Bin mag #4 | The Cinema Issue

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ISSN 2531-4211

mag #4 talents | design | art | fashion | events

CLAUDIO GUBITOSI G i f f o n i E x p e r i e n c e D i re c t o r

THE CINEMA ISSUE july 2016


mag #4


mag #4


mag Periodico trimestrale Direttore Responsabile Francesco Mazzoni Editore Ideographis Snc Via Paola Falconieri, 110 00152 Roma ideographis@me.com Sito web: www.bin-mag.com info@bin-mag.com Registrazione Tribunale di Roma n. 22/2016 del 9 marzo 2016 Stampa Pixartprinting SpA Via 1° Maggio, 8 Quarto D’Altino (VE)

Naples, ITALY, 2016, july


C R E D I T S CHIEF EDITOR Francesco Mazzoni

CREATIVE DIRECTOR Roberto Liberti

FASHION DIRECTOR Antonella Di Pietro

TREND ANALYST Orietta Pelizzari

TREND SETTER Felice Porretiello

ART CONSULTANT Caterina Arciprete

MANAGING EDITOR Tony Guarino

MANAGING COMMUNICATION Chiara Cubicciotto

GRAPHIC DESIGNER Roberto Spiga

GRAPHIC ILLUSTRATOR Flavio Ceriello

PHOTOGRAPHERS Matteo Anatrella Barbara Di Maio

DESIGN CONSULTANT Roberto Liberti

MARKETING DEVELOPER Maurizio Liberti BUSINESS DEVELOPMENT MANAGER Diego Armando Vasso CONTRIBUTORS Caterina Arciprete, Paola De Ciuceis, Antonella Di Pietro, Tony Guarino, Vincenzo Liazza, Roberto Liberti, Vittoria Mazzoni, Francesco Mazzoni. TRANSLATIONS Tony Guarino SPECIAL THANKS TO Vincenzo Canzanella, Ivan Cotroneo, Romilda De Luca, Pino Quartullo, Barbara Costabile, Mimmo Verdesca, Laura Trisorio, Marco Gallotta. SPECIAL THANKS TO THE CROWDFUNDING CONTRIBUTORS Paul Mathieu, Diego Salterini, Lou Alessandroni, Luca Tesauro, Vincenzo Pizzarelli, Antonino Colaiacolo, Felicetta Sacco, Vito Franzese, Armando Giardino, Pierluigi Russo, Ermina Mazzoni, Vincenzo Canzanella, Delia Delli Carri, Deborah Delli Carri, Diego Armando Vasso. COVER CLAUDIO GUBITOSI ph. Barbara Di Maio www.bin-mag.com info@bin-mag.com



mag #4

03 | Credits 09 | Letter from the ART director 10 | CINEMA E MODA 12 | SENZA PAURA Giffoni Experience: Claudio Gubitosi 28 | ROMILDA DE LUCA Da Caserta a Hollywood sognando un ritorno da Oscar 36 | MARCO GALLOTTA Paper cutting portraits: Italy - USA 50 | IVAN COTRONEO Il talento di essere liberi 62 | PINO QUARTULLO Cani in fuga dalla bestialità umana 72 | BIN TALENTS: MIMMO VERDESCA Omaggio a Vittorio De Sica. Luoghi e protagonisti del capolavoro del Neorealismo 80 | VINCENZO CANZANELLA Quella volta che la Callas mi disse: “Fammi magra”. 94 | ARTECINEMA Festival internazionale di film sull’arte contemporanea 106 | CINEMA HART Cinema & Relax


BIN MAG ISSUE #4

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Letter from the art director by

ROBERTO LIBERTI

“Oggi le arti si esprimono come contaminazioni tra linguaggi diversi, in uno sconfinamento continuo da una materia all’altra, da una tecnica all’altra, da un’espressività all’altra”. Così Germano Celant esprime in “Artmix, flussi tra arte, architettura, cinema, design, moda, musica e televisione” (Feltrinelli ed., 2008) questa fluttuazione tra i diversi linguaggi artistici contemporanei. In tal senso i musei si trasformano da istituzioni statiche, che conservano e preservano le opere, a live show dinamici e di qualificazione urbana. L’architettura, la cui capacità progettuale cresce in modo esponenziale grazie alle nuove tecnologie virtuali, scopre le potenzialità comunicative di una visione globale a cui concorrono anche pittori, scultori, video e music artists. Il libro offre un interessante spunto di riflessione su una modalità di fare arte, in cui le distinzioni si fondono e si confondono, in un rapporto magmatico di tutte le forme espressive. In quest’ottica il cinema rappresenta sia il luogo di convergenza ideale, sia un intrigante punto di osservazione per quei “fluidi” linguaggi artistici contemporanei che abbiamo cercato di fotografare nel primo numero dedicato alla “settima arte” e presentato in anteprima nella più viva ed “eternamente giovane” tra le manifestazioni dedicate al cinema in Italia: Giffoni Experience.

“Nowadays the arts are expressed through a contamination of various media in an ongoing trespassing from one subject to the other from a technique to the other, from a form of expression to the other”. This is how Germano Celant expresses the fluctuation between the contemporary artistic media in “Artmix, flussi tra arte, architettura, cinema, design, moda, musica e televisione” (Feltrinelli ed., 2008). In this sense the museums go from being static entities, the keepers of opuses to dynamic live shows dedicated to urban qualification. Architecture, which is evolving thanks to the new virtual technology, is slowly discovering the potential of a new global vision which includes the collaboration of painters, sculptors, videos and music. Books offer an interesting point of discussion on the making of art where there are no real distinctions and all expressive forms are merged into one. The world of cinema represents the ideal meeting point and an intriguing vision of all the contemporary artistic media “fluids” that we have tried to include in the first number dedicated to the seventh art and exclusively launched on the occasion of one of the most “eternally youthful” events dedicated to film in Italy: Giffoni Experience.


CINEMA & MODA A mutual attraction by

ANTONELL A DI PIETRO: Tommy Hilfiger Global Creative Director

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Innamorati da sempre e per sempre, un flirt senza tempo e senza fine, un amore che non conosce momenti di drammatico abbandono. Probabilmente Marlene Dietrich, in The Blue Angel, non sarebbe stata la stessa se non avesse indossato sulle schermo abiti rivoluzionari che non corrispondevano per nulla alle classiche silhouette dell’epoca. Il look e le forme androgine dei suoi tailleur hanno ispirato le donne del suo tempo e grandi stilisti come Armani che ha spesso sostenuto di essere stato influenzato dalla grande star degli anni ‘30. La bellezza e l’eleganza di Audrey Hepburn resta indiscutibile e unica, ma sono stati gli abiti che Hubert Givenchy disegnò per lei nel film colazione da Tiffany a trasformarla in un’icona di stile per sempre. Richard Gere vestito da Armani in American Gigolò ha stabilito, una volta e per sempre, l’eleganza e la sensualità degli uomini che indossavano abiti italiani dagli anni ‘80 in poi...e da allora nessun rivale si è mai affacciato all’orizzonte. Attraverso i divi e le divine lo stile è entrato a far parte della memoria collettiva: un lavoro di collaborazione fruttuosa tra i “Geni” che ci hanno fatto sognare con i loro film e i grandi stilisti che hanno vestito i personaggi di storie straordinarie. Il cinema ha la capacità di migliorare la realtà estetica e la moda è la componente essenziale di questi momenti. La settima arte ha il compito di mostrare la bellezza del messaggio e diffonderlo, mentre gli abiti dei personaggi ne esaltano la personalità e la storia personale. Gli anni ’30 sono stati il momento di massima influenza del cinema sulla moda e quel gusto continua a essere, ancora oggi, lo specchio e l’ispirazione della società e allo stesso tempo il propulsore di nuove tendenze, in grado di modificare la stessa realtà. Sono piuttosto chiare ed evidenti le leggi e i processi che legano i sogni, animando le nostre serate. Resta misterioso il motivo per il quale abbiano poi una totale influenza sulle mode e sui costumi della società. Senza dubbio lo schermo fa cogliere rapidamente l’essenza degli ambienti che sono rappresentati e riporta a un passato che ci appartiene e che ispira le nostre vite. Ma mi chiedo se la ragione di un tale fascino non risieda soprattutto nell’idea rassicurante di un mondo, quello delle nostre mamme e delle nostre nonne, più confortante dell’ancora ignoto. Il grande genio, il re di tutti i tempi, Monsieur Karl Lagerfeld ha sostenuto più volte che bisogna ispirarsi al passato per creare un futuro migliore.

Forever in love, a flirtatious relationship that shows no signs of slowing down any time soon. It probably wouldn’t be the same if Marlene Dietrich hadn’t worn her edgy, for the time, outfits in The Blue Angel, which were not exactly the average womanswer back in the day. That particular look and androginous style inspired the women of the time and the future Fashion designers like Armani, who seldom claimed how influential the 30s star fashion was on his work. The beauty and elegance of Audrey Hepburn remains to this day unique and unmatched, but it was Hubert Givenchy’s designs for Breakfast at Tiffanys that made her an icon. Richard Gere dressed in Armani from head to toes in American Gigolò represents the epitome of elegance and sensuality for men who started wearing Italian suits from the 80s onwards, with no real other alternative on the horizon. Through the divas style became part of everyone’s heritage: a fruitful collaboration between the geniuses of film and fashion who helped forge the looks of beautiful people for extraordinary stories. Film can make reality look better and fashion plays a big part in this. The task of the seventh art is to show the beauty of the message and spread it whilst the outfits of the charachters in the film can exalt their personality and make them stand out. The ’30s were the peak of the influence of film on fashion and that taste still mirrors the needs of society and the latest trends that can ultimately change reality. The rules that dictate what we wear on a special occasion aren’t that hard to follow. The reasons behind the influence on fashion is, however, still a mistery. The screen undubtedly reflects the essence of what is represented and brings us back to a past that belongs to all of us and inspires us. But I often wonder if its charm is due to a reassuring past, the one we have learnt to know through our mothers and grandomothers’ stories against the unkown. A great genius, the king of all time, Monsieur Karl Lagerfeld has seldom claimed that you need to be insired by the past to create a better future.

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SENZA PAURA

Giffoni Experience: Claudio Gubitosi F RANC ESC O MA Z ZONI p h o to Barbara d i maio by

photo BARBARA DE MAIO


EDItORIAL

SENZA PAURA by

Giffoni Experience: Claudio Gubitosi

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FRANCESCO MAZZONI

p h o to by

BARBARA DI MAIO

A diciotto anni, nel 1971, fonda, armato solo di passione ed entusiasmo, il Giffoni Film Festival a Giffoni Valle Piana, una piccola cittadina vicino Salerno. In 46 anni di attività e successi, Claudio Gubitosi è diventato il simbolo del riscatto del Meridione e di una Regione, la Campania, che lui definisce “terra dalle incredibili potenzialità”. Il festival, che dirige da tutta la vita, oggi è diventato Giffoni Experience, un’esperienza globale (di relazioni umane e di espressioni culturali) e ipertrofica che non esaurisce la sua mission nelle giornate di cinema. L’idea di creare un punto d’incontro per il cinema dei ragazzi è stata solo il punto di partenza di un viaggio culturale che oggi unisce continenti e saperi. I protagonisti, però, sono sempre loro, bambini e ragazzi, che, sempre più numerosi, a Giffoni trovano lo spazio ideale per conoscere, sperimentare e ritrovarsi.

In 1971, barely 18 years old, out of passion and love, he founded the Giffoni Film Festival in Giffoni Valle Piana, a small unassuming town near Salerno. In the course of 46 years of successful activities, Claudio Gubitosi has become a symbol of redemption for the South of Italy and the Campania Region, which he describes as a “land filled with incredible potential”. He has been at the helm of the festival, which later became the Giffoni Experience, a global experience made up of human connections and cultural expressions that goes way beyond its film festival days, since its inception. The idea behind the creation of a hub for film aimed at young people was only the starting point of a cultural journey that has brought different customs and continents together over the years. The children and young people are still core to the event held every year in Giffoni, the ideal place to meet, learn and experiment.

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Giffoni Experience, è certamente una storia di successo legata indissolubilmente al suo nome. Un’impresa oramai longeva e in continua evoluzione. Qual è l’arena più impegnativa che in questi anni ha dovuto affrontare per difendere la sua creatura? 46 anni è una vita, quindi in questo percorso così intenso, lungo, complesso, ho dovuto affrontare non poche difficoltà, superare anche barriere creative. La parola chiave è stata “sfidare”, “osare”, l’altra è stata “perché no?”. Sembrano delle frasi fatte, ma sono vere: chi ha detto che non si può fare? Questo è il mantra che mi ha guidato fin qui dall’età di 18 anni. Mi hanno anche aiutato gli amici fedeli, dandomi la spinta per andare avanti. Immaginate di costruire Giffoni Multimedia Valley appunto a Giffoni, un progetto di 40 milioni di euro, non una cosa da niente. E viaggiare nel mondo partendo da uno dei comuni più piccoli della nostra regione. Qual è stata, diciamo, la stella polare? Il fatto che sono convinto, e lo sarò sempre, che c’è una differenza abissale tra il contenuto e il contenitore. Il contenuto è quello che tu hai in testa, e quello che hai nel cuore, che è un po’ la tua fede, i tuoi principi, la tua etica. Ogni idea ha un’etica, anche comportamentale. Devi essere creativo, ma anche architetto. Immagina un disegno creativo che ha bisogno di un luogo fisico dove svilupparsi. Ho pensato che il contenuto fosse preciso, adatto, straordinariamente pensato per un comune piccolo. E’ possibile che un grande evento si possa fare in un piccolo paese? Io ho scelto le ragioni del sì. Il passaggio successivo è stato curare il posizionamento di Giffoni nell’ambito di quelle che sono le attività internazionali, quelle note, per intenderci, quelle che hanno una loro storia, una loro identità, vivacità e fulgore. Non si vive di una sola estate e, quindi, non si sviluppa un’energia solo in un preciso momento dell’anno, ma occorre che duri nel tempo. Ecco, Giffoni, che è il mio paese, che adoro, amo e vivo quasi quotidianamente, è stato il contenitore giusto per fare queste cose. Se io fossi nato a Capri, a Ischia, a Sorrento, a Napoli, a Roma, ad esempio, il festival di Giffoni non sarebbe nato. Forse perché tutte le più grandi difficoltà erano al tempo stesso anche le potenzialità di questa città. E per superare queste difficoltà è stato importante far leva sull’imprenditorialità, sull’essere impresa a lungo termine.

