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ANNO XXVIII - N.8 SETTEMBRE 2014 - stampato il 08/09/2014

SAMBONIFACESE

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Lettere le vostre

POLEMICHE

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PENSIONI

“Il Vescovo e l’agnostico” Non vedo cosa ci possa essere di tanto grave nel fatto che il nostro Vescovo di Verona Mons. Zenti abbia invitato gli Alpini a difendere la famiglia naturale, oggi così bersagliata, come una volta essi difendevano la Patria, a tal punto da scatenare “l’ira funesta” di Angelo Campedelli, capo degli atei e agnostici, manifestata su L’Arena di mercoledì 30 luglio come se Mons. Zenti avesse invitato gli Alpini a compiere un reato pubblico! Non è forse sotto gli occhi di tutti lo sfacelo al quale sono ormai ridotte le nostre famiglie, a motivo di un programma luciferino ben mirato che ha causato sofferenze atroci, tradimenti, vendette, suicidi, omicidi anche di innocenti? Eliminare la famiglia naturale per privilegiare altre innumerevoli “tipologie o ammucchiate sessuali” di vario genere non ha prodotto altro che gente schizofrenica, nevrotica, malata, depressa, insoddisfatta… che va avanti a forza di psicofarmaci, di incontri occasionali e di animali domestici con cui condividere la propria solitudine e disperazione. Se la comprensione deve essere massima per tutte le debolezze di tutte le persone, tipologie e categorie

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esistenti sulla terra, questo non ci dispensa dal dovere di proclamare la verità dai tetti se veramente vogliamo il bene dell’uomo, e c’è un solo modo per conseguirlo: difendere la famiglia naturale, cioè quella formata da un solo uomo e una sola donna in un legame stabile e aperto alla vita, e i dolcissimi nomi di “mamma e papà”, le prime e ultime parole che sono pronunciate da tutti noi, anche sul letto di morte a 90 anni, e chissà quante volte le avrà pronunciate anche il nostro interlocutore sfascia-famiglie. Un grazie al nostro Vescovo Mons. Zenti per questo a altri interventi coraggiosi che sta offrendo in molte occasioni, un grazie anche a buona parte della Giunta Comunale di Verona, capeggiata dal Consigliere Alberto Zelger che ha votato una mozione a favore della famiglia naturale e contro l’indottrinamento sessuale nelle scuole a bambini che hanno solo bisogno di giocare, con la speranza che serva di esempio e incoraggiamento anche per altre città e Regioni; un grazie a tutti coloro che si battono per la difesa di questo sacrosanto diritto, nella convinzione che l’uomo non è proprietà dello Stato di cui può disporre a piacere

esautorando il diritto dei genitori ad educare i propri figli, come nei regimi totalitari, ma è innanzitutto soggetto di diritto le cui decisioni fondamentali di vita e di scelta spettano a lui e ai genitori. La scuola statale o comunale deve insegnare a leggere, scrivere e far di conto… tutto il resto non le compete. Quale autorità o politico ha incaricato i dipendenti delle USL di irrompere nelle nostre scuole per impartire questa distorta “educazione sessuale” ai nostri ragazzi, perfino ai bambini, proibendo ai genitori di dissentire o di esonerare i loro figli? Sta aumentando infatti il numero dei bambini sottratti ai genitori per motivi pretestuosi, per affidarli ad assistenti sociali o educatori statali. La profanazione degli innocenti sin dalle scuole primarie imposta come dovere scolastico dalle pubbliche amministrazioni che si trasformano in “associazioni a delinquere” è un peccato gravissimo! Difendere gli innocenti da questi soprusi spacciati come programma scolastico è fonte di merito qui sulla terra e poi nel Cielo. patrizia@patriziastella.com - www.patriziastella.com

I pensionati non vedono il futuro che si erano preparato con diligenza e sacrificio, tanto sacrificio, ma sapevamo di inseguire una meta che ci avrebbe gratificato, almeno negli ultimi anni della nostra vita. Noooo … non è così, non vorrei fare il profeta di una sventura prossima futura, ma quando sentiamo parlare che toccheranno le pensioni “d’oro”, dai 3-4 mila euro al mese in su, non possiamo fare altro che preoccuparci, l' avevamo previsto e adesso arrivava l' ulteriore stangata, fatta sulle detrazioni alle pensioni, che per adesso saranno sulle fasce “alte” ma nel giro di pochissimo tempo, andranno a detrarre quelle “d’argento” e quelle di “bronzo”, poi arriveranno anche a quelle di “cartone” (500 euro al mese) non so cosa potranno detrarre ad un povero pensionato con reddito da fame. Questa è la drammatica situazione che stiamo vivendo, non vogliamo parlare più di tasse, di caro benzina di ticket sanitari, di IMU, non vogliamo neanche citare ancora tutti i balzelli che stiamo pagando, ma il disagio che stiamo vivendo è tanto e drammatico. Ci mancava Renzi che non ci considera e informa che non ci darà nessun aumento nel 2015, a suo tempo promesso, anzi ora non sa proprio quali promesse mantenere. Il ministro delle finanze, stima due anni alla ripresa se facciamo le riforme altrimenti non si sa niente. Questo governo è riuscito a suscitare un sentimen-

to di guerra generazionale, oggi i giovani imputano agli anziani il disastro che stiamo vivendo e chiedono percentuali della nostre pensioni, anziché trovare loro una soluzione … noi ci siamo adattati a tutto pur di crearci un reddito, le soluzioni ci sono o si devono inventare. I Pensionati sono molto preoccupati, ci rendiamo conto del momento che stiamo vivendo. Non vediamo sbocchi a breve anche se il governo ci propina le solite balle quotidiane. Caro Governo, pensa piuttosto di chiudere la maggior parte delle società partecipate, di abbassare le pensioni che partono dai 90 mila euro al mese e giù fino ai tremila, snellire la burocrazia, l'esercito, vendere le proprietà demaniali, rientra con le missioni militari estere, troviamo una soluzione forte per fermare l'immigrazione, le banche che sono sempre più ricche e che con la scusa della crisi non elargiscono aiuti per lo sviluppo. Non so quali decisioni potranno prendere i Pensionati nel prossimo futuro però confermo il disagio, la frustrazione, la disperazione, ma non la rassegnazione che ci aiuterà ad essere forti nel momento che ci metteranno all' angolo saremmo rabbiosi, determinati e vendicativi. Ho letto sugli ultimi quotidiani che informano l'opinione pubblica che uno stuolo di pensionati, risparmiando il riscaldamento dei mesi invernali, preferiscono andare in paesi del terzo mondo perché anche con una pen-

sioncina decente si può vivere in modo dignitoso. Non so per quanto tempo ci permetteranno di fare queste povere vacanze, tasseranno anche queste mentre agli industriali che hanno delocalizzato il lavoro il Governo non chiede niente. Avanti così, non so per quanto cari ladri maledetti. Gianni Guglielmo Pozzani segretario provinciale partito dei pensionati

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Numero chiuso il 08 - 09 - 2014


DIALOGO

LAVORO

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ISLAM 1

“Quali opportunità per over 50?” “... il Corano e i massacri” Gentile Direttore, buongiorno. Mi sono svegliato questa mattina con questa domanda: esseri umani o disumani? O semplicemente dimenticati. Ho visto uno spot che ricordava di non abbandonare i cani. Ma noi popolo dei 55/60 anni cosa siamo? Se ancora dobbiamo lavorare, c'è ancora qualcuno che pensa a noi? Alla nostra esperienza, alla nostra professionalità, al nostro buon senso, alla capacità di trasmettere tutto questo. Come si possono formare le nuove generazioni se non ci sono più gli esempi. Parlo di quelli positivi! Come potremo competere nel futuro, con gli altri paesi, che invece cercano di arricchire il bagaglio dei giovani con chi può farlo. In Italia si prendono i giovani solo perchè costano meno, ma alla fine costano di più, perchè non hanno esperienza, non hanno visto o imparato. Abbiamo dimenticato che per l'intera nostra vita non si finisce mai di imparare da qualcuno che direttamente o indirettamente ce

lo insegna, ce lo trasmette, ci fa vedere come deve essere fatto. Passiamo il nostro tempo a portare curriculum, a farci conoscere, speriamo che gli amici ci diano una mano nel farci conoscere nuove persone e quindi avere nuove opportunità, che poi inevitabilmente finiscono nel ...ci penso ... ti faccio sapere ... mandami una inutile e-mail! Ma la cosa peggiore è che a casa, le persone che ti dovrebbero sostenere e avere fiducia in te, sono le prime che dimenticano - o fanno finta che non esistano - tutte queste difficoltà legate all'età. Pensano che tu non abbia voglia di lavorare! E così oltre che frustrato fuori, ti senti frustrato anche dentro. Non solo in casa, ma dentro nell'anima. Insopportabile! Un peso che più prima che poi, ti schiaccia! Non è il rimanere senza lavoro, che porta a conseguenza estreme di ogni genere; è questa considerazione che hanno di te le persone che dovrebbero conoscerti più delle altre. E in più non riesci a capire per quale cattiveria

o cuore di pietra, per non dire di peggio, lo facciano. Non so quali tristi giorni e notti mi aspettano e se avrò ancora la forza di parlarne, ma questo che ho scritto, non l'ho scritto solo per me, ma per quanti, in situazioni simili, non facciano questo errore contro natura nei confronti di chi amano o hanno amato, perchè è nella avversità che chi si ama dona e riceve nuova forza, perchè tutti lotteranno assieme e non si sentiranno né soli, né abbandonati! Lettera firmata Davvero triste e toccante questa lettera. Quello che dice il lettore è purtroppo vero, ma in Italia gira così. Per assumere un “non più giovane” i costi per il datore di lavoro sono esorbitanti e assurdi. I nostri governanti dovrebbero imparare dal Nord Europa, decisamente più evoluto e più a favore del cittadino … ma, si sa, i “nostri” di imparare proprio non ne vogliono sapere!

ISLAM 2

“Persecuzione ai Cristiani” Egregio Signor Direttore, la cosiddetta "grande stampa" non mi sembra abbia dato gran che di rilievo alla notizia di una vera e propria persecuzione dei cristiani in Iraq (Mosul) per ora, ad opera dei fondamentalisti Jihadisti. Nelle ambizioni dell' Isis ci sarebbero anche Spagna e Cina e tutti i territori una volta sotto il dominio islamico per costituire un unico califfato islamico. Non importa se in epoche diverse. Il loro fanatismo è giunto al punto di marchiare le case dei cristiani con la lettera araba che corrisponde alla nostra "N" di Nazareno e dato il via ad una terribile serie di saccheggi, violenze, barbarie di ogni genere contro i cristiani in particolare, ma anche contro tutti quelli che non la pensano come loro, compresi gli stessi mussulmani, non jihadisti. I miliziani dello "Stato islamico" interpretano in modo politico ed estremo alcuni principi suggeriti nel Corano. Nel loro "sacro furore" hanno intimato ai cristiani di convertirsi al loro credo o ad abbandonare le loro case con la minaccia abbastanza esplicita che il disob-

bedire può significare anche la morte. Infatti con l'occupazione dei miliziani essere cristiani può anche ai giorni nostri, significare morire per la fede, come in altri tempi. A Mosul hanno dato alle fiamme l'arcivescovado e depredato i profughi in fuga perché l'ultimatum dell'Isis ai cristiani è scaduto. Un esempio di intolleranza religiosa è rappresentato dal fatto di intrattenere in carcere Asia Bibi da circa 1900 giorni senza alcun reato, ma dal solo fatto di essere cristiana in uno stato islamico. Fra tanto male qualche timido spiraglio di luce, per la verità, mi sembra giusto dare risalto a quei giovani mussulmani che rifiutano la persecuzione messa in atto contro i cristiani in Iraq. L'Associazione di volontariato "Iraqi builders", che ha aderito alla campagna "siamo tutti cristiani" realizzando centinaia di tazze dipinte con questo slogan. I ragazzi le stanno distribuendo nei mercati, nei ristoranti, nei club privati della città, lanciando un messaggio di coesistenza e di pace sociale. Giancarlo Maffezzoli

FAMIGLIA 2

“No al genitore 1 e 2...” Egregio Direttore, agli amici che mi hanno chiesto perchè ho gioito per la decisione del Comune di Verona di difendere la famiglia naturale, rispondo: perchè ci sono già troppi bambini che soffrono il divorzio, che mancano di un padre e di una madre, per "produrne" di altri con il "matrimonio" gay. Ne vediamo già tanta di sofferenza, perchè aggiungerne altra? Tempo addietro una ragazza francese, Claire Breton, scrisse una autobiografia, "Ho due mamme" (Sperling & Kupfer). In essa raccontava di un'altra sua amica, anche lei figlia di una coppia di lesbiche, che parlando del padre biologico, sentito per la prima volta al telefono, ebbe a dire al suo ragazzo: «Sai, oggi ho sentito per telefono il mio sperma...». Sì, perchè bisogna dire la verità: per fare un figlio due donne devono comperare il seme di uno sconosciuto maschio; due uomini, viceversa, l'ovulo di una sconosciuta donna. E' questo che vogliamo? Cleire Breton concludeva la sua autobiografia così: «Ma mi sento diversa. Sono consapevole che le mie scelte di adulta sono opposte a quelle che ho vissuto nell'infanzia. Ho sofferto per alcune privazioni, ma adesso tento di rifarmi. Per il mio futuro desidero una esistenza normale, non lo nego. Voglio creare la famiglia che mi è mancata...». Anch'io voglio che ogni bambino possa dire "mamma" e "papà", non genitore 1 e genitore 2. Annalisa Gioia

