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Caro lettore… Una delle cose che maggiormente ci entusiasma in un progetto come quello di Anzio-Space è la possibilità di poterti parlare senza troppi peli sulla lingua, cercando di mantenere il punto di vista del tuo sguardo sulla realtà che ti circonda, darti la possibilità di leggere le tue parole in ogni nuovo numero stampato, e farti sentire parte attiva di una società che si regge su troppi spot di presunta santità. Avrai appreso, o apprenderai sfogliando il nostro giornale, che il Dott. Luciano Mingiacchi, mio padre, è da qualche giorno in custodia cautelare per il reato di corruzione. Al di là dell’esito finale dell’ inchiesta (che assieme alla mia famiglia ci auguriamo a lieto fine), inizierai a chiederti “ma come è possibile”, e penserai “ecco l’ennesima storia della politica e del suo malaffare”, ti fermerai a riflettere, ancora una volta, sulla cattiva gestione del nostro Paese, troppo spesso vessato da casi simili dalla testa alla punta dello stivale, e comincerai nuovamente a chiederti a cosa ser ve votare in una Nazione che esprime tanta nefandezza. S ono certo che tutta la diaspora di informazioni anestetizzanti che ti invadono da ogni dove, ti fanno cadere, come al solito, in una sorta di rassegnazione, che molti cavalcheranno, coscienti ed in accordo, per mantenere le cose come stanno, facendoti credere che loro si stanno attivando per migliorare e ripulire il mondo da logiche obsolete. Sappi, caro lettore, che in un momento dove dubbi ed incertezze ti assalgono, noi continuiamo a guardare con i tuoi occhi ed a commentare con le tue parole un sistema che è tutto da c ambiare, sostenendo con maggior forza la volontà di far sentire la tua ragione e lavorando p er un reale rinnovamento della p olitic a. Nella c arne e nello spirito. Andrea Mingiacchi

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A volte ritornano… La politica anziate si interroga sull’immediato futuro. Cosa accade dietro le quinte della maggioranza di centrodestra che guida la città? I rumors delle ultime settimane, confermati da entrambi i fronti politici, lasciano presagire un ritorno sulla scena del Senatore Candido De Angelis. Lo ha riferito in modo cristallino il direttivo del Pd, denunciando peraltro le spaccature in seno alla maggioranza, e lo ha confermato al nostro giornale il consigliere Luigi Campomizzi, il primo ad aderire a “Futuro e Libertà”, la componente che fa capo a Gianfranco Fini. Troppo onesto e senza veli diplomatici, Campomizzi è pronto a scommettere sul ritorno in campo del Senatore finiano. D’altronde i numeri cominciano ad assumere contorni di rilievo: l’apripista Campomizzi, da sempre legato a De Angelis e alla tradizione del Msi (e An), è stato seguito repentinamente da Monti e Godente (e dopo l’ultimo Consiglio da Attoni, Giacoponi, Castaldi e Presicce…). La maggioranza schiacciante del Pdl non esiste più, nonostante le smentite di facciata, anche se il futuro politico rimane tutto da decifrare. Pure l’Udc potrebbe risentire di questo nuovo terremoto politico, ed appare arduo per Borrelli e soci contenere l’eventuale esodo di alcuni consiglieri. Se la maggioranza capeggiata da Bruschini non avrà più i numeri per amministrare, messa alle corde da Fli e altri affiliati dell’ultima ora, non si può escludere il ricorso alle urne. Ipotesi quest’ultima che sembra scongiurata dopo il rapido “trasformismo” emerso dal Consiglio Comunale (cosa si fa pur di rimanere in sella…). Int a nt o a l l’i nt e r n o d e l Pd s i av v e r t e l a g r a n d e re s p on s a bi l it à d i s f e r r a re l’ u l t i m o att a c c o f r on t a l e a d u n c e n t r o d e s t r a or m a i a l l e c or d e . L’opp o s i z i on e d ov r à t e s s e re tutt i i f i l i n e c e s s a r i p e r a l l a r g a re i l f ront e, c om i n c i a n d o a d i a l o g a re i n m o d o s e r r at o s i a c on l a s i n i s t r a più i nt r a n s i g e nt e, s i a c on l e f or z e m o d e r at e. Un d at o è p e rò a s s o d at o : a l m om e nt o i l c on f ront o t r a l e v a r i e f or z e p o l it i c h e s e mbr a a n i m at o s o l o d a u n a c or s a f re n e t i c a a l l e p o lt ron e c h e c ont a n o, c on bu on a p a c e d e l l a n o s t r a A n z i o, c h e re s t a f e r m a a l p a l o. In f i n e u n i nt e r ro g at i v o : p e rc h é u n S e n at ore d e l l a R e pu b b l i c a d ov re b b e t or n a re a f a re i l S i n d a c o ? Marcello Bartoli


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La stagione estiva raccontata dai commercianti

“LA CRISI? UN’OPPORTUNITÀ PER ANZIO” Riscoperte le seconde case, la città si è ripopolata di romani La crisi ad Anzio c’è e si è sentita durante la stagione estiva, ma è stata anche occasione per nuove opportunità e guadagni, a conferma che i soldi girano e se qualcuno

perde, qualcun altro inevitabilmente incassa. Dall’analisi condotta da Anzio Space su alcune attività commerciali locali, emerge infatti un risultato evidente: una stagione estiva tutto sommato buona, nonostante la tanto conclamata crisi. Addirittura, a sentire qualcuno che ha quasi raddoppiato il giro d’affari, verrebbe da chiedersi: ma allora, questa crisi, c’è o non c’è? La nostra città ha infatti saputo trarre beneficio dalle difficoltà economiche che affliggono gli italiani, trattenendo gran parte dei romani che, generalmente, lasciavano il Lazio per recarsi altrove a passare le ferie estive. Naturalmente, a trarne maggiore vantaggio, sono state ancora una volta le attività concentrate in prossimità del centro storico, supportate dall’organizzazione di feste ed eventi estivi.

Le seconde case. Quello che si può dedurre dal massiccio afflusso di villeggianti, è che dopo tanti anni in cui ‘i romani’ decidevano di passare le vacanze in altre località, quest’anno hanno riscoperto la ‘seconda casa’ , la ‘casa delle vacanze’, magari quella dei genitori o dei suoceri, o hanno affittato appartamenti per passare qualche giorno in città, snobbando località più costose e di tendenza. Un segno tangibile della volontà, nonostante la recessione economica, di voler trascorrere qualche giorno di relax e di mare a due passi da casa, forse anche attratti dalla ‘bandiera

blu’ conquistata e dalle tante iniziative messe in cantiere per rallegrare le serate di luglio e agosto, soprattutto nel centro di Anzio.

I commercianti.

Quasi tutti i commercianti intervistati sembrano essere contenti di questo ‘ritorno al passato’, con i villeggianti provenienti dalla Capitale che hanno di nuovo assalito stabilimenti, bar e ristoranti della nostra cittadina, soprattutto nei weekend di luglio ed agosto, proprio come ci conferma Angelo Graziosi del ‘Bar dei Graziosi’, sito in Piazza Pia: “Siamo riusciti a fare una stagione buona; nonostante la crisi il giro d’affari è stato di un certo livello. Anche quest’anno, come al solito, il clou della stagione si è concentrato tutto nella seconda quindicina del mese di agosto, ma a dire il vero noi, che lavoriamo moltissimo con i romani, non ne abbiamo risentito più di tanto. Infatti nei weekend - spiega -, dalla fine delle scuole ai primi di settembre, abbiamo sempre recuperato quello che perdevamo durante la settimana. C’è stato molto d’aiuto sia il tempo, che da luglio in poi è stato bellissimo, sia le numerose attività ed iniziative che hanno fatto sì che la gente si muovesse di sera, soprattutto qui al centro”.

ingannare o farsi strane illusioni, su una ripresa economica in grande stile. Infatti, parte di questa clientela era composta da coloro che una volta andavano in pizzeria e spendevano intorno ai 10-15 euro a persona, ma che quest’anno hanno preferito mangiare da me due pezzi di pizza, al taglio, a soli 3 euro. Una spesa minima, alla portata di tutte le tasche. L’entità della crisi e la preoccupazione di limitarsi nella spesa, però - sottolinea Colantuomo -, la si vedeva dal fatto che quasi tutti si portavano le bibite da casa”. A non regredire è stato il tenore dei villeggianti ‘medio-alti’, quelli che per intenderci assiepano i locali più famosi e più costosi di Anzio. È la stessa Maria Elena Regolanti, del Ristorante ‘da Alceste’, a spiegarci il fenomeno: “Abbiamo passato una stagione buona. Piena di persone per bene, gente di un certo livello. Per questo siamo molto soddisfatti, abbiamo fatto un buon lavoro e speriamo che ciò sia di buon auspicio anche per l’inverno. Francamente noi non abbiamo risentito di questa crisi: è andata decisamente meglio dell’anno scorso. Certo noi abbiamo una clientela medio-alta e possiamo anche non fare testo,

I ristoranti.

Analizzando invece il settore della ristorazione emergono le due facce della medaglia. Se la parte dei villeggianti, per così dire ‘nella media’, ha cercato di superare la crisi con serate passate al risparmio, i ristoranti non hanno avvertito la crisi. Il perché lo spiegano due operatori del settore: Beniamino Colantuono, della Pizzeria Boccione, e Maria Elena Regolanti, del Ristorante ‘da Alceste’. “Il mio locale - osserva Colantuomo - è stato quasi sempre pieno, ma non bisogna farsi

ma quest’anno abbiamo lavorato molto di più. Checché se ne dica, ad Anzio la ristorazione tira ancora molto”. Insomma, “ma cos’è questa crisi?” scandiva un’allegra canzoncina degli anni trenta che cercava di sdrammatizzare la tremenda recessione del 1929. A quanto pare, ad Anzio, è bastato il Waka-Waka di Shakira… Maurizio D’Eramo


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Muore una donna in vacanza, i parenti danno l’autorizzazione

PRELIEVO DI ORGANI AL ‘RIUNITI’ DI ANZIO Il Direttore U.O.C.: “Prima dell’operazione serve osservazione di 6 ore” Il 31 agosto una donna in vacanza presso il nostro litorale è stata colpita da un’improvvisa emorragia cerebrale. Il ricovero immediato presso la Rianimazione del Riuniti è stato inutile. La diagnosi parlava chiaro: morte cerebrale. Una diagnosi di morte che al

contempo è diventata una speranza di vita per altre persone. Perché la morte cerebrale è l’unica condizione clinica nella quale è possibile donare gli organi. L’ospedale di Anzio è stato quindi protagonista in un’operazione di prelievo organi, che sono partiti poi per tutta Italia, a salvare altre vite che parevamo condannate ad una lenta agonia. Ma come avviene un espianto di organi, cosa richiede, e quando può essere fatto? Anzio Space ne ha parlato con il dott. Anfrea Pinto, Direttore dell’U.O.C di Anestesia-Rianimazione-Terapia del Dolore del Riuniti.

in condizioni ottimali per un eventuale prelievo”.

decesso coincide con quella in cui si è cominciata l’osservazione”.

Cosa succede nel momento in cui nel suo reparto, un paziente viene dichiarato “clinicamente morto”? “In primo luogo vengono avvertiti i parenti poiché, come già detto stiamo parlando di un decesso. Poi viene avvertito il dott. Ambrosini e la Direzione Sanitaria”.

Terminata l’osservazione cosa accade? “Se i parenti hanno fornito il consenso, il donatore viene portato in sala operatoria dove una equipe chirurgica ed un anestesista procederanno al prelievo degli organi mentre giungono le equipes chirurgiche che materialmente si occuperanno del trasporto degli organi ai riceventi. Qualora i parenti abbiano negato il consenso si dichiara il decesso e si fermano le manovre rianimatorie e la ventilazione meccanica. La salma a quel punto può essere portata in camera ardente”.

Qual è a questo punto la procedura e quale il compito del suo reparto? “Dal momento che un paziente viene dichiarato in morte cerebrale comincia un periodo di osservazione che per legge deve durare almeno 6 ore. In questo lasso di tempo viene riunita una commissione medica composta da un neurologo, un medico legale ed un anestesista - rianimatore. Il ruolo del neurologo è quello di documentare la cessazione dell’attività cerebrale. Il rianimatore ha il duplice compito di documentare l’assenza di attività

Perché un anestesista in sala operatoria? Il donatore viene sottoposto ad anestesia? “Non è una vera e propria anestesia. Si somministrano farmaci miorilassanti per agevolare l’azione del chirurgo cosicché gli organi possano giungere

Dott. Pinto, che vuol dire morte cerebrale? “Si definisce così una persona deceduta a cuore battente. Non esiste più alcun tipo di attività cerebrale e quindi di coscienza”. Come può allora il cuore battere? “Il cuore può battere in modo autonomo se gli viene fornito ossigeno. Il compito di noi rianimatori è appunto quello di supportare l’attività respiratoria con l’ausilio di macchinari così da fornire ossigeno al cuore. In questo modo il sangue continua a perfondere ed ossigenare tutti gli organi, mantenendoli

respiratoria spontanea e coordinare una equipe infermieristica preposta al monitoraggio e al mantenimento di tutte le funzioni vitali. Il medico legale infine stila il certificato di morte allo scadere del periodo di osservazione. Importante sottolineare che l’ora del

quanto prima a destinazione. Inoltre l’anestesista ha il compito di sostenere le funzioni vitali che il suo collega in rianimazione ha mantenuto fino a quel momento”. Emanuela Moroni


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Le donazioni all’Asl RMH: “Nessuno conosce i destinatari”

“14 RENI, 4 FEGATI E 500 PRELIEVI DI CORNEA” Ambrosini dell’Unità trapianti: “18 persone tornate a vivere” Il dott. Fabio Ambrosini è il Coordinatore Aziendale dell’Unità Operativa donazione, prelievo e trapianto di organi e tessuti della ASL RMH. Dott. Ambrosini, da quanto tempo si occupa di trapianti? “Dal 2000, poi nel 2006 sono divenuto il coordinatore dell’ASL RMH”. E prima? “Ho lavorato presso il reparto di nefrologia del Riuniti. Lì sono venuto in contatto con la drammatica realtà della dialisi e dei pazienti in lista di attesa per il trapianto”. Che ruolo svolge oggi? “Tengo i contatti con tutte le strutture coinvolte nell’accertamento di morte cerebrale, mi occupo del supporto psicologico ai parenti. Spiego loro cosa sia il periodo di osservazione e li informo sulla possibilità della donazione ed eventualmente raccolgo il loro consenso. Inoltre mi occupo personalmente del prelievo di cornee”.

