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2 - Dicembre 2009


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SOTTOSEZIONE Dicembre 2009 - 3


SOTTOSEZIONE SOMMARIO

RACOON SEZIONE

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1969: NASCEVA IL CASAGRANDE 40 anni della storia festeggiati lo scorso 28/11

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COSA AVVIENE ALLO SPOGLIO? Vi spieghiamo il sistema elettorale scolastico

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I MURI DI CASA NOSTRA

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BREVE GUIDA AI CELLULARI TOUCH Quando lo schermo sostituisce la tastiera

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ROBERTO CAPUCCI Lo Stilista - Architetto

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TELEVISIONI Le serie TV in chiaro

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on it/raco gio: . e v e i g sp Su isis breve sonda dieci n l u i e trovate secondo vo no? Sul ono ad i quali s el buon citt blichereb d regole numero, pu ogo”! l o a prossim l vostro “dec mo i

Da Padova al Medioriente, i muri di tutti i giorni

LA CORTINA DI FERRO A teatro con Marco Paolini, sul La 7

Caporedattore: Domenico Bottega Redattori: Davide Amianti, Marta Amistani, Lucia Barazzuol, Luca Chinellato, Kayleigh Dall'Arche,Guido Donato, Paola Gallon, Matteo Manighetti, Teresa Manighetti, Angela Sava Layout: Samuele Ziero, Marta Amistani, Sabrina Chiesurin, Gianluca Spironelli, Caterina Melito Sito Internet: Matteo Manighetti Ringraziamo per la collaborazione: prof.Pierangelo Gobbato, prof.ssa Elisa Lazzari, prof.ssa Ivana Zambon Coordinatori: Prof. Claudio Vidotto, Prof.ssa Fiorina Viezzer Ringraziamo Caterina Zamai per aver realizzato le vignette della pubblicità dell’Easy Help

Chiuso in redazione il 9 dicembre 2009 - www.isisspieve.it/racoon

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IL SOLITO, GRAZIE! Le nostre rubriche 3

EDITORIALE

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INBOX

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FOTONEWS

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PAGINE

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TRAILER

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ATOMI

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BIT

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TELEVISIONI

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SPORT

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IPSE DIXIT

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GIOCHI

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INBOX: C’E’ POSTA PER NOI!

C

aro Domenico, ti scrivo per ringraziarti personalmente del lavoro svolto durante l’anno scolastico appena trascorso per quanto riguarda il “nostro” (se posso ancora considerarmi un vostro compagno) giornalino di istituto. Il ringraziamento naturalmente è rivolto a tutta la redazione, ai collaboratori e naturalmente agli sponsor. Senza dubbio c’è stato un incremento della qualità non indifferente, partendo dalla bellezza “concreta”, cioè dall’introduzione per esempio dei colori, che hanno permesso di offrire ai ragazzi delle immagini molto più accattivanti e dettagliate, o della nuova grafica molto

più “vendibile”. Ma ciò che mi interessa sottolineare di più è lo spirito con cui avete operato. In ogni numero era possibile cogliere la passione che tutta la redazione metteva nei suoi articoli, l’importanza data sia all’ambiente che ci stava più vicino, cioè la nostra scuola, sia ai temi che in qualche modo possono sembrarci lontani, come la politica o l’ambiente, sempre visti attraverso un occhio oggettivo ma interessato e critico e, soprattutto, con l’ostinato intento di “far conoscere” e “far capire” a tutti le tematiche da voi proposte. Avendo avuto la fortuna di essere stato vostro rappresentante per due anni, voglio ringraziarvi dell’articolo dedicato ai rappresentanti, non tanto perché grazie a questo mi sia sentito più importante, ma perché in questo modo si è data maggiore visibilità a una carica che ha delle responsabilità non poco rilevanti nei confronti dell’organizzazione scolastica. Solo procedendo in questa direzione, ovvero dando a

questo impegno la giusta rilevanza, gli studenti potranno produrre un’idea che abbia credibilità davanti alle altre componenti scolastiche, nonché affidare maggior responsabilità sulle spalle delle persone elette, in modo da non candidarsi solo perché è un’opportunità per godere di maggiore fascino davanti alle ragazze o perdere qualche ora di scuola, ma perché si crede in qualcosa. Dopo tutte queste considerazioni, non posso che concludere dicendo che, escluse tutte le questioni “tecniche”, la cosa che più mi ha fatto piacere è stata vedere che nella mia scuola c’era e c'è qualcuno disposto a spendere del tempo per fare qualcosa di utile per gli altri. Mi auguro che le persone che verranno dopo di voi manterranno la stessa umiltà e lo stesso impegno, per il bene della nostra scuola. Buon lavoro a tutti e…finché potete, continuate così! Un abbraccio da Trento,

Max

Lo scorso 26 ottobre tutte le quinte del Liceo Scientifico si sono recate presso l’Università di Pordenone per assistere ad una lezione di astronomia tenuta da un professore dell’Università di Trieste in lingua inglese. Durante il viaggio di ritorno, Caterina e Filippo hanno inviato un sms a Radio Padova, chiedendo ai conduttori del programma di mandare un appello in radio: la prof di astronomia può rinviare il compito? Il team della radio ha chiamato Caterina e Filippo che, in diretta, hanno fatto la loro richiesta! Un viaggio che difficilmente dimenticheranno!

Gli studenti del Casagrande si sono particolarmente distinti nel concorso Libernauta. Su un totale di 20 premi, ben 10 sono stati assegnati agli studenti del nostro Istituto! I nostri complimenti a Gianluca Bacchietto, Morena Baldassar, Valentina Dorigo, Andrea Giolai, Sara Gusatto, Giulia Scarpol, Eleonora Valentini, Corinna Zago, Jessica Zambon e Mariateresa Zanchettin.

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Pubblichiamo con molto piacere una e-mail di Massimiliano Pillon e lo ringraziamo per i complimenti fatti a tutta la Redazione! Speriamo di riuscire a svolgere al meglio il noctro compito anche quest'anno!


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FOTONEWS SOTTOSEZIONE

Greenpeace, in collaborazione con tcktcktck.org, hanno ideato un’iniziativa tanto originale quanto provocatoria. Dal 7 al 18 dicembre sessantacinque capi di Stato e Governo prenderanno parte al Summit sul Clima organizzato dall’Onu a Copenhagen. I viaggiatori che transiteranno per l’aeroporto della capitale danese verranno accolti da finti cartelloni pubblicitari con fotomontaggi delle facce invecchiate dei leader del mondo che chiedono scusa per non essere stati capaci di affrontare i cambiamenti climatici: “Mi dispiace. Potevamo fermare gli effetti catastrofici dei cambiamenti climatici...non l'abbiamo fatto". I cartelloni mostrano Obama, Sarkozy Lula, Merkel, Brown... così come potrebbero apparire nel 2020. Lo slogan della campagna è "Act now: change the future."