Il mondo è stato scosso dal massacro indiscriminato di centinai di innocenti. Uomini di chiesa, pacifisti e “dialoganti”, sono convinti che la religione islamica sia una “normale” religione con cui discutere e dialogare. Commentatori e analisti si fanno in quattro per far credere all’opinione pubblica che i cosiddetti integralisti non hanno nulla da spartire con la religione di Maometto. Falso! I veri islamici, cioè i tagliagole, sono coloro che mettono in pratica le prescrizioni del Corano. Al contrario, i “cattivi” islamici sono coloro che pur dicendosi musulmani, non “praticano” le moschee. Durante le “messe” islamiche, gli iman non si limitano a predicare il verbo di Allah, ma pianificano strategie di conquista e conversione. I sempliciotti, cioè quelli che “gli islamici sono nostro fratelli e buon ramadan” evidentemente hanno scambiato il Corano per il libro dei sogni. Eppure basterebbe leggere pochi versetti per rendersi conto donde la radice dell’odio. Alcuni versetti: “Vorrebbero che foste miscredenti come lo sono loro e allora sareste tutti uguali. Non sceglietevi amici tra loro,

finché non emigrano per la causa di Allah. Ma se vi volgono le spalle, allora afferrateli e uccideteli ovunque li troviate. Non sceglietevi tra loro né amici, né alleati” (Corano 4:89). “Altri ne troverete che vogliono essere in buoni rapporti con voi e con la loro gente. Ogni volta che hanno occasione di sedizione, vi si precipitano. Se non si mantengono neutrali, se non vi offrono la pace e non abbassano le armi, afferrateli e uccideteli ovunque li incontriate. Vi abbiamo dato su di loro evidente potere” (Corano 4:91). “La ricompensa di coloro che fanno la guerra ad Allah e al Suo Messaggero e che seminano la corruzione sulla terra è che

siano uccisi o crocifissi, che siano loro tagliate la mano e la gamba da lati opposti o che siano esiliati sulla terra: ecco l’ignominia che li toccherà in questa vita; nell’altra vita avranno castigo immenso” (Corano 5:33). “Maledetti! Ovunque li si troverà saranno presi e messi a morte uccisi senza pietà” Corano (47:4). Se questo è il Corano, ha senso accusare chi semplicemente lo mette in pratica? Il Corano non convince? E lo si dica chiaramente, ma non si dia la colpa a chi pur di congiungersi carnalmente alle 72 procaci vergini che attendono nel sensuale paradiso maomettano, ammazzano e si fanno ammazzare. Gianni Toffali


CRONACHE

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VAL D’ALPONE. Premiati i Comuni che si sono distinti nella differenziata

Monteforte e Soave Comuni ricicloni Dal 1994 Legambiente popone l’iniziativa “Comuni ricicloni” per premiare i comuni che si distinguono nella raccolta differenziata e quest’anno la regione Veneto con una media del 67% è stata la vincitrice italiana. Per realizzare questo risultato si sono impegnati molti comuni delle sette province che la compongono come Verona che al suo interno ha molti comuni eccellenti. Fra questi nella zona della val d’Alpone e val Tramigna

spiccano Monteforte, Soave e Cazzano che confermano il trend positivo degli anni precedenti. Quest’anno la classifica è divisa per regioni e abitanti. Perciò nella sezione Veneto e comuni con meno di 10.000 abitanti ci sono 294 comuni e troviamo Monteforte, vincitore per il secondo anno, al 176° posto con un indice di raccolta del 59,15%, una raccolta differenziata al 71,90% e una produzione pro capite di rifiuti pari allo 0,97%, Soave al

199° posto con un indice di raccolta del 56,22%, una raccolta differenziata al 73,78% e una produzione pro capite dell’1,08% e Cazzano di Tramigna, vincitore per il terzo anno di seguito, al 259° posto con 47,58% d’indice di raccolta, una raccolta differenziata al 69,30% e un indice di raccolta pro capite allo 0,95%. «È un segnale importante che Soave sia premiata per il quarto anno di seguito commenta il sindaco di Soave Lino Gambaretto -. Il

nostro obiettivo è di arrivare al 78% di raccolta differenziata e per fare questo c’è bisogno di un maggiore sforzo da parte dei cittadini soprattutto per quanto riguarda il secco, poiché quando riceviamo la relazione della raccolta, noto che materiale riciclabile è inserito comunque qui. Inoltre la plastica invece di essere portata all’isola ecologica è meglio lasciarla fuori dalla porta di casa per la raccolta perché in questo modo è già compresa

come costo del servizio mentre nell’isola ecologica il Comune deve chiamare un camion per smaltirla e questa comporta una spesa aggiuntiva». «Siamo molto soddisfatti del risultato ottenuto e per

migliorare cercheremo di incrementare la raccolta nel centro storico» - termina il sindaco di Monteforte, Gabriele Marini. Maria Grazia Marcazzani

SANITÀ. NOVITÀ IN FARMACIA

La “ricetta rossa” è andata in pensione Dall’1 settembre la ricetta rossa per le prescrizioni farmaceutiche è andata in pensione. Al suo posto il cittadino riceve dal medico di medicina generale il cosiddetto “promemoria” o “memo” da consegnare al farmacista. A livello economico si calcola che la contrazione di spesa per la Sanità veneta derivante dalla dematerializzazione della ricetta rossa sarà di 3.244.901 euro l’anno (stampa dell’Istituto Poligrafico dello Stato e costo dei servizi di gestione). «Adesso il cittadino comincia a toccare con mano la rivoluzione che si sta operando a livello sanitario grazie ad un progetto globale di informatizzazione - spiega Marco Bacchini, presidente di Federfarma Verona, l’Associazione dei titolari di farmacia -. Il cittadino a partire dal 1° settembre arriverà in farmacia con il “promemoria”, un documento cartaceo recante i

suoi codici di riferimento e il medicinale prescritto che il farmacista “ritroverà” nel sistema informatizzato perché già inseriti dal medico di medicina generale, sempre nel pieno rispetto della privacy. I moduli rossi ancora in vigore saranno quelli relativi alle visite specialistiche, alle analisi di laboratorio e ad alcune tipologie di farmaci come gli stupefacenti, i prodotti in distribuzione per conto o quelli prescritti a livello domiciliare. Ricordo che Stato, Regioni, Asl Farmacisti e Medici stanno lavorando da anni a questa rivo-

ACQUE VERONESI

luzione sanitaria che avrà in futuro molti sviluppi come quello legato alla “bruciatura” del fustello del farmaco, che renderà possibile anche a livello telematico evitare qualsiasi truffa sulla commercializzazione di farmaci rubati, falsificati e altro. Anche il “promemoria” fra non molto, quando il processo di informatizzazione della sanità sarà completato insieme al Fascicolo sanitario elettronico del singolo paziente, sparirà avendo quindi una vita e una carriera meno lunga e meno gloriosa della ricetta “rossa”. Chiediamo al paziente di

Dal 2010 al 2013, solamente per la manutenzione di reti fognarie e impianti di depurazione nel basso veronese, Acque Veronesi ha investito 1 milione e 600 mila euro. Inoltre, la società consortile per l'estensione e la realizzazione di nuove infrastrutture ne ha speso più di 5. Le eccezionali perturbazioni di quest'estate hanno messo a dura prova il sistema di scolo dell'acqua piovana e delle fognature in diversi comuni della pianura. Per cercare di limitare il più possibile i disagi alla cittadinanza, Acque Veronesi sta moltiplicando gli sforzi ampliando ulteriormente i propri impianti (va ricordato che, come da normativa vigente, la gestione delle reti per lo smaltimento delle acque meteoriche non rientra tra i compiti della società). Tra gli interventi più importanti degli ultimi 4 anni, va ricordata l'estensione della rete fognaria di Cologna Veneta (1 milione e 100 mila euro), il rifacimento del collettore di Sanguinetto (1 milione e 700 mila), l'ampliamento della fognatura a Minerbe (730 mila euro) e l'adeguamento degli impianti a Boschi Sant'Anna (230 mila euro). Nel periodo 2014-2017, l'azienda che gestisce il servizio idrico integrato in 75 comuni della provincia scaligera, investirà in impianti di depurazione e reti fognarie della bassa quasi 10 milioni di euro. Soltanto nel comune di Cologna Veneta ne saranno spesi più di 3. Importante per i cittadini sarà l'adeguamento di una parte importante del sistema fognario di Isola della Scala (970 mila euro). Un intervento analogo sarà realizzato anche a Nogara (800 mila). Da sottolineare anche i quasi 700 mila euro che serviranno a migliorare l'impianto di depurazione di Bovolone ed un tratto della rete fognaria cittadina. Acque Veronesi ha deciso di intervenire a San Pietro di Morubio, Vigasio ed Erbè con più di 1 milione. Un'altra decina di comuni del basso veronese saranno interessati da una serie di opere che andranno a migliore le strutture del territorio.

essere tollerante - conclude Bacchini - perché potrà accadere che in questa prima fase le procedure sia dal Medico che in farmacia siano leggermente più lunghe, nonostante sia stato regolarmente effettuato l’adeguamento dei sistemi informativi alle nuove esi-

genze». “Promemoria’’ e “ricetta elettronica” seguono regole formali molto rigide garantendo efficienza e trasparenza. I Farmacisti da tempo si stanno preparando al cambiamento, infatti sono stati istruiti grazie a un lungo e complesso percorso forma-

tivo il cui ultimo incontro si è tenuto a Verona lo scorso 25 agosto. Il progetto FSEr relativo al Fascicolo sanitario elettronico è a cura della Regione del Veneto e coordinato da Arsenàl.IT, il Consorzio delle 23 aziende sanitarie ed ospedaliere regionali.


CRONACHE

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MONTECCHIA-MONTEFORTE. Le due amministrazioni unite per una richiesta accorata

Rotonda definitiva per la Pergola Servizi di

Maria Grazia Marcazzani Lo scorso 21 luglio si è tenuta una manifestazione insolita nella rotonda della Pergola: le amministrazioni di Montecchia di Crosara e di Monteforte d’Alpone si sono unite per rimarcare l’estrema necessità della realizzazione di una rotonda definitiva nella località monscledense ma che confina con Monteforte. «Il nostro gesto – afferma Edoardo Pallaro, sindaco di Montecchia di Crosara - è di tipo istituzionale, tecnico e politico. Istituzionale perché i consigli comunali di Montecchia e Monteforte hanno manifestato insieme all’interno della rotonda per dimostrare la nostra presenza all’interno delle istituzioni che noi rappresentiamo per via elettiva dei cittadini che vorremmo pure loro partecipanti in questo. È dal 1979 che è iniziato l’allargamento della strada della val d’Alpone e nel 2014 siamo ancora qui a discutere per la realizzazione di questa rotonda e l’allargamento della strada e ritengo tutto questo una vergogna. Tecnico perché una strada che ha un volume di traffico di 14-15 mila mezzi il giorno e non capisco perché in altre zone della nostra provincia sono state realizzate, anche talvolta talmente grandi che hanno fatto pure una coltivazione all’interno per utilizzare il terreno. Politico significa che i rapporti tra le amministrazioni locali sono cambiati dopo le ultime elezioni con sia io sia Marini appartenenti al centro destra. Vogliamo dimostrare che la politica del rinvio è finita perché noi siamo per il fare, e se la rotonda non sarà fatta in tempi brevi noi sposteremo i new jersey di plastica della rotonda provvisoria creata due anni fa e la strada tornerà com’era prima. Inoltre sempre qui alla Pergola ci sono stati tre lampioni d’illuminazione pubblica rimasti spenti per un mese così la ditta comunale, di manutenzione è andata a vedere se poteva risolvere il problema. In quel momento sono passati due geometri della provincia e hanno fatto la multa al comune perché i lampioni erano di competenza provinciale e non dovevano essere toccati». «Il Comune di Monteforte ha deciso di adottare un nuovo modo di essere presen-

te all’interno della comunità uscendo innanzitutto dal paese – afferma da parte sua il sindaco di Monteforte, Gabriele Marini -. Monteforte deve uscire dal suo isolamento e guardare ai comuni limitrofi soprattutto se le problematiche interessano pure i montefortiani come in questo caso. La nostra presenza vuol significare che noi facciamo gruppo e siamo insieme agli altri sindaci: se le richieste che si presentano in Regione sono fatte insieme con altri enti locali si ottiene più ascolto». «Da quando sono diventato consigliere provinciale nel 2009 – aggiunge il consigliere provinciale Domenico Dal Cero - ho insistito per il completamento dei lavori della strada provinciale che si erano interrotti nell’area Cesarin. L'unica cosa che siamo stati capaci di fare in Provincia è stata ridurre il debito da 190 a 70 milioni di euro ma tutti i lavori programmati sono rimasti fermi. Ho voluto partecipare alla manifestazione per affermare di nuovo che il blocco di tutti i lavori utili nella provincia è un fatto vergognoso. Sappiamo che la rotatoria va realizzata perché il traffico che proviene da Terrossa e va verso il casello dell’autostrada di Montebello passa da qui, ma quello che blocca tutto è il patto di stabilità e non possiamo spendere i soldi, anche se li abbiamo quindi il nostro ruolo, è nullo perché non possiamo dare delle risposte ai bisogni dei cittadini».

6 IL “CORTO” DI AIELLO SBARCA A PISA

Salvatore Aiello, insegnante di lettere alla scuola media di Montecchia di Crosara, noto per la sua attività di regista in ambito scolastico, ha di nuovo centrato il segno portando la classe prima B in finale al concorso Usa&Progetta di Pisa con il cortometraggio “Sporcoland”. Il concorso è stato bandito nell'ambito del festival EcoCity Expo, rassegna nata per educare i giovani a un comportamento ecologico corretto e giunto quest’anno alla sua terza edizione. Sporcoland è un corto-spot a tema ecologico della durata di tre minuti, anche se la versione integrale ne dura nove, realizzato durante le ore d’italiano dai ventitré alunni coordinati dal professore. «Il corto è nato la scorsa primavera quando abbiamo deciso di aderire a questo concorso che ora ci vede in finale. Gli alunni hanno scritto la trama che raccontasse le cattive abitudini da evitare nel rapporto con l'ambiente - spiega Aiello -. Nel film, alcuni ragazzi sporcano abitualmente l'ambiente con rifiuti di ogni tipo ma altri loro compagni cercano di contrastare questo comportamento. Un giorno, tutti i ragazzi del paese fanno lo stesso sogno: un mostro, sostenendo di aver preso vita dalla spazzatura con cui l'ambiente è stato sporcato, minaccia di distruggere il loro paese. I ragazzi che inquinano e i sostenitori dell'ambiente capiscono che il sogno non è una coincidenza e iniziano quindi a pulire la città». Domenica 21 settembre il corto sarà in competizione con altri cinque filmati di Istituti comprensivi provenienti da tutta Italia. Gli studenti, in dodici minuti, saranno chiamati a commentare il proprio video, a presentare la propria scuola e la propria città. Il punteggio totale sarà la somma dei punti assegnati dalla giuria al corto e alle presentazioni fatte dagli alunni.


