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GEOmedia

Speciale

Dalla geomatica all’archeomatica Un filo diretto tra passato e futuro uesta edizione di GEOmedia inaugura una serie di Speciali dedicati a settori disciplinari nei quali la geomatica non è l’interprete principale ma uno degli attori di rilievo. Il tema specifico di questa edizione speciale tratta delle applicazioni di automazione dedicate ai Beni Culturali e a tutti i processi in cui esse sono coinvolte per il mantenimento presente e futuro di questi specifici settori di utilizzo. Specificatamente per questo evento, il nostro Direttore Responsabile ha coniato un nuovo termine sostituendo il prefisso geo con archeo soddisfando il preciso intento di far convergere le scienze della automazione con la tutela dell'espressione del nostro passato. Siamo di fronte ad una vasta panoramica di applicazioni che spaziano dalla documentazione storica a quella per il restauro, dalle analisi non distruttive ai metodi di rilievo, dai problemi di conservazione a quelli puramente fisico-tecnici museali, per concludere col necessario ausilio della tecnologia al fine di scorgere all’interno di un’opera d’arte quello che normalmente è invisibile ad occhio nudo. Documentazione, Tecnologie e Case Studies sono i principali argomenti affrontati in questo Speciale; all’interno di essi gli autori affrontano e percorrono problematiche che vanno dall’inquadramento della documentazione per il restauro nel suo aspetto vero, spogliato quindi del mero fascino tecnologico, alla documentazione iconometrica dei dipinti. Un interessante test di schedatura speditiva appena concluso in Lombardia, nell’ambito dell’evoluzione del Sistema Informativo Territoriale della Carta del Rischio del patrimonio culturale, affronterà il tema dell'attuazione di analisi di vulnerabilità estensiva con pochi fondi a disposizione. Vengono illustrate esperienze derivate da discipline prettamente geomatiche come l’uso di laser per il rilievo e l’uso di immagini aeree digitali per l’analisi sempre più approfondita del nostro territorio, in particolare dei tessuti storici visibili e non visibili; sempre per rimanere nel campo dell’invisibile, poi, un interessante esperimento di analisi termografica di murature. Segue, inoltre, una approfondita ricerca metodologica per l’analisi di vulnerabilità per la riduzione del rischio sismico del costruito storico e dei monumenti e, per concludere, lo studio del microclima sia in ambienti monumentali che nella grande problematica che coinvolge la conservazione museale. Il panorama è vastissimo e affascinante e non può essere raccontato nell’esiguità delle nostre 64 pagine. Il nostro è solo un tentativo di portare il messaggio che trapela dalle parole di tutti i nostri autori all’attenzione degli esperti delle tecnologie necessarie alla conservazione del patrimonio. Facciamo in modo che anche le generazioni future possano fruire almeno di quello che abbiamo potuto vedere noi.

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Buona lettura Renzo Carlucci

Lettere al direttore: direttore@rivistageomedia.it

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ARCHEOMATICA 2006  

Numero speciale di GEOmedia sulle tecnologie geomatiche per i Beni Culturali - 2006

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