Page 1

J

,~rCUSSlonl

battenaEtpercusslon I MENSILE

-post~ italian~

204 MARZO 2009 £6.00

spa - sp~d. abb. posI. d.l. 353/2003 (conv. in I. 27/02/2004 n. 46) arI. 1comma 1 - dcb roma - anno 20

JimmyBower southern power

RaphaelSaini c:l1aoswave

1- ~ianlopez Rodriguez 'lei segnodel folclore t:he

~ ..

Namm 2009 e novità del mercato

prove

piatti Paiste Black Alpha AIIIIIIIIII

SlipknotEdition batteriaPearlVisionVBX


p direttore Alfredo Romea redazione Vanna Crupi, Bianca Spezzano didattica Modern Drums Institute elaborazione foto Dario Somigli elaborazione partiture Lorenzo Petruzziello impaginazione Fabio Timpanaro progetto grafico Fabrizio M. Rossi - studio Ikona www.ikona.it diffusione Alessandro Varzi pubblicità Antonio Gentile ba 15456@iperbole.bologna.it 3282180218 - fax 1782202334 direttore responsabile Andrea Carpi hanno collaborato Federico Angelaccio, Roberto Baruffaldi, Davide Bernaro, Antonio Buonomo, Massimiliano Cerreto, Antonio Di Lorenzo, Antonio Gentile, Luca Luciano, lerome Marcus, Lorenzo Mazzaufo, Salvatore Montante, Vera Pitarelli, Mauro Porcu, Ricky Quagliato, Andrea Marco Ricci, Vincenzo Ridolfl, Mario A. Riggio, Gianluca Rimei, Edoardo Sala, Lele Sgarbi, Ricky Turco, Rick Van Horn, Vacho Varela, Marco Volpe, Ziolele. fotografi Davide Bernaro, Barbara Francone, Folletts, lerome Marcus, Rick Van Horn, Roberto Villani. distributore CDM,viale Don Pasquino Borghi 172, Roma, tel. 065291419 stampa Petruzzi srl, via Venturelli 7/B 06012 Città di Castello (PG), tel 075 8511345 Percussioni è una pubblicazione mensile di Percussioni s.c. a r.l. sede legale piazza Istria 2, 00198 Roma redazione tel 06 86210547 fax 06 86219788 Registrazione del tribunale di Roma n. 252 del 19.04.1990 Manoscritti e foto originali, anche se non pubblicati, non si restituiscono. È vietata la riproduzione anche se parziale dei testi, documenti, disegni e fotografIe. . in copertina Terry Bozzio/foto di lerome Marcus finito di stampare febbraio 2009

4

-

Terry Bozzio/joto di lerome Marcus

artisti 20

24 28 32 38 48

3850 anniversario della Zildjian di jerome marcus l'evoluzione della figura del griot di vera pitarelli jimmy bower di edoardo sala raphael saini di mauro porcu terry bozzio di jerome marcus irhin lopez rodriguez di davide bernaro

ERRATACORRIGE L'intervista a Scott Travis,pubblicata nello scorso numero di Percussioni (203, febbraio 2009), non è stata redatta da Edoardo Sala, bensì da Gianluca Rimei. Ce ne scusiamo con gli interessati e con i lettori. La foto è di Roberto Villani.

percussioni03 2009

2~

I


-

p viva la crisi?

rubriche 6 8 12 52 53

l'angolo della volpe rulli di tamburo recensioni

di antonio

note legali diario di una nota vagante

maggior parte dei musicisti, mi sono trovato spesso coinvolto in considerazioni disfattiste durante le conversazio-

batteriaepercussioni@gmai/.com a gran voce con i peggiori au-

spici da tutti i più autorevoli mia globale.

esperti di politica ed econo-

Con il pessimismo

che contraddistingue

la

ni da bar con i colleghi. In effetti già da qualche anno abbiamo avuto modo di notare quanto

54

cile riuscire ad esibirsi dal vivo, con paghe sempre più bas-

factory news: NAMM di rick van horn

ma dell'annuncio

della crisi le grandi etichette

che, le cosiddette

major. Queste già da anni lamentano

Su www.percussioni.net gli accessori e i gadget 70 72

piatti Paiste 'Black Alpha Slipkot Edition' di roberto baruffaldi

batteria Pearl 'Vision VBX' di roberto baruffaldi

se. A soffIare su questo fuoco si sono aggiunte

drastica contrazione si a demonizzare

responsabili

ma soprattutto

a ritmi

lettura

76

di ricky turco tecnica a coordinazione di ricky quagliato

percussionia dintorni di lele sgarbi teoria pratica di antonio buonomo

incapace

già da qualche

non soffrire

affatto

giovamento.