Cosa pensa della legge sui trapianti? “È un’ottima legge, senza sbavature. Le modalità con cui viene gestito l’evento trapianto sono ineccepibili: tempi e caratteristiche del periodo di osservazione, modalità del prelievo e dell’assegnazione degli organi, multidisciplinarietà professionale”. In che modo vengono assegnati gli organi ai riceventi? “Il centro regionale trapianti lo stabilisce. In base a vari criteri: età, compatibilità donatore-ricevente, gravità delle patologie”. I familiari possono sapere a chi andranno gli organi? “No, non possiamo saperlo neanche noi”. Ha mai avuto dei dubbi durante un accertamento di morte cerebrale? “No. L’accertamento di morte cerebrale è un evento gestito in modo estremamente scrupoloso. Sia per quanto riguarda le metodiche utilizzate sia per le professionalità messe in campo. Ricordo che ad oggi la diagnosi di morte cerebrale è l’unica diagnosi clinica in medicina che sia firmata da tre specialisti”. I numeri della nostra ASL? “Ovviamente non sono elevati. Abbiamo una sola rianimazione in tutta la ASL che è

quella del Riuniti. Nonostante ciò dal 2002 ad oggi abbiamo eseguito circa 20 accertamenti di morte cerebrale di cui 14 portati fino alla fine. Nel 50% dei casi i parenti hanno dato l’assenso alla donazione; una cosa che tengo a sottolineare è che il numero degli assensi è cresciuto con il passare degli anni, segno che il messaggio della donazione si sta diffondendo. Grazie a questi 7 donatori il nostro ospedale ha messo a disposizione 14 reni e 4 fegati: 18 persone che possono tornare a vivere. Non dimentichiamo poi il prelievo di cornea che può essere eseguito da un donatore a cuore non battente fino a 24 ore dopo l’arresto cardiaco. Fino ad oggi presso la nostra ASL ne abbiamo eseguiti circa 500”. Un episodio che ricorda con soddisfazione? “Un uomo che da 10 anni aspettava un rene che conoscevo dai tempi della dialisi. Nel 2004 eseguimmo qui ad Anzio il primo prelievo di organi di tutta la provincia di Roma e il centro regionale trapianti lo chiamò. Oggi non fa più dialisi e sta bene. Credo sia un privilegio vedere una vita rinascere dove ne finisce un’altra”. E. Mor

L’OSPEDALE TRA DEGRADO E DISORGANIZZAZIONE Stabile in decadenza, anarchia e pazienti in cerca di informazioni I telegiornali accompagnano i nostri pranzi e le nostre cene con notizie non sempre confortanti. Ultimamente nei fatti di cronaca è stato dato molto rilievo a episodi di mala sanità davvero preoccupanti. Ad ascoltare queste notizie si pensa sempre che le cose accadano in luoghi lontani da noi e agli altri. Ogni tanto però, per riprendere una canzone di qualche tempo fa: “gli altri siamo noi”. Una vicenda all’apparenza insignificante, come la rimozione di un gesso presso l’Ospedale di Anzio, è infatti sufficiente per squarciare il velo sulla situazione della sanità pubblica nel nostro Paese. Appena si arriva all’Ospedale si resta sorpresi dallo stato in cui versa la struttura. Pareti cadenti, vernice scrostata e un atrio piccolo e male illuminato danno il benvenuto ai pazienti. In questo fatiscente androne, un edicolante cerca di ritagliarsi uno spazio in cui poter vendere riviste e giornali poggiandoli immediatamente a ridosso della macchina delle timbrature del personale e in prossimità della bacheca

delle comunicazioni del sindacato e del personale. Pur essendo pulito, l’Ospedale trasmette così una sensazione di scarsa igiene a causa dello stato di decadenza in cui versa lo stabile. Sempre nell’androne c’è un piccolo ufficio dove si paga il ticket. Vi lavorano due impiegate che fanno del loro meglio per svolgere il proprio compito in un locale vecchio e angusto. Togliere un gesso in ospedale potrebbe sembrare una cosa abbastanza “semplice”. In teoria si. In realtà no. L’unica cosa che il paziente sa esattamente dove e come farla, infatti, è il pagamento del ticket. Per il resto dell’iter, ossia a chi rivolgersi per l’effettivo servizio, si può fare affidamento solo alle conoscenze degli astanti che a loro volta hanno acquisito le informazioni da chi si è malauguratamente trovato in questa situazione prima di loro. Nella più totale anarchia dell’informazione, dopo aver preso un numero per effettuare la visita dall’ortopedico e un altro per fare la radiografia, finalmente, si arriva alla sala

del gesso. Questo è un piccolo sgabuzzino dove contemporaneamente operano cinque persone: un Medico 2 Infermieri e 2 O.s.s.. È proprio qui che può accadere che un operatore sanitario, nel bel mezzo della rimozione del gesso, lasci la paziente per andare a commentare con i colleghi i risultati delle partite di calcio del giorno prima. Si sa lo sport fa bene alla salute, ma evidentemente non a quella altrui. Nel frattempo l’ortopedico, dopo aver visitato al meglio delle possibilità umane 30 o 40 persone, si rende conto che mentre è impiegato in ambulatorio dovrebbe simultaneamente trovarsi in sala operatoria. All’uscita un’anziana signora su una sedia a rotelle con una gamba ingessata sta entrando in ospedale accompagnata dal marito anche lui un tempo giovane. Entrambi spaventati e disorientati si guardano intorno alla ricerca di qualcuno o qualcosa che possa aiutarli a capire cosa e come devono fare per ottenere la necessaria assistenza medica. Fortuna loro che oggi non gioca l’Italia. Lettera firmata


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La storia di Morville, storico pescatore anziate

“LA PESCA OGGI? DIFFICILE E COSTOSA” Parla Zi Mario: “M’imbarcai come mozzo a 14 anni” pesca locale a strascico era limitata a circa 10 piccole imbarcazioni, sufficienti in quegli anni a soddisfare il fabbisogno economico delle famiglie che operavano nel settore”. Ma già alla fine degli anni 60 “ci fu lo sv iluppo della pesca moderna ed Anzio entrò di diritto tra le marinerie più prestigiose d’Italia, completa di tutte le tipologie di pesca”. Si arriva così ai giorni nostri, in cui i mari vengono solcati quotidianamente da una f lotta di circa 35 imbarcazioni di alto livello, a testimonianza della riuscita dello sviluppo economico iniziato 50 anni fa. Mario Mor v ille, per tutti Zi Mar io, è la testimonianza più autentica del tipico pescatore portodanzese: persona umile e semplice, riser vata e professionale, con un bagaglio di esperienza da mettere negli archivi storici della marineria italiana. L a sua storia comincia nei primi anni ‘60 ad Anzio, quando Z i Mario, figlio del pescatore Filipp o Mor v ille, s’imbarca all’età di 14 anni come mozzo con il peschereccio Sbr iglio. Poi un’infinità di imbarchi, a partire dalla pesca locale a strascico, dalla pesca oceanica, passando poi per i ciancioli, e finendo di nuovo con lo strascico (solo 5 anni fa). Z i Mario s’imbarca giovane sulle navi dei Tontini, “il Tontini Terzo precisa - ed il Mareserenitatis”. Tra i tanti ricordi di quell’esperienza, belli e brutti, Mor ville riferisce di una battuta di pesca con il Tontini Terzo in cui fu p esc ata una quantità e ccezionale di p esce: “Si contarono circa 58mila car toni da 20 kg l’uno, un fatto che impressionò anche i più anziani marinai”. Tra i ricordi brutti Z i Mario rammenta i giorni delle tempeste passate in alto mare, tra enormi difficoltà, poiché il giovane Mor ville non ave va mai navigato in mari oceanici. Z i Mario è una vera biblioteca vivente sull’arte della pesca, in particolare per ciò che riguarda la pesca ad Anzio: “Nel dopoguerra - spiega -, la

Oggi in pensione, Z i Mario aiuta e consiglia le nuove generazioni di pescatori praticando la figura del retiere: colui che progetta e cuce le reti per la pesca a strascico, spiegando le caratteristiche della rete più utilizzata in questi anni, la p elagic a, che oltre a catturare molte specie di pesce diverse si usa in uno spazio molto ampio, garantendo scelte giornaliere di pescato economicamente vantaggiose e in grado di soddisfare la richiesta

del mercato ittico. L a pelagica è una rete facilmente governabile per la sua caratteristica dei 4 cavi manovrati da bordo, che permettono di ottimizzarne l’andamento nel fondale senza dimenticare però che, per la riuscita di una buona pescata, è sempre necessaria la capacità di un buon capitano, oggi age volato anche da strumentazioni di bordo tecnologicamente avanzate. C hie diamo a Zi Mario quale futuro si prosp etta p er la p esc a oggi. Prima di parlare ci guarda fisso negli occhi, sospira, e dopo alcuni secondi afferma: “Difficile rispondere ad una domanda che ogni pescatore non vorrebbe mai sentirsi fare, perché da un lato c’è il mare, il grande amore, dall’altro il sopravv ivere quotidiano, fatto di fatica e sacrificio. È infatti sempre più difficile mantenere pescherecci di tali proporzioni, con le relative spese di gestione, e allo stesso tempo garantire equilibrio, benessere e sostentamento alle proprie famiglie”. Cristiano Di Rosa


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Gli inter venti contro l’erosione delle spiagge iniziati troppo tardi

RIPASCIMENTO INUTILE MA PAGATO CARO Gli operatori balneari: “Spreco di denaro pubblico” Nel numero di settembre Anzio Space si è occupato dei costi di dragaggio del porto cittadino e delle possibili alternative, più economiche e durature, alle periodiche movimentazioni di grandi volumi di sabbia, necessarie per il ripascimento dei litorali sottocorrente interessati da costante erosione. Abbiamo approfondito l’argomento verificando l’effetto del recente ripascimento che ha interessato il tratto di costa compreso fra il Lido Garda e l’Hotel De Cesari, ed abbiamo scoperto che, nonostante l’ingente quantità di denaro pubblico impiegato, i lavori sono stati del tutto insufficienti a incidere sul drammatico problema dell’erosione delle nostre coste. Il motivo? In primis il ritardo nell’inizio dei lavori, cominciati a stagione estiva ormai avviata, e che quindi non potevano essere condotti in maniera esaustiva senza disturbare turisti e bagnanti. È curioso, a tal proposito, notare come sulla stampa si sia parlato solo di ripascimento, tralasciando la questione del dragaggio, che di solito ne è la principale (e più costosa) prerogativa: senza il dragaggio, infatti, ci sarebbe stata la necessità di trasportare via terra della sabbia proveniente da cave tramite mezzi gommati. Così non è stato, come i bagnanti anziati hanno constatato durante l’estate, osservando invece l’imponente tubazione che, dalla draga, condizioni meteo permettendo, riversava sabbia sulle spiagge. Per un reale ripascimento le sabbie depositate a riva andrebbero poi distribuite e lavorate in maniera opportuna da mezzi meccanici, e ciò avrebbe recato senza dubbio enorme disagio ai bagnanti che, nella bella stagione, affollano il nostro litorale. Abbiamo cercato di svelare l’arcano, ovvero come sia stato possibile effettuare il

ripascimento profumatamente pagato con denaro pubblico senza arrecare fastidio ai villeggianti, ed abbiamo chiesto delucidazioni a vari operatori turistici che lavorano vicino alle spiagge, tra cui il Lido Garda, dove siamo stati accolti con estrema cordialità, sia per la tradizionale gentilezza di chi lavora qui, sia per il divertimento suscitato dall’argomento. Il primo punto a venire chiarito è quello riguardante gli accordi fra i lavoratori balneari e l’amministrazione: il malcontento degli operatori turistici è dovuto sia al ritardo con cui i lavori di ripascimento sono iniziati, ma anche alla totale inopportunità di intraprenderli al di fuori dei tempi utili, così da essere inevitabilmente inefficaci.

cui si capisce come i bagnanti non ne siano stati infastiditi, e quasi non se ne siano neppure accorti” chiosa Leonardo Garzia del Lido Garda. A conti fatti, visto lo scarso beneficio conseguito, il lavoro di ripascimento sul litorale anziate si è rivelato, a detta di tutti, “l’ennesimo spreco di denaro pubblico”. Maurizio Fracassi

Qui Radio Nerone

LA PRIMA PIETRA

Tutti gli osservatori ritengono infatti che un ripascimento adeguato del litorale doveva terminare entro la prima settimana di maggio, in caso contrario

l’e ffetto sulla qualità delle spiagge sarebbe stato scarso, per non dire inutile. Inoltre il tempo effettivo del lavoro di ripascimento, fra avarie, interruzioni e mareggiate, “si è ridotto - spiegano - a poco meno di due settimane, per poi essere in gran parte vanificato dalle correnti marine nel giro di qualche giorno”. Infine gli operatori nel settore balneare hanno notato l’assenza di mezzi a terra, idonei alla lavorazione e ridistribuzione dei sedimenti nelle spiagge: “L’unico mezzo presente era un bobcat, impiegato per lavorare circa 5000 m3 di sabbia”. Vista l’usuale entità di questo tipo di interventi, “è stato un po’ come lavorare con paletta e secchiello, per

Vacanze? Non scherziamo! Ho faticato come un mulo in questa torrida estate, trottando tra le miniere della Cilicia, in quel di Tarso, e quelle della Cappadocia. Un lavoro estenuante, che certo non s’addice all’aureo profilo di un imperatore del mio rango, da poco insignito di una poderosa statua (di bronzo) alla memoria. Ma il dovere viene prima del piacere, anche per Nerone. Così, richiamato il fido Tigellino, che se la spassava a mie spese sul lungomare di Agrigentum, e assoldata la ciurma di schiavi sabini, siamo salpati da Formia (la prudenza non è mai troppa) a bordo della galea Anzium, vogando per settimane verso le coste turche. Poi il duro lavoro, a scavar pietre nell’arido deserto, col sole a cuocere le nostre eroiche capocce. Alla fine, liquidata (si fa per dire) la servitù sabina, insieme al caro Tige abbiamo ricondotto la galea carica di pregiati marmi turchi nella nostra città. Adesso di pietre ce ne sono quante si vuole, e finalmente l’amico consigliere De Angelis potrà poggiare la sospirata prima pietra del nuovo porto di Anzio. Lo aveva infatti detto lo scorso giugno, il bel Romeo: “Mi sento di dire che già a settembre potrà essere posata la prima pietra del nuovo porto”. Eccola!!!


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La Polizia Giudiziaria copre un territorio di 200 km², fino ai confini di Pomezia

1500 QUERELE L’ANNO, IL CRIMINE CRESCE D’ESTATE Il Sostituto Commissario D’Abronzo: “Gli stranieri? Furti e scippi, le rapine sono italiane” Il Sostituto Commissario Carlo D’Abronzo è il responsabile della Polizia Giudiziaria Interna del Commissariato di Anzio e Nettuno. L’attività della Polizia Giudiziaria è estremamente ampia su un territorio di 200 km² che comprende, oltre ad Anzio e Nettuno, anche Ardea fino ai confini con Pomezia. “Come attività prevalente spiega D’Abronzo che gentilmente ci concede una mezzora del suo tempo - trattiamo moltissimi reati che riguardano la famiglia. Ci occupiamo anche di rapine, di omicidi colposi, quando tali eventi si verificano, e di tante altre tipologie di reati, persino gli incendi. Alla fine delle indagini, sia che riguardino reati perseguibili d’ufficio, che reati perseguibili su querela, riferiamo con informative all’autorità giudiziaria, per investire, a seconda dei casi, il Giudice di pace o il tribunale ordinario”. Sostituto Commissario D’Abronzo, ci sono cifre in grado di testimoniare la problematicità del territorio? “La popolazione in quest’area varia moltissimo, e in estate cresce smisuratamente, con una moltiplicazione di reati e liti tra residenti e villeggianti. Se volessimo fare una stima approssimativa potremmo dire che in un anno, tra reati perseguibili d’ufficio e reati perseguibili su querela, la cifra è piuttosto sostanziosa. In inverno, in un giorno, arrivano in media 5 querele mentre in estate ne arrivano 8. Per cui parliamo di circa 1500 querele all’anno, la maggior parte delle quali si concentra tra la metà di giugno e settembre inoltrato”. Un impegno che cresce nella bella stagione, insomma… “È una grande mole di lavoro che riusciamo

a gestire solo restando a lavorare fino a tarda sera, senza orario, con disagio anche per le nostre famiglie. Poi c’è dell’altro: il commissariato sostituisce, in occasione di malattie, ferie e cronica insufficienza di personale, ispettori e

agenti preposti anche al servizio esterno, come i coordinatori di volanti. Per cui molto spesso arriviamo al limite dei tempi concessi per l’espletamento delle indagini”. Come funziona l’iter di un’indagine? “Prendiamo per esempio un litigio: in primo luogo è necessario raccogliere gli elementi connessi al tipo di reato e al suo reale verificarsi. Così quando una persona denuncia al commissariato di aver ricevuto un’ingiuria, bisogna per prima cosa identificare chi ha ingiuriato, poi interrogare tutti i testimoni. Se erano presenti più persone o tutto un condominio, come spesso accade, non è sufficiente verbalizzare le dichiarazioni di due o tre testimoni, ma è necessario che si verbalizzino le dichiarazioni di tutti i presenti, che a volte possono essere anche numerosi”. Una volta accertati i fatti, quanto ci vuole per chiudere un caso di ingiuria? “Quando è terminata l’attività di polizia

giudiziaria vera e propria, si trasmettono gli atti al magistrato e, se il magistrato ritiene che siano sufficienti, nel giro di qualche mese arriva la richiesta di rinvio a giudizio e una parte degli atti torna dalla Procura per le varie notifiche: si chiamano gli indagati, si notificano gli atti, si mettono al corrente le parti offese. Dopodiché il magistrato generalmente fissa l’udienza quanto prima. Nei casi più semplici è possibile che entro un anno dalla querela chi ha offeso, ferito o truffato, finisca davanti ad un giudice”. E per casi più gravi, come gli omicidi? “Per i casi di omicidio doloso, dei quali si occupa un altro settore di questo commissariato, le indagini devono essere rapide, dato che più tempo passa e meno si ha probabilità di scoprire il colpevole, perché la memoria si affievolisce, i fatti vengono confusi e i testimoni non sono sempre attendibili. Per le indagini importanti si cerca sempre di fare in fretta e tutto ciò ovviamente richiede mezzi, tempi, uomini. Sulla mia scrivania passano il 70% delle denunce e querele che arrivano a questo commissariato: io le esamino tutte e assegno le indagini ai vari ispettori del mio settore mentre mi occupo personalmente dei casi più importanti o complessi”. Quanto incide la criminalità ad opera degli stranieri? “Devo dire che per quanto riguarda i reati contro il patrimonio, quali furti, scippi, appropriazione indebita, ecc, la percentuale di stranieri che delinque è maggiore di quella italiana; gli italiani invece sono specializzati in rapine e per le liti siamo in parità”. Silvia Arena

