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Bimestrale “ALAGRAI”

ASSOCIAZIONE LAVORATORI DEL GRUPPO RAI-RADIOTELEVISIONE ITALIANA

L’orgoglio di essere Rai antenna del tricolore

rai e’ giunto il tempo delle scelte

anno X-Xi - n. 6 nov. - dic. 2011 / n. 1 gen. - feb. 2012 poste italiane. sped. abb. post. - dl 353/2003 (conv. in l. 27/02/2004 n. 46) art. 1 comma 1 dcb - roma

P

di Pasquale ROTUNNO

er la Rai è tempo di scelte coraggiose. Le difficoltà economiche non consentono più di adagiarsi sulle routine del passato. Le misure di contenimento dei costi adottate dal direttore generale Lorenza Lei hanno evitato pericolose derive di bilancio. Ma l’allerta sui conti resta alto. Le incertezze non mancano. Il mercato dell’audiovisivo è sempre più dinamico. In tutta Europa le televisioni pubbliche soffrono carenza d’investimenti. La britannica Bbc, la francese France Télévisions, la spagnola Rtve, hanno ridotto il numero di dipendenti e chiuso servizi di prestigio. Il CdA guidato dal presidente Paolo Garimberti è in scadenza a marzo 2012. Inoltre, anche la concessione di Stato che assegna all’azienda di viale Mazzini il servizio pubblico va verso la fine. E il rinnovo della convenzione richiede un notevole impegno strategico. Da anni ci s’interroga su come sciogliere un nodo molto difficile: mantenere un principio democratico senza generare lottizzazioni che riducono libertà manageriali, professionali e creative. Appare urgente migliorare la qualità di produzione e servizio: per contribuire alle grandi cause nazionali del consolidamento identitario, della percezione critica della storia, della lotta all’analfabetismo di ritorno. Segue a pagina 2

Assisi CONCERTO DI NATALE di E. FORTUNATO - G. PIEMONTESE a pagina 4

OSCAR LUIGI SCALFARO a pagina 5

Le non persone di ROBERTO OLLA a pagina 6

2012 - 62° FESTIVAL DI SANREMO UNA TELEVISIONE SOLA AL COMANDO. LA SUA LUCE E’ IL TRICOLORE. IL SUO NOME E’ RAI-RADIOTELEVISIONE ITALIANA. (Servizi a pagina 7) L’ARTE DI ESSERE. IL MERITO DI ESSERCI.

messaggio di fine anno del presidente della repubblica giorgio napolitano

“B

Trasmesso su tutte le reti radiotelevisive del Paese

uona sera e buon anno. E innanzitutto, grazie. E’ un grazie che debbo a tanti di voi, a tanti italiani, uomini e donne, di tutte le generazioni e di ogni parte del paese, per il calore con cui mi avete accolto ovunque mi sia recato per celebrare la nascita dell’Italia unita e i suoi 150 anni di vita. Grazie per la partecipazione sentita e significativa a quelle celebrazioni, per lo spirito di iniziativa che si è acceso nelle più diverse istituzioni e comunità, accompagnando uno straordinario risveglio di memoria storica e di mobilitazione civile, e portando le celebrazioni del Centocinquantenario a un successo, per quantità e qualità, superiore anche alle previsioni più ottimistiche. Il mio è, in sostanza, un grazie per avermi trasmesso nuovi e più forti motivi di fiducia nel futuro dell’Italia. Che fa tutt’uno con fiducia in noi stessi, per quel che possiamo sprigionare e far valere dinanzi alle avversità: spirito di sacrificio e slancio innovativo, capacità di mettere a frutto le

risorse e le riserve di un’economia avanzata, solida e vitale nonostante squilibri e punti deboli, di un capitale umano ricco di qualità e sottoutilizzato, di

un’eredità culturale e di una creatività universalmente riconosciute. Non mi nascondo, certo, che nell’animo di molti, la fiducia che ho sentito riaffiorare e crescere nel ri-

SIAMO PRONTI A RIPARTIRE

S

di Giuseppe MARCHETTI TRICAMO

marriti, sgomenti, esterrefatti. Insomma terribilmente spaventati. Così ci lascia questo 2011. Ma, si sa, l’inizio di un nuovo anno ci dà speranza. Siamo indotti a credere che nulla sia perso definitivamente: se si ha voglia di uscire da questo girone infernale di crisi e di inadeguatezze politicoeconomiche, di fare e di ripartire. Nel corso dell’anno, siamo rimasti increduli di fronte all’incosciente e improvvida rappresentazione ottimistica che ci è stata propinata dei conti del Paese, pur in presenza di un debito pubblico che lievitava, per le spese che non potevamo permetterci, e dell’addensarsi sulla Penisola dei nuvoloni neri della crisi finanziaria internazionale. Siamo restati sbigottiti per gli errori di valutazione che sono stati determinanti per rai senior - assoc. naz seniores rai fondatore e direttore dal 1986 al 2000

metterci nei guai. Nauseati dalle menzogne dei politici-pinocchi. Stupiti dal tergiversare che impediva di innescare una concreta controffensiva. Oggi, anche se ci sono state messe le mani in tasca per tirar via i pochi spiccioli rimasti, noi siamo pronti a ripartire. Ma contemporaneamente chiediamo che non torni più la politica-cabaret, che svanisca lo starnazzio televisivo, che non sia più consentito dileggiare il tricolore e l’inno di Mameli e minare l’Unità nazionale, che venga restituito allo Stato il maltolto, quel bottino di pochi a danno di molti, e che si pratichi, nell’esigere i sacrifici dei cittadini, una maggiore equità sociale (spostando il peso dai più deboli ai più agiati). Segue a pagina 3

alagrai - assoc. naz. lavoratori gruppo rai fondatore e direttore dal 2002

Sia per tutti il Natale atteso e un prospero nuovo Anno nella Rai dei valori di sempre. Giuseppe Di Vito

cordo della nostra storia rischia di essere oscurata, in questo momento, da interrogativi angosciosi e da dubbi che possono tradursi in scoraggiamento e indurre al pessimismo. La radice di questi stati d’animo, anche aspramente polemici, è naturalmente nella crisi finanziaria ed economica in cui l’Italia si dibatte. Ora, è un fatto che l’emergenza resta grave: è faticoso riguadagnare credibilità, dopo aver perduto pesantemente terreno; i nostri Buoni del Tesoro - nonostante i segnali incoraggianti degli ultimi giorni - restano sotto attacco nei mercati finanziari; il debito pubblico che abbiamo accumulato nei decenni pesa come un macigno e ci costa tassi di interesse pericolosamente alti. Lo sforzo di risanamento del bilancio, culminato nell’ultimo, così impegnativo decreto approvato giorni fa dal Parlamento, deve perciò essere portato avanti con rigore. Nessuna illusione possiamo farci a questo riguardo. Ma siamo convinti che i frutti non mancheranno. I sacrifici non risulteranno inutili. Specie se l’economia riprenderà a crescere: il che dipende da adeguate scelte politiche e imprenditoriali, come da comportamenti diffusi, improntati a laboriosità e dinamismo, capaci di produrre coesione sociale e nazionale. Parlo dei sacrifici, guardando specialmente a chi ne soffre di più o ne ha più timore. Nessuno, oggi nessun gruppo sociale - può sottrarsi all’impegno di contribuire al risanamento dei conti pubblici, per evitare il collasso finanziario dell’Italia. Dobbiamo comprendere tutti che per lungo tempo lo Stato, in tutte le sue espressioni, è cresciuto troppo e ha speso troppo, finendo per imporre tasse troppo pesanti ai contribuenti onesti e per porre una gravosa ipoteca sulle spalle delle generazioni successive.  Lasciatemi dunque ripetere: la fiducia in noi stessi è il solido fondamento su cui possiamo costruire, con spirito di coesione, con senso dello stare insieme di fronte alle difficoltà, dello stare insieme nella comunità nazionale come nella famiglia”. ..... E così conclude “E allora apriamoci così al nuovo anno: facciamone una grande occasione, un grande banco di prova, per il cambiamento e il nuovo balzo in avanti di cui ha bisogno l’Italia. A voi tutti, con affetto, buon 2012!”


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NOV.-DIC. 2011 / GEN.-FEB. 2012

RAI E’ GIUNTO IL TEMPO DELLE SCELTE

IL FUTURO DEL SERVIZIO PUBBLICO RIGUARDA TUTTI I CITTADINI Segue dalla 1ª pagina

Al fine anche di costruire alleanze profonde con il sistema istituzionale ed economico del territorio e promuovere seriamente nel mondo la credibilità dell’Italia e degli italiani. La Rai è una piattaforma essenziale per un progetto d’innovazione del Paese. Eppure siamo lontani dai tempi in cui le inchieste giornalistiche ben fatte mobilitavano l’opinione pubblica. Oggi l’informazione e i talk show tendono essi stessi a far diventare i politici delle star; si preferisce la zuffa piuttosto che spiegare ai telespettatori come stanno le cose. Talvolta il ruolo del giornalista è di “seminare zizzania” pur di avere più audience. E alla fine il telespettatore non capisce più niente dei gravi problemi del Paese. La privatizzazione della Rai non servirebbe a correggere il “fallimento del libero mercato” dei media italiani. Essi non hanno abbastanza clienti per reggersi sulle proprie gambe e fornire informazione di qualità. Il canone, insisteva il grande giornalista Jader Jacobelli, può invece avviare il circolo virtuoso dei media italiani nel segno della qualità. Per liberare la Rai dal controllo capillare e dall’invadenza della politica non è necessario privatizzarla. Occorre cambiarne la governance. Puntando sulla qualità del prodotto, non sull’equilibrio tra le diverse posizioni politiche. Prioritario è slegare dalla politica la nomina dei vertici aziendali. Per realizzare questo obiettivo le proposte non mancano. Ma serve chiarezza sul concetto di servizio pubblico radiotelevisivo. Considerare davvero la Rai un “bene comune” significa mettere da parte vecchie categorie interpretative. La dimensione collettiva scardina la dicotomia pubblico-privato utilizzata storicamente per definire la proprietà. Nella società delle nuove tecnologie comunicative compare una dimensione diversa: sia rispetto all’individualismo proprietario, sia alla tradizionale gestione pubblica dei beni. Non un’altra forma di proprietà, bensì “l’opposto della proprietà”, spiega il giurista Stefano Rodotà. Di questa prospettiva, vi è traccia nella nostra Costituzione, dove, all’articolo 43, prevede la possibilità di affidare, oltre che a enti pubblici, a “comunità di lavoratori o di utenti” la gestione di servizi essenziali. Il punto chiave non è più quello dell’appartenenza del bene. È invece quello della sua gestione: tale da garantire l’accesso al bene e vedere la partecipazione dei soggetti interessati. I beni comuni sono “a titolarità diffusa”, appartengono a tutti e a nessuno. Nel senso che tutti devono poter accedere

AI

ad essi e nessuno può vantare pretese esclusive. Devono essere amministrati muovendo dal principio di solidarietà. Indisponibili per il mercato, rimarca Rodotà, “i beni comuni si presentano come strumento essenziale perché i diritti di cittadinanza, quelli che appartengono a tutti in quanto persone, possano essere effettivamente esercitati”.

Riformare la Rai non è dunque affare solo dei partiti, disposti talvolta a vendere l’anima per qualche minuto di visibilità. Cittadini, associazioni, telespettatori, registi e giornalisti devono far sentire la loro voce in un dialogo costruttivo: per evitare che la riforma Rai sia solo una manovra di palazzo. Pasquale ROTUNNO

Con il suo tono distaccato e composto anche nell’esultanza, il Direttore Generale Lorenza Lei ha dichiarato: La leggerezza e l’intelligente ironia di Fiorello sono stati un grande regalo per la Rai e per il pubblico che l’ha seguito. A Fiorello dico: si riposi il giusto, ma ritorni presto. La Rai e gli spettatori lo aspettano a braccia aperte. Abbiamo voluto fortemente Fiorello di nuovo in Rai, sapevamo che sarebbe stato garanzia di una tv di qualità e che il pubblico avrebbe risposto numeroso, ma gli ascolti sono andati oltre ogni più rosea previsione: con il risultato di ieri, l’eccezionale 50,23%, il varietà di Fiorello entra, di diritto, nella storia della Rai. Ha vinto Fiorello. Ha vinto la Rai e, posso dire con orgoglio, ha vinto il servizio pubblico.

Il Direttore di RAI1 Mauro Mazza, il Direttore Generale Lorenza Lei e Fiorello

“Clizia … per te conversa in Fiore” (G. Carducci) “Ilpiùgrandespettacolodopoilweekend” di Fiorello succede a un grande week-end. Infatti, il sabato c’è “E se domani”, condotto da Alex Zanardi, e la domenica “Report” di Milena Gabanelli. Una conferma che le cose della vita sono di chi vale. Genialmente onorano il 150° dell’Unità d’Italia. “Vivi che n’hai ben donde Italia mia”, a voler parafrasare Leopardi! Fiorello con voce portante di Frank Sinatra dà vita senza fine a tutte le altre voci portate in scena. L’anima del suo spettacolo sta nell’essere ognuno nel proprio ruolo e, grazie a lui, tutti insieme numeri uno. Così Alex Zanardi unifica intelligenze singolari, e Milena Gabanelli risorse culturali uniche nel bene numero uno: fiducia nel domani. Tutti a tre alimentano l’aristocrazia dell’uguaglianza propria dell’arte, convertita nella società civile in supremazia del popolo. Fiorello, nell’ultima puntata, ha estratto dal paradiso dantesco Benigni, sfiorando le beatitudini della sua arte, e da cinquanta anni di successi un loro autore, Pippo Baudo. Il saluto finale a Lamberto Sposini fa di Fiorello tutti noi, che voliamo con lui a riabbracciarlo per primi. Riccardo CICCARELLI

SI PUO’ FARE

LAVORO E SOCIETA’

di Rolando RENZONI

popolazione radiotelevisiva L apubblica vive una stagione parti-

colarmente difficile di progetti rinnovatori più che di crescita. Una stagione che agli ex dipendenti sopravvissuti ricorda il difficile periodo del dopoguerra: fu un momento, allora, come l’alba permanente di giorni senza tramonto: ossia di vivere e pensare come raccontare le giornate d’un paese che “faceva” tutto il meglio per superare le difficoltà lasciate dalla guerra. Allora la radio - anche quelle rudimentali a galena - era l’unica compagna che portava notizie della nostra esistenza. Con i giornali ridotti a una pagina - portati poi a quattro -, la radio ci dava conto dell’esistenza d’un paese, e poi d’un continente e poi del mondo. Tutto ciò in quel periodo durò quasi un quinquennio, arricchendoci di giorno in giorno di novità che alimentavano la nostra fantasia, la nostra esistenza di cittadini, di lavoro e quanto in questo compreso e, soprattutto, di pace che aveva cacciato la guerra dalle nostre città piccole e grandi. Sono pagine della nostra storia prima radiofonica e poi radiotelevisiva che chiama a raccolta i cervelli pensanti e coraggiosi della RAI del XXI secolo: cominciare una nuova stagione di “cultura aziendale” di crescita umana, civile, scientifica, sociale, intellettuale, artistica, musicale, operistica, tecnologica, architettonica, sanitaria, ambientale, multietnica, interreligiosa, che la RAI ha testimoniato con la sua solerte attività divulgativa dal lontano 1924, ossia da settant’anni a oggi. Illustri signore e signori dei palazzi RAI, d’ogni ordine e grado, superate le titubanze ideologiche o altro di simile e, con intelligenza e responsabilità intellettuale, proponete idee che le esperienze acquisite possano creare nuove scintille di intrattenimenti di varia umanità informativa, spettacolare, educativa, di utilità attese, per essere valutate e così rifornire un possibile archivio del sapere da diffondere nell’etere che le frequenze hanno conquistato, aiutando a risolvere positivamente le difficoltà dell’oggi da tempo lasciate alla deriva. Antichi ex colleghi di varie attitudini lavorative, testimoniano l’ineluttabilità dei processi critici che istituzioni politiche, sociali, culturali, umane, hanno attraversato per garantirsi la loro futura crescita. Questo processo rigenerante comune ad ogni ordine del mondo, vegetale minerale umano, perché mai non debba coinvolgere anche la popolazione (oggi sofferente) radiotelevisiva?

LETTORI

Dal prossimo numero riceverete RAIFLY alla vostra casella di posta elettronica, come allegato. La continua crescita dei prezzi di stampa e di distribuzione non consente più di sostenere il costo del giornale in forma cartacea. Raifly dalla nascita - dieci anni fa - ha sempre affrontato tutte le spese con la sola quota associativa personale e qualche pagina di pubblicità. Ora, purtroppo, questa è venuta a mancare, mentre l’altra tarda ad essere inviata. La rivista non ha mai ricevuto alcun contributo. In un’ottica di riduzione dei costi e di miglioramento del servizio, l’invio di Raifly per posta elettronica è oggi l’unica soluzione possibile. Con il nuovo mezzo arriverà direttamente e sollecitamente a ciascun lettore, eliminando anche i tempi di distribuzione. I soci pensionati sono pregati di volerci comunicare la propria o altra casella di posta elettronica, dove desiderano ricevere la rivista. Chi non intende avere più Raifly è pregato di comunicarlo. Aspettiamo da tutti i lettori suggerimenti e proposte per migliorare la rivista e per essere così sempre più di loro gradimento.

