Page 1


Slo: slow listening experience “La tecnologia ha cambiato il modo in cui la musica suona, viene composta e fruita. Ha anche inondato il mondo di musica, che è infatti sommerso da suoni (perlopiù) registrati. Un tempo dovevamo pagare per la musica, o farla da noi: suonarla, ascoltarla e fruirla erano una cosa eccezionale, un’esperienza rara e speciale. Oggi l’ascolto è ovunque, mentre è il silenzio a essere la rarità che paghiamo e gustiamo”

La velocissima evoluzione tecnologica a cui abbiamo assistito negli ultimi anni e il relativo avvento di una pervasiva digitalizzazione hanno trasformato in maniera radicale il mondo della musica, e in particolare le modalità della sua fruizione. In breve tempo i supporti analogici (LP, musicassette, CD) sono stati sostituiti dall’attuale “musica liquida” in forma di traccia digitale mp3, disponibile in rete e fruibile in un flusso quasi infinito tramite gli appositi lettori.

David Byrne, Come funziona la musica, 2013

Se da una parte tutto ciò ha portato indiscutibili vantaggi in termini di comodità di ascolto e facilità di accesso all’intera produzione musicale mondiale, dall’altra ha anche indotto una deriva “patologica” della fruizione musicale, resa evidente da numerosi “sintomi” quali: - ascolto passivo - download compulsivo - stress da shuffle. SLO è un programma di incontri per la “rieducazione” all’ascolto in modalità analogica, un’iniziativa di entertainment culturale in grado di restituire il giusto valore emotivo alla musica e al momento della sua fruizione. Incontro dopo incontro ritroverete il piacere perduto dell’ascolto attento, del “disco” nella sua integrità vinilica, del fruscio dei solchi e della giusta posizione del “braccetto”, della contemplazione della copertina in cartoncino e della lettura integrale dei testi. Vi reimpadronirete così di sensazioni dimenticate o archiviate nella categoria del vintage, se non del tutto inedite per chi è nato nell’epoca dell’mp3.

Verona Venerdì 7 febbraio 2014 ore 21.00 Showroom Mobiltre Concept e graphic design: RadioZimbra


“Heroes” Bowie continua la sperimentazione musicale iniziata insieme a Brian Eno con Low utilizzando un processo creativo che si svolge sopratutto in studio di registrazione ed è spesso fondato su elementi di casualità. Quasi tutti i brani sono, volutamente, costruiti in modo da avere più linee melodiche, più punti focali, sia nella parte musicale che nel testo. Il secondo album della “trilogia di Berlino” è stato il primo che Bowie effettivamente ha concepito totalmente nella capitale tedesca. L’anno era il 1977 e si era in piena guerra fredda, il muro era il suo simbolo più famoso e gi Hansa Studios dove fu registrato distavano a pochi metri. Le guardie rosse controllando il confine potevano con i loro binocoli osservare Bowie registrare.

LATO 1 Beauty And The Beast (3:27) (Bowie) Joe The Lion (3:05) (Bowie) "Heroes" (6:09) (Bowie, Eno) Sons Of The Silent Age (3:15) (Bowie) Blackout (3:50) (Bowie) LATO 2 V-2 Schneider (instr.) (3:10) (Bowie) Sense Of Doubt (instr.) (3:57) (Bowie) Moss Garden (instr.) (5:03) (Bowie, Eno) Neuköln (instr.) (4:34) (Bowie, Eno) The Secret Life Of Arabia (3:46) (Bowie, Eno, Alomar) Data di pubblicazione 14 ottobre, 1977 (UK) (RCA PL 12522 - LP) Posizione in classifica UK: No. 3 (26 settimane) US: No.19 (3 settimane) Produzione David Bowie e Tony Visconti Mixaggio David Bowie e Tony Visconti Ingegneri del suono Tony Visconti, Collin Thurston e Edward Meyer Assistenti Dave Richards & Eugene Chaplin Musicisti David Bowie (voce, tastiere, chitarra, sax, sintetizzatori, koto) Robert Fripp (chitarra solista) Carlos Alomar (chitarra ritmica) Brian Eno (tastiere, sintetizzatori, trattamento suono chitarre) George Murray (basso) Dennis Davis (batteria, percussioni) David Bowie, Tony Visconti, Antonia Maas (cori) Studio: Hansa by the Wall, Berlino, Germania. Mountain Studios, Montreux, Svizzera.