UN CONCERTO PER IL CENTRO POLIFUNZIONALE DEI GIOVANI Grande successo per l’evento promosso dalla ‘00042’ L’Associazione 00042 porta avanti da tempo l’idea di costruire un Centro Polifunzionale per i giovani (www. centropolifunzionaledeigiovani.blogspot. com) della nostra città, raccogliendo firme per presentare il progetto all’attenzione del Comune di Anzio. Ad inizio settembre, in collaborazione con “Il Giovanotto”, la 00042 ha colto l’occasione per organizzare una serata all’insegna dei giovani e della musica presso lo stabilimento Rivazzurra, dove sono accorsi numerosi ragazzi di ogni età e famiglie che hanno visto esibirsi il chitarrista Stefano Ciotola, i Six pm e i Music Ship. L’evento è stato allestito

soprattutto per la raccolta firme, infatti ottima musica e un’atmosfera positiva hanno sicuramente sollecitato le persone a firmare, consentendoci in questo modo di raggiungere il nostro obbiettivo: 1500 firme per il Centro Polifunzionale dei giovani. Il concerto, gradito da tutti, è stato così interessante e piacevole che tante persone di passaggio, attirate dalla musica, si sono fermate ad ascoltare ed in breve tempo la zona si è riempita di gente. L’evento ha sicuramente garantito maggiore visibilità all’Associazione, dando un piccolo assaggio di ciò che vorremmo fare: passare una serata

divertente, diversa dal solito, è un segnale che la 00042 intende dare ai ragazzi di Anzio, per evitare che si rinchiudano dentro il solito bar ad ubriacarsi. Eventi come questo sono infatti positivi per la città, perché dimostrano che i nostri giovani si impegnano e vogliono davvero cambiare qualcosa, guardando al futuro con maggiore ottimismo. Adesso ci aspettiamo che il Comune si accorga di noi, nella speranza che concerti ed eventi simili possano suscitare l’interesse di altri ragazzi come me. Flavia Fontana


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SCUOLA, IL DRAMMA DEGLI INSEGNANTI PRECARI Fabrizio Macali, docente di lettere: “Sconvolto e preoccupato” Il ministro dell’Istruzione Mariastella Gelmini ha promesso che entro sette anni stabilizzerà tutti gli insegnanti precari inscritti nelle graduatorie permanenti di ogni classe di abilitazione, ma nel frattempo la politica dei tagli del Governo metterà in difficoltà tutti coloro che, pur avendo l’abilitazione all’insegnamento, non hanno ancora raggiunto un punteggio adeguato per prendere incarichi annuali. Ne abbiamo parlato con Fabrizio Macali, docente di lettere. Professor Macali, come vanno le cose in questo inizio di anno scolastico? “Come ogni anno mi sono recato presso il Provveditorato per gli incarichi, nella speranza di poter riprendere una cattedra annuale come gli anni precedenti, ma la delusione è stata immensa. Infatti tutte le cattedre se le sono prese i colleghi più alti in graduatoria, e per quest’anno sarà molto dura andare avanti. Sono preoccupato, mi

si prospetta un anno coperto in parte dalla disoccupazione e poi…” Secondo lei questa situazione da cosa dipende? “Sicuramente i tagli che si stanno facendo nella scuola sono pesantissimi e, per quanto

mi riguarda, nel problema dell’indisponibilità di cattedre attuale incide molto la scelta di molte scuole che, per i suddetti tagli, si sono gestite i così detti spezzoni all’interno del corpo docente. Gli spezzoni sono vitali per il

lavoro dell’insegnante precario”. Per spezzone cosa intende? “Ogni materia nelle scuole può avere, nel rapporto tra classi e corpo docente, delle ore che rimangono scoperte, di solito sono di 6 o 9, ed io in questi ultimi anni ho insegnato ricoprendo questi avanzi e sono andato avanti bene, come tanti altri colleghi. Ma ora questa possibilità è preclusa”. Come vede il suo futuro da insegnante? “In questo momento sono sconvolto e preoccupato, sto pensando anche di iniziare ad impostare una diversa attività lavorativa, che possa darmi maggiore sicurezza. Ma nel contempo mi guardo in giro e non riesco a trovare una via di uscita, la crisi è forte e si sente. Tra le altre cose, per cautelarmi, nel corso dell’anno ho conseguito diverse abilitazioni ed ho investito tempo e denaro per poter essere presente in varie graduatorie, non ultima quella del sostegno, e il risultato è pari a zero”. Andrea Mingiacchi

“I TAGLI? PIÙ DIFFICILE ORGANIZZARE LE CLASSI” La vicepreside del Virgilio: “Il tetto agli stranieri senza effetto” Ad anno scolastico avviato abbiamo incontrato la Prof.ssa Palmira Federici, vicepreside della Scuola Media Statale Virgilio, per una panoramica sull’attuale realtà del mondo dell’istruzione secondaria. Prof.ssa Federici, quali conseguenze hanno avuto i tagli di organico e dei fondi alla scuola pubblica? “Il Virgilio risente ormai da anni della politica di riduzioni intrapresa dal Ministero, con la perdita di personale amministrativo e collaborativo. All’avvio dell’anno scolastico il ritardo con cui il Provveditorato ha assegnato le varie cattedre, unitamente alla riduzione delle ore a disposizione degli insegnanti, ha causato qualche difficoltà nell’organizzazione delle classi”. Ci spieghi meglio… “Il nostro istituto vanta 11 sezioni, per un totale di 33 classi; ad inizio anno, non essendo ancora disponibili tutti gli insegnanti, è stato spesso necessario ridistribuire temporaneamente le classi con cattedre vacanti, per ovviare alle carenze di personale docente. Inoltre, in precedenza,

i docenti disponevano di 3 ore libere per eventuali altri incarichi, come la copertura di possibili “buchi” dovuti ad assenze. Col nuovo ordinamento, essendo tutte le 18 ore riservate alle classi, sopperire alla carenza di docenti risulta molto più difficile”.

Che effetto ha avuto l’imposizione del tetto massimo di stranieri sulla composizione delle classi? “Le nostre classi sono composte mediamente da 27 alunni, di cui molti con cognomi stranieri; a dispetto di ciò, essendo nati in Italia, essi risultano italiani al 100% e la presenza di stranieri veri è estremamente bassa. Pertanto l’imposizione del tetto

massimo non ha avuto alcun effetto significativo”. L’istituto Virgilio è molto sensibile al tema del bullismo: quali iniziative avete messo in campo per contrastarlo e come si manifesta questo fenomeno? “Non credo si possa parlare di bullismo vero e proprio: il tutto si traduce, all’atto pratico, in una certa vivacità palesata più da alcuni elementi che da altri, sempre all’interno dell’istituto. Le nostre iniziative, condivise con altri istituti, prevedevano incontri con esperti, esponenti dell’amministrazione e della pubblica sicurezza, e l’intervento della mamma del giovane Francesco Scerbo, (il quattordicenne deceduto sotto un treno per un atto di presunto bullismo ndr). L’obbiettivo è stato quello di avviare i giovani al rispetto della legalità, ad un maggior senso civico e alla collaborazione con le Forze dell’Ordine, rendendoli artefici di un futuro migliore”. Maurizio Fracassi


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La delibera 151 impone un pagamento extra per l’apporto della Municipale

VIGILI, RISCHIO TASSA SULLE MANIFESTAZIONI Pelagallo (Sel): “Finanza creativa contro le associazioni”

L’ordinanza che fa discutere. La delibera 151 del 21 luglio 2010 della giunta di Anzio ha creato diverse polemiche sul fronte politico neroniano. Il tema trattato, ovvero i servizi non istituzionali a pagamento della Polizia locale, ha suscitato un vespaio di proteste. La delibera fa riferimento al pagamento a cui saranno costretti i privati per poter usufruire dell’intervento della Polizia Municipale in compiti extra istituzionali (fiere, gare, inaugurazione di un’attività commerciale). Il dubbio emerso tra i cittadini è legato all’estensione di questa “tassa” obbligatoria a gran parte delle attività svolte dalla Polizia Municipale. In realtà il Sindaco Luciano Bruschini ha sottolineato che solo alcune attività private di ogni singolo cittadino richiederanno un esborso di denaro. Esborso che la delibera quantifica in 25 euro per un’ora di lavoro svolta da ogni vigile urbano, mentre per l’utilizzo di transenne è richiesto un supplemento

giornaliero di 1,50 euro. “L’ennesima trovata dell’amministrazione di centrodestra, che ha compiuto una brillante operazione di finanza creativa - ha commentato ironicamente l’esponente di Sel Claudio Pelagallo -. La delibera potrebbe avere anche una sua logica

se applicata a manifestazioni con scopo di lucro, ma non certo per quelle di associazioni politiche o di volontariato”. Dal centrodestra arriva la pronta replica del Sindaco e del suo entourage. Il primo cittadino ha

voluto smorzare le polemiche sul nascere, assicurando che la delibera verrà applicata solo in caso di grandi manifestazioni. Quindi dovrebbe essere scongiurato il rischio di dover pagare anche un corteo di protesta o uno sciopero da parte delle varie categorie sindacali. In verità permangono molti dubbi sull’applicazione della delibera, che assomiglia molto alle recenti invettive del Sindaco di Roma Alemanno, che aveva proposto addirittura la tassazione dei cortei. Le parole del Sindaco capitolino sono state tradotte in pratica da Bruschini, con un’operazione che incide in modo non trascurabile sulle tasche dei cittadini e sulla libertà personale degli stessi. Con quale metro poi si valuterà se una grande manifestazione sarà soggetta alla tassazione al contrario magari di un gruppo di lavoratori decisi a contestare l’operato dell’amministrazione? Figli e figliastri? Tassati e detassati? Marcello Bartoli

La rotatoria di Lavinio Stazione tra pericoli e abbandono

QUANDO ATTRAVERSARE DIVENTA UN RISCHIO PER LA VITA Incidenti sfiorati ogni giorno, ma l’illuminazione resta scarsa A volte ritornano. A volte la gente commette più e più volte lo stesso errore. Eppure si dice che l’uomo dovrebbe imparare dai propri errori. A volte c’è chi per gioco mette a rischio la propria vita. A volte c’è chi lo fa consapevolmente, più e più volte. A volte c’è gente che ha la malaugurata idea di attraversare la Nettunense a Lavinio Stazione. A volte c’è chi, salvo per miracolo una volta, preso dall’ebbrezza del pericolo ritenta di nuovo. Magari quotidianamente. Magari per andare a prendere il treno per andare al lavoro. Non sono supereroi o persone prese dall’estasi di qualche sostanza proibita, è gente normale costretta ogni giorno ad attraversare la strada per prendere il treno. Già altre volte AnzioSpace ha evidenziato la pericolosità del passaggio pedonale costruito in prossimità della rotatoria a Lavino Stazione. L’attraversamento pedonale di cui stiamo parlando è quello che si incontra poco dopo il cavalcavia provenendo da Roma. I pedoni attraversano la strada a tre quarti di un lungo rettilineo che da Padiglione arriva a Lavinio e dove le macchine raggiungono

velocità elevate. Un segnale poco prima delle strisce pedonali dovrebbe informare l’automobilista della possibile presenza di pedoni. Il condizionale è d’obbligo. Infatti un automobilista pochi giorni fa ha rischiato di investire al crepuscolo due

pedoni che attraversavano la strada. La prontezza di riflessi dei due ha salvato loro la vita. L’automobilista ha tirato dritto senza neanche rallentare. Di certo è poco funzionale la collocazione del segnale di attraversamento pedonale subito dopo un pilone del cavalcavia e poco prima di una serie di cartelli che, confusamente, indicano la svolta per diverse direzioni.

In queste condizioni facilmente si rischia di essere distratti dai segnali stradali e di non prestare la giusta attenzione a chi attraversa la strada. Ultimamente molte persone, per recarsi in stazione, preferiscono attraversare la strada proprio all’interno della rotatoria pur di non percorrere le strisce pedonali. Ma a rischiare non sono solo i pedoni. L’automobilista che decide di fermarsi per far passare chi sta attraversando la strada corre il rischio di essere tamponato dalle macchine che uscendo dalla rotatoria, come da una chicane di Formula Uno, arrivano in corsa in prossimità delle strisce. La soluzione potrebbe essere quella di ben illuminare già al calare del sole il passaggio pedonale, dipingere le strisce di rosso e nero e dotare l’attraversamento di un dosso che costringerebbe le auto a rallentare. Auspichiamo che almeno stavolta l’amministrazione mostri un po’ di interesse per la sicurezza dei propri cittadini. Andrea Stefanelli


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Il bilancio dell’estate tra carenza di risorse e problemi quotidiani

“BISOGNA MODERNIZZARE LAVINIO” ROBERTO SCIMMIA, PRESIDENTE PRO LOCO: “I NEGOZI? APERTI NEGLI ORARI SBAGLIATI”

“Bisogna modernizzare Lavinio”. Roberto Scimmia, da oltre un anno presidente della Pro Loco locale, prova a fare il punto sull’andamento della stagione estiva appena conclusa: “È andata molto bene. Siamo riusciti a realizzare tutto quello che ci eravamo prefissi, con grande soddisfazione, anche visti gli sforzi che ci sono dietro questi tipi di eventi. Abbiamo dovuto lavorare in una condizione di grande difficoltà, imputabile soprattutto alla crisi economica. Certo, tutti vorrebbero sempre il meglio, il bello piace a tutti, ma certi cantanti e certi comici costano… e anche molto. Per trovare i fondi con cui realizzare gli spettacoli - spiega - possiamo contare solo sui contributi dei commercianti e sul ricavato della lotteria. E non è facile far quadrare il bilancio”. SignorRoberto,AnzioSpace,persensibilizzare l’attenzione dell’amministrazione comunale, poco attenta alla situazione nelle periferie, ha lanciato una proposta provocatoria: trasformare Lavinio in Comune. Che ne pensa?

“La provocazione può pure esserci, ma tra il dire e il fare c’è sempre di mezzo il mare. Sarebbe bello pensare a Lavinio come Comune, ma qui ci addentriamo in un discorso politico, e la Pro

Loco per scelta statutaria è superpartes, non può schierarsi politicamente. Lascio fare ai politicanti, che sono quello che sono”. Come vorrebbe che fosse Lavinio? “Come Pro Loco vorremmo che le attività commerciali si togliessero di dosso quel ‘vecchiume’ che le contraddistinguono. Questo è

un posto di villeggiatura, non si può continuare ad aprire i locali dalle 17 alle 20, quando fino alle 19 la gente sta ancora in spiaggia. Sarebbe più opportuno posticiparle, anche perché è assurdo girare alle nove di sera e trovare tutti gli operatori commerciali chiusi. Così come si dovrebbero rivedere certe infrastrutture. Su questo fronte bisogna dar merito al Consorzio di adoperarsi in maniera più che soddisfacente, nonostante i problemi di carattere finanziario che incontra. Anche lì, i fondi arrivano solo dai cosiddetti ‘tesserati’. Bisogna riconoscergli il merito di tenere il quartiere pulito e dell’aver realizzato quel fiore all’occhiello che è il ‘Parcobaleno’, una struttura veramente bella che dovrebbe essere affiancata a breve da un altro parco, quello di Lavinio 71. Noi come Pro Loco, poi, ci auspichiamo che venga realizzato al più presto il rifacimento di Piazza S.Anastasio, in modo da decentrare, fin dal prossimo anno, le manifestazioni estive da piazza Lavinia ad un’altra zona del quartiere”. Maurizio D’Eramo

La vicenda dell’emporio ‘Tuodì’ alimenta lo scontro in seno al Pdl

IL SUPERMERCATO DELLA DISCORDIA PER L’ASSESSORE ALL’URBANISTICA GARZIA TUTTO IN ORDINe, MA CRESCE L’IMBARAZZO Qualcuno potrebbe obiettare che sia solo una casualità, ma la querelle parlamentare tra pidiellini e finiani sembra essere sbarcata anche ad Anzio, trovando come pretesto l’apertura del supermercato ‘Tuodì’ di Lavinio stazione. Che la procedura amministrativa che ha portato all’apertura dell’attività commerciale fosse un po’ viziata, lo si era capito fin dall’inizio, ma il senatore Pdl Candido De Angelis l’ha ribadito dalle pagine di un settimanale locale, facendo fare una magra figura all’Assessore Comunale all’Urbanistica Ruggero Garzia. Ripercorriamo le tappe di questa vicenda poco chiara. Nel 2003 l’area del primo dei quattro capannoni che servivano per lo stoccaggio di stracci, posti in via Goldoni, veniva condonata, acquisendo così non solo la possibilità del cambiamento della destinazione d’uso (da industriale a commerciale), ma anche la possibilità di venire ristrutturata, proprio mentre il PRG, che sarebbe stato approvato poco tempo dopo, prevedeva per l’intera zona un vincolo, legandola al plesso scolastico della scuola media ‘Virgilio’. Passano così sette anni senza che si faccia

nulla (anzi, il Comune lascia addirittura scadere i termini del vincolo) fino a questa estate, quando i proprietari del capannone, avuti finalmente tutti i permessi amministrativi, davano corso alla ‘domanda di inizio attività’, aprendo il supermercato.

