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Radon 11

Radon: un pericolo naturale, un rischio reale

SINTESI Il gas radioattivo radon è la seconda causa di insorgenza di tumori polmonari. In tutte le nazioni si sono attivate campagne di misura per la quantizzazione delle concentrazioni di radon in abitazioni, scuole, banche, alberghi, palestre, centri benessere, discoteche, parcheggi, ristoranti, centri congressi, cantine. Il Piano Nazionale Radon reso operativo dal Gennaio 2008 costituirà la più ampia base di sensibilizzazione per tutti gli operatori e la popolazione in genere. Conoscere le concentrazioni di radon in gioco potrà minimizzare il rischio a fronte di utili, semplici ed economici interventi.

COS’È

a pag. 13

COSA DICE LA LEGISLAZIONE ITALIANA SUL RADON?

a pag. 16

COME ENTRA IL RADON NELLE ABITAZIONI ?

a pag. 17

COnseguenze sulla salute

a pag. 24

come misurare il RADON

a pag. 27

COntrolli

a pag. 28


Radon 12


Radon COS’È

COS’È il radon

Il Radon è un gas radioattivo naturale, incolore, estremamente volatile, presente nelle rocce, nei terreni e nei materiali da costruzione; decadendo emette radiazioni ionizzanti di tipo alfa. Nei luoghi chiusi si concentra e, qualora respirato attraverso il pulviscolo dell’aria, può interagire con le cellule broncopolmonari. L’Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro dell’OMS ha classificato il Radon tra le sostanze cancerogene di gruppo 1, ossia a più alta cancerogenicità. Il radon è un elemento radioattivo naturale appartenente alla classe dei gas nobili. I due principali sono il 222Rn (chiamato generalmente “Radon”, appartenente alla serie del 238U e maggiormente diffuso negli ambienti chiusi) e il 220Rn (chiamato “Toron” ed appartenente alla serie del 232Th). Ogni isotopo del radon viene prodotto dal decadimento alfa di un isotopo del Radio, e decade alfa a sua volta (v. figura 1.1).

FIGURA 1.1 Emissione della particella alfa, molto pericolosa per il danno biologico che può produrre, da parte del Radon.

La presenza nell’ambiente dei vari isotopi aumenta con la vita media e l’abbondanza dei capostipite delle serie a cui appartengono. Il capostipite del Toron, il 232Th, è presente in natura in quantità simile a quella del 238U capostipite del Radon. Il tempo di dimezzamento del Toron (pari a 55 secondi) è molto più breve di quello del Radon (pari a 3,82 giorni). Di conseguenza il Toron si può spostare a distanze dalla sorgente più piccole rispetto al Radon cosicché la sua concentrazione negli ambienti chiusi è attribuibile solo ai materiali da costruzione delle pareti, mentre il Radon può provenire anche dal suolo che di solito è la sua sorgente principale.

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Radon 14

COS’È

Il Radon essendo un radionuclide instabile si disintegra in prodotti di decadimento a breve emivita prima di trasformarsi in elementi stabili come p.es. il Piombo. Sono proprio questi prodotti di decadimento a breve emivita i responsabili della maggior parte dei rischi per inalazione attraverso l’emissione di particelle alfa.

FIGURA 2.1 Inalazione del radon

Questi prodotti sono normalmente sospesi nell’aria che respiriamo ma il rischio è molto basso quando si è all’aperto dove la loro concentrazione è minore. L’aria degli ambienti chiusi contribuisce a più del 50% della cosiddetta radiazione di fondo naturale.

FIGURA 3.1 Contributi percentuali della radiazione naturale

Nelle miniere e nelle gallerie si accumula in concentrazioni molto pericolose per la salute.