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Il giorno 28 novembre 2009 l'Amministrazione Comunale di Pieve di Soligo ha voluto ricordare i quarant'anni dalla fondazione dell'Istituto “Marco Casagrande” e per l’occasione ha chiesto di unire alla manifestazione la cerimonia di consegna diplomi agli studenti che hanno sostenuto l'Esame di Stato lo scorso giugno e borse di studio agli studenti che più si sono distinti nel passato anno scolastico che annualmente l’Istituto organizza ; Alla cerimonia, svoltasi in mattinata, erano presenti il nostro Dirigente Scolastico prof. Paolo Rigo, la Dirigente dei Servizi Amministrativi, la signora Francesca Orelli, il Sindaco di Pieve di Soligo, il dottor Fabio Sforza, l’Assessore all’Istruzione Rosalia Ceschi, l’Assessore alla Cultura, l’ avv. Nicola Stefani, il Revisore dei Conti, la dott.ssa Cristina Dall’Antonia, 5 ex-Dirigenti del Casagrande, il dirigente Franco Rebellato, il prof. Luigi Floriani, il Dirigente Silvio Toffolon, il prof. Giuliano Biasotto, la prof.ssa Maria Carmela Capodieci, il presidente della Commissione d’Esame prof. Fausto Politino e il signor Luigi Zanin, a rappresentare la Banca Prealpi, da anni vicina agli studenti eccellenti del Casagrande con premi di studio, e che perciò ha voluto sostenere l'evento.

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Come ha ricordato il nostro Dirigente, la scuola è “un’azienda strana, che deve aspettare molto tempo prima di vedere i frutti del suo lavoro”. In accordo con questa idea, è l'impegno che l’Amministrazione sta mettendo in atto con numerosi progetti indirizzati ai giovani del Comune, che proprio in questi giorni diventano realtà, come il Centro Giovani, inaugurato domenica 29 novembre. E' seguita la consegna delle borse e degli assegni di studio per merito ed infine dei diplomi per mano dei "primi diplomati" del Casagrande.Il Maestro Sergio De Stefani ha ricordato quanto lui ed altri pievigini avessero sostenuto la fondazione di questo Istituto, in modo che anche i giovani della zona potessero beneficiare dell'istruzione superiore. A conclusione della cerimonia, il Sindaco ha consegnato una targa commemorativa al nostro Dirigente, con la quale si intende sottolineare il grande impegno che la scuola dimostra per i suoi studenti. Questa cerimonia, oltre che una commemorazione del quarantennio, è stata una dimostrazione dei grandi passi avanti che il Casagrande ha compiuto dal lontano 1969. Marta Amistani


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lcune settimane fa, le classi 5e del Liceo Socio PsicoPedagogico e del Liceo delle Scienze Sociali hanno avuto l’opportunità di conoscere Silvano Fiorot, presidente dell’associazione “Lotta Contro i Tumori Renzo e Pia Fiorot” onlus, in occasione di un incontro organizzato nella nostra scuola ed inserito in un programma più ampio che prevede una serie d’incontri sul tema. A mio parere, è stato, un’esperienza davvero toccante che mi ha fatto conoscere nuove realtà, ma, soprattutto, un nuovo modo di affrontare i problemi di ogni giorno. “Ho lottato ogni istante… con il lavoro e con i problemi!” così esordisce Silvano Fiorot nel raccontarci la sua vita drammatica. A quattordici anni, nel teatro della seconda guerra mondiale, è staffetta partigiana e le esperienze vissute a stretto contatto con gli orrori e le crudeltà della guerra hanno fatto maturare in lui l’idea che la vita è un bene fondamentale e il desiderio di vivere in solidarietà e unità con tutti. Dopo la maggiore età milita nei sindacati dei lavoratori, partecipando attivamente nelle lotte degli operai del dopoguerra. Nel 1882 la malattia porta via Renzo, il primogenito di Silvano e Pia Fiorot. Quattro anni dopo un nuovo lutto si abbatte sulla sua vita: viene a mancare la moglie Corte Pia. Silvano scelse di tra-

sformare questo straziante abbandono in una offerta di vita. Nasce l’idea dell’associazione. L’associazione “Lotta Contro i Tumori Renzo e Pia Fiorot” onlus ha lo scopo di promuovere iniziative sia nel campo della prevenzione che nell’assistenza domiciliare al malato oncologico. Da 25 anni è al fianco dei malati oncologici e dei loro familiari. Ciò che guida gli associati è la convinzione che tutti possano agire per far star meglio “l’altro” e che ognuno di noi possa, quindi, trasfigurare l’egoismo che è proprio della nostra società in qualcosa di straordinario. Credono inoltre che la salute di colui che ci sta accanto sia qualcosa che si può condividere: un giorno potremmo trovarci noi nel ruolo del malato.

ri dei malati oncologici e collaboratori. Annualmente sono organizzati dall’associazione stessa corsi di formazione per i Volontari di Assistenza ed incontri con il cittadino al fine di sensibilizzare l’opinione pubblica. Fiorot lancia due importanti messaggi a noi giovani studenti: il primo è quello della Prevenzione, tassello fondamentale per bloccare sul nascere malattie che si aggravano nel tempo; il secondo è quello di essere consapevoli del bene immenso che possediamo e di cui non ci accorgiamo… la vita!

“…Vogliamo per quanto possibile, che nessuno abbia a ripercorrere quel tuo calvario, figlio, che ti vede vittima nella dolcezza dei tuoi 19 anni.” PIA e SILVANO FIOROT. Davide Amianti

Numerose attività vengono svolte quotidianamente per compiere la dovuta assistenza ai malati: accompagnamento pazienti a terapie e visite, assistenza domiciliare per pazienti oncologici, consultorio di prevenzione oncologica, consultorio psicologico e molte altre. L’associazione da diversi anni svolge attività sociali di prevenzione attraverso interventi educativi presso le scuole e prevenzione a mezzo stampa con la pubblicazione del quadrimestrale “Prevenire Oggi”. L’Associazione è basata esclusivamente sul volontariato, di medici e assistenti sanitaDicembre 2009 - 15

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INCONTRO CON L’ASSOCIAZIONE “Lotta contro i Tumori Renzo e Pia Fiorot”


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CULTURA SEZIONE NEWS

SOTTOSEZIONE BIBLIOTECA

LA NOSTRA BIBLIOTECA /1 Breve cronologia dell attivita svolta

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partenza,fino ad attestare, nell’ultimo biennio, un movimennche d u r a n t e to complessivo di alcune centiquest’anno scolastico naia di documenti. Oltre alle conè continuato il Progetto che da suete attività catalogazione e di alcuni anni si occupa di costruire prestito, durante gli scorsi anni la Biblioteca scolastica. scolastici si è svolto uno straordiL’attività era iniziata con la catalo- nario lavoro di selezione e di sigazione di tutto il patrimonio do- stemazione di una ingente quantic u m e n t a l e i n d o t a z i o n e tà di materiale documentario all’Istituto e con la costruzione (contenuto in oltre 50 scatoloni), del nuovo Catalogo informatico, che era stato accumulato in biche ha completamente sostituito blioteca a seguito del trasloco delquello cartaceo e il cui archivio la sede staccata alla sede centrale, consta ora di un patrimonio di dove è stato riunito e sistemato l’intero patrimonio della biblioteoltre 4000 documenti. Di anno in anno, il patrimonio ca. Ora la biblioteca mette a diviene arricchito e aggiornato an- sposizione, in scaffali chiusi a veche grazie all’inserimento di nuo- tro, libri di vario genere e disciplivi acquisti su proposta dei vari na, assieme alle ultime novità; a materiale di specifico interesse dipartimenti disciplinari. Parallelamente alla catalogazione, sistemato in appositi scaffali tesi è pensato poi di aprire quanto matici, a numerose collezioni di prima l’archivio della biblioteca riviste vecchie o nuove (Sono olall’utenza, mediante l’attivazione tre trenta quelle attualmente in del servizio di prestito; servizio abbonamento attivo della Scuola, che poi gradatamente è stato in- tra cui Art dossier, Amadeus, centivato ottenendo un notevole Rocca, Bell’Europa, Focus, Le incremento, rispetto al punto di Scienze, National Geographic,