Davanti allo sbigottimento dell’opinione pubblica, che si era subito chiesta come si potessero superare certi vincoli, l’Assessore Garzia, con una battuta poco felice, si era limitato a complimentarsi con chi era riuscito a trovare gli escamotage giusti per ‘aggirare gli ostacoli’. Apriti cielo… Dai dati presentati dallo stesso Garzia nel corso di una conferenza stampa, indetta ad hoc, tutte le carte amministrative sono

in perfetta regola, nulla da eccepire sui lavori effettuati che hanno interessato solo la ristrutturazione dell’edificio, mantenendone la cubatura originaria. Dopotutto il PRG, non potendo essere retroattivo, non poteva certo invalidare il condono. A questo punto rimane soltanto la superficialità di chi, al momento della stesura del PRG, doveva stare più attento a vincolare certe aree, tanto più che l’area era stata già ‘promessa’ ad un’altra società, la ‘Comparto srl’, ma subordinata ad una concessione edilizia, poi non accordata (tutt’ora c’è in piedi un ricorso al TAR). E adesso? Il supermercato ormai è partito alla grande, ha dato lavoro ad una ventina di dipendenti, e malgrado il commento del senatore De Angelis, secondo il quale “se ne poteva fare anche a meno” (visto la presenza nelle vicinanze della PAM e della CONAD), rimarrà lì a meno che non ci sia in futuro la volontà, da parte del Comune di espropriare l’area. Quelle che invece sembrano continuare, sono le polemiche politiche, con Garzia che ha intravisto nelle parole del Senatore De Angelis un mirato attacco a lui e all’operato del suo assessorato. M. D’Er.


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Il nettunese ai vertici della moda mondiale

L’ESEMPIO DI PIER PAOLO PICCIOLI DIE CI a nn i i n Fen di p oi l’app rodo alla mais on Valent ino

4 settembre 2007, Valentino Garavani,

in arte Valentino, dice addio alla moda e lascia definitivamente le passerelle; la griffe da lui fondata da oltre 45 anni non si avvarrà più della sua creatività. Tre anni fa, a leggere questa notizia, molte fan di Valentino si sono chieste chi riuscirà a portare avanti l’immagine di raffinatezza ed eleganza che da sempre contraddistinguono il suo modo di fare moda. Chi avrà l’onore e l’onere di conservare la sua creatività stilistica e la sua inconfondibile classe, emblema dell’egemonia italiana nel campo della moda, tanto da essere etichettato come il più grande innovatore e couturier della moda mondiale? I dubbi sono stati subito risolti da tre nomi:

Alessandra Facchinetti, Maria Grazia Chiuri e Pier Paolo Piccioli. Alla prima è affidato il ruolo di Direttore Creativo per tutte le collezioni donna; i secondi sono nominati Direttori Creativi di tutte le linee di accessori Valentino. Pier Paolo Piccioli, è un volto familiare per la città di Nettuno. Un artista completo che è riuscito, con sacrifici e anni di lavoro dietro le quinte, a imporre la propria creatività e personalità a livello mondiale, motivo di orgoglio per molti suoi concittadini. Pier Paolo nasce a Roma ma si trasferisce con la famiglia a Nettuno; consegue il Diploma Scientifico ad Anzio e, essendo attratto fin da bambino dall’arte e dal disegno, decide di inseguire la sua vera passione iscrivendosi allo IED di Roma (Istituto Europeo di Design, il cui obiettivo primario è la strategia educativa del partnership con aziende prestigiose). Terminato il percorso formativo, durante il suo ultimo mese di leva, arriva la grande opportunità per esprimere la sua creatività: il colloquio da Fendi, dove ritrova Maria Grazia Chiuri, amica e collega di studi dell’Istituto Europeo. Trascorrono dieci anni in Fendi, durante

i quali affermano e stabiliscono un forte legame professionale, sviluppando uno stile ricercato ed esclusivo, partecipando alla creazione di alcune delle borse più famose del marchio. Il loro lavoro viene sempre più apprezzato tanto che nel 1999 Valentino Garavani si rivolge personalmente a Pier Paolo e a Maria Grazia, chiedendo loro di creare una linea di accessori che negli anni si è andata sempre più affermando grazie alla loro nuova e originale interpretazione, priva di eccessi ma sempre in linea con lo stile della Maison Valentino. Il 4 Ottobre del 2008 sono nominati Direttori Creativi di tutta la casa di moda Valentino, succedendo alla collega Alessadra Facchinetti e presentando la loro prima Collezione Haute Couture a Parigi nel Gennaio 2008. Pier Paolo ha superato a pieni voti la responsabilità cui è stato chiamato, ricevendo consensi positivi da tutti i protagonisti del mondo della moda. Il suo esempio serve da modello a tanti giovani talentuosi, cui si consiglia una grande apertura mentale e il superamento dei propri limiti geografici. Elisabetta Civitan

Dal 26 al 29 settembre quattro giorni di gare tra i migliori pizzaioli del mondo

Nettuno, al via la Pizza World Cup Dal 26 al 29 settembre si tiene al Palazzetto dello Sport di Nettuno la ‘Pizza World Cup’, manifestazione gastronomica che vedrà gareggiare i migliori pizzaioli del mondo, tra performance artistiche e prelibati assaggi. Organizzato dall’Unione Europea Pizzaioli Tradizionali & Ristoratori, l’evento è stato presentato lo scorso 7 settembre alla Pizzeria Anema e Core di Anzio, dal Presidente dell’UEPT&R, Alfredo Follieri, già premiato nel 2009 dal Senato della Repubblica con una Laurea Honoris Causa in Scienze dell’Alimentazione. La competizione si aprirà domenica 26 dalle 18 alle 24, con esibizioni musicali e performance di pizza acrobatica. L’ingresso, libero, prevede assaggi di pizza per tutti. Nei giorni successivi si disputeranno gare di Pizza Classica, Margherita DOC, Calzone DOC, Pizza Artistica, Pizza in Teglia, Pizza alla Pala, Pizza Dessert, Senza Glutine, Pizza Fritta, Free Style. Nel tempo massimo di 10 minuti per stesura e cottura (oltre il quale verrà detratto un punteggio), i pizzaioli

dovranno presentare ai tre giudici, del gusto, della cottura e della tecnica, le loro creazioni, cotte in forno a legna o elettrico. Il totale dei punti realizzati nelle varie gare determinerà il titolo di Super Pizzaiolo. Tra i concorrenti di questa edizione, saranno presenti anche una delegazione giapponese e una proveniente dalla Scozia. Maggiori informazioni sul programma della manifestazione sono disponibili sul sito: www.ueptr.com Silvia Arena


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L’Accordo di programma, dato per imminente, fatica a vedere la luce

NUOVO PORTO, ANCORA UN BUCO NELL’ACQUA Lo scontro politico nel Pdl mette a rischio il progetto

Niente da fare. Ancora una volta l’Accordo di programma sul nuovo porto di Anzio non viene approvato dalla Giunta regionale guidata da Renata Polverini. E pensare che la stessa governatrice aveva dato ampie garanzie sull’esito felice della vicenda, ma le riunioni di Giunta continuano a trascorrere invano, e i dubbi sollevati prima delle ferie estive da Anzio Space prendono corpo. I dissidi interni al centrodestra locale, e lo scontro a tutti i livelli tra i finiani di Candido De Angelis e i pidiellini fedeli alla linea, oltre a mettere in serio pericolo la maggioranza consiliare del Sindaco Luciano Bruschini, stanno rallentando in modo evidente l’iter realizzativo del nuovo porto. Un’infrastruttura di cui la città ha enorme bisogno e che per tanti anni è stata sbandierata come imminente. Eppure le elezioni passano, Sindaci e Presidenti di Regione si alternano, ma del nuovo porto ancora nessuna traccia. Un cammino tutto in salita anche in virtù della decisione del Consiglio di Stato, che ha ridotto il numero dei consiglieri regionali e quindi

la dimensione della maggioranza di Renata Polverini, che si troverà a fare i conti con ricatti e ripicche continue, destinati a prolungare l’immobilismo anche sulle banchine di Anzio. I tecnici regionali avrebbero comunque già messo

mano ad un piano d’azione per correggere alcune lacune del disegno iniziale della Capo d’Anzio, intervenendo per esempio sulla viabilità di accesso al porto, a conferma che le criticità denunciate in questi anni dall’opposizione di

centrosinistra, e messe nero su bianco dal Pd Ivano Bernardone, cominciano a trovare una timida sponda. Ma l’incertezza sui fondi da destinare (ci sono ancora?), i problemi con il socio Italia Navigando, la recente sentenza del Tar sul porto di San Felice Circeo, fanno traballare l’intero progetto. Non trova poi soluzione la telenovela della Capo d’Anzio, la partecipata del Comune che ha predisposto il percorso realizzativo: la Finanziaria 2008 ha infatti sancito che entro dicembre 2010 le amministrazioni pubbliche debbano cedere a terzi “le società aventi per oggetto attività di produzione di beni e servizi non strettamente necessarie per il perseguimento delle finalità istituzionali”. Un problema non da poco, cui si aggiunge anche il caso Luigi D’Arpino, al vertice della Capo d’Anzio. Nella frattura tra finiani e berlusconiani il suo ruolo è sempre meno chiaro e la sua poltrona, difesa a spada tratta dal Sindaco Bruschini, fa gola a molti. sm

I lavori di riqualificazione dell’area verde non sono ancora iniziati

IL CASO DELLA PINETA MAZZA La raccolta firme del novembre del 2009 ha portato il Comune di Anzio, per il bilancio partecipato della Regione Lazio, ad ottenere un finanziamento regionale di 200mila euro per la ristrutturazione e la riqualificazione del parco pubblico “Pineta Mazza”, sito nel quartiere Anzio Due. Alla raccolta firme e consensi online sul sito dell’amministrazione comunale hanno partecipato tutti i cittadini di Anzio, che spinti anche dai comitati di quartiere e dalle associazioni (per i quali ognuno presentava un suo progetto ben distinto e separato), hanno fatto in modo che la valorizzazione del Parco Mazza avesse un successo maggiore. Il sindaco Luciano Bruschini in una breve intervista ci ha detto che “i lavori sono ancora in uno stato esecutivo”, ossia si stanno definendo alcuni particolari relativi al progetto, quindi ancora del tutto in embrione. Anzio-Space ha fatto diverse ricognizioni nel parco e abbiamo potuto constatare che l’area verde versa in condizioni di degrado, con una fontana rotta ormai da anni dove è impossibile bere; un blindo in cemento che non si sa a cosa serva, brutto e completamente colorato dai ragazzi che ne hanno fatto una sorta di murales versione “degrado”; condizioni igieniche che non rispettano le normali attenzioni sanitarie e di manutenzione. Ci sono poi i motorini che entrano a velocità da pista mentre anziani e bambini passeggiano alla ricerca di un po’ di aria buona e serenità; rami di alberi che sfiorano

le teste dei passanti, ci conferma il signor Enzo che spesso porta proprio qui a passeggio il nipote e, non avendo altro luogo da visitare, si accontenta guardando ad un futuro incerto. C’è inoltre la Protezione Civile che ha uno spazio esclusivo, ma non lo usa quasi mai; anzi lo affida ad altre associazioni e non si capisce se quest’ultime abbiano il permesso di accesso. Tra l’altro la Protezione Civile alcuni anni fa fece scaricare tonnellate di calcinacci

che sarebbero dovuti servire all’addestramento cinofilo, ma che attualmente inquinano il territorio e sono di pessima visione. Il Sindaco di Anzio ci ha altresì detto che “dalla prossima primavera si provvederà alla potatura degli alberi e alla sistemazione della parte verde del parco”, e noi ci auguriamo che nel contempo, finalmente, inizino i lavori di risistemazione tanto declamati e urgenti. Publio Razza

Esistono dei tempi tecnici imprescindibili. “Ma stiamo lavorando di gran lena”

La risposta dell’incaricato alla progettazione Come può essere comprensibile il sentimento della cittadinanza per le aspettative deluse relative ai lavori non ancora avviati di riqualificazione della pineta Mazza, così è facilmente intuibile che esistono dei tempi tecnici imprescindibili. I lavori di progettazione, che come ovvio devono rispondere a più esigenze, quella ambientale, progettuale, funzionale, e non ultima economica, vanno avanti e, aggiungo, di gran lena… Molti dei frequentatori della pineta mi avranno visto ancora prendere misure o semplicemente osservare il decorso delle attività all’interno dell’area verde e con molti di voi ho avuto modo di parlare delle vostre esigenze. Permettetemi però uno sfogo: se da una parte il comitato contribuisce alla pulizia del parco pubblico, dall’altra parte su tante persone che portano il cane a fare i bisogni non ho mai visto nessuno recuperare da terra il “fardello”, oppure non c’è mai qualcuno che raccoglie una delle tante bottigliette buttate per terra e a cui magari camminando si dà un calcio…. Sono molti dei nostri atteggiamenti a fare la differenza! Vi assicuro che fare un rilievo all’interno della pineta in estate è veramente arduo: ci sono “lasciti” di cane, rifiuti e cattivi odori. L’amministrazione deve fare ancora molto, ma anche i cittadini debbono fare qualcosa se si vuole davvero migliorare l’ambiente in cui viviamo. So che con quanto ho appena detto sarò impopolare, ma tengo molto a questo luogo, al progetto di riqualificazione e non vedo l’ora, come voi, di fare una passeggiata in una pineta pulita e ordinata. Arch. Bruno Pepe


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Giallo sulla tempistica: l’ordinanza datata 20 luglio

RMH, ARRESTATO EX DIRETTORE MINGIACCHI Avrebbe ricevuto denaro per favorire la Isa di Viterbo Luciano Mingiacchi, 67 anni, ex direttore generale della Asl Roma H, il 15 settembre è stato arrestato dai carabinieri della Compagnia di Viterbo nella sua casa di Anzio. L’accusa è di corruzione aggravata e atti contrari ai doveri del proprio ufficio. Secondo gli inquirenti l’ex direttore avrebbe ricevuto versamenti pari a 5 mila euro al mese, dal 2005 al febbraio 2009, per favorire la società viterbese Isa (azienda di progettazione, sviluppo e assistenza software per le imprese) nell’ottenere incarichi per milioni di euro. Dopo l’arresto, Mingiacchi è stato rinchiuso nel carcere di Velletri a disposizione dell’autorità giudiziaria. Interrogato, ha negato le accuse e i suoi legali hanno fatto istanza di scarcerazione. L’INCHIESTA - L’arresto, disposto dal GIP di Viterbo, Salvatore Fanti, si

inserisce nell’indagine che lo scorso luglio ha portato in manette Patrizia Sanna, dirigente del servizio informatico della stessa Asl Roma H. É stato il presidente del Cad dell’Isa, Alfredo Moscaroli, a riferire che somme di denaro erano iniziate a girare dalla stipula di una convenzione per la gestione di attività informatiche tra la Asl di Viterbo e la Asl di Rieti, attività che già erano gestite per la Asl viterbese esclusivamente dalla Isa. Con l’arrivo di Patrizia Sanna alla Asl Roma H, la stessa convenzione era stata stipulata anche nella Capitale con il conseguente vantaggio per la società Isa di poter contare su svariati milioni di euro di pagamenti per i servizi svolti. Secondo gli inquirenti, fu proprio Mingiacchi a consentire che l’accordo andasse avanti già nel 2005, quando ancor a non ricopriva la carica di generale ma quella di Commissario straordinario. I vantaggi

per la Isa, tra incarichi e commesse, sono quantificabili in più di mezzo milione di euro all’anno a partire dal 2005, tutti i soldi sottratti alla pubblica amministrazione. L’ARRESTO Nella vicenda dell’arresto dell’ex direttore della RMH colpisce però il giallo sulla tempistica. L’ordinanza di custodia cautelare è datata infatti 20 luglio 2010, ma si sono attesi più di quaranta giorni per procedere. Se in questi quaranta giorni, Mingiacchi non ha tentato di inquinare le prove, dato che attualmente è in pensione, perché avrebbe dovuto farlo inseguito? Considerata l’età, il suo curriculum, e il fatto che non sia una persona socialmente pericolosa, era davvero necessario procedere all’arresto? red