CRONACHE MONTEFORTE. Numerose le opere pubbliche avviate

Un Paese... in cantiere In questo periodo Monteforte è un vero cantiere con molte strade chiuse alla circolazione soprattutto nel centro storico. La situazione ha visto però il nuovo sindaco Gabriele Marini occuparsi dello svolgimento e termine dei lavori. «Per l’inizio della scuola elementare – afferma il primo cittadino - non ci dovrebbero essere molti disagi per i ragazzi perché la facciata principale dell’edificio sarà già terminata mentre il ponteggio ci sarà ancora nella parte posteriore mentre per la pompa di via san Carlo posta sotto la piattaforma del cortile si stanno rispettando i termini di consegna, quindi il lavoro sarà sicuramente quasi finito. La chiesetta della Madonnina invece è stata inaugurata il 5 settembre. Ora dovremmo asfaltare delle strade questo mese e a ottobre, ma aspettiamo che terminino la vendemmia e un po’ di lavori per non creare ancora più disagi. Una nota negativa è che il ribasso d’asta per i lavori della piazza è andato perduto a causa di una variante d’opera necessaria perché l’inizio dei lavori è stato fatto in corsa al termine del mandato amministrativo senza una reale valutazione del costo effettivo dell’opera. Fortunatamente non ci sono grosse modifiche per la piazza che è stata interessata solo da una sistemazione dei sottoservizi e la sostituzione dei sampietrini con una tipologia più grande di questi per impedire che saltino come i precedenti e renderla esteticamente più bella ma sarà importante però una sua manutenzione periodica affinché rimanga tale. Purtroppo – aggiunge ancora Marini non possiamo intervenire sui gradini del municipio ma solo metterli in sicurezza. Un altro aspetto negativo che ha fatto aumentare i costi è stata la scelta da parte della precedente amministrazione di incaricare un tecnico esterno di Acque

Gabriele Marini

Veronesi per sorvegliare i lavori quando bastava incaricarne uno del Comune che avrebbe fatto lo stesso lavoro a costo zero poiché gli bastava affacciarsi alla finestra per controllare come questi procedevano. I prossimi lavori, che avevano programmato già la precedente amministrazione, saranno sistemare la chiesetta di Sant’Antonio, l’oratorio di San Carlo e il cimitero che vorrei almeno mettere in ordine prima della Solennità dei Defunti. Sono in attesa della richiesta fatta per il wi-fi gratuito per la piazza, il parco pubblico, la biblioteca e le frazioni e spero sia stata accetta dato che è stata fatta allo scadere del tempo. Infine – conclude il sindaco - abbiamo approvato lo scorso 25 luglio il Piano d interventi adottato ancora lo scorso marzo. Con l’approvazione abbiamo congelato due aree che dovevano essere edificabili mentre sono destinate come bacini in caso di rischi idrogeologici».

BAITA DEGLI ALPINI POSATA LA PRIMA PIETRA

Nel parco giochi di Monteforte è stata posata la prima pietra per la costruzione della baita degli alpini. Era presente il gruppo alpini del paese, il neosindaco Gabriele Marini al suo primo impegno ufficiale, la polizia locale, rappresentanti dei gruppi alpini dei paesi limitrofi e per benedire l’evento monsignor Pietro Simoni, storico parroco del paese e il collaboratore don Jean Bazenguissa. Gli alpini finalmente potranno avere la loro baita poiché per molti anni ne avevano una nei locali parrocchiali ma da quando don Alessandro Bonetti li aveva rivoluti indietro per creare l’oratorio non avevano un luogo in cui ritrovarsi. Ora una parte del parco giochi sarà riservata a loro e sicuramente la baita sarà finita per la prossima festa del tesseramento in marzo, quando potranno inaugurarla ufficialmente.

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PRESSO LE EX POSTE

Un ufficio turistico nel Palazzo Vescovile Uno degli obiettivi della nuova amministrazione comunale di Monteforte è fare conoscere il paese e il territorio il più possibile. A questo proposito si sta progettando di istituire un ufficio turistico ubicato nell’ex ufficio postale nel Palazzo Vescovile. A capo del progetto c’è Rosario Maccarrone, consigliere delegato al turismo. «Per prima cosa sarà creata una mappa, con i luoghi importanti del paese e delle frazioni, esercizi commerciali, associazioni, cantine visitabili e specialità enogastronomiche. Per fare ciò si dovranno trovare delle risorse economiche e selezionare e formare del personale che possa gestire agevolmente l’Ufficio. Si dovrà pubblicizzare il progetto rendendo partecipi i commercianti con convezioni legate a questo e un maggior sviluppo del mercato settimanale cui potranno aggiungersi altri mercatini di tipo specialistico. Inoltre – aggiunge - si dovrà potenziare il Palazzo Vescovile come luogo di svolgimento delle attività culturali, incrementare tutte le manifestazioni che ogni anno si svolgono a Monteforte e creare eventi per il periodo estivo. Se ci confrontiamo con Soave che riceve 19.000 turisti l'anno, Monteforte presenta le medesime potenzialità, sfruttate solo in minima parte. Purtroppo si deve fare conto della realtà attuale: una piazza in completa ristrutturazione nel mezzo della stagione estiva, edifici storici d’interesse turistico che necessitano interventi di restauro anche importanti e un isolamento gravoso dai

sistemi e mezzi di promozione turistica. Per questo motivo – aggiunge Maccarrone - cercheremo con un ufficio turistico attivo e ben segnalato di farci conoscere maggiormente. Altra questione da risolvere saranno i cartelli indicanti “La strada del Vino e Recioto di Gambellara”: saranno catalogati dei percorsi ciclo-pedonali, a cavallo, in moto e in auto nelle colline e saranno segnalati tramite cartelli, mappe e indicazioni satellitari. Tutti i toponimi del paese saranno tradotti almeno in inglese. Gli organi di polizia rurale dovranno sorvegliare maggiormente il territorio. Per promuoverci da un punto di vista mediatico – aggiunge Maccarrone - sarà riorganizzato il sito web del Comune con una sezione dedicata all'ospitalità e alle bellezze storico-culturali, saranno rivisti tutti i depliant e il materiale cartaceo informativo. Per far conoscere gli esercizi commerciali montefortiani nei paesi vicini, sarà attivata al più presto la convenzione tra il Comune di Monteforte D'Alpone e la Provincia di Verona per la disponibilità della “Verona Giovani Card”. Infine conclude - si sensibilizzerà prima la popolazione, e poi i turisti tramite guide specializzate, riguardo al patrimonio presente sul territorio attraverso serate culturali volte alla spiegazione e alla presa di coscienza di tali ricchezze non comuni e si cercheranno di rendere disponibili e presentabili per la visita più beni possibili».


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GESTIONE DEI RIFIUTI. Il sindaco di Soave a capo della protesta

SOAVE AL TELEFONO

Consigli di Bacino novità... sgradite

Una rubrica “solidale”

Servizi di

Maria Grazia Marcazzani Da quando la Regione Veneto ha imposto, i nuovi Consigli di bacino che si riferiscono al servizio di gestione integrata dei rifiuti urbani, tutte le amministrazioni interessate si sono ribellate. A capo della protesta il sindaco di Soave, Lino Gambaretto. «Da anni, come altri comuni dell’est veronese, facciamo parte del bacino Consorzio Verona Due che ora svolge il servizio nel territorio attraverso la ditta Ser.it. Oggi nel Consorzio ci sono 42 comuni e altri hanno chiesto di poter entrare. Il problema è iniziato quando la Regione ha deciso di definire gli ambiti regionali e provinciali. Inizialmente si era parlato di un ambito unico per provincia e poi si era discusso di farne vari. Noi come Consorzio avevamo fatto una delibera all’unanimità per creare tre zone distinte: una a nord dell’autostrada che comprende tutto l’est, il lago e la Lessinia, una a sud e una solamente per la città perché è particolare rispetto agli altri comuni. Da poco però una delibera regionale ha definito gli ambiti, non tenendo conto delle nostre indicazioni, ma prendendo 10 comuni del Consorzio per aggregarli alla città, mentre altri 14 comuni che non facevano parte del Consorzio sono stati uniti alla città. In questo modo si riduce il potenziale dei Comuni nel Verona Due e il lavoro costruito in questi anni per fare massa critica e ottenere

dei risparmi. Ad oggi – aggiunge Gambaretto - ci troviamo in una situazione di “limbo” e per risolvere la situazione abbiamo fatto un incontro con l’assessore regionale ai lavori pubblici Massimo Giorgetti. Io stesso ho interpellato tutti i Comuni per chiedere che si esprimano attraverso una delibera per chiedere di continuare a far parte del Consorzio, per chi già c’era, mentre per gli altri di potersi eventualmente aggregare. Mi hanno risposto positivamente i comuni del Consorzio di Badia Calavena, Caldiero, Cazzano di Tramigna, Colognola ai Colli, Illasi, Lavagno, Monteforte d’Alpone, San Martino Buon Albergo, mentre Montecchia di

Crosara, San Bonifacio, Selva di Progno, Tregnago e Vestenanova hanno chiesto di entrarvi e Mezzane ha la volontà di aderire e sarà messa discussione in Giunta. Questa – continua il sindaco non è una questione politica, ma mi interessa che si tenga conto della volontà dei Comuni e temo che la creazione dei tre bacini come vuole la Regione porti a tre tariffe diverse. Finora – conclude Gambaretto - ho incoraggiato i miei cittadini alla raccolta differenziata per contenere i costi: mi sembra assurdo dover dire loro ora che ci hanno cambiato di bacino e che la tariffa è aumentata anche solo di un centesimo».

SOAVE, “BORGO FELICE” È tornata a distanza di tre anni la classifica dei “borghi felici”, stilata dal quotidiano Il Sole 24 ore, in base ai 48 indicatori socio - economici del Benessere interno lordo, il BIL, cioè dove economia, ambiente e welfare sono ben mixati più che altrove e considerando solo paesi con più di 5000 abitanti. In quest’edizione i comuni italiani vincitori sono stati 176 rispetto ai 260 del 2011 in cui però si consideravano comuni dai 3000 abitanti in su. Per quanto riguarda il veronese sono 11 i comuni presenti in classifica, fra cui Soave al 28° posto guadagnando molte pozioni rispetto alla classifica precedente dov’era 44°.

È uscita da poco in vendita la rubrica “Soave al telefono” che riunisce tutti i numeri telefonici dei soavesi che nei mesi scorsi hanno potuto segnalare il proprio recapito agli organizzatori. Quest’anno tutto il ricavato andrà all’associazione “Noi, voi e l’Oro”. L’idea della rubrica è nata nel 1996 da parte di Adriana Bigano e Franco Zenatello per raccogliere fondi per le associazioni del paese in modo originale e utile per il cittadino. Quest’anno è stata scelta “Noi, voi, l’oro” nata nel 2009 dall’idea di un gruppo di giovanissimi, insieme con adulti per aiutare ragazzi diversamente abili. Il nome dell’Associazione ha un significato ben preciso: NOI, perché è nata con l’Associazione NOI; VOI perché è sull’aiuto di tutti che il gruppo conta e L’ORO perché chi incontra un disabile trova un tesoro. Obiettivo dell’associazione è promuovere, in chi vive situazioni di difficoltà fisica e psichica, la consapevolezza delle proprie capacità, in un clima che favorisca l’autostima e faciliti la comunicazione e la collaborazione. Per molti anni l’attività dell’Associazione era costituita da una serata il mese, quando tutti i volontari e i ragazzi speciali andavano assieme a mangiare la pizza, oppure da qualche domenica allo stadio a tifare Hellas Verona, o da una gita in località vicine. Dall’anno scorso, quando la parrocchia ha dato in concessione all’Associazione una casa lasciata in eredità da alcune signore, è nata Casa San Benedetto, inaugurata il 2 febbraio 2014, così chiamata in omaggio alla carità del grande Santo da Norcia, patrono d’Europa, verso i più bisognosi. Grazie a martelli e picconi, pennelli e colori, i volontari dell’As-

sociazione hanno restaurato l’edificio che ora è diventato un punto di riferimento quotidiano pomeridiano per i ragazzi diversamente abili e i loro accompagnatori, che fino a quel momento passeggiavano senza meta per i centri commerciali della zona. A Casa San Benedetto per loro è possibile scrivere, colorare, giocare, imparare a ballare, a cucinare e a fare dei lavoretti grazie a dei corsi organizzati. In particolare, va segnalato quello tenuto due sabati il mese, corso in cui i ragazzi riescono a realizzare degli splendidi manufatti. Proprio grazie a questo corso i giovani hanno realizzato delle graziose cassettine, dove le persone potranno mettere la loro offerta per la rubrica. Il prossimo obiettivo, se le possibilità economiche lo permetteranno, sarà l’acquisto di un pulmino per andare a prendere a casa i ragazzi che vorranno partecipare alle attività dell’Associazione (Per informazioni: www.noivoieloro.org.; e-mail segreteria@noivoieloro.org; telefono 345 8713876). “Soave al telefono” si trova in vendita negli Ambulatori Città di Soave, nella Casa di riposo Oasi, circolo Noi pensionati, bar Al Castello, bar Matley, cartoleria La Coccinella, edicola Bonturi, edicola Soave Wine Tuttospsort, farmacia Centrale, farmacia Frassoldati – Vaccari, vivaio Giardino e il fiordaliso, Milleidee casa, panificio Zambaldo, panificio Felisi, trattoria Dal Moro, albergo - ristorante Soave, macelleria Da Massimo, tabaccherie Casentini e Omnia Bonis, ottica Ciemme, Nat abbigliamento donna, studio fotografico RS, bar - trattoria Renata di Castelletto, minimarket Flora di Costeggiola e pizzeria ristorante Soave Resort a Castelcerino.


