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la necessità di surfare di Tito Russo

E’ nato, finalmente. Abbiamo deciso di creare uno spazio di discussione libera, di approfondimento politico e culturale, di controinformazione. Uno spazio mensile che non ricalca la vecchia pratica del “giornale di struttura”, ma che vuole vivere dando diffusione a tutto ciò che nella scuola viene vissuto come disagio, come limitazione, slancio vitale. UNDERGROUND era la fanzine autoprodotta a mano con cui i Nirvana nel 1988, quando ancora erano sconosciuti al grande pubblico, pubblicizzavano e diffondevano l’intimismo dei testi delle loro

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E’ NATO


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Un altra volta, un altra onda. di Roberto Campanelli, Bari

Centinaia di migliaia di studenti quotidianamente in piazza per difendere il proprio futuro, centinaia di scuole e facoltà occupate, città bloccate, il potere che scatena il suo pugno di ferro tra fascisti e polizia contro i manifestanti: lavoratori, precari, soggetti in formazione tutti riuniti sotto lo slogan di “noi la crisi non la paghiamo” e tanto altro ancora è stato l’autunno studentesco più caldo degli ultimi vent’anni. Questa è stata la dimostrazione che noi non abbassiamo la testa a chi ci vuole imporre un modello d’istruzione autoritario e ci vuole far scontare le crisi di un modello economico che non ci appartiene, una dimostrazione che è stata chiamata l’Onda Anomala e che con le sue mareggiate si è opposto al governo; ma la destra continua con le sue politiche repressive, razziste, autoritarie e conservatrici, mina la libertà di espressione e di culto, traccia un netto solco tra regioni meridionali e settentrionali, impone i suoi dictat alle altre istituzioni della repubblica, in una fase in cui sono necessarie precise misure economiche per non andare in contro allo sfascio. A questo punto si sente lampante la necessità di manifestare la

propria indignazione ed il proprio sgomento, sentiamo il bisogno di una scuola nuova, rinnovata ed aperta alle nostre esigenze, una scuola in cui il cambiamento parta dal basso, una scuola che ci fornisca i mezzi per diventare persone libere di pensare, di essere e di vivere. Il 27 febbraio inondiamo le piazze non solo per chiedere un totale cambio di rotta da parte del Governo, ma ci lanceremo in uno slancio propositivo, per dire chiaro e tondo che dalla crisi si esce garantendo a tutti l’accesso ai saperi. Chiediamo sconti sui consumi culturali extrascolastici, sui trasporti, libri di testo in comodato d’uso e, soprattutto, la gratuità di tutti i percorsi formativi, dall’iscrizione alla scuola materna fino alla laurea. Solo garantendo la libertà di costruire la propria cultura si diventa persone libere e emancipate, capaci di sfuggire allo sfruttamento e alla precarietà del mondo del lavoro. Saperi liberi vuol dire persone libere. Il 27 febbraio ripartiamo con una nuova fase di movimento, riprendiamoci le scuole, riprendiamoci i nostri spazi, rivendichiamo il nostro diritto ad un futuro libero dalla precarietà.

...dalla prima canzoni, prima dei loro concerti nel circuito musicale indipendente di Seattle. Questa ci è sembrata la filosofia giusta con cui partire. Un’auto-produzione che possa essere messa al servizio della collettività studentesca, intercettando passioni, interessi specifici quanto generali, gusti, pratiche comuni, sbalzi d’arte, cronache quotidiane dalle macerie della scuola più volte riformata. UNDERGROUND assume su di sè i traumi del periodo attuale in cui, dopo un autunno di fuoco e le mobilitazioni dell’Onda, ci troviamo in piena crisi economica e in totale imbarbarimento sociale. Il rallentamento del moto ondoso di movimento è stato fisiologico, ma adesso vi è la necessità di rilanciare una conflittualità continua e duratura nei confronti non soltanto di un singolo provvedimento ministeriale: abbiamo l’esigenza di eliminare il tentativo di anestetizzare la capacità di dissenso alla sub-cultura dominante, alla logica individualista del “consumo dunque sono”. Vogliamo surfare su questo mare di aberrazioni che ogni giorno influenzano la vita di un’intera generazione. Il prossimo 27 febbraio in tante piazze italiane ritorneremo a rivendicare un protagonismo assoluto nei luoghi della formazione e nelle città. Ancora una volta non ci si arrende, perché il futuro è già domani. UNDERGROUND sarà il megafono di carta di coloro che non si rassegnano e non vogliono essere sacrificati sull’altare degli indici di ascolto. Lunga vita.