Scontro nel Pdl anziate: a rischio la maggioranza di Bruschini

COMUNE, FINIANI AL LAVORO PER RITORNO DE ANGELIS Campomizzi (Fli): “Non posso escluderlo, è avvezzo a grandi sfide” “Non p o s s o e s c lu d e re u n r it or n o d i C a n d i d o D e A ng e l i s a l l a g u i d a d i A n z i o, a n c h e p e rc h é i l S e n at ore è av v e z z o a l l e g r a n d i s f i d e e m o lt o l e g at o a l n o s t ro t e r r it or i o. Pot re b b e c o s ì c omp l e t a re l’op e r a c h e l o h a g i à v i s t o a bi l e S i n d a c o i n b e n du e l e g i s l atu re c on s e c ut i v e, p or t a n d o a t e r m i n e a l c u n i pro g e tt i d i v it a l e i mp or t a n z a p e r A n z i o”. A p a r l a re, s e nt it o d a An z i o Sp a c e , è L u i g i C a m p om i z z i , c on s i g l i e re c omu n a l e s t or i c o d e l l a d e s t r a a n z i at e, m e mbro d i Fu tu r o e L i b e r t à , l a c omp on e nt e c h e f a c ap o a l Pre s i d e nt e d e l l a Camera Gianfranco Fini. Il suo i nt e r v e nt o è d e s t i n at o a d a l i m e nt a re l o s c ont ro c h e d a t e mp o s i c on s u m a , a n c h e n e l l a c itt à n e ron i a n a , t r a i f i n i a n i e i pi d i e l l i n i , u n d u e l l o c h e m e tte a r i s c h i o l a te n u t a d e l l a m a g g i or a n z a g u i d at a d a L u c i a n o Br u s c h i n i . S opr attutt o d op o c h e F l i h a i nt r apre s o u n a c a m p a g n a a c qu i s t i d i d i s c re t o s u c c e s s o : h a n n o i n f att i a d e r it o a l m ov i m e nt o a n c h e i c on s i g l i e r i e x Pd l Mon t i ( or a c ap o g r upp o d i F l i ) e G o d e nt e ( d op o l’u lt i m o C on s i g l i o

C omu n a l e a n c h e G i a c op on i , Att on i , Pre s i c c e e C a s t a l d i ) . “ I l g r up p o s pi e g a C a mp om i z z i v i s i bi l m e nt e s o d d i s f att o - c omin c i a a d av e re

num e r i n on t ra s c urabi li , ch e s omm at i al l e u s c ite di s c e n a d al Pd l d e i c on sig li e r i Tot i , Am ato

e Fontan a , ap pro d at i al l’ Ud c , n on raf for z an o di c e r to l’at t u al e m ag g i oran z a . Pe rc i ò - o s s e r v a l’e s p on e nt e d i Futu ro e L i b e r t à i l Sin d a c o Br u s chini d ov rà te n e re c onto di qu e sta nu ov a re altà ”. E m e nt re g i r a n o i n om i d i p o s s i bi l i n e w e nt r y, c om e i l Vi c e s i n d a c o Ru g g e r o G a r z i a , a i nt e re s s a re m a g g i or m e nt e re s t a l a p o s s i bi l e discesa in campo di Candido De Angelis, che ormai starebbe valutando la c a n d i d at u r a a S i n d a c o : “ No n p o s s o n a s c o n d e r e l a mia stima e profonda amicizia con i l S e n at o r e D e An g e l i s c o n i l q u a l e s o n o c r e s c i u t o p o l i t i c a m e nt e ”, s i limita a rispondere Campomizzi, ma tutto lascia intendere ad un lavorio dietro le quinte che è ap p e n a c o m i n c i at o. Ne l f r at t e m p o l’u l t i m o C o n s i g l i o C o m u n a l e h a s a n c i t o l’a l l i n e a m e n t o d i F l i c o n l a m a g g i o r a n z a d i B r u s c h i n i , u n at t o dovuto o solo il prodromo di un b i e n n i o d i t r a n s i z i o n e i n at t e s a d i un ritorno eccellente? Marcello Bartoli


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COMUNE, ANCORA MISTERO SUL REDDITO DEGLI ELETTI Lo Fazio (PD): “Chi non ha pubblicato situazione patrimoniale” “Niet, nisba, non ci siamo, e se c’eravamo dormivamo”. I C onsiglieri C omunali di Anzio e gli amministratori pubblici della varie partecipate, continuano a fare orecchie da mercanti, e non hanno alcuna intenzione di rendere pubbliche le rispettive dichiarazioni dei redditi, nonostante lo pre veda una delibera del C onsiglio C omunale del 1993. Peraltro, lo scorso giugno, l’assemblea cittadina ha recepito all’unanimità il C o dice degli eletti del Pdl Giorgio Zucchini, una serie di norme e di comportamenti cui gli amministratori della cosa pubblica dovrebbero attenersi, e tra esse proprio la pubblic azione delle dichiarazioni dei re dditi. A tirare le orecchie ancora una volta ai suoi colleghi è stato l’Assessore Provinciale e C onsigliere di Anzio Aurelio L o Fazio, uno dei pochi, insieme al Pd Ivano Bernardone, ad aver reso pubblica la propria situazione patrimoniale. Lo Fazio, con un’interrogazione al Sindaco Luciano Br uschini, chiede conto “di quanti non hanno ancora ottemperato a quanto pre visto dal C odice etico” e se “il C omune di Anzio abbia prov veduto a pubblicizzare sul suo sito le situazioni patrimoniali di quei

consiglieri ed amministratori locali che hanno fatto il loro dovere”. Ad oggi però, non è per venuta alcuna risposta.

DE ANGELIS. Intanto, in un clima di possibili elezioni anticipate, torna alla ribalta l’ex Sindaco di Anzio C andido De Angelis, finiano doc e sempre più concentrato sulle questioni della città. Stavolta, a fare le spese della sua ver ve polemica, il consigliere del Partito Democratico B ernardone, che per sua ‘sfortuna’ svolge la professione di ingegnere edile: “Quando leg go le dichiarazioni di Bernardone capisco che non ci si può confrontare con chi si erge a professore sul piano regolatore e sul por to - tuona De Angelis - e fornisce

cifre sbagliate, critica le altezze dei palazzi ma intanto progetta altrove opere da 13 piani”. E poi, nostalgico, aggiunge: “Sinceramente rimpiango il consiglio comunale con Renz o Mastracci e Maria Vittoria Frittelloni”. A B ernardone, per l’ennesima volta attaccato sul piano della vita privata e professionale, non resta che affidarsi ad un comunicato stampa: “Sono ingegnere e v ivo facendo progetti nel rispetto delle norme v igenti e delle indicazioni dei miei committenti - osser va -, e non ammetto invasioni di campo e allusioni generiche lesive della mia dignità professionale. Gli attacchi alla persona per colpirne le idee sono quelle cose che il Presidente Fini, nel suo apprezzabile discorso di Mirabello, ha bollato come ‘ infamie’. Un discorso che e videntemente il S en. De Angelis ha applaudito senza ascoltare. Affinché la democrazia non sia solo blaterata - ha chiosato - il confronto democratico de ve necessariamente basarsi sul rispetto delle posizioni in campo e, prima ancora, delle persone che le rappresentano, distinguendo il piano dell’attività politica da quello della professione e della vita privata”. red

Conferenza stampa unitaria per denunciare le lacune dell’amministrazione

ASSALTO A BRUSCHINI, IL PD FINALMENTE COMPATTO Il capogruppo Tulli: “Non ha più i numeri per governare” Il Pd di Anzio alza la voce. I vertici del centrosinistra anziate hanno indetto una conferenza stampa per denunciare l’azione scorretta da parte della maggioranza capeggiata dal Sindaco Luciano Bruschini. Gli ultimi eventi, che hanno messo in luce le numerose falle del piano regolatore, rinnegato in parte persino dal senatore Pdl Candido De Angelis, hanno dato nuova linfa all’azione dell’opposizione. Nel corso della conferenza il capogruppo Paride Tulli, coadiuvato dai “reggenti” Maria Cupelli e Sergio Mangili, ha messo in luce l’atteggiamento a dir poco indisponente degli attuali amministratori. “È vergognoso che ad un mese circa dalla nostra richiesta di

convocazione del Consiglio comunale non sia ancora arrivata risposta - ha dichiarato con fermezza Tulli - Ci siamo dovuti appellare al Prefetto per fare in modo che la maggioranza si confrontasse con l’opposizione su alcuni temi prioritari. Ci troviamo di fronte ad un’amministrazione che non ha più i numeri per andare avanti, durante il mandato Bruschini già otto consiglieri hanno cambiato casacca. Inoltre la vicenda del centro commerciale Tuodì dimostra ancora una volta il clientelismo imperante nella nostra città”. Alle parole di Tulli hanno fatto eco gli inter venti dei consiglieri Ivano Bernardone e Giovanni De Micheli. Sul piano regolatore, dura ed incisiva, è stata

la disamina del consigliere Enzo Toselli: “Ormai ad Anzio il piano regolatore è alla carta, come i menù dei ristoranti, a seconda del cliente di turno viene apposta una variante ad hoc”. Anche Sergio Mangili ha posto l’attenzione su alcune operazioni discutibili dell’amministrazione, a cominciare dal ripascimento delle spiagge (che non ha sortito effetti) effettuato in pieno agosto grazie ai finanziamenti regionali. Il Pd si è compattato su questi argomenti vitali ed è pronto a sferrare l’assalto ad una maggioranza che presenta ormai numerose crepe, ed un risultato lo ha ottenuto, con la convocazione del Consiglio comunale del 22 settembre. M.Bart


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Il palazzo settecentesco guarda al futuro conservando la sua antica storia

LA RINASCITA DI VILLA ALBANI: AL VIA I LAVORI DI RESTAURO Voluta dall’omonimo Cardinale, oggi è un’importante struttura ospedaliera

Dopo il ritorno agli antichi splendori di Villa Sarsina, nuova sede del Municipio di Anzio, ora è la volta di Villa Albani, situata in Via Aldobrandini. L’amministrazione comunale ha dato il via ai lavori di ristrutturazione di uno dei palazzi storici della città, che accoglie al suo interno un centro analisi, un distaccamento dell’azienda sanitaria di Roma H per visite specialistiche e un centro per la riabilitazione di persone con handicap. L’obiettivo è quello riportare all’antico splendore l’e dificio settecentesco e al tempo stesso “potenziare” la struttura facendola diventare un centro studi per i giovani che vogliono diventare infermieri. I lavori, resi possibili grazie al finanziamento della Regione Lazio per il recupero degli immobili storici in alcuni comuni della provincia di Roma (tra cui Anzio), sono iniziati e i soldi destinati all’intervento sono un milione e 500 mila euro. Durante gli scorsi mesi sono state montate le impalcature che coprono l’intera facciata. Ora bisognerà attendere la

fine dell’intervento di “restyling” per poter ammirare il palazzo, voluto nel Settecento dal cardinale Alessandro Albani, nipote di Clemente IX. Si prospetta così per il polo ospedaliero della città neroniana una seconda nascita, che scaccia i brutti

ricordi e i tanti problemi affrontati negli ultimi tempi. Ad esempio qualche anno fa, l’e dificio è stato fatto sgomberare a causa del peggioramento strutturale. Oggi Villa Albani vuole guardare al futuro conservando però le sue antiche origini artistiche e storiche. Costruita intorno al

1726, divenne per il cardinale Albani il luogo dove trascorre i periodi di riposo. Dopo la sua morte la villa attraversò un periodo di abbandono fino a quando venne acquistata nel 1852 dalla Stato Pontificio per circa 16 mila scudi. Il Papa Pio IX veniva spesso nel palazzo per trascorrere i periodi estivi dedicati al risposo e alla preghiera. Sotto lo Stato Pontificio iniziarono così i lavori di restauro che riportano la Villa agli antichi splendori. Durante il Governo guidato da Agostino De Pretis venne ceduta all’Opera Pia diventando un ospizio marino per curare i bambini poveri e rachitici. Dalla prima guerra mondiale in poi l’e dificio si è trasformato in un ospedale specializzato nella riabilitazione di portatori di handicap. Oggi è diventato un’importante struttura sanitaria che ospita tra l’altro unità operative come quella del recupero e della riabilitazione funzionale di neuropsichiatria infantile e un attrezzato Day Hospital di oncologia. LC

QUANDO IL MUSEO VUOLE ESSERE “PER” E “CON” I GIOVANI IL PROGETTO SAM PER AVVICINARE GLI ADOLESCENTI ALLA CULTURA Giusi Canzoneri, curatrice del Museo Civico Archeologico di Anzio, ci ha presentato il Progetto SAM (Scuola Adolescenti Museo - Progetta il Tuo Museo) che nasce dalla lettura e dall’ascolto del territorio ed è basato su “dati numerici e statistici del territorio cui corrisponde un vissuto emozionale e cognitivo di ogni soggetto e un report delle attività che si svolgono”. Come ci spiega la curatrice: “nessuna società che si definisce tale può fare a meno di progetti culturali, perché creano benessere nella società che la coltiva”. L’idea di avviare un’indagine esplorativa condotta tra i pre-adolescenti e gli adolescenti delle scuole di Anzio e Nettuno, nasce dall’analisi e dall’elaborazione del controllo statistico relativo alla qualità dei processi culturali promossi dal MCA, che ha evidenziato come i pre-adolescenti (12-15 anni) e gli adolescenti (16-18 anni) rappresentino il non-pubblico del Museo. Ci si è domandato quindi come mai questa fascia di età, che tra Anzio e Nettuno rappresenta “un esercito di

6.828 ragazzi di cui 590 stranieri”, non partecipi e non sia interessata al tessuto socio-culturale a cui appartiene. Da qui la nascita del progetto SAM, il cui scopo non è quello di trasformare questa nicchia generazionale in pubblico del museo, poiché “non ci sono forzature

intellettuali né comportamentali”, ma quello di “aumentare la capacità di imparare ad ascoltare i giovani e le loro esigenze, lavorando su noi stessi per acquisire questa peculiarità”. Il progetto si basa su un’indagine esplorativa tramite la distribuzione di un questionario elaborato in “casa” e compilato da ragazzi di età compresa tra

i 12-18 anni nelle scuole del territorio. “Il quest ionar io a st r uttura mist a (domande ap er te e a r isp ost a mu lt ipl a) – ci dice l a C anzoner i - è st ato ar t icol ato in qu att ro are e for mat ive: f re quent azioni c u ltura li (music a, ar te, tele visione, cinema etc.), abitudini a liment ar i (orar i, gust i, mo di etc.), cons ap e vole zze cor p ore e (sp or t, accett azione del propr io asp etto f isico etc.) e interess e p er i mus ei, a c ui i ragazzi dove vano r isp ondere”. Un progetto che ha avuto l’intento di far us cire i l Mus e o d a l l a su a s e de ist ituziona le, t rasp or t andolo nel le s c uole p er c apire come p oter ide are e re a lizzar ne uno “p er, con e deg li adoles cent i”. D ai d at i del quest ionar io è emers o che ci t rovi amo di f ronte a g iovani che hanno come punt i fer mi l a famig li a e l’amicizi a, ma che a l lo stess o temp o s ono adirat i con l a s o ciet à inc ap ace di as colt arli e of f r irg li ciò di c ui hanno veramente bis og no. Elisabetta Civitan