“Onestamente non so quanto ancora venderanno i miei albums. Penso che diventeranno più diversificati, più estremi e radicali così come la mia scrittura. E davvero non me ne importa niente...” (David Bowie, Rolling Stone, 1976) “C’è un considerevole numero d’idee differenti che sono convogliate nell’album, ma la somma totale di tutte quelle idee è qualcosa di straordinariamente diverso da quello che mi aspettavo venisse fuori dall’album quando l’ho fatto. Per me ascoltare “Heroes” è un’esperienza nuova, così come lo è per qualsiasi altra persona che lo ascolti. I dischi non sono mai quello che ti aspetti che siano” (1978). “È più rumoroso e duro e suonato con maggiore energia (rispetto a Low) – dal punto di vista delle liriche è di gran lunga più psicotico” (1977). “Ciò che lui (Eno) ha introdotto nella mia musica probabilmente è un modo completamente diverso di guardarla, o un’altra ragione per scriverla. Mi ha allontanato dalla narrazione, da cui ero intollerabilmente annoiato. Narrare storie, o fare delle piccole vignette di quello che pensavo stesse accadendo al tempo in America e metterle nei miei album in modo contorto: Filadelfia, o New York o Los Angeles, Panic In Detroit e Young Americans. Un

obliquo cantante-autore. E Brian mi ha davvero aperto gli occhi all’idea del processing, all’astrattezza della comunicazione. Non penso che siamo d’accordo su tutto. Non siamo talmente simpatetici da accogliere a braccia aperte tutto quello che l’altro dice. È possibile anche che la mia manipolazione delle parole nelle canzoni abbia lievemente cambiato le sue idee. Gli piace il modo in cui lavoro con le parole e le melodie... ...ancora incorporo molte delle idee di Burroughs, ed ancora fratturo apposta ogni cosa. Anche se ha troppo senso. Adesso frammento le cose più di quanto non abbia fatto in passato. Ma si tratta ancora di prendere le mie tre o quattro affermazioni e di combinarle. Non così letteralmente come facevo, non uso molto il metodo delle forbici – ma scrivo una frase e poi penso ad una bella giustapposizione a quella frase e poi lo faccio in modo metodico, scrivendo per esteso. C’è molto di me ora nei cut-up, anche se ad un certo punto è diventato molto casuale. È stato molto più casuale in Low. In “Heroes” era più pensato. Volevo che una frase trasmettesse una particolare sensazione. Ma mai una canzone


nella sua interezza – non ho mai avuto un’idea complessiva della sensazione da trasmettere. Per ogni singolo verso volevo avere un’atmosfera differente, così lo costruivo alla maniera di Burroughs. Ci sono due o tre temi in ogni canzone, ma sono concatenati in modo da produrre una differente atmosfera per ogni linea, ed a volte un intero gruppo di linee (righe musicali). Ma non volevo limitarmi all’uso di un solo processo, così usavo un semplice stile narrativo per, ad esempio, due linee e poi tornavo al disorientamento. “Heroes” è stato il brano più narrativo in quell’album” (1978). “...ero stanco di scrivere nella maniera tradizionale in cui scrivevo in America, e, tornando in Europa, ho considerato quello su cui scrivevo ed ho deciso che dovevo cercare di trovare un nuovo linguaggio musicale per me stesso in cui scrivere. Avevo bisogno di qualcuno che mi aiutasse in questo, perché ero un po’ perso e troppo soggettivo su tutto questo, così ho chiesto a Brian Eno se mi aiutava ed è così che tutto è cominciato. É stato, in effetti, un processo di ricerca di nuovi metodi

