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L’ONDA

Alla vigilia delle elezioni regionali l’Italia è nel caos più totale. Questa volta tralasciamo per un istante i problemi legati al nostro territorio, perché riteniamo che il Paese sia travolto da un’onda anomala. Un’onda antidemocratica che sta calpestando ogni diritto sancito dalla Costituzione, che ormai si affida in toto alla giustizia fai da te. Nel momento in cui andiamo in stampa non abbiamo certezza sull’esito dei ricorsi sull’ammissione o meno della lista Pdl nel Lazio, ma un elemento è incontrovertibile: la nostra nazione sta vivendo uno dei momenti più oscuri della sua storia repubblicana. Negli ultimi mesi abbiamo assistito ad una escalation di scandali e corruzioni senza precedenti, e mai come ora l’opinione pubblica non riesce a nutrire fiducia nelle istituzioni. I fatti sono noti, così come è noto il volto senza vergogna di chi continua a proclamare ad alta voce diritti figli del nulla (o meglio scaturiti dall’aver violato ogni regola). Siamo arrivati al paradosso che il centrodestra è sceso in piazza per protestare contro la negligenza dei propri dirigenti (questa è cronaca non demagogia). Ma quello che ci fa più paura è l’onda: un gruppo di persone che hanno spento il cervello (proprio in un film intitolato l’Onda questo fenomeno è descritto in modo perfetto) e che sostanzialmente non riesce più a ragionare con la propria testa. Solitamente sono persone di mezza età (che da adolescenti spesso votavano a sinistra…) ma anche molti giovani. Sono vestiti in modo molto formale, parlano ad alta voce e sottobraccio portano con sè l’immancabile giornale feltriano (quello con la G maiuscola), usato a mo’ di arma. La sera a casa fanno cena davanti al tg1 di “tappeto rosso” Minzolini e si fanno raccontare le mirabili storielle del terremoto de L’Aquila. Bertolaso non è il capo della Protezione Civile ma un icona da idolatrare e sono convinti che le macerie del terremoto non ci siano mai state. Il sonno della ragione genera mostri… unito al potere della televisione genera un’onda di cittadini narcotizzati e di elettori confusi (versione soft). P.S. Avviso ai naviganti: il signore delle stimmate era Padre Pio... Non si sa mai, meglio puntualizzare. Marcello Bartoli

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“PORTO A PORTO”..

..La trasmissione locale sulla discordia sembra convergere verso l’idea sostenuta dal PD Prosegue inesorabile il talk show “porto a porto”, che vede da una parte l’amministrazione comunale ed il progetto della Capo d’A nzio messo al palo dalla Regione Lazio, e dall’altra una schiera d’intellettuali, politici e cittadini che protendono per un’idea di porto ben diversa, dove coesiste una perfetta armonia tra cultura, territorio e sviluppo. L’incontro di venerdì 26 febbraio in Consiglio regionale tra il vice Presidente Montino, i rappresentanti della classe politica locale, associazioni ed operatori del settore, ha sparso nell’aria la sensazione dell’intenzione, da parte della Regione, di arrivare ad un accordo di programma sul nuovo porto di Anzio e sembrerebbe che l’amministrazione comunale sia ben disposta a concludere questa interminabile trasmissione, ricca di audience ma povera di concretezza (dodici anni di lavoro su un progetto e nessun moletto del porticciolo messo a norma, barche colate a picco e sabbia fino all’orlo). L’accordo di programma è uno strumento da sempre indicato dall’opposizione in città per uscire dalla situazione di stallo, ma il nodo sta nei reali contenuti dell’accordo: per l’amministrazione di Anzio il progetto è sempre stato un dogma intoccabile, per la Regione e l’opposizione l’accordo deve invece ridefinire contenuti e contorni di tutta l’operazione e comporta inevitabilmente un nuovo progetto. La disponibilità del Comune di Anzio a rivedere la sua posizione la si evince anche da alcune parole dette dal Sindaco Luciano Bruschini nel Consiglio comunale del 2 marzo. In un passaggio, infatti, avrebbe riferito di possibili modifiche al progetto che comporterebbero la riqualificazione della viabilità del centro storico, delle riviere e persino un ridisegno della piazza. Queste sono esattamente alcune delle istanze da sempre avanzate dall’opposizione e i motivi di questo atteggiamento possibilista stanno sicuramente nell’e pilogo che si prospetta per il dopo elezioni, che potrebbe non essere a lieto fine per la coalizione di centrodestra cui fa riferimento l’amministrazione di Anzio. È quindi ovvio che il buon senso spinga verso la strada della mediazione, l’unica percorribile per non rischiare di rimanere ancora al palo. Nel frattempo, ed in attesa di nuovi sviluppi, l’associazione “00042”, assieme all’associazione “Anzio Città Porto”, ha aperto un gruppo su Facebook (No al raddoppio del Porto. Sì ad un’immediata ed elegante ristrutturazione). Sono invitati ad iscriversi tutti coloro che credono che la valorizzazione delle tradizioni e del territorio non si ottenga solo con immani gettate di cemento. E volete vedere che alla fine il porto si farà, come è stato ipotizzato in questi anni di battaglie da quella strenua parte del PD che ha dimostrato coerenza ed amore per la città, proponendo la risistemazione del bacino interno e lo spostamento dei cantieri navali nella zona esterna del molo? Alla prossima puntata di “porto a porto”! Andrea Mingiacchi


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LA STAZIONE FANTASMA DI ANZIO COLONIA

Ennesimo reportage di un disservizio che non trova soluzione

Che tristezza, la cara vecchia Stazione di Anzio Colonia! Mi sono recato di proposito giorni fa, avendo sentito del degrado in cui si trova e dei pericoli a cui vanno incontro gli utenti. Più che una stazione ferroviaria mi è sembrato di vedere un reperto archeologico buttato lì, abbandonato da tutti. Mi è stato poi riferito che, tanti anni fa, quando arrivavano i romani in cerca di una giornata diversa, di relax al mare, la stazione sembrava un ponte per un angolo di paradiso.

Ora non esiste più nulla: solo un ammasso di rovine “puntellate” per non cadere sul binario del nostro treno “Caronte”, così chiamato da Legambiente, per il secondo anno consecutivo, essendo la peggiore linea ferroviaria della nostra Regione. Un’altra triste realtà che da anni non trova un punto di svolta ma colleziona solo imbarazzanti trofei e primati in negativo causa disservizi di ogni genere. Di fronte a questa situazione desolante tutti parlano di responsabilità, di inadempienze e quant’altro; ma il problema esiste veramente ed è molto grave. Le Ferrovie, da quando hanno dato al Comune la gestione e la manutenzione delle varie stazioni del territorio, se ne sono lavate le mani. Il Comune di Anzio, da parte sua, ha curato la Stazione Centrale che non si trovava certamente nella grave situazione di degrado di quella di Anzio Colonia. Adesso tuttavia ci auguriamo che non ci si fermi alla puntellatura del soffitto e a interventi marginali per ripristinare la normalità ma che, in breve tempo, si possa intervenire in modo celere e radicale per riqualificare un servizio tanto importante per la nostra città e soprattutto per le migliaia di pendolari della zona che, tutti i giorni, devono raggiungere le università o i posti di lavoro nella capitale. Gianfranco Aghedu

NASCE IL C.A.N.AN: COLLETTIVO ANTI NUCLEARE ANZIO – NETTUNO

I cittadini puliti dicono NO AL NUCLEARE!!! “Sono categoricamente contrario ad imposizioni provenienti dall’alto perché significherebbe rinunciare ad essere sovrani sul proprio territorio e noi non abbiamo nessuna intenzione di consegnare le chiavi della città ad estranei”. Parole senza molto peso, se pronunciate da un trentenne qualunque. Il peso dovrebbe aumentare, se quelle parole fossero condivise da diversi membri della comunità; e ancor di più dovrebbe aumentare, se quel trentenne fosse il rappresentante di quella comunità, ovvero la persona eletta dalla maggioranza dei cittadini di Nettuno, per far sì che la loro volontà venisse espressa, in sede di governo. Tutto ciò, ovviamente, in condizioni di assoluta normalità ed equilibrio democratico, in un comune clima di buonsenso generale,

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in cui a nessuno venga in mente di costruire, in zone adiacenti, un poligono militare ed una centrale nucleare. Questo clima in Italia non esiste da tempo: esistono governi che ci osservano come cavie, studiando ed argomentando come da noi siano possibili cose, che in nessun’altra parte del mondo sarebbero concepibili, come la realizzazione di nuove centrali nucleari in controtendenza col mondo intero. Centrali che dovrebbero essere addirittura sicurissime e minimamente inquinanti, e, ovviamente, realizzate e gestite nella massima trasparenza e legalità. Tanto sicure da sorgere addirittura in una zona adiacente ad un poligono di tiro, dove, peraltro, si sospetta siano stati testati proiettili all’uranio impoverito: un trionfo di competenza e sicurezza! Ma da noi è facile che qualcosa che butti dalla finestra, ti piombi in testa ricadendo dal soffitto. E così, l’ombra delle care vecchie centrali, si ripresenta sul capo dei cittadini di Anzio e Nettuno, o meglio, l’ombra di nuove centrali, perché una, quella di Borgo Sabotino, la sua ombra non ha mai cessato di farla! E questa sembra proprio uno dei siti possibili, per la riattivazione di nuovi impianti. Siamo ormai così inevitabilmente abituati e rassegnati, a veder morire amici, figli, parenti, vicini di casa, stroncati da leucemie e tumori, da poter essere considerati come una regione “a perdere”, una regione in cui altre morti causate da amianto, turbogas, acque pesanti, fanghi radioattivi e quant’altro, non saranno, a questo punto, notate più di tanto?

Per quanto ai lutti ci si possa abituare, noi non permetteremo che altri giochino maldestramente con le nostre vite, per soddisfare i loro bisogni e la loro avidità. Noi non permetteremo che altri decidano per noi, il modo in cui sia più opportuno morire, se da liberi cittadini, o come carne da macello. Adesso la nostra protesta non raccoglie solo la voce dei cittadini di Anzio e Nettuno, la nostra protesta va oltre, raccogliendo la voce di tutti coloro che sono contro lo scempio della natura, contro l’autolesionismo del nucleare, contro l’idea di una vita vissuta in una pattumiera, dalla quale regolarmente i potenti si tirano fuori, e a favore di uno sviluppo ecosostenibile e responsabile. Il C.A.N.A.N. - Collettivo Anti Nucleare Anzio-Nettuno, fondato dall’Associazione Culturale Anzio Space 00042, si occupa di raccogliere una parte di quelle voci, la parte virtuale, rappresentata sulla rete dal gruppo realizzato su FaceBook. In poche settimane il gruppo ha già registrato 923 adesioni da tutta Italia, grazie anche alla fattiva collaborazione di Claudio Pelagallo, esponente dei Verdi, da sempre impegnato in prima linea contro il nucleare. Il gruppo si propone di sensibilizzare ed informare l’opinione pubblica sia sul territorio regionale che su quello nazionale sui problemi e sulle eredità derivanti dall’utilizzo del nucleare in campo energetico. Emanuela Moroni


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DON ANGELO, UN PRETE IN PRIMA LINEA

Faccia a faccia con una delle figure storiche del nostro territorio

Jose Angel da Valladolid, al secolo Don Angelo, sessantotto anni, di cui trenta spesi al servizio del Centro Ecumenico di Lavinio. Uomo di grande acume, poco incline al caldo temperamento spagnolo, ma dotato di uno spirito critico non indifferente. Una personalità di assoluto rilievo, un carisma dovuto non tanto alla carica rappresentata, quanto alla profondità del pensiero e all’ampia preparazione culturale. D’altronde il curriculum di Don Angelo conforta ampiamente la mia sensazione: una brillante laurea in economia, una prestigiosa esperienza in qualità di docente presso l’università San Tommaso di Roma e dulcis in fundo un ruolo di diplomatico presso l’ambasciata spagnola in Italia. A soli ventisei anni Don Angelo viene “rapito” dalla dottrina cattolica e sei anni dopo comincia a svolgere la sua missione come sacerdote. Basterebbe già questo per rendere lo spessore di questo uomo, dotato peraltro di quella semplicità e umiltà tipica solo di chi è consapevole delle proprie virtù. Ma Don Angelo non è solo un teologo dedito all’approfondimento del dogma cattolico, al contrario la sua trentennale esperienza nella realtà complessa di Lavinio lo ha reso un prete militante a tutti gli effetti. Nell’affrontare i temi più spinosi del nostro territorio tutto è sembrato meno che un ex diplomatico, anche perché la sua nazionalità (e la sua conseguente indipendenza dal tessuto locale) gli ha sempre consentito una piena autonomia di giudizio. Don Angelo non ha certo usato giri di parole per condannare lo stato in cui è ridotta la periferia di Anzio, che poi periferia non è più, considerato l’alto tasso demografico. A suo modo di vedere la classe politica nel corso degli ultimi anni non ha operato in modo concreto per integrare le diverse realtà di Lavinio. Un ex periferia in cui ormai convivono (con inevitabili problemi) numerose etnie diverse. Qui veniamo alle dolenti note, ovvero al fenomeno immigrazione, dove spesso è facile cadere in luoghi comuni o peggio ancora in pregiudizi. Don Angelo e la banalità sono due mondi opposti, quindi ecco che il “nostro” senza ipocrisia ci parla di una realtà delicata e di alcune comunità che tendono ad isolarsi. Non è stato certo semplice instaurare un rapporto con il mondo