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CONTINUA IL “VIAGGIO” DI SHINGLE 22J: LA BIENNALE D’ARTE CONTEMPORANEA

Romanzo di Alessia Novara

Attraverso uno stile asciutto e materico Alessia Novara condensa le tensioni fondamentali della vita umana che ruotano tutte intorno all’unico ed eterno quesito che definisce l’esistenza dei sette protagonisti del libro: trovare il senso del nostro essere qui e ora. L’Autrice ci racconta un tempo e uno spazio quanto mai umani, nei quali l’incessante scorrere della realtà quotidiana è posto come unico punto fermo e unica cosa realmente esistente dove disegnare la mappa del labirinto della nostra vita. Il romanzo uscito nel settembre 2009 per la Editrice Totem è stato presentato con eccezionale successo di pubblico e di stampa alla sala conferenze del Lido di Garda di Anzio grazie alla squisita ospitalità di Serenella Polverini e di Giovanni Garzia. Vi vengono raccontate sette storie, sette anime vagano, si muovono, si incontrano e si scontrano nelle pagine di questo libro, donne e uomini quarantenni, spinti dall’ansia e dalle necessità che l’età implica, narrano le loro vite cercando di ricomporre i tasselli di un confuso mosaico. Filo conduttore è l’amore che rappresenta per Alessia Novara l’invisibile movimento della vita: imbarazzi inaspettati, silenzi improvvisi, lo sgradevole suono del citofono, un’offesa mandata giù a forza evocano la percezione di uno scarto nel tempo, di una incongruenza che vanifica gli sforzi per non ferire chi si ama. Tra riferimenti pirandelliani e suggestioni boccaccesche, la scrittura ricerca l’infinito della vita, il suo dipanarsi senza logica o utilità, che comunica semplicemente i labirinti del proprio sé interiore e il desiderio di raccogliere in un giro di frase un’intera situazione esistenziale. L’Autrice sfrutta le potenzialità di un linguaggio colloquiale e quotidiano per andare diritta all’essenza delle cose, delle realtà, adombrando la cronaca che in esse si nasconde. Piccoli grandi drammi quotidiani che Alessia Novara svuota intenzionalmente del loro valore originario. Né dispiace, in questi racconti, la presenza di pagine un po’ materiche, un po’ grumose, come quando in un quadro si vede la vernice, la pennellata, il gesto dell’artista. L’Autrice sembra così rispondere ad un’esigenza di avvicinamento affettuoso ai suoi personaggi in preda talvolta a scarti relazionali perché incapaci di accettare il passaggio alla soglia dei quarant’anni, laddove la maturità sembra imporsi come forza fisiologica ad un io narrante recalcitrante e incerto nell’abbandono della piacevole condizione di eterno fanciullo.

Con Anzio-Space del mese di ottobre, continuiamo il nostro percorso di avvicinamento a SHINGLE 22J Biennale d’Arte Contemporanea di Anzio e Nettuno 2011. La Seconda Edizione di Shingle22J, sul tema “Guerra alla guerra”, si è tenuta nel febbraio 2009 in 3 diverse sedi espositive nelle città di Anzio e Nettuno, come il Parco Archeologico, il Museo Civico di Villa Adele, Forte Sangallo e la Sala delle Conchiglie. Con la partecipazione di 67 artisti provenienti da ogni parte del mondo e oltre 5000 visitatori, la Seconda Edizione ha confermato la crescita dell’evento e la vasta risonanza a livello nazionale. Shingle22J è ormai la Biennale di Arte Contemporanea del litorale di romano, un evento che porta nelle nostre città visitatori da tutto il mondo e Anzio e Nettuno sulle pagine dei quotidiani stranieri. L’Associazione 00042, promotrice dell’evento, coglie l’occasione per ringraziare sentitamente il Sindaco di Anzio Luciano Bruschini e l’Assessore alla Cultura Umberto Succi, che renderanno possibile, con il contributo concesso dal Comune di Anzio, la realizzazione di SHINGLE22J – 2011. Il bando di partecipazione all’edizione 2011 scadrà il 31 dicembre. È possibile trovare maggiori informazioni sul sito: www.shingle22j.com Andrea VILLANI Responsabile Immagine di SHINGLE 22J (Opera di Jean Pierre Coupé - Francia: En case de guerre briser la glace”)


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Nelle sale dell’Astoria i migliori film nazionali e internazionali del 2009

Appuntamento con la rassegna “Invito al cinema” Anche quest’anno torna al cinema “Astoria” di Anzio l’appuntamento con la rassegna cinematografica: “Invito al cinema”. La rassegna, giunta alla sua 20esima edizione, è nata nel 1991 dall’inventiva di alcuni ragazzi amanti del cinema “che avevano il desiderio di vedere, anche nelle sale della loro città, film di qualità esclusi dalla normale programmazione”, come citato dal sito dell’Astoria. Organizzata dal Cineclub “La Dolce Vita”, e con il patrocinio del Comune di Anzio, Ass. alla Cultura, “Invito al cinema” porta sullo schermo le pellicole della stagione cinematografica appena trascorsa, che hanno avuto più successo, che hanno fatto discutere ma anche quelle che non sono state mai proiettate nelle sale del nostro territorio. L’iniziativa si propone come un viaggio itinerante nel mondo del grande schermo ed è rivolto a tutti:

agli appassionati, ai giovani “apprendist i” del cinema e alle famiglie; è un momento di relax e di compagnia per evadere un po’ dalla realtà, almeno per un paio d’ore. Sono tante novità che si sono susseguite in questi anni, ben venti edizioni che sono servite ad aumentare le proiezioni nazionali e internazionali. Anche per l’edizione 2010 saranno in programmazione i migliori film italiani e stranieri della trascorsa stagione. La data di inizio della rassegna ancora non è certa, per tutte le informazioni

(programmazione e date) potete recarvi presso il cinema “Astoria” di Anzio, situato in Via G. Matteotti, oppure visitate il sito www.cinemastoria.it. Buon divertimento e buona visione. Fatima Esherighi

Al Vittoriano dall’8 ottobre al 6 febbraio 2011 oltre 60 capolavori del pittore olandese

CONSIGLI D’ARTE: A ROMA LA GRANDE MOSTRA DEDICATA A VAN GOGH

Quest’anno a Roma il percorso espositivo dedicato all’arte apre i battenti con un grande pittore d e l l’O t t o c e n t o : Vincent Van Gogh. Dopo ventidue anni di assenza, tornano nella Capitale i capolavori dell’artista olandese con una grande mostra dal titolo, “Campagna senza tempo e città moderna”, che sarà inaugurata l’otto ottobre al complesso del Vittoriano. La rassegna è stata curata da una delle maggiori esperte dell’artista, Cornelia Homburg, e supportata da un Comitato Scientifico internazionale di grande prestigio. Sono circa settanta le opere esposte, affiancate da altri trenta dipinti dei contemporanei a cui Van Gogh si ispirava (come Gauguin, Cezanne, Pissarro, Millet), che invitano ad immergersi nel mondo e nella pittura dell’artista olandese. Dipinti, oli su tela, acquarelli e preziose opere su carta, provenienti dai musei di tutto il mondo e dalle collezioni private, ci fanno scoprire i due temi dominanti della mostra: la città e la campagna. Due realtà diverse ma che hanno

sempre affascinato Van Gogh: da una parte la città, dinamica e soggetta ad un continuo cambiamento, viene dipinta spesso dal maestro di notte tra caffè all’aperto e cieli stellati. La campagna, invece, viene immortalata nella sua tranquillità tra campi di grano e nuvole. Lo stesso pittore in diversi autoritratti si dipinge a volte nei panni di “gentiluomo di città”, altre volte in quelli di “contadino”. La rassegna raccoglie così i primi lavori dell’artista che ritrae la campagna olandese e i suoi contadini che seminano, che vangano, spaccano la legna o che tornano nelle loro casupole dal tetto di paglia. Ma non mancano i dipinti realizzati durante il soggiorno in Francia, dove Van Gogh abbandona i colori cupi che avevano caratterizzato le

opere del periodo olandese per sperimentare l’accostamento dei colori complementari. É il trionfo del giallo e del viola, del blu e dell’arancione, del rosso e del verde. Come ha sottolineato la curatrice Homburg: “Non ci sarà il Van Gogh dei Girasoli e delle nature morte, ma accanto a lavori usciti per la prima volta dalle collezioni private, non mancheranno opere celeberrime”. Come ad esempio “L’autoritratto con il cappello”, proveniente dal Rijksmuseum di Amsterdam, che è stato anche scelto come immagine pubblicitaria della mostra. Tra i capolavori esposti anche: “I mangiatori di patate”, “Il viadotto”, “Gli Orti a Montmartre”e “La semina delle patate”. Luisa Calderaro


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DETTI PORTODANZESI

Buriana da tera, tempo bono a mare. Quando arrivano le nubi nere cariche di pioggia dalle montagne dietro Latina, nel pomeriggio e soprattutto nella tarda primavera possiamo attendere fiduciosi l’arrivo di un lungo periodo di tempo stabile e soleggiato sulla costa. Poca cima, poco marinaio. Si dice, ad esempio, quando un marinaio non prepara abbastanza cima per un ormeggio, ma è un detto valido per qualsiasi lavoro fatto senza la sufficiente organizzazione. D’altronde nessuno e niente è perfetto, da na parte ha da penne, e le persone ad Anzio spesso sono apostrofate in modo colorito: “Stò sellerone! A buzzicona. Che canaccio! È na rezzola. Porpo! ‘ndracumano!!! Callamaro. È na cozza. Che Ganghero! Stai alleprato. Stai allippito. Sta sciroccato! Faccia da ‘mpunito. I pescatori a volte e a secondo delle correnti rientrano con poco pesce da qui il detto: “Maistro cappotto e listo”,che è riferito al vento di maestrale che fa sparire il pesce e fa salpare le reti ordinate come quando sono state calate. Il detto seguente è in ricordo di un personaggio anziate: “Come va, Orfeo...?” - Orfeo: “...finchè famo ombra...” Un saluto a tutti e ricordate: “A chi sparte a meijo parte” Altrimenti: “Ariconsolate co l’ajetto!!” Dal gruppo facebook:”Detti popolari portodanzesi”. amministrato da Tinarelli Alessandro e Salustri Pina

SMS - Space

Anzio-Space apre uno spazio ai lettori Scriveteci un sms al: 3463859599

“Visto che le 900 firme non sono servite per l’approvazione della delibera popolare: acqua bene pubblico, perché non organizzate una campagna di disobbedienza al pagamento delle bollette Acqua Latina? “ VIC “Tutti si lamentano per la crisi ma nessuno lavora a progetti nuovi che possano incrementare i posti di lavoro e i consumi. Siamo una società senza futuro, e la politica fa sempre meno. . “LD “..a via prebenda, di fronte i campi di calcetto è sempre pieno di rifiuti, c’è addirittura un cassone di amianto!!”. Pietro “anch’io sono andato una volta al COL di Anzio e l’ho trovato chiuso ”. SC

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Spor t e ambiente

COLLALTO SABINO, UNO DEI BORGHI PIÙ BELLI D’ITALIA

Paese dal fascino medioevale in provincia di Rieti Cari lettori oggi ci spostiamo nella Provincia di Rieti, alla scoperta del paese di Collalto Sabino, un piccolo gioiello che fa parte de “I Borghi più belli d’Italia”, così vicini ma spesso poco pubblicizzati nel circuito regionale. Per quanto riguarda le attività proposte dalla nostra Associazione abbiamo il trekking con le escursioni al lago del Turano, al lago del Salto, al Monte Cervia e al Monte Navegna. Tutti splendidi itinerari di facile percorrenza che ci fanno immergere in luoghi dalla natura spesso ancora incontaminata. Per chi invece volesse concedersi un’escursione breve rimanendo nel tema principe di questo piccolo paese (la storia), può con una mezzoretta di cammino arrivare a visitare sul monte San Giovanni la Chiesa semidistrutta di San Giovanni in Fistola, nella quale si conserva un affresco absidale opera del pittore Vincenzo Manenti (1600-1674). Percorrendo le vie intrise di storia di questa località, è possibile vedere, oltre al Borghetto, anche il Palazzo Baronale, la Fortezza, il Convento di Santa Maria, la Chiesa cimiteriale di Santa Lucia e il sito Archeologico di Montagliano. Per la pratica del nostro amato canyoning, il paese di Collalto è conosciuto per il Fosso di Riancoli: una gola di modeste dimensioni che costituisce un ottimo mezzo per familiarizzare con il torrentismo acquatico. Molto limitata nei salti e con un massimo di 8 metri di altezza, la gola è composta da numerosi laghetti (il più grande con un’ampiezza di circa 20 metri) da attraversare a nuoto. Proprio questa conformazione ci permette di prendere confidenza con l’acqua nel modo migliore, superando via via i piccoli ostacoli e abituandoci all’uso della muta completa. Vi segnaliamo inoltre un evento meraviglioso che si svolgerà il 23 ottobre e che vi permetterà di girovagare per un’intera serata fra i vicoli e le piazze di uno splendido borgo medioevale fermandovi qua e là per ascoltare musica dal vivo, degustare ottimi vini e assaggiare prelibatezze di ogni tipo utilizzando i “capofarghi” la moneta che per una sera ha corso legale a Collalto… Si tratta della VII edizione delle Cantine del Borgo. Manrico Martini, Associazione Sport, Ambiente e Natura “Su e Giù”


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Care Lettrici,

sono mesi che sentiamo parlare di Sakineh Mohammadi, la donna iraniana condannata alla pena di morte per lapidazione per aver commesso i reati di adulterio e di omicidio. La lapidazione (in lingua araba Rajm), pratica molto diffusa fin dall’antichità, ha come fine ultimo l’espiazione pubblica della colpa. In Iran fu reintrodotta nel 1983, a seguito della Rivoluzione Islamica Sciita, con la rettifica del Codice Penale Islamico. Il caso di Sakineh ha mobilitato tutta l’opinione pubblica mondiale, dai Capi di Stato ai semplici cittadini che, tramite raccolta di firme e appelli, tentano di fermare questa ignobile pratica. Il governo iraniano vede la vicenda come l’ennesima interferenza dell’Occidente nelle questioni iraniane e attacca. Un esempio su tutti: Carla Bruni. Sposando la causa per salvare l’iraniana è stata appellata come prostituta e minacciata di morte, prostituta perché donna e non sottomessa all’uomo. È così che il clero ultraconservatore iraniano vede le donne: sposando la causa della moralizzazione dei costumi, concepisce il corpo martoriato o imprigionato delle donne come il mezzo per ricreare un apparato sociale maschile terrorizzato dall’autonomia femminile. Oltre a Sakineh, purtroppo ci sono altre decine di donne condannate a morte per lapidazione i cui Diritti sono annullati dal regime degli Ayatollah e rischiano di essere dimenticate. C’è un caso tra tutti che ha destato la mia attenzione, quello di Maryam Ghorbanzadeh, accusata di complicità nell’omicidio del marito violento e ossessivo. Tutto inizia quando un bel giorno un uomo, esterno alla famiglia, venuto a sapere delle condizioni inumane in cui viveva Maryam, decide, di sua iniziativa, di uccidere il marito. L’assassino, essendo uomo, è libero su cauzione, lei è in attesa di esecuzione. Come se non bastasse, incinta di sei mesi è stata costretta ad abortire perché una donna in gravidanza non può essere giustiziata. Ho letto un po’ di tempo fa un’intervista allo scrittore francese Marek Halter, firmatario della petizione per liberare l’iraniana Sakineh, dove affermava che: “Nel Novecento, come diceva Goethe, il termometro per misurare l’umanità erano gli ebrei. Nel ventunesimo secolo credo siano le donne.” Questa cosa significa? Basta guardare come sono trattate le donne per capire com’è realmente una società e questo vale per tutti i paesi del mondo, nessuno escluso. Per diritto di cronaca la condanna a morte di Sakineh è stata sospesa, segno che le pressioni internazionali e i movimenti pro – vita sono serviti a far cambiare idea al regime di Ahmadinejad, Perché? Semplice, chi ha un riflettore puntato sul volto, non può essere ucciso. Roberta Treglia

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LA RICETTA DEL MESE

PACCHERI RIPIENI AI FUNGHI PORCINI

Ingredienti: Per circa 40 paccheri:

• paccheri • 500g di ricotta • 7 porcini di grandezza media • 1 cucchiaio di grana padano • acqua o brodo q.b. • olio d’oliva q.b. • 1 spicchio d’aglio • prezzemolo q.b. • sale q.b.