FIGURA 4.1 Miniera Galleria


Radon COS’È

Anche l’acqua in certi casi può contenere radon a livelli che comportano rischi. FIGURA 5.1 Ingestione di acqua

Sono le rocce, comunque, la sorgente principale, soprattutto i graniti, i suoli vulcanici e le argille. Per quanto riguarda il Radon la concentrazione in aria si misura in Becquerel per metro cubo (Bq/m3). L’ unità di misura della radioattività è il Becquerel (Bq) (1Bq = 1 disintegrazione atomica al secondo). Qual è l’interesse generale per il Radon? FIGURA 6.1

Nel mondo

In Italia

In alcune regioni italiane

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Radon cosa dice la legislazione italiana

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la legislazione italiana sul radon D.Lgs. 230/95 modificato D.Lgs. 241/00 - Capo III Art.5 Esposizioni da attività lavorativa con particolari sorgenti naturali di radiazioni EFFETTUAZIONE MISURE AI SENSI DELL’ART. 10 – TER DEL D.LGS. 230/95

400 Bq /m3 <CA<500 Bq /m3

Ripetizione annuale delle misure

NO

Confronto concentrazione di attività (CA) e livello di azione

CA<400 Bq /m3

CA>500 Bq /m3

Ripetizione delle misure al variare delle condizioni di lavoro

Comunicazione agli organi competenti e valutazione della dose efficace per lavoratore

Dose Efficace > 3mSv/a

Valutazione rischi e azioni di rimedio Ripetizione misure 400 Bq /m3 <CA<500 Bq /m3

Confronto concentrazione di attività (CA) e livello di azione

CA<400 Bq /m3

CA>500 Bq /m3

Ripetizione annuale delle misure

NO

Comunicazione agli organi competenti e valutazione della dose efficace per lavoratore Dose Efficace > 3mSv/a

tabella 1.1

Ripetizione delle misure al variare delle condizioni di lavoro

Adempimenti Capo VIII del D.Lgs. 230/95 Sorveglianza fisica (Esperto Qualificato) e Sorveglianza Medica (Medico Autorizzato)

Eventuali nuove azioni di rimedio


Radon come entra nelle abitazioni

COME ENTRA IL RADON NELLE ABITAZIONI?

In figura 7.1 riportiamo le concentrazioni di radon nelle abitazioni italiane.

FIGURA 7.1 Concentrazione di Radon nelle abitazioni italiane. Medie regionali.

Il radon riesce a entrare negli edifici dal terreno attraverso crepe, fissurazioni e porosità nel cemento dei pavimenti, delle pareti, di altri materiali da costruzione e dalle fessure delle guarnizioni intorno a tubazioni e fognature. In particolare, ad esempio, può entrare negli interrati e nei seminterrati delle abitazioni, nei caveaux delle banche, nei piani interrati e seminterrati di scuole, alberghi, palestre, centri benessere, discoteche, parcheggi, bar, ristoranti, negozi, musei, centri congressi, cantine di impianti enologici. Il meccanismo di base che trasporta il radon dal suolo negli ambienti chiusi è la differenza di pressione tra interno ed esterno degli edifici. Di solito l’interno di un edificio è in depressione rispetto all’esterno per cui si ha un risucchio di aria dal suolo attraverso le fessurizzazioni e le aperture presenti nella struttura dell’edificio stesso. La differenza di pressione tra interno ed esterno è causata da due fenomeni: l’effetto camino e l’effetto vento. L’effetto camino è dovuto alla differenza di temperatura tra interno ed esterno dell’edificio. L’effetto vento è dovuto alla differenza di velocità dell’aria che esiste tra

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Radon come entra nelle abitazioni

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interno ed esterno. Per una differenza di temperatura tra interno ed esterno di 10° C con una velocità del vento di 5 m/s si ha una differenza di pressione che anche se minima è sufficiente ad aspirare il radon dall’esterno, soprattutto dal suolo, verso l’interno dell’edficio. La dinamica di ingresso del radon è influenzata anche da altri parametri come le condizioni metereologiche, la pioggia, la pressione barometrica e