Bimestrale ALAGRAI Associazione Lavoratori del Gruppo RAI-Radiotelevisione Italiana Circonvallazione Clodia, 94 - 00195 Roma Direttore responsabile: Giuseppe Di Vito

Comitato di redazione: Gina Basso, Gianni Bisiach, Rubens Esposito, Flora Favilla, Antonino Giganti, Mario Pinzauti, Piero Ranzi Segretaria di redazione: Letizia Martoriati Reg. Tribunale di Roma N. 569 del 20/12/2001

Stampa: Centro Rotoweb - Industria stampa rotooffset Via Tazio Nuvolari, 3 e 16 - 00011 Tivoli Terme (Roma)

L’abbonamento annuale a 6 numeri di Raifly è di euro 3, importo già compreso nella quota associativa ALAGRAI, editore di Raifly La tiratura di questo numero è di 20.000 copie Chiuso in tipografia il 29 febbraio 2012


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Q

LAVORO E SOCIETA’

ual è oggi la funzione della televisione nella società del web? Come migliorarla sul territorio nel confronto con le multiformi realtà locali? In che misura completare l’informazione televisiva regionale con gli altri generi della programmazione? A questi e ad altri quesiti hanno cercato di rispondere Elisa Manna del Censis, Alberto Maccari direttore del TGR (ora del TG1) Giampiero Gamaleri Docente di comunicazione all’Università Roma Tre nella tavola rotonda dal tema “La televisione nel territorio tra federalismo e realtà culturale” promossa dalla Facoltà di Giurisprudenza e dal Master in Giornalismo della LUMSA. L’esperienza ormai pluridecennale delle Tv private locali con le mille difficoltà di programmazione si affianca a quella della RAI che attraverso i TG regionali cerca di migliorare la conoscenza del territorio ma anche di contribuire a risolvere i vari problemi quotidiani dei cittadini. E proprio dal territorio, dalle realtà locali deve ripartire la riflessione sulle funzioni di un mezzo come la televisione che si confronta giorno per giorno con quelle di Internet e di altri strumenti di comunicazione personalizzati e portatili, in un nomadismo mediatico, specie quello giovanile, che talvolta non realizza l’interesse ad una effettiva informazione sia sulle news quotidiane sia nel resto del sapere culturale. Dal territorio deve ripartire una delle funzioni più importanti della televisione vale a dire quella educativa - ha precisato Elisa Manna - rispetto alla quale la tv va ripensata nella sua funzione all’interno di una società in cui emerge la crisi della famiglia, mentre la scuola è in ritardo nel capire le trasformazioni del vivere civile. Spetta pertanto ai media e alla TV - soggiunge la Manna - svolgere un ruolo di responsabilità sociale e di supplenza ri-

T V E T E R R I TO R I O

di Pier Luigi GREGORI

spettando, comunque, le primarie funzioni delle tradizionali agenzie educative proprio sul territorio. La crisi della televisione, dei suoi costi, della qualità dei programmi va affrontata puntando su una televisione “di prossimità”, cioè più vicina ai cittadini ha suggerito Albero Maccari - soprattutto

È così che la pensavano Luigi Einaudi, “affinché i contribuenti siano onesti, fa d’uopo anzitutto sia onesto lo stato” e ancora “è necessario distribuire meglio, togliendo le punte estreme all’ingiù e all’insù (nel 1946), Ugo La Malfa, “con la soppressione di ogni forma di parassitismo e privilegio” (nel 1968) ed Enrico Berlinguer, “quando si chiedono sacrifici alla gente che lavora ci vuole un grande consenso, una grande credibilità politica e la capacità di colpire esosi e intollerabili privilegi” (nel 1981). Perché, se la disuguaglianza è troppo elevata, regredisce, come ci ricorda Jean-Paul Fitoussi, la democrazia. Ma noi vogliamo essere ottimisti. Siamo consapevoli che il nostro, seppure avvolto nella nebbia della crisi, è un grande e straordinario Paese. Non dobbiamo perdere il nostro amor proprio, la dignità, l’orgoglio, l’onestà civica e la volontà di reagire per non far morire la nostra economia. L’Italia altre volte ce l’ha fatta. È già avvenuto nel passato, quando i politici erano statisti e proprio di uomini come quelli il Paese ha un’urgente necessità. Per capire cosa pensavano e come agivano quei maestri del pensiero democratico ci affidiamo alla lettura di alcuni testi, agili e non noiosi, che sono tornati in libreria e in edicola per dirci, dal passato, che l’Italia può tornare a farcela, perché non è mai tardi per imboccare la strada che conduce a uno sviluppo equilibrato, che garantisca i bisogni reali ed elimini gli sprechi. Nel libro La solitudine del satiro (pubblicato da Adelphi nel 1998, da rileggere) Ennio Flaiano racconta un aneddoto che ha avuto per protagonista il presidente Luigi Einaudi. Durante un pranzo al Quirinale, al quale lo scrittore era stato invitato con Mario Pannunzio e altri redattori del settimanale Il Mondo, dopo che gli otto commensali - tanti erano, compresi il presidente e la consorte - avevano discusso di politica, di futuro, di cultura e di libri ma anche di una trattoria di Roma, dove era solito an-

propria capacità organizzativa e le sue enormi potenzialità di posizionarsi sul territorio, è urgente anche l’attenzione alla formazione dei giornalisti e alla loro migliore valorizzazione professionale nelle regioni, quando proprio l’informazione locale ha il medesimo valore qualitativo di quella nazionale.

Nel 150° dell’Unità d’Italia, un grande Massimo Ranieri ha ridato vita con “Questi fantasmi” a un grande Eduardo De Filippo. Prestigiosa l’opera, mirabile l’interpretazione: “l’Italia fu tutta un maggio”. Eduardo De Filippo era certo che finchè un filo d’erba fosse cresciuto sulla terra, ci sarebbe stato un filo d’erba in teatro. Un richiamo artistico che valga a Massimo Ranieri una benedizione: “May the Great Spirit Whatch over You as long as the grass grows and the river flows. (Pawnee Indian Blessing). Riccardo CICCARELLI

ripensando il piccolo schermo nella sua multiforme capacità di fronteggiare l’offensiva dei new media. Nel momento in cui anche la RAI sta ridimensionando la

SIAMO PRONTI A RIPARTIRE Segue dalla 1ª pagina

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UNA SFIDA PER UNA NUOVA COMUNICAZIONE NOV.-DIC. 2011 / GEN.-FEB. 2012

dare il gruppo di giornalisti e che era stata frequentata in gioventù dallo stesso Einaudi, “il maggiordomo recò un enorme vassoio: c'era di tutto, eccetto il melone spaccato. E tra quei frutti, delle pere molto grandi. "Io", disse il presidente, "prenderei una pera, ma sono troppo grandi, c'è nessuno che vuole dividerne una con me”. “Io”, disse Flaiano, “alzando una mano”. Il presidente tagliò la pera, il maggiordomo ne mise la metà sul piatto, e la posò davanti allo scrittore. Anche un episodio come questo può svelare la statura morale e umana di un personaggio. Il Corriere della sera ci propone una galleria di autori e titoli che possono esserci di insegnamento. Rileggiamo Benedetto Croce, Luigi Sturzo, Piero Gobetti, Gaetano Salvemini, Ugo La Malfa, Giovanni Amendola, Norberto Bobbio e ci troveremo coinvolti in “grandi dibattiti, grandi scontri di idee, certo, scontri di interessi corposi, ma illuminati da prospettive chiare, anche se diverse, e dal proposito di assicurare il bene comune. Che passione c’era allora, quanto entusiasmo, quante rabbie sacrosante! Soprattutto c’era lo sforzo di capire la realtà del Paese e di interpretarla.” (La questione morale, intervista di Eugenio Scalfari a Enrico Berlinguer, “la Repubblica” del 28 luglio 1981. Ripubblicata in un volumetto nel 2011). E tra avversari si stimavano perché avevano tutti la stessa idea della politica, nazionale e internazionale, che “non poteva essere teatrale, né fatta a colpi né di spillo né di spettacolo” (Alcide De Gasperi, nel 1947). Questi protagonisti del nostro Novecento, pur con differenti origini culturali e con diverse motivazioni ideali, percorrevano lo stesso cammino per assicurare all’Italia la crescita nell’economia, nella vita sociale, nella credibilità e nei valori fondamentali della democrazia. Occorre tornare all’antico per fare un passo avanti? Forse. E ci stiamo già provando. Giuseppe MARCHETTI TRICAMO “L’editoriale” da Leggere: tutti

Giampiero Gamaleri già dirigente e consigliere RAI, ora docente di Sociologia dei processi culturali e comunicativi all’università Roma Tre e grande

B

esperto di TV e Regioni, ha individuato il limite più grosso al nostro sistema della comunicazione nel carattere eccessivamente accentratore dello Stato, il quale, da sempre ha ostacolato la delocalizzazione territoriale. Basti pensare al ritardo - ha precisato Gamaleri - con cui il Parlamento è intervenuto, seppur ancora in modo provvisorio, a disciplinare un sistema già in abbondanza “sentenziato” dalla Corte Costituzionale fin dal 1976. Del resto il confronto fra assetti di sistema della Radiotelevisione sul territorio in Europa si rivela impari nei confronti del nostro Paese. Un esempio è emerso in una ricerca curata da Maria Francesca Cavalcanti, studiosa di organizzazione dei media dal punto di vista giuridico, intervenuta alla tavola rotonda, che illustrando i sistemi radiotelevisivi della Germania e dell’Austria ha ricordato le sostanziali differenze con il nostro sistema di questi due Paesi. In particolare la Germania si distacca dall’Italia anche nel diverso peso attribuito dai due Ordinamenti alle cosiddette “libertà di comunicazione”. L’Ordinamento tedesco non si limita - ha precisato la Cavalcanti - a garantire la libertà di espressione, ma sancisce altri principi fondamentali intangibili affidando ai Lander la esclusiva competenza sul sistema dei media. Questo a fronte del sistema italiano che consente alle Regioni una potestà di legislazione solo concorrente con quella statale. La tavola rotonda su “TV E TERRITORIO “ vuole essere un inizio per approfondire il sistema dei Media nelle realtà locali anche per contribuire a integrare l’informazione radiotelevisiva con una più completa programmazione sugli altri generi del palinsesto.

Monti, il loden e lo spread: l’élite al potere

enchè la politica sia quella cosa primaria che stabilisce la salute economica e sociale di un paese, è fatta da uomini comuni, non i migliori. L’attività politica, in democrazia, ha bisogno del consenso, dei voti, per cui si deve confrontare con la massa popolare; in questo confronto, contano i programmi, ma in tempo di mezzi di comunicazione di massa, conta molto saper comunicare, persuadere l’elettore. In questo spazio fra la sostanza reale e il sogno, si può trovare di tutto: dall’ideologo puro, al demagogo, dal generoso che vuol portare il suo contributo, al lobbista, che difende interessi particolari, dal rivoluzionario, all’arrampicatore sociale. Tutto questo fa della politica una cosa pur sempre nobile, ma con aspetti ambigui, al limite del furfantesco. Per questo le cosiddette élite (morali intellettuali) se ne stanno alla larga dalla politica attiva, preferiscono trattarla astrattamente: o all’università allevando studenti come futura classe dirigente, o seduti al computer a scrivere libri o editoriali per i grandi giornali. L’attuale crisi economica, ha determinato un fatto clamoroso: queste élite si sono trovate improvvisamente paracadutate nelle stanze del potere, al governo del paese. E’ successo che il ringhio minaccioso dello spread ha spaventato Berlusconi. Già indebolito politicamente e reso quasi caricaturale dai continui attacchi dei media ostili, nel dubbio di essere davvero lui la causa degli attacchi dei mercati, prima ancora di ricevere la sfiducia in Parlamento, si è dimesso. Il Presidente della Repubblica anziché indire elezioni, visto lo stato di emergenza, ha optato per un governo tecnico e ha chiamato a guidarlo un principe dell’economia, esperto anche di cose europee legate all’euro: il prof. Mario Monti. E’ vero che subito il confronto fra il loden e il cappotto di alta sartoria - con annesso il bunga-bunga” - non ha prodotto il sussulto benevolo dello spread che molti si aspettavano, ma poi l’effetto Monti si è fatto sentire, un po’ da noi, un po’ in Europa. Monti, nel fare i “compiti a casa”, si trova ad agire con una inusitata libertà d’azione: ha tutti i più importanti quotidiani favorevoli e non deve rispondere ad un suo elettorato. Diversa è la situazione dei partiti in Parlamento, con le elezioni non troppo distanti. Per questo, la preoccupazione maggiore di Monti è quella di confezionare “pacchetti” di misure che contengano rospi da ingoiare in parti uguali per la destra e la sinistra. Il primo pacchetto di misure varato, è talmente “equilibrato” che scontenta tutti, partiti e sindacati. Ceto medio tartassato e mano morbida sugli sprechi e su chi i soldi li ha davvero. Monti alla conferenza stampa (e successivamente anche a “Porta a porta”) appare, come uomo politico, come un “avatar”: niente propaganda, niente fumo negli occhi. Stile “understate” e un eloquio flemmatico, ma preciso, quasi scolpito. E’ soddisfatto del lavoro fatto in poco tempo e ammette che i margini di contrattazione coi partiti e le parti sociali, sono minimi. Lo spread sembra dargli ragione e cala di quasi 200 punti. In Parlamento i grandi partiti, più responsabili, pur con forti mal di pancia, assecondano la manovra, quelli piccoli, possono permettersi il lusso di guardare al loro elettorato, anziché ai mercati finanziari e dicono no. Se super-Mario, coi suoi provvisori poteri assoluti, saprà vincere la partita contro i mercati - coi partiti in panchina - si verificherà quello che gli italiani già sanno: e cioè che per fare le cose, la dittatura, a volte, funziona meglio della democrazia. Che farà il prof. Monti, dopo aver salvato l’Italia, quando scadrà il suo mandato? C’è già chi prospetta che non resterà disoccupato. Sergio RICCI


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ORCHESTRA SINFONICA NAZIONALE DELLA RAI

ASSISI CONCERTO DI NATALE

I

l concerto di Natale di quest’anno si colloca in un contesto temporale particolare ed illumina alcuni eventi, ai quali dona un significato speciale. La prima ragione che ci vede radunati nella Basilica di S. Francesco è la celebrazione del Natale: festa del mistero cristiano di Dio che si fa uomo, assumendo la comune condizione umana. E’ la contemplazione di Dio che si fa umile e povero in Gesù Cristo. Sappiamo che Francesco d’Assisi,

ALLA PRESENZA DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA

sulla cui tomba è collocata questa splendida basilica, “meditava continuamente le Parole del Signore e non perdeva mai di vista le sue opere. Ma soprattutto l’umiltà dell’Incarnazione e la carità della Passione aveva impresse così profondamente nella sua memoria, che difficilmente gli riusciva di pensare ad altro” (FF467) Si rallegrava di fronte a tale mistero, si estasiava dinanzi al Bambino di Betlemme, e nel presepe desiderava “vedere con gli occhi del corpo i disagi in cui si è trovato per la mancanza delle cose necessarie a un neonato, come fu adagiato in una greppia e come giaceva nel fieno tra il bue e l’asinello” (FF468). Oggi vogliamo ascoltare le meravigliose melodie evocative della tradizione natalizia e provare a vedere con gli occhi del corpo e del cuore, il

Direttore Steven MERCURIO Voce Randy CRAWFORD Violino Nicola BENEDETTI Coro voci bianche e coro da camera dell’Accademia del Teatro alla Scala Maestro del coro Bruno CASONI Assistente direzione Marco DE GASPERI

mistero che tanto affascinava Francesco, con la speranza che anche noi, come i presenti al Natale di Greccio, possiamo “tornare a casa pieni di ineffabile gioia”. Il concerto di quest’anno rappresenta anche l’epilogo dello storico incontro, avvenuto il 27 ottobre 2011 nei pressi di questa basilica, tra i rappresentanti delle Religioni mondiali, insieme al S. Padre Benedetto XVI, “pellegrini della verità, pellegrini della pace”. La presenza di tutti noi nella casa di Francesco, credenti e non credenti, accomunati dall’esistenziale pellegrinaggio nella ricerca della verità e della pace, manifesta non solo il desiderio di gustare buona musica, ma anche la volontà di individuare le ragioni di vita che ispirarono Francesco e conoscerne i percorsi per cogliere, sulle orme da

L’evento del concerto, si svolge mentre volgono al termine le celebrazioni del 150° anniversario dell’unità d’Italia. Esso si svolge nel luogo che custodisce le Spoglie di Francesco d’Assisi, ben a ragione riconosciuto come uno dei padri della Patria, che ha contribuito in maniera determinante alla formazione della cultura, del sentimento e dell’animo nobile e religioso degli italiani. Qui, in Assisi, si può ammirare una delle più famose diramazioni delle radici della nostra nazione: il

famoso Codice 338, che contiene il Cantico delle Creature, che è fra i primi componimenti poetici in lingua italiana. Francesco infatti, dà le prime parole alla neonata lingua della nostra Patria. Parole che nella sonorità dei lemmi, esprimono i sen-

lui tracciate, i frutti della pace interiore che sono aspirazioni di ciascuno, delle famiglia e dei popoli. Un’ultima considerazione non può sfuggire.

timenti dell’animo del nostro popolo, e orientano all’ammirazione e alla contemplazione della natura, della creazione, dell’universo intero: Uomini, animali, piante, il sole, la luna, le stelle, l’acqua, il fuoco, la terra: tutto e tutti sono riconosciuti e trattati come fratelli e sorelle. Questo luogo, infine, maestoso per l’armonioso slancio delle forme architettoniche delle Basiliche papali sovrapposte e del Sacro Convento, per le figure pittoriche in esse affrescate da altrettanti padri della patria: Cimabue, Giotto, Lorenzetti, Martini, nel nome di Francesco d’Assisi, rappresenta uno dei luoghi, anzi uno dei templi più gloriosi nella memoria storica dalla nostra Patria e dell’unità nazionale. I tre temi suddetti, vengono ora armonizzati dalle musiche e dai canti di maestri e professionisti e mirano a rendere attuale nell’animo di ognuno il Natale 2011. Insieme al ringraziamento agli artisti, cantori del Natale di Cristo, ai maestri dell’orchestra, al coro di bambini e di adulti, esprimo l’augurio che si raf forzi la speranza di poter intravedere la luce oltre le nebbie dei nostri giorni e che la gioia sperimentata da Francesco d’Assisi possa toccare ciascuno di noi, l’Italia e il mondo intero. A tutti auguro con S. Francesco, un piacevole e sereno ascolto del XXVI Concerto di Natale. Padre Giuseppe PIEMONTESE Custode del Sacro Convento

ASCOLTARE PER COMUNICARE

S

iamo giunti alla ventiseiesima edizione del Concerto di Natale. Come sempre in eurovisione. Ogni anno diverse Nazioni lo hanno trasmesso in diretta o in differita (l’edizione dello scorso anno è stata seguita in Serbia, Slovenia, Russia, Colombia, Equador, Venezuela, Argentina, Cile, Perù, Brasile, Bolivia e Paraguay). In Italia i dati parlano di circa 3 milioni di telespettatori, con uno share del 23%. Sempre accompagnati dall’Orchestra Sinfonica della Rai, si sono alternati alcune tra le voci più importanti del panorama internazionale, Andrea Bocelli, Michael Bolton, Noa per citarne solo alcuni; quest’anno è la cantante Randy

Crawford con il Coro delle voci bianche dell’Accademia del Teatro alla Scala di Milano. È grazie ad Intesa San Paolo che tutto ciò si può realizzare, e al significativo sforzo della Rai, quest’anno guidata per la prima volta da una donna. Familiare e sensibile ai valori del francescanesimo. Il Concerto di Natale ci insegna ad ascoltare per trasmettere l’armonia delle note, l’armonia dell’architettura e l’armonia di Francesco d’Assisi, un santo che Pio XII definì “il più Italiano dei santi, il più Santo degli Italiani”. Ecco allora che facciamo nostre le parole di Oriana Fallaci: “Vorrei che i tuoi Natali non fossero colmi di doni - segnali a volte sfacciati delle nostre assenze - ma di attenzioni. Vorrei che gli adulti che incontrerai fossero capaci di autorevolezza, fermi e coerenti: qualità dei più saggi. La coerenza, mi piacerebbe

per te. E la consapevolezza che nel mondo in cui verrai esistono oltre alle regole le relazioni e che le une non sono meno necessarie delle altre, ma facce di una stessa luna presente. “ Tutto questo è possibile nel farci anche noi comunicazione. Comunicazioni di sentimenti nobili, di atteggiamenti sani, di fede coerente.

Se Francesco d’Assisi per comunicare il valore della vita ha “rivoluzionato” le piazze del nostro Paese. Da Assisi, dal cuore del francescanesimo vorremmo “rivoluzionare” le nuove piazze mediatiche.