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SOAVE. Il Sindaco lancia l’allarme dopo la decurtazione dei trasferimenti

LASCITO ZANELLA

Meno fondi statali tasse in aumento

Presentato il restauro

Il sindaco di Soave Lino Gambaretto lancia l’allarme verso i suoi cittadini per la decurtazione ricevuta quest’anno dei fondi statali: se non riuscirà a risolvere il problema del bilancio, si vedrà costretto ad aumentare le tasse. «Nel mese di maggio – afferma il primo cittadino - abbiamo deliberato le percentuali Tasi e Imu per non creare disguidi ai cittadini che avrebbero dovuto pagare alla fine dell’anno, ma abbiamo corso un rischio perché non avevamo ancora certezza di quali sarebbero stati i trasferimenti statali. Negli ultimi tre anni il nostro principio è stato tagliare le spese piuttosto che aumentare le tasse ma cercando di tenerle al minimo: per la Tasi siamo all’1% mentre per l’Imu allo 0,76% per quanto riguarda le seconde case, i capannoni e le attività commerciali. Quando lo Stato ci ha comunicato i trasferimenti, ci siamo accorti che rispetto all’anno scorso ci hanno decurtato 253.000 euro equivalenti all’Imu prima casa. Ora stiamo valutando come riavere i soldi perduti. Pensiamo di recuperare 100.000 euro con tagli comunali ma non sappiamo se saremo in grado di recuperare altri soldi senza aumentar le tasse e tagliare capitoli di

Lino Gambaretto

bilancio che abbiamo sempre ritenuto essenziali, il sociale e le scuole soprattutto le materne. Inoltre abbiamo dovuto aderire, su indicazione dell’Ulss, con una quota di 2,05

euro per abitante, per sostenere i servizi psichiatrici, e sono quasi 16.000 euro non previsti ma che dovremo sostenere e che per il nostro bilancio sono un problema. Se ci saranno aumenti – aggiunge inoltre - saranno su tutto e quindi incrementi contenuti distribuiti su tutti i cittadini e non solamente in un’unica categoria. A causa del taglio dei contributi sono diminuite le opere pubbliche. L’unico cantiere sarà il rifacimento dei muri a secco all’interno del parco Zanella grazie a un contributo di 100.000 euro su una spesa complessiva di 130.000 euro. Tutti gli altri interventi sono in attesa, anche se contavamo di fare qualcosa d’importante nel secondo semestre del 2014 con i soldi che la Regione ci deve dare per i lavori sistemazione delle mura, il tetto della scuola elementare e via Cangrande della Scala per un totale di 402.000 euro. Pensavamo di riceverli in questo periodo – termina Gambaretto -, ma recentemente sono andato in Regione e ho scoperto che i soldi arriveranno nel 2015 perché ora stanno pagando i lavori rendicontati a giugno 2013». Maria Grazia Marcazzani

Presentazione ufficiale nella Sala delle Feste del Palazzo Del Capitanio di Soave per il restauro del lascito Zanella e i lavori effettuati nella biblioteca comunale per conservarlo al meglio. I 709 libri sono i restanti di quelli che la famiglia Zanella possedeva, parte di una preziosa biblioteca privata, situata nell’attuale struttura del comune di Soave. Il trasferimento del comune di Soave avvenne tra il 1985/86, grazie alla donazione da parte dell’ultima erede delle proprietà della famiglia Zanella, Maria Anna Bevilacqua, moglie e poi vedova di Baccio Zanella. La signora, rimasta sola, anziana, ammalata e senza eredi, lasciò al comune di Soave tutto il complesso dell’edificio, il parco adiacente e il mobilio; quindi anche quel grande patrimonio librario che era stata la fonte culturale della famiglia per molte generazioni. La donazione del complesso avvenne con il primo cittadino Giorgio Magrinelli tra gli anni ‘70 e l’85. Il trasferimento del Comune avvenne tra l’85 e l’86 con il sindaco successivo Bruno Gilioli. Dopo la morte della signora Bevilacqua furono portate via quante più ricchezze e documentazioni preziose si poteva, da persone che la signora Bevilaqua conosceva, forse parenti lontani e conoscenze. Il lascito librario che Soave possiede oggi, quindi, in realtà è una piccola parte di una vera e propria biblioteca con libri, carte geografiche e idrauliche, archivi e documentazioni di ogni genere, dalla geografia alla storia, dal diritto all’ingegneria e architettura. Recentemente il caso dei 709 libri è stato ripreso in considerazione: nel 2011 la Regione Veneto ha stanziato 15.000 euro per ripulire a scopo conservativo i libri e, grazie all’intervento del Comune, è stato installato un condizionatore presso la biblioteca di Soave, dove essi sono stati collocati in alcuni scaffali, in modo tale da mantenere l’ambiente a una temperatura e a un tasso di umidità idonea. M.G.M.

COLOGNOLA AI COLLI. DUE EVENTI A SAN GIUSEPPE LAVORATORE

In località Villa a Piano di Colognola ai Colli si sono celebrati due eventi rilevanti che hanno riguardato lo stesso stabile: la chiesetta di San Giuseppe Lavoratore. Si è, infatti, celebrato il 50esimo anniversario di questo luogo sacro, posto al piano terra dell'immobile situato a pochi passi dal municipio, e c’è stata pure l’inaugurazione della nuova sede dell'associazione “Sulle orme”, ricavata nell'appartamento al piano rialzato dello stesso edificio. Le due feste, che hanno coinvolto la cittadinanza, si sono svolte nello stesso week-end, alla presenza del parroco della chiesa dei Santi Fermo e Rustico Don Agostino Martinelli, del presidente dell’associazione “Sulle Orme” don Paolo Pasetto e di alcuni amministratori comunali. «Monsignor Luigi Aldrighetti, parroco nel capoluogo dal 1961 al 1970, scelse di fondare la chiesa di San Giuseppe nel 1964 – racconta il sacrestano Donato Avogaro, appassionato di storia e tradizione della parrocchia – per agevolare gli abitanti della zona del Piano permettendo loro di partecipare alla messa senza dover risalire il colle, dove si trova la parrocchiale, e anche nell'intento di evitare che cambiassero parrocchia data la vicinanza con la chiesa della frazione di San Zeno. Il 19 gennaio 1964 – conclude – venne inaugurata ufficialmente la chiesetta di San Giuseppe e consacrata dal vicario generale monsignor Giovanni Falzoni. In seguito ogni parroco giunto a Colognola l’ha arricchita con pavimentazione, organo e impianto di riscaldamento fino a completarla». Settimanalmente don Agostino vi tiene la messa domenicale e talvolta alcuni momenti di adorazione. A rendere ancora più significativo il mezzo secolo della chiesa di San Giuseppe, è stato, al piano soprastante, il taglio del nastro della nuova sede della comunità “Sulle Orme”, fondata da don Paolo Pasetto. Nata a Fittà di Soave, l'associazione è in paese dal 2009 con lo scopo di accogliere e aiutare le persone con esperienze forti alle spalle, bisognose di un alloggio e desiderose di intraprendere un percorso di integrazione sociale e di condivisione, svolgendo mansioni utili a tutta la cittadinanza. Rilevante è l'assunzione di responsabilità da parte dei suoi membri che convivono all'insegna della collaborazione nel rispetto fraterno. Prima il gruppo abitava sempre nello stesso quartiere, ma la casa in cui era in affitto avrebbe dovuto essere sottoposta ad una messa in sicurezza totale per poter continuare ad ospitarla. «Così don Agostino – spiega Simonetta Guadin, responsabile della comunità in paese – ci ha dato questo appartamento di cui è stato effettuato il restauro. Ci siamo impegnati in prima persona per eseguire alcuni lavori aiutando l’impresa. Il luogo è l'ideale, dato che, operare nell’ambito della parrocchia è proprio una finalità del nostro gruppo. Collaboriamo anche – conclude Guadin – con i Servizi Sociali del Comune che ci hanno offerto aiuto per compiere i lavori». Entrambe queste occasioni hanno permesso ai colognolesi di volgere uno sguardo al passato ricordando l'apertura della chiesetta e al futuro ospitando in parrocchia un gruppo di accoglienza potendo così riflettere sulla valenza sociale di queste due foto M.Testi preziose realtà. Daniela Rama


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COLOGNOLA. Anche quest’anno promosso “riciclone”

COLOGNOLA - QUARTIERE EUROPA

Un Comune ... diplomato

Inaugurato il parco a “quattro zampe”

Servizi di

Daniela Rama Nella seduta estiva del Consiglio comunale di Colognola ai Colli l'assessore all'Ecologia Andrea Nogara ha annunciato che, anche per l'anno in corso, Colognola ha meritato il diploma di Comune ricilone. A permettere il raggiungimento di questo traguardo, vi è sicuramente «il sistema di raccolta dei rifiuti porta a porta, grazie al quale – ha spiegato Nogara – la percentuale di differenziata ha superato l'80%. Ma non vanno sottovalutati anche l'accesso controllato al nuovo Ecocentro, ora costantemente monitorato dall'utilizzo della tessera sanitaria per i privati e dell'Ecocard per le aziende, e le numerose esperienze ecologiche, sulla corretta differenziazione della spazzatura, proposte in collaborazione con le scuole primaria e secondaria di primo grado del paese, con Capitan Eco e l’associazione Gea

Andrea Nogara foto M.Testi

onlus; i bambini e i ragazzi, infatti, con la loro preparazione e sensibilità, sono la via migliore e più efficace per trasmettere il messaggio di rispetto ambientale alle famiglie. Ai cittadini, quindi, va il grazie dell’Amministrazione per questo bel risultato raggiunto che si può e si deve sempre, comunque, migliorare». Nogara, durante la seduta consiliare, ha sottolineato anche un altro aspetto:

«Dalla vendita di materiale riciclabile il Comune ha ricavato tra i 60 e i 70 mila euro. Ciò ci permette – ha dichiarato – di non aumentare la Tari». «Inoltre – ha aggiunto il primo cittadino Alberto Martelletto – gli incrementi di differenziata registrati negli ultimi mesi - l'80,74% a marzo, l'82,44 ad aprile e il 79,89 a maggio- sono molto buoni e fanno bene sperare anche per il futuro».

SAN ZENO.SUONATORI DI CAMPANE

La squadra dei suonatori di campane a sistema veronese della frazione di San Zeno di Colognola ai Colli, con i colleghi Luigi Vesentini di Illasi e Giuseppe Caloi di Monte di Colognola, ha conquistato il trofeo Batocio d'argento nell'ambito dell'omonima gara, istituita quarant'anni fa, dall'allora presidente dell'associazione Pro Arsiero di Vicenza, cavalier Angelo Busato.Il concorso è tornato dopo alcuni anni di fermo, dal 2003 infatti non si era più disputato, e il gruppo colognolese, sotto la direzione del maestro Fabio Giona, si è aggiudicato il primo premio. «Questa vittoria – spiega il presidente dei campanari di san Zeno Federico Pirana – è la sesta che guadagniamo ad Arsiero. Tornare a concorrere dopo ben undici anni salendo sul primo gradino del podio, per quella che noi consideriamo la regina delle competizioni per i suonatori dei sacri bronzi, è davvero una bella soddisfazione». Il gruppo si è aggiudicato il batocio, progettato nel 1964 dall'architetto Filiberto Gemo, dopo aver affrontato le migliori squadre delle diocesi di Verona, Vicenza e Padova e annoverando così tra i suoi già numerosi successi anche questo ennesimo trionfo.

MONTE- SCUOLA S.MARIA BERTILLA

Arriva il nuovo anno Alle porte del nuovo anno scolastico le insegnanti della scuola dell'infanzia “Santa Maria Bertilla” di Monte di Colognola stilano un bilancio degli obiettivi raggiunti nell’esperienza che si è conclusa a giugno. Qui a 3 anni i bimbi si sanno già orientare sull’atlante e conoscono le caratteristiche fondamentali dei continenti e degli Stati principali. Un assaggio di tutto ciò si è avuto in occasione dell'ultima recita a teatro. «Abbiamo fatto il giro del mondo in 138 giorni, quelli dedicati all’attuazione della programmazione didattica, prendendo spunto dal libro di Jules Verne» - spiegano le insegnanti, che, con i loro bimbi da 10 in geografia, hanno ‘viaggiato’ a bordo di una mongolfiera. Se in realtà questa, costruita con l’aiuto dei genitori, era in salone, con la fantasia ha raggiunto angoli diversi della Terra. Con la propria valigetta, i piccoli hanno fatto tappa prima a Verona, città dell’amore, che li ha visti a San Valentino recitare Shakespeare, stavolta veramente, sotto il balcone di Giulietta e gli sguardi ammirati dei turisti. Per la visita all’Arena si sono cimentati anche con l’opera lirica, analizzando Carmen e Aida, di cui hanno cantato la marcia trionfale proprio nel grande anfiteatro. La fantasia li ha portati poi in Giappone, guidati da un maestro di karate e da una geisha con tanto di kimono e ombrellino, imparando origami e rito del tè. Alla scoperta della Cina i bimbi sono andati armati di bacchette per un pranzo tradizionale, gustato tra lanterne e tappeti in un’atmosfera cinese ricreata a scuola. Prima di raggiungere l'Oceania i piccoli allievi si sono recati nuovamente in Italia per conoscere a Genova la figura di Cristoforo Colombo, e a Firenze quella di Leonardo da Vinci. A consolidare tutte le conoscenze è stata l'uscita didattica alla Minitalia di Bergamo. Se in Australia, in seguito, i bambini hanno incontrato cicloni e tornado, il ritorno in Europa li ha portati in Germania e in Austria imparando a solfeggiare con Beethoven, Bach, Handel e Mozart. I brani più celebri di questi compositori, quali per esempio L'inno al Creatore, Ave Verum Corpus o Hallelujah , sono stati insegnati agli alunni e incisi su un cd diventato il dono per la festa della mamma. In Inghilterra e negli Stati Uniti a guidarli è stata l’insegnante di inglese, prima di approdare nella savana africana e in Sudamerica. Alle 15.30 del 138esimo giorno di programmazione, i bimbi, puntualissimi , hanno “fatto rientro” a scuola.