Medioevo, Archeo, L’Arca, Casabella, Ottagono, Psicologia, Elettronica, Airone, Chips, Archimede e molte altre ancora); al deposito dei quotidiani (come

Avvenire, il Corriere della sera, il Sole 24ore) e ad altro materiale di pregio da consultazione, offrendo all’utenza ampie possibilità di lettura o di ricerca aperte a qualsiasi tipo di esigenza. Le raccolte sono disposte in modo vsibile sugli scaffali, dove i libri sono collezionati in modo ordinato per materia(es. letteratura, scienze, arte, storia, filosofia, ecc.). Personalmente, mi ritengo soddisfatta del lavoro svolto durante questi anni e di quei passi che la Biblioteca del Casagrande ha fatto finora con l’obbiettivo di integrarsi in modo utile nel contesto dell’Istituto-Territorio. Spero che il Progetto Biblioteca possa continuare anche nei prossimi anni lungo questo iter intrapreso di maturazione, aggiornamento e arricchimento (ricerca innovazione sviluppo) e auspico perciò alla collaborazione di tutti, in particolare degli studenti, che sono invitati, se lo desiderano, a segnalare tutte le novità librarie lette e ritenute interessanti o qualsiasi altra esigenza connessa con la promozione della lettura e della ricerca.

Prof.ssa Ivana Zambon

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LA NOSTRA BIBLIOTECA /2

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perta tutti i giorni. E' questa la novità più rilevante da segnalare per la nostra biblioteca. Quest'anno una gentile e sorridente signora è a disposizione di lettori e curiosi in uno spazio rinnovato e accogliente. Vi si può andare per consultare il catalogo e chiedere un prestito, ma anche per spulciare tra gli scaffali, per sfogliare una rivista, per “assaggiare” i tanti nuovi libri che sono in corso di catalogazione, per studiare in pace durante un'ora buca. Quanto ad Internet, per ora c'è una postazione soltanto, ma tra qualche mese contiamo di poterle aumentare. Insomma la nostra biblioteca può diventare un luogo da frequentare oltre che una fonte di suggerimenti librari. A proposito di suggerimenti, periodicamente verranno consegnati alle classi gli elenchi dei libri di nuova catalogazione, in modo che tutti possano essere aggiornati sulle nuove opportunità di lettura. In questi anni di attività, abbiamo visto con un certo piacere che non è affatto vero che i ragazzi dei nostri tempi non amino leggere. Magari all'inizio gli pare il contrario, gli pare che la lettura di un libro sia nient'altro che una pizza pazzesca, una noia mortale imposta con truce violenza

dalla brutalità della scuola. Poi, però, riescono quasi sempre a scoprire che ci si può pure divertire, che una bella storia fa sognare, muove dei sentimenti, spinge a discutere, stimola delle curiosità, apre delle finestre sul mondo, sugli altri, su di sé. L'importante, comunque, è che sia un divertimento, un piacere. E non un peso. E, a proposito di divertimento, stiamo pensando ad un concorso a premi rivolto agli allievi del Casagrande: raccontare in modo simpatico (ironico, comico, spiritoso, originale) uno dei libri della nostra biblioteca. In fondo perché non giocare e divertirsi facendo ridere su una storia in origine seria? E il prof. Ferracin con una sua classe sta sviluppando l'idea di un altro concorso: la più bella poesia originale in SMS. Al momento sono solo idee ma speriamo di farle diventare presto opportunità per mettersi in gioco. Un ringraziamento sincero vogliamo rivolgerlo alle tante persone della nostra scuola (insegnanti, personale ATA, dirigenti, studenti, tecnici) che hanno contribuito operosamente al rinnovamento della biblioteca. Grazie.

Prof.ssa Elisa Lazzari Prof. Pierangelo Gobbato

ORARI BIBLIOTECA GIORNI

ORARI:

Lunedì - Venerdì

8.30 - 12.00

Sabato

11.00 - 12.00

Dicembre 2009 - 21

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Aperta tutti i giorni, per farci catturare dalla lettura


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INCONTRO CON

ANDREA ZANZOTTO

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omenica 11 Ottobre, si è svolto presso la Locanda da Lino a Solighetto i festeggiamenti dell’ottantottesimo compleanno del nostro compaesano poeta Andrea Zanzotto. Ha deciso di celebrare così i suoi 50 anni di dedizione alla poesia, circondato da familiari e cari amici editori, attori, traduttori, poeti… Mi è stata data la straordinaria possibilità di parteciparvi, non solo come rappresentante della Redazione del Giornalino scolastico ma anche come quello di tutto l’Istituto. L’opportunità di invitare

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il Poeta a venire qui a scuola è arrivata quando gli ho consegnato un piccolo presente. Dimostrando la propria volontà a fare il possibile, ha fatto capire che, come uno dei più importanti poeti contemporanei, la sua agenda è ricca di impegni e tanti gli enti che ricercano la sua presenza. Noi continuiamo a sperare che un posticino lo riesca a trovare anche per noi! In questa felice circostanza, inoltre, Zanzotto ha annunciato di aver ultimato il suo ultimo libro: Sovrimpressioni. Il libro è un'opera composita che si sviluppa e ramifica attorno a un tema centrale: quello della distruzione del paesaggio, della trasformazione dell'ambiente naturale e del concetto stesso di natura. Zanzotto coglie i segni dei mutamenti di un'epoca nella perdita di identità e nel degrado della propria terra, nel senso di soffocamento che sempre più ci minaccia. Queste "Sovrimpressioni" si realizzano in territori inquinati dove i verdi prati sono un ricordo sempre più sfumato sotto la luce lunare. Zanzotto è un testimone fiero e saldo di un mondo già inghiottito dal progresso, e ne trasfigura ciò che osserva nella fisicità

della sua poesia. Sovrimpressioni è rintracciabile ora in qualsiasi libreria (edito da Mondatori, € 11.00). In seguito è stata presentata una bozza di un antologia: verso la po-

esia, Incontri con la grande poesia veneta. E’ piccolo libretto che raccoglie le più importanti poesie (e schede esplicative) scritte nella nostra terra da poeti ormai dimenticati (Ernesto Calzavara, Luisa Zille, Diego Valeri, Patrizia Valduga). Il libro ora è ancora in fase di progettazione ma verrà presto ultimato, grazie al patrocinio della Città di Venezia e al lavoro del team di critici e appassionati. Sicuramente, una volta stampato, sarà un bellissimo strumento per accostarsi alla poesia da un punto di vista che non sia puramente accademico.