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Il Mondo dopo Bush, il Mondo senza Bush di Federico Del Giudice

Il mondo ha visto negli 8 anni di presidenza di George W. Bush un tentativo del Governo americano di restare unica e incontrastata potenza mondiale. Abbiamo anche assistito, per la prima volta, all’invio di astronauti cinesi nello spazio e all’ampliamento della potenza militare cinese fino ad arrivare a impiantare la prima base militare extra territoriale in Pakistan, abbiamo visto una nuova corsa agli armamenti della Russia, culminata nella crisi Georgiana dell’Agosto scorso e l’installazione di basi missilistiche nell’enclave di Kaliningrad, un lembo di terra grande quanto il Friuli incuneato tra Polonia e Lituania e quindi circondato da Paesi dell’Unione Europea e della Nato. Quest’ultima corsa agli armamenti è stata dovuta alla pretesa di Bush di impiantare uno scudo spaziale priprio in Polonia e Repubblica Ceca aizzando le mire imperialiste Russe. In Africa ormai tutti i paesi hanno messo in piedi progetti infrastrutturali, come la costruzione di ferrovie e strade, con i soldi Cinesi in cambio di petrolio e metalli, facendo inserire questa potenza emergente in un continente in cui imperversavano le ex potenze coloniali europee e si erano inseriti gli Usa impiantando basi militari un po’ ovunque. Non è un caso che, per riacquistare prestigio militare, siano intervenuti nel conflitto in Somalia promosso dall’Etiopia. In Sud America, infine, numerosi governi di ispirazione socialista hanno preso decisioni coraggiose, come quella del Presidente equadoregno Correa di cacciare gli americani dalla loro più grande base militare in America Latina e approvando una nuova costituzione in cui si dice che l’unico padrone della terra è il popolo equadoregno. Questo è sintomo

che i popoli di questi stati, oppressi per un secolo dalle multinazionali americane e dai loro governi fantoccio non vogliono più saperne di essere considerati il cortile di casa della superpotenza statunitense. Questa è la situazione che Barack Obama si trova ad affrontare, tra potenze

emergenti (Cina, India e Brasile) vecchie nemiche (Russia) e piccoli paesi che hanno scelto la strada dell’autodeterminazione (America Latina) all’interno di un depotenziamento dell’ONU portata avanti da Bush, unico organo che spesso era riuscito a smorzare conflitti che ora sembrano solo accrescersi.

Mentre il mondo progrediva l’Italia restò indietro di Giacomo Dessì, Cagliari

La nostra amata ministra dice su Youtube che “non si arrende contro chi vuole difendere lo status quo della scuola e dell’università”. Difficile capire che ha scoperto l’acqua calda. Infatti da anni la nostra organizzazione (UdS) promuove il cambiamento e l’innovazione della scuola. Ma sappiamo bene che il sistema di istruzione è ostaggio dei vari ministri che girano a ruota in Viale Trastevere. La Gelmini infatti non vuole lasciare le cose così come stanno, ma vuole tornare indietro, proprio come i gamberi. Uno dei tanti provvedimenti è il voto in condotta. Ulteriore arma data agli insegnanti per tenerci sotto il loro controllo. Infatti è alquanto improbabile che venga usato come strumento di repressione contro il bullismo. Per combattere il bullismo sappiamo bene che ci vuole ben altro. Nel decreto “esplicativo” sul voto in condotta (che è poco chiaro), si scrive che il voto in condotta deve accertare i livelli di apprendimento raggiunti ( ma non sono già abbastanza le materie che ci valutano per i voti di compiti e interrogazioni? ) e diffondere la

consapevolezza dei diritti e dei doveri degli studenti ( che sono scritti nel nostro statuto che le scuole si rifiutano di diffondere! ) e inoltre dovrebbe “dare significato e valenza educativa al voto inferiore ai 6/10”. Quest’ultima parte è la massima di questo spettacolo tragicomico, che distrugge realmente la scuola pubblica, che scriveremo nei nostri diari. Ma come si può ottenere una valore educativo con l’insufficienza in condotta? L’insufficienza in condotta dimostra una scuola che non sa educare ma che punisce con forza. In complesso non si valuta più di tanto come ci si comporta, ma quanto si apprende. E spesso sappiamo che chi non è figlio del notaio, spesso, ha qualche difficoltà in più. Non resta altro che continuare a fare informazione tra gli studenti e aspettarsi in piazza il 27 febbraio; come sempre, a testa altra e orgogliosi del proprio 6 in condotta!