Consegue che attorno ai nuovi media si “gioca” una delle partite culturali più importanti, non quella del relativismo o del dogmatismo ma quella di un messaggio capace di scaldare i cuori e illuminare le menti, di uomini e donne che non vogliono avvelenare l’aria che tutti respiriamo. Benedetto XVI in un suo messaggio ai media denuncia che: “il male viene raccontato , ripetuto, amplificato, abituandoci alle cose più orribili, facendoci diventare insensibili e, in qualche maniera intossicandoci”; auspicando che: “i media devono approfittare e servirsi delle grandi opportunità che derivano loro dalla promozione del dialogo, dallo scambio di cultura, dall’espressione di solidarietà e dai vincoli di pace. In tal modo essi diventano risorse incisive e apprezzate per costruire una civiltà dell’amore, aspirazione di tutti i popoli.” Padre Enzo FORTUNATO Direttore della Sala Stampa del Sacro Convento


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IL NOSTRO PRESIDENTE

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ADDIO A UN SERVITORE DELLO STATO

SCHIERE

DI ANGELI

OSCAR LUIGI SCALFARO

GUIDANO

IL NOSTRO

GRANDE PRESIDENTE ALL’INCONTRO PIU’ SOLENNE CON DIO. GLORIA

SANTIFICANTE LE NOSTRE

PREGHIERE.

Roma, 29 gennaio 2012

Il cordoglIo del PresIdente della rePubblIca,  GIORGIO NAPOLITANO, alla notIzIa del decesso

«È con profonda commozione che rendo omaggio alla figura di Oscar Luigi Scalfaro nel momento della sua scomparsa, ricordando tutto quel che egli ha dato al servizio del paese, e l’amicizia limpida e affettuosa che mi ha donato. È stato un protagonista della vita politica democratica nei decenni dell’Italia repubblicana, esempio di coerenza ideale e di integrità morale. Si è identificato con il Parlamento - ha aggiunto Napolitano, che in mattinata ha reso visita alla salma -, cui ha dedicato con passione la più gran parte del suo impegno. Da uomo di governo, ha lasciato l’impronta più forte nella funzione da lui sentitissima di ministro dell’Interno. Da Presidente della Repubblica, ha fronteggiato con fermezza e linearità periodi tra i più difficili della nostra storia. Da uomo di fede, da antifascista e da costruttore dello Stato democratico, ha espresso al livello più alto la tradizione dell’impegno politico dei cattolici italiani».

SEMPLICITA’ POVERTA’ GIOIA

“T

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u scendi dalle stelle, o Re del Cielo”: parte di questo mondo festeggia il Natale ma è canto che non si affievolisce, anzi non attende Gesù! No! Proprio non lo attende. ogni anno, alla prima nota, ti investe di freChi è preso dal potere, chi dalla ricchezza, schezza, di gioia. Ancora una volta si presenta a noi così chi dalla carriera, chi dall’infrenabile bisogno poveri, così limitati, il più incredibile mi- di emergere; chi è assorbito da un benessere stero: Dio si fa uomo, Dio l’eterno (“in sfrenato, chi è attratto solo dalle cose … principio era il Verbo”), Dio l’immutabile, belle, affascinanti, desiderabili, ma cose, solo (Colui che è), si incarna, prende forma e na- cose! Per attendere un Dio bambino, occorre tura umana nel seno di una donna … come ognuno di noi. Entra nel tempo; e come, se sentirsi poveri, sentirsi bisognosi di tutto, o è l’eterno? Accetta i limiti propri della no- almeno di qualcosa; occorre sentire la necesstra natura … ma non è Lui, l’Onnipotente? sità di alzare lo sguardo sopra i tetti, la necesE perché? Per amore, solo per amore. Dav- sità di staccarsi, almeno un poco, da questa vero l’amore porta a fare cose, che senza aggressione delle cose, dei beni, della mal’amore non troverebbero spiegazione al- teria. Per attendere Dio che viene, occorre pocuna! E ciò non vale solo per l’uomo, vale anche per Dio! Dio sceglie l’avventura vertà, semplicità, capacità di ascolto … le umana, senza mutamenti, proprio tutta così doti dei pastori. Anche allora, come è; tranne il re, ricchi, potenti, peccato, ci fu in“Solo Dio poteva inventare la mamma, non si accorsero segnato. solo Lui poteva trarla dal suo cuore di Padre” che stava avveE vuole avere una Mamma! Infinita, dolcissima, tenerezza nendo il fatto più strepitoso della storia di Dio! Mi veniva fatto di dire: incantevole dell’uomo; ma non se ne accorsero i sacerdebolezza di Dio! Con parole e interpreta- doti del popolo eletto, che avevano proprio il zione umana, ardisco dire: Dio fatto uomo, compito di attenderlo e annunziarlo. Sì; lo sapevano … (“e tu Betlemme”) … vuole godere la tenerezza, la protezione, la colma delle incantevoli cose che solo da lo sapevano; ma solo lo studio, il sapere, ne cuore, dall’animo di una mamma scendono, aveva dato notizia; il cuore dei sacerdoti era occupato dal potere ed era spento all’amore avvolgendo la sua creatura. Lui ha creato la maternità e anche dopo il … e solo il cuore che ama sa cosa sia l’atpeccato, non ne ha privato la donna, pur ag- tesa. Donaci, o Signore, il cuore dei pastori, e il gravandola di sofferenza; Lui, da sempre, ha pensato, ha amato questa incredibile figura loro vivere semplice e povero; donaci il loro sguardo intenso, vigile, per difenderci, nella umana della mamma. “Andate a vedere il Messia che è nato per notte, dagli assalti del nemico; donaci la loro voi”, dissero gli angeli ai pastori, “lo trove- capacità di alzare gli occhi al cielo, per attenrete in una mangiatoia dove sua Madre, dopo dere l’aurora; donaci, attenti, i timpani del cuore, per cogliere l’annunzio della tua veaverlo avvolto, lo ha deposto”. E nel seno caldo, accogliente di sua nuta; donaci ali all’anima, per correre inMadre, il Verbo visse la dolce attesa: una contro a Te, a Te che vieni per noi. E Tu, Madre del Verbo, aiutaci a essere unione ineffabile. Poi Betlemme, poi i Magi, umili, per partecipare, almeno un poco, alla ecco tutto il presepe. “Tu scendi dalle stelle, a Re del cielo” in- inimitabile tenerezza della Tua materna atsegnò a cantare S. Alfonso Maria de’ Li- tesa. Ecco: “Tu scendi dalle stelle, o Re del guori, il teologo, il moralista, il Vescovo, il cielo”… “oh quanto ti costò l’averci amato”. Padre di una grande famiglia, il Santo. Buon Natale! Il canto risorge e si spande su questo noOscar Luigi SCALFARO stro mondo che festeggia il Natale. Gran Certi di fare cosa gradita ai lettori, proponiamo questo scritto già pubblicato su Raifly

Quirinale, 17 marzo 1997.

Il Capo dello Stato Oscar Luigi Scalfaro conferisce ‘motuproprio’ l’onorificenza di Grande Ufficiale al Merito della Repubblica al nostro Giuseppe Di Vito, presidente di Raisenior e fondatore/direttore della rivista “nuova Armonia” per i colleghi Rai.

IL CORDOGLIO DI BENEDETTO XVI

A

ppresa la notizia, il Santo Padre ha espresso il suo cordoglio in un telegramma inviato alla figlia dello statista scomparso, Marianna. Spiritualmente vicino in questo momento di dolore per la morte dell’amato genitore, Senatore Oscar Luigi Scalfaro, Presidente emerito della Repubblica Italiana, desidero porgere le mie più sentite condoglianze con l’assicurazione della mia sincera partecipazione al grave lutto che colpisce anche l’intera nazione italiana. Nel ricordare con vivo affetto e con speciale gratitudine questo illustre uomo cattolico di Stato, integerrimo magistrato e fedelissimo servitore delle istituzioni, che nelle pubbliche responsabilità ricoperte sempre si adoperò per la promozione del bene comune e di perenni valori etico-religiosi cristiani propri della tradizione storica e civile dell’Italia, elevo fervide preghiere di suffragio invocando per la sua anima dalla divina bontà, per intercessione della Vergine Maria, da lui particolarmente venerata, la pace eterna e di cuore imparto a lei e a tutti i familiari la confortatrice benedizione apostolica. BENEDICTUS PP XVI

La commemorazione al Parlamento “Una volta mi disse: Io sono uno di voi, sono italiano. Non aveva il tono di chi dice: Io sono il Papa. E non mancava mai anche durante le funzioni pubbliche di salutare, magari solo con un cenno del capo e un piccolo inchino, il capo dello Stato italiano. Questo per me era un grande onore, un grande onore per l’Italia. (Dall’intervista a Scalfaro “Il mio amico Wojtyla” di Famiglia Cristiana del 1° maggio 2011)

la Rai cambia programmazione Il 29 gennaio la programmazione radiotelevisiva della Rai cambia per la scomparsa del Presidente Emerito della Repubblica Oscar Luigi Scalfaro. Rai1 dedicherà un’ampia pagina nel corso di Domenica In “L’arena” e lo speciale Tg1 della sera interamente alla figura del Presidente. Rai News sta seguendo con una programmazione speciale la ‘notizia’ fin dall’alba, con una lunghissima diretta corredata da interviste a giornalisti, costituzionalisti e uomini di cultura che lo hanno conosciuto a livello personale e professionale, e con la messa in onda di interviste del passato, tra le quali quelle di Rodotà e Biagi. È stato riproposto anche il famoso intervento dell’ “Io non ci sto” di Scalfaro da Presidente della Repubblica. La diretta di Rai News proseguirà anche nel pomeriggio con ospiti in studio, tra i quali è previsto anche il Ministro Riccardi, e con una postazione davanti casa Scalfaro a Roma per raccogliere i commenti delle figure istituzionali che lì si recheranno a rendere omaggio alla salma. Il Gr Radio, dopo le prime edizioni speciali, ha aperto in tutte le trasmissioni un filo diretto con interviste e interventi di personaggi del mondo della politica e della cultura. Le pagine del Televideo stanno rilanciando dichiarazioni e pensieri dei personaggi politici, istituzionali e della cultura italiani. Cambia anche una parte della programmazione Rai di domani, lunedì 30 gennaio. Su Rai1, Uno Mattina dedicherà un’ampia pagina alla scomparsa del Presidente Emerito Scalfaro con ospiti in studio, interventi in diretta e filmati storici. Rai3 rende omaggio alla figura di Scalfaro in “Agorà” dalle ore 8, e alle 15,05 con il documentario di Nicola Vicenti “Il mio Novecento - Oscar Luigi Scalfaro”. Alle 23,45 verrà proposta una selezione dei passaggi più significativi delle tre interviste al Presidente Emerito realizzate da Fabio Fazio nella trasmissione “Che tempo che fa”. Speciali sulla figura politica, sugli anni di attività, sul peso istituzionale di Scalfaro, saranno realizzati anche da Rai150 e Rai Storia. Ampio spazio, naturalmente, in tutte le edizioni dei telegiornali e dei Gr.


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SHOAH - FOIBE

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M E M O R Y D AY D E L L A S H O A H 2 0 1 2

LENONPERSONE di Roberto OLLA

gas, io  non devo perdonare, io non posso perdonare al posto loro,  e poi chi?, chi ha mai chiesto perdono? Ma quando i ragazzi chiedevano del perdono, comunque lei li capiva e con tutta la sua signorilità ed eleganza a loro rispondeva. Un adulto che insisteva sul perdono poteva farla infuriare. No, Ida contenta di essere andata via non riesco prol documentario “Le non persone” è dedi- cili, con le svastiche ignorate e ignoranti sui prio a vederla. Fino all’ultimo era dispiacato alla memoria di Ida Marcheria. muri, con le lapidi oltraggiate al cimitero ciuta per come ci lasciava, per questo paese Mi viene difficile pensare che non rivedrò ebraico, con le parole razziste che riuscivano che non reagisce, per i ragazzi senza futuro. più Ida. Dovevamo registrare ancora un’in- persino ad attraversare l’aria densa di cioc- Ha fatto tutto quello che ha potuto per contervista, doveva dirmi ancora molto. Sta- colato del suo laboratorio, con chi non aveva segnarci il suo messaggio. vamo parlando di quella zona scura dove bombardato Era non bastano più le parole, dove la comunica- lei, i deportati sempre dizione s’interrompe e noi non possiamo più e tutti i nazisti sponibile capire, quel male che gli ex deportati si por- ad Auad un’intertano appresso e che non riescono a raccon- schwitz, coi vista, un tarci. Noi piangiamo Ida, ha detto il rabbino partigiani che collegaquando il funerale è passato per il ghetto, ma non avevano mento, un lei oggi è contenta perchè ha compiuto la fermato  un intervento, sua opera e si è ricongiunta ai suoi, a sua solo treno per davanti a madre, a sua sorella e a suo fratello, ed era non sprecare centinaia di quello che lei desiderava. Sarà. Le parole del una bomba, ragazzi, a rabbino erano belle, ma non riesco a imma- con chi inscuole inginarmi Ida contenta. Di sicuro voleva es- vece aveva tere, a pasere sepolta con la sorella Stellina e col fra- fermato la “La memoria sia coltivata. Ciascun paese ha il dovere lazzetti tello per rispettare la promessa fatta alla proiezione di di ricordare la propria Storia, di non cancellare le dello sport madre, sui binari della Judenrampe, che una sua inter- tracce delle sofferenze subite dal proprio popolo” pieni. Poi il GIORGIO NAPOLITANO male del aveva raccomandato: ragazzi state sempre vista in sala assieme. Contenta Ida? No. Stanca si, molto quando lei stava dicendo che non perdonava lager (quello che le tormentava i polmoni e stanca. Innanzi tutto d’esser prigioniera di le Ss. Arrabbiata? Si, con la retorica del per- quello oscuro che non le era possibile spieuna malattia che dal lager la perseguitava, dono. Non devono neppure chiederlo a me garci) l’ha resa stanca, troppo stanca per sempre peggio ogni anno. Arrabbiata? Si, e di perdonare, mi diceva, devono chiederlo a continuare. pure molto, col paese in cui viveva, con la mia madre, a tutta la mia famiglia, a tutto il Quando ha saputo che sarei andato in sciatteria delle strade sporche e dei soldi fa- mio treno, a tutti quelli finiti nelle camere a Grecia, mi ha chiesto di portarle una piccola pietra per la memoria di con questo spirito che è stato sua madre che concepito  “Foibe”, il film era nata a documentario in 3D realizzato in Corfù. Una occasione del “Giorno del Ricordo” piccola pietra, in memoria delle vittime  delle foibe senza alcun e dell’esodo giuliano-dalmata che segno particoda otto anni si celebra in Italia il 10 lare, salvo il febbraio e che Rai propone nell’amfatto di essere bito delle tante iniziative dedicate a greca. Con Daquesta giornata.  nila abbiamo Scritto e diretto dal giornalista raccolto dalla battigia un sasso bianco e del Tg1 Roberto Olla, è stato trasmesso venerdì 10 febbraio per lo speciale Tv7 di Rai1 rosa e glielo abbiamo portato. A quel punto alle 23.25. Il film documentario, della durata di 26 minuti, è stato prodotto dalla DireIda, sapendo che sarei andato ad Auschwitz zione Comunicazione e Relazioni Esterne della Rai in collaborazione con diverse strutper girare il nuovo documentario in 3D, mi ture aziendali tra le quali la Direzione Produzione TV, il Tg1 e la Direzione Promozione ha pregato  di posare la pietra sul binario e Immagine. Il montaggio e la postproduzione sono stati effettuati nel  Centro Ricerche della Judenrampe in memoria di sua Rai di Torino. madre.  Birkenau è il più grande cimitero “Foibe” è  stato donato al Museo della Cultura Istriana ed è in proiezione continua all’ingresso della Foiba di Basovizza per tutti i visitatori. ebraico del mondo. Per essere sicuro di ciò La tecnologia 3D ha consentito di dare agli spettatori una dimensione reale delle foibe che desiderava le ho chiesto se, per caso, e dell’incubo  generato da questi buchi neri che sprofondano all’improvviso verticalmente nella terra raggiungendo profondità di oltre 100 metri. Nel corso delle riprese è “LE NON PERSONE” è il primo film stato possibile entrare con le telecamere 3D dentro le foibe per far capire meglio al pubdocumentario in 3D girato ad Auschwitz. blico il dramma vissuto, dal 1943 al 1945, alla fine della Seconda Guerra mondiale.   È stato realizzato in occasione del Il documentario è dedicato alla figura di Graziano Udovisi, deceduto mentre iniziava Memory Day della Shoah 2012, la giorla preparazione di questa produzione.  Udovisi, grande testimone impegnato in un connata mondiale decisa dall’Onu in ricordo tinuo rapporto con gli studenti, era un giovane militare italiano infoibato e sopravvissuto delle vittime della deportazione nazista. alla caduta. Era riuscito a riemergere dalla foiba nella notte e a raggiungere la sua casa In Italia il per nascondersi. Era l’unico che potesse far rivivere l’atroce sensazione di sentirsi moParlamento ha rire cadendo in un buco nero nella terra. approvato all’unaEcco il passaggio del suo racconto, quando è di fronte alla foiba, una notte di luna nimità la legge che piena, e decide di buttarsi un attimo prima che i titini gli sparino addosso, sperando di istituisce il Memory morire subito. Invece… “Un alberello che sporgeva mi trattiene un momento. È  stato Day il 27 gennaio. anche quel momento, ripensandoci dopo, che ha permesso agli altri di cadere, tutti Partecipano al film quanti,  e di cadere dove? Dentro l’acqua. Era una foiba chiusa, una foiba piena documentario gli d’acqua. Con un salto di una ventina di metri sono piombato anche io dentro e dimeex deportati italiani Shlomo Venezia nandomi perché sapevo che bastava ingoiare una sola boccata d’acqua e si era perduti. (autore del libro Non avrei mai più rivisto nessuno…Ho trattenuto il respiro, ho forzato e questa mano “SonderKommando 182727” tradotto in l’ho liberata, l’altra mano è stato semplice liberarla… e quando ho dato un colpo per 24 lingue), Andra e Tatiana Bucci poter risalire ho incontrato una zolla di terra con dell’erba. Non era erba, era la testa di (sopravvissute agli esperimenti di quello che stava appresso a me…l’ho presa con forza e l’ho tirata su.  Ho salvato un Mengele), Goti Bauer (testimone anche altro che non era stato neppure lui scaldella deportazione ungherese), Sami fito da un colpo di mitra”. Modiano (che appena liberato ha testiNel corso della cerimonia per “Il moniato al processo contro Rudolf Höß Giorno del Ricordo”, che si è svolta giocapo del lager), Piero Terracina vedì 9 febbraio al Quirinale,  i responsa(sopravvissuto assieme a Primo Levi, ha bili Rai hanno fatto omaggio al Presidente assistito alle riprese dello storico film Giorgio Napolitano del film documenrusso presentato come prova al procestario nelle versioni standard (2D) e 3D. so di Norimberga). “Foibe” è stato, inoltre, insignito del I testimoni raccontano i fatti nei luoghi “Premio 10 Febbraio” istituito dall’Assoesatti in cui si sono svolti a Birkenau e ciazione Nazionale Venezia Giulia e Dalad Auschwitz. Le riprese in 3D mettomazia. no in risalto il rapporto tra gli uomini e

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non volesse il muro dello spogliatoio prima della camera a gas. No, era sicura, voleva la Judenrampe, il posto dove per l’ultima volta aveva visto sua madre, dove sua madre le aveva dato la raccomandazione di stare sempre assieme alla sorella e al fratello, il punto dove lei si era fermata in raccoglimento e in preghiera quando aveva visitato il lager assieme agli studenti romani e avevamo girato le inquadrature per il documentario “Auschwitz e la cioccolata”. Dalle sue mani la piccola pietra greca è passata nelle nostre, involta in un fazzoletto rosso ed ha viaggiato fino a Cracovia. Restava un problema: Ida avrebbe tanto voluto posare lei la pietra sul binario, ma era impossibile. Qualcosa però si poteva fare: poteva almeno vedere. Tutta questa chincaglieria informatica che ci portiamo nelle tasche e nelle borse poteva finalmente servire a qualcosa che non  sia spedire in rete la foto della zuppa di pesce mangiata a cena o dell’abito nuovo riflesso nello specchio. Con uno qualsiasi di quegli attrezzi e un link ad un sito gratuito Ida avrebbe potuto vederci mentre posavamo la pietra e avrebbe potuto parlare con noi. Grazie ad Elvira Di Cave e a suo nipote Simone Efrati un pc si è materializzato davanti al letto di Ida. Superati alcuni piccoli fastidi, c’era qualcuno nel gruppo a Birkenau assolutamente contrario alla posa di questa pietra, siamo arrivati alla Judenrampe col fazzoletto rosso e il sassetto greco dentro. Piero Terracina, Goti Bauer, Sami Modiano, Andra e Tatiana Bucci erano felici e non nascondevano una piccola sensazione di meraviglia per poter avere Ida con noi, così, semplicemente. Tutti hanno voluto parlarle, anche solo due parole, un saluto, e lei a tutti ha risposto. Posata la pietra bianca e rosa in memoria di sua madre, gli altri testimoni della Shoah hanno voluto posare altre pietrine per tutti i familiari di Ida. Così il suo ultimo desiderio è stato esaudito.  Ora guardo con strana soddisfazione il mio i-pad e mi pare persino diverso da quando l’ho comprato, perchè so che  in quel momento Ida è stata contenta. 

lo spazio nel lager. Le grandi dimensioni, gigantesche per i chilometri quadrati di territorio occupato, un‘enorme fabbrica della morte con baracche, forni crematori, camere a gas, torrette, filo spinato elettrificato. Le piccole dimensioni, i soffocanti spazi in cui i deportati erano costretti a sopravvivere in attesa della morte certa, sempre stretti uno affianco all’altro, nelle cucce a tre piani, nelle latrine, nel freddo all’alba durante l’appello, spazi sempre più soffocanti, fino alle “standing cells” di punizione, celle senza aria di 90 centimetri per 90 centimetri, dove venivano costretti in quattro in piedi tutta la notte. “Le non persone” è stato realizzato con la collaborazione del Museo di Auschwitz. È dedicato a Ida Marcheria, la testimone triestina, ex deportata, che era sopravvissuta due anni (il periodo più lungo) nel reparto “canada” di Birkenau. Ida Marcheria stava partecipando alla produzione, ma purtroppo è scomparsa durante le fasi di lavorazione del film documentario.


