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ANNO I – NUMERO I - www.salottodeisingles.it -

mercoledì 02 aprile 2008

Benvenuto nel nostro giornalino!

G

entile amico, gentile amica, lascia che ti dia il benvenuto in questo spazio invitante e accogliente. Mi chiamo Adriana e da diversi anni dirigo il “Salotto dei Singles”, da poco tempo ho ideato un giornalino on line accessibile a tutti, dove si può dialogare continuamente scambiando idee ed esperienze, portando il proprio contributo e trovare cuori e menti in ascolto. “Confidenzialmente Singles” vuole essere uno spazio aperto ma “sacro”, dove donne e uomini vengono accolti e trattati con la stessa importanza e attenzione, dove si dà il benvenuto e si incoraggiano tutti i tipi di talenti e abilità, dove si accettano tutti i vissuti e si ascoltano tutte le esperienze. Vuole essere uno spazio interattivo dove tu, gentile amica o amico, offri il tuo contributo con articoli riguardanti temi che ti stanno a cuore e condividere esperienze vissute ed emozioni. Particolare attenzione verrà rivolta alla donna, alla sua condizione, alla sua storia, alle sue vicissitudini in modo tale da colmare la lacuna formatasi nei secoli. Riappropriandoci via via

dello spazio e della storia al femminile, perché, proprio come accade in natura, il nostro obiettivo è quello di raggiungere l'equilibrio e l'armonia. Spazio particolare sarà dato anche all'uomo, alla riscoperta della sua sensibilità riposta nel tempo in luoghi sempre più segreti e inaccessibili. Quello che vorrei fare con questo spazio è riappropriarci di un equilibrio ormai perduto, soprattutto del rapporto con noi stessi che poi si riflette nelle relazioni con gli altri. Non possiamo relazionarci agli altri se il nostro equilibrio non è profondamente sereno. Voglio dunque dare spazio a tutto ciò che può contribuire a raggiungere questi obiettivi con voi, dal benessere psicofisico, all'espressione artistica in tutte le sue forme: dalla musica, alla pittura, alla danza e a tutto ciò che può essere creativo e vivo contribuendo a sviluppare e consolidare l'amore per il nostro benessere. Solo l'amore per noi stessi di riflesso si espande e raggiunge l'altro cambiando in meglio il nostro futuro immediato. Perciò caro amica e caro amico vi auguro una buona lettura e vi

esorto a contattarmi e a condividere con me le vostre storie di vita, sia sotto forma di articolo, oppure tramite lettere, indirizzate alla rubrica: “Confidenzialmente Singles” a cui sarò piacevolmente pronta a rispondervi. Un abbraccio sincero. Adriana dei Singles.

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lla scoperta di un nuovo mondo: le artiste donne nella storia.

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el campo dell’arte come nella musica e in molti altri, persiste l’idea per cui questo è ancora territorio per lo più maschile, da qui l’importanza di riportare a galla quella che è la nostra storia di cui nessun organo ufficiale parla, né tanto meno viene insegnata nelle scuole, una storia che ci appartiene e di cui sappiamo ancora poco: la storia dell’arte dal punto di vista femminile. L’arte figurativa


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e plastica è piena di esempi di donne artiste, vissute in tutte le epoche, con una loro storia da raccontare, con una loro visione del mondo da esprimere e da condividere, donne che hanno resistito alla logica ferrea e repressiva della loro epoca e che hanno scelto di seguire la loro potente vocazione, i cui frutti ancora possiamo godere oggi, a distanza di secoli, e dalle quali tanto possiamo imparare. Per quanto riguarda il nostro occidente, già Plinio il Vecchio parlava di un nutrito gruppo di pittrici greche, tra cui Timarete, “che disdegnava i doveri delle donne e praticava le arti del padre”, divenuta famosa per un pannello ritraente la dea Diana che era tenuto a Efeso. Eirene, Kalypso, Aristarete, Olimpia e Iaia, o Marzia, vissuta nel secondo secolo A.C., che non si sposò mai e che divenne una pittrice molto famosa nel suo tempo. Ritraeva quasi esclusivamente donne e scolpiva anche immagini in avorio. Si dice che guadagnasse molto di più dei suoi colleghi uomini. Sfortunatamente, di queste meravigliose artiste non sopravvive alcuna opera, sebbene di Marzia esista un ritratto immaginario in un codice miniato del quindicesimo secolo. Da qui si passa al V secolo D.C., nell’Europa altomedievale che si rilevò come un terreno molto fertile per l’arte delle donne. Contrariamente a ciò che si pensa, nell’Alto Medioevo uomini e donne