Amianti Davide


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BETRAYED

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el secondo volume della saga “La casa della notte” la vampira novizia Zoey deve destreggiarsi tra misteriose sparizioni,antichi demoni Cherooke decisi a sterminare il genere umano e capitanati da un “angelo caduto” e insicurezze: il futuro, gli amici e soprattutto Neferet, la somma sacerdotessa nonché sua mentore. Oltre a questi problemi si aggiungono: la morte della migliore amica, i genitori maniaci del controllo, lo strano triangolo amoroso in cui si è cacciata Erik– Heath-Zoey, rispettivamente vampiro-umanovampiro) e la guida delle “figlie oscure”.

D

Tutto questo è aggravato dalla consapevolezza di essere la prescelta per salvare il mondo da un terribile destino. Betrayed è un libro pieno di colpi di scena, tristezza e suspence, diverso dal primo in quanto più scorrevole nella narrazione. Ma è anche romantico e coinvolgente. Per chi si è appassionato alle avventure della novizia Zoey Redbird e vorrebbe saperne di più, non dovrà aspettare molto in quanto dovrebbe uscire a giorni, oppure, se conosce l’inglese e non riesce a resistere, basta andare su Amazon e lì troverà i sei libri in lingua originale…

Kayleigh D.

LEI CHE COSA AVREBBE FATTO AL MIO POSTO?

a questa risposta spiazzante alla domanda sul perché avesse rischiato una vita, la sua, per salvarne molte, quelle di ebrei destinati allo sterminio, deriva il titolo, La banalità del bene. Il libro racconta la storia di un uomo che, sorpreso dallo scoppio della Seconda Guerra Mondiale, si ritrovò con estrema naturalezza nel ruolo dell'eroe. Giorgio Perlasca, mercante padovano di bestiame, per cercare protezione dalle S.S. si rifugiò a Budapest, nell'ambasciata spagnola, zona neutrale. Qui ricevette una falsa cittadinanza e l'incarico di salvaguardare le case dove gli ebrei trovavano rifugio dai rastrellamenti nazisti. Perlasca cercò di salvare più vite

possibili: vestendo la sua falsa autorità di ambasciatore con il rischio di venire scoperto e fucilato dai soldati del Terzo Reich, abitualmente sottraeva ebrei alle deportazioni verso i campi di sterminio per condurli nelle abitazioni protette che gestiva. Qui ebbero rifugio e salvezza 25.000 persone di origine ebraica. In queste sue operazioni si scontrava con alcuni tra i più alti vertici nazisti quali Gera, Eichmann e Goebbels. La storia di Giorgio Perlasca venne alla luce solo mezzo secolo più tardi, nel 1989, grazie alla tenace ricerca di alcuni sopravvissuti che a lui dovevano la vita e nello stesso anno gli fu tributato un albero dei giusti a Gerusalemme. Il libro è rivolto a tutti per la

semplicità lessicale, per la sua vivacità e per i numerosi spunti di riflessione che offre, primo fra tutti quello sulla banalità del male ossia sull'indifferenza delle persone che, se non sono colpite in prima persona dalle azioni malvagie, lasciano che accadano, senza opporsi.

Elia Pederiva

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di P.C. e Kristin Cast


CULTURA SEZIONE

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BASTA CHE FUNZIONI

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oris, scienziato sessantenne in pensione, dopo un mancato suicidio causato dalle difficoltà coniugali, vive alla giornata, considerando le altre persone come degli zotici senza cervel-

lo e il genere umano un fallimento. A turbare la sua routine ci penserà Melody, una ragazza scappata da casa per sfuggire ai genitori, che riuscirà con la sua semplicità ad entrare nella vita del professore e a farsi amare. Ma nonostante il nuovo equilibrio creatosi, altre novità busseranno alla porta e altre storie si mescoleranno alla loro… Una commedia divertente, che mette a nudo i risvolti della nostra società. E ci dice cosa crea le nostre vite: il caso. Per-

ché, dopotutto, non è importante ciò che succede: basta che funzioni.

LA CUSTODE DI MIA SORELLA

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a vita di Anna, 11 anni, è un susseguirsi di operazioni e trasfusioni, necessarie per mantenere in vita Kate, la sorella malata di leucemia. Ma Anna sa che è necessario, sa di essere stato concepita in vitro per essere perfettamente compatibile con FORNITURA, POSA E MANUTENZIONE DI: BASCULANTI SEZIONALI SERRANDE PORTE CHIUSURE TAGLIAFUOCO

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la sorella. Lei sa tutto questo, e accetta di aiutare Kate. Fino a quando la madre non le impone di donare un rene alla sorella, e precludersi molte opportunità della sua vita futura. Ma quella sarà la goccia che farà traboccare il vaso, che la spingerà a portare in tribunale i suoi genitori per riprendersi ciò che le hanno tolto: i diritti sul suo corpo. Una triste storia, raccontata tramite flashback da parte dei membri della famiglia, che ci fa riflettere sulle difficoltà della vita e di avere un figlio con il cancro. Merotto Andrea


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buco nero sia 1,7-2,7 volte la massa del Sole. La scoperta è stata presentata al congresso dell'American Astronomical Society.

a volontarietà delle azioni è più una percezione che un fatto reale. Secondo uno studio pubblicato su Nature Neuroscience, il cervello umano si attiva circa dieci secondi prima che sorga la Alcuni batteri possono consapevolezza di una scelta. nutrirsi di antibiotici, i Guardando le immagini del cerpreziosi farmaci che ci vello in azione, registrate dalla difendono dalle inferisonanza magnetica funzionale, i zioni. Un'équipe di ricercatori potevano prevedere ricercatori di Harvard ha isolato anni fa, scrive Current Biology. con un'accuratezza del 60 per cencentinaia di batteri del terreno to quale sarebbe stata le scelta del capaci di usare gli antibiotici come volontario, che doveva decidere se unica fonte di carbonio. I diversi La misteriosa esplosione del 1908 a spingere un pulsante con un dito gruppi di batteri, alcuni dei quali Tunguska, in Siberia, è stata caudella mano destra o sinistra. vicini a patogeni umani e animali, sata dalla caduta di una cometa e rappresentano un pericoloso sernon da un meteorite, scrive la riviUn gruppo di astronomi della Nasa batoio di microrganismi resistenti sta Geophysical Research Letters. ha individuato il più piccolo buco ai farmaci. Sembra che l’evento sia stato senero fino ad ora conosciuto: ha un guito dalla formazione di nuvole diametro di 24 chilometri e una L'atollo di Bikini, distrutto dai test notturne luminose. Lo stesso femassa pari a 3,8 volte quella del nucleari statunitensi del 1954, onomeno si ripete a ogni lancio di Sole. Fa parte del sistema binario spita oggi una fiorente fauna acshuttle ed è causato dalla disperte J1650-500, composto anche da quatica: sono state identificate 183 sione di vapore acqueo a circa 70 una stella ordinaria. Si pensa che specie di coralli. E' stato ritrovato chilometri dalla superficie terreil limite minimo di massa per un il 65 per cento delle specie prestre. Il ghiaccio della cometa, trasenti prima dell'esplosione, con sformandosi in vapore, potrebbe livelli di radioattività normali. La aver creato le stesse nuvole. vegetazione terrestre, invece, è ancora fortemente contaminata. Il tucano usa il becco per tenersi freLo riporta uno studio pubblicato sco. Lungo un terzo del corpo, il su Marine Pollution Bulletin. becco di questo uccello è sempre stato un enigma per i ricercatori. Anche le scimmie ridono. Sono stati Secondo uno studio pubblicato su analizzati i suoni emessi da scim“Science”, potrebbe funzionare panzé, bonobo, gorilla e oranghi come un radiatore per disperdere quando gli si fa il solletico, e sono il calore, come le orecchie stati confrontati con le risate dei nell’elefante. Si è infatti scoperto bambini. La struttura sonora è che il becco può variare la sua risultata molto simile, confermantemperatura a seconda di quella do l’ipotesi dell’esistenza di una esterna, aiutando l’animale a rafforma ancestrale di richiamo, che freddarsi. forse si è sviluppata in un antenato A cura di Luce comune, tra 10 e 16 milioni di

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SOTTOSEZIONE ATOMI

ANCHE LE SCIMMIE SOFFRONO IL SOLLETICO!