e processi di scrittura, piuttosto che l’ovvio tentativo di non essere prevedibile…”. “...quando si tratta della musica le mie influenze tendono a provenire più dall’osservazione dell’ambiente in cui mi trovo, il che è chiaramente ovvio quando guardi ai miei album ed al luogo in cui sono stati fatti; tendono molto ad essere lo specchio del luogo in cui mi trovavo, potresti dire in quale città mi trovavo. Young Americans era Philadelphia e Diamond Dogs decisamente L.A. e New York”. “La cosa strana che è venuta fuori da Low è che, nonostante le mie divagazioni in nuovi processi e nuovi metodi di scrittura, quando Eno ed io lo abbiamo ascoltato ci siamo resi conto che avevamo creato nuova informazione senza neanche accorgercene, e che nel cercare di scrivere su niente in particolare avevamo scritto su varie cose più di quanto avremmo fatto se fossimo partiti dicendo “facciamo un concept album”. Era eccitante, così abbiamo fatto questo su “Heroes”. Abbiamo usato una immensa quantità di im-

magini e le abbiamo giustapposte l’una contro l’altra, ed abbiamo usato incredibili, sorprendenti metodi di lavoro, qualsiasi cosa, dalla selezione casuale dai libri… ed anche musicalmente… i cambi di accordi. Siamo stati piuttosto arbitrari a volte e l’effetto complessivo ha lasciato stupefatti entrambi quando abbiamo ascoltato il disco finito”.


“É stato più duro lavorare su “Heroes” che su Low. Per cominciare ho lavorato su “Heroes” dall’inizio, mentre per Low sono arrivato quando la band aveva già fatto il proprio lavoro ed ho fatto solo sovraincisioni. Lavoravamo sempre di notte, così ero spesso in una sorta di stato di intontimento. E poi c’era il modo di lavorare di David, che è molto differente dal mio. In effetti è un mistero per me, io non posso lavorare in quel modo...”. “...tutto il disco, ad eccezione di Sons Of The Silent Age, che è stata scritta prima di entrare in studio, è stato sviluppato direttamente in studio. Non solo, tutto nell’album è registrato alla prima esecuzione!”. “...è stato fatto tutto in modo molto casuale. Dicevamo cose del tipo ‘suoniamo questo’ e lo facevamo; poi qualcuno diceva ‘stop’, ed era tutto lì, il brano esattamente come l’avevamo suonato. Il tutto a me sembrava completamente arbitrario...”.

“Sono stato coinvolto in quel brano (“Heroes”) solo per fare la base. David ha scritto le liriche e la melodia dopo che io sono andato via, come ha fatto per tutti gli altri brani. Quando sono andato via avevo una sensazione su quel brano, suonava grandioso ed eroico. In effetti avevo proprio quella parola in mente. Poi David mi portò l’album finito e c’era quella traccia e diceva ‘noi possiamo essere eroi’, ed io ero assolutamente... è stata una sensazione così strana, tremavo. Quando tremi è una reazione di paura, non è così?”. “...una sera abbiamo lavorato fino a tardi per fare un brano, Neuköln. Mi è piaciuto molto, veramente molto, ero molto impressionato. E stavo pensando a qualcosa di simile nella pittura. C’era una scuola tedesca a Berlino all’inizio del secolo chiamata Die Brucke (Il Ponte), una scuola espressionista molto dura, e questi pittori avevano tutti un senso di malinconia e nostalgia nella loro pittura, come se stessero dipingendo qualcosa che stava per svanire; l’au-

“Bene, all’improvviso avevamo tutte queste basi, in circa due giorni. Attenzione: questo per i miei dischi accadeva dopo averci lavorato per mesi. E pensai: merda, non può essere così facile”. (Brian Eno, 1978)


dacia, la non preordinata qualità di evoluzione delle immagini mi ricordano il modo di lavorare di David”. “...un altro brano era Moss Garden. David voleva fare un pezzo descrittivo, cosa che non faccio normalmente, perché in genere inizio qualcosa e poi dico ‘Oh ecco cos’è’ e seguo quella direzione. David mi parlò di questo posto a Kyoto chiamato Moss Garden (Giardino di muschio) e cominciammo a lavorare. E, di nuovo, ha usato questa sorta di tecnica disordinata. Stavo semplicemente giochicchiando con una sequenza di accordi sul mio sintetizzatore Yamaha e gli dissi ‘dacci un urlo quando pensi che sia lungo abbastanza’. Dopo un po’ David guardò il suo orologio e disse ‘Si, credo che basti’, e noi ci fermammo. E sul disco è esattamente quello il momento in cui il brano finisce. Trovo tutto questo molto, molto curioso”.