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EVENTI

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ASPETTANDO SANREMO 14, 15, 16, 17 e 18 febbraio Ikerl2012 torna su Rai 1 la consueta messe canora di Sanremo

dell’Ariston con il brano “Un p a l l o n e ” ; c o n l o ro a n c h e 8 nuovi cantanti scelti attraverso giunta ormai alla sua sessantaSanremo duesima edizione. Anche Social, quest’anno per la seconda volta sezione consecutiva il “padrone di casa” espressarà Gianni Morandi, affiancato samente dall’attore e regista Rocco Padedicata ad artisti Belen Rodriguez ed giovani. Elisabetta Canalis, Le presentatrici della canzoni prima serata. verranno A destra, Geppy valutate Cucciari. durante le prime due serate In alto, Morandi, esclusivamente dalla giuria demoIvana Mrazova e scopica dell’ Ariston che ascolterà Rocco Papaleo. inizialmente tutte le 14 canzoni in paleo, e dalla modella Ivana gara, e le 12 che Mrazova. risulteranno più Come di consueto la manifesta- votate passeranno zione prevede la partecipazione alla serata sucdi 14 artisti, tra loro il cantautore cessiva. Durante milanese Eugenio Finardi, la rossa la puntata di merNoemi, la già vincitrice di un San- coledì 15 febbraio remo giovani Arisa, la vincitrice si esibiranno del talent scout di Maria de Filippi anche i primi 4 Emma Marrone che torna a San- giovani artisti di remo senza però i Moda, il can- Sanremo Social, le tautore bresciano Renga che cui interpretazioni vinse nel 2005 , confer mata verranno divise in anche la partecipazione dei Matia due sessioni da Bazar e della stravagante Lore- due, ad eliminadana Bertè che zione diretta atsi esibirà in traverso il sicoppia con Gigi stema del teleD’Alessio; a torvoto del pubnare a Sanblico da casa, e remo saranno le due canzoni anche Dolcedei giovani artisti nera e il canche risulteranno tante romapiù votate nelle gnolo Samuele rispettive sesBersani che sioni saranno d o p o 1 2 a n n i Gianmarco Mazzi, Direttore artistico, ammesse alla torna sul palco Morandi e Mauro Mazza direttore di Rai1 quarta serata.

Scenografia di Gaetano Castelli

Molto particolare quest’anno s a r à l a s e r a t a e v e n t o ” V I VA L’ITALIA” di giovedì 16 febbraio, in cui tutti i 14 artisti interpreteranno famose canzoni della musica italiana accompagnati da cantanti ospiti internazionali, come Goran Bregovich, Skye dei M o rc h e e b a , i l chitarrista dei Quenn Brian M a y, G a r y G o , Noa, e molti altri. Nella stessa serata verranno poi eseguite di nuovo le 4 canzoni degli artisti non ammesse dalla giuria demoscopica e sottoposte a televoto da casa, e le due esibizioni più votate passeranno alla quarta serata così come accadrà per le altre 4 canzoni degli artisti giovani. Durante la penultima puntata attraverso la votazione della giuria tecnica della “Sanremo Festival Orchestra” e tramite il televoto del pubblico da casa verrà proclamata la canzone vincitrice della sezione giovani e verrà inoltre stilata la graduatoria delle 10 canzoni ammesse alla serata finale del Festival; serata in cui verranno di nuovo ascoltati tutti gli artisti ancora in gara e tra loro sarà scelto il brano vincitore del Festival. Tra i super ospiti è ormai certa la presenza del super molleggiato Adriano Celentano che farà certamente scintille in questa sessantaduesima edizione che sembra già avere tutti i presupposti per essere definita scoppiettante. Mariachiara ONORI Adriano Celentano

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ECCO IL FESTIVAL DI MORANDI

nche quest’anno il sempre giovane Gianni Morandi ha fatto centro; può dirsi infatti soddisfatto di questa sessantaduesima edizione del Festival della canzone italiana - la seconda condotta per lui - che sabato 18 febbraio ha chiuso i battenti, registrando ascolti record: il 50,93 % di share (14.456.000 milioni) nella prima parte e il 68,73 % nella seconda, ottenendo persino un risultato migliore di quello avuto nel 2011. A detta di molti quest’anno sembra essere stato il Festival delle donne; tre di loro infatti sono salite sul podio: l’ex vincitrice di Amici Emma Marrone aggiudicatasi la vittoria con la canzone Non è l’inferno, il secondo posto lo ha conquistato Arisa, da poco reduce

Emma, vincitrice del Festival, con Arisa 2ª e Noemi 3ª. Alessandro Casillo vincitore di Sanremo Social.

dall’esperienza di giudice di X Factor con il brano La notte, mentre il terzo posto è andato alla rossa Noèmi che ha cantato Sono solo Parole. Vincitore di Sanremo Social è stato invece il giovanissimo Alessandro Casillo lanciato dal talent show di Gerry Scotti Io Canto, e che ora a soli 15 anni è diventato l’idolo delle giovanissime. Non sono mancate le polemiche, puntualmente arrivate la prima sera insieme all’ex ragazzo della Via Gluck Adriano Celentano che, non limitandosi soltanto a cantare, ha detto la sua sulla funzione di alcuni giornali. Rivelazione di questo Festival e promosso a pieni voti è stato l’attore Rocco Papaleo che con simpatia e semplicità ha splendidamente supportato il cantante di Monghidoro Gianni Morandi. Molto emozionante e certamente riuscita è stata la serata dedicata alle canzoni italiane celebri e che ha visto esibirsi star in-

ternazionali come Patty Smith e Jose Feliciano; e proprio quest’ultimo ha omaggiato il cantante nostrano intonando uno dei suoi tanti successi: C’era un ragazzo. Molto apprezzata l’esibizione della Bertè che insieme a Macy Gray e a Gigi D’Alessio ha ricordato la sorella Mia Martini cantando Almeno tu nell’universo. Dunque anche quest’anno il Palco dell’Ariston ha visto tanti grandi talenti che si sono esibiti regalando al pubblico nuove emozioni e soprattutto tanta nuova musica. O.M.


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NOV.-DIC. 2011 / GEN.-FEB. 2012

SOCRATE IL MERITO IN TV

PROGRAMMI

DAL RADIOCORRIERE DI 50 ANNI FA

Echi di ieri

RAI RAI 11 dal dal 66 febbraio febbraio

CONSEGNATO A GRONCHI IL VOLUME “L’UNITA’ D’ITALIA” Nel Centenario dell’Unità, la Rai per celebrare il Risorgimento pubblica un volume di eccezionale impegno editoriale e di grande interesse storico, a cura di Franco Antonicelli. La prima copia è offerta al Presidente della Repubblica dal prof. Novello Papafava Presidente della Rai.

Gianni Bisiach e Vittorio Feltri hanno illuminato di gran classe intelligenze patrie, agenti in Italia e all’estero. Sono intervenuti tra gli altri il m° Leonardo De Amicis con i migliori allievi dei conservatori; Giancarlo Giannini (con letture ad hoc); Ornella Vanoni (sempre più in auge, a conferma che ‘al di la del talento bisogna dimostrare a se stessi quel che si vale’); Gigliola Cinquetti (profondamente coinvolgente, da poter dire con Petrarca: “sento far del mio cuor dolce rapina”). Ha condotto Tiberio Timperi, come sempre in sintonia tra sobrietà ed eleganza.

Intitolato a Biagio Agnes il Centro Rai di Roma Saxa Rubra

D opo un breve saluto del Presidente, Paolo Garimberti e del Direttore Generale, Lorenza Lei, la vedova di Agnes, Rosella, anche a nome delle tre figlie Titti, Simona e Lucrezia (anche loro presenti con mariti e figli) ha ringraziato tutti per questo riconoscimento. Visibilmente commossa, Rosella Agnes ha poi provveduto a scoprire all’ingresso principale del Centro di Produzione Tv la stele con la nuova titolazione, accanto ad un cippo di granito sul quale spiccano il logo Rai e il nome di Biagio Agnes. Alla cerimonia erano presenti tra Don Walter Insero, cappellano Rai, gli altri, il consigliere anziano del benedice il monumento. Cda, Guglielmo Rositani, il vicedirettore il direttore di Rai Teche, Barbara Scaragenerale, Gianfranco Comanducci, il diret- mucci, l’on. Roberto Zaccaria, l’ex sottosetore di Rai Fiction Fabrizio Del Noce, il neo gretario alla Presidenza, Gianni Letta, l’ex direttore del Tg1, Alberto Maccari, il diret- Presidente del Consiglio, Ciriaco De Mita, tore del Tg3, Bianca Berlinguer, il direttore Ettore Bernabei, il prof. Pellegrino Capaldo, di Rai Parlamento, Gianni Scipione Rossi, il Luca di Montezemolo, Franco e Sandra direttore di Radio 1 e Gr Rai, Antonio Pre- Carraro, Mario Pendinelli, il Presidente ziosi, il direttore di Rai Sport, Eugenio De dell’Ordine dei Giornalisti del Lazio, Bruno Paoli, il direttore delle Risorse Umane, Lu- Tucci, Renzo Arbore, Maurisa Laurito, ciano Flussi, il direttore Produzione Tv, An- Carla Fendi con il marito Candido Speroni, drea Lorusso Caputi, il direttore del Centro Sergio Bruno, Brando Giordani, Tito di Produzione di Roma, Domenico Olivieri, Stagno, Paolo De Andreis.

A due giovani precari

Nel terzo anniversario della scomparsa è stato assegnato il 2° Premio Sandro Curzi, destinato ai giovani giornalisti precari Rai. Jacopo Cecconi, della Tgr Toscana, con il suo reportage Il solare non brilla, è stato scelto dalla giuria, presieduta da Paolo Garimberti e composta da Albino Longhi, Giuseppe Cereda, Roberto Natale e Guido Paglia, come vincitore. Un secondo riconoscimento, anche se non previsto dal regolamento, è stato poi assegnato a Gianmarco Sicuro, anche lui precario della sede di Firenze, autore di L’Emeroteca della Biblioteca Nazionale di Firenze. Alla cerimonia di consegna del premio, nella sede della Rai di viale Mazzini, hanno partecipato molti degli ex col-

leghi di Curzi e tanti dei “suoi” giornalisti: dal direttore del Tg3 Bianca Berlinguer al direttore di Rai3 Antonio Di Bella, a quello di Rai News Corradino Mineo, ad Andrea Giubilo, Maurizio Mannoni, Michele Santoro e Lucio Manisco. Su questo,« il Presidente Rai Paolo Garimberti ha voluto ricordare lo storico direttore del Tg3 dicendo che “i direttori non si vedono tanto per gli articoli che scrivono o dai giornali che fanno, ma dai giornalisti che creano”. E ha aggiunto: “Sandro Curzi rappresenta un esempio per le nuove generazioni di giornalisti” perché, come ha ricordato l’ex presidente Rai, Claudio Petrucccioli, “il suo è stato un giornalismo pluralista e obiettivo, e si può essere obiettivi senza nascondere le proprie idee”. A consegnare le targhe ai due vincitori, che avranno ora l’occasione di fare uno stage all’estero presso un’emittente televisiva straniera, la vedova di Curzi, Bruna Bellonzi che ha chiuso la cerimonia incitando i giovani giornalisti : “ Sandro sarebbe orgoglioso di questo premio e della possibilità che viene data alle nuove generazioni. Ai più giovani dico: amate sempre il vostro mestiere , senza mai cedere al compromesso”. Il premio è promosso e curato dalla Direzione Comunicazione e Relazioni Esterne della Rai.

COMINCIA IL 2° PROGRAMMA TV Aba Cercato presenta, il 4 novembre, le trasmissioni inaugurali del nuovo Programma. La serata è in gran parte dedicata alla celebrazione della guerra 1915-18 e alla vittoria. IL TRENO DEL SOLE Una inchiesta televisiva di Ugo Zatterin e Brando Giordani sullo “sbarco” nel dopoguerra a Torino di almeno 300mila meridionali.

CELEBRAZIONI TV IN ONORE DEL PONTEFICE Due programmi dedicati alla vita di Giovanni XXIII nella ricorrenza del suo 80° genetliaco e del 3° anniversario dell’Incoronazione. UN ECCEZIONALE SPETTACOLO APRE LA PROSA SUL SECONDO TV L’Enrico IV di Shakespeare in due serate, dieci atti e oltre quattro ore di trasmissione. Con Tino Buazzelli, Carlo D’Angelo, Giancarlo Sbragia e Raoul Grassilli e la regia di Sandro Bolchi.

DALL’AUDITORIUM DI TORINO L’Orchestra e il coro di Radio Torino diretti dal m° Mario Rossi inaugurano la Stagione sinfonica autunnale del Terzo programma. RACCONTI DELL’ITALIA DI IERI L’alfiere nero di Arrigo Boito, trasmesso dal 2° programma TV, sceneggiatura di Francesca Sanvitale, con Gianni Santuccio, scene di Tullio Zikoski, regia di Carlo Ludovici.

I NUOVI IMPIANTI DI MILANO Novembre. Alla presenza del cardinale Martini, del Ministro Spallino, del presidente Rai Papafava, dell’A.D. Rodinò e del direttore Generale Bernabei, viene inaugurata una nuova ala del Centro di Produzione milanese.

BONSOIR CATHERINE Ogni domenica va in onda sul Secondo lo spettacolo di varietà con Caterina Valente che torna sui teleschermi con grande successo.

25° ANNIVERSARIO DELLA MORTE DI PIRANDELLO (ROMA 10 DICEMBRE ’36) Radio e televisione lo celebrano con molte trasmissioni, tra le prime, alla Radio “Sei personaggi in cerca d’autore”. Il capolavoro di Pirandello viene trasmesso dalla Compagnia di Prosa di Roma della Rai, con Rina Morelli, Paolo Stoppa, Elena Da Venezia, Ivo Garrani, Paolo Colli e Luca Ronconi e la regia di Corrado Pavolini. ANNI D’EUROPA - SECONDO TV Una serie di trasmissioni giornalistiche a cura di Vittorio Zincone su nozioni, problemi, ore e momenti, personaggi e testimoni della Storia europea dal 1900 ad oggi. Realizzazione di Bruno Beneck. LA RADIO DEGLI ANNI VERDI Con il n.47 del Radiocorriere Tv Riccardo Morbelli inizia una storia a puntate dei primi tempi della radio nel mondo.

LA TV COMPIE 25 ANNI Il 2 novembre 1936, all’Alexandre Palace di Londra, il ministro delle Poste e telegrafi del governo inglese inaugura la prima trasmissione televisiva quotidiana della BBC. ADDIO A “CAMPANILE SERA” Dopo 104 trasmissioni TV cala il sipario sul celebre programma condotto da Mike Bongiorno, Enzo Tortora, Renato Tagliani, Enza Sampò per la regia di Romolo Siena, che ha coinvolto tanti paesi d’Italia.

SI INAUGURA LA STAGIONE SINFONICA DEL NAZIONALE Con ventitre concerti, dal 15 dicembre al 1°giugno 1962, l’Auditorium Rai di Torino inizia con la “Cantata della pace” di Beethoven, composta nel 1814 in occasione del Congresso di Vienna, la “Sinfonia dei Salmi” di Strawinski, dirette da Mario Rossi. ANNUNCIATRICI TV Rosanna Vaudetti, nuova arrivata, è stata a lungo indecisa fra la carriera giornalistica e quella del video. Ha scelto la seconda.

