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Il Corsaro Nero La grande avventura del mare adattata da Elisa Cordioli

I CLASSICI

Emilio Salgari


Collana di narrativa per ragazzi


Editor: Paola Valente Coordinamento di redazione: Emanuele Ramini Impaginazione: AtosCrea Illustrazione di copertina: Elena Mellano Approfondimenti: Paola Valente Copione per drammatizzazione: David Conati Ufficio stampa: Francesca Vici

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Emilio Salgari

Il Corsaro Nero Adattato da

Elisa Cordioli


Capitolo

1

Temi tu la morte?

V

– oi, in barca, fermatevi o vi colo a picco! L’imbarcazione si arrestò. Carmaux e Wan Stiller cercarono con lo sguardo, nel buio della notte, da dove fosse giunto l’ordine. I due uomini, con visi spigolosi e imbruttiti da ispide barbe e capelli arruffati, portavano cappelli di feltro rovinati dal tempo, camicie stracciate e pantaloni strappati. Logore fasce rosse sorreggevano in vita delle grosse pistole. La voce di prima echeggiò di nuovo: – Chi siete? Wan Stiller salì sulla prua della barca e gridò: – Vuoi sapere chi siamo? Se hai coraggio vieni qui! Ti faremo assaggiare le nostre pistole! La frase presuntuosa non irritò la persona che rispose: – I coraggiosi vengano a noi, i Fratelli della Costa! I due marinai esultarono. – Che mi venga un colpo! Solo un uomo potrebbe spingersi fin sotto i forti spagnoli! – esclamò Carmaux felice. – Chi? – domandò l’amico. – Il Corsaro Nero con la sua Folgore – sentenziò il marinaio. Carena stretta, poppa e prua molto alte, dodici bocche di fuoco pronte ad affondare chiunque si mettesse contro, la Folgore era un’imbarcazione potente e veloce. Un veliero in grado di volare sull’acqua per dare la caccia ai galeoni spagnoli carichi di tesori dell’America Centrale e del Messico. La piccola barca si avvicinò al veliero. 5


Capitolo 1

Un marinaio, alla luce di una lanterna, gettò loro una fune con la quale legarono la scialuppa e, con l’agilità di un gatto, saltarono a bordo. – Chi siete? – reggendo una lanterna l’uomo fissò i due marinai. Alle sue spalle altri due individui li tenevano sotto tiro con dei fucili. – Per Giove! Non si riconoscono gli amici? – esclamò Carmaux. – Che uno squalo mi mangi vivo! Ecco due tornati dal regno dei morti! Carmaux e l’amburghese Wan Stiller! – disse l’uomo con la lanterna. – Vi si credeva morti alla Tortuga! Gli uomini si guardarono sogghignando. In quel momento un uomo, completamente vestito di nero, dalla penna del cappello fino agli stivali, curato nell’aspetto e nell’abbigliamento, scese le scale. Il viso quasi marmoreo, con la barba curata, aveva lineamenti regolari, labbra piccole, un naso aggraziato, occhi neri e profondi. Il suo portamento aristocratico lo faceva apparire elegante. Aveva però qualcosa di funereo, oltre che nei vestiti anche nell’aspetto. Carmaux e Wan Stiller mormorarono all’unisono: – Il Corsaro Nero! Il comandante non cambiò espressione e chiese: – Chi siete? – Siamo filibustieri di Tortuga, due Fratelli della Costa – rispose Carmaux. – Veniamo da Maracaibo. – E siete sfuggiti agli spagnoli? – Certo comandante. Eravamo dell’equipaggio del Corsaro Rosso! Il Capitano trasalì. – Eravate membri del legno di mio fratello? Il Corsaro Nero non diede il tempo di rispondere, afferrò il braccio dell’uomo conducendolo in una piccola cabina illuminata da una candela. – Ora parlerai – disse. Nessuno lo aveva mai visto così, pallido in volto e titubante nei gesti. Dopo un lungo silenzio chiese: – Me lo hanno ucciso, vero? 6


Temi tu la morte?

