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Il messaggio, comunque, raggiunge il segno: Kopecki si mette subito in contatto con Fritz Ulmann, rappresentante dell’Agenzia Ebraica e con il segretario del Congresso Mondiale Ebraico Gerhart Riegner a Ginevra. Nello stesso tempo fa’ pervenire il rapporto, come richiesto da Weissmandel e Fleischmann, insieme alla loro lettera datata 22 maggio 1944, al rabbino Shoenfeld di Londra. La distruzione dell’ebraismo ungherese è ormai inesorabilmente in corso e Kopecki include nel messaggio i suggerimenti dei due leader Bratislava, giugno-luglio 1944. Vrba a dx; a sx Arnost Rosin, slovacchi: che il Foreign Office informi gli fuggito da Auschwitz il 24 maggio 1944. A centro Josef Weiss, altri governi alleati, soprattutto quelli che già funzionario del Ministero della Salute Bratislava. hanno loro cittadini rinchiusi nel campo e che indirizzi un ammonimento ai tedeschi e agli ungheresi secondo cui gli Alleati che sono nelle mani dei tedeschi avrebbero subito delle ritorsioni; che si bombardino i crematori, distinguibili dalle alte ciminiere e dalle torrette di guardia; che si bombardino le maggiori vie di comunicazione tra la Slovacchia e l’Ukraina sub-carpatica; che si usi il rapporto per una larga campagna di sensibilizzazione, senza citarne la fonte; che si rendano pubblici gli ammonimenti ai tedeschi e agli ungheresi; che si chieda al Vaticano di pronunciare una dura condanna pubblica; che il Foreign Office britannico informi il Congresso Mondiale Ebraico e l’Agenzia Ebraica di Londra(3). Il 26 maggio, Kopecki, manda un estratto del rapporto anche al governo cecoslovacco in esilio a Londra aggiungendovi la testimonianza di un terzo transfuga da Auschwitz, Jerzy Tabeau, l’ufficiale dell’esercito polacco che il 19 novembre del 1943 è riuscito ad evadere con l’assistenza della Resistenza del campo(4). Con il “Protocollo di Auschwitz”, dunque, la specificità di ciò che sta accadendo a Birkenau, la parte di Auschwitz dedicata allo sterminio, comincia ad emergere dettagliatamente in tutta la sua drammaticità ed imponenza all’attenzione generale. Appare chiaro, ad esempio, di come sia stata la costruzione di una ferrovia a dare funzionalmente un nuovo grande impulso alle camere a gas, attuando un gigantesco trasporto di massa di esseri umani. Anche se non si rende di pubblico dominio il rapporto, dunque, esso risulterebbe comunque diffuso. Lo storico israeliano Yehuda Bauer, infatti, scrive che Rudolf Kastner, un avvocato ebreo giornalista e di fatto capo degli aiuti sionisti dà una copia a Geza Soos, funzionario del ministero degli Esteri ungherese, che gestisce un gruppo di resistenza, non appena lo riceve, intorno al 28 aprile. Soos lo dà a Joszef Elias, capo di un’organizzazione missionaria protestante, e la sua segretaria Maria Szekely lo traduce in ungherese e ne prepara sei copie (anche se Vrba, invece, afferma che è già stato tradotto in ungherese da Krasniansky). Queste copie giungono a vari funzionari ungheresi. Ma i leader ebrei ungheresi, secondo Vrba, non provvederebbero a lanciare un allarme: un presunto errore che è stato a lungo dibattuto. Vrba, in effetti, sosterrà fino alla fine della sua vita che è plausibile che i dirigenti, anche se i motivi di un tale comportamento sarebbero complessi e poco chiari, temevano di mettere a repentaglio una estrema trattativa segreta con Adolf Eichmann per salvare almeno una certa quantità ebrei. Vrba sostiene, infatti, che il rapporto sia stato deliberatamente tenuto riservato al fine di non compromettere _____________________________

(3) “Destinazione Auschwitz” (cd-rom), Proedi, Milano, 2000. (4) Insieme ad un compagno di prigionia, Roman Cieliczko, è riuscito a raggiungere il Governatorato Generale. A Zakopane, Cieliczko si è congiunto con una unità partigiana, mentre Tabeau ha proseguito verso Cracovia dove è entrato in contatto con la combattente antinazista Teresa Lasocka-Estreicher. Questa, attivamente coinvolta nell’aiuto ai detenuti di Auschwitz, è in contatto con la Delegazione locale del Governo polacco in esilio a Londra. A Cracovia, in dicembre, Tabeau stende il suo rapporto su Auschwitz-Birkenau. Kopecki si mette poi in contatto, assieme a Riegner, sia con il rappresentante a Londra del War Refugee Board, sia con il Comitato della Croce Rossa Internazionale. Questa volta Kopecki è in grado di dare notizie anche delle tragiche deportazioni dall’Ungheria, iniziate il 15 maggio che il rapporto Vrba-Wetzler non da perché precedente a tale avvenimento. In effetti due altri ebrei sono riusciti a fuggire da Auschwitz il 27 maggio e hanno raggiunto la Slovacchia il 6 giugno 1944 rifacendo lo stesso percorso di Vrba e Wertzler. Sono il polacco Czeslaw Mordowicz e il cecoslovacco Arnost Rosin che producono un resoconto dei primi arrivi degli ebrei ungheresi e della loro uccisione di massa. Essi si incontrano anche con Vrba e Wetzler nel loro rifugio a Liptovsky Svaty Mikulas, ai piedi dei monti Tatra.

Raimondo Villano - Rudolf Vra, il farmacologo del “Protocollo di Auschwitz”

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R. Villano - Rudolf Vrba, farmacologo del protocollo di Auschwitz  
R. Villano - Rudolf Vrba, farmacologo del protocollo di Auschwitz  

Abs. da: 39. R. Villano “Rudolf Vrba: il farmacologo del Protocollo di Auschwitz” - Edizioni Chiron Hystart dpt, ISBN 978-88-97303-10-7, CDD...

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