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Anno 7 - Gennaio/Febbraio 2017 • Periodico di Cultura e Società

CAMPARI

È toscano il barman 2017 RACHELE SOMASCHINI

«Correre per un respiro»

PATTY PRAVO Icona di stile


STORIA & LEGGENDA

EL PANETÙN DE SAN BIAS A cura di PAOLO MINOTTI

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angiare insieme in famiglia il panettone avanzato dal Natale il 3 febbraio è un’antica tradizione milanese, un “vaccino” per proteggersi dai mal di gola e raffreddori per tutto l’anno. L’occasione è la festività di San Biagio, un santo molto venerato nella città meneghina (tanto che una sua statua alta 2 metri, scolpita nel marmo bianco di Candoglia, svetta tra le guglie del Duomo). Ma chi era San Biagio? Nato in Armenia nel III secolo d.C., completò gli studi di medicina e intraprese la professione medica fino a quando i suoi concittadini, da cui era molto amato, non lo spinsero a fare il Vescovo. Non rinunciò alla sua professione: da medico curava il corpo e da Vescovo le anime dei suoi fedeli. Si narra che un dì Biagio incontrò una donna disperata perché il figlio stava soffocando con una lisca di pesce rimastagli conficcata in gola, e accorse in suo aiuto. L’istinto di medico gli fece usare della mollica di pane e la fede di Vescovo la fece mangiare al ragazzo solo dopo averla benedetta. Quel gesto che aveva ben poco di miracoloso (tant’è che ancor oggi si mangia del pane per

«SAN BIAS EL BENEDISS LA GOLA E EL NAS» liberarsi da una spina di pesce che per caso si è conficcata nella gola) gli fece salvare la vita del ragazzo. Ma la notizia fece presto molta strada e Agricola, prefetto di Diocleziano per l’Armenia, sentendo crescere a dismisura la fama di questo Vescovo, lo fece uccidere per eimpedirne la santificazione da parte del popolo. Ma il martirio ottenne l’effetto contrario, e presto Biagio fu fatto Santo. In ricordo dell’episodio del bambino e della mollica, il 3 febbraio si usa mangiare del pane benedetto per proteggere la gola. In tutto questo cosa centra il panettone? C’entra perché a San Biagio si attribuisce un altro “miracolo” che ha a che fare con il panettone. Infatti si racconta che molto tempo dopo il martirio del Vescovo, quando il tipico dolce natalizio era già stato inventato, una donna milanese si fosse recata, poco prima di Natale, da un Frate di nome Desiderio,

perché benedicesse il panettone che aveva preparato per la sua famiglia. Trovando il frate molto occupato, la donna decise di lasciargli il dolce e passare nei giorni successivi a riprenderlo. Ma se ne dimenticò per giorni, anzi settimane e frate Desiderio, dopo averlo benedetto, convinto che la sua “padrona” non lo volesse più indietro, iniziò a mangiarlo un po’ alla volta, fino all’ultimo boccone. La donna si ripresentò a chiedere il suo panettone benedetto proprio il 3 febbraio, giorno di San Biagio: il frate era pronto a restituirle l’involucro vuoto e a scusarsi, ma al momento di consegnarglielo si accorse che nell’involucro era comparso un panettone grosso il doppio rispetto all’originale. Era stato un miracolo di San Biagio, che diede il via alla tradizione di portare un panettone avanzato a benedire ogni 3 febbraio e poi mangiarlo a colazione per proteggere la gola. 24oreNews

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24 orenews.it

Milano Periodico di Cultura e Società

Anno 7 - Gennaio/Febbraio 2017

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6 35 24 SICUREZZA DATI & PRIVACY

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Protezione dei dati personali

DOVE VAI PERSONAGGIO

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Rachele Somaschini: «Correre per un respiro»

ARTE E CULTURA

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Teatro alla Scala: Falstaff; Don Carlo La nuova casa della Fondazione Feltrinelli

FASHION

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Milano Moda Uomo A/I 2017-2018 I consigli di Marina Mazzolari

MILANO SI RACCONTA

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Premio Campari “Barman of The Year 2017” Urbano Alessio: Gran Galà di compleanno

GIROMILANO

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News da Las Vegas Toyota C-HR 1.8 hybrid CVT 4

24oreNews

Febbraio: i concerti Febbraio: i teatri Febbraio: le mostre

COME STAI?

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I rimedi dell’omeopatia Attenzione ai tacchi a spillo! L’influenza «prendiamola sul serio»!

ERBARIO MAGICO

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RUOTE & MOTORI

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Milano da scoprire

SPETTACOLI

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HI TECH

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Slovenia: terra di draghi e di tesori

Echinacea, un alleato contro l’influenza

IL SESSUOLOGO

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Le risposte del medico


LOVE

In copertina: Patty Pravo

Gennaio/Febbraio Direttore Responsabile Dario Bordet Direttore Editoriale Alessandro Trani Art Director Patrizia Colombo Impaginazione Milano Graphic Studio S.r.l. Hanno collaborato Roberto Bernorio Patrizia Colombo Stefano De Angelis Marica De Bonis Carlo Kauffmann Paolo Mariconti Marina Mazzolari Luca Medici Angela Minutillo Bertanza Media Partner

Pubblicità, Promozione & PR Le Roy Advertising - Milano Dante Colombo Carlo Kauffmann Anna Nannini Edizioni Le Roy srl - Milano, viale Brianza, 24 telefono: 3774695715 e-mail: redazione@le-roy.it redazione@24orenews.it online: www.24orenews.it Stampa Bieffe Industria Grafica (Recanati - MC) Periodico mensile Reg. trib. di Milano n. 321 del 10/06/11 N° iscrizione ROC: 22250 Distribuzione Gratuita Desideriamo informarLa che i suoi dati personali raccolti direttamente presso di lei o fornitici saranno utilizzati da parte di “24orenews.it Milano” nel pieno rispetto dei principi fondamentali dettati dalla direttiva 95/46/CE e dal D.lgs. 171/98 per la tutela della Privacy nelle Telecomunicazioni e dalla direttiva 97/07/CE e dal d.lgs. 185/99 Eventuali detentori di copywriting sulle immagini - ai quali non siamo riusciti a risalire - sono invitati a mettersi in contatto con: Le Roy srl

La nostra città è sempre stata una delle città più vivaci d’Europa, dove la creatività e l’l’ampia scena culturale hanno fatto da sfondo ad una imprenditorialità sempre più innovativa e dinamica. È innegabile che la grande svolta è stata prima l’assegnazione e poi il successo dell’Esposizione Universale 2015. Quando si è cominciato a parlare dei numeri dei possibili visitatori, e delle capacità di Milano di essere all’altezza, quasi tutti, anche i più ottimisti, hanno avuto più di una perplessità. Oggi, grazie al successo di Expo, Milano si è “accomodata” di diritto accanto a Parigi, Londra, Berlino, New York, conquistando titoli impensabili fino a qualche anno fa. Si sono moltiplicati gli investimenti esteri, si è modificata la struttura della città con la realizzazione di invidiabili insediamenti urbanistici e, nei consigli degli operatori turistici, è entrata nella ‘top ten’ delle città da visitare. Il mondo della Moda e del Design hanno “occupato” la città da diversi anni, ma oggi registriamo un boom di oltre 30mila imprese culturali, e il crescente numero dei visitatori dei musei, delle mostre, e dei partecipanti a iniziative come BookCity (che ha prodotto in soli tre giorni un calendario di oltre 1000 incontri) fanno di Milano una vera città della cultura. Anche quest’anno è in corso un palinsesto assolutamente eccezionale. Sono tornati i giovani con le loro idee innovative in ogni settore, hanno svecchiato l’immagine di una città che sembrava non uscire dal grigiore di anni di crisi. Sarà un editoriale a puntate, dobbiamo ancora parlare di cibo, di infrastrutture, di istruzione, di verde, di scienza, di volontariato, di influenza sull’intera Regione. Vi daremo tante notizie, vi ricorderemo eventi, vi parleremo del futuro e siamo certi che anche voi non potrete che dire… I LOVE MILANO. Carlo Kauffmann 24oreNews

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IL PERSONAGGIO

RACHELE SOMASCHINI

«CORRERE PER UN RESPIRO»

«D

onne e motori gioie e dolori” così recitava, una volta, il detto sul binomio donna-automobile. Oggi la realtà si è ribaltata drasticamente e il sesso femminile ha saputo brillare e conquistare altrettanti spazi e visibilità del cosiddetto sesso forte. È il caso di Rachele Somaschini, 23 anni e già campionessa nelle gare su pista e nel Campionato Velocità in Montagna. Le dieci vittorie nei rally di montagna, tutte ottenute nel corso del 2016, hanno messo in luce tutta la grinta della donna forte. Quando alla guida della sua auto s’inerpica sulle scoscese strade di montagna, inanellando curve e sfidando la morte, a spingerla a correre non è solo il coraggio, ma una sua personale gara per la vita. Rachele è affetta dalla nascita da una malattia rara, la fibrosi cistica, un

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male che non perdona; lei oggi è testimonial della Fondazione per la Fibrosi Cistica dove s’impegna nella raccolta dei fondi da devolvere alla Ricerca di una cura per questa malattia. Quando è nata la tua passione per i motori? Risale alla mia infanzia. Ho dei ricordi del tempo trascorso al velodromo di Monza, dove mio padre mi portava con sé quando gareggiava e da lì il passo per l'attività agonistica è stato breve. Trovarsi in mezzo alla mischia, l'odore di motori a parlare di auto e vederle sfrecciare mi ha portato a conseguire in tempi record la patente di guida e, da lì, l'autorizzazione a effettuare le gare su circuito. E il tuo impegno per la Fondazione? Sei anni fa, quando avevo 17 anni, dalla Fondazione mi chiesero se me la sentivo di partecipare a un ballo

Ph. Claudio Pezzoli - New Reporter Press

Intervista a cura di FRANCESCA BASTONI


delle debuttanti dove avrebbero organizzato una raccolta di fondi. Fino ad allora avevo cercato di minimizzare con gli altri, di nascondere quasi la mia situazione. Sapevo da tempo che la mia era una malattia letale e me ne rendevo conto ogni giorno che passava, quando per 365 giorni all’anno mi devo sottoporre alle cure: un’ora e mezzo di terapia sia al mattino che alla sera. Sempre aiutata da mia madre Monica, che mi segue dappertutto come un’ombra. Anche quando vado a gareggiare. Lei è apprensiva, è sempre in ansia, e cerca di non darlo a vedere, però è piena di orgoglio per i miei successi e le vittorie conquistate. Eppoi c’è il grande impegno con la Fondazione che promuove la Ricerca sulla fibrosi cistica La mia attività con la Fondazione è nata nel corso della prima gara disputata su pista. La mia determinazione mi ha portato al traguardo ma anche ad un successo più importante: una raccolta fondi da record. È stata una grande soddisfazione ottenere, in una lotteria benefica, un tale risultato. A tutt'oggi non c'è gara a cui partecipi che non conti stand informativi e materiale sulla Ricerca. Che cosa è esattamente la fibrosi cistica? Si tratta di una malattia che, fino a poco tempo fa, era considerata ad alto tasso di mortalità. Oggi è più gestibile, anche se va costantemente monitorata, quello che conta è imporsi una routine perfettamente calibrata fra terapie da seguire e impegni della vita quotidiana. Non adagiarsi mai! Sebbene sia poco nota è più diffusa di quanto si possa pensare. Anche per questo, lotto... Combatto per sensibilizzare le famiglie! La fibrosi ha infatti un'origine genetica e per questo è fondamentale convincere padri e madri a sostenere i test diagnostici e intervenire tempestivamente. La tua partecipazione di testimonial come si articola? È limitata all’attività agonistica? Non mi accontento delle corse, questo è certo! Mi considero una testimonial e una volontaria a tempo pieno. Lavoro con mio padre, mi alleno e mi godo la mia età; ma il resto del tempo lo dedico alla Fondazione. Oltre ai rally coltivi altre passioni? Mi piace sciare, correre e vivere a contatto con la natura. L’attività fisica mi fortifica e mi permette di raggiungere prima i miei traguardi. Ci parli delle campagne di sensibilizzazione? “A bordo con Rachele” è un progetto

creato da me: in ogni tappa delle mie gare viene allestita una postazione di volontari per sensibilizzare e raccogliere fondi in modo mirato. Poi c’è l’iniziativa che, più di tutte, incarna il mio pensiero: “CorrerePerUnRespiro”, un modo per far volare in alto la Ricerca presso un pubblico più vasto. Abbiamo anche un sito: www.fibrosicisticaricerca.it. Attraverso la testimonianza mia e di altri ragazzi affetti da fibrosi si viene a conoscenza dei sacrifici e dei compromessi a cui siamo vincolati, noi tutti... Nascere con la fibrosi cistica vuole dire dipendere da cure quotidiane che sottraggono tempo ed energia alla vita, quella vera. Cerchiamo di far capire che la vita non è tutta rose e fiori e che non bisogna mai dare niente per scontato… Noi ne sappiamo qualcosa. Che consiglio daresti ai ragazzi e a chi è affetto da fibrosi cistica? Ai ragazzi che hanno la fortuna di godere di ottima salute, di fare di tutto per preservarla prendendosi cura di se stessi. A coloro che hanno scoperto di essere ammalati o che si ostinano a ignorarlo, consiglio di non nascondersi e affrontare in modo consapevole la realtà dei fatti. Oltre allo sconforto iniziale si possono scoprire infinite possibilità di riuscita. Guarda me. Corro, organizzo la vendita dei ciclamini e passo giornate intere in mezzo alla strada a Milano per smerciarli. E, dulcis in fundo, in pista ho trovato anche l’amore. Il mio fidanzato, Michele, corre anche lui. Ma soprattutto si precipita ad aiutarmi a vendere i ciclamini. Ecco, sono felice e fortunata. 24oreNews

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ARTE E CULTURA

FALSTAFF Giuseppe Verdi Direttore Zubin Mehta Regia Damiano Michieletto Commedia lirica in tre atti Durata spettacolo: 3 ore e 10 minuti inclusi intervalli Dal 2 al 21 Febbraio 2017

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redimi, amico, quella Casa è veramente l’opera mia più bella». Così scrive Giuseppe Verdi in una lettera all’amico Giulio Monteverde: quella Casa è la casa di riposo per musicisti G. Verdi che egli fece costruire a Milano (in piazza Buonarroti) per accogliervi i vecchi artisti di canto non favoriti dalla fortuna. Falstaff è ultima opera del grande compositore: il libretto è di Arrigo Boito ed è ispirato alla commedia ‘Le allegre comari di Windsor’ e a ‘Enrico IV’ di Shakespeare, il dramma storico nel quale per la prima volta è apparsa la figura di Sir John Falstaff. Damiano Michieletto unisce le due ultime realizzazioni del Maestro ambientandovi un Falstaff di straordinaria delicatezza e umanità. L’amarezza e il declino del gaudente nobiluomo trovano una tenera accoglienza nelle pareti della Casa, fedelmente riprodotte dallo scenografo Paolo Fantini. Sul palcoscenico primeggia il Falstaff par excellence, Ambrogio Maestri, sedotto e gabbato da Carmen Giannattasio, Giulia Semenzato e Annalisa Stroppa; Massimo Cavalletti e Francesco Demuro vestono i panni di Ford e Fenton. Nato a Salisburgo, lo spettacolo approda sotto la Madonnina alla sua collocazione naturale. Rappresentata per la prima volta a Milano alla Scala il 9 febbraio 1893, con la direzione di Edoardo Mascheroni, Falstaff ha aperto le stagioni operistiche del Teatro alla Scala nel 1921, nel 1936 e nel 1980, risultando l’opera maggiormente rappresentata con 34 stagioni e 209 recite.