Giffoni Experience, is certainly a success story indissolubly linked to its name. A long running enterprise that keeps on evolving. Which is the toughest arena you have fought in to defend your creature? 46 years is a lifetime, therefore I have had to face several obstacles, including creativity barriers, over the years. The key word was “challenge” but also “dare” and “why not?” That might seem obvious, but it’s true. This was the mantra that has paved my way since I was 18 years old. Of course I also had loyal friends that encouraged me to keep on going. Just imagine the complications of building the Giffoni Multimedia Valley in Giffoni, a 40 Million euro project, a huge endeavor. And let’s not forget having to travel around the world when you live in one of the smallest towns of your region. So what was the polar star? I think that it all boils down to the huge difference between the container and the substance. The substance is what you have in your head, what you feel in your heart, which is kind of like your creed, your principles, your ethics. There are ethics behind each and every idea. You must be creative, kind of like a designer. Imagine a creative design that needs a physical place to become true. I strongly believed that the substance was the right one and a very well thought one, for that matter, for a little town like Giffoni. Is it possible to carry out a big event in such a little town? I chose to believe that it was indeed possible. The next step was to work on putting the event on the map of International activities with a very precise identity, vivacity and peak. You can’t live off of the results of a good season. You need an event that can endure the passing of time. Now, Giffoni, which is my hometown, a place that I love and live in on a daily basis, was the perfect container for all of the above. If I was born in Capri, Ischia, Sorrento, Napoli, or Roma, for example, I don’t think that the festival would have been possible. Perhaps the biggest obstacles were also the greatest potential of the town. And in order to overcome all of these problems it was important to think of it as an enterprise that would pass the test of time.

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Qual è stato il ruolo delle istituzioni?

What was the role of the Institutions?

Sicuramente le istituzioni sono state fondamentali nello sviluppo dell’idea di Giffoni. Mi riferisco principalmente alla Regione. Ma bisogna considerare le due facce della medaglia. Io ho sempre detto: non chiedo finanziamenti o contributi, ma partecipazione nello sviluppo di quello che è il link degli investimenti. Su Giffoni ho voluto che si investisse.

The institutions were definitely very important in the development of the Giffoni idea. I am talking about the Regional Government. However, you have to consider both sides of the coin. I have always said that I have never begged for funds or contributions but for a participation in the development of Giffoni. I have always asked people to investment on Giffoni.

In che modo è riuscito a convincere i suoi interlocutori? Si è creata la perfetta letizia tra il finanziato e il finanziatore. Oggi, e lo affermo con orgoglio, per ogni milione che la Regione o altri Enti investono sul progetto, io ne restituisco il 250%. Questo è l’aspetto principale. Il secondo riguarda le potenzialità e il fascino dell’offerta. È intorno all’idea che si è sviluppato il feeling tra l’ente finanziatore e il nostro team. Adesso, indipendentemente dal luogo dove è nata l’ispirazione, ovvero un piccolo paese in provincia di Salerno, siamo stati capaci di diventare leader del mondo in questo settore. Giffoni è oggi un brand mondiale, esportato come “made in Campania”, per quanto riguarda l’edu-entertainment per famiglie e ragazzi.

How did you manage to sell your idea to your interlocutors? It was possible because of the perfect chemistry between the funder and the receiver of the funds. I can claim, with great pride, that for every Million that the Region or other Bodies invest on the project they get back a 250% interest. This is the main reason. The second reason is the potential and charm of the offer. The strength of the idea has always been core for both the funder and our team. Now, despite the location of the town that hosts the idea, which is in the middle of nowhere, we can claim to be indeed the leaders of this sector. Giffoni has become a world renown brand in the edu-entertainment sector and is being exported as a “made in Campania” product.

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“La grandezza del successo si misura dall’invidia che esso genera”. Ha conosciuto anche lei l’ostilità dei detrattori?

“The greatness of one’s success is measured by the jealousy it generates”. Have you ever encountered any antagonism?

Ci sono stati e continuano ad esserci “momenti difficili”. Perché Giffoni è un esempio, un progetto molto speciale. Non è un programma o una stagione musicale o teatrale. Il nostro è un progetto che impegna per l’intero anno, con tutte le sue attività in (esportazione) e out (ricezione). In un paese, nella propria regione, esistono molte invidie e gelosie. Pochi giorni fa, in occasione della presentazione dei due grandi volumi che rappresentano un’opera omnia su Giffoni, mi son chiesto: che cosa ho dato a questo progetto? In realtà penso di aver speso solo il 20% delle mie energie. Perché il restante 80% l’ho dovuto utilizzare per affrontare scogli, muri di gomma, problematiche, complessità nei rapporti umani, rapporti con la Regione, rapporti con il Ministero che oggi, lo dico con orgoglio, sono davvero ottimi. Una complessità questa che è un po’ l’anima negativa di questa regione, che di fronte al figlio che porta nome, visibilità, economia e storia, tenta di ostacolarlo. Questo è un problema storico e negativo di questo Sud, che non riesce a scrollarsi di dosso il concetto per cui “tutto deve cambiare, per non cambiare nulla”. Io qui ho stravolto le regole del gioco: ho fatto capire che il cinema cosiddetto “per ragazzi” è una delle più grandi imprese che il mondo possa affrontare ed è la linfa vitale del cinema mondiale. Famiglie e ragazzi sono i principali sostenitori dell’arte filmica.

There have always been, and there still are, “difficult moments” because Giffoni is a very special project. It is not a simple musical or theatrical program or review. Giffoni is a project that includes all year-round activities. This creates a lot of jealousy in the region. A few days ago, on the occasion of the official launch of two volumes about Giffoni I asked myself this: How much of myself did I give to this project? To be honest I think I only gave 20% of my energy. The other 80% had to be implemented to fight obstacles, people, the Region, the Ministry which have finally come around thanks to my tenacity. This sort of thing represents the negative side of this region, which always tries to bring down the people who think out of the box. This is a sad tradition in a place like this where the motto seems to be “everything must change so to make sure that everything stays the same”. I have changed the rules here: I showed everyone that the so called cinema “for kids” is one of the biggest enterprises out there and that it is indeed the new vital nourishment for cinema. Families and youth are the biggest supporters of film today.

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Giffoni is strongly rooted to its territory. How does the success of the Giffoni Experience affect the local community?

Giffoni ha un radicamento territoriale molto forte. In che modo il successo di Giffoni Experience coinvolge la comunità locale?

I had the opportunity to show that such an important project can be created and developed in a “non-place” and that the “non-place” can become a popular and beloved city all over the world. This area was once void of any touristic potential. Now, of course, it’s a whole different story. There are 54 B&Bs, 45 restaurants and 6 banks in a town with just over 12 Thousand people. And a lot more happiness around. The most amazing thing for me is that there are people travelling from the world over to reach an unknown town made famous by its brand. The biggest Hollywood stars flocking in the area without getting paid is another Giffoni “miracle”. This is the strength of the idea I had to fight for over the last 46 years. During the first 10 years I had to fight to let my local community understand the potential of the Giffoni Film Festival. During the second decade I focused on building the network around the project: Municipality, Province, Region, sponsors, Production agencies etc. The third decade was dedicated to the exportation of the brand all over the world. The last decade, which was completed six years ago, focused on the global affirmation of the festival, a return to its roots and on the development of Giffoni Multimedia Valley project.

Ho avuto modo di dimostrare che un progetto così importante si possa sviluppare anche in un “non-luogo” e che il “non-luogo” diventi invece una città, amata e conosciuta in tutto il mondo. Quest’area geografica, un tempo priva di alcun tipo di potenzialità turistica, oggi è riuscita a creare un’indotto prodigioso. Immaginate 54 B&B nell’area, 45 ristoranti e 6 banche in un paese di soli 12 mila abitanti. A questo va aggiunto il benessere collettivo e la felicità per tutta la comunità. La cosa che stupisce anche me ancora oggi è che si venga da tutte le parti del mondo in una località fondamentalmente ignota solo perché è noto il brand. Le più grandi star del cinema mondiale partecipano senza percepire nemmeno un euro, un altro dei “miracoli” di Giffoni. Questo è il potere di quell’idea che in questi 46 lunghi anni ho dovuto lottare per confermare. Nei primi 10 anni ho dovuto far capire alla mia realtà locale che cos’era il Giffoni Film Festival. La seconda decade l’ho dedicata alla costruzione della rete da mettere intorno al progetto: Comune, Provincia, Regione, sponsor, agenzie di produzione etc. Il terzo decennio è stato quello dell’espansione del brand a livello nazionale e internazionale. Il quarto, che è quello completato sei anni fa, è stato quello dell’affermazione globale del festival, di un ritorno forte nel radicamento locale e nello sviluppo della Cittadella del Cinema e del nuovo progetto di Giffoni Multimedia Valley. bin| 23


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Pronti per il debutto della 46ª edizione del festival. Ha più volte dichiarato alla stampa che il 2016 sarà l’anno della svolta per Giffoni Experience. Qualche anticipazione?

The 46th edition of the festival is ready to roll. You have more than once claimed that the 2016 Giffoni Experience is at a turning point. Can you tell us something more?

Non posso fare delle anticipazioni. Giffoni non è fatto di nomi, il nuovo Giffoni parte proprio da questo. Se si ama Giffoni bisogna accordargli fiducia. Io sono certo che anche senza svelare i film o i talenti internazionali attesi, la partecipazione resta altissima. La cosa bella di Giffoni è che il pubblico crede in noi perché non lo tradiremo mai. Tutti quelli che lo seguono devono ragionare in un modo nuovo. Non è importante il sensazionalismo degli ospiti e delle star, ma il gradimento dei giovani giurati, delle loro famiglie. A loro ho dedicato una sala per ritrovarsi, genitori e figli insieme, in un luogo di condivisione che rafforza il loro legame. Ci saranno come sempre le migliori intelligenze del mondo a Giffoni, ma i protagonisti saranno ancora una volta i ragazzi. La giuria sarà composta da 4150 giovani, un numero che cresce di anno in anno. Non è il programma che fa grande il festival, ma l’atmosfera che regala a tutti.

I cannot say more than this for now. All I can say is that Giffoni is not about the names. That’s the idea behind the new Giffoni maybe. If you really love Giffoni you have to have faith in it. I am sure that even without giving any of the names of the guests attending away, the interest is in the event is still sky high. The best thing about Giffoni is that the people believe in us and know that we will never betray them. All those following Giffoni need to think differently from now on. The stars are not the main feature of the festival, it’s the people and the jurors; the families! I have indeed dedicated a whole theatre to them, a place where the jurors can be with their parents and reinforce their bond. The cream of the crop of entertainment and culture will be in Giffoni as per usual of course but the real protagonists of the event are still the youth. The jury will be composed of 4150 young people, a number that has been increasing year by year. They are the most important feature of the festival together with the joyous atmosphere you sense everywhere in the town.

Qual è il valore aggiunto e i progetti più originali di Giffoni Innovation Hub, polo strategico e operativo, nato per promuovere la creatività, la cultura digitale e l’innovazione? Il nostro dipartimento di innovazione tecnologica rappresenta una sfida davvero importante con brand rivoluzionari. Parliamo di digital education, new media, video games, smart toys, digital fabrication, design, moda, food. Se non avessi messo in moto il meccanismo dell’hub innovativo, Giffoni sarebbe stata solo una bella proposta culturale ma non il grande progetto che è diventato. Molti festival del cinema hanno già esaurito le loro potenzialità e sono destinati a scomparire. Giffoni non chiuderà mai, perché a ogni esperienza che si chiude ne segue un’altra; è un percorso in continua evoluzione.

What is the added value of Giffoni Innovation Hub, which was created to promote creativity and digital innovation, and what are their most interesting projects? Our department dedicated to technological innovation is indeed a great challenge for us. We are talking about digital education, new media, video games, smart toys, digital fabrication, design, fashion and food. If I hadn’t woken up one day and decided to launch the innovation hub Giffoni would have probably remained a beautiful cultural proposal without reaching its full potential. Many film festivals have already reached their full potential and are destined to disappear. This will never happen to Giffoni because there are always new challenges to take on. It is an ever evolving project.

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Non è un’iniziativa statica ma un’esplosione di creatività. Siamo, infatti, pronti per lanciare circa 20 startup a cui offriremo un luogo privilegiato per lavorare e crescere nell’ambito della multimedialità. Solo poco tempo fa alla Scala di Milano, in presenza del Capo dello Stato, è stato presentato il nostro film che racconta i 150 anni di storia del Sole 24 ore. Ancora prima il teatro San Carlo di Napoli ha ospitato, in presenza di un parterre d’eccezione, un altro nostro progetto che racconta il rapporto del giornale Il Mattino con il capoluogo partenopeo. I nostri dipartimenti sono la meravigliosa premessa del lavoro che permetterà a questo centro di creatività giovanile di conquistare un ruolo da protagonista in Europa. Lei ha investito nei giovani e nelle loro capacità. Questa scommessa, per nulla scontata, si è rivelata una strategia vincente nella realizzazione di un progetto così ambizioso? I giovani qui a Giffoni sono i veri protagonisti. La squadra è molto forte, siamo circa 70 persone, ma ho già in programma di aggiungere al contingente altri 30 giovani tra i 22 e i 30 anni. L’età media dei miei collaboratori è 40 anni e quindi abbiamo la necessità di individuare la generazione che porterà avanti il progetto.

It is not a static initiative but an explosion of creativity. We are indeed ready to launch 20 startups that will have a dedicated space for the development of various multimedia projects. We recently presented a film about the 150th anniversary of the Sole 24 Ore at the Scala Theatre in Milano in the presence of the President of the Republic. And before that we screened another film at the San Carlo Theatre in Napoli about the story of the Il Mattino the most important newspaper in the South of Italy. Our departments are indeed a wonderful prospect for our future activities and youth so to find a central place in the European landscape. You have always invested a lot in youth. Was this strategy, which should not be taken for granted, a success in the creation of such an ambitious project? Youth are the real protagonists in Giffoni. There is a very strong team of 70 people, and I am planning on adding 30 more youth, aged between 22 and 30, to the already existent one. The average age of my collaborators is now 40 so we need to find the new generation that will be able to bring the project forward.

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Giffoni può contare su un’alleanza internazionale fra il festival e altri partner pubblici e privati in varie parti del mondo. Giffoni Vojager è oggi una rete presente a Hollywood e in Australia, Albania, Polonia, Dubai, Doha. Quale sarà la prossima tappa? Ho dovuto con dolore frenare l’esportazione del modello Giffoni. Al momento abbiamo circa 50 paesi interessati ad acquisire il brand e il nostro schema operativo. I miei formatori, le iniziative e la vivacità culturale di Giffoni rappresentano un’offerta di eccellenza che interessa una platea di partners sempre più vasta. C’è una nuova apertura che riguarda l’Iran e subito dopo l’Azerbaijan. Siamo presenti già in Georgia, nei Balcani (Macedonia, Albania e Croazia) e da 5 anni in Qatar e a San Paolo del Brasile. E non finisce qui. C’è una nuova iniziativa, il Giffoni Day, che porterà nelle più importanti capitali europee non solo Giffoni ma un tour promozionale della Regione Campania. L’obiettivo è trasformare questa Regione nella realtà più creativa d’Europa già a partire dal 2020, offrendo lavoro e nuove possibilità per la nostra economia.

Giffoni can count on an International alliance made up of other festibals and organizations in the world. Giffoni Vojager has already conquered Hollywood, in Australia, Albania, Poland, Dubai, Doha. What’s next? I have had to limit the exportation of the Giffoni template. There are currently around 50 countries interested in buying the brand and our format. My collaborators, our initiatives and the cultural vivacity of Giffoni represent an excellent offer that many International partners are eager to learn more about. There are potential projects in Iran and in Azerbaijan. We are already in Georgia, in the Balkans (Macedonia, Albania and Croatia) and have been collaborating with Qatar and Sao Paulo in Brazil for several years. There is also a new initiative called Giffoni Day that will take Giffoni around in the most important European capitals. Our aim is to make this region the most creative one I Europe by 2020 and offer jobs and opportunities for our economy.

