a product message image
{' '} {' '}
Limited time offer
SAVE % on your upgrade

Page 1


La mia prima Bibbia Pubblicazione periodica settimanale Anno II – Numero 31 – Milano, 19 aprile 2019 Edita da RBA Italia S.r.l. Via Gustavo Fara, 35 – 20124 Milano Direttore generale: Andrea Ferdeghini Responsabile editoriale: Anna Franchini Responsabile marketing: Tiziana Manciameli Edizione originale dell’opera © 2018 RBA Coleccionables, S.A.U. Titolo originale: Mi primera Biblia © 2018 RBA Italia S.r.l. sulla presente edizione Realizzazione editoriale: studiobajetta, Milano Progetto grafico copertina: Llorenç Martí Progetto grafico: Laia Salcedo, Imalaia disseny Testi: Susanna Esquerdo Revisione: Montse Mota Traduzione: Marta Cattaneo Disegni: William Borrego Registrazione presso il Tribunale di Milano n. 386 del 11/12/2014 Iscrizione al ROC n. 16.647 in data 1/3/2008 ISSN 2385-1732 Direttore responsabile: Stefano Mammini Stampato nel 2019 presso MACROLIBROS Calle Vázquez de Menchaca, 3 47008 Valladolid, Spagna Distributore per l’Italia: Press-di Distribuzione Stampa e Multimedia S.r.l. 20090 Segrate (MI) P.I. Spa Sped. in abb. Post. DL 353/2003 legge del 27/04/04 n. 46 art. 1 c. 1 DCB Brescia www.rbaitalia.it Nessuna parte di questa pubblicazione può essere riprodotta o trasmessa in qualsiasi forma o qualsiasi mezzo elettronico, meccanico o altro senza l’autorizzazione scritta dei proprietari dei diritti e dell’editore. Per i passi antologici, per le citazioni, per le riproduzioni grafiche, cartografiche e fotografiche appartenenti alla proprietà di terzi, inseriti in quest’opera, l’editore è a disposizione degli aventi diritto nonché per eventuali non volute omissioni e/o errori di attribuzione nei riferimenti.

Si ringrazia la dottoressa Maria Claustre Solé, biblista e docente della facoltà di Teologia di Barcellona, per la collaborazione alla progettazione e alla stesura del piano dell’opera.


La mia prima Bibbia

I miracoli di GesĂš


Gesù passava per ogni paese, e quando si fermava

in un luogo, tutti lo accoglievano a braccia aperte. Alla gente piaceva ascoltarlo perché aveva un modo di parlare che affascinava. Nonostante ciascuno avesse i propri problemi, le parole di Gesù facevano sentire meglio. Un giorno in cui molte persone desideravano avvicinarsi a Gesù, arrivò anche un uomo di nome Giairo. Sembrava molto triste. – Per favore Gesù, vieni a casa mia – lo supplicò. – Mia figlia è molto malata. Temo possa morire da un momento all’altro… – Allora andiamo subito a casa tua – gli rispose Gesù.

6


7


Giairo e Gesù riuscirono a fatica a farsi strada tra la folla.

Fra di essa c’era anche una donna malata da molti anni che non osava parlare con Gesù. Quando Lui le passò accanto, gli toccò la tunica con la punta delle dita. In quel preciso istante sentì di essere stata guarita. E anche Gesù lo sentì. Per questo si fermò e domandò: – Chi mi ha toccato? – C’è molta gente qui, sarà stato qualcuno che non lo ha fatto apposta – gli disse Pietro.

8


Ma Gesù insistette e continuò a cercare con lo

sguardo la persona che lo aveva toccato. – Sono stata io – gli disse una donna, con vergogna. – È da molti anni che sono malata. Ho speso tutti i miei averi per i dottori e le cure, ma niente e nessuno è riuscito a farmi guarire. – Vai pure tranquilla – gli rispose con un sorriso Gesù.