SOTTOSEZIONE ATOMI

RUBRICHE SEZIONE

IL LANCIO DEL SATELLITE PLANCK Una finestra sull alba dei tempi

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’ambizioso progetto finanziato dall’ESA, Agenzia Spaziale Europea, ha visto il coinvolgimento e la collaborazione di molteplici stati, tra cui emergono quello italiano e quello francese. L’obbiettivo primario della missione consiste nel ricercare nuove informazioni sull’origine e l’evoluzione dell’Universo. Il satellite Planck ci consentirà infatti di conoscere, con una precisione mai raggiunta prima, i parametri cosmologici che determinano le proprietà dell’Universo: la sua geometria e la presenza di materia ed energia oscura. Planck è stato lanciato nello spazio il 14 maggio di quest’anno dalla base di Kourou, nella Guyana francese, una regione dell’America del Sud. La sua destinazione è un’orbita dalle

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caratteristiche ottimali per le missioni di cosmologia, situata a 1,5 milioni di km dal nostro pianeta, in direzione opposta al Sole, attorno ad un punto definito dagli studiosi punto lagrangiano L2. Si tratta di un punto di equilibrio del campo gravitazionale del sistema Terra-Sole, la cui peculiarità consiste nel godere di un ampio campo di vista che riduce al minimo l’interferenza delle emissioni solari, terrestri e lunari, garantendo una stabilità termica tale da non disturbare le misurazioni. Non appena Planck si è sganciato da Ariane 5, (che trasportava in contemporanea un altro satellite, Herschel), ha dato inizio alla manovra di inserimento in orbita, al termine della quale è cominciata l’osservazione dell’Universo primordiale. L’idea stessa di poter

“osservare” l’Universo nei primi istanti dalla sua formazione sembra paradossale, eppure grazie all’analisi radiazione tutto questo è possibile. La radiazione cosmica di fondo in questione infatti è stata emessa circa 380.000 anni dopo il Big Bang, attraversa il nostro Universo fin dalle sue origini e proprio per questo motivo contiene tutte le informazioni inerenti a questa epoca ancora in gran parte oscura. Potremmo semplicemente definirla come un’istantanea dell’Universo all’epoca della ricombinazione, ovvero quando elettroni e protoni si legarono per la prima volta, formando atomi di idrogeno ed elio. Si tratta di una radiazione di fondo a microonde, in inglese Cosmic Microwave Background, meglio nota con la sigla CMB, scoperta nel 1964 dagli astronomi A.A. Penzias e R.W. Wilson e che valse ai due


RUBRICHE SEZIONE ri. LFI è costituito da un insieme di 11 antenne e 22 radiometri, che hanno il complesso compito di misurare le radiazioni, ed è stato posizionato nel piano focale del telescopio del satellite. L’attività di questo strumento consiste principalmente nell’amplificare e depurare dal rumore strumentale la debolissima radiazione dell’Universo e nel trasformarla successivamente in un segnale elettrico, che sarà poi necessario per acquisire e decodificare le informazioni contenute dalla radiazione. La realizzazione di questo progetto ha visto la collaborazione di numerosi istituti di ricerca tra cui: Bologna, Milano, Trieste, Roma e Padova. Carlo Burigana, membro del team, nonché primo ricercatore all’IASF di Bologna e nominato “Planck Scientist” nel dicembre del 2005, ha partecipato il 12 agosto scorso ad un convegno tenutosi presso l’Istituto Comprensivo A. Fogazzaro di Follina, convegno presieduto dal Professor Luigi Toffolatti, che si occupa attualmente di astrofisica presso il Dipartimento di Fisica

dell’Università (Spagna).

di

Oviedo

Durante la serata, dedicata all’astronomia e al suo sviluppo nel corso dei secoli, da Galileo e Keplero ai giorni nostri, Carlo Burigana, ha illustrato brevemente le caratteristiche della missione Planck e ha presentato Questions of Modern Cosmology, libro che ha scritto con la collaborazione di Mauro D’Onofrio. L’esempio di questi studiosi è fondamentale. Esso ci dimostra quanto siano inutili tutte quelle proteste e discussioni riguardanti la cosiddetta “fuga dei cervelli” e la carenza di fondi devoluti alla ricerca scientifica. Problematiche così rilevanti, fondamentali per lo sviluppo stesso del nostro Paese, non si risolvono con discorsi o paroloni ridondanti, bensì con i fatti, con l’impegno e la collaborazione di tutti.

Chiara Tonin

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ricercatori il premio Nobel per a fisica nel 1978. Questo non fu l’unico Nobel assegnato per degli studi condotti sulla radiazione cosmica di fondo, infatti nel 2006, grazie alle osservazioni e alle informazioni ottenute dal satellite COBE, lanciato dalla NASA, altri due ricercatori J.C. Mather e G.F. Smoot ottennero l’ambito premio. La missione europea Planck ha dunque come scopo principale quello di studiare la CMB, che verrà attentamente osservata ed analizzata grazie all’ausilio di due strumenti collocati all’interno di un telescopio. Il primo, chiamato LFI (Low Frequency Instrument, cioè strumento a bassa frequenza), è stato concepito, progettato e realizzato da un team tutto italiano, guidato da Reno Mandolesi, direttore dell’Istituto di Astrofisica Spaziale e Fisica Cosmica di Bologna e finanziato per la parte italiana dall’ASI e dall’INAF. Lo strumento opera a frequenze tra 30 GHz, corrispondente a 1 cm di lunghezza d’onda, e 70 GHz, 4,3 mm di lunghezza d’onda. Il secondo, HFI (High Frequency Instrument, strumento ad alta frequenza) è stato progettato sotto stretta supervisione del francese J.L. Puget e opera a frequenze maggiori, tra i 100 e gli 857 GHz, e quindi a lunghezze d’onda mino-