a quanto

ci si

tempo la scena

indie

di questa

crisi; anzi, sembra

Lo scorso novembre

riscontrare

una vitalità

e stanco,

di fronteggia-

Eppure, contrariamente

aspettare,

ho partecipato Indipendenti,

assolutamente

Leggendo qua e là su riviste e rapporti to conferme

a questa mia impressione.

sono trovato

a fare alcune riflessioni

al e ho

invidiabile.

di settore ho trovaA questo punto mi assolutamente

posi-

tive sulla crisi che ci troviamo ad affrontare e sulla possibilità che questa si possa rivelare un'ottima opportunità per migliorare

lo stato di salute della nostra arte. Qual è

stato il peccato originale

delle major? Negli anni '60 e '70

hanno scoperto talenti e li hanno fatti diventare Negli anni '80 hanno consolidato

delle star.

lo star system e hanno

creato un mondo dorato per il quale ogni artista era pronto a sacrificare tutto. Negli anni '90 hanno cominciato a vacillare

e, nell'illusione

acquisito,

buon compleanno a...

ad essa con-

non ci si può che aspet-

costituzionalmente

re i nuovi scenari. potrebbe

una

di tutti i loro problemi.

Con la crisi globale dell'economia

potuto

80

la rete e le nuove tecnologie

MEI di Faenza, Meeting delle Etichette

74

discografl-

tare il peggio per un settore già rosì acciaccato

trame

didattica

già ben pri-

delle vendite e dei profitti, ostinando-

nesse come principali

sembra

78

sia sempre più diffi-

strumenti

delle principali marche presenti alla fIera di Los Angeles.

-

gentile

Il 2009 è stato annunciato

che non avrebbero

perso quanto

hanno smesso di cercare nuovi talenti, spingen-

do gli artisti a seguire strade

già battute

e quindi

il più

possibile 'sicure'. All'inizio del terzo millennio

anche le po-

sizioni più solide hanno iniziato a sgretolarsi

e l'unica rea-

zione è stata quella di incolpare

le nuove tecnologie

e il

web e dedicare tutte le energie alla lotta contro la pirateria. Gli artisti non sono mai stati così abbandonati. Solo le etichette indipendenti, che non promettono nulla perché non hanno mezzi per fare veramente breccia sul mercato, danno spazio ai nuovi talenti.

Il fatto che il mercato

abbia più molto da offrire a nessuno permette non dover sottostare creatività.

a logiche che mal si sposano

In uno scenario

nuovo lecito porre l'accento

così apocalittico

tanto

mercato!

l'atmosfera

problema,

può essere di

degli anni

Questo mi ricorda '70! L'unico grosso

oggi, è farsi notare in una jungla

tutti, o quasi, hanno non dovremmo

analoghe

farci spaventare

possibilità

globale dove di accesso.

Il messaggio

rivare. Per questo la crisi globale rappresenta 204

032009 percussioni

opportunità

Ma

da questo. Chi ha qualco-

sa da dire, prima o poi viene notato. un'ottima

di

con la

del proprio tempo, non

Che meraviglia!

febbrile

non

su ciò che si vuole esprimere,

sul ruolo di artista come interprete del proprio

all'artista

per l'artista

può ar-

secondo

del terzo millennio.

me


p

arte e cultura africane

di vera pitarelliinfo@percuSSioni.net

Checosafa un griot oggigiornosia in Africasia in Occidente?Qualè il suo ruoloe qualisono le suefunzioni in un contestomodernizzato? Chiscrivesi è postaquestedomandeprimae durante

la stesuradellapropriatesidi laureadaltitolo: losonogriot"- Lafiguradelgriot tratradizione Il