FALSTAFF: APPUNTAMENTI

3 Febbraio: 2, 5, 7, 10, 15, 17, 21 ore 20:00; 19 - ore 15:00

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DON CARLO Giuseppe Verdi Direttore Myung-Whun Chung Regia Peter Stein Dramma lirico in cinque atti Durata spettacolo: 5 ore e 10 minuti inclusi intervalli Dall’1 al 12 Febbraio 2017

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l’opera più complessa e monumentale di Giuseppe Verdi, su libretto di François-Joseph Méry e Camille Du Locle, tratto dall’omonima tragedia di Friedrich Schiller. Eseguita in passato al Piermarini da Arturo Toscanini, Antonino Votto, Gabriele Santini e Claudio Abbado (nel 1977) la


A sinistra: l’opera Falstaff e il direttore Zubin Mehta; a destra: il direttore Myung-Whun Chung e il Don Carlo alla Scala

versione estesa del capolavoro verdiano torna al Piermarini, dopo 40 anni, con uno dei grandi direttori verdiani del nostro tempo, il M° Myung-Whun Chung. Don Carlo, scritto per l’Opéra di Parigi, dove andò in scena nella versione in cinque atti (e il balletto “La Pérégrina”) l’11 marzo 1867, aveva debuttato alla Scala in questa forma l’anno successivo; sempre per la Scala Verdi l’aveva ridotta a quattro atti nel 1884, salvo tornare alla versione estesa a Bologna nel 1886. Affresco storico e dramma personale, Don Carlo necessita di sei solisti d’eccezione: alla Scala canteranno, insieme al leggendario Ferruccio Furlanetto (Filippo II), la sontuosa coppia femminile formata da Krassimira Stoyanova (Elisabetta) e Ekaterina Semenchuk (la Principessa Eboli) e le voci giovani e generose di Francesco Meli (Don Carlo) ormai tenore verdiano di riferimento, Simone Piazzola (Rodrigo Marchese di Posa) e Orlin Anastassov (l’Inquisitore).

DON CARLO: APPUNTAMENTI

3 Febbraio: 1, 4, 8 - ore 18:30; 12 - ore 14:30

ALTRI APPUNTAMENTI DI FEBBRAIO 3 1 - ore 11:00 | “Il ratto dal serraglio per i bambini” (riservato alle scuole) 3 5 - ore 18:00 | Concerto: Symphonieorchester des Bayerischen Rundfunks - Mariss Jansons 3 6 - ore 15:00 | Concerto: Sestetto D’archi “Johannes Brahms”; “Antonìn Dvořák” 3 6, 20 - ore 20:00 | Concerto: Filarmonica della Scala 3 7 - ore 18:00 | Un Museo da Salotto | Oltre l’opera. Eventi al Museo Teatrale 3 9 - ore 18:00 | Prima delle Prime: “Serata Stravinskij” | A cura di Marinella Guatterini 3 10 - ore 18:00 | Letture e Note al Museo | Paolo Gallarati: “Verdi ritrovato” 3 11, 14, 16, 18, 22, 23 - ore 20:00 | “Serata Stravinskij” | Balletto: Musica di Igor’ Stravinskij 3 16 - ore 17:00 | Solisti dell’Accademia di perfezionamento per Cantanti Lirici del Teatro alla Scala 3 26 - ore 15:00 | Le Viole della Scala - Concerti per i Bambini 3 27 - ore 20:00 | Concerto: soprano Krassimira Stoyanova 3 28 - ore 20:00 | Prima: La traviata 24oreNews

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ARTE E CULTURA

CULTURA DESIGN INNOVAZIONE LA NUOVA CASA DELLA FONDAZIONE FELTRINELLI

A cura di LUCA MEDICI*

di Architettura Herzog & de Meuron. Il pian terreno ospita una libreria Feltrinelli, mentre il primo piano è occupato da uno spazio polifunzionale attrezzato per ospitare anche proiezioni ed eventi artistici dal vivo. Il secondo e il terzo piano sono invece destinati alla zona uffici e alle aule per incontri e seminari che potranno ospitare circa 160 persone. Infine, la sala lettura della biblioteca (con una dotazione di 250.000 volumi e oltre un milione e mezzo di carte manoscritte), situata all’ultimo piano dell’edificio, è dotata di postazioni di lettura multimediali. Ammirando l’edificio attraverso le imponenti vetrate mi colpisce quel senso di leggerezza in netto contrasto con la struttura portante reailano regala spesso ai propri cittadini spazi lizzata in acciaio e cemento con leggeri sbalzi gettanti da condividere, ma soprattutto spazi con- sulle facciate. Un movimento simmetrico e preciso cepiti per la cultura! Lo scorso dicembre ha che dona regolarità all’insieme, quasi a voler “regaaperto i battenti la nuova casa della Fonda- lare” al pubblico la visione dell’interno. Se la struttura zione Feltrinelli, a due passi dalla stazione Garibaldi viene vista di lato, sembra di ammirare due piramidi e da Corso Como, tempio della movida e del mercato di vetro, molto suggestive! Una sfida coraggiosa, readel fashion style milanese. La sede della Fondazione lizzata unicamente con capitali privati per donare alla si è infatti spostata dalla dimora storica in Via Roma- “città laboratorio di idee” uno spazio fruibile e in gnosi nella nuova “piramide” di vetro di Viale Pasubio, grado di sviluppare nuovo pensiero critico (cit. Carlo zona Porta Nuova, adiacente a quel quarFeltrinelli). La Fondazione vuol farne un La Fondazione tiere che è diventato simbolo della modervero «Palazzo della cultura». Insomma, Feltrinelli conta oggi nizzazione urbanistica ed estetica del caoltre al bello dell’architettura, magari da più di 60 anni di poluogo lombardo. Partiamo dall’architet- attività ed è tra i osservare davanti ad una buona tazza di tura. Una moderna cattedrale che colpisce maggiori centri tè, vi consiglio di restare sempre aggiorper la sua architettura azzardata, ma senza italiani di nati sugli eventi e sulle presentazioni così dubbio di grande effetto. L’edificio stretto, documentazione e di da assaporare ancora meglio questo malungo e alto, con il suo “tetto” a punta ac- ricerca sulle società gnifico, nuovo spazio all’avanguardia tutto centuata, si sviluppa su 5 piani e una su- contemporanee e dedicato alla città meneghina. perficie di circa 2.700 mq. Il progetto è sulle trasformazioni stato firmato dallo Studio Internazionale che nell’ultimo secolo * www.my-home.biz

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hanno segnato la storia europea ed extraeuropea.


VERSACE

MARCELO BURLON - COUNTY OF MILAN

PLEIN SPORT

ANTONIO MARRAS

MILANO MODA UOMO MONCLER GAMME BLEU

COMODITÀ E RINNOVAMENTO A cura di PATRIZIA COLOMBO

ra le numerose proposte per la prossima stagione la moda uomo punta allo sportswear. Total look votati all’attività fisica o mix originali che abbinano il classico allo sportivo, nessun rigore, solo comfort. La ricerca dell’outfit perfetto non tralascia i dettagli tecnici per dei capi di alta qualità. Si vede il nuovo format di fashion show, sfilate che uniscono le collezioni uomo e donna della stessa stagione. Le proposte delle passerelle arrivano anche dalla montagna per un inverno che si preannuncia glaciale. Astenersi timidezza, non solo per il cromatismo eccentrico ma anche per ganci e moschettoni da scalata come dettagli di design. Tinte e fantasie che dimenticano la malinconia della brutta stagione e riscaldano il guardaroba. Le tonalità sono brillanti e le collezioni si tingono di rosso e arancione. 24oreNews

DSQUARED2

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MSGM

T


ANTICIPAZIONE MODA DONNA

Moschino

Frankie Morello

Dsquared2

Giorgio Armani

PRADA

TREND MODA UOMO A/I 2017-2018

GIORGIO ARMANI

FASHION


FRAGRANZE D’AMBIENTE MAZZOLARI Se pensate a una cena intima e romantica, a lume di candela, nel vostro focolare, meglio farlo in un ambiente fresco e sensuale, profumato con le più piacevoli fragranze. Inoltre i profumatori d’ambiente sono anche dei graziosi oggetti d’arredamento, curati e studiati in mille forme (vasi, sculture, fiori e molto altro) per dare un’impronta inconfondibile, un segno per distinguersi. Per questo sono spesso anche un’ottima idea regalo da fare ad amici e conoscenti.

ASCOLTA MARINA…

RESHAPING BODY CREAM Crema Rimodellante Corpo Juki No Shingyu Emulsione ricca e cremosa formulata per prevenire il rilassamento cutaneo, gonfiori e trattare gli inestetismi della cellulite. Il mix di alghe marine dell’Oceano Atlantico in sinergia con gli estratti vegetali di caffeina e guaranà svolgono una decisa azione vasotonica e favoriscono l’attività lipolitica. Arricchita con acido jaluronico, elastina e collagene per prevenire atonie e assicurare una profonda azione elasticizzante e levigante per una pelle compatta, tonificata e vellutata.

BURBERRY BRIT FOR HER Eau de Parfum/Eau de Toilette Burberry La fragranza Brit di Burberry, nelle sue sei varianti, per lui e per lei, rappresenta l’anima più giovane della gamma delle fragranze Burberry e ci porta nel cuore di Londra. L’affascinante e leggera ‘Burberry Brit For Her’ è una fragranza floreale, sensuale ed inebriante, la sua freschezza è arricchita da una pera ghiacciata associata a mandorle e vaniglia. È disponibile sia nella versione Eau de Parfum che Eau de Toilette.

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POISON Eau de Parfum Dior Poison si reinventa con una nuova fragranza che unisce accenti di freschezza alla seduzione della sua scia. Il suo slancio di note esperidate rivela lentamente le note di Gelsomino Sambac, aprendo la strada all’atmosfera sensuale ed esplosiva del cuore di vaniglia e delle note di fondo dagli accordi potenti ed esotici. Tra leggerezza ingannevole e sensualità raffinata, questo orientale fresco sorprende per il suo carattere inaspettato, provocante ed irresistibile, ideale per ogni occasione.

San Valentino sta per arrivare e hai bisogno di qualche idea per trovare il regalo perfetto? Non ti preoccupare, vieni a trovarmi e sarai nel posto giusto! Per la festa degli innamorati del 14 febbraio, da noi troverai idee originali e classiche per il regalo giusto, per lui o per lei. Questa festa ha origini molto antiche, già nell’alto medioevo gli innamorati in questo giorno si scambiavano le “valentine”, biglietti d’amore per rivelare i loro sentimenti! Vi aspetto e … Buon San Valentino a tutti!


MILANO SI RACCONTA

È TOSCANO IL

CAMPARI BARMAN OF THE YEAR 2017 A cura di ALESSANDRO TRANI

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na serata densa di emozioni nell’avveniristico headquarter della Campari, a Sesto San Giovanni, per la quarta edizione della Campari Barman Competition, concorso aperto a tutti i barman e barlady d’Italia, quest’anno in gara per il miglior cocktail ispirato all’Americano. 1400 iscritti (un record assoluto in Italia), 300 ricette selezionate, un lungo percorso per arrivare alla finale del 17 gennaio, passando a bordo del Campari Academy Truck nelle città di Roma, Napoli, Bari, Cosenza, Catania e a Milano all’interno della Campari Academy. Partendo dalla ricetta tradizionale, i tre finalisti Ettore Barbato, Alessandro Pitanti e Adriano Rizzuto si sono sfidati per creare la migliore reinterpretazione della ricetta, dando vita ad una vera e propria ‘cocktail experience’ capace di coinvolgere tutti i sensi. Ha vinto l’edizione 2017 della Campari Barman Com-

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IL VINCITORE

SFUMATURE DI AMERICANO by Alessandro Pitanti • 50ml Campari 50ml Vermouth - antica ricetta: - 25 ml Cinzano rosso 1757 - 25 ml Cinzano bianco 1757 - 2 drop di acqua di fiori d’arancio • Fiori di camomilla e zenzero (in macerazione per 1 ora) • Splash di soda Guarnizione: lemon peel

petition il 27enne toscano Alessandro Pitanti. Originario di Massa, attualmente vive a Pietrasanta e lavora al Filippo MUD Bar. Con i suoi capelli rossi, una grande sicurezza sul palco e un sorriso che conquista, ha convinto la giuria grazie al suo ‘Sfumature di Americano’, un cocktail a base di Campari e Vermouth, tradizionali ingredienti dell’Americano, con un infuso di fiori d’arancio, camomilla e zenzero. Alla brillante guida della memorabile serata Cristina Chiabotto (Miss Italia 2004, oggi conduttrice, showgirl, e speaker radiofonica) e il bartender Edoardo Nono del Rita & cocktails di Milano. Sul palco, insieme ai due conduttori, una Giuria d’eccellenza suddivisa per competenze in due gruppi: per la parte di degustazione erano presenti bartender di fama internazionale come Leonardo Leuci del Jerry Thomas Project di Roma, Tristan Stephen-


I FINALISTI

Nell’altra pagina da sinistra: Edoardo Nono, Ettore Barbato, Alessandro Pitanti, Adriano Rizzuto, Dario Cuccurullo e Cristina Chiabotto; il vincitore: Alessandro Pitanti; in questa pagina la giuria, da sinistra: Patrizia Beretta, Fulvio Piccinino, Leonardo Leuci, Tristan Stephenson e David Wondrich; sotto da sinistra: Dario Cuccurullo, Anna Marconi e Salvatore Calabrese

son, barman, consulente e scrittore di successo, lo scrittore ed esperto di storia della mixology David Wondrich, uno degli artefici principali della rinascita della cocktail culture nel mondo, Fulvio Piccinino, grande conoscitore della miscelazione, futurismo e mondo vermouth, e Patrizia Beretta, Media Trade e Spe-

cial Events Manager Gruppo Campari. Per la comunicazione, il celebre Salvatore Calabrese “The Maestro” e la fashion e food blogger Anna Marconi (Taste of RunWay) hanno affiancato il responsabile della Campari Academy Dario Cuccurullo. Arrivederci all’edizione 2018!

FRECCIA ROSSA by Adriano Rizzuto • 3cl Campari • 3cl vermouth al babà • Soda aromatizzata all’arancia e al caffè Guarnizione: babà al vermouth

ELISIR DI MILANO by Ettore Barbato • 4cl Campari • 4cl vermouth alla frutta tropicale • Soda ai frutti rossi, guava, maracuja, pitaya rosso Guarnizione: scorza d’arancia

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MILANO SI RACCONTA

GRAN GALÀ DI COMPLEANNO L’energia positiva di Urbano Alessio In alto: Urbano Alessio con la moglie Silvana; a sinistra: Paola Neri e Raffaello Tonon; sotto: i ballerini di tango

Sopra da sinistra: la sala durante il buffet; il festeggiato con Cesarina Ferruzzi; Evelina Flachi, Urbano Alessio e Milena Polidoro 18

24oreNews

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na serata fantastica: si sono da poco spente a Palazzo Parigi, nel cuore di Milano, le candeline sulla torta di compleanno del Cav. Urbano Alessio che, come di consueto, ha voluto festeggiare con gli amici in una serata all’insegna del divertimento, glamour e del buon tango. Imprenditori, giornalisti, stilisti, VIP, personalità del jetset milanese: tantissimi gli ospiti che non hanno voluto mancare all’esclusivo Galà in onore del simpaticissimo e instancabile festeggiato (sempre solare e positivo e con un’incredibile energia - ndr), organizzato dalla sempre elegante moglie Silvana. Raffinato e squisito il menù ideato dall’Executive Chef Ferdinando Martinotti (ex chef di Peck). La serata è stata allietata dal magnifico musicista Mario Pinna: con un romantico tango argentino, dopo la sensuale esibizione di bravissimi ballerini professionisti di tango, Silvana e Urbano hanno aperto le danze. Uno spumeggiante brindisi finale, accompagnato da un calorosissimo coro di auguri e da lunghi e accorati applausi al festeggiato, ha brillantemente concluso la serata. Tanti Auguri Urbano!


HI TECH di MARIE BORDET

ARISTOTLE, LA TATA DEL FUTURO

News da Las Vegas THINK & LEARN SMART CYCLE

Dotato di intelligenza artificiale e realizzato da Mattel in collaborazione con colossi tecnologici tra cui Microsoft, è pensato per i più piccoli. Il suo scopo è educativo, oltre che ludico: è in grado di insegnare ai bambini a scrivere, li aiuta a fare i compiti, a imparare una seconda lingua e la buona educazione, ma sa anche ascoltare e dialogare con loro, cantare ninna nanne. Può persino ordinare prodotti online, tenere sotto controllo l’accesso ai social network e avvisare i genitori quando qualcosa non va. Verrà lanciato a giugno al prezzo di 300$.