tabella 2.1


Radon come entra nelle abitazioni

FIGURA 8.1 Come entra il Radon nelle case

soprattutto dalla struttura stessa dell’edificio preso in considerazione. Il problema radon sta interessando sempre più gli architetti che pongono attenzione al problema dell’inquinamento indoor e più in generale alla bioarchitettura. Purtroppo scarsa o inadeguata informazione, mancanza di linee guida o scarso approfondimento del problema, rischiano di produrre pendenze non corrispondenti ad una adeguata strategia di intervento. Ad esempio, sono stati pubblicati capitolati speciali di appalto per la bioedilizia in cui è stato definito, come livello d’azione, un valore della concentrazione di radon pari a 75 Bq/ m2 che risulta irragionevolmente basso e probabilmente impraticabile. Tra i principali fattori che caratterizzano le dinamiche in atto nel mercato delle costruzioni e che possono avere un riflesso diretto nell’orientare le strategie di prevenzione/mitigazione nei confronti del radon negli edifici è il riferirsi a: • • •

età degli edifici destinazione d’uso e caratteristiche topologiche ruolo che il comparto del recupero edilizio sta progressivamente assumendo all’interno degli investimenti di settore.

I dati statistici relativamente all’anno di costruzione

Il problema radon sta interessando sempre più gli architetti che pongono attenzione al problema dell’inquinamento indoor e più in generale alla bioarchitettura.

L’età degli edifici rappresenta un elemento significativo. I dati statistici relativamente all’anno di costruzione mettono in evidenza che attualmente gli edifici che superano l’età di 40 anni si aggira intorno al 60%.

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Radon 20

come entra nelle abitazioni

Abitazioni Caveau

Impianti sotterranei Scuole

Alberghi Palestre

Centri benessere Discoteche

Parcheggi Ristoranti

Centri congressi Cantine FIGURA 9.1


Radon come entra nelle abitazioni

mettono in evidenza che attualmente gli edifici che superano l’età di 40 anni si aggira intorno al 60%. L’aver fissato una soglia attorno ai 40 anni nasce dal fatto che tale valore è generalmente assunto come limite oltre il quale diventa antieconomico intervenire su edifici con azioni manutentive. Suddetta soglia può essere assunta come un indicatore attendibile per prevedere l’entità degli interventi di recupero che saranno richiesti in futuro. In un’ottica di prevenzione, si ha una reale opportunità che è quella di proporre una serie di azioni di rimedio ed interventi tecnici che si inseriscono in modo compatibile all’interno di un programma di manutenzione che si rende comunque necessario per motivi legati all’obsolescenza tecnica e funzionale degli edifici. tabella 3.1

Organismi Internazionali

Edifici esistenti

Edifici nuovi

Euratom

400

200

O.M.S.

200

200

Paesi

Austria

400

200

Irlanda del Nord

200

200

Regno Unito

200

200

Rep. Ceca

200

200

Svezia

400

200

Finlandia

400

200

Norvegia

400

200

Danimarca

400

200

Stati Uniti

150

150

Canada

800

800

Livelli di riferimento raccomandati per mitigazione radon (in Bq/m3)

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Radon 22

come entra nelle abitazioni

Sussistono opportunità di effettuare interventi di bonifica radon che vanno colte. Infatti, più del 50% degli interventi di recupero si effettuano su edifici abitati per almeno 15 – 20 anni, il che rappresenta una grande occasione di radioprotezione.

Nella tabella precedente riportiamo i livelli di riferimento raccomandati in campo internazionale per la mitigazione del radon. Abbiamo indicato alcune strategie di mitigazione. Le considerazioni sull’opportunità di sfruttare queste occasioni per promuovere ed integrare interventi di bonifica radon trova ulteriore legittimazione in altri due aspetti. 1. Analizzando gli interventi di recupero suddivisi per anni di permanenza di un nucleo familiare nell’abitazione si osserva che: più del 50% degli interventi è effettuata su edifici che saranno abitati per almeno 15 – 20 anni, il che assume una forte valenza radioprotezionistica. 2. Analizzando la ripartizione degli interventi circa il 65% degli stessi sono destinati al rifacimento di finiture e all’adeguamento dell’impiantistica. Due ambiti nei quali si collocano le principali tecniche per la prevenzione del radon.

Il rischio da esposizione a radiazioni ionizzanti è più elevato per i bambini che per gli adulti.

I locali interrati sono fra i più esposti al radon. Nel settore del credito (banche) i siti con interrati sono stimati in oltre 10.000.