9


Mentre Gesù si allontanava da quella donna, un

uomo si avvicinò a Giairo per riferirgli un messaggio urgente: – Tua figlia è morta. Non hai più motivo di portare il Maestro a casa tua. Ma Gesù, che aveva sentito tutto, appoggiò la mano sulla spalla di Giairo e gli disse: – Non avere paura. Tua figlia si salverà. I due andarono a casa di Giairo e trovarono tutta la sua famiglia che piangeva per la disgrazia di aver perso la bambina. – Non piangete. La bambina sta solo dormendo. Quindi le si avvicinò, le toccò la mano e le disse: – Alzati piccola! E la bambina aprì gli occhi e si alzò.

10


11


Dopo alcuni giorni Gesù tornò a Gerusalemme.

Entrò nella città dalla Porta delle Pecore. Lì vicino c’era una piscina che si diceva essere miracolosa per chi vi entrava. Per questo motivo vi andavano molti malati in cerca della guarigione. Gesù venne a sapere che uno di questi era malato da quarant’anni.

12


–Perché sei così disperato? – gli chiese.

– È perché non riesco a reggermi in piedi e non ho nessuno che mi aiuti a entrare nella piscina – gli rispose. Allora Gesù gli disse con parole dolci: – Non ti preoccupare. Raccogli la tua barella e torna a casa. All’istante l’uomo poté camminare.

13


14


Non a tutti quello che faceva Gesù sembrava una cosa

buona. Il sabato era considerato giorno di riposo per i giudei, ma Egli aveva guarito un uomo di sabato. Per questo motivo alcuni gli si avvicinarono e gli dissero: – Non sai che di sabato non si può lavorare? Perché fai queste cose? – Il Padre mio, Dio, lavora tutti i giorni – gli disse. – Per questo io faccio lo stesso. Questa risposta diede ancora più fastidio a coloro che lo criticavano. – Come si permette di dire che fa le stesse cose di Dio? – mormoravano alle sue spalle.

15


Gesù non si trattenne ad ascoltare

quello che si diceva contro di lui. Continuò quindi sulla sua strada fino a giungere a Cafarnao. Lì, gli si avvicinò un uomo per chiedergli qualcosa. Era un centurione, un capo dell’esercito romano. – Signore, per favore… Il mio servo è malato e soffre molto…

16


Il centurione non era sicuro di come

gli avrebbe risposto Gesù, perché non era un israelita ma un romano. Ma come era solito fare, Gesù gli disse: – D’accordo, andiamo a casa tua e lo aiuterò.

17


Il centurione disse a GesĂš:

– Non merito di averti a casa mia. Sono sicuro che se tu ordinassi che lui guarisse, il mio servo starebbe bene.

18


–Avete sentito ciò che ha detto quest’uomo? – domandò Gesù a coloro che lo accompagnavano. – Non ho mai incontrato nessuno in Israele che abbia così tanta fede come lui, che crede così fermamente nella mia parola. Quindi parlò nuovamente al centurione: – Vai a casa. Troverai il tuo servo guarito. E questo fu esattamente ciò che accadde.

19


20


Un giorno un uomo si avvicinò a Gesù portando brutte notizie: – Vengo da Betania, in Giudea. Le sorelle di Lazzaro mi hanno chiesto di venire a cercarti perché loro fratello è molto malato. Gesù, che era amico di Lazzaro e delle sue sorelle, gli disse che era sicuro che l’uomo sarebbe stato bene. I discepoli non erano d’accordo che Gesù andasse in Giudea, perché non era passato molto tempo da quando aveva dovuto fuggire da quel luogo. Ma Gesù disse loro: – Lazzaro è morto. Adiamo in Giudea. Io lo resusciterò e voi crederete.

21


Quando Gesù arrivò in Betania, Marta, una delle sorelle di Lazzaro, corse a parlargli: – Abbiamo già seppellito nostro fratello. Ma io so che qualunque cosa tu chiederai a Dio Egli te la concederà.

22


–Non ti preoccupare Marta – le rispose Gesù. – Tuo

fratello risorgerà. Chi crede in me vivrà. E tu, credi in me? – Sì – rispose lei senza esitare. – Io credo che tu sei il Messia, il Figlio di Dio.

