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da un momento all’altro Randy Klein

Palazzo di CittĂ Comune di Cairo Montenotte (Sv) con la partecipazione di Galleria Pontormo

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Randy Klein da un momento all’altro testo da Claudio Piersanti

Palazzo di CittĂ Comune di Cairo Montenotte (Sv) 17014 con la collaboration di Galleria Pontormo

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An Artist with Letters Even when it is physically very heavy, as sometimes it is, Randy Klein’s sculpture manages to seem light and airy: it always creates the impression of movement, and even when at its most serious contrives to preserve a certain light-hearted gaiety. This makes it singularly difficult to discuss except in terms of paradox. Take the new works based on letter forms. One would swear that the pieces had been whipped up in an instant: they are as free and improvisatory as an oriental brush drawing. And yet....Before, when most of Klein’s sculptures were cast in bronze, he worked initially in that most fluid of media, wax, so that in a certain sense the spontaneity was built in and preserved through to the final casting. Now he still sketches his forms in wax. But the finished pieces are made of forged steel, beaten

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and wrenched into shape by a lot of sheer main force, and then their surfaces worked over and laboriously burnished to vary the emphasis and provide an artful illusion of light and shade. There is no way that, in process, these sculptures can be spontaneous. So how come they still look and feel as though they are the work of a moment? One might say that anyone can show us his labours and demand sympathy for the sweat of his brow, but only a master can shrug it all off and have us unquestioningly believing him. Klein has a rare spirit - Rarely rarely comest thou, O Spirit of Delight - and believes in livening us up rather than dragging us down. Philosophy of letter forms or not, it matters little. Left to ourselves we might not see O as a doorway someone can blithely step through, or W as something which is coming apart at the seams,


Se mi sposi non avrai più un problema al mondo, sono un uomo perfetto!, 2002-12. Steel, copper, enamel, 247cm high x 545cm long. Private collection.

or is maybe, like Humpty Dumpty, urgently in need of being put together again. But if Klein tells us that for him this is what they are, we are perfectly willing to entertain the notion, toss it around for a little, and run it up the flagpole to see if anyone salutes. Nor does he want us to do anything else. The least dictatorial of artists, he would be the first to second the writer’s cry of “How do I know what I think until I read what I’ve written? For sculptors it can be the same: ideas rush to the ends of the fingers, bypassing the brain altogether, and it is only later, when the creator steps back, that he can see the significance of what he has done. Or a significance, for once the work is set adrift to fend for itself in the world, it may signify anything it is taken to signify, the creator’s significance not being necessarily more authoritative than anyone else’s.

Think of the letter L. Mae West remarks in the margin of one of her songs “Oh, it may be lie to you, but it’s lay to me!” Precisely. Active or passive, transitive or intransitive, it’s all a matter of how you look at it. In these letter forms Klein is trying to pin down no ultimate, absolute truth, but simply to involve us in a game of show and tell. The letters are a sort of Rorschach test, and we each show what we are by what we bring to them. Happily, if the sculptures indicate what sort of a person Klein is, needless to say, the sculptures that have somehow, miraculously, popped out of his mind and into our consciousness, whether we asked them to or not. I know I shall never see J,R or T the same way again. John Russell Taylor

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Can I Introduce Randy Klein? di Claudio Piersanti La pittura e la scrittura sono vicini di stanza, nella mia mente. Hanno sempre coabitato, sin dall’inizio. Poi le mie figure sono diventate parole, e a parte due o tre modesti paesaggi dalla mia matita sono nate soltanto parole, e strane macchie disegnate dovunque ma certo non belle da vedere e destinate al cestino. Ho avuto Klein ha sin dalla prima giovinezza il dono dell’accoglienza. Visioni interiori o acuminate percezioni ambientali diventano tutte reali, a due o tre dimensioni, come se in fondo tra i due mondi non ci fosse tutta questa differenza che si è sempre creduta. Interiori o esteriori che siano le visioni di Klein, anche da “giovin pittore”, diciamo dalla fine degli anni settanta, necessitavano di misteriosi