“...Bowie entra in uno stato molto strano quando lavora. Non mangia. Trovo piuttosto paradossale che due persone relativamente note come noi se ne stiano a morire di fame alle sei del mattino e che lui rompa un uovo crudo e lo beva e quello sia tutto il suo cibo per l’intera giornata...” (1977).

“Fripp fece tutta la sua parte in circa sei ore, appena arrivato con l’aereo da New York! Arrivò agli studi verso le 11 di sera, entrò e disse: Vi va di fare qualcosa? Fatemi sentire cosa avete combinato. E finché sistemavamo i nastri aveva già tirato fuori la chitarra. Così lo collegai ai sintetizzatori per gli effetti e gli facemmo ascoltare praticamente tutto quello che avevamo fatto. Lui incominciò subito senza sapere nemmeno la sequenza di accordi. Fu una grande performance. Il giorno dopo aveva finito, fatto le valige ed era ritornato a casa. Tutto al primo colpo. Incredibile” (1978).


“Abbiamo sempre iniziato questi album come se stessimo facendo dei demo. Poi ci rendevamo conto che i demo avevano solo bisogno di un piccolo montaggio, senza dover registrare di nuovo. A volte prendevo una grande sezione e la copiavo e la editavo nella canzone più tardi, tagliando direttamente il nastro a 24 tracce. Non potrei dire che fossero prime esecuzioni, abbiamo lavorato molto su ciascuna traccia. Non facevamo, per dire, 25 registrazioni, ma potrei dire che molte tracce furono fatte in circa 5 registrazioni”. “...gli Hansa Studio acusticamente hanno una magnifica sala . Puoi ascoltare l’ambiente nella batteria di Dennis (Davis) e nel canto di David. L’essere così vicino al Muro lo rese un luogo abbastanza esotico per fare un disco. Le apparecchiature erano buone e ben tenute. Dopo il lavoro c’erano cose da fare, luoghi dove andare e persone da vedere. In più, ebbi la fortuna di avere lo studio pieno di musicisti molto creativi e di talento. Ho sentito che gli

U2 sono andati agli Hansa (per registrare Achtung Baby) cercando ciò che noi avevamo creato lì e non ha funzionato per loro. Ho sentito che odiavano quel posto...”. “...Robert Fripp arrivò ed andò via in un giorno e suonò sulle tracce alla cieca ...Fripp è sorprendente! Fece la sua cosa Frippatronics e la inserì nel sintetizzatore EMS di Eno. La combinazione era fantastica. Non gli ci volle molto per registrare la sua parte su “Heroes”. Suonò solo un passaggio e chiese altre tre tracce per abbellire la prima registrazione...”. “...poiché all’epoca ero sposato David mi ha protetto tutti questi anni non dicendo che vide Antonia e me baciarci vicino al Muro. Lui ci aveva chiesto di lasciarlo solo per scrivere le liriche e noi facemmo una passeggiata lungo il Muro. Antonia era una donna bellissima ed una grande cantante. Entrambi la incontrammo quando cantava in una band jazz in un club a Berlino” ( 2001).

“Prima che ce ne rendessimo conto avevamo un suono che nessuno aveva mai ascoltato prima. Le chitarre su quel brano sono mozzafiato”. (Tony Visconti, 2001)


“Il brano “Heroes” lo facemmo su un 24 piste. Con tuti i backing vocals e le parti strumentali c’era rimasta solo una traccia per registrare la parte vocale. Bowie la fece una prima volta e riascoltandola disse: “Posso fare meglio”. Gli risposi “Sai che non possiamo tenerla”. Questo accadeva prima delle registrazioni digitali. Lui fece un profondo respiro e ne fece un’altra migliore. E così fu, la prima registrazione era andata, perduta. E andammo avanti così” (2013).