modernità'.Ma primadi spiegarviil significatodi questotitolo vorreifare qualchepassoindietro. Mi chiamo Vera Pitarelli e suono le percussioni. Ho iniziato con quelle afrocubane e afro-brasiliane esibendomi in diversi contesti (anche jazzistici). Poi ho scoperto il mondo afro, il djembé e tutto ciò che lo riguarda, mi si è aperto un universo tutto da esplorare e ho iniziato a studiare percussioni tradizionali dell'Africa subsahariana con due griot (Sourakhata e Lancei Dioubate) della Guinea. Unire quindi questa passione con i miei studi al DAMSdi Bologna mi è sembrata un'ottima idea, e cosi ho fatto. Il mio obiettivo è stato quello di capire che cosa fa oggigiorno un griot. Su questo argomento (il griot 'moderno') non esiste molto materiale, soprattutto non in lingua italiana. Ma ho avuto la possibilità di intervistare degli artisti africani di fama internazionale e di assistere a due conferenze che mi sono state di grande aiuto. Per riuscire a delineare la figura del cosiddetto griot moderno (espressioneche oggi spesso viene usata), bisogna innanzitutto capire chi è un griot, quale era la sua posizione sociale e quali le funzioni a cui doveva adempiere nella società mandenga tradizionale, prima che questa venisse in contatto con l'Occidente nel periodo della colonizzazione. Quando parliamo di mandingo, ci riferiamo a quella parte dell'Africa occidentale che oggi è divisa in Paesi quali il Senegal, la Guinea, la Costa d'Avorio, il Burkina Faso e il Mali, che un tempo facevano parte di un unico regno chiamato Impero mandingo. I termini griot e griotte (al femminile)sono termini francesi che appaiono nei dizionari transalpini alla fine del XVII"secolo. Esistono diverse teorie riguardo la loro origine etimologica.La terminologia locale invece varia a seconda dell'etnia: ad esempio, in lingua bambara il griot è

.~ ]

I

24

chiamato djeli, in malinkéjeli ejè/imuso (muso = femmina) per le griotte. Nella lingua malinkéjeli significa sangue:questo nome proviene da una vicenda leggendaria di cui esistono tante versioni,

comprese alcune viste dall'ottica islamica. Il termine griot viene spesso tradotto come 'cantastorie africano', il cui ruolo fondamentale era quello di tramandare

percussioni 032009

I

204


oralmente la storia e la tradizione della cultura mandenga. Il griot in realtà era molto di più e le sue funzioni erano molteplici. Lo storico maliano Amodou Hampaté Ba divide i griots in tre categorie': l) i griot musicisti, capaci di suonare qualunque strumento. Cantori spesso meravigliosi, essi sono conservatori e trasmettitori delle musiche antiche; 2) i griot 'ambasciatori' e cortigiani, incaricati d'intromettersi fra le grandi famiglie quando si verifIcano delle controversie. Sono spesso legati a una famiglia reale o comunque nobile, non di rado a un'unica persona;

3) i griot genealogisti, storici o poeti (tutte e tre le cose insieme), i quali sono in genere anche favolisti e grandi viaggiatori, non necessariamente legati a una famiglia. Griot si è di nascita, e questo status sociale si trasmette da padre a fIglio. La tradizione assegna a questa casta uno status particolare e privilegiato: una grande libertà di espressione, il non rispetto della regola della reciprocità (un griot non era tenuto a ricambiare i doni e le offerte che gli venivano fatti), J'immunità a tutte le sanzioni compresa la pena di morte, il compito di annunciare la morte di una persona, ecc. Il griot nella società tradizionale aveva un ruolo importante nella vita privata di ogni abitante del villaggio, ma anche nella vita pubblica e politica. Questi privilegi però avevano un prezzo che era il disprezzo di cui i griot erano oggetto: infatti il griot

