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Brani scelti dalla Divina Commedia raccontati da Claudio Elliott

Nato a Firenze, è considerato il padre della lingua italiana. Le sue opere più importanti sono “La Vita Nuova”, il “Convivio”, il “De Vulgari Eloquentia e “La Divina Commedia”.

Claudio Elliott Nato a Griffith (Australia), è stato docente di lettere nelle scuole medie. È scrittore di libri per bambini e ragazzi per diversi editori e formatore in corsi di aggiornamento per docenti.

La Divina Commedia è il capolavoro della letteratura medievale, che ha dato i natali alla lingua italiana e ha reso il nome di Dante Alighieri famoso in tutto il mondo. Concepito come un lungo viaggio nei tre regni ultraterreni, l’Inferno, il Purgatorio e il Paradiso, è un poema di altissimo valore artistico, storico e teologico. La scrittura dantesca, ruvida o delicata a seconda del tema trattato, si incide con lettere di fuoco nella memoria dei lettori per il pathos che trasmette e per la sua profondità. Le situazioni e i personaggi assumono una grandiosa potenza evocativa, capace di stupire dopo secoli dalla stesura dell’opera. Qui si presenta una nuova versione del testo dantesco, accattivante e moderna, che alterna versi originali a brani adattati in modo preciso e mai banale.

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“Fatti non foste a viver come bruti...”

Completano la lettura: Approfondimenti finali Fascicolo di comprensione del testo Schede interattive su www.raffaellodigitale.it

Il libro è dotato di approfondimenti e schede didattiche on line

Questo volume sprovvisto del talloncino a fronte è da considerarsi copia di SAGGIO-CAMPIONE GRATUITO, fuori commercio. Esente da I.V.A. (D.P.R. 26-10-1972, n°633, art. 2 lett. d).

Nel mezzo del cammin Brani scelti dalla Divina Commedia raccontati da Claudio Elliott

Nel mezzo del cammin

Dante Alighieri

Dante Alighieri I CLASSICI

Nel mezzo del cammin

Dante Alighieri

Dante Alighieri

www.raffaellodigitale.it www.grupporaffaello.it

€ 9,00


Collana di narrativa per ragazzi


Editor: Paola Valente Coordinamento di redazione: Emanuele Ramini Impaginazione: AtosCrea Illustrazione di copertina e interne: Danilo Loizedda Approfondimenti: Claudio Elliott Schede didattiche: Redazione Raffaello Ufficio stampa: Salvatore Passaretta

I Edizione 2017 Ristampa 7 6 5 4 3 2 1 0

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Tutti i diritti sono riservati © 2017 Raffaello Libri S.p.A. Via dell’Industria, 21 60037 - Monte San Vito (AN) www.grupporaffaello.it info@ilmulinoavento.it www.ilmulinoavento.it Printed in Italy

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Dante Alighieri

Nel mezzo del cammin Brani scelti dalla Divina Commedia raccontati da

Claudio Elliott Illustrazioni di

Danilo Loizedda


e n o i z a t n Prese


Presentazione

L’OPERA

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a Divina Commedia è un poema scritto da Dante Alighieri in lingua volgare toscana. In origine si chiamava con il titolo latino di Comedia; l’aggettivo Divina, attribuito da Boccaccio, che lo avrebbe utilizzato durante le sue letture pubbliche nelle chiese di Firenze, viene usato solo a partire dalle edizioni a stampa. Infatti al tempo di Dante, e fino alla fine del Quattrocento, l’opera fu trascritta a mano dagli amanuensi, con tutto ciò che ne consegue, tra cui errori di distrazione o di vera e propria copiatura, macchie di inchiostro che coprono alcune parole, errori di interpretazione della grafia di altri amanuensi. L’11 aprile del 1472, pochi anni dopo l’invenzione dei caratteri mobili da parte di Gutenberg, venne stampata la prima copia della Divina Commedia, a Foligno, in ottocento copie. Oggigiorno ne rimangono una quindicina, che hanno un valore inestimabile. Fu nel 1555, nell’edizione a cura di Ludovico Dolce, che comparve il titolo con cui conosciamo il capolavoro dantesco: Divina Commedia. Composta tra il 1304 e il 1321, anno della morte del poeta a Ravenna, l’opera è uno dei più grandi capolavori della letteratura universale, conosciuta, tradotta e studiata in tutto il mondo. Il poema ebbe immediatamente uno straordinario successo di pubblico, tanto che era letto nelle piazze e nelle chiese, dapprima a Firenze, poi nel resto d’Italia. Da più parti ne venivano richieste copie. Il testo, del quale non si possiede l’originale scritto di suo pugno (pensate come sarebbe prezioso!), fu allora trascritto a mano in un grande numero di copie. 7


