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un complesso, e, in definitiva, inutile negoziato tra il Comitato e Eichmann, l’ufficiale delle SS responsabile delle deportazioni degli ebrei di Ungheria, per scambiare le vite degli ebrei a fronte di denaro, 10.000 camion e altri beni: la cosiddetta trattativa “sangue per le merci”. Vrba nel suo libro sostiene che Kastner secreta i documenti e mostra il rapporto ad Eichmann chiedendogli se quanto descritto sia vero; Eichmann avrebbe negato ma, resosi conto che il contenuto del rapporto non è ancora diffuso, avrebbe accelerato le deportazioni ungheresi e, nel contempo, avrebbe emesso anche una pesante taglia sulla testa di Vrba. Rudolf Vrba ritiene, quindi, che molti dei 437.000 ebrei ungheresi inviati ad Auschwitz tra il 15 maggio e il 7 luglio 1944 avrebbero resistito o si sarebbero nascosti se avessero saputo che dovevano essere uccisi e non reinsediati. Egli, infatti, scrive: “È mia convinzione che un piccolo gruppo di persone informate, con il loro silenzio, ha privato altri della possibilità o del privilegio di prendere le proprie decisioni di fronte Rudolf Vrba nel 1946. al pericolo mortale”. Vrba scrive nelle sue memorie che, come i tedeschi stavano preparando le deportazioni di massa ad Auschwitz, le comunità ebraiche in Slovacchia e in Ungheria hanno mal riposto la loro fiducia sia nella leadership sionista che in leaders ebrei ortodossi. I nazisti erano consapevoli di questo è, perciò, hanno attirato i membri della comunità in diversi negoziati, presumibilmente progettati per condurre al rilascio di alcuni, o anche la maggior parte degli ebrei, ma probabilmente considerati dai nazisti esclusivamente quale stratagemma per rasserenare la leadership ebraica e non diffondere il panico. In effetti, il primo incontro di Kastner con Eichmann si svolge il 25 aprile 1944 e tre giorni dopo, il 28 aprile, il primo convoglio di ebrei ungheresi parte per Auschwitz; si può credere, dunque, che abbia già ricevuto una copia del rapporto Vrba-Wetzler, e, quand’anche, non in tedesco ma già tradotto in ungherese? La maggior parte degli storici dell’Olocausto è in disaccordo con l’interpretazione sostenuta da Vrba circa le azioni riprovevoli della leadership slovacca e ungherese ebraica. L’autorevole storico israeliano Yehuda Bauer, ad esempio, confuta scrivendo che quando è stato redatto il rapporto era, comunque, già troppo tardi per qualsiasi azione in grado di influenzare i piani di deportazione dei nazisti Bauer mette in guardia sulla necessità di distinguere tra la ricezione di informazioni e la loro “internazionalizzazione”, sostenendo che questo è un processo complicato; d’altro canto, poi, riflette sul fatto che “durante l’Olocausto, innumerevoli persone hanno ricevuto informazioni e le hanno respinte, soppresse o razionalizzate, sono stati nella disperazione, senza possibilità di agire su di esse, o apparentemente hanno interiorizzato e poi si comportavano come se non le avevano mai ricevute”. Il 6 giugno 1944, il giorno della sbarco in Normandia o D-Day, altri due internati ad Auschwitz, Arnost Rosin e Czeslaw Mordowicz, arrivano a Zilina, riferendo di treni stracolmi di ebrei ungheresi che sono stati massacrati. Nel frattempo un’altra edizione del rapporto, abbreviata e in inglese, è inviata il 19 giugno da Moshe Kraus dell’Ufficio palestinese a Budapest, completo del racconto delle deportazioni dall’Ungheria, e raggiunge la Svizzera. Essa conteiene la notizia che più di 430.000 ebrei sono stati deportati dall’Ungheria verso Birkenau. Il rapporto arriva sotto gli occhi del giornalista inglese Walter Garrett e da questo momento vari servizi sono diffusi attraverso Radio Londra e vari articoli sul genocidio in atto ad Auschwitz appaiono sulla stampa inglese e svizzera. Il rapporto, poi, è inviato alla fine di giugno personalmente da Kopecki a Londra al Presidente della Repubblica cecoslovacca in esilio Edvard Benes, che però ne era già al corrente(5). _____________________________

(5) “Destinazione Auschwitz”, ibid.

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Raimondo Villano - Rudolf Vra, il farmacologo del “Protocollo di Auschwitz”

R. Villano - Rudolf Vrba, farmacologo del protocollo di Auschwitz  

Abs. da: 39. R. Villano “Rudolf Vrba: il farmacologo del Protocollo di Auschwitz” - Edizioni Chiron Hystart dpt, ISBN 978-88-97303-10-7, CDD...

R. Villano - Rudolf Vrba, farmacologo del protocollo di Auschwitz  

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