PROGETTO ‘VILLA PARADISO’, VIA ALLE BOMBONIERE SOLIDALI

Pregevole iniziativa ragazzi di Santa Teresa

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Attraversando le strade di Santa Teresa ad Anzio, mimetizzata tra le tante case di questa tranquilla zona residenziale, c’è un progetto sociale molto importante. Si chiama “Villa Paradiso” e ospita una famiglia speciale di bambini e ragazzi provenienti da situazioni di disagio familiare. Passeggiando per via dei Volsci, arrivati al numero civico 23 un cancello fa da entrata a questo posto magico, una Casa Famiglia dove la sofferenza e il senso di solitudine si trasformano in energia e in voglia di farcela. L’atmosfera che si respira entrando nella casa è quella che solo un gruppo

musulmano, anche se Don Angelo ha rimarcato che non si sono mai verificati episodi di intolleranza. Migliore il rapporto con la comunità sik e con gli indù, composti da uomini di estremo rigore morale e dediti al lavoro. In ogni caso Don Angelo ci ha parlato dell’immigrazione come “una preziosa risorsa, un arricchimento di tradizioni diverse e di solidarietà che non può che giovare”. In particolare le nuove generazioni stanno usufruendo di questa componente, poiché nelle scuole del territorio si è creata una perfetta integrazione tra bambini stranieri e italiani. Una grande responsabilità nel favorire questo processo la detengono insegnanti e datori di lavoro: i primi, a detta di Don Angelo, “devono migliorare la loro preparazione culturale favorendo l’inserimento degli alunni stranieri”. Per i secondi il prete di origine iberica non ha pietà: a suo dire sono i responsabili principali dell’emarginazione degli immigrati, sottoposti a turni massacranti di lavoro senza essere regolarizzati (per non parlare delle paghe…). In sintesi il nostro microcosmo non è ancora preparato per accogliere il flusso immigratorio, ecco perché poi dalla voce dei politici (questo lo aggiungiamo noi) ascoltiamo solo giudizi lapidari nei riguardi di questo fenomeno. Il Centro Ecumenico si è attivato da molto tempo per favorire l’integrazione: basti pensare che due volte a settimana sono stati organizzati corsi di italiano per stranieri gratuiti, corsi di arabo, canto gregoriano, chitarra e molti altri ancora. Don Angelo ha anche ammesso che la Chiesa, in talune occasioni, dovrebbe essere più a contatto con il mondo reale, a suo modo di vedere si avverte l’esigenza di norme moderne per regolamentare ad esempio l’istituto della famiglia. In merito alla politica il ‘nostro’ ha confessato di fare fatica a trovare uno schieramento in cui potersi riconoscere, d’altronde con la caduta della Democrazia Cristiana il mondo cattolico ha perso la bussola. Peraltro le nuove classi politiche sono prive di quella formazione culturale necessaria, una preziosa opera che in passato svolgeva Don Vincenzo. Altri tempi, al pari di Don Angelo, uomo dai valori antichi ma che ci ha illuminato e arricchito più di tante altre persone… Marcello Bartoli

di giovani motivato e tenace è in grado di creare e se questo importante progetto del territorio è ancora in vita è proprio grazie a tale entusiasmo che esiste sotto il nome di Cooperativa Sociale “La Coccinella”. Il sostentamento economico della struttura si regge sulle rette che i Comuni di appartenenza dei minori pagano per l’ospitalità, ma questa entrata oltre a non essere adeguata rispetto alle reali spese di gestione, non è neanche puntuale nell’arrivo, i mesi di ritardo si sommano con estrema facilità mentre le bollette devono essere pagate senza possibilità di deroga. Le bomboniere solidali nascono proprio per alleggerire il peso di questa situazione, e nel 2006 è iniziata questa attività che ha riscosso molto gradimento. Proprio all’interno della struttura che ospita “Villa Paradiso” è stato ricavato un piccolo

laboratorio per la produzione delle bomboniere. La donazione che si fa è a tutti gli effetti un investimento nel sociale e contribuisce concretamente ad aiutare i bambini e i ragazzi in difficoltà accolti nei progetti de “La Coccinella”. Chi fosse interessato all’iniziativa può contattare il 338.2253377


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AAA CERCASI CENTRO DI ANZIO

RIPENSARE LA VIABILITA’ IN CENTRO

La nostra redazione non poteva che porre l’accento sulla drammatica situazione in cui versa il centro di Anzio. Una landa desolata in cui ormai i delinquenti sono abituali frequentatori delle attività commerciali e non certo per comprare l’ultimo capo di moda. Abbiamo ascoltato una delle figure storiche del centro neroniano, ovvero Pierandrea Cicconetti, titolare per oltre quaranta anni della Farmacia Internazionale. Il dottor Cicconetti è stato protagonista in prima persona di queste vicende, in quanto la sua attività è stata colpita ben sei volte nel corso degli ultimi anni. Da quando l’amministrazione politica ha pedonalizzato il centro di Anzio, la farmacia è stata oggetto di frequenti e sgradite visite. Le modalità sempre le stesse: rapine a mano armata effettuate in gran parte intorno all’ora di cena, quando la centrale piazza Pia si trasforma nella terra di nessuno. Cicconetti ci ha rimarcato che solo in un caso si è arrivati all’individuazione del colpevole, nonostante un moderno sistema di videosorveglianza interno ed esterno. Con lo storico farmacista anziate abbiamo provato ad individuare alcune possibili soluzioni per ovviare a questo fenomeno increscioso. Cicconetti ha evidenziato i lati positivi dell’isola pedonale: basti pensare alle migliori occasioni per i commercianti del centro e alla concentrazione di iniziative che hanno calamitato molte persone. C’è un però, ovvero la mancanza di un criterio di elasticità: soprattutto nella stagione invernale si potrebbe riaprire parzialmente al traffico la zona centrale, garantendo un afflusso costante di persone. Inoltre Cicconetti ha posto l’accento sull’eventualità di una presenza da parte della vigilanza privata. Non potendo contare sulle forze dell’ordine (impegnate in compiti più gravosi), il farmacista ha prospettato un quadro simile a quello della stazione ferroviaria, in cui la presenza della vigilanza ha restituito ordine e sicurezza a tutta la zona. In merito al compito della classe politica Cicconetti ha ammesso che finora ha avvertito una discreta vicinanza degli amministratori, in particolare quando si è trovato un accordo sulla riapertura di via Aldobrandini. L’attività d’altronde aveva già pagato dazio per la chiusura del centro quando presero il via i lavori per il rifacimento delle due piazze. A nostro avviso (questo è il pensiero di chi vi scrive) la classe politica locale ha il dovere morale di intervenire per porre rimedio ad una situazione ormai degenerata. I commercianti del centro convivono quotidianamente con il terrore e durante l’inverno ormai è scattata la corsa a chiudere le attività il prima possibile. Molti di loro hanno dovuto investire non poco per sistemi di allarme e videosorveglianze, ma in un momento di crisi generale come quello attuale ci sembra decisamente fuori luogo. Ci attendiamo al più presto un intervento concreto da parte di chi ci amministra, il cuore pulsante di Anzio non merita di versare in queste condizioni. Ci sono prestigiose attività quali la Farmacia Internazionale, che hanno fatto la storia di questa città e meritano di essere tutelate. Marcello Bartoli

comunale, vi giro alcune veloci considerazioni riguardo il centro storico. Credo siano oramai maturi i tempi per ripensare la viabilità del centro storico, la stessa isola pedonale così come concepita, somiglia sempre più alla terra di nessuno nella maggior parte dei giorni feriali e rischia di rappresentare la classica “occasione mancata” danneggiando tutte le attività commerciali presenti, peraltro già pesantemente colpite dalla crisi economica. A mio parere va ridisegnata la sua perimetrazione, ampliandola semmai nei giorni festivi e nel periodo estivo, ma ridimensionandola parzialmente nei giorni feriali e in particolari fasce orarie. Una gestione modulata nei diversi periodi dell’anno e nelle diverse fasce orarie potrebbe rappresentare la soluzione auspicata e sarebbe capace di andare incontro alle diverse esigenze. Ritengo non ci sia nulla di scandaloso a riconsiderare la parziale riapertura al traffico di via XX Settembre e di via dei Fabbri, né è possibile pensare che ogni ragionamento sul centro storico vada rimandato in attesa dello start-up relativo ai lavori del porto. Le condizioni delle strade, dei marciapiedi, dell’arredo urbano in genere, sono a testimoniare l’esatto contrario. Chiedo a questa Amministrazione e al Sindaco in particolare, di essere conseguenti tra quanto viene sistematicamente enunciato e quanto successivamente praticato.

Cicconetti, farmacista più volte derubato, di Massimo Creo, consigliere Pd in Comune Facendo seguito all’interrogazione fatta nello scorso consiglio chiede apertura invernale al traffico

“EDUCARE OGGI”, IL CONVEGNO DEL CENTRO FAMIGLIA E VITA

I lavori conclusi dal Vescovo di Albano Marcello Semeraro

Organizzato dal Centro Famiglia e Vita - Associazione per la Promozione della Solidarietà Onlus - si è svolto sabato 27 febbraio 2010 presso l’aula magna dell’istituto scolastico “Marco Gavio Apicio” di Anzio, il convegno “Educare oggi: trasmissione di saperi, relazionalità e autodeterminazione nella società liquida”. Ha concluso i lavori il vescovo di Albano, Marcello Semeraro. Sempre più padrone del mondo l’uomo rischia di rimanere prigioniero delle sue cose, ricchezze, libertà, desideri; incapace di incontrare l’altro, di considerarlo compagno di strada. Eppure non possiamo non vedere segni evidenti di una ricerca affannosa di autenticità e di relazionalità che sempre più spesso si manifestano, soprattutto tra i giovani con i loro ormai inseparabili telefonini, che se da un lato sono una ulteriore dimostrazione della odierna dipendenza consumistica, dall’altro rivelano un bisogno di rapporto; l’uso sempre più diffuso della rete, che mette immediatamente in comunicazione con il mondo intero. E ancora, sono indizi di questa domanda di relazione il nascere di realtà di volontariato che richiedono una presa in carico dei bisogni altrui; così anche il sorgere di esperienze partecipative alla vita sociale e politica delle proprie comunità di appartenenza, che ci dicono la voglia di uscire dai propri vissuti per aprirsi agli altri nella costruzione del bene comune. Non si può generare in modo responsabile e non si può educare se non nella misura in cui si ha una speranza per la propria vita e dunque anche una speranza per la vita dell’altro. Approfondimenti sul convegno sul sito www.famigliaevita.org.


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“RINASCIAMO INTORNO AL PORTO!”

Stefano Falaschetti, imprenditore ittico: “Ci ha fatto vivere per 2mila anni”

“Anche se la nostra famiglia è d’origine marchigiana, sia mio padre che io siamo nativi di Anzio, anzi siamo nati nel porto di Anzio… tenga presente che abitavamo in via del Porto Innocenziano. Nei passaggi generazionali, io sono la terza generazione, il mondo della pesca l’abbiamo vissuto in tutte le sue parti: dalla pesca locale a quella artigianale, dalla pesca mediterranea fino a quella oceanica”. A fare questo preambolo sulla storia ‘marinaresca’ della sua famiglia è Stefano Falaschetti, 49 anni, ultimo grande imprenditore del settore ittico di Anzio. “Magari ci fosse la concorrenza, una volta c’erano i vari ‘Tontini pesca’, ‘Di Fazio’ e ‘Italpesca’…vorrebbe dire che ci sarebbe dietro tutto un indotto che aiuterebbe il sistema vivere, mentre adesso c’è solo una lenta agonia”. La storia della famiglia Falaschetti è davvero rimarchevole: suo nonno Aldobrando arrivò ad Anzio agli inizi del ‘900 e dopo aver lavorato alle dipendenze di alcuni armatori locali, decise di mettersi in proprio. Ma il salto di qualità avviene con suo figlio che subito dopo la guerra capisce che è arrivato il momento di trovare nuovi sbocchi all’attività e nuovi mari. Riconvertito un dragamine tedesco in barca per la pesca a strascico, comincia a solcare i mari dell’Oceano divenendo un pioniere nel campo della surgelazione e della lavorazione del pesce a bordo. Nasceva così la ditta ARPESCA.

“NO A COLPI DI CODA SUL PROGETTO”

Le associazioni scrivono alle candidate Bonino e Polverini

Dando seguito alla nostra del 15 febbraio scorso che vi descriveva lo stato e i problemi del porto di Anzio, siamo con la presente ad esprimervi le nostre preoccupazioni riguardo la concessione che in questi giorni la Regione Lazio, in modo stranamente tempestivo a pochi giorni dalle elezioni, sta firmando al Comune di Anzio per il raddoppio e la privatizzazione dell’attuale bacino portuale. Nei fatti, ci sembra che l’atto amministrativo della “Regione”, vi tolga sia la possibilità di poter, a ragion veduta, esprimersi sia su importanti scelte economiche ed ambientali, sia di vigilare sulla gestione del territorio e sulla speculazione immobiliare. Il progetto del nuovo porto prevede la trasformazione del bacino esistente in un “marinà” privato. Vi scriviamo quindi per chiedervi di intervenire e di tutelarci, perché siamo fortemente preoccupati per la perdita di identità che la città subirà dalla sua trasformazione, in un mero “marina turistico” che, di fatto, distruggerà le mirabili

“All’epoca Anzio era una realtà importantissima; era il primo porto del Tirreno e tra i più importanti insieme a Genova, S.Benedetto e Mazara, e con questa cultura peschereccia alle spalle siamo andati alla conquista dell’Oceano. Fin quando potevamo far rientro ad Anzio abbiamo lasciato il nostro porto-rifugio qui. Poi con l’espandersi delle attività, abbiamo dovuto trovare nuovi ‘rifugi’, prima a Las Palmas e poi a Dakar. Ma nonostante tutto, rimanevamo legati al nostro territorio: infatti la marineria e i capi servizi erano tutta gente di qui”.