Procedimento. In una pentola rosoliamo l’aglio, aggiungiamo i funghi tagliati a fette e li soffriggiamo per qualche minuto. Togliamo l’aglio e aggiungiamo dell’acqua o del brodo ai funghi porcini (meglio se calda/o), saliamo e lasciamo cuocere per 10’. Terminata la cottura, leviamo i funghi e li tagliamo in pezzi piccoli, tenendo da parte il sughetto. In una ciotola mettiamo la ricotta, la saliamo, aggiungiamo i porcini, il grana, il prezzemolo e mescoliamo il tutto. Intanto cuociamo i paccheri in acqua bollente salata, li scoliamo al dente e li raffreddiamo bene. Quindi li riempiamo con il composto ai funghi, meglio se con la sacca poche. Li sistemiamo in una teglia, versiamo il sughetto dei porcini e inforniamo a 200-220° per circa 30’. Buon appetito! Elisabetta Civitan Il consiglio di Cesare Del Gatto: L’abbinamento può essere un vino bianco strutturato, un rosato o un rosso poco tannico di medio corpo. Per quest’ultima tipologia, preferirei un vino del nord Italia come il nebbiolo o meglio “il merlot”. Fra gli innumerevoli produttori, Evangelos Paraschos, friulano di chiara origine greca, ne dà una versione del tutto naturale, senza filtrazione e conservanti (solfiti). I sentori di frutti bosco maturi e una sensazione fresca e persistente, lo rendono facilmente fruibile.

Per ogni suggerimento, idea, iniziativa per noi donne scrivetemi a: donna@anziospace.com


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DOVE SONO LE PARI OPPORTUNITÁ?

Secondo un’indagine dell’Isfol il 45,9% delle donne lascia il lavoro per dedicarsi alla famiglia L’estate è finita, si ricomincia a lavorare, e per le mamme? Dove sono le Pari opportunità? Non in Italia dove molte donne sono ancora costrette a scegliere: o i figli o il lavoro. Secondo un’indagine condotta dalla ISFOL (Istituto per lo Sviluppo e la Formazione dei Lavoratori) buona parte delle donne (il 45,9%) lascia il lavoro per dedicarsi ai figli o a familiari non autosufficienti. Perchè questa scelta? Sono molti i fattori che determinano ciò: rigidità degli orari di lavoro, poco part-time, carenza e onerosità dei servizi per l’infanzia, poca disponibilità del coniuge per la divisione del lavoro domestico e per la cura dei figli. Ci sono poi pochi posti a disposizione e liste di attesa lunghissime che fanno degli asili nido comunali un miraggio raggiungibile solo per pochi. Con la legge 53 del 2000, all’interno delle aziende si dovevano istituire asili nido, progetti di flessibilità degli orari di lavoro e congedi per i padri, ma ciò non ha risolto il problema. In particolare per motivi culturali i congedi per i padri e la flessibilità degli orari di lavoro non sono stati visti di buon occhio dalle aziende. E nel nostro territorio come è la situazione? Rispecchia quella nazionale: un solo asilo nido comunale a Nettuno con circa 50 posti, un bando per la graduatoria che esce intorno ad Aprile – Maggio a cui bisogna partecipare per l’anno successivo. Un’offerta di lavoro fatta di piccole aziende che non possono di certo dotarsi al loro interno di asili nido. Non ci rimangono allora che le buone nonne o le zie a cui affidare i nostri piccoli, per chi le ha si intende. Mariella Sciacca

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L’YNVIDIOSA

Avete mai sfogliato una rivista femminile? Modelle, donne famose, cantanti, attrici, scrittrici, sono sempre bellissime. Visi simmetrici, pelle perfetta, fisici scolpiti. Le guardi e non ti capaciti di tanta perfezione. E allora proprio lì, alla bocca dello stomaco nasce quella “punta di invidia” che ti rende inappetente ed un poco insonne! Ma giusto per una sera! Il giorno dopo torniamo alla vita di sempre e quasi ci dimentichiamo. Poi un giorno apri un giornale e arriva “l’affondo finale”. Candidamente ci dicono che le immagini che noi vediamo in realtà non sono vere ma ritoccate al computer! È troppo! Ma come? Donne famose e di successo che in casa hanno interi “allevamenti”di chirurghi plastici e personal trainer… ritoccano le foto? La bellezza ora è davvero alla portata di tutte. Peccato che “noi tutte” spesso non lo sappiamo. Ma siccome la conoscenza rende liberi… ho deciso! Quest’inverno di giorno vado in palestra e di notte imparo l’arte del fotoritocco! Tanto comunque non avrei dormito! E.M.Y Emanuela Moroni l’Ynvidiosa

Un libro-intervista che ripercorre i 90 anni di storia dell’ex Capo di Stato e dell’Italia

AUTORITRATTO DI UN GIOVANE LIVORNESE CHE DIVENTÒ CIAMPI “IL PRESIDENTE” Le’ x Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi si racconta in una “schietta” conversazione con il giornalista e amico Arrigo Levi, nonché suo consigliere durante il settennato presidenziale. Centottantatre pagine dove tra domande e risposte si ripercorre la vita di un ragazzo livornese che non si sarebbe mai immaginato di ricoprire un giorno la più alta carica di Stato. Un appassionante viaggio attraverso novant’anni di vita italiana ed europea; una biografia di ricordi, di eventi curiosi, di fatti e di scelte chesiintreccianotracasoedecisionepersonale.Maanche una storia di vita che volge lo sguardo verso le giovani generazioni. Il libro, dal titolo “Da Livorno al Quirinale. Storia di un italiano”(editoIlMulino2010),raccontalastoriadiquesto giovanotto nato e cresciuto a Livorno. Qui c’è la famiglia, la scuola,gliamici,ilmaretantoamato.Unragazzochesogna di entrare all’Accademia Navale, ma che poi studierà alla Normale di Pisa seguendo le lezioni di Guido Calogero. Dopo la laurea in lettere, è forte in Ciampi il desiderio di avviarsi alla carriera diplomatica e di prendere la laurea in giurisprudenza. Ma la guerra cambia tutto, lo porta lontano dalla città amata. Solo alla fine del conflitto tornerà aLivorno.LaricostruzionedelPaeseèlenta,malavogliadi andareavantièforte. Dopo alcuni anni passati ad insegnare italiano e latino

nelle scuole livornesi e al tempo stesso a studiare legge, arriva l’incarico inaspettato presso una filiale della Banca d’Italia di Livorno. Inizia così il lungo apprendistato: il lavoro lo porta prima a Macerata poi a Roma alla sede centrale della banca, dove inizia a lavorare nel Servizio Studi per poi ricoprire, dopo una graduale ascesa, la carica diGovernatore(1979-1993). Uomo stimato e apprezzato dal mondo internazionale, diventa Presidente del Consiglio durante il Governo di “transizione” del ’93 dopo le dimissioni dell’Esecutivo guidato da Giuliano Amato. Nel ’96 ricopre la carica di Ministro del Tesoro sotto il Governo di Romano Prodi e di Massimo D’Alema, traghettando l’Italia verso l’euro. Il 13 maggio ‘99 viene eletto in prima votazione Presidente della Repubblica (1999-2006). Le pagine scorrono veloci, un’autobiografia che coinvolge e che ripercorre la crescita di un uomo in simbiosi con quella del suo Paese. Una lezione di vita e di metodo di un uomo, prima ancora che Presidente, che ha fatto della massima catoniana,“Rem tene, verba sequentur” (padroneggial’argomento,leparole seguiranno), la sua filosofia di vita: “Quando si profilano impegni difficili, importanti, se puoi farlo evitali, ma se non puoi evitarli, affrontali con pienezza di energia, con freddezza,conlibertàdimente,cononestàdipropositi”. Luisa Calderaro


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Doppia sconfitta maturata in terra lombarda per i ragazzi del coach Carlo Morville

BASEBALL: COLAVITA PERDE FINALE, MA STAGIONE POSITIVA Termina a Codogno il sogno di raggiungere l’ambitissima finale dei play off e si è pertanto conclusa anche la comunque positiva stagione sportiva 2010 della Colavita Anzio Baseball. È stata una stagione che, al di là della doppia sconfitta maturata in terra lombarda (Gara 1 – 3 a 0 e Gara 2 – 1 a 0), ha visto i ragazzi di Coach Carlo Morville protagonisti di una grande annata culminata con il secondo posto nella Regular Season. Per quanto riguarda le due gare contro Codogno, l’Anzio ha chiuso la serie non mettendo a segno nessun punto, cosa che non gli era mai capitata durante tutta la stagione. Su questa debacle ha influito sicuramente il fatto di giocare la semifinale dopo un mese dalla chiusura del campionato, fattore che ha influito sulla condizione fisica e psicologica dei ragazzi, considerato che venivano da un filotto di risultati positivi. Altro punto a sfavore del team anziate è stato il cambio di regolamento, che per le gare semifinali ha previsto che le sfide si disputassero non più con il classico metodo di andata e ritorno, ma si giocassero in una sola sede, in casa della prima classificata, al meglio delle tre partite.

Analizzando gara 1, i tre punti del Codogno sono stati ottenuti in situazione di due

eliminati e con un grosso aiuto della difesa Anziate. In gara 2 (ci sono voluti 4 extra inning per assegnare un vincitore), gli errori

della difesa sono stati ben tre, due dei quali al tredicesimo inning, e che sono costati la sconfitta decisiva. Tra le note positive invece, i migliori di questa serie sono stati il lanciatore Florian, recuperato per questi play off dopo aver saltato il finale di stagione, e il ricevitore Origlia schierato nella gara serale e migliore al box di battuta con 2 su 5. Archiviata la stagione 2010, adesso gli sforzi andranno fatti in chiave mercato così da presentare per la prossima annata una squadra ancora più competitiva per poter così fare il definitivo salto di qualità che i ragazzi e la città di Anzio meritano. La finalissima di Serie A federale la disputerà dunque il team di Codogno contro la miglior squadra della stagione, la corazzata Reggio Emilia. Serie che è iniziata sabato 11 settembre. Lo scudetto si gioca al meglio delle 5 partite, per sorteggio la Palfinger Reggio Emilia gioca in casa le prime due mentre le rimanenti si disputeranno il prossimo weekend a Codogno. (Al momento di andare in stampa la serie è sul punteggio di 1 a 1). Fabrizio Tirocchi

ANZIOLAVINIO: ARRIVANO PUNTI PREZIOSI POsitivo l’inizio della stagione per il team anziate. Gamboni tra i protagonisti in campo Pros egue a buon r it mo l a st ag ione del l’Anziol avinio. Il te am di mister C aputo si è tuf fato con entusi asmo nel l’av ventura del l a s er ie D, denot ando applic azione e comp atte zza nel lo sp og li atoio. L’av vio del c ampionato ha fatto s eg nare un t rend p osit ivo: nel l’es ordio st ag iona le è ar r ivato il p areg g io c as a lingo cont ro i l S el arg ius, a s eguire l’exploit ester no cont ro l a Vir ibus Unit is (uno s qui l l ante 4-2) e lo s cors o 19 s ettembre un nuovo p ar i a ret i bi anche cont ro l’Arzachena (i l 26 s ettembre si è disput at a anche l a gara cont ro i l Budoni n.d.r.).Cinque i punt i col le zionat i d ai neroni ani, che marci ano sp e dit i vers o l’obiett ivo minimo f iss ato ad inizio st ag ione: l a s a lve zza. F inora l’unic a amare zza è ar r ivat a d a l l a C opp a It a li a, dove i t ir renici s ono st at i eliminat i in mo do ro c amb oles co d a l G aet a, che dop o un match t irato e d e qui librato è r ius cito ad imp orsi s olo nel f ina le con una pro de zza di

Amendol a. “Non dobbi amo p erdere di vist a l’obiett ivo pr incip a le- ha dichi arato i l dg R ob er to Vichi-. Q uest a s qu adra è st at a a l lest it a con lo s cop o di ottenere una como d a s a lve zza, s olo una volt a rag g iunto un numero suf f iciente di punt i p ot remo fare a lt re va lut azioni”. Q uest a è l a f i los of i a prag mat ic a espress a d a l dir igente anzi ate, un uomo navigato con una vast a esp er ienza nel mondo del c a lcio. F inora nel g r upp o si è dist into l’est ro di Tommas o G amb oni, l’ester no d’att acco che a suon di f inte e di go a l ha fatto innamorare l a t ifos er i a anzi ate. Un app or to cost ante quel lo di G amb oni, ancor più pre zios o in un momento nel qu a le mister C aputo ha dovuto r inunci are a Giuf f r id a, op erato a l l a sp a l l a (r ient ro t ra due mesi). “S ono s o ddis fatto di qu anto espress o sinora, anche s e r itengo che quest a s qu adra p oss a ancora mig liorareha dichi arato l’ester no anzi ate-. Il nost ro s eg reto è i l g r upp o, for mato d a un’oss atura b as e che or mai è l a

stess a d a diversi anni, anche s e va r imarc ato come i nu ovi ar r ivat i si s ono integ rat i a l l a p er fe zione con tutto lo sp og li atoio”. Un momento sp e ci a le p er G amb oni, che olt re a l le prest azioni su l c amp o, può festeg g i are con orgog lio anche l a p ater nit à, una g ioi a indes cr ivibi le, che cont r ibuirà a renderlo ancora più resp ons abi le. Per un c a lci atore g iovane l a st abi lit à del mat r imonio non può non g iovare, invog li andolo ancor di più ad una mag g iore dis ciplina. Una f re cci a in più nel l’arco di mister C aputo, che s embra aver pres o piena conf idenza con l’ambiente, most rando anche una buona dos e di s ag ge zza t att ic a. S e d a una p ar te i cr it ici d a l p a l ato f ine hanno r improverato a l mister un g io co non br i l l ante, è a lt rett anto vero che C aputo ha b ad ato a l s o do, punt ando a col le zionare r isu lt at i. Q uel li che faranno l a dif ferenza. Forza ragazzi! Marcello Bartoli


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Dopo la sconfitta contro il Grottaferrata, due belle vittorie per la squadra di Mister D’Ambra

CALCIO: IL NETTUNO “TRAVOLGE” ALMAS E VIS AURELIA Dopo le prime tre giornate di Campionato, il Nettuno si trova secondo in classifica con 6 punti, frutto della sconfitta nella prima giornata contro la Vivace Grottaferrata, e di due belle vittorie contro Almas in casa e Vis Aurelia in trasferta. Negli ultimi giorni di mercato, il Nettuno si è rinforzato parecchio con l’arrivo alla corte di Mr. D’Ambra di Alessandro Risoldi, Lorenzo Bernardi e Cristian Greco. Con questi tre elementi il Nettuno si porta in pol position per la vittoria finale, anche se c’è da registrare il grave infortunio capitato a Capitan Graziosi. Come dicevamo, nella prima di campionato arriva una sconfitta per 2 a 0 a Grottaferrata, la squadra castellana ha saputo controllare bene l’emozione dell’esordio casalingo e imbrigliare la manovra del Nettuno, che pur disputando un’ottima gara deve ancora amalgamare bene il collettivo, visto che sono scesi in campo tutti gli ultimi arrivati. Vantaggio del Grottaferrata al 1’ s.t. su calcio di rigore per fallo di mano dubbio di Capitan Tomassi. Dagli 11 metri si presenta Pippo che

non sbaglia. Gara nervosa al termine della quale chiude i conti la Vivace Grottaferrata con Di Giacomo al 48’s.t.. Il riscatto della compagine verdeblu arriva nella seconda giornata, quando al Celestino Masin arriva l’Almas di Mr. Santecca, squadra che ha i mezzi per arrivare in fondo. Ma è

un Nettuno “spettacolare” che non concede nulla agli avversari e regola con un netto 2 a 0 la formazione romana. Il vantaggio arriva al 21’ p.t. con una bella giocata del numero 11

Ardia, che involatosi sulla sinistra appoggia dietro a Bernardi che gonfia la rete con un piattone di destro. Il vantaggio nettunese non scuote gli avversari che sette minuti dopo capitolano nuovamente. Questa volta l’invenzione è di Risoldi che con una palla tagliata mette Sampaolo da solo a tu per tu con il portiere. Il secondo tempo vede un Almas più convinto, ma nonostante gli sforzi, arrivati forse troppo tardi, non riesce a trovare la via del goal. Il Nettuno non delude le aspettative neanche nella terza giornata, regalando spettacolo agli spettatori del “Ceccacci”, dove i padroni di casa della Vis Aurelia vengono travolti da 4 reti che non lasciano dubbi sul reale valore della squadra di Mr. D’Ambra. In evidenza uno strepitoso Greco che segna una doppietta e regala lampi di genio a tutti i compagni. Di Risoldi e Sampaolo le altre due marcature. Domenica 26 arriverà al “Masin” il Borgo Podgora, con la consapevolezza che questo forse è l’anno giusto per la promozione in Eccellenza. Fabrizio Tirocchi