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Toc Toc: Rivoluzione! di Nethanel Treves, Trieste

Crisi... Disagio sociale... Caste politiche... La fine del mese... Una serie interminabile di fattori che nell’ultimo periodo ha portato il nostro quieto vivere occidentale a scomparire, trascinato via dal collasso dell’economia mondiale. Tirare avanti è sempre più difficile, e portare la maschera dell’“america way of life” è sempre più pesante. L’economia virtuale, che ci ha fatto diventare ciò che siamo, è basata sul niente e sta ora mostrando tutte le sue falle, le sue inesattezze di fondo, le sue bugie. È come assistere al crollo di una convinzione di invincibilità, tutte le ingiustizie obbligatorie imposte da questo sistema trovano oggi sfogo nel suo sgretolarsi, tutto il marcio sviluppatosi fino ad ora trova nel crollo di questa convinzione la prima occasione di ribalta. La società civile entra ora, come protagonista, nell’ormai disastrato contesto creato dai potenti del mondo. Una società civile che fino ad oggi non ha contato niente, ed ora, nelle piazze italiane, greche, francesi e spagnole sta tornando prepotente a riprendersi ciò che

le è stato tolto: importanza. Un valore fondamentale di cui fa a meno da troppo tempo. Il conflitto gen-

eratosi con le proteste dell’Onda in Italia, con gli scontri in Grecia dopo la morte del quindicenne ucciso dall’agente di polizia, con le manifestazioni universitarie in Spagna e quelle in Francia è qualcosa di nuovo rispetto al passato. Un conflitto che va oltre a quello perpetuato da quei difensori dei valori sociali finiti per essere ignorati tanto dalle autorità quanto dalla gente comune, un conflitto nuovo, e sentito come proprio da tutti quegli stessi soggetti, artefici dell’immobilismo sociale e della nonp a r t e c i p a z i o n e, che hanno portato alla degenerazione della democrazia. Ma in cosa consiste questo conflitto? Questo ter-

mine, tradotto in realtà il più delle volte sotto forma semplicemente di una manifestazione, di un corteo o di un’azione di disturbo sta assumendo un significato ulteriore. L’atrofia sociale dominante sta riaprendo le porte dopo tanto tempo alla sensibilità del disagio. Una sensibilità per cui basta vivere il proprio quotidiano per accorgersi che tutto ha smesso di funzionare: le scuole, il lavoro, la democrazia, lo stato. Questo è il conflitto: la reazione a questa sensibilità, qualcosa che finalmente si sostanzia in un desiderio allargato di cambiamento, una rivoluzione che sta a noi, protagonisti del futuro e del presente, noi studenti, portare a compimento.

http://diariodellacrisi.blogspot.com http://liberautopia.ilcannocchiale.it/post/2115605.html http://www.infoaut.org/articolo/appunti-sulla-crisi-i-risvolti-economici-sociali-e-politici/


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Pacchetto sicurezza: ricatto permanente sui migranti di Federico Del Giudice,

Il pacchetto sicurezza racconta una realtà in cui attraverso la produzione normativa si tenta di addomesticare la mobilità, di agire sui corpi, sulle menti, sulla vita, di restringerne gli spazi di libertà. Tutto il complesso di norme approvate dal Senato, ma anche quelle in precedenza già entrate in vigore, sono incentrati sul sospetto, la minaccia, il ricatto che agisce permanentemente sui soggetti in questione. L’immigrato è presentato come un potenziale criminale, e il pacchetto sicurezza alimenta con il suo alto valore simbolico, questa costruzione del nemico, del pericolo potenziale sempre imminente. Ma non solo, ora ogni medico diventa una potenziale spia, un sospetto

delatore. Punto drammatico del provvedimento. E il suo effetto più immediato, rischia di essere proprio quello di rendere tutti più insicuri e diffidenti. Quindi ci troviamo con un provvedimento che agisce solo di facciata sulla sicurezza, a differenza delle disposizioni effettive che permettono l’iscrizione anagrafica solo a fronte dell’idoneità dell’alloggio, a quelle che introducono il permesso di soggiorno a punti, all’assimilazione dei valori si dice: addomesticare, normalizzare, regolamentare attraverso il ricatto. A fronte di un sistema burocratico, lento ed illogico, ai migranti si chiede di pagare per sé e per i propri familiari, una tassa che