Poi tutto è cambiato. “A mio avviso è stata una scelta comunitaria. Si sono privilegiati paesi costieri come la Spagna, il Portogallo che danno sull’Oceano, e noi ci siamo adeguati al mercato. Abbiamo lasciato la pesca attiva per dedicarci alla trasformazione e alla lavorazione del pesce alla nostra maniera, proprio perché da noi c’è una certa cultura in tal senso, quella dell’Azienda Anzio. Grazie ai buoni rapporti con quei pescatori senegalesi forme e gli usi del porto storico, edificato da Papa Innocenzo XII alla metà del 1700. La città è edificata attorno ad esso ed è parte di esso. Il porto con il suo uso pubblico, i cantieri, i ristoranti, la pesca, il diporto e il lungomare è parte della città. La nostra città è stata fra le prime in Italia a valorizzare l’industria della pesca e del turismo e oggi rischia, grazie a questa insensata opera, di vedere sempre più compromesse le sue possibilità anziché valorizzate. Che guadagno avrà l’economia di Anzio da una operazione di concessione del bene pubblico ad un unico gestore privato? Noi riteniamo che lo sviluppo sia legato alla distribuzione delle risorse, non alla loro concentrazione in un’unica mano. Le nostre preoccupazioni, oltre la perdita di identità e di economia della nostra città, riguardano infine l’impatto ambientale, il futuro degli operatori del porto, il futuro della pesca, il futuro dei commercianti che vedranno nascere dal nulla un centro commerciale di 1.634 mq. e che verranno emarginati dalla vita di un porto di cui storicamente hanno sempre fatto parte, gli almeno 15 anni di cantiere necessari alla realizzazione di questa mega opera.

o della Sierra Leone, che una volta lavoravano per noi, abbiamo stretto degli accordi economici e ora parte del loro prodotto giunge nel nostro stabilimento, dove avviene la lavorazione che permette anche di assemblare quel pesce con quello nostrano”. A proposito di idee all’avanguardia che vi vedono sempre tra i primi, so che siete passati alle fonti energetiche alternative. “Sì, il nostro stabilimento è totalmente fotovoltaico, il tetto è pieno di pannelli… crediamo in questa strada, abbiamo lo spazio e penso che sia giusto farlo”. Si parla tanto del Nuovo Porto. La sua impressione in merito? “Non voglio addentrarmi in un campo che non mi è congeniale, sono solo una persona di ‘mare’ e come tale voglio rispondere. Voglio solo dire che Anzio si è retta per duemila anni sul paese-porto, tutte le attività del porto erano la vita di Anzio. Oggi che questo aspetto è un po’ in ribasso, questo paese sta avendo delle difficoltà. Non vedendo delle grosse risorse alternative… purtroppo non abbiamo industrie e il turismo stenta a decollare, credo che dobbiamo far tornare il porto il cuore pulsante del paese. Non mi interessa se è meglio farne uno nuovo o rimodernare quello che c’è. Da persona che ha nel proprio DNA il mare, la pesca e il porto, sento solo la necessità di incentivare questa risorsa perché il paese sta soffrendo e bisogna far qualcosa per far tornare allo scoperto questa sua identità”. Maurizio D’Eramo Associazione Anzio Città Porto, Associazione Coordinamento Antimafia Anzio Nettuno, Associazione Circolo Legambiente “Le Rondini” di Anzio e di Nettuno, Associazione Culturale 00042, Gruppo Facebook “No al raddoppio del porto Sì ad una immediata elegante ristrutturazione” (550 membri)


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VIAGGIO NELLA COMUNITÀ INDIANA DI LAVINIO denuncia ed un’ammenda, ma il italiana si sta ripercuotendo anche su Tra sfruttamento e integrazione una lavoratore, spesso clandestino, potrebbe questa frangia di lavoratori. Quelli che Secondo le stime ufficiali del Comune di Anzio, gli indiani sono la terza comunità straniera del territorio dopo rumeni e bulgari; chi è costretto a fare il pendolare a Roma li vede ogni giorno, all’alba, girare sulle loro biciclette mentre si recano al posto di lavoro per iniziare la loro ‘giornata’ di 10-13 ore. “E tutto questo per un guadagno irrisorio che va da 2,50 a 3,50 euro l’ora – dice Sorav Dhir Chand, Presidente della Comunità indiana di Anzio e Lavinio. Lavorando in nero per tutte quelle ore, riescono a portare a casa appena 600 euro al mese. Una ‘paghetta’, più che uno stipendio, a cui vanno poi tolte le spese di alloggio e di vitto che riducono il netto a ben poca cosa”. Ovviamente i lavoratori indiani sono pagati in nero e non essendo regolari, non possono accedere neppure all’assistenza sanitaria. Di controlli le forze dell’ordine ne fanno parecchi, ma alla fine a esporsi di più sono proprio gli indiani. Il datore di lavoro rischia

“LA MIA NUOVA CASA, A LAVINIO”

I disastri del PRG sulla pelle dei cittadini

Ogni inverno le pareti interne della mia casa diventano della tonalità del gorgonzola. Sono verniciate di giallino, ma da ottobre ad aprile il giallino si copre di macchioline di muffa in raggruppamenti più o meno estesi. Questa casetta con giardino è un regalo dei miei genitori, fatto con i guadagni di una vita. Se venite da me non provate a suonare. Il citofono funziona solo ogni tanto, dipende dall’umidità. Se entrate attenzione, sbattete forte il cancello o non si chiude. Ma non troppo forte altrimenti vien giù. Sembra che sotto i montanti ci sia semplice terra e così uno dei due si sta staccando dal muro. L’anno scorso è piovuto molto e l’acqua è entrata dal camino, proprio come Babbo Natale. Anche ai miei vicini. Erano eleganti all’inizio, i camini, tutti a mattoncini. Ma dal cemento tra un mattone e l’altro la pioggia gocciava sul controsoffitto, i pannelli di gesso si bagnavano e rivoli d’acqua scorrevano lungo le pareti delle stanze allagando il pavimento… o il letto, gli armadi. L’interno della mia casa è umido e freddo, si sta bene solo l’estate. Nonostante le nuove normative per il risparmio energetico, un

essere arrestato e rimpatriato. Nonostante tutto la cultura indiana non li fa sentire degli sfruttati. Questo perché la maggior parte dei lavoratori presenti sul territorio anziate proviene dalla

poverissima regione agricola del Punjab e quando arrivano in Italia, con regolare volo aereo e tanto di visto (nessuno approda coi barconi, come per altre etnie, ad esempio maghrebini e albanesi), gli indiani sanno benissimo che andranno a fare il ‘loro lavoro’, quello di braccianti agricoli, lo stesso che facevano nel proprio paese. La crisi che attanaglia l’economia

vorrebbero tornare in India a breve, ammontano ormai quasi al 30% . In molti casi il primo lavoratore che arriva in Italia, una volta sistematosi, decide di chiamare tutti i familiari. Oppure accade che ci sia il ricongiungimento dei nuclei familiari più stretti. Entrambi i fenomeni portano gli indiani ad integrarsi in modo più completo rispetto ad altre etnie. Forse quello che manca è il lavoro femminile. Essendo quasi tutti gli uomini impiegati nei campi o nelle serre, le donne rimangono a casa a badare ai figli. “Non è una cosa legata alla mentalità, perché in India le donne lavorano - chiosa Sorav ma dovuta soprattutto ad una problematica lavorativa. Infatti solo recentemente si è avuto un boom nella ricerca di lavoro da parte delle donne, soprattutto dopo l’ultima sanatoria che ha aperto le liste delle badanti e delle colf ”. Silvia Arena & Maurizio D’Eramo

pieno di gas non basta a svernare. Su queste nuove pareti non c’è isolamento (neanche sonoro). La muffa è in tutte le camere. La grande, la piccola, nel box, in cucina. Sulle pareti che danno all’esterno, sulle pareti interne. Punteggia persino il controsoffitto. I muri sono bagnati, le fughe delle mattonelle sul pavimento sono bagnate. L’umidità trasuda persino da sotto la casa. Ogni cosa è impregnata di umidità: il sale in cucina è un blocco unico, i libri hanno le pagine accartocciate, sulle foglie delle piante si creano goccioline d’acqua, il cedrato Brioschi è inutilizzabile e il tè si scioglie da solo, senza bisogno di immergere la bustina. Guai a lasciare all’aria un biscotto, un pop-corn, una patatina: s’impregnano d’acqua. La casa è nuovissima, ha appena due anni. Sembra faccia parte di un piano regolatore impazzito, tantissime case ma di qualità scadente. Ogni giorno viene fuori un problema, ma ho smesso di cercare conforto e riferire ai miei genitori. Loro, ad ogni lamentela, mi guardano addolorati perché ora, di soldi per un’altra casa, non ne hanno più.. I. S.


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LAVORARE PER IL COMUNE DI LAVINIO

Scelte forti contro il degrado della periferia

Lo scorso numero abbiamo pubblicato un articolo dove, a fronte di una pessima gestione della frazione di Lavinio da parte dell’amministrazione, ipotizzavamo la nascita del Comune di Lavinio in modo tale che gli abitanti di questo territorio possano un giorno risollevarsi, grazie alla nascita di un consiglio comunale composto da chi ama e crede nel suo sviluppo, vivendoci e conoscendo a fondo i problemi. Terminerebbe così la poca considerazione di una terra vista solo come mero serbatoio elettorale da sfruttare. Eravamo certi che le considerazioni fatte potessero trovare terreno fertile nei confronti di tutti quei cittadini che continuano a vivere congiuntamente con enormi disagi presenti a Lavinio. E ce lo ha confermato Silvia che ci scrive “… questa mattina mentre aspettavo il treno alla stazione di Lavinio, ho trovato il giornale Anzio-Space su una delle sedie della sala

d’attesa e ho avuto modo di conoscere la vostra associazione 00042… Abito a Lavinio da circa due anni e praticamente da quando sono arrivata sto cercando un’o ccupazione in zona. Impresa non facile visto che non ho conoscenze e soprattutto “agganci”… Lavinio stazione ha veramente

bisogno di una ventata di freschezza... Soprattutto su via di Valle Schioia dove ci sono tutti quei negozi chiusi che danno un senso di degrado”, poi Anna “…sono ad Anzio da ottobre e naturalmente colgo le storture del centro storico e la periferia che privilegia solo ed esclusivamente il turismo

e le attività correlate rispetto ai cittadini… macroscopica dimenticanza: una città non può vivere 3 o 4 mesi l’anno… In sostanza sono i turisti che devono adattarsi alla vita del luogo e non viceversa… Non capisco perché spendiamo cifre astronomiche per andare in vacanza in tucul alle Seychelles e da noi bisogna cementificare e rendere la città inabitabile ed inospitale per gli abitanti stanziali”, ed in seguito Giulio “…come si fa a saperne di più di Anzio-Space e dell’associazione 00042? Io mi sono trasferito ad Anzio da quasi due anni e sono ancora sotto shock per il degrado ambientale (per non dire di quello socio-culturale e politico) che ho trovato. Mi fa piacere vedere che ci sono ancora “zone di resistenza…”. Continuate a scriverci e assieme lavoriamo per dare dignità a questi luoghi. Noi intanto procediamo convinti che sia necessario sviluppare e sostenere l’idea del Comune di Lavinio con i feedback dei cittadini, e continuiamo in tal senso. Stefano Chiappini

“UN VULCANO CHE ERUTTA CEMENTO”

Un cittadino: “Tutto è diverso da come lo ricordavo”

Finalmente a casa. Motivi lavorativi mi hanno portato lontano dal mio paese, Anzio, per molti anni. Finalmente da gennaio sono di nuovo nella mia città. La mia città…quale? Non di certo quella lasciata anni addietro. La sensazione avuta non appena ho iniziato a girare per le strade del paese è stata antitetica. La percezione che ho avuto è stata quella di una cittadina che vive una dinamica immobilità. Il dinamismo di Anzio si è manifestato attraverso una compulsiva frenesia nella costruzione di case. L’immagine che mi è venuta alla mente è quella di un enorme vulcano che improvvisamente si sia messo ad eruttare colate di cemento seguendo un unico principio regolatore… il caos. Girando infatti nel territorio portodanzese mi rendo conto di come, pressoché ovunque, siano nati quartieri, siano state costruite case e agglomerati abitativi. Queste considerazioni le faccio mentre alle ore 18.00 percorro la via Nettunense avviluppato in una morsa di traffico tale da farmi impiegare mezz’ora per spostarmi da Lavinio fino alla centrale del latte di Falasche. E’ allora che mi chiedo se qualcuno si sia reso conto che forse non basta costruire case su case senza progettare una serie di servizi e infrastrutture per evitare che il traffico, anche nei mesi invernali, si paralizzi. Ed il mio pensiero vola veloce a ciò che potrà accadere in estate, quando la popolazione locale raddoppierà. Mi soffermo un

attimo a pensare a tutto ciò e poi però ricordo che alcune opere di intervento sono state realizzate. Sono state realizzate delle rotatorie che come per magia avrebbero dovuto snellire la mole di traffico che ormai congestiona le strade che portano ad Anzio. Il risultato di questi interventi è la colonna di macchine ferme davanti a me. Girando per i vari quartieri del territorio anziate, Lavinio è quello che forse più di tutti ha cambiato volto in questi anni. Lavinio Stazione in particolare, così come lo ricordo, è un piccolo quartiere dove poter trovare diversi negozi e botteghe gestiti a livello famigliare dalla gente del posto che lavora come fornai, pizzaioli, gelatai... Voglio fare due passi e ritrovare la stessa atmosfera che ho lasciato anni addietro. Con mia enorme sorpresa mentre vado a fare spesa al supermercato nei pressi della stazione, mi torna in mente una massima greca che diceva che tutto passa, tutto cambia. Sono disorientato. Intorno a me è tutto così diverso da come lo ricordavo che mi ritrovo a chiedermi: “ma dove sono?”. Guardo con stupore una serie di negozi a cui sono stati dati nomi esotici e orientali che richiamano alla mente luoghi lontani e misteriosi che hanno come unico scopo non tanto quello di attirare l’attenzione dei compratori quanto quello di ricordare ai proprietari la loro terra di origine. Le persone che mi passano accanto parlano una lingua che non conosco, vestono in modo differente dal mio e vengono da Paesi che non ho mai visitato e

di cui, mi vergogno di ammettere, non so nulla. Mi chiedo come mai Lavinio in questi anni sia stata oggetto di un flusso migratorio così importante da aver stravolto il volto del quartiere. Sicuramente, mi rispondo, il mio Comune ha adottato delle politiche di intervento sociale tali da rendere Anzio, per cingalesi, pakistani e indiani, un polo di eccellenza per l’accoglienza all’immigrato. Questo, lo ammetto, mi rende orgoglioso. Ci si è accorti che l’immigrato è una risorsa se si attuano delle politiche volte all’integrazione dello straniero. Chissà in concreto cosa si è davvero fatto. Sarei curioso di saperlo. Continuo a camminare verso il supermercato e venti passi dopo essermi posto queste domande ecco improvvisa la risposta. Un ragazzo sistema quattro cartoni sotto una tettoia. Sarà il suo giaciglio per la notte. Andrea Stefanelli