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Proseguono i lavori della Multimedia Valley prossima all’apertura, come sarà questa cittadella del cinema e come cambierà il volto di Giffoni Experience? Visiteremo una prima parte della Multimedia Valley nei primi giorni del Festival di quest’anno, mentre per l’inaugurazione ufficiale bisognerà aspettare novembre o dicembre prossimi. Nel 2017 ci attende poi il secondo lotto e, se tutto procede secondo programma, nel 2020 avremo anche il campus universitario e altri spazi per le tante attività di Giffoni Experience. Multimedia Valley sarà la più grande area della creatività e della cultura del Sud d’Italia, un acceleratore di idee e progetti innovativi, che si svilupperà su una superficie di oltre 40mila mq. Che consiglio darebbe a chi, ispirato dal dinamismo di Giffoni Experience, volesse fare impresa al Sud? Ognuno di noi ha tutto ciò che serve per una gestione imprenditoriale della propria vita. Ogni individuo è impresa se investe nelle proprie capacità. E necessario focalizzare tre passaggi fondamentali per avere successo. Non bisogna mai arretrare di fronte agli ostacoli. Ci saranno miliardi di imprevisti e l’unico modo per superarli è credere fortemente nelle proprie idee. E’ indispensabile poi amare quello che si fa per rendere efficace la nostra azione. E in ultimo, con la forza persuasiva delle nostre certezze, occorre convincere gli altri della bontà del nostro progetto e della solidità di un business plan realistico. Il territorio, come nel caso di Giffoni, può essere un elemento propulsivo. Se il luogo e la comunità sposano l’idea, tutto si sviluppa in modo partecipato e veloce. A quel punto basta pensare in grande, fare una valutazione spietata di costi e benefici, selezionare solo le cose migliori, sistematizzarle e proiettarle non nel presente ma nel futuro. Un’idea è vita. Va coltivata senza paura.

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The Multimedia Valley is almost ready for the big launch. What will the new face of the Giffoni Experience look like? We are going to visit part of the Multimedia Valley on the occasion of the first few days of the upcoming festival whilst the official launch is set in November or December. We are awaiting for the second batch in 2017 whilst by 2020 we are expecting the Uni Camp also to be completed alongside the other areas planned for the new Giffoni Experience activities. Multimedia Valley will be the biggest creative area in the South of Italy (40 Thousand square metre) and will host many innovative projects. What kind of advice would you give to people who are eager to start their own enterprise in the South of Italy? Each one of us possesses what they need to transform their lives in an enterprise. Each one of us can be an enterprise if we are willing to invest on our own skills. The three secrets for a successful enterprise are as follows: Never back down in front of any obstacles. There will be Thousands of them and the only way to get through them is to firmly believe in your own ideas. You must truly love what you are doing to make every action really effective. And last, but not least, you must be able to sell your project with a realistic and solid business plan. The territory, as in the case of Giffoni, can be a great engine to start. If you manage to sell your project to your community everything shall develop faster and with a greater participation. At this point you must think big, consider costs and revenues, select the best and project everything into the future. Any idea is life and it must be cultivated without any fear.

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ROMILDA DE LUCA da Caserta a Hollywood sognando un ritorno da Oscar by

TONY GUARINO


B IN TALENTS

Caserta a Hollywood ROMILDA Da sognando un ritorno DE LUCA da Oscar. by TO N Y GUA R I N O

Romilda De Luca, giovane talento campano, produttrice cinematografica ed esperta di marketing e brand integration, ha conquistato Hollywood con la sua intraprendenza tutta italiana lavorando con registi del calibro di Ron Howard e Zac Snyder. Oggi è a capo della RDL Worldwide, parte della Holding Movie4 LLC, da lei stessa fondata, che si occupa principalmente di produzione e brand integration e vanta collaborazioni con film di successo come Angeli e Demoni, Anchorman ed i recenti Zoolander 2 e Superman V Batman. Con sedi a Los Angeles, in Italia e, presto, anche a Shangai e in Brasile l’agenzia viaggia a vele spiegate. Romilda ci racconta il segreto del suo successo.

Romilda De Luca, young talent from Campania, film producer and marketing and brand integration expert, has conquered Hollywood thanks to her typically Italian resourcefullness. She has so far worked with the likes of directors such as Ron Howard and Zac Snyder and is at the helm of the RDL Worldwide, part of the Holding Movie4 LLC, she founded sometime ago that deals mainly with production and brand integration. To this date the agency has successfully collaborated on big movie productions like Angels and Demons, Anchorman and most recently on Zoolander 2 and the blockbuster Superman V Batman. With offices in Los Angeles, Italy and Shangai and a new one opening soon in Brazil the agency shows no signs of slowing down. Romilda tells us the secret to her success.

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B IN DESIGN

Romilda De Luca e Russel Crowe

Da Caserta a Hollywood. Ci racconti un po’ com’è avvenuto il passaggio dalla periferia italiana alla capitale del cinema mondiale? Diciamo che tanto lavoro e un po’ di fortuna mi hanno aiutata. Circa 16 anni fa George Lucas venne a girare Star Wars Episode I alla Reggia di Caserta ed ebbi l’occasione, grazie a Guido Cerasuolo di Mestiere Cinema, colui che sarebbe poi diventato uno dei miei più cari amici e mentori, di poter lavorare sul set in un ruolo un po’ indefinito! Nel senso che da buona campana, desiderosa di imparare, facevo di tutto. Ho iniziato facendo da ponte tra l’allora amministrazione comunale e sovrintendenza e la produzione per risolvere i problemi logistico/operativi, per poi diventare runner e infine rivestendo il ruolo di guida del cast in giro per la Campania. Dopo quell’esperienza ho avuto la fortuna di lavorare ancora con Guido per Episode II con un ruolo ben preciso, ero responsabile delle pubbliche relazioni sul set e organizzai, dalla Reggia di Caserta, la diretta video della conferenza stampa del film rivolta alla stampa internazionale che al tempo era al Festival del cinema di Venezia. Una giornata molto emozionante che tanti ancora ricordano. L’ambizione non mi è mai mancata e sono cresciuta a pane e cinema, grazie a mio fratello e al mio amico Re-

migio Truocchio cui devo tanto avendo collaborato in occasione delle tante Giornate professionali del cinema di Sorrento e degli Incontri del cinema. Mi sono lanciata in un’avventura negli States andando prima alla Lucas Film per cercare ispirazioni e supporto e poi sono atterrata negli uffici di Imagine Entertainmement, dove sono ancora oggi, dopo tanti anni e dopo molte collaborazioni con Ron Howard. Lì mi è cambiata la vita grazie al supporto del co-presidente Michael Rosenberg che ha creduto in me e che mi ha dato la possibilità di lavorare per film come Da Vinci Code, Angels e Demons, Rush, Dilemma, Inferno. Lavorare con questo team è per me un onore e un privilegio. Dopo circa 10 anni di collaborazioni sono ogni giorno grata di poter fare squadra con loro e con Ron Howard, regista dalle doti indiscutibili e persona di grandissima sensibilità. Grazie a Imagine e al loro supporto sono stata presentata a molti altri registi e producers e agli Studios. Con duro lavoro, nessuno ti regala nulla negli States, sono riuscita a conquistare la fiducia di molti e sono onorata di aver lavorato con produttori come Chuck Roven, Craig Flores, Yariv Milchan, e registi come Zac Snyder, Gabriele Muccino, Paul Hunter, Antoine Fuqua; attori come Russel Crowe, Jeremy Renner, Adrien Brody; cantanti come JLO, Michael Bolton e molti altri.

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B IN TALENTS

From Caserta to Hollywood. Can you tell us how did the move from the Italian periphery to the world capital of filmmaking came to be? Well let’s say that it is due to hard work and a little bit of luck, which definitely helps. Around 16 years ago George Lucas chose the Reggia in Caserta to shoot some scenes for Star Wars Episode I and I had the opportunity, thanks to Guido Cerasuolo who worked at Mestiere Cinema, and who would later become one of my dearest friends and mentors, to work on the set in an indefinite role! Meaning that as a full on woman from Campania, eager to learn, I would do just about anything that came up. I started by acting as a mediator between the local Municipality and superintendence and the production to solve the logistics, and later became the runner and then the guide of the entire cast in Campania. After that I was lucky enough to work with Guido once again on Episode II, this time with a definite position, I was in charge of the PR on the set and organised the press conference with the International press at the Venice Film Festival with a live feed from the Reggia. That was a big day for me. I was so nervous but everythig went down well and many still remember it. I have necer lacked ambition and grew up with cinema as my daily butter thanks to my brother and my friend

Remigio Truocchio to whom I owe so much having collaborated with him on the Giornate professionali del cinema in Sorrento. When I decided to make the move to the States I went to Lucas Film in search of inspiration and support and then landed in the offices of Imagine Entertainmement, with whom I still work after so many years in collaboration with Ron Howard. That’s when my life took a turn for the best thanks to the support of the co-chairman Michael Rosenberg who believed in me and gave me the opportunity to work on films such as Da Vinci Code, Angels and Demons, Rush, Dilemma, Inferno. Working with such a team has always been a privilege and a great honor for me. I have worked for them for 10 years and everyday I feel so blessed to have had this chance to work with Ron Howard who is such a talented and sensitive guy. Thanks to Imagine and their support I have had the opportunity to meet several other directors, producers and Studios. With ahrd work, nobody gives you anything for free in the States, I was able to gain the respect of producers such as Chuck Roven, Craig Flores, Yariv Milchan, and directors like Zac Snyder, Gabriele Muccino, Paul Hunter, Antoine Fuqua; actors Russel Crowe, Jeremy Renner, Adrien Brody; JLO, Michael Bolton and many others whom I have had the privilege to work with.

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con Ron Howard

con Lady Gaga

Ci spieghi Meglio di cosa si occupa la RDL? RDL worldwide è un brand del Gruppo Movie4 che si occupa di produzione cinematografica e brand integration. Siamo una piccola boutique agency specializzata in branded marketing. Creiamo pretesti di brand integration che riguardano cinema, musica, video, eventi e lavoriamo, inoltre, per realizzare special partnership tra diversi marchi e Hollywood. Siamo un team molto affiatato con sedi a Milano, Los Angeles, Shangai e presto in Brasile. Una squadra composta da giovani talenti appassionati di cinema, musica e marketing. Abbiamo appena creato anche una divisione fotografica, arts photography, portando a bordo un fotografo davvero talentuoso, Ben Draper. Abbiamo il privilegio e l’onore di lavorare con clienti fantastici come FCA, Ferragamo, Zanotti, Peuterey, Carrera, Fox, Paramount, Sony, Warner Brothers, e molti altri. Come produttore sono stata felicissima di aver firmato la mia prima produzione esecutiva in Fathers e Daughters, diretto da Gabriele Muccino e con un cast stellare, da Russel Crowe a Octavia Spencer, JaneFonda, AaronPaul. Che genere di difficoltà, se ce ne sono state, hai incontrato una volta approdata negli States? Gli americani sono inizialmente diffidenti, non sanno esattamente chi sei e cosa fai, ma devo dire che il duro lavoro, l’onestà e l’ambizione premiano sempre. Ho lavorato e lavoro h24, 7 giorni su 7 senza soste, ovunque nel mondo, senza badare al fuso orario né ai problemi di tempo o spazio. Con questo non intendo che bisogna “uccidersi di lavoro” ma sicuramente, per poter aprire delle porte in un mercato pieno di talenti e competitivo, bisogna avere qualcosa in più. Credo che l’italianità, la mia natura socievole e lo spirito sempre positivo siano stati premiati garantendomi la giusta esposizione. Ovviamente tutta la parte burocratica, come la concessione del visto e tutte le altre pratiche, non è affatto semplice.

Nel tuo lavoro incontri tanti personaggi famosi. Hai mai avuto il classico “Starstruck moment”? No! A essere sincera non mi è mai capitato, non ancora almeno. Una vita dedicata al cinema. Ci sapresti dire qual è il film che ti ha fatto innamorare della settima arte? Bella domanda! Ogni tanto, sia io che Ron Howard, ci facciamo questa domanda e abbiamo deciso che sono almeno 5 i film che hanno avuto un grande ascendente su ognuno di noi. Uno sarebbe troppo poco. Spesso la nostra classifica cambia senza accorgercene, ma quelli che io menziono di più sono sicuramente: A Beautiful Mind, Forrest Gump, Star Wars (i primi), Grease, Braveheart, Notebook. Puoi rivelarci qualcosa dei tuoi prossimi progetti? Per quanto riguarda il branding, sto cercando di creare delle nuove e grandi collaborazioni nel mondo della musica e del cinema con personaggi importanti. Non posso rivelarne ancora i nomi, ma sono A list. Un progetto che sto producendo, perché mi sta molto a cuore, è “Hollywood - The Untold stories”, un coffee table book per MPTF. Tornando al cinema, invece, sto coproducendo, insieme a Voltage Pictures, un thriller chiamato I.T. con Pierce Brosnan; sto lavorando a nuovi film che, da napoletana scaramantica, non posso purtroppo ancora rivelare in quanto non finalizzati. Spero, inoltre, di portare presto sul piccolo schermo una serie tv americana scritta da un bravissimo autore napoletano, una storia tutta partenopea. Il cuore resta sempre in Campania, dove spero di tornare un giorno a vivere portando con me la statuetta d’oro… The Oscar!

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con Chris Hemsworth

con Paolo Sorrentinio e Gabriele Muccino

Can you tell us more about the RDL Worldwide?

You have met many famous people thanks to your job. Have you ever been “Starstruck”?

RDL worldwide is a brand of the Group Movie4 that deals with production in film and brand integration.We are a little boutique agency specialized in marketing. We create brand integration for cinema, music, videos, events and work on special partnerships between brands in Hollywood. We have offices in Milano, Los Angeles, Shangai and Brazil. Our team is composed of young talented people with a passion for film, music and marketing. We have also recently launched a a photography division, arts photography, and have a very talented photographer on board, Ben Draper. We are lucky enough to have the privilege to work with great clients like FCA, Ferragamo, Zanotti, Peuterey, Carrera, Fox, Paramount, Sony, Warner Brothers, and many others. As a film producer I am happy to have worked on my first executive production Fathers and Daughters, directed by Gabriele Muccino with a stellar cast that includes Russel Crowe, Octavia Spencer, Jane Fonda, Aaron Paul. Have you ever encountered any kind of problems while working in the States? People in the States are initially very wary, when they don’t know whyou are or what you do, but I have to say that hard work, honesty and ambition always win them over. I work 24/7 around the clock wherever I am in the world without ever looking at my whatch. With ths I don’t mean that you “oughta sacrifice” your life for work but in order to be competitive in a world full of talented people you must be willing to walk the extra mile. I believe that my being Italian, my positive attitude and social skills did the job. The practical aspect, getting the green card and that sort of thing is not tha easy though.