Gli edifici scolastici risultano il secondo luogo, dopo le abitazioni, dove si passa la maggior parte del tempo in ambienti chiusi, ed i locali adibiti a questo uso si trovano prevalentemente al piano terreno soprattutto per scuole materne e asili nido. È ipotizzabile che l’esposizione al radon della popolazione infantile possa essere significativa, tenendo conto del fatto che il rischio da esposizione a radiazioni ionizzanti è più elevato per i bambini che per gli adulti. Considerando che la percentuale di scuole costruite in edifici ad hoc in Italia è solo del 25%, la principale differenza nell’esposizione abitazione/scuola deriva dalla modalità d’uso dei locali e dal fattore di occupazione degli stessi. Nel settore del credito (banche) i siti con interrati


Radon come entra nelle abitazioni

sono stimati in oltre 10.000. Questo porta alla necessità degli operatori della sicurezza ed in particolare dei responsabili dei servizi di prevenzione di approfondire le loro competenze e di dotarsi di metodiche e di strumenti sia operativi che concettuali per affrontare il problema esposizione da radon. Alcuni istituti di credito hanno realizzato delle campagne di misura tenendo presente le indicazioni fornite al riguardo dall’ABI attraverso specifiche circolari. Nei dati consolidati nelle campagne di misura si è riportato: numero di filiali interessate alle misurazioni, numeri di dipendenti coinvolti in attività con possibile esposizione, numero di dosimetri impiegati. Molti istituti bancari hanno individuato e nominato Esperti Qualificati in radioprotezione al fine della valutazione della dose efficace agli operatori riscontrata in presenza di concentrazioni di attività pari o superiori al livello d’azione (500 Bq/m3). È opportuno precisare che i locali interessati per la specificità del settore in cui le aziende operano (attività di raccolta del risparmio ed esercizio del credito) rientrano tra quelli di cui alla lettera A dell’art. 10 bis del D.Lgs 230/95 con le seguenti considerazioni: • Locali aventi destinazione accessoria e di servizio (archivio , caveau, etc…) • Assenza di postazioni di lavoro permanenti nei locali sotterranei oggetto di indagine • Frequentazione episodica da parte di ciascun lavoratore Va inoltre aggiunto che per la mobilità del personale tra le diverse filiali diviene elemento critico per procedere alla valutazione individuale di dose e pertanto è stato individuato un criterio basato sull’appartenenza ai gruppi omogenei in funzione dell’attività svolta dai lavoratori. Alcuni istituti di credito hanno adottato, con scelta discrezionale di massima cautela, un limite di dose di 1 mSv/a, più restrittivo dei 3 mSv/a previsti dal D.Lgs. 230/95 e l’ulteriore precauzione di escludere le gestanti dalla frequentazione anche discontinua ove siano stati riscontrati valori di attività di concentrazione che potessero portare ad una dose efficace superiore a 1 mSv.

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Radon conseguenze sulla salute

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conseguenze sulla salute

Visualizzazione di neoplasia polmonare

RX torace

TC torace

FIGURA 10.1

Il radon di per sé viene rapidamente eliminato con il respiro dopo l’inalazione ma i suoi prodotti di decadimento combinandosi nell’aria con altre molecole e particelle, fumo e polvere, si depositano poi nei polmoni.

Per brevità si usa spesso parlare di rischio radon intendendo con questo il rischio connesso all’esposizione ai prodotti di decadimento del radon. Gli effetti negativi sulla salute dell’esposizione al Radon sono provocati soprattutto dal danno conseguente alle particelle alfa e dal livello di esposizione, in particolare per ciò che riguarda il rischio di aumentata incidenza di cancro del polmone. Il radon di per sé viene rapidamente eliminato con il respiro dopo l’inalazione ma i suoi prodotti di decadimento combinandosi nell’aria con altre molecole e particelle, fumo e polvere, si depositano poi nei polmoni. Le particelle alfa emesse in tale sede danneggiano lo strato superficiale delle cellule che rivestono le vie respiratorie, provocando il cancro del polmone come verificato anche sperimentalmente. Purtroppo anche lo studio epidemiologico della distribuzione dei tumori in moltissimi minatori che lavorano nelle miniere di uranio negli Stati Uniti, in Canada, Germania, Cecoslovacchia conferma una relazione causa effetto.