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filtri emotivi. Essenziale prima di tutto la posizione e la scelta del punto di vista: se facesse cinema Klein userebbe spesso il dolly. I filtri sono: l’ironia, l’accoglienza dell’altro (le storie illustrate del giovanissimo Klein tassista a New York, sua città natale, sono assolutamente esemplari), la malinconia (ma quella di un uomo saggio seduto su una panchina, omaggio a uno scrittore dal destino non solo geograficamente simile al suo, Henry James), la nostalgia, ma quella che si prova guardando da un aereo la sterminata città sconosciuta che ci aspetta, e cioè la nostalgia che sempre si accompagna all’avventura, quello strano rimpianto che punge in profondità e che tanto difficilmente si riesce a descrivere. Proviamo nostalgia quando fuggiamo. Ho parlato di filtri e punti di vista, non abbastanza di qualità. Il dono della leggerezza, per esempio – e parlando di un pittore-scultore non è


Anche con le mie case ho sempre parlato. Porto sempre con me tutte le case della mia vita. Acciaio, rame, smalto. 2002-12. 420cm X 30cm

poco. Voglio cercare di farlo parlando ancora della pittura. In alcuni suoi recenti paesaggi, di solito privi di figure umane (che sarebbe interessante vedere insieme alle sculture), raggiunge un equilibrio cromaticocompositivo quasi da pittura antica, diciamo sei-settecentesca. Il paesaggio in Klein è pura emozione. La malinconia torna in primo piano ma non è affatto esibita: non c’è altro che erba un po’ bruciata dal freddo, un albero nudo che ricama con i suoi rami il bianco del cielo. I materiali che usa quasi non si notano: ma sono colori sintetici, dipinti sopra il metallo. Con materiali del genere dei pittori qualsiasi realizzerebbero dei frigoriferi… La leggerezza raggiunge in Klein il punto più alto nel suo esatto (e apparente) opposto: la scultura. L’ironia diventa anche gioco. La scultura diventa scrittura. Anziché sottostare come tutti alla forza di gravità i suoi personaggi, come in certi sogni, accennano a prendere il

volo, spiccano improbabili salti materici non dissimili da figure di lava sulla cima di un vulcano. Il ragazzo che viveva in quartiere popolare ebraico di New York, impregnato di atmosfere che fanno pensare a Henry Roth di Call It Sleep, il ragazzo che guidava taxi di notte per mantenersi agli studi, il ragazzo nutrito della più emotiva pittura americana (dei luoghi e degli stati d’animo) ha percorso molte altre strade. Pittoriche, artistiche, umane. Un legame affettuoso lo ha sempre legato all’Italia. Un sentimento che guardando le sue opere è molto facile ricambiare. Roma, febbraio 2012

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L’energia. Cosa sarà mai l’energia? Da dove viene? Cosa ci riempie il cuore di forza e ci fa correre e ridere e cantare e ballare e saltare…

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Un giorno ho sentito gli alberi che mi parlavano. Chiedevano: “ dove sono i nostri fratelli? Quando sono apparsi gli uomini gli alberi sono diminuiti. Forse quando non ci saranno piĂš alberi gli uomini stessi diventeranno alberi e il mondo tornerĂ ad essere una foresta.

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Non sono quello che sono. Non sono quello che sembro. Sono quello che voglio essere. Posso diventare quello che voglio. Il mio bosco, la mia vecchia automobile con la quale ho sempre parlato‌

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Poi mi sono sentito solo e ho creato la mia compagna, che era già parte di me. Nata dalle mie costole mi ha subito voluto molto bene, e ci siamo amati a lungo giorno e notte. Amare, danzare, amare, danzare‌


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Nascevano bambini felici, dalla nostra unione, uno due tre‌ uno piÚ bello dell’altro, doni del cielo stellato.


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La leggerezza è nella mia natura. Anche il volo è nella mia natura.

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 Bisogna salire, salire, se vuoi trovare qualcosa. Tutto quello che succede finisce in cielo.