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SEZIONE

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CULTURA SEZIONE

SOTTOSEZIONE MATTONE

TORRE AQUILEIA: Quando modernità e tradizione si incontrano

L

a laguna di Venezia riveste da sempre un ruolo fondamentale nei libri di storia dell’arte. E’ questa una delle motivazioni che spingono i grandi architetti contemporanei a volerci lasciare un loro segno, per aumentarne il valore e renderla così sempre più prestigiosa. Lo scorso 7 maggio, a Jesolo, c’è stata l’inaugurazione della torre Aquileia, definita “una finestra tra mare e laguna” e divenuta ormai il simbolo stesso della città. Il progetto, che prevedeva la riqualificazione di Piazza Internazionale, via Aleardi e Piazza Mazzini, gode di una firma rinomata come quella di Carlos Ferrater, noto architetto spagnolo al quale si riconosce, fra i suoi innumerevoli progetti, il merito del giardino botanico di Barcellona. Al lavoro hanno collaborato anche Xavi Marti, anche lui architetto spagnolo, Eleonora Mantese e Gustavo Carabajal, entrambi architetti e docenti dello Iuav (istituto universitario

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architettura Venezia).Torre Aquileia prevedeva la realizzazione di 84 appartamenti, disposti su 22 piani. L’edificio si sviluppa in pianta poligonale simmetrica; questa forma innovativa consente di avere da differenti angolazioni molteplici viste del panorama lagunare e marino. Nonostante le dimensioni piuttosto considerevoli, la torre risulta snella grazie all’accortezza usata nei materiali costruttivi; in particolar modo il piano terra, reso trasparente dalle imponenti vetrate che sostituiscono le tradizionali murature. Sono proprio questi elementi a rendere torre Aquileia un edificio ricercato e moderno.Ad un primo impatto, con questo suo aspetto, l’edificio potrebbe risultare del tutto sconnesso dall’architettura tradizionale della laguna veneziana. In realtà il suo concludersi con delle “vele” metalliche, la forma apparentemente irregolare, il basamento

leggero e il grigio delle sue finiture che brillano come accarezzate dal sole fanno risultare il perfetto legame fra antico e moderno: in ambiente lagunare la linea d’orizzonte stesa fra cielo ed acqua è punteggiata dalle figure snelle dei campanili che si consegnano al cielo in leggere ed eleganti architetture. Questa particolarità la si ritrova anche in questa torre, elemento che si eleva solo nell’orizzontalità del suo ambiente. Sembra voler cercare un dialogo con la vicina Venezia, i suoi campanili e la sua tradizione.

Paola Gallon


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Probabilmente tutti avrete sentito nominare Armani, D&G, Chanel, Alviero Martini … noi ci spingiamo ad indagare nella vera creatività, nella genialità di un nostro artista contemporaneo: Roberto Capucci, il sartoartista italiano che ha reso le forme atemporali, estranee ai revival e alle voghe, il filo conduttore di una produzione, incantevole e stupefacente, fatta di sperimentazione e volumi scultorei. Per queste prerogative Capucci appartiene, al pari di Cristobal Balenciaga e pochi altri, alla categoria dei grandi sarti architetti. Come scriveva Cecil Beaton a proposito di Balenciaga, Capucci: «non fa parte di nessuna cricca, non fa il gioco di nessuno, ma solo il proprio; rifiuta energicamente di commercializzare se stesso e il suo talento, concede poca attenzione ai mutamenti stagionali della moda, e persegue una creazione solitaria di valori che gli hanno meritato il rispetto, l'ammirazione e la protezione di coloro che sono in grado di apprezzare la sua non comune genialità». Caparbiamente fedele alla sua formazione, avvenuta prima al liceo artistico e poi all'Accademia di belle arti di Roma, dove fu allievo di Mazzacurati, Avenali e De Libero, Capucci concepisce il suo lavoro come una ricerca su forme e volumi, senza «essere ingabbiato - spiega - dall'ossessione del corpo, dal diktat di una moda che deve sottolineare o nascondere. Ho tentato di dare al vestito la sua indipendenza rispetto al corpo. Il che non significa andare contro il corpo. Significa non limitare la femminilità alla forma del corpo».

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Nato a Roma nel 1930, Roberto Capucci è una sorta di enfant prodige della moda italiana. Nel 1950, a soli vent'anni aprì nella Città Eterna, grazie all'aiuto della giornalista Maria Foschini, il suo primo atelier. Maria Foschini - racconta - mi aiutò a uscire allo scoperto e mi spronava, perchè io avevo davvero tutti contro; non avevo ancora vent'anni, lei almeno sessantadue. Mia madre diceva "ma cosa fai con quella vecchia signora?" e il marito di lei "e tu con quel ragazzino?"». Il debutto internazionale avvenne nel 1951 quando, anche se non ufficialmente, partecipò alla prima edizione delle sfilate collettive di moda italiana organizzate a Firenze da Giovanni Battista Giorgini. Di quei tempi ha ricordato: «La mia giovane età, avevo appena 21 anni, fu un impedimento alla partecipazione ufficiale alla manifestazione. Ciò nonostante Giorgini, in virtù della sua stima per me, mi chiese di vestire per l'occasione, sua moglie e le sue figlie. Fu una bomba. Giornalisti e compratori rimasero incantati dalla loro eleganza e così ciò che avrebbe dovuto passare in sordina si risolse in un clamore e questa "non-partecipazione" si trasformò, neanche a farlo apposta, nel mio primo grande successo, cui seguirono articoli entusiasti e sterminati ordini di abiti». Da allora prosegue «dentro o fuori dal coro la moda non l'ho mai lasciata perché vestire per me è un rito, una magia». La sua prima partecipazione ufficiale alle sfilate fiorentine, tra gli stucchi dorati e i tintinnanti lampadari di vetro di Murano, nella Sala Bianca di Palazzo Pitti, avvenne nel 1952.

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Fin dagli esordi, emergono dalle sue creazioni uno spiccato interesse per la sperimentazione, per le geometrie e per i volumi, tutti elementi che avrebbero continuato a definire il suo peculiarissimo stile che attinge ispirazione, di volta in volta, dall'osservazione di un'opera d'arte, dall'ascolto di una musica, ma soprattutto dalla natura in ogni sua espressione, sia essa una foglia, un fiore, un uccello in volo, un mare in tempesta. Si pensi all'abito Nove gonne che, creato nel 1956 per una "bellezza al bagno" come Esther Williams e ispirato ai cerchi concentrici prodotti da un sasso lanciato in acqua, si è presto trasformato in un classico, al punto da venir scelto per la pubblicità della Cadillac ed essere immortalato, nel 1957, in un fumetto sulle pagine del The Dallas Morning News, indosso a una sensuale e burrosa Marilyn Monroe. Nel 1958 fu la volta della Linea a scatola che, in netta antitesi con il gusto di allora, ancora sotto l'influsso del romantico e vezzoso new look di Christian Dior, scolpiva lo spazio con forme geometriche e astratte e gli valse l'Oscar della moda da parte del grande magazzino Filene's di Boston. Al principio degli anni Sessanta, ormai notissimo, incoraggiato da Eugenia Sheppard, una delle maggiori firme del giornalismo di moda americano, aprì un secondo atelier a Parigi. «A quell'epoca - ha ricordato - abitavo al Ritz, lo stesso albergo dove viveva la mitica mademoiselle Chanel. Io avevo una piccola suite, lei un grande appartamento.