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AMBROSI SI PRESENTA: “LOTTA ALLA CRISI PER LE FAMIGLIE” In prima fila Silvia Costa, i dirigenti romani e provinciali Aurelio d’inserimento, aumentando gli asili nido Fazio, Fabrizio De Castris, Santino per andare incontro alle donne e alle David Sassoli, Aurelio Lo Lo Esigibili, Luciano Di Pietrantonio, famiglie che lavorano, creando nuove Fazio, Giorgio Pasetto Alfonso Tesoro, Valentina Grippo, figure professionali, investendo sui giovani, Sembrava quasi che l’inverno fosse finito lì, in via delle Mercede a Roma, in quel sabato di fine febbraio che seguiva la storica nevicata romana. Una giornata di sole dal tepore primaverile ha accompagnato la passeggiata silenziosa di tantissimi amici verso il Teatro Sala Umberto, dov’è cominciata la corsa di Piero Ambrosi verso la Regione. Esserci e partecipare, solo questo, semplicemente questo, ad accomunare chi era lì per consegnare a Piero le speranze di un Lazio migliore, più uguale, più moderno. Persone venute da Roma e dalla sua sconfinata provincia, da Anzio e Nettuno a Lariano, da Civitavecchia a Ladispoli, da Tivoli a Rignano Flaminio, da Artena e Grottaferrata ad Albano, Marino, Pomezia e Ostia, uniti a sostegno di una sola persona depositaria dell’impegno comune perché Piero, lo dicevano in tanti, “è l’uomo dei territori”. Cittadini, militanti del Partito Democratico e dirigenti, come gli europarlamentari Silvia Costa e David Sassoli, i parlamentari Roberto Di Giovanpaolo, Fausto Recchia, Giovanni Bachelet e

CHI E’

Giacomo Menghini, Ivano Bernardone, Nicola Burrini, Maurizio Caliciotti, Simone Caliciotti, Vincenzo Marcorelli. E zitto, in prima fila ma senza fiatare,

stava anche Giorgio Pasetto, l’uomo del gruppo e per il gruppo che ha costruito una macchina di passione politica e di consensi che accompagnerà la corsa di Ambrosi alle regionali del 28 e 29 marzo. E proprio Ambrosi ha messo in chiaro il suo progetto di governo: “Concentrerò il mio sforzo per individuare soluzioni concrete alla grave crisi che colpisce le famiglie, estendendo il reddito

Nato a Tivoli il 3 aprile 1957, sposato con quattro figli, è funzionario della Regione Lazio. Laureato in Lingue e Letterature Straniere Moderne, con la tesi su “Joyce e la politica” presso la Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università “La Sapienza”, ha preso parte negli anni ‘70 all’attività di “Mani Tese”, sostenendo iniziative umanitarie nei Paesi in via di sviluppo. Ha partecipato ad attività di animazione parrocchiale ed è presente nell’associazionismo cattolico. Fa parte del gruppo laicale “Amici di San Francesco di Sales”. Corrispondente sportivo ha collaborato con organi di stampa locale e regionale. Ha scritto una monografia sul concittadino Igino Giordani, cofondatore del Movimento dei Focolari, ed ha curato le manifestazioni del centenario dalla nascita nel 1994. È stato dirigente nazionale dei Giovani DC tra il 1977 e il 1981. Consigliere Comunale, assessore, Vice Sindaco e Sindaco del Comune di Tivoli tra il 1980 ed il 2003, Assessore Provinciale di Roma nella Giunta Fregosi tra il 1996 ed il 1998, con deleghe alla Protezione Civile, agli Enti Locali e ai Lavori Pubblici, e nella Giunta Gasbarra tra il 2003 ed il 2008 con delega alle Politiche della Viabilità e Infrastrutture. Primo Segretario regionale della Margherita del Lazio tra il 2001 ed il 2004, dal 3 luglio 2009 è stato presidente di COTRAL Patrimonio, incarico cui ha rinunciato dopo la scelta di candidarsi alle elezioni regionali.

l’innovazione, la ricerca, sostenendo gli anziani, i precari, i malati e quanti sono esclusi da un sistema che non riconosce meriti e bisogni”. Un impegno prioritario sarà “la valorizzare delle autonomie dei territori per creare le condizioni di uno sviluppo economico che non sia gonfiato ma legato alle peculiarità delle nostre comunità. Bisogna quindi – ha concluso davanti ad una platea che ascoltava assorta – sciogliere il nodo degli squilibri territoriali storici, attivando una più forte cooperazione tra le varie aree della regione che punti al riconoscimento e alla valorizzazione dei caratteri e delle specificità di ciascuna area, sostenendo i sistemi produttivi locali ed attuando il pieno decentramento”. sm

Alla fine tutti a raccogliere volantini e accessori elettorali, perché il voto è quanto basta per tentare di cambiare il Paese

DICONO DI LUI

“Lo conosco e lo stimo da molti anni, viene dalla mia stessa storia politica e culturale, è una persona corretta, padre di quattro figli e felicemente sposato, ed è in grado di costruire una sintesi politica ed amministrativa per tutto il Lazio”. Silvia Costa, Eurodeputata del Pd. “Conosco Piero da una vita, apprezzo le sue qualità politiche e di amministratore, e ogni giorno che passa lo scopro migliore”. Aurelio Lo Fazio, Assessore all’Agricoltura della Provincia di Roma. “La candidatura di Piero è uno strumento importantissimo per tornare a parlare delle questioni concrete per la vita dei cittadini, perché c’è bisogno di far capire quanto sia decisiva la sfida delle elezioni regionali per intervenire a sostegno delle nostre comunità colpite dalla crisi economica”. David Sassoli, Europarlamentare del Pd. “Sostengo Piero perché dobbiamo andare verso la Città metropolitana di Roma e lui ha idee chiare nel merito. La differenza tra candidati di Roma e Roma provincia deve finire”. Roberto Di Giovanpaolo, Senatore del Pd. “Piero porta avanti dei valori seri ed una politica a favore dei giovani e dei territori”. Vincenzo Marcorelli, Capogruppo del Pd a Rignano Flaminio. “Piero Ambrosi è l’uomo giusto per portare le istanze della città di Anzio-Lavinio e Nettuno in Consiglio Regionale”. Ivano Bernardone, Consigliere del Pd al Comune di Anzio.


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I PUNTI DI PIERO

Lavoro e Formazione - Valorizzare la specificità dei territori; - sostenere i sistemi produttivi locali ed attuare il pieno decentramento; - sostenere l’occupazione giovanile attraverso la formazione; - perseguire una politica dello sviluppo che consenta il riconoscimento del merito, fornendo a tutti l’opportunità di migliorare la propria formazione; - sanare le situazioni di precariato irrisolte; - estendere il reddito d’inserimento oggi limitato ad un numero ridotto di beneficiari; - promuovere un’efficace politica del lavoro a favore delle imprese.

Sanità - Risolvere il rapporto pubblico/privato, puntando sulla trasparenza e sull’efficienza; - costruire una rete di presidi sanitari plurispecialistici, di residenze per lungodegenti (anziani soprattutto) e di Hospice; - dar vita ad una rete ospedaliera efficiente e finalizzata all’emergenza ed alle patologie che mettono a rischio la vita umana; - ridistribuire e riqualificare sul territorio le strutture sanitarie, comprese le ASL. La Famiglia - Realizzare un Osservatorio sui problemi delle famiglie per monitorare i fenomeni ed affrontarli tempestivamente; - dare risposte alle difficoltà economiche delle famiglie numerose ed a quelle che hanno soggetti con disabilità. - Sostenere le famiglie monoparentali; - agevolare la formazione delle nuove famiglie e tutelare il diritto alla maternità delle gestanti in difficoltà economiche; - garantire che in ogni Comune ci sia un numero sufficiente di asili nido. Gli Anziani - promuovere una politica regionale per la terza età per affrontare i bisogni di pensionati, di coloro che combattono con la malattia e di anziani soli. - realizzare una rete di servizi sul territorio con il coinvolgimento del mondo della cooperazione per i servizi agli anziani soli; - adeguare le strutture in tutta la regione per i malati di Alzheimer.

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Le Donne - Valorizzare i talenti e le esperienze delle donne promuovendo politiche dirette a favorire la loro partecipazione e presenza nei diversi contesti di vita; - incentivare la formazione delle donne, l’accesso al credito, la nascita delle imprese femminili, l’inserimento lavorativo e le politiche di conciliazione. Formazione e Ricerca - completare il riordino e il miglioramento dell’offerta formativa; - portare a compimento le proposte di legge sul diritto allo studio scolastico e sulla formazione permanente; - implementare il Repertorio regionale delle qualifiche con la definizione di profili e figure professionali nuove; - rafforzare il finanziamento per la formazione nell’apprendistato; - predisporre un piano di nuove iniziative che diano la priorità agli investimenti in ricerca e innovazione, informazione e istruzione; - confermare ed ampliare il ricorso all’erogazione di voucher per la conciliazione lavoro-famiglia; - stabilire un collegamento solido e sinergico tra mondo della ricerca e mondo produttivo. Mobilità - Liberare i residenti e i pendolari dallo stress, dalla congestione e dalle conseguenze sociali ed economiche del collasso della mobilità. - realizzare grandi nodi di scambio fuori dalla cinta urbana del GRA, dove ancorare il trasporto pubblico e privato su gomma, soprattutto a est e a sud di Roma (senza trascurare l’inadeguatezza dei collegamenti tra Roma e Rieti e Roma e Viterbo); - rafforzare il trasporto sui binari; - far camminare le idee, perché mobilità è anche costruire reti di conoscenza, facendo muovere meno le persone e offrendo più servizi telematici.

IL CANDIDATO PD HA SCELTO ANZIO PER APRIRE CAMPAGNA

Piero Ambrosi si è ufficialmente presentato ai suoi elettori. L’e x sindaco di Tivoli (il più giovane d’Italia quando fu eletto nel 1988) ha scelto Anzio per esporre in anteprima il suo programma elettorale nella cornice dell’hotel De Cesari. Ambrosi ha mostrato una sincera emozione nel presentarsi ai suoi elettori. Il candidato di matrice cattolica ha fornito la sensazione oltre di un politico preparato, soprattutto di una persona dai requisiti morali impeccabili (non male in tempi di scandali frequenti…). L’e x assessore provinciale non ha esitato nell’ammettere il distinguo tra la sua visione politica e quella della candidata Emma Bonino, confortato in questo anche dall’ “europea” Silvia Costa (foto piccola) e dall’assessore alle Politiche dell’Agricoltura Aurelio Lo Fazio (entrambi presenti all’e vento). Ma ciò non esclude il pieno appoggio alla leader radicale, che sta portando avanti una battaglia super partes in nome della legalità e della trasparenza. Marcello Bartoli


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Il consigliere d’opposizione: “Mancano strutture e asili nido”

“NUOVE REGOLE E SOSTEGNO AI PIÙ DEBOLI”

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Il centrosinistra chiede interventi anche per Falasche, Villa Claudia, Lavinio e Lido dei Pini

VILLA ADELE,

Creo (PD): “L’amministrazione ignora la REGIONE FINANZIA TEATRO ALL’APERTO crescita demografica” Abbiamo avuto modo di fare due chiacchiere col Consigliere Comunale Massimo Creo e abbiamo scoperto un politico molto attento alle tematiche sociali della famiglia, soprattutto quelle legate al mondo della scuola e dei giovani. “È impensabile” – esordisce Creo – ipotizzare una cittadina di 70 mila abitanti, come quella auspicata dal Sindaco Bruschini nel discorso del suo insediamento, quando poi mancano le strutture fondamentali. Parlo ad esempio degli asili nido. Non è possibile che ad Anzio non ve ne siano di pubblici e che una coppia che ha un bambino al di sotto dei 3 anni debba fare i salti mortali per trovarne uno ‘privato’ a cifre, per altro, esorbitanti. La cosa non cambia se poi passiamo ad analizzare la scuola materna. Sono circa 176 i bambini posti nelle liste d’attesa in queste scuole, numero che ci mostra quanto sia stata ignorata in sede di programmazione e pianificazione scolastica la crescita demografica, frutto anche del nuovo piano regolatore che sta avendo la nostra cittadina”. Proprio in questo periodo le famiglie anziati con figli in età scolare si sono visti recapitare i bollettini per pagare le nuove quote delle mense scolastiche. Cifre che ai più sono risultate aumentate in modo esagerato. Com’è la questione? “Un aumento c’è stato, forse intorno al 20%, ma questo ci può anche stare visto che il nostro Comune ha delle tariffe molto più basse di tanti altri; quello che è sembrato un aumento spropositato è derivato solo dal fatto che i bollettini arrivati riguardano i pagamenti per i primi tre mesi dell’anno (che dovrebbero essere pagati in anticipo, ma che non erano ancora stati spediti alle famiglie) e quelli del periodo attuale. Quindi è stato solo un’accorpare le due quote. Quello che fa più rabbia invece è aver visto la diminuzione dei nuclei familiari che potevano usufruire dell’esenzione. Ne abbiamo contati quasi 100. È difficile poter pensare che in un paese in piena crisi economica, un così gran numero di famiglie si è ‘arricchita’ tanto da non poter più chiedere lo sgravio della mensa. Forse bisognerebbe rivedere le fasce di reddito ISEE legate a questi provvedimenti. A questo numero poi andavano aggiunte altre 19 famiglie che, pur avendo i requisiti giusti, erano rimaste fuori per un disguido sulla presentazione delle domande. Sono stato felice di aver visto, dopo una lunga battaglia, che l’Assessorato preposto le ha reinserite tra quelle in esenzione”. Sappiamo che lei è sempre attento alle tematiche giovanili,con un Ordine del Giorno, che ha proposto in Consiglio, sull’accesso facilitato alla pratica sportiva per i giovani in condizioni di disagio economico. “Sì, sono stato contento di aver proposto (novembre 2008) e di aver visto votare all’unanimità dall’intero Consiglio Comunale, un Ordine del Giorno che prevedeva l’intervento comunale affinché nei protocolli sottoscritti con le varie società sportive (che utilizzano –tra l’altro– strutture pubbliche) vengano previste facilitazioni per le fasce sociali più deboli, in modo da permettere a tutti i ragazzi sotto i 14 anni di praticare uno sport. Io credo che la pratica sportiva debba essere incoraggiata per tutti, anche perché attraverso lo sport si favorisce e si promuove la tolleranza, il rispetto, la coesione sociale. Anche per evitare il fatto che in questa età così delicata, i bambini e poi i ragazzi, si sentano già in queste piccole cose degli emarginati, creando quelle fasce pericolose di insoddisfazione che col tempo possono sfociare in qualcosa di ancora più grave, come la delinquenza giovanile o la droga. Purtroppo però, ad un anno e mezzo da quel voto, non si è fatto ancora nulla”. Maurizio D’Eramo