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lavoravano insieme in diversi campi: dalle miniature ai ricami, come dimostrano certi bassorilievi dell’epoca che ritraggono scene di vita quotidiana. Altri documenti dimostrano che le donne erano anche fabbricanti di birra, macellai, mercanti di lana e fabbri. In particolare le artiste erano di un tipo di estrazione sociale che garantiva loro una libertà maggiore rispetto alle donne del popolo e alle contadine: erano per lo più aristocratiche o religiose. Non si può trascurare l’importanza che il convento aveva in questo periodo, soprattutto per le donne: in molti casi la vita religiosa per le donne era una delle rare occasioni per vivere una vita intellettuale o artistica, libere dai doveri e dal giogo della vita familiare e dei ruoli di moglie e madre che imponeva la società del tempo. Il convento non solo era un luogo protetto, ma anche un luogo dove si potevano coltivare i propri talenti senza dover preoccuparsi dell’aspetto materiale della vita. Alla storia sono passate donne come Santa Melania, vissuta nel V secolo, lodata e famosa per la velocità, la precisione e la bellezza del suo lavoro calligrafico, ma anche Guda, nel XII secolo, copista e miniaturista tra l’altro di un libro di omelie che non solo firmò ma in cui introdusse un’immagine di lei mentre afferra una delle lettere iniziali – forse per assicurarne la maternità?- e ancora Clarizia,

forse vissuta nel tredicesimo secolo, famosa per essersi ritratta mentre dondola su una lettera “Q” da lei dipinta su un codice, o Maria Ormani, che si autoritrae in una pagina di un breviario da lei illustrato e terminato nel 1453.

Illustrazione 1: Maria Ormaini: breviario autografo del 1453. L’arte della calligrafia e della miniatura come possiamo immaginare era importantissima in un’epoca in cui non esisteva la stampa, e molti di questi artisti avevano raggiunto grandissima fama, ed erano soprattutto donne e uomini religiosi. Ende, famosa pittrice e scrittrice spagnola del decimo secolo, firmò un manoscritto romanico spagnolo che illustrava la fine del mondo in questi termini: Ende pintrix et dei aiutrix - pittrice e serva di Dio. Altre badesse passarono alla storia per le loro qualità di artiste, di scrittrici e pittrici ben consolidate. In questo senso possiamo dire che l’Alto Medioevo fu un periodo d’oro per le donne artiste; già dall’undicesimo secolo le cose cambiarono a causa delle riforme gregoriane e dell’ascesa del feudalesimo, e le donne


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subirono restrizioni e castrazioni che non esistevano prima; iniziò anche il graduale declino dei conventi e dei monasteri e di conseguenza le donne iniziarono a perdere il potere che avevano acquisito in queste isole felici. Il potere iniziò a passare agli abati, che controllavano indifferentemente sia i monasteri che i conventi, sottraendo dunque potere e libertà alle donne. La nostra storia continuerà nel prossimo numero. (A.Z.)

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no sguardo alla storia delle donne musiciste

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a conoscenza della musica composta da uomini e fatta dagli uomini è accessibile a tutti; è messa in scena, suonata, studiata e ascoltata da moltissimi. Ma quello che si ignora, ed è un tipo di ignoranza che ci impoverisce tutti, è che la storia della musica è piena di donne, che hanno scritto, composto, suonato, cantato; e questo in tutti i luoghi e tutti i tempi. Solo che a tutt’oggi, nel civilissimo ed avanzatissimo XXI secolo, non ci sono opere composte da donne che riempiono i teatri del mondo, si conoscono a malapena pochi nomi e poche notizie biografiche, senza parlare della loro produzione artistica. Questa serie di articoli

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vuole far tornare a vivere questo mondo sconosciuto e raccontarlo alle nostre lettrici e ai nostri lettori: affinché si faccia luce su un mondo che per troppo tempo è rimasto nell’oscurità e per certi versi lo è tuttora. E’ importante anche che si parli di questo in una realtà, almeno quella italiana, in cui si assiste sensibilmente a una voga reazionaria affatto piacevole: sarebbe bello pensare che poche righe possano strappare per qualche ora qualche donna dalla cucina, dai lavori domestici, dalla cura dei bambini o peggio dalla televisione per farla riappropriare di un pezzo della sua storia che le è stata sottratta e nascosta. In questo sentiero affascinante e poco battuto ci soffermeremo in particolare sulla storia delle donne musiciste in Italia: il mio ringraziamento di cuore va a Patricia Adkins Chiti, il cui contributo è stato assolutamente fondamentale lungo questo percorso. La Musica, etimologicamente e “storicamente” ha sempre goduto di una cospicua presenza femminile: il termine, derivato dal greco Musiké, significa l’insieme delle arti sacre alle Muse, divinità protette da Apollo che soprintendevano alla musica strumentale, vocale, corale, alla danza, alla poesia. Divinità femminili dunque, che proteggevano le arti in cui la musica spiccava tra le altre. La prima donna musicista “italiana” di cui abbiamo notizie è Calpurnia, moglie di

Plinio il Giovane, romana. Nell’antica Roma la musica rivestiva grande importanza ed era molto amata, ma alle donne era concesso di praticarla soltanto all’interno delle mura domestiche o in occasione di particolari rituali o festività religiose. Ai primi tempi dell’epoca cristiana le donne partecipavano attivamente alle liturgie ma ben presto fu proibito loro di partecipare con le loro voci. Nei conventi le suore cantavano le loro preghiere e in epoca medievale la figura della grande Ildegarda di Bingen fu un primo esempio di compositrice di musica sacra. In ambito profano esistevano, sempre in epoca medievale, almeno 17 trovatrici di cui si sa