204 1032009 percussioni

morto non veniva inumato, ma il suo corpo veniva posto nella crepa di un tronco d'albero (baobab).La famiglia globale, i clan, l'etnia e i significati dei cognomi erano aspetti molto importanti nella società tradizionale che era divisa in tre caste: l) Horon (uomini liberi): la famiglia reale, i guerrieri, agricoltori, cacciatori, pescatori, ecc.; 2) Nyamkala ("gente di casta"):gli artigiani, casta che include i fabbri (numù), i peliai e vasai (garankè)e i cantastorie li djeli e quindi i griot), considerati 'artigiani della parola'; 3) Djon: gli schiavi. Questa tripartizione in caste non è da considerare come una divisione in 'caste superiori' o 'caste inferiori', ma come una vera e propria 'divisione dei compiti: Le forme di trasmissione del sapere erano dunque la parola, la musica e la danza. Gli strumenti musicali del griot erano la korà, n'bolon,n'bolon,il balafon,il tamani e altri, mentre alle griotte era concesso suonare la kàrinà. Il djembé invece veniva suonato dai numù (fabbri),che lo costruivano ed erano quindi loro dei djembefolà ("suonatori di djembé"). "Nella cultura mandenga tradizionale il griot non suonava mai il djembé, lui aveva già i suoi strumenti"'. In questa società il ruolo del griot era ben definitoe aveva un senso, ma con la colonizzazioneeuropea il sistema economico e sociale in Africa cambiò molto. L'Occidenteintrodusse degli schemi culturali nuovi, che modificarono completamente il contesto sociale.Cosìvennero eliminatele divisioni sociali e questo cambiamento radicale e repentino modificò gli equilibri interni delle società africane. La funzione dei griot era già mal compresa dagli Occidentali, che li definivano dei parassiti, e con !'introduzione della scrittura tale funzione venne messa ancora di più in discussione. "[ bianchi che arrivano [...]nonconoscendo questa civiltà [...] li qualificano 'parassiti: E i giovani griot, dal momento che nei libri c'era scritto 'parassiti', ne avevano vergogna. Oggi invece, tutti rivendicano il loro status di griot, anche quelli che non lo sono':' Bisogna comunque ricordare che, molto prima della colonizzazione europea, anche !'integralismo islamico aveva contribuito ai mutamenti delle società africane. In questo contesto di economia di mercato, di un'economia fmanziariamente quantificabile, il griot cosa poteva vende-

re? La parola? La verità? Il ruolo del griot oggi è chiaramente in crisi, ma lo è anche tutta la tradizione. Nel primo decennio dell'indipendenza in molti paesi africani si formarono associazioni che intendevano valorizzare la propria cultura, ma oggi ci ritroviamo di fronte a una nuova situazione. I griot oggi hanno la possibilità di uscire dal loro villaggio e di viaggiare. Questo è sicuramente un aspetto positivo, ma molti giovani africani oggi non conoscono più la tradizione e comunque non tutti i griot scelgono di adempiere alle loro funzioni, ma intraprendono altre strade. Non tutti ricevono lo stesso tipo di formazione (tradizionale, moderna/occidentale, islamica) e alcuni vanno a vivere in Occidente, altri nascono direttamente lì. Mentre tradizionalmente le forme di espressione e trasmissione del griot erano la parola (e varie forme della letteratura orale), la musica e la danza, oggi il griot può anche usare forme moderne e occidentali e mezzi tecnologici quali il teatro, il cinema, la radio, la televisione, il giornalismo, il romanzo africano, internet e via dicendo. Inoltre il griot non suona più solamente gli strumenti tradizionali, ma anche strumenti occidentali come la chitarra e le tastiere, mescolando così anche la musica africana tradizionale con al-

I I I I

tri generi come il blues, il jazz, il reggae. Queste contaminazioni e nuove possibilità di trasmissione sono fondamentalmente positive; il rischio però è che la tradizione vada persa. Tradizione e modernità dovrebbero coesistere parallelamente, secondo Mamady Keita, e non essere sostituite l'una dall'altra. Invece oggi esiste una grande confusione a riguardo. Baba Sissoko dice a proposito: "Noi abbiamo bisogno dell'evoluzione della cultura, ma senza perdere di vista la tradizione, altrimenti siamo rovinati".' Il ruolo del griot non è più importante come lo era prima e inoltre non gode più della libertà di parola, anzi spesso viene corrotto o censurato da un governo non democratico. Tra tutte queste incertezze viene da porsi anche la domanda: esiste ancora il 'griot tradizionale' e se sì, lo si può scindere nettamente dal cosiddetto 'griot moderno'? Secondo molti sarebbe assurdo pensare che in un contesto completamente modificato il griot possa adempiere ancora alle sue funzioni in modo tradizionale. Secondo Dani Kouyaté, invece,

25

.~-


f.

.

I

a Parigi in alcune comunità africane esisterebbero dei griot che applicherebbero la tradizione:"Nonè una questionegeografica, ma di atteggiamento sociale e culturale".Lui stesso è un griot nato in Burkina Faso, che però ha ricevuto una formazione moderna: oggi vive a Parigi e usa il cinema e il teatro come mezzi per trasmettere dei valori ed è convinto che sia assolutamente necessario che il griot si adatti al contesto moderno: "È una questione di vita o di morte. [...] Ci sono molti valori che possono essere ancora salvati, a condizioneche il griot si adatti, che riescaa recuperarequesti valori e che riesca a trasmetterli nel nuovo sistema". Già suo padre, Sotigui Kouyaté,era stato uno di quei griot che dopo l'indipendenza si era accorto di appartenere a una nuova generazione.La sua educazione era awenuta in parte in un contesto tradizionalee in parte sui banchi di una scuola europea; si era anche abituato a frequentare la scuola musulmana.Eglinon cantava più le epopee del passato, ma i suo testi raccontavano della gente che incontrava ogni giorno, lo faceva suonando la chitarra e cantando spesso in francese. Più tardi si