Ma il Comune: “È merito del Pdl”. Bernardone (Pd): “Siamo al paradosso”

La Regione Lazio nel Piano straordinario di investimenti, ha stanziato 500mila euro per la realizzazione del nuovo teatro all’aperto di Villa Adele. Una buona notizia per la città di Anzio che ha però sollevato le solite inevitabili polemiche da campagna elettorale. A dar fuoco alla miccia il Comune che, in una nota ufficiale, ha dato merito al consigliere regionale di opposizione Luigi Celori, candidato sostenuto dal Pdl di Anzio e dal Sindaco Bruschini, di “essersi impegnato per consentire il finanziamento dell’opera”. Secca è arrivata la replica del Pd: “Ma come - si chiede il consigliere comunale Ivano Bernardone - la Regione finanzia interventi su Anzio continuamente, anche quando i consiglieri comunali di maggioranza sono così impegnati a contestare il loro Sindaco da non presentarsi in Consiglio, e se qualcuno sottolinea l’impegno regionale tutto viene liquidato come atto dovuto, urlando a sproposito che la Regione è nemica di Anzio. Quando poi quella stessa Regione finanzia le opere proposte dalla Giunta Bruschini, spiega - allora il merito è di un consigliere regionale di opposizione, in questo caso il Pdl Celori, ringraziato per essersi impegnato, oltre che nella stampa dei calendari su Mussolini, anche per il finanziamento regionale del nuovo teatro di Villa Adele”. “Insomma – continua Bernardone – siamo di fronte alla solita propaganda dell’amministrazione Bruschini, che invito a proporre alla Regione anche interventi che non vadano sempre a ricadere sul centro storico della città. Chieda finanziamenti regionali anche per fare strade, piazze e giardini ad Anzio Colonia, Falasche, Villa Claudia, Lavinio e Lido dei Pini, quartieri considerati terra di saccheggio elettorale ed a cui nessuna attenzione viene dedicata. Agli atti del Consiglio comunale - ricorda Bernardone - giacciono tante proposte che ho avanzato più volte per mettere mano a situazioni di degrado che fanno scadere la qualità dell’intero territorio. L’amministrazione cerchi il modo ed i fondi per dare servizi ai quartieri che con il PRG ha gettato nel caos. Poi, se preferisce e se lo reputa un comportamento serio e credibile, continui a darne il merito al consigliere Celori, ma almeno anche i cittadini che non vivono al centro, sempre più abbandonati da questa amministrazione - conclude Bernardone -, potranno beneficiare del buon governo della Regione Lazio”. sm

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Il “codice di condotta degli eletti” di Zucchini, esempio di trasparenza

PDL, C’E’ DEL BUONO

Ma serve Anagrafe degli eletti nell’interesse della comunità

Finalmente il Consiglio comunale. Ci sarebbe tanto da scrivere sulla seduta dello scorso martedì 2 marzo attesa dalla città da troppo tempo, ma a far più notizia, come spesso accade, è ciò che non è stato discusso. Giorgio Zucchini, consigliere comunale del Pdl ad Anzio, ha presentato un interessantissimo ordine del giorno in cui, sulla base delle disposizioni contenute nella Carta europea dell’Autonomia regionale, chiede l’approvazione e la conseguente attuazione di un “codice di condotta degli eletti”. L’o dg, rinviato al prossimo Consiglio comunale, prevede che gli eletti dal corpo elettorale o nominati a funzioni esecutive dal Consiglio comunale, specifichino le norme di comportamento da osservare nell’esercizio delle loro funzioni, informando i cittadini su ciò che debbono aspettarsi.

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Consiglio regionale e alla Provincia di Roma, che tutti gli amministratori di Anzio, compresi i rappresentanti eletti dal Comune, rendano pubbliche le rispettive dichiarazioni dei redditi. È una sfida di trasparenza che va portata avanti fino in fondo, perché i cittadini devono aver ben presente chi hanno votato e chi li amministra. Sappiamo che alcuni consiglieri del Partito Democratico, vedi Aurelio Lo Fazio e Ivano Bernardone, hanno da tempo depositato al Segretario Comunale di Anzio le loro dichiarazioni dei redditi. Sarebbe opportuno che anche gli assessori e tutti i consiglieri, compresi Sindaco e amministratori delle varie società a partecipazione pubblica facessero altrettanto e che il tutto venisse pubblicato sul sito istituzionale del Comune di Anzio. Vedremo se l’amministrazione saprà raccogliere questa sfida. sm

Qui Radio Nerone

LA MULTA? NON A TUTTI

Ecco alcune norme previste dal documento di Zucchini: primato della legge e dell’interesse generale, garanzia di un esercizio diligente, motivato e trasparente delle proprie funzioni, rispetto delle competenze e prerogative di altri mandatari politici o funzionari pubblici. Importante ciò che si prevede per la campagna elettorale: “Ogni candidato deve astenersi dal tentare di ottenere suffragi con la diffamazione degli altri candidati, con violenze e minacce, nonché con concessione di vantaggi o promessa di vantaggi all’elettore, limitando e dichiarando anche le spese della stessa campagna”. C’è poi il rapporto con i mass media, dove si precisa che “l’eletto risponde in maniera diligente, sincera e completa a qualsiasi richiesta d’informazione della stampa sull’esercizio delle sue funzioni”. Poi i rapporti con l’amministrazione: “L’eletto s’impegna ad impedire ogni reclutamento di personale amministrativo basato su principi che non siano il riconoscimento dei meriti e delle competenze professionali”e, nel corso del suo mandato, “è responsabile nei confronti della popolazione locale nel suo complesso”. E tante altre norme che si spera possano essere fatte proprie, all’unanimità, dal Consiglio comunale. Bravo Zucchini, un’iniziativa davvero importante sulla quale, come redazione di Anzio-Space, ci permettiamo di proporre anche, sull’esempio dell’Anagrafe degli eletti, attuata in

Passeggiando in quel di Anzio, ohibò, di fronte al Comune, m’imbatto in una Mercedes fiammante che, zitta zitta, se ne sta in sosta sulla carreggiata. Bisogna capirla, il problema dei parcheggi è una vera e propria piaga, che costringe gli sventurati cittadini a girare e rigirare prima di scorgere un posteggio libero. E così lei, sfiancata per i tanti chilometri percorsi, ha pensato bene di adagiarsi un po’ là, davanti al Municipio, anche a costo di ostacolare il traffico cittadino. E, cosa vedo, i vigili urbani, a pochi passi e sempre solerti sul lavoro, hanno compassione della poveretta e, in un gesto di estrema e sofferta tolleranza, la lasciano dolcemente sonnecchiare senza l’offesa del foglietto sul parabrezza. E poi, diciamocela tutta, le auto potenti, parcheggiate un po’ così, fanno ormai parte del paesaggio cittadino, perché, per mantenere le relazioni domenicali in tutta tranquillità, ci vuol pure un po’ di sacrosanta comodità. Non tutti i cittadini lo fanno? Fatti loro, io, il potente Nerone, sto coi miei pari.


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COMITATO ELETTORALE PD

Le iniziative in attesa delle elezioni

Nelle ultime settimane il comitato elettorale del Partito Democratico ha intensificato il lavoro di propaganda per sostenere la candidatura di Emma Bonino alla presidenza della Regione Lazio. Questa preziosa opera in verità non si è limitata a sterili dibattiti politici, ma ha posto l’accento sull’approfondimento di alcune tematiche. Un esempio concreto è stato rappresentato dal convegno sui problemi della sanità locale, tenutosi lo scorso 7 marzo presso l’hotel Lido Garda di Anzio. Un parterre di tutto rispetto ha messo a fuoco i punti nodali su cui si gioca il futuro della nostra regione: ad intervenire la giovane e spigliata Cristiana Alicata, l’ex direttore generale della Asl Roma H Luciano Mingiacchi, il neo candidato Augusto Battaglia ed Enzo Foschi, che ha rimarcato la politica dello sport legato al mondo giovanile. Un altro interessante incontro è stato fissato per il 21 marzo (sempre all’hotel Lido Garda, anche se per motivi di stampa non possiamo fornire particolari sull’evento). Tra queste due iniziative si è svolta una suggestiva festa a carattere popolare presso il locale Antium, dove lo scorso 14 marzo numerose band locali hanno dato vita ad un pomeriggio di musica in attesa dell’arrivo di Emma Bonino (tra gli ospiti di riguardo, previsti gli interventi di Raffaele Paganini, del comico Enrico Brignano e dell’ex miss Silvia Figliozzi). Nel prossimo numero potremo tracciare un quadro più completo del lavoro svolto, anche se va sottolineato l’impegno del Comitato, che si è avvalso delle diverse “anime” del partito che sono riuscite a collaborare in perfetta sintonia. Marcello Bartoli

LETTERA AL SENATORE DI GIROLAMO

Caro Senatore, in procinto di non essere più tale, Di Girolamo lei non mi conosce, ma ormai tutti conoscono lei. Infatti il suo nome è balzato, diciamo così, agli onori della cronaca non solo per le vicende giudiziarie che la riguardano, ma anche per aver aperto una breccia nel muro della solidarietà omertosa e insabbia... trice non infrequente nei comportamenti della classe politica italiana. Dei suoi capi di imputazione taccio, è compito della magistratura vagliarli. Mi lasci solo dire che se risultassero provati significherebbe che lei non ha sporcato solo l’onorabilità della sua persona, ma tutto il Senato e di questo dovrebbe chiedere scusa a tutti gli Italiani. Il garantismo però, che è una grande conquista di civiltà, ci impone di non considerarla colpevole fino a sentenza definitiva. Va però precisato che questo vale per la sola responsabilità penale. Ma esiste anche una responsabilità morale e di questa non sono giudici i magistrati,

L’ALTRA SINISTRA....

Due parole con il Consigliere Colantuono e col candidato Ivano Peduzzi

Consigliere Colantuono, lei ha rinunciato a candidarsi, perché? “Perché, come ho già spiegato in altre sedi, l’impegno in consiglio regionale è gravoso e va svolto da chi può dedicarvi tempo; questa persona è Ivano Peduzzi che, tra l’altro, ha la giusta esperienza, come ha dimostrato in tante azioni che vedono Rifondazione Comunista in campo, soprattutto sulle vertenze sociali dove sono a rischio la salute e il posto di lavoro dei cittadini”

Consigliere Peduzzi, l’ultima volta che la sinistra si è presentata unita ha vinto le elezioni, ma dopo due anni è finita in litigi… stavolta? “Noi abbiamo fatto un patto con la Bonino proprio per essere seri e per evitare quello che è successo con Marrazzo, con cui avevamo raggiunto un accordo ma che dopo tre anni erano tutto saltato, costringendoci a lasciare la coalizione. L’accordo c’è poiché lei ha recepito nel suo programma dei punti che per noi sono basilari: il nucleare, le problematiche sul lavoro, i diritti civili. È chiaro a noi e alla Bonino che non c’è un accordo complessivo sul programma, ma che di volta in volta, a seconda dei contenuti, appoggeremo o meno le varie soluzioni che ci verranno presentate purché rispondano al bisogno dei cittadini”. Maurizio D’Eramo

ma la nostra coscienza e il prossimo. Quindi di questa possiamo parlare. Abbiamo letto le intercettazioni agli atti dell’inchiesta in cui è coinvolto. Ognuno di noi ne ha tratto le proprie conclusioni. Quelle trascrizioni di colloqui telefonici hanno mosso nell’animo di molti cittadini sentimenti di sgomento, rabbia, disgusto e indignazione. A me hanno sollevato un domanda. Senatore Di Girolamo, lei che ha conquistato il successo, che ha assaporato il potere, che è stato riverito e invidiato, era un uomo felice? Lei, che immagino abbia festeggiato la sua elezione a Senatore, a che cosa brindava quel giorno? Dal giorno in cui ha fatto ingresso a Palazzo Madama, c’è stato mai un momento di serenità, o doveva convivere senza tregua con i sudori freddi che la coglievano al pensiero che l’avrebbe chiamata quell’individuo che la teneva al guinzaglio? Abbiamo letto tutti le espressioni con cui si rivolgeva a lei, sprezzanti e ingiuriose. E abbiamo immaginato il tono, volgare e arrogante. Senatore Di Girolamo, era felice di essere trattato come un pezzo di merda? E la sera, a letto, con le luci spente, si sentiva fiero e orgoglioso di avere conquistato il

potere per consegnarlo nelle mani di uno compromesso con la malavita nera? E la mattina, davanti allo specchio, le piaceva la sua faccia o si consolava pensando che almeno la metà era nascosta dalla schiuma da barba? Noi non sappiamo se lei sia colpevole o meno, questo attiene alla verità processuale, che si formerà solo tra qualche anno. Ma conosciamo la Verità, quella con la maiuscola, che dice che lei rispondeva con balbettii a chi le dava ordini. Lei non era un uomo libero, Senatore, e un uomo che non è libero non è felice. Ne è valsa proprio la pena? Non era meglio per lei rimanere un semplice cittadino? Lo sa, Senatore? C’è un posto, in fondo all’anima. È un antro oscuro che è silente quando riteniamo di avere fatto il nostro dovere, ma dove risuonano urla, grida, strepiti quando non agiamo rettamente. Immagino che in quel posto lei non ci poteva mai entrare per dialogare con se stesso: era un pandemonio. E tutto per un seggio al Senato! Publio Razza