Taglio del nastro al nuovo parco per cani della Val d’Illasi. Situato in via della Vittoria, in quartiere Europa a Colognola ai Colli, il parco deve la sua realizzazione ad alcuni colognolesi che hanno consegnato in Comune una petizione, con in calce circa 200 firme, nella quale veniva chiesta un'area adatta agli amici a quattro zampe in cui poter spaziare in sicurezza convivendo nel rispetto delle esigenze di tutti. L'appello è stato accolto dall'Amministrazione che di recente si è trovata ad inaugurare questo spazio rivelando, come hanno detto il sindaco Alberto Martelletto e Andrea Nogara assessore ai lavori pubblici, «la sensibilità del Comune per l'ambiente e per gli animali. Si tratta anche – hanno aggiunto – di un'iniziativa nuova visto che ci risulta sia la prima della Val d'Illasi». Dotata di una superficie di 1.200 metri quadrati, la zona verde riservata ai cani è stata acquisita dal Comune con la nuova lottizzazione, che si sta concludendo, in quartiere Europa e appare interamente recintata, piantumata nonché fornita di una fontanella d'acqua e panchine. «Il suo ingresso – ha precisato Nogara – è indipendente rispetto al vicino parco giochi, dal quale, quindi, è completamente separata in modo che non ci siano contatti tra i cani e i bambini, tutti liberi, ciascuno nel proprio spazio, di muoversi in sicurezza. Come tutti gli spazi pubblici – ha concluso Nogara – al suo ingresso è stato posto un cartello con le fondamentali norme di comportamento da seguire all'interno, così che non vengano a crearsi disagi vicendevoli». I cani possono usufruire del parco esclusivamente accompagnati dai loro padroni, tenuti a raccoglierne deiezioni e ad utilizzare il guinzaglio, tutti i giorni dalla 7 alle 23. All'inaugurazione, oltre a un nutrito numero di 'utenti' e rispettivi padroni, sono intervenuti alcuni amministratori e il primo cittadino Martelletto che ha espresso la soddisfazione di aver esaudito una richiesta che rispecchia la volontà di disporre di un luogo in cui lasciare liberi i cagnolini nel rispetto della sicurezza di tutti.


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SAN BONIFACIO. A “Tu per tu” con il primo cittadino Giampaolo Provoli a tre mesi dall’elezione

Un’estate da Sindaco tra opere e progetti Servizi di

Matteo Dani A quasi tre mesi dall'affermazione elettorale abbiamo incontrato il sindaco Giampaolo Provoli che, con la sua Amministrazione, sarà chiamato ad affrontare problematiche molto sentite dalla cittadinanza di San Bonifacio. Se ne sta andando la prima estate da sindaco. Che mesi sono stati? «Un'estate di lavoro, durante la quale ci siamo concentrati su argomenti importanti, come la sicurezza degli edifici scolastici. Abbiamo dato il via al primo stralcio dei lavori da eseguire alle scuole elementari di via Roma (che dovrebbero concludersi in questi giorni) e in queste settimane dovremmo dare il via alla gara di appalto per il secondo stralcio, quello relativo alla messa in sicurezza della palestrina. Anche per le scuole di Prova è stata avviata la gara di appalto per il secondo stralcio degli interventi sull'impiantistica dell'istituto. Poi,

in collaborazione con la Polizia Municipale, abbiamo trovato le risorse e quindi approvato una delibera che darà la possibilità ai vigili che volontariamente decideranno di mettersi a disposizione di svolgere attività di sorveglianza del territorio anche al di fuori di quello che sarebbe il loro orario di servizio. Una sorveglianza che riguarderà sia il centro storico che le frazioni, in orari serali e nottur-

ni». Quali gli obiettivi a breve termine dell'Amministrazione? «Stiamo portando a termine un piano di riorganizzazione del personale che ci consentirà di gestire al meglio i vari uffici e adeguarli alle neccessità dell'Amministrazione, penso ad esempio all'Ufficio del Patrimonio, che gestisce tutte le proprietà comunali, e l'Ufficio Gare e Acquisti.

Abbiamo reperito i fondi per portare a termine l'asfaltatura di alcune strade sia nel centro storico che nelle frazioni e, infine, contiamo di dare il via entro fine anno alla fase finale del "porta a porta spinto", raccogliendo anche il vetro casa per casa ed eliminando le campane dalle strade». Per quanto rigurda, invece, le deleghe che inizialmente non aveva assegnato?

«La delega ai lavori pubblici è stata assegnata al consigliere Antonio Verona e la delega ai rapporti con le associazioni e società sportive affidata al consigliere Angelo Lunardi, mentre il consigliere Palma Racconto si occuperà di seguire l'importante questione relativa alla TAV. Per le altre deleghe siamo ancora in fase di valutazione». Anche la questione relativa al ponte della Motta pare essersi smossa... «Siamo fiduciosi in merito alla rinnovata collaborazione tra Comune, Soprintendenza e Genio Civile su questo tema, con la disponibilità anche a migliorare la soluzione attualmente prospettata dal progetto. Abbiamo comunque seguito passo per passo tutti i lavori di pulizia dell'alveo dell'Alpone e di rinforzo delle golene svolti nei mesi estivi, nonostante una situazione meteo spesso avversa». Concludiamo con una querelle delle ultime settimane, relativa ai disservizi delle Poste del centro

Giampaolo Provoli

paese. «E' una questione nella quale andrò fino in fondo. In alcuni quartieri la posta arriva con enorme ritardo e, a volte, nemmeno viene consegnata. Oltre al chiaro disagio, questo disservizio può anche tramutarsi in un problema più grave, penso ad esempio a quelle persone che attendono di ricevere gli esiti di esami o accertamenti fatti nei vari ospedali del territorio. Credo ci siano tutti i presupposti per parlare di interruzione di pubblico servizio, ho scritto al prefetto in merito e dalla Prefettura non hanno tardato a confermare che seguiranno anche loro la questione. Ora attendo di incontrare i responsabili del servizio di consegna della corrispondenza per capire le ragioni di tutto ciò».

MERCATO SETTIMANALE

Novità in Centro Potrebbero arrivare nuove regole per la chiusura del centro di San Bonifacio dopo il mercato del mercoledì. Dalla metà di agosto il Comune sta sperimentando una diversa strategia di chiusura del centro storico per portare a termine la pulizia delle strade, e ridurre al minimo il disagio dei cittadini. Una strategia che prevede la pulizia a stralci delle vie del centro e la riapertura pressochè immediata del tratto appena pulito, consentendo su di esso il traffico di veicoli. Il nuovo sistema dovrebbe ovviare alla chiusura totale del centro storico dalle ore 14 alle 15.30, come accade attualmente, che tante proteste ha suscitato tra cittadini e residenti, costretti a volte a dover pagare multe salate per non aver rispettato il

divieto di transito. Il centro storico dovrebbe infatti rimanere chiuso al traffico per un periodo molto più limitato, aprendo una dopo l'altra le strade pulite, senza dover attendere la pulizia di tutte le strade interessate dal mercato. Al momento questi sono gli stralci nei quali potrebbe essere effettuata la pulizia del centro storico: dal bivio tra via Fontanelle-Camporosolo e Piazza Costituzione; Corso Venezia (dalla piazza fino all'incrocio con Corso Italia); Via Cavalieri di Vittorio Veneto. Per quanto riguarda il cartone, ci sono novità anche per gli ambulanti, che dovranno lasciare i cartoni sulla strada schiacciati e assemblati per velocizzare raccolta e pulizia.

FOSSI E CANALI DI SCOLO. PIÙ PULIZIA

Multe fino a 1.500 euro per chi non cura la pulizia di fossi e canali di scolo. E' quanto prevede l'ordinaza 113 del 4 agosto 2014, emanata dal Comune di San Bonifacio ed entrata in vigore lo scorso 18 agosto. “La diffusa incuria dei fossi di scolo delle acque meteoriche – si legge nel testo dell'ordinanza - , specialmente quelli situati lungo le strade pubbliche, è causa di allagamento delle strade stesse e di aree pubbliche e private. Per garantire un efficiente sistema di scolo delle acque e mitigare il rischio idrogeologico si ordina, quindi, a tutti i proprietari, conduttori e detentori a qualsiasi titolo dei fondi agricoli, nonchè ai proprietari, affittuari e conduttori di aree rurali ed urbane confinanti con le strade pubbliche del territorio comunale, di provvedere al ripristino, alla pulizia e alla manutenzione dei fossi e dei canali di scolo, inclusi i tratti tombinati, mediante l'escavazione dell'alveo e la risagomatura delle sezioni del corso d'acqua (ove necessario), l'asportazione di detriti, rifiuti, rami, erba e qualsiasi altro materiale, in modo da garantire il deflusso delle acque anche in caso di piogge intense”. Per ottemperare a quanto previsto dall'ordinanza ci sarà tempo fino al 31 dicembre 2014. L'inadempienza comporterà l'applicazione di una sanzione amministrativa pecuniaria che può variare da 150 a 1.500 euro, così come stabilito dal regolamento sulle sanzioni amministrative comunali del dicembre 2005.


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SETTEMBRE SAMBONIFACESE. L’evento si protrarrà fino a fine ottobre

Comunità in festa tra musica e cultura Un Settembre Sambonifacese che sarà il primo passo per ricreare nei cittadini un genuino spirito di appartenenza al paese e alla comunità. E' stato questo il principio guida nell'organizzazione di una manifestazione che, quest'anno, si protrarrà fino ad ottobre inoltrato. «Quando abbiamo iniziato a lavorarci – spiega il vicesindaco e assessore alla Cultura Mario Nogara – buona parte del programma era già stato predisposto, ma abbiamo lo stesso fatto in modo di introdurre un nuovo indirizzo. Non volevamo infatti creare una manifestazione che si basasse quasi totalmente sull'intrattenimento, come ci è parsa in passato, per questo si è cercato di introdurre appuntamenti di promozione culturale e che rappresentassero la ricca offerta delle realtà associazionistiche e di volontariato sambonifacesi». Il Settembre Sambonifacese 2014 vedrà comunque Piazza Costituzione scenario delle serate danzanti “Balliamo Insieme A Voi” organizzate dall'ass. Amici del Ballo e di “Sambocomico”, appuntamento umoristico con ospiti i comici di Zelig Lab e organizzato da Radio 80. Non mancherà lo sport con il ciclismo del “Memorial Paolo Cavalla-

Premiazioni gara ciclistica memorial Paolo Cavallaro

ro” lungo le vie del centro storico e il “Super Moto Italian Trophy” al Palaferroli. La nuova Amministrazione comunale sarà poi in piazza con i cittadini in un appuntamento enogastronomico con degustazione di vitella allo spiedo. Non mancheranno, infine, la domenica con Bimbinbici e la Festa delle associazioni. Tra le novità inserite nel programma spiccano sicuramente la Mezzanotte Bianca e i numerosi convegni, come i tre organizzati da GAS Prova e dedicati ad alimentazione e salute, le due serate che vedranno ospite il dott. Pietro Lombardo all'ospedale Fraccastoro, organizzate dall'AVIS, e la serata curata dal Comitato Civico di Prova dedicata ad affettività, internet e legalità. Sabato 20 settembre molte

le nuove proposte con “La Festa dell'Africa”, a cura delle ass. AVO e Anna Frank, la possibilità di un giro in mongolfiera su San Bonifacio, grazie all'ass. Per Aria, e la sfilata di moda e musica etnica. Cultura e società protagoniste nell'inaugurazione del Cineforum del Cinema Cristallo (40^ edizione), nella presentazione del libro Nero per n9ve a cura della Libreria Bonturi, nella personale “Domus Dei et Porta Coeli” di Alessio Pegoraro e negli eventi fotografico/musicali dedicati a reportage su Turchia e Benin. In programma, infine, gli appuntamenti per festeggiare con “Il Paese di Alice in festa”, il primo anniversario di Mamma Anna e i 150 anni di Croce Rossa Italiana. «Vista la situazione contingente – conclude Nogara –

SAN BONIFACIO. ADOTTA UN’AIUOLA

Rendere i cittadini protagonisti attivi del verde pubblico di San Bonifacio. Da questa premessa è nata l'iniziativa “Adotta un'aiuola”, una delle prime proposte lanciate dall'Amministrazione Provoli e dall'assessore all'Ecologia e Ambiente Marta Temellin. L'idea intende coinvolgere tutta la collettività nella cura del territorio e del verde pubblico, che è un patrimonio di tutti i cittadini. Cittadini, scuole, imprese e associazioni potranno scegliere un angolo di verde pubblico sambonifacese da adottare, curando la sua manutenzione; un concreto gesto di partecipazione nella gestione di beni e spazi comuni. Su ogni spazio verde adottato, il Comune apporrà poi una targhetta di ringraziamento. Lanciata nei primi mesi estivi “Adotta un'aiuola” ha subito incuriosito i sambonifacesi. Come spesso accaduto negli ultimi mesi sono stati i social network il luogo di discussione privilegiato. Da una parte i cittadini felici per un'iniziativa che li rende partecipi nella cura del proprio paese, dall'altra i più scettici che ricordano come sia dovere del Comune occuparsi delle aree verdi, utilizzando le risorse che derivano anche dalle tasse pagate dai cittadini stessi. Tra favorevoli e contrari, saranno comunque i prossimi mesi a sancire il successo o meno delle “adozioni”. Nella speranza di vedere davvero giardini, parchi e aree verdi curate e colorate, che rendano San Bonifacio, agli occhi dei residenti e dei passanti, un paese più gradevole e vivibile.

