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La ricchezza del Paese stava svanendo tra le lotte intestine di città, ducati e Stati un tempo fiorenti. Tale ruolo passa alla Francia. All'Italia rimane anche questo merito; quello di aver dato vita e impulso all'arte culinaria europea.

Il Settecento, secolo dei lumi e la cucina franco napoletana Vincenzo Corrado La letteratura gastronomica italiana riappare soltanto alla fine del Settecento. Nell'Italia del Nord viene pubblicato nel 1794 un piccolo libro, “La cuoca cremonese”, rivolto alla borghesia cittadina piuttosto che ai professionisti; gli ingredienti sono suddivisi in maniera moderna, tra verdure, carne e pesce, con grande attenzione alla stagionalità. Nello stesso periodo, nel 1779 Antonio Nebbia pubblica “Il cuoco Maceratese” all'interno del quale presenta un’ampia proposta di primi piatti, quali pasta, gnocchi e riso al posto delle solite creme di stile francese; molti piatti sono a base di verdure mediterranee, condite con olio e erbe aromatiche. Allo stesso modo a Napoli, nel 1773 Vincenzo Corrado, pubblica “Il cuoco galante”. Poniamo l'attenzione sull'opera di questo autore e interprete della cucina del Sud per diverse e importanti ragioni: Napoli è una grande metropoli, paragonabile a Parigi, Londra e Vienna; una vera capitale di un regno non certamente arretrato come spesso si pensa erroneamente; si sviluppa a Napoli una straordinaria cucina aristocratica e ovviamente francese che si mescola alla cucina popolare partenopea, il testo lascia molto spazio alla cucina vegetariana. I viaggiatori europei che giungono in Italia raccontano tutti di una cucina italiana molto attenta all'uso di verdure, erbe, pane e olio e si meravigliano dello scarso consumo di carne. Non siamo alla dieta mediterranea e forse si tratta solo di povertà che aguzza l'ingegno. Il testo presenta tredici ricette a base di pomodoro, a cominciare da una “Zuppa alli pomodori” che sembra proprio la pappa al pomodoro toscana e quasi una sorta di anticipo della salsa di pomodoro per condire la pasta. Infine, nell'edizione del 1798 si introduce un trattato sulla patata, sulla base delle esperienze francesi seguite alla promozione dell'agronomo Parmantier. Oggi il pomodoro e le patate, la pasta al pomodoro e sughi simili, la pizza, ma anche le sfogliatelle, i gattò (gateau) i babà, la pastiera, le frittelle rappresentano un incredibile “miscuglio” gastronomico cosmopolita di prodotti americani e europei, cucina francese

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storia enogastronomia nazionale  

storia della enogstronomia ad uso studenti alberghiero

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