23


Anche Maria, l’altra sorella di Lazzaro, si avvicinò

a Gesù: – Mio fratello è morto perché tu non eri qui – si lamentò. – Fammi vedere dove lo avete seppellito – le chiese Gesù. E davanti al sepolcro di Lazzaro, Gesù si mise a piangere. Alcuni di coloro che erano presenti dissero: – Guardate, si vede che gli voleva molto bene… Ma altri ribatterono: – Se Gesù lo avesse voluto, Lazzaro non sarebbe morto.

24


25


–Togliete la pietra che chiude la tomba – ordinò Gesù.

E si mise a pregare Dio perché lo aiutasse: – Padre, io so che mi ascolti sempre. Fallo anche ora affinché tutti possano vedere che Tu mi hai mandato. E poi gridò: – Lazzaro, vieni fuori! –

26


E il suo amico tornò a vivere.

Gesù ringraziò quindi il Padre. Tutti coloro che erano accorsi si resero conto che Egli era realmente il Figlio di Dio e che poteva fare cose straordinarie, anche se continuava ad esserci chi non accettava ciò che faceva o diceva.

27


GUIDA PER GENITORI ED EDUCATORI

I miracoli di Gesù

La lotta contro il male che affligge le persone

LE FONTI BIBLICHE I quattro Vangeli di Matteo, Marco, Luca e Giovanni trasmettono lo stesso messaggio, pur non essendo identici fra loro. Ognuno racconta i fatti della nascita, vita e passione di Gesù dal proprio punto di vista, ed è Giovanni colui che presenta maggiori differenze. Per quanto riguarda i miracoli di Gesù, tutti i Vangeli raccontano prodigi di guarigioni o resurrezioni. La guarigione del paralitico e la resurrezione di Lazzaro vengono raccontate nel Vangelo di Giovanni, la guarigione del servo del centurione si trova nei Vangeli di Matteo e Luca e la resurrezione della figlia di Giairo in quelli di Matteo, Marco e Luca.

L’IDEA PRINCIPALE La buona novella di Gesù è trasmessa con parole e fatti. Gesù è venuto a portare un messaggio di salvezza per le anime, e a volte cura anche i corpi fisici di coloro che soffrono. Gesù non sfrutta mai i miracoli a proprio beneficio, come ad esempio gli propose il diavolo nelle tentazioni del deserto. Non ricorre nemmeno ad essi per punire gli uomini. I miracoli non vogliono essere prodigi eccezionali o dimostrazioni per i curiosi, ma vogliono mostrare l’amore di Dio per gli uomini.

I SIMBOLI G

iairo e Gesù riuscirono a fatica a farsi strada tra la folla. Fra di essa c’era anche una donna malata da molti anni che non osava parlare con Gesù. Quando Lui le passò accanto, gli toccò la tunica con la punta delle dita. In quel preciso istante sentì di essere stata guarita. E anche Gesù lo sentì. Per questo si fermò e domandò: – Chi mi ha toccato? – C’è molta gente qui, sarà stato qualcuno che non lo ha fatto apposta – gli disse Pietro.

8

28

Ma Gesù insistette e continuò a cercare con lo

sguardo la persona che lo aveva toccato. – Sono stata io – gli disse una donna, con vergogna. – È da molti anni che sono malata. Ho speso tutti i miei averi per i dottori e le cure, ma niente e nessuno è riuscito a farmi guarire. – Vai pure tranquilla – gli rispose con un sorriso Gesù.

9

La donna malata e la figlia di Giairo. Sia Giairo sia la donna malata sono sicuri che Gesù possa guarire gli uomini. Nonostante sia circondato dalla gente, Gesù non fa uno spettacolo della guarigione della donna, la cui fede è così grande da accontentarsi di toccargli la tunica. Per quanto riguarda la figlia di Giairo, Gesù afferma che la bambina sia solo addormentata e le chiede di svegliarsi, come se non volesse dare troppa importanza al miracolo che stava per compiere.


Dopo alcuni giorni Gesù tornò a Gerusalemme.