Radon conseguenze sulla salute

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FIGURA 11.1 Rischio Relativo di contrarre neoplasia polmonare in base alla durata e intensità del periodo di esposizione Rischio Relativo WLM* 1 Working Level Month: è l’unità di misura del livello di esposizione al Radon dei lavoratori in miniera ed è pari ad 1 Mese di esposizione a 1.3 x 105 MeV di energia alpha

Il radon non solo nelle esposizioni lavorative ma anche negli ambienti abitativi chiusi provoca il cancro dei polmoni e si ritiene che almeno 15000 decessi l’anno negli Stati Uniti e 2500 in Inghilterra per cancro del polmone siano causati dal radon. Rischio Relativo

FIGURA 12.1 Rischio Relativo in base alle concentrazioni effettive di Radon

Concentrazione di Radon Bq/m3

[Darby et al, BMJ 2005]

La valutazione del rischio di cancro del polmone da esposizione al radon negli edifici può essere valutato sia attraverso studi epidemiologici mirati sia proiettando sulle esposizioni residenziali il rischio attribuito alle basse esposizioni lavorative. È comunque più difficile attribuire il rischio all’esposizione residenziale se una persona ha avuto più residenze rispetto alla valutazione di un lavoratore esposto. È inoltre da tenere presente che il rischio di cancro al polmone da radon è maggiore quando si coniuga con il fumo tanto che un lavoratore esposto, se fuma, può arrivare ad avere 10 volte il rischio di sviluppare un tumore rispetto al non fumatore.


Radon conseguenze sulla salute

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Rischio Relativo

FIGURA 13.1 Rischio cumulativo

Concentrazione di Radon Bq/m3

Il rischio di decesso per tumore del polmone, con una esposizione nell’arco della vita ad una concentrazione di 40 MBq/m3, si stima che sia di 3 persone su 1000.

Un aspetto importante sul piano pratico è che la relazione tra la concentrazione di radon ed il rischio di cancro al polmone è lineare, per cui triplicando ad esempio la esposizione si triplica il rischio e dimezzando la concentrazione si dimezza il rischio stesso. Questo fatto è ancora più grave per un fumatore in cui è già alto di per sé questo rischio. Per esemplificare, con una esposizione nell’arco della vita ad una concentrazione di 40 MBq/m3 si stima che il rischio di decesso per tumore del polmone sia 3 su 1000 persone. Inoltre, non è chiaro se in giovane età aumenti il rischio di tumori da esposizione al radon e per quanto riguarda la leucemia mieloide acuta non è stato evi-

PRINCIPALI INDAGINI (CASO - CONTROLLO) SUL RISCHIO DI TUMORE AL POLMONE LEGATO AL RADON NELLE ABITAZIONI Anno Nazione Popolazione 1990 1992 1994 1996 1998 2000 2000 2001 2001 2002

USA Svezia USA Finlandia Inghilterra USA Germania Italia Svezia Cina

tabella 4.1

Femminile Femminile Femminile non fumatrici -- -- Femminile -- -- Non fumatori --

Effettivi Casi Controlli 480 201 538 517 982 413 1053 138 436 768

442 378 1183 517 3185 614 1667 291 1649 1659

Rischio relativo per 100 Bq/m 1.49 1.16 1.08 1.11 1.08 1.24 1.04 1.40 1.10 1.19


Radon misurazione

denziato un chiaro rischio legato alle concentrazioni di radon negli edifici. Infine, una piccola percentuale di esposizione nasce anche dall’acqua nel corso di bagni docce e pulizia ed è maggiore nelle acque provenienti da pozzi che attraversano strati rocciosi. come misurare il radon Principali tipi di strumenti e metodi di misura del radon con indicazione del limite di rivelazione Metodo di campionamento