Songs &Lyrics


BEAUTY AND THE BEAST

LA BELLA E LA BESTIA

Weaving down a byroad, singing the song That’s my kind of highroad, gone wrong My-my Smile at least You can’t say no to the Beauty and the Beast

Barcollando giù per una strada secondaria, cantando la canzone Questo è il mio tipo d’autostrada, è andata male Povero me Almeno sorridi Non puoi dir di no alla Bella e la Bestia

Something in the night Something in the day Nothing is wrong but darling Something’s in the way There’s slaughter in the air Protest on the wind Someone else inside me Someone could get skinned, how? My-my Someone fetch a priest You can’t say no to the Beauty and the Beast Darling

Qualcosa nella notte Qualcosa nel giorno Niente è sbagliato ma cara Qualcosa è di intralcio C’è aria di massacro Protesta nel vento Qualcun altro dentro di me Qualcuno potrebbe essere scuoiato, come? Povero me Qualcuno rimedi un prete Non puoi dir di no alla Bella e la Bestia Cara

My-my You can’t say no to the Beauty and the Beast (Weakling) My-my You can’t say no to the Beauty and the Beast

Povero me Non puoi dir di no alla Bella e la Bestia (deboluccio) Povero me Non puoi dire di no alla Bella e la Bestia

I wanted to believe me I wanted to be good I wanted no distractions Like every good boy should

Io volevo credere in me Volevo essere buono Non volevo distrazioni Come dovrebbe fare ogni bravo ragazzo

My-my Nothing will corrupt us Nothing will compete Thank god heaven left us Standing on our feet My-my Beauty and the Beast My-my Just Beauty and the Beast You can’t say no to the Beauty and the Beast Darling My-my

Povero me Niente ci corromperà Niente potrà competere Grazie a Dio il cielo ci ha lasciato In piedi sulle nostre gambe Povero me La Bella e la Bestia Povero me, povero me Solo la bella e la bestia Non puoi dire di no alla Bella e la Bestia Cara Povero me


JOE THE LION Joe the lion Went to the bar A couple of drinks on the house an’ he said “Tell you who you are if you nail me to my car” Boy Thanks for hesitating This is the kiss off Boy Thanks for hesitating You’ll never know the real story Just a couple of dreams You get up and sleep You can buy god it’s Monday Slither down the greasy pipe So far so good no one saw you Hobble over any freeway You will be like your dreams tonight You get up and sleep You get up and sleep Joe the lion Made of iron Joe the lion Went to the bar A couple of drinks on the house an’ he was A fortune teller he said “Nail me to my car and I’ll tell you who you are” You get up and sleep The wind blows on your check The day laughs in your face Guess you’ll buy a gun You’ll buy it secondhand You’ll get up and sleep Joe the lion made of iron

JOE IL LEONE Joe il leone Entrò nel locale Un paio di drinks della casa e disse “Ti dirò chi sei se mi crocifiggi sulla mia macchina” Ragazzo Grazie per aver esitato Questo è l’ultimo bacio Ragazzo Grazie per l’esitazione Non saprai mai la vera storia Solo un paio di sogni Ti alzi e dormi Puoi comprare dio, è Lunedì Scivoli giù per il condotto oleoso Sin qui tutto bene, nessuno ti ha visto Inciampi su qualche superstrada Sarai come i tuoi sogni, stanotte Ti alzi e dormi Ti alzi e dormi Joe il leone Fatto di ferro Joe il leone Entrò nel locale Un paio di drinks della casa ed era Un indovino, disse “Crocifiggimi sulla mia macchina e ti dirò chi sei” Ti alzi e dormi Il vento ti soffia sulle guance Il giorno ti ride in faccia Suppongo che comprerai una pistola La comprerai di seconda mano Ti alzerai e dormirai Joe il leone, fatto di ferro


HEROES

EROI

I, I will be king And you, you will be queen Though nothing will drive them away We can beat them, just for one day We can be Heroes, just for one day

Io, io sarò re E tu, tu sarai la regina Sebbene niente li porterà via Li possiamo battere, solo per un giorno Possiamo essere Eroi, solo per un giorno

And you, you can be mean And I, I’ll drink all the time ‘Cause we’re lovers, and that is a fact Yes we’re lovers, and that is that

E tu, tu puoi essere mediocre E io, io berrò tutto il tempo Perché siamo amanti, e questo è un fatto Si siamo amanti, è proprio così

Though nothing, will keep us together We could steal time, just for one day We can be Heroes, for ever and ever What d’you say?

Sebbene niente ci terrà uniti Potremmo rubare un po’ di tempo, per un solo giorno Possiamo essere Eroi, per sempre Che ne dici?