No! To be honest with you, at least not yet. A life dedicated to cinema. Can you tell us what film made you fall in love with the seventh art? Good question! From time to time me and Ron Howard, ask ourselves this question and we decided that there are at least 5 films that played a big role in our lives. The list often changes but the ones I mention the most are: A Beautiful Mind, Forrest Gump, Star Wars (the first ones), Grease, Braveheart, Notebook. Can you reveal anything about your future projects? As regards branding, I am trying to create some new collaborations in the world of music and film with some very important artists. I can’t tell you anything more for the moment but they are A list. Another project I am producing now which is really important for me is “Hollywood - The Untold stories”, a coffee table book for MPTF. I am coproducing together with Voltage Pictures, a thriller called I.T. with Pierce Brosnan; I am also working on new films but as a superstitious Neapolitan woman I will not reveal anything for now. I hope I will be able to bring a story written by a great Neapolitan artist and set in Naples on the little screen in the USA soon. My heart is stil in Campania, where I hope I will be able to come back one day with the little gold statue in my hands… The Oscar!!!

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MARCO GALLOTTA Paper cutting portraits: Italy-USA by

ROBERTO LIBERTI

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MARCO GALLOTTA by

Paper cutting portraits: Italy-USA

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ROBERTO LIBERTI

Marco la tua vita è straordinaria! A 18 anni lasci la tua città, Battipaglia (Salerno), per trasferirti a Londra e, poi, in giro per l’Europa fino ad approdare nella città più cool del mondo, New York, dove oggi lavori. Qual è stata l’importanza delle radici italiane per il tuo lavoro d’artista e creativo? Nascere in un paese come l’Italia, ricco di storia e cultura, ha sicuramente segnato il mio cammino d’artista. Credo sia stato, come anche altri artisti italiani, inconsapevolmente influenzato dalla cultura artistica che mi ha circondato sin da bambino. Ancora oggi nei miei lavori traspare la costante ricerca del senso estetico che fa parte di quella radice italiana ancora presente in me. Anche la mia propensione all’approccio artigianale nella mia arte rappresenta una modalità espressiva peculiare della cultura artistica italiana.

Marco your life is extraordinary! You left your hometown Battipaglia when you were 18 to go to London. After that you travelled extensively in Europe and then decided to move to the coolest city in the world, New York where you still live and work. Were your Italian roots important to affirm yourself as an artist abroad? Being born in Italy, a country rich in history and culture was definitely important for my career as an artist. I think that I was unconsciously influenced by the artistic culture that surrounded me since I was a child. My work definitely shows the ongoing research of that aesthetic sense that belongs to the Italian artistic culture. I would also say that my artisan approach to art comes from the same place.

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Il tuo percorso creativo unisce molti linguaggi diversi, quello fotografico, quello grafico e quello “artigianale”; ci parli un po’ delle fasi esecutive del tuo lavoro, dall’intuizione creativa alla realizzazione? Ogni mio progetto è complesso e spesso richiede diverse fasi per la realizzazione. Lavoro principalmente con foto su cui applico strati di colore e a volte cera d’api. Una volta soddisfatto con i colori procedo con l’intaglio. Come in un intervento chirurgico, intaglio con un bisturi le foto fino a renderle quasi trasparenti e le sovrappongo creando così nuove forme e spazi negativi. I miei tagli non seguono una matrice o un percorso stabilito. Come con una matita o un pennello, il mio bisturi taglia la carta e i suoi movimenti avvengono spontaneamente a seconda delle mie sensazioni. Le foto su cui lavoro sono per la maggior parte miei scatti o riproduzioni di lavori di collage da me creati. La mia tecnica del “paper-cutting”, che letteralmente tradotto significa “tagliare la carta”, è il frutto di una costante ricerca e sperimentazione. Il paper-cutting è una tecnica antica che io ho reso moderna, dandogli la mia visione e aggiungendo elementi non tradizionali come i colori acrilici e la cera d’api, ma anche attraverso la scelta dei miei soggetti. I miei soggetti nascondono lo straordinario e i meticolosi tagli e la sovrapposizione di immagini sono una metafora per rappresentare una verità che va al di là della mera apparenza ed evidenziare quell’essenza unica che ci caratterizza e ci distingue gli uni dagli altri. Your creative journey combines several media, photography, graphics, and artisanship. Can you tell us more about the execution of your works, from the creative intuition to its realization? Each and every one of my projects is very complex and needs a lot of attention before it can be finally unveiled. I work mainly with photographs on which I apply several strata of colours and sometimes beeswax. When I am satisfied with the colours I move on to the incision. Just like a surgical operation I carve the photo with the scalpel until they are almost transparent and then I juxtapose them creating new shapes and negatives. My incisions do not follow a template. Just like a pencil or a brush my scalpel carves the paper and is very spontaneous, it follows my emotions. The photos I work on are mainly my takes or reproductions of works, collages, that I assembled together. “paper-cutting” technique is the result of an ongoing research. It is an old technique that I translated into the modern world by adding non- traditional elements such as beeswax and acrylics. Mu choice of subjects is also different; they represent a metaphor of the real world that goes beyond appearance so to highlight that unique essence that makes us different form one another.


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Photo by LUIGI DI MAGGIO

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Questo numero del magazine è dedicato al cinema ed alle sue diverse sfaccettatura, e molti dei tuoi progetti creativi sono dedicati a volti e personaggi cinematografici. Che rapporto hai con questo mondo? Il cinema mi ha sempre affascinato ed è un mondo con cui ho sempre avuto una relazione speciale. Sin da piccolo ho sempre desiderato farne parte e ho sempre ammirato la fotografia dei film. Anche oggi il cinema è fonte di ispirazione per la mia arte. I miei lavori cercano di rievocare spesso quelle emozioni trasmesse attraverso il cinema d’autore e di creare immagini con colori e forme che rimandano a celebri scene di film. Nella mia carriera ho anche avuto la fortuna di lavorare con le leggende del grande schermo. Ho, infatti, avuto il privilegio di collaborare con il maestro Ennio Morricone che mi ha avvicinato al mondo del cinema. Ed è proprio durante un viaggio a Los Angeles con il maestro Ennio Morricone che ho avuto la fortuna di conoscere Will Smith per il quale ho poi creato un ritratto. This issue of the magazine is dedicated to Cinema and to its various forms and many of your projects are dedicated to actors. What’s your relationship with this world? The world of Cinema has always fascinated me and I’ve always had a special relationship with it. I’ve always dreamt of being part of it since I was a little boy and I have always admired the photography of films. Cinema still represents a source of inspiration for my art. My works always try and recreate the same emotions conveyed by film and to create images with shapes and colours that remind you of celebrated film scenes. During my career I have been lucky enough to work with some real film legends. I had the privilege to collaborate with maestro Ennio Morricone who connected me with the world of film. It was during my trip to Los Angeles with Ennio Morricone that I had the opportunity to meet Will Smith for whom I made a portrait.


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Quale consiglio daresti a un artista italiano che vuol promuovere il suo lavoro oggi in Italia o all’estero? Vivere d’arte è tremendamente difficoltoso e ritagliarsi un proprio spazio non è impresa facile. Dare consigli per la promozione non conoscendo l’artista non è facile, ma in generale credo che il “networking” sia essenziale per la promozione. L’artista deve crearsi delle relazioni per crescere e migliorare e allo stesso tempo espandere il suo target e creare relazioni virtuose. Nella mia esperienza personale posso dire che i “social networks”, se usati intelligentemente, possono essere un canale molto interessante per la promozione. Un altro canale importante sono i concorsi per artisti. Partecipare a competizioni internazionali dà l’opportunità all’artista di far visionare i propri lavori a giurie spesso composte da noti critici o curatori. What kind of advice would you give Italian artists who wish to promote their work both in Italy and abroad? Making a living with art is very hard indeed. Giving out advice to artists you don’t know is not easy but in general “networking” is essential for promotion. Artists need to create relationships in order to grow and at the same time increase their potential market. According to my personal experience I can say that “social media”, can be a very useful means of promotion if used in a clever way. Another way of promoting your work is to take part in International contests. These give you the opportunity to get your work out to critics and curators who are seldom the members of the jury.

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IVAN COTRONEo

Il talento di essere liberi by

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FRANCESCO MA Z ZONI


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talento IVAN Il di essere COTRONEO liberi. by F R A N C ESC O M A Z ZO N I

Ivan Cotroneo è un apolide della creatività, perennemente in viaggio tra cinema, televisione e letteratura per raccontare ogni storia con il linguaggio che le appartiene. Traduce autori cult come Hanif Kureishi e Michael Cunningham, dirige film e serie tv di successo, scrive libri e sceneggiature per il grande e piccolo schermo, ma ha ancora tante esperienze da attraversare, “se glielo lasciano fare”. Il suo ultimo film Un bacio, dopo il successo in patria, sta per arrivare nelle sale di molti paesi europei, degli Stati Uniti, dell’Australia e della Nuova Zelanda per ricordare a tutti che la diversità, e non solo quella di genere, è un valore che va rivendicato “per essere felici”. Ivan Cotroneo is a stateless creative mind on an ongoing journey in film, Tv and literature to tell stories through the right media. He has translated the works of authors such as Hanif Kureishi and Michael Cunningham, and directed successful films for TV and cinema. He has also written books and screenplays but is eager to try new things out “if they let him”. His last movie Un bacio, after a successful run in Italy is set to hit the screens in many European countries, in the States, Australia and New Zealand in order to remind everyone that diversity is indeed a value one must claim to “be happy”.

Nel suo film, La kryptonite nella borsa, acclamato da critica e pubblico, uno dei suoi personaggi recita: ”Io devo essere libera di scegliere e per scegliere devo provare!”. Sembrerebbe una frase perfetta per definire il suo eclettismo professionale. Lei ha sperimentato con successo il lavoro di traduttore, scrittore, regista, sceneggiatore e produttore. Quale esperienza si è rivelata più gratificante o adatta a rappresentarla?

In your film, La kryptonite nella borsa, acclaimed by critics and audiences alike, one of the charachters at one point in the film says: ”I must be free to choose and in order to choose I have to try!”. It seems like the perfect sentence to describe your eclecticism in your work. You have been a translator, a writer, a director and a producer. Which one of these jobs do you feel represents you the best?

È vero, non ci avevo mai pensato, ma quella battuta del personaggio di Titina-Cristiana Capotondi mi corrisponde molto. È vero, mi piace provare, anzi lo ritengo quasi doveroso. Sono tutte esperienze molto diverse, eppure in qualche modo affini per me. In fondo si tratta sempre di raccontare storie, o di aiutare o di contribuire a raccontarle. E raccontare storie per me è un lavoro bellissimo, è il mio modo di parlare con gli altri, di comunicare, di condividere.

That’s true, I had never thought about it but the line Titina-Cristiana Capotondi says perfectly represents what I feel. It’s true, I like to try, I would even go as far as saying tha I think it is right and proper. They are all very different means of communication but they all speak about me. At the end of the day it all boils down to telling stories. And telling stories is a beautiful job, it is my way of communicating with others and sharing.

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Lavora e vive a Roma, ma è nato e cresciuto a Napoli tra colori e contraddizioni. Qual è il suo luogo ideale da un punto di vista creativo? Napoli è la città che mi ha formato, Roma è la città dove ho studiato e ho trovato fiducia in me stesso. In realtà io lavoro molto spesso in movimento, e mi capita di trovare stimoli (e storie da raccontare) in posti molto diversi tra loro, e fra persone molto differenti fra loro e da me. Sono sempre stato un osservatore curioso, mi interessano le vite degli altri, le storie che non conosco, le abitudini che non sono le mie. Quando torno a casa, è come se rielaborassi tutto. Il suo ultimo film, Un bacio, è un manifesto contro omofobia e bullismo ma soprattutto un inno alla libertà di essere se stessi. Qual è la strada per riaffermare un’autonomia di giudizio e di pensiero? È una domanda molto difficile. Personalmente credo che partire dalla considerazione - ovvia, ma spesso trascurata - che gli altri hanno pochissime armi per conoscerci, e quindi i loro giudizi sono giocoforza superficiali e fallaci, sia un buon inizio. Passiamo le nostre vite a cercare di capire qualcosa di noi, a cercare di capire chi siamo, e siamo tutti persone complesse, articolate, bizzarre, difficilmente etichettabili. Bisognerebbe pensare che gli altri ci vedono male, e che noi siamo gli unici giudici, precari e inaffidabili ma comunque più credibili degli altri, di noi stessi. Your last film, Un bacio, is a manifesto against homophobia and bullying but most of all a hymn to freedom and being yourself. Which is the way to reaffirm judgement and freedom of thought? That’s a very difficult question. Personally if you think about it, people always have preconceived notions about you because they don’t really know you. That’s a good point to start from. We spend so much time, often a lifetime, to try and understand who we really are, and we are all very bizarre, complex individuals, difficult to label. You should consider the fact that others seldom have a biased opinion about us but we are, however unreliable and precarious we may be, the best judges of ourselves.

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s e di a CATARÌ (2 nd rank )

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Ha presentato il film in diverse scuole italiane incontrando molti adolescenti spesso accusati di essere social media addicted e allo stesso tempo dis-connessi dalla vita reale. Condivide un giudizio così severo?

You have screened your film in many schools and met with many young people who are often accused of being social media addicts and detatched from real life. Do you agree with this harsh opinion about them?

Per nulla. Ho incontrato adolescenti straordinari, pieni di passione e capaci di impegno e di grande forze, persone dotate di giudizio autonomo, brillanti e anche anticonformisti, soprattutto stanchi delle imposizioni e degli schemi che noi adulti gli abbiamo messo addosso, lasciandogli in eredità un mondo francamente pesante, pieno di discriminazioni e preconcetti. È troppo facile, e un po’ vigliacco, tracciare questi giudizi così severi.

I completely disagree. I have met many young extraordinary people full of passion and very committed, with a mind of their own, who don’t want to comform to mainstream and to the rules dictated by adults in a world full of discrimination and preconceived notions. It’s too easy to be negative towards the new generations.

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Lei è stato tra i firmatari di un appello rivolto alle istituzioni per promuovere l’approvazione del disegno di legge Cirinnà sulle unioni civili. Ora quel testo, frutto di un’estenuante mediazione tra posizioni molto diverse, è legge. Il nostro Paese è pronto per questa svolta epocale? Credo che il nostro paese sia più pronto di certi politici, credo che sia un cambiamento dovuto, per il quale siamo già in clamoroso ritardo. L’approvazione dalla Cirinnà, pure in questa forma, resta un passo importante per il segnale che dà, e perché realizza finalmente un avvicinamento tra il paese reale e il mondo delle leggi. È un inizio, e tutti gli inizi cambiano il mondo. Cinema e design sono due mondi perennemente in contatto, che si contaminano e influenzano a vicenda. Quanto è importante la cosiddetta “messa in scena” nel suo lavoro? È fondamentale. È fondamentale anche per quello che non si vede, per raggiungere un senso, un sentimento, di naturalezza e di assenza di artificio. A me piace nascondere il mio lavoro, nascondere la messa in scena, spesso lavoro su scene, fotografia, costumi, trucco e acconciature in modo da restituire un’immagine il più possibile naturale, ma è appunto un lavoro di costruzione. Qualsiasi cosa finisca sotto l’occhio della macchina da presa, dentro un obiettivo, non è più neutra, perde naturalezza. Il lavoro è fargliela riacquistare con l’artificio. Come per le battute di un film, diventano naturali, attraverso il talento dell’attore, quando si sono fatte proprie. Io sul set sono piuttosto ossessivo in questo, e le persone che lavorano con me, che mi regalano il loro grande talento per contribuire a questa visione, lo sanno e mi seguono in questa idea.