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Space - Scuola

PARTE A.N.D.R.E.A NELLO SPORT

La docente Sofia Palumbo presenta la manifestazione

Da anni ormai la manifestazione coinvolge tutte le scuole del territorio, pubbliche e private, in attività didattico-sportive per poter meglio stimolare lo studente “elementare” ad una sana competizione e ad un sano divertimento. Nel 2004 tale iniziativa è nata sullo sfondo dell’Anno Europeo all’Educazione Sportiva, in cui però venivano coinvolte solo 14 classi. In pochi anni invece ogni classe di ogni scuola può gareggiare … perché di gara infatti si tratta. Per la prima e seconda elementare la competizione è puramente sportiva, quindi relegata all’attività fisica; per le classi terze, quarte e quinte invece la gara è cominciata dal 15 al 18 Marzo nella palestra di basket delle “Quattro Casette” dove ogni classe, divisa in gruppi da 4 elementi ognuno rappresentato da un capogruppo, è chiamata a rispondere in un minuto a sei domande a risposta multipla di cultura generale (italiano,matematica, storia, geografia). Il capogruppo, colui che appone la crocetta, è aiutato dai suoi compagni per rispondere a tutte le domande nel tempo fissato. Qui la maestra Palumbo sottolinea l’importanza di questa tipologia di prova proprio perché porge ai giovani studenti un assaggio dei test di valutazione moderni che affronteranno nella loro carriera accademica. I risultati delle prove didattiche saranno conservati e sommati poi alle prestazioni sportive di ogni classe da cui si trarrà il punteggio finale. Infatti la seconda parte della manifestazione sarà il 15 e il 22 Maggio. È stato scelto il sabato come giorno per riuscire a coinvolgere

maggiormente gli stessi genitori a partecipare a queste due giornate e assistere alle esibizioni dei loro figli. Infatti un altro aspetto importante è l’integrazione della famiglia che, insieme alla scuola, rappresenta per il bambino piccolo l’agenzia sociale di relazione e interazione più significativa. Le prove sportive sono basate su orientamento, staffette, capriole e saranno valutate da insegnanti che faranno un apposito corso di formazione per costituire la giuria. L’intenzione principale è di far capire ai bambini che ciò per cui loro concorrono è il bene della classe–squadra e non per un’esaltazione individuale che tanto aleggia nello sport agonistico. In questi due giorni saranno presenti quasi tremila bambini senza contare famiglie e corpo insegnanti; ecco perché la Dott.ssa Elisabetta Spaziani del I Circolo Didattico, la Dott.ssa Maria Teresa D’Orso del III Circolo Didattico nonché i tre docenti Sofia Palumbo, Angela Bordo e Vittoria Pollastrini hanno incluso nell’organizzazione la partecipazione della Protezione Civile, della Croce Rossa e di un’unità medica, che garantiranno a tutte le persone presenti la sicurezza di godere di una giornata in allegria. Oltre alle gare e alle relative premiazioni per tutti i bambini, si potrà assistete all’esibizione degli stessi in ritagli delle recite di fine anno e all’intervento di alcune associazioni sportive del territorio. La scelta del nome che determina l’acronimo dell’iniziativa (Arriveranno Numerosi Duraturi Risultati Ed Amicizia) , rappresenta il nome proprio più diffuso al mondo e, Sofia ci tiene a precisare, i risultati in questi anni sono già arrivati, perché il supporto delle famiglie alla manifestazione è prezioso, gli scambi professionali ed amicali delle stesse maestre di tutto il territorio divengono sempre più stretti e collaborativi ed infine ai bambini vengono garantite la partecipazione in ambienti sani e le relazioni sociali proficue per il loro sviluppo.

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TRASFERIMENTO ALL’ISA, TUTTI SODDISFATTI

Genitori e studenti: “Nessun problema”

È proprio vero che il diavolo non è mai brutto come lo si dipinge. A distanza di quattro mesi dal provvisorio trasferimento delle cinque classi presso l’Istituto Superiore d’Arte di Santa Teresa, raccogliamo le esperienze di chi si è trovato coinvolto in questo cambiamento: genitori, alunni, docenti e dirigente scolastico. Genitori: erano proprio loro i più agguerriti ma oggi, a distanza di pochi mesi, sono contenti delle classi assegnate, soddisfatti del coordinamento tra la nuova scuola e il nostro istituto in quanto affermano: “I nostri figli stanno trascorrendo un anno scolastico senza rilevanti problemi, ciò fa passare in secondo piano l’amarezza per come è stata gestita la fase iniziale”. Docenti e collaboratori: “ Subito siamo stati accolti da tutto il personale, docente e non, dell’Istituto con estrema cortesia ed attenzione. In particolare il vice preside dott. Risi Vincenzo ci ha sostenuti in ogni attività, mettendo a disposizione nostra e dei nostri alunni spazi e strumentazioni, anche costose, come lavagne luminose e fotocopiatrice. Alcune delle nostre classi, collaborando con i ragazzi dell’I.S.A., hanno realizzato fondali per le rappresentazioni teatrali. Proprio in questi giorni si realizzerà un laboratorio di ceramica attraverso il quale si promuoverà l’attività di tutoring tra bambini della sc. Primaria e ragazzi dell’ I.S.A. , finalizzata alla realizzazione di manufatti. Dirigente scolastico: “Se ci fosse stata più fiducia, avendo l’esatta consapevolezza del ruolo che ogni istituzione riveste (scuola, Comune…) si sarebbero individuate le responsabilità di ognuno, ottenendo adeguate garanzie. Quanto sopra significa che: • La documentazione dell’Istituto è regolare. • Lo spostamento d’obbligo è momentaneo, come l’ordinanza prescrive. • I ragazzi, i docenti e il personale sono stati ospitati in aule luminose e ampie e soprattutto sono stati accolti con disponibilità e calore umano dal preside, dal vicepreside, dal personale tutto e dai ragazzi ai quali rivolgo i miei personali e sinceri ringraziamenti”.

Alunni: trascriviamo direttamente le loro parole . -Danilo IIID: “All’I.S.A. sto bene per due motivi, il primo è perché quando entro a scuola vedo tante belle opere d’arte; il secondo perché quando salgo le scale incontro i ragazzi e penso che sono gli artisti”… - Alessia IVD: “Questa scuola sembra un luogo magico con alberi di pino grandissimi e siepi profumate, che bella sensazione mi offre”.- Asja IVB: “Mi sono divertita molto, ho imparato la passione per il disegno, non dimenticherò mai i momenti trascorsi con i ragazzi grandi quando abbiamo realizzato lo scenario per la nostra recita”.-Benedetta IVC: “ Sono felicissima di stare qui, le aule sono grandissime, pulite e le pareti bianchissime, il mio desiderio è rimanere qui!”- Gli alunni della IIIB sono tutti soddisfatti di stare in questa scuola. Come sempre le grandi lezioni di vita ce le offrono i nostri piccoli, ma a questo punto viene spontanea la riflessione: serviva proprio fare tanta confusione? Gianfranco Aghedu


Space - Cultura

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SHINGLE22J ON LINE....

Bando on line per la Biennale d’Arte Contemporanea del litorale

La Biennale rinnova il suo impegno culturale e sociale con l’apertura dei lavori per la terza edizione. Shingle22j si offre nella realizzazione di un momento di elevato, raffinato e internazionale dibattito artistico sul tema dell’Ecologia. Il bando di adesione è pubblicato on line sul nostro sito www.shingle22j.com dal 1 marzo 2010 al 31 luglio 2010. Contribuiranno alla realizzazione di questo evento Chiara Ciappelloni (Critica d’arte) per la cura della sezione “Eco-Arte”, Bruno Di Marino (Critico di video-arte) per la sezione video, mentre al prof Dario Evola (Docente di Estetica presso l’Accademia delle Belle Arti di Roma) a Leonardo Carrano (Artista di video animazione) e alla stessa curatrice di “Eco-Arte” spetterà il rigoroso compito della selezione dei 40 Artisti partecipanti. AM

ANZIOin.Libera

È nato il Fotoclub Anzio Robert Capa, associato 00042

“ANZIOin.libera” è il titolo della Mostra d’immagini che il neo costituito Fotoclub Anzio Robert Capa, associato 00042, propone e dedica alla città di Anzio. L’esposizione si terrà nel prossimo maggio ed è una sinergia di libere “visioni artistiche” da parte dei vari autori partecipanti. Gli artisti metteranno in risalto la propria sensibilità, la propria espressione e creatività come indiscutibile “scatto” dei nostri giorni sul territorio anziate. Ogni autore presenterà fino a tre opere della propria creazione autonoma come pure potrà intervenire reinterpretando opere originali del passato. Il Fotoclub Anzio Robert Capa è Marcello Benassai, Federico Campagnoli, Andrea Cicconetti, Enrico Ciulla, Andrea De Luca, Piero Frisina, Giovanni Loperfido, Silvano Petriconi, Quirino Pollastrini, Andrea Tamburrini. Andrea Mingiacchi

PRESENTATO AL BIG BLU DI ROMA “SCAFI D’AMARE”

Vogliamo contribuire a rendere Anzio una città che sia: • vivibile e interessante per i giovani • viva culturalmente • all’avanguardia nell’ecologia e la preservazione del territorio • arricchita dalla diversità etnica che la contraddistingue Non siamo convinti di avere la risposta a tutte le domande o di essere i migliori, siamo semplicemente un gruppo di persone giovani (chi di corpo, chi di spirito) che vogliono darsi da fare per migliorare il territorio in cui vivono. Al momento abbiamo tre iniziative: • Anzio Space, che puoi scaricare su www.anziospace.com • Shingle22J, Biennale d’Arte Contemporanea di Anzio e di Nettuno, info su www.shingle22j.com • Il Centro Polivalente per i Giovani e la Cultura, che vorremmo costruire. UNISCITI A NOI! Tieniti aggiornato sulle nostre iniziative: www.anziospace.com www.myspace.com/anziospace www.shingle22j.com www.myspace.com/shingle22j http://centropolifunzionaledeigiovani.blogspot.com/ iscriviti al gruppo di FACEBOOK “00042” Contatti ANZIOSPACE: 3286868362 - 3474012468 Contatti NETTUNOSPACE: 3477089615

Presentato al Big Blu di Roma “Scafi d’aMare”, il II Raduno di motoryacht d’epoca che si terrà nell’isola Ventotene dall’ 8 al 10 luglio 2010, organizzato dall’Asdec (Associazione Scafi d’Epoca e Classici) Centro sud che ha sede al Circolo della Vela di Roma al moletto Pamphily di Anzio. “Dopo la Iª edizione ad Anzio - ha detto Elio Santini Turano, direttore Adec Centro Sud - approdiamo a Ventotene, dove contiamo di fare di Scafi d’aMare un appuntamento fisso come ulteriore momento di attrazione turistica, ma anche per rilanciare il recupero delle attività nautiche ai fini di nuove opportunità produttive e occupazionali”. Presenti, tra gli altri, Alfonso Perri coordinatore nazionale divisione subacquea dell’associazione ambientalista “Marevivo” che terrà nell’ambito della manifestazione un convegno sul rispetto del mare, Francesco Perretta, direttore dell’Area Marina Protetta di Ventotene che ha portato il saluto del Sindaco, Giuseppe Assenso, Giovanni Gargano della Camera di Commercio di Latina, Nando D’Urgolo Presidente di Consormare del Golfo, Daniele Coraggi dell’Ascom di Ventotene. Elio Santini e il professor Giorgio Monaco, ordinario di Medicina del Mare all’Università “La Sapienza” di Roma hanno poi donato una targa di ringraziamento per l’attività svolta quotidianamente dal corpo, al generale della Guardia di Finanza Carmine Lopez, comandante del IV Reparto Guardia di Finanza e al colonnello Marcello Marzocca, comandante della Scuola Nautica di Gaeta.