I, I wish you could swim Like the dolphins, like dolphins can swim Though nothing, nothing will keep us together We can beat them, for ever and ever Oh we can be Heroes, just for one day I, I will be king And you, you will be queen Though nothing will drive them away We can be Heroes, just for one day We can be us, just for one day I, I can remember (I remember) Standing, by the wall (by the wall) And the guns shot above our heads (over our heads) And we kissed, as though nothing could fall (nothing could fall) And the shame was on the other side Oh we can beat them, for ever and ever Then we could be Heroes, just for one day We can be Heroes Just for one day We can be Heroes We’re nothing, and nothing will help us Maybe we’re lying, then you better not stay But we could be safer, just for one day Oh-oh-oh-ohh, oh-oh-oh-ohh, just for one day

Io, io vorrei che tu sapessi nuotare Come i delfini, come i delfini nuotano Sebbene nulla, nulla ci terrà uniti Possiamo batterli, ancora e per sempre Oh possiamo essere Eroi, anche solo per un giorno Io, io sarò re E tu, tu sarai la regina Sebbene niente li porterà via Possiamo essere Eroi, solo per un giorno Possiamo essere noi, solo per un giorno Io, io posso ricordare (mi ricordo) In piedi accanto al Muro (accanto al Muro) E i fucili spararono sopra le nostre teste (sopra le nostre teste) E ci baciammo, come se niente potesse accadere (niente potesse accadere) E la vergogna era dall’altra parte Oh possiamo batterli, ancora e per sempre Allora potremmo essere Eroi, anche solo per un giorno Possiamo essere Eroi Solo per un giorno Possiamo essere Eroi Siamo un nulla, e nulla ci aiuterà Forse stiamo mentendo, allora è meglio che tu non rimanga Ma potremmo essere più al sicuro, solo per un giorno Oh-oh-oh-ohh, oh-oh-oh-ohh, anche solo per un giorno


SONS OF THE SILENT AGE Sons of the silent age Stand on platforms blank looks and note books Sit in back rows of city limits Lay in bed coming and going on easy terms Sons of the silent age Pace their rooms like a cell’s dimensions Rise for a year or two then make war Search through their one inch thoughts Then decide it couldn’t be done Baby, I’ll never let you go All I see is all I know Let’s find another way down (sons of sound and sons of sound) Baby, baby, I’ll never let you down I can’t stand another sound Let’s take another way in (sons of sound and sons of sound) Sons of the silent age Listen to tracks by Sam Therapy and King Dice Sons of the silent age Pick up in bars and cry only once Sons of the silent age Make love only once but dream and dream They don’t walk, they just glide in and out of life They never die, they just go to sleep one day CHORUS (Sons of sound and sons of sound) Baby, baby, baby, fire away!

FIGLI DELL’ERA SILENTE I figli dell’era silente Stanno in piedi su piattaforme sguardo vuoto e taccuini Siedono nelle ultime file dei confini della città Giacciono nei letti venendo e andando con gran facilità I figli dell’era silente Misurano a passi le loro stanze grandi come una cella Sorgono per un anno o due poi fanno una guerra Frugano nei loro pensieri da un soldo Poi decidono che non si potrebbe fare Ragazza, non ti lascerò mai andare Ciò che vedo è quello che so Cerchiamo un altro modo per scendere (figli del suono e figli del suono) Ragazza, ragazza, non ti deluderò mai Non posso sopportare un altro suono Cerchiamo un’altra entrata (figli del suono e figli del suono) I figli dell’era silente Ascoltano canzoni di Sam Therapy e King Dice I figli dell’era silente Rimorchiano nei bar e piangono una volta sola I figli dell’era silente Fanno l’amore solo una volta ma sognano e sognano Non camminano, scivolano solamente dentro e fuori la vita Non muoiono mai, un giorno si addormenteranno semplicemente RITORNELLO (Figli del suono e figli del suono) Ragazza, ragazza, ragazza, sputa l’osso!