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CoNCErto DI CApoDANNo 2012 DA vIENNA NOV.-DIC. 2011 / GEN.-FEB. 2012

l’arte la musica la poesia di un evento tra i più seguiti al mondo

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l 2012 inizia nel segno della tradizione, dell’arte e della suggestione musicale. Domenica 1° gennaio su Rai2 è andata in onda la 72ª edizione del grande Concerto di Capodanno dei Wiener Philharmoniker. È uno degli avvenimenti musicali più conosciuti al mondo che si svolge dal 1939 a Capodanno nella sala dorata del prestigioso Musikverein di Vienna, un vero encomio alla musica classica nella sua più elevata e magistrale rappresentazione. Si ripete in gran parte identico con qualche novità ogni primo giorno dell’anno seguendo un rituale consueto e beneaugurante, un appuntamento irrinunciabile per gli austriaci e per gli amanti della musica di tutto il mondo. Viene trasmesso in diretta dalla televisione pubblica austriaca in quasi tutti i Paesi d’Europa e in differita in cinquanta altri Paesi di tutti i continenti attraverso 70 network televisivi e 300 stazioni radio: ogni anno almeno un miliardo di spettatori in ogni parte del globo si lascia affascinare dalla straordinaria magia dell’evento. In Italia è stato trasmesso in eurovisione da Rai2 commentato dalla pianista e saggista Anna Rastelli e ha regi-

A

IL CAFFE’

lcuni giorni fa, entrando in un bar, chiesi un caffè. Per l’espressione diffusa degli astanti, provai subito un certo disorientamento, come se la mia richiesta non fosse stata bene espressa. Eh sì, era una richiesta insolita. Un caffè, simpliciter. Sapete in quanti modi in Italia si può chiedere un caffè? Dal semplice caffè alto, basso, né alto né basso e ristretto, si passa a quello in tazza grande, in bicchiere o in vetro; molto di moda è il caffè all’americana che in quanto a bontà… ma questa è un’altra storia. C’è il classico caffè macchiato o mini cappuccino - il raffinato lo chiede con smacchiattatura e il suo collega in fatto di gusto con caramella. La richiesta procede con il caffè schiumato e il caffè corretto. C’è inoltre l’inossidabile decaffeinato. Vogliamo considerare l’orzo una variazione di caffè? No, no, non vogliamo. E in tempi di multinazionalità ci adeguiamo con il caffè marocchino, ovvero con cioccolata. Il caffè Caracas, con cioccolata ai bordi e dentro la tazza. C’è il pessimista che entra dentro chiedendo un caffè “buono”, il buontempone che volendo offrirlo a un amico “due caffè, di cui uno buono” dove, si intende, quello buono è il suo. Come nei cibi non ci basta, da tempo, un sapore alla volta, anche per il caffè, bevanda indiscussa degli italiani, ci sono dunque tutte le variazioni sul tema. Il più spiritoso? “Mi fa un caffè? Se l’è buono, pazienza”. Sì, qui siamo a Firenze. Poi c’è il caffè “pagato” che a Napoli, con un po’ di poesia chiamano il “sospeso”. Anche lo zucchero si adegua: le bustine nei loro contenitori più o meno vanitosi, si moltiplicano con il passare dei giorni. A quelli di canna fresca o canna raffinata ce ne sono varie con fruttosio e naturalmente quelli per i diabetici e per i dietisti di turno per cui, il semplice zucchero da barbabietola, rimane spesso solo, in zuccheriere alte e solenni. Mariella CAMBI

strato un grande successo di ascolti. Già l’impatto visivo è notevole: splendide composizioni di fiori e cornucopie di rose e garofani bianchi e rossi, simbolo della bandiera austriaca e di ricchezza e prosperità, offerti come da tradizione dalla città di Sanremo, illuminano magnificamente la sala. A dirigere il concerto è per la seconda volta il maestro Mariss Jansons, di nazionalità lettone, figlio di un direttore d’orchestra e di una cantante, dal 2003 primo direttore della Symphonieorchester des Bayrischen Rundfunks e dal 2004 direttore anche del Concertgebow Orchester di Amsterdam. Per lui l’intesa con il pubblico in sala e idealmente con la platea televisiva nasce da subito grazie alle innate doti di naturalezza e spontaneità con cui interpreta e dirige l’evento. Protagonista assoluto e indiscutibile lo straordinario repertorio della famiglia Strauss, cui tradizionalmente è dedicato gran parte del programma musicale: l’orchestra dei filarmonici esordisce con l’energia e l’esuberanza della celeberrima Marcia patriottica, scritta a quattro mani dai fratelli Johann e

Josef Strauss per sostenere le truppe austriache, eseguita per la prima volta a un Concerto di Capodanno. La platea ripercorre poi musicalmente i grandi classici di Johan Strauss figlio, Il bel Danubio blu, La marcia persiana, Rathausball-Tänze, Freuet euch des Lebens, Albion Polka, Unter Blitz und Donner, Entweder - oder!, Trik-Trak-Polka, Pizzicato-Polka, Delirium Waltz. Grande eleganza, raffinatezza, ricerca di leggerezza e allo stesso tempo di profondità sonora conquistano ed entusiasmano sempre di più gli spettatori. La TritschTratsch e la Feuerfest Polka vengono eseguite con l’accompagnamento vocale dei Vienna Boys Choir, i piccoli cantori di Vienna, un’istituzione di antiche origini, fondata nel 1498 dall’imperatore Massimiliano I d’Asburgo, festeggiati e applauditissimi dal pubblico in sala che regalano una nota di freschezza e immediatezza all’avvenimento. Coinvolgenti e leggiadre le coreografie curate da Davide Bombana che esaltano la poesia e il virtuosismo delle interpretazioni sonore, realizzate sullo sfondo delle fantastiche sale del Castello Belvedere di Vienna, location scelta in onore al pittore austriaco Gustav Klimt, di cui nel

2012 ricorre il 150 anniversario della nascita e il cui celebre “Bacio” incornicia le danze. In scaletta anche la Carmen-Quadrille di Eduard Strauss, un brano di Hans Christian Lumbye, un galop dal Treno a vapore in onore allo stato della Danimarca, due pezzi della Cenerentola tra cui il valzer del compositore russo Pëtr Il’iĉ Ćajkovskij, dedicato alla città di Pietroburgo. Nel pieno rispetto della tradizione il concerto si chiude sulle note de La marcia di Radetzky di Johann Strauss padre, è il momento in cui il pubblico si unisce all’orchestra dei filarmonici, si diverte e partecipa battendo a ritmo le mani sotto la direzione del maestro. È un immancabile e travolgente finale per un evento di fama internazionale che ogni anno celebra le grandi opere classiche, un rito che coniuga in sé passato e futuro, che regala un inizio dell’anno all’insegna dell’esuberanza e dell’energia della musica, rinnovando una tradizione che fa sognare cultori musicali e semplici amanti della musica, dell’arte e della poesia. Stefania GASOLA

ANDREA BOCELLI One night in Central Park

L’arte accende il cuore con le sue “stelle”

L’infinito nella realtà di un sogno

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ne Night in Central Park”: un’appassionante maratona musicale di Andrea Bocelli accompagnato da una delle più prestigiose orchestre al mondo, la “New York Philharmonic Orchestra” diretta da Alan Gilbert, e dal “Westminster Symphonic Choir”. Sul palco, insieme al tenore toscano, molti colleghi e amici, star internazionali della lirica e

D

del pop: dalla “regina” Celine Dion a Tony Bennett, il leggendario crooner americano, dal baritono gallese Bryn Terfel al produttore e musicista David Foster, al trombettista Chris Botti e ad artisti di prima grandezza come i soprano Ana Maria Martinez e Pretty Yende, la violinista Nicole Benedetti, il flautista Andrea Griminelli. 

opo l’anteprima del 6 gennaio scorso, arriva finalmente in tv l’intera serie in animazione in 3D de Il Piccolo Principe, il capolavoro di Antoine de Saint-Exupéry, una delle opere letterarie più celebri del XX secolo. Una grande coproduzione internazionale di Rai Fiction insieme con le televisioni pubbliche francese, tedesca e svizzera e al gruppo indiano DQ, distribuita da Sony Pictures e realizzata e coprodotta dallo studio francese Method Animation insieme alla Succession Saint-Exupéry-d’Agay, garante del rispetto dell’opera e della memoria dell’autore. Tre anni per lo sviluppo della serie, 720 scenografie, 18200 pagine di storyboard, per raccontare il mondo onirico e poetico del libro di Saint-Exupéry ispirato ai valori universali dell’amore, amicizia, purezza dell’infanzia, rispetto della natura, che continua ad appassionare generazioni di lettori. Un riferimento culturale universale di sorprendente modernità, tradotto in 250 lingue e dialetti, con oltre 140 milioni di copie vendute in tutto il mondo dal 1943, anno della prima pubblicazione, che affronta temi come il rapporto dell’uomo con il tempo o la felicità e le prove della vita. E ancora, la trasmissione di valori tra il mondo dell’infanzia e quello degli adulti, l’opposizione fra il visibile e l’invisibile, la bellezza, il viaggio interiore e il viaggio attraverso il mondo, il mistero della vita e della morte.

Oltre 70mila spettatori hanno affollato il Central Park di New York la sera del 15 settembre per assistere all’ “evento musicale dell’anno”, come è stato definito dalla stampa internazionale. In Italia è stato trasmesso su RAI2 il 14 dicembre in prima serata. Il concerto-evento di Bocelli “One Night in Central Park” in cd+dvd è distribuito in oltre 70 paesi.

Lando BUZZANCA

ai successi degli anni appena trascorsi Lando Buzzanca D emerge in una nuova serie televi-

siva che emoziona: Il restauratore. L’extra sensibilità del suo personaggio rinnova il fantastico dell’arte nella vita di ogni giorno. Avvince il suo fascino che dà alla TV la preziosa caratura degli irripetibili. Campeggiava il suo ritratto nello studio del pittore Gaetano Maricchiolo e i visitatori ne strappavano gli autografi con gli occhi. Riccardo CICCARELLI


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LAVORO E SOCIETA’

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La Madonna di Foligno

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a Madonna di Foligno” è un dipinto ad olio su tavola trasportata su tela (320 x 194 cm) di Raffaello (15111512). Fra il 1565 e il 1797 le suore del monastero di S. Anna hanno custodito questa grande opera che ancora oggi, nel nome, è legata alla città di Foligno. Il dipinto fu commissionato da Sigismondo de Comitibus, abbreviatore apostolico, segretario pontificio, come ex voto per il miracolo che aveva visto uscire illesa la sua casa di Foligno, dopo essere stata colpita da un fulmine. Il dipinto rappresenta la Madonna col Bambino in braccio sullo sfondo del disco solare, seduta su una nuvola circondata da una corona di cherubini, nell’atto di apparire a tre santi rappresentati in basso: S. Giovanni Battista, vestito di pelli, che indica, con la mano, la visione celeste davanti alla quale si inginocchia San Francesco e San Girolamo, in abito cardinalizio violaceo, simbolo di penitenza, nell’atto di presentare alla Vergine il committente genuflesso in preghiera, l’umanista folignate Sigismondo de Comitibus, ritratto con vera incisività. Al centro del quadro, un angioletto che regge in mano una targa ansata vuota, dove nessuno ha mai osato scrivere il movente che aveva dato origine al quadro. Il paesaggio, al centro, descrive l’evento miracoloso con un arcobaleno che simboleggia la protezione divina.

La splendida pala d’altare era conservata presso la Basilica di Santa Maria in Ara Coeli sul Campidoglio, dove era sepolto Sigismondo. A Foligno giunse per via ereditaria, grazie alla nipote, suor Anna dei Conti che ne aveva adornato il monastero dove lei era badessa. Per secoli le suore mostrarono l’opera ai visitatori che a volte avrebbero voluto acquistarla. Nel 1797 fu requisita dalle truppe napoleoniche e portata a Parigi. Lì l’opera fu portata su tela (1800-1801). Caduto Napoleone, nel 1816 venne restituita al Pontefice Pio VII, che la trattenne a Roma. Le suore, rientrate nel monastero, che avevano abbandonato, fecero di tutto per riaverla indietro, ma senza risultato. Oltretutto quello era un periodo difficilissimo: dovevano ricostruire il monastero e la comunità. Così, con una sofferta decisione, decisero di offrire la tela al Papa dietro un adeguato compenso; purtroppo, come mostrano diversi documenti, il pagamento da parte della Tesoreria Pontificia fu poco puntuale ed incompleto, nonostante il prezzo di favore. Foligno aveva così perduto “per sempre” il quadro di Raffaello che da allora arricchisce i Musei Vaticani. Ma Foligno rimarrà sempre legata a quella pala ed è e sarà sempre fiera di averla custodita per 272 anni. Mario LAI

spigolature fiscali e legali ATTENZIONE AI PROMESSI SPOSI Lo sposo, o la sposa, che qualche giorno prima della data fissata per le nozze dichiara di non voler più celebrare il matrimonio vanificando tutti i preparativi, è tenuto a risarcire le spese tutte sostenute in vista del matrimonio, nonché i danni materiali subiti dall’altro nubendo. A meno che ci sia un valido, giustificato e provato motivo che ha portato a non celebrare le nozze. Il sopra citato comportamento infatti, è da classificare come illecito civile con le conseguenze giuridiche di cui s’è detto, pur non rientrando nella sfera dei principi generali in materia di responsabilità extracontrattuale. Tuttavia vanno esclusi dal risarcimento i danni morali eventualmente subiti dall’altra parte. I principi di cui sopra sono stati stabiliti dalla Corte di Cassazione con la recentissima sentenza n. 9 del 2/1/2012. SEPARAZIONE TRA CONIUGI: ASSEGNAZIONE DELLA CASA CONIUGALE

È giurisprudenza consolidata secondo cui la casa coniugale, a prescindere dalla proprietà di questa, è, di norma, salvo casi eccezionali, attribuita al coniuge cui sono affidati i figli. In proposito però la Suprema Corte ha precisato che, in presenza di una casa coniugale grande, nella fattispecie attribuita alla moglie e al figlio convivente, l’altro coniuge, nella fattispecie il marito, non ne può chiedere, successivamente, la divisione se ciò può pregiudicare l’interesse del figlio. Sulla base di questo principio, la Corte ha respinto il ricorso presentato, nella specie, dal marito, il quale chiedeva di procedere alla divisione dell’appartamento in considerazione delle sue consistenti dimensioni, nonché del fatto che il figlio, che studiava in altra città, rientrava in casa solo il sabato e la domenica. La Corte ha motivato la sua decisione sostenendo che la suddivisione in due unità dell’intero appartamento, seppure di grandi dimensioni, avrebbe potuto turbare la serenità del figlio (Cassazione 30/12/2011, n. 30199).

UN AVVISO PER COLORO CHE INTENDONO AVVALERSI DI UN’AGENZIA IMMOBILIARE NELLA COMPRAVENDITA DI UN IMMOBILE È notorio che, qualora, nel comprare o vendere, ci si avvale di un agente immobiliare, a costui va corrisposta una mediazione concordata ovvero secondo legge o gli usi. La Suprema Corte ha, in merito, però precisato che la percentuale di mediazione non va calcolata sul prezzo indicato nell’atto di compravendita, ma va rapportata al valore effettivo, cioè reale, del bene oggetto della compravendita (Cassazione 21/11/2011, n. 24444). IN MATERIA DI LAVORO SUBORDINATO

Nell’ipotesi in cui un lavoratore promuova un giudizio nei confronti del datore di lavoro e costui venga condannato al risarcimento dei danni secondo lo Statuto dei Lavoratori, si configura spesso anche una perdita di chance, cioè di opportunità lavorative. In tal caso al lavoratore può essere riconosciuto, a tal titolo, un ulteriore indennizzo. Questo però, secondo quanto stabilito dalla Corte di Cassazione, non soggetto a tassazione (IRPEF). (Cassazione 29/12/2011, n. 29579). Avv. Salvatore NEGLIA

la pagina della psicologa

O

“MI PIEGO MA NON MI SPEZZO” LA FORZA DELLA RESILIENZA PER ANDARE AVANTI NONOSTANTE TUTTO

ggi si parla sempre più spesso di resilienza. Ma di cosa si tratta? In fisica con il termine resilienza si indica la proprietà di un materiale di resistere agli urti senza spezzarsi. Per trasposizione in psicologia il termine resilienza intende la capacità di un individuo di far fronte a eventi negativi e traumatici e di riorganizzare positivamente la propria vita di fronte alle difficoltà, resistendo con successo alle situazioni avverse e imparando a sviluppare competenze dalle situazioni avverse e rafforzando la fiducia in se stessi e nel proprio agire. La resilienza è dunque la capacità di “far fronte, resistere, integrare, costruire e riuscire a riorganizzare positivamente la propria vita” nonostante situazioni difficili che fanno pensare a un esito negativo. Secondo Stefan Vanistendael (2000) ‘ la resilienza designa non solo la capacità di opporsi alle pressioni dell’ambiente, ma implica una dinamica positiva, una capacità di andare avanti, non si limita a una resistenza, ma permette la costruzione, anzi la ricostruzione di un percorso di vita’. L’azione della resilienza può essere paragonata al sistema immunitario con cui il nostro organismo risponde alle aggressioni dei batteri. Di fronte agli stress e ai colpi della vita, la resilienza dà infatti luogo a risposte flessibili che si adattano alle diverse circostanze ed esigenze del momento. Una delle caratteristiche più importanti della resilienza è proprio la capacità di trasformare un’esperienza dolorosa in apprendimento, inteso come la capacità di acquisire competenze utili al miglioramento della qualità di vita e all’organizzazione di un percorso autonomo e soddisfacente. L’evento traumatico, che in molti casi rischia di far richiudere la persona solo ed esclusivamente nella condizione di dolore, causando azioni e comportamenti spesso nocivi, può divenire, al contrario, motore di cambiamento possibile. Si tratta di incontrare la sofferenza, accettarla e trovare forme di elaborazione che permettano alla persona di integrare le parti luce con le parti buie, le risorse con i limiti, e comprendere che l’esperienza traumatica o di stress, che rimane scritta nel profondo dell’animo, diventerà occasione formativa. Gli individui resilienti sono coloro che hanno trovato in se stessi, nelle relazioni umane, nei contesti di vita gli elementi e la forza per superare le avversità. Resiliente è dunque la persona che impara: • a sopportare i dolori senza lamentarsi • a reggere le difficoltà senza disperarsi • ad avere il coraggio di intraprendere con consapevolezza una via che sa essere tortuosa o, comunque, non la più semplice • ricorda di essere esposto al pericolo in quanto mortale, e nel contempo affronta ciò che lo ostacola per cercare di superarlo con audacia. • Altre capacità importanti negli individui resilienti sono: • una visione positiva di sé ed una buona consapevolezza sia delle abilità possedute che dei punti di forza del proprio carattere • la capacità di porsi traguardi realistici e di pianificare passi graduali per il loro raggiungimento • una buona capacità di controllo degli impulsi e delle emozioni • alta tolleranza alla frustrazione ossia l’abilità di resistere di fronte ai fattori stressanti senza lamentarsi delle difficoltà incontrate • senso dell’umorismo (è importante imparare ad avere quell’umorismo che di fronte a una situazione più o meno spiacevole o sconveniente, ci riorienta). Possiamo affermare come sviluppare la resilienza ci permetta di trasformare e modificare gli occhiali con i quali si osservano gli eventi della vita. La resilienza non è una caratteristica che è presente o assente in un individuo; essa presuppone invece comportamenti pensieri ed azioni che possono essere appresi da chiunque. Un percorso psicoterapeutico può essere molto importante nel permettere alla persona di sviluppare la resilienza. In particolare la psicoterapia cognitivo-comportamentale può rivelarsi efficace nel consentire alla persona di sviluppare la resilienza. Tale modello postula una complessa relazione tra emozioni, pensieri e comportamenti, sottolineando come molti dei nostri problemi (tra i quali quelli emotivi) siano influenzati da ciò che facciamo e ciò che pensiamo nel presente, qui ed ora. Questo vuol dire che agendo attivamente ed energicamente sui nostri pensieri e sui nostri comportamenti attuali, possiamo liberarci da molti dei problemi che ci affliggono da tempo. Francesca SACCA’

Per ulteriori informazioni rivolgersi a: D.ssa Francesca Saccà, psicologa e psicoterapeuta Cell: 3332520790 E.mail: francesca.sacca@gmail.com Indirizzo web: http://psicologoinfamiglia.myblog.it La Dott.ssa Saccà riceve a Roma presso L’Istituto Beck di terapia cognitivo – comportamentale, Via Gioberti 54 Ai nostri lettori particolare trattamento

AI LETTORI-COLLEGHI il giornale vive del vostro contributo: NON FATELO MANCARE ! (le modalità di versamento a pagina 13)


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I NOSTRI LIBRI

NOI CHE… I MIGLIORI ANNI Carlo Conti

a cura di E. Giovannini e L. Siano Ed. Rai-Eri / Mondadori

Basta dire “Carosello” per raccontare lo stile di vita di tutti gli italiani negli anni Sessanta. Basta dire “Prinz” per rievocare il clima economico e in che modo si divertivano i ragazzi degli anni Settanta. Basta dire “Spagna ‘82” per gli anni Ottanta e “Take That” per i Novanta. E’ un gioco semplice ed è per questo che funziona. Nei “Migliori anni” su Rai Uno Carlo Conti ci mostra come eravamo negli anni Sessanta, Settanta, Ottanta e Novanta. Lo fa ospitando cantanti, attori, protagonisti della nostra storia, facendo rivedere oggetti e filmati, e rivivere le mode e i modi di essere. Una vera e propria operazione vintage! A quel punto, dopo aver guidato i telespettatori in un coinvolgente viaggio della memoria, chiede a tutti di inviare il proprio sms contenente un brandello di memoria e che comincia con il famoso “Noi che …”. E’ un libro spiritoso, pieno di sorprese e di piccole cose quotidiane mai dimenticate e capaci di tornare prepotentemente d’attualità. Un libro che, se letto con un occhio più accorto, spiega meglio di tanti saggi come eravamo e riesce a donarci una intensa emozione.

