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Dissipati i timori di rischio di tumore per le protesi d’anca metallo-metallo Dott Raffaello Riccio www.raffaelloriccio.com

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Dissipati i timori di rischio di tumore per le protesi d’anca metallo-metallo

Non vi è alcuna prova che le protesi d’anca metallo-metallo aumentino il rischio di cancro, secondo un recente studio… Un recente studio su circa 41.000 pazienti non ha riscontrato alcun legame nei sette anni successivi all'intervento, come riportato dal British Medical Journal.


Ma i ricercatori - provenienti dalle università di Bristol e Exeter – ritengono necessario un follow-up a più lungo termine. Il rischio di cancro era solo uno dei timori legati agli impianti. Autorità di regolamentazione hanno già chiesto di monitorare da vicino i rapporti relativi ad elevate percentuali di insuccesso. Piccoli Ioni metallici di cobalto e cromo provenienti dagli impianti protesici e immessi nel circolo sanguigno, si teme possano provocare danni muscolari e scheletrici, e problemi neurologici.

I dati di un recente studio condotto nel Regno Unito, basato sul Registro Nazionale di Inghilterra e Galles, coivolgono 40,576 pazienti portatori di protesi d'anca metallometallo e 248,995 pazienti con protesi di altro tipo. Lo studio non ha trovato alcuna evidenza di un aumentato rischio di qualsiasi tipo di cancro nei pazienti coinvolti dallo studio. Tuttavia, i ricercatori affermano che "tenendo conto che alcuni tumori hanno un lungo periodo di latenza è importante studiare a più lungo termine i risultati e continuare a studiare gli effetti dell'esposizione ai metalli utilizzati in ortopedia". Il mese scorso, esperti che scrivono sulla rivista The Lancet hanno affermato che tutti gli impianti protesici metallo-metallo dovrebbero essere vietati a causa dei dati che dimostrano elevate percentuali di insuccesso. Nel mese di febbraio, l'Agenzia inglese per il controllo dei farmaci e dei dispositivi sanitari (MHRA) ha pubblicato linee guida su tutte le protesi d’anca metallo-metallo, sostenendo che i 49.000 pazienti interessati nel Regno Unito hanno bisogno di effettuare esami di laboratorio ed controlli all’ RMN annuali. Ma ha insistito che esiste un "minimo rischio" che gli impianti possano causare complicanze nei pazienti. L'MHRA ha affermato inoltre che l'evidenza clinica non giustifica la loro rimozione dal mercato.


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