Tipo di strumento Cella a scintillazione

Istantaneo Istantaneo e continuo

Camera a ionizzazione Metodo dei due filtri Monitore attivo

Metodo di misura

Limite di rivelazione

Conteggio alfa con 3,7 Bq/m3 scintillatori 3,7 Bq/m3 Conteggio impulsi di corrente Decadimento radon e rac- 1 Bq/m3 colta figli su secondo filtro Conteggio alfa con rivelatori a stato solido Conteggio alfa con scintillatori

3,7 Bq/m3

Diffusione del radon in volume sensibile con campo e.s

1 Bq/m3

3,7 Bq/m3 (per 60 minuti di esposizione) Monitore passivo a tracce Conteggio delle tracce 18,5 Bq/m3 nucleari alfa in sostanze plastiche (per 30 giorni di esposizione) A integrazione Monitore passivo a Adsorbimento del radon sul 10 Bq/m3 carbone attivo carbone e conteggio gamma

Continuo

tabella 5.1

Monitore attivo a diffusione/aspirazione

Monitore passivo a termoluminescenza

La concentrazione di radon è variabile da un’abitazione all’altra e l’unico modo di appurarlo è la misurazione dei livelli di concentrazione. Nella tabella sopra riportiamo i principali rivelatori. Si utilizzano in genere rivelatori passivi lasciati in sede per molti mesi al fine di tener conto delle fluttuazioni

FIGURA 14.1 Rivelatore di Radon CR-39 al poliallil diglicol carbonato (PADC) sensibile alle radiazioni alfa prodotte dal Radon ed insensibile alle altre radiazioni.

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Radon 28

misurazioni

nei valori di concentrazione da un giorno all’altro, da una stagione all’altra. Tanto maggiore è la durata della misurazione, tanto è più affidabile. È opportuno che i rivelatori siano posizionati in locali come uffici, soggiorni, camere da letto, dove le persone trascorrono più tempo, ovvero in sotterranei, ammezzati comunque con presenza di operatori. A titolo di esempio, in figura 14, riportiamo il rivelatore di gas radon della Tecnorad di Verona. Esso si trova alloggiato in un apposito contenitore, detto camera di diffusione, che ha dimensioni paragonabili a quelle del percorso delle particelle alfa in aria. La camera sfrutta la diffusione naturale del Radon in aria e dopo un certo tempo, detto Tempo di Diffusione, si pone in equilibrio con l’ambiente. Le particelle alfa prodotte dal decadimento del Radon interagiscono con il materiale del rivelatore e causano un danno ai legami chimici, una traccia latente; tali tracce vengono evidenziate mediante un trattamento chimico, che aumenta le dimensioni della traccia prodotta dal decadimento del Radon sino a renderla misurabile con tecniche basate sulla lettura al microscopio ottico. controlli

L’osservanza delle procedure indicate nel diagramma di flusso relativo ai D.Lgs. 230/95 e 241/00 e la scelta di appropriati dosimetri che tengano conto della necessità: a) di misure in estemporanea b) di misure per la certificazione delle attività e relative concentrazioni individuate che costituiscono presidi essenziali per l’eventuale mitigazione del rischio Radon In particolare bisognerà attenersi a: > Puntuale osservanza del D.Lgs 230/95 > Effettuazione di misure con dosimetri provenienti da istituzioni con certificazione di partecipazione a interconfronti nazionali ed internazionali > Attivazione di sessioni di informazione e formazione > Valutazione del rischio Radon ai sensi del D.Lgs 9 Aprile 2008 n. 81 Alcune buone regole per i controlli: misure con dosimetri provenienti da istituzioni con certificazione di partecipazione a interconfronti nazionali ed internazionali, attivazione di sessioni di informazione e formazione, puntuale osservazione dei decreti 230 del 1995, 241 del 2000 e 81 del 2008.

RADIAZIONI - CONOSCERLE PER CONTROLLARLE [Estratto]  
RADIAZIONI - CONOSCERLE PER CONTROLLARLE [Estratto]  

RADON: UN PERICOLO NATURALE, UN RISCHIO REALE --- Il gas radioattivo radon è la seconda causa di insorgenza di tumori polmonari. In tutte le...

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