Fisher-Price ha ideato questa mini bicicletta che si connette al tablet o alla tv per far divertire i bambini (tra i 3 e i 6 anni) grazie a videogiochi che li stimolano a fare del sano sport. Pedalando, infatti, avanzano anche sullo schermo, portando a termine le diverse sfide proposte. Il Bluetooth permette alla cyclette di collegarsi non solo ai tablet ma anche alle Tv più grandi (grazie ad Apple o Android Tv) mentre un’app dedicata mostra ai genitori quanto il piccolo ha giocato e i metri percorsi pedalando. Costerà intorno a 150$.

LOVE, IL GIRADISCHI SMART Si tratta di giradischi senza fili dal curioso design: non fa girare il disco, ma ha un braccio che ruota intorno a un perno. È dotato di batteria ricaricabile tramite USB: Bluetooth e Wi-Fi gli consentono di connettersi allo smartphone per accedere a una serie di servizi grazie all’app dedicata. Appena inserito il disco (da 45 o 33 giri) sulla base, Love ci consente di avviare da remoto la riproduzione di un brano o cambiare traccia proprio come fosse un CD. Verrà lanciato nei prossimi giorni, ma il prezzo non è stato ancora stato reso noto.

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CICRET BRACELET Concepito per risolvere l’atavico problema degli orologi intelligenti, la piccolezza del loro display, è un singolare smartband, un braccialetto colorato, che proietta l’interfaccia di un tablet o di uno smartphone direttamente sul braccio: gli ologrammi permettono di interagire con i dati provenienti dal dispositivo sincronizzato. Si potrà sbloccare lo “schermo” con un semplice movimento del polso e navigare tra le applicazioni con il metodo touchscreen. L’uscita non dovrebbe tardare, e il costo si aggirerà intorno a 300$.

SMARTPHONE CON L’ESTINTORE Ad aumentare la sicurezza delle batterie agli ioni di litio ci può pensare questo nuovo ‘estintore’ molecolare integrato: si tratta di una micro-capsula termosensibile che, in presenza di surriscaldamento, si scioglie rilasciando un ritardante di fiamma che spegne il fuoco in una frazione di secondo. È utile a limitare accidentali danni agli smartphone (prevenendo le pericolose esplosioni), ma e anche a computer, tablet e perfino alle auto elettriche, come sostengono i ricercatori dell’Università di Stanford che l’hanno inventato.


RUOTE & MOTORI

C-HR 1.8 HYBRID CVT Il coraggio di distinguersi A cura di LUCA MEDICI

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i sono auto che, grazie al design “spinto”, non passano certo inosservate! La nuova crossover C-HR è una di queste, che spicca per la sua linea audace: linee scultoree, larga, con un grande spoiler posteriore. Questa volta la Toyota ha deciso di scommettere sul design di rottura e di non “normalizzare” il modello per farlo piacere a tutti. Se il design della carrozzeria colpisce, gli interni non sono da meno. Una ricerca continua per offrire un ambiente originale e ricercato... ma non nelle finiture purtroppo. Mettiamo le cose in chiaro, l’abitacolo è ben fatto e senza dubbio è stato fatto un passo avanti rispetto a modelli come Prius e Auris, ma certi dettagli sono ancora lontani dalla perfezione. Il tutto è assemblato con cura, i giapponesi puntano molto sulla funzionalità, dimenticando di aggiornare qualche dettaglio come l’orologio alla destra del grande monitor 8” touch screen, molto anni ‘90. La parte superiore della plancia è ben fatta, ma le finte cuciture stampate del rivestimento in similpelle sono proprio brutte. “Dettagli”, per fortuna, come la mancanza delle bocchette di areazione e prese di servizio per i posti posteriori. I comandi appaiono ben posizionati, utilizzare quest’auto risulta facile e la plancia, anche se complessa nella sua costruzione, risulta ergonomica. Lo spazio a bordo non manca, ma si viaggia meglio in quattro: i posti dietro sono claustrofobici con dei finestrini incredibilmente piccoli. I rivestimenti delle porte posteriori non sono belli e curati nel design come quelli delle porte anteriori. Il baule non è enorme in proporzione alle dimensioni dell’auto, ma neppure piccolo, avrei preferito solo uno studio maggiore sulla sua funzionalità: abbassando gli schienali

dei sedili posteriori non si ottiene un piano di carico uniforme, ma c’è un gradino che risulta scomodo. Il motore è l’ibrido già ampiamente collaudato sulla Prius, vero cavallo di battaglia di questa C-HR. Un 1.800 cc a benzina a ciclo Atkinson di ultima generazione che, abbinato a un motore elettrico, garantisce una percorrenza di circa 24 km/l, davvero niente male. Questo valore si riferisce a un utilizzo cittadino, in autostrada la percorrenza scende di molto, toccando appena i 13 km/l, ma le ibride sono nate per un utilizzo misto… dunque il primo dato è quello che dovrebbe far riflettere di più. Questa versione viene offerta a circa 30.000€ e monta il solito cambio E-Cvt con l’abituale effetto di trascinamento che anche su questo modello non viene a mancare, ma grazie ad un abitacolo ben insonorizzato il disagio acustico viene contenuto. Insomma, un’auto tutta da scoprire, con qualche particolare da migliorare, ma con tanto tanto tanto da offrire. Un’auto che sa regalare ottimi consumi, basse emissioni e molto silenzio a bordo... per quanto mi riguarda ci sono tutti gli ingredienti per un successo assicurato!

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SICUREZZA DATI & PRIVACY

PROTEZIONE DEI DATI PERSONALI Nuovo regolamento europeo

CHECK-UP GRATUITO Monepi & Partners srl, proprietaria del marchio “Azienda Protetta”, con sede a Milano, è una società di servizi certificata con pluriennale esperienza nell’ambito della privacy e della sicurezza dei dati. Azienda Protetta è disponibile a mettere a vostra disposizione il proprio know-how per un check-up gratuito e suggerirvi le soluzioni più efficaci e adatte alle esigenze della vostra Azienda.

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chi non è mai capitato di trovare il pc “infetto” da un virus? Oggi proteggere i propri dati vuol dire ridurre al minimo i rischi di diventare vittime del fenomeno che viene chiamato cyber crime, che non si sa come sconfiggere e che crea ogni anno danni alle aziende per miliardi di euro. Danni derivanti non solo dall’attacco subito ma dal rischio di ritrovarsi a rispondere ad una richiesta di risarcimento danni. La prevenzione è un elemento fondamentale per la protezione dei dati, spesso sottovalutato non solamente dall’utente comune, ma anche dalle aziende. Sono ormai tra-

scorsi 5 anni da quando è stato abrogato il Documento Programmatico sulla Sicurezza (D.P.S.), il cui scopo era quello di descrivere i processi e le attività pianificate per la sicurezza dei dati in azienda. Tuttavia le misure minime di sicurezza, la cui efficace realizzazione era sottesa alla redazione del DPS, sono rimaste, in particolare nel settore dei trattamenti informatici. Tra l’altro, lo scorso 24 maggio 2016 è entrato in vigore il nuovo Regolamento europeo sulla protezione dei dati personali, che stabilisce nuove regole nella gestione della privacy a livello europeo, concedendo alle organizzazioni 2 anni di transizione per adeguarsi, al riparo da pesanti sanzioni. Al fine di garantire un adeguato presidio degli adempimenti in ambito privacy si rende necessario avere accesso ad un ampio spettro di competenze e capacità, oltre che ad essere certificati D.P.O. (Data Protector Officer). Infatti, al fine di rispettare i requisiti normativi, occorre prestare particolare attenzione, a fianco alle questioni legali, ad aspetti di tecnologia e organizzazione, con focus su rischi e controlli, e di sicurezza. Monepi & Partners srl Milano - Via Fabio Filzi, 2 Telefono: +39 366 7292119 Email: info@aziendaprotetta.it 24oreNews

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DOVE VAI

SLOVENIA

Lago Bohinj

TERRA DI DRAGHI E DI TESORI A cura di ELENA FOSSATI

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erra indipendente dell’Europa centrale, ricca di storia e bellezza, con una varietà invidiabile di paesaggi e meraviglie naturali, la Slovenia è ideale per chi è in cerca di una meta insolita. Tra l’altro, il Paese vanta una delle maggiori densità di terme in Europa, e offre tante stazioni sciistiche con paesaggi mozzafiato e strutture d’avanguardia, prestandosi a indimenticabili vacanze in qualsiasi stagione dell’anno. Oggi vi guideremo lungo un percorso ideale per questa prossima primavera: partendo dalla costa, faremo tappa nella capitale Lubiana per giungere infine a Bled, una delle più note città slovene, nella zona a nord-ovest del Paese.

Da Trieste a Capodistria, tra terme e casinò. Anche se la Slovenia ha una costa piccola, sul versante costiero ci sono molte città affascinanti. Portorose, il ‘Porto delle Rose’, nota località turistica, è sede di terme e di un vivace casinò, ottima per una vacanza rilassante al mare. Anche Pirano ha il suo fa24

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Lubiana, città vecchia

scino: questa cittadina medievale che sbocca sulla costa Adriatica ricorda lo stile dei palazzi veneziani ed è costellata da piccole stradine pittoresche. Capodistria è il porto principale del Paese: qui si trovano monumenti interessanti come il Palazzo Pretorio del XV secolo, la Cattedrale di San Nazario e la Chiesa Carmine Rotunda. San Canziano e Postumia: le Grotte. A pochi km da Capodistria, in direzione Lubiana, le Grotte di San Canziano, sono un must: patrimonio dell’UNESCO, costituiscono uno dei canyon sotterranei più

Kranjska Gora Bled

Bohinj

Celje

Kranj LUBIANA

Postumia

Capodistria

Novo Mesto


estesi del mondo e lo spazio all’interno è il più alto tra le grotte d’Europa. Non lontano le Grotte di Postumia, con le loro stupende concrezioni calcaree quali stalagmiti e stalattiti vecchie finanche centinaia di migliaia di anni, attirano da oltre due secoli visitatori da tutto il mondo, e sono tra le più ricche per quanto riguarda sia la varietà che il numero delle specie di animali cavernicoli. Proseguiamo per Lubiana. Lubiana, la romantica. La piccola capitale della Slovenia è una città romantica, ricca di storia e con un vasto patrimonio culturale derivante da influenze e contaminazioni. Adagiata sul piccolo fiume Ljubljanica, presenta un interessante centro storico in stile barocco e Art Nouveau: Lubiana è una città magica, piena di vita e di eventi, di negozi caratteristici e pittoreschi mercatini lungo le rive del fiume. Una delle sue maggiori attrazioni è il Triplo Ponte Tromostovje, nel cuore pulsante della città, alle cui

spalle si trova Piazza Preseren, uno dei più importanti punti d’incontro dei ‘lubianesi’. Altrettanto importante è il Ponte del Drago, uno dei primi ponti in Europa costruiti in cemento armato, che presenta 4 draghi guardiani e instancabili scrutatori di chi passa sotto il loro sguardo. Sempre in centro, grazie ad una funicolare si può raggiungere in pochi minuti il Castello medievale, che offre un fantastico panorama della città e delle Alpi. Il castello fu adibito a vari usi, compreso quello di prigione (uno dei suoi carcerati fu Silvio Pellico). A pochi passi di distanza, merita una visita la Cattedrale di San Nicola, il luogo di culto più importante della capitale slovena, bellissima con la sua cupola verde. Bled e dintorni. Una delle tappe imprescindibili di un soggiorno in Slovenia è il lago di Bled, una delle più note città slovene, a circa 50 km a nord di Lubiana. In inverno si può pattinare sul lago, nuotare, remare, mentre in estate pescare ed esplorare chilometri di sentieri incontaminati. Al centro del lago c’è un’isoletta con un antico monastero, raggiungibile con una romantica barchetta a remi. Merita una visita il Castello di Bled, affacciato sul lago e fiabesco al tramonto. Un altro paesaggio imperdibile è quello del più grande lago glaciale della Slovenia, il Bohinj; al di sopra del lago si trova la cascata Savica, la più nota e visitata del Paese, alta 78 metri. Infine Kranjska Gora, quasi al confine con l’Italia, è conosciuta principalmente come località sciistica e di villeggiatura, oltre che per un frequentato casinò. Ospita annualmente un evento della Coppa del mondo di sci alpino.

Štruklji (Struccoli)

LA CUCINA SLOVENA L’autenticità e la naturalezza sono due caratteristiche della cucina tradizionale slovena, che per la posizione geografica del Paese ha inevitabili influenze italiane, ungheresi, austriache e croato-balcaniche, ognuna delle quali ha contribuito con ingredienti, stili e gusti all’unicità della tradizione gastronomica slovena. Ecco dunque che nella sola capitale Lubiana si trovano piatti apparentemente agli antipodi: la zuppa d’orzo (ričet), piatto agreste tipico della tradizione rurale slovena; i crauti stufati con zuppa di miglio (všenat zelje), famosi per la loro bontà; le patate sautè con le cipolle (pražen krompir). Il bukta repa, maiale con le rape in salamoia, è il piatto nazionale sloveno. Tra i piatti tipici locali troviamo il krvavice (sanguinaccio), servito con polenta o prsut Kraski (prosciutto del Carso) e la jota, una minestra ripiena di crauti, fagioli e carne di maiale affumicata. Con l’Adriatico a portata di mano, si possono trovare anche ottimi frutti di mare e pesce fresco preparato alla griglia. Altri cibi della cucina slovena sono: goulash, carpaccio, insaccati vari, ma anche lumache, carne di cavallo, rane. È d’obbligo poi citare gli struccoli lubianesi, dolci ripieni con la frutta o la marmellata.


GIROMILANO

MILANO DA SCOPRIRE

Chi abita a Milano sa bene quanto la nostra città cambi ogni mese, ogni settimana, ogni giorno, non solo con nuovi bar, ristoranti, locali di tendenza, creando uno scenario tutto da scoprire. In questo “giro” vi parliamo di innovazioni e di riscoperte. Una Milano da conoscere e sempre più affascinante e attrattiva 26

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LUSH Sono trascorsi 18 anni dalla prima apertura in Brera e oggi potete trovare un secondo bellissimo Lush in Piazza Duomo. Su 200 mq di superficie questo “paradiso” della cosmesi naturale dal design ispirato al negozio londinese di Oxford street, si preannuncia a milanesi e non come una magnifica tappa per una “profumata” esperienza nel centro della nostra città. ISSEY MIYAKE Le eleganti signore milanesi saranno felici di poter scoprire nello storico Palazzo Reina (1826) in via Bagutta 12, nel quadrilatero della moda, la prima boutique italiana del noto stilista giapponese, disegnata dall’architetto nipponico Tokujin Yoshioka.

Moscova libri e robe

Issey Miyake utilizza sempre materie prime molto particolari, rare e non comuni, con lo scopo di creare profumi che evocano il senso di libertà senza tempo e di serenità. STARBUCKS Il noto colosso dalla sirena sbarcherà a settembre con la prima caffetteria italiana in una parte dell’ex palazzo delle Poste in piazza Cordusio, a Milano. Qui 34 anni fa Howard Schultz, ex CEO di Starbucks, passeggiando per le vie del centro e osservando i bar italiani e l’atmosfera che si respira al loro interno, ebbe l’ispirazione che ha condotto all’impero che oggi conta oltre 15 miliardi di fatturato e più di 180mila dipendenti in tutto il mondo. Issey Miyake

Lush

MOSCOVA LIBRI E ROBE Al 15 di via Moscova si trova questo grazioso negozietto di Dilva Zappettini. Dal 1981 è un vero punto di riferimento per tutti coloro che amano collezionare oggetti, arredi, preziosi molto particolari, pezzi di design e straordinari abiti vintage, capi di abbigliamento veramente fuori dal comune. Un negozio, un salotto per visitatori abituali ma anche un piacevole punto d’incontro per chi ci arriva per la prima volta. Agli abiti inimitabili di Saint Laurent, Dior, Chanel, veri e propri gioielli di gusto, troverete monili, scrittoi, orologi, tagliacarte, scatole da gioco, portasigari, carillon, libri antichi e a guardar bene mille altre rarità. Tutte cose che Dilva ha raccolto e scoperto da collezionisti o privati che sanno di affidare in mani sicure le loro “creature” in questo spazio davvero inimitabile.