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Randy Klein Curriculum Vitae mostre personale 2012 Palazzo Vernazza, Lecce, da un momento all’altro 2012 Palazzo di Citta, Cairo Montenotte, da un momento all’altro 2011 Galleria GX, Londra, Meditations 2010 Galleria GX, Londra, Metacollage 2009-10 Darlington Arts Centre, Inghilterra, Angeli di Luna Park 2009 Neo Gallery, Cumbria, Paintings 2009 University of West of England, Books by Randy Klein 2008 Galleria GX, Londra, New Work 2008 Istituzione Biblioteca Classense, Ravenna, La Via Dantesca 2008 Arte e Ars Gallery, Galatina, Inner Cities 2007 Galleria GX, Londra, Sculpture 2007 Galleria GX, Londra, Stagioni del Sublime 2003 Museo Livesey, Londra 2000 Accademia Italiana, Itineris Vitae 1999 Galleria Bruton Street, Londra, 1997 Fiabe della Vita Quotidiana) Midlands Art Centro, Birmingham Accademia Italiana, Londra 1996 Carasi Arte Contemporanea 1995 l’universita Hobart and William, New York, Randy Klein, Grafiche 1994 People with their Things Midlands Centro di Arte Galleria Lamont, Londra 1993 Sala Convegni Ancora Galleria Lamont, Londra 1992 Galleria Beaux Arts, Bath, 1991 People with their Things Carasi Arte Contemporanea Galleria d’Arte Pontormo, Cairo Montemotte

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1991 1990 1989 1987 1986 1986 1985 1982 1980

Accademia Italiana, Londra Images out of Dante (immagine da Dante) Galleria Chapman, Londra Carasi Arte Contemporanea, Mantova Windsor Arts Centre - Commedia Mortale Barbican Arts Centre, Londra - Austin/ Desmond Fine Arts Galerie Jean-Pierre Lavignes, Parigi Fiera di Arte Contemporanea di Bath Arte e Culturale di Brooklyn, New York. 112 Greene St.. New York. Tin Temples1980 Museo Laboratorio di Manhattan New York

mostre colletivi selezionate 2010, 2009, 2008 Accademia Reale, Londra 2008 London Print Studio, Libri d’artista 2005 McHardy Sculpture Gallery, Londra 2003 Galleria Zimmer Stewart Arundel, 2001 Owens Galleria di Arte, New Brunswick, Canada, ‘Narrativa nel libri delle artiste’ 1998 – 2001 Galleria Collins, Scottsia, e itinerante, Artist Books (Libri d’Artisti) 1998 – 2000 Pagine Cambiante, mostra di libri di artisti, Galleria Collins e itinerante 1998-2001 Libri dalle Artisti, 1997 Galleria di Belle Arte Wolseley, Londra 1995 Arte Scottsia, e itinerante 1993 Galleria Hardware, londra 1998, 2000, 2001 Accademia Reale, londra 1992 Galleria Lamont, londra Galleria Agnews, Londra 1991, 92, 93, 94, 95 Fiera lnternazionale di Arte Contemporanea, londra 1991 Centro di Arte Prema, inghilterra. ‘la Faccia’ 1990 Galleria Diorama, ‘l’Anima’, londra mostre colletive avante 1990 include: Galleria Whitechapel, Londra South Bank Centro di Arte, Londra Galleria Pomeroy Purdy, Londra

Hardware Gallery, Londra Slaughterhouse Gallery. Londra Smith’s Gallery, ‘Americani al Estero’, Londra Galleria Gimpel Fils, New York P.S.122, New York BACA, Britain/New York Festival Galleria Public Image, New York Galleria Universita di New York Galleria Alain Bilhaud, New York Fiera di Arte Contemporanea di Los Angeles Salon ds Mont Moulins, Parigi Collezione Tate Gallery British Museum Scottish Arts Council Victoria and Albert Museum Museum of Modern Art, N.Y. Getty Museum Accademia ltaliana New York Public Library Caxton House Lady Hambleden Lavori Publici Selezionate 2012 Employment Academy, Londra 2011 Horniman School, Londra 2010 Nunhead Station. Londra 2007 Patrerson Park, Londra 2006 Brimmington Park, Londra 2006 Friary Estate 2003-4 Scultura in collina, Greenwich, Arts Council 2002-3 Haymerle School, Londra 2003 Lege Famigliare – Progetto video con famiglie immigrante. 2002-3 Scuola per andicapati. Grande intervento dal terreno sculturale. 2002-3 Case Verre – video progetto 2001 Mozart Estate


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