SEZIONE Al principio degli anni Ottanta, la necessità di una maggiore autonomia lo sollecitò a distaccarsi dalle strutture istituzionali della moda. Decise allora di dedicarsi a tempo pieno alla ricerca artistica abbandonandosi completamente a forme fantastiche fatte di sovrapposizioni, di ventagli, di petali, di trionfi barocchi. Le sue "sculture da abitare", sempre più oniriche, sono divenute protagoniste di importanti mostre internazionali come la Biennale di Venezia che, nel 1995, in occasione del suo centenario, lo invitò a partecipare con le sue opere. E sono da ricordare, infine, altri importanti eventi che hanno reso Capucci protagonista, come ad esempio quest’ultima “Rose. Purezza e passione nell’arte dal quattrocento a oggi”, che si concluderà il 25 ottobre di quest’anno a Cuneo. Le città che sono state pronte ad accoglierlo, come dice egli stesso, hanno nomi importanti, tra cui Tokyo, New York, Berlino, Vienna, Graz, Monaco di Baviera, Roma, Firenze … e tutt’oggi Capucci vuole raccontare il suo percorso a tutti i giovani che come lui sognano di diventare grandi stilisti, e lo fa grazie all’aiuto della Fondazione Capucci, che ha il compito di stimolare la genesi di idee innovative, individuare nuovi creativi e sostenere la loro crescita nel mondo del lavoro, e di sviluppare il settore delle arti applicate agli oggetti dove forma, materia e manualità sono l’essenza. Un dono speciale che Roberto Capucci offre a tutti coloro che amano la moda, fenomeno senza confini. 

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SOTTOSEZIONE

La incontravo la mattina, piatta nei suoi agili tailleur, la sigaretta perennemente in bocca, grondante di gioielli. Aveva una classe, uno stile indescrivibili». Risalgono a quegli anni i suoi esperimenti con fibre high-tech e materiali insoliti come la plastica, il plexiglass, il metallo. Si trattava di opere, in qualche modo riconducibili alle coeve creazioni di stilisti come Cardin, Courregès e Paco Rabanne, anche se, come ha osservato lo storico d'arte Patrik Mauriès «mentre in questi ultimi la geometria delle forme, la semplicità dei volumi, la rigidità dei materiali pretendono soprattutto di essere segni di modernità, con lui (Capucci) ci si sposta in un universo puramente formale (...) in un gioco dinamico di rapporti le cui forme sembrano scaturire da se stesse». Conclusa l'esperienza parigina, nel 1968, fece ritorno in Italia. Allora iniziò una nuova fase, anche stilistica, cominciò la sperimentazione con materiali naturali come la paglia, la rafia e i sassi accostati a sontuosissimi tessuti. In quello stesso periodo Pier Paolo Pasolini si rivolse a Capucci per la realizzazione dei costumi di Teorema (1968). «Quando seppi - mi ha raccontato Capucci che la protagonista era Silvana Mangano, accettai entusiasta, ma impaurito. Mi metteva soggezione. Ma Pasolini mi disse: "rompa il ghiaccio e scoprirà una donna straordinaria". Così fu. Era riservata, fiera, di un'eleganza innata. Aveva una pelle divina, come di magnolia, un profilo magnifico con quel suo naso leggermente aquilino. Quando indossava i miei abiti, anche i più impegnativi, lo faceva con una tale naturalezza che sembrava indossasse un golf. Se arrivava in atelier con un semplice tubino beige sembrava avere una tiara imperiale. La Mangano aveva la facoltà straordinaria di rendere sublime tutto ciò che indossava».


SOTTOSEZIONE TELEVISIONI

CULTURA SEZIONE

IL SOGNO AMERICANO NEGLI ANNI ‘60 Una serie tv ce lo racconta (in) chiaro

E

lvis is dead, long live the Beatles. American Dreams è una serie televisiva ambientata nei mitici e rivoluzionari anni '60 e descrive

gli avvenimenti principali dell'America di quel tempo: l'assassinio del presidente Kennedy, la guerra in Vietnam, i movimenti per i diritti civili, il femminismo. Tutto è raccontato dal punto di vista di una comune famiglia americana con i suoi sogni. Jack, padre di famiglia, ha un negozio di televisioni dove sta a contatto con la gente ed i suoi problemi. Helen, la moglie, è una donna semplice ma che rinuncia ad iscriversi ad un corso letterario, un suo piccolo desiderio. J.J. è il figlio maggiore, gioca a football e ambisce un posto

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all'Università Notre Dame. Mag, amante della musica, impegna i suoi pomeriggi nel programma televisivo American Bandstand dove balla, mentre Patty preferisce studiare e partecipare a gare scolastiche come quella di

spelling; è una ragazza che non riesce a tenere la bocca chiusa, all'apparenza è antipatica ma lascia trapelare anche i sentimenti

più dolci e tipici della sua età. Will è il più piccolo e dà un tocco di ingenuità e tenerezza al quadro familiare con domande curiose ed ingenue. E' un telefilm a cui ci si appassiona e che riesce a trasmettere tutta la libertà di quegli anni mettendo allegria ai nostri. In America sono uscite 3 serie, in Italia la prima è stata trasmessa quest'estate dalla Rai mentre la seconda sta andando in onda su Mya nel digitale terrestre. Speriamo trasmettano le puntate rimanenti anche in chiaro, per chi è rimasto alla tv analogica come me! Teresa Menighetti.


CULTURA SEZIONE

ono Gossip Girl, la vostra sola ed unica fonte di notizie sulle vite scandalose dell'élite di Manhattan». Gossip Girl, il più celebre telefilm del momento, l’appuntamento imperdibile dopo una lunga giornata di scuola. Ma perché piace così tanto? Semplice: amore, soldi, segreti, scandali questi gli ingredienti che lo rendono un piatto davvero eccezionale.

Ragazze, chi di voi non ha mai ceduto davanti a uno di quegli sguardi penetranti e mozzafiato di Chuck Bass(Ed Westwick)? Chi non ha mai fatto un pensierino sul dolce e incantevole Nath Archibald

(Chace Crawford)?? E voi maschietti, non avete mai fatto qualche strana fantasia sulla bella Blair Waldorf (Leighton Meester),o sulla irresistibile Serena Van Der Woodsen(Blake Lively)? Sicuramente ognuno di noi qualche pensierino su qualcuno di loro l’avrà fatto, anche perché come sfuggire alle storie e agli intrighi di questi quattro ragazzi? Oltre a loro però si fanno spazio altri due personaggi che daranno del filo da torcere ai ragazzi dell’Upper East Side di Manhattan. Dan(Penn Badgley) e Jenny Humphrey(Taylor Momsen),due ragazzi provenienti da Brooklyn ma frequentanti la stessa scuola del nostro amato quartetto, sapranno infatti cavarsela alla grande di fronte agli intrighi e hai mille segreti che l’Upper East Side cela. « Kiss Kiss, Gossip Girl »

Francesca Miotello Dicembre 2009 - 35

SOTTOSEZIONE TELEVISIONI

«S

I protagonisti di tutto ciò? Ragazzi ricchi e viziati pronti a fare qualsi- asi cosa pur di ottenere ciò che vogliono. E la telecronista? La nostra amata Gossip Girl, giovane blogger dall’ identità sconosciuta che pubblica sul suo blog tutte la ultime news riguardanti le vite dei nostri adorati protagonisti.


SOTTOSEZIONE TELEVISIONI

CULTURA SEZIONE

THE MENTALIST

“M

entalist, sostantivo: persona che ricorre all’acutezza mentale, ipnosi e/o suggestione. Colui che padroneggia la manipolazione del pensiero e del comportamento”.