Mario Nogara

abbiamo cercato di ridurre al minimo i costi, tutta la pubblicità della manifestazione, ad esempio, è offerta dal Consorzio Le Valli. Il nostro progetto, comunque, è quello di garantire un calendario di momenti di aggregazione che duri tutto l'arco dell'anno, per evitare sovrapposizioni e dare sempre più spazio alla cultura. Anche in campo culturale, infatti, San Bonifacio ha le potenzialità per diventare la capitale dell'est veronese».

15 LONIGO - IL SINDACO

Una lettera “all’Italia” Giuseppe Boschetto parla al Prefetto, ma è come se si rivolgesse a tutto lo Stato italiano. Il primo cittadino di Lonigo, in occasione della visita del prefetto di Vicenza Eugenio Soldà, ha fortemente voluto sottolineare quali siano le necessità e le difficoltà alle quali i Comuni e i cittadini devono ogni giorno far fronte. I continui tagli da parte dello Stato e il bisogno di sicurezza sono i temi sui quali il sindaco leoniceno si è particolarmente soffermato. “La nostra Amministrazione comunale - esordisce Boschetto - è sempre stata attenta alle necessità e alle esigenze delle persone e delle famiglie del nostro territorio, soprattutto quelle più bisognose. Ora però abbiamo bisogno di restituire speranza e serenità ai cittadini, in particolare ai giovani, che sono il nostro futuro; su di loro dobbiamo focalizzare la nostra attenzione, trasmettendo loro valori sani e giuste esperienze. E' un bisogno sempre più pressante visto il difficile momento che stiamo attraversando. Oggi non siamo in grado di sopportare ulteriori sacrifici, imposti dallo Stato, e non riusciamo a redigere un bilancio di previsione per il 2014 se non aumentando il carico fiscale ai cittadini, cosa che non vogliamo. Lo stesso perdurare del Patto di Stabilità soffoca il bilancio del nostro Comune, creando danni non indifferenti ai cittadini”. Snocciola dati e numeri Giuseppe Boschetto, ricordando come lo Stato dal 2010 al 2013 abbia tagliato a Lonigo trasferimenti per 2 milioni di euro, più altri 500.000 quest’anno. Fondi di importanza capitale per un Comune con oltre 16.000 abitanti e con un territorio di oltre 50 kmq, ampiezza che si traduce in maggiori costi per la gestione dei servizi. C'è poi la questione sicurezza, “che mai come ora i cittadini sentono come uno dei beni più preziosi e insostituibili per loro, per le loro famiglie e per le loro imprese”. Il sindaco ricorda come le forze dell'ordine in servizio a Lonigo siano in numero chiaramente inferiore rispetto a quello che sarebbe necessario, mentre le esigenze di bilancio e i vincoli di stabilità non permettono al contempo al Comune di portare aventi le opere destinate alla sicurezza dei cittadini. “Amareggia molto – conclude Boschetto - sentire che molti cittadini hanno perso o stanno perdendo la fiducia nelle istituzioni, tanto da non denunciare più i reati subiti. Questo è un atteggiamento grave, molto grave, e credo sia dovere di tutti impegnarsi per far tornare la serenità e la fiducia perdute”.


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ARCOLE. I lavori di costruzione hanno messo in luce un antico manufatto in sasso

VERONELLA

Il Ponte sull’Alpone e l’argine ritrovato

Villa Trissino in mostra

Servizi di

Graziana Tondini Con la costruzione del nuovo ponte sull’Alpone, iniziata un paio di mesi fa, è stato messo in luce un antico argine in sasso, in due tratti laterali per circa 200 metri al costruendo viadotto. «Dato che con i lavori in corso è riemerso un tratto di argine quasi di sicuro risalente al periodo di Napoleone, abbiamo avvertito la Soprintendenza ai Monumenti, che sta effettuando le verifiche per stabilirne la datazione, il contesto originario, ecc. - spiega il geom. Claudio Soprana, consigliere delegato alla cultura -. Una volta completata l’istruttoria, la Soprinten-

denza deciderà se porre un vincolo sull’argine, che probabilmente sarà ambientale, trattandosi di un’opera minore. Attendiamo l’esito dell’istruttoria anche per decidere i lavori di recupero del rivestimento in sasso». Intanto i lavori di costruzio-

VERONELLA. SCUOLA ROSSI

Sabato 19 luglio a Veronella si è svolta l’esposizione dei lavori e la premiazione degli allievi della “Scuola Rossi” di disegno e pittura, organizzata da Francesca Repele: «Quest’anno abbiamo creato il nostro logo, uno schizzo che fuoriesce da un tubetto di colore formando il nome della scuola. Lo abbiamo voluto per identificarci sul territorio e nelle esposizioni esterne, a settembre infatti saremo a Monteforte d’Alpone, per la Festa dell’uva» - spiega Francesca. La maestra è soddisfatta dell’impegno dei suoi alunni, sia ragazzi che adulti, che sono diventati negli anni quasi 80. «Sono anche io un’allieva dei miei alunni, da cui imparo sempre, soprattutto a vedere il mondo con gli occhi dei bambini, che hanno una visione diversa da noi - commenta Francesca -. Con l’inizio dell’anno 2013/14, porteremo le lezioni a tre volte la settimana, per fare fronte alle numerose richieste». Dal 2008 Francesca gestisce la scuola d’arte, dopo la tragica scomparsa del suo maestro e fondatore Elido Rossi. Ospite d’onore e padrino della serata Giovanni Rana, amico fraterno del fondatore Elido, che ha premiato i partecipanti, insieme al sindaco Michele Garzon. Gli allievi a gruppi hanno scelto uno dei loro lavori e l’hanno descritto al pubblico presente, a tutti pergamena ricordo e un simpatico omaggio. Giovanni Rana si è complimentato per l’aumento del numero di iscrizioni, spronando la Repele ad «insegnare ed imparare dagli allievi, ognuno ha qualcosa da dare».Il sindaco Garzon ha ricordato l’esordio di Francesca, che è coinciso con l’inizio della sua amministrazione: «Sono sei anni che ci troviamo qui insieme, ti auguro di proseguire ben oltre i miei mandati, finché la passione ti sosterrà».

ne del nuovo ponte possono procedere, anche se sarebbe interessante eseguire dei sondaggi a monte e valle per verificare la prosecuzione del vecchio argine: «Ad Arcole abbiamo scavato solo la parte necessaria per i lavori del manufatto, ma è molto probabile che l’argine in sasso prosegua ancora per chilometri, sia verso Veronella che San Bonifacio continua Soprana -. Dagli studi che ho effettuato possiamo datare l’argine fra la fine del 1700 al 1850, poiché risulta che nella 2° metà dell’800 hanno rialzato con terra l’argine di circa 70 cm, altri 60 cm sono stati aggiunti con la Bonifica Zerpana del 1920. Documenti mostrano che nel 1808/10 il ponte era alla stessa quota dell’Obelisco di Napoleone, poi con il

rialzamento dell’argine, la base dell’obelisco venne coperta dalla terra. I cittadini se ne lamentarono e nel 1876 l’allora sindaco Poggi fece costruire il muro di cinta del monumento che vediamo oggi, con funzioni anche di terrapieno». Tutta l’area circostante l’Alpone e la Zerpa è una miniera di informazioni sulla bonifica idraulica: «Come Comune faremo il recupero e la valorizzazione del rivestimento in sasso che abbiamo trovato. Sarà un valore aggiunto dal punto di vista ambientale e storico per Arcole, collegato al contesto napoleonico. Ma ulteriori studi potrebbero mettere in luce le grandi bonifiche del passato, come quelle della Repubblica Serenissima» - conclude Soprana.

Alle “Mostre culturali” della sagra del Carmine di Veronella, spiccava il modello di Villa Trissino del Palladio, la cui costruzione è rimasta incompiuta a Meledo, realizzato dal pittore e docente Raffaello Peotta. La ricostruzione in scala della “grande incompiuta” è stata possibile grazie ai rilievi e disegni del prof. Peotta, ingranditi dai “Quattro libri dell’Architettura” del Palladio e dall’abilità manuale di Massimo Rolfini, novarese ma con origini a Veronella, modellista che ha costruito la struttura in legno leggero. Un modello che fa pendant con quello di Corte Grande, realizzato dallo stesso Rolfini ed esposto nel 2013. Professore, come è nata l’idea del modello palladiano? «Cercavo un modellista esperto di queste costruzioni e dopo avere visto nel 2013 quello di Corte Grande di Veronella, ho contattato via internet l’esecutore, Massimo Rolfini. Gli ho mandato disegni, foto, rilievi della porzione esistente e insieme abbiamo definito il progetto. Il cortile centrale è una nostra invenzione: probabilmente doveva trattarsi di un’immensa aia o deposito a cielo aperto per i prodotti agricoli. Noi lo abbiamo reinventato come un grande giardino all’italiana, con al centro un obelisco, forma presente in altre progettazioni coeve. Poi ho pitturato il modello con le tonalità dell’avorio, per riprendere la pietra di Vicenza usata dal Palladio, il verde tenue per le imposte delle finestre, un richiamo alle campagne venete. Infine il rosso scuro dei coppi». Perché Villa Trissino? «Ho scelto Villa Trissino di Meledo perché simbolica del nostro territorio. Sul posto ne esiste solo una minima parte, vicino alla chiesa, dove in origine doveva sorgere la Villa vera e propria. Palladio era già celebre, aveva costruito la Rotonda e le sue ville più famose, quando nel 1558 Ludovico e Francesco Trissino gli commissionarono questo grandioso progetto. Ma nel 1562 Ludovico morì e Francesco probabilmente non aveva le risorse per portare avanti l’opera. A Meledo possiamo vedere solo una colombara e una limitata parte della barchessa sul lato destro del cortile». Sicuramente lei è un appassionato di Palladio… «È un artista simbolo del Veneto, che tutto il mondo ci invidia. Il mio sogno più grande sarebbe vedere realizzata l’intera villa Trissino: in fin dei conti, costerebbe 10 volte meno del grattacielo che Pierre Cardin voleva fare a Venezia».

AUTO E MOTO D’EPOCA A SAN GREGORIO Per la 159° Sagra votiva dell’Immacolata di San Gregorio, a Veronella domenica 3 agosto è tornato il raduno di auto e moto d’epoca, con la presenza di circa 110 veicoli e 150 persone alla guida o al seguito. Poco dopo le 9.30, anche a causa del tempo inclemente che incombeva con nuvoloni neri, i partecipanti sono partiti dal piazzale della Chiesa di San Gregorio: «Peccato per l’acquazzone improvviso che ha fatto partire moto e auto di corsa, se si poteva attendere un po’ arrivavano altre iscrizioni commenta Valentino Rossin

del Circolo Noi che ha organizzato l’evento -. Auto e moto percorreranno circa 60 km passando per Arcole, S. Bonifacio, Prova, Lonigo, con una sosta in una cantina dei Colli Berici per il ristoro, poi il ritorno da Cologna Veneta, sfilando per le vie del nostro Comune, aperitivo in confine con Arcole offerto da un ristoratore del posto, infine pranzo sociale per tutti qui al Centro Giovanile di San Gregorio». Le moto d’epoca quest’anno erano le più numerose, tra cui la parte del leone spettava alle Vespa, rappresentate alla grande

dal Vespa club di Legnago, alcune moto da strada e la Moto Guzzi più vecchia del Comune, quella di Tiziano Zoccolo. Un raduno che è molto sentito nella provincia di Verona e limitrofe: tra

i partecipanti persone provenienti dalla Bassa, dalla periferia di Verona, dalla zona del lago. E non mancavano alcuni centauri dall’area vicentina della Valle del Chiampo.


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COLOGNA VENETA. L’edizione 2014 inaugurata il 31 agosto

CENTRO STUDI GIULIO CARDO

Settembre Colognese

Acquisito l’archivio dei fratelli Bertolaso

Servizi di

Graziana Tondini Per il IV anno consecutivo è partito “in lirica” il “Settembre Colognese”: primo appuntamento domenica 31 agosto con il concerto “D’amor cantando…” in Villa Bressan Schweinberger, organizzato dall’Assessorato alla Cultura e l’Università Popolare. L’evento è stato introdotto dalla coordinatrice dell’UPIF colognese Giustina Meneguzzo e dal presentatore Daniele Nuovo, che ha magistralmente spiegato ogni intermezzo musicale ai circa 700 spettatori. Protagonisti il pianista Franco Massaro, il soprano Takako Okazaki, il tenore Paolo Restiotto e il fisarmonicista Francesco Veronese. «Questa villa è una cornice verdiana, Verdi visse in ambienti rurali, padani, dove trovò ispirazione per le sue musiche. Nel 1800 c’era una grande passione contadina per il melodramma e allora la musica la si

poteva ascoltare solo dal vivo, in teatro per pochi eletti e nelle corti, nelle osterie ripresa da musicisti di strada per il popolo». Domenica 7 settembre l’inaugurazione ufficiale della “119° Fiera Agricola” alla presenza del sindaco Silvano Seghetto e dei colleghi del comprensorio, della presidente Pro Loco Ivana Pozzan e altre autorità. Questo è il primo anno che la Pro Loco assume l’organizzazione del “Settembre”, proponendo

un ricco cartellone di eventi, dalla musica country alla serata bavarese, il raduno di camion americani, il Mercato di Forte dei Marmi, il Teatro in corte e la serata dell’Anonima Magnagati con il loro nuovo spettacolo “Bonanote sonadori” ed anche il ritorno della sfilata di moda. L’8 settembre, per la festa della patrona Santa Maria Nascente, cerimonie religiose e festa per i bambini in Piazza Garibaldi.