EROI A ROMA

a cura di C. Meneghini e S. Spito Ed. Eureka Cooperativa sociale Chi è l’Eroe? Che cosa lo rende tale? Oggi l’Eroe non è più, come una volta, un essere fuori dall’ordinario, ma una persona “normale” che non si sottrae alle prove della quotidianità, che si dona con generosità e riesce a compiere fino in fondo il proprio dovere. Questo filo conduttore lega storie e personalità diversissime e le accomuna nel valore dell’esempio. Ma l’esempio è tanto più forte quanto più riesce a creare un senso di identificazione in chi lo guarda. Per questo motivo, in un libro che vuole avvicinare i bambini e i ragazzi alle memorie eroiche di Roma e vuole rafforzarne il legame con la città e con gli esempi che ha scelto per “rappresentarsi”, le vite degli eroi sono state presentate nella forma di un racconto simile a una favola. Una forma che le rende più accessibili, nel tentativo di far comprendere che il confine tra la normalità dell’esistenza e la straordinarietà dei gesti è più sottile di quanto appaia… Che, in fin dei conti, risiede solo nel cuore degli uomini. “In un testo che vuole raccontare ai più giovani gli eroi a Roma, non poteva mancare un ragazzo di 12 anni, Dionigi Romeo Chiodi, a cui è stata intitolata una scuola, e che si immolò per altri ragazzi a dimostrazione che l’azione eroica non aleggia solo negli adulti ma è condivisa tra grandi e piccoli”. (dalla prefazione di Federico Guidi consigliere dell’assemblea capitolina di Roma Capitale). Medaglia d’oro e medaglia d’argento al valor civile, premio Luca Seri del Comune di Roma, medaglia d’oro della Carnegie Hall istituita dal re di Svezia per gli atti di coraggio compiuti in tutto il mondo - nato il 6 aprile 1941 a Roma, dove è morto il 19 agosto 1953. La sorella Dionigia, collega RAI, lo ricorda.

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L’IDEA DI EUROPA E L’UNITA’ D’ITALIA Renzo De Felice

Ed. Le Lettere

Il volume riporta una serie di conversazioni radiofoniche tenute nel 1960 dal giovane Renzo De Felice su L’idea d’Europa e su L’opinione pubblica internazionale e l’Unità d’Italia. A differenza di molti altri (e allora ben più qualificati) storici che si alternarono ai microfoni della radio per trasmissioni su temi già oggetto di loro precedenti studi, De Felice, ancora lontano dall’insegnamento universitario, affronta in queste conversazioni temi che non avrebbe più affrontato nella sua vasta produzione storiografica, e che dunque costituiscono inediti giovanili, pregiati nella loro forma piana, divulgativa, diretta a un pubblico ben più vasto dei lettori di riviste accademiche. Paolo Simoncelli nell’Introduzione rimarca la casuale coincidenza di questa edizione col centocinquantenario dell’Unità, per sottrarre il volume al rischio di una retorica celebrativa tanto ora roboante quanto dimentica di una tradizione storiografica antirisorgimentale particolarmente viva in questo dopoguerra. Renzo De Felice (1929-1996) è stato, a livello internazionale, il maggiore storico del fascismo. Di formazione marxista, passato poi a militare in formazioni culturali per la libertà della cultura e dell’insegnamento, si avviò agli studi sotto la guida di Chabod e Cantimori con ricerche sul giacobinismo italiano da cui transitò a quelle sul fascismo.

LA RADIO DELLA RESISTENZA Renato Vertunni

Il collega Renato Vertunni ci ha inviato un interessante suo studio per il Circolo Giustizia e libertà sul tema “La radio nella resistenza” . In un rapido percorso l’autore cerca di informare chi non era ancora nato e chi visse tutta la storia clandestina e palese della radio gli anni che vanno dal 1925 al 1945, quando gli antifascisti impiegarono fin dall’inizio la radiofonia per combattere il fascismo. Ricco di citazioni, nomi e riferimenti storici il lavoro si legge in un soffio. Non essendo ancora edito, rivolgersi all’autore: Via Montello, 20 - 00195 Roma.

LA SCIENZA IN CUCINA E L’ARTE DI MANGIARE BENE Pellegrino Artusi

«A

mo il bello ed il buono ovunque si trovino e mi ripugna di vedere straziata, come suol dirsi, la grazia di Dio». Questa frase è stata scritta almeno centoventi anni fa, da Pellegrino Artusi, il celebre autore de “La scienza in cucina e l’arte di mangiar bene”. Il voler contrastare quel dolente participio, purtroppo attuale specialmente ai nostri giorni, è stato sempre il “credo” dei suoi discendenti Luciano Artusi e di suo figlio Ricciardo. Figurarsi quando hanno rinvenuto nella “Chiesa di Dante” - S. Margherita de’ Cerchi, una pietra tombale, davanti

all’altare maggior, con l’iscrizione circolare “Venerabile Compagnia dei Quochi”. Sì, proprio con la lettera “Q”. Ricerche la collegano in tempi antecedenti alla chiesa di Ognissanti intorno al ‘500 e forse risalente addirittura agli Umiliati, nel 1200. Qui, con ogni probabilità dal 1741. Il loro paterno, quello Universale dei Cuochi: S. Pasquale de Baylon. Presto fatto. La Compagnia - o Confraternita - viene riportata a vita nuova (siamo o non siamo in Casa di Dante?), con un Premio Internazionale Artusiano ad Honorem, con vere e proprie investiture. D’altra parte Forlimpopoli, la cittadina natale di Pellegrino, ha investito molto su di lui qui vissuto sessantanni, che oltre alla Casa Artusiana con corsi di cucina e varie attività culturali, gli ha dedicato perfino un monastero dei Servi di Maria di Firenze. Ma è Firenze, dove è vissuto trentuno anni e dove è morto, che gli ha dato fama e gloria. Un libro tra i primi cinque letti in tutto il mondo, per cui basta dire “mi dà l’Artusi?” perché esca fuori “La scienza in cucina....” nelle più svariate edizioni. Ma proprio qui, paradossalmente, è stato piuttosto dimenticato. Anche se nel 2011 - ricorrendo il centetario della morte - si sono svolte numerosissime manifestazioni.

LA BEATRICE DI DANTE E LE SUE SORELLE Osvaldo Filipponi

S

Brevi chiose alla Vita Nova LIR edizioni

e la Divina Commedia è vista come il libro dei sette sigilli dell’Apocalisse, la Vita Nova anch’essa sigillata, rappresenta il primo ostacolo da superare per avvicinarsi ai sette sigilli della Divina Commedia. Dante non è affatto un “grande peccatore” come pensano alcuni addetti ai lavori. La sua donna è la Chiesa, sia militante che trionfante, per cui la sua beatitudine consiste nel lodare la Chiesa. Se togliamo il “velo” alla Beatrice di Dante, appare, senza ombra di dubbio, Santa Chiara d’Assisi, mentre le due donne

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schermo sono le sue due sorelle suor Agnese e suor Beatrice. Osvaldo Filipponi, nato a Borgonovo V.T. , l’8 giugno 1929, perito industriale radiotecnico, ha svolto per quattro anni dal 1953 al ’56 la mansione di cameraman negli studi Rai di Milano; poi come tecnico presso il Centro di Monte Penice fino all’89. E’ un cultore di Dante; nel 1977 ha pubblicato “La chiave della Divina Commedia” che è una lettura in chiave apocalittica; e poi nell’83 “Le profezie di Dante e del vangelo eterno”.

E pensare - come ricordava in Palagio di Parte Guelfa Luciano Artusi, nessun editore glielo voleva stampare. Lo fece a sue spese e fu subito un clamoroso successo. In vita vide quattordici ristampe; 400 ricette la prima edizione, raddoppiate nell’ultima. «Passava con disinvoltura dalle pentole alla scrivania». Con lui il cuoco Francesco Ruffilli, la fedele Marietta e i due gatti bianchi. Il 22 novembre, in occasione del periodo dei festeggiamenti per la Festa della Toscana, proprio nel Palagio di Parte Guelfa, dove sono di casa da Donatello al Ghiberti, dal Giambologna al Vasari, qui è stato fatto il solenne giuramento degli Artusiani ad Honorem. «La Venerabile Compagnia dei Quochi nomina Madonna ò Messere.....». Sei investiture quest’anno, un altr’anno dodici e la data sarà 17 maggio, festa di S. Pancrazio. Saranno su segnalazione; ma da una cosa non si transige: deve essere un piatto descritto e fotografato che tragga ispirazione dal manuale dell’Artusi. I nuovi Artusiani -  di Firenze, Prato e Pontassieve, hanno dovuto leggere un giuramento assimilabile a quello d’Ippocrate per i medici perché «se cucinati bene - secondo un’idea della dottoressa Donatella Cirri - ed igienicamente preparati, contribuiscono alla salute dell’umanità». Qui la cucina è in linea diretta con quella degli Etruschi. Il Governatore della Venerabile Compagnia, Angelo Mazzi, ha rilevato come tanti premi vengano assegnati ai cuochi - e le nostre TV sono piene di spadellamenti  ma nessuno in particolare a chi ha fatto conoscere all’Italia intera - e non solo come si mangia - e come si scrive!, aggiungerei: «Noi cuochi si dovrà mandare a casa i medici se si mangia sano», ha concluso. La festa è proseguita alla “Chiesa di Dante” dove è stata deposta una corona di mirto sulla pietra tombale. Un’analoga corona aveva aperto la cerimonia al Cimitero Monumentale delle Porte Sante, sulla tomba di Pellegrino. Il Provveditore Luciano Artusi, i Consiglieri Riccardo Artusi, Donatella Cirri ed il Governatore Angelo Mazzi, con le loro mozzette di velluto rosso, hanno dato alla cerimonia una composta ed armoniosa sottolineatura carica di storia. Mariella CAMBI

LA MANOVRA DI MONTI

Dicevano: va tutto a burro e alici limpida l’acqua scorre sotto i ponti non c’è da preoccuparsi, cari amici non c’è problema a far quadrare i conti. Invece ci saranno sacrifici e nuove tasse, non ci sono sconti pensioni, bolli e poi di nuovo l’I.C.I. E’ la ricetta del governo Monti. E’ una manovra dura, molto dura non si poteva far diversamente speriamo che sia giusta come cura considerando i tempi molto brutti un favore le chiedo Presidente faccia pagare tutti, proprio tutti.

Leonardo LEVI MORTERA


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GABRIELLA QUINTILIANI

ALFA E OMEGA

FABIO GRONDONA

BRUNO OLINI

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Roma, 1° novembre 2011

Difficilmente ci dimenticheremo di Gabriella. E’ stata per noi una compagna di gioco del burraco fin dall’inizio della formazione del gruppo Rai all’interno della sezione di Roma. Un male implacabile e fulminante ce l’ha portata via nel giro di poco tempo, a soli 72 anni. In numerose occasioni è stata lei a coinvolgere altre amiche e colleghe per trascorrere qualche giorno di incontri di torneo al Villaggio Stella del Sud di Palinuro. Una località diventata tradizionale per gli appuntamenti di burraco. Ci ha sempre dato conforto la sua presenza come esempio di dolcezza e temperamento tranquillo, specie nei momenti di gioco, quando è facile sbagliare le proprie mosse. Noi del gruppo burraco Rai di Roma la ricordiamo con tanta simpatia. Organizzeremo presto un torneo dedicato a lei, al suo ricordo. Amelia MOLINI

EUGENE LUOTTO

Roma, 20 ottobre 2011

“Cadere, trionfare, risorgere da vita a vita” (James Joyce)

L’ultima passeggiata con lui fu breve, perché quel giorno il verde del prato vicino a casa gli feriva gli occhi più del sole. Gene negli Stati Uniti era considerato il nuovo Bing Crosby, ma lasciò cadere la sua stella senza ripensamenti. Venne a Roma sulle ali della Seagrams e White Horse, e il marchio volò più alto.

Il suo amico Ted Rossi della Prince Company premeva da tempo perché mettesse a fuoco una serie di trasmissioni per la W.H.O.M. e W.O.V. che portassero la voce della Madre Patria agli italiani d’America. Cosa che avvenne dagli studi della RCA, e fu una meraviglia. Seguì il nuovo impegno, sempre più coinvolgente, di editare in lingua inglese film del circuito internazionale. L’amicizia era la sola pausa al suo ardore professionale. Si tratteneva con noi fino a notte alta, quando la luna sbiadiva in cielo, come la nostra festa nei bicchieri appannati. Tutti gli amici ne sono orfani, ma si continua a parlare di lui, una biografia ancora aperta sulla sua stele. A Andy, a Steve, a Jimmy, a Clementina, ai suoi affetti più cari, la vicinanza senza tempo degli amici di sempre. Riccardo CICCARELLI

Piero Ranzi, amico e collaboratore prima di “nuova Armonia” e poi di “Raifly” è stato colpito da un grande lutto: sua moglie Maria Luisa Perucci, compagna fedele da oltre 50 anni, è mancata il 18 febbraio u.s. A Piero e ai figli Valeria e Giulio le condoglianze più affettuose di tutta la redazione.

EUROPEISTA VERO

Roma, 27 novembre 2011

Roma, 9 settembre 2011 Il nostro caro Fabio se ne è andato improvvisamente. Quando qualcuno se ne va c’è sempre la tendenza a parlarne bene pensando di lenire il dolore nella retorica. Per i tanti che lo hanno conosciuto la sua scomparsa è una perdita grave.

ADA CREMONA

Roma, 22 ottobre 2011

“Essa riposa nei tantissimi ricordi” (Franco Silvano)

Fabio era una persona per bene ed un ottimo collaboratore per la contabilità generale. Smpre preciso, puntuale, attento e con il suo sorriso che dava tanta simpatia e disponibilità. Noi tutti lo ricordiamo con affetto. Michele PAGGI

Ada si è ricongiunta in matrimonio celeste con Mario. Lei, prima consolazione al nostro sgomento di aver perso l’amico di sempre. “Mario era un faro. La sua luce illuminava l’approdo alla vera vita”. Diceva così, ella stessa luce al nostro percorso di fede. Padre Carlo Cremona, fratello di Mario, era stato antesignano del viatico che Ada incarnava. Il Vescovo Gioia asseriva che “nessun uomo è completo. Gli amici sono il resto di lui”. Ada ne è sempre stata consapevole, conciliando con la sua bontà l’animo di tutti. La nuova aurora di vita insieme con Mario sia grazia di conforto ai familiari tutti. Il nostro memore affetto, fervore di amicizia. Riccardo CICCARELLI

La Jolla (USA), 20 febbraio 2012

RENATO DULBECCO

“Vidi il Maestro di color che sanno sedere tra filosofica famiglia” (Dante)

Dulbecco è tra “l’anime che lassù son cittadine” (Petrarca). Premio Nobel per la medicina nel 1975, diede impulso accelerativo al “Progetto Genoma”, studio internazionale sul patrimonio genetico umano. Di madre calabrese, “Son calabrese e

GIORGIO BOCCA

Milano, 25 dicembre 2011 A Natale, nel 150° anniversario dell’Unità d’ Italia, Giorgio Bocca rinasce il Cielo. Se n’è andato con discrezione. Ha avuto la forza di lasciarci, senza mai avere avuto la ventura di essere lasciato. Tutto ciò che ha scritto rimane lente d’ingrandimen to di quanto redazionalmente rilevante e storicamente privo di omissis. Ci manca, come l’assenza improvvisa di noi stessi. “Conosciamoci meglio”, diceva, “per incontrarci nell’imprevedibile più che nel programmato”.

l’onore della Calabria lo mantengo!” e di padre ligure, “I portali in ardesia dei palazzi genovesi!”, diceva con commossa umiltà e rinnovato stupore. Cavaliere di Gran Croce dell’Ordine al merito della Repubblica Italiana, sopravvive nella Sua opera e nella speranza della Sua idealità professionale. Vive nel cuore di chi Gli vuole bene.

VINCENZO CONSOLO

MIlano, 21 gennaio 2012 Da un suo libro: “Ora non può parlare”. Oggi, dolorosamente autoreferenziale. Era così nei vari contesti di vita. Esauriente, da risultare definitivo. “La ferita d’aprile” il suo romanzo d’esordio. “L’ignoto marinaio” lo rivela narratore nuovo e di spessore. Scrittore metastorico con “retablo”, saggista di testimoniale rilevanza con “Le pietre di Pantalica”, espressionista incisivo con ”Nottetempo casa per casa” e brillante epigrafista del divenire con “L’olivo e l’olivastro”. Gli fanno corona Verga, De Roberto, Pirandello, Tomasi.

COSTA CONCORDIA

Secondo Eugene O’Neill “solo sul mare si è davvero liberi”, ma sono anche suoi gli atti unici che vanno sotto il titolo collettivo di “Drammi marini”. Fuori dalla metafora letteraria del drammaturgo statunitense, rimane vero che il mare bisogna tenerlo, resistere bene all’urto delle onde, ma, soprattutto, evitare l’urto degli scogli. A un secolo dall’affondamento del transatlantico inglese Titanic per l’urto contro un iceberg nell’Atlantico del Nord, si è scatenata la tragedia della Concordia per l’urto contro uno scoglio nel Tirreno, a poche centinaia di metri dall’Isola del Giglio. 100 anni dalla catastrofe del Titanic, come un nuovo numero apocalittico da affiancare al misterioso numero che nell’Apocalisse viene attribuito alla bestia della terra. R. C.

Raifly vive nel più profondo del cuore l’amore verso i nostri cari, conferendo l’Alagrai solidarietà forte ed estesa a tutta la grande famiglia RAI. Per non dimenticarli, la rivista pubblicherà un vostro pensiero sui colleghi e sulle persone care che vorrete ricordare.