BLACKOUT Oh you, you walk on past Your lips cut a smile on your face Your scalding face To the cage, to the cage She was a beauty in a cage

BLACKOUT Oh tu, continui ad andare oltre Le tue labbra tagliano un sorriso sul tuo viso La tua faccia che scotta In gabbia, in gabbia Lei era una bellezza in gabbia

Too, too high a price To drink rotting wine from your hands Your fearful hands Get me to a doctor’s I’ve been told Someone’s back in town the chips are down I just cut and blackout I’m under Japanese influence And my honour’s at stake

Troppo, troppo alto il prezzo Per bere vino avariato dalle tue mani Le tue mani timorose Portatemi da un dottore mi hanno detto Che qualcuno è tornato in città, i giochi sono fatti Io taglio corto ed è blackout Sono sotto influenza giapponese Ed è in gioco il mio onore

The weather’s grim, ice on the cages Me, I’m Robin Hood and I puff on my cigarette Panthers are steaming, stalking, screaming

Il ghigno del tempo, ghiaccio sulle gabbie Io, io sono Robin Hood e sbuffo la mia sigaretta Le pantere stanno fremendo di rabbia, cacciando, urlando

If you don’t stay tonight I will take that plane tonight I’ve nothing to lose, nothing to gain I’ll kiss you in the rain Kiss you in the rain Kiss you in the rain In the rain Get me to the doctor Get me off the streets (get some protection) Get me on my feet (get some direction) Hot air gets me into a blackout Oh, get me off the streets Get some protection Oh get me on my feet (wo-ooh!) While the streets block off Getting some skin exposure to the blackout (get some protection) Get me on my feet (get some direction, wo-ooh!) Oh get me on my feet Get me off the streets (get some protection)

Se non rimani questa notte Prenderò quell’aereo questa notte Non ho niente da perdere, niente da guadagnare Ti bacerò sotto la pioggia Bacerò sotto la pioggia Bacerò sotto la pioggia Sotto la pioggia Portatemi da un dottore Toglietemi dalla strada (datemi protezione) Rimettetemi in piedi (datemi qualche direzione) L’aria bollente mi manda in blackout Oh, toglietemi dalla strada datemi protezione Rimettetemi in piedi (wo-ooh!) Mentre le strade impediscono Di esporre la pelle al blackout (datemi protezione) Rimettetemi in piedi (datemi qualche direzione) Oh, rimettetemi in piedi Toglietemi dalla strada (datemi protezione)


THE SECRET LIFE OF ARABIA The secret life of Arabia Secret secrets never seen Secret secrets ever green I was running at the speed of life Through morning’s thoughts and fantasies Then I saw your eyes at the cross fades Secret secrets never seen Secret secrets ever green The secret life of Arabia Never here never seen Secret life ever green The secret life of Arabia You must see the movie the sand in my eyes I walk through a desert song when the heroine dies Arabia (secret secret) Arabia (secret) Arabia (secret secret) The secret life of Arabia Never here never seen Secret life ever green

LA VITA SEGRETA DELL’ARABIA La vita segreta dell’Arabia Segreti, segreti, mai visti Segreti, segreti, sempreverdi Correvo alla velocità della vita Attraverso pensieri mattutini e fantasie Poi ho visto i tuoi occhi nelle dissolvenze oblique Segreti, segreti, mai visti Segreti, segreti, sempreverdi La vita segreta dell’Arabia Mai qui, mai visti Vita segreta mai vista La vita segreta d’Arabia Devi vedere il film la sabbia nei miei occhi Ho vagato attraverso una canzone deserta dove l’eroina moriva Arabia (segreta segreta) Arabia (segreta) Arabia (segreta segreta) La vita segreta d’Arabia Mai qui, mai vista La vita segreta sempreverde