I:

I I

,

11 III 'I i'" I

avvicinò al cinema e al teatro fmo a in- espressioni come 'griot moderno', ma ancontrare Peter Brook.Anche Souleymane che 'griot muto': "Molti griot oggi non sanCamara ha trovato un suo modo per no più parlare". Manca comunque anche la adempierealle sue funzioni di griot. Egliè volontà di ascoltare. Frutto di questi camnato e cresciuto in Guinea, suonava il biamenti è anche il termine movimento djembé, fmché un giorno il Maestro afro-europeo. Secondo Bruno Genero si Mamady Keita sentendolo suonare gli tratterebbe di un movimento in divenire, chiese di fare parte del suo gruppo Sewa che però ha già preso piede, e che tra venKan, che lo portò a viaggiare in tutto il t'anni potrebbe diventare una corrente mondo. Stabilitosiin Olanda,iniziò da so- paragonabile al movimento alTo-americalo a studiare la chitarra e a mescolare la no negli States o alla musica aITo-cubana a musica tradizionaledel suo Paesecon altri Cuba, movimenti nati grazie a dei sincretigeneri musicali occidentali. smi tra culture diverse'. Oggi tra Arncani e Inaspettatamente iniziò proprio in Europa Occidentali si sono creati dei rapporti intera suonare anche la korà (strumentotipico culturali (ed economici). "Ho visto il mio del griot) e a cantare: "Non cantavo mai, maestro suonare forzatamente, era obbligamio padre mi dicevasempre:Devicantare, to. [...] Però era all'epoca del colonialismo. per te stesso! E io gli rispondevo:No, va Oggi invece vedo i Bianchi andare nei vilbene il djembé. Ma ora ho realizzatoche laggi accolti da migliaia di zanzare, manmio padre diceva il vero e ora il canto giano lo stesso cibo degli Africani, dormom'interessa"."Tutti e tre questi griot hanno no dove dormono gli Africani e si appassiotrovato attraverso un percorso individuale nano a questo strumento {djembé} e sono un proprio modo per essere tali. Hanno loro stessi che lo suonanor:" Grazie all'evoinoltre deciso di lasciare ai loro figli la luzione oggi tutti possono suonare il djemscelta se essereo no dei griot; di nascita lo bé: lo suonano i griot e le griottes (a Hadja sono: "Cisono due cosemolto diverse,uno Sire Doumbouya da piccola era vietato è lo status {sociale},l'altra è lafunzione".' suonare le percussioni; oggi vive in L'evoluzioneha portato al conio di nuove Germania e suon.a e danza nell'ensemble di

I

nercusslom

seminari di

I)attena Etpercusslon

I

Cento anni di drum set. Una storia multimedialedella batteria

di Alfredo

Romeo

Attraversola visione di foto, filmatie l'ascoltodi brani musicali ripercorsa l'oma,! secolare storia.~d.ii1 nostro strumento e dei suoi p.' importanti interpreti, dalle sue origini a oggi.

Drurns & Sounds.

Il

suono e tuttoquello che bisogna sapere prima .--

.-

"

-

"

.

...

di Roberto Baruffaldi

Per conoscere cosa determinail suono ~ei nostri~amburi, le diffe tra i var,i tipi di legno, le pelli, cane, I\CRIZIO\1 E'TRO

I3 Glmo 2009 SIGmG

influiscono

i

cerchi,

le

di'

IL

metodologie di accordatura e tanto altro a,ncora...

LP "111"1\

3'"JL"E2009 I batteristidel -

".

rock

progressivo

di Mario A. Ri'ggio

!r-

Il concetto di progressivo,

il COncept albmn e la SUite, il rock s'

le

jazz

altre

contaminazioni,

il

e la world music, l'improvvisazio

Per informazioni, tel. 06 86210547 info@percussioni.net

7/12

SEPTEMBER 2009 ;;;;;

. FERMO(Italy)

www.~ercussioni.net

..'"


