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ARTE

R&DCULT marzo 2016

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#584 The passage of time, 2011

Oggi Mario Sughi vive a Dublino ed espone

in Europa, ma sta lavorando con la sorella per aprire nel 2016 un centro dedicato al padre e al suo lavoro

Autentico Ristorante Indiano

Apre a Ravenna il 12 marzo Via Faentina, 273

vo) ce la puoi fare, la self confidence non te la comperi domattina. Sarà un lavoro più genuino, più naturale, ma vero». Sei quindi un autodidatta, un po' come tuo padre... «Sì, il disegno nello studio con Sughi è stato sicuramente incoraggiante, mi correggeva un po', fai le pennellate più lunghe, acquarello con acquarello... Tuttavia vedi io ho studiato Storia all'università, ma anche lì mi sento autodidatta. Alla fine sei sempre solo con i tuoi libri e il tuo archivio, e nessuno te lo insegna a mettere insieme i pezzi di storia. Così è con il disegno». Ora lavori non solo nella tua patria di elezione, ma anche in altri paesi... «Sì, l'ultima mostra l'ho fatta ad Aberdeen con un pittore scozzese. Una doppia personale... è bello fare le cose in due. Aprono le letture, le persone entrano e vedono un dialogo, non un lavoro che si guarda allo specchio. Sia in Scozia che in Irlanda, come nella provincia inglese, c'è un clima molto vivace per l'arte. Ma questa vivacità non la vedi quando vai in certe gallerie d'arte, la vedi quando hai occasione di parlare con i ragazzi che incontri in una mostra o al pub, c'è un interesse vero. È strano che invece il clima galleristico rimanga invece impermeabile a quest'aria e le gallerie a Dublino mostrino soprattutto un'arte tradizionale. Molto astratto non nuovo, di maniera. Un figurativo decorativo. Sicuramente c'è una grande alfabetizzazione artistica: accanto al Trinity College gli studenti vanno a riposarsi in galleria, che è gratuita e accogliente. Se l'arte la vedi, ti entra dentro». In particolare hai rapporti

ottimi con la Germania... «Sì, in Germania ho la galleria con cui lavoro da più tempo e che sostanzialmente ha creduto nel mio lavoro per prima. Sicuramente questo ha a che fare anche con il clima economico: sono stato alla fiera di Karlsruhe recentemente e c'era un clima più euforico, maggiore disponibilità economica. La recessione in Italia si sente moltissimo e nel nostro lavoro è istantaneamente percepibile. Ad Aberdeen ad esempio c'è disponibilità perché c’è un po’ di petrolio... Però la situazione italiana non la capisco. Seguo ad esempio molti musei e gallerie italiane su Twitter, si divertono a fare tweet basati sul nulla e non custodiscono la collezione. Chiacchierano, non riflettono... Ma forse sono troppo lontano». So che stai anche lavorando con tua sorella sull'archivio di tuo padre... «Ah sì. Abbiamo trovato un edificio perfetto a Forlì per collocare in sede definitiva la collezione di quadri, la documentazione, le fotografie, la biblioteca di Sughi. È uno spazio grande e che permette un uso ibrido, di archivio ed esposizione e contiamo di aprirlo su prenotazione e al pubblico a metà 2016. Incrociando le dita tra maggio e giugno. Siamo all’opera con Serena per completare l'archiviazione e la certificazione, poi contiamo di organizzare se non vere e proprie mostre, perlomeno valorizzare questo lascito attraverso la collaborazione con enti e istituzioni. Siamo ovviamente in contatto con un pool di critici e storici dell'arte». E qui ritroviamo la doppia natura di Mario, storico e artista, che a lungo si è firmato nerosunero, proprio per non confondersi con Sughi senior. http://www.nerosunero.org/#/

Rd cult 2016 03  

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