Presentazione

Il poema è diviso in tre parti, chiamate cantiche (Inferno, Purgatorio e Paradiso), ognuna delle quali composta da 33 canti (tranne l’Inferno, che contiene un ulteriore canto di introduzione, per cui il totale è di 100 canti). Tutti i canti sono scritti in terzine incatenate di versi endecasillabi, cioè i versi di undici sillabe rimano in modo alternato, proprio come nel celebre inizio della Divina Commedia: Nel mezzo del cammin di nostra vita A mi ritrovai per una selva oscura, B ché la diritta via era smarrita. A Ahi quanto a dir qual era è cosa dura B esta selva selvaggia e aspra e forte C che nel pensier rinova la paura! B Tant’ è amara che poco è più morte. C Questo schema si trascrive così: A B A B C B C, ed è costante in tutta l’opera. La lunghezza di ogni canto va da un minimo di 115 versi a un massimo di 160; l’intera opera è formata complessivamente di 14.233 versi. La Divina Commedia è dunque superiore in lunghezza sia all’Eneide di Virgilio (9.896 versi), sia all’Odissea di Omero (12.100 versi). Il poeta racconta di un suo viaggio attraverso i tre regni ultraterreni (Inferno, Purgatorio, Paradiso) che lo condurrà fino alla visione di Dio e della Santissima Trinità. Durante il cammino avrà al suo fianco il poeta latino Virgilio, nell’Inferno e nel Purgatorio; giunto alle soglie del Paradiso Terrestre, Virgilio abbandonerà il poeta fiorentino e alla guida di Dante si porrà un altro poeta latino, Stazio, che lo condurrà nel Paradiso Terrestre; qui sarà accolto prima da Matelda e poi da Beatrice, che lo accompagnerà in Paradiso, dove avrà come ulteriore guida San Bernardo. 8


Presentazione

La Divina Commedia risente di una forte ispirazione religiosa, con un fine morale: come il poeta viaggia attraverso Inferno, Purgatorio e Paradiso, così gli uomini compiono il loro viaggio su questa terra attraverso i peccati gravi e i dispiaceri (l’Inferno), gli errori veniali a cui si può rimediare (il Purgatorio), il bene e le gioie (il Paradiso). Il linguaggio di Dante – il volgare fiorentino, a quell’epoca ancora poco usato in opere di ampio respiro – è basato su ciò che il poeta vede e pensa, con immagini a tinte fosche e scure nella prima Cantica, dove i peccatori non vedono mai la luce se non quella delle fiamme; le tinte diventano meno cupe e i pensieri meno opprimenti nel Purgatorio, per poi esplodere in uno sfolgorìo di luce gioiosa nel Paradiso.

di Michelino, 1465 Dante ed i tre regni, Domenico

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Presentazione

L’INFERNO

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’Inferno è una profonda buca a forma di imbuto che si apre esattamente sotto Gerusalemme e raggiunge il centro della terra. Questa cavità infernale era nata dalla fuga delle terre atterrite al contatto con il corpo maledetto dell’angelo ribelle, Lucifero, e delle sue schiere, cadute dal cielo dopo l’insurrezione contro Dio. È composta da nove cerchi, in ognuno dei quali sono poste le anime dei peccatori. Dopo il limbo (primo cerchio), in cui sono le anime di chi non ha conosciuto Cristo, viene il secondo cerchio, quello dei lussuriosi. Nel terzo cerchio vi sono i golosi, nel quarto gli avari e prodighi, nel quinto gli iracondi e gli accidiosi, nel sesto gli eretici, nel settimo i violenti, nell’ottavo chiamato Malebolge, sono puniti i ladri e i cattivi consiglieri ed è composto da dieci fossati divisi da muretti sormontati da ponticelli, nel nono sono sistemati i traditori. Sul fondo dell’Inferno è conficcato nel ghiaccio Lucifero, l’angelo che osò ribellarsi a Dio. Al di sotto di lui, si estende la burella, un corridoio lungo e stretto che attraversa le viscere dell’emisfero australe e arriva fino al Purgatorio. Dante e Virgilio camminano girando lungo i cerchi che pian piano si spingono a spirale giù in profondità. Man mano che si scende, i cerchi si restringono. I cerchi più grandi si trovano più in alto perché più diffuso è il peccato che in essi è punito e maggiore è il numero dei peccatori condannati. Più si scende nella buca infernale, più si è lontani da Dio e quindi maggiore è la gravità del peccato punito. I peccatori sono castigati con la cosiddetta legge del contrappasso, cioè una pena opposta al loro peccato. Gli indovini, per esempio, che predicevano il futuro guardando avanti nella vita degli altri, camminano all’indietro perché non possono guardare avanti.