You were among the people who signed a petition in favour of the Cirinnà law proposal for civil unions. The law is now effective. Do you think that our country is ready for this historic turning point? I think that our country is certainly more ready than certain politicians, I think that the change is necessary and that we are already late. The Cirinnà law, even in its limited form, is a step in the right direction because it brings the real world closer to the world made up of laws. It’s a start and all the starts change the world. Cinema and design are two worlds with a history of exchanges, contamination and mutual influences. How important is the so called “set design” in your work? It’s fundamental. It’s fundamental also for what you don’t see, to give a sense of realness against artifice. I like hiding my work, I often work on set designs, photography, costumes, make up and hair in order to give the audience a natural image, but then again it is all artifice. Anything that goes in front of the camera looses some of its candor and naturalness. The real work is making it seem natural through artifice. That’s the actors’ job who make the lines of the script their own. I am very obsessive on set and the people who work with me and lend me their talent are aware of this and thus follow my direction.

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Qual è secondo lei lo stato di salute del cinema italiano?

Do you think that Italian cinema is in good health?

Ottimo per quanto riguarda i talenti in circolazione, pessimo per quanto riguarda la valorizzazione di questi talenti. Spero e credo che la futura legge del cinema aiuti proprio in questo, a ridurre la distanza fra pubblico e opera, a rendere il cinema più vicino allo spettatore, a spezzare certi meccanismi distributivi feroci, a rendere l’evento della visione in sala più accessibile. A portare alla luce troppi talenti, soprattutto giovani, che fanno fatica.

I think that the talent around are great but their appreciation and promotion is very underwhelming. I hope that the new law designed for cinema will help with this, by reducing the distance between the films and the audience and making films more accessible by breaking certain savage distribution mechanisms. And to bring out new talent, mainly the young ones, who are now struggling.

Ha mai collaborato con artisti emergenti? Il futuro del “made in Italy” può contare sul talento delle nuove generazioni? I tre protagonisti del mio film sono attori all’esordio al cinema. Mi piace collaborare con ragazzi e ragazze (nella scrittura e nei vari reparti del set). Penso sia doveroso dare fiducia a chi inizia, e trovo vergognosa questa attitudine continua a chiedere il curriculum dei lavori precedenti a chi vuole cominciare a lavorare. Troppi talenti restano inoperosi oggi per questa attitudine, che peraltro ci impedisce di vedere prove libere, rivoluzionarie, nuove.

Have you ever emerging talent?

collaborated

with

Can the future of “made in Italy” count on the new generations? The three protagonists of my film are first time actors. I love working with young and raw talent. I believe that it’s important to give young people a chance and find that requesting a resume of their previous work is not necessary and shameful. Too many talents have a hard time finding work thanks to this attitude. Can you tell us something about your plans for the future? New stories, I hope, till they will allow me to tell them.

Una mente così laboriosa cosa ci riserverà nel prossimo futuro? Nuove storie, spero, finché me le lasciano raccontare.

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PINO QUARTULLO

Cani in fuga dalla bestialitĂ umana by VI T TO R I A M A Z ZO N I

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in fuga PINO Cani dalla bestialità QUARTULLO umana. by

VITTORIA MAZZONI

L’incontro con Quartullo restituisce un’immagine straordinariamente completa di un artista. Si respira il senso dell’arte pura, inteso non come viatico per il successo ma trasferito, come forma di valutazione filosofica, in un sistema di vita. Arte, quindi, come percorso di percezione, comprensione, approfondimento e riproposizione. Quartullo è un artista che colpisce, al di là dell’ecletticità che resta solo la caratteristica esposta, soprattutto perché la sua comunicazione sobria e garbata, densa di competenze, ma assolutamente lontana da ogni sovrastruttura formale, suggerisce una reale padronanza del fascinoso mondo interiore di un artista. Meeting with Quartullo conveys an incredibly fullfilling image of what an artist should be. There is a sense of pure art intended as a philosophical way of life more than a tool for success. Art, thus as a path to conquer knowledge and a better understanding. Quartullo is an artist that strikes you first and foremost for his somber and gentle conversation which prooves to be competent and miles away from any formal construction but extremely knowledgeable of the fascinating and mysterious inner world of an artist.

Il tuo percorso poliedrico, cinema, teatro, doppiaggio, sceneggiatura, regia, insegnamento, è un insieme di esperienze che qualificano l’artista Quartullo o questo sperimentare è stato un modo per scegliere in maniera empirica quale fosse la tua cifra espressiva?

In the course of your career you have worked in film and theatre , dubbing, screenwriting, directing, teaching. Are these jobs little representations of the artist or are they a way to experiment so to better understand your real inclination?

Diciamo che sono un segno d’acqua e difficilmente mi assesto in una forma; mi piace cambiare, provare cose nuove. Quando viaggio amo assaggiare i sapori delle pietanze locali, sono curioso. Di base parto con una laurea in architettura e da sempre mi piace progettare. L’architettura prevede il restauro, l’urbanistica, la scenografia, il calcolo delle strutture, la composizione architettonica, l’arredamento, l’arte dei giardini, la matematica, la storia dell’arte, l’arte tutta. E poi il teatro rinasce in Italia nel ‘500 con Ariosto, Bibbiena, Aretino, Della Porta, Ruzante, artisti che scrivevano, dirigevano, recitavano, curavano la scenografia, i costumi, si occupavano della parte musicale, da allora è sempre stato così, fino al nostro Dario Fo, Vittorio Gassman, Gigi Proietti: chi progetta, chi fa spettacolo, spesso si interessa di tutto, è una cosa naturale, si ha una foga operativa d’insieme. Anche l’insegnamento a un certo punto della mia vita è apparso spontaneo, come diventare genitori, è un corso della natura, si ridà quello che si è imparato a dei giovani, come si è appreso da ragazzi.

Well I am a water sign therefore I find it hard to just be one thing; I like experimenting and trying new stuff. When i travel I like to taste the local cuisine, I am very curious. I have a degree in architecture so I like making projects. Architecture includes renovation city planning, set design, design, garden design, maths, history of art, art etc. Thatre gains new life in the 16th century in Italy thanks to Ariosto, Bibbiena, Aretino, Della Porta, Ruzante, who would write, direct, act, make the set designs, the costumes, the music and it’s been so up to our time with Dario Fo, Vittorio Gassman, Gigi Proietti: those who plan, make entertainment often do everything, it is only natural. Even teachng seemed to be the most naturalthing to do at one point in my life. It’s like parenting, you give back what you have learnt to the youth.

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PglassfactorY photo by soukizy.com

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Dove pende il piatto della tua bilancia oggi, dopo aver con successo approcciato tutte queste espressioni dell’essere artista?

Where do you feel most at home today after having experimented in all the realms of art?

Più che pendere, tendo a lavorare su progetti che usino la comicità come strumento per colpire e commuovere. Stupire divertendo e non annoiare. In qualsiasi ambito. Raccontare e analizzare la natura umana, che sta subendo epocali trasformazioni. Indagare sulle nuove schiavitù dovute alla tecnologia, ma anche scoprire che siamo sempre uguali, nonostante tutto, come in una sceneggiatura tratta da Gl’Innamorati di Goldoni che ho elaborato per realizzare un film, dove i meccanismi d’amore sono sempre gli stessi, da secoli.

I tend to choose projects that use comedy as a tool to hit and move people. I like to create stupor by being funny without boring the audience. To tell about human nature, analyzing the huge transformation it is going through. Such as the new slaves of technology. But also bringing to light that we are all the same nonetheless, like in a piece written by Goldoni, something like Gl’Innamorati which I have used to make a film that deals with the dynamics of love that stand the test of time and have not changed one bit.

Vorrei sapere per te quale rapporto intercorre tra il teatro, il cinema e il design che è il principale item della nostra rivista?

What kind of relationship is there between theatre, film and design which is the main interest of our mag?

Uno spettacolo o un film, una serie tv o un oggetto architettonico nascono da un’idea, da un segno-ideogramma. Un tema, un colore, un bisogno. E questo ideogramma racchiude già in sé tutto il suo materiale genetico, che lo farà diventare grande. Si va per scale. 1:10.000, 1:1000, 1.100, 1:10, 1:1. Il Guggenheim Museum è nato con uno scarabocchio a forma di spirale, il Colosseo si può riassumere con un cilindro traforato da tre file di buchi… chi progetta e ha questa visione grafica, dovrà assecondarla fino alla realizzazione di ogni minimo particolare: fino al disegno del sanpietrino o del rubinetto del bagno, coerente con il senso della spirale. Chi ha la visione finale, può e deve collaborare, ma non può mai delegare totalmente lo sviluppo dell’opera. Anche perché la visione, chi ce l’ha, la possiede compatta, e spesso va perfezionata e aggiustata nel corso della realizzazione. Kubrick o Hitchcock sono due esempi illuminanti, di registi curatori maniacali dei particolari; il grande architetto Mies Van Der Rohe sosteneva che “il particolare è Dio”.

A show, a film, a Tv series or an object of architecture stem from a sign-ideogram. A theme, a color, a need. And this ideogram contains the genetic material that will make or break it. Everything is in scale. 1:10.000, 1:1000, 1.100, 1:10, 1:1. The Guggenheim Museum was born from a scribble of a spiral, the colosseum can be summerized as a cylinder with holes… whoever designs a project has a graphic idea that will need to be followed through every step of its making and in detail: up to the selection of the cobblestone and the tap in the bathroom. The person with the final vision can indeed collaborate but it is out of the question for them to totally delegate the development of the opus. They are to ones to own the idea which can be perfected as the work progresses. Kubrick or Hitchcock are a perfect example of this; they used to follow their work during each and every step; as the legendary architect Mies Van Der Rohe once claimed “God is in the detail”.

Cosa pensi dei cambiamenti espressivi del Cinema italiano e soprattutto qual è il suo stato di salute? I nostri cellulari/computer stanno risucchiando tutto, le sale cinematografiche, il passato, il presente, il futuro, la nostra capacità di fermarci e pensare, potenziano e rappano, diffondono a velocità supersonica, e noi tutti siamo stati lanciati dentro una navicella spaziale che non sappiamo ancora dove ci porterà. E non sappiamo come scenderne, perché non possiamo più tornare indietro.

What do you think about the evolution of Italian cinema and what is its current state like? Our mobile phones/computers are eating up everything around us, the theatres, the past, the present and the future and our ability to stop and think, they make everything bigger and faster and we are all travelling in a spaceship with no real destination.And we don’t know how to get off it because we can’t go back anymore.

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La nuova generazione di cineasti è per te ancora figlia del talento o più un prodotto di marketing? Anche il marketing ha bisogno di talento. Servono sempre di più entrambi, congiuntamente. Mi racconti i tuoi programmi futuri? Quale campo artistico godrà della tua prevalente attenzione? Ho tanti progetti, alcuni ancora in via di definizione. Tra gli obiettivi certi, riprenderò uno spettacolo che ho già portato in scena: Qualche volta scappano (con me Rosita Celentano e Attilio Fontana) di cui ho curato anche l’adattamento e la regia, dalla commedia TOUTOU di Daniel Besse, Agnès Besse, scene Francesco Ghisu, costumi Giovanni Ciacci. Dopo tanti episodi di persone che abbandonano i cani, noi portiamo in scena la storia di un cane che abbandona i propri padroni, provocando una crisi pericolosa all’interno della coppia. Uno spettacolo che rivela il legame oggi fortissimo, a tratti paradossale, ma diffusissimo, che si instaura con i propri animali domestici. Che smettono di essere considerati tali, ovvero esseri viventi che appartengono ad una specie propria, per essere umanizzati in un eccesso di amore, o nel desiderio di trovare in loro affetti, legami, corrispondenze amorose. Molti si riconosceranno in Marzia e Alessandro, e molti in Paolo, amico tutto raziocinio e persino un po’ cinico nel ridicolizzare il dramma divampato a casa dei suoi amici per la fuga del cane. Qualche volta scappano. Può scappare un cane, il proprio partner, possono scappare dei cattivi pensieri, delle parole sbagliate, un amico, una situazione di mano, un tradimento. E un cane “scappato” può diventare il segnale di un amore in crisi, di qualcosa di cui non ci si è accorti. Qualche volta scappano si potrà vedere nei principali teatri italiani, nel 2017: a Bologna, a Ferrara, a Milano (al teatro San Babila a marzo), a Roma (al teatro Quirino ad aprile).

Is the new generation of filmmakers a product of talent or marketing? Even marketing needs talent. They are both necessary and one must not exclude the other. What are your plans for the future? In which area will you be directing your talent? I have many plans, some are still in the early stages. One of these is to bring back to the stage the play Qualche volta scappano (with Rosita Celentano and Attilio Fontana) which I adapted from Daniel Besse’s TOUTOU. The story revolves around a dog who abandons its owners, a couple who will struggle to put up with each other without their dog. The show analyses the strong and, sometimes, paradoxical bond between humans and pets who are seldom humanised for an excess of love by people who struggle to find someone to love. The audience will see themselves in Marzia and Alessandro, and in Paolo, the friend and voice of reason, who ridicules the drama stemmed fromthe disappearance of the dog. Sometimes they set off. It can either be a dog, a partner or bad thoughts, the wrong word, a friend, a situation. And a runaway dog can be the signal of a relationship that doesn’t work, of hidden problems coming to the surface. Qualche volta scappano will be hitting the most important Italian theatres in 2017: Bologna, Ferrara, Milano (San Babila Theatre in March), Roma (Quirino Theatre in April).

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photo by FILIPPO THIELLA

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M I M M O

VERDESCA

Omaggio a Vittorio De Sica, luoghi e protagonisti del capolavoro del Neorealismo by

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MIMMO VERDESCA

Omaggio a Vittorio De Sica, luoghi e protagonisti del capolavoro del Neorealismo

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by

TONY GUARINO

Mimmo Verdesca, giovane regista di origini pugliesi lavora nel cinema e nella televisione dal 2002 collaborando, tra gli altri, con Maurizio Ponzi, Daniele Costantini, Fabio Grossi e Ferzan Ozpetek, per il quale nel 2012 ha anche realizzato il making of ufficiale del film “Magnifica presenza”. Nel 2011, realizza il suo primo documentario “In arte Lilia Silvi” per raccontare la vita e la carriera artistica dell’ultima diva del periodo cinematografico dei “Telefoni Bianchi”, aggiudicandosi il Nastro d’argento 2012 per il Miglior Documentario dedicato al Cinema e diversi altri premi in numerosi festival italiani. Nel 2015 realizza il documentario “Protagonisti per sempre” sulle storie dei più celebri attori bambini del cinema italiano, che ha vinto, al Giffoni Film Festival 2015, il Gryphon Award come Miglior Documentario. L’ultimo documentario in lavorazione è “Sciuscià 70” che racconta l’avventurosa realizzazione del film di Vittorio De Sica “Sciuscià”, capolavoro del Neorealismo e primo film italiano a vincere un premio Oscar.and morphs it in something different than a building, concrete, bricks. A subjective interpretation of recognised planes that represent everything but nothing at the same time. Mimmo Verdesca is a young filmmaker from Puglia; he has worked in film and TV since 2002 and has collaborated with the likes of Maurizio Ponzi, Daniele Costantini, Fabio Grossi and Ferzan Ozpetek for whom he made the “making of ” of the film “Magnifica presenza” in 2012. He made his first documentary in 2011, “In arte Lilia Silvi” about the life and career of the last real diva of the “Telefoni Bianchi” era, which won several awards in 2012 including a Nastro d’argento for the Best Documentary dedicated to cinema. In 2015 he released his sophomore documentary “Protagonisti per sempre” which revolved around the stories of the most celebrated child actors of Italian cinema which went on to win the Gryphon Award for the best documentary at the Giffoni Film Festival 2015. He is currently working on the docu “Sciuscià 70” about the filming of the legendary Vittorio De Sica film “Sciuscià”, a masterpiece of “Neorealismo” and the first Italian movie ever to win an Oscar.