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Space - Donna

TENDENZE PER IL PROSSIMO ANNO? BOH!!! Care Lettrici,

È appena finita la settimana della moda milanese e come sempre rimango perplessa su cosa vogliano comunicare questi eventi. I telegiornali che oramai, tranne alcuni, sono diventati ricettacolo non più d’informazione vera, ma di gossip morboso, hanno dato ampia risonanza a questa manifestazione ed essendo la curiosità donna, ho seguito anch’io le sfilate e ho comprato addirittura alcuni di quei giornali glamour! Soldi buttati. Se qualcuno, a essere sincera, mi chiedesse quale sarà la tendenza addirittura per il prossimo inverno, non saprei che rispondere! La donna sarà aggressiva ma non troppo, dolce e caramellosa ma non troppo, minimalista ma non troppo. Insomma: chi sarà chi e cosa sarà cosa? La mia attenzione, infatti, senza fare della retorica, è stata totalmente catturata dalle modelle anziché dai vestiti. Un esempio su tutti la passerella finale degli stilisti italiani Dolce&Gabbana. Giovanissimi scheletri, che passeggiano in modo frenetico su passerelle inondate di flash e luci, serie e impeccabili dovrebbero rappresentare le donne, sì, ma quali? Forse quelle che vengono da Marte, se veramente esistesse la vita su Marte! Ora è tutto chiaro, ecco perché nei negozi la taglia 44/46 si è ristretta sempre di più fino ad assomigliare a una 38/40 e tu che cerchi di indossarla senza troppo successo, pensi: “ma sono così ingrassata?”. Calme, se la moda impone un modello tutte ossa è giusto che tutto si restringa e che tutte diventiamo magrissime? È giusto omologarci a quello che gli stilisti, i guru di questo settore impongono? Sbagliato, e vi dirò di più: smettiamo di chiamare guru queste persone, ma li avete mai osservati bene? Di magre o magri si possono contare sulla punta delle dita, e poi vogliamo prendere per buono quello che dice una come Donatella Versace? Signore mie, ASSOLUTAMENTE NO!!!!! Si è detto molto sull’eccessiva magrezza di queste modelle, campagne pubblicitarie, trasmissioni televisive, tutte rivolte a sensibilizzare le masse a non prendere a modello queste ragazze. Lo stesso mondo della moda un periodo decise di mettere al bando questo stereotipo di donna ma i buoni propositi sono durati il tempo di bere un caffè. Allora fa notizia anche che una ragazza oversize come l’attrice del film Precious abbia successo e che il glamour non è più monopolio solo delle magre. Mettiamoci d’accordo: l’anoressia come l’obesità sono malattie dalle quali dobbiamo tenerci alla lontana e rivalutare la tanto contrastata normalità di essere delle donne con pregi e difetti ma sicure di quello che piace e di quello che non piace senza dover prendere ad esempio un mondo, quello dello spettacolo e della moda, che non è e non sarà mai portatore di verità. Roberta Treglia

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Per ogni suggerimento, idea, iniziativa per noi donne scrivetemi a:

cignetta@libero.it

LA RICETTA DEL MESE

Pasqua è alle porte e cosa c’è di meglio di una gustosissima ricetta per fare a tutti voi, lettori di AnzioSpace, i nostri migliori auguri?

PANE AUGURALE CON ROSMARINO E OLIVE

Ingredienti per 10 persone: • 800 g di farina 00 • 200 g di farina di grano duro • 50g di lievito di birra • 1,2 dl di olio extravergine • 200 g d’olive verdi snocciolate tritate • 3 cucchiai di rosmarino tritati • 2 cucchiaini di sale

1. Setacciate le farine sulla spianatoia, formate al centro una fontana larga e mettetevi dentro il lievito diluito in 4 dl d’acqua tiepida, un dl di olio e il sale; mescolate gli ingredienti, lavorate energicamente l’impasto per 10 minuti e poi raccoglietelo a palla. Ungete con metà dell’olio rimasto la superficie della pasta, avvolgetela in pellicola e lasciatela lievitare per circa un’ora in luogo tiepido. 2. Rimettete l’impasto sulla spianatoia, allargatelo e amalgamatevi le olive e il rosmarino; impastatelo brevemente e sistematelo in uno stampo a ciambella, possibilmente antiaderente, unto con l’olio rimasto. Se non avete lo stampo, formate un rotolo con la pasta, adagiatelo sulla placca de forno, unta di olio, e congiungete le estremità. In entrambi i casi, coprite con pellicola trasparente e lasciate riposare in luogo riparato per 30 minuti, finché la pasta avrà raddoppiato il volume. 3. Mettete il pane in forno già caldo a 180° e cuocetelo per 50 minuti circa, fino a quando si sarà formata in superficie una crosticina dorata. Toglietelo dal forno, trasferitelo su una griglia e lasciatelo raffreddare completamente. Servite il pane su un cestino di vimini non molto profondo e guarnite con rametti di ulivo.

P.S.: naturalmente la ricetta è già stata testata ed ha avuto un ottimo successo. Roberta Treglia


RUBRICHE

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DETTI PORTODANZESI

“Er porpo se coce co l’acqua sua” Ai lettori di Anzio-Space l’opportunità di gustare, nel dialetto locale, i vecchi detti portodanzesi, in questa nostra nuova rubrica che speriamo possa presto aprirsi anche ai lettori.

“Er porpo se coce co l’acqua sua” (il polpo si lascia raffreddare nella stessa acqua dove è stato bollito in modo che si intenerisca ancora un po’), che sta a significare che gli errori di qualcuno serviranno solo ad autolesionarsi. Oppure abbiamo vere e proprie previsioni meteorologiche sulla base dei segnali naturali dei fenomemi.

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SMS - Space

Anzio-Space apre uno spazio ai lettori Scriveteci un sms al: 3463859599

“Scirocco se nun piove è ‘n porco”, perché la perturbazione è sempre preceduta dai venti di sudest

“E’ una vergogna che l’Inps di Anzio da settembre non vuole pagare la pensione sia agli anziani e sia agli invalidi civili”. Mary

“Tramontana scura navigà marinà senza paura” di solito la tramontana tesa spazza via le nubi, ma se rimane nuvoloso vuol dire che il vento non è sufficiente da preoccupare chi deve navigare.

“Ma al Comune di Anzio sanno che esiste Lavinio? Forse bisogna avvisarli”. Ofelia

“Grecolevante, acqua de cielo” soprattutto i marinai o chi abita in centro ricorderà il freddo pungente con la pioggerella a vento venire dal grattacielo di Nettuno.

“Vorrei chiedere la sistemazione di via Dante piena di buche e senza fermate di autobus, e sporcizia da tutti i lati. Grazie”. Angelo

Concludo a proposito di venti con il simpatico quanto veritiero detto: “Vento de ponente quaije niente, vento de levante quaije tante” quanti lettori leggendo sorrideranno, perché è quasi giunto il momento di attendere le quaglie che giungono sulla nostra costa schiantandosi su fratte o muri. Cacciatori disarmati per fortuna. Se vedemio. Dal gruppo facebook:”Detti popolari portodanzesi”. amministrato da Tinarelli Alessandro e Salustri Pina

“Buongiorno, vorrei segnalare il grave disagio apportato dall’edificio abbandonato da oltre 2 anni in Corso Italia 6/7, che pullula di zanzare, topi, vetri e rottami vari. In estate l’odore fetido e le punture di zanzare hanno già portato bambini di 2 anni a ricorrere alle cure del prezioso Pronto soccorso dell’Ospedale di Anzio”. Publio

Sport e ambiente

IL CANYONING

Cari lettori prima di entrare nel vivo della nostra nuova rubrica vorrei innanzitutto approfondire nei prossimi numeri la conoscenza delle discipline sportive che come associazione proponiamo. Questo mese parliamo del canyoning o torrentismo. Si tratta di un’attività particolarmente bella sotto l’aspetto ambientale e naturalistico, dato che si svolge nei canyon o gole che creano i fiumi nelle montagne. È uno sport relativamente giovane e nasce dall’unione di tecniche di progressione tipiche della speleologia e dell’alpinismo. Dato che la maggior parte del percorso che si affronta è nel torrente, è necessario per la maggior parte dell’anno usare una muta. Questa disciplina permette di visitare luoghi ancora poco antropizzati, quindi ci consente di vivere la natura e vederla da un punto di vista completamente nuovo per i giorni nostri. Manrico Martini

“Si segnala la presenza di acqua maleodorante con un livello di circa 3 metri e la presenza di zanzare e topi in Corso Italia 6/7. Si prega di mettere l’edificio in sicurezza visto che ci sono reclami presso l’amministrazione da oltre 12 mesi e lo stato di abbandono dura da oltre 3 anni”. Carmela Vincenza “Sotto casa in via Corso Italia 6 ad Anzio c’è un palazzo pieno d’acqua tutto cemento, puzza e le zanzare si sprecano”. Angelo Balestra “Sono una signora anziana, sotto casa di mio figlio, in Corso Italia 8 vicino al comitato di quartiere, c’è un manufatto edile pieno di 2 metri e mezzo d’acqua, ci sono topi, urine, feci, zanzare tigre, il Comune di Anzio lo sa”. Garbolino Marianna “Salve, sono un cittadino di Anzio, si segnala una quantità di acqua asagerata sotto un edificio abbandonato in Corso Italia 7, pieno di sporcizia, insetti e topi”. Pietro Razza


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iL GIoVanOtto

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“L’INDIGNATO SPECIALE” CORSO ITALIA, ECCO LO STABILE DELLA DISCORDIA

Abbiamo ricevuto vari sms che denunciavano una situazione di degrado in Corso Italia ad Anzio. Il nostro fotografo nonché ‘Indignato speciale’ Pietro Frisina, è andato a verificare. Ecco il suo reportage fotografico che conferma le proteste dei cittadini. Uno stabile abbandonato, con lo scantinato pieno d’acqua,

CARITAS: AIUTI PER IL CILE

La Caritas Italiana ha fatto partire i primi aiuti economici in favore della popolazione del Cile, vittima nei giorni scorsi di un disastroso terremoto. Per i bisogni immediati sono stati inviati 100.000 euro. La missione della Caritas si è affidata alla propria organizzazione locale per distribuire aiuti nelle parrocchie e negli altri centri delle 23 diocesi del paese. Per contribuire è stato attivato un conto corrente postale, numero 347013, specificando nella causale “Emergenza terremoto Cile”.

MEGLIO LA PREVENZIONE DELLE MIMOSE

Campagna vasalinghe 2010 Velletri - Nettuno Cara Redazione, Nell’ambito delle iniziative di informazione in materia di sicurezza e prevenzione negli ambienti domestici, approfittando della ricorrenza della Festa delle donne la sede INAIL di Velletri e Nettuno ha programmato l’apertura di un gazebo nella mattina del 7 marzo 2010 presso la sede della Pam in via Diaz a Nettuno. L’incontro, nella consapevolezza che spesso i centri della provincia non vengono interessati direttamente da iniziative e campagne di sensibilizzazione, ha la finalità di coinvolgere le casalinghe e non solo su un momento di riflessione per individuare, analizzare e conoscere il pericolo presente tra le mura domestiche al fine di prevenire e ridurre il fenomeno degli incidenti.

pericoloso, maleodorante. Ci auguriamo che l’amministrazione comunale dia risposte immediate ai cittadini che vivono nella zona. La redazione di Anzio Space è comunque disponibile ad un ulteriore sopralluogo qualora la situazione non dovesse migliorare.

Tutto ciò per festeggiare le donne non in maniera convenzionale e per porre l’attenzione ai pericoli cui quotidianamente chi lavora in casa è sottoposto. L’incontro ha il fine non solo di ricordare che esiste una polizza assicurativa per chi svolge l’importante, faticoso e pericoloso mestiere della casalinga o del casalingo, ma anche di capire quali sono i rischi che si nascondono in una casa. In collaborazione con importanti supermercati, sarà allestito un gazebo dove, oltre a proiettare materiale illustrativo dell’assicurazione Inail contro gli infortuni domestici, sarà distribuito materiale utile a esercitare comportamenti corretti. Nel corso delle manifestazioni sarà offerta una mimosa per augurare a tutte le donne una vita sana e consapevole. Il gazebo verrà allestito: - nella mattina di domenica 7 marzo 2010 presso la sede della Pam a Nettuno - la mattina di lunedi 8 marzo presso la GS di Velletri - il pomeriggio di lunedi 8 marzo presso Latina Fiori. PROCESSO PREVENZIONE INAIL VELLETRI NETTUNO


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Pagina di ANZIO-SPACE gestita dai giovani de “Il Giovanotto”.

PRIGIONIERI DI FACEBOOK

Come ben ripetuto più volte, i social network più in voga diventano vere e proprie droghe a cui non si può fare a meno. Ci si batte per far sì che questo non accada, ma la popolazione “Facebookiana” è troppo grande e soprattutto ha un numero di iscritti che ammonta all’incirca a 175milioni di persone. Molti miei coetanei si “rifugiano” in questo mondo fatto di foto, quiz, giochi, per evadere da quella realtà che spesso e volentieri ci soffoca. Questo però, non vuol dire che stare davanti al computer per tante ore tra Facebook e MSN Messenger (altra chat privata) è sempre bello e divertente, delle volte ci si può imbattere in situazioni in cui si perde la dignità e, purtroppo, anche la vita. Leggevo un articolo sul “Corriere della Sera” che riportava: Adescò 17enne su Facebook, la violentò e la uccise: condannato all’ergastolo... E mi venne una domanda: come è possibile che nel 2010 ci siano persone, dopo tutte le campagne pubblicitarie, i telegiornali, che cadono ancora in queste trappole? Qui entra in gioco la stupidità (scusate la parola troppo forte) di ragazze che farebbero di tutto pur di darsi via al primo che passa solo per fare “a gara” con le amiche, per vedere chi colleziona più ragazzi (o chi la smolla prima, come dice la Littizzetto in Genitori e figli!). Vedo che negli ultimi anni la vita degli adolescenti è cambiata radicalmente, hanno sempre voglia di provare emozioni forti, con strumenti e mezzi troppo fuori la loro portata, incentivandoli sempre più ad avere il massimo, dimenticando che la più grande emozione è il privilegio di vivere la “vita”, non come mezzo indistruttibile ma come un qualcosa che può finire nel modo più assurdo se lasciato andare. Invito a riflettere e a cercare di cambiare questa situazione perché spesso sento queste storie e sinceramente mi si “accappona” la pelle … Laura Esposito

GENITORI DEL DOMANI

In Italia sono state emanate leggi riguardanti la genitorialità; in special modo, con questo articolo, voglio parlarvi dell’essere genitore. E’ risaputo che le donne sono libere di avere o non avere un figlio, anche attraverso l’aborto o l’abbandono del nascituro dopo il parto. L’uomo, invece, è obbligato per legge ad assumersi le sue responsabilità di genitore, anche contro la propria volontà. Inoltre non ha il diritto di accertare la paternità del figlio che dovrà partorire, oppure ha partorito la compagna, esponendosi al rischio di allevare un figlio non suo. Il 50% delle coppie sceglie di non avere figli; nel 30% , questa scelta è approvata solo da un partner su due; nel restante 20% , la coppia vorrebbe avere figli. Sottolineo il vorrebbe poichè non sempre è possibile averne o crescerne a causa della mancanza di lavoro e/o di principi morali riguardanti la genitorialità. Essere genitore non vuol dire semplicemente mettere al mondo un bambino; questa è solo una minima parte del “compito”... Il genitore deve saper crescere, educare e anche rispettare il figlio. Deve provvedere alla sua istruzione ed ai suoi bisogni primari, secondari e, soprattutto, affettivi. Al giorno d’oggi è difficile, specialmente per le giovani coppie, soddisfare questi bisogni. Come tanti giovani, anche io spero di avere un figlio prima o poi, ma saremo in grado di insegnargli a vivere? Melania Maranesi


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Nettuno - Space

INTERCULTURA E Città più accessibile con l’utilizzo di INTEGRAZIONE smartphone DEGLI ALUNNI Grazie a questo progetto le persone disabili potranno accedere a negozi, uffici, ristoranti e stabilimenti balneari venendo guidati passo passo nel STRANIERI proprio percorso e potendo contribuire a migliorare il servizio attraverso NELLE SCUOLE feedback diretti.