I biancoverdi di Cesarini sono al sesto posto nel campionato di promozione

FALASCHE CONTRO BORGO FLORA NON VA OLTRE LO 0-0 È iniziato il 5 settembre il campionato di promozione dei Dilettanti Falasche e dopo tre giornate i bianco verdi di Neno Cesarini si trovano al sesto posto in classifica, frutto di due pareggi casalinghi, e della bella vittoria sul campo della squadra più accreditata a vincere il campionato, il Ciampino di Mister Branchini. Analizzando a fondo le prime tre giornate di campionato possiamo dire che il Falasche avrebbe meritato qualcosina in più soprattutto nella prima giornata contro il Canarini Rocca di Papa al comunale di Falasche. Con i padroni di casa avanti di due reti, grazie alle marcature messe a segno al 39’ p.t. da Buchicchio che mette in rete di testa su assist di Perica e al 10’ s.t. su calcio di rigore trasformato da capitan Perica. A questo punto i ragazzi di Mister Cesarini credevano di avere la partita in pugno, considerando anche il doppio vantaggio di uomini – due espulsioni subite da Rocca di Papa – ma nonostante tutto i ragazzi di Mister Basili riescono ad accorciare le distanze al 26’ s.t. con una sfortunata autorete del portiere Rosi. Da una mischia in area scaturisce un tiro che il portiere non trattiene e manda in

rete. I gialloblu prendono coraggio e al 1’ dei cinque minuti di recupero riescono a pareggiare su azione di contropiede con Basili M. L’impresa di questo avvio di stagione è

sicuramente la vittoria dei Biancoverdi nella seconda di campionato, dove il Falasche è andato ad espugnare il “Fuso Arnaldo” di Ciampino. La formazione di Mr. Cesarini dopo un inizio sottotono

prende le misure ai padroni di casa giocando con attenzione in tutte le zone del campo. Il gol arriva al 30’ s.t. con Zamparini che conquista palla, si invola verso la porta saltando un paio di avversari, e appena entrato in area, con freddezza batte l’estremo difensore Frattarelli. A tre minuti dalla fine il Ciampino potrebbe pareggiare ma Bernardi manda alto un “generoso” rigore. Nella terza partita di campionato arriva al comunale di Villa Claudia il Borgo Flora di Mr. Lombardi, squadra già affrontata e battuta in amichevole precampionato. Ma ogni partita ha la sua storia e il campo è giudice supremo. Nonostante il recupero di Molinari e Porcari che hanno saltato le prime due giornate per squalifica, il Falasche non va oltre lo 0 a 0, centrando il secondo pareggio casalingo consecutivo e lasciando l’amaro in bocca al pubblico presente che dopo la bella vittoria di Ciampino si aspettava qualcosa in più. Si spera in un pronto riscatto domenica 26 settembre alle 15.30 quando la compagine biancoverde andrà a far visita al Velletri dell’ex Alessio Sambataro. Fabrizio Tirocchi


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Pagina di ANZIO-SPACE gestita dai giovani de “Il Giovanotto”.

+ Tagli – Sezioni = w la “squola” ... Come la riforma Gelmini sta rendendo “epico” il sistema scolastico

È opportuno e ragionevole che noi giovani in questa sede discutiamo della scuola e dei suoi tanti problemi. Oramai si è convinti che l’unica soluzione alle questioni italiane siano riforme su riforme, che però peggiorano di volta in volta la situazione, basti ricordare la “perfetta” riforma Moratti o quella attuale della “profeta” Mary Star Gelmini. Ora vanno di moda i tagli indiscriminati ai fondi pubblici per la scuola. È chiaro che a beneficiare della riforma non sono le strutture scolastiche e i ragazzi, ma le effimere convinzioni che questi tagli potrebbero risolvere il problema economico di questo paese, dove in realtà l’unica soluzione è la valorizzazione delle menti giovani e quindi della scuola. L’ignoranza, con la I maiuscola, degenera ormai tra i ragazzi. La riforma diminuisce le sezioni e questo è dimostrabile anche a livello locale, favorendo così il sovraffollamento delle classi che non comporta un miglioramento della didattica ma la sua distruzione e, inoltre, peggiora in maniera gravosa l’igiene e la sicurezza. Per dimostrare come la didattica venga colpita negativamente dal sovraffollamento, provate a pensare alla difficoltà di un professore nell’interrogare e spiegare a venti alunni in un periodo di tempo limitato; immaginate cosa significhi interrogare in un quadrimestre trenta studenti cercando di aiutare e seguire quelli che restano indietro. Con questo metodo si nega la sufficienza a determinati allievi che per vari motivi hanno una maggiore difficoltà nell’apprendimento! Forse con questa riforma si è deciso di “tagliare” anche lo studente medio, lasciando solo “secchioni” e “capre”... Per quanto riguarda la tesi dell’aspetto strutturale delle scuole e dei danni che il sovraffollamento produce ci si può rivolgere ai Vigili del Fuoco per dimostrare l’inagibilità di molte scuole. Sempre riguardo il problema del sovraffollamento vi suggeriamo di andare sul sito del CODACONS: www.codacons. it dove è possibile compilare una scheda per verificare la situazione nelle aule. E dopo tutto ciò rimane solo una cosa da dire: + tagli – sezioni = w la squola! Massimo Garbini e Federico Arancio

Protezione Civile e Consiglio dei Giovani di Nettuno presentano: “L’Orchidea dell’Unicef per i bambini” Sboccerà nelle piazze italiane sabato 2 e domenica 3 ottobre, in concomitanza con la Festa dei Nonni, e sarà organizzato dall’Associazione “Nettuno” - Volontari della Protezione Civile e dal Consiglio dei Giovani di Nettuno: è “L’Orchidea dell’UNICEF per i bambini”, una raccolta fondi promossa dal Fondo delle Nazioni Unite per l’infanzia per salvare la vita a migliaia di bambini attraverso la distribuzione integrata di zanzariere, vaccini, alimenti terapeutici, vitamine e sali reidradanti. Quest’anno, l’obiettivo è quello di raggiungere 230.000 bambini. Con una donazione minima di 15 euro è possibile ricevere in regalo una piantina di orchidea in vaso e aiutare l’UNICEF. Come ogni anno, i veri protagonisti delle giornate dell’Orchidea in piazza saranno gli oltre 15.000 volontari dell’UNICEF, impegnati nella “distribuzione” delle Orchidee. A Nettuno il gazebo sarà allestito sul Lungomare Giacomo Matteotti, all’altezza del nuovo Ristorante cinese al Borgo Medioevale. “Lo scorso maggio - spiega Valerio Scalia, Presidente del Consiglio dei Giovani - sia noi del Consiglio dei Giovani che il Consiglio dei Bambini e dei Ragazzi del Comune di Nettuno, abbiamo aderito a Younicef, il movimento dei giovani per l’Unicef. Insieme ai giovani volontari dell’associazione “A Ruota Libera” abbiamo organizzato due gazebo per l’inziativa Un gol per l’Africa. Uniti contro l’aids distribuendo 150 minipalloni da calcio e raccogliendo ben 1.500 euro con l’inziativa”. Nel 2009 sono state distribuite 119.593 orchidee in 2.030 piazze italiane, grazie alla partecipazione di 12.000 volontari. I fondi raccolti hanno consentito all’UNICEF di garantire interventi salvavita a svariate decine di migliaia di bambini in Africa Occidentale. Oltre che acquistando l’orchidea, è possibile supportare l’UNICEF attraverso donazioni online sul sito: www.unicef.it.

Vogliamo contribuire a rendere Anzio una città che sia: • vivibile e interessante per i giovani • viva culturalmente • all’avanguardia nell’ecologia e la preservazione del territorio • arricchita dalla diversità etnica che la contraddistingue Non siamo convinti di avere la risposta a tutte le domande o di essere i migliori, siamo semplicemente un gruppo di persone giovani (chi di corpo, chi di spirito) che vogliono darsi da fare per migliorare il territorio in cui vivono. Al momento abbiamo tre iniziative: • Anzio Space, che puoi scaricare su www.anziospace.com • Shingle22J, Biennale d’Arte Contemporanea di Anzio e di Nettuno, info su www.shingle22j.com • Il Centro Polivalente per i Giovani e la Cultura, che vorremmo costruire. UNISCITI A NOI! Tieniti aggiornato sulle nostre iniziative: www.anziospace.com www.myspace.com/anziospace www.shingle22j.com www.myspace.com/shingle22j http://centropolifunzionaledeigiovani.blogspot.com/ iscriviti al gruppo di FACEBOOK “00042” Contatti ANZIOSPACE: 3286868362 - 3474012468 Contatti NETTUNOSPACE: 3477089615


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STORIA DI UN LICENZIAMENTO “INASPETTATO” Sono Pasquale Morabito Segretario Provinciale di Roma dell’Organizzazione Sindacale F.I.L.A.S. aderente Confsal. Vorrei esternare il mio disappunto contro tutto ciò che mi è successo. Premetto che sono un dipendente dell’attuale Intini Source spa, azienda che in A.T.I. (Associazione Temporanea d’Impresa) con la consociata Gesam s.r.l. opera sul territorio di Anzio per la raccolta, il trasporto e lo smaltimento dei rifiuti solidi urbani con annesso spazzamento. Ebbene, da oltre due anni questa Azienda ha evaso qualsiasi tipo di confronto con le Organizzazioni Sindacali. Il 18 luglio 2010 le OO.SS. Cisal, Filas, e Fiadel, esasperate da questo comportamento, hanno organizzato presso l’Hotel Lido Garda un incontro con i Consiglieri Comunali per esternare il loro disappunto verso il comportamento che le aziende assumono nei confronti dei propri lavoratori dipendenti e dei cittadini che versano annualmente nelle casse Comunali fior di quattrini, per l’appunto tassa sui rifiuti (TARSU). Durante il confronto ho spiegato ai consiglieri alcuni punti riguardanti IL RISPETTO DEL CAPITOLATO SPECIALE DI APPALTO. Ho dichiarato che le aziende stanno venendo meno a ciò che è scritto. Ad esempio il numero di mezzi previsti e del numero di persone inferiori e al fatto che il lavaggio dei cassonetti è inesistente, ritenendo opportuno un intervento da parte del Comune per salvaguardare quei soldi che noi versiamo e che vengono spesi per un servizio ridotto al risparmio, che alla fine non viene mai scalato dalle tasse dei cittadini. Ebbene per dichiarare queste lacune, riportate tra l’altro dal quotidiano “Il Messaggero”, la mia azienda in risposta mi ha licenziato accusandomi di averle leso l’immagine. Non intendo fare scontri sindacali che porterebbero la città ad un vero e proprio letamaio. A pagare sarebbero ancora una volta i cittadini che dopo il danno avrebbero anche la beffa, ma c’è un gruppo che si sta adoperando alla petizione delle firme per accertarsi che ciò che ho dichiarato corrisponda a verità, portando se necessario, tutti coloro che intralceranno la mia strada nelle aule del Tribunale di Velletri. Pasquale Morabito

Porto ??? NOOO! Porto ??? SIII!

‘mbe cominciano col ...

pulì !!!!


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VIA SATURNO: DEGRADO, SPORCIZIA E INCIVILTÀ Sulle condizioni di degrado di via Saturno e sul terreno abbandonato da anni, di fronte a via Benedetto XIV, il sottoscritto ha informato, tramite email, sia i vigili urbani sia l’Assessorato all’Ambiente, ma non ha ricevuto neppure la notifica di ricezione email. Le foto che vi ho inviato parlano da sole: vi è da dire che questo degrado è frutto di una inciviltà che non ha limiti. Un anno fa questa Amministrazione aveva incaricato una Ditta che aveva ripulito il tutto, collocato dei nuovi cassonetti, il contenitore del vetro ed era un’altra cosa: tutto più pulito, più ordinato, più civile. Sapete quanto è durato? Neanche una settimana. Da allora la discarica è aumentata ogni giorno e il canneto vicino ai secchioni è ormai sempre più alto. Inoltre il terreno incolto, quello di fronte a via Benedetto XIV, è diventato una discarica di spazzatura, senza contare l’abbandono totale dell’area da parte del proprietario che per legge la dovrebbe tenere pulita, come fanno tutti gli altri proprietari di terreni limitrofi. Credo, che a parte le colpe dei cittadini, un’Amministrazione seria si dovrebbe attivare affinché i propri cittadini vivano bene anche in periferia e non solo al centro di Anzio. In questo ultimo periodo chi mi è venuto a trovare è rimasto disgustato dal panorama che si presenta lungo la strada per arrivare a casa mia: certo io non ci faccio una bella figura, ma neanche il Sindaco e tutta la giunta Comunale. Signor Sindaco, forse stiamo aspettando le prossime elezioni per ripulire? Chi vivrà vedrà Cordiali Saluti Massimo Casa

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Ultimi giorni per inviare la propria candidatura. Il bando scade il 4 ottobre IL SERVIZIO CIVILE: UNA SCELTA CHE TI CAMBIA LA VITA Anche quest’anno il Ser vizio Civile dà l’opportunità ai giovani di nazionalità italiana dai 18 ai 28 anni di fare un’esperienza di vita in Italia e all’estero nei settori dell’assistenza, dell’ambiente, della protezione civile, della promozione artistica e culturale. Dal 3 settembre sono online i bandi per impiegare ben 19.627 volontari. Il termine ultimo per poter presentare la domanda è fissato per le ore 14.00 del 4 ottobre. L’unico vincolo è quello di non aver già prestato ser vizio (o abbandonato senza valida motivazione) e non avere rapporti di lavoro o collaborazione retribuita con l’ente promotore del progetto. La durata del Ser vizio è di dodici mesi con un impegno settimanale di 30-36 ore e una retribuzione pari a 433€ mensili. In caso di progetti svolti fuori dall’Italia, è prevista anche un’indennità di 15€ giornalieri per tutto il periodo di effettiva permanenza all’estero e due viaggi complessivi di andata e ritorno. Chi è interessato può candidarsi solo per un progetto, pena l’esclusione. Sul sito www.ser viziocivile.it, (Bando 2010) nella sezione “Progetti in Italia” e “all’estero” si possono trovare maggiori informazioni sui vari progetti. Una volta effettuata la scelta, bisogna spedire i documenti (specificati nel testo del bando e nell’allegato 2-3) direttamente all’ente promotore del progetto. Attenzione, non farà fede il timbro postale. I singoli enti sono responsabili del processo di selezione secondo criteri stabiliti autonomamente. Per le graduatorie bisognerà attendere il 4 febbraio 2011. LC Una pubblicazione

“PET THERAPY”: QUANDO L’ANIMALE DIVENTA TERAPEUTA… La Pet-Therapy, la terapia che si avvale dell’ausilio degli animali domestici come co-terapeuti, è in fase di progettazione anche sul nostro territorio grazie all’intervento e alla disponibilità dei volontari della Croce Rossa Italiana del Comitato locale di AnzioNettuno-Ardea. Un’iniziativa promossa a sostegno degli animali e delle persone che beneficeranno di questa cura. Da decenni gli esperti studiano e constatano gli effetti terapeutici che la Pet Therapy ha portato sulle persone con handicap: come i miglioramenti dello stato di salute psico-emotiva. È ormai certo che la presenza di un animale migliora da un punto di vista psicologico la vita dell’individuo, responsabilizza e funge da supporto sociale soprattutto per chi vive nel disagio sociale. L’efficacia del progetto che si intende svolgere sul nostro territorio è ambivalente, perché da una parte prevede la cura degli animali tolti dalla strada, sottoposti al controllo del veterinario e che serviranno ai fini della terapia; dall’altra l’utilizzo a scopo terapeutico delle capacità degli animali nell’interagire con l’uomo. La Pet Teraphy può esistere grazie alla costruzione di un luogo di ritrovo per cani abbandonati chiamato “Rifugio del Cuore” adibito e attrezzato per i nostri amici a quattro zampe. Per aiutarci e ricevere informazioni: Mascia Claudia 3286960751, Piera Nocca 339-2879670.

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