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Con il tuo primo documentario “In arte Lilia Silvi” hai vinto il prestigioso Nastro d’argento, mentre “Protagonisti per sempre” si è aggiudicato il Gryphon Award al Giffoni Film Festival 2015. Sembra che il documentario ti porti bene. Cosa ti ha spinto a dedicarti a questo genere? Tutto nasce da una vivace curiosità che mi accompagna sin da piccolo e che mi ha portato a studiare cinema e a intraprendere con passione questo mestiere già a vent’anni. Ho lavorato per oltre dieci anni come aiuto regista in cinema e teatro e negli ultimi quattro anni principalmente come regista. Le mie scelte registiche ricadono sempre su un argomento più che su un genere cinematografico. Nel caso dei miei due film, gli argomenti trattati si prestavano a essere raccontati meglio attraverso un documentario piuttosto che mediante un lungometraggio di finzione. Anche se, per quanto mi riguarda, non c’è molta differenza perché entrambi i generi hanno bisogno di una narrazione pensata e costruita al fine di intrattenere, produrre una riflessione e regalare un’emozione. Il documentario “In arte Lilia Silvi” è stata un’esperienza meravigliosa. Il film ha ricevuto da subito enormi consensi, in numerosi festival italiani: dal Festival del film di Roma fino al Bifest di Bari, ricevendo diversi premi tra cui, appunto, il Nastro d’argento 2012 come “Miglior Documentario sul Cinema”. Questo lavoro mi ha

With your first documentary “In arte Lilia Silvi” you won the prestigious Nastro d’argento, while your second film “Protagonisti per sempre” won the Gryphon Award at the Giffoni Film Festival 2015. It seems that documentaries are the thing for you. What encouraged you to work on this particular genre? It all stems from a vivacious curiosity that has always been with me since I was a little boy and that encouraged me to study film and try and work in this field from the age of 20. I worked as assistant to the director for ten years both in film and theatre and then went on to work on my own films as the main director in the last four years. When I choose my next project it is always the subject that attracts me more than the genre. Regards my two films, the subject lends itself more to being told through the documentary genre than fiction. And for me there isn’t much difference because both genres need a well thought story line so to entertain and move the audience. The doc “In arte Lilia Silvi” was a wonderful experience. The film won a lot of acclaim in several Italian festivals, including the Festival del film in Roma and the Bari Bifest, and the Nastro d’argento in 2012 for “Best documentary on Cinema”. I also had the opportunity to meet a wondeful woman and artist: Lilia Silvi, a true Italian diva of the 1940s during the “telefoni bianchi” era.

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regalato, soprattutto, la possibilità di conoscere e vivere una donna e un’attrice italiana straordinaria: Lilia Silvi, che è stata una vera diva negli anni quaranta, il famoso periodo cinematografico del “cinema dei telefono bianchi”. Sempre la curiosità mi ha poi spinto verso il documentario “Protagonisti per sempre”, nel quale ho indagato cosa significasse per un bambino, che viene scelto come protagonista di un film, trovarsi catapultato nel mondo folle del cinema. Ho ritrovato i più celebri attori bambini del cinema italiano, dal Neorealismo a oggi, protagonisti di film come “I bambini ci guardano”, “Sciuscià” , “La ciociara”, “Le avventure di Pinocchio” fino a “Nuovo Cinema Paradiso” e “La vita è bella”. Ho dato voce ai loro ricordi ed è emersa l’emozione di ieri e la consapevolezza di oggi, per raccontare come quella esperienza è maturata nelle loro singole vite, segnandone il percorso, nel bene e nel male. Vincere al Giffoni Film Festival 2015 il Gryphon Award per il “Miglior Documentario” è stata una gratificazione doppia, perché sono stati i ragazzi a votarlo e a sceglierlo insieme agli adulti. Il Giffoni Film Festival è un’esperienza speciale e unica. Offre l’opportunità di confrontarsi con altre culture, di appassionarsi a tante storie, di crescere. Non potevo desiderare una cornice più adeguata per presentare “Protagonisti per sempre” e l’inaspettato e bellissimo risultato ottenuto ne è stato la conferma. Il tuo nuovo film “Sciuscià 70”, come i due titoli sopracitati, sembra voler continuare a celebrare la gloriosa storia del nostro cinema. Possiamo considerarlo l’epilogo di una trilogia dedicata alla memoria? La memoria è stata il motore principale dei miei lavori. Mi auguro di fare tanti altri documentari dedicati al cinema e non, perché è sempre importante preservare la memoria, mantenerla viva e tramandarla alle nuove generazioni. Il cinema in forme diverse, attraverso generi e linguaggi differenti ha sempre cercato, sin dalle origini, di raccontare l’uomo, la società e la cultura, diventandone molto spesso memoria storica, sublimata attraverso l’arte. La memoria è coscienza e il cinema offre spesso la possibilità di riflettere, porre delle domande e dare a volte delle risposte, permettendoci di conoscere e arricchirci per capire e affrontare meglio il presente, in modo da costruire un futuro forse migliore.

It was curiosity that also drove me to work on my sophomore doc “Protagonisti per sempre”, through which I wanted to convey what it meant for a child who is chosen as the protagonist of a film to be thrown into the crazy arena of cinema. I found the most famous Italian child actors from the Neorealismo to our days, the protagonists of films such as “I bambini ci guardano”, “Sciuscià”, “La ciociara”, “Le avventure di Pinocchio”, “Nuovo Cinema Paradiso” and “La vita è bella”. I gave a voice to their memories and brought out the emotion of the past and the awareness of the present so to tell how that experience influenced their lives and changed it, for the better or worse. Winning the Gryphon Award for the “Best Documentary” at the Giffoni Film Festival 2015 was an even more gratifying experience as it was voted by mostly kids together. The Giffoni Film Festival is a special and one of a kind experience. It offers you the chance to meet people from different cultures, get to know their stories and mature. I couldn’t have wished for a better platform to show “Protagonisti per sempre” and the wonderful and unexpected win just confirmed my initial feelings. Your new film “Sciuscià 70”, like the other two above mentioned titles, seems to continue to celebrate the glorious past of Italian cinema. Can we consider it as the final chapter in a trilogy dedicated to memory? Memory was the main engine of my two previous works. I hope I will be able to make many other documentaries dedicated to cinema because I believe that it is important to preserve memory, to keep it and convey it to the younger generations. Cinema has always been about telling stories of men, society, culture through different genres. It sort of represents its historic memory sublimed in a form of art. Memory represents the conscience and through fim we have the opportunity to think, ask questions, and sometimes give answers. Through cnema we are sometimes capable of understanding what goes on around us so to build, perhaps, a better future.

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Ci racconti qualcosa in più sul tuo nuovo documentario “Sciuscia 70” attualmente in lavorazione? “Sciuscià 70” è un documentario che celebra, quest’anno, un importante anniversario, quello dei 70 anni dall’uscita del film di Vittorio De Sica “Sciuscià”, capolavoro del Neorealismo, primo film italiano vincitore di un premio Oscar e primo Nastro d’argento della storia del premio dei giornalisti cinematografici italiani. Attraverso le testimonianze inedite dei protagonisti, ripercorrendo i luoghi romani dove il film fu girato e ambientato e con l’utilizzo di molto materiale d’archivio, racconterò l’avventurosa ma entusiasmante lavorazione del film, in un periodo storico e sociale molto complicato come quello dei primi mesi dalla fine della guerra. Lo stile narrativo che darò al racconto è analogo a quello dei miei precedenti lavori. Pertanto, non un taglio di stampo giornalistico o televisivo, ma una narrazione cinematografica, in cui la memoria evocata, prenderà forma attraverso la verità e l’umanità dei testimoni della vicenda, al fine di accompagnare lo spettatore in un viaggio avvincente, capace di coinvolgere e soprattutto emozionare. Can you tell us something more about your new documentary “Sciuscia 70”? “Sciuscià 70” is a documentary that celebrates an important anniversary. This year marks the 70th anniversary of the release of the film helmed by Vittorio De Sica “Sciuscià”, a masterpiece of Neorealismo, and the first Italian film ever to win an Oscar and the first recipient of a Nastro d’argento, a prizeigiven by Italian journalists. The film will revolve around the filming of that masterpiece and through the stories of the protagonists and a lot of archive material it will try and unveil the complications of making a film in the aftermath of WWII. The narrative style is the same as the other two films. Therefore it will be a report of those events but a film where memories will come to life thanks to the candid stories of the protagonists, that will take the spectator on an emotional and enticing journey.

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Q r s Quanto conta per un giovane regista come te ricevere un riconoscimento importante per il suo lavoro? I riconoscimenti sono sempre tutti molto importanti e regalano tanta felicità, ovviamente. Qualsiasi forma di attenzione verso il nostro lavoro da parte di un giornalista, di un critico, di un festival e, quindi, del pubblico in generale è sempre fonte di enorme gratificazione. Perché dietro ogni film, qualsiasi genere esso sia, c’è sempre un lungo lavoro di preparazione, di studio, di tecnica e costruzione che definirei, per quanto mi riguarda, certosino e che affronto sempre con infinita passione, professionalità e grande rispetto e sensibilità. È bellissimo quando ti accorgi che chi guarda il tuo film, ne fa propri gli intenti e resta coinvolto ed emozionato. Hai mai pensato di realizzare un lavoro di fiction? E in caso affermativo che tipo di storia ti piacerebbe raccontare? Assolutamente sì. In questo periodo, infatti, mi sto dividendo tra la sala di montaggio, dove sto completando “Sciuscià 70” e le sedute di sceneggiatura con i miei collaboratori. Stiamo scrivendo una storia per il cinema, che spero possa diventare presto la mia opera prima. Non posso svelare molto, ma solo dire che sono sicuramente attratto da storie cariche di umanità e dense di significato. La stessa umanità che cerco di far trasparire anche dai miei documentari, dove ho sempre voluto raccontare le persone più che i personaggi. C’è un film nella storia del cinema che ti piacerebbe aver realizzato? Certo, ma la lista sarebbe lunghissima. Tanti film sicuramente mi hanno formato e ispirato: il cinema dello stesso Vittorio De Sica, ma anche i film di Visconti, Germi, Castellani, Comencini, Pietrangeli, Fellini, Amelio, Rosi, Tornatore, per restare in Italia. Forse “Nuovo Cinema Paradiso” è un film che racconta e rappresenta perfettamente quel sentimento profondo e quel sogno meraviglioso che appartiene a tutti coloro che, come me, sin da piccoli, hanno amato il cinema e che, crescendo, hanno scelto di farne la propria professione.

I e m g p ti e d q c e g v How important is it for a young filmmaker to receive recognition for his work? Recognition is always very important and welcome because they create happy moments obviously. Any kind of attention directed towards our work by journalists, critics, a festival is always a reason to celebrate. Because behind every film, there is always hard work, study and reserach, which in my case is a detail oriented job carried out with endless passion, respect, work ethic and sensitivity. It is always a great feeling when you feel that the audience is being moved by your work. Have you ever thought about making a fictional film? And what kind of story would you like to tell? Yes, absolutely. As a matter of fact I am in the editing room working on “Sciuscià 70” right now but I am also writing a script with my collaborators. We are indeed writing a story for the Bi Screen which I am hoping will become my first feature film very soon. I can’t reveal much about it but I can say that I love stories that are full of humanity and meaning. It’s the same kind of humanity that I try and convey through my documentaries, where I have always tried to put the focus on the people rather than on the charachters. Are there any films, that are considered as legendary, that you would have loved to have made yourself ? Of course, I have a long list. There are many films that have inspired my work: Vittorio De Sica’s work, but also the films of directors such as Visconti, Germi, Castellani, Comencini, Pietrangeli, Fellini, Amelio, Rosi, Tornatore, to name some of the Italian maestros. Perhaps “Nuovo Cinema Paradiso” is a film that better than any other film represents that deep feeling and wonderful dream that belongs to all the people like me that, from a very young age, have loved cinema and have chosen to make it their every day job.

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A d ta m c p N r d s v

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ROBERTO LIBERTI -

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Barbara di Maio

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VINCENZO CANZANELLA

Quella volta che la Callas mi disse: “Fammi magra”

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by RO B E RTO L I B E RT I photo by BA R BA R A D I M A I O

Che cosa hanno in comune Eduardo De Filippo, Sofia Loren, Maria Callas e Claudia Cardinale? Tutti sono stati protagonisti dello spettacolo teatrale e cinematografico mondiale e per ognuno di loro il sarto Vincenzo Canzanella, titolare della sartoria “Costumi Teatrali Napoli 75”, ha creato costumi e abiti di scena. Ancora oggi questa incredibile collezione può essere ammirata nell’atelier che sorge nei pressi di Piazza Mercato a Napoli, in un antico palazzo di Piazza Sant’Egidio dalle atmosfere suggestive che evocano il passato. What do Eduardo De Filippo, Sofia Loren, Maria Callas and Claudia Cardinale have in common? They have all dazzled on the screen and stage for Thousands of admirers around the world. For each one of them tailor Vincenzo Canzanella, owner of the “Costumi Teatrali Napoli 75”, has created stage designs in the past. This incredible collection is now cherished in an old building in Piazza Sant’Egidio, near Piazza Mercato in Naples.

Vincenzo Canzanella: una vita trascorsa tra costume teatrale, cinematografico e televisivo; ma come ha conquistato i personaggi del jet set internazionale?

Vincenzo Canzanella: A life dedicated to designing costumes for Thatre, Film and Television. How did you win the hearts of all these International stars?

Avevo 15 anni e lavoravo presso la sartoria di Maria Consiglio Picone, un laboratorio prestigioso con cui ho collaborato per molti anni. Il mio primo lavoro presso questa sartoria è stato nel 1954 per la rappresentazione di Santa Giovanna al Teatro San Carlo, interpretata da Ingrid Bergman e diretta da Roberto Rossellini, dello stesso regista ricordo i costumi realizzati per l’Aida presso l’Arena Flegrea. La sartoria Maria Consiglio Fashion era l’unica impresa che lavorava a Napoli sia per lo spettacolo che per l’haute couture femminile. Ricordiamo che la signora Maria Consiglio fu tra le creatrici della moda Positano nel 1946. Aveva importanti clienti del jet set che in quel periodo frequentavano Napoli: la principessa Barberini e la Begun, moglie dell’Aga Khan, il re Ibn Saud dell’Arabia Saudita con le sua mogli, sono solo un esempio. Credo di essere partito proprio bene nel mio lavoro, lavorando con e per i grandi.