varierà da 80 a 200 euro. Insomma, una legge che va dal reato penale di clandestinità al delineare a come una persona possa essere punita, penalizzata ed emarginata non tanto per qualcosa che fa, ma per qualcosa che secondo alcuni è: diverso, migrante, clandestino. Questo provvedimento ci interroga quindi su quali saranno gli scenari della società che viene, sulle risposte che, in questo cambio di paradigma epocale, dobbiamo attenderci. Le mobilitazioni della scuola sono in questo senso una via da intraprendere, a determinare la possibilità di “non pagare la crisi”, di affermare nuovi diritti, di debellare il razzismo che va diffondendosi.

Storia d’Italia, fra montaggi e realtà. Il ritorno delle destre. Davvero scioccanti penso siano state, non solo per noi ma per tutti/e quelli che si spera guardino con obiettività la storia del paese, le dichiarazioni di diversi esponenti istituzionali fra i quali il ministro della difesa Ignazio La Russa che, durante la cerimonia di commemorazione della difesa di Roma dopo l’8 settembre ’43, ha esordito il suo discorso con delle affermazioni spiazzanti, assolutamente incostituzionali, immorali e soprattutto prive del benché minimo rispetto della storia. Elogiando e rivendicando rispetto e “stima” per coloro i quali decisero di combattere dall’altra parte:”farei un torto alla mia coscienza -afferma il ministro- se non ricordassi che altri militari in divisa, come quelli della nembo dell’esercito della Rsi, combatterono credendo nella difesa della patria, opponendosi allo sbarco degli anglo americani e meritan-

do quindi il rispetto, pur nella differenza di posizioni, di tutti coloro che guardano con obiettività alla storia d’Italia”. Per quanto possa sembrare difficile che esistano ancora sentimenti nostalgici di quei tempi, e che esistano ancora persone convinte che quello dei “ragazzi di salò” sia stato un sacrificio eroico per amor della patria e dell’ideologia fascista, bisogna riconoscere che purtroppo, passati 63 anni esistono ancora persone che credono fermamente, come attesta in sintesi il sindaco di Roma Gianni Alemanno che” il fascismo prima delle leggi razziali non era il male assoluto”. Forse c’è da chiedersi se anche questi casi non abbiano fomentato il fenomeno che oggi ci troviamo ad affrontare e la cosa ancora più sensazionale è che ormai molte generazioni sono cresciute e cresceranno sotto questo giogo e

di Davide Merando, Cosenza

verranno condizionate da questo rovesciamento della storia da parte di chi oggi sta al governo. Un esempio lampante di questo ritorno cavalcante di una destra che si fa spazio fra i giovani, con il mezzo della violenza e grazie al qualunquismo e all’ignoranza, lo si può trovare anche in episodi come quello di piazza Navona dove studenti e non, appartenenti ad un’associazione neofascista (Casa Pound), armati di spranga, hanno dato vita a dei momenti di agitazione e scontro fra studenti mascherando il tutto sotto il “né rossi, né neri ma liberi pensieri”. Altro esempio è l’ondata mediatica che addita gli stranieri come dei violentatori, quando viene omesso il fatto che milioni di donne hanno subito violenza e, spesso, all’interno delle mura domestiche o nell’ambiente di lavoro per mano di italiani.


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Continuano i concerti del signor RezzaCapa di Paolo Barbaro, Matera

Inesorabile continua il tour del “rapper” pugliese in giro per l’Italia per promuovere il suo ultimo lavoro “Le dimensioni del mio caos”. Il quarto album, uscito la scorsa primavera, ha fatto ballare tutta la penisola (“Vieni a ballare in Puglia” e “Abiura di me”). Come suo solito (per fortuna) con i suoi testi energici, il nostro amato Capa ci fa anche riflettere su tematiche importanti di questo Paese allo sfascio, sempre più raccontate dagli artisti e non da chi di dovere come i giornalisti. Il pericoloso appiattimento delle coscienze e l’assuefazione di fronte alle male-

fatte dell’età moderna e dei signori che popolano i palazzi del potere, così come l’amore per la propria terra, il tema scottante della sicurezza sul lavoro e del precariato non sono solo dei temi messi in musica, ma la realtà con cui dobbiamo convivere. Caparezza sarà in concerto in queste d ate: 20/02 Ancona (Neon), 28/02 Roma (Atlantico live, ex Palacisalfa), 07/03 Milano (Alcatraz), 16/03 Firenze (festa universitaria).