Tom Moleskine Café

MOLESKINE CAFÈ Solo qualche mese fa ha aperto in corso Garibaldi 65, nel cuore del Brera Design District milanese, il primo Moleskine Cafè, una reinterpretazione in chiave contemporanea dell’idea del café littéraire milanese dell’epoca dei Lumi, che mescola vari elementi tipici della galleria d’arte, del negozio e della libreria. La zona bar al piano terra durante

il giorno si anima con mostre d’arte, incontri e workshop che accompagnano la degustazione del caffè e degli spuntini. Se cercate un angolo tranquillo per una pausa di relax e di riflessione, di lettura, o per un incontro di lavoro, l’area lounge sul mezzanino è ciò che fa per voi. TOM Tom Ordinary Market è un clubbistrot di stile newyorkese in via Molino delle Armi all’angolo con via della Chiusa. Luminosissimo nella zona dedicata al cibo e al bere, si fa meno chiaro nella dance floor dove la programmazione musicale cambia ogni sera grazie a numerose collaborazioni ed ospiti che frequentano questo bel locale milanese. LA BUONA BOTTEGA In Piazzale Baracca ha aperto un

nuovo grande negozio dedicato alla vendita di prodotti che si ispirano ai principi equo solidali. 120 mq dove acquistare pane fresco, vino, birra, frutta e verdure di stagione, salumi, formaggi, tè, caffè, tisane, cioccolato, riso, biscotti e tanto tanto altro. C’è anche una buona caffetteria assolutamente da provare. TIFFANY & CO. Dalla prossima primavera si potrà fare colazione in Piazza Duomo davanti ad una delle 5 nuovissime vetrine di Tiffany. Il negozio, il terzo in città, si appresta a diventare il più importante e scenografico della gioielleria americana in Italia. Due livelli di un palazzo storico costruito nel 1870 e una superficie di 1.000 mq che ospiterà le collezioni che tutte le ragazze sognano. Ovviamente in abito nero all’apertura. Tiffany & Co.

UNIQLO A fianco alla caffetteria americana, in piazza Cordusio, aprirà quest’anno anche il primo store italiano (su sei piani) del noto brand giapponese fondato nella città di Ube nel lontano 1949. Specializzati in capi basic con un buon rapporto qualità/prezzo, come camicie e tshirt di buona qualità e dal design classico: must-have sono i piumini ultra leggeri. Negli ultimi anni Uniqlo propone quasi mensilmente delle Limited Edition firmate da brand o designer famosi, senza richiedere code estenuanti alla H&M.

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CARTELLONE CONCERTI

FEBBRAIO ORE 21.00

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DREAM THEATER Sabato 4 - Mediolanum Forum (ore 20:30) La prog metal band americana torna in Italia con un concerto speciale, nel quale suoneranno per intero “Images and Words”, assoluta pietra miliare del genere che ha venduto milioni di copie in tutto il mondo, oltre ad estratti da “The Astonishing” ed altri grandi classici.

PATTY PRAVO Martedì 21 - Teatro Linearciak Una reprise della tournée 2016 che nelle sue 35 date ha collezionato ‘sold out’ da nord a sud. Un successo che non stupisce data la classe dell’artista che con 50 anni di carriera, e oltre 120 milioni di copie vendute, vanta numerosi riconoscimenti nazionali e internazionali.

APOCALYPTICA Venerdì 10 - Teatro Dal Verme La band festeggia il 20esimo anniversario del suo masterpiece, ‘Plays Metallica By Four Cellos’ (1996), con i brani dell’edizione speciale dell’album che ha cambiato le prospettive del metal a livello mondiale, oltre che inediti e i grandi classici dei rocker finnici.

ALVARO SOLER Mercoledì 22 e Sabato 25 - Fabrique Il giovane musicista 25enne, figlio di genitori tedeschi e spagnoli, è cresciuto tra Barcellona, Berlino e Tokyo. Il suo bagaglio culturale e personale lo ha portato a sperimentare sempre, mixando i ritmi gioiosi spagnoli, il minimalismo giapponese e i suoni urban berlinesi.

ANGELO BRANDUARDI Lunedì 13 - Teatro Nazionale CheBanca Dopo il suo ultimo lavoro, Il Rovo e la Rosa - Ballate d’amore e di morte, Branduardi riapre il grande libro delle “Child Ballads”, la monumentale antologia che il musicologo Francis J. Child raccolse nell’800 compendiando il patrimonio culturale del folk inglese, scozzese ed irlandese.

FRANCESCO GUCCINI Venerdì 24 - Teatro Degli Arcimboldi Il cantautore modenese si racconta percorrendo l’Italia dal dopoguerra ai giorni nostri attraverso le sue canzoni e i suoi libri (romanzi, gialli, fumetti) e attraverso i suoi miti, le sue origini, le sue ispirazioni. Coronerà la serata un concerto dei Musici, che lo hanno sempre accompagnato.

URIAH HEEP Giovedì 16 - Live Club di Trezzo sull’Adda La rock band inglese che ha scritto la storia della musica hard heavy, da sempre considerata come punto di riferimento fondamentale per il rock storico, torna sui palchi europei con la prima delle 4 date italiane. Nel 2014 è uscito il loro 24° album intitolato “Outsider”.

SAMUELE BERSANI Lunedì 27 - Teatro Degli Arcimboldi “La fortuna che abbiamo” è la nuova tournée dell’artista, in cui tra sperimentazioni e arrangiamenti inediti ripercorre 25 anni di straordinaria carriera discografica, con emozionanti versioni live dei brani che hanno reso Samuele uno dei cantautori più apprezzati in Italia.

NEW TROLLS Sabato 18 - Teatro Galleria di Legnano In trent’anni di attività la band ha pubblicato più di 25 album, prima di sciogliersi nel 1997 per lasciare spazio alle carriere soliste dei suoi componenti, quattro dei quali, dopo alcuni anni di silenzio, hanno deciso di emozionare i fan vecchi e nuovi tornando ad esibirsi insieme.

VINICIO CAPOSSELA Martedì 28 - Teatro Degli Arcimboldi Venticinque anni di carriera, 15 dischi, centinaia di canzoni, migliaia di concerti e poi romanzi, documentari, racconti, infiniti progetti. L’artista torna ad esibirsi dal vivo con il suo ultimo album ‘Le Canzoni della Cupa’ e altri brani del suo repertorio.

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CARTELLONE TEATRI PINOCCHIO 1-12 Febbraio 2017: Piccolo Teatro Strehler Il Pinocchio che Antonio Latella porta in scena è tutt’altro che “romanzo per bambini”: il suo adattamento per la scena dell’opera di Collodi è centrato sul tema della menzogna e sulla storia di un naso che si allunga non solo quando il burattino dice le bugie ma anche quando ha fame. Latella si pone davanti a Pinocchio cercando uno sguardo depurato dalle infinite interpretazioni depositatesi per 135 anni sul personaggio di Collodi; cercando, se esiste, quel che finora non è stato visto. I COLOMBO… VIAGGIATORI 1-19 Febbraio 2017: Teatro Nazionale CheBanca! Nonostante le difficoltà economiche e i problemi quotidiani che attanagliano la famiglia Colombo, la grande generosità di Teresa, Giovanni e Mabilia ha portato loro ad adottare un bambino brasiliano. Ben educato e istruito grazie alle loro mensili donazioni, Gegè diventato un ragazzo decide di conoscere i propri genitori e “sorellina” adottivi e li raggiunge in Italia per una vacanza. L’accoglienza della famiglia insieme a tutto il cortile sarà in perfetto stile Colombo: affettuosa, coinvolgente e divertente tanto da spingere Gegè ad invitare Teresa, Giovanni e Mabilia in Brasile, questo solo dopo aver rivelato loro un segreto che lascerà tutti a bocca aperta! PORCILE 2-19 Febbraio 2017: Teatro Menotti Pasolini scrisse questo dramma nel 1966, per raccontare l’impossibilità di vivere secondo i propri istinti, preservando l’intima natura di se stessi dal mondo cannibale. Nella Germania post-nazista, quando la borghesia con il suo modo globalizzante di intendere la democrazia ha preso il Potere e lo gestisce, Julian, figlio della borghesia TEATRO CARCANO Corso di Porta Romana, 63 Orari: mer-sab 21:00; dom 17:00 TEATRO DEGLI ARCIMBOLDI Viale dell’Innovazione, 20 Orari: ven, sab 21:00; dom 16:00 TEATRO ELFO PUCCINI Corso Buenos Aires, 33 Orari: lun-sab 21:00; dom 16:30 TEATRO FILODRAMMATICI Via Filodrammatici, 1 Orari: mar, gio, sab 21:00; mer, ven 19:30; dom 16:00 PICCOLO TEATRO GRASSI Via Rovello, 2 Orari: mar, gio, sab 19:30; mer, ven 20:30; dom 16:00

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tedesca, trova nel porcile paterno un amore ‘diverso’ e ‘non naturale’ che, tuttavia, lui riconosce come scintilla di «vita pura». La passione misteriosa che segna il personaggio fin dal suo ingresso diviene simbolo del disagio di chi non si riconosce nella società coeva, e si rifugia in qualcosa di istintuale ma segreto. MISTER GREEN 7-12 Febbraio 2017: Piccolo Teatro Grassi Tradotta in sette lingue e messa in scena sui palcoscenici di tutto il mondo, “Visiting Mr Green” di Jeff Baron è una commedia che ci parla di fedeltà, di sentimenti e di tolleranza. Si presta alla riflessione e all’analisi psicologica e vive del dialogo, insieme comico e commovente, fra due generazioni lontanissime. L’80enne in pensione Mr. Green, proprietario di lavanderia a New York, viene investito da un’auto. Il conducente della vettura è Ross Gardiner, 29enne impiegato in una multinazionale: il giovane, accusato di guida pericolosa, è condannato dalla giustizia ad aiutare Mr. Green una volta alla settimana per 6 mesi. SPIRITO ALLEGRO 8-19 Febbraio 2017: Teatro Carcano Una delle commedie più divertenti e popolari del Novecento - per oltre cinquant’anni ininterrottamente in scena nel West End londinese - rivive in una messa in scena originale e fantasiosa. Scritta nel 1940 e andata in scena nel luglio 1941, in piena guerra, «Blithe Spirit» fu immediatamente un grande successo, rimanendo in cartellone per quasi duemila repliche. Tra sedute spiritiche e dispettosi fantasmi, Leo Gullotta, nei panni di uno scrittore in cerca di spunti per il suo nuovo romanzo, si destreggia dinanzi allo spettro della prima moglie (che lo vorrebbe defunto per riabbracciarlo) e all’attuale compagna in carne e ossa.


RAICES TANGO 10-12 Febbraio 2017: Teatro Degli Arcimboldi Il nuovo spettacolo della leggenda del tango, Miguel Angel Zotto, presentato per la prima volta in Italia. Le radici, la forza, l’emozione del ballo. Lo spettacolo è un viaggio nella storia del tango. Si parte dalla potenza selvaggia degli indios del Nuovo Mondo, per poi esplorare il folklore delle serate intorno al fuoco dei gauchos delle pampas sudamericane. Ecco poi svilupparsi il tango, come il ballo della gente di Buenos Aires, dei compadritos, di italiani, francesi, tedeschi, russi, che si incontrano in balere e cortili, tra poverà, giovinezza e speranza. E finalmente l’eleganza, la passione controllata, la carica di emozioni del tango contemporaneo. 4 DONNE E UNA CANAGLIA 17-26 Febbraio 2017: Teatro Nuovo Una “canaglia” impenitente passa da una donna all’altra con cadenza decennale, fino a collezionare una ex-moglie, una moglie, un’amante e un’amante molto giovane. Fin qui tutto sembra sotto il suo controllo sapiente e magistrale. Ma un folle nuovo, impensabile e irrealizzabile progetto della canaglia scombina questo apparente perfetto menage. La canaglia sembra spacciata, ma nell’imprevedibile finale dimostra tutta la sua coerenza. Attraverso il divertente e intrigante testo di Pierre Chesnot, la commedia mette in evidenza il rapporto quasi mai risolto tra uomo e donna e del quale non possiamo fare a meno. CALENDAR GIRLS 20-26 Febbraio 2017: Teatro Manzoni La storia, ispirata ad un fatto realmente accaduto, è quella di un gruppo di donne fra i 50 e i 60 anni, membri del Women’s Institute (la più grande organizzazione di volontariato delle donne nel Regno Unito), che si impegna in una raccolta fondi destinati a un ospedale.

Chris, stanca di vecchie e fallimentari iniziative di beneficenza, ha l’idea di fare insieme alle amiche un calendario diverso da tutti gli altri, che le veda ritratte in normali attività domestiche, ma con un particolare non convenzionale: posano senza vestiti. L’incredibile successo presto giunge anche in America: l’improvvisa e inaspettata fama, tuttavia, metterà a dura prova le protagoniste. FRATTO_X 20-26 Febbraio 2017: Teatro Elfo Puccini - Sala Shakespeare Si può parlare con qualcuno che ti dà la voce? Si può rispondere con la stessa voce di chi fa la domanda? Due persone discorrono sull’esistenza. Una delle due, quando l’altra parla, ha tempo per pensare: sospetta il tranello ma non ne ha la certezza. L’habitat Fratto_X è un impeto da suggestioni fotografiche. Le immagini raccontano la strada che corre e l’impossibilità di agire. Scie luminose si materializzano con l’inquietante delicatezza dei fiori visti da vicino. Come 7-14-21-28 anche Fratto_X è un ideogramma, insegue la leggera freschezza vibrante del tratto e il colore saturo dell’immagine in 3d. CESSI PUBBLICI 21-26 Febbraio 2017: Teatro Filodrammatici Un autore cinese per un testo cinese la cui universalità trascende l’esotismo geografico in sé. L’evoluzione di Pechino nella seconda metà del ‘900, raccontata impietosamente attraverso un cesso pubblico, luogo della memoria dove fare i conti con i propri fantasmi. Un cesso pubblico con il suo custode, i frequentatori del quartiere: chi fa carriera, chi si arrampica socialmente, chi naufraga nonostante tutte le buone intenzioni, chi si perde e chi si reinventa. Chi svende i propri sogni e chi resiste, spezzandosi. Uomini e donne. Dagli anni ‘70 ai giorni nostri. Dalla rivoluzione culturale al Grande Decollo Economico. Il tutto in soli tre giorni: uno nel 1975, uno nel 1985, uno nel 1995. TEATRO MANZONI Via Alessandro Manzoni, 42 Orari: lun-sab 21:00; dom 15:30 TEATRO MENOTTI Via Ciro Menotti, 11 Orari: mar-sab 21:00; dom 16:00 TEATRO NAZIONALE CHEBANCA! Via Giordano Rota, 1 Orari: mer-sab 20:30; dom 15:30 TEATRO NUOVO Corso Matteotti, 20 Orari: mar-sab 21:00; dom 15:30 PICCOLO TEATRO STREHLER Largo Antonio Greppi Orari: mar, gio, sab 19:30; mer, ven 20:30; dom 16:00