Famoudou Konaté), lo suonano gli Europei, gli Asiatici, gli Americani e tutto il mondo. Mamady Keita è stato colui che negli anni Sessanta rese popolare questo strumento: prima in Africa e poi in Occidente. Alla mia domanda (azzardata) se secondo loro anche i tubab (Bianchi) che studiano la musica 'tradizionale' (spesso comunque si tratta di ballet o creation) possono in un certo modo contribuire alla diffusione di questa cultura, gli intervistati Mamady Keita (che è un horon), Dani Kouyaté e Souleymane Camara hanno risposto di sì: "Assolutamente si! Il fine è quello di far sopravvivere la tradizioneft. Come si evolverà dunque la figura del griot in futuro non si può sapere, "sicuro è che non si può tornare indietroft. Il griot sta attraversando una forte crisi d'identità. Da qui nasce l'idea per il titolo della mia tesi: lo sono griot, citazione della prima frase dell'epopea mandinga. Riuscirà il griot di oggi a ritrovare il suo ruolo e a riprendersi la parola, riuscirà ad adattarsi senza perdere le sue radici, la conoscenza della sua tradizione e della sua storia? Riuscirà a trovare una nuova forma di esistere nelle società moderne di

tutto il mondo per continuare ad adempiere alla sua funzione più importante, quella di essere memoria degli uomini? "lo sonogriot.[...]Noi siamogliscrignidelle parole che custodiscono segreti plurisecolari. foo.]Noi siamo la memoria degli uomini [.00]La mia parola è pura e spogliata da ogni menzogna; è la parola di mio padre; e del padre di mio padre. lo vi dirò la parola di mio padre esattamente come l'ho ricevuta [...] Ascoltate la mia voce, voi che avete desiderio di sapere; dalla mia bocca voi imparerete la storia del Mandingor '0. Vera Pitarelli ~Io[e Vera Pitarelli, "lo sono griot"

- Lo figura

del griot tra tradizione e modernità, tesi di laurea in Antropologia dello Spettacolo, laurea DAMS-Teatro, Università di Bologna, novembre 2008 Si veda a tal proposito: Hampaté Ba, A. La tradizione vivente, in J. Ki-Zerbo, a cura di, Histoire générale de l'Afrique. Méthodologie et prehistoire africaine, voI. I, 1980, trad. it., Metodologia

e preistoria dell'Africa. Storia

generale dell'Africa, voI. I, Jaca Book, Milano,

VeraPitarelli,ibid.,p. 101,Intervistaa MamadyKeitamaggio2008. PaolaBeltrame,C'èun segretotranoi. SotiguiKouyaté:Ilraccontodi un griota contattocan l'Europa,Titivillus,Corauano (Pisa),1997,p. 197. VeraPitarelli,ibid.,p.59;conferenza L'evoluzionedelgriotnelXXlosecolocon Dani Kouyatée BabaSissoko,Meetingdi arte e cultura africana,Associazioneculturale djembé.it,Rovigo2008. VeraPitarelli,ibid, pago97, intervistaa SouleymaneCamara,Rovigo2008. VeraPitarelli,ibid.,pago80, intervistaa Dani Kouyaté,Rovigo2008. VeraPitarelli,ibid.,conferenzaIlmovimento afro-europeocon MamadyKeita,Bruno Generoe Irian L6pezRodriguez,Meetingdi arte e cultura africana,Associazioneculturale djembé.it, Rovigo2008,p. 105/106. Intervistaa HadjaSireDoumbouyaa cura di VeraPitarelli,Rovigosettembre2008. D.T.Niane,Sundiataepopeamandinga, EdizioniLavoro,Roma,1986,pp. 11-12,in L D'Amico- A.Kaye,Musicadell'Africanera: civiltà musicalisubsaharianefra tradizione e modernità,L'Epos,Palermo,2004,p. 103.

1987, pago211

. rlOn . erCUSSIOn la séuola dl Alex ..I ...~ .: .

Battll1l

de Ba'l'lel'lo

eorsi di batteria, congas, timbales, pandeiro, bombolegiiero, djembé, bongos, cajon... per ritmi afro, sudamericani e nordamericani con metodologie e strumenti all'avanguardia.

Orion ~erCUSSion di Aiex Battil1i de Balllleillo Il - 20146 MILANO - MM Linea 1 Gambara (linea

Via Tacopo Palma,

Tel. 02.48702354

- 02.36565371

- E-mail:

www.alexbattini.com

OYAMAHA

barreiro@alexbattini.it

rossa)

L'evoluzione della figura del griot  

Articolo di Vera Pitarelli sulla rivista "Percussioni" 2009

Advertisement