Ecco come si definisce Patrick Jane, consulente del CBI( California Bureau of Investigation). Fa parte di una squadra investigativa e i suoi compagni sono Teresa Lisbon( il capo), Kimball Cho, Wayne Rigsby e Grace Van Pelt. Jane usa il suo talento brillantemente e spesso è di fondamentale aiuto ai suoi colleghi nel risolvere i casi che il CBI affronta. Ma non sempre questa dote è stata portatrice di successo: in passato, infatti, ha causato una tragedia che ha segnato e segna tutt’ora la sua vita. Tempo addietro, difatti, Patrick sfruttava con spavalderia la sua acutezza mentale fingendosi sensitivo, parteci-

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pando a programmi televisivi e ingannando la gente. Ma purtroppo per lui, durante uno show, ha provocato l’ira di un misterioso serial killer, tale John il Rosso, il quale per vendicarsi gli ha ucciso moglie e figlioletta. Da allora il senso di colpa e il desiderio di vendetta lo tormentano, a tal punto che ha preso la decisione di entrare nel CBI per poter appunto seguire più da vicino le indagini su questo famoso criminale. Ok, lo ammetto: ho iniziato a guardare questo telefilm perché il sorriso e il fascino del personaggio principale, Simon Baker (Patrick Jane nello schermo), mi hanno così stregato che mi è stato quasi impossibile non cedere alla tentazione di accendere la tv e godermi un po’ di tempo “in loro compagnia”. Ho scoperto poi, però, che non solo questa seria televisiva è particolarmente innovativa e fresca, ma è anche molto appassionante, a tal punto che adesso mi diventa difficile perdere anche un solo episodio. La novità rispetto agli altri telefilm polizieschi sta principalmente nel diverso tipo di lavoro investigativo: mentre in serie televisive come C.S.I la scienza e la tecnologia svolgono un ruolo necessario e indispensabile, in “the

Mentalist” sono fattori secondari alla logica e all’intuito, molto sviluppati nel personaggio principale, ma anche nei suoi colleghi. Un’altra diversità, a mio parere, è rappresentata da Patrick Jane: non si tratta del solito superuomo che combatte contro il crimine, spinto da un forte senso del dovere, ma un uomo in cerca di una vendetta personale, che per placare il senso di colpa si mette a disposizione della polizia e del quale emerge, in alcuni momenti, il lato oscuro. Ovviamente, questa caratteristica mi ha spinto ulteriormente a seguire la serie, perché appunto è il passato di Jane a rendere la storia ancora più intrigante e misteriosa. E per chi come me volesse perdersi in indagini entusiasmanti, colpi di scena e momenti d’ironia, ne consiglio un’attenta e dedita visione!

Luce


SEZIONE SPORT

Campionato italiano Come la maggior parte di voi saprà lo scorso campionato è stato vinto dal “Monte Paschi di Siena” che è tuttora tra le squadre favorite. Ha avuto anche un buon avvio di stagione la “Benetton Basket” con l’arrivo del nuovo play-maker D. Hacket proveniente da un college americano nel quale si è fatto una buona reputazione. E ora con l’aiuto di J. Wallace e G. Neal stanno rinnovando il prestigio dei migliori anni della giovane Benetton chiamata così perchè la nuova rosa della squadra è composta da giocatori giovani infatti si contano solo cinque giocatori della squadra del 2008. Nonostante questo i nuovi giocatori stanno avendo un buon legame e una buona intesa coi veterani. Oltre a queste due squadre ci sono altre squadre come “Armani Jeans” che stanno giocando un buon campionato con i loro nuovi acquisti. Campionato NBA Prenderà il via a fine ottobre la stagione 2009/2010 del campionato di basket più famoso e seguito del pianeta. L'NBA ha riaperto i battenti il giorno 28 con il primo appuntamento dell'opening night che vedrà opposti Lakers e Clippers in un derby che si preannuncia infuocato. Chicago Bulls I Bulls iniziano la stagione con una squadra sicuramente più forte di quella dell’anno scorso ma più debole di quella che ha dato filo da torcere a Boston nei playoff. Ora con tutte le buone intenzioni, però non è mica facile rimpiazzare il miglior marcatore di una squadra (Been Gordon) La crisi c’è per tutti, è vero, Chicago ha scelto di mollare Gordon e tagliare Tim Thomas per risparmiare un po' di contanti. Cleveland Cavaliers L’arrivo di Shaq uno dei compagni di Lebron è Ilgauskas che partirà per forza di cose dalla panchina, non credo che a Lebron non farebbe piacere vincere un titolo e proprio per questo è arrivato Shaq. Per trascinare i suoi compagni al titolo NBA.

Milwaukee BuchersDa una parte Skiles, allenatore dal pugno di ferro che urla come un matto, ma anche ex playmaker che detiene il record del maggior numero di assist in una partita. Dall’altra Brandon Jennings playmaker giovane, talentuoso con un gioco un po’ troppo da playground.

Duccio Santin e Luca Chinellato

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TEL.0438.840253

FAX.0438.980068 Dicembre 2009 - 37

SOTTOSEZIONE BASKET

IL BASKET...in giro per il mondo


SOTTOSEZIONE IPSE DIXIT

SEZIONE SVAGO

Ipse dixit Alunno: Prof, ma in quinta si fa astronomia tutto Prof.: Se mi giro e vedo qualcuno che parla...tipo te l'anno? P.! Prof: No, si fa anche geologia. Alunno: Ma prof! Io stavo ridendo!! Alunno: Ma no prof facciamo solo astronomia...del resto la geologia a cosa serve? Prof.: Cosa state facendo? State giocando?? Prof.: sono geologa. Alunno: Io mi stavo grattando... Alunno (tra sé, nel delirio generale): ops. Prof.: Perché credi di aver fatto bene questo esercizio? Alunno: Perchè ho l' x factor!

Prof: ...anzi no, cancellate tutto quello che ho detto. Beh, non tutto tutto!

Prof.: Fate silenzio mentre scendete Prof. (parlando dei precari): Io sono un ologramma, Alunni: Ma tanto non ci sente nessuno voi adesso mi vedete ma potrei sparire da un moProf.: Allora urlate pure! mento all'altro!

A cura di Teresa Manighetti Alunno: Mi è entrato qualcosa nell'occhio. Prof.: Fallo accomodare. Alunno: Ma tipo mattiamo che uno voppia... Alunno: Someone = Simeone Alunno: Ma la barriera corallina è una specie di cimitero? Alunno: Chi sta urlando? Prof: Io! Alunno1: Cos'è un delitto? Alunno2: Una cosa che ci spetta Alunno1: un delitto, non diritto! Prof.: Comunque questa cosa c'è scritta nel libro. Alunno: No prof, non c'è... Prof.: Ma che libro sfigato avete?! Prof.: I tuoi commenti possono essere considerati un'interruzione indebita. Alunno: Beh prof mi sa tanto che in-debita non prevede che porterà al debito!

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SEZIONE SVAGO SPORT

SOTTOSEZIONE BASKET GIOCHI

ALLENA - MENTI

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Racoon numero 1 dell' Anno Scolastico 2009-2010