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CARTELLONE MOSTRE FEBBRAIO HOMO SAPIENS Mudec Via Tortona 56 Orari: lun 14.30-19.30; mar-mer-ven-dom 9.30-19.30; gio-sab 9.30-22.30 Curata da un team internazionale di scienziati, la mostra “Homo Sapiens” ripercorre la storia della nostra specie dai primi ritrovamenti risalenti ad oltre 200.000 anni fa fino ai giorni nostri, analizzandone l’evoluzione, le migrazioni, le conquiste strumentali, intellettive e spirituali. Un vero e proprio viaggio nella stupefacente storia dell’Homo Sapiens, che svela al pubblico in che modo l’uomo sia stato capace di produrre un ventaglio meraviglioso di diversità culturali e linguistiche. Articolata in sei sezioni ed arricchita con installazioni multimediali e interattive, la mostra indaga anche le nuove scoperte e i nuovi studi che da sempre ruotano attorno all’affascinante storia dell’Homo Sapiens e ai suoi ancora tanti misteri. Sino al 26 febbraio 2017 GIVE ME YESTERDAY Fondazione Prada - Osservatorio Galleria Vittorio Emanuele II Orari: lun-mar-mer-gio-ven 14.00-20.00; sab-dom 10.00-20.00 “Give Me Yesterday”, a cura di Francesco Zanot, apre la programmazione di Osservatorio, il nuovo spazio espositivo della Fondazione Prada dedicato alla fotografia e ai linguaggi visivi. In un percorso che comprende i lavori di 14 autori italiani e internazionali il progetto esplora l’uso della fotografia come diario personale in un arco di tempo che va dall’inizio degli anni Duemila a oggi. In un contesto caratterizzato dalla presenza pervasiva di dispositivi fotografici e da una circolazione ininterrotta di immagini prodotte e condivise grazie alle piattaforme digitali, una generazione di giovani artisti ha trasformato il diario fotografico in uno strumento di messa in scena della propria quotidianità e dei rituali della vita intima e personale. Sino al 12 marzo 2017 ELENA MEZZADRA Museo del Novecento Via Marconi 1 Orari: lun 14.30-19.30; mar-mer-ven-dom 9.30-19.30; gio-sab 9.30-22.30 La mostra dedicata ad Elena Mezzadra e curata da Danka Giancon nasce dalla volontà di rendere omaggio ad un’artista, oggi novantenne, che prosegue instancabilmente la sua ricerca, continuando a dipingere secondo la sua unica cifra stilistica, sempre fedele ma mai uguale a se stessa. Le sue grandi composizioni, tanto complesse ed elaborate, nascono da quello che l’autrice definisce un semplice ‘gesto iniziale’ tracciato direttamente sulla tela, che dà la struttura e definisce il ritmo interno dell’opera. Il segno ha così un’azione strutturante, una sinteticità che informa il dipinto sin dal primo tratto. In questo modo l’immagine conserva, nonostante l’omogeneità delle tinte e l’accuratezza della pennellata, una particolare forza espressiva. Sino al 12 marzo 2017 FILIPPO CRISTINI: LA ZONA Spazio Espositivo Cascina Roma Piazza delle Arti, San Donato Milanese Orari: lun-mar-mer-gio-ven-sab 09.30-12.30 / 14.30-18.30; dom 10.00-12.30 / 16.30-19.00 Mostrare meno per far vedere di più. Parte da questo assunto la nuova mostra del giovane pittore Filippo Cristini, che presenta l’evoluzione del proprio lavoro in cui l’immagine diventa rarefatta in termini di contenuto per dar maggiore spazio alla materia pittorica. “La Zona” è un percorso composto da una quindicina di lavori in cui si esplora una storia dello sguardo che non attinge solo alla pittura ma che risente di contaminazioni cinematografiche e musicali. Anziché constatare il reale, l’artista prova a indagarlo con gli strumenti del possibile in un continuo confronto tra ciò che è e ciò che potrebbe essere, tra ciò che non è stato mai e ciò che forse non sarà. Dal 3 al 21 marzo 2017 32

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I RIMEDI DELL’OMEOPATIA 34

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Angela Minutillo Bertanza Specialista in Pediatria Omeopata Unicista angela.minutillo@fastwebnet.it

Omeopatia Unicista o Omeopatia Hahnemanniana (dal nome del suo fondatore), è diffusa in tutto il mondo e ha due secoli di meritata storia. È indicata per ogni età: lattanti, bambini, ragazzi, mamme in attesa, adulti e anziani. Rafforza la salute e aiuta a prevenire le malattie; è in grado di curare alla radice malattie acute e croniche e di prevenirne le ricadute, sia malattie fisiche che disturbi psicologici, ma anche seccanti disturbi che non sono vere e proprie malattie; si associa sempre a benessere generale ed emozionale. È economica ed è adatta anche agli scettici! I farmaci omeopatici sono assolutamente privi di effetti collaterali e non danno mai allergie in virtù della dilui-

L’

zione. La cura è sempre ‘individualizzata’ con il medicinale omeopatico unitario (detto anche rimedio unitario) che consta di un solo principio curativo alla volta, scelto tra più di 5.000 rimedi unitari. “Individualizzare” il paziente significa considerare solo i sintomi che lo distinguono da tutti gli altri soggetti affetti dalla stessa malattia. In tal modo si riesce a trovare quel ristretto numero di rimedi che, somministrati ad un soggetto sano, presentano quei sintomi peculiari. Tra questi ve ne sarà uno in grado di coprire tutti i sintomi e le caratteristiche del paziente nella sua globalità (le sue caratteristiche ereditarie, il suo trascorso come malato, le cure effettuate, i sintomi mentali, generali e locali, ecc.).

IL CASO DEL MESE Il caso di oggi è in tema con un tipico malanno di stagione, l’influenza, ed è un esempio prevenzione e cura delle malattie con l’Omeopatia Unicista. Il piccolo Enrico è un bambino di 2 anni che fino a qualche tempo fa si ammalava molto spesso: i suoi genitori, soprattutto la mamma era sempre preoccupata e agitatissima anche se le malattie del suo bimbo erano tutte tipiche dell’infanzia, otiti, tonsilliti, raffreddori, congiuntiviti, tracheiti: si andava sempre a finire con gli antibiotici. Nell’ultimo episodio era andata a consultare l’otorino che è il mio di riferimento, che questa volta le ha detto loro di rivolgersi a me, perché lui vede tanti miei pazienti che, per evitare il frequente uso di farmaci tradizionali, vengono curati da me con i rimedi omeopatici. Enrico mi è stato portato in visita da entrambi i genitori. Ho individuato il suo rimedio, ‘Phosphorus’. Da quando ha iniziato ad assumerlo, il bimbo ora si ammala con minor frequenza, le sue malattie durano molto meno e presentano meno complicazioni. Anche la mamma ha voluto venire da me, perché vorrebbe avere un altro figlio e ha deciso di affidarsi anche lei al rimedio omeopatico, assolutamente privo di effetti collaterali. Ha lo stesso rimedio del figlio, Phosphorus, e ha detto che presto verrà in cura da me anche suo marito.


COME STAI? Dr. Paolo Mariconti Specialista in Anestesia e Farmacologia Esperto in Medicina del Dolore guarireildolore@gmail.com

ATTENZIONE

I

l ‘neuroma di Morton’ si presenta inizialmente con la fastidiosa sensazione di avere un sassolino nelle scarpe. Con il termine ‘neuroma’ si descrive l’aumento di volume di un nervo e delle cellule che lo proteggono e lo isolano che, a seguito di un trauma, mettono in atto un inefficace tentativo di riparazione. Il neuroma di Morton è una patologia della parte anteriore del piede: fu il medico americano Thomas G. Morton nel 1876 a descriverne in modo dettagliato le caratteristiche, ma la letteratura medica contiene segnalazioni precedenti. Era un disturbo già conosciuto nel Settecento in Inghilterra alla corte della Regina, studiato dal chirurgo Lewis Durlacher. Il sintomo più caratteristico è il dolore, generato da microtraumi continui che provocano prima infiammazione e poi alterazioni dei tessuti. Ne sono causa ragioni anatomiche, per cui i nervi sono disturbati dal contatto continuo con le ossa, e l’uso di scarpe con il tacco molto alto o troppo strette dove vengono stressate maggiormente le dita. È frequente anche in chi pratica attività sportive ad alto impatto come il jogging e la corsa, che espongono i piedi a traumi ripetuti, o quando si provocano sollecitazioni ripetitive sul piede, comuni per chi gioca a calcio o pratica la danza. Il dolore è tipicamente nevralgico. È descritto come scossa elettrica o bruciore, e può essere accompagnato da formicolio e torpore che interessano anche le dita. I sintomi compaiono di solito dopo una lunga camminata, sono esasperati dall’uso di scarpe scomode e favoriti dalle alterazioni di postura. La diagnosi può essere confermata da idonei esami strumentali, e qualche volta compare anche gonfiore nella zona dolente, responsabile del tipico ‘segno di Mulder’: un click che si avverte quando si comprime il piede sui due lati nell’area interessata.

AI TACCHI A SPILLO! I pazienti provano sollievo immediato liberandosi dalle calzature e massaggiandosi il piede. Fondamentale è quindi l’uso di scarpe comode, con tacco basso e punta larga. Possono essere proposti plantari e terapie fisiche a complemento delle terapie. Anche l’agopuntura offre buoni risultati. Qualche volta è necessaria la chirurgia, mentre in genere la cura prevede trattamenti infiltrativi o l’uso di farmaci antinfiammatori e neuromodulatori, in grado di deprimere la suscettibilità dei nervi quando disturbati. 24oreNews

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COME STAI

L’INFLUENZA

«PRENDIAMOLA SUL SERIO»!

A cura della Dr.ssa ANGELA NARDI

C

on la fredda stagione arriva puntualmente l’influenza, ma tempistica, gravità e lunghezza della stagione variano di anno in anno. Ciascuna stagione influenzale è differente e l’infezione può colpire le persone in modo diverso, perfino individui sani possono stare molto male e diffondere l’infezione ad altri. Mediamente, ogni anno, vengono colpiti da sindromi influenzali o simil-influenzali da 5 a 8 milioni di soggetti. In età pediatrica il 25% dei bambini di età inferiore a un 1 anno e il 18% dei bambini di età tra 1 e 4 anni soffrono di infezioni influenzali o parainfluenzali. L’influenza è una malattia importante che può richiedere il ricovero ospedaliero e talvolta causare la morte. La prognosi può variare da qualche giorno a più di una settimana. La possibilità di contagio è alta durante tutto il periodo d’incubazione, ovvero prima della manifestazione dei sintomi. Una persona adulta può trasmettere il virus da tre a

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sette giorni dopo l’inizio della malattia. I bambini invece sono contagiosi più a lungo. Alcune categorie ritenute a rischio vengono invitate a sottoporsi alla vaccinazione antinfluenzale (anziani, malati cronici, donne in gravidanza, personale sanitario…). Ciò vale anche per i bambini sopra i sei mesi di età, ragazzi e adulti già affetti da altre malattie, che aumentano il rischio di complicazioni anche gravi in caso di influenza. Prevenzione e misure igieniche Il virus dell’influenza si trasmette per via aerea, attraverso le gocce di saliva emesse con la tosse o gli starnuti da persone malate. Anche le mani contaminate dalle secrezioni respiratorie, però, possono essere veicolo d’infezione. Ecco dunque alcune misure suggerite dal Ministero della Salute per ridurre il rischio di diffusione del virus: 1. Lavarsi spesso e bene le mani le mani con acqua e sapone. In assenza di acqua, il lavaggio può essere effettuato con soluzioni detergenti a base di

alcol o delle salviettine disinfettanti. 2. Se non ci si può lavare le mani, evitare di toccare occhi, naso e bocca 3. Se si è colpiti dall’influenza, è bene: • restare a casa in “isolamento volontario”, per evitare di portare in giro e trasmettere il virus, specie nelle fasi iniziali della malattia; • coprire la bocca e il naso con un fazzoletto di carta quando si tossisce o starnutisce, gettare poi il fazzoletto usato nella spazzatura e lavare accuratamente le mani. 4. Far aerare regolarmente le stanze del soggiorno, in particolare se ci sono persone malate. 5. Far attenzione al grado di umidità in casa e regolare la temperatura degli ambienti interni in modo che sia conforme agli standard consigliati per temperature invernali (generalmente intorno ai 18 ÷ 22°C). 6. Evitare i luoghi affollati quando i casi di malattia sono molto numerosi.


ERBARIO MAGICO

ECHINACEA

UN ALLEATO CONTRO L’INFLUENZA A cura di MARICA DE BONIS

I

l picco è appena passato, le patologie della stagione influenzale ancora in corso sono particolarmente aggressive, come d’altronde era stato previsto, e le difese immunitarie di molti di voi hanno alzato la bandiera bianca… Sì, ho detto proprio “voi”, perché da oltre un anno non solo non ho mai avuto la febbre e l’influenza ma neppure un lieve raffreddore, da quando un mio amico dottore mi suggerì di assumere a scopo preventivo la tintura madre di Echinacea, ogni mattina per tutta la fredda stagione. D’altra parte, si sa, la Natura ci viene spesso in soccorso. Non a caso questa pianta dal bel fiore viola chiaro era conosciuta ed apprezzata già al tempo degli Indiani d’America che la utilizzavano per curare la tosse, il mal di gola e le malattie da raffreddamento ma anche come cicatrizzante per ustioni e ferite. Solo nel secolo scorso, però, alcuni studi clinici hanno definitivamente consacrato questa pianta dimostrando l’efficacia sul sistema immunitario di due specie (Purpurea ed Angustifolia) che più delle altre attivano i linfociti, globuli bianchi che hanno un ruolo attivo e importantissimo nella difesa del nostro corpo dagli agenti estranei come batteri, funghi e virus. Oltre alla capacità immunostimolante, l’Echinacea svolge un’importante azione antibiotica e batteriostatica grazie alla presenza di alcuni flavonoidi che le conferiscono anche proprietà antinfiammatorie simili a quelle del cor-

tisone. L’utilizzo regolare di questa pianta, a partire dall’inizio dell’autunno permette, soprattutto nei periodi in cui lo stress abbassa le nostre difese, di prevenire ma anche di curare le malattie a carico dell’apparato respiratorio (o quelle a carico dell’apparato urinario come le cistiti). UTILIZZO E DOSAGGIO Prevenzione autunnale: l’ideale è eseguire cicli naturopatici ovvero 3 settimane di trattamento, assumendo una volta al giorno 50 gocce di tintura madre (anche per 2 o 3 mesi) e poi una settimana di pausa per evitare che l’organismo si “abitui” alla sostanza rischiando quindi di farle perdere la sua efficacia. Per curare tosse o raffreddore: assumere 50 gocce di tintura madre 2 o 3 volte al giorno lontano dai pasti, diminuendo la frequenza via via che i sintomi spariscono. Chi preferisce capsule o compresse può assumere, lontano dai pasti, 400mg di estratto secco in capsule o compresse una volta al giorno per prevenire, e dai 500 ai 750mg 2 volte al giorno per curare disturbi già evidenti. Attenzione: naturale non sempre vuol dire innocuo e anche in questo caso non tutti possono avvalersi delle proprietà dell’Echinacea. Devono prestare particolare attenzione al suo utilizzo le persone che soffrono di patologie autoimmuni perché le proprietà immunostimolanti di questa pianta possono causare seri problemi. È anche sconsigliato alle donne in gravidanza o in allattamento e ai bambini al di sotto dell’anno di età. 24oreNews

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IL SESSUOLOGO DICEMBRE

Dr. Roberto Bernorio Specialista in ginecologia Psicoterapeuta Sessuologo clinico www.robertobernorio.it

La comunicazione corporea gioca un ruolo privilegiato nel fornirci indicazioni sull’interesse sessuale che suscitiamo in un partner da cui siamo attratti. La consapevolezza degli elementi basilari di questo tipo di comunicazione ci consente di essere più disinvolti e sicuri durante la fase di approccio sessuale con l’altro sesso.

A.I.S.P.A. Milano, Via Marostica, 35 Info: www.aispa.it 38

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Caro dottore, il mio quesito le sembrerà magari ridicolo ma per me sta diventando un problema molto serio. Il fatto è che all’età di 25 anni mi sento imbranato nell’approcciare una donna; ovvero, non riesco mai a capire se piaccio o meno e di conseguenza non so come comportarmi. Ha qualche consiglio pratico da darmi? Fabio Il linguaggio del corpo rivela molti nostri sentimenti intimi, sia che noi intendiamo confidarli o no; imparare ad interpretarlo può essere utile per capire cosa gli altri provano per noi. Il contatto visivo è l’avance più comune iniziale. Gli occhi possono rivelare interesse, neutralità, o disinteresse. Utilizziamo il contatto con gli occhi ogni giorno, nei posti più disparati come la metropolitana, l’ufficio, il supermarket... Avere un contatto con gli occhi è molto semplice; è un modo universale di mostrare a qualcuno che provi interesse sessuale nei suoi confronti e può farti capire se sei corrisposto. Quando parli con una donna guardala direttamente negli occhi, non sopra

la spalla o giù sul pavimento. Per mostrare interesse in una stanza, tieni il tuo sguardo più a lungo di quanto avresti fatto in una comune situazione sociale. Puoi intuire interesse reciproco se lei contraccambia il tuo sguardo in maniera fissa. Quando il tuo sguardo è riconosciuto ed è benvenuto, la ricevente può muoversi in maniera da “aprire” il corpo, dandoti di più da guardare. Forse potrà stare in posizione obliqua ed alzare le spalle o piegarsi contro la parete con il suo torso spinto in avanti. Oppure potrebbe mettere le proprie mani nella tasca posteriore dei jeans, o in maniera giocosa spingere indietro i suoi capelli allontanandoli dalla fronte. Altre risposte incoraggianti includono l’alzata delle sopraciglia, gli occhi spalancati o lo sbattimento delle ciglia. Se vi guardate a lungo per molto tempo e vi avvicinate uno all’altro è senz’altro segno di una intesa. Lo puoi verificare muovendoti leggermente più vicino e notando se la persona si avvicina o si allontana. Se il tuo contatto iniziale non è benvenuto, la persona a cui sei interessato cercherà di difendersi dal tuo sguardo/vista oppure tenterà di creare una barriera tra voi due. Perciò se l’oggetto della tua attenzione improvvisamente sparisce tra la folla o improvvisamente incrocia braccia e gambe, probabilmente ti sta dicendo: “stai andando troppo veloce con me”, oppure “ora non mi interessi”. Spero che questo piccolo ABC sulla comunicazione nell’approccio sessuale possa darti qualche indicazione per ridurre il rischio, pur sempre presente, di futuri malintesi con le donne.