My first commission dates back in 1954 for Roberto Rossellini’s “Santa Giovanna” with Ingrid Bergman at the San Carlo theatre in Naples. I was only 15 and worked for the prestigious Maria Consiglio Picone tailor’s shop. In the 50s Lady Picone wisely decided to open her shop to the theatre and cinema world. I became her assistant and that’s when I started to meet the most important stars of the time. In 1975 I decided to create my own tailor’s shop, “C. T. N. 75” and continued working for theatre and creating stage costumes for important operas such as Verdi’Aida. During my long career I had the privilege to work for masters such as Edoardo De Filippo (I worked with the extremely talented Raimonda Gaetani on the play “Contratto”, with Renato Guttuso’s designs): I had the honour to dress stage actresses such as Tina Pica and Luisa Conte for the occasion. Back in the day I would work for theatre and

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Nel 1975, forte dell’esperienza maturata, creai la mia personale sartoria “C.T.N. 75”. Nel corso della mia lunga carriera ho avuto l’onore di mettere la mia arte al servizio di grandi maestri come Edoardo De Filippo (lavorando ad esempio con la bravissima costumista Raimonda Gaetani per il Contratto, con i costumi disegnati da Renato Guttuso, artista e galantuomo): miei gli abiti di scena di icone come Tina Pica, Luisa Conte, Isa Danieli e tante altre. Conservo tantissimi costumi di proprietà del repertorio storico della mia sartoria realizzati per il teatro, il cinema e la televisione, che raccontano circa 60 anni della mia attività artigianale. Ho lavorato anche per il Teatro dell’Opera di Roma, di Losanna, di Pechino, realizzando i costumi per opere grandiose come la Turandot. Ho anche confezionato, per il balletto, i costumi leggerissimi in chiffon della più grande étoile italiana, Carla Fracci, nonché per grandi ballerini quali Ludmilla Tcherina, Tatiana Pavlova, Rudolf Nureyev e Bianca Gallizia. Ho collaborato con grandi costumiste tra cui ricordo Giusi Giustino (direttore di sartoria del Teatro San Carlo), Anna Biagiotti (direttore di sartoria del Teatro dell’Opera di Roma), i premi Oscar Gabriella Pescucci e Franca Squarciapino, Annamaria Morelli, Annalisa Giacci, Zaira de Vincentiis, Raimonda Gaetani, Francesca Cannavò, Ezio Frigerio, Bruno Garofalo, Maurizio Monteverdi, Daniela Ciancio, Odette Nicoletti, Andrea Viotti, Aldo Terlizzi, Enzo Iorio, Paola Nazzaro, Francesca Romana Scudiero e Mariagrazia Nicotra. Diverse sono anche le produzioni attualmente in corso come per il Teatro San Carlo, per il Conservatorio San Pietro a Majella e Teatro di Corte di Capodimonte

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haute couture as Lady Picone was one of the creators of the Moda Positano in 1946. Princess Barberini, Begun, the Aga Khan’s wife were among our clients. I think my career had a stellar start. I still keep all my creations for theatre, cinema and Television. They represent a career spanning over 60 years. I worked for the Teatro dell’Opera in Roma, Losanna, Beijing, on stage shows such as Turandot. I also worked for ballet and created chiffon costumes for the biggest Italian étoile ever, Carla Fracci. I collaborated with Annamaria Morelli, Nanà Cecchi, Franca Squarciapino, the 1991 Oscar winner for best costumes for the film Cyrano de Bergerac, Maria Rosaria Donadio and Vera Carotenuto. I am still woring for the San Carlo Theatre in Naples. My most recent work was for Bellini’s Norma. I created the show’s designs together with the wonderful Giusi Giustino.


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La sua è una storia straordinaria avrà sicuramente qualche aneddoto da raccontarci. Ce ne sono tanti, ma posso raccontarle quello legato alla più grande cantante lirica di tutti i tempi, Maria Callas. Nel 1963, quando lavoravo ancora per la Maria Consiglio Fashion, ci chiese una mise per alcuni concerti. Era una gran signora, una donna socievole ma tormentata dai problemi di linea. Pesava 106 chili e per lei questo era un problema. Mi diceva sempre: “Vincenzo, mi raccomando, fammi magra!”. Così tra un “taglia e cuci”, realizzammo un abito nero e blu con disegno ricamato a forma di pavone, in paillettes e canottiglie di vetro, del peso di circa sei chili. Per realizzarlo impiegammo un mese e mezzo, il risultato fu eccezionale e la soddisfazione fu immensa sia per noi che per la Callas. With such an incredible career I am sure you have lots of stories to tell. There are indeed many, but I can tell you a story about the biggest opera singer ever to hit the stage. In 1963 Maria Callas came to my atelier. She asked me to make her an outfit for some concerts. She was such a great lady, very sociable but with a real problem about her weight. She weighed 106 Kilos and this was a big problem for her. She would say: “Vincenzo, make me look thin!”. Therefore with a cut here and there I created a black dress, peacock shaped, with stones and glass of over six kilos. I worked on it for six months but the end result was fantastic. And Maria Callas loved it.


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Ha poi alternato la sua attività per il teatro a quella per la televisione. Certo, è dal 1959 che collaboro con la RAI di Napoli, erano gli anni in cui gli studi partenopei erano i più importanti d’Italia. Il mio primo lavoro fu lo spettacolo Biribò con Pippo Baudo, poi Settevoci, Obiettivo Luna, Le Acque della Luna, e tantissimi altri. Un’attività molto prolifica per la televisione che poi si fermò nel momento in cui le grandi produzioni RAI si spostarono a Roma. Tutt’oggi collaboro con la recente produzione della Rai di Napoli quale Made in Sud. You then went back and forth between theatre and TV. I worked for RAI in Naples from 1959 to 1991, that was the time when the studios in Naples would host all the biggest shows on Italian television. My first job was on Pippo Baudo’s show Biribò, then Settevoci, Obiettivo Luna, Le Acque della Luna, and many more. It was a huge moment for me but it all stopped when the big productions moved to Rome.

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Dalla televisione al Cinema il passo è stato breve? Molto breve in realtà e non ricordo nemmeno la quantità di film e registi per cui ho lavorato. Tra i più importanti: il film Il viaggio di Vittorio De Sica con Sophia Loren; Maccheroni di Ettore Scola; Libera di Pappi Corsicato; L’amore molesto di Mario Martone; Stiamo attraversando un brutto periodo di Rodolfo Roberti (premiato con il Leone d’oro al Festival di Venezia). Ho girato il mondo con il mio lavoro, da Montecarlo a Helsinki passando per la Spagna, dove portai, in occasione di una mostra di costumi, le lavorazioni con i tessuti di San Leucio, vincendo anche un premio importante. Ma questa raccolta di tantissimi abiti dovrebbe essere un museo da poter condividere con le future generazioni di costumisti e non. A Napoli non ne esiste uno così. I 15000 costumi sono un’importante collezione e archivio storico che non deve essere persa perché è un patrimonio immenso da conservare per le prossime generazioni. In realtà poche sono state le mostre che sono state fatte, fra queste una molto bella sugli Anni ’60, “quando la moda era moda”, organizzata con la Fondazione Mondragone. Nell’archivio storico conservo ancora abiti fatti per Mina (Senza Rete e Mille Luci), Patty Pravo, Sandra Mondaini (Senza Rete) e Sandra Milo. La collezione è così ampia perché, mentre i grandi teatri acquistavano gli abiti, la RAI li noleggiava, consentendomi di custodirli nel mio archivio che è diventato un museo. Il mestiere del costumista oggi come lo vede? C’è ancora possibilità per un giovane di intraprendere quest’appassionante mestiere? Nella mia sartoria ci sono tantissimi ragazzi di scuole professionali ad indirizzo moda e degli istituti d’arte che vengono a fare stage da noi con progetti PON e di Alternanza Scuola-Lavoro. Li segue mio figlio Davide che mi aiuta tantissimo a tramandare questa mia eredità. Per un giovane che si vuole avvicinare a questo mestiere è importante iniziare sul campo come assistente costumista, per conoscere le stoffe, le mille lavorazioni fondamentali, proprio come facciamo noi con i giovanissimi studenti delle scuole professionali. È un modo per tramandare alle nuove generazioni un mestiere svolto per tanti anni tra mille sacrifici e grande passione, sempre all´insegna della stessa filosofia partenopea. «Astipate ‘o milo pe quanno te vène ‘a sete», conserva la mela per quando ti verrà sete, un saggio consiglio per le nuove generazioni a non essere impazienti, pensando oggi a costruire il proprio futuro senza arrendersi di fronte alle difficoltà.Tel. 0815545092

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Then you went on to work in Cinema right? Yes I have worked for so many films. It’s a really long list. Among the most important jobs I have done there’s the famous white dress worn by Claudia Cardinale during the ball scene in Luchino Visconti’s The Leopard; I also worked on Vittorio De Sica’s Il viaggio with Sophia Loren; Maccheroni by Ettore Scola; Libera by Pappi Corsicato; L’amore molesto by Mario Martone; Stiamo attraversando un brutto periodo by Rodolfo Roberti (Golden Lion at the Venice Film Festiva). I have travelled the world thanks to my job; I’ve been to Montecarlo, Helsinki, Spain where I brought some of the costumes I made with the San Leucio fabrics and won an award for this. Wouldn’t it be great if all the outfits and costumes were exhibited in a museum? There aren’t any museums of this kind in Naples. 15000 costumes is a huge heritage which would be shameful to loose and should be left to the new generations to admire. There haven’t been many exhibitions apart from a wonderful one on the 60s, “when fashion was fashion”, curated by the Fondazione Mondragone. I still keep the outfits I created for Mina (Senza Rete and Mille Luci), Patty Pravo, Sandra Mondaini (Senza Rete) and Sandra Milo in my archive. It is a huge collection because whilst the theatres would buy the costumes, RAI would just rent them. This allowed me to keep them in my archive which is a museum now. What kind of advice would you give to the new costume designers of today? Can a young designer still have a successful career in this business? There are many young students who apply for an internship in my tailor’s shop. I follow them personally with my son and we try and pass our know how on to them. We actually carry out a master on theatre costumes with the Isabella D’Este School. Any designer who wishes to pursue this career must start out as a costume design assistant and learn to recognize fabrics and all the other tricks of the trade. That’s the only way to learn the trade which you need be fully committed to in order to succed. «Astipate ‘o milo pe quanno te vène ‘a sete», keep the apple for later, when you’ll be thirsty is an old saying that the young designers should make their own so to learn to have patience and build their future without backing down in front of the obvious obstacles.

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Attuali sedi: Sartoria e stage aziendali: C.T.N. 75 Via Casciari al Pendino n. 12 - Napoli Tel. 0817645173 info@ctn75.com - www.ctn75.com


Museo e Archivio storico del costume: A.A.C. 39 Associazione Artistica Culturale Abbigliamento nei Secoli bin| 95 Piazza Sant’Eligio n. 7 - Napoli


ARTE L AURA TRI SO R IO CATERI N A A RCI P R ET E

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CINEMA

Festival internazionale di Film sull’Arte contemporanea

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internazionale ARTE Festival di Film sull’Arte CINEMA contemporanea. interview to

LAURA TRISORIO

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CATERINA ARCIPRETE

Artecinema da oltre venti anni è un appuntamento immancabile per lo spettatore napoletano sensibile ad arte e racconto. Un racconto cinematografico che sviscera segreti, retroscena, emozioni e intuiti creativi di figure artistiche di epoca moderna e contemporanea. La curatrice, Laura Trisorio, coordina quest’affascinante commistione di linguaggi che ogni anno in ottobre prende vita a Napoli, inaugurando al Teatro San Carlo e proiettando al Teatro Augusteo per quattro giornate. Artecinema has been running for over 20 years in Naples and revolves around cinema and art. It is indeed a Film Festival that brings out the secrets, the behind the scenes, the emotions and creative intuitions of Modern day artists. The curator, Laura Trisorio, coordinates this fascinating event that takes place every year in October in the beautiful San Carlo theatre and Augusteo theatre for four days in Naples.

Nel 2015 il Festival internazionale di Film sull’Arte contemporanea ha festeggiato i 20 anni. Come e perché è nato il festival?

The Festival just celebrated its 20th anniversary in 2015. How was it created and why?

Artecinema nasce dal desiderio di condividere con gli amici gli straordinari documentari d’arte che mi capitava spesso di vedere in giro per il mondo tra gallerie e festival. Il pubblico si è appassionato fin da subito e Artecinema è diventato in pochi anni un appuntamento imperdibile seguito da un numero vastissimo di persone, molte provenienti anche dall’estero. Anche i registi e i produttori stranieri sono felici di venire a Napoli e rimangono colpiti dalla speciale atmosfera e dal calore del pubblico. Le radici del Festival sono e restano in questa città ma, già da qualche tempo, i più bei film tratti dall’archivio di Artecinema sono stati presentati nel corso di rassegne da noi curate in diverse parti d’Italia e del mondo: Barcellona, Venezia, Milano, Tianjin.

Artecinema stems from my desire to share the extraordinary art documents I discover during my travels around the world with my friends. The audiences fell in love with the project almost immediately and turned it in one of the most anticipated events of the Fall in Naples with many people coming from abroad to take part in it. The Foreign filmmakers and producers are very happy to come to Naples. They love its magic atmosphere and the warmth of the people. The Festival is well rooted in this city but we also have reviews in other towns around Italy and in the world such as Barcelona, Venezia, Milano, Tianjin.

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VENETO - 3 vizi veneziani 20 ITALIAN TOOLS designer francesco fusillo

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A chi è rivolto? La cosa bella di Artecinema è che si rivolge a tutte le persone curiose e non solo agli esperti del settore. Partecipano al festival più di 6000 persone, di tutte le età e professioni. Mi piace definire Artecinema una finestra democraticamente aperta sul mondo dell’arte‚ ed è per questo che l’ingresso alle proiezioni è gratuito. Quale il valore aggiunto che il mezzo cinematografico può dare all’arte? I documentari che mostriamo permettono di capire il lavoro che c’è dietro ad un’opera d’arte, ascoltando direttamente la voce degli artisti, di scoprire i loro atelier, di vederli in azione mentre realizzano le loro mostre. Il mezzo cinematografico ci permette di seguirli dietro le quinte, di approfondire aspetti poco noti del loro mondo. Who does it target? The greatest thing about Artecinema is that it targets everyone not only experts. There are over 6000 people of all ages who take part in the events each year. I like to describe Artecinema as a window democratically open on the world of art and for this reason the screenings are totally free of charge for everyone. Which is the added value that Film can give to art? The documentaries that are screened in the festival help people understand the enormous amount of work that artists put in their art thanks to interviews, behind the scenes. The audience can see the artists at work in their studios thanks to the camera and learn more about the hidden aspects of their work.