Carmaux lo osservò in silenzio. Poi con voce risoluta aggiunse: – Sì, come l’altro vostro fratello, il Corsaro Verde. Un urlo selvaggio uscì dalla bocca del Capitano. – L’hanno impiccato. Oggi alle dodici. Ma è morto da corsaro! – continuò il marinaio. – Mentre il laccio stringeva ha sputato in faccia al Governatore Wan Guld. L’uomo iniziò camminare avanti indietro come un cane in gabbia. – Un fratello ucciso a tradimento e due impiccati. Vendetta! Ora sarà solo vendetta! Quello sporco Governatore! Morirà lui e tutta la sua famiglia! Dopo aver lasciato sfogare il Capitano, Carmaux raccontò che stavano navigando verso Maracaibo per vendicare la morte del Corsaro Verde quando un uragano aveva sorpreso l’imbarcazione distruggendola. Solo un piccolo numero di marinai aveva raggiunto la costa. Stanchi e malridotti, sotto la guida del loro Capitano, avevano deciso di nascondersi nelle paludi ma un gruppo di trecento spagnoli li aveva sorpresi. Il Corsaro Rosso era stato riconosciuto e risparmiato per essere appeso alla forca. Lui e Wan Stiller erano riusciti a fuggire. – E mio fratello è morto! – mormorò il Corsaro Nero con una calma terribile. – L’ho visto come vedo voi ora, appeso alla forca e vi rimarrà per tre giorni. Il Capitano si fermò bruscamente e fissando l’uomo chiese: – Temi tu la morte? – No – rispose Carmaux con tono deciso. – Mi seguiresti? – incalzò il Corsaro. – Ovunque! – dichiarò il filibustiere. – Bene! Questa notte tu, il tuo compagno e io entreremo a Maracaibo e recupereremo il corpo di mio fratello.

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Capitolo

2 La foresta di mangrovie

C

armaux avvertì il compagno dell’imminente impresa e ordinò di mettere in acqua la loro barca con fucili e sciabole per tre uomini. Intanto il Corsaro Nero si presentò sul ponte. – Partiamo! – Siamo pronti! – rispose Carmaux. Si imbarcarono su una scialuppa e dopo un’ora di silenzio, interrotto solo dai remi che infrangevano le acque del golfo, il Corsaro Nero indicò: – Maracaibo. Carmaux propose di attraccare in un posto tranquillo dove avrebbero nascosto l’imbarcazione senza essere visti dalle guardie doganali. Il Corsaro Nero non disse nulla, continuando a fissare la luce fioca del faro che segnalava la costa. Giunti nel luogo proposto dai marinai, una piccola insenatura nella quale crescevano enormi piante acquatiche, la barca si arenò permettendo al Capitano di scendere e di legarla a un ramo. – Prendete solo le vostre pistole – ordinò. I due uomini fecero sì con la testa. – La città di Maracaibo si trova oltre questa boscaglia – sottolineò Carmaux. – Sarebbe un azzardo entrare in città di giorno. Il Corsaro Nero rimase alcuni istanti immobile e silenzioso, poi riprese: – Conoscete qualcuno di cui ci si possa fidare? 8


La foresta di mangrovie

– Sì, l’uomo che ci ha dato la barca. Vive al limitare della boscaglia – dichiarò Carmaux. La foresta era un intricato labirinto di rami, tronchi e liane che impedivano di vedere il cielo. Il terreno paludoso rendeva difficile l’avanzare dei filibustieri. Nella boscaglia vivevano giaguari e serpenti, ma anche spie degli spagnoli pronte a tradire chiunque si addentrasse in quelle terre. A un certo punto, Carmaux alzò un braccio e i tre si fermarono immediatamente. Attesero in silenzio poi ripresero il cammino, quando il Corsaro Nero sentì un altro fruscio. – Fermi! Qui c’è qualcuno! – sussurrò. Immediatamente, con un balzo fulmineo, il Capitano saltò in mezzo alla boscaglia e disarmò un uomo senza nemmeno dargli il tempo di rendersene conto. – Se ti muovi, diventerai mangime per i pesci! – lo minacciò il Corsaro. L’ostaggio non aveva più di trent’anni, indossava lunghi stivali neri e una casacca gialla, con pantaloni a righe rosse che avevano visto giorni migliori. Il viso terrorizzato era incorniciato da un’ispida barba rossiccia. – Un soldato spagnolo! – gridò Wan Stiller. – Impicchiamolo! – No – dichiarò il Corsaro Nero e pungolando il prigioniero con la spada ordinò: – Ora parlerai. – Con dei filibustieri? Mai. – Non sai con chi stai parlando! – mugugnò Wan Stiller. – Lui è il Corsaro Nero! – La mia vita è già finita! Carmaux ridendo commentò: – Ha del coraggio lo spagnolo… – Ti ho promesso la vita, parla – concluse il Corsaro. Il soldato sgranò gli occhi. – Siete venuto a vendicare vostro fratello? – Sì e se non parlerai ti ucciderò e sterminerò chiunque si trovi sulla mia strada – rispose con voce cupa. 9


Capitolo 2

– È inutile, sono già morto! – mormorò l’uomo. Il Capitano allora disse con voce solenne: – Sono un uomo di parola e se ho detto che non morirai, così sarà.

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Il Corsaro Nero - ESTRATTO  

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