Anno 4 - Gennaio/Febbraio 2017

Val d’Orcia

Cultura del territorio, Turismo e Benessere

Personaggio

LUCIANA SAVIGNANO UNA VITA MERAVIGLIOSA

Scopri l’Italia

SALERNO IL GIARDINO INCANTATO

[ STILE

ITALIANO

]

NONINO L’ARTE DELLA DISTILLAZIONE


Gennaio

Febbraio 2017

indice

[ PERSONAGGIO] 6

Intervista a Luciana Savignano

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Salerno: un Natale da fiaba

[ SCOPRI L’ITALIA]

11 Forlimpopoli, squacquerone e sorgenti termali 12 Viaggio nella valle del Chianti

[ STILE ITALIANO]

15 Nonino: dal 1897 l’arte della distillazione

[ GOURMET]

16 Ristorante La Montanella ad Arquà Petrarca

[ SALUTE E BENESSERE]

18 Combattere l’influenza con l’alimentazione

19 Alimentazione e difese immunitarie

[ LIBRI]

20 Adolf Loos: Come ci si veste 21 Le nostre recensioni

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[ AGENDA ITALIA]

32 San Valentino: idee per una serata speciale

Direttore Responsabile Dario Bordet Direttore Editoriale Evelina Flachi ViceDirettore Editoriale Alessandro Trani Art Director Patrizia Colombo Progetto grafico/Impaginazione Milano Graphic Studio S.r.l. Caporedattore Riccardo Lagorio Hanno collaborato Francesca Bastoni Ranuccio Bastoni Elena Fossati Valerio Consonni gennaio/febbraio 2017

Francesco Garosci Carlo Kauffmann Luca Medici Sandro Nobili Alessia Placchi Media Partner Pubblicità, Promozione & PR Le Roy Advertising - Milano Edizioni Le Roy srl redazione@le-roy.it www.italiadagustare.com Stampa Bieffe Industria Grafica (Recanati – MC)

Periodico mensile Reg. trib. di Milano n. 287 del 02/07/12 N°iscrizione ROC: 22250 Distribuzione Gratuita

Desideriamo informarLa che i suoi dati personali raccolti direttamente presso di lei o fornitici saranno utilizzati da parte di “Italia da Gustare” nel pieno rispetto dei principi fondamentali dettati dalla direttiva 95/46/CE e dal D.lgs. 171/98 per la tutela della Privacy nelle Telecomunicazioni e dalla direttiva 97/07/CE e dal d.lgs. 185/99. Eventuali detentori di copywriting sulle immagini - ai quali non siamo riusciti a risalire - sono invitati a mettersi in contatto con: Le Roy srl

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[ editor iale ]

Care Lettrici e Cari Lettori,

dell’arte, della letteratura. Così da

da quando siamo nati, in occasione di

questo numero il nostro mensile inizia

Expo 2015, abbiamo voluto

un’attenta scoperta delle nostre regioni

identificarci come una rivista dedicata

e delle loro straordinarie

alla “cultura del territorio”, ponendoci

manifestazioni come quella che vi

l’obiettivo di valorizzare lo “stile

proponiamo in questo numero

italiano” a 360 gradi. Anche se oggi,

dedicata alle magiche luminarie de “Il

per gli eventi recenti, viviamo un

Giardino incantato” che si possono

periodo difficile per il nostro territorio

ammirare ogni anno a Salerno.

e per il nostro patrimonio artistico e

Troverete in apertura una intervista

culturale, abbiamo comunque

con l’étoile della Scala, Luciana

l’orgoglio di verificare che la qualità

Savignano, il teatro e un personaggio

del nostro cibo e la nostra cultura

amati in tutto il mondo. Daremo

enogastronomica sono apprezzati in

spazio a storie di Aziende nate in

ogni nazione. Un patrimonio che

Italia e oggi note in ogni continente

include la bellezza delle nostre città

così come a persone che ci

piccole e grandi, dei borghi antichi, dei

rappresentano nel mondo, e vi

monumenti e capolavori disseminati

segnaleremo prodotti originali

lungo tutta la penisola (il patrimonio

rigorosamente made in Italy. Insomma

di siti culturali maggiore al mondo

viaggeremo insieme alla scoperta delle

riconosciuti dall’UNESCO). Le nostre

innumerevoli eccellenze italiane che il

colture ci regalano in ogni stagione

mondo già ci invidia da tempo ma che

una varietà infinita di prodotti per la

non può fare a meno di apprezzare.

nostra tavola, tanto che la nostra

Spero che questo “taglio” più definito

cultura del cibo e del bere ha

della “vostra” rivista possa

conquistato il pianeta. Che dire poi

maggiormente interessarvi! Buona

della Moda e del Design, delle nostre

lettura a tutti!

“stelle” dello spettacolo, della musica, gennaio/febbraio 2017

Evelina Flachi

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[ per s onaggio ]

«LA MIA VITA MERAVIGLIOSA»

LUCIANA SAVIGNANO

L

Intervista a cura di Carlo Kauffmann e Dario Bordet

Luciana Savignano nasce a Milano nel 1943. Figura carismatica e stella della danza italiana nel mondo. Notata da Maurice Bèjart nel 1972, inizia con il grande maestro, un lungo percorso artistico: Bèjart crea per lei balletti indimenticabili come “la Luna” e “Bolero”. Collabora poi con i più importanti coreografi tra i quali Micha Van Hoecke con cui inizia un altro lungo sodalizio artistico che darà vita fra gli altri ad “Orfeo” e “Carmina Burana”. Importante anche la collaborazione dal 1995 con Susanna Beltrami che per lei crea “Blu Diablo”, “La lupa”, ed altri balletti famosi. Con Susanna Beltrami fonda nel 1998 la Compagnia Pier Lombardo Danza.

Luciana Savignano dicono spesso “come lei nessuna”, si ritrova?

vita molto particolare, una vita che mi ha fatto stare in un’altra dimensione, una vita che mi ha gratificato, una vita in cui ho potuto avvicinare persone straordinarie che mi hanno trasmesso arte, cultura, affetto…

Ci parla del suo straordinario Bolero? Fantastico, in effetti debbo dire

Come è cambiata la danza oggi, se è cambiata?

È stata una vita meravigliosa, una

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Lidia Costantini

Mi fa sentire un po’ in imbarazzo… però “come lei nessuna” mi fa molto piacere, ovviamente. È chiaro che ognuno è un caso a sé e se io sono un caso particolare, okay… ci sto.

1972 prima ballerina, 1975 Etoile alla Scala, una storia di incontri da Paolo Grassi a Nureyev, da Paolo Bortoluzzi a Roland Petit a Maurice Bejart e tanti altri, che vita è stata?

che ancor oggi, dopo tanti anni che ho lasciato, diciamo, questo ruolo - usiamo questo termine - mi sento ancora dire… “certo che come lei nessuna”. Tornando alla domanda, è stato un punto molto importante della mia carriera artistica. Confesso che non è certamente il balletto che preferisco, però devo dire un grande grazie a questo Bolero perché mi ha proiettato veramente in alto.

Oggi come oggi io trovo che la danza indubbiamente si è evoluta sotto tanti aspetti. Trovo, per usare questo termine “cambiamento”, che per me ci sia stato un grande cambiamento. Oggi infatti si punta molto di più all’esteriorità, oggi si vuole stupire, ma la danza è interiorità, la danza è emozione, la danza è un qualche cosa che deve arrivare all’anima. Quando si esce gennaio/febbraio 2017


Angelo Redaelli

da uno spettacolo di danza uno deve rimanere ancora in quel mondo fatato, sentire il cuore che palpita ancora. Oggi, quando esco da uno spettacolo di danza, sono stupita da quello che riescono a fare i ballerini, perché sono diventati dei veri acrobati… Ma l’emozione?

Lei ha girato il mondo, ma il suo cuore si è mai allontanato da Milano? Io sono fondamentalmente una grande romantica, ho le radici in questa città a cui tengo molto. Mio padre era di Milano, mi accompagnava sempre alla Scala e poi mi veniva a prendere: la Scala era per me una seconda casa e soprattutto anche nell’ambito del teatro ho avuto dei grandi maestri e ho conosciuto una persona meravigliosa come Paolo Grassi. Quindi a Milano devo molto, e poi mi lasci questo pizzico di romanticismo perché nonostante questi ruoli così spregiudicati che ho sempre fatto, il mio animo non era quello, il mio animo è quello rimasto ancorato agli affetti più cari.

Come vive Milano e cosa pensa della città di oggi?

È un po’ come quanto ho detto della danza di oggi, la Milano di oggi è diversa… molto variegata! Non c’è più l’anima di una volta, ecco torno sui miei passi. Io ho bisogno di sentire l’anima delle pergennaio/febbraio 2017

Luciana Savignano con Emanuele Burrafato autore del libro a lei dedicato

sone che mi circondano, che incontro, ho bisogno di ‘sentire’ le persone che mi guardano… Oggi vai al supermercato e sei una illustre sconosciuta, fra persone sconosciute: dico il supermercato per dire un qualsiasi altro ambiente. Io ho bisogno di sentirmi attorniata “da persone”, persone che hanno vissuto, che hanno un’anima, che provano sensazioni sempre diverse fra loro, che hanno emozioni, che hanno positività.

“Luciana Savignano, l’eleganza interiore” è l’ultimo libro a lei dedicato. Lei ama “l’eleganza” anche in ruoli provocatori, vero?

Sì, certo l’eleganza è stato un po’ il mio filo conduttore perché io trovo che un essere umano può fare qualsiasi cosa, ma sempre con quel tocco di classe e di eleganza e allora tutto diventa facile, leggero, quasi naturale.

Che appuntamento possiamo

dare ai nostri lettori per vederla in teatro?

Ci vedremo presto! Sto facendo delle prove proprio in questi giorni, al Teatro Gerolamo, dove è appena terminato un lungo delicato restauro. Non conoscevo il Gerolamo che ho scoperto essere diventato un vero gioiellino. Mi hanno chiesto di “aprire” con la danza e per me è stata una grande soddisfazione, un grande orgoglio. Riproporrò un pezzo che ho fatto con gli allievi della Scuola di Ballo dell'Accademia Teatro alla Scala, e in una seconda parte una cosa nuova che non posso ancora anticipare, perché non ho ancora iniziato le prove, quindi non so di cosa si tratta, ma questo mi affascina ancora di più. Sarò in scena il 24, 25 e 26 marzo…vi aspetto! Grazie per il suo tempo Signora Savignano …ovviamente ci vedremo al Gerolamo.

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[ s copr i l’ita lia ]

UN NATALE DA FIABA

SALERNO A cura di ALESSANDRO TRANI

S

Si sono da poco spente le “Luci d'Artista”, straordinaria manifestazione salernitana che dal 2006, nel lungo periodo delle festività natalizie tra novembre e gennaio, attira ogni anno migliaia di turisti provenienti da ogni parte d’Italia e d'Europa. Dall’iniziativa, realizzata dal comune di Torino già nel 1998, è nato nel 2009 un gemellaggio tra le due città che si traduce ogni anno in scambi di luminarie artistiche. L’intera città si veste di magiche luci che incantano grandi e piccini. Non si tratta delle solite luminarie di fine anno, ma di vere e proprie opere di famosi artisti della luce, che costellano le vie della città. Alla Rotonda c'è una vera e propria ricostruzione di un ambiente da "Le mille e una notte", mentre “Il giardino incantato” rende la Villa Comunale un au-

Via San Bonosio, a Salerno, è la strada con la maggiore densità di poesia del mondo. Il verso si mescola con gli odori e la luminosità del Mediterraneo

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gennaio/febbraio 2017


[ s copr i

tentico giardino fiabesco, con maghi, stregoni, tunnel luminosi e figure incantate, per la gioia dei più piccoli! Tra le altre attrazioni: Piazza Portanova, dominata da un maestoso albero di Natale, la Grande Foresta di Largo Campo, gli Angeli vicino al Duomo, l'Antartide su Lungomare Trieste e a Santa Teresa, i suggestivi presepi di sabbia, la magia floreale in via Carmine e via Dei Principati, i gioielli di Luce in via Mobilio e il Soffione in via Volpe e via Nizza. UN “TUFFO” A MARE E… NELLA STORIA Si può visitare la città in ogni stagione. Il mare della Costiera salernitana regala alla città un clima mite al punto che una giornata di sole in pieno inverno anticipa le tiepide temperature primaverili. Passato l’inverno, una gita in traghetto consente di ammirare Costiera amalfitana, con i suoi tipici strapiombi su cui ancora si nascondono le antiche torri saracene. Questa si estende da Salerno a Positano, passando da Vietri sul Mare, Cetara, Maiori, Ravello, Amalfi e altre località forse meno note ma sempre straordinarie come Furore (suggestivo fiordo noto per il Campionato mondiale di tuffi), Minori (con il sito archeologico di una villa romana del I secolo d.C.), Tramonti, Praiano, Conca dei Marini e tante altre. D’estate il mare è stupendo, ma non è il periodo ideale per visitare la costa. In città, una passeggiata sul lungomare in una giornata di sole ci mette di buon umore, e può guidarci dritto nel cuore di Salerno. Il suggestivo centro storico si sviluppa con i suoi antichi edifici nei dedali di vicoli di origine medievale, con qualche traccia testimone delle varie dominazioni che si sono susseguite attraverso varie epoche: dalla

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fondazione come centro romano (nel 179 a.C.), poi longobardo, poi normanno, fino alle epoche più recenti con gli Svevi, gli Angioini e gli Aragonesi. Non dimentichiamo che a Salerno fu fondata ‘La Scuola Medica Salernitana’, la più antica e celebre istituzione medica d’Europa nel Medioevo. Qui si possono ammirare le bellezze monumentali ed artistiche della città: dal Duomo o Cattedrale di San Matteo (il Santo Patrono della città) in cui sono custodite diverse reliquie tra cui quelle del Patrono e il corpo di Papa Gregorio VII (morto in esilio a Salerno); la Fortezza ‘La Carnale’, antica torre di avvistamento costruita nel 1563 a difesa dagli attacchi saraceni, al medievale Castello di Arechi, adagiato sul colle Bonadies - così nominato in omaggio del famoso principe longobardo Arechi II. Dal Castello si può ammirare la città in tutto il suo splendore, dal porto al lungomare, in un panorama suggestivo che domina l’intero golfo da Positano a Sapri). E poi c’è la torre Angellara, costruita nel XVI secolo dal viceré spagnolo per difendere la città dai pirati e dagli attacchi provenienti dall’est della città. Sulla Costa Del Cilento, che si estende da Paestum a Sapri, passando da Palinuro, è d’obbligo almeno un’escursione a Paestum, per una visita ai templi di Hera, Poseidone e Cerere e al Museo Archelogico con le lastre dipinte della cosiddetta Tomba del Tuffatore. SALERNO "CAPITALE" La provincia di Salerno è di gran lunga la più estesa della Campania, con i suoi 158 comuni, raggruppati in macroaree ognuna delle quali con una propria identità storica, geografica ed enogastronomica. Un