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DA COMUNE E IBM PROGETTO PER DIVERSAMENTE ABILI

L’obiettivo dell’Amministrazione comunale è quello di facilitare le attività quotidiane di cittadini e turisti portatori di handicap affidandosi all’esperienza di IBM, che ha già sviluppato progetti similari in altre realtà. IBM ha sviluppato per Nettuno un progetto pilota denominato Act! ovvero Accesibility City Tag database. Dopo aver scaricato l’applicazione sul proprio smartphone, che può essere personalizzata in base alla propria disabilità e memorizzata come preferenza, gli utenti che arrivano a Nettuno possono scoprire quali strutture (negozi, uffici, ristoranti, stabilimenti balneari eccetera) consentono loro l’accesso. L’utente viene localizzato tramite il GPS del telefonino e i dati scaricati via wifi o rete 3G: in questo modo è possibile conoscere la struttura più vicina, localizzarla ed essere guidati per raggiungerla, ma anche lasciare un feedback con le proprie impressioni, contattarla direttamente via telefono e registrarla nella propria lista di destinazioni preferite. Come sottolinea Alessio Chiavetta, Sindaco di Nettuno, “anche quei piccoli ostacoli che per le persone normodotate al massimo possono rappresentare qualche fastidio facilmente aggirabile, per chi si trova in condizioni di disabilità spesso rappresentano veri e propri problemi nel vivere quotidiano della città. Act! è un buon esempio di come si possa promuovere il turismo e al tempo stesso dotare le Amministrazioni di uno strumento pratico per stimolare l’accessibilità del territorio: un tema decisamente caro a Nettuno così come l’utilizzo di nuove tecnologie per rendere più intelligente l’uso e la gestione della città”. La testimonianza diretta di Eleonora Riggi, dell’Ufficio Consulenza per la Disabilità, che ha testato il progetto:“Vivere a Nettuno è magnifico, ma, come tutte le città con un’architettura storica, rappresenta un problema per chi non è libero di muoversi come me. Ad esempio, se ho bisogno di fare shopping devo sapere se il negozio che mi interessa può permettermi di entrare o no. Così, proseguendo il lavoro che il Comune aveva avviato sulla vivibilità della città, abbiamo iniziato a contattare le realtà locali – negozi, ristoranti, banche – per raccogliere dati sulla loro accessibilità. A questo punto avevamo i dati, ma non sapevamo come usarli: così abbiamo chiesto a IBM”. L’applicazione prevede in futuro di coinvolgere gli utenti anche attraverso un social network per segnalare alle amministrazioni “i migliori” in termini di accessibilità e permettere così un più veloce e interattivo processo di sviluppo dell’accessibilità della città.

Negli ultimi anni in Italia c’è stato un progressivo aumento di alunni di origine straniera così che oggi si parla di intercultura, ossia il confronto e l’accettazione di culture diverse. Gli alunni stranieri vengono iscritti nelle scuole e nelle classi comuni già dal loro primo inserimento senza alcun tipo di discriminazione. Il Ministero dell’Istruzione ha emanato in riguardo una serie di norme, come il documento”La via italiana per la scuola interculturale e l’integrazione degli alunni stranieri” redatto dall’Osservatorio nazionale. Ogni bambino, quale che sia la sua cittadinanza, ha pari diritti, doveri e opportunità per il suo accesso nel mondo della scuola e il suo, individuale, percorso di integrazione deve avvenire all’interno della relazione con gli altri: la famiglia, i compagni, la scuola, la città. L’accoglienza di bambini stranieri prevede: l’insegnamento dell’italiano come seconda lingua per la comunicazione e lo studio; buone relazione con le famiglie; monitorare,valutare e, per quanto possibile, risolvere le diverse difficoltà riscontrate; prestare attenzione alle relazioni in classe così da evitare ogni forma di discriminazione o pregiudizio. Quando un alunno straniero fa il suo ingresso in classe, l’insegnante deve analizzare la situazione iniziale del bambino, valutare le competenze e i saperi già acquisiti e facilitare l’apprendimento dei nuovi saperi attraverso strategie e modalità diverse, deve” adattare il programma” come indicato nel DPR394\1999 e nel documento del Ministero della Pubblica Istruzione “ Linee guida per l’accoglienza e l’integrazione degli alunni stranieri” del febbraio 2006. Le insegnanti hanno il compito di favorire l’inserimento dei bambini stranieri attraverso attività ludiche, sportive ed espressive così che la positiva accoglienza incida sull’inserimento e sull’apprendimento di questi bambini. Gli insegnanti si avvalgono inoltre di laboratori extrascolastici per l’insegnamento della lingua italiana e per attività che favoriscano la socializzazione con gli altri bambini. Inoltre, in caso di difficoltà, possono chiedere l’intervento di Mediatori culturali che facciano da tramite per l’inserimento nella società dei genitori di alunni stranieri anch’essi sicuramente in difficoltà e per tale motivo è bene ricordare che presso le nostre scuole sono attivi degli sportelli per facilitare i genitori nella risoluzione di molti problemi. Valentina Marino

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UNA FESTA DELLA MADONNA

Cara Redazione, Ricorrendo quest’anno il 460° anniversario dell’approdo sui nostri lidi della statua della Madonna, la nostra Associazione sta organizzando, con il patrocinio dei Comuni di Anzio e Nettuno ed in collaborazione con il Santuario Madonna delle Grazie di Nettuno, la Collegiata dei Santi Giovanni Battista ed Evangelista di Nettuno, la Confraternita Madonna delle Grazie di Nettuno, la Banca di Credito Cooperativo di Nettuno, la Parrocchia di San Pio e Antonio di Anzio, la Confraternita di S.Antonio di Anzio, la Marina di Nettuno S.p.A., la Capitaneria di Porto di Anzio ed i pescatori di Anzio e Nettuno, la rievocazione di quel miracoloso evento. Il giorno 7 maggio 2010, alle ore 21.00 il corteo di barche muoverà dal porto di Anzio per accompagnare la statua della Madonna delle Grazie, patrona di Nettuno e compatrona di Anzio, sin sulla spiaggia antistante il Santuario. Per l’occasione la riviera delle due città verrà illuminata da bengala, fuochi d’artificio e giochi pirotecnici.

Contestualmente le città di Anzio e Nettuno e il luogo dell’approdo torneranno a rivivere l’atmosfera dell’anno 1550, tra musiche, canti, antiche arti, danze di corte e balli popolari, in un mondo in cui le magiche atmosfere cortigiane e popolari riprenderanno vita. Tale rievocazione poi, oltre a costituire una solenne manifestazione di devozione del popolo di Nettuno e di Anzio nei confronti della Madonna, rappresenta per le giovani generazioni un formidabile veicolo informativo sulle origini della statua della Madonna delle Grazie. L’organizzazione del suddetto evento, di grande rilevanza per le nostre città, richiede uno sforzo economico importante: per tali motivazioni l’Associazione “LA STELLA DEL MARE” rivolge agli operatori economici, alle Istituzioni nonché ai cittadini del nostro territorio di contribuire fattivamente per la riuscita dell’evento stesso. Gianfranco Rabini

COMUNICATO STAMPA Segreteria PD Nettuno, circolo “E. BERLINGUER”

È passato un anno da quando abbiamo formato la segreteria del PD di Nettuno, considerata da tutti come una soluzione temporanea per un partito assente e diviso in più correnti. Oggi per molti siamo una segreteria che ha saputo organizzare e gestire il partito; molti veterani tesserati e simpatizzanti individuano tra di noi i rappresentanti futuri del nostro circolo ed apprezzano il percorso di formazione che stiamo facendo, stimolandoci a fare sempre di più e di farlo al meglio. Un risultato importante ottenuto a livello nazionale è stata l’elezione di Pamela Polito a delegata nazionale del PD, che rappresenta il nostro circolo “E. Berlinguer” a livello nazionale. Sfidiamo chiunque a trovare un qualunque partito di maggioranza che abbia una segreteria con un età media inferiore ai 32 anni. Siamo giovani con tanta voglia di crescere e di fare, di rapportarci con i bisogni e i problemi dei ragazzi e le necessità dei più anziani. Siamo contro le divisioni interne al partito e ai meccanismi viziosi che hanno caratterizzato la vecchia politica. Per questo non abbiamo mai ritenuto necessario rispondere ad illazioni e ad accuse infondate,

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rilasciate solo per screditare l’amministrazione e il Sindaco: cerchiamo di fare politica e non del mero gossip. E proprio per non alimentare inutili chiacchiere abbiamo ritenuto opportuno non intervenire nel merito della questione Chiavetta - Conte. Nonostante il tentativo di focalizzare l’attenzione sulla nostra fervente attività di collaborazione con l’amministrazione, in queste ultime settimane l’attenzione dell’opinione pubblica e dei giornali si è incentrata solo sugli episodi negativi che hanno interessato il nostro partito, finendo per mettere in ombra tutto ciò che di positivo abbiamo fatto ed è stato fatto. A titolo di esempio ricordiamo: - progetto doccia light, un’iniziativa a favore del risparmio idrico negli impianti sportivi comunali e nelle strutture private, finanziata dal comune; - attivazione del trasporto protetto, un servizio che ha come obiettivo quello di consentire alle persone in difficoltà la fruizione e l’accesso ai Servizi SocioSanitari territoriali, e la partecipazione attiva alla vita sociale; - rete wifi gratuita nel territorio comunale; - servizio di raccolta differenziata porta a porta già attivato in via sperimentale nel Borgo; - protocollo anti usura, che mette a disposizione speciali agevolazioni per tributi locali per coloro che forniscano all’autorità giudiziaria elementi decisivi per individuare chi pratica l’usura; - affitto conveniente, grazie al quale si possono avere agevolazioni a vantaggio sia del proprietario che dell’affittuario. Un doveroso richiamo alle soluzioni delle importantissime questioni del ritorno alla gestione diretta del Comune dei tributi, la risoluzione del contratto con la Nettuno Servizi e la soluzione della spinosa situazione del consorzio Eschieto, problematiche di cui si è ampliamente discusso in precedenza e nelle sedi appropriate. Preferiamo dimostrare con i fatti e non con le solite chiacchiere da cortile, che il PD di Nettuno è attivo e presente: a breve verranno realizzate una serie di iniziative, grazie alle quali i cittadini potranno confrontarsi di persona con i nostri amministratori. C’è ancora molto da fare ed abbiamo bisogno della collaborazione di tutti gli enti: è per questo che speriamo e vogliamo che la Bonino vinca le elezioni del 28 marzo, in modo che i continui aiuti provenienti dalla regione non diminuiscano o addirittura cessino di arrivare! Infine la segreteria rinnova la più completa disponibilità ad incontri e chiarimenti con tutta la cittadinanza. PD NETTUNO

Circolo Territoriale “E. Berlinguer”

Una pubblicazione

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Registrazione presso il Tribunale Civile di Velletri, n. 7 del 12-03-2009 Direttore responsabile: Sebastiano Maddanu (direttore@anziospace.com) Presidente associazione “00042”: Andrea Mingiacchi Capo redattore: Marcello Bartoli (redazione@anziospace.com) Garante del lettore: Avv. Mario Marcellini (garante@anziospace.com) Editore: Associazione Culturale 00042 Via della pineta 10a 00042 Anzio (Roma) Segretaria di redazione: Roberta Treglia Direttore IT: Enrico Mingiacchi Progetto e grafica: Domenico Condello Composing: Bruno Pepe Foto a cura di Piero Frisina Redazione: Stefano Chiappini, Simone Selva, Diego Tortis, Emanuela Moroni, Roberta Treglia, Gianfranco Aghedu, Maurizio D’Eramo, Silvia Arena, Federico Arancio. Stampa: Tipografia Capriotti, via Pordenone 19 Pomezia (Roma) Tieniti aggiornato sulle nostre iniziative: www.anziospace.com www.myspace.com/anziospace www.shingle22j.com www.myspace.com/shingle22j http://centropolifunzionaledeigiovani.blogspot.com/ iscriviti al gruppo di FACEBOOK “00042” Contatti ANZIOSPACE: 3286868362 - 3474012468 Contatti NETTUNOSPACE: 3477089615

ANZIO-SPACE, MARZO 2010  

Il numero di Marzo del mensile di Anzio e Nettuno

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