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In questi 21 anni cosa è cambiato in termini di contenuti (artistici) e tecnologia (cinematografica)? Indubbiamente la tecnologia si è molto evoluta e di conseguenza anche la qualità delle proiezioni è notevolmente migliorata. Comunque, a parte la tecnica, la buona riuscita di un documentario dipende dalla capacità del regista di leggere e raccontare l’opera dell’artista, con rispetto, ma senza rinunciare a una propria visione. L’arte è in continuo divenire, come viene narrata la sua storia attraverso il cinema? Il genere del documentario sull’arte rientra a pieno titolo nella storia del cinema italiano ed ha avuto nel nostro Paese iniziatori importanti come Carlo Ludovico Ragghianti, Roberto Longhi e Luciano Emmer, che hanno contribuito a far conoscere al mondo la nostra cultura storico-artistica. Questa tradizione merita di essere portata avanti dalle nuove generazioni e valorizzata. Gli inglesi, i francesi e gli americani sono tra i massimi produttori di documentari d’arte. Nella prossima edizione ci saranno lavori di punta, artisti di quali nazionalità? Posso dire che come sempre il programma sarà molto vario. Nelle sezioni arte e dintorni, architettura, fotografia saranno proiettati molti documentari in anteprima nazionale e avremo un bellissimo film su alcuni fotogiornalisti afgani. Come sarà articolato e che genere di esperienza deve aspettarsi uno spettatore novello? Artecinema deve essere affrontato come un viaggio alla scoperta di nuovi mondi. Basta lasciarsi andare con la mente aperta. Per la prossima edizione, che si terrà dal 5 al 9 ottobre 2016, abbiamo previsto un giorno in più di proiezioni proprio per dilatare i tempi di fruizione e poter inserire più film.

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What has changed in the last 21 years in terms of (art) substance and technology (film)? Technology has undoubtedly made a lot of progress and thus the quality of the screenings is much better than before. Anyways, apart from the technique the quality of a documentary depends on the filmmakers’ skills and their sensitivity for art and the artist’s vision. Art is ever evolving, How can it be translated into film? Documentaries on art have always been a big thing in Italian cinema with important filmmakers such as Carlo Ludovico Ragghianti, Roberto Longhi and Luciano Emmer contributing to the promotion of our artistic culture and history . This tradition deserves to be brought forward and appreciated. The British, Americans and French are among the biggest producers of art documentaries. Will there be a focus on any artist or country in particular during the next edition? I can say that the program will be very diverse. There are going to be a lot of premieres and a wonderful film about some Afghani photographers. What can a first time spectator expect from the festival? Artecinema is a journey that allows you to discover new worlds. One must come with an open mind. The next edition will take place from October 5 -9 2016. The Festival will indeed be a day longer in order to include more films.

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CINEMA HART cinema & relax

PAOL A D E C IUC E IS p h o to MAT TEO ANATRE L L A by

CALCARENITE esigner COSMA FRASCINA

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CINEMA Cinema & HART Relax. by

PAOLA DE CIUCEIOS

photo by

MATTEO ANATRELLA

Al cinema come e meglio che a casa. È questa l’idea di Hart, reincarnazione di uno storico cinema napoletano, l’Ambasciatori di via Crispi, dove nulla è più come è sempre stato. E, soprattutto, come continua a essere quasi ovunque. All’Hart, difatti, su impulso del sempre lungimirante Luciano Stella, l’innovazione contamina il vintage ed è tutta un’altra storia. Sia pure nel segno del cinema, le emozioni di sempre si vivono in tutt’altro modo. Comode poltrone, larghe e confortevoli al pari di una bergere della nonna con tanto di poggiapiedi e plaid, un divano a due posti per rannicchiarsi o da condividere con l’amica/o del momento e, over the top, il divano chaise longue a due piazze: ben tre tipi diversi di sedute tra le quali scegliere in luogo di quelle proposte da una normale sala cinematografica e tra le quali ritrovarsi per il disegno che strizza l’occhio a modelli dei primi del Novecento reinterpretati per l’occasione assieme a tavolini e complenti d’arredo che favoriscono il relax e il senso di casa. Sono, appunto queste, le novità della storica sala che, naturalmente, non ha rivoluzionato solo il modo di vedersi un bel film ma l’intero concetto del dedicare un pomeriggio

What if you were at the cinema but really felt like at home. This is the idea behind Hart, the reincarnation of a legendary cinema in Naples once called the Ambasciatori in via Crispi, where, thanks to an idea from the farsighted Luciano Stella, we have a theatre that is indeed the perfect blend of innovation and vintage. Film is indeed a whole different experience in Hart. Confortable large seats with footrests and a tartan blanket, a two seater sofa where you can cuddle up to your date and even a chaise longue sofa for that extra space: Three types of seats you can choose from which makes Hart a one of a kind experience that recalls the designs of the early Twentieth century homes. This is indeed what makes the legendary cinema hall a different experience rather than just a night out at the movies. If you have a hard time giving up your home habits going to Hart is the perfect place for you as it gives you the opportunity to get out for some fresh air where you can meet your friends in a comfortable environment drink some coffee, tea, soft drinks before, during and after the film or eat something provided by the SIF catering, whenever you like just like if you

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o una serata a una buona pellicola. Senza rinunciare alle confortevoli abitudini domestiche, dove, salvo rare situazioni di home-theatre, è più spesso necessario ricorrere a cassette, cd/dvd e quant’altro offerto dai nuovi dispositivi messi a disposizione dalla tecnologia, andarsene all’Hart significa cambiare aria uscendo da casa; scegliere un “luogo pubblico” dove incontrare amici e conoscenti, talenti vecchi e nuovi, ma ritagliarsi anche un tempo dove sorseggiare, prima, durante e dopo, caffè, the, bevande di ogni genere secondo l’ora del giorno, servendosi alla bouvette allestita in un angolo della sala, se non spiluccare qualcosa

were at home. Hart is an innovative idea because it goes the opposite direction from the Multiplex and old theatres with no personality where everything is just more of the same. A different kind of entertainment that has an edge to it and that reminds us of the alternative places you will find in several cities around the world dedicated to the fruition of film, music, theatre. The architect behind the project is Pierluigi Russo, whose aim was to create a polifunctional area with designs that can be moved around easily in accordance to the occasion. “The concept” – claimed Russo – “was to create a cinema-living room where

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nell’hall, in un’atmosfera pari a quella della propria intimità domestica, assaggiando le prelibatezze del brand enogastronomico SIF. Insomma, come andarsene al circolo o club che dir si voglia. E senza cedere, anzi, recuperando terreno sulla spersonalizzazione, altrimenti imperante, dei nuovi multiplex, multisala e/o dei cinema “vecchia” maniera. Uno spazio insolito, un luogo di entertainment di quelli già sperimentati in altre città europee dove trovare, in alternativa al film, la presentazione di un buon libro, uno spettacolo teatrale, un pomeriggio musicale dal vivo o un talk con un attore di grido o con uno chef stellato protagonista del corso di cucina che si è scelto di frequentare. Già, perché l’architetto cui si deve il progetto, Pierluigi Russo, ha pensato di farne uno spazio polifunzionale con arredi mobili da montare/smontare e combinare tra loro con facilità secondo il caso e la necessità. “Il concept” - spiega l’architetto Russo - “è quello di un cinema-salotto nel quale coniugare vecchio e nuovo; di qui l’idea di recuperare l’esistente - la boiserie e tutti gli elementi lignei, le porte, le cornici che fanno da nicchie, le rifiniture in metallo ottonato, le mascherine con lucetta a indicare primo e secondo tempo - per mantenere salda l’identità dell’Ambasciatori rinsaldata anche da un attenta ricerca di arredi di modernariato quali lampadari a gocce e applique a parete, ad esempio, coevi dello stile in voga negli anni ’60 quando il cinema fu aperto al pubblico. Ma anche l’idea di guardare all’innovazione contemporanea. In tal senso un ruolo importante è affidato alla luce: per ‘segnalare’ e creare i diversi mood che la sala proporrà, infatti, il soffitto è reso dinamico da ampi cassettoni di diversa grandezza dal quale si ‘irradia’ la suggestione di un tessuto teso, retro illuminato da led, con diversi colori, e luci che, volendo, si sintonizzano sul ritmo della musica nel caso Hart sia location di un party. Segue a ruota l’arredo delle pareti, rivestite da riquadri in tessuto arancione e modanature in legno con tende rosse a segnare ingresssi/uscite e a drappeggiare il fondo della sala dove, naturalmente, è collocato lo schermo”.

innovation and tradition are blended together; We wanted to keep the old design – the boiserie and the wooden elements, the doors, the frames, the brass metallic elements, the light signals indicating the first and second half of the show – so to save the identity of the original cinema Ambasciatori reinforced by a careful research and use of designs dating back to the 60s when the cinema was actually first launched. This combined with contemporary elements. In this sense light has a fundamental role: to “signal” and create the various moods of the evenings the roof is composed of ample ceiling coffers that “beam” thanks to multi colourful leds. The wall design is also interesting thanks to the orange decoration and wooden mouldings and red curtains that indicate the way in and out and the space reserved to the screen”.

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BIN-Born In Naples è una piattaforma internazionale sulle comunità creative tra design, arte e moda, che analizza nuovi scenari della cultura contemporanea del made in italy partendo dal sud della nostra penisola. Correnti nate a Napoli come luogo di passaggio/ scambio di culture mediterranee ed internazionali e nascita di nuove correnti contemporanee nell’arte, passando per i nuovi scenari del mondo del cinematografico e teatrale o musicale. Comunità creative che dimostrano un’intelligenza “unica” che si diffonde facilmente nel resto del globo grazie alle particolari capacità sperimentali nell’esprimere i diversi generi di un gusto esclusivamente made in Italy. BIN-Born In Naples is an international platform based on creativity in design, art and fashion, focused on the new forms of modern culture and made in Italy in the South of Italy. Trends that stem from Naples, a place where Mediterranean and International cultures blend together and new trends are set in art, film and music. A creative community that possesses a “unique” intelligence which can easily be spread to the rest of the world thanks to some very experimental skills that express the typical made in Italy taste.

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www.modomilano.com


ROBY’ STORY Raro Design collection designer ROBERTO NICOLÒ photo by MATTEO ANATRELLA


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www.raro-design.com


photo by DIEGO DE DOMINICIS


L’Artidesign delle Manifatture Irpine Artidesign of the Irpinian Manufacturers Art Direction Maria Antonietta Sbordone | Roberto Liberti info@bin-mag.com


La Fondazione Riccardo Catella è attiva dal 2007 con la missione di diffondere la cultura della responsabilità sociale nell’operare sul territorio, di sensibilizzare il contesto nazionale sui temi globali e di sviluppare progetti civici di valorizzazione del territorio urbano, incentivando l’innovazione e la creatività italiana. La Fondazione Riccardo Catella favorisce l’approfondimento e la condivisione delle conoscenze nei campi dell’architettura, della progettazione del verde e degli spazi pubblici, della progettazione urbanistica attraverso i “Progetti della Gente”, un programma pluriennale di progetti civici che hanno l’obiettivo di favorire l’attivazione di processi virtuosi nello sviluppo della qualità urbana, attraverso l’ascolto dei cittadini e l’attuazione di interventi interdisciplinari di valorizzazione degli spazi pubblici e del verde. The Riccardo Catella Foundation has been active since 2007 with the mission of promoting the culture of social responsibility in acting on the territory, creating national awareness of global issues and developing civic projects to promote urban territory encouraging innovation and Italian creativity. The Riccardo Catella Foundation promotes the study and the sharing of knowledge in the fields of architecture, design of green and public spaces, urban design through the “People’s Projects”, a multiannual program for civic projects that aim to promote the activation of positive processes in the development of urban quality, by listening to citizens and the implementation of interdisciplinary interventions enhancement of public spaces and green.


Via G. De Castillia, 28, Milano www.fondazionericcardocatella.org www.pnsc.it info@fondazionericcardocatella.org 02 45475195 Fondazione Riccardo Catella Porta Nuova Smart Community


8 - 11 luglio ALTA ROMA 2016 MARGUTTA Creative District, patrocinato dall’Associazione Internazionale di Via Margutta, è un progetto nato con l’intento di promuovere la creatività italiana ed internazionale, riportando via Margutta al centro del panorama della arti contemporanee. L’iniziativa, ideata da Antonio Falanga e Grazia Marino, prodotta dalla Together eventi comunicazione e organizzata dalla P&G Events, si terrà sull’intera area di Via Margutta dall’8 all’11 luglio p.v. e sarà presente nel calendario di “ALTAROMA - In Town”, manifestazione strategica per la tutela e la promozione e dei valori sartoriali ed artigianali che hanno reso Roma, capitale dell’Alta Moda, celebre nel mondo. I cortili e le gallerie d’arte, le botteghe artigiane e gli hotel di Via Margutta, un tempo dimora o ispirazione per celebri personalità del mondo dell’arte, della musica e del cinema, saranno le location esclusive, ricche di storia e grande fascino, che ospiteranno tutti gli appuntamenti del progetto MARGUTTA Creative District. MARGUTTA Creative District promuoverà, edizione dopo edizione, il legame profondo tra le radici e la contemporaneità, tra la ricerca e l’innovazione. L’Alta Moda sarà il filo conduttore di incontri, dialoghi e contaminazioni con vari settori, fra questi: l’arte, il design, la fotografia il food e il wine. FASHION: Katharine Story, Tiziano Guardini, Chiara Baschieri, Annamaria Patronella , young talents Accademia di Moda Sitam (Lecce). “Accessori” Marina Santaniello, Lisianthus, Max Clan Roma. “Jewelry” Alex Carelli, Gaia Caramazza, Marina Corazziari. FOOD&WINE/Fashion: Margutta Vegetarian Food&Art - l’Azienda Vitivinicola CIÙ CIÙ; lo stilista Tiziano Guardini e la Burlesque performer Peggy Sue. DESIGN: coordinamento Sergio Catalano: “La Casa di Pietra - Racconti Emersi”, mostra di oggetti per la casa a cura di Gumdesign - “In Genesi di Forma - oggetti in nuce” allestimento con oggetti in marmo e performance “Ulisse Homo Faber” a cura di Roberto Monte - “HumanDesignForFood”, mostra di oggetti per la tavola a cura di ADI - Ass. per il Disegno Industriale, Delegazione Campania - “ICOD” selezione di design autoprodotto a cura di Giuseppe Finocchio - “Collezione 10”, installazione di lavabi in marmo prodotti da Alfa Marmi a cura di Daniele Della Porta - “Patterns re-mind” presentazione della nuova collezione di lampade disegnate da Sergio Catalano e prodotte col brand Join-lamp - “Manufactura” selezione di oggetti di alto artigianato, a cura di Roberto Liberti e Maria Antonietta Sbordone - “BIN mag” platzine di talents made in italy. Partners Dude - Arte Vetrina Roma - CONFORM - Alfa Marmi - Join-lamp Media Partners BIN mag - Affaritaliani - Pianeta Donna - Radiocolonna & blog HTO.TV, flume.it

www.marguttacreative.it

Canale_Daniele Della Porta_collezione 10 Alfa Marmi photo in alto Gaetano Del Mauro

Cumuli_GUM design_IVV 952 + Studio Format photo Luca Visentini


Tiziano Guardini


THE CINEMA ISSUE july 2016


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