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territorio così vasto in cui madre natura è stata tanto generosa, non potevano certo mancare gli infiniti piatti tipici, data l’abbondanza e soprattutto la qualità delle materie prime. Qui è nata la dieta mediterranea, anche se alcuni piatti di tradizione salernitana vengono a volte ricordati genericamente come prodotti tipici della Campania. Pochi sanno che nel Principato di Salerno si produceva il riso più buono dell’epoca, che la divina mozzarella di bufala campana DOP viene prodotta in tutta la piana del Sele, che l’antica pizza Cilentana è nata molto prima della Margherita e che la sfogliatella è nata a Conca dei Marini, che Tramonti ha dato i natali a circa 3.000 pizzaioli che si sono sparsi in Italia e all'estero portando la vera cultura della pizza nei migliori ristoranti e pizzerie… Sapevate che Salerno è stata "Capitale" del Regno d'Italia? Infatti dall'11 febbraio al 15 luglio 1944 fu sede provvisoria del governo… Ci vorrebbero ancora pagine e pagine, ma ritorneremo a parlarvi della sua ricca storia e tradizione. PER DELIZIARE I PALATI Con un territorio così vasto e dalle mille sfaccettature, la provincia di Salerno, tra mare, montagna e colline, non poteva non regalare al palato una molteplicità di prodotti enogastronomici. Regina della tavola è, senza dubbio, la mozzarella di bufala Dop. Regalano grande soddisfazione al palato altre bontà come la ricotta e la provola affumicata di bufala, la ‘Ricotta di Tramonti’ e gli ‘Scialatielli all'Amalfitana’ (o Scialatielli allo Scoglio), basati su uno dei formati di pasta tipici della Costiera (più corti degli spaghetti, piacevolmente irregolari e sublimi con il sugo di pesce). Per non dimenticare le ‘alici di Cetara’ e la tradizionale ‘colatura’, ‘i dolci di Salvatore De Riso’ e gli ‘Ndunderi di Minori’, una specie di gnocchi di ricotta considerati dall'UNESCO una delle paste più antiche del mondo (probabilmente risalgono al tempo dei romani e venivano fatti con farina di farro e caglio). Popolare in tutto il mondo è il pomodoro San Marzano Dop dell’agro nocerino-sarnese. Alle caratteristiche orografiche e climatiche delle zone costiere della provincia di Salerno, è dovuta anche la diffusione del fico bianco del Cilento e del limone Costa d’Amalfi, con cui si produce il famoso “limoncello”. Due le tipologie di olio che hanno ottenuto, negli anni, il riconoscimento del marchio Dop: l’olio extra-

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vergine di oliva Cilento e l’olio extravergine di oliva Colline Salernitane. Tre vini doc rendono completa l’offerta dei prodotti tipici enogastronomici del salernitano. ‘Il Cilento’, ‘il Castel San Lorenzo’ ed il ‘Costa d’Amalfi’ (con le sue sottozone Tramonti, Furore e Ravello) sono l’ideale per accompagnare le pietanze, soprattutto quelle a base ci pesce che è tra gli ingredienti principe dei piatti tradizionali locali. Per non dimenticare i dolci, ce n’è per tutti i gusti: il mustacciuolo, il calzoncello di castagne, il dolce ricotta e pera di Minori, la melanzana al cioccolato di Maiori, la sfogliatella Santa Rosa a Conca dei Marini, i sospiri al limone di Amalfi (noti come “zìzz ’e monache”), la crostata di ricotta di bufala e fichi del Cilento, la spaghettata alle fragoline di bosco di Petina, la crespella e la crema di nocciole di Giffoni, la zeppola cotta di Cava dei Tirreni, la pizza di grano e la pizza di riso e la colomba di Pasqua con crema di limoni di Amalfi. Sono solo un piccolo assaggio della tradizione salernitana!

Una cucina fantasiosa e variegata che riesce ad esaltare profumi e sapori di queste terre

Scialatielli all’Amalfitana

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FORLIMPOPOLI

LO SQUACQUERONE E LE SORGENTI TERMALI

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Sulla via Emilia, tra Forlì e Cesena si rimane impressionati dal continuum di chioschi che propongono la piadina nelle versioni più tradizionali, come con lo squacquerone, a quelle più insolita con crema di cioccolato e nocciole... La piadina è così importante per i romagnoli che Giovanni Pascoli le dedicò un poemetto. Forlì è anche la patria dei cappelletti, generalmente più grandi dei tortellini dei quali condividono le forme, ma con un ripieno del tutto particolare: ricotta, uova, lonza di maiale arrostita, pepe, noce moscata e formaggio grattugiato. Il consumo dei cappelletti è in brodo di cappone. Merita una visita la basilica di San Mercuriale, magari perdendosi sotto i porticati del centro, prima di tuffarsi nella Pinacoteca che conserva opere di Cagnacci e Guercino. A Forlimpopoli tappa d’obbligo presso la Scuola di cucina di Casa Artusi, dove s’insegna a impastare farina di tipo 1, acqua, strutto e sale di Cervia per modellare la piadina perfetta, quella realizzata secondo il disciplinare dell’IGP, prima di spal-

marci su lo squacquerone. Formaggio molle, scivoloso, più lieve dello stracchino e da consumare molto fresco, lo squacquerone trae origine sulle colline del Cesenate da latte vaccino pastorizzato, e dal luglio 2012, ha ottenuto la DOP. Evitando strade trafficate, Bertinoro è a pochi chilometri. Qui si produce il vino ideale da consumare con la piadina. È infatti la patria dell’Albana, dai risvolti chiari e dal finale simpaticamente amarognolo. La si coltiva quando la strada inizia a salire e spesso s’impenna. A Bertinoro i vigneti sono esposti ora verso il mare, ora verso l’argilloso entroterra. Che sia secca, dolce, spumante o appassita l’Albana riesce sempre gradevole e fresca. La vista da Piazza della Libertà spazia sull’ultima porzione di pianura padana sino al grattacielo di Cesenatico. Non distante, la Rocca, dove dimorò Federico Barbarossa, ospita un singolare museo interreligioso mentre bisogna risalire in automobile per visitare la pieve di San Donato, nella frazione Polenta. In località Fratta, l’acqua. Anzi, le ac-

que! Si caratterizzano per differenti componenti le undici sorgenti lungo il percorso del rio Salso: sulfuree, magnesiache e bromoiodiche quelle più praticate sotto il profilo terapeutico. Dirigendosi verso sud, a Rocca San Casciano si incontra un altro simbolo della Romagna, il bovino di razza Romagnola. Questa è apprezzata per la sua attitudine alla produzione di carne dalla tessitura molto fine e scarsa infiltrazione di grasso. Gli animali vengono allevati spesso su terreni marginali e collinari, caratterizzati dalle rive, concrezioni simili ai calanchi. Si può dare l’addio alla Romagna in una trattoria del paese. Ci si va per le tagliatelle ai funghi porcini e per la carne di Romagnola alla griglia. Ed è quasi Toscana...

Ca de bè Piazza della Libertà 10 Bertinoro (FC) Telefono 0543444435

Hotel Globus City Via Traiano Imperatore 4 Forlì Telefono 0543722215

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TRA ANTICHI BORGHI E DOLCI COLLINE

VIAGGIO NELLA VALLE DEL CHIANTI A cura di Sandro Nobili

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Ogni regione d’Italia custodisce un pezzo del vasto patrimonio culturale ereditato e conservato dal nostro Paese. Uno dei territori più conosciuti e apprezzati in tutto il mondo è la Toscana, culla rinascimentale dell’arte e della letteratura italiana, patria di opere d’arte, cibo delizioso, ottimi vini e paesaggi mozzafiato. Il suo cuore, il Chianti, è una destinazione perfetta non solo per scoprire una delle più rinomate zone vinicole d’Italia, ma anche come base per poi partire ad esplorare molte altre località della Toscana. Il nome “Chianti” è riferito tradizionalmente all’area - a cavallo tra le province di Firenze, Siena e Arezzo - ove si produce il famosissimo vino e non a un particolare territorio dotato di precisi confini. Pochi territori come quello del Chianti possono offrire un panorama così ricco e suggestivo: verdi colline disegnate da chilometri e chilometri di vigneti e oliveti, borghi stretti tra ampie mura medievali, strade sinuose. Il Chianti detto Classico è quello che si estende tra Firenze e Siena e comprende per

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intero i comuni di Greve, Panzano, Castellina, Radda e Gaiole. Greve in Chianti. Il nostro viaggio non può che partire da Greve, considerata la porta d’ingresso del Chianti. Questa vivace cittadina è famosa per la sua particolare piazza, che sin dal medioevo era il mercatale dei borghi, castelli e fattorie dei poggi circostanti. Costeggiata su tre lati da ampi portici, al centro ospita la statua di Giovanni da Verrazzano, scopritore della Baia di New York. La Chiesa di Santa Croce, di origine medievale ma dalle forme neorinascimentali, ospita alcune preziose opere d’arte sacra, tra cui un trittico con Madonna e Santi di Bicci di Lorenzo. Sotto i portici della piazza si trovano tanti negozi di artigiani, enoteche e ristoranti, tra questi l’Antica Macelleria Falorni offre solo prodotti tradizionali chiantigiani. Panzano in Chianti. Del Castello di Panzano, importante baluardo a difesa della Repubblica di Firenze nelle guerre tra Firenze e Siena, restano evidenti tracce nel borgo antico, oggi dominato dalla Chiesa di S. Maria, risalente al XIII secolo ma completamente ricostruita in stile neoclassico nell’Ottocento. È piacevole passeggiare per il borgo antico e respirare l’aria dei tempi andati e soffermarsi nella piazzetta principale per degustare vini e prodotti tipici locali. In più c’è l’Antica

Nella pagina a fianco, in alto: il Castello di Volpaia a Radda in Chianti; sotto: la Chiesa di Castellina in Chianti; a sinistra il Castello di Vertine

Macelleria Cecchini, famosa per l’ottima bistecca alla fiorentina, che viene tagliata decantando la Divina Commedia. Più avanti si trova la Pieve di San Leolino, ricordata sin dal 982, custode di preziose opere d’arte di maestri locali. Castellina in Chianti. Proseguendo verso Siena si trova questo piccolo borgo le cui origini sono antichissime, come testimoniano le tombe e i reperti etruschi di Montecalvario conservati nel Museo Archeologico del Chianti Senese, che ripercorre l’antica storia di questa zona. La posizione favorevole all’incrocio di quattro zone del Chianti rese questa città un’importante capoluogo strategico e militare tra Firenze e Siena, come testimonia l’imponente Rocca che domina la piazza centrale. A Castellina si possono degustare ottimi vini in una delle innumerevoli enoteche del borgo e assaporare l’arte norcina del Chianti che produce salumi dal sapore indimenticabile. Radda in Chianti. Lasciando la via Chiantigiana si raggiunge questa graziosa cittadina con le sue mura medievali che proteggono ancora il centro della città che si sviluppa in un dedalo di viuzze concentriche. Il centro del borgo è dominato dal Palazzo del Podestà e dalla Chiesa di San Niccolò di origine ro-

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manica. Vicino Radda si trova il Castello di Volpaia, nel piccolo borgo turistico dove si può degustare l’antica tradizione del vino. La costruzione in pietra arenaria ha un caratteristico colore scuro, che rende il Castello diverso dalle altre fortificazioni del Chianti. Da vedere anche la Commenda di S. Eufrosino, chiesa del ‘400 oggi sconsacrata e sede di un’enoteca. Gaiole in Chianti. Non lontano da Radda si trova Gaiole, suggestivo paese medievale. Grazie alla sua posizione alla base della vallata, a metà strada tra il Chianti e il Valdarno, Gaiole ha sempre giocato un ruolo importante come “città mercato” per i vari castelli circostanti e le località limitrofe. Oggi è una importante meta turistica ricca di agriturismi, enoteche e fattorie che offrono i loro prodotti e la loro ospitalità. Intorno a Gaiole sono rimasti alcuni castelli e rocce fortificate che meritano una visita, come ad esempio il Castello di Vertine, il Castello di Meleto o la Pieve di Spaltenna, oggi dimore per i soggiorni nel Chianti. Una tappa in questa piccola città potrebbe essere la scelta giusta per un alloggio accogliente come base del vostro soggiorno in Toscana.

Greve in Chianti Panzano in Chianti

Castellina in Chianti

Radda in Chianti

Gaiole in Chianti

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NONINO DAL 1897 L’ARTE DELLA DISTILLAZIONE

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Per dedicare un servizio alla famiglia Nonino ci vorrebbe un intero numero della rivista, tante sono le eccezionali “storie” che hanno riempito la vita di questa straordinaria avventura umana e professionale. Abbiamo scelto di “costruire”, per voi lettori, una personalissima nostra “agenda” per ricordarvi date ed eventi che hanno segnato la storia di questa famiglia

diventata in un secolo la rappresentante dell’eccellenza italiana nel mondo. Si tratta solo una minima parte delle date che abbiamo scelto per parlarvi della famiglia Nonino, una straordinaria impresa italiana nel mondo. Apriamo la “nostra” Agenda con una frase, apparsa su un prestigioso giornale americano il 31 dicembre 1997.

«...Per decenni la Grappa è stata poco più che una forma tascabile di riscaldamento per i contadini del Nord Italia… Gli italiani più ‘in’ e la maggior parte degli stranieri la disdegnavano. Ma tutto questo accadeva prima che i Nonino di Percoto salissero alla ribalta...» R.W. Apple Jr., 31 Dicembre 1997

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1 Dicembre 1973 Benito e Giannola Nonino rivoluzionano il sistema di produrre e presentare la grappa in Italia e nel mondo. 29 Novembre 1975 Nasce il Premio Nonino dedicato alla cultura contadina. 27 Novembre 1984 I Nonino segnano una nuova svolta, creano l’Acquavite d’Uva. 2 Giugno 1998 Giannola Nonino viene nominata “Cavaliere del Lavoro”. 1 Gennaio 2000 Wine Spectator, considerata la Bibbia dell’enologia mondiale, nel numero che celebra il nuovo millennio invita a brindare al terzo Millennio con l’Acquavite Nonino. 3 Aprile 2000 Le sorelle Nonino, dopo anni di ricerche sul miele, anticamente considerato un miracolo della natura, presentano GIOIELLO®, frutto della distillazione del solo miele. 6 Dicembre 2003 Il New York Times dedica alla famiglia Nonino il “Saturday Profile” in occasione dei trent’anni della creazione della Grappa Nonino Monovitigno®. 3 Marzo 2010 Al primo “Ultimate Spirits Challenge”, a New York, al quale hanno partecipato oltre 520 distillati provenienti da 42 Paesi, la Grappa Nonino vince il massimo premio. 16 Novembre 2010 La Collezione Nonino entra nella Collezione Permanente del Design Italiano del Triennale Design Museum. Dicembre 2010 Fendi presenta “The Whispered Directory of Craftsmanship una guida al Made in Italy”, rigorosamente fatto a mano. Borsalino, Buccellati, Fendi, Maserati, Nonino, Riva, Rubelli, Slow Food, Venini. Febbraio 2015 Per la prima volta una Grappa, The Legendery Nonino, appare nella vetrina londinese di Harrods. 2015 Le sorelle Nonino sono nominate Ambassador per Expo 2015 Maggio 2015 La Grappa Nonino viene scelta come unica Grappa nella carta dei vini dell’Enoteca Ufficiale del Padiglione Italia. Settembre 2015 F. Paul Pacult, definito da Forbe “il più autorevole esperto di distillati degli Stati Uniti”, riconferma Grappa Nonino come unica Grappa fra i 16 più straordinari Distillati al mondo.

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“IL PAPERO ALLA FRUTTA” TRADIZIONI E ANTICHI SAPORI AD ARQUÀ PETRARCA A cura di Riccardo Lagorio Giorgio Borin e Biancarosa Zecchin

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Magnetizzato, al pari di numerosi connazionali ed europei, dallo splendore del Rinascimento italiano, Matthias Jaeger si insedia a Padova nel 1616. Per primo, immagina ed espone l’arte di piegare ed accomodare i tovaglioli sulle tavole e, per quanto riguarda i cibi, che siano cotti senza grassi e serviti con la frutta. Passano cinquecento anni e sui Colli Euganei Biancarosa Zecchin, nel suo La Montanella ne ripete l’esperienza con il papero alla frutta. Cottura tale da rendere la pelle del volatile morbida e dorata, come racconta nell’ottima redazione del menu, con indicazione dell’origine della materia prima. La frutta: pere glassate e uva, i cui liquidi si mischiano e si confondono in tegame con ciò che si liquefa dal pennuto. Entrare alla Montanella non vuol dire però solo mangiare, ma anche immergersi nella natura e nelle tradizioni, spaziare con lo sguardo sul bel giardino; il verde che la circonda si estende a perdita d’occhio; sempre di colori tenui e riposanti l’ambiente, ricco di luci attenuate e suggestivi accorgimenti, linee degli arredi sobrie ed eleganti. Fuori, alti sui colli dove Francesco Petrarca metteva mano alla ultima

versione del Canzoniere, gli ulivi. Preparazioni studiate con immensa dedizione dalla famiglia al completo, con Giorgio Borin, patron-sommelier e figlio d’arte, in testa: il filetto di ma-

iale con mele cotogne e tortino di funghi chiodini, che sa conquistare per equilibrio e temperanza di sapori; la tagliata di manzo alle tre mostarde di Biancarosa (pomodori verdi, mele cotogne e anguria verde). Un’autentica devozione nei confronti della gallina Padovana, tanto da figurare in numerosi piatti storici del ristorante: in toceto con chiodini e patate stracciate e, in versione primaverile, in toceto con punte di asparagi; i sedanini all’uovo con sugo di gallina Padovana e viole. A deporre a favore del matrimonio tra carne e frutta c’è poi il filetto di manzo accompagnato da confettura di mirtilli. E poi i torresani con salsa peverada padovana. Sotto il nome di torresani passano i colombi di torre, prelibato volatile più volte presente nella cucina della tradizione locale, mentre la salsa peverada possiede come ingredienti quasi universali capperi, acciughe, aglio, scalogno e limone. Il prosciutto di Montagnana, presentato con fagottino ai porri o di radicchio e Montasio a seconda della stagione, è selezionato tra i migliori cosci che il Prosciuttificio Soranzo mette sul mercato. Di casa, il pane e lo schissoto. Carta dei vini armonica e impegnata.