Il Centro Studi Storici “Giulio Cardo” di Cologna ha acquisito l’archivio fotografico dei fratelli Pietro (Piero) e Luigino (Gino) Bertolaso, fotografi in Cologna dal 1930 al 1980 circa, quando lo studio venne gestito da Antonio, figlio di Piero. Piero Bertolaso era nato a Cologna nel 1909: esonerato dal servizio militare, scopre la passione per la fotografia, dedicandosi a camera foto Franco Bressan oscura, viraggi, sole, luce. Effettua l’apprendistato presso lo Studio Borin di Pojana. Il fratello Gino era nato nel 1916: persona simpatica e gioviale, insieme a Piero gestirà lo studio fotografico a partire dal 1938. «Abbiamo raccolto in una mostra itinerante i “dagherrotipi”, immagini impresse su lastre di vetro, dei fratelli Bertolaso, intitolandola “Figure sognanti in perplessità”. Una citazione di Gozzano che rende perfettamente gli sguardi stupiti e spaesati della gente comune in posa davanti alle prime macchine fotografiche - spiega il prof. Guerrino Maccagnan, presidente del Centro Studi Cardo -. Le fotografie dei Bertolaso sono state donate negli anni ’80 alla redazione della rivista “La Mainarda” e ora sono conservate al nostro Centro. Per la mostra, già esposta a Cologna e a Veronella, ne abbiamo selezionate circa 200, con figure al “singolare” (bambini, giovani e adulti) e al plurale (gruppi familiari per Comunioni, matrimoni, saggi ginnici, manifestazioni del ventennio fascista)». Nelle foto tutti i protagonisti, spesso povera gente che si vestiva a festa o con la divisa proprio per “posare” al meglio, cercavano di lasciare ai posteri il migliore ricordo di sé: «Sono foto che parlano e ci raccontano un passato, una testimonianza sia del mondo contadino, come delle manifestazioni del fascismo svoltisi a Cologna, Veronella, Albaredo, San Bonifacio - continua Maccagnan -. C’era grande considerazione per i riti religiosi: la prima Comunione e il Matrimonio erano ritenuti fra gli eventi più importanti della vita di ciascuno. Un passaggio altrettanto importante era il periodo scolastico, ed ecco allora gli studenti ed i loro insegnanti posare impettiti davanti alla scuola, con il grembiule nero portato con orgoglio. La raccolta di foto dei F.lli Bertolaso rende omaggio ai nostri antenati, che pur poveri, malnutriti e spesso analfabeti, hanno dimostrato di affrontare le difficoltà della vita con coraggio e decisa volontà».


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FRASE DEL MESE di Marisa Milani "L'evoluzione passa attraverso la comunicazione". "Lui, Lei, L'Altro … Giornale. Assieme appassionatamente".

l’Argomento La Sindrome di Wendy e di Peter Pan a cura di Franca Bevardo Burati Psicologa e psicoterapeuta

Wendy è la maggiore dei tre fratellini presenti nella fiaba di Peter Pan, è lei che farà da mamma ai Bambini Sperduti sull’isola che non c’è. La Sindrome di Wendy, meno nota della Sindrome di Peter Pan, definisce quell’insieme di comportamenti presenti in persone con la tendenza ad essere particolarmente accudenti e protettivi, costantemente impegnati a soddisfare le esigenze e i bisogni dell’altro. La Sindrome di Peter Pan, invece, è un disturbo da immaturità psicoaffettiva, presente in adulti che nella vita tendono ad assumere atteggiamenti da bambini o adolescenti. Molto spesso dietro una persona con la

Sindrome di Peter Pan esiste un’altra personalità che si incarica di svolgere tutti i compiti ed assumersi tutte le responsabilità che corrispondono all’adulto che rifiuta di crescere: la compagna con la Sindrome di Wendy. La paura di essere rifiutati e il terrore di essere abbandonati, sono le cause principali che portano le persone “Wendy” a fare di tutto per compiacere agli altri, soprattutto il proprio partner, andando spesso oltre i limiti della razionalità. Si tratta spesso di persone insicure che hanno imparato, in età infantile, che si può essere amati a patto di essere buoni, bravi, non fastidio-

si, sempre pronti a soddisfare le richieste degli altri. La Sindrome di Wendy si può quindi definire come un insieme di comportamenti che una persona mette in atto in quanto teme il rifiuto, ha la necessità di sentirsi accettata e sostenuta nel timore che nessuno la ami. L’altro diventa quindi un mezzo e non un fine, un modo per colmare il vuoto affettivo ed esistenziale che queste persone si portano dietro. Questi comportamenti non si riscontrano solo nei rapporti di coppia ma si possono osservare anche nei rapporti tra genitori e figli, tra fratelli e nelle relazioni di amicizia. Sentirsi indispen-

BENESSERE

sabili, considerare l’amore come sacrificio e rassegnazione, evitare a qualsiasi costo che le persone attorno si arrabbino, insistere per fare le cose al posto degli altri, questi sono i comportamenti e le sensazioni che caratterizzano e che provano le persone con la Sindrome di Wendy. Tutti noi in qualche momento della nostra vita ci siamo comportati come “Wendy”, la differenza fra un normale comportamento di prendersi cura e la sovra-protezione sta nel fatto che questa sindrome è motivata dalla paura incontrollabile di essere abbandonati. Più di uno possono essere i fattori che scatenano

Donna

questo tipo di comportamento: l’educazione ricevuta, le caratteristiche della persona-

lità, le esperienze di vita vissuta e le circostanze di vita attuale.

A CURA DI CHIARA TURRI

LA MALVA COME ANTIINFIAMMATORIO NATURALE “La salute è il primo dovere della vita” Oscar Wilde La malva (Malva sylvestris) è una pianta erbacea annuale o perenne appartenente alla famiglia delle Malvaceae. Originaria dell’Europa e Asia temperata, è presente nei prati e nei luoghi incolti di pianura. Il nome deriva dal latino malva ed ha il significato di molle, cioè capace di ammorbidire. Viene usata in erboristeria: i principi attivi si trovano nei fiori (Malvae flos) e nelle foglie (Malvae folia F.U.XI) che sono ricchi di mucillaggini, usati per le loro proprietà emollienti e bechiche, nelle forme catarrali delle prime vie bronchiali. La malva viene consigliata come rimedio lassativo, antiflogistico, emolliente, bechico (si dice bechico di un rimedio contro la tosse) e oftalmico. Le parti della malva che vengono utilizzate a scopi fitoterapici sono le foglie e i fiori; le foglie vengono raccolte durante tutto il periodo estivo, in particolar modo nei mesi di giugno e luglio e preferibilmente al mattino presto, subito dopo che la rugiada si è asciutta. I fiori vengono invece raccolti all’inizio della fioritura. L’essiccatura delle parti raccolte deve avvenire in luoghi ombrosi e ventilati; i fiori in particolar modo vanno protetti dalla luce perché tendono a degradarsi molto facilmente. La malva viene preparata sotto diverse forme: decotto, infuso, impacco, compresse e crema. Il decotto e l’infuso di malva vengono utilizzati per combattere la stipsi, la tosse, il catarro, le irritazioni del cavo orale e i disturbi dell’apparato gastrointestinale. Alcuni erboristi la consigliano quale rimedio preventivo contro le emorroidi. TISANA PER RIEQUILIBRARE STOMACO ED INTESTINO: 250 ml di acqua calda - 10 gr di foglie e fiori di malva - 1 cucchiaino di semi di lino Unire tutti gli ingredienti e bere la tisana ogni mattina prima della colazione. Molto indicata in casi di stitichezza. Importantissimo bere la tisana a stomaco vuoto, prima di introdurre qualsiasi altro alimento nel corpo per favorire la fisiologica evacuazione mattutina. Per potenziare le proprietà antiinfiammatorie della malva aggiungere all’infuso aloe, melissa e liquirizia. In questo modo otterrete una tisana adatta alla terapia di colite, ulcera gastrica e duodenale e reflusso gastroesofageo. L’utilizzo della malva in tutte le sue forme non presenta particolari controindicazioni. Anche in gravidanza può essere assunta tranquillamente per lenire la stitichezza e la cistite cui le gestanti sono spesso soggette. L’unica controindicazione all’assunzione della malva è all’allattamento perché questa erba potrebbe conferire un sapore poco piacevole al latte! Se non trovate piantine di malva selvatica potete trovarla in qualsiasi erboristeria e negozio di prodotti biologici. Namastè!!


Spazio Donna

Settembre 2014 LA VOSTRA SALUTE

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a cura di Tommaso Venturi ricercatore scientifico

L’angolo di Francesca

Se avete almeno una volta avvertito quella fastidiosa sensazione di bruciore al momento della deglutizione del cibo o subito dopo i pasti, il vostro problema potrebbe essere il reflusso gastroesofageo: un disturbo molto comune che in Italia colpisce oggi fino al 20-25% della popolazione, favorito da cattive abitudini alimentari e stili di vita non salutari e caratterizzato dalla risalita di parti di cibo non digerite nell’esofago, che provocano forte irritazione. Se il problema diventa frequente e complesso può evolversi nella vera e propria malattia da reflusso gastroesofageo (MRGE), che colpisce entrambi i sessi dai 30 ai 50 anni e ha in particolare una certa incidenza tra le donne in gravidanza. La causa è rilasciamento inappropriato della valvola superiore dello stomaco, ma a provocare il disturbo contribuisce spesso anche una scarsa motilità dell’esofago, che impedisce la rimozione rapida degli acidi gastrici refluiti, dannosi per la mucosa che si infiamma dando luogo a dolori, bruciori e difficoltà digestive. Il reflusso è favorito da predisposizione familiare e genetica, ma anche da sovrappeso ed obesità. Rappresentano fattori di rischio importanti anche diabete, fumo, dieta squilibrata e ricca di grassi, abuso di alcool, caffè, tè, cioccolata e bevande acide. La cura del reflusso passa innanzitutto da un adeguato stile di vita sorretto da una corretta alimentazione, per quanto riguarda la cura farmacologica, è bene sottolineare la necessità di rivolgersi al proprio medico, il quale stabilirà lo stato della patologia e definirà la terapia. I farmaci più in uso sono i cosiddetti “inibitori della pompa protonica” che bloccano il meccanismo di secrezione di acido nello stomaco. Non esistono tuttavia terapie risolutive di questa patologia: il reflusso gastroesofageo può cronicizzare rendendo necessario adeguare la dieta ed assumere farmaci antiacido per tutta la vita. Ecco perché – proprio per prevenire - è importante mantenere una dieta equilibrata ed uno stile di vita salutare.

di Francesca Galvani

BACI DI PERUGIA INGREDIENTI 240 GR. DI CIOCCOLATO GIANDUIA 120 GR. DI GRANELLA DI NOCCIOLE TOSTATE 30 GR. DI NOCCIOLE INTERE 70 ML. DI PANNA FRESCA 300 GR. DI CIOCCOLATO FONDENTE

PROCEDIMENTO Sciogliere il cioccolato gianduia con la panna e mescolare bene. Unirvi la granella di nocciole. Lasciar intiepidire e con la sac a poche disporre l’impasto a palline su una placca rivestita di carta forno. Lasciar raffreddare in frigorifero per un’ora. Disporre su ogni bacio una nocciola premendo leggermente. Sciogliere poi il cioccolato fondente e immergervi uno alla volta i baci. Sgocciolarli e farli asciugare completamente.

Eugenio Finardi... “Fibrillante”

Erano 16 anni, dai tempi di "Accadueo" (1998) e di una poco convinta partecipazione al Festival di Sanremo,che Eugenio Finardi, 42 anni di rock sulle spalle, ricerca musicale e canzone d'autore impegnata, non pubblicava un nuovo album d'inediti. In tutti questi anni l'artista milanese ha accantonato da una parte il cantautore famoso per andare ad esplorare nuovi orizzonti musicali spaziando dal Blues al Fado portoghese, dalla musica spirituale alla classica contemporanea."Fibrillante", il nuovo album è un lavoro che guarda al futuro fotografando a tratti la realtà e il disagio sociale in cui siamo avvolti. A produrlo è Max Casacci dei Subsonica. Lo vado a trovare nel padovano prima di un concerto per farmi raccontare qualcosa in più su questo nuovo progetto discografico. "Fibrillante", così s'intitola il nuovo album d'inediti dopo 16 anni dal precedente. C'era la voglia di riprendere in mano un pò Finardi che avevi messo da parte dopo aver esplorato la musica sacra, il blues e il fado? «Sì, anche il teatro, la musica sacra, contemporanea...Ne ho fatte veramente di tutti i colori negli ultimi anni per dimenticarmi di Finardi e ritrovare alla fine Finardi. In realtà questo lavoro può diventare una gabbia dorata se uno è un musicista diciamo abbastanza completo. Diventare un cantautore di successo ha anche da una parte un aspetto negativo, anche se chiaramente ci sono cose peggiori, cioè quello di essere condannato a vita a cantare quelle 20-30 canzoni che tutti conoscono e che ho appena fatto durante le prove per il concerto di stasera. Ad un certo punto diventa limitante e uno si sente derubato del futuro perchè ogni volta che fa un lavoro nuovo tutti gli dicono: "nooo, facci le canzoni vecchie, dai, quelle famose", così ad un certo punto nel '99 ho scelto di smettere di fare Finardi e di tornare ad essere Eugenio e divertirmi come quel ragazzo che sognava di fare musica a tutto tondo. Ci sono riuscito anche grazie al grande Francesco Di Giacomo che un giorno ho incontrato nelle Marche a Recanati e mi ha detto: "Ahò Eugenio c'hai voia de cantà er fado?" e così mi sono ritrovato poi in una tournèe di fado portoghese