www.caparezza.com www.ticketone.it http://www.rockol.it/concerti

Il corpo e le sue espressioni di Alessia Luongo, Genova

Fin dai tempi più antichi , il corpo è sempre stato un importante mezzo di comunicazione ed espressione dell’arte, della cultura e delle emozioni stesse delle persone. Con la nascita di stilli artistici più moderni come la Pop Art anche il Corpo Umano è stato spesso utilizzato come terreno di sperimentazione, portando alla nascita di un vero e proprio movimento: la Body Art! Il corpo diventa protagonista, sia come oggetto che come soggetto. Pensiamo al Body Painting in cui i tatuaggi, fatti con pigmenti temporanei, lo ricoprono interamente. La volontà originaria degli artisti

è quindi quella di provocare, di rompere con la tradizione, il sentimento che accomuna è “la perdita di identità; il rifiuto del prevalere del senso della realtà sulla sfera emozionale” (Lea Vergine “Dal formale alla Body Art”) ma oggi come oggi , possiamo dire davvero che il Body Painting continui a rivestire questo ruolo oppure si è trasformato in un ennesima moda giovanile ?

Link per approfondire : http://bodyartpaintingadvertising. blogspot.comhttp:// www.arteseleccion.com/

Quando un cantautore incontra il rock di Paolo Barbaro, Matera

“Con le canzoni non si fa la rivoluzione, ma si possono dire certe cose”. A trent’anni da quei

magici concerti di Firenze e Bologna e a dieci anni dalla scomparsa del Faber, il concetto rimane vivo e forte, proprio come in quegli anni difficili per il nostro Paese. Ed ecco come le ballate e le poetica del cantautore genovese sposano il rock-progressive della PFM: il risultato splendido, e rivoluzionario sul piano musicale. “Il Pescatore” e “Amico fragile” sono l’esempio migliore del connubio insolito dei due generi; la perfetta fusione tra la voce di De Andrè e l’eleganza della chitarra di Mussida riempiono di nuova linfa due pezzi storici della canzone italiana. Per non parlare de “La guerra di Piero”: il dramma della guerra descritto dal punto di vista di un umile soldato, si arricchisce del violino di Lucio Fabbri. E tutta l’opera si arricchisce di un’atmosfera a metà fra la musicalità medievale, tradizionalmente italiana, e i suoni quasi alieni del rock-progressivo, che consacrano l’album tra i migliori del panorama musicale italiano

www.fondazionedeandre.it www.viadelcampo.com http://www.bielle.org/fabriziodeandre/


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L’orrore della guerra si fa cartoon e diventa un capolavoro.

di Chiara Penco, Milano

Link utilizzati: www.mymovies.it www.comingsoon.it

nizia tutto con l’incontro in un bar tra il registra Ari Folman e un suo vecchio amico. Quest’ultimo, racconta un suo incubo ricorrente in cui ci sono ventisei cani uccisi perchè durante la guerra in Libano avevano il compito di avvisare il nemico dell’arrivo dei soldati. Il regista non ricorda nulla di quell’episodio anche da lui vissuto, ma intervistando diversi suoi amici di vecchia data, cercherà il recupero di quella memoria persa attraverso un viaggio semi-onirico nel mondo della guerra, disegnato da David Polonsky.

In questo film d’animazione è proprio la tecnica del disegno a mescolare il reale al surreale; che crea forti contrati tra immagini e colonna sonora con un ritmo lento, ma non noioso e che lascia praticamente in apnea negli ultimi minuti conclusivi. Ari Folman sembra voler sottolineare quanto gli errori tendono a ripetersi senza che nessuno riesca ad imparare dagli sbagli del passato.

MERITOCRA - ZIA, ZIO, NIPOTE, FRATELLO… di Antonia Lopiccolo, Napoli

Carlo, studente modello, promosso a pieni voti. Mario, bullo, scapestrato nato nella periferia, ha una pagella scadente. Carlo merita, lui no. Lui non si diplomerà, non andrà all’università: i suoi modi sono aggressivi ed impulsivi: perché mai un elemento del genere dovrebbe andare avanti? Pressappoco questa è la logica d’azione che c’è nelle scuole italiane: c’è chi merita e chi no. Ma sulla base di che cosa questo viene stabilito? O meglio: in quale contesto vengono emesse tali sentenze? La reintroduzione del voto in condotta, l’irrigidimento per contrastare il bullismo, i cari vecchi punti di credito da accumulare nel triennio (solo un quarto del voto finale, per ribadire che il voto si costruisce lungo tutto un percorso...), in base alla fascia di voto a cui si appartiene, insegnanti che accumulano anch’essi punteggio negli anni: sono alcuni dei fattori che indicano il fatto che il nostro sistema scolastico sia