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Presentazione

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Presentazione

IL PURGATORIO

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l Purgatorio, nella concezione di Dante, è una montagna altissima che si trova su un’isola al centro dell’emisfero australe, totalmente invaso dalle acque, esattamente all’opposto di Gerusalemme che si trova al centro dell’emisfero boreale. Quando Lucifero piombò sulla Terra creando l’Inferno a forma di imbuto, le terre che aveva spostato crearono, ritraendosi, una montagna dall’altra parte del globo.

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Presentazione

È suddiviso in sette cornici, in cui si scontano i sette peccati capitali. Nella prima cornice, Dante e Virgilio incontrano i superbi, nella seconda gli invidiosi, nella terza gli iracondi, nella quarta gli accidiosi, nella quinta gli avari e i prodighi, nella sesta i golosi e nella settima i lussuriosi. In apertura è situato l’Antipurgatorio (sulla spiaggia e sulle prime balze della montagna) e in chiusura, sulla sua cima, il Paradiso terrestre, che ha l’aspetto di una foresta rigogliosa con fiori e piante, popolata di figure allegoriche. Ogni cornice ha come custode un angelo, e precisamente: – gli angeli dell’umiltà (opposta alla superbia) – della misericordia (opposta all’invidia) – della mansuetudine (opposta all’ira) – della sollecitudine (opposta all’accidia, cioè alla pigrizia) – della giustizia (opposta all’avarizia e allo spreco dei beni terreni) – dell’astinenza (opposta alla gola) – della castità (opposta alla lussuria) In ogni cornice, inoltre, i peccatori hanno sotto gli occhi esempi del loro vizio punito e della virtù opposta. Le anime del Purgatorio sono già salve, ma prima di arrivare al Paradiso, per espiare i propri peccati devono salire il monte come facevano ai tempi di Dante i pellegrini che per penitenza partivano per Roma o per Santiago de Compostela. Ogni anima dovrà perciò percorrere tutto il cammino e purificarsi in ogni cornice del peccato corrispondente. Libere da tutti i peccati, come Dante dopo il suo viaggio, le anime possono accedere al Paradiso.

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Presentazione

IL PARADISO

Il Paradiso è composto da nove cerchi concentrici, al cui centro

sta la Terra; in ognuno di questi cieli, dove si trova un pianeta, risiedono i beati, piĂš vicini a Dio a seconda del loro grado di beatitudine. 14


Brani scelti dalla Divina Commedia raccontati da Claudio Elliott

Nato a Firenze, è considerato il padre della lingua italiana. Le sue opere più importanti sono “La Vita Nuova”, il “Convivio”, il “De Vulgari Eloquentia e “La Divina Commedia”.

Claudio Elliott Nato a Griffith (Australia), è stato docente di lettere nelle scuole medie. È scrittore di libri per bambini e ragazzi per diversi editori e formatore in corsi di aggiornamento per docenti.

La Divina Commedia è il capolavoro della letteratura medievale, che ha dato i natali alla lingua italiana e ha reso il nome di Dante Alighieri famoso in tutto il mondo. Concepito come un lungo viaggio nei tre regni ultraterreni, l’Inferno, il Purgatorio e il Paradiso, è un poema di altissimo valore artistico, storico e teologico. La scrittura dantesca, ruvida o delicata a seconda del tema trattato, si incide con lettere di fuoco nella memoria dei lettori per il pathos che trasmette e per la sua profondità. Le situazioni e i personaggi assumono una grandiosa potenza evocativa, capace di stupire dopo secoli dalla stesura dell’opera. Qui si presenta una nuova versione del testo dantesco, accattivante e moderna, che alterna versi originali a brani adattati in modo preciso e mai banale.

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Nel mezzo del cammin

Dante Alighieri

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Nel mezzo del cammin - Estratto  

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