 unità grazie all’arrivo di due nuove futuristiche navi: “MSC Meraviglia”, che sarà battezzata a giugno e che effettuerà crociere settimanali nel Mediterraneo in partenza da Genova, Napoli e Messina, e “MSC Seaside” che, varata nei prossimi giorni, sarà invece destinata al Mar dei Caraibi. L’arrivo di queste nuove due navi oltre a consentire una crescita ulteriore nel Mediterraneo e in Europa, mercati dove la leadership della compagnia e indiscutibile, e ai Caraibi, meta sempre più ricercata anche dagli italiani, segna anche un punto di partenza per tutto il settore delle crociere in termini di tecnologie e servizi offerti agli ospiti. Si tratta infatti delle prime due delle undici navi di prossima generazione MSC Crociere che entreranno in servizio tra il 2017 e il 2026. dicembre 2016

Ph. Canio Romaniello

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A cura di Elena Fossati



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