Page 1

GANNO 110 - NUMERO 5- MAGGIO/GIUGNO 2013 Mensile del Santuario di San Giuseppe Vesuviano ANNO 111 - NUMERO 7- SETTEMBRE/OTTOBRE 2013 Mensile del Santuario di San Giuseppe Vesuviano in San Giuseppe Vesuviano (NA)


SOMMARIO 3. Calendario 2014 4 La Parola di Papa Francesco 5. Ricordando p.Gino

• LA VOCE DI SAN GIUSEPPE mensile del SANTUARIO DI S. GIUSEPPE • Direttore responsabile Gerardo Capuozzo • Redattori Angelo Catapano - Marco Rota • Le foto di cronaca sono di Alessandro Avino

Tienimi alla tua porta Degnati di tenermi alla tua porta, come servo sempre vigile e attento; mandami come messaggero per il regno ad invitare tutti alle tue nozze. Non permettere ch’io affondi nelle sabbie mobili della noia; non lasciarmi intristire nell’egoismo, in pareti strette senza cielo aperto. Svegliami, se m’addormento nel dubbio e sotto la coltre della distrazione cercami, se mi perdo nelle molte strade tra grattacieli d’ inutili cose. Non permettere ch’io piechi il mio cuore all’onda violenta dei molti; tienimi altra la testa, orgoglioso d’essere tup servo. RABINDRANATH TAGORE

• Ufficio Voce Giuseppini del Murialdo piazza Risorgimento, 1 80047 S. GIUSEPPE VESUVIANO (NA) Tel. - Fax 081 8271233 Parrocchia: tel. 081 8271534 voce@murialdo.org La testata fruisce dei contributi statali diretti di cui alla legge 7 agosto 1990, n. 250.

La testata fruisce dei contributi statali diretti di cui alla legge del 7 agosto 1990, n. 250. Iscritta al tribunale di Nola al n. 21 in data 10.10.1996 già iscritta al tribunale di Napoli al n. 1033 in data 01.03.1967 Grafica e stampa:

Rapid Printing di Ivan Cutolo Tel 081.827.50.84

www.rapidprinting.it - info@rapidprinting.it “Voce di San Giuseppe” la trovi anche su www.opera-sangiuseppe.it

LIBRERIA EDITRICE MURIALDO

RINNOVA IL TUO ABBONAMENTO Con il conto ccp allegato n. 14214803 Per bonifici online l’intestazione è Casa Generalizia Pia Società Torinese di San Giuseppe cpn il cb IBAN: IT84 Q 03359 01600 100000060334 Banca Prossima Ordinario 15 euro - Sostenitore 25 euro Amichevole 50 euro - Benefattore 100 euro


SETTEMBRE/OTTOBRE 2013

Ecco a voi il calendario 2014. Eravamo molto incerti su cosa fare: non ignorate i problemi economici che premono anche su di noi. Ma insieme abbiamo deciso di confidare in San Giuseppe che, come ha provveduto alla Santa Famiglia, penserà anche a noi. Ma un’ altra domanda ci eravamo posti: che auguri fare? i soliti (di prosperità, benessere ecc.) a cui facciamo tutti fatica a credere? Restare nel rituale di ogni inizio di anno nuovo? Certamente noi vogliamo augurare a tutti voi, che amate san Giuseppe la salute fisica, spirituale e la solidità della famiglia: e per questo chiediamo ogni giorno l’ intercessione del nostro Patrono. Ma mentre il tempo passava e non sapevamo cosa fare abbiamo ascoltato: l'invito di papa Francesco a pregare per la pace, e specialmente l'invito ad essere in prima persona artefici di pace, poi il ricordo che Dio è gioia e realizza la sua gioia nella misericordia e nel perdono. Avevamo trovato: augurare a ciascuno di voi la gioia che oggi sembra mancare ma che è possibile trovare e vivere, la gioia che viene dalla amicizia con Dio, la gioia che conosciamo dai nostri Santi, la gioia della Madre Maria, di Papà Giuseppe sempre sereni nonostante i problemi e le difficoltà. Certamente una gioia che non deriva dal possedere. Il possesso non fa vivere nella gioia, ma crea insicurezza, invidie, gelosie, desiderio di avere sempre di più. La Gioia vera è una gioia che parte dal cuore e dall’amicizia con Dio, un’ amicizia non superficiale, ma profonda, che inizia dalla consapevolezza che Dio mi ama, ama proprio me, ed io desidero rispondere con altrettanto amore: l'amore per Dio mi porta all'amore verso ogni uomo, senza distinzioni o differenze. Dalla riscoperta di questo amore nasce la mia pace, pace che il mondo irride – come ci dice il poeta – ma che rapir non può.