Illustrazione 2: Ildegarda di Bingen. Compositrice di musica sacra. per certo componessero musica, sebbene sia giunta a noi soltanto una canzone di Beatrice de Dia. Nel Rinascimento e nel Seicento quasi tutte le nobildonne si dedicavano alla musica e raggiunsero anche grande successo, sia come cantanti che come strumentiste che come


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compositrici. È il caso delle Dame di Ferrara ad esempio, gruppo di virtuose del bel canto che davano oltre duecento concerti l’anno, per le quali grandi compositori come Luzzasco Luzzaschi, tanto per citarne uno, amava comporre. Ricordiamo anche Francesca Caccini, Antonia Bembo e Barbara Strozzi, compositrici anche di intere Opere. La Caccini fu in assoluto la prima compositrice di un melodramma. La Bembo addirittura raggiunse la carica di maestra di corte,

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teatri d’Europa. Sarebbe impossibile fare qui un elenco delle musiciste donne nella storia. Cercheremo via via di fare omaggio ad alcune di loro, nella speranza che riusciremo ad accendere qualche fiammella nel cuore di qualcuno e a suscitare quel desiderio di conoscenza e lo stimolo ad approfondire la scoperta di questo meraviglioso mondo delle donne nella musica. A.Z.

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ingles & solitudine: un prezioso momento di crescita

E Illustrazione 3: Francesca Caccini (compositrice) pubblicò il “Primo libro delle musiche” nel 1618. titolo che era riservato esclusivamente agli uomini. Il Settecento, l’Ottocento e il Novecento hanno visto un proliferare della presenza delle donne nella musica, a tutti i livelli. I compositori Handel e Mozart impazzivano letteralmente per le cantanti italiane, da loro ricercatissime e per le quali adattavano le arie delle loro opere; per tutto il Settecento le cantanti italiane girarono tutti i

ssere singles è spesso abbinato a un’idea di mancanza, di solitudine, di privazione. È un peccato, perché in realtà quello che viene solitamente chiamato solitudine, una condizione che – per il comune sentire si deve fuggire nel migliore dei casi , è una meravigliosa opportunità di crescita e di auto-conoscenza. Sono molte le ragioni per cui ci si ritrova ad essere singles: per scelta, per convinzione, per necessità, per caso. Sono molti anche i modi di vivere questa condizione; chi la vive con serenità, chi con gioia, con orgoglio, con convinzione, chi con amarezza, con rassegnazione, con disagio, quasi con un senso di vergogna e di

inadeguatezza.

Illustrazione 4: La solitudine può trasformarsi in crescita interiore L’esplosione che abbiamo visto in questi ultimi anni di questo fenomeno che è sempre più uno stile di vita è assolutamente unico in senso storico: tutte le società passate erano e sono tuttora basate su nuclei familiari più o meno estesi, che crescono attorno a coppie coniugate con figli. Ad oggi assistiamo invece a nuovi fenomeni che creano anche reazioni controverse: dalle coppie non sposate ma conviventi, alle famiglie estese, dove coniugi divorziati si uniscono in un nuovo matrimonio o in una convivenza e si uniscono anche i figli nati dai rispettivi matrimoni ed eventualmente dalla nuova unione. Sono situazioni alle quali ancora dobbiamo abituarci, ma che dietro la loro apparente difficoltà e complessità nascondono una grande possibilità di libertà e di illimitato scambio, se vissuti e nutriti con la dovuta sensibilità. Senza parlare poi


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dell’omosessualità, che negli ultimi anni ha conosciuto un grande fenomeno di esteriorizzazione, è uscita finalmente allo scoperto e si batte per la sua dignità ed i suoi diritti. Anche l’essere singles rientra in questa percorso diretto verso la libertà di scelta ed espressione, di ricerca e di riconoscimento della propria dignità. Ed è per questo che l’apparente solitudine che l’essere singles comporta – il fatto cioè di non avere un compagno o una

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compagna fissa al proprio fianco con cui condividere spazi e tempi - è in realtà una meravigliosa opportunità di crescita, un’occasione per stabilire finalmente un rapporto sano, profondo e sincero con noi stessi. Quanti nello scegliere una vita di condivisione con un’altra persona lo fanno soprattutto per fuggire dalla chimera della solitudine, per colmare un vuoto di cui non si conosce né forma né contenuto, per non affrontare se stessi e le proprie

Salotto dei Singles Via Giggi Spaducci, 40 (Nomentana) Tel/Fax: 06-41222053 - 333/7806648 Sito: www.salottodeisingles.it Email: salottodeisingles@gmail.com

ombre? E quanto poi queste scelte non corrette si realizzano in fallimento del rapporto di coppia e sfocia in separazioni e divorzi? È bene dunque guardare alla condizione di singles con nuovi occhi e mente aperta, senza dimenticare che i singles anche a livello economico sono quelli che più portano benefici al nostro paese e alle altre nazioni del mondo occidentale. A.Z.


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