Beauty And The Beast (3:27)-(Bowie) David Bowie (voce,piano,Chamberlin),Brian Eno (trattamento chitarre) Robert Fripp (chitarra), Carlos Alomar (chitarra), George Murray (basso) Dennis Davis (batteria, percussioni), Antonia Maas (cori) Joe The Lion (3:05)-(Bowie) David Bowie (voce, chitarra,piano), Brian Eno (trattamento chitarre) Robert Fripp (chitarra), Carlos Alomar (chitarra), George Murray (basso) Dennis Davis (batteria, percussioni), Tony Visconti (cori) “Heroes” (6:09)-(Bowie, Eno) David Bowie (voce, piano, chamberlin, percussioni), Brian Eno (trattamento chitarre, sintetizzatore), Robert Fripp (chitarra solista) Carlos Alomar (chitarra), George Murray (basso), Dennis Davis (batteria, percussioni) Tony Visconti (cori, percussioni) Sons Of The Silent Age (3:15)-(Bowie) David Bowie (voce, sassofono, chamberlin, percussioni) Brian Eno (trattamento chitarre, sintetizzatore), Carlos Alomar (chitarra) George Murray (basso), Dennis Davis (batteriai), Tony Visconti (cori) Blackout (3:50)-(Bowie) David Bowie (voce, piano, percussioni) Brian Eno (trattamento chitarre, sintetizzatore) Carlos Alomar (chitarra), George Murray (basso) Dennis Davis (batteria), Tony Visconti(cori, percussioni) V-2 Schneider (3:10)-(Bowie) David Bowie (voce, piano, sassofono), Brian Eno (trattamento chitarre, sintetizzatore) Robert Fripp (chitarra solista), Carlos Alomar (chitarra) George Murray (basso), Dennis Davis (batteria), Tony Visconti (vocoder) Sense Of Doubt (instr.) (3:57)-(Bowie) David Bowie (piano, chamberlin, sintetizzatore), Brian Eno (sintetizzatore) Moss Garden (instr.) (5:03)-(Bowie, Eno) David Bowie (koto, sintetizzatore), Brian Eno (sintetizzatore) Neuköln (instr.) (4:34)-(Bowie, Eno) David Bowie (sassofono, Chamberlin), Brian Eno (sintetizzatore, trattamenti) Robert Fripp (chitarra) The Secret Life Of Arabia (3:46)-(Bowie, Eno, Alomar) David Bowie (voce, piano, battimano), Brian Eno (sintetizzatore, battimano) Carlos Alomar (chitarra), George Murray (basso) Dennis Davis (batteria, percussioni),Antonia Maas (cori, battimano)


Cover story: da “Just for one day” a “The next day”.


L’aspetto sicuramente più significativo della cover art di “Heroes” è che Bowie, per la prima volta dopo anni, dai tempi di Ziggy Stardust fino a The thin white duke, non sente più la necessità di doversi celare dietro ad un alter ego. Dopo gli eccessi americani, trasferitosi a Berlino per rimettersi in sesto, sia psicologicamente che fisicamente in una città che gli garantiva un relativo “anonimato”, stava incominciando con fatica a ritrovare sè stesso. Già per la copertina del precedente Low aveva scelto un fotogramma del film da lui interpretato, L’uomo che cadde sulla terra, nei panni di Thomas J.Newton, un alieno disperso sul nostro pianeta in grado di comunicare solo attraverso la musica, decisamente molto “Bowie”. È però con “Heroes” che getta ogni maschera e si fa ritrarre in un austero e “robotico” bianco e nero dal fotografo giapponese Masayoshi Sukita, che collabora con lui ancora oggi dal 1972.

Bowie, appassionato di Schiele e dell’espressionismo tedesco, veicola il suo stato d’animo, la sua disperazione esistenziale mimando (da non dimenticare anche le sue passate frequentazioni con il mimo e coreografo inglese Lindsay Kemp) la posa del quadro Roquairol del pittore Erich Heckel. La medesima operazione era stata fatta per la copertina dell’album The Idiot di Iggy Pop, da lui prodotto nello stesso anno, in tutto e per tutto vero banco di prova per la sua “trilogia Berlinese.” La cover art di “Heroes” è stata oggetto anche dell’ultimo album The Next Day del 2013: il titolo in nero su di un semplice quadrato bianco, che allude anche alla sua lunga assenza dalle scene, copre quasi totalmente la copertina del vecchio album. Una soluzione che insieme celebra e supera un illustre passato. Un ulteriore conferma dell’importanza e dell’iconicità di quest’opera nella carriera di David Bowie. (L.R.)


In collaborazione con:

ULTIMOPIANO.NET RetròVintage hi-fi

Heroes  

La prima "Slozine" dedicata all'album Heroes di David Bowie, oggetto della prima serata di SLO, Slow listening experience.

Read more
Read more
Similar to
Popular now
Just for you