“Perché tutto non muoia”, direbbe il poeta. Ecco il senso del mio scritto in ricordo di Bruno Olini (ligure e insieme romano), padre amatissimo, giornalista autentico, scrittore geniale. Un triplice amore ha scandito e animato la sua esistenza: la famiglia, il lavoro, lo studio illuminato e creativo. Rimane di lui l’esempio di padre, l’opera di giornalista, l’efficacia della parola, soprattutto la ricchezza d’animo grazie alla quale egli riusciva a entrare in contatto con le persone che incontrava. E se si vuol pure ricordare l’entusiasmo, frutto di una profonda convinzione, che sapeva suscitare in tutti coloro che lo ascoltavano. Sembrava nata sulla cattedra e per la cattedra, tanta era la semplicità e la sicurezza del suo pensiero così efficacemente trasfuso nei suoi numerosi scritti di particolare interesse, che anche la gerarchia della Chiesa ha saputo apprezzare in tutto il suo valore. Ricordo qui, fra i tanti, gli articoli a sostegno dei lavoratori cattolici o quelli a ricordo dei partigiani cristiani, e da europeista vero i contributi per l’unificazione dell’Europa, apprezzabili anche per le brevi e innumerevoli nozioni e davvero tutti orientati a promuovere principi e valori. Ma non meno prezioso è il suo apporto alla Stampa cattolica (UCSI) che ha rappresentato coerentemente assumendo incarichi nazionali, a cui ha dedicato conferenze, dibattiti, convegni, che si sono rivelati essenziali per una rinascita etica e libera del giornalismo ai più vari livelli. Fino alla fine, Bruno Olini ha accolto tutti serenamente, col suo abituale sorriso sulle labbra, e parlava come sempre, con pacatezza, con intima convinzione, di tutto cristianamente. L’età e la malattia non avevano sminuito le sue capacità di lavoro, né soprattutto il suo entusiasmo per ogni nobile idea. Ed a me che di frequente andavo a trovarlo, lo offriva a Dio. Mi ripeteva spesso che credere è difficile, ma Dio conosce i suoi, conosce chi cerca il Suo volto e che il suo fine non è altro che penetrare definitivamente nelle profondità dell’anima. A Dio creatore è doveroso mirare diceva Olini - i cui semi lanciati non rimarranno sterili, ma fruttificheranno. Egli rimarrà nella storia del giornalismo cattolico italiano una delle figure più significative e travolgenti. Giacomo CESARIO

WANDA AMODEI

Roma, 3 dicembre 2011 “Disperato dolor che il cor mi preme” (Dante)

Wanda Amodei è nel “radiante azzurro immenso”, caro a Dio. Splendore dell’anima, altezza d’ingegno, felice ispirazione sono vertici della sua personalità, ragione storica dell’onore Rai e pregio della sua amicizia. Wanda sarà sempre l’idea luce del nostro bene.

Ad Alberto Amodei e Mimmo Scarano, colleghi insigni, insieme con tutti i più cari affetti, il nostro profondo cordoglio e fraterno conforto. Riccardo CICCARELLI


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PROGRAMMI

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UN’ECCELLENZA CULTURALE ASSOLUTA

L’ORCHESTRA SINFONICA NAZIONALE DELLA RAI

l successo dell’Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai nella sua importante tournée europea è - lo dico con una battuta - musica per le mie orecchie. Il grandissimo favore di pubblico e critica testimonia il prestigio che la compagine ha saputo guadagnarsi anche al di là dei confini nazionali. Questo, dunque, conferma

quanto sostengo da tempo: l’Orchestra Sinfonica Nazionale è uno dei tratti distintivi e irrinunciabili per l’azienda del servizio pubblico radiotelevisivo, è un’eccellenza culturale assoluta. Gli applausi ottenuti in due autentici templi della musica, come la Philharmonie di Berlino e il Musikverein di Vienna, mi rendono particolarmente orgoglioso”. Così il Presidente della Rai, Paolo Garimberti, ha commentato il successo che ha accompagnato, sabato 26 novembre, il concerto dell’Orchestra Rai, guidata dal suo Direttore principale Juraj Valcuha, al suo debutto al Musikverein di Vienna, la storica sala del

Un prestigioso incarico al Presidente RAI aolo Garimberti, Presidente P della RAI, è stato nominato anche Presidente del Supervisory Board di Euronews, il più importante network televisivo d’informazione europeo. Un incarico prestigioso che – come recita un comunicato dell’emittente europea - “è stato assegnato a un giornalista la cui competenza professionale è riconosciuta nel mondo dei media internazionali”. “Grazie a questa prestigiosa nomina - ha commentato il Direttore Generale della Rai, Lorenza Lei - la nostra Azienda si conferma prota-

Concerto di Capodanno, i cui 2100 posti erano tutti esauriti per l’occasione. Il programma prevedeva la Sinfonia dal Guglielmo Tell di Rossini, il Concerto n. 1 per pianoforte e orchestra con Evgenij Bozhanov solista, e la Sinfonia n. 3 di Rachmaninov. L’Orchestra, che ha ottenuto un successo trionfale, a fine concerto, come già a Friburgo e Berlino, precedenti tappe della tournée, ha offerto al pubblico viennese un fuori programma dall’intenso calore mediterraneo: l’Intermezzo dalla Cavalleria rusticana di Mascagni. Domenica 27 novembre, la tournée si concluderà al Teatro Nazionale Slovacco di Bratislava, città natale del Direttore principale dell’Orchestra Rai.

l Capodanno della Rai, “L’Anno che verrà” su RAI1, si chiude con un grande successo negli ascolti: più di 6milioni di telespettatori con una media share tra la prima e la seconda parte del 39,15% e con il picco del 63,36% a mezzanotte con quasi 11milioni di telespettatori, proseguito con la diretta da Piazza del Plebiscito a Napoli con circa il 32% di share. Una straordinaria conferma delle capacità produttive tutte interne Rai, da Rai 1 per la parte ideativa, alla Direzione Produzione per quella realizzativa, come ha sottolineato il Vicedirettore Generale Gianfranco Comanducci, che ha proposto e definito la convenzione triennale con la Regione Valle d’Aosta: “Portare il Capodanno Rai in montagna era una sfida difficile che abbiamo vinto e che soprattutto i telespettatori hanno apprezzato. Ma quella di ieri è stata la conferma della straordinaria capacità ideativa, organizzativa e soprattutto produttiva della nostra Azienda che insieme alle autorità della Val D’Aosta in pochi giorni hanno realizzato un grande spettacolo”. Antonello Venditti, i Pooh e Irene Grandi sono stati alcuni degli ospiti di Carlo Conti. Il programma è stato particolarmente vario, rivolgendosi a un pubblico differenziato, con i big del momento, ma anche con spazio alla nostalgia della musica degli anni '70 e '80. Non solo musica, ma anche comicità e alcuni collegamenti con le piste da sci della località del Monte Bianco, dove si è svolta la tradizionale fiaccolata di fine anno e uno slalom parallelo. “E’ stato un grande spettacolo – ha dichiarato il Vicedirettore Generale Antonio Marano - con una straordinaria partecipazione di pubblico che ci ha seguito dall’inizio alla fine. Siamo soddisfatti perché abbiamo chiuso il 2011 con un grande evento del Servizio Pubblico e il 2012 si è aperto con una produzione che ha dimostrato ancora una volta la grande forza di tutta la Rai. Se questo è l’inizio, certamente anche in un periodo non facile come quello che stiamo vivendo, posso affermare che abbiamo intrapreso la strada per un anno importante”.

Rai classe vincente. Dall’origine a oggi e al suo futuro. Incontriamoci con Raifly. gonista nel panorama televisivo internazionale. Sono certa che l’alto profilo professionale di Paolo Garimberti potrà essere ulteriore elemento di crescita e di sviluppo del network europeo. Al Presidente Garimberti, dunque, i migliori auguri di un proficuo lavoro da parte mia e di tutta l’Azienda”. Lanciata nel gennaio del 1993, Euronews è stata la prima TV paneuropea d’in formazione multilingue ed è oggi visibile in 153 paesi in tutto il mondo. Il network vede tra i suoi soci, oltre alla RAI, anche France Télévisions, la televisione russa RTR e le televisioni pubbliche di Belgio, Irlanda, Portogallo, Grecia, Svizzera, Marocco e Turchia.

A L A G R A I

Possono aderire all’ALAGRAI tutti i dipendenti e pensionati del Gruppo RAI e chi ha o ha avuto contratti a tempo determinato e di collaborazione. L’ALAGRAI vuole riunire, senza distinzione alcuna, tutti coloro che danno o hanno dato, sia pure con rapporti di lavoro diversi, il loro contributo alla crescita della nostra azienda e alla affermazione del servizio pubblico radiotelevisivo in Italia. L’Associazione vive con la quota degli amici e colleghi. Nel chiedervi l’adesione, informiamo che l’importo annuale, comprensivo dell’abbonamento alla rivista RAIFLY, è:

SOCIO ORDINARIO euro 25 SOCIO SOSTENITORE quota superiore libera

da versare ad ALAGRAI Associazione Lavoratori del Gruppo RAI-Radiotelevisione Italiana sul c/c postale n. 20531786 Iban

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RAI1 GRANDE SUCCESSO A CAPODANNO

o sul c/c UNICREDIT BANCA DI ROMA (Banca di Roma-RAI 2 viale Mazzini, 14 00195 Roma)

IT 85 X 02008 05110 000400982290

o sul c/c BCC - BANCA DI CREDITO COOPERATIVO (Agenzia di via Sabotino - 00195 Roma) Iban IT 66 K 08327 03399 0000000 19050

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L’importanza dell’informazione nel servizio publico

l Direttore Generale della Rai, Lorenza Lei, ha incontrato nel pomeriggio a Saxa Rubra alcune redazioni delle Testate giornalistiche. Oltre agli auguri di rito, il Dg ha tenuto a ribadire la centralità del ruolo che svolge il Servizio Pubblico soprattutto in un momento così difficile per l'economia europea: "I giornalisti della nostra Azienda - ha detto Lorenza Lei - hanno sempre avuto un compito molto delicato: informare i cittadini in modo completo. E in un momento così difficile per l'economia - ha proseguito il

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Dg - il ruolo dell' informazione del Servizio Pubblico è ancora più importante. Per questo dovremo continuare ad offrire una visione più puntuale delle dinamiche economiche, politiche e finanziarie dell'Europa che stanno caratterizzando non solo il nostro Paese, ma l'intero sistema della Comunita' Europea". Lorenza Lei, infine, ha ringraziato tutti i colleghi per i risultati ottenuti quest’anno in un mercato dell’informazione sempre più competitivo in cui il Servizio Pubblico ha confermato la leadership negli ascolti.

ALLA RAI IL PREMIO PER L’INNOVAZIONE 2012 “GIOVANNI GIOVANNINI, NOSTALGIA DI FUTURO”

er la realizzazione del primo sistema microfonico in grado di effettuare lo zoom acustico, la Rai si è aggiudicata il premio per l’innovazione “Giovanni Giovannini, nostalgia di futuro”, attribuito da Media Duemila e dalla Federazione Italiana Editori Giornali (FIEG) a progetti di ricerca che abbiano contribuito all’innovazione nel campo della comunicazione. Il sistema microfonico 3D-VMS è stato sviluppato dalla Direzione Strategie Tecnologiche della RAI con il Centro Ricerche e Innovazione Tecnologica di Torino, in collaborazione con l’Università di Parma con il Dipartimento di Ingegneria Industriale. Il premio è stato assegnato “per la spiccata capacità di indirizzare la Ricerca ad applicazioni industriali, di fare rete con il mondo imprenditoriale e di promuovere lo sviluppo di una società il cui motore è sempre più la conoscenza diffusa, partecipata e sostenibile”. Il sistema 3D-VMS, composto da 32 capsule microfoniche e da un complesso sistema di elaborazione del segnale, consente di sintetizzare più “microfoni virtuali”, di posizionarli liberamente sulla scena di ripresa e di spostare in modo dinamico la messa a fuoco. È inoltre in grado di effettuare lo “zoom audio” anche in postproduzione. Con il Premio “Nostalgia di futuro” la rivista Media Duemila, diretta da Maria Pia Rossignaud, celebra il suo fondatore Giovanni Giovannini, scomparso nel 2008, già Presidente de “La Stampa”, della FIEG e dell’ANSA. La premiazione si è tenuta il 28 novembre 2011 a Roma, presso la FIEG in via Piemonte 64, nell’ambito del Convegno “Innovazione fra sostenibilità e sviluppo”. Con le presenze, tra le altre, di Gianni Letta, Presidente onorario dell’Associazione Media Duemila, di Arrigo Levi, di Giulio Anselmi, Presidente ANSA e di Carlo Malinconico, Presidente FIEG.


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a storia del teatro italiano contemporaneo vista attraverso i suoi protagonisti. Franco Scaglia intervista i più importanti interpreti e registi della scena italiana dal dopoguerra ad oggi nel nuovo programma di Rai Educational, “Questa è la mia vita”,  una ricognizione del passato e del presente per capire il futuro del nostro teatro, in onda martedì 6 marzo all’1.00 su Rai3 e sul canale Rai Scuola a partire dal 16 marzo alle12.00.  Quattordici puntate in cui sarà raccontata la loro vita e la loro carriera, gli esordi, i grandi spettacoli, le speranze giovanili, le consacrazioni, le esperienze cinematografiche e televisive, i segreti della loro arte, rievocati davanti a una platea di allievi dell’Accademia nazio-

nale d’arte drammatica “Silvio D’Amico”. Ad aprire la serie sarà il regista ed attore Gabriele Lavia. Dagli inizi a teatro all’esperienza cinematografica di Profondo rosso, dalla preoccupante crisi del teatro dei giorni nostri all’essenza della pratica teatrale di tutti i tempi. Gabriele Lavia racconta la sua duplice natura di attore e regista: “Io sono un regista che fa l’attore e non il contrario”. “Uomo dalla fede atea”, come dice di se stesso, Lavia vede il teatro come la forma d’arte più importante della cultura occidentale: “L’occidente ha deciso che la scena fosse il luogo dove raccontare l’essenza dell’uomo, insondabile, inarrivabile. E oggi noi lo facciamo come nell’antica Grecia perché non è cambiato nulla, non può cambiare nulla”. Il Maestro si sofferma anche sui suoi non facili esordi: “La mia generazione ha avuto la strada sbarrata dai Gassman, dai Tognazzi, dai Mastroianni, tutti quegli interpreti su cui si fondava l’industria artigianale del cinema italiano. Abbiamo trovato un muro. La mia fortuna è stata di fare Profondo rosso”. 

Sovr’altri com’aquila vola Ancor più che Fortunato, sempre Pasqualino Con il Patrocinio della Provincia di Caltanissetta e del Comune di Butera

L'Associazione Akkuaria organizza la 5ª Edizione del Premio Letterario Internazionale di Narrativa e Poesia

“FORTUNATO PASQUALINO” (termine presentazione opere 31 marzo 2012)

Regolamento – Il Concorso, che avrà cadenza annuale, nasce per valorizzare e promuovere la figura di Fortunato Pasqualino, le sue produzioni letterarie. – Ogni concorrente può partecipare ad una sola sezione con un breve racconto o con una poesia.

– Il testo, accompagnato dalla scheda, dovrà essere inviato a:  Segreteria del Premio Internazionale Fortunato Pasqualino c/o Giorgio Russello Casella Postale 121  Ufficio postale 1 - Viale Africa 95100 Catania

COMUNICATI E DECISIONI DEL CdA RAI

7/12/2011 Nella seduta di oggi, il Consiglio di Amministrazione della Rai e il Direttore Generale, in apertura dei lavori, hanno espresso grandissima soddisfazione per gli ottimi risultati di ascolto raggiunti dal programma di Fiorello, “ilpiùgrandespettacolodopoilweekend”. Inoltre, il Consiglio di Amministrazione ha approvato la proposta contrattuale relativa alla Convenzione triennale con il Comune di Sanremo che prevede un complessivo risparmio per Rai, rispetto a quella scaduta, di oltre 6 milioni di euro. Nella stessa seduta, il Consiglio di Amministrazione ha votato la nomina di Valerio Fiorespino a Direttore delle Risorse Televisive, di Carlo Nardello a Direttore della Direzione Sviluppo Strategico e di Giancarlo Biacca a Vicedirettore della Direzione Amministrazione Abbonamenti. 13/12/2011 Il Consiglio di Amministrazione della Rai, su proposta del Direttore Generale Lorenza Lei, “ha preso atto dell’applicazione della legge n.97/2001 alla fattispecie relativa alla posizione di Augusto Minzolini che viene conseguentemente messo a disposizione del Direttore Generale nelle more dell’individuazione di una differente funzione ai sensi degli articoli 3 e 8 della suddetta legge ed in coerenza con le previsioni del vigente Accordo integrativo Rai/Usigrai”. Il Consiglio ha poi deciso “di affidare ad interim la Direzione della Testata Tg1 fino al 31 gennaio 2012 ad Alberto Maccari, che mantiene l’incarico di Direttore della Testata TgR, prorogandone il rapporto di lavoro sino alla predetta data”. 31/01/2012 Il Consiglio di Amministrazione riunito oggi a Viale Mazzini ha votato a maggioranza l’intendimento di nomina alla direzione del Tg1 di Alberto Maccari e alla direzione della Tgr di Alessandro Casarin.

NICOLA SINOPOLI

“Una vita per la cultura” A Ragusa, lunedì 8 agosto 2011, ha compiuto 90 anni il prolifico scrittore Nicola Sinopoli il quale, nato a San Vito sullo Ionio (Catanzaro), è tra coloro i quali hanno contribuito a fare la vera storia della radio-televisione italiana, essendo entrato già nel 1940, a 19 anni, all’allora EIAR (Ente Italiano Audizioni Radiofoniche) poi diventato RAI (Radio Audizioni Italiane). Assieme a Vittorio Veltroni (il padre di Walter, ex segretario del PD, sindaco di Roma e pluriministro) e a tanti altri grandi nomi, Nicola Sinopoli ha vissuto per oltre quarant’anni la nascita, in particolare, e lo sviluppo della televisione, esaltando tale epopea come attivo dirigente e con i suoi libri, come, ad esempio, “La sua radio si spense a Ischia” (1976), “Via Asiago 10” (1993), “L’EIAR a Montecatini” (1996), ma anche valorizzandone e diffondendone il preziosissimo archivio documentario. A queste opere a stampa si aggiungono altre testimonianze, pubblicate in numerose sedi da Sinopoli, il quale, a fine carriera RAI, è giunto a ricoprire il posto di vice Direttore del celebre Centro di Produzione TV di via Teulada 66 a Roma. Nel 2004, assieme alla moglie Tina Ragni, ha lasciato la capitale per la nuova residenza di Ragusa, al seguito dei due figli, trasferiti lì per motivi di lavoro.

NOTERELLE

Decorato al valore militare sul tragico fronte russo nella seconda guerra mondiale, Sinopoli è da sempre scrittore storico con al suo attivo ben 38 titoli, finora, per un totale di 62 volumi pubblicati a stampa. Infatti il libro più recente risale a maggio 2011, ed è dedicato a “Il caso Répaci” cioè al grande Leonida (anima, tra tanto altro, del Premio Viareggio) e ai suoi fratelli processati dal regime fascista dopo i cosiddetti “fatti di Palmi” del 1925, quando ci fu un moto di ribellione contro Mussolini. Sinopoli è stato insignito di numerose onorificenze tra cui quelle ufficiali della Repubblica Italiana di commendatore e di maestro del lavoro. A questi e ad altri riconoscimenti nazionali, l’Università delle Generazioni di Agnone (Isernia) aggiunge (con umiltà, con gratitudine ed affetto, e in collaborazione con l’associazione culturale “Amici della Calabria” del Molise) il premio “Una vita per la cultura” mentre festeggia i 90 anni di questo personaggio che fa ormai parte, a pieno titolo, della storia della comunicazione multimediale italiana. Ad majora! Domenico LANCIANO da “Fortezza” - Modica Al nostro caro collega e amico rallegramenti vivissimi e tanti tanti affettuosi auguri.