Entrò nella città dalla Porta delle Pecore. Lì vicino c’era una piscina che si diceva essere miracolosa per chi vi entrava. Per questo motivo vi andavano molti malati in cerca della guarigione. Gesù venne a sapere che uno di questi era malato da quarant’anni.

–P

erché sei così disperato? – gli chiese. – È perché non riesco a reggermi in piedi e non ho nessuno che mi aiuti a entrare nella piscina – gli rispose. Allora Gesù gli disse con parole dolci: – Non ti preoccupare. Raccogli la tua barella e torna a casa. All’istante l’uomo poté camminare.

12

13

N

on a tutti quello che faceva Gesù sembrava una cosa buona. Il sabato era considerato giorno di riposo per i giudei, ma Egli aveva guarito un uomo di sabato. Per questo motivo alcuni gli si avvicinarono e gli dissero: – Non sai che di sabato non si può lavorare? Perché fai queste cose? – Il Padre mio, Dio, lavora tutti i giorni – gli disse. – Per questo io faccio lo stesso. Questa risposta diede ancora più fastidio a coloro che lo criticavano. – Come si permette di dire che fa le stesse cose di Dio? – mormoravano alle sue spalle.

14

15

Il centurione disse a Gesù:

– Non merito di averti a casa mia. Sono sicuro che se tu ordinassi che lui guarisse, il mio servo starebbe bene.

–Avete sentito ciò che ha detto quest’uomo? – domandò Gesù a coloro che lo accompagnavano. – Non ho mai incontrato nessuno in Israele che abbia così tanta fede come lui, che crede così fermamente nella mia parola. Quindi parlò nuovamente al centurione: – Vai a casa. Troverai il tuo servo guarito. E questo fu esattamente ciò che accadde.

18

19

Quando Gesù arrivò in Betania, Marta, una delle sorelle di Lazzaro, corse a parlargli: – Abbiamo già seppellito nostro fratello. Ma io so che qualunque cosa tu chiederai a Dio Egli te la concederà.

22

–N

on ti preoccupare Marta – le rispose Gesù. – Tuo fratello risorgerà. Chi crede in me vivrà. E tu, credi in me? – Sì – rispose lei senza esitare. – Io credo che tu sei il Messia, il Figlio di Dio.

23

Il paralitico. L’uomo invalido è vicino all’acqua della piscina che hanno detto potrebbe curarlo, ma non riesce a entrarvi. Gesù prova compassione per la sua debolezza e solitudine e lo guarisce senza ricorrere alla supposta acqua sanatrice. E non chiede all’uomo di raccontare a tutti che è stato Lui a guarirlo, ma solo di tornare a casa. Il bambino può capire che quando si compie una buona azione non è necessario raccontarlo a tutti. Il sabato. Le parole e le azioni di Gesù risvegliano la gratitudine così come il rifiuto di alcune persone, che lo rimproverano per aver guarito l’uomo nel giorno dedicato a Dio, il sabato. Ciononostante, Gesù vuole far capire che non esiste un giorno in cui non possa essere manifestato il messaggio salvifico di Dio. Il bambino capirà che aiutare chi ne ha bisogno è la cosa più importante da fare. Il centurione. La buona novella che Gesù reca al mondo non è riservata solo agli israeliti, ma è per tutti coloro che vogliono ascoltarla. Il centurione romano non è sicuro che Gesù accetti la sua supplica, ma Egli non solo lo aiuta, addirittura lo presenta come esempio di una persona con una fede solida. Il bambino può capire che è fondamentale ascoltare ciò che dice il proprio cuore. Lazzaro. I miracoli sono fatti che aiutano a credere, ed è così che Gesù vuole che sia quando chiede aiuto a Dio per risuscitare Lazzaro. Le parole di Gesù in questo frammento del Vangelo di Giovanni ci dicono della relazione tra la fede e la vita eterna: “Io sono la risurrezione e la vita; chi crede in me, anche se muore, vivrà”. Si fa sempre più evidente il fatto che Gesù è il Figlio di Dio.

29


Profile for RBA Italia

I Miracoli di Gesù  

I Miracoli di Gesù  

Profile for rbaitalia
Advertisement