giusto, equo ed imparziale. Nella realtà i criteri di attribuzione di voti e punteggi restano relativi, così come è relativa la scala di voto a cui si attengono i docenti: non va dall’1 al 10, ma dall’1 all’8, o anche dall’1 al 7... Insomma, in Italia ‘gira la notizia’ che nelle scuole sia stato introdotto finalmente un sistema che premi i meritevoli. Il problema è che, sempre in Italia, “meritevole” è un termine dall’interpretazione alquanto ambigua. Tornando a Carlo e a Mario... nessuno mette in dubbio che Carlo possa sia andare avanti sia fallire, nella sua vita. Ma Mario è già fallito. E se invece fosse un genio della fisica, o se fosse portato per la psicologia? Non sapremo mai quanto vale, perché il sistema che in Italia garantisce lode ai meritevoli, garantisce anche tanti dubbi in merito, tanta relatività, e, in un paese dove le realtà territoriali sono diverse e diversamente disagiate, non prevede un sistema di

inclusione e di recupero per coloro che vorrebbero saper fare di meglio, e che non hanno colpa, se sono stati educati con modelli sbagliati, e non hanno mezzi per correggersi e riscattarsi. Ma non hanno neanche colpa del fatto che lo Stato non ha ancora capito cosa significhi “scuola”, benché il Devoto – Oli ci offra una chiara definizione. Nonostante in Italia esista ancora il clientelismo, nonostante alcuni cognomi si ripetano nello scenario politico italiano... è per merito che i figli di coloro che devono dirigere il nostro paese rivestano ruoli importanti? È questa la gente che ha il diritto di giudicarci?


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iniziative&appuntamenti 18 Marzo: Sciopero Flc - Cgil Sciopero indetto dalla Federazione Lavoratori della Conoscenza contro le politiche di smantellamento della scuola pubblica. Si terranno iniziative in tutte le principali città italiane. Per info: www.flcgil.it

27 Febbraio: Surfing Day – Studenti sull’Onda della Crisi Torino ore 9 Corteo da Piazza Albarello Genova ore 9 Corteo da Piazza Caricamento Napoli Lezione all’aperto in Piazza Dante, dalle ore 9.00 Salerno Assemblea sull’edilizia scolastica in Piazza Cavour (di fronte alla sede della Provincia), dalle ore 9.00 Cosenza Flash Mob pomeridiano in Piazza dei Bruzzi Trieste Flash mob pomeridiano in Piazza Oberdan Siena Corteo da Piazza della Posta ore 9.00 Brindisi Corteo da Piazza della Stazione ore 9.30 Viterbo Corteo da Piazza del Sagrario ore 9.30 e lezione in Piazza del Plebiscito (Piazza del Comune) ore 12.00 Verbania Corteo da Piazza Ranzoni ore 9.00

Trieste: iniziano le ripetizioni a 2 Euro Per info: www.udsfvg.org Siena: partono due rassegne cinematografiche, una su Johnny Depp e una sui Griffin. Per info: www.udsiena.net

21 Marzo: Napoli - XIV edizione della “Giornata della Memoria e dell’Impegno in ricordo delle vittime di Mafia” Piazza della Repubblica ore 10 Per info: www.libera.it

21, 22, 23 Marzo: Napoli – VII Congresso dell’Unione degli Studenti “In direzione ostinata e contraria – 15 anni di Sindacato Studentesco” Torneranno a riunirsi in quest’occasione tutti i compagni e le compagne provenienti dalle 100 città in cui si trova l’UdS. Dopo 15 anni di esistenza, la nostra organizzazione rilancia la lotta per fronteggiare la Crisi Globale e la politica dei governanti tesa a perseguire un liberismo sfrenato nel campo dei diritti e dei servizi. Per info: 0669770332; info@ unionedeglistudenti.it

Unione degli Studenti - il Sindacato studentesco sede nazionale Via 4 Noveembre 98 - 00187 Roma tel 0669770332 info@unionedeglistudenti.it www.unionedeglistudenti.it


Underground a1v0  

Periodico di controinformazione studentesca. A cura dell'Unione degli Studenti

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