QUANDO I SOPRAVVISSUTI RACCONTANO LA LORO STORIA, PARLANO DELLA NOSTRA STORIA, DELLE NOSTRE FAMIGLIE, DELL’AMORE, DELL’ ODIO, DEI SENTIMENTI CHE PROVIAMO. PARLANO DI NOI PERCHÉ CIÒ CHE È STATO NON ACCADA MAI PIÙ

Q

69° ANNIVERSARIO DI NIKOLAJEWKA

uest’anno la celebrazione a ricordo della Battaglia di Nikolajewka ha avuto qualcosa di speciale: Il Monumento Nazionale ai caduti di Russia, inaugurato l’anno scorso, ha fatto da sfondo alla manifestazione che si svolge a Roma, via Cassia 737 al Giardino dei Caduti sul Fronte Russo, la quarta domenica di gennaio di ogni anno. E’ stata una giornata piena di emozioni che si rinnovano ormai da 12 anni, da quando per

iniziativa dell’alpino artigliere Silvano Leonardi, Matteo Baiocco, Antonio Verona è stato costituito il “Comitato Nikolajewka” con il proposito di mantenere vivo il ricordo della epica, quanto tragica, campagna di Russia degli anni 1941-43. Il Comitato Familiari e Amici per Nikolajewka insieme all’Associazione Nazionale Alpini di Roma ringraziano sentita- Silvano Leonardi mente coloro e Giorgio Loreti

che hanno partecipato al 69° anniversario che, con la loro presenza, hanno Ricordato chi non tornò alla casa natia.

ER BAIOCCO

a SILVANO LEONARDI

Volendo incomincià, ma dapprincipio, èreno anni ormai che lui sognava scrivenno e riscrivenno ar Municipio. C’era l’idea, quella je incarzava de fanne ‘na questione de principio, ce s’era fatto escì quasi la bava. Ortre esse stato er primo promotore mette li bronzi pe’ le targhe e er core.

“Volemo fa ‘sta piazza un po’ più bella?” Nun dico de strafà, de fa quarcosa, fosse lo schizzo de ‘na fontanella o ‘na cosetta ancora più sfiziosa. Nun ce stò zito co’ ‘na caramella. L’idea ce stà, me dite chi la sposa? E li caduti su quer fronte, russo mo ciànno er Monumento e c’è l’afflusso. Lui va orgoglioso, si potemo dillo, de du’ madonne, copie, in terracotta: una situata sopra a Terminillo, quell’antra in Russia è lì che la sballotta. La vera è a Mestre ma nun fa er gingillo, dono del Cappellan ‘Crosara, trotta come leggenda d’ogni zona alpina. Viè detta la “Madonna Pellegrina”.

Pe’ la memoria storica è premiato è lui ch’è stato er vero promotore, l’animatore appresso ar risultato. Nun s’è mai perso in chiacchiere, a discore e orte ad avè proposto ha pure dato. Mettennoce: der suo, anima, core. Manca a ‘sto quadro solo un ber ritocco er premio meritato der Baiocco Stefano Ambrosi


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NOTERELLE

I

NOV.-DIC. 2011 / GEN.-FEB. 2012

BELLEZZA DELLA FESTA DEL NATALE

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l tradizionale appuntamento della Santa Messa in preparazione del Natale, quest’anno ci ha permesso di conoscere un altro dei nuovi Vescovi Ausiliari della Diocesi di Roma, S.E. Mons. Giuseppe Marciante, responsabile del Settore Est della nostra città. Mons. Marciante è stato per tanti anni Parroco a San Romano, sulla via Tiburtina, pastore molto conosciuto e stimato: alcuni dei suoi parrocchiani che lavorano alla Rai hanno infatti approfittato dell’occasione della sua visita per poterlo incontrare e salutare. Nella Santa Messa il Vescovo ha ricordato a tutti i fedeli la bellezza della Festa del Natale, la caratteristica di festa famigliare e gioiosa, segno della nuova vita che nasce e che porta con sé la Salvezza per tutti gli uomini. Al termine della Celebrazione, Mons. Marciante si è recato a visitare il Presepe allestito nei viali del Centro di Saxa Rubra, che quest’anno è stato realizzato in una forma più tradizionale e gradita a tutti. Don Antonio INTERGUGLIELMI

Ammirando il presepe

Felicissimo anniversario

FRANCES CHALMERS 100 anni 100

Maddalena e Giovanni

Virginia Beach, 3 marzo 2012 Intorno alla centenaria Fudgie: Sande, Happy, Becky (Hop’s wife),

Nella ricorrenza del 60° anniversario di matrimonio il mio desiderio è di poter salutare tutti i miei colleghi-amici con cui ho avuto modo di collaborare nel quarantennale lavoro svolto in Direzioni, Sedi e Centri RAI. Giovanni ALLOATTI

Dea, Shelley, my son Bay next to Fudgie, Hop’s children: Cam and Annie

Il passato è solo un ricordo, pensa al futuro che Dio ti conservi la salute per molti anni ancora. Affettuosi auguri - Love PINO

Sempre acquistando dal lato mancino” (Dante)

ARCAL

Segreteria Centrale La Commissione Centrale Arcal-Rai rende noto il programma turistico che prevede di realizzare nell’anno 2012. Gennaio Capodanno a Cuba Gen./Feb. Gare intersezionali invernali a Madonna di Campiglio Marzo Tour Sri Lanka Giugno Gare intersezionali estive (Puglia) Giugno Tour Normandia, Bretagna, Parigi Settembre Eurosport estivo (Sicilia) Ottobre Tour Egitto classico e crociera nel mar di Nubia Novembre Tour Messico

ARCAL ROMA

2012 Programma turistico Weekend neve Cuba Cinque terre, Medjugorje Madagascar Ponza e Palmarola (2 gg.) Giugno Mirabilandia, Romania Luglio Capo Nord, Puglia Agosto Cornovaglia e Galles Settimana in Sardegna Ottobre Tour del Friuli Venezia-Giulia Novembre Il sud della Cina:Yunnan Dicembre Londra Mercatini di Natale a Brunico Dic.-Gen. Capodanno a Zanzibar N.B. Il programma potrà subire modifiche a cause di sopravvenute esigenze organizzative o di imprevisti vari. Gen.-Mar. Marzo Aprile Maggio

GRUPPI DI ATTIVITA’ Rinnovo automatico e nuove iscrizioni 2012 (entro il 29/2). Amici degli animali; Amici del cavallo, Arte e Cultura; Bowling; Burraco; Lenza; Radioamatori; Sci; Subacquei; Tennis da tavola; Vela.

8 marzo festa delle donne

Oltre i fiori, il giardino. La prole celeste ha nelle donne il simbolo dell’avanzata da ogni posizione precedente sempre più verso “le magnifiche sorti e progressive”.

Espone Giovanni RANELLA

U

na interessante mostra di opere dell’artista a Roma presso il Battistero di S. Giovanni in Laterano da gennaio a febbraio. Tratto l’approfondimento dei volumi e dello spazio che li avvolge , cerco di infondere l’aria nelle tonalità dipinte (motivo di “scavo cromatico” assolutamente non esaurito). Anima da “anemos”, che appunto è aria, vento, soffio, come espressione evidente non di una vuota abilità tecnica, quanto invece di una partecipazione poetica addensata nel nucleo enigmatico dell’esistenza e che, immersa in esso, ricerca l’aderenza alla visione. Oggi più che mai si dovrebbe tornare a ricercare il senso di un riferimento etico portato da figure sensibili, ecco il motivo di questi miei studi qui esposti, Deposizioni e Allegorie da cui affiora la commozione per il vero, la peculiarità di una gravità non simulata testimonianza essa stessa di devozione “ardente”. Giovanni RANELLA

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60 anni insieme

A.P.D.RAI

Gennaio 2012. Si è riunito il nuovo Consiglio Direttivo dell’Associazione che ha innanzi tutto ringraziato il presidente Aldo Monina e gli altri colleghi del Direttivo uscente, in particolare per aver rafforzato l’Associazione, grazie anche al forte incremento delle iscrizioni e per l’accordo raggiunto con l’ADRAI, in base al quale due rappresentanti dell’APDRAI partecipano al Direttivo ADRAI per i problemi previdenziali ed assistenziali. Il nuovo Consiglio ha poi proceduto all’elezione delle cariche sociali, avvenuta all’unanimità: presidente Francesco Sagna, vice presidente Otello Onorato, segretario Franco Di Loreto, tesoriere Eugenio Quaglia.

FILO TENUE DI VITA… Filo tenue di vita che tiene a sé membra umane dai dì delle nascite, miracolosoè il “vivere” e non la morte che per varie porte s’incunea beffarda, ma non ladra se il vento si allontana in altri lidi e i nidi gli uccelli approntano; è vero che ritornano agli amati perenni luoghi, anche se altri li cercano e li scelgono come assetati nel fiume dell’esistenza. Ora a stormi gridano di gioia e i bimbi mirando i colorati volatili volteggiar con gli aquiloni, plaudono alla primavera.

Augusta ROMOLI

da “Il fremito del cielo” Poeti Italiani Contemporanei Ed. Libroitalianoworld


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PROGRAMMI

A

vevamo ritenuto che la grande stagione della RAI fosse iniziata nello scorso ottobre. Sbagliavamo. Quello era solo un assaggino. La vera Stagione è esplosa quasi improvvisa a metà novembre. Per introdurvi al suo primo exploit ci permettiamo di parafrasare una canzoncina di antica memoria. Eccola: “Fiorin fiorello, il botto è bello, eccetera eccetera…” dove il termine “botto” è quello con cui Rosario Fiorello ha voluto definire l’Auditel al di sopra dei 12 milioni di ascolto ottenuto con le prime tre puntate del suo successo “Ilpiùgrandeshowdopoilweekend”, in onda in prima serata su RAI 1. A conclusione della 4ª ed ultima puntata, Rosario ha classificato il finale in bellezza della sua partecipazione con la parola “strabotto” che tradotta in cifre corrisponde a 13.481.000 fans al video. Un livello “sanremese” a dir poco. E non a caso abbiamo usato il termine fans. Fiorello ha saputo infatti far rivivere la tradizione dell’interpreteChe Dio ci aiuti mito. Detto fra noi - per la verità - che cosa c’era stato di così coinvolgente in quella trasmissione del lunedì? C’era stato solo lui, il protagonista, il ragazzo del karaoke, fatti salvi naturalmente alcuni duetti, tra cui quello succoso con Roberto Benigni (unica la sua esibizione canora con accompagnamento di chitarra). E allora dov’è il rinnovato fascino del mattatore, dove può avere le sue radici? Secondo noi nel fatto che Rosario è sempre lui, come realmente è, semplice e naturale. Esprime il suo sentire nello stesso modo, sia che abbia davanti a sé uno, centomila o tredici milioni di persone. Rompe Carlo Conti ogni schema di

Fiorello e Benigni

MILANO – LA TRANSAVANGUARDIA ITALIANA. Negli anni settanta il critico Achille Bonito Oliva diede vita al movimento che divenne subito famoso a livello internazionale. Proponeva il ritorno alla manualità artistica con il recupero dell’immagine. La grande retrospettiva ripercorre la storia del movimento con le opere più significative dei cinque rappresentanti: Chia, Clemente, Cucchi, De Maria e Paladino. Palazzo Reale 24 novembre-4 marzo orario: 9.30-19.30, giovedì e sabato 9.3022.30, lunedì 14.30-19.30. CONEGLIANO VENETO – BERNARDO BELLOTTO. Il Canaletto delle corti europee. La mostra ripercorre la carriera artistica del pittore veneto, allievo di Canaletto, famoso per la rappresentazione di vedute lagunari, paesaggi, scene di vita delle maggiori corti europee del Settecento in cui operò. Sono in mostra anche capolavori di altri vedutisti veneti. Palazzo Sarcinelli 11 novembre-15 aprile orario:9-19, venerdì e sabato 9-21, domenica 9-20.

LA RAI VINCE ANCORA

Ilpiùgrandespettacolodopoilweekend

gesti e di parole e se le sue “uscite” non sono sempre felici, vere e genuine lo sono sempre. Nel caso specifico le luci soprattutto e la scenografia hanno fatto il resto. Ma non basta. La RAI, RAI1 in particolare, ha moltiplicato all’inizio della stagione i suoi successi. Martedì 29 novembre, all’indomani del terzo “botto” del fratello, si è esibito Beppe Fiorello nella prima puntata della miniserie di estrema attualità ”Sono sempre tuo padre”. Lo share del 23% e l’ascolto attorno ai cinque milioni ci ha fatto pensare che la Rai fosse veramente “in Fiore…” Ed è arrivata subito la conferma. L’indomani, mercoledì Beppe ha superato anche lui se stesso toccando il 29% di share e gli otto milioni di ascolto. E non è tutto qui. Il giovedì successivo - sempre in prima serata su RAI1 - si sono riaffacciati al video Terence Hill e Nino Frassica per l’ultima puntata del “Don Matteo 8” della Lux Vide, programma in recente progressiva crescita. Due gli episodi della serata. Il primo “Tradimenti” ha fatto incassare la bellezza di 8.400.000 ascolti. Che poteva volere di più Viale Mazzini? E invece RAI1, incontentabile, ha messo subito in campo la prima puntata di un serial della stessa Lux Vide, Produttore Luca Bernabei. La fiction, dal titolo “Che Dio ci aiuti !” è partita col primo numero giovedì 15 dicembre. Qualcuno ha subito sentenziato: ”Sarà il seguito di Don Verdetto finale Matteo”. E non aveva tutti i torti. Intanto perché la nuova serie aveva preso il posto di quella trasmissione e cioè il giovedì, ma poi - soprattutto - per il fatto che la nuova fiction fa vivere i suoi personaggi più che altro in un ambiente il convento - dove, nonostante la modernità delle iniziative di Suor Angela (Elena

Anna Maria Cerrato

di Sandro BALDONI

Sofia Ricci) e le dure inchieste di un commissario di Polizia (Massimo Poggio) si respira atmosfera anche più umana e spirituale di quella della canonica di Gubbio.

E poi, ancora - televisione nella televisione - in quanto la Superiora del convento e Suor Angela, investono con l’auto, ma senza conseguenze, nientemeno che Don Matteo, instancabile ciclista. “Che Dio ci aiuti!” ha preso un bello slancio con 7 milioni di Auditel e si è poi mantenuta sulla media dei 6 milioni Una serie insomma di successi tutti concentrati nell’arco di poche settimane che ha pochi precedenti nella storia della RAI. Dopo la bella partenza il tono della produzione è calato un po’, ma nella media ha mantenuto un netto vantaggio sulla concorrenza. Questo lo dobbiamo a tutta una serie di buoni programmi. Da segnalare nel tratto di stagione in esame “Tutti pazzi per amore” (sempre su RAI 1 in prima serata) che ha settimanalmente garantito i suoi 5 milioni fissi di ascoltatori fino a Capodanno. Ha fatto bene la sua parte anche “Che tempo che fa” da sempre sotto la guida di Fabio Fazio (RAI3). Non solo ha incassato fino a 4 milioni di ascolti, ma ha diffuso soprattutto cultura, cogliendo occasioni del tutto particolari nella scelta degli interviChe tempo che fa

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ROVIGO - IL DIVISIONISMO. La luce del moderno. Una grande mostra dedicata al divisionismo, il movimento italiano che si differenzia dai francesi per i filamenti frastagliati spesso sovrapposti, per lo spiritualismo, il simbolismo, la luce, il colore, le emozioni. Sono in mostra gli esponenti più noti: Nomellini, Previati, Segantini, Morbelli, Pellizza da Volpedo. Palazzo Roverella 25 febbraio-24 giugno orario: 9-1, sabato e festivi 9-20, lunedì Chiuso. FORLI’ – WILDT. L’anima e le forme tra Michelangelo e Klimt. Grandi capolavori ricostruiscono il percorso scultoreo e grafico dell’artista che esaltò la purezza del marmo ispirandosi a grandi opere di artisti del passato, da Fidia a Canova, e di suoi contemporanei, rappresentati

mo s t r e

in mostra in un dialogo e confronto. Musei S.Domenico 28 gennaio-17 giugno orario: 9.30-19, sabato e domenica 9.3020, lunedì chiuso.

ROMA – GUERCINO. 1591-1666 Capolavori da Cento e da Roma. Le opere in mostra illustrano il percorso artistico del pittore emiliano dagli anni giovanili a Cento, fondati sulla natura, agli anni romani al seguito dei bolognesi Carracci in cui persegue un intenso classicismo che coltiva anche in seguito con delicate cromie e raffinata eleganza formale. Palazzo Barberini 16 dicembre-29 aprile orario 9-19, lunedì chiuso. ROMA – I BORGHESE E L’ANTICO. Tornano nella loro sede originaria sessanta capolavori di arte antica che appartenevano al Cardinale Borghese, venduti a Napoleone, dati in

stati. Meravigliosa infatti l‘accoppiata Luciana Littizzetto - Franca Valeri invitata in studio perché l’indimenticabile “vecchia” Franca - nonostante una certa difficoltà nell’esprimersi che l’affligge da qualche tempo - potesse illustrare il contenuto di un ironico libretto sull’educazione delle fanciulle scritto a quattro mani, (incredibile!) con la “turbolenta” Luciana. Auguri, ancora, a Veronica Maya, gradevole ed efficace animatrice di “Verdetto finale” (RAI1) che quotidianamente raffronta nel suo tribunale televisivo, il parere legale del giudice De Bonis con il verdetto di una giuria chiamata a sentenziare su contrasti per lo più famigliari. Fino all’inizio delle Feste Natalizie Veronica, nonostante fosse in dolce attesa, è ri-

masta in campo portando la rubrica grazie anche alla professionalità degli avvocati - più di una volta nella lista dei programmi preferiti. Ora è stata sostituita da Tiberio Timperi. Ma a proposito di auguri vogliamo chiudere ricordando lo spettacolo in attesa dell’Anno Nuovo presentato al Palasport di Aosta da Carlo Conti. Ha mancato di poco gli 11 milioni di partecipanti dal video alla festosa kermesse. Don Don Matteo Matteo 88

prestito in occasione del 150° anniversario dell’Unità d’Italia dal Museo del Louvre per la eccezionale mostra. Galleria Borghese 7 dicembre-9 aprile orario: 9-1, lunedì chiuso. NAPOLI – FAUSTO MELOTTI. Sono in mostra oltre duecento opere dagli anni trenta alle ultime opere del grande scultore che ha coniugato la tradizione classica con le avanguardie contemporanee: sculture in gesso, in ceramica, in terracotta, in inox, oltre a bozzetti e disegni. Museo Madre 16 dicembre-9 aprile orario: 10.30-19.30, domenica 9.30-23, martedì chiuso.

CATANZARO – ENZO CUCCHI L’artista ha realizzato per il museo di Catanzaro un progetto inedito con oltre cinquanta opere tra dipinti, sculture e ceramiche degli ultimi tre anni, di grande tensione emotiva, in un allestimento sofisticato con forme e materiali eterogenei che culminano in una grande installazione. Marca 17 dicembre-1° aprile orario:9.3013/16-20.30, lunedì chiuso.


RAIFLY 6-2011 - 1-2012