e abbiamo poi fatto un disco che mi ha dato delle grandi soddisfazioni. Lì ho capito che potevo sopravvivere a un concerto senza necessariamente dover cantare Extraterrestre, Musica Ribelle, Non è nel cuore...Poi mi hanno commissionato un progetto di musica sacra, la ricerca della trascendenza attraverso la musica che si chiamò "Il silenzio e lo spirito" e fu un successo e quindi mi diede ancora più coraggio di fare il blues che era il mio grande amore fin da ragazzo. Dopo il blues la musica classica contemporanea, poi il teatro fino a due anni fa quando Giovanni Maggioni il mio chitarrista e Max Casacci il chitarrista dei Subsonica non si sono coalizzati per convincermi a rifare Finardi e sono tornato». Fibrillante è un disco sociale, che picchia di lotta, alla quale sei abituato dai tempi di "Sugo" e "Diesel" così come durante i tuoi concerti non mancano le frecciatine al curaro... «Beh sì, sono un essere pensante e uno che crede che l'impegno civile sia importante. Non basta essere cantanti e musicisti in un astratto o in una torre d'avorio. Bisogna calarsi fra la gente e i suoi problemi. Io poi sono stato toccato per esempio in famiglia dalla disabilità di mia figlia e quindi trovo importante riconoscere il ruolo sociale della musica Se tutti noi pensassimo anche al nostro dovere d'impegnarci socialmente forse vivremmo in un mondo migliore». Fibrillante lo sei stato per davvero anche dopo che il tuo cuore a causa di una iperattività tiroidea ti ha spedito dritto in ospedale. «Sì, fibrillante è una condizione cardiaca infatti il titolo mi è venuto in mente una volta che ho visto la cartella clinica del cardiologo dove ero andato a farmi visitare. Su un cartoncino azzurro c'era scritto: Eugenio Finardi fibrillante. Allora ho detto, cavolo questo è un titolo! Poi è arrivato anche il testo che è la storia di tutti i mali che possono venire a un sessantenne al cuore. La fibrillazione atriale - non ventricolare perchè con quella si muore - ti rende stanco, ti fa sentire vecchio, ti dà pensieri di morte, però di bello ha che appunto con una scossa elettrica guarisce. Ci si addormenta malati e ci si risveglia guariti e questo dà una grande

gioia, un grande senso di possibilità e futuro». Brani maschili un pò più incazzati e brani femminili che ti riescono molto bene perchè solo tu e pochi altri riuscite a raccontare l'universo femminile. «Sì, credo che le donne non siano poi così misteriose se si riesce a guardarle, ad ascoltarle, perchè sono lo specchio di noi stessi. Si pensa che siano esseri misteriosi ma in realtà siamo noi forse incapaci di aprirci ed ascoltarle». "Come Savonarola" è il brano apripista ed è forse quello che ti descrive meglio in questo momento? «Come Savonarola racchiude tutti i temi e le sonorità del disco e oltretutto fa riferimento aritmicamente a Musica Ribelle per cui chiude un pò il cerchio di questi anni passati a non fare Finardi. Ritorno in Come Savonarola a fare il Finari degli inizi». E forse questa è la cosa di cui vai più fiero dopo 42 anni di musica: non aver sempre replicato te stesso. «Sì sì...Credo che sia importante crescere, cambiare, testimoniare la vita, la propria realtà. Sono fiero di aver fatto un disco di quest'epoca, molto legato a questo momento che stimavo vivendo ma anche molto legato all'età che sto vivendo. Credo sia molto importante essere onesti intellettualmente». Luca Rizzato


CRONACHE

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BELFIORE. L’alpino reduce di guerra è scomparso lo scorso 4 agosto

21 MADONNA DELLA STRÀ

L’ultima battaglia di Luigi Tosetto Servizi di

Graziana Tondini Il 4 agosto è scomparso a 94 anni l’alpino belfiorese Luigi Tosetto, uno dei pochi reduci rimasti della II Guerra Mondiale. L’alpino Tosetto, negli anni scorsi ci aveva raccontato le sue memorie di guerra. Una guerra lunghissima, combattuta su molti fronti: dall’inizio al confine con la Francia, poi l’Albania-Grecia, per finire come prigioniero a lavorare in Germania. Nato ad Arcole nel 1920, Tosetto si trasferì da bambino con la famiglia, per lavorare nei campi della famiglia Rossi, in zona Castelletto-Cicogna. Ha fatto il militare in Piemonte, ad Ulzio e da lì è stato inviato al fronte di Modane, a combattere contro i francesi. Poi fece rientro a Trento, quindi mandato a Bari dove partì in nave verso Valona, Albania. «In Albania sono stato ferito sul monte Korabit, in una battaglia contro i greci, una pallottola mi prese un braccio. Mi sono medicato alla buona e siamo ritornati verso la pianura. La battaglia fu tremenda, quel giorno pioveva acqua rossa» ricordava Luigi. Dall’Albania al Montenegro, quindi in Grecia a Giannina, dove li colse l’armistizio dell’8 settembre.

Luigi Tosetto

A Giannina i tedeschi fecero consegnare le armi e imprigionarono i soldati italiani, quindi attraverso

Ungheria ed Austria, li portarono a Kassel, il campo di prigionia: «A Kassel lavoravamo nella fabbrica dei Villeroy & Boch, produttori di pregiate porcellane. In fabbrica all’inizio eravamo in 17, con poco da mangiare, arrivarono altri internati al lavoro coatto, ma il cibo era sempre quello…alla mensa c’era poco o niente. Per fortuna alcune ragazze che lavoravano in fabbrica ci portavano del cibo da fuori. Rimasi lì quasi un anno e mezzo, lavoravo 10 ore al giorno, ma non fui maltrattato, un capo operai mi voleva bene. Al sabato e domenica, in riposo dalla fabbrica, i tedeschi ci mandavano a scaricare i vagoni di carbone in stazione. Lì si mangiava ancora di meno» - raccontava Luigi. Alla fine arrivarono gli americani a liberarli: «Dopo il ricovero in ospedale, con i camion USA andavamo a prendere le patate che l’esercito tedesco aveva abbandonato in giro a mucchi. Dalla Germania ce ne siamo andati in treno, attraverso il Brennero siamo scesi fino a Parona il 6 giugno 1945, perché i ponti di Verona erano stati bombardati. Con gli stracci che avevo, presi un tram che mi portò alla fornace Lebrecht di Castelletto». L’alpino Tosetto era tornato a casa.

Dal 6 all’8 settembre a Belfiore si è festeggiata la Madonna della Strà, con cerimonie religiose e manifestazioni folcloristiche. La chiesa collocata lungo l’antica strada romana “Porcilana” è un gioiello storico ed artistico: in passato era una pieve dedicata a San Michele di Porcile, un luogo di culto eretto nel 1143 su un edificio ancora più antico. Nel Santuario è venerata l’immagine della Beata Vergine della Strà, statua mariana lignea con Bambino, intagliata nel 1497 da Giovanni da Zebellana. La statua venne commissionata dai fedeli e dopo la sua collocazione, la chiesa cambiò titolarità, la Madonna della Strà sostituì l’arcangelo Michele. Nei secoli il Santuario subì numerosi restauri, uno molto rilevante ad inizio 1900, che ha salvato la chiesa dal crollo: dal 1894 l’edificio era chiuso al

pubblico per il distacco della facciata dal corpo principale. Il muro del prospetto principale, alto ml 8,60 strapiombava di 78 cm e a due metri di profondità dal suolo posava su uno strato di sabbia impregnato d’acqua. Gli accordi fra il parroco Mons. Teodosio Faccioli, il sindaco Carlo Lebrecht e le pressioni da essi esercitate sul Prefetto, sul Ministero della Pubblica Istruzione portarono al restauro e alla riapertura del Santuario il 2.9.1906 alla presenza del Cardinale Bacilieri. Un altro importante restauro è stato compiuto negli anni 200304 su progetto degli Archh. Daniela Bravi e Lorenza Santolin, riguardante la protezione dall’umidità di risalita, la pulizia dell’intero edificio, il restauro degli affreschi e delle decorazioni e delle cinque particolari scodelle in maiolica poste sulla facciata.


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SPORT

Settembre 2014

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PORT

PALLACANESTRO. Dopo quasi 50 anni la società Sambinifacese lascia

SAMBONIFACESE PRONTI A PARTIRE

Un inizio di stagione senza “New Polibasket” Roberto Pavan

Dopo quasi cinquant'anni di storia la New Polibasket San Bonifacio non si presenterà ai nastri di partenza di una nuova stagione. Non una doccia fredda, ma un finale che nessuna ha voluto scrivere in maniera diversa. «Non potevo più andare avanti – commenta lo storico presidente Tarcisio Caltran –, le mie condizioni di salute non mi permettono di proseguire l'avventura alla guida della società di basket femminile più gloriosa della provincia. Nelle ultime stagioni ho tenuto duro, ma già dall'anno scorso la situazione era chiara e conosciuta: c'era bisogno di qualcuno che raccogliesse il mio testimone, ma nessuno si è fatto avanti». La New Polibasket è nata nel 1967. Nel corso della sua storia ha scalato le categorie della palacanestro rosa, conquistando la serie B nel 1980 e la storica promozione in A2, nel 1990. Da allora seguono più di vent'anni vissuti quasi ininterrottamente in Serie A2 e A3, nelle ultime annate. Tra

le soddisfazioni più belle quelle di lanciare e veder convocate in nazionale due giocatrici come Giovanna Marchi, scomparsa qualche anno fa, e Giulia Piccino. La scorsa stagione si è conclusa con una salvezza tranquilla ma, nonostante gli sforzi del presidente e dei suoi stretti collaboratori, non si è riusciti a trovare chi potesse prendere in mano la società. «Abbiamo portato alto il nome di San Bonifacio in Italia – prosegue Caltran – e il fatto di non essere riusciti a partire in questa

stagione non ha nulla a che vedere con ragioni economiche. Anzi, voglio ringraziare gli sponsor, come lo storico Fabbretto Viaggi, Pakelo e Pregis, che negli anni ci hanno permesso di competere al alti livelli. L'unica motivazione è che nessuno ha voluto subentrare alla guida della società. Io, dopo più di quarant'anni di basket, non potevo davvero più andare avanti». C'è amarezza nelle parole di un presidente costretto ad abbandonare la sua creatura senza aver trovato un erede

in grado di prendere il suo posto, ma c'è anche una speranza che non muore, legata al futuro. «Per ricominciare – conclude Tarcisio Caltran - servirà tanto entusiasmo e un po' più di sensibilità da parte delle istituzioni e della gente. Con questi ingredienti la pallacanestro sambonifacese può tornare ad alti livelli. Bisognerà puntare sui giovani, a cominciare dalla Victoria Basket, la società da qualche anno cura la nostra attività giovanile, e continuerà a farlo». Matteo Dani

SPEEDWAY - LONIGO

Il trionfo di Powlicki Il Polacco Pawlicki è partito con il piede giusto sulla pista di speedway (gara di velocità su pista piana in terra battuta, di disegno ovoidale con due rettilinei paralleli e due curve ndr) di Santa Marina a Lonigo. Punteggio pieno: un successo strepitoso che ha infiammato i numerosi tifosi della pista di Santa Marina accorsi all’evento mondiale. Il giovane polacco vice campione lo scorso anno è sulla strada giusta per il titolo 2014, caduto per ben 3 volte e sempre riammesso alla batteria da disputare. Il favorito della gara è il Ceco Vaclav Milik che si è dovuto accontentare del secondo gradino del podio battuto dal polacco anche se ha fatto il tutto per tutto nell’intento di arrivare primo. Il terzo gradino del podio è toccato al Danese Mikkel Michelsen. Nella prima batteria ad avere la meglio è lo Svedese Fredrik Engman a zero punti il nostro Azzurro Nicolas Vicentin dove aver dato bagarre con il danese Nicklas Porsing. Nella seconda batteria ecco i prime tre punti per il polacco. Terza batteria di gara Mikkel Michelsen che si deve arrendere a Vaclav Mililk. Tutte batterie avvincenti e entusiasmanti a parte le numerose cadute concludendosi senza conseguenze per i piloti...Classifica finale: primo Piotr Pawlicki Polonia a punteggio pieno 15, secondo posto di gara il pilota della Repubblica Ceca Vaclav Milik 13 punti, terzo gradino del podio per il Danese Mikkel Michelsen. Per tutti gli appassionati sabato 20 settembre ore 21.00 Grand prix challenge. Luca Bongiorno

Testa bassa e lavorare. Non usa troppi giri di parole Roberto Pavan, direttore generale di una Sambonifacese chiamata a rialzarsi dopo la retrocessione della scorsa primavera ed a gettare le basi per il proprio futuro. «La Sambo è chiamata ad un nuovo inizio – esordisce Pavan -, assieme all'allenatore ed alla società stiamo dando vita ad un progetto che ha l'obiettivo di riallaciare il legame con il territorio e con le famiglie. Dalla prima squadra al Settore Giovanile c'è stato un ridimensionamento a livello di budget, certo, ma nessun passo indietro per quanto riguarda serietà e organizzione del lavoro". Per il prossimo campionato di Eccellenza, obiettivo puntato sui giovani, con una rosa dove il più "vecchio" è nato nel 1989. "Assieme a mister Luigi Capuzzo - continua il DG rossoblù - abbiamo costruito un gruppo di circa trenta ragazzi: metà costituiranno l'ossatura della prima squadra, l'altra metà della formazione Juniores (allenata da Mattia Galdiolo, che sarà anche vice di Capuzzo in prima squadra). Si lavorerà il più possibile in simbiosi, così i più giovani potranno confrontarsi con i compagni più esperti e, se mostreranno di meritarselo, potranno fare il salto in prima squadra». Manca poco al via ufficiale della stagione e allo stadio Tizian non c'è spazio per troppi proclami. «Siamo consapevoli di essere partiti in ritardo rispetto alle altre squadre e il fatto di aver dovuto ricostruire da zero l'intera rosa non ci ha certo aiutato. Credo che ci vorrà un mesetto perchè questa Sambo possa dimostrare il suo reale valore». L'ultimo pensiero di Roberto Pavan è tutto dedicato ai giovani che vestiranno la casacca rossoblù. «Ho molta fiducia in loro; devono essere consci che quella che gli si offre è davvero una bella possibilità per dimostrare tutte le loro qualità, dovranno sfruttarla al meglio. Per farlo dovranno lavorare sodo, e seriamente, senza abbattersi nelle sconfitte o montarsi la testa dopo una vittoria». M.D.


L'ALTRO GIORNALE Sambonifacese 05/09/2014  

L'edizione di Settembre 2014 de l'Altro Giornale Sambonifacese di Settembre 2014. Il Mensile dell'Est Veronese.

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