RISTORANTE LA MONTANELLA - Via dei Carraresi, 9 - Arquà Petrarca (PD) • www.montanella.it

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COMBATTERE L’INFLUENZA CON L’ALIMENTAZIONE A cura di Evelina Flachi

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Contro l’influenza è possibile intervenire anche con l’alimentazione quotidiana variata equilibrata ricca di vitamina C, che aiuta a tornare in forma e al tempo stesso aumenta le difese immunitarie dell’organismo. Gli sbalzi di temperatura indeboliscono le difese immunitarie dell’organismo e favoriscono l’insorgere dell’influenza. Il nostro apparato respiratorio è protetto da una patina di muco che viene “distribuita” da piccole ciglia che si bloccano quando il

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freddo arriva all’improvviso. Senza “rivestimento”, gola e polmoni sono esposti all’attacco di virus e batteri. Soprattutto durante la stagione invernale è facile venire a contatto con questi microrganismi perché le basse temperature portano a cercare spazi riparati e chiusi, dove la vicinanza con altre persone favorisce il contagio. Il nostro organismo è però dotato di anticorpi che possono scacciare le malattie sul nascere. Affinché gli anticorpi del sistema immuni-

tario funzionino al meglio, è bene seguire una corretta alimentazione quotidiana ricca di agrumi ma anche di cavoli, prezzemolo e rucola: sono tutti alimenti ricchi di vitamina C, che attiva il sistema immunitario e migliora l’irrorazione sanguigna dei tessuti. La zucca e i cachi forniscono invece betacarotene, precursore della vitamina A, anch’essa utile per potenziare le difese immunitarie. La carne e il pesce sono fonti di zinco, indispensabile per la produzione degli anticorpi. Una corretta dieta quotidiana è quindi un rimedio naturale contro l’influenza anche per recuperare la disidratazione da febbre e sudorazione. Per questo non facciamoci mancare il tradizionale brodo di pollo o di verdure passate (da evitare se abbiamo problemi intestinali) ricchi di minerali e sostanze utili al recupero energetico anche quando si hanno problemi di mancanza di appetito. Possiamo inserire anche centrifugati o estratti di frutta e verdura che possono arricchire la giornata di antiossidanti utili contro raffreddore e tosse arricchiti di zenzero o curcuma. Inoltre non facciamoci mancare alla sera una tisana calda o un bicchiere di latte con miele di eucalipto utile a fluidificare e lenire le mucose infiammate!!! gennaio/febbraio 2017


ALIMENTAZIONE E DIFESE IMMUNITARIE

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Per proteggere adeguatamente l’apparato respiratorio è indispensabile prestare attenzione all’alimentazione e preferire bevande calde, brodi, minestroni e zuppe, frutta e verdura cruda e cotta. Non far mai mancare nella dieta, oltre a quelli già citati, alimenti ricchi di vitamina C, come verdura a foglia verde, peperoni, arance, mandarini, kiwi. Nella dieta vanno inseriti anche i legumi per fare un “carico” di vitamina B e di sali minerali come zinco, manganese e rame, che hanno un’azione di rinforzo delle difese naturali dell’organismo. Oltre agli agrumi, esistono molti altri cibi capaci di aiutarci a tenere alla larga i malanni stagionali contrastando virus, batteri e sintomi dell’influenza. Ne descriviamo qualcuno con sue proprietà: cavoli: sono ricchi di fibre che regolano l’intestino, contengono vitamina C, vitamina A e altri antiossidanti; curcuma: spezia con proprietà protettive ed antiossidanti utili a contrastare l’aumento dei radicali liberi e quindi utile a rafforzare il sistema immunitario. Può essere aggiunta allo zafferano per rafforzarne le proprietà; peperoncino: se si avverte un inizio di raffreddore, il peperoncino usato nella preparazione dei piatti è un rimedio naturale, perché fluidifica il catarro; in più, il peperoncino attiva la circolazione e ottimizza l’attività delle difese immunitarie; rucola e prezzemolo: sono ricchi di vitamina C, anche se non si vede il tipico colore arancio che è coperto dalla clorofilla; nella dieta quotidiana è meglio usarli gennaio/febbraio 2017

sempre a crudo: la vitamina C, infatti, con il calore si disperde, zucca e cachi: apportano betacarotene precursore della vitamina A, necessaria per accelerare l’attivazione del sistema immunitario. CONTRO L’INFLUENZA ADOTTARE REGOLE DI “BUON SENSO” Per prevenire febbre, raffreddore, cefalea (mal di testa), mal di gola e tosse, si possono seguire alcune regole di “buon senso”, adatte per fronteggiare i mali di stagione dei mesi più freddi dell’anno. Eccone alcune: • indossare tessuti che non disperdano il calore del corpo: il cotone o la seta sulla pelle e sopra la lana; • utilizzare indumenti non comprimenti o troppo attillati per evitare la fastidiosa sensazione di freddo e consentire la migliore circolazione sanguigna a livello cutaneo; • proteggersi da freddo e vento con sciarpe, guanti, cappelli, evitando gli sbalzi di temperatura; • vestirsi “a strati” quando si esce: è così più facile escludere una parte degli abiti entrando in luoghi riscaldati; • curare l’alimentazione, avere regolarità negli orari dei pasti e nella giusta quantità di sonno; • svolgere un’attività fisica quotidiana, seppur moderata, aiuta a rinforzare le difese immunitarie dell’organismo; • lavarsi spesso le mani soprattutto dopo aver frequentato nei luoghi affollati ove si moltiplicano le occasioni di contagio dell’influenza.

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LIBRO

Lezioni di stile di Adolf Loos

«COME CI SI VESTE»

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A cura di Valerio Consonni

Molti decenni prima di Armani, Loos scriveva: «Essere vestiti bene cosa significa? Essere vestiti in modo da non farsi notare. Nella buona società, tutto ciò che attira l’attenzione è contrario al buon gusto». E poi ancora: «le sottovesti in maglia sono destinate solo a coloro che si lavano. Molti tedeschi pensano che indossare la biancheria in jersey permetta di non lavarsi. Vengono dalla Germania tutte le invenzioni che dovrebbero evitare di lavarsi». Adolf Loos, grande architetto rivoluzionario (1870- 1933) e scrittore molto brillante, fu un attento osservatore della società a lui contemporanea. Figlio di un’Austria felice, studiò in America, fu un protagonista della Secessione viennese e del tramonto della Mitteleuropa tra i due conflitti mondiali, intellettuale di spicco e amico di artisti ed intellettuali d’avanguardia, con molti dei quali condivideva uno stile caustico e l’irresistibile ironia austriaca. “Come ci si veste” affronta un tema sempre attuale e di grande fascino: è una bellissima raccolta di articoli che si distingue per organicità, chiarezza e compiutezza. Loos sfoggia un’aria canzonatoria, irridendo le mode del suo tempo, sbeffeggiando il cattivo gusto e l’eccentricità, lodando l’austerità e la compostezza della vera eleganza, in particolar modo di quella inglese. Come conservare l’aria di veri gentiluomini quando si è in bicicletta? Le donne possono portare i capelli corti? L’autore ne ha per tutti i gusti e le tendenze, dai cappelli alle calzature, dalla foggia dei pantaloni ai baffi, dalla mania dei tatuaggi alle cravatte pre-annodate, dall’avanzata inevitabile dell’uomo in salopette alla pericolosa tendenza verso la donna-

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bambina. Non risparmia neppure di criticare la sciatteria e sozzeria dei suoi connazionali. «La moda è lo stile del tempo presente», scrive. Loos ama la semplicità, l’essenzialità e la mancanza di fronzoli così da evidenziare la pura bellezza dei materiali, come nelle sue opere architettoniche. “Il nuovo Werther” di inizio ‘900 dovrà presto rassegnarsi all’uomo in salopette di importazione americana, ma avverte che la moda è un affare troppo serio per imbrigliarla in rigidi dogmi e a spicciole imposizioni; nel 1928 scrive «un uomo che voglia insegnare alle donne come vestirsi vuol dire che considera la donna come un oggetto sessuale. Farebbe meglio ad occuparsi dei propri abiti. Le donne sanno cavarsela da sole». Un femminista ante litteram! E ancora afferma «più un regime è liberale, più gli uomini sono limitati nelle loro azioni», azioni che comprendono il decoro, le buone maniere, il buon gusto, cui ciascuno si dovrebbe attenere per non minare la pacifica coesistenza. Ecco perché vestirsi male, in modo indecente e scorretto, equivarrebbe quasi a «vuotare il pitale in strada perché mi secca tenerlo pieno in casa, senza riguardo per i passanti». Per l’autore la moda non è tanto un fenomeno frivolo ed effimero quanto «lo stile del tempo presente… fra cent’anni chiameremo la moda della nostra epoca il suo stile, che si parli dei cappelli per signore o di cattedrali». Perciò l’etichetta non è solo una formalità fine a se stessa, ma proprio una regola di convivenza civile e democratica, un modo di stare al mondo educato e rispettoso verso gli altri, verso il mondo. Una grande lezione di stile da un insospettato maestro di eleganza. gennaio/febbraio 2017


[ libri ] LA SCOMPARSA DI ME

Un uomo attivo, pieno di interessi parla dopo la sua tragica morte e ci racconta la sua esistenza, i legami che avuto professionali e di “sangue” dell’ amore del suo mondo privato. Come si può parlare dopo la morte? Questo è un racconto fortemente emotivo che svela in realtà un grandissimo amore per la vita. Un vero e proprio viaggio nell’interiorità di se stesso. Gianluigi Ricuperati (Feltrinelli)

VIA PROVINCIALE

Abbiamo voluto dedicare questo spazio alla poesia perché c’è un nuovo interesse da parte dei lettori, tanto che molti editori stanno riportando in libreria nuove collane di poesia di autori italiani e stranieri. Giampiero Neri è un grande poeta pur nella esiguità della sua “produzione letteraria”, sempre attento alla linearità della sua scrittura. Un’opera intensa e creativa. Giampiero Neri (Garzanti)

PANE PER I BASTARDI DI PIZZOFALCONE

Un libro dolente e luminoso da leggere almeno due volte: un racconto vero pieno di grazia dove la descrizione e la storia di un giardino si intrecciano con gli stati d’animo dell’autrice. Ma poi che succederà a quel fiore quando il giardiniere quel giorno (e i giorni a venire) non arriverà all’appuntamento? Quale pianta saprà badare a se stessa? Il giardiniere è Pia Pera, la quale è stata stretta nella morsa di una malattia terminale. Un libro ricco di metafore e frasi da segnare, da ricordare, un diario che, come pochi altri, ci aiuta a comprendere la straordinaria avventura di stare al mondo. Maurizio de Giovanni (Einaudi)

IL GIARDINO CHE VORREI

L’autrice racconta la propria lunga esperienza accompagnando il lettore nella ricerca di un giardino “dei desideri”, attraverso scenari climatici e paesaggistici molto diversi tra loro, disseminando aneddoti e consigli lungo i nove scenari che ha immaginato: dall’acqua all’orto, passando per il sole e l’ombra, il mare e la pianura, la collina, la montagna e la città, in una progressione di altitudine. Pia Pera (Ponte alle Grazie)

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QUALCOSA

Questa è una storia di straordinaria attualità. Come in una favola ci sono la Principessa Qualcosa di Troppo, il Cavalier Niente, il Principe sempre allegro, il Conte sempre triste, il Duca sempre indignato, le illustrazioni di Tuono Siamo “noi” sempre intenti a voler parlare sui social ed altre diavolerie. Una riflessione impietosa per invitarci a capire, ad ascoltare, non sempre e solo a “riempire”. Chiara Gamberale (Longanesi)

NON È LA FINE DEL MONDO

Emma De Tessent è una eterna stagista, carina, di buona famiglia, che abita a Roma con sua madre. Ha un sogno, il villino con il glicine dove si rifugia quando si sente particolarmente sola. Licenziata dalla società di produzione cinematografica per la quale lavora, Emma trova la sua rivincita diventando assistente in un negozio di vestiti per bambini. Da qui parte una storia romantica, fresca, sensibile.

Alessia Gazzola (Feltrinelli)

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[ a genda italia ] SAN VALENTINO Idee per una serata speciale

Per una serata che conquisti il cuore della vostra dolce metà, siamo andati alla “caccia” di alcune mete davvero originali per il “vostro” San valentino, nella speranza che, se vorrete sceglierne uno, questo resti fra i vostri ricordi più belli!

SAN VALENTINO IN ALTA QUOTA Belluno/Arabba. Incastonato nella roccia a quasi 2.500 metri vi aspetta l’alta cucina del ristorante “Viel dal Pan”, l’unico ristorante gourmet in alta quota nelle Dolomiti a Porta Vescovo, all’interno del Rifugio Luigi Gorza. Un aperitivo in funivia, la prima sorpresa per una serata sociale. All’arrivo sarete accolti nella sala intima ed elegante del ristorante, le cui vetrate si aprono sul gruppo del Sella mentre al Bistrot, dal suo terrazzo riservato, si ammira il ghiacciaio della Marmolada. Solo dieci tavoli, per una cenetta davvero unica.

SAN VALENTINO AL CASTELLO Como/Erba. Luogo da favola davvero fuori dal tempo, affascinante e avvolto da quell’alone di mistero che caratterizza ciò che è antico e sconosciuto, il Castello di Casiglio vi porterà in un’altra epoca in un’atmosfera magica, pensata appositamente per questa speciale serata, ma sarà anche un viaggio extra sensoriale che darà piacere a tutti i vostri sensi. Il romantico menù proposto per l’occasione, sofisticato e dai sapori ricchi ed intensi, sarà accompagnato dalla calda musica di Max Turati ed il suo sax. Il Castello si trova in via Cesare Cantù ad Erba. SAN VALENTINO DA FIABA Milano/Pioltello. Per il giorno di San Valentino regalatevi qualcosa di davvero speciale e scegliete di festeggiare un angolo al di fuori dal tempo, al ristorante “C’Era Una Volta Un Re”, a Limito di Pioltello, a pochi passi da Milano e dall’aeroporto di Linate. Il locale è piccolo e volutamente intimo e raccolto per ospitare pochi buongustai, (circa 50 coperti in due salette), tra camini d’altri tempi e travature in legno, vi accoglierà in una atmosfera particolarmente calda e romantica ove potrete apprezzare la tradizione più genuina dei sapori classici Toscani, con grandi spunti di creatività.

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SAN VALENTINO IN TOSCANA Pisa/Ponsacco. I vostri sogni d’Amore si potranno realizzare nelle fantastiche ambientazioni dell’esclusivo Resort Casale Le Torri a Ponsacco, in provincia di Pisa, circondato da giardini e ulivi. Se amate le escursioni, potrete approfittare del soggiorno al Resort per scoprire un’infinità di bei posti toscani quali le città di Pisa e Livorno, i graziosi centri di Pontedera ed Empoli, ma anche la stessa Ponsacco, un paese molto carino e ospitale. Potrete anche noleggiare una bicicletta. gennaio/febbraio 2017



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