SE LA TAZZA È RICOLMA

E' la gioia che noi vedemmo brillare sul volto di P. Gino Ceschelli, di cui ricordiamo il settantesimo anniversario della morte. Anche quando fu prelevato da un soldato tedesco per essere condotto alla morte, P.Gino non perse la sua serenità. Chiese l’ assoluzione ai suoi confratelli per riconfermare il suo amore per Dio, salutò i suoi confratelli della parrocchia per i quali dava la vita e seguì con passo sereno chi lo portava a morte. Era il 23 settembre 1943. Non è certamente questo l'augurio che desideriamo fare: Maria, Giuseppe, i nostri Santi, i nostri eroi ci aiutano a ricordare che l'invito a cercare la nostra pace non è un invito impossibile. E' Gesù stesso che ci ricorda " Vi do la mia pace", se Gesù l'ha promessa ce la dà. Ma bisogna vivere in Comunione con Lui. Questo è dunque l'augurio che ci facciamo per il prossimo 2014: Gioia e pace per ciascuno di noi, per le vostre famiglie, per le vostre comunità parrocchiali e per i vostri paesi. Qualora fosse donata una maggiore tranquillità per la nostra Italia: renderemo grazie a Dio della Gioia della Pace, renderemo grazie a Dio, fonte di Gioia. 3


SETTEMBRE/OTTOBRE 2013

La Parola di PAPA FRANCESCO L CARI FRATELLI E SORELLE, BUONGIORNO! Cari fratelli e sorelle, buongiorno! Nella Liturgia di oggi si legge il capitolo 15 del Vangelo di Luca, che contiene le tre parabole della misericordia: quella della pecora smarrita, quella della moneta perduta, e poi la più lunga di tutte le parabole, tipica di san Luca, quella del padre e dei due figli, il figlio “prodigo” e il figlio, che si crede “giusto”, che si crede santo. Tutte e tre queste parabole parlano della gioia di Dio. Dio è gioioso. Interessante questo: Dio è gioioso! E qual è la gioia di Dio? La gioia di Dio è perdonare, la gioia di Dio è perdonare! E’ la gioia di un pastore che ritrova la sua pecorella; la gioia di una donna che ritrova la sua moneta; è la gioia di un padre che riaccoglie a casa il figlio che si era perduto, era come morto ed è tornato in vita, è tornato a casa. Qui c’è tutto il Vangelo! Qui! Qui c’è tutto il Vangelo, c’è tutto il Cristianesimo! Ma guardate che non è sentimento, non è “buonismo”! Al contrario, la misericordia è la vera forza che può salvare l’uomo e il mondo dal “cancro” che è il peccato, il male morale, il male spirituale. Solo l’amore riempie i vuoti, le voragini negative che il male apre nel cuore e nella storia. Solo l’amore può fare questo, e questa è la gioia di Dio! Gesù è tutto misericordia, Gesù è tutto amore: è Dio fatto uomo. Ognuno di noi, ognuno di noi, è quella pecora smarrita, quella moneta perduta; ognuno di noi è quel figlio che ha sciupato la propria libertà seguendo idoli falsi, miraggi di felicità, e ha perso tutto. Ma Dio non ci dimentica, il Padre non ci abbandona mai. E’ un padre paziente, ci aspetta sempre! Rispetta la nostra libertà, ma rimane sempre fedele. E quando ritorniamo a Lui, ci accoglie come figli, nella sua casa, perché non smette mai, neppure per un momento, di aspettarci, con amore. E il suo cuore è in festa per ogni figlio che ritorna. E’ in festa perché è gioia. Dio ha questa gioia, quando uno di noi peccatore va da Lui e chiede il suo perdono. Il pericolo qual è? E’ che noi presumiamo di essere giusti, e giudichiamo gli altri. Giudichiamo anche Dio, perché pensiamo che dovrebbe castigare i peccatori, condannarli a morte, invece di perdonare. Allora sì che rischiamo di rimanere fuori dalla casa del Padre! Come quel fratello maggiore della parabola, che invece di essere contento perché suo fratello è tornato, si arrabbia con il padre che lo ha accolto e fa festa. Se nel nostro cuore non c’è la misericordia, la gioia del perdono, non siamo in comunione con Dio, anche se osserviamo tutti i precetti, perché è l’amore che salva, non la sola pratica dei precetti. E’ l’amore per Dio e per il prossimo che dà compimento a tutti i comandamenti. E questo è l’amore di Dio, la sua gioia: perdonare. Ci aspetta sempre! Forse qualcuno nel suo cuore ha qualcosa di pesante: “Ma, ho fatto questo, ho fatto quello …”. Lui ti aspetta! Lui è padre: sempre ci aspetta!Se noi viviamo secondo la legge “occhio per occhio, dente per dente”, mai usciamo dalla spirale del male. Il Maligno è furbo, e ci illude che con la nostra giustizia umana possiamo salvarci e salvare il mondo. In realtà, solo la giustizia di Dio ci può salvare! E la giustizia di Dio si è rivelata nella Croce: la Croce è il giudizio di Dio su tutti noi e su questo mondo. Ma come ci giudica Dio? Dando la vita per noi! Ecco l’atto supremo di giustizia che ha sconfitto una volta per tutte il Principe di questo mondo; e questo atto supremo di giustizia è proprio anche l’atto supremo di misericordia. Gesù ci chiama tutti a seguire questa strada: «Siate misericordiosi, come il Padre vostro è misericordioso» (Lc 6,36). Io vi chiedo una cosa, adesso. In silenzio, tutti, pensiamo… ognuno pensi ad una persona con la quale non stiamo bene, con la quale ci siamo arrabbiati, alla quale non vogliamo bene. Pensiamo a quella persona e in silenzio, in questo momento, preghiamo per questa persona e diventiamo misericordiosi con questa persona. [silenzio di preghiera]. Invochiamo ora l’intercessione di Maria, Madre della Misericordia. 4


SETTEMBRE/OTTOBRE 2013

di Lamberto Minucci

Ho avuto la fortuna di vivere a fianco di P. Gino Ceschelli negli anni 1936-38, allorché era stato nominato Parroco della Annunziatella di Roma. Ricopriva già la carica di Direttore del collegio annesso alla parrocchia: esso accoglieva i più grandi degli orfani di guerra provenienti dalla colonia agricola della Bufalotta che frequentavano la scuola di avviamento professionale di avviamento al lavoro (di tipo agrario) presso la colonia stessa. Contemporaneamente assunse anche l'incarico di insegnante di religione presso l'Istituto tecnico agrario «L. Rizzo» (oggi Garibaldi), sempre a Roma. Ricordo ancora, come se fosse oggi, quel sacerdote, giovane (aveva 33 anni), alto, magro, biondo, anche se quasi totalmente calvo, dal sorriso dolce, dai lineamenti fini, dall'ampia fronte, ricco di entusiasmo, provvisto di una carica di simpatia e di un carisma eccezionali. Facemmo presto ad amarlo, noi allievi e i parrocchiani tutti. Anche se con i gradi di cappellano militare, riusciva a dare un significato diverso alla stessa divisa e alla figura di prete, amante della patria nel senso migliore della parola, ma non inquadrato né soggiacente a regole contrarie alle sue convinzioni morali e religiose. Nel 1937, impegnatissimo nell'or-

ganizzare attività per i giovani della parrocchia e per i suoi allievi fu tradito dai suoi più cari ragazzi: un tradimento che lo amareggiò fino al punto da prendere la decisione di lasciare la carica, i suoi parrocchiani e tutti noi e chiedere ai suoi superiori di essere cambiato. Tra le tante altre cose, p. Gino, infaticabile e pieno di fiducia nei nostri confronti, si avventurò nell'allestimento di recite assai impegnative. Scoprimmo in lui doti eccezionali di artista (regista, scrittore, capocomico...). Assieme si prepararono recite che ci dettero la possibilità di esibirci con successo sui palcoscenici dell'« » al Tiburtino (Roma) e del «Murialdo» di Albano, dove ricevetti applausi a scena aperta per l'interpretazione dell'Avaro di Moliere (ed una martellata volante su di un piede inviatami, con mira precisa, dal capocomico suggeritore. Ma l'episodio che segnò la vita di p.Gino, qualcuno lo tradì, anzi più di qualcuno; ed erano i suoi più fedeli amici; non i parrocchiani, ma i suoi ragazzi. Lui la giudicava una «ragazzata»... una ragazzata molto grave. E tutto perché, come sempre, anche in quella occasione aveva fatto il proprio dovere di sacerdote, per il bene di due suoi parrocchiani: aveva unito in matrimonio un ebreo ed una ragazza ariana... Appresi il tutto direttamente da lui: pallido in volto, con voce spenta e tono di immensa amarezza: «Pensa, Lamberto, tu non ci crederai: quattro di voi hanno inviato una lettera firmata al Duce, segnalando che io, cappellano della milizia, ho sposato un ebreo ed una ariana! Sono stato convocato e mi è stato ricordato il divieto per i sacerdoti di celebrare simili matrimoni. Caro Lamberto, la Chiesa non proibisce questo, solo consiglia di evitarli e di essere molto... attenti. Io non solo l'ho fatto, ma lo rifarei volentieri se la Chiesa, come son certo, non lo proibirà mai. Non mi rammarico per il rimprovero che mi sono preso. Anche i miei superiori mi hanno consigliato prudenza e di evitare, in avvenire, certe prese di posizioni. II dolore più grande 5


SETTEMBRE/OTTOBRE 2013

di Lamberto Minucci

non è neppure il fatto che a tradirmi sono stati i miei ragazzi... ma di aver letto tra le firme quella di Gigetto... di aver dovuto comunicare i loro nomi ai superiori che provvederanno al loro allontanamento dal collegio... Mi amareggia l'impossibilità di poter continuare a dar loro una mano: come farà a studiare Gigetto? Chi aiuterà Luciano? Gigetto non ha solo bisogno di aiuti economici, fatica anche nello studio... Tu, Lamberto, devi promettermi di non fargli capire che l'aiuto che gli darai glielo darai perché te lo chiedo io. Per la parte economica (libri e cancelleria) pensaci tu... Quando egli ritorna a casa dalla scuola, fallo salire, dal retro della canonica, nella stanza del parroco, fagli ripetizione, aiutalo a fare i compiti... Naturalmente io non so niente e non ci sarò mai! Luciano, invece, se la potrà cavare da solo. Caro don Gino, forse prevedeva già da allora che lo stesso destino lo avrebbe unito a Gigetto: tutti e due 6

vittime innocenti della guerra e della violenza. Gigetto è morto a Monte Sacro (Roma), senza una ragione, solo per aver voluto accompagnare il fratello maggiore, nella speranza di convincere coloro che lo avevano arrestato a lasciarlo libero... Inutilmente implorò i carnefici. Inorridito fu testimone della fucilazione del fratello e, subito dopo, lui stesso fu giustiziato con un colpo alla nuca. Don Gino è morto a san Giuseppe Vesuviano (venne fucilato e morì con il sorriso sulle labbra perdonando coloro che gli sparavano), per una ragione, per salvare dei fratelli, per amore dei parrocchiani, per i sofferenti, per le vittime dei bombardamenti, per un giovane polacco nascosto in canonica. Dal rapporto del maresciallo dei carabinieri risulta che padre Gino Ceschelli contribuì a salvare molti uomini dalla deportazione. Occasionalmente era venuto a conoscenza di una operazione prospettata dai tedeschi e tempestivamente aveva avvertito il comandante dei vigili urbani permettendo a molte persone di allontanarsi, facendo così fallire in gran parte il rastrellamento. Inoltre aveva dato asilo in canonica ad un profugo polacco, Bosir Alperovic, che vi aveva installato una radio trasmittente. Forse i tedeschi avevano intuito qualche cosa per cui l'odio verso il sacerdote si accrebbe. Verso le tre del pomeriggio del 23 settembre 1943, il parroco con i suoi confratelli venne avvicinato da una pattuglia tedesca che intimò loro di deporre le vesti e indossare abiti borghesi, dichiarandoli prigionieri. «Alle ore 15,45 padre Gino veniva assassinato con un colpo alla nuca, perché italiano, perché sacerdote, perché come tale volle compiere il suo dovere fino all'estremo perChé grande amore portava alla sua parrocchia»

(dal diario di un testimone).


SETTEMBRE/OTTOBRE 2013

Ogni giorno così vi ricordiamo: Ti raccomandiamo, o Signore, Tutti i nostri benefattori vivi e defunti; Dà loro quella ricompensa Che tu solo puoi dare alle opere di carità E fa che un giorno possiamo con loro uniti Lodarti e goderti eternamente in Cielo

Aresi Nina – Sanfratello Francesca – UPSA Confartigianato / Vuatto Piera – Pascale Giuseppe – Matrangolo Giuseppina Mari – Ferro Giuseppina – Giansiracusa Paola – Viglione Evelina – D'Errico Donato – Belluomo Concetta – Migliorisi Margherita – Bernabucci Elsa – De Mascellis Antonio – La Rocca Anna Maria – Troilo Giuseppe – De Vito Giuseppe – Terracciano Adele – Bertoni Emma – Borsellino Anna – Danovaro Isabella - D'Emma Maria Antonietta –Nicosia Rosaria – Fasano Luisa – Puliafitto Caterina – Fevola Maria – Sarro Nina – Buonaiuto Cibelli Anna – Bellotti Piero – Nardone Giuseppe – Di Bella Lorenzo – Buzzacchino Vincenzo – Confessore Giuseppe – Mercurio Giovanni – Picciuca Santa – Compare Lina Nazzaro – Fam. Bloisi –Peduto Dato Luciana – Nenna Carlo – Cioè Enrica – Quadrini Maria D'Amato Francesco – D'addesa Mario – Menichini Anna – De Seriis Francesca – Terrazzino – Carmela – Calabria Giuseppina – Pascarito Pina – Sassone Giuseppe – Stifano Cristina – Boldrini Maria Teresa - Furente Rosaria – Calabrese Maria Concetta - Di Lucca Anna – Ciacco Marisa –Sandrini Giuseppe – Iannelli Romana – Sanguedolci Matilde – Albanese Gandolfa – Colasanto Damiana – Pescatore Carolina – Di Giorgio Enzo – Barbarossa Cristina – Nonnato Angelo – Turcato Elvira – Capolupo Giuseppe – Grillo Maria Grazia - Confessore Giuseppe – Fiocchi Serafino e Irene – Pascale Giuseppe – Mancusi Giuseppe - Capano Stefania - Catapano Maria Cristina – Pelella Rachele. SANTE MESSE Picozzi Teresa – Rossi Pasquale – Fanelli Teresa – Frugis Vittoria – Bifulco Maria – Fornasiero Tosa Schiesaro – Caruso Anna Maria – D’Emma Maria Antonietta - Bozzo Giuseppe – Buti Enrico – Franceschinis Donatella – Mussoni Carmen – Summa Adriana – Pigallus Palma – Sansone Rita - Rainone Francesco. MESSE PERPETUE Francesca Di stefano Ferlazzo POVERI Miranda Felicia GRAZIA RICEVUTA D'Aniello Giuseppe 7


SETTEMBRE/OTTOBRE 2013

Voce correzione 8 pag  
Read more